Sei sulla pagina 1di 34

n.

8 - Anno 2016
n.8 - ANNO 2016 1

Associazione degli Specialisti in

SFC
Finanza d’Azienda e Controllo di Gestione

Strategia
Finanza
e Controllo
P E R I O D I C O D I R E T T O D A A N T O N I O S O F I A E E N Z O T U C C I

Sommario Rubrica:pratica
Editoriale
di Enzo Tucci
professionale
Lo Stato Patrimoniale nel
Valutazione d’azienda: come i Controllo di gestione
Principi di Valutazione Italiani di Monica Vitali
cambieranno le stime aziendali
dal 2016 Il CFO e l’M&A: come gestire
di Andrea Cecchetto la tensione delle operazioni
straordinarie
L’analisi strategica di Guidalberto Gagliardi
di Giuseppe Ossoli
Qualita nei Sistemi e Processi
di Reporting
di Alessandro Musso
Le implicazioni dell’etnografia
digitale sui modelli di
marketing internazionale:
nasce l’internazionalizzazione
digitale e smart
di Claudia Laricchia
L’impatto sugli indicatori
aziendali dei criteri di valutazione
delle partecipazioni
di Alessandro Tentoni
2 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

SFC Strategia Finanza e Controllo


P E R I O D I C O D I R E T T O D A A N T O N I O S O F I A E E N Z O T U C C I

Sommario Rubrica: pratica


3 Editoriale professionale
di Enzo Tucci
27 Lo Stato Patrimoniale nel
30 Controllo di gestione
4 Valutazione d’azienda: come i
di Monica Vitali
7 Principi di Valutazione Italiani
cambieranno le stime aziendali
dal 2016 31 Il CFO e l’M&A: come gestire
di Andrea Cecchetto 33 la tensione delle operazioni
straordinarie
di Guidalberto Gagliardi
8 L’analisi strategica
11 di Giuseppe Ossoli

12 Le implicazioni dell’etnografia
17 digitale sui modelli di marketing
internazionale:
nasce l’internazionalizzazione
digitale e smart
di Claudia Laricchia

18 L’impatto sugli indicatori


23 aziendali dei criteri di valutazione
delle partecipazioni
di Alessandro Tentoni

Direzione Editoriale Autori


Prof. Antonio Sofia Dott. Andrea Cecchetto, Dott.
Dott. Enzo Tucci Guidalberto Gagliardi, Dott.ssa Claudia
Laricchia, Dott. Giuseppe Ossoli, Dott.
Cordinamento Redazionale Alessandro Tentoni, Dott.ssa Monica
Segreteria ASFIM Vitali.
Progetto Grafico
Dott.ssa Antonietta Trotta
www.posizioneinversa.it N. 8 - ANNO 2016
n.8 - ANNO 2016 3

Editoriale

Caro collega,
per decenni ci siamo chiesti perché, in tema di
bilancio, nonostante l’esplicita indicazione del
codice civile di fornire rappresentazione veri-
tiera e corretta della situazione economica,
patrimoniale e finanziaria, il legislatore, per la
rappresentazione della situazione finanziaria
avesse rinunciato a richiedere la redazione del
Rendiconto Finanziario. Dott. Enzo Tucci
Per decenni, ci siamo chiesti, quante crisi Segrtario nazionale ASFIM
d’impresa si sarebbero evitate con una mag-
giore e più adeguata diffusione della cultura
finanziaria d’impresa; diffusione a cui avreb-
be potuto contribuire l’uso obbligatorio del
Rendiconto Finanziario.
Per decenni, ASFIM con i professionisti ad
essa associati, e pochi altri, si è prodigata per
diffondere l’uso e le competenze inerenti il
Rendiconto Finanziario. 
Abbiamo finito di attendere, ci si è resi conto,
che occorreva dare al rendiconto finanziario
la giusta dignità conferendogli rango pari a
quello già riservato dal codice civile al conto
economico e allo stato patrimoniale.
Esprimiamo soddisfazione ed entusiasmo per
questa evoluzione.
Ancor più di prima, siamo convinti che sia
necessario ed utile continuare lo studio e
l’approfondimento delle dinamiche finanzia-
rie aziendali nonché degli strumenti, come il
Rendiconto Finanziario, utili a supportarne
l’analisi e la rappresentazione.
Ci proponiamo, nei prossimi numeri di questa
rivista, di dare adeguato spazio a queste
tematiche e invitiamo chi voglia fornire il pro-
prio contributo scientifico a partecipare at-
tivamente al dibattito scrivendoci al seguente
indirizzo mail: presidenza@asfim.org.
4 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

VALUTAZIONE
Andrea Cecchetto 1
D’AZIENDA:
COME I PRINCIPI DI VALUTAZIONE
ITALIANI CAMBIERANNO LE
STIME AZIENDALI DAL 2016

In un precedente contributo in questa stessa rivista2, ave- Un quadro di sintesi dei PIV
vamo dato conto della pubblicazione, nella forma di Expo- Presentiamo, in primis, un sintetico quadro dei contenuti
sure Draft, del primo blocco dei Principi Italiani di Valutazio- dei PIV, così come anticipato nell’introduzione che pre-
ne (PIV) - La rete concettuale di base - presentata a marzo cede il corpo dei principi. In particolare, i PIV contengono:
2013 dall’OIV (Organismo Italiano di Valutazione). - i principi di valutazione (in grassetto e numerati in suc-
A dicembre 2014, l’OIV ha proceduto alla pubblicazione
cessione);
dell’intero corpo dei PIV, nella forma di Exposure Draft, sul
proprio sito (www.fondazioneoiv.it) e dopo aver recepito al- - le premesse;
cuni suggerimenti pervenuti grazie alle lettere di commen- - i commenti;
to inviate dagli addetti ai lavori, ha pubblicato e reso dispo- - gli esempi;
nibile sul proprio sito la versione definitiva dei PIV, entrati in - le appendici (i principi etici del valutatore5);
vigore a gennaio 2016. - il glossario (che realizza il linguaggio comune in ambito
Questi principi di valutazione sono destinati, che ci piaccia
valutativo);
o meno, a modificare il modo di redigere le perizie di stima
delle aziende che quindi, direttamente o indirettamente3, anche se va detto che solamente i principi di valutazione
faranno riferimento a questi standard valutativi. sono automaticamente da rispettare a seguito dell’ade-
Per i professionisti si tratterà di un banco di prova, in quan- sione ai Piv.
to da un lato saranno sollecitati a “seguire un processo che
vede nell’analisi della sostanza economica dell’operazione L’aggiornamento dei PIV è previsto con cadenza biennale,
il fulcro della valutazione legale”. Dall’altro, saranno esposti al fine di allinearli agli IVS (poiché anche i principi inter-
al “rischio di non avere le competenze adeguate a svolgere nazionali subiscono un aggiornamento ogni due anni).
tali analisi in forma autonoma, neutrale e prudente.”4 Per espressa volontà dell’OIV saranno oggetto di succes-
Per le aziende, invece, si tratterà di un corpus di principi sivi documenti (e quindi i PIV non trattano attualmente
che, progressivamente, allineerà il comportamento degli tali argomenti): valutazioni ai fini fiscali, stime nelle proce-
stimatori, avvicinando le “regole del gioco” italiane a quelle dure concorsuali, ai fini di ipo e privatizzazioni, perizie per
internazionali - contenute negli IVS (Principi Internazionali la stima di danni. Inoltre saranno pubblicati nei prossimi
di Valutazione) - rendendo le perizie di stima delle aziende mesi gli esempi illustrativi e i case studies.
più credibili e verificabili. I PIV sono suddivisi nelle seguenti parti: rete concettuale
Permangono tuttavia delle problematiche da risolvere di base, attività dell’esperto, principi per specifiche atti-
nell’assetto e nel contenuto di questi principi. Fra tutte, si vità, applicazioni particolari (valutazioni nelle operazioni
segnala l’opportunità di tarare i PIV anche per le PMI non straordinarie e per il bilancio). Senza soffermarci nel det-
quotate, tenendo conto delle rispettive peculiarità, come tagliare i contenuti di ciascuna parte, si presentano di se-
l’assenza degli strumenti tipici della pianificazione o guito solo alcuni spunti, rimandando a una lettura dei PIV
l’eccessiva dipendenza da particolari figure-chiave. per maggiore approfondimento.
L’individuazione degli impatti operativi che questi principi
avranno sulle stime aziendali sarà l’oggetto del presente La rete concettuale di base offre un’introduzione alla
lavoro, dopo avere tracciato un sintetico quadro di riferi- questione valutativa (PIV I.1.1 e segg.), con tutte le rela-
mento dei nuovi PIV, utile specialmente per i non addetti ai tive implicazioni - qui si elencano le principali:
lavori e per chi ancora non si è documentato su questa im- - requisiti dell’esperto (PIV I.2.1);
portante evoluzione in ambito valutativo. - differenza fra valutazioni, pareri valutativi e di congruità,
calcoli valutativi e valuation review (PIV I.4.2 e segg.);
- caratteristiche della base informativa a supporto delle
stime (PIV I.5.1 e segg.);

01. Dottore Commercialista e Revisore Legale in Montecchio Maggiore (VI).


02. Cecchetto A., Valutazione d’azienda – metodologie a confronto, Strategia, Finanza e Controllo, n. 3/2014, pagg. 4-9.
03. In effetti, l’adozione dei Piv, attualmente lasciata alla libera adesione dei valutatori, potrebbe in un immediato futuro essere imposta dalle associazioni professionali
(come il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili). In ogni caso i valutatori ne terranno conto, pur non richiamandoli espressamente in perizia,
in quanto “interpretazioni della legge … destinate ad essere recepite in sede giurisdizionale in caso di valutazione della diligenza professionale dell’esperto valutatore”
n.8 - ANNO 2016 5

- configurazioni di valore (valore di mercato, d’investimento, maniera atecnica creando non pochi problemi interpreta-
negoziale equitativo, convenzionale, di smobilizzo, cui si tivi agli operatori. I PIV, al riguardo, recependo la migliore
aggiunge una sesta configurazione, il valore intrinseco, dottrina in ambito valutativo, introducono importanti as-
definito nel PIV I.6.8); petti, come l’unità di valutazione (azienda nel suo comp-
- metodiche di valutazione (di mercato, dei flussi di risul- lesso o singola azione), le configurazioni di valore (come
tati attesi e del costo) con i relativi metodi valutativi (PIV anticipato nel precedente paragrafo), gli attributi di valore
I.14.1 e segg.); (valore in atto e valore potenziale, come definiti nel PIV
- premi e sconti (PIV par. I.18) e tassi di sconto (PIV par. I.6.11) e le prospettive di valutazione (partecipanti al mer-
I.19). cato o specifico soggetto - PIV I.7.1).
Vediamo di spiegarli meglio con l’aiuto della casistica ri-
La seconda parte, L’attività dell’esperto, raccoglie tutta portata in Fig.1 e relativa al caso del recesso.
una serie di indicazioni destinate ai valutatori. In questa
La Fig.1 evidenzia come per la stima del valore economi-
sede si richiamano i PIV II.4.2 e II.4.3 che espongono i
co in ipotesi di recesso per una S.p.A. non quotata, si deb-
contenuti minimi di una relazione di stima offrendo, di
ba fare riferimento all’azienda nel suo complesso e dun-
fatto, una “traccia” di indice utilizzabile dai valuers.
que non si possono applicare premi e sconti (PIV IV.6.1).
La terza parte, Principi per specifiche attività, si occupa
La valutazione deve poi escludere benefici attesi futuri (e
delle tematiche della valutazione delle aziende e dei rami
dunque non si debbono effettuare in fase di stima partico-
aziendali (par. III.1) - si segnala la trattazione specifica
lari ipotesi sull’evoluzione futura aziendale), valutando
delle metodologie valutative - per poi passare ad appro-
l’azienda così come è gestita al momento del recesso
fondire le valutazioni aziendali in particolari contesti (par.
dall’attuale management, con i suoi punti di forza e debo-
III.2), le interessenze partecipative (par. III.3), i premi e gli
lezza. La prospettiva deve essere quella di una stima tesa,
sconti (par. III.4) e le valutazione delle varie poste di bilan-
per l’appunto, a identificare dei valori oggettivi, legati
cio (par. III.5 e segg.).
all’azienda e non tanto al soggetto recedente.
Conclude la quarta parte, Applicazioni particolari, che of-
É di tutta evidenza che si tratta di una serie di aspetti valu-
fre la disciplina delle valutazioni nell’ambito delle opera-
tativi a prima vista teorici, ma che hanno un impatto note-
zioni straordinarie e del bilancio di esercizio.
vole in perizia, specie se si pensa che i PIV impongono di
esplicitare tali aspetti in perizia.
Alcuni impatti pratici dei PIV nelle
stime aziendali 6 Si ricorda inoltre che i PIV, pur non avendo modificato la
Il primo immediato impatto pratico che i PIV avranno nelle filosofia di fondo delle valutazioni, offrono delle “interpre-
stime aziendali è quello relativo al linguaggio comune in- tazioni autentiche” in ambito valutativo di cui, per forza
trodotto grazie al glossario allegato ai principi. Pur nella di cose, non si potrà non tenere conto. Un esempio chi-
consapevolezza, infatti, che si tratta di termini tecnici de- arirà il tutto.
sunti perlopiù dalla prassi valutativa aziendale in vigore Nell’applicare il metodo misto patrimoniale con stima au-
già da anni, il fatto che un determinato termine sia pre- tonoma dell’avviamento, il cosiddetto metodo U.E.C. o
sente nel glossario emanato dallo standar setter nazionale metodo equity side con stima analitica dell’avviamento:
nell’ambito delle valutazione - l’OIV - consente di utilizzar-
lo nelle perizie di stima, negli statuti, nei patti parasociali,
nei contratti e in ogni altro documento societario, renden-
do il quadro valutativo più chiaro, senza lasciare spazio a è necessario stimare due tassi: il tasso di rendimento nor-
dubbi interpretativi. male per l’azienda (da moltiplicare al capitale K) e il tasso
Pensiamo anche solo alla nozione di valore presente nel di attualizzazione dei differenziali di reddito (o sovrared-
nostro Codice Civile che, troppo spesso, viene utilizzata in dito), che attualizza l’avviamento dato da (R - iK).

Figura 1 - Unità di valutazione, configurazioni di valore, attributi di valore e prospettive di valutazione: un esempio applicativo in materia di recesso
per una Spa non quotata

– Cfr Bavagnoli F., Lettera di commento ai Piv dell’Oiv, febbraio 2015, pag. 10, pubblicata sul sito www.fondazioneoiv.it.
04. Bini M., Sostanza e forma delle valutazioni d’azienda ai fini legali, Le Società, Ipsoa, n. 11/2015, pag.1270 e segg. Il rischio di non disporre delle necessarie competenze,
del resto, stimolerà la frequentazione di appositi percorsi professionali che dovrebbero portare alla nascita di una vera e propria professione, la professione degli esperti
in valutazione d’azienda.
05. Si tratta della traduzione italiana del documento IVSC del dicembre 2011, Code of Ethical Principles for Professional Valuers.
6 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

É noto come a livello dottrinale fosse discussa la quantifi- Figura 2 -Sconti e premi: un esempio applicativo tratto dal PIV III.3.13

cazione di questi due tassi: il metodo misto, nella versione


originaria, prevedeva una uguaglianza dei due tassi, ma
successivamente alcuni autori avevano sostenuto che il
tasso di attualizzazione, in presenza di avviamento posi-
tivo, dovesse essere maggiore rispetto al tasso di rendi-
mento aziendale a causa della maggiore rischiosità del
sovrareddito. Questa l’impostazione sposata dai PIV nel
principio PIV III.1.33, vista come “soluzione più razionale”.

