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La storia di Pinu

2. LArte Bianca

Arte Bianca dal Salone MiArt 2007 Fonte: milanodabere.it

di Giuseppe Albanese
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La storia di Pinu LArte Bianca


Ricerca del mestiere, nellambito dei servizi di ristorazione, da parte di Pinu, immigrato dal profondo sud al profondo nord. Dopo una breve sperimentazione viene accantonata la possibilit di diventare un bravo barman. Quindi Pinu si appassiona e si concentra sui servizi di cucina con lobiettivo di diventare un bravo chef. Dopo varie esperienze come cuoco realizza che il cucinare pu essere un dirty work e sceglie definitivamente la pasticceria. Per emergere nel mondo del lavoro, Pinu deve affrontare la competizione dei colleghi, ma anche dispetti e scorrettezze generate dal razzismo verso il terrone. Immagine di Copertina: Arte Bianca dal Salone MiArt 2007 Fonte: milanodabere.it Tag: arte bianca, storia di pinu, pinu, saint vincent, riviera delle alpi, primo pasticciere, terrone, italo mus, FIAT,

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La ricerca di un mestiere 1959 Fons Salutis e a puta du zzupeppi Tornare a Polizzi, o ricominciare 1959 Si sentiva inferiore Dolce vita a Saint Vincent La Brigata dellArte Bianca Men Gal FIAT La cena di gala FIAT Se non avessi visto con i miei occhi Perch terroni I Maestri virtuali di Pinu Galateo, Cucina, Pasticceria e Francese 1960 Cucina: dirty work Arte dolciaria e auto licenziamento 1960 La lettera dellAvvocato Pasticciere da Gulus La gavetta I folletti Cleptomane Migliorare le competenze dolciarie La Nevicata Primo pasticcere 1961 Pasticcini al terrone Ladruncoli di uova Riviera delle Alpi - 1961 La pittura Caminito tango La fabbrica - 1962 Siciliano per giunta Enzimi saccaro micetici Chiamata al servizio militare Note sullAutore iii

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La ricerca di un mestiere 1959 Lui era convinto di essere un bravo barman, ma messo alla prova non sapeva fare niente, appena il caff con la macchina caff espresso. Non parliamo poi dei Coktail e altro. Visto che non era per lui il mestiere del Barman abbandon lidea e disse allo zio della direttrice, che sapeva fare i dolci ma non i dolci che si facevano in Valle dAosta, ma solamente quelli di Polizzi a base di formaggio. Prov a realizzare qualche dolce siciliano, ma tutti storcevano il naso in segno di disapprovazione dando fine alla realizzazione dei suoi dolci siciliani ... Lavor in cucina per qualche settimana a sbucciare patate e fare il garzone tuttofare: si appassion al cuoco; chiamato chef di cucina. Alcuni giorni dopo, gli chiese se poteva fare da apprendista e che era disposto a imparare la professione come la sua e che la trovava molto interessante. Lo chef gli disse: Io non ti dico nulla, ruba con gli occhi tutto quello che io faccio. E cos fece. Nel tempo di qualche mese e trascorse le festivit Natalizie Pinu si impadron di tutte le tecniche e trucchi della cucina. Sandro era il suo nome ed era venuto anche lui dalla Toscana. Fons Salutis e a puta du zzupeppi I giovani non tardarono a fare amicizia, quasi sempre e dopo il servizio uscivano assieme, Sandro e Gianni il cameriere le fecero conoscere la cittadina delle Terme chiamata: Fons Salutis, (fonte della salute) e le dissero anche; che il nome gli fu attribuito grazie ad una sorgente di acqua naturale ricca di propriet organolettiche e curative che nasce proprio sopra labitato del paese e alle pendici del Monte Zerbion. Lacqua ha il potere disintossicante delle vie epatiche e biliari. Ancora una volta fu conoscitore di notizie e nomi nuovi che immagazzin volentieri nel suo cervello. Era in quel mondo nuovo assai diverso da quello conosciuto precedentemente. Tocc con le mani anzi con gli occhi; la diversit dei nomi: il negozio di alimentari si chiamava: 1

<commestibile o boulangerie> i nomi degli Alberghi <Hotel> dei ristoranti < Restaurant > ecc ecc. Gli sembr di ritornare bambino e frequentare la prima classe elementare, con la differenza per, della lingua francese in pi. Fons Salutis Saint Vincent

Fonte: Foto Agnello terme-1.jpg, bijouhotel.it

Abituato al suo paese dove la definizione di un negozio era cos: a puta du zzupeppi <il negozio di Giuseppe > o: a puta di sarivaturi perdiliscarpi <il negozio di Salvatore perdi le scarpe> oppure: di moffu pedi <Gandolfo Piede Piatto.> Tutta la diversit caduta sopra le sue spalle, lo fece riflettere di continuo pensando sempre esclamando. < Ce la far ad abituarmi alle parole in Italiano e Francese?- Resister alla innovazione grammaticale? < Si! Mi far forte pensando solamente al vecchio detto che diceva cos: Volere Potere.> Dopo tutte le peripezie, pensieri, sconforti e indecisioni che si mescolarono nel suo cervello,continu a chiedersi < Che ne sar di me e di tutto quello che ho imparato a casa mia?> 2

Tornare a Polizzi, o ricominciare Novembre 1959 Si trov a dovere scegliere una delle due vie, <quale?> O tornare a Polizzi, oppure ricominciare tutto dallinizio. Scelse la seconda, quella dellArte dolciaria; le era la pi vicina artisticamente e che apparteneva allalimentazione umana. Tutto questo le cost anni di sacrifici e umiliazioni, peregrinando da un laboratorio a laltro della valle dAosta. Nei giorni a seguire e per diversi mesi, lavor in cucina e, fare ogni cosa necessitasse al personale. La sera si metteva a letto, pensando a tante cose: scoraggiato affranto e con mille pensieri che le giravano in testa; faceva fatica ad addormentarsi. Si trovava in un paese nuovo; ma nuovo davvro! Tutto era diverso! Persino le insegne stradali poste allinizio del paese, che informavano i turisti o i viaggiatori in entrata: dove era scritto Saint Vincent - Altitudine 575 s.l.m. Riviera delle Alpi. Un pomeriggio invernale e con laria tersa, usc per una passeggiata e dare uno sguardo alle svariate vetrine commerciali.

