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The 5 Chairs: Mind Out!

This could change your life


di Louise Evans, Founder // The 5 Chairs

Lo scopo del metodo delle cinque sedie è molto semplice: osservare, riconoscere e prendere consapevolezza dei propri comportamenti per
gestirli meglio nella nostra vita privata, sul lavoro.

È facile leggere in maniera completamente traslata una situazione, tanto che la speaker, Louise Evans, ha dimostrato come il nostro approccio
cambi completamente il quadro, il risultato finale, la nostra stessa esperienza di una situazione. Dipende tutto da quali atteggiamenti scegliamo
di tenere in un determinato momento, ognuno dei quali viene rappresentato, in questo metodo, da una di cinque sedie, da un animale, da una
citazione.

La prima è la sedia rossa, la sedia dell’attacco, dell’auto-sabotaggio, delle lamentele, dell’atteggiamento difensivo, del giudizio spietato.
Animale guida: sciacallo.

È una sedia che chiude ogni accesso alla mediazione, all’apertura nei confronti dell’altro, quella su cui ci sediamo per insistere sulla nostra linea e
puntare il dito verso l’altro, in torto. La sedia rossa indica un atteggiamento tossico, lontano da un ragionamento più approfondito e che si fa
guidare soltanto dalle emozioni.

La citazione e l’insegnamento che possiamo trarre da questa sedia è di Madre Teresa: “Più giudichiamo gli altri, meno tempo abbiamo per
amarli”.

La seconda sedia è la gialla, quella del dubbio, dell’incertezza, dell’incapacità di agire.


L’animale che la rappresenta è il riccio.

Questa sedia è quella su cui ci sediamo quando ci mettiamo in dubbio e siamo insicuri. Ci chiediamo cosa ci sia di sbagliato in noi,
sottostimando automaticamente il nostro valore, le nostre capacità, le nostre possibilità di successo. La sedia gialla, così come quella rossa, ci
proietta verso il passato, bloccando la nostra azione.

La citazione che sprona ad abbandonare questo atteggiamento è di Eleanor Roosevelt: “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo
consenso”.

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La sedia verde è la terza: è la sedia dell’attesa, della pausa.
L’animale guida è la suricata, che nella Savana scruta l’orizzonte aspettando il momento giusto per agire.

Questa sedia è quella che ci impone di prendere il controllo della situazione, quella che ci impone di aspettare prima di giungere a conclusioni
troppo affrettate e ci guida verso un primo ragionamento, verso una più attenta e lucida considerazione degli eventi. Si sospende il giudizio e ci
si apre al dialogo. Questa è la sedia della scelta.

“Tu hai il tuo modo, io ho il mio. Per quanto riguarda il modo giusto… semplicemente non esiste”, citazione di Friedrich Nietzsche, è il motto
della sedia verde.

La sedia blu è la sedia della consapevolezza, della curiosità, della comprensione e dell’apertura verso il mondo.
L’animale che la definisce è il delfino.

La sedia blu è quella su cui si siedono spesso le persone consapevoli, assertive al punto giusto e consce di ciò che fanno, del perché e di come lo
fanno. L’atteggiamento predominante è quello della responsabilità, della resilienza e della chiarezza di pensiero e di obiettivi.

Non a caso la citazione che la contraddistingue è: “Conoscere te stesso è l’inizio di ogni sapere”, di Aristotele.

L’ultima sedia, quella indaco, è quella dell’empatia, della piena comprensione dell’altro e della predisposizione ad accogliere ciò che è fuori da
noi.
L’animale guida è la giraffa, il mammifero terrestre con il cuore più grande.

Su questa sedia apprendiamo la connessione, l’ascolto profondo, il lavoro su di noi per comprendere l’altro.

Fu Abraham Lincoln a dire: “Non mi piace quell’uomo devo conoscerlo meglio”, frase che contraddistingue l’atteggiamento rappresentato da
questa sedia.

Il metodo di Louise Evans illustra in modo semplice e pratico come in ogni momento, in ogni situazione anche complessa, abbiamo
l’opportunità di scegliere come comportarci e vivere in modo cosciente. Se la prima applicazione è quella personale, è ovvio che un discorso
simile si adatta perfettamente anche al customer care, alla relazione tra personale e pubblico, ma anche allo storytelling di brand e l’immagine
che ogni marchio veicola al mondo.

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