L’impatto sulla struttura delle perizie sarà una ulteriore


innovazione portata dai PIV. Come ricordato nel prece-
dente paragrafo, i PIV II.4.2 e II.4.3 introducono un conte-
nuto minimale della relazione di stima, che quindi influen-
zerà l’indice delle perizie redatte a partire dal 2016. Si
pensi all’obbligo di indicazione della natura del giudizio
(valutazione o parere valutativo - PIV II.2.7) e della con-
figurazione di valore (PIV II.2.8).
Inoltre sarà necessario citare le fonti degli input utilizzati
e “conservare ordinatamente il mandato, l’originale della Le problematiche per la stima delle PMI
relazione consegnata e dei suoi allegati, tutti i documenti
É certamente significativo che più di una lettera di com-
e le altre informazioni costituenti la base informativa uti-
mento ai PIV - fra cui quella inviata dallo scrivente - abbia-
lizzata” (PIV II.5.1).
no evidenziato la problematica della taratura dei PIV con
Maggiore attenzione dovrà poi essere prestata nell’utilizzo
riferimento alle PMI, nonché per le microimprese familiari.
delle perizie di altri esperti (ausiliari), come per esempio le
Non è una cosa di poco conto se si pensa che in Italia la
perizie immobiliari. Il PIV I.5.2 recita infatti: “Quando sono
presenza di PMI è notevole e dunque si tratta di un tes-
utilizzate le analisi di altri specialisti … l’esperto deve eser-
suto imprenditoriale con cui gli stimatori devono neces-
citare spirito critico (professional skepticism) al fine di atte-
sariamente confrontarsi.
stare che a sua conoscenza non vi sono ragioni per dubi-
Il rischio è quello di adottare dei principi, i PIV, che mal si
tare della credibilità e dell’affidabilità della base informa-
conciliano con le caratteristiche delle imprese di ridotte
tiva utilizzata, come pure che non vi sono elementi di con-
dimensioni, ma che vengono applicati dai professionisti
testo tali da far ritenere che il processo svolto e i risultati
pur di non incorrere in responsabilità.
ottenuti non siano attendibili”. É tuttavia il commento al
É chiaro che la questione verrà certamente affrontata
medesimo principio a illustrare pienamente l’innovazione
dall’Oiv con i prossimi documenti fra cui, in particolare, gli
apportata dai PIV: l’esperto deve infatti verificare “il pro-
esempi applicativi, ma in questa sede iniziamo a eviden-
cesso seguito dallo specialista; 2) i risultati cui lo specia-
ziare alcune di queste problematiche applicative.
lista è giunto …”
I PIV, inoltre, hanno il merito di raccogliere in un unico
I PIV trattano specificatamente le valutazioni delle PMI
volume la migliore dottrina in ambito valutativo e questo
solo nei principi III.2.3 (non quotate) e III.2.4 (imprese di
non può che portare benefici ai professionisti, che dispon-
differenti dimensioni), mentre negli altri principi ci sono
gono ora di un nuovo strumento di ausilio per irrobustire
delle precisazioni dedicate alle PMI, ma si tratta sempre di
le proprie perizie.
veloci rimandi insufficienti ad affrontare compiutamente
Pensiamo, per esempio, alla trattazione relativa al costo le problematiche tipiche di queste imprese.
del capitale o a quella relativa a premi e sconti. Alcuni esempi:
Su quest’ultimo tema si riporta una esemplificazione trat- - nel PIV III.1.44, nel quale si affronta il tema del calcolo
ta dal PIV III.3.13 che evidenzia la necessità di quantifi- del costo dell’equity sulla base della metodologia CAPM,
care un premio per il controllo anche in presenza di acqui- viene precisato nel commento relativo che per le imprese
sizione di una partecipazione societaria esigua ma che, non quotate a dimensioni ridotte “possono essere utiliz-
considerata la situazione dell’intera compagine sociale, zati i parametri valutativi desunti dal mondo delle società
potenzialmente è in grado di far acquisire il controllo so- quotate solo se l’azienda da valutare ha caratteristiche
cietario all’acquirente. tali da poter interessare il mondo dell’intermediazione fi-
Altri impatti sono individuabili grazie alla lettura delle let- nanziaria per il comparto equity o imprese di maggiori di-
tere di commento ai PIV, pubblicate sul sito della fondazio- mensioni (strategic buyer) che facciano ricorso al mercato
ne OIV. dei capitali di rischio”;
- nel PIV IV.6.1, relativo al recesso societario, è stabilito
che la valutazione debba avvenire, per le imprese non
quotate nella forma di S.p.A., senza l’applicazione di premi
e sconti, salvo tuttavia considerare alcuni sconti specifici

06. Alcuni di questi impatti sono stati segnalati in Cecchetto A., I Piv: alcune considerazioni sull’impatto che avranno sulle perizie, relazione presentata nel corso del con-
vegno I nuovi principi di valutazione e il loro impatto sulle perizie di stima, organizzato dalla Commissione di Studio per le perizie e le consulenze tecniche dell’ODCEC
di Vicenza il 3 dicembre 2015, cui ha partecipato come relatore anche il prof. Massimo Buongiorno dell’Università Bocconi.
07. “A tale riguardo si segnala l’interessante documento emesso nel 2005 dalla Asociaciòn Espanola de Contabilidad y Administraciòn de Empresas, Valoraciòn de
Pymes.” Cfr Bavagnoli F., Lettera di commento ai Piv dell’Oiv, febbraio 2015, pag. 2, www.fondazioneoiv.it.
n.8 - ANNO 2016 7

Figura 3 - PMI non quotate: peculiarità da considerare ai fini della valutazione

quali quello per dipendenza da persone chiave e quello ri- In altri stati, in ambito valutativo, sono state previste guide
fribile alla mancanza di liquidità. specifiche o comunque specifiche indicazioni per le pic-
cole e medie imprese, al fine di semplificare e adeguare
Ma facciamo un’altra considerazione con riferimento alle l’approccio da seguire rispetto a quello adottato normal-
metodologie utilizzabili per la stima del valore delle PMI e mente per le imprese più grandi. Pensiamo al riguardo
in particolare per le microimprese familiari. alla Spagna, caso citato dal prof. Bavagnoli nella sua let-
É noto che per alcuni autori i metodi empirici (o del polli- tera di commento ai PIV7, o alla Francia, caso citato dal
ce) appaiono le metodologie preferibili per la stima di mi- sottoscritto8. Vedremo in Italia quale sarà la strada scelta
croimprese familiari, caratterizzate da troppi “inquina- dall’OIV.
menti” contabili derivanti dalla commistione della gestione L’importante, per noi professionisti, sarà che la presa di
imprenditoriale con quella familiare, assenza di cultura posizione da parte dell’OIV avvenga in tempi relativa-
manageriale (e quindi degli strumenti tipici della pianifica- mente brevi, in modo da non costringere gli operatori a
zione) e da eccessiva dipendenza dalla figura carismatica non applicare i PIV per la mancanza di un “adattamento”
dell’imprenditore e/o da altri familiari. Alla luce di tali con- alle piccole realtà aziendali oppure ad applicarli con delle
siderazioni, condivisibili certamente per alcune realtà, ve- interpretazioni e degli accorgimenti che avrebbero il sa-
diamo cosa stabiliscono i PIV al riguardo. pore di quella “soggettività valutativa” che l’OIV, con
l’introduzione dei PIV, vuole proprio combattere.
Il commento al principio PIV III.1.11, che si occupa dei
criteri di valutazione, così recita: “La prassi talora vede
l’applicazione anche di metodi diversi da quelli qui presen-
tati. Si tratta di regola di procedimenti empirici, non vali-
dati scientificamente e il cui uso dovrebbe normalmente
essere evitato”.
Il principio appare sintetico, ma proviamo a interpretarlo
alla luce delle esigenze valutative tipiche di una microim-
presa o di un’impresa particolare.
“Normalmente” sta a significare, così come consolidato a
livello dottrinale, che le metodologie assolute e relative
comunemente utilizzate e presenti nei manuali di valuta-
zione sono le uniche accettabili perché “robuste” e dotate,
pur con varie “sfumature” delle caratteristiche di raziona-
lità, verificabilità, coerenza, affidabilità (PIV I.1.4). Ciò non
toglie che, in presenza di realtà aziendali o settoriali dota-
te di caratteristiche tali per cui sussistono significative
differenze rispetto alle altre imprese, è possibile utilizzare
le metodologie empiriche:
- microimprese in cui è troppo forte la dipendenza dalla
figura dell’imprenditore, che rappresenta una minaccia
alla sopravvivenza aziendale senza un adeguato proces-
so pianificato di ricambio generazionale;
- piccole imprese operanti in determinati settori dotati di
caratteristiche peculiari, come le farmacie, per le quali è
opportuna l’applicazione del metodo empirico del fattu-
rato.

08. “Per esempio, la guida francese della CNCC (L’Evaluation financière expliquée) propone – anche con esemplificazioni – la costruzione di tassi di interesse per piccole
imprese”. Cfr Cecchetto A., Lettera commento Piv, febbraio 2015, pag. 2, www.fondazioneoiv.it.
8 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

L’analisi strategica
Giuseppe Ossoli
L’analisi strategica è il valore aggiunto L’analisi previsionale dei flussi futuri
per l’analisi fondamentale dell’impresa riceve un apporto essenziale in termini
e su di essa si imposta una valutazio- di accuratezza, consistenza e credibi-
ne aziendale. lità da una efficace attività di pianifica-
Le metodologie valutative oggi più ac- zione. Ciò giustifica il ruolo dei docu-
creditate correlano l’ipotesi di valore di menti strategici (piano industriale,
un’azienda ai propri flussi di risultato piano aziendale, piano strategico o
prospettici, opportunamente attualiz- business plan) nell’ambito del proces-
zati a un tasso di interesse coerente so valutativo. Il piano aziendale è il
con le previsioni di rischio/rendimento documento che, a partire dalla presen-
degli investitori. tazione delle strategie competitive di
Ancora una volta si comprende il ruolo fatto già operanti, rappresenta la vi-
determinante dei modelli predittivi sione imprenditoriale del management,
(propri dei sistemi di pianificazione e attraverso l’esplicitazione delle inten-
programmazione) quale momento zioni strategiche, delle azioni pianifi-
propedeutico all’applicazione dei me- cate per il raggiungimento degli obiet-
todi di valutazione. Previsioni appros- tivi strategici (action plan) e della evo-
simative, non corrette, non coerenti e luzione attesa dei key value driver.
non documentate possono compro- In pratica il piano industriale consente
mettere l’intero processo valutativo, al valutatore di comprendere i tratti es-
portando a stime errate, inconsistenti, senziali del processo di pianificazione
non convincenti e, in ultima analisi, e controllo adottato dall’azienda tar-
non credibili (a ciò va aggiunto la non get, focalizzando la propria attenzione
remota possibilità di imbattersi in sullo stesso set informativo di cui si
proiezioni artefatte e manipolate a avvale il management per governare le
beneficio di alcuni stakeholders). dinamiche aziendali. Dal piano indu-
striale, infatti, devono potersi cogliere
Va ricordato, al riguardo, come l’ogget- alcuni elementi essenziali per meglio
tiva incertezza che accompagna i pro- definire il giudizio di valore dell’impresa.
cessi previsionali giustifica la distanza Fra questi:
e l’atteggiamento prudenziale della - il modello di business deliberato;
cultura valutativa di scuola europea - gli stakeholders rilevanti;
nei confronti dei metodi finanziario e
- l’analisi del settore/mercato di appar-
reddituale, da più tempo accreditati
tenenza e delle relative dinamiche
nei Paesi anglosassoni. Si osservi
competitive;
come i diversi modelli valutativi rece-
piscono in modo diverso la compo- - le caratteristiche del progetto strate-
nente di aleatorietà dei processi previ- gico (fattori critici di successo e van-
sionali. Ad esempio le stime di capitale taggi competitivi);
economico (correlate, secondo il me- - gli obiettivi di medio-lungo termine;
todo reddituale, a capacità di reddito - il piano di azione;
già acquisite, dimostrate o ragionevol- - le ipotesi alla base dei dati previsio-
mente raggiungibili, sulla base di di- nali (assumptions);
namiche economiche e trend già in - il piano economico-finanziario.
atto) sono caratterizzate da un grado
di incertezza inferiore rispetto alle Tali aspetti dovrebbero essere detta-
stime di valore potenziale del capitale, gliati sia a livello aziendale (corporate)
correlate ad attese di flussi a medio- sia, ove necessario, a livello di Strate-
lungo termine, spesso svincolate da gic Business Unit (SBU), cioè con riferi-
rapporti con i risultati del passato. mento all’unità di un’impresa che ha la
n.8 - ANNO 2016 9

responsabilità di sviluppare la strate- errate, le aree di debolezza, gli elemen-


gia in una specifica area di affari (ASA), ti di incoerenza vengono così progres-
caratterizzata da: sivamente corretti, mentre gli stimoli e
• strategie indipendenti da altre aree di le intuizioni derivanti dal riesame delle
attività dell’impresa; prime versioni del piano vengono rece-
• strutture di costo differenti; piti, integrando e migliorando il pro-
getto strategico originale. In pratica la
• presidi organizzativi autonomi e re-
redazione e il riesame critico del piano
sponsabilità dedicate.
rappresentano un modo efficace per
Nell’ambito del processo di pianifica- presentare, giustificare e difendere le
zione, il piano industriale rappresenta scelte strategiche aziendali alle diver-
il momento per concentrarsi sulla se parti interessate.
definizione di orientamenti strategici Non a caso gli analisti finanziari indi-
capaci di massimizzare la creazione di viduano forti elementi di criticità azien-
valore nel medio-lungo periodo. dale non solo a fronte di gravi squilibri
Spesso le esigenze operative a breve nella struttura finanziaria o nel posizio-
termine non consentono ai manager di namento competitivo all’interno dei
dedicare la giusta attenzione alle dina- principali settori di attività, ma anche a
miche settoriali, ai comportamenti dei fronte di evidenti fattori di incoerenza
competitor e alla individuazione di vali- nel piano industriale e nelle relative
de e innovative opportunità di busi- condizioni al contorno. In tale prospet-
ness. Per contro, l’adozione di un siste- tiva l’analisi fondamentale si propone
ma di pianificazione strutturato e di validare l’affidabilità del piano, con
formalizzato contribuisce a creare oc- particolare riferimento alla verifica
casioni in cui è possibile sviluppare critica delle ipotesi assunte (le as-
strategie innovative, che consentono sumptions) e alla sostenibilità dei risul-
di creare e mantenere un significativo tati pianificati. Più in particolare l’ana-
vantaggio competitivo. La sostenibi- lisi critica delle assumptions rappre-
lità del vantaggio competitivo, quindi, senta il cuore del processo previsio-
viene certamente favorita dall’esisten- nale: l’assenza di un’accurata analisi
za, dalla coerenza e dalla completezza genera il forte rischio di previsioni inaf-
del piano industriale. Lo stesso piano fidabili, a loro volta all’origine di valuta-
industriale, attraverso la definizione zioni prive di fondamento.
delle azioni da intraprendere e delle
relative tempistiche (action plan), rap- Un piano è attendibile se viene formu-
presenta lo strumento che guida le lato sulla base di ipotesi realistiche e
principali scelte operative e, in partico- giustificabili e se i risultati attesi risul-
lare, l’entrata in nuovi mercati, il lancio tano ragionevolmente conseguibili
di nuovi prodotti/servizi, l’utilizzo di (sostenibilità). Questo aspetto diventa
nuovi canali distributivi, l’ampliamento sempre più rilevante man mano che si
del portafoglio clienti, nonché il reperi- allunga il periodo di valutazione anali-
mento di tutte le risorse (umane, finan- tica dei flussi attesi (e, di conseguen-
ziarie, tecnologiche, informative, orga- za, si allontana nel tempo il valore ter-
nizzative) necessarie al perseguimento minale). I contenuti del piano, quindi,
degli obiettivi strategici. devono risultare realistici rispetto alle
dinamiche competitive del settore di
L’esplicitazione delle scelte strategi- riferimento e, in particolare, rispetto:
che e delle azioni attuative comporta
• all’andamento della domanda e delle
un’analisi critica continua da parte del
quote di mercato;
management; in tal modo, il processo
di strutturazione del piano diventa uno • alle tendenze in atto nei bisogni dei
strumento di apprendimento che con- clienti (customer need) e ai fattori
sente di verificare la qualità di certe chiave che ne orientano le scelte
intuizioni manageriali e di ridurre, quin- (buying factor);
di, i rischi correlati. La redazione del • al comportamento dei competitor
piano, infatti, implica un suo progres- (desumibile da un’analisi di bench
sivo affinamento e, dunque, l’elabora- marking relativa ad aspetti quali
zione di successive revisioni all’interno strategia, business model, fattori criti-
di un processo iterativo: le assunzioni ci di successo, performance storiche);
10 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