Fonte: valledaosta_mappa.jpg, fnovi.it

Si sentiva inferiore La prima che guard, fu quella della pasticceria ZUCCO che si trovava vicino al ristorante Alj Bab. Tutto quello che era esposto, come torte, strudel, biscotti e paste alla crema; erano palesemente diverse: del tutto diverse. Li guard e riguard a lungo, non moll lo sguardo per diversi minuti, le veniva la voglia di assaggiarli tutti. Non si osava ad entrare dentro per comprarne qualcuna perch non si sentiva allaltezza di un cliente settentrionale e perch quando apriva bocca per parlare, la pronuncia del siculo era troppo evidente. < Si sentiva inferiore alle altre persone.> Pass in rassegna le vetrine che incontrava finch giunse in una seconda pasticceria. Era nella strada principale e nel centro del paese. Nella insegna sopra la porta dentrata cera scritto: Pasticceria Maggi - ex fornitore della casa Reale dei Savoia. Specialit torcettini al burro. In vetrina erano esposte poche cose, nel centro un cesto di vimini pieno di torcettini, ai lati dei bei plum cake di varia grandezza. Guardando verso linterno, vide un arredamento tutto in legno di noce e vetri. Le vetrine erano piene di pasticcini assortiti. Pinu, guard attentamente e memorizz ogni cosa! Voleva essere allaltezza di quei pasticceri! Ahim non era proprio, allaltezza. Si promise che un giorno non tanto lontano: anche lui,poteva fare quelle specialit nuove. Dolce vita a Saint Vincent Passavano i giorni e le settimane, e Pinu, veniva a conoscenza di tante cose; seppe che a Saint Vincent soggiornarono: personaggi politici, nobili,di spettacolo e famosi industriali. Quasi tutti gli alberghi e ristoranti erano sempre completi; soprattutto nel periodo invernale per il suo clima sempre mite. Molti clienti venivano per le sale da gioco del Casin de la Valle, e lacqua della Fonte della Salute. Sempre secondo i suggerimenti dei compagni di lavoro; Pinu seppe che, nel sottostante locale del Casin, era attiva una tavernetta in cui i clienti pi audaci e 4

facoltosi; potevano trascorrere le serate pasteggiando, succulenti e deliziose pietanze,al lume di candela e in dolce compagnia. Ad allietare la notte, nella pista centrale della tavernetta: si susseguivano dei numeri di spettacoli vari; anche con delle belle spogliarelliste. Un giorno di primavera inoltrata, chiese allo chef di cucina, se era possibile conoscere il capo brigata della cucina e, il capo pasticcere; e, nei limiti del possibile, trascorrere un giorno a contatto con i mostri sacri dellarte culinaria e dolciaria di Saint Vincent. Speranzoso che accettando un messaggio del genere e con lauspicio di un si. Loro i Grandi Chef del prestigioso locale, coronavano un desiderio e una certezza, che la nobile arte, sprigiona tutta la magia e la fantasia che sognava un ragazzo venuto dal profondo Sud in cerca di una professione a lui tanto amata! Gli anni cinquanta e sessanta, il turismo in valle dAosta e Saint Vincent era frequentato soltanto da personaggi facoltosi e di alto prestigio.

Immagine da: mastersofmagic.it 5

Il Top dei locali pi famosi erano: La tavernetta del Casin e il ristorante dellHotel Billia. Tutti gli altri alberghi risentivano e lavoravano grazie alle presenze e afflussi di persone proveniente da tutta Italia. La scuola Alberghiera di Chatillon, diplomava un numero ristretto di allievi, che venivano inseriti immediatamente nei vari alberghi e ristoranti qualificati: grazie allinsegnamento dei bravi Docenti che la scuola aveva. Un pensierino lha fatto anche Pinu. --- E! Se potessi andare anche io a quella scuola?? Prov a chiedere al suo chef, come si poteva fare per essere ammesso alla prestigiosa scuola. Sandro le rispose. --- Intanto si deve essere residente in Valle; e poi: quasi riservata ai figli o parenti di certe persone mi hai capito? Pinu le rispose. --- Mica tanto?. Abbandonata lidea molto ambiziosa, si rassegn al suo destino; quello di imparare larte: chiedendo e rubando con gli occhi ai maestri dellarte culinaria e pasticcera. Rimaneva affascinato, quando vedeva i suoi colleghi in servizio e, servire i clienti con quel modo ospitale e cortese. Loro! Sempre con labbigliamento in perfetto ordine. I barman con giacca a doppio petto color panna, e limmancabile farfallina nera al collo, le ragazze addetti ai piani: indossavano tutte il grembiule nero e camicetta bianca con un piccolo sopra grembiule bianco che copriva il petto e la pancia e con in testa un ferma capelli a forma di mezza luna bianco. I ragazzi della sala da pranzo, indossavano sempre, giacca bianca e calzoni neri con una stretta fettuccia di seta ,lungo i lati: le scarpe rigorosamente nere e lucide. Insomma; tutto il personale era sempre con limpeccabile divisa da servizio, in perfetto ordine. Tutte queste cose che Pinu, notava, non faceva altro che incuriosirlo e stupirlo. In fondo!! Era anche questo che lui cercava, e immaginava. Alessandro si chiamava il cuoco dello Zio della Direttrice; quando un giorno non molto lontano; le diede la notizia, che; Pinu poteva assistere alla preparazione dei svariati piatti, per un Gal dedicato ai dirigenti della casa automobilistica, FIAT di Torino. 6

La Brigata dellArte Bianca Era un gioved di fine marzo 1960, che si dovette presentare alle sette del mattino e in tenuta da apprendista cuoco, nella grande cucina del ristorante pi importante di Saint Vincent; dove ad aspettarlo cerano il capo brigata e il capo pasticcere. Anche loro erano incuriositi di conoscere lapprendista venuto dal Sud e fortemente interessato alla nobile Arte Bianca. Al povero allievo le tremarono le gambe, quando entr dalla porta della cucina e salutare quei grandi operatori in divisa bianca con grandi cappelli a forma tubolare e stirati a cento pieghe sopra la testa per coprire i capelli: dettero limpressione a Pinu di una immagine, quasi extraterrestre. Colleg in un baleno anche la figura assai caratteristica e somigliante agli Ufficiali dellesercito Ungherese o Prussiano, visti e studiati sui libri di storia, di alcuni anni fa. Laboratorio Arte Bianca

