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Odi

Saffo

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LE ODI

DI

SAFFO LESBIA.

Indice
Ode I. Inno a Venere
Ode II. All'Amata
Ode III. Sopra se stessa

2
INNO A VENERE.

ODE I.

O bella Diva Idalia,


Che da per tutto imperi,
Che frodi ordisci al credulo
Innamorato cor, 4

Non funestar quest’anima


Co’ torbidi pensieri;
Figlia di Giove ascoltami,
Solleva il mio dolor. 8

S’è ver che tu propizia


Già tante volte e tante
Volgesti a me dall’auree
Sedi paterne il piè, 12

Vieni, richiesta Venere,


Alla più fida amante:
Ah! le mie voci flebili
Giunsero un giorno a te. 16

Sul pronto cocchio ed agile


Scendevi, o Diva, allora,
Dagli amorosi passeri
Tratta in un punto al suol. 20

Che, mentre abbandonavano


L’altissima dimora,

3
I bruni vanni e celeri
Spesso batteano a voi. 24

Sciolti dal freno roseo


Moveano indietro il volo,
Lasciando te nell’umile
Mia povera magion. 28

E tu fra ’l riso amabile


Poi la cagion del duolo,
Tu mi chiedevi, o Venere,
De’ voti la cagion. 32

E quale in seno m’agiti


Fervida brama il core,
E in chi destar doveasi
Novello amor per me. 36

Dicevi allor: qual perfido


Usa con te rigore?
Saffo, chi mai t’ingiuria,
Quel barbaro dov’è? 40

Ah! se l’ingrato giovane


Fuggir da te procura,
Or or pentito e docile
A te ritornerà: 44

Darà i suoi doni in cambio,


Se i doni tuoi non cura:
Sarà per te men rigido,
Quel che tu vuoi farà. 48

4
Vieni, pietosa Venere,
Che co’ soavi accenti
Il cor da tante angustie
Già sollevasti allor. 52

Vieni, e per te sia libera


L’alma da’ suoi tormenti:
Seconda, o Diva Idalia,
I voti del mio cor. 56

5
ALL’AMATA.

ODE II.

Contento al par de’ Numi


Parmi colui che siede
Incontro a’ tuoi bei lumi
Felice spettator; 4

Che sparse le tue gote


Talor d’un riso vede,
Ch’ode le dolci note
Dal labbro tuo talor. 8

Al riso, a’ detti usati


Il cor, che s’innamora,
Fra i spiriti agitati
Non osa palpitar. 12

Veggo il tuo vago aspetto,


E alle mie fauci allora
Non somministra il petto
Voce per favellar. 16

Tenta la lingua invano


D’articolar parola,
Corre un ardore insano
Di vena in vena al cor. 20

Un denso velo il giorno


Alle mie luci invola;

6
Odo confuso intorno,
Ma non so qual, rumor. 24

Largo sudor m’inonda,


Spesso tremor m’assale,
Al par d’arida fronda
Comincio a impallidir: 28

Sì nelle fredde membra


Langue il calor vitale,
Che a me vicin rassembra
L’istante del morir. 32

7
SOPRA SE STESSA.

ODE III.

Già in grembo al mar s’ascosero


Le Plejadi, la Luna,
E della notte bruna
Già scorsa è la metà. 4

L’ora già passa, e vigile


Io sulle piume intanto
Sola mi struggo in pianto
Senza sperar pietà. 8

8
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