• alla struttura e ai cambiamenti dei mente. Quanto più l’azienda basa le cazione devono essere assoggettati
canali distributivi e dei processi di ap- proprie proiezioni sui primi dati con- ad alcuni vincoli:
provvigionamento; suntivi dell’esercizio in corso (precon- • il periodo di valutazione analitica do-
• al contesto normativo, tecnologico, suntivi), su ordini già in portafoglio, su vrebbe essere vincolato, prevedendo
socio-politico e ambientale. vendite da effettuare a clienti con cui una soglia massima (ad esempio 5 o
esistono rapporti contrattuali stabili, 7 anni) o un orizzonte non superiore
L’analisi della sostenibilità finanziaria ovvero su trattative che si trovano a al periodo coperto dalla programma-
del piano industriale parte dalla cor- uno stadio avanzato, tanto più sarà zione formalizzata;
retta stima dei flussi di cassa attesi e possibile considerare come altamente • il peso del valore terminale (terminal
dalla adeguata copertura di questi ul- probabili i flussi di risultato pianificati. value) dovrebbe avere un peso per-
timi con fonti di finanziamento sicure. centuale tale da non offuscare il peso
Decisamente inferiore risulta l’atten-
L’obiettivo è di verificare che, nel loro dei risultati ottenuti attraverso le pre-
dibilità del piano per quelle aziende
insieme, le dinamiche finanziarie sup- visioni analitiche;
che devono giustificare previsioni di
portino il raggiungimento degli obiet- • i tassi di crescita dovrebbero risultare
andamento dei flussi di risultato ba-
tivi strategici previsti dal piano. Per coerenti con gli scenari e le dinami-
sate esclusivamente su ipotesi di ac-
una accurata stima dei flussi di cassa che macroeconomiche.
quisizione di nuovi clienti, di ingresso
assumono una particolare rilevanza i
in nuovi mercati o di lancio di nuovi
cash flow generati dalle operation e
prodotti.
quelli generati dagli investimenti.
Al riguardo, utilizzando un linguaggio
A tal fine è utile valutare, anche attra-
tecnico, si è soliti parlare di:
verso un’analisi di sensitività, l’evolu-
zione dei fabbisogni di capitale circo- • ipotesi ragionevoli, corrispondenti a
lante rispetto alle previsioni di vendita, obiettivi ragionevolmente perseguibi-
alle condizioni contrattuali riservate ai li con una elevata probabilità;
clienti e ottenute dai fornitori, ai cam- • ipotesi forti, con riferimento a obiet-
biamenti dell’assetto logistico, nonché tivi stimolanti o ambiziosi, difficil-
alle variazioni del mix di canali di ven- mente realizzabili;
dita e del portafoglio prodotti/servizi. • ipotesi inverosimili, con riferimento a
obiettivi perseguibili con una probabi-
Riguardo agli investimenti (tecnologi- lità prossima allo zero.
ci, di marketing, organizzativi) rivesto-
no particolare importanza gli importi Inoltre il piano dovrebbe essere valu-
stanziati, la manifestazione temporale tato in relazione ai diversi scenari che
dei flussi finanziari, l’impatto di age- si possono configurare rispetto alle
volazioni e i contratti di leasing (opera- principali variabili.
tivi e finanziari) esistenti. Attraverso Lo sviluppo delle prospettive economi-
l’analisi dei flussi di cassa risulta es- co-finanziarie del piano dovrebbe es-
senziale verificare se esiste un equi- sere sempre accompagnato da una
librio tra tipologie di fonti e impieghi, analisi di sensitività condotta con un
nonché la ragionevole reperibilità delle approccio what if che permette, tra
fonti di finanziamento necessarie: in l’altro, di individuare le variabili critiche
particolare, se il piano prevede un con- (competitive e gestionali) che più sono
siderevole utilizzo del credito, sarà im- in grado di esercitare un influsso sulla
portante valutare attentamente la pro- creazione di valore e di verificare gli ef-
pria capacità di indebitamento e il fetti associati ai diversi scenari. Il ri-
proprio merito di credito (rating ban- corso a un piano flessibile, sviluppato
cario). Inoltre deve essere verificato attorno a diversi scenari alternativi
l’allineamento e la continuità tra per- (piano standard, piano prudenziale,
formance storiche e performance pro- piano ottimale), consente di verificare
spettiche. la sostenibilità del piano, “forzandolo”
ad alcune soluzioni limite.
Quanto più i risultati prospettici (eco-
In pratica l’analisi di sensitività con-
nomico-finanziari, competitivi, gestio-
sente di verificare l’equilibrio aziendale
nali) differiscono da quelli passati,
e la sostenibilità dei piani, anche per-
tanto più sarà necessario proporre ele-
turbando il modello attraverso la vari-
menti a sostegno della loro credibilità.
azione di alcune variabili previsionali e
In questa prospettiva deve essere in-
delle assumptions.
dagata la probabilità che i dati pros-
pettici hanno di manifestarsi real- Per fini valutativi i risultati della pianifi-
n.8 - ANNO 2016 11

La previsione delle performance ta diventa sostenibile e proiettabile nel


aziendali futuro solo se le condizioni interne ed
In questa fase dell’analisi fondamen- esterne possono considerarsi stabili
tale è importante la conoscenza pun- per gli anni a venire.
tuale dei generatori di valore di cui si è Ad esempio, un’azienda in fase di start-
analizzata la dinamica storica, dal mo- up, nei primi anni di attività può arriva-
mento che gli stessi costituiranno in re facilmente a duplicare o triplicare il
massima parte i driver della futura fatturato di anno in anno. Sebbene il
crescita e redditività aziendale (in par- trend crescente possa ragionevolmen-
ticolare il fatturato, il valore della pro- te essere considerato in fase previsio-
duzione, l’EBITDA, l’EBIT, la rotazione nale, un simile sviluppo dimensionale
del capitale investito). Assumere che risulterà sempre più difficile da mante-
l’andamento storico della redditività, nere per la presenza di variabili eso-
così come la dinamica degli investi- gene come la concorrenza, la regola-
menti, continui nel futuro è un’ipotesi mentazione e la legge economica dei
semplicistica e riduttiva. Va subito os- ricavi marginali decrescenti che, nel
servato che la dinamica storica dei medio termine, lasceranno convergere
driver potrebbe essere stata “inquina- il tasso annuo di sviluppo dei ricavi at-
ta” da variabili esogene, legate a parti- torno alla crescita media del settore.
colari situazioni di mercato, alla dina- Analogamente ai ricavi di vendita, an-
mica dei competitor, a mutamenti nello che la dinamica storica dei costi ope-
scenario regolamentare o a fattori rativi è da considerarsi organica e pro-
temporanei, come acquisizioni, ristrut- iettabile nel futuro se finalizzata a
turazioni, incrementi eccezionali del supportare lo svolgimento dell’attività
fatturato, che potrebbero non ripetersi operativa. A tal fine la crescita organi-
nel prossimo futuro. ca dei costi operativi può essere iden-
Ebbene, in questa fase, è necessario tificata analizzando nel tempo l’inci-
porre l’attenzione sulla crescita organi- denza delle singole voci di costo sui
ca e sostenibile dei generatori di va- ricavi di vendita e/o sul valore della
lore, sulla capacità dell’azienda di produzione. In tal senso la crescita dei
creare valore dalle attività operative, costi operativi sarà considerata orga-
isolando le variabili transitorie, straor- nica se tali incidenze percentuali
dinarie o inusuali che hanno caratte- rimangono costanti nel tempo.
rizzato l’evoluzione storica.
Parliamo di crescita organica, in quan- Più complessa è la definizione della
to sostenuta dall’attività caratteristica crescita organica degli investimenti.
dell’azienda, e sostenibile, in quanto Sarà da considerarsi organica la cre-
avente carattere permanente e ripeti- scita del capitale circolante e del capi-
bile nel futuro. tale fisso se necessaria a sostenere la
dinamica del fatturato (ed eventual-
Ovviamente una corretta previsione mente del valore della produzione).
delle performance aziendali non può Anche in questo caso l’incidenza stori-
prescindere da un’analisi approfondita ca dei ricavi sul capitale investito op-
del business, delle attese sull’evoluzio- erativo (indice di rotazione del capitale
ne del ciclo economico, del contesto investito) può rappresentare una va-
competitivo e normativo, nonchè del riabile segnaletica. Anche per gli in-
piano industriale dell’azienda. In prati- vestimenti sarà necessario considera-
ca, prendendo le mosse dall’analisi re quelli necessari a garantire lo svi-
critica dei risultati aziendali, i modelli luppo organico delle attività operative.
previsionali traducono in termini eco-
nomico-finanziari gli orientamenti
strategici aziendali (mutuati dal piano
industriale), in modo coerente con i
mutamenti attesi dello scenario com-
petitivo.
La crescita organica della redditività
operativa è l’unica base fondamentale
per elaborare una stima della futura
performance aziendale. Questa cresci-
12 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

Le implicazioni
dell’Etnografia digitale
Claudia Laricchia sui modelli di Marketing
Internazionale: nasce
l’Internazionalizzazione
digitale e smart
GLI AUTORI 1 ternazionali.
Claudia Laricchia - Coordinatore IDS. Pro- In particolare l’articolo introduce le po-
ject e International Business Development tenzialità di un nuovo strumento di
Manager; Dottore Commercialista; Director
analisi a supporto della definizione di
of Institutional Affairs per Seeds&Chips Mi-
lano (MiCo, 11-14 Maggio 2016); Fonda- alcune decisioni strategiche aziendali:
trice di IDS, Internazionalizzazione Digitale la Human Social Network Analysis
e Smart; Fondatrice e Mentor di USiena (HSNA). Tale strumento integra i mo-
Alumni; Esperta di Internazionalizzazione. delli tradizionali di marketing interna-
Michele Cignarale - Fondatore di Netno- zionale, essendo in grado di studiare i
grafica, Centro Studi sulla etnografia digi-
network generati dalle innumerevoli e
tale; Amministratore di “Basilicata Slurp”;
“Meraviglia 360” e Clab s.a.s; Digital Coach; diverse interazioni che scaturiscono
Fondatore e Mentor di USiena Alumni; dalle attività social dell’azienda, con-
Esperto di Societing, marketing e comuni- sentendo di definire un nuovo modello
cazione. di internazionalizzazione denominato
Giuseppe Mazzeo - Esperto in implemen- IDS Internazionalizzazione Digitale e
tazione e ottimizzazione algoritmi di moni- Smart, basato sul coinvolgimento del
toraggio multi-temporali e di Social Net-
work Analysis e membro di Netnografica, mercato e la sua successiva trasfor-
Centro studi di Etnografia Digitale. mazione in cliente.

PREMESSA LA HUMAN SOCIAL


La progressiva digitalizzazione dell’eco- NETWORK ANALYSIS (HSNA)
nomia e la conseguente evoluzione La Human Social Network Analysis è
delle relazioni di mercato verso un’otti- un metodo di indagine innovativo in
ca di societing 2, comportano anche la grado di studiare il network generato
necessità di ripensare agli approcci e dalle innumerevoli e diverse interazio-
alle strategie di marketing internazio- ni che scaturiscono dalle attività social
nale, integrando i modelli tradizionali dell’azienda.
con nuovi strumenti in grado di tenere L’analisi struttura il network mediante
in dovuto conto non solo il ricorso con- la Teoria dei grafi3 e ne descrive la tipo-
sistente all’innovazione ma anche il logia in termini di relazioni innescate e
ruolo dell’interazione nella gestione di attori coinvolti. La denominazione
delle relazioni con il mercato. coniata deriva appunto dalla capacità
Prendendo le mosse dall’osservazione di questo strumento di compiere non
di una correlazione positiva tra digi- soltanto una analisi quantitativa sui
talizzazione, internazionalizzazione e dati presenti on line, ma anche una
competitività delle imprese italiane sui analisi semantica basata su un mo-
mercati esteri, il presente articolo si dello di analisi quantitativo-relazionale
propone di porre le basi per la definizio- mirata a individuare i collegamenti, i
ne di un nuovo approccio ai mercati in- contatti e i legami che caratterizzano

01. Hanno collaborato alla stesura del presente articolo Titti Gentile (Laureata in lingua e letteratura cinese; Master in International Development. Senior expert di progetti
di sviluppo internazionale sia per imprese private sia per la PA) e Andrea Bertolucci (Esperto di Etnografia Digitale e di Data Visualization, membro del Comitato Con-
sultivo di Widiba e del Centro Studi di Etnografia Digitale, a Milano).
Si ringraziano altresì per i preziosi consigli e suggerimenti: la Prof.ssa Carolina Guerini, Professore Associato di Economia e gestione d’Impresa e consulente di market-
ing, presso Università Carlo Cattaneo LIUC Castellanza, SDA Bocconi School of Management; il Prof. Lorenzo Zanni, Professore ordinario di International Manage-
n.8 - ANNO 2016 13

un gruppo di persone (più o meno informativa e predisposizione alla con-


complesso, dalla famiglia alla nazio- divisione delle informazioni (definiti
ne), piuttosto che basarsi sullo studio hub di informazioni), in-degree elevati
degli attributi del singolo (es. numero sono, invece, riferiti a utenti molto po-
di messaggi letti, inviati, etc.). polari (definiti authority), possibili in-
I legami che si realizzano tra le per- fluencer della rete sociale e, quindi,
sone sono, infatti, proprietà delle cop- punto di riferimento per gli individui.
pie in gioco e non delle caratteristiche L’indice di betweenness centrality rap-
dei singoli elementi. presenta, invece, la misura d’influenza
In conformità a tale schema di lavoro e di connessione del nodo della rete
è possibile applicare allo studio socia- (utente della comunità). Indica cioè la
le la teoria dei grafi e descrivere la frequenza con cui ogni singolo indi-
struttura delle interazioni tramite una viduo si trova nel percorso più breve
serie di indici e metriche derivati che collega ogni altra coppia di utenti.
dall’algebra matriciale. I grafi permet- Quanto, quindi, una persona è interme-
tono, dunque, la raffigurazione spazia- diaria tra altre due all’interno di un
le a due o tre dimensioni delle relazioni gruppo e quanto essa sia strategica e
sociali che legano gli individui e forni- influente nello scambio d’informazioni.
scono la struttura matematica neces- Alti valori di tale indice indicano dun-
saria a modellizzare le interazioni della que potenziali facilitatori e/o control-
popolazione per descrivere la comu- lori d’informazioni, dei veri e propri
nità e definire tali connessioni in para- bridge di rete, potenzialmente in con-
metri e concetti formali e strutturali tatto con diversi sottogruppi e comu-
come ad esempio la densità, la cen- nità. In realtà tali utenti - con alto va-
tralità, etc. lore dell’indice - possono essere visti
anche come punti deboli della rete in
In particolare assumono rilevazione quanto l’eliminazione di essi può ral-
gli attori principali della rete, gli indivi- lentare o ostacolare la circolazione
dui centrali, che sono generalmente dell’informazione fino a rendere scon-
anche quelli più influenti e carismatici, nessa la rete.
rimossi i quali, la rete perde parte si- La centralità degli attori può essere
gnificativa del suo valore sociale. valutata anche sulla base della close-
Per mappare e analizzare la posizione ness (centralità), la quale fornisce una
degli attori all’interno dei network si misura della distanza geodetica di un
calcolano le metriche di centralità at- nodo da tutti gli altri. Nelle reti sociali,
traverso i seguenti indici: degree, be- dove le connessioni rappresentano lo
tweenness centrality, closeness centrali- scambio d’informazioni, essa classifi-
ty e eigenvector cencentrality. ca i nodi in base alla loro capacità po-
tenziale di far diffondere velocemente
Nello specifico, l’indice degree misura l’informazione minimizzando il nume-
la connessione dell’attore all’interno ro medio di passaggi.
della rete (numero di connessioni inci-
denti nel nodo). Tale indice fornisce In generale, va comunque rilevato che
quindi una prima stima approssimati- il parametro più efficace per definire la
va ma immediata dell’importanza (nu- centralità di un utente e quindi il suo
mero di nodi con cui è in relazione di- ruolo all’interno della comunità vir-
retta) che quel nodo riveste nel domi- tuale è l’eigenvector cencentrality. Esso
nio del sistema che stiamo analizzan- caratterizza la rete sociale quale misu-
do: maggiore è l’indice più influente ra non solo del numero ma anche della
sarà il ruolo svolto. qualità delle connessioni di un utente.
Nel caso di grafi orientati, come acca- Un utente connesso con utenti impor-
de per le reti sociali, sono calcolati per tanti acquista un ruolo di maggior ri-
ogni attore gli indici in-degree (collega- lievo nella rete, indipendentemente dal
menti in ingresso) e out-degree (colle- numero di connessioni stabilite: avere
gamenti in uscita) che meglio estrin- amici importanti fa differenza rispetto
secano il concetto di centralità basata ad avere amici di poco peso.
sul numero di connessioni. In partico- Una volta definiti tutti i valori in riferi-
lare out-degree elevati corrispondono mento a vertici e relazioni, calcolati i
ad attori con un ruolo di alta attività valori degli indici degli stessi e impo-

ment, Marketing. Marketing Internazionale Entrepreneurship and business start up - Scuola Dottorato UNISI, Università degli Studi di Siena.
02. Il termine societing è stato introdotto da ricercatori della scuola latina del marketing (Arvidsson, A. and A. Giordano (2013). Societing Reloaded: Pubblici produttivi e
innovazione sociale. Milano: Egea.) tramite l’incrocio della parola marketing e sociologia che significa, secondo gli Autori, sia “immettere in società” che “fare società”.
03. Teoria dei Grafi Harry R. Lewis e Christos H. Papadimitriou, Symmetric space-bounded computation, in Theoretical Computer Science.
14 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