Immagine da: dallagiovanna.it

Li guard molto bene; con le giacche bianche a doppio petto chiuse fino al collo con dei bottoni a forma di pallina, un fullar al collo anche esso rigorosamente bianco e annodato. Not anche: i calzoni di tela leggera ed a quadrettino con la striscia di seta nera ai lati esterni lungo le gambe; e per concludere; ai piedi, dei zoccoli da lavoro con legno e cuoio bianco. Insomma: ancora una volta, gli occhi di Pinu, videro cose dellaltro mondo. Se ce ne un secondo!! Le fecero conoscere gli altri componenti della cucina; spiegandole, che questa che vede , la brigata del primo turno di lavoro. Brigata? --- Si brigata!! Cos si chiamano le squadre che fanno i turni nelle grandi cucine o, laboratori alimentari. (Tutte cose nuove da imparare e immagazzinare nel cervello.) E si chiedeva. --- Ma solo linizio questo che sto vedendo vero Pinu? Un intero giorno lha trascorso ammirando tutto il lavoro delle Maestranze e degli aiutanti dei capi partita. Tutto il lavoro si svolse nel silenzio pi assoluto. Rotto soltanto dagli ordini impartiti dal capo cuoco e dai rumori delle pentole e mestoli che si toccavano ripetutamente. Era un lavoro ordinato e minuzioso, tutti svolsero il loro compito mestamente e con professionalit. Men Gal FIAT Dalle mani dei lavoranti, nascevano dei succulenti e fantasiose pietanze che facevano venire lacqualina in bocca su piatti di portata di acciaio e argentati vennero sistemate insalate russe o allItaliana, a forma di timballo e decorata con maionese; volauvent ripieni di salsa alla finanziera; crostini con fonduta alla valdostana con rondelle di pregiato Tartufo delle Langhe: ecc.ecc. Per i primi; Lasagne alla bolognese, e lasagne verdi con spinagi, gnocchi alla parigina e alla romana. Per i secondi; brasati al vino Barolo, arrosti di vitello e pesci in bella vista con gelatina acidulata. Contorni con: pomme alla parissien ( patate alla parigina); alla maitre dhotel; asparagi alla piemontese e spinaci al burro e 8

parmigiano. Per i dolci: Pinu faceva la spola tra la cucina e il laboratorio di pasticceria. E poich, il laboratorio era isolato dalla cucina, per motivi igienici; ma Nello stesso ambiente! Le veniva comodo controllare ogni cosa veniva preparata. Vide nascere per la prima volta, la pasticceria dalbergo molto diversa dalla normale: pi piccola e fantasiosa. Anche i famosi croissanti brioscine arrotolati a forma di cornetto, servivano per la prima colazione e, per il bar del Casin. In oltre: la pasticceria mignon, secca e fresca con crema, in francese, chiamata; petit chou. (una vera prelibatezza.) Le creme: creme di svariate qualit e gusti, panne montate e aromatizzate alla frutta o al cioccolato che servivano per ripieni o per farcire delle torte. (Un mondo davvro nuovo!) Ha visto lavorare la pasta di mandorla, lo zucchero al caramello e la ghiaccia reale che servivano per decorazioni e costruzioni di soggetti vari. Insomma: un vero pasticcere doveva essere, un mezzo Artista. Doveva sapere disegnare. E quando a visto preparare le torte per il Gal al capo pasticcere e laiutante, Pinu ebbe una scossa al cuore. Era proprio; quello che desiderava fare ed affrontare; prima o poi. Pinu per la prima volta si sentiva il cervello stracolmo di tutto quello che aveva visto fare.

Vittorio Giuseppe Valletta "il Professore" Conosciuto come "il Professore", nasce nel 1883 a Sampierdarena GE. Nel 1890 si trasferisce con la famiglia a Torino. Nel 1901, ottiene il diploma di perito commerciale e ragioniere e inizia l'attivit professionale. Nel 1909 si laurea in Economia e Commercio. Partecipa alla prima guerra mondiale come Tenente del genio aeronautico. Riprende lattivit professionale diventando, nel 1919, amministratore della societ Chiribiri. Nel 1921 viene assunto come direttore contabile alla Fiat da Giovanni Agnelli. 9

Ma non era finita la giornata di apprendimento nel Tempio dellArte Bianca. Verso sera vide preparare le torte per il dolce del Gal della FIAT. Sul lungo tavolo da lavoro i pasticceri farcivano i due strati di pan di Spagna dopo averli inumiditi di un sciroppo liquoroso al profumo di vaniglia. Con una crema Chantilly al gusto di nocciola, noisette in francese. Ricoperte di uno strato di pasta di mandorle, decorati con disegni di stile Barocco Piemontese con al centro: il profilo delle macchine della fiat; della Balilla, della Cinquecento, Seicento e Mille e quattro FIAT. Anche la mitica Seicento Multipla. Ogni disegno di macchina, aveva i colori in gelatina, come le vere automobili. Pazzo dalla gioia, stanco della giornata di apprendimento,ed in una confusione totale nella mente: Pinu, si domand e si promise. --- Un giorno forse far anche io queste torte cos belle e buone, e metter alla prova le mie future capacit!!! (Ce la far???) In fondo, era proprio quello che desiderava di pi. La cena di gala FIAT Alle ore Ventuno di quel gioved di fine marzo con la sala piena di commensali, ebbe inizio la Processione dei camerieri che si avviarono dalla cucina alla sala reggendo i piatti di portata degli antipasti, con lavambraccio sinistro retto e allaltezza della spalla tenendo in equilibrio con la mano, i piatti colmi di pietanze lasciando una scia di gradevoli profumi. Il dolce venne servito verso le ventitr. Le torte vennero portate in sala, sopra dei carrelli di ottone con tovaglia bianca e due torte al centro: un trenino di quattro carrelli con in prima linea, un piatto di portata argentato e, dentro una vettura raffigurante la Bianchina Giardinetta in zucchero caramello e ghiaccia reale; con ai lati, dei fiori di margherite e tulipani realizzate in zucchero caramello. Pinu, dal posto di osservazione consigliato dal capo chef, ammir tutto il servizio del Gal. Il primo carrello con la macchina 10

spinta dal (com) e il capo pasticcere al lato, si present al centro del tavolo dove era seduto il Presidente Dott. Valletta: che non resistette ad alzarsi dalla sedia e applaudire gli artefici dellArte Bianca.

Vittorio Giuseppe Valletta, Presidente FIAT Nel gennaio 1928 viene nominato direttore generale e nel 1939 diventa amministratore delegato. Al termine del difficile e confuso periodo bellico, il 18 luglio 1946 viene nominato presidente in sostituzione dello scomparso Giovanni Agnelli. Utilizzando gli aiuti economici del piano Marshall a partire dal 1948 ricostruisce gli stabilimenti e riassesta i bilanci aziendali. Gli anni 1950-1960 sono caratterizzati dal miracolo economico e della motorizzazione di massa, che si identifica con le due vetture, "600" del 1955, e "500" del 1957, progettate da Dante Giacosa. La FIAT passa dai 93 mila dipendenti del 1960 ai 160 mila del 1965. Nel 1965 dalle linee del Lingotto e di Mirafiori escono per la prima volta un milione di vetture. Negli anni Sessanta la FIAT costruisce impianti in Jugoslavia, Argentina e Spagna. La carriera di Valletta. si conclude con l'accordo Fiat - URSS per la realizzazione dello stabilimento di Togliattigrad. Nell'aprile 1966 passa il testimone al nipote ed omonimo del fondatore Giovanni Agnelli. Nell'ottobre dello stesso anno nominato senatore a vita. Muore a Pietrasanta LU in Versilia il 10 agosto 1967. [Foto: autoglobal.com]

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Se non avessi visto con i miei occhi Alle 23 e 30, Pinu, dovette salutare tutti per fare rientro in albergo. Commosso, soddisfatto, incuriosito, estasiato e, con le lacrime agli occhi: chiese il permesso ai capi: se poteva abbracciarli e baciarli; in segno di grande rispetto e professionalit. Stringendo le mani a tutti; li ringrazi per lospitalit; insolita. E se ne torn in albergo, dove ad attenderlo, cera tutto lo staf e il proprietario, curiosi di sapere come era andata la visita al Tempio. Si limit a dire soltanto che. --- Se non avessi visto con i miei occhi; non avrei creduto davvro a tanto. --- Mi sembra di sognare!! - Grazie a voi che mi avete concesso un giorno di permesso, facendomi un regalo magnifico e indimenticabile. Dorm appena tocc il letto, stanco si; ma contento!! Sogn qualcuno che bussando alla porta entr dicendole. --- Guarda che tu condividi questa Arte. Aspetta e vedrai. Un giorno realizzerai anche tu quelle cose! E sempre sognando: Pinu, le rispose. ---- Far del mio meglio. In seguito Chiss!!! Perch terroni Passarono giorni settimane e mesi di intenso lavoro; pensava sempre: a volte si avviliva, le sembrava un muro alto da scalare e un punto lontano da raggiungere. Da solo doveva decidere, si trovava a lottare nel suo inconscio con un mondo diverso: dove tutto diverso! Dal vestire, al mangiare, al parlare e nel capire gli altri: anche nel farsi capire! --- Perch tutto questo?? E mentre lavorava si diceva: - Perch i meridionali, li chiamano terroni? La odiosa parola la sentiva dire sovente. E sovente rifletteva: - ma!! Forse, perch nella bassa Italia si produce e si mangia troppo torrone? Invece voleva dire, uomini della terra; paragonati a dei vermi che abitano nella terra sporca. Per, quando ha capito il significato e la sentiva dire anche sfacciatamente! Si sentiva molto umiliato e 12

scoraggiato. In fondo anche i meridionali hanno una Anima, lavorano e vivono come i settentrionali. A volte, si vedeva sopra quel treno diretto a Sud e assieme i suoi amici. Un giorno terminato il servizio, Chiese al suo cuoco Sandro il perch di quel accanimento, anche dispregiativo, verso i meridionali tutti! Caro Sandro, cosa che abbiamo di diverso noi dai settentrionali? Per fortuna non tutti la pensavano cos. Terrone un termine della lingua italiana, utilizzato dagli abitanti dell'Italia settentrionale e centrale come espressione dispregiativa per designare un abitante dell'Italia meridionale, talvolta anche in senso semplicemente scherzoso. Ha diverse varianti di origine dialettale e regionale piuttosto diffuse e riconoscibili come tern, ter, teron (Lombardia), tern (Liguria), ter, tern, tarn (Piemonte), tarn, taroch, tern (Veneto, Friuli-Venezia Giulia), terch, tarn (EmiliaRomagna), tern, terr (Marche) o terne, tarne in altri dialetti dell'Italia settentrionale, mentre rimane terrone in toscano. Nel XVII secolo con il termine "terrone" (da terne, derivazione di terra) si indicava un proprietario terriero, o meglio un latifondista. Solo nel corso degli anni 1960-70 la voce si diffuse dai grandi centri urbani dell'Italia settentrionale con connotazione spesso fortemente spregiativa e ingiuriosa e, come altri termini della lingua italiana e dei suoi dialetti (villano, contadino, burino e cafone) stava per indicare "servo della gleba" e "bracciante agricolo" ed era riferita agli immigrati del meridione. Gli immigrati venivano quindi considerati, sia pure a livello di folklore, quasi dei contadini sottosviluppati. [Fonte: it.wikipedia]

Sandro rispose. Intanto sono persone con poco cultura, gelosi perch secondo loro; le se porta via il lavoro, si sentono 13

importanti e indispensabili, ma soprattutto si sentono molto intelligenti e superiori. Vedrai: quando ti conoscono bene, e non hai reagito alle loro provocazioni, dimostrando comprensione ed altruismo; non ti trattano pi in quel modo. Sandro aggiunse ancora. Probabilmente, usano un peso o una misura per saggiare il tuo comportamento; se sei violento o ti ribelli ad ogni cosa! Gi!! Comprensione! Altruismo! Violenza e ribellione: che cosa sono? Pinu, non ne aveva mai sentito parlare di queste cose. Le parvero parole grosse cadute dal Cielo. Lui; sconosceva solamente: amicizia, rispetto, musica, pittura e, paesaggi belli della natura. Mai pi; nella sua mente transitassero parole come: violenza o ribellione. Le parole dette dal cuoco toscano, dettero aiuto e incoraggiamento; dettero anche quella spinta forte e combattiva. Quasi di sfida aperta, con tutti e tutto quello che lo circondava. Decise; decise veramente! I Maestri virtuali di Pinu Il giorno dopo, nella pausa pomeridiana usc e si diresse subito nella unica libreria e giornali della cittadina, chiedendo i volumi di: storia della Valle dAosta, Pasticceria Moderna di Giuseppe Ciocca edizione Hoepli Milano e, il cucchiaio dargento per la cucina italiana e regionale. Con i tre volumi sotto le braccia, se ne torn in camera e, subito vision i contenuti letterari , le fotografie e i disegni delle svariate decorazioni. I libri furono, i compagni pi fidati e inseparabili. Per tre mesi furono i Maestri di Pinu; veri suggeritori virtuali di quella teoria grammaticale: dellArte del buon gusto. Le letture furono intense: costruttive e affascinanti. Memorizz quante pi ricette poteva di pietanze e dolci. Capire il segreto del buon gusto; e desiderare che un giorno le mettesse in pratica, chiss in quale cucina o laboratorio. Leggendo, cap che la ristorazione, tutta! E fatta di presenza e buon gusto; due virt che camminano di pari passi. 14

Durante le ore di lavoro e nei momenti opportuni, chiedeva al cuoco ogni cosa; cercava riscontro alle ricette che aveva letto la sera prima, oppure un consiglio, oppure quel segreto carpito durante gli errori che si fanno lavorando. In fondo: sono le regole di ogni vero professionista. A volte le sembrava di essere noioso o rompiscatole. Ma nel modo in cui Pinu chiedeva, difficilmente le veniva detto di no, anzi!! Alla fine il cuoco era contento di fare il Maestro. Nei mesi che lavor in cucina del ristorante qualificato come, L HALY BABA, si accorse che, era molto impegnativo e faticoso, particolarmente: durante le feste pi importanti o di ricorrenza. Al personale addetto, era richiesto puntualit, sicurezza e professionalit.

Galateo, Cucina, Pasticceria e Francese 1960 Per arricchire ancora di pi il bagaglio della professione; un giorno del maggio 1960 si trov a conoscere un docente della scuola alberghiera di Chatillon, amico di Sandro e, originario della 15

Sicilia. A brucia pelo le chiese se era disposto ad impartire lezioni di Galateo, Cucina, Pasticceria e Francese, nei limiti del possibile. Una parte dello stipendio era riservato a Lui, e se accettava, colmava un grande desiderio ad un futuro professionista del settore che cercava di dedicarsi anima e corpo; allarte. Evidentemente al Docente, la proposta di un suo concittadino siculo, le parsa fattibile venirle incontro: e le disse di SI!! Lorario stabilito era dalle ventuno alle ventitr. Nella prima lezione, le prime parole furono: - Questa nobile arte va svolta con amore e passione. In assenza di questo meglio dedicarsi ad altro. Ma. Lallievo era propenso ad assecondare le parole del Docente, e tuffarsi: per amore e per passione; dal pi alto trampolino di una qualsiasi piscina. Il corso privato dur circa quattro mesi, Pinu, impar molte cose, tanti esempi, tantissimi argomenti interessanti, impar parte della lingua francese e, come bisogna stare in Societ; con rispetto e rispettando gli altri. TuTTi ( Bravo il Docente di Pinu. E lo ringrazia immensamente!!!). Cucina: dirty work Gli amici che lavoravano nelle altre cucine, le dicevano: guarda che esistono cucine al limite della legalit. Si trovano in ambienti angusti e con i pavimenti ancora in terra battuta e privi di piastrelle. La ventilazione al minimo necessario, il caldo nel periodo estivo insopportabile. Le stufe di cottura, per lo pi, sono alimentate a carbone o, a nafta. Pinu, costat e a sue spese, le scottature e i tagli alle dita e alle mani: i coltelli della carne e per i battuti, erano affilatissimi. 16

Quante volte vide sanguinare le dita perch aveva sfiorato e inavvertitamente i coltelli. Tutti i cuochi avevano di loro propriet, tutti i coltelli che necessitavano nel lavoro di cucina. Quando finivano la stagione o il periodo determinato, se le portavano con loro. Una Domenica mattina e per la precisione. La Domenica delle Palme il cuoco e il secondo cuoco non vennero al lavoro per motivi gravi. Furono sostituiti da altri provenienti da altre cucine della valle. Un omone grande e grosso con baffi neri e folti, era il primo scef; il secondo meno grande, ma con uno sguardo autoritario; taciturni e per nulla confidenziali. Il lavapiatti che aveva il compito di fare rifornimento di nafta nel recipiente attaccato alla stufa ,la sera prima! Non la fatto. La capienza era di circa trenta litri di combustibile nero e che si doveva portare dal grande fusto di centosessanta litri, dal magazzino alla cucina. Il compito tocc a Pinu. Arrivato in cucina tutto vestito di bianco dovette andare a prendere il contenitore, riempirlo, togliendo il tappo a vite con una mano e con laltra reggere il contenitore. Mentre svitava lultimo giro del tappo la pressione ha spinto la mano e il tappo, con forte uscita della nafta. Non sapendo a quale Santo rivolgersi; tent di rimettere il tappo, ma uno spruzzo a ventaglio si diresse verso lignaro e inesperto lavorante, sporcandolo tutto dalla testa ai piedi. Riusc ad avvitare il tappo ma diversi litri di nafta allagarono il pavimento. (Un disastro penoso) Grid aiuto aiuto e non vedendo arrivare il combustibile in cucina accorsero tutti e vedere cosa era successo. Videro Pinu che piangeva a dirotto, sporco di nero e impantanato nella melma. Fu aiutato incoraggiato e sottoposto a doppio bagno; tutto il vestiario venne buttato via. E, alle ore dieci si ripresent in cucina a sopportare le umiliazioni e gli insulti dei due cuochi dallo sguardo freddo beffardo e odioso. Il resto; lo lascio alla immaginazione di chi legge queste righe. Nei giorni a seguire, meditando sullepisodio e senza 17

esitazione, decide di lasciare larte culinaria: sia pure a malincuore, per quella dolciaria. Dirty Jobs / Lavori Sporchi sono attivit svolte in ambienti inospitali - in quanto pericolosi e/o rischiosi per la salute, o fetidi, o maleodoranti, o in condizioni di oscurit totale, o in acque luride, etc - da persone che superano paure ancestrali e hanno il coraggio per affrontare condizioni di lavoro impensabili e al limite. Metodi, strumenti, materiali e tecnologie moderne hanno reso pi gestibili questi lavori che una vecchia massima giustificava con " un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo". I lavori sporchi sono diventati famosi anche per la serie televisiva Dirty Jobs di Mike Rowe (Discovery Channel). Secondo Jane McGrath (10 High-paying Dirty Jobs) i dieci lavori sporchi pi pagati in USA, sono: 1: Addetto alla pulizia delle scene di un crimine (US$ 75K), 2: Idraulico (US$ 47K), 3: Imbalsamatore (US$ 41K), 4: Minatore in miniere di carbone (US$ 64K), 5: Ispettore fognario (US$ 60K), 6: Pescatore di granchi (US$ 60K), 7: Pulitore WC portatili (US$ 50K), 8: Addetto impianto estrazione petrolio su piattaforma marina (oltre US$ 40K), 9: Gastroenterologo (US$ 250-400K), 10: Addetto alla raccolta e trattamento dei rifiuti (US$ 43-60K). Fonte: austinchronicle.com

Arte dolciaria e auto licenziamento fine 1960 Ancora una volta, il siciliano in Valle dAosta, appesantito del nuovo bagaglio culturale, sulle spalle ! Si trov ad un bivio con due vie da percorrere e sceglierne una. O; larte culinaria, o; dolciaria. Scelse, quella dolciaria. Le era pi consona e meglio desiderata,artisticamente. Anche perch: da ragazzo partecip al 18

suo paese,a dei corsi di Alimentazione e Merceologia organizzate dalla Regione Sicilia e dal Comune di Polizzi Generosa. Scelse quella dolciaria anche perch era meno pesante della culinaria. Educatamente chiese al titolare del ristorante, Signor Spinelli, se accettava lauto licenziamento, avendo deciso di continuare la pasticceria. Gentilmente le fu detto. Sei sicuro di fare questo cambio; sappi che i cuochi bravi sono molto richiesti e molto remunerati; pensa bene a quello che fai! La risposta di Pinu, fu: Ringrazio Lei per il consiglio ma oramai ho deciso e una decisione decisione. Terminati i dieci giorni di preavviso al licenziamento, salut tutto il personale e i proprietari dellalbergo che, presi i suoi bagagli usc e raggiunse la nuova destinazione e il nuovo datore di lavoro Signor Pennito. La lettera dellAvvocato Questo episodio devo proprio raccontarlo. Alcuni giorni prima del licenziamento, si present il postino per consegnare le consuete corrispondenze per lalbergo e una lettera era indirizzata a Pinu, scritta a macchina con il mittente: Avvocato Lore Giuseppe, piazza Umberto 1, Polizzi Generosa Palermo. Era il cognato del precedente datore di lavoro laureatosi qualche mese prima della partenza di Pinu. I due, hanno avuto molta stima e rispetto reciproco. Il neo Avvocato volle fargli: scrivendogli una lettera con parole incoraggianti e di stima; e come sa scrivere chi ha studiato molto la lingua italiana!! Un segno di benevolenza e ricordare le sue qualit di un bravo e buono ragazzo catapultatosi da un estremo punto a laltro della penisola italiana per impossessarsi di tutto quello che cera di straordinariamente bello in quella parte di Italia. (In questo caso la Valle dAosta!). Una missiva spedita da un Avvocato ad un siciliano emigrato! Mise lo scompiglio a tutti i presenti. Mentre Pinu leggeva la lettera regn un silenzio da tomba; e quando arriv a met lettura gli si riempirono gli occhi di grosse lacrime. Perch? Hanno pensato i presenti. 19

Forse il nostro aiutante cucina stato un elemento che ha da fare i conti con la legge, o con la giustizia? Oppure! ... un poco di buono? Tranquilli! ... Nulla di tutto questo! Porse la lettera alla signora pregandola di continuare lei la lettura. Pinu, not gli sguardi dei presenti che si incrociavano; quasi a dirsi, virtualmente! Chiss chi costui? ... La Signora fece continuare la lettera a suo marito e successivamente al cuoco; che ripiegandola con rispetto, la diedero al suo lavorante che sfoci in un pianto liberatorio. Quella lettera lasci impressionati tutti. La vollero leggerla tutti! Si sono scusati e rammaricati dellingiusto sospetto, chiedendole molte scuse. Quella lettera saputa scrivere da un laureato in Giurisprudenza con tante parole toccante lanima buona di un ragazzo; doveva essere una giusta ricompensa di affetto e amicizia suggellando una immensa stima. E cos stato! Il prezioso documento dellAvvocato tanto gentile: non lasci mai le tasche degli indumenti di Pinu. Era come avesse vicinissimo un vero amico e un compagno inseparabile. Vi pare poco? ... Ancora oggi, quella lettera la custodisce gelosamente. Mamma Mom (Gandolfa.) Lui, non l letta pi per non continuare a piangere di gioia. Pasticciere da Gulus Era, la settimana Santa che precede la Pasqua di Resurrezione. Occasione migliore per essere assunto nel laboratorio di pasticceria. In essa, operavano quattro persone: un capo pasticcere, due di grado inferiore e uno tuttofare. Pinu non sapeva cosa le facessero fare. Lo misero alla prova dicendole di decorare delle torte con un disegno che si riferisse alla festivit in corso. Hanno pensato di mettere a disaggio il nuovo arrivato; e per giunta: siculo: come lo chiamarono subito. Non sapendo di avere toccato il tasto giusto della fisarmonica, cio, di aver dato un compito delicato e impossibile a chi non sa disegnare. 20

Pinu, si prepar il cornetto di carta (un imbuto improvvisato) che riempito di cioccolato fuso: tracci con sicurezza dei ramoscelli di fiori primaverili e relative fogliette di ghiaccia reale color verde chiaro, ed un piccolo nido di uccellini in crema, e tre uovetti di zucchero dentro. I quattro assistenti con lo sguardo freddo e fisso convinti di cantare vittoria Si dileguarono nel grande laboratorio come fossero stati bastonati da qualcuno. Ma, senza dire niente al siculo, e niente soddisfazione. Peccato!!! Quando le torte incartate e portate lindomani mattina nei negozi di vendita: tutti i venditori fecero i complimenti al padrone della pasticceria. GULUS: cos si chiamava in dialetto piemontese, la pasticceria di Saint Vincnt. Insomma: tutto da ricominciare, lavoro nuovo, ambiente nuovo, persone nuove e cose nuove. Torte decorate da Pinu

Per dal giorno dopo, il nuovo arrivato in laboratorio con compagni di lavoro piemontesi e Valdostani, fu trattato un poco da cristiano; e non pi come un terrone venuto dal sud. In quegli anni: la odiosa parola era sulla bocca di una buona parte di settentrionali. Chiss perch! 21

La gavetta Le era stato detto, tanto tempo fa, che per una buona professione, a volte bisognava scendere a compromessi: e fare la gavetta (apprendimento, su tutti i fronti.) Nei primi anni e agli inizi di nuove attivit si deve accettare quello che ti dicono e ti danno come salario mensile. E lo scotto che si deve pagare, forzatamente: stipendio ridotto, qualche ora in pi di lavoro non retribuito, accettare umiliazioni e dispetti. (Come quello successo a Pinu.) Trascorsa la settimana festiva, il titolare le disse. Pino! Intanto la sera dormi in quella stanzetta; poi vedr di sistemarti altrove. La stanzetta era un ripostiglio con una brandina da militare, un materasso vecchio riempito di crine un tipo di paglia di canapa che, annusandola aveva uno strano odore, quasi ammuffita; anche il cuscino era sgradevole. Per poggiare il viso lo fasciava con un suo asciugamano. Non cera finestra, solo una diecina di scatole di cartone vuote ed una sedia sgangherata (zoppa di un piede) con il fondo di paglia. Dal soffitto pendeva un filo elettrico a treccia con allestremit inferiore un misero porta lampada, e la stessa dava, una fievole luce al limite della visione. Su una parete un buco nel muro di circa,centimetri 20x20 tappato con una tela di juta e un setaccio a maglie larghe appeso con un chiodo facendo da grata. Pinu, si domand una sera! Che diavolo sta a fare quel setaccio li? Quando serviva per setacciare le nocciole tostate? Ma, chiss, a volte le vie del Signore sono tante! Pens. Comunque lavorando con farina zucchero e altri ingredienti, la sera sopra le scarpe rimaneva una crosta di farina umida. Stanco come era la sera non si preoccupava di pulirle. Da giovane certe cose non si pensano. E nemmeno si immaginano. I folletti Al terzo giorno; anzi, mattina presto! Vide che le croste sopra le scarpe non cerano pi, la mattina dopo lo stesso. Quando, tutte 22

le sere erano sporche di poltiglia e al mattino erano pulite. Si disse: Ci saranno dei folletti che lavorano la notte? Come nelle favole? Da domani sera e al mattino controller con pi attenzione. La notte successiva i folletti vennero di nuovo. Per erano dei topi da fogna lunghi con la coda, circa 30 centimetri. Svegliato in piena notte da rumori e stridii strani; gli intrusi notturni erano, quattro topi che banchettavano con la crosta delle sue scarpe, accanto al giaciglio. Pinu, li guard ed esclam in silenzio dopo avere acceso la lucina guardando lo spettacolino inconsueto! Porca miseria che compagni strani e brutti che ho! E se mi mordono? Da dove diavolo sono entrati!! Folletti Intanto che pensava il da farsi con i folletti a quattro zampe una coda lunga e dal colore grigio scuro: si dileguarono veloci e tutti in fila indiana sfrecciarono come missili, arrampicandosi nel muro e passando da una fessura del setaccio. Si infilarono dentro quel buco tappato con la tela di juta, sparendo dalla loro sala da pranzo e, dal vicino giaciglio dello sventurato e spaventato pasticcere.

Immagine: wallpaperdojo.com

Nel lontano 1959-60, in Valle dAosta e a Saint Vincnt esistevano ancora in alcune case abitate; dei servizi igienici alla turca; uno di questi, era per il pasticcere. Una cella di un metro e cinquanta di lato con una porta di legno vecchia, con una misera finestrella senza vetro, e un mini lavello a forma di mezza luna murato nel muro con un misero rubinetto di rame dove un misero filo di acqua scendeva a stento. A malincuore, cerc di resistere per alcune settimane, con la promessa di una sistemazione migliore. E cos stato.

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Per finire lepisodio dei topi: la stessa mattina e dopo la notte trascorsa senza dormire, raccont al titolare e ai colleghi laccaduto. Scoppi, una grande risata e si scus dicendole che, anche loro sapevano dei topi e che non si sono ricordati di riferirlo. (Ma! ... Ce da crederlo? ... O, si sono voluti divertire?) Cleptomane Alcune settimane dopo Pasqua e prima del trasferimento in una stanza pi decente e umana, a Pinu, le stata preparata unaltra scena a dir poco spiacevole dai colleghi di lavoro per screditarlo e farlo passare come un ladruncolo da strapazzo. Giovanni e Paolo si chiamavano; sicuramente hanno agito o per gelosia o per dispetto. Provenivano dal vicino Canavese, (territorio tra la valle dAosta e il Piemonte.) Una sera misero due colombe pasquali sotto il giaciglio dove riposava il nuovo arrivato. Per poi dire al titolare che il terun si nascondeva i prodotti della pasticceria sotto il letto (rubacchiandoli). Il tentativo non le riusc, perch Pinu, raccolte le lenzuola e piegando il materassino di crine si accorse dello strano fagotto avvolgendo due colombe pasquali messo li sicuramente di proposito e far credere che il nuovo arrivato si nascondeva le paste sotto il letto. (Di certo non sono mai stato un cleptomane). Pinu avvis immediatamente il titolare del laboratorio che li invit ad ammettere il misfatto ai danni morali del ragazzo siciliano. Che chiamati a rapporto ammisero di avere attuato il gesto malsano. Si scusarono dicendo che volevano fare uno scherzo. (E che scherzo!!!) Da quel giorno Pinu incominci a dubitare e non fidarsi pi di nessuno. Le vennero in mente le famose parole dei vecchi che dicevano: fidarsi bene, non fidarsi meglio. Nellambiente di lavoro, non regnava affatto amicizia e socialit. Pinu, si sentiva come un pesce fuori dallacqua, doveva sempre stare molto attento perch era preso di mira dai colleghi che non aspettavano altro! Che facesse un minimo errore e 24

rinfacciarglielo con modo poco ortodosso. Si sentiva come un soldato che girovagava in un campo minato. E si chiedeva: Perch, tutto questo? Non siamo forse tutti uomini della stessa materia! Era evidente! Che in quel periodo regnava la cattiveria, la diversit, e molta ma molta ignoranza. Non da tutti per! Migliorare le competenze dolciarie Limpegno di Pinu, si fece sempre pi accanito e forte nel migliorarsi professionalmente. La sera e anche alcune notti leggeva molto e memorizzava alcune ricette per lindomani metterle in prova daccordo con il titolare. Aveva il permesso di poter fare gli esperimenti dolciarie, che quasi sempre riusciva allintento. Lui, il titolare era contento di portare ai suoi rivenditori delle novit dolciarie con nuove paste o nuove torte. Pinu, leggeva studiava e metteva in prova: i volumi che aveva comperato le sono stati di grande aiuto; erano come due Angeli custodi! Port miglioramento e creativit, le creme erano la sua specialit, si divertiva un mondo: nel dare ad ogni crema il suo gusto saporito e marcato; e non sciablo cio (slavato) come quelli che facevano gli altri. Si impadron successivamente, del segreto della produzione delle svariate paste al lievito naturale. Esse sono state panettoni e colombe, pandoro di Verona, pan del nonno e le famose Veneziane ecc. Il lievito naturale, cio la fermentazione di farina e acqua con un minimo di pasta acida ricca di Saccaromiceti, ha la sua peculiarit. Eun processo fisico chimico e ambientale per la quale, bisogna conoscere il meccani-smo della: vita crescita e morte dei Saccaromiceti enzimi naturali indispensabili per la moltiplicazione del lievito naturale.

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Pinu si divertiva tanto nel decorare le torte. Port innovazione nel creare un disegno e una decorazione alle torte; in base alla festa o ricorrenza familiare. Torta alla crema con cigni Per circa due anni, lavor e si impegn con fermezza e passione cercando di percorrere le diverse vie della pasticceria e gastronomia. Le Domeniche pomeridiane che non si lavorava, prendeva il treno e si recava ad Aosta oppure a Torino in cerca delle vetrine di pasticceria; per vedere e memorizzare ogni prodotto esposto; in quei luoghi cittadini cera sempre da imparare cose nuove e belle! Successivamente metteva in prova. Alcune volte sbagliava anche! E che ci vuoi fare? Nella pasticceria GULUS [in Piemunteis: goloso] di Saint Vincent, Pinu, fece passi da gigante. La nevicata Era il mese di gennaio del 1961 e Pinu alloggiava nella nuova stanza di una casa vicino la pasticceria. In pieno inverno valdostano laria era tersa e molto fredda: verso sera apparvero delle nuvole che coprirono tutto il territorio, alle 21 inizi a nevicare; lesse alcune pagine di storia e ricette di dolci addormentandosi subito dopo. La neve cadde per tutta la notte, alle 5 e30 si alz dal letto e vide attraverso i vetri appannati da un sottile strato di gelo che rendeva poco chiara limmagine notturna; un paesaggio stupendo. Il chiarore stesso della neve rese visibile quella pittoresca scena invernale. Le sembr di sognare: invece! Era tutto vero! Terribilmente vero! Di fronte ai suoi occhi aveva: una catena di monti innevati e il pittoresco villaggio di Ussel semisommerso dalla neve. La parte 26

bassa della cappella non si intravedeva, il suo campanile, era lunica costruzione che imperava. A poca distanza; svettava verso il cielo, soltanto il vecchio castello di Ussel (immagine da: Courmayeur-montblanc.com) ubicato sopra un roccione dai muri perimetrali in pietra, e di un grigio sconsolante. Tutto era coperto di candida neve. Castello di Ussel

A Pinu, le ritornarono in mente i bozzetti che faceva da giovincello, copiate dalle cartoline illustrate o dai calendari. Risvegli e mise in fermento: la voglia di vedere i colori, i pennelli e il cavalletto con sopra una tela fermata dai ganci di legno e con un disegno appena abbozzato con la matita. Quella mattina ritard di 15 minuti lentrata in laboratorio. Al suo arrivo raccont ai suoi ragazzi limpressione avuta di quello scenario pittoresco e veritiero. 27

Lincantato paesaggio invernale visto dal vero!

Immagine da: aostasera.com

Mai pi avrebbe visto nella sua Sicilia; un fenomeno naturale di quella portata. In laboratorio si sfog con i suoi lavoranti: descrivendo e spiegando: come un pittore o un artista del pennello; coglie! quei momenti di emozione artistica; trasferendo su tela la magica visione di un paesaggio alpino o marino che sia. I suoi colleghi lo guardarono in viso credendo ciecamente alle parole cos inebrianti e veritieri che rimasero imbambolati per alcuni minuti fermi davanti al loro predicatore artistico. (Magari, fosse stato un vero predicatore dellArte!) Primo pasticcere 1961 Era il mese di maggio 1961, quando un giorno il titolare e la moglie invitarono a pranzo il loro operaio. Durante il pasto; 28

preparato come Dio comanda le proposero se voleva assumere lincarico della direzione del laboratorio: visto che lavorava con impegno serio e responsabile. Le rispose che durante la notte ci pensava e le faceva sapere: anche perch; un detto popolare recita: la notte portatrice di buoni consigli! Pinu con il titolare della pasticceria

Veramente Pinu, non dorm affatto, pensando alla notizia di diventare primo pasticcere con una forte responsabilit. (Anche di gioia, perch no!!) Dette una condizione al titolare; quella di allontanare i due pasticceri piemontesi e cercarne altri. In quel periodo le maestranze non mancavano, ed erano tutti italiani. Anche meridionali perch no! Due settimane dopo, vennero licenziati e sostituiti da due giovani apprendisti del centro Italia. Assunto il delicato impegno, si dette corpo e anima al lavoro e alla collaborazione, