Sei sulla pagina 1di 19

Diritto Pubblico è l’insieme di regole che riguardano lo stato e il rapporto tra Stato e cittadino con

lo Stato in posizione “privilegiata”; Diritto Privato regola i rapporti tra cittadini o tra cittadino e
Stato ma con lo Stato che si pone al livello del cittadino.
Diritto Pubblico si suddivide in: D. Costituzionale, Amministrativo, Processuale Civile e
Processuale Penale, Internazionale, ecc.
Diritto Privato si suddivide in: D. Civile, di Famiglia, Commerciale, del Lavoro, ecc.

Si distingue il diritto oggettivo, ovvero l’insieme delle norme giuridiche (o meglio ordinamento
giuridico), dal diritto soggettivo, cioè la posizione giuridica di un soggetto entro un rapporto.
Diritto oggettivo è l’insieme di regole giuridiche che sono riconoscibili come tali per:
• la fonte stessa delle regole (Parlamento)
• perché hanno una forza che consiste nel sanzionamento (che giuridicamente ha significato
neutro!) nel caso di mancata osservanza delle stesse.

Lo Stato è suddiviso nei poteri Legislativo, che emana le leggi, Esecutivo, che le fa applicare, e
Giudiziario, che si occupa dell’applicazione delle leggi nelle singole vicende concrete quando le
norme non vengono rispettate.

La norma è generale (riguarda la collettività nella sua interezza) e astratta (a prescindere da fatti
storici concreti o ritenuti verificabili). Ad es. la non retroattività delle leggi, per evitare che esse
vengano create sulla base di avvenimenti concreti.

Il giudice ha il compito di interpretare/applicare la legge generale e astratta nel fatto concreto.

L’interpretazione viene detta:


• Autentica se lo stesso legislatore emana un’altra legge con lo scopo di “interpretare” la legge
originale. In questo caso, la legge che fornisce l’interpretazione all’originale è retroattiva,
ovvero la legge originale mantiene la validità anche dopo la redazione della sua
interpretazione.
• Giurisprudenziale se è il giudice ad interpretare la legge, portandola dall’astratto al
concreto.
• Dottrina se l’interpretazione viene data dai professori di diritto che studiano le norme.

Certezza del diritto: la collettività accetta le norme come strumento di risoluzione dei conflitti.

Gli ordinamenti come quello italiano vengono detti Civil Law, mentre quelli dei paesi anglosassoni
Common Law. Nei primi, il giudice può dedurre dal generale della legge al caso concreto in
questione, ma non può “inventare” una sentenza; nei secondi, invece, non esistono norme generali
astratte, ma ogni sentenza diventa esemplare per tutti i casi simili successivi.
Negli ordinamenti di Civil Law il giudice ha il compito di verificare che solo le leggi vengano
applicate al caso in questione, mentre negli ordinamenti di Common Law gli avvocati cercano
inevitabilmente di evidenziare le differenze con i casi precedenti per ottenere pene minori.

Nel nostro ordinamento è presente la Corte di Cassazione, che ha un’unica sede a Roma ed è la
sola che emetta sentenze definitive.
Tuttavia, se la Cassazione valutasse in un certo modo un determinato caso, i vari tribunali sono
liberi di emettere sentenze contrarie alla Cassazione in casi del tutto analoghi purchè apportino
valide motivazioni giuridiche; una volta giunte in Cassazione, queste sentenze divergenti possono
convincere la Corte Suprema a “cambiare idea”. N.B. Le sentenze di Cassazione non sono
comunque revocabili.

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


• L'ordinamento giuridico è costituito da leggi coattive, cioè da leggi che se non rispettate
prevedono una reazione (sanzione).
La norma è ciò che impone un certo comportamento
Le norme sono costituite da precetti (positivi se impongono qualcosa; negativi se impongono di
non fare qualcosa) e da eventuali sanzioni.
Il precetto è la descrizione della regola di condotta.

• N.B. la norma è diversa dall'articolo di legge. Ad esempio può essere che per avere una
norma completa servano più articoli...

• Fattispecie indica l'insieme degli elementi che determinano l'ambito di applicazione della
norma.
es: "chi cagiona la morte di un uomo..." indica che la norma vale se una persona compie l'azione
(causa-effetto) di uccidere (ambito) un'altra persona.

• Fattispecie è quindi la tipicità del fatto.

• Sanzione è la reazione dell'ordinamento e non è per forza negativa.

• La norma generale ed astratta deve poi essere applicata alla realtà. Si avrà quindi una
fattispecie concreta da applicare al fatto concreto. Ciò implica un procedimento induttivo
(dal generale al concreto) ma anche deduttivo (possibilità di applicare la norma al caso
concreto)
Tra i tre tipi di interpretazione delle norme, fondamentale è quella del giudice, cioè quella che
consiste nell'applicazione delle norme gen. e astr. alla realtà, ovvero l'interpretazione
giurisprudenziale.
Dall'operato dei giudici si deduce quindi il cosiddetto diritto vivente, cioè la distinzione tra le norme
utili e quelle che anche se ancora in vigore sono diventate inutili perchè superate.

• Produzione delle norme: il legislatore può ipotizzare in astratto qualcosa che può
succedere, oppure "osservare" la realtà e regolamentare ciò che è già successo; nel 1° caso il
legislatore è tempestivo ma sarà visto come autoritario; nel 2° caso il legislatore è in ritardo.
Il diritto privato si trova in parte nel codice civile, ma in parte in una serie di leggi che hanno
seguito il processo di produzione delle norme.

• [Il giudice non può rifiutarsi di risolvere una questione. Se non trova norme (gen e astr)
inerenti al problema, può ricorrere all'interpretazione analogica, ovvero ricercando delle
norme inerenti a casi concreti analoghi che potrebbero servire per il problema in questione.
Se anche l'interpretazione analitica non va a buon fine, può ricorrere ai principi
fondamentali dell'ordinamento da cui può trarre direttamente la soluzione del caso concreto:
questo procedimento viene detto analogia iuris.] art 12 Preleggi.

• Le preleggi contengono i criteri che consentono all’interprete di dare un senso alle norme.

• Interpretazione teleologica: interpreta le parole tenendo conto degli scopi perseguiti dal
legislatore.

• Interpretazione evolutiva: tener conto dell’evoluzione della società e dei costumi (entro
certi limiti).

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


• Preleggi contengono l’elenco delle fonti del diritto.

• Art. 1: gerarchia tra le fonti:

1. fonti di 1° livello:
• la costituzione contiene i principi
generali del diritto oggettivo
(principi inviolabili)
• le norme UE, che non hanno
effetto diretto sul nostro
ordinamento, ma vanno ratificate
come leggi nazionali.
2. fonti di 2° livello:
• la legge
• i decreti
• i regolamenti
• gli usi
• In questa gerarchia le fonti di livello inferiore non possono andare contro le fonti di livello
superiore.
• Fonte indica un atto complesso di formazione normativa.
• Codice civile, codice penale, codice di procedura civile e codice di procedura penale sono al
livello delle leggi ordinarie (3°).
• Il diritto privato ha fonti nella costituzione. Es. art.3: l’uomo è uguale alla donna, anche nel
rapporto matrimoniale (esempio); art.18: libertà di associazione (creazione di società); art.29
e 30: lo Stato riconosce la famiglia ecc; art. 40-41-42.
• Il diritto privato ha i fondamenti nel codice civile, ma ci sono anche leggi speciali che sono
parte delle basi del diritto privato, ma queste sono sempre entro lo schema del cod. civile.

• Il codice civile entra in vigore nel 1942 (N.B. la costituzione è del 1948!), ma anche essendo
precedente alla costituzione, il codice non è quasi mai entrato in conflitto con la
costituzione stessa; questo perché il codice non era di stampo fascista ma era già
“costituzionale” e aveva una sensibilità sociale “moderna”.
Il codice ha la base nel diritto romano, al quale seguì una perdita dei valori giuridici con il
Medioevo e una successiva rinascita con il successivo sviluppo del commercio nel Nord-
Ovest. Napoleone studia diritto romano e si rende conto che la trasmissione orale delle
“consuetudini private” vigente in Francia è inadeguata. Nasce così il primo codice civile,
quello francese, basato sulle consuetudini prima esistenti ed impostato sulla preservazione
della proprietà privata.
Nel Nord-Est i tedeschi, che occupavano quei territori, si preoccupano di creare un loro
codice civile (B.G.B.) basato sull’individuo.
Al Sud gli spagnoli creano a loro volta un codice civile, mentre nascono altri codici civili
prodotti dai vari stati del Centro.
Con l’unità nazionale del 1861 nasce la necessità di un unico codice civile.
Nel 1865 abbiamo il primo codice civile italiano: altro non era che la traduzione di quello
francese (la proprietà privata) fatta però da persone che seguivano l’ottica tedesca
(l’individuo). Entro la fine dell‘800 si decide di creare un codice civile vero e proprio. Così
nel 1942 esce l’ultimo codice civile, il quale non è chiaramente fascista perché i lavori erano
iniziati mezzo secolo prima.

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


• Il codice civile ha 6 libri divisi in titoli che a loro volta sono divisi in capi e sezioni.
1. libro delle persone: disciplina la famiglia, le persone, ecc. (450 art. ca.)
2. libro delle successioni e cause di morte: disciplina le vicende che regolano la morte (400
art. ca.)
3. libro delle proprietà e dei diritti reali: (400 art. ca.)
4. libro delle obbligazioni: disciplina i rapporti obbligatori e i contratti (1000 art. ca.)
5. libro del lavoro: disciplina il lavoro subordinato e le società (600 art. ca.)
6. libro della tutela dei diritti: regole di diritto sostanziale che tutelano i diritti contenuti nei
libri precedenti.

Processo civile:
• 1° Grado→ tribunale / giudice di pace→ sentenza
• 2° Appello→ Corte d’appello / tribunale→ sentenza
• 3° Cassazione→ Corte di cassazione (vedi app. precedenti)
N.B. per passare al grado successivo occorrono meno di 30 giorni, dopo i quali se non c’è stato
ricorso la sentenza passa in giudicato, cioè diventa definitiva.
La cassazione non esamina tutta la vicenda, ma si limita a verificare la corretta applicazione delle
norme nei gradi precedenti.

Elementi di un processo:
• Giudice→ posizione di terzietà per essere imparziale ed immediato
• Attore→ da “agire” e azione
• Convenuto→ da “convenio”: convocato, citato.
L’attore cita in giudizio il convenuto con un atto di citazione davanti al giudice. L’atto viene
mandato dall’attore al convenuto, il quale preparerà un atto difensivo per esporre la sua versione dei
fatti.
N.B. né l’attore né il convenuto possono stare in tribunale da soli, ma il giudice deve poter conferire
con gli avvocati delle parti. Il giudice quindi legge i due atti e decide.
Onere della prova: le parti sono tenute a provare i fatti su cui basano le loro argomentazioni:
l’attore deve provare i fatti costitutivi; il convenuto deve provare i fatti che supportano la sua
eccezione.
Il giudice deve decidere in base alle prove presentate dalle parti→ non può richiedere altre prove
“nascoste” anche qualora egli stesso ne sia a conoscenza.

Principio dispositivo della prova: le parti possono portare le prove che vogliono; il giudice deve
decidere su quali prove→ iusta alligata et probata partium.

Sono ammesse come prove sia documenti o scritture sia prove testimoniali (testimonianza di terzi).

Il rischio di questo sistema processuale è che i fatti accaduti veramente siano diversi da quelli
presentati in tribunale.
N.B. le prove presentate in 1° grado sono definitive→ negli appelli successivi c’è il divieto di
presentare nuove prove.

Categorie:
1. la norma fonda dei rapporti sempre tra persone; ci sono dei soggetti di diritto
che sono le persone (fisiche o giuridiche). Tutte le norme sono destinate a
persone, non a cose!

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


2. le persone interagiscono tramite un rapporto: si chiama giuridico quel rapporto
che è rilevante per il diritto. Il rapporto può essere tra due persone singole
(rapporto relativo) o tra una persona singola e la collettività (passivo, la persona
ha un diritto/dovere verso chiunque→ diventa rapporto relativo solo al momento
di una lesione).
3. può darsi che in un rapporto tra persone siano implicate anche cose come oggetto
del rapporto.
4. fatti→ accadimento della realtà; fatti storici distinti dai fatti giuridici, cioè da
quelli che hanno rilievo per il diritto, ovvero quelli che hanno norme che li
riguardano. (le norme distinguono quindi fatti giuridici e non).

I fatti giuridici:
1. possono prescindere dal comportamento umano→ meri fatti
2. possono presupporre un artefice umano→ atti
• atti di scienza (es. dichiarazione di una cosa di cui si è a
conoscenza)
• atti di volontà = negozi giuridici(compiere un atto dal quale ci si
aspetta effetti voluti)
atti di volontà
• da una sola parte = unilaterali
• da due o più parti = bi / plurilaterali
negozi giuridici bi / plurilaterali
• personali
• patrimoniali = contratti

Il rapporto giuridico è sempre tra due o più parti, e vi è sempre un lato attivo e uno passivo.
• Diritto soggettivo (lato attivo)→ una serie di facoltà (singola componente di un atto passivo);
interesse (legittimo) nei confronti della pubblica amministrazione; potestà.
• Dovere, obbligo (lato passivo)→ dovere; soggezione; onere.

• Diritto soggettivo→ situazione giuridica attiva per cui un soggetto può pretendere una
determinata condotta da un altro soggetto.
• Dovere, obbligo→ situazione giuridica passiva per cui un soggetto è sanzionato se non tiene
una determinata condotta.
• Facoltà→ forma di manifestazione del diritto soggettivo (di norma non è autonoma, ma ne è
una parte).
• Potestà→ (rapporto genitore / figlio) è un potere / dovere attribuito ad un soggetto non
nell’interesse proprio ma nell’interesse del soggetto che gli è sottoposto.
• Soggezione→ posizione giuridica di chi patisce una potestà.
• Onere→ posizione passiva distinta dall’obbligo perché è una condotta al fine di ottenere un
vantaggio; obbligo = sanzione, onere no. (es. se voglio vincere alla lotteria devo comprare il
biglietto, ma se non lo compro nessuno mi dice niente). Caso giuridico: onere della prova.
• Aspettativa→ diritto soggettivo sottoposto a condizione→ posizione transitoria; attesa che si
realizzi un fatto affinché diventi diritto soggettivo vero e proprio. Ad es. “i concepiti sono
tutelati (aspettativa) in attesa che si compia l’evento nascita”.

Classificazione diritto soggettivo


Criterio:
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
diritto patrimoniale (utilità economica)
1. contenuto del diritto
diritto non patrimoniale (utilità diversa da quella economica)
diritti disponibili
2. a seconda che il titolare possa / non possa cedere i diritti che ha
diritti indisponibili

diritto assoluto (se è nei confronti della collettività)


3. lato passivo del rapporto
diritto relativo (o personale) (se è nei confronti di uno o più
soggetti definiti).

N.B. può darsi che diritto attivo e diritto passivo siano costituiti da più soggetti (ogni parte –attiva o
passiva- può essere costituita da una pluralità di soggetti)

• diritto assoluto→ lato passivo costituito dall’intera collettività. Il soggetto attivo può solo
pretendere dalla collettività la non ingerenza (interferenza)→ pretesa o contenuto negativo.
• diritto relativo→ può avere contenuto variegato. Es. un creditore può pretendere un “dare”,
“fare” (positivi) o “non fare” (negativo).

• Persone (soggetti di diritto)→ centro di imputazione di diritti e di doveri


1. persone fisiche
2. persone giuridiche (insieme di unità che l’ordinamento riconosce come soggetto di
diritto)→ entità astratte.

1. PERSONE FISICHE

Art. 1 cod. civ.→ “ogni essere umano acquista alla nascita la capacità giuridica”→ è titolare di
diritti e di doveri.
• nascita→ momento in cui si acquista la capacità giuridica
• morte→ momento in cui si perde la capacità giuridica

• concepito→ esistono norme (libro 2 cod. civ.) per la successione che consentono la successione
a individui non ancora nati→ aspettativa
• possibilità che un concepito subisca un’azione illecita→ legge speciale sull’aborto volontario

• morte (fisica)→ si intende la cessazione delle tre funzioni vitali

• incapacità→ (oltre alla capacità giuridica c’è la capacità di agire)→ capacità di esercitare diritti
e doveri→ minore di età significa capacità giuridica ma non di agire→ questa si acquisisce al
compimento del 18° anno→ in certi casi il legislatore ha indicato età inferiori (es. diritto al
lavoro subordinato: 15 anni) e in altri età superiori (es. presidente della repubblica: 45 anni).
Mera incapacità naturale→ è quella transitoria: vicende psichiche per cui uno non è in grado di
intendere e di volere momentaneamente.
Incapacità naturale→ altra cosa è la malattia psichica durevole! Per questi casi specifici ci sono
tre tipi di istituzione:
• interdizione
• inabilitazione
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
• amministrazione di sostegno
Deve esserci infermità mentale durevole tale da rendere il soggetto incapace di provvedere da
solo ai suoi interessi.
• tutore→ decide per il soggetto incapace
• curatore→ compie atti per il soggetto incapace.

CONCEPIMENTO
successione

Responsabilità civile

NASCITA
Art. 1 cod. civ. capacità giuridica

rappresentanza

18
Art. 2 cod. civ. Capacità di agire

MORTE→ perdita della capacità giuridica e di agire

• rappresentanza: istituto che consente al soggetto A di modificare la sfera di volontà del soggetto
B senza che B lo voglia espressamente.→ in pratica i genitori decidono per i figli minorenni.

Il codice civile presuppone la capacità di intendere e di volere ai 18 anni, ma questa capacità può
venir meno.

Se l’incapacità naturale è transitoria→ non capita nulla.


Se l’incapacità naturale è durevole→ istituti di cui si è già parlato.

• Istituti: (art. 403 titolo 12)


1. Interdizione (art. 414)→ persone che possono essere interdette

Significa che solo un giudice può far sì che una persona sia interdetta

Possono essere interdetti→ infermità di mente abituale ↔ incapacità di provvedere ai propri


interessi.
Art. 417→ istanza di interdizione→ può essere promossa dalle persone (*attori*) indicate
dagli art. 414 e 415 ecc.→ queste persone sono detti “legittimati attivi all’esercizio
dell’azione”. Il *convenuto* è la persona che si vorrebbe fosse interdetta, ma sono tenuti a
presentarsi come “legittimati passivi” tutti gli altri individui che potrebbero richiedere
l’interdizione, per tutelare l’interdicendo nei confronti di qualcuno che volesse farlo
interdire senza un valido motivo.
Non basta la cartella medica→ un medico deve fare una perizia su incarico del giudice.

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


Art. 419→ l’interdicendo deve essere sentito dal giudice e questi può d’ufficio decidere di
interrogare, assumere informazioni ecc. (cosa che va contro il principio generale del
comportamento del giudice).
Sentenza: il giudice toglie la capacità di agire. La sentenza è resa pubblica con l’annotazione
a margine dell’atto di nascita.
Libro VI→ pubblicità di atti conoscibili da terzi; pubblicità notizia→ tenuta di registri di
stato civile in cui sono annotate le vicende dello stato fisico delle persone (nascita, morte,
matrimonio, cittadinanza).

2. Inabilitazione→ sia per infermità di mente che per altri motivi


Art. 415→ inabilitazione se l’infermità non è grave. Anche però per prodigalità o per abuso
abituale di alcool e droghe→ tutela del patrimonio famigliare.
Anche i ciechi e i sordomuti dalla nascita perché non hanno ricevuto un’educazione
adeguata.
→ anche per l’inabilitazione bisogna far domanda al giudice→ stessa procedura.
N.B. se l’interdetto o l’inabilitato guarisce o migliora, serve un processo per revocare il
provvedimento.

3. amministrazione di sostegno (art. 404)→ volto ad anziani senza sostegno famigliare.


Qualcuno amministra per lui il patrimonio. Non sono di per sé malati, ma hanno limiti per
l’età, malattia fisica, ecc.
• tutela patrimoniale
• per migliorare i servizi sociali di assistenza.

• Minore emancipato
L’ emancipazione è collegata al matrimonio (per il quale occorre avere capacità di agire).
Il sedicenne che voglia contrarre il matrimonio deve sottoporre la domanda al tribunale per i
minori portando giustificate circostanze e valide motivazioni→ art. 84 comma 2.
Se il sedicenne si sposa, acquista una parziale capacità di agire rendendo questo minore come
un inabilitato. Si serve dell’aiuto di un curatore solo per gli atti di straordinaria
amministrazione.

• La capacità giuridica si perde solo per morte


La capacità d’agire si perde solo per interdizione (e per morte)
La capacità d’agire viene limitata per sentenza di inabilitazione
La capacità d’agire viene limitata per decreto di amministrazione di sostegno
La capacità d’agire viene limitata per il caso di emancipazione

PERSONE GIURIDICHE
Entità astratte formate da più persone fisiche, a volte anche da cose, volte ad uno scopo→
separazione della vicende personali da quelle dell’entità astratta.

Se lo scopo dell’entità astratta è lucrativo→ società → libro V (“sul lavoro”)


Se lo scopo dell’entità astratta non è lucrativo→ associazioni
fondazioni → libro I dopo le persone fisiche
comitati

Non tutte la entità astratte hanno personalità giuridica (art. 18 cost.).

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


Criterio per distinguere le entità con personalità giuridica e senza: dipende dalla configurazione che
è dettata dal cod. civile per quel tipo di associazione. In breve, c’è personalità giuridica se il
patrimonio dell’entità astratta è separato da quello delle persone che costituiscono l’ente.

• Scopo comune
• Entità collettive→ bisogna che qualcuno le gestisca→ persona fisica che opera per l’ente→
persona fisica (stessa) che ha la rappresentanza legale per l’ente. Tale persona fisica può
tramite la sua volontà modificare la sfera giuridica dell’ente (=rappresentanza legale).
• Esiste un accordo a monte dell’ente che detta lo scopo e le regole di organizzazione dell’ente
(statuto). Lo scopo può essere variato solo modificando lo statuto.
• Necessaria presenza di un accordo costitutivo dell’ente→ statuto
• Le entità collettive sono pensate per una durata di tempo illimitata→ è probabile che l’ente
subisca modifiche (sia oggettive che soggettive); soggettive→ si tratta di contratti aperti tra i
soci, che in pratica serve per far variare il numero dei soci senza dover rivedere lo statuto. Se
invece c’è la sostituzione di un socio, il socio uscente “vende” la sua posizione al socio
entrante→ è una successione!

Soggettività astratta formata da persone fisiche e/o beni

CLASSIFICAZIONE DEGLI ENTI (ART. 11 LIBRO I TITOLO II)

1. pubblici privati

(art. 11) governati dal diritto pubblico→ accomunati art. 18 ←codice civile (art. 12 abrogato)

2. scopo lucrativo→ società


scopo non lucrativo→ associazioni, fondazioni e comitati.
3. con personalità giuridica→ patrimonio distinto da quello dei soci→ autonomia patrimoniale
senza personalità giuridica

• ASSOCIAZIONI

(ART 14) (ART 16) (ART 18) (ART 20) (ART 21) (ART 23) (ART 24→ comma 1→ la
qualità di associato non è trasmissibile né in vita né per morte.)

CAPO III→ riconoscimento = atto amministrativo che rende l’ente persona giuridica
Associazioni forti→ persone giuridiche→ riconosciute
Associazioni deboli→ non sono persone giuridiche→ non riconosciute
• COMITATI

(ART 39) (ART 40)

• FONDAZIONI

→ non sono a base personale→ fondate su beni patrimoniali destinati a uno scopo (ART 28).

• SOCIETA’→ indica il contratto con cui due o più persone conferiscono beni o servizi per
l’esercizio in comune di un’attività economica al fine di trarre utili
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
→ indica l’entità che si costituisce in virtù di quell’accordo.
• Tipi di società (2249)

N.B. tipico→ 1. ciò che è previsto dalla legge


2. ciò che è previsto dalla legge in numero chiuso→ non sono ammesse altre
figure di diritti se non quelle previste dal legislatore.
• società→ entità astratta nata dalla presenza di un patrimonio sociale
→ destinazione al perseguimento di utili.
N.B. se gli utili non ci sono, la società rimane attiva.

• Tipi di società: 1. società di persone società di capitale

l’apporto di ciascun apporto personale


socio è più diretto praticamente inesistente

autonomia patrimoniale autonomia patrimoniale


imperfetta perfetta

ci sono casi in cui il completa distinzione


patrimonio dei soci tra patrimonio sociale
viene utilizzato per e patrimonio dei soci
coprire eventuali
debiti della società

1 S.S. soc. semplice 4 S.R.L. soc. a responsabilità


2 S.A.S. soc. in limitata
accomandita semplice 5 S.P.A. soc. per azioni
3 S.N.C. soc. a nome 6 S.A.A. soc. in accomandita
Comune per azioni

N.B.→ SRL non può essere costituita da una sola persona!

2. società lucrative società cooperative (7)


scopo mutualistico

non per dividere gli utili


ma per usare gli utili per
scopi comuni→ tipo
assistenza collettiva

3. società commerciali società non commerciali


(agricole)

• Diritti della personalità (diritti assoluti)


Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
Non sempre il legislatore definisce i diritti della personalità
Disciplina tre diritti: art. 5 (salute); art. 6 (nome); art. 7 (tutela del nome→ azione inibitoria
per tutela); più l’art. 10 (ciò che si è detto per il “nome” vale anche per le persone giuridiche).

• LIBRO III “DELLE PROPRIETA’”


Disciplina la categoria delle cose
Tratta la proprietà (diritto reale), i diritti minori (sulle cose altrui) e il possesso (vicenda di fatto,
non un diritto, e che assomiglia all’esercizio di un diritto reale).
Art. 810→ distinzione tra beni con rilievo giuridico e non.

I beni possono essere classificati per applicare norme civiliste.


Distinzioni
• Possibilità di dislocazione spaziale→ beni mobili e immobili (art. 812)
La proprietà di beni immobili è gravata da imposizioni tributarie fiscali.
I contratti per gli immobili sono vincolati alla forma scritta per garanzia dato il valore e per
la pubblicità (atti che possono essere resi pubblici attraverso il pubblico registro
immobiliare→ scrittura tenuta da un soggetto (conservatore del pubblico registro) in un
ufficio (conservatoria dei registri immobiliari); N.B. pubblico registro è diverso dal catasto:
il primo serve per i diritti, mentre il secondo per i rapporti tributari).→ pubblicità
dichiarativa→ incide sulla opponibilità del diritto reale nei confronti di terzi→ per far
conoscere e per risolvere problemi tra soggetti.
• Possibilità per lo Stato di comprimere il diritto di proprietà.
→ proprietà immobiliare patisce più vincoli dal diritto pubblico che non la proprietà
mobiliare.
• Equivalenza economico – sociale dei beni→ beni fungibili (o di genere) e infungibili (o di
specie)
Es. fungibili→ possono essere scambiati l’uno con l’altro indifferentemente
1 litro di s. bernardo è uguale a un altro litro di s. bernardo
infungibili→ prodotti in unico esemplare→ impossibile sostituire gli uni con gli altri.
La gioconda non è sostituibile con nessun altro quadro.
I beni di genere non periscono (è sempre possibile trovarne un altro uguale). I beni di specie
possono perire.

Se un bene fungibile perisce, chi doveva consegnarlo non è tenuto a rispondere della perdita
di tale bene.

Ciò che soddisfa un interesse


• BENE
Cosa suscettibile di formare oggetto di diritti

pubblici
• BENI privati
Ecclesiastici

immobili
• BENI
Mobili

fungibili
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
• BENI
Infungibili

• A seconda dell’uso, BENI consumabili e inconsumabili


consumabili→ beni per i quali è possibile un solo uso (es. alimenti)
inconsumabili→ beni suscettibili di un utilizzo ripetuto

DENARO: se intendo il foglio di carta, non si esaurisce fisicamente→ inconsumabile


se intendo la spesa→ si esaurisce→ consumabile.
Se un contratto ha per oggetto un bene consumabile non si restituisce lo stesso oggetto, ma
un altro oggetto in pari qualità, quantità e valore.

• Possibilità di dividere un bene→ beni divisibili e indivisibili.


Divisibili è quel bene che se frazionato non perde la sua utilità economica.
• Destinazione che il proprietario assegna alle cose
Bene principale e accessorio→ non in base alla natura delle cose.
Es. i pneumatici sono un bene principale per la Pirelli, ma accessorio per la fiat.

• Due istituti: Pertinenza (art. 817)

Frutti (art. 820 – 821)

naturali civili

Quando si diventa proprietari dei frutti? I frutti naturali si acquistano quando essi vengono
separati da ciò che li ha prodotti; i frutti civili si acquistano giorno per giorno.

DIRITTI REALI

• Diritti di proprietà
• Diritti reali minori o diritti reali su cose altrui (es. ipoteca).

• Perché “reali”? da “res” = cosa→ si instaura un rapporto tra soggetto del diritto e la cosa.
Questa definizione è superata→ le cose non possono essere parte di un rapporto. Si tiene quindi
per tradizione e perché il rapporto è sì tra soggetti, ma insiste in modo molto forte sulla cosa.
• I diritti reali sono rapporti con ad oggetto cose, e sono rapporti forti.
• I diritti reali sono assoluti→ il titolare di tali diritti oppone la sua pretesa nei confronti della
collettività.
• La collettività è tenuta a non interferire nel rapporto tra il soggetto e la cosa.
• I diritti reali sono tipici (previsto dalla legge in numero chiuso)→ devono essere previsti dal
legislatore. In questo modo si tutela la circolazione dei beni.

• Il diritto reale per eccellenza è la proprietà


• Diritti reali minori di godimento diritti reali minori di garanzia
Usufrutto Pegno
Uso Ipoteca
Abitazione
Superficie
Servitù
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
Enfiteusi

• Godimento→ poter trarre dalla cosa tutte le utilità economiche che la cosa può dare.
• Garanzia→ i titolari hanno questo rapporto col bene per tutelare preventivamente un credito→
titolari di diritti di garanzia sono creditori nei confronti di qualcuno.
• Diritto di sequela o seguito→ corollario dell’assolutezza→ il titolare di un diritto reale minore
segue o insegue la cosa→ il diritto continua ad esserci anche quando cambia il proprietario.

• Disciplina.
proprietà→ fonte primaria nella costituzione (art. 42 e 41).

Art. 832 e seguenti→ non dà la definizione di proprietà, ma dice che cosa può fare il proprietario (le
facoltà del proprietario)

Facoltà del proprietario di


• godimento→ trarre dalla cosa le utilità economiche che può dare
• disporre→ trasferire il diritto
• esclusività→ il proprietario ha il diritto di escludere tutti dalla proprietà→ rapporto
esclusivo
• pienezza→ in tutti i suoi aspetti; limite→ la cosa deve dare utilità economiche.
elasticità→ la proprietà può patire delle compressioni venendo meno le quali la proprietà si
riestende a ricomprendere ciò che si era sacrificato. Es. presto l’auto→ godimento limitato→
riprendo l’auto→ godimento pieno.

N.B. esclusivo è diverso da unico→ comproprietà!→ esclusività rispetto a terzi, ma non tra i
proprietari.

Ci sono però anche limiti sulla proprietà!

DISTINZIONE LIMITI

1. limiti
• nell’interesse pubblico (di solito vengono descritti in norme speciali di diritto pubblico)
• per il proprietario del fondo confinante (norme di diritto privato contenute nel codice civile)
2. limiti che incidono
• sul godimento
• sulla disposizione

La proprietà privata è studiata in riferimento ai beni immobili: i beni mobili hanno minor valore
economico e circolano più velocemente.→ anche i limiti sono per lo più sugli immobili.

Limiti più pesanti→ edilizia: regolano la capacità di godimento in base alla possibilità di edificare.
Lo stato si è riservato la pianificazione urbanistica
Il proprietario può costruire secondo il piano regolatore (atto amministrativo per modellare il
territorio).→ destina i fondi del territorio comunale .
Per ottenere il permesso di edificazione si deve pagare gli oneri i urbanizzazione (per i servizi di
urbanizzazione primaria (acqua, luce e fogne) e secondaria (infrastrutture)).
Art. 842→ non si può impedire caccia e pesca→ per farlo bisogna recintare

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


N.B. art. 833 atti emulativi→ le cose vanno usate nel senso che realizzino uno scopo economico
(cfr. art. 41 cost.)
N.B. art. 844 immissioni (rapporti tra fondi confinanti).

Ingerenze di fumo, rumori, ecc.


La “normale tollerabilità” è stabilita dal giudice (secondo quanto stabilito nell’art.
stesso→ condizione dei luoghi, esigenze di produzione, ecc.)

Come si diventa titolari di una proprietà? Attraverso una pluralità di vicende distinte in due
macrocategorie:
• modi di acquisto a titolo originario
• modi di acquisto a titolo derivativo
Chi acquista a titolo originario diventa primo proprietario e nella sua pienezza (ex novo→ diritto
pieno, privo di compressioni).
Chi acquista a titolo derivativo (detto “avente causa”) entra nella condizione del “dante causa” con
tutti i limiti che questo pativa (anche nel caso di successione è così).

Art. 922→ nove tipi di acquisto a titolo originario (art. 923 e sgg.)

• accessione→ proprietario di un fondo acquista a titolo originario tutto ciò che viene piantato o
costruito sul fondo.

• Estinzione (?)→ la proprietà si estingue solo se il proprietario la fa uscire dal patrimonio


• Prescrizione estintiva→ due elementi: mancato esercizio del titolare e il passare del tempo→ il
soggetto perde il diritto.
Il diritto di proprietà non si estingue per prescrizione.
Due ragioni: la facoltà di godimento è ampia→ si può non compiere atti di godimento
se qualcun altro ha interesse all’acquisto originario→ non si perde la proprietà.

Tutela diritto di proprietà


Quattro azioni volte ad ottenere pronunce giudiziarie diverse:
• Azione di rivendicazione
• Azione negatoria
• Azione di regolamento dei confini per stabilire confini tra
• Azione di opposizione di termini fondi confinanti.

• Azione di rivendicazione (“rei vindicatio”) art. 948


Il proprietario deve prima chiedere al giudice di accertare che egli è veramente il proprietario.
La rivendicazione non si prescrive (vedi prescrizione, poco sopra) a meno di usucapione.
Usucapione: acquistare una cosa per la quale si crede che il proprietario non eserciti più il diritto
di proprietà perché la cosa è usata da terzi per 20 anni.
• Per provare la proprietà→ “probatio diabolica”→ per la difficoltà di dimostrare la
proprietà→ ricostruzione della concatenazione dei passaggi dei diritti.

La rivendicazione è un’azione difficile da portare a termine. La sentenza di conferma della


rivendicazione è dichiarativa→ accertamento, constatazione della proprietà.

• Azione negatoria art. 949


Per i diritti reali minori.
Serve per far dichiarare l’inesistenza di quel diritto. È ancora un accertamento.
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
Non è di nuovo prescrivibile salvo usucapione.
L’attore (legittimato attivo) deve provare solo la proprietà.
Al convenuto graverà l’onere della prova dell’esistenza dei diritti in questione.

E se i proprietari sono più di uno?


Comunione (una tipo di contitolarità dei diritti)
Se il diritto è un diritto reale→ comunione; se invece il diritto è un altro→ contitolarità.
I contitolari vanno considerati come un unicum.
Quindi il problema è nel rapporto tra i “comunisti”. La comunione regola proprio questi rapporti art.
1100 – 1101
(quota = frazione aritmetica→ ognuno ha il medesimo diritto su una medesima cosa per quota)
art. 1102 (se non c’è accordo si fa per maggioranza), art. 1105 – 1108 (atti di ordinaria /
straordinaria amministrazione)
la comunione non è un diritto reale. È un modo di essere proprietari. Contitolarità di una stessa cosa
pro quota.
Come sorge la comunione? Dipende da come la proprietà è stata acquistata:
si stipula un contratto insieme perché si è deciso così;
per eredità: la legge decide la comunione;
comunione coniugale: voluta perché si diventa coniugi.
Scioglimento della comunione: nessuno è costretto a rimanere in comunione. Se la cosa è divisibile,
ai vari titolari va una frazione della cosa stessa. Se la cosa non è divisibile, ci sarà o la vendita della
cosa e la divisione del ricavo o la vendita della quota di uno agli altri.

DIRITTI REALI MINORI DI GODIMENTO (N.B. SU COSA ALTRUI)

Limitazione delle facoltà di godimento del proprietario.

• La superficie→ art. 952 (con il diritto di superficie si impedisce l’accessione)


Dopo un tempo stabilito, il diritto può essere revocato e chi ha costruito deve
smantellare. Anche il diritto di superficie si estingue per prescrizione: se dopo 20
anni il superficiario non ha costruito. Art. 953 – 954.

• Usufrutto→ usufruttuario può trarre dalla cosa tutte le utilità economiche che la cosa può dare
tranne la destinazione economica che il proprietario ha dato alla cosa. Il proprietario viene
chiamato nudo proprietario (non ha facoltà di godimento, ma solo la destinazione economica).
Quando il proprietario vende, vende la nuda proprietà, perché i diritti reali minori hanno diritto
di sequela.
L’usufrutto è a termine perché comprime troppo la proprietà; ha la durata della vita
dell’usufruttuario se questo è persona fisica, oppure 30 anni se l’usufruttuario è persona
giuridica, salvo accordi diversi tra le parti.
Obblighi dell’usufruttuario: fare l’inventario dei beni; dare una garanzia al proprietario; deve
tenere un comportamento diligente.
N.B. il diritto di usufrutto è trasferibile→ non si vende la cosa, ma si trasferisce solo il diritto.
Quando il primo usufruttuario muore, il diritto di usufrutto scompare anche se era stato ceduto a
un’altra persona.

Ci sono diritti simili all’usufrutto, ma più limitati: uso e abitazione.

• uso→ facoltà dell’usuario di usare la cosa secondo le sue necessità, ma non può godere dei
frutti del bene.

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


• abitazione→ l’abitazionario può solo abitare con la sua famiglia e non può disporre del bene a
piacere.

• I diritti reali minori sorgono per:


• Contratto→ accordo tra proprietario e chi vuole diventare titolare del diritto reale minore;
tale accordo ha il potere di far sorgere tale diritto reale minore. (ciò può avvenire dietro
compenso)
• Volontà + effetto reale del contratto→ diritto reale minore.
• Testamento→ fa sorgere diritto reale minore.

• I diritti reali minori si estinguono per:


• Scadenza del termine
• Prescrizione ventennale (mancato uso per 20 anni)
• Confusione (se lo stesso soggetto diventa proprietario e titolare del diritto reale minore)
• In alcune vicende per perimento del bene (salvo accordi diversi).

• “Quasi usufrutto”→ (su cose fungibili / di genere; es. il denaro) permette all’usufruttuario di
restituire “tantundem” (la stessa quantità).
Art. 981 (libro III, titolo V, capo I); art. 978 – 979 – 1014 – 1016 – 995 (quasi usufrutto)
Art. 1021 (libro III, titolo V, capo II); art. 1022.

I diritti reali minori sono tutelabili in sede giuridica.


→ azione confessoria: far accertare che esiste il diritto reale minore. Vale per la servitù ma spetta a
tutti i titolari di diritti reali minori.

• Servitù prediali (art. 1027)→ da “predes” = fondo.


Esiste se c’è utilità del fondo per tutelare il fondo, non il soggetto.
Il proprietario del fondo su cui grava la servitù ha pieno godimento ma ha un piccolo limite a
vantaggio di un fondo altrui.
Due tipi:
• Servitù volontarie→ con volontà delle parti. Possono essere costituite anche per
testamento
• Servitù coattive→ imposte per legge. Si ottiene o per sentenza di un giudice o per
atto amministrativo.
La servitù sorge con un’articolata vicenda→ “servitù costituita da destinazione del padre di
famiglia”→ opera soltanto per le servitù positive apparenti (impongono un “patire” e hanno
bisogno di opere per il loro servizio).
N.B. il “padre di famiglia” indica l’uomo medio, non ha nulla a che fare con il padre naturale.

• Vicenda di fatto: un tizio che abita in una casa la modifica in parte→ sembra l’esercizio di un
diritto→ possesso→ tutela dell’esercizio del diritto a prescindere dal fatto che il soggetto sia il
proprietario o meno. Art. 1140 in poi.
*L’ordinamento vuole evitare che chi compie determinati atti non sia il titolare del diritto.*
Dall’esterno possiamo solo definire l’uso dell’appartamento. Potrebbe trattarsi di proprietà,
possesso o detenzione (accomunati dalla disponibilità per chi abita).

• Proprietà: è un diritto

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com


• Possesso: è una situazione di fatto
• Detenzione: diverso dal possesso perché il possessore si comporta (atteggiamento
psicologico) come il proprietario (o perché lo è o perché vorrebbe esserlo); il detentore però
riconosce l’esistenza di un proprietario diverso da lui.

Oggi detenzione e possesso si distinguono a seconda del titolo che consente di utilizzare la cosa.
→ se non c’è contratto→ possesso
se c’è contratto→ o diritto reale (possesso), oppure diritto di godimento (detenzione).

Tali distinzioni si fanno per avere la certezza nel definire la posizione di uno e per evitare che i
cittadini si facciano giustizia da soli (possesso).

Tuttavia c’è la possibilità che il possessore sia in realtà convinto di essere il proprietario→
perché potrebbe aver ignorato una certa vicenda giuridica che ha impedito il trasferimento del
diritto di proprietà.
soggettiva→ ignoranza di una certa situazione giuridica
Buona fede
oggettiva→ lealtà / correttezza→ non per il possesso ma in materia
contrattuale.
di buona fede
possessore
di mala fede→ tutelato per evitare che il proprietario si faccia giustizia da
solo.

• usucapione→ chi possiede anche se non ha il diritto di proprietà diventerà comunque il


proprietario con il passare del tempo (massimo 20 anni).

• La situazione del detentore non muta nel tempo→ es. posso abitare in una casa come inquilino
non mio anche per 30 anni senza acquisirne la proprietà.

Tutela del possesso→ tutela interdettale (= provvisoria)

Art. 1168 azione di reintegrazione (o spoglio).


• Un soggetto che ha il diritto di proprietà su un bene viene sottratto della disponibilità materiale.
• Lo spoglio deve essere violento o clandestino.
• “violentemente”: contro la volontà del possessore
con violenza
• Se il possessore è anche il proprietario, allora gli conviene seguire questa strada piuttosto che la
rivendicazione (perché in quest’ultimo caso dovrà provare la proprietà), mentre con il 1168 non
deve provare nulla.
• Se il possessore non è il proprietario. Es. “un ladro scippato”.
Usa la reintegrazione, non gli si chiede perché possedeva. Gliela restituisce perché il secondo
ladro spoglia del possesso il primo.
Anche se il secondo ladro fosse il vero proprietario dovrebbe comunque restituire.
Legittimato attivo→ chi può agire in giudizio è il possessore, il possessore che coincida con il
proprietario o il detentore che detenga anche per interesse proprio.
Legittimato passivo→ l’autore dello spoglio (anche se è il proprietario)
Non si richiede un accertamento, ma la condanna alla restituzione.
Tempo di prescrizione→ 1 anno.
Il possesso vale per tutti i diritti reali (salvo quelli di garanzia).
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
Art. 1170 azione di manutenzione
Il possessore viene infastidito nell’uso di una cosa (solo immobili e diritti reali relativi).
Non è più spoglio ma una turbativa→ si richiede la cessazione di ciò che turba.
Tempo di prescrizione→ 1 anno.
Nel caso di impossessamento violento o clandestino, per la manutenzione deve essere trascorso
almeno 1 anno.

Acquisto del diritto dal non titolare.


• Acquisto a titolo originario o derivativo
• Si trasferisce il diritto ad un altro.
• Se chi trasferisce è titolare del diritto, che acquista ottiene la proprietà a titolo derivativo. Ha gli
stessi limiti del titolare precedente. C’è successione nella titolarità in virtù di contratto.
• Se chi trasferisce non è titolare:
distinzione in base al tipo di bene: mobili e immobili
• beni mobili: nell’acquisto non ci si chiede se chi vende è il proprietario
in caso di beni mobili→ possesso vale titolo (titolarità del diritto, ereditato da Napoleone)
→ art. 1153→ si acquista il diritto o perché chi vende è titolare o perché al momento
dell’acquisto c’è contratto di compravendita; consegna.
→ acquisto a titolo originario→ usucapione immediata.
“titolo idoneo”→ contratto valido che di per sé può trasferire il diritto se il dante causa ne
fosse titolare.
Se manca uno dei requisiti del 1153 (es. consegna)?→ usucapione ordinaria
→ chi deve ricevere si sente già proprietario;
titolo idoneo→ contratto nullo. Usucapione.
• Beni immobili→ trascrizione immobiliare. Si sa se chi trasferisce è o no il proprietario→ c’è
il registro → non vale più la buona fede.

• Art. 1158 usucapione


• N.B. art. 1159 usucapione decennale→ in buona fede si dimezza il tempo per consolidare il
diritto.
• Non esiste usucapione immediata per i beni immobili.
• Art. 1161 colma le lacune del 1153→ quando manca uno degli elementi→ tempi diversi.

LIBRO IV→ OBBLIGAZIONI


Diritti relativi→ le parti coinvolte sono necessariamente 2→ creditore e debitore.
Quando si parla di “parti” non si intende “persone”, ma la posizione giuridica assunta nel rapporto:
lato attivo (creditore) e lato passivo (debitore).
N.B. il lato passivo è individuato nel momento in cui nasce il rapporto, mentre nei diritti assoluti no.
• Nei diritti relativi si pretende una prestazione positiva, non la semplice non – ingerenza e basta.
• Il rapporto obbligatorio è un vincolo. Legame tra creditore e debitore.
• A fronte della mancata prestazione il creditore può agire in giudizio per avere la prestazione
coattivamente.
• Come sorge tale rapporto?
Autonomia privata→ ciascuno è libero di modificare la propria sfera giuridica; significa darsi
regole da soli capaci di modificare la propria sfera giuridica.
• Fonti delle obbligazioni: strumenti per creare la posizione attiva e passiva
o Contratto
Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com
o Fatto illecito
o Altri fatti o atti a cui la legge ricollega questo effetto.
• Prima si disciplina il rapporto a prescindere dalla fonte→ norme per tutelare le obbligazioni.

N.B. Obbligo = qualsivoglia posizione passiva

Obbligazione = tipo particolare di obbligo: riguarda solo i casi in cui la posizione passiva è
suscettibile di valutazione economica.
Art. 1173 (vedi anche altri articoli annotati all’interno di questa norma).
Art. 1174→ cosa non è suscettibile di valutazione economica? Es. il matrimonio (essere fedeli)
Deve corrispondere a un interesse→ strumento che soddisfa un bisogno del
creditore→ ragione che attiva il meccanismo. Può essere di natura economica o no.
Art. 1175→ debitore e creditore devono comportarsi secondo regole di correttezza. Buona fede in
senso oggettivo→ correttezza reciproca.
Art. 1176 e ss.→ estinzione delle obbligazioni.
Art. 1277 e ss.→ tipi di obbligazioni.

dare
consegnare
• Contenuto della prestazione: il debitore può fare (stipulare contratti→ contrarre)
non fare
Per i francesi c’era solo il dare (modo di passaggio del diritto)
Per noi il dare è consegnare la cosa su cui grava un diritto, già trasferita in virtù del contratto→
principio consensualistico.
Il dare è sempre un’obbligazione accessoria se ha ad oggetto una cosa→ in pratica chi ce l’ha deve
custodirla.
Se riguarda denaro si dice obbligazione pecuniaria.

Fare: riguarda un comportamento→ eseguire una prestazione.


2 tipi: se il risultato è estraneo all’obbligazione→ obbligazione di mezzi
se viene imposta al debitore la realizzazione di un’opera→ obbligazione di risultato.
unica
obbligazione
alternativa (più prestazioni tra loro dedotte come alternative)

N.B. è una scelta tra alternative, non


la realizzazione di tutte le alternative

divisibili→ obbligazioni divisibili


obbligazione con ad oggetto cose
indivisibili→ obbligazioni indivisibili.

obbligazioni solidali: lato passivo o attivo costituito da una pluralità di persone.

Obbligazioni solidali→ se una o entrambe le parti sono composte da “n” persone si presume che ci
sia un legame di solidarietà→ ciascuno è tenuto a rispondere per l’intera cifra del debito (anche se
il credito è divisibile)→ estinzione a favore anche degli altri.

Simone Maina, Università degli studi di Torino – Docsity.com