state le proprietà grafiche, è possibile L’approccio generalmente più utilizza-


creare il grafico delle relazioni. Per rap- to per determinare tale valore è quello
presentare graficamente una rete è suggerito da Newman.
necessario adottare degli algoritmi di L’individuazione di queste sotto comu-
visualizzazione adatti a mostrare cer- nità è fondamentale per stabilire come
te proprietà del grafo rappresentato le informazioni si distribuiscono all’in-
(graph drawing). terno della rete. Con il raggruppamen-
Gli algoritmi di graph drawing hanno to dei vertici in cluster è quindi possi-
l’obiettivo di ottenere una rappresen- bile individuare gli eventuali ostacoli al
tazione grafica che soddisfi sia criteri flusso d’informazioni e/o la presenza
estetici (mostrare le simmetrie) che di difficoltà comunicative all’interno
funzionali, come disporre un insieme dell’intera rete.
di vertici vicini. Attraverso tale fase di analisi, inoltre,
Particolarmente significativi sono gli si possono distinguere gruppi relazio-
algoritmi detti Force Directed. Questo nali dei quali non si conosceva
tipo di algoritmi considerando un gra- l’esistenza che ad esempio nel nostro
fo come un sistema fisico di corpi con caso può portare a definire gruppi
delle forze che agiscono tra di essi. omogenei di persone con particolari
La disposizione dei corpi nello spazio preferenze verso prodotti e servizi e,
in relazione a tutti gli altri corpi che dunque, interlocutori privilegiati nel
compongono il sistema determina caso di campagne di marketing.
uno stato di energia che questo tipo di L’individuazione dei gruppi presenti nel
algoritmi tende a minimizzare. network può essere fatta in base a un
L’algoritmo, in sostanza, dispone i ver- particolare attributo scelto che carat-
tici del grafo come fossero dei corpi terizza gli individui, relativa a eventuali
che si respingono e considera le con- componenti connesse (se due gruppi
nessione tra i vertici come delle forze di relazioni non hanno legami che li le-
che li avvicinano. Gli algoritmi Force gano, saranno separati), per immagini
Directed minimizzano tale energia del simbolo (collassando strutture com-
sistema, nel senso che cercano di po- plesse, per semplificare la lettura del
sizionare i corpi in modo che la forza grafo), tramite cluster.
agente su di essi sia nulla.
Di questa tipologia di algoritmi le di- In questo ultimo caso si ha un’ulteriore
stribuzioni più utilizzate sono quella di divisone, data dal tipo di algoritmo che
Fruchterman−Reingold (trasforma il si decide di utilizzare nel calcolo.
grafo in un sistema di particelle di Quelli comunemente utilizzati nel caso
massa) e quella di Harel−Koren Fast della SNA, data la qualità dei risultati,
Multiscale (presenta elevata velocità di sono:
calcolo e disposizione del grafo anche • Clauset−Newman−Moore (CNM), ba-
per sistemi complessi). sato sulla modularità dei vertici. Rag-
gruppando così i vertici che sono più
Esistono, ovviamente numerosi altri collegati tra loro e quindi con alta den-
algoritmi utili a disegnare il grafo se- sità di relazioni.
condo le peculiarità che più ci interes- • Wakita−Tsurumi, algoritmo simile al
sano (a esempio quelli geometrici cir- precedente ma migliorato in termini di
colare, spirale, a onda, a griglia, polare, velocità di calcolo (particolarmente
etc.), e proprio per tale motivo, la scel- adatto per reti molto popolate - con
ta del layout rappresentativo è una più di 500.000 nodi)
fase delicata e cruciale del lavoro di • Girvan−Newman, metodo di tipo ge-
analisi, avendo a che fare non solo con rarchico che raggruppa la popolazione
la parte estetica. Molto spesso all’in- all’interno di una rete in comunità che
terno di una comunità virtuale esisto- presentano una densità di legami
no altre sotto-comunità, gruppi logici, i maggiore rispetto agli altri (calcolo è
cui utenti-nodi sono strettamente col- più lento degli altri e per questo motivo
legati l’uno all’altro, ma debolmente è più adatto a grafi limitati).
legati con i nodi al di fuori del loro
cluster. Questa proprietà delle reti è de- Di seguito si illustreranno sintetica-
finita come modularità. mente le applicazioni di tali strumenti
all’IDS, in base alle fasi del processo di
n.8 - ANNO 2016 15

Internazionalizzazione Digitale e Smart, IDS è “smart” perché integra prodotto,


di cui segue una sintetica descrizione. processo, modelli organizzativi o pro-
mozionali dell’impresa con supporti
INTERNAZIONALIZZAZIONE innovativi elaborati da start up o im-
DIGITALE E SMART prese innovative in grado di facilitare
L’Internazionalizzazione Digitale e la fruizione del prodotto/servizio e mi-
Smart (IDS) è il processo attraverso il gliorare le performance aziendali sui
quale le imprese investono sui mercati mercati internazionali. IDS è smart
esteri, con il preciso obiettivo di con- perché per essere competitivi sui mer-
quistarvi progressivamente non solo cati internazionali, oggi, è necessario
quote di mercato, ma anche ‘un sen- far leva sull’innovazione per aumen-
so’ nella società del Paese estero di tare il grado d’interazione del prodotto,
riferimento. Tale posizione è stretta- con le esperienze di consumo dei
mente connessa ai valori del brand; “consumattori”.
all’engagement della comunità estera L’approccio all’internazionalizzazione
a quei valori e alle interazioni che digitale e smart è basato sulla neces-
l’azienda riesce a costruire, connetten- sità di far leva sull’integrazione di ser-
dosi con il Paese estero. vizi innovativi erogati da start up o im-
prese innovative con servizi, prodotti,
Tale processo di investimento avviene processi, modelli organizzativi o pro-
attraverso l’innovazione e l’utilizzo di mozionali di imprese tradizionali, allo
strumenti della rete (Internet, applica- scopo di rendere queste ultime più
zioni, etnografia digitale) e del mobile competitive sui mercati internazionali.
nell’ottica del societing, finalizzato a In particolare, secondo l’approccio IDS
incrementare i livelli di interazione e di e alla luce della crescente importanza
engagement con utenti e operatori strategica delle tecniche di marketing
esteri, raccontati e rafforzati attraver- narrativo a causa dell’evoluzione degli
so strumenti di storytelling. scenari di mercato in funzione dei
L’IDS non esclude processi di inter- cambiamenti delle relazioni tra per-
nazionalizzazione tradizionale. Anzi, li sone, l’innovazione è precipuamente
integra e intende aggiornarli. finalizzata ad aumentare il grado di in-
IDS è digitale perché ricorre alla HSNA, terazione del prodotto, allo scopo di
Human Social Network Analysis, il me- valorizzare ulteriormente le esperien-
todo di indagine innovativo per definire ze di consumo, centrali nell’approccio
e studiare il network generato dalle in- di IDS.
numerevoli e diverse interazioni che
scaturiscono dalle attività social L’impresa riconosce il ruolo sempre
dell’azienda. più attivo dei propri consumatori e
L’analisi, come sopra sinteticamente stakeholders, e si apre a una loro parte-
descritto, struttura il network median- cipazione attiva, anche nella determi-
te la teoria dei grafi e ne descrive la nazione del valore della ricchezza
tipologia in termini di relazioni inne- prodotta. Tale apertura rende le impre-
scate e di attori coinvolti. Tale approc- se sempre più dei network sociali e
cio è importante per derivare informa- comporta la creazione di nuove forme
zioni utili e uniche per le strategie di legami e di responsabilità verso la
aziendali, come nel caso dell’analisi società e la proiezione virtuale della
dei mercati esteri. società, dalla quale l’impresa deriva
IDS è digitale anche perché fa un uso sempre di più il proprio valore. Lavora-
strategico del social media manage- re con i legami sociali, “fare società”
ment, ossia l’attività finalizzata a gen- instaurando nuove relazioni produttive
erare visibilità sui canali digitali e in- che riescano sia a contribuire al bene
crementare il grado di interazione comune, sia a generare quella legit-
qualificata dell’impresa e dei valori del timità, affinità ed entusiasmo diventa-
brand dell’impresa, massimizzando no sempre di più obiettivi prioritari per
l’affinità tra azienda e “consumattori”, i l’impresa, di cui il marketing internazio-
clienti che con il nuovo approccio di- nale deve tenere conto.
ventano protagonisti dei processi di Il marketing persuade. Il societing fa
promozione internazionale e, più in risuonare insieme. Il marketing è orien-
generale, della vita delle imprese. tato al mercato. Il societing è orientato
16 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

all’esperienza di consumo e alle con- razioni tra persone/operatori/consu-


versazioni. matori che interagiscono in un luogo
A livello internazionale, questo tipo di fisico possono essere rafforzate e fa-
approccio comporta la necessità di cilitate sui canali digitali.
rinnovare il concetto di posizionamen- L’etnografia digitale è quindi lo stru-
to sul mercato, aggiornandolo con il mento per proiettare tali interazioni sui
“senso” che nella società estera l’im- canali digitali e per utilizzare i canali
presa italiana intende avere. digitali per proiettare tali relazioni nella
Persino lo sfruttamento delle capacità realtà, in maniera strategica e mirata.
di organizzare dei processi di produ-
zione - materiali e immateriali - posso- Anche la segmentazione del mercato,
no coinvolgere una larga moltitudine che non può essere più uno strumento
di attori, fra cui i consumatori stessi, di clusterizzazione omogenea all’in-
ed è questa apertura a dover costituire terno e disomogenea all’esterno, effet-
la base per cambiare approccio al tuata in base ad alcuni elementi colle-
marketing internazionale, nell’ottica gati agli stili di vita del consumatore,
della IDS. ma che necessita di strumenti in gra-
Tale apertura, naturalmente, vale an- do di analizzare i “big data” che i con-
che dal punto di vista della domanda. sumatori stessi continuano a mettere
L’approccio alla IDS, infatti, comporta a disposizione spontaneamente in
il riconoscimento che il consumatore rete. Alla luce della rivoluzione digitale
sia diventato un soggetto attivo, abi- e dell’evoluzione dal marketing al soci-
tuato a dire la propria, a essere influe- eting, le scelte strategiche aziendali
nte, a raccontare continuamente le non possono più basarsi sulle catego-
proprie esperienze, legate anche al rie di Eurisko poiché oggi sono cambi-
consumo, a far parte di una tribù con anti i ruoli, gli ambienti e le matrici re-
cui condivide valori, che possono iden- lazionali tra persone. Più che di stili di
tificarsi in quelli di un brand, ma che vita, infatti, oggi può essere opportuno
non vogliono da questo sentirsi indagare i momenti di vita e gli spazi
costretti. É anche per questo che oggi sociali (touch points) che li legano e
il consumatore viene definito “consu- che possono essere studiati attraver-
mattore”. so il tracciamento dei dati e la relativa
interpretazione delle dinamiche che si
É pertanto attraverso tale nuovo ap- instaurano nelle webtribe.
proccio, che tutti i paradigmi tradizio- Ancora, l’analisi della concorrenza,
nali del marketing internazionali vanno può essere aggiornata attraverso
reinterpretati. un’analisi dell’engagement e di perform-
Ad esempio, l’individuazione dei paesi ance dei contenuti pubblicati, nonché
target attraverso l’estrazione di schede delle comunità dei fan della concor-
tecniche e la consultazione di banche renza, così come profilata sui social
dati può essere integrata con stru- network, allo scopo di individuare le
menti di etnografia digitale georefe- connessioni che si innescano a partire
renziati per analizzare con maggiore dalle interazioni effettuate (like, com-
dettaglio il reale interesse delle tribù e menti, condivisioni di contenuti).
degli stakeholder del Paese Target e
definire un potenziale riferimento geo- L’analisi del benchmark, quella del po-
grafico di influenza (regioni del Paese; sizionamento. Ogni parte del modello
aree geografiche specifiche; città tradizionale di marketing può essere
ecc.). aggiornata attraverso il nuovo approc-
Per ogni paese target e area specifica cio IDS.
dello stesso, con la HSNA è possibile Le tecniche di analisi delle reti sociali e
effettuare, ad esempio, un’analisi di etnografia digitale, infatti, sono uti-
dell’Italian sounding. lizzate per l’ascolto e il filtraggio delle
Ancora a titolo esemplificativo, la conversazioni on line per la promozio-
HSNA può essere utilizzata nell’ambito ne mirata, interagendo con le tribù di
di alcune prime azioni di scouting sui riferimento (esistenti e potenziali) e
Paesi Target, come la partecipazione con i top influencer dal media position al
dell’impresa a una manifestazione fie- sense providing (il senso nella società e
ristica, dove le connessioni e le inte- non il posizionamento sul mercato).
n.8 - ANNO 2016 17

Come detto, cioè, dalla persuasione si CONCLUSIONI


passa all’engagement. La rivoluzione digitale ha prevalente-
In quest’ottica, anche i servizi di CRM mente cambiato le relazioni tra per-
aziendale tradizionalmente votati alla sone, con un impatto straordinario sui
acquisizione di nuovi potenziali clienti modelli che le regolano a livello eco-
(anche mediante il rafforzamento del- nomico e quindi anche di promozione
le relazioni con quelli più importanti e internazionale. Continuare ad utilizza-
strategici), traggono dalle metodolo- re modelli di internazionalizzazione
gie di analisi di IDS nuova linfa e nuovi tradizionale, quindi, risulta limitativo.
spunti di riflessione.
Nell’articolo, gli autori suggeriscono di
Ascoltare le conversazioni della comu- integrare i modelli tradizionali di mar-
nità, o meglio ancora delle tribù di keting internazionale con strumenti di
“consumattori”; filtrare le idee e le etnografia digitale, in modo da aggior-
opinioni e, dalla moltitudine, estrarre nare il proprio approccio ai mercati
solo quelle più interessanti, provenien- esteri ed essere maggiormente com-
ti dagli attori centrali e influencer del petitivi e in grado di promuovere il
network (perché geometricamente “Made in Italy” in modo da ribaltare la
connessi con molti o perché strategi- relazione con il cliente, le cui esperien-
camente intermediari delle informazio- ze diventano così leve di promozione e
ni); utilizzare metodologie di etnogra- le cui conversazioni diventano un ba-
fia digitale permette di focalizzare cino di informazioni essenziali per
l’attenzione solo sulle opinioni delle l’azienda per prendere decisioni strate-
persone che svolgono un ruolo cen- giche.
trale per la dinamica della comunità, e, Si tratta cioè di definire un nuovo mo-
dunque, da coltivare e fidelizzare con dello di internazionalizzazione deno-
attenzione per aumentare l’appeal minato IDS Internazionalizzazione
aziendale. Digitale e Smart.

Nell’ottica di IDS, è indispensabile far


leva su driver emozionali e sulla valo-
rizzazione dei legami emozionali con i
«consumattori», utilizzando tecniche
di marketing narrativo da proiettare sui
canali digitali, costruendo intorno ai
valori del brand un format narrativo
capace di donare esperienze ai con-
summatori che pertanto contribuiran-
no a tessere il format narrativo, nu-
trendolo anche delle loro storie.
I consumattori cioè sono chiamati
all’azione, anche attraverso la valoriz-
zazione dei legami che li uniscono,
che vedono nella rete il luogo ideale di
aggregazione. In quest’ottica, i servizi
digitali aiutano anche a individuare top
influencer e valutare l’impatto sul mer-
cato del grado di interazione tra esper-
ienza di consumo e promozione.
Ancora, in quest’ottica, l’internaziona-
lizzazione digitale e smart permette di
aggiornare il concetto di Advertising.
La rivoluzione digitale, infatti, impone
l’advertainment, focalizzato sulla pos-
sibilità di far leva sulle esperienze e sul
racconto delle stesse per posizionare
il proprio brand sui mercati e risuonare
con gli stakeholder che su quei mercati
insistono.
18 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

L’IMPATTO SUGLI
INDICATORI AZIENDALI
Alessandro Tentoni 1 DEI CRITERI DI
VALUTAZIONE DELLE
PARTECIPAZIONI
1. Aspetti introduttivi zione dei dividendi, in un’ottica speculativa. Sotto questo
In via preliminare occorre chiarire che il vocabolo “Parteci- profilo, peraltro, la casistica si arricchisce in parallelo an-
pazioni” designa, nella normativa civilistica e nei principi che degli investimenti a breve termine in valori mobiliari,
contabili OIC, qualsiasi pacchetto di titoli rappresentativi generalmente quotati, per lucrare una plusvalenza tra prez-
del capitale sociale di un’altra impresa, mentre dal punto di zo di vendita e di acquisto.
vista della dottrina aziendalistica il termine in oggetto evo-
ca più precisamente un investimento duraturo, contrap- Dal punto di vista della disciplina legislativa per la redazio-
posto al possesso dei titoli con un orizzonte temporale ne del bilancio d’esercizio giova ricordare che lo schema di
limitato. Il presente contributo è incentrato sulla seconda stato patrimoniale riportato dall’articolo 2424 del codice
accezione. civile contempla le partecipazioni in società controllate,
In via generale le immobilizzazioni finanziarie, gruppo che collegate, controllanti o altre imprese sia nel gruppo B) “Im-
accoglie gli asset in oggetto, presentano caratteri peculiari mobilizzazioni”, nella categoria delle “Immobilizzazioni fi-
rispetto alle categorie delle immobilizzazioni materiali e im- nanziarie”, sia nell’area C) ”Attivo circolante”, classe delle
materiali. Infatti, tali beni partecipano di regola diretta- “Attività finanziarie”.
mente allo svolgimento del ciclo produttivo caratteristico La scelta viene guidata dal successivo articolo 2424 bis
aziendale con un contributo economico segnalato in ge- comma 1, che definisce immobilizzazioni in genere quei
nere dalle quote di ammortamento, consentono il reintegro beni destinati a essere durevolmente impiegati nell’impresa.
graduale delle risorse finanziarie investite nel corso del A questo proposito il nuovo principio contabile nazionale
periodo complessivo di proficuo utilizzo gestionale, risul- OIC 21 “Partecipazioni e azioni proprie” chiarisce ai punti 7
tano inadatte allo smobilizzo diretto. e 8 che assume prioritario rilievo, nel caso dei titoli, la vo-
Le immobilizzazioni finanziarie, viceversa, rappresentano lontà dell’organo amministrativo (management intent) e la
elementi patrimoniali non coinvolti nella produzione di beni capacità dell’azienda di mantenere l’asset in portafoglio in
o servizi ma, al più, promuovono condizioni favorevoli armonia con i propri equilibri economici, finanziari e patri-
all’esercizio dell’attività operativa, rendono possibile un re- moniali.
cupero integrale della liquidità all’atto della dismissione, si Va poi segnalato che per le partecipazioni di entità non in-
prestano quindi al trasferimento diretto e di conseguenza, feriore ad 1/5 del capitale sociale, o 1/10 per quelle quo-
ove occorrer possa, anche in garanzia. tate, l’articolo 2424 bis al comma 2 pone una presunzione
relativa di qualificazione in “Immobilizzazioni”.
É possibile distinguere tre tipologie di partecipazioni a se- Non sempre, tuttavia, l’ammontare del pacchetto parte-
conda della funzione rivestita nell’economia di un’azienda, cipativo denota un investimento durevole (come anche, per
con ripercussioni anche sulla scelta del metodo di valuta- converso, minori percentuali possono celare motivazioni
zione in bilancio, come si vedrà nei paragrafi che seguono. strategiche), e in tal caso occorre dimostrare che non
Innanzitutto quelle detenute per conseguire il controllo e la ricorre l’ipotesi normativa formulata.
direzione imprenditoriale della partecipata, sulla base nella
maggior parte dei casi della maggioranza dei diritti di voto. Per quanto attiene ai criteri di valutazione delle partecipa-
Altra fattispecie è rappresentata dai titoli posseduti per zioni in bilancio, la disciplina civilistica all’articolo 2426 nu-
conseguire determinate opportunità di natura contrattuale meri 1), 3) e 4) ne contempla due: uno che è quello del
o legate allo svolgimento della gestione, a volte in concomi- costo di acquisizione, generale per tutte le immobilizzazio-
tanza con obiettivi di remunerazione. ni, l’altro denominato “metodo del patrimonio netto” o equi-
Infine vi sono i valori deputati precipuamente a offrire un ty method, applicabile in caso di partecipazione in imprese
rendimento finanziario di lungo periodo legato alla perce- controllate e collegate.

01. Studio Palmeri Commercialisti Associati. Si ringrazia il Dott. Daniele Rinolfi per il fattivo contributo alla stesura del presente articolo.
n.8 - ANNO 2016 19

L’articolo 2359 stabilisce che sono società controllate In merito al concetto di perdita durevole di valore, la prima
quelle nelle quali si dispone della maggioranza assoluta dei riflessione da svolgere trae invero spunto proprio tra le
voti o si esercita comunque un’influenza dominante, anche righe del testo legislativo.
in virtù di particolari rapporti contrattuali, mentre sono col- Infatti, l’articolo 2426 numero 3) secondo capoverso del
legate se ricorre un’influenza notevole, presunta dal pos- codice civile stabilisce l’obbligo per le partecipazioni in
sesso di 1/5 del capitale sociale o 1/10 per i titoli quotati. controllate o collegate di motivare la differenza tra il costo
di acquisizione e la corrispondente frazione del patrimo-
Di seguito ci si sofferma su ciascuna delle due metodolo- nio netto della consociata (in assenza di bilancio consoli-
gie di valutazione richiamate, descrivendo le rispettive mo- dato), o rispetto alla dimensione assunta dal capitale pro-
dalità e i riflessi prospettici sul sistema dei valori di bilan- prio in applicazione dell’equity method (in presenza di
cio. bilancio consolidato, quindi un parametro in certi casi già
Peraltro è opportuno sottolineare che il cambiamento di elaborato dalla holding).
principi valutativi soggiace al vincolo posto dall’ultimo
comma dell’articolo 2423 bis del codice civile, che per tute- Da ciò attenta dottrina ha segnalato che la svalutazione di
lare la comparabilità temporale e spaziale dei bilanci richie- queste partecipazioni, qualora il differenziale richiamato
de il verificarsi di casi eccezionali, da illustrare approfon- risulti privo di significato economico, appare inevitabile
ditamente in nota integrativa. sino alla soglia corrispondente alla percentuale del capi-
In ogni caso, come chiarisce il principio contabile OIC 29 tale netto posseduto, secondo una delle due configura-
dall’articolata intestazione “Cambiamenti di principi conta- zioni previste.
bili, cambiamenti di stime contabili, correzioni di errori, Ulteriori eventuali riduzioni, infatti, non sembrerebbero
eventi e operazioni straordinarie, fatti intervenuti dopo la esplicitate vista la mancanza del dovere di motivazione,
chiusura dell’esercizio”, al punto 10), la deroga in oggetto è mentre diminuzioni del valore di ammontare inferiore non
consentita se favorisce una più fedele rappresentazione sono giustificate dal tenore letterale della norma.
dei fatti gestionali in bilancio. Passando all’analisi del contenuto del principio contabile
nazionale, la verifica richiesta ai redattori dei bilanci verte
sulla reversibilità nel breve periodo delle cause sottostan-
2. Il criterio del costo storico rettificato ti lo stato di involuzione della partecipata in odore di
2.1 Disciplina svalutazione.
Dal momento che le partecipazioni possono essere ac- Infatti, le regole tecniche dell’OIC 21 si soffermano soprat-
quistate da terzi o assunte per sottoscrizione dei titoli tutto sulla disamina dell’equilibrio economico deteriorato
della società emittente, possiamo tradurre in modo con- dell’area operativa, dove come noto si annidano spesso
forme il riferimento dettato dall’articolo 2426 numero 1) stati di crisi strutturali capaci di sollevare dubbi sulla
del codice civile per tutte le categorie di immobilizzazioni prospettiva della continuità aziendale.
al “costo di acquisto o di produzione”. Il valutatore viene allora indirizzato verso un’indagine in-
Il nodo principale del presente metodo è rappresentato terna rivolta soprattutto all’interpretazione dei fattori che
dalla stima delle eventuali perdite durevoli di valore, di cui impediscono il conseguimento del break even point, o in
al successivo numero 3) della citata disposizione, con as- altri casi alla ponderazione di una situazione di illiquidità
sociati i conseguenti ripristini in caso di risoluzione delle con naturali ripercussioni anche sulla gestione produtti-
cause generatrici. va; ovvero in direzione esterna per interrogarsi sullo stato
La comprensibile stringatezza adottata dal legislatore del ciclo di vita dei prodotti o servizi immessi sul mercato,
può essere supplita dal contenuto dei principi contabili, anche alla luce delle regolamentazioni amministrative vi-
che come noto svolgono una funzione integrativa e inter- genti.
pretativa della disciplina normativa. Per le partecipate quotate un ribasso consolidato dei cor-
In particolare, tale compito di raccordo viene fatto risalire si di borsa rappresenta un sintomo significativo da te-
al principio generale della correttezza, sancito dall’articolo stare per l’individuazione dell’eventuale perdita durevole
2423 del codice civile, che insieme a quelli della verità e di valore, mentre in caso di start-up si raccomanda una
della chiarezza costituisce l’impalcatura di base in tema particolare tolleranza nel primo esercizio di attività.
di redazione del bilancio d’esercizio. In ogni caso, il dubbio sollevato dall’identificazione di al-
cuni fattori promozionali della svalutazione deve essere
Si deve sin d’ora avvertire che non risulta chiaro se il ri- dissipato mediante la consultazione di piani aziendali
chiamo in parola sia rivolto esclusivamente ai principi adottati dagli organi societari che predispongano misure
contabili nazionali, ovvero se il suddetto ruolo possa es- idonee e realizzabili per un turnaround nel breve periodo.
sere rivestito all’occorrenza anche dalle regole tecniche Come sopra anticipato, lo IAS 36 offre una strumentazio-
internazionali. ne matematica per un check sul valore di una partecipa-
Ad esempio la prima fonte consultabile rappresentata dal zione, nell’ambito dell’impairment test previsto per una se-
già menzionato OIC 21 detta direttive generali sull’argo- rie di elementi dell’attivo patrimoniale.
mento delle perdite durevoli di valore delle partecipazioni, Certamente anche questo riferimento, come si chiarirà fra
mentre lo IAS 36 intitolato “Riduzione di valore delle attivi- breve, lascia ampio spazio alla discrezionalità del redat-
tà” propone anche una metodica numerica. tore del bilancio.
20 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

Le condizioni poste dalla lettura congiunta con gli altri sopportare e l’incertezza nel rilevare il corrispondente
principi contabili IAS 39, IAS 27, IAS 28 e IAS 31 (ad esem- credito per imposte anticipate, visto che in base alle vi-
pio redazione del bilancio d’esercizio separato, oltre a genti disposizioni del Tuir la svalutazione volontaria della
quello consolidato, da parte della controllante, assenza di partecipazione non risulta deducibile.
accordi contrattuali con altri soci nelle partecipazioni mi- Non sembrano poi consentite dal criterio in parola rivalu-
noritarie) depongono a favore di un’applicazione molto tazioni mirate, al di là delle ipotesi di ripristino di prece-
estesa del procedimento in oggetto ai titoli partecipativi. denti riduzioni di valore dipendenti invero da circostanze
non troppo frequenti.
In via preliminare il documento internazionale in esame A questo proposito, si potrebbe in astratto invocare in ta-
richiede un giudizio di natura qualitativa, monitorando gli luni casi l’applicazione della deroga obbligatoria alle di-
andamenti macroeconomici e la congruità dei saldi sposizioni civilistiche sul bilancio d’esercizio contemplata
espressi nel bilancio della partecipante rispetto alle per- dall’articolo 2423 comma 4 del codice civile, mirante ad
formances gestionali della partecipata, teso alla ricerca di assicurare una rappresentazione veritiera e corretta, ed
eventuali segnali premonitori di una diminuzione durevo- esprimere una stima più spregiudicata degli asset in di-
le. In presenza di un responso sfavorevole, la stima del scorso orientata, magari, dal capitale economico della
valore recuperabile dell’impresa partecipata, da confron- partecipata. Non risultano, tuttavia, precedenti giuri-
tare con l’iscrizione contabile del pacchetto di quote o sprudenziali o correnti dottrinarie aperte a tale soluzione.
azioni detenute dalla partecipante, è orientata al maggio-
re tra il prezzo presumibile di realizzo o fair value e il valore In definitiva il criterio del costo rettificato, ancorché carat-
d’uso, determinato in base all’attualizzazione dei flussi fi- terizzato da una indiscussa oggettività e rispetto del prin-
nanziari netti prospettici, secondo le assumptions tempo- cipio redazionale della prudenza, appare molte volte in-
rali che si ritengono corrette per il caso affrontato. congruo per attribuire una corretta misura numerica a
Si deve ritenere che i principi contabili internazionali pos- beni di secondo grado quali quelli in oggetto, che risento-
sano trovare spazio applicativo nell’integrazione e inter- no di continue oscillazioni di valore collegate alle vicende
pretazione delle regole giuridiche nazionali in tema di bi- gestionali della società emittente i titoli posseduti.
lancio, affiancando con un ruolo complementare le norme L’affermazione pare peraltro non risentire delle diverse
tecniche interne. tipologie di partecipazioni che sono state individuate nel
Ciò vale soprattutto per gli IAS-IFRS, considerata la loro precedente paragrafo 1.
diffusione nell’ambito dell’unione europea previa omolo-
gazione operata da appositi enti specializzati, la finalità
perseguita dell’armonizzazione contabile, la partecipazio- 3. Il criterio del patrimonio netto
ne di esponenti nazionali agli organismi emittenti e di sup- 3.1 Disciplina
porto, l’obbligatorietà in materia di bilanci consolidati nei
Il metodo in parola è applicabile alle partecipazioni in so-
paesi aderenti e lo scenario di globalizzazione oramai
cietà controllate o collegate, possedute direttamente o at-
dominante.
traverso altre imprese, come già anticipato nel paragrafo
iniziale.
2.2 Riflessi in bilancio La finalità del procedimento è di rappresentare pedisse-
In caso di adozione del metodo del costo per la valutazio- quamente nella corrispondente posta dell’attivo di stato
ne delle partecipazioni la prima conseguenza che risalta patrimoniale della partecipante la consistenza assunta
sul piano contabile è una tendenziale stabilità dell’importo dalla percentuale del patrimonio netto della partecipata,
iscritto nell’attivo. rettificato con gli aggiustamenti previsti in caso di bilan-
Infatti, si è ampiamente chiarito nel precedente paragrafo cio consolidato.
che una svalutazione del valore di carico dell’immobiliz- Peraltro, punto cardine del criterio è che soltanto le di-
zazione dovrebbe essere diffusamente giustificata dal de- minuzioni di valore incidono effettivamente tra le compo-
terioramento degli equilibri aziendali della società parte- nenti negative del conto economico, mentre le rivalutazio-
cipata, in primo luogo quelli attinenti all’area operativa. ni pur anch’esse allocate tra i ricavi della specifica area D)
Quindi, considerata la discrezionalità accordata al redat- “Rettifiche di valore di attività finanziarie” devono poi es-
tore del bilancio in particolare su questa tematica e la sere accantonate per l’importo relativo in apposita riserva
prassi professionale che appare piuttosto restia a operare non distribuibile in sede di approvazione del bilancio.
riduzioni in imprese spesso accomunate dallo stesso All’atto dell’iscrizione iniziale della partecipazione in con-
soggetto economico, sembra quasi che le misure sug- tabilità, il principio contabile OIC 17 “Bilancio consolidato
gerite da un impairment test su basi numeriche o qualita- e metodo del patrimonio netto” richiede l’analisi economi-
tive risultino confinate a quelle situazioni di incipiente de- ca dell’eventuale differenza tra costo sostenuto e cor-
cozione. rispondente percentuale del netto della consociata.
In tali casi, peraltro, le procedure stragiudiziali o giudiziali Nel caso di eccedenza del prezzo pagato, l’organo am-
di composizione della crisi circoscriveranno la perdita ministrativo deve interpretare se il differenziale sia ricon-
sofferta dalla partecipante in misura precisa. ducibile ad elementi dell’attivo che presentino valori cor-
Dietro questo atteggiamento degli operatori si cela proba- renti superiori ai rispettivi saldi contabili, o viceversa in
bilmente anche la preoccupazione del gravame fiscale da caso di passività, ad avviamento individuando i relativi
n.8 - ANNO 2016 21

presupposti o ancora se si è concluso un “cattivo affare”, revoli di valore qualora ricorrano le motivazioni commen-
con conseguente contabilizzazione di un onere straordi- tate al paragrafo 2.1.
nario. Infine, è utile soffermarsi seppur in breve sugli accorgi-
Si noti che qualora l’analisi richiesta deponga a favore menti da seguire in caso di cambiamento della metodolo-
dell’imputazione a voci dell’attivo non viene eseguito al- gia valutativa seguita, fattispecie disciplinata dal principio
cun giroconto contabile, conservando quindi memoria al contabile OIC 29.
di fuori della contabilità generale, e valutando peraltro se La regola raccomandata, ove risulti tecnicamente possi-
inserire appositi fondi per la fiscalità differita. bile e senza eccessiva onerosità, è di rilevare retroattiva-
Eventuali ammortamenti da calcolare in esercizi succes- mente gli effetti del mutamento intervenuto, come se si
sivi sui suddetti plusvalori (ad esempio per l’avviamento), fosse sempre applicato il nuovo metodo.
quindi, verranno rivolti in modo anomalo alla voce della Il risultato economico cumulato determinato all’inizio
partecipazione. dell’esercizio in cui viene operata la variazione viene con-
Viceversa in ipotesi di patrimonio netto di pertinenza su- tabilizzato tra i proventi o oneri straordinari.
periore al costo sostenuto si può girare la differenza a In presenza degli impedimenti ricordati, ad esempio docu-
riserva, qualora si ritenga ragionevolmente acquisita mentali, è inevitabile seguire invece l’approccio alternati-
all’economia della partecipante, oppure attendere il matu- vo di tipo prospettico.
rarsi di perdite temute da memorizzare extra-contabil-
mente.
3.2 Riflessi in bilancio
Per quanto concerne le rettifiche da apportare ai valori
delle società interessate, si tratta dei medesimi interventi L’applicazione dell’equity method produce gli effetti di un
caratteristici del bilancio consolidato diffusamente illu- consolidamento sintetico, e quindi una sorta di unione tra
strati dall’OIC 17. i due sistemi di valori contabili delle società coinvolte ben-
In particolare, quindi, si deve innanzitutto accertare la cor- ché più stemperata rispetto all’aggregazione integrale.
rispondenza tra le date di chiusura dei bilanci di esercizio Mediante l’eliminazione degli utili interni, in particolare, il
delle due consociate, con un periodo di tolleranza fissato risultato della valutazione in discorso tenderebbe a una
dal documento in oggetto in tre mesi. misura più contenuta rispetto al calcolo della mera per-
Di seguito occorre verificare, in via preliminare, che en- centuale corrispondente del patrimonio netto della parte-
trambe le imprese abbiano rispettato i criteri legali e le cipata.
regole tecniche nella rilevazione ed esposizione in bilan- In generale sembra rappresentare in modo più fedele e
cio dei fatti gestionali, adottando inoltre gli stessi metodi aggiornato la stima da attribuire alla partecipazione inte-
di valutazione. ressata, rispetto alla metodologia del costo rettificato.
Devono poi essere elisi gli utili interni derivanti da opera- Tuttavia i principi contabili nazionali, nelle versioni riviste
zioni intercorse tra le due legal entity. con effetto dai bilanci chiusi a partire dal 31/12/2014,
Tipici esempi sono rappresentati da vendite di prodotti hanno abbandonato la predilezione per il presente meto-
dalla partecipante alla partecipata e sospesi tra le do rispetto a quello alternativo.
rimanenze finali di questa società, o plusvalenze per ces- Si noti che sono stati prontamente rimossi dal legislatore
sioni di beni ammortizzabili. gli ostacoli di natura fiscale paventati dalla Commissione
L’assunto di base è che occorre eliminare tutti quei com- D’Alessandro nella predisposizione dello schema di legge
ponenti economici che non possono considerarsi defini- delegata di recepimento della IV Direttiva dell’Unione eu-
tivamente conseguiti per il gruppo costituito dalla parte- ropea, dovuti all’imponibilità delle plusvalenze iscritte.
cipante e dalla controllata o collegata. Al momento quindi, come confermato dalla lettura del
Questa fase può essere omessa solo qualora eccessiva- combinato disposto dell’articolo 86 comma 1 del Tuir
mente onerosa e in rapporto a operazioni di scarso rilievo, sulle plusvalenze imponibili e del successivo articolo 101
ricorrenti tra le due imprese e concluse a normali con- comma 3 sulle svalutazioni conseguenti all’applicazione
dizioni di mercato. del presente metodo, il criterio gode di una perfetta neu-
tralità fiscale.
Ultima tipologia di rettifica consegue all’identificazione di Nello specifico, il pregio della valutazione condotta con
eventuali plusvalori nel valore di iscrizione della parteci- l’equity method sembra proprio quello di rappresentare nel
pazione da assoggettare ad ammortamento sistematico, bilancio della holding gli effetti, mutevoli nel tempo, della
come sopra precisato. Si noti che il metodo in oggetto re- congiunzione duratura conseguente al legame partecipa-
cepisce qualsiasi variazione intervenuta nel capitale netto tivo.
della partecipata, anche se in esito a operazioni di puro Si potrebbe quindi asserire che il criterio risulta tanto più
contenuto patrimoniale come ad esempio rivalutazioni, attendibile quanto più integrate si presentino le gestioni
nuovi apporti dall’esterno, conversione di passività in delle due imprese, evocando la seconda categoria di titoli
mezzi propri. Nel qual caso, come previsto dai principi partecipativi immobilizzati richiamata nel paragrafo 1.
contabili, la variazio-ne deve transitare solo nel patrimo- Indubbiamente, tuttavia, alcuni aspetti sinergici, intangi-
nio netto della società partecipante. bili e di ordine qualitativo (più che quantitativo) caratteriz-
Il principio contabile dedicato all’argomento chiarisce poi zanti le partecipazioni originate da questi fattori potreb-
che, oltre alle svalutazioni risultanti dall’applicazione del bero non essere colti appieno né dal metodo in discorso
presente criterio, occorre rilevare eventuali perdite du- né, ancor più, da quello generale.
22 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

Infatti in questi casi è spesso lecito attendersi, in con- valutazione della partecipazione in oggetto. La principale
dizioni fisiologiche, benefici economici indiretti per la so- motivazione addotta, come si legge nella nota integrativa,
cietà che possiede le quote o azioni, invero sfuggenti a è la decadenza a partire dall’esercizio precedente dall’ob-
un’attendibile misurazione. bligo di redigere il bilancio consolidato, venendo così a
mancare una preziosa fonte informativa in grado di rap-
presentare compiutamente, tra l’altro, l’integrazione esi-
4. Un caso concreto stente tra le due società.
Si presenta ora un esempio, tratto da un caso reale, di
passaggio dal criterio di valutazione del costo rettificato a
quello del patrimonio netto, con analisi delle ripercussioni
sui principali indici segnalateci di bilancio.
Una società per azioni che esercita attività di commercio
prevalentemente all’ingrosso possiede da tempo una par-
tecipazione di collegamento in un’altra S.p.a. che svolge
attività di trasporto, stoccaggio e logistica in genere, sia
per la consociata sia verso terzi. Sembra quindi trattarsi
di un legame partecipativo del secondo tipo tra quelli de-
lineati nel paragrafo 1.

Alle soglie dell’elaborazione del progetto di bilancio al


31/12/2013 viene deciso il cambiamento del metodo di

Si ritiene utile presentare, con dati opportunamente adat-


tati, lo stato patrimoniale e il conto economico del periodo
2013 interessato dalla modifica del criterio, e quelli degli
esercizi precedente e successivo, così da apprezzare in
un’ottica dinamica gli effetti prodotti dalla decisione sugli
equilibri di bilancio.
Passiamo ora a esaminare le variazione registrate in al-
cuni indici significativi di bilancio, di natura patrimoniale e
economica.
Grado di patrimonializzazione:
Patrimonio netto/Totale fonti
Il rapporto in discorso registra un incremento dal 35% del
2012, quindi prima del cambiamento del criterio di valuta-
zione, al 39% del 2013, mentre nel 2014 si determina un
n.8 - ANNO 2016 23

assestamento al 41% dovuto soprattutto alla contrazione 4. Conclusioni


del totale impieghi e fonti per un’accorta politica di gestio- Dalla trattazione precedente dovrebbe essere emerso che
ne del capitale circolante. il metodo del patrimonio netto per la valutazione delle
In ogni caso l’utile del 2013, che supera i 3 milioni grazie partecipazioni in società controllate o collegate si rivela
al provento straordinario di circa 5 milioni relativo alla particolarmente rispettoso del principio redazionale della
plusvalenza iscritta sulla partecipazione in oggetto deter- competenza economica, oltre che di quello della pruden-
minata retroattivamente dall’inizio del possesso, consen- za.
te di rappresentare un rafforzamento patrimoniale, ben- Infatti, l’asset viene convertito in ogni esercizio al valore
ché senza immissione corrispondente di risorse finanzia- corrispondente alla frazione di patrimonio netto possedu-
rie ma dovuto a una stima più aderente alle attuali relazio- to nella consociata, peraltro accantonando gli eventuali
ni gestionali intercorrenti tra le due imprese. proventi in una riserva non distribuibile.
L’indicatore risente peraltro positivamente anche della Su questa problematica non si rivelano di particolare utili-
strategia adottata di aumento reale graduale dei mezzi tà nemmeno i riferimenti agli eventuali corsi di mercati
propri mediante il progressivo incremento del capitale so- quotati, o a prezzi di transazioni avvenute concernenti i
ciale. titoli della stessa società o di imprese similari.
Nel 2014 la modifica del criterio non determina ulteriori Infatti tali corrispettivi non possono considerarsi espres-
effetti, in quanto l’utile del periodo precedente rimane an- sivi del contributo fornito dalla partecipazione all’econo-
corato all’economia della partecipante mediante l’accan- micità della partecipante, in tutte e tre le categorie eviden-
tonamento obbligatorio alla riserva non distribuibile. ziate nel paragrafo iniziale.
Grado di rigidità dell’attivo: Diverso spessore assumerebbero invece nella valutazio-
Attivo immobilizzato/Totale attivo ne di quote o azioni dell’Attivo circolante, soprattutto
nell’imminenza di una cessione.
É lecito attendersi un incremento di questo indice di bilan-
cio, in corrispondenza dell’aumento dell’attivo immobiliz-
Infine, ci si interroga se un ragguaglio al valore economico
zato. Infatti il rapporto esprime il valore del 44% nel 2012,
della partecipata deve ritenersi rappresentativo del con-
del 48% nel 2013 e del 49% nel 2014.
corso di queste immobilizzazioni alla misura del reddito
Viene quindi segnalato che i ritorni monetari degli impie-
d’esercizio e del capitale di funzionamento, sebbene si è
ghi attraverso il ciclo produttivo tenderanno a dilatarsi
segnalato nel precedente paragrafo 2.1 che il principio
nell’ampio orizzonte temporale che caratterizza gli inve-
contabile IAS 36 suggerisce tra i termini di confronto per
stimenti durevoli, tra i quali vanno anche annoverati quelle
l’eventuale svalutazione proprio una stima dell’azienda
parti di attivo circolante costanti in ogni esercizio (ad e-
partecipata, fondata su una metodologia finanziaria.
sempio “la scorta di allarme” tra le rimanenze finali).
Non dovrebbero registrarsi scompensi, d’altra parte, nella
necessaria proporzione tra fonti durevoli e attività fisse,
visto il contestuale aumento già sottolineato del patrimo-
nio netto.
Return on investments - Roe:
Reddito d’esercizio/Patrimonio netto
Nel triennio considerato l’unico esercizio che espone un
utile netto è proprio quello caratterizzato dall’iscrizione
della plusvalenza per il cambio di criterio di valutazione.
Nel 2013 il Roe raggiunge l’interessante livello del 9,7%,
mentre negli altri due periodi è ovviamente negativo.
Si rammenta che l’indicatore in parola è scomponibile nel
prodotto tra il Roi (reddito operativo/totale attivo), il grado
di copertura degli impieghi con i mezzi propri (totale atti-
vo/patrimonio netto) e l’incidenza delle extra-gestioni sul
reddito caratteristico (reddito netto/reddito operativo).
Nell’annualità in esame è evidente che la performance di-
pende dall’ultimo fattore moltiplicativo.
Gli studiosi suggeriscono di concentrare l’analisi econo-
mica al livello della gestione tipica, vero pilastro della red-
ditività a lungo termine, anche attraverso la dinamica del
Roi.
In quest’ottica la Differenza tra Valore e Costi della pro-
duzione, margine che si avvicina a quello ricordato
dell’area caratteristica, assume segno positivo solo nel
2014, con un Roi piuttosto risicato di circa l’1,5%.
24 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO
n.8 - ANNO 2016 25

innovative d'impresa accelerandone la realizzazione. Con le proprie esperienze e con il proprio


network contribuisce alla crescita professionale del team, alla costruzione del modello di
26 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

Rubrica: pratica
professionale
n.8 - ANNO 2016 27

LO STATO
PATRIMONIALE
Monica Vitali
NEL CONTROLLO
DI GESTIONE
Gli indicatori da tenere monitorati luppati nella storia sono: il Sistema ne fra ricavi e costi dell’esercizio eco-
nell’ambito del controllo di gestione Patrimoniale e il Sistema del reddito. nomico. Non si escludeva il patrimo-
dovrebbero riguardare i principali pa- Il Sistema del reddito, sviluppato negli nio dalla valutazione dell’azienda, ma
rametri economico-finanziari, anche anni ‘30 da Gino Zappa, è quello che la differenza era l’attribuzione dell’im-
per le imprese di piccola-media dimen- utilizziamo tuttora e che tutti cono- portanza.
sione. Eppure, nella realtà per gran sciamo, dando a volte per scontato Il Sistema del reddito ha preso il so-
parte delle aziende italiane, il controllo che possa essere l’unico esistente. pravvento anche perché era più sem-
di gestione viene identificato con il In realtà antecedente a quello attuale plice e immediato. Il Sistema Patrimo-
mero controllo dei costi di produzione è il Sistema Patrimoniale, impostato niale si adattava bene alle aziende di
di beni o servizi, o con il calcolo di da uno dei più grandi studiosi di ra- tipo agricolo-artigianale tipiche di un
prezzi e margini, dimenticando spesso gioneria, Fabio Besta, fra la fine economia chiusa, aziende con una
l’aspetto patrimoniale. dell’800 e gli inizi del ‘900. combinazione produttiva di dimensio-
Mentre la finanza negli ultimi anni ha Il Sistema Patrimoniale è costituito ni medie e costituite sotto forma di
assunto un ruolo centrale nella ge- dall’insieme delle scritture, fra loro co- aziende individuali o società con un
stione delle imprese guadagnano un ordinate e collegate, che hanno per numero ridotto di soci. Ma con lo svi-
proprio spazio, lo Stato Patrimoniale, oggetto il patrimonio dell’azienda e ne luppo dei mercati e la crescita delle
meno intuitivo e meno conosciuto dai rilevano i mutamenti. Prende come ri- dimensioni medie e del numero di
non addetti ai lavori, non sempre trova ferimento i “fondi” del patrimonio e, soci, il sistema patrimoniale non ha
un equo riscontro e di conseguenza partendo dall’inizio dell’esercizio, dopo più trovato un forte utilizzo.
non viene adeguatamente monitorato aumenti e diminuzioni giunge al valore Un cambio di mentalità che si è pro-
nell’ambito dei controlli infrannuali. finale al termine dell’anno. tratto sino ai nostri tempi.
Vediamo di analizzare i limiti di questo La particolarità di tale sistema è che
approccio, partendo da come e per calcola i risultati economici parziali IL METODO DELLA PARTITA
quali motivi si è diffuso questo pen- sulle singole operazioni o sui gruppi di DOPPIA
siero, sino ad arrivare alle specificità operazioni aziendali, determinando Oltre al SISTEMA esiste anche il ME-
dello Stato Patrimoniale nelle aziende l’utile o la perdita su merci, imballaggi, TODO con cui si tengono le scritture
commerciali. titoli, cambi, ecc… L’utile (o la perdita) contabili, ovvero l’insieme delle regole
di esercizio complessiva diventa per- relative alla forma, all’ordine e alle mo-
IL “SISTEMA PATRIMONIALE” tanto la somma algebrica di una serie dalità con cui vengono tenute le scrit-
E IL “SISTEMA DEL REDDITO” di incrementi e decrementi subiti dal ture. Quello più diffuso che si è impos-
La nostra analisi parte da lontano alla netto patrimoniale in conseguenza dei to nel tempo è il Metodo della partita
ricerca delle cause che nel tempo han- fatti della gestione. doppia. Con il Metodo della partita
no portato a relegare lo Stato Patrimo- Secondo Besta, il nucleo centrale doppia ogni operazione aziendale vi-
niale e il suo oggetto di osservazione, dell’azienda era quindi il patrimonio, e ene esaminata secondo aspetti diversi
il patrimonio aziendale, in una posizio- l’obiettivo dell’azienda era il suo incre- e registrata in due o più conti, in modo
ne di secondo piano rispetto al reddito mento. che ci sia sempre l’uguaglianza fra ad-
aziendale. Tuttavia con la rivoluzione industriale debitamenti e accreditamenti, fa-
All’inizio del secolo scorso sono nati i il centro di interesse delle moderne so- vorendo il controllo della correttezza
primi SISTEMI con i quali si tengono le cietà per azioni è diventato il reddito delle registrazioni.
scritture contabili, ovvero quell’insieme prodotto e distribuibile. Quando si applica il metodo della par-
di registrazioni che hanno come riferi- Il valore dell’impresa non era più spie- tita doppia al sistema del reddito, la
mento un determinato oggetto. gato dal patrimonio bensì dal reddito, gestione viene esaminata sotto due
I due principali sistemi che si sono svi- inteso come risultato della correlazio- aspetti:

Rubrica: pratica professionale


28 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

- uno originario, di tipo numerario elaborazioni e riclassificazioni. pre da parte delle imprese un’ampia
(variazioni di cassa, crediti, debiti); Malgrado il procedimento indiretto e difficoltà a capire e interpretare i rating
- uno derivato, di tipo economico, che poco immediato con cui viene deter- e a dialogare con il mondo bancario.
si coglie riclassificando le variazioni minata l’analisi dei flussi finanziari, Questo perché, oltre alla mentalità
numerarie. nella prassi il Rendiconto Finanziario prevalente reddito-centrica, ci sono
Ma l’aspetto che viene considerato ha surclassato le altre valutazioni le- anche delle difficoltà intrinseche che
sostanziale è quello economico, dove gate allo Stato Patrimoniale. Questo si porta dietro l’analisi dello Stato Pat-
si vede la vita del capitale e la produ- perché, quando le aziende hanno ini- rimoniale.
zione che il capitale alimenta, mentre ziato ad accusare la difficoltà a incas- Vediamo di analizzarne alcune.
l’aspetto numerario è considerato sol- sare, e a capire che la vendita di per sè
tanto il mediatore di quello economi- non era più sufficiente a garantire la LA STATICITÁ DELLO STATO
co. prosecuzione dell’impresa, l’attenzione PATRIMONIALE
si è spostata sempre di più all’analisi e Innanzitutto Lo Stato Patrimoniale è
I DOCUMENTI CHE COMPONGONO al governo dei flussi finanziari, con un documento STATICO. A causa del-
IL BILANCIO particolare riferimento al cash flow, ov- la sua fissità il monitoraggio della so-
Se le scritture della partita doppia vero al flusso di cassa. lidità patrimoniale di un’azienda deve
sono almeno due, due sono anche i essere fatto necessariamente attra-
documenti che rappresentano la sin- IL RUOLO DELLE BANCHE verso il calcolo di margini e indici, ov-
tesi finale delle registrazioni della con- Abbiamo visto che è dalla rivoluzione vero facendo dei confronti e dei rap-
tabilità generale: lo Stato Patrimonia- industriale che il centro di interesse porti fra alcune voci patrimoniali, dopo
le e il Conto Economico. dell’impresa è diventato il reddito, e le opportune riclassificazioni.
Lo Stato Patrimoniale è il documento tutte le evoluzioni contabili che si sono
I MARGINI sono dei confronti fra grup-
che fotografa la ricchezza di una so- susseguite hanno risentito di questa
pi omogenei di alcuni valori.
cietà, ovvero il capitale di funzion- impostazione. Successivamente la re-
L’analisi per margini è un’analisi stati-
amento alla fine di un periodo. Rappre- cente crisi ha spostato il focus dagli
ca basata sullo Stato Patrimoniale
senta un’immagine strutturata, una aspetti reddituali a quelli finanziari,
riclassificato, che confronta i raggrup-
fotografia che ha senso se riferita a facendo emergere in tutta la sua pre-
pamenti delle voci dell’attivo e del pas-
una data precisa. É il fotogramma in- potenza i limiti di una redditività sod-
sivo e si prefigge lo scopo di indagare
iziale (e finale) di un film, mentre il disfacente in presenza di una situazio-
la copertura degli investimenti e la
Conto Economico racconta il film, ov- ne di sofferenza di incasso. Eppure c’è
rimborsabilità dei finanziamenti, con
vero il resoconto delle attività eco- ancora un mondo che è rimasto stret-
particolare enfasi su quelle che an-
nomiche che si sono svolte nel perio- tamente ancorato alle lo-giche patri-
dranno a incidere sull’attitudine
do di riferimento, per passare dalla moniali: il mondo bancario.
dell’impresa a rispettare il proprio live-
situazione patrimoniale iniziale a quel-
Le banche continuano a considerare llo di solvibilità. Quindi è un’analisi
la finale.
preponderante la solidità patrimoniale principalmente finanziaria.
A questi due documenti nel tempo si è
di un’impresa, e nelle elaborazioni de-
affiancato il Rendiconto Finanziario Gli INDICI invece sono rapporti fra al-
gli indici di Basilea i parametri legati
che spiega le variazioni di liquidità da cune classi di valori, e possono ri-
allo Stato Patrimoniale continuano ad
un periodo a un altro, e che negli anni guardare anche valori di Stato Patri-
avere il sopravvento rispetto alle din-
ha acquisito sempre più rilevanza. Mu- moniale insieme a quelli di Conto
amiche reddituali. Alla banca interes-
tuato dal mondo anglosassone, grazie Economico. In questo caso, quando si
sa sì l’incasso e il reddito, ma quello
alla crisi economica e alla conse- confrontano valori di fondo e di flusso,
che interessa di più è la solidità patri-
guente necessità di tenere sotto con- per dare omogeneità al rapporto an-
moniale che rimane il punto di riferi-
trollo i flussi finanziari si è diffuso an- drebbe fatta la media fra i valori inizia-
mento, specie nel nostro paese, mal-
che negli altri paesi sino a diventare, a li e finali dello Stato Patrimoniale, an-
grado da più parti questo atteggia-
partire dai bilanci del 2014, raccoman- che se nella prassi spesso ci si limita a
mento venga spesso criticato. Questo
dato dall’OIC (Organismo Italiano di utilizzare solo il valore finale.
perché, alla peggio, la banca può sem-
Contabilità) per tutte le società, anche
pre rivalersi sui beni di proprietà. L’Analisi per margini e indici è un’ana-
quelle non obbligate.
Diventa pertanto indispensabile, spe- lisi statica e istantanea, per cui l’esame
Anche il Rendiconto Finanziario è un cie per le società più in difficoltà ad ac- immediato è poco significativo se non
documento di flusso, e trova ragione cedere al credito, capire i rating che si procede al confronto con un siste-
di esistere solo all’interno di due pre- vengono attributi dalle banche alla so- ma di dati riferiti a più bilanci di una
cisi riferimenti temporali. Poiché il lidità aziendale. stessa azienda. Soltanto comparando
sistema contabile che utilizziamo dà Ma su questo aspetto troppe realtà più esercizi si può effettuare un’analisi
sempre evidenze di tipo economico, il sono ancora indietro, sia a livello di di tipo dinamico, generando un flusso
Rendiconto Finanziario sarà sempre struttura interna, sia in termini di rap- informativo continuo che indica una
derivato matematicamente dagli altri porto con il proprio commercialista o tendenza.
due documenti, attraverso opportune consulente di fiducia. Permane sem- Diversamente, l’Analisi puntuale ha

Rubrica: pratica professionale


n.8 - ANNO 2016 29

senso solo se si effettua un confronto Figura 1 - Excel per il Controllo di gestione (fonte: Gianclaudio Floria)

con ordini di grandezze simili, come


ad esempio i valori dei concorrenti o di
società analoghe all’interno di uno
stesso Gruppo.
Mentre l’Analisi storica è facilmente
esperibile con un minimo di difficoltà,
l’analisi comparata richiede l’accesso
ai dati di bilancio della concorrenza,
ottenibili tramite la Camera di Com-
mercio o tramite le Associazioni di
Categoria, necessariamente con tem-
pi ritardati rispetto alle esigenze di
tempestività. Il ritardo nell’accesso ai
dati spesso scoraggia questo tipo di
confronto, che invece fornirebbe in-
formazioni molto interessanti sul pro-
prio posizionamento.
Un altro modo per rendere dinamico lo Quando nel 1978 la CEE emanò la IV care l’importo esigibile oltre l’esercizio.
Stato Patrimoniale è l’Analisi delle direttiva per armonizzare il contenuto Se si fosse adottato un criterio finanzi-
variazioni che hanno subito i valori del bilancio annuale e dei documenti ario ciò sarebbe stato inammissibile in
“fondo” nel periodo. Attraverso la loro accompagnatori, si stabilì di adottare quanto fra le immobilizzazioni finan-
variazione (flusso) vengono dinamiz- a livello europeo un modello unico di ziarie si sarebbero inseriti solo i crediti
zati e quindi resi più comprensibili. bilancio valvole per tutte le società e a medio lungo termine.
per tutti gli Stati.
Il modello di Stato Patrimoniale che Per questa commistione lo schema
Abbiamo già visto che il Conto Eco-
scaturì dalle diverse posizioni fu im- obbligatorio è inadatto a un’analisi fi-
nomico e Il Rendiconto Finanziario
prontato su un criterio di tipo misto: nanziaria della gestione, per la quale è
sono due documenti di flusso. Le
prima di tutto destinativo-economico, necessario riclassificare le poste del
grandezze che analizzano sono con-
e all’interno di questo su un criterio fi- bilancio tenendo distinte le poste a
siderate così importanti da meritare
nanziario. breve da quelle a medio lungo. Anche
un prospetto a parte che li interpreti in
Il criterio destinativo-soggettico pre- se i principali programmi per l’elabora-
chiave dinamica (Fig.1).
vede che gli elementi del patrimonio zione dei bilanci hanno già degli sche-
Per gli altri elementi dello Stato Patri-
siano suddivisi sulla base della loro mi preimpostati e automatici che for-
moniale invece, il compito di raccon-
“destinazione” nell’attività dell’impresa. niscono questa suddivisione, la con-
tare i passaggi dal valore iniziale a
Un elemento dell’attivo viene conside- fusione originale non aiuta a dare allo
quello finale è delegato alle tabelle
rato “immobilizzazione” (o meglio sa- Stato Patrimoniale il ruolo che meri-
della nota integrativa. In futuro potreb-
rebbe stato “attivo fisso”) se è desti- terebbe perché spesso le aziende
be nascere la necessità di indagare
nato ad essere utilizzato durevolmente poco strutturate si fermano alla forma
maggiormente le dinamiche speci-
nell’impresa, mentre viene inserito obbligatoria, senza che ci sia la capa-
fiche di alcuni elementi, come ad es-
nell’attivo circolante se parteciperà a cità e l’abitudine ad analizzare i dati in
empio tutte le singole poste del capi-
un unico ciclo produttivo. un formato diverso da quello consue-
tale netto, come accade nel bilancio
Nel passivo la distinzione è fra le pas- to.
consolidato. Pertanto un documento
sività di terzi e quelle proprie. Oltretutto la IV direttiva indicava in
completo e complesso come lo Stato
Questa classificazione permette con origine due schemi di Stato Patrimo-
Patrimoniale per essere di reale utilità
più facilità lo studio della struttura pat- niale, uno in forma scalare e uno a
e comprensione deve essere riclassifi-
rimoniale dell’impresa, cioè le mo- sezioni contrapposte, assimilabili in
cato e vivisezionato in base all’interes-
dalità di impiego del capitale acquisito termini di efficacia informativa. La
se specifico relativo alle variazioni di
e la provenienza dello stesso. Si dis- Commissione italiana che ha applica-
alcuni suoi valori.
costa però da quella puramente finan- to la direttiva nel nostro paese ha rite-
ziaria, che si basa sulla classificazione nuto opportuno adottare la forma a
LO SCHEMA IV DIRETTIVA CEE sezioni contrapposte perché “più simi-
E I SUOI LIMITI per scadenza.
le alla nostra tradizione contabile”. Ne
Ma ci sono altri elementi che rendono Con il criterio misto della IV direttiva deriva che, mentre per il Conto Eco-
poco praticata l’analisi della situazio- succede che per i crediti che costituis- nomico la forma scalare è entrata nel-
ne patrimoniale di un’impresa, e sono cono immobilizzazioni deve essere in- la prassi, per lo Stato Patrimoniale
attribuibili al modello di bilancio reso dicato a parte l’importo esigibile entro rimane la contrapposizione fra il “dare”
obbligatorio dalla IV direttiva CEE, re- l’esercizio, mentre per quelli inseriti e l’ ”avere”, e le diverse riclassificazioni,
cepita in Italia con il D.Lgs 127/1991. nell’attivo circolante si deve specifi- che utilizzano maggiormente la forma

Rubrica: pratica professionale


30 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

scalare, rimangono di lettura meno La redazione del budget patrimoniale decision maker), affinché abbia la con-
immediata, specie quelle di stampo fi- è pratica scarsamente diffusa nella re- sapevolezza che l’operatività e le deci-
nanziario che con il tempo hanno ac- altà delle imprese italiane. sioni che prende non impattano
quisito sempre più importanza ma che Essa dovrebbe rappresentare l’ultimo soltanto sui valori reddituali, ma anche
stentano ancora ad essere comprese atto dell’iter di formazione del budget, sugli aspetti finanziari e patrimoniali
appieno dagli imprenditori. raccogliendo e riepilogando i flussi della gestione, spesso sconosciuti
economici e finanziari, ma quest’ultimo perché considerati argomento tecnico
LA PERIODICITÁ DEI CONTROLLI passaggio non sempre viene compiu- per gli addetti ai lavori di difficile com-
to. La difficoltà nasce dal fatto che è prensione.
Nelle aziende organizzate in modo
necessaria una visione di lungo perio-
evoluto i controlli periodici vanno oltre
do, e per fare questo bisogna avere
a quelli previsti dalle norme di legge,
chiarezza degli obiettivi che l’azienda
che stabiliscono la redazione del bilan-
intende conseguire in un’ottica pros- Motivi che portano le aziende a
cio annuale. A seconda delle dimen-
pettica. In assenza, molti preferiscono considerare lo Stao Patrimoniale in
sioni aziendali e della grandezze da
fermarsi al solo aspetto reddituale an- secondo piano rispetto all’Ananilisi
monitorare varia la frequenza delle
nuale. reddituale:
verifiche: si va da quella giornaliera
delle vendite, a quella mensile, trime- - mentalità imprenditoriale fondata
strale o annuale per altri parametri. LA FIGURA DEL CONTROLLER sul reddito;
Le scritture obbligatorie per legge e gli - sistema contabile incentrato
Visto che lo Stato Patrimoniale è un schemi di bilancio obbligatori non sull’aspetto economico;
documento statico, può essere suffi- sempre hanno garantito all’impresa e - complessità e staticità del docu
ciente monitorarlo con una frequenza ai suoi azionisti le informazioni che mento;
inferiore rispetto ad altri valori. Tutta-
servivano per fare le proprie analisi, e - limiti degli schemi obbligaotori;
via relegare il controllo una volta all’an- nel tempo è sorta l’esigenza di affian- - enfasi sulle riclassificazioni e din
no, ovvero al momento della chiusura care una gestione parallela per moni-
contabile, può diventare pericoloso. amiche finanziarie;
torare altri aspetti aziendali.
Le chiusure rilevanti nell’anno sono - mancanza di visione prospettica
Già dalla fine del 1800 e i primi decen-
tipicamente quattro e corrispondono di medio-lungo periodo;
ni del 1900 sono sorti sistemi di con-
ai trimestri, ma normalmente quella - mancanza di figure interne prepa-
tabilità dei costi (sebbene molto gros-
semestrale e quella annuale sono le rate.
solani) usati per determinare il costo
più importanti. Pertanto andrebbe pre- dei prodotti finiti, considerando la ma-
vista almeno una verifica semestrale nodopera diretta e le materie prime.
sui principali indici e sui margini di Con il tempo le teorie, le metodologie e
struttura, impostando degli automa- le tecniche si sono evolute, ma nell’im-
tismi che consentano di calcolare age- maginario collettivo il controllo di ge-
volmente i valori e confrontarli con i stione è rimasto lo strumento che per-
periodi precedenti. mette di determinare i prezzi di vendita,
Tuttavia, per effettuare un’analisi in partendo dall’analisi dei costi.
chiave finanziaria è necessario che
vengano distinti i crediti e i debiti “en- Ne deriva che in molte realtà il control-
tro” da quelli “oltre” l’esercizio, per cui ler non è una figura di provenienza am-
un primo problema che si può porre è ministrativa, bensì una figura più tec-
come considerare questi intervalli nica con competenze di information
temporali all’interno dell’esercizio. tecnology.
Quando si fa una verifica al 30 giugno Quando le necessità aziendali portano
la distinzione “oltre” 12 mesi non può a un controllo di gestione incentrato
essere riferita al 31 dicembre, pertanto principalmente sugli aspetti legati alla
il periodo di riferimento annuale va produzione (spesso senza riconcilia-
considerato “rolling”, ovvero conside- zione fra contabilità generale e conta-
rando sempre i 12 mesi successivi a bilità analitica), l’analisi della situazio-
prescindere dalla scadenza legale ne patrimoniale viene relegata alla
dell’esercizio. Questa è una difficoltà contabilità o, più semplicemente, al
in più che si aggiunge, e che non sus- consulente esterno, senza essere vis-
siste per il Conto Economico, per il suta o considerata come parte del
quale solitamente viene analizzato il controllo di gestione.
progressivo rispetto al mese di analisi. Sarebbe importante invece che venis-
Se i controlli “ex-post” spesso sono se istruita tutta la struttura che deve
carenti, la fase di programmazione leggere e interpretare i report di natura
non se la passa meglio. economica (dall’imprenditore a tutti i

Rubrica: pratica professionale


n.8 - ANNO 2016 31

Il CFO e l’M&A: come


gestire la tensione
Guidalberto Gagliardi
delle operazioni
straordinarie
Nel 2015 le operazioni di acquisizione IL DEAL CHAMPION
e fusione (“M&A”) hanno raggiunto Innanzitutto il responsabile dell’area
un picco a livello globale. Amministrazione e Finanza dell’azien-
L’attività di compravendita aziendale da deve tenere conto che:
ha avuto una distribuzione discreta • Si è in presenza di un evento straordi-
tra le diverse aree geografiche e i vari nario che alcuni manager potrebbero
settori1,ma l’aumento dei volumi tran- non aver vissuto in precedenza3;
sati è stato ovunque evidente. • l’investimento deriva da una peculia-
Le valutazioni delle aziende sono re combinazione di motivazioni stra-
anch’esse tornate ad alti livelli, in- tegico-industriali, finanziarie, fiscali,
flazionate dalla forte domanda di ac- legali e speculative;
quisizioni strategiche, dall’attività dei • le informazioni sono importanti per il
fondi di private equity e dai bassi tassi potenziale acquirente in quanto su di
d’interesse. esse baserà la propria valutazione, il
In Italia, dove si sono viste alcune proprio impianto negoziale, la deci-
grandi operazioni mischiate a una sione d’investire, il piano d’integrazio-
miriade di piccoli deal, c’è una chiara ne e il contratto (soprattutto nelle co-
tendenza verso un’ulteriore espan- siddette “dichiarazioni e garanzie”);
sione dell’M&A, soprattutto con riferi- • le informazioni sono confidenziali e
mento ai sempre più urgenti passag- potrebbero svelare dettagli sui van-
gi generazionali nelle imprese a con- taggi competitivi aziendali (si pensi
duzione familiare. alla capacità produttiva o ai prezzi di
È quindi utile che i responsabili delle acquisto delle materie prime);
aree Amministrazione e Finanza sia- • non sempre le persone preposte a
no consapevoli di questi eventi (rela- occuparsi di tali transazioni da en-
tivamente) straordinari e si preparino trambe le parti lo fanno “per profes-
a gestirli al meglio. I CFO che hanno sione” e, di solito, molte di esse sono
esperienza di M&A notano che ogni troppo specializzate settorialmente
operazione è differente e che l’onere (per esempio il direttore commerciale
di portarla a buon fine grava soprat- o quello della produzione) e raramen-
tutto su di loro e sull’Amministratore te hanno confidenza con “i numeri” e
delegato. con la valutazione aziendale;
In questo intervento ci concentrere- • ci si confronta con un processo impe-
mo su quale possa essere il ruolo del gnativo in termini di tempo e risorse
CFO quando l’operazione di M&A ha economiche;
per oggetto la cessione di un ramo, la • non vi è certezza del risultato.
vendita dell’intera società o la realiz-
zazione di un’alleanza strategica2. Occorre quindi che il CFO proponga la
nomina di un “deal champion”, cioè del
soggetto che dovrà farsi gestore della
transazione all’interno dell’impresa.
Costui dovrà essere un manager
esperto, dotato di una visione sistemi-
ca dell’azienda e di molta pazienza,

01.
02.
G.Gagliardi, M&A: le prospettive, Amministrazione e Finanza, 11/2015.
Il tema secondo l’ottica delle operazioni di acquisizione è trattato in M.Ghiringhelli e G.Gagliardi, I compiti Rubrica: pratica professionale
e le responsabilità del CdA in un’operazione di M&A di successo, Contabilità, Finanza e Controllo, 7.2006.
03. G.Gagliardi, Valutare il processo di M&A, Amministrazione & Finanza, n°12/2003.
32 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

dovrà possibilmente disporre di abilità tutale della confidenzialità). può ricorrere a numerose risorse gra-
negoziali e di project management e, in Nei limiti dell’etica, in ogni caso, le pre- tuite, a file repository proprietari oppure
ogni caso, dovrà poter delegare gran sentazioni per i possibili investitori ad applicazioni informatiche nate a
parte del proprio lavoro ricorrente in dovrebbero evidenziare i punti di forza questo scopo. Ogni opzione ha van-
quanto l’operazione deve avere la pri- aziendali, possibilmente scelti in fun- taggi e svantaggi in termini di costo,
orità. Non è un caso che sovente ques- zione delle probabili aspettative della complessità, flessibilità, sicurezza e
to ruolo sia affidato proprio al respon- controparte. disponibilità: il CFO dovrà prestare
sabile Amministrazione, Finanza e cura a scegliere l’approccio più confa-
Controllo. PREPARATE LA DATA ROOM cente al suo specifico caso.
L’importante, affermano alcuni mana-
Un punto critico cui prestare attenzio-
ger esperti, è che il CFO sia coinvolto CHIEDETE SUPPORTO
ne è la preparazione dell’operazione.
appieno nel progetto, che lo consideri
Si tratta di un’attività critica e di lunga Le imprese più attive nell’M&A riten-
un suo obiettivo primario e che sappia
durata. In un caso recente, per una gono che l’efficacia strategica di ogni
valutare tempestivamente l’eventuale
PMI da 12 milioni di euro di fatturato, il progetto possa migliorare con l’adozio-
ricorso a un consulente specializzato.
processo è durato dal settembre 2014 ne di un approccio più rigoroso e pro-
Diversi CFO predispongono un pro-
sino al gennaio 2015. fessionale.
gramma di lavoro che spesso com-
Sono comunque frequenti situazioni Così raccogliere in una data room ciò
prende:
in cui la raccolta, la preparazione e che i vostri advisor devono impiegare
• la definizione della lista delle informa-
l’organizzazione dei dati per la vendita per redigere l’information memorandum
zioni da preparare e mostrare (la co-
richiedono più di un anno… e per completare la valutazione pre-
siddetta due diligence checklist);
L’obiettivo consiste nell’approntare liminare consente di assemblare dati
• la costruzione della data room;
tutti i dati e i documenti che consen- di alta qualità, di sottoporli alle dovute
• la gestione della data room;
tano di rispondere a qualsiasi richiesta analisi di congruità e coerenza e, so-
• il confronto con la controparte sugli
che possa provenire prima dai con- prattutto, di seguire la propria agenda
esiti della due diligence;
sulenti della propria azienda, poi dalla (magari compatibile con le numerose
• la negoziazione e la revisione dei te-
controparte, sempre gestendo le in- attività ordinarie che il CFO e la sua
sti contrattuali;
formazioni con la dovuta riservatezza. squadra devono comunque esple-
• il supporto alla preparazione del pia-
Può sembrare uno spreco lavorare in tare). Pochi CFO si aspettano il volume
no d’integrazione post deal.
anticipo, soprattutto perché c’è il ri- di richieste che pervengono in fase di
schio che poi l’operazione non si con- due diligence: meglio che chiediate
IL GRUPPO DI LAVORO cretizzi. L’alternativa è però peggiore consiglio al vostro consulente.
Il deal champion potrebbe avere l’esi- in quanto si tratta di dover reagire a Il reparto Amministrazione e Finanza
genza di appoggiarsi a un gruppo di continue, pressanti richieste che, a dell’azienda dovrebbe seguire un indi-
collaboratori altrettanto dedicato al dispetto delle notti che il CFO può pas- ce di data room predisposto dall’advisor
progetto che sgravi il CFO dal lavoro sare a preparare i dati, troveranno ri- di fiducia. Costui dovrebbe studiare
operativo di costruzione della data sposte sempre intempestive, foriere di ogni documento, decidere se inserirlo
room e che sia di supporto ai con- fraintendimenti (perché non meditate tout court nell’archivio, se rielaborarlo
sulenti (si veda oltre). La composizione a sufficienza) e che saranno fonte di o sintetizzarlo, se mostrarlo solo in
e le dimensioni dell’unità dipenderan- domande di approfondimento. fase successiva nel caso in cui ci sia-
no dalla complessità dell’operazione. Poche operazioni si sono chiuse an- no particolari problemi di confidenzia-
Potrebbe non servire alcun collabora- che in assenza di un lavoro preventivo lità (si pensi al caso dell’elenco clienti
tore o, all’estremo opposto, potrebbe da parte del CFO o degli amministra- e alle statistiche dettagliate sulle ven-
essere necessario assemblare sogget- tori aziendali, e si è invariabilmente dite).
ti con competenze in area operativa, trattato di transazioni molto compli-
finanziaria, contabile, legale o fiscale. cate. Tale processo richiede tempo e non
Il CFO deve vestirsi con i panni del po- Di recente è sfumata una cessione nel conviene comprimere troppo questo
tenziale investitore, cercando di preve- settore dell’abbigliamento proprio per- intervallo se si vuole ridurre il rischio
dere cosa costui vorrebbe sapere ché il CFO non aveva preparato a suf- che gli interessati si ritirino o che ci im-
sull’azienda per valutarla e strutturare ficienza la data room e, le sue risposte pongano clausole contrattuali di ga-
l’operazione. La previsione delle attese lente e talora incoerenti, hanno fatto ranzia troppo gravose. In proposito si
altrui è comunque più complessa nelle pensare al potenziale acquirente che il nota che diverse blasonate investment
situazioni cosiddette “d’asta” in cui ini- business avesse troppi rischi o che gli bank tendono a focalizzarsi sui nego-
zialmente non c’è un interlocutore si volessero celare delle criticità. ziati piuttosto che sulla preparazione
definito in quanto, per cercare di mas- Ormai gran parte dei documenti azien- di un set informativo coerente. Se il
simizzare la valutazione, si preferisce dali sono in formato digitale, conse- vostro consulente ha questo approc-
invitare più soggetti a manifestare in- guentemente le data room stanno ab- cio, vi consigliamo di avvalervi di un
teresse per la potenziale acquisizione bandonando sempre più il loro aspetto revisore che vi aiuti e che magari redi-
(strategia solitamente efficace anche fisico, diventando delle “stanze” virtua- ga una vendor due diligence.
se parzialmente in conflitto con la li. Per creare una data room virtuale si

Rubrica: pratica professionale


n.8 - ANNO 2016 33

LA DECISIONE FINALE • la valutazione complessiva (enter- LA GESTIONE DELL’INCERTEZZA


Nel corso del processo di M&A saran- prise value o consideration) dell’azien- Le operazioni di M&A sono complesse
no coinvolti un numero elevato d’attori, da e il prezzo spettante al venditore; in quanto riguardano la costruzione di
alcuni dei quali destinati a fare solo • il funzionamento degli eventuali mec- legami (normalmente molto stretti) tra
una comparsa, altri a restare sulla sce- canismi di aggiustamento del prezzo; organizzazioni, ciascuna delle quali
na per tutta la durata del deal, altri an- • l’eventuale presenza di componenti contraddistinta da un proprio manage-
cora a venir sostituti nel corso del pro- di prezzo condizionate o parametrate ment, da una specifica cultura, da una
cesso: è perciò fondamentale che tutti (il cosiddetto earn-out); storia, da un assetto strategico, opera-
i soggetti coinvolti si amalgamino alla • i termini di pagamento per il prezzo di tivo e finanziario peculiare, da soci con
perfezione come un’orchestra sinfoni- base e per l’eventuale incentivo; obiettivi personali non sempre coeren-
ca, lavorando coralmente e interpre- • gli aspetti contrattuali peculiari (per ti con quelli aziendali.
tando l’opera in modo da soddi-sfare il esempio, patti di non concorrenza, In casi così articolati, dove il carattere
pubblico cioè, per uscir di metafora, commissioni da riconoscere o riceve- delle persone e i loro fini sono spesso
massimizzando il valore per gli azion- re in caso d’interruzione delle trattati- variegati, l’incertezza è massima.
isti. Per questa ragione (ma anche per ve - la cosiddetta break-up fee -, patti L’esperienza indica che è difficile affer-
concretizzare quei principi di corporate parasociali, accordi con dipendenti mare con certezza se un deal sia con-
governance responsabile che si stanno chiave…); cluso oppure no, almeno finchè non
imponendo sulla scia dei recenti scan- • le garanzie contrattuali che sarebbe siano stati firmati dei contratti vinco-
dali finanziari) è importante che il ver- auspicabile ottenere e quelle che do- lanti.
tice aziendale (il direttore d’orchestra vranno presumibilmente essere rila- Chi è coinvolto direttamente in questi
della nostra metafora) valuti appro- sciate (comprese l’eventuale necessi- progetti, come normalmente avviene
fonditamente la posibile transazione, tà di ottenere da terzi il rilascio di fi- per il CFO, deve essere preparato a in-
pronto ad assumersene i meriti ma deiussioni o attivare pegni ed escrow contrare continue sorprese e ad af-
anche le responsabilità. account); frontarle con pazienza. Il desiderio per
Tra i compiti normalmente attribuiti al • il grado di efficienza e di sicurezza il conseguimento del risultato ideale
CFO nel contesto delle operazioni stra- della struttura societaria e fiscale ipo- non deve offuscare la capacità di giu-
ordinarie spicca la preparazione del tizzata (si considerino le tasse di regi- dizio e la visione globale del deal cham-
pacchetto informativo da mostrare ai stro in aggiunta alle imposte); pion. Non ci si deve consumare fisica-
propri organi decisionali (o ai soci) in • i possibili effetti contabili del deal; mente ed emotivamente poichè oc-
vista dell’assunzione di decisioni for- • la capacità finanziaria del partner nel corre cercare di rimanere distaccati
mali circa l’operazione in progetto o in fronteggiare gli esborsi previsti e gli dai problemi e dagli attriti che quoti-
fase di realizzazione. Tali delibere, in impegni fideiussori e contrattuali; dianamente emergeranno, assumen-
realtà, possono anche essere nume- • l’eventuale necessità di assumere do le decisioni sulla base dei parame-
rose e risultare necessarie in momenti preventivi pareri o autorizzazione da tri prefissati (nell’M&A l’attenzione ai
differenti del continuum della transa- organi del partner, da enti esterni (per dettagli è fondamentale), tenendo
zione al fine di conferire a uno o più esempio la cosiddetta antitrust) o dai sempre a mente la visione complessi-
soggetti le deleghe indispensabili per destinatari del term sheet stesso; va dell’operazione e i rischi che la pro-
perfezionare talune attività (attribuzio- • il piano di lavoro che illustra e tempi- pria parte affronterà.
ne d’incarichi ai consulenti, sotto- fica i passaggi necessari per perve-
scrizione di NDA o lettere d’intenti…). nire al completamento dell’operazio-
Una volta che i negoziati con il poten- ne e il conseguente progetto di comu-
ziale partner siano progrediti a suffi- nicazione interno ed esterno;
cienza e che la sua offerta sia delinea- • la presenza e la percorribilità di alter-
ta (questo può avvenire, a seconda dei native rispetto all’operazione tratteg-
casi, prima o dopo la due diligence) i giata nel term sheet.
decisori vorranno disporre del cosid- Data la complessità dei temi trattati,
detto “term sheet”, uno dei documenti questo documento è abitualmente
più utili per il consiglio di amministra- frutto di uno sforzo collegiale di verie
zione o per i soci dell’impresa che sta figure aziendali e dei consulenti esper-
per realizzare una cessione o ti in diverse discipline (legale, fiscalis-
un’alleanza. ta, M&A advisor, revisore…).
Se necessario il term sheet potrà es-
In tale relazione dovranno essere es- sere aggiornato alla luce degli esiti
plicitati: della due diligence e delle varie tornate
• i dettagli sull’operazione che si inten- di negoziazione del contratto di com-
de perfezionare (per esempio cessio pravendita o degli accordi di joint-ven-
ne di azienda piuttosto che di azioni o ture. Esso normalmente sarà integrato
quote); in un verbale del consiglio di ammini-
• il percorso d’integrazione e il ruolo strazione o di un’assemblea dei soci.
post deal delle figure chiave;

Rubrica: pratica professionale.


34 SFC STRATEGIA, FINANZA E CONTROLLO

Edizione a cura di:

P E R I O D I
SFC
C O D I R E T T O
Strategia
Finanza
e Controllo
D A A N T O N I O S O F I A

Potrebbero piacerti anche