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Frammenti

Saffo

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1
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Indice
Venere eterna in vario-adorno trono
Ad una donna amata
Ad una ricca, ma ignorante

Deh! vieni, o Venere


Se nobil brama tu avessi e bella
Più, dolce madre, tessere (Fr. 102 Voigt)
Verginità, mi lasci? ove ten vai? (Fr. 114 Voigt)
Tramontar Luna e Plejadi (Fr. 168b Voigt)
Attide, da gran tempo io t'adorava (Fr. 49 Voigt)
Se tu mi sei benevolo
Menisco il padre a Pelagon sospese
Di Timàde è questo il cenere
Ahi! che Amore un'altra volta (Fr. 130 Voigt)
Attide ti rincresce a me pensare (Fr. 130 Voigt)
Altra volta il sentimento (Fr. 47 Voigt)
Gli astri alla bella (Fr. 34 Voigt)
Or ne venite, Grazie soävi
Qual mai la mente infiammati
Espero, recator di quanto aurora (Fr. 104a Voigt)
Alzate il talamo (Fr. 111 Voigt)
Senza virtù ricchezza
Ho figlia amabile (Fr. 132 Voigt)
Qual dai pastor sui monti calpestato (Fr. 105b Voigt)
Come una dolce mela si fa rossa (Fr. 105a Voigt)

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Venere eterna in vario adorno trono


Sedente, a Giove figlia, ingannatrice,
Deh! con dolori non domarmi e danni
O santa, l’alma, 4

Ma qua discendi, s’altre volte udisti


Le mie preghiere con benigno orecchio,
E per venirne a me l’aurea lasciasti
Casa del padre, 8

Sopra il tuo carro da veloci addotta


Passeri belli, a questa negra terra
Volgenti le spesse ali qua dal cielo,
In mezzo all’etra, 12

E giunser presto, e tu beata, un riso


Dall’immortale tua faccia raggiando,
Perchè sofferto avea mi richiedesti,
Perchè ti chiamo, 16

Che voglio io più che sorga nel furente


Animo mio e perchè ancora agogno
Un lusinghiero amor: ― chi, mi chiedesti,
Saffo t’offende? 20

Inver s’ei fugge, inseguiratti presto.


Se non vuol doni, ei ne vorrà ben altri,
Presto dovratti amar, s’egli non t’ama,
Pur se non vuoi ― 24

Vieni anche adesso a me, dalle mie gravi


Doglie mi salva, e compi quanto il mio

3
Animo compier brama, ed alleata
Mi sii tu stessa1. 28

Note

1. ↑ Ecco il nesso alquanto recondito dei pensieri di questa ode: Venere, vieni,
come altra volta venisti, calando dal cielo e dicendomi: ― Che vuoi? Vieni
anche ora, e salvami.

4
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Colui mi sembra essere ai Numi eguale,


Che a te dinanzi si rimane assiso,
E a te da presso udire puote il dolce
Tuo favellare 4

E il dolce riso tuo, che suol nel petto


Farmi balzare il cor, tal che a mirarti
Nulla venirmi della breve voce
Più non mi sento, 8

Ma tacita è la lingua, ed un sottile


Foco mi scorre entro la pelle, un velo
Gli occhi m’oscura, e dentro dagli orecchi
Corre un ronzìo. 12

Va per le membra gelido sudore,


Tutto un tremor m’assale, e smorta in volto
Son più d’un’erba, senza spiro io sembro,
Ma tutto s’osi. 16

5
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Giacerai morta, e memore


Niun di te sarà mai,
Chè le rose di Pierïa
Tu non cogliesti mai, 4

E ignota avrai tu d’Aïde1


Nelle case soggiorno:
Niun fia, che lieve guarditi
Volante ai morti intorno. 8

Note

1. ↑ Plutone.

6
Deh! vieni, o Venere,
E versa in aurei
Nappi il tuo nettare
Commisto a fior.

7
Se nobil brama tu avessi e bella
Nè male alcuno nella tua lingua,
Dagli occhi rimosso il pudore,
Il tuo diresti giusto desìo!1.

Note

1. ↑ Dicono che sia questa una risposta ad Alceo.


(V. framm. seguente di Alceo, pag. 28)

8
Più, dolce madre, tessere
La tela non poss’io,
Tal, per la cruda Venere,
Ho d’un garzon desìo.

9
D. Verginità, mi lasci? ove ten vai?
R. Non verrò più da te, non verrò mai!

10
Tramontar Luna e Plejadi:
È mezzanotte: vola
L’ora precipitevole,
Ed io qui dormo sola.

11
Attide, da gran tempo io t’adorava.

12
Se tu mi sei benevolo,
Giovin letto provvedi:
Non voglio teco vivere;
Me più vecchia tu vedi.

13
Menisco il padre a Pelagon sospese
Già pescator la nassa e il remo, in segno
Della misera vita, a che s’apprese.

14
Di Timàde è questo il cenere;
E pria ch’ella andasse a sposa
Lei rapir volle Proserpina
Nel suo ostello tenebroso.
Per lei spenta tutte vollero
Con le forbici taglienti
Le fanciulle a sè recidere
I bei crini rilucenti.

15
Ahi! che Amore un’altra volta,
Ei che i membri altrui discioglie,
Dolci e amare le sue voglie
Gravi, acerbe in me svegliò.

16
Attide ti rincresce a me pensare,
E ad Andromeda invece or vuoi volare?

17
Altra volta il sentimento
Scuote a me l’Amor, siccome
Piomba in querce al monte il vento.

18
Gli astri alla bella
Luna da torno
Celan lo splendido,
Loro contorno,
Allor che argentea
E piena ella erra
Sopra la terra.

19
Or ne venite, Grazie soävi,
Venite, o Muse, belle le chiome.

20
Qual mai la mente infiammati
Per donna ferità,
Che a’ suoi talloni stringere
Le vesti sue non sa?1

Note

1. ↑ Contro la sua rivale Andromeda, goffa nel vestire.

21
Espero, recator di quanto aurora
Disperse, apporti il vin, la capra apporti,
Ma figlie a madri tu rapisci ancora.

22
Alzate il talamo,1
(Imeneo)
O fabbri; avanzasi,
(Imeneo)
Qual Marte, il giovane
(Imeneo)
Fra i grandi massimo.
(Imeneo)

Note

1. ↑ Per nozze: Catullo imitò questo luogo: Vesper adest.

23
Senza virtù ricchezza
Non è vicin sicuro.

24
Ho figlia amabile
A fiori d’oro
Per beltà simile,
Cleide, che adoro,
Ed io con lei
Tutta la Lidia
Non cangerei.

25
...Qual dai pastor sui monti calpestato
Fior di giacinto cade al suolo chinato.

26
...Come una dolce mela si fa rossa
In cima al ramo, e coglierla oblîaro...
Anzi di ascender su non ebber possa.

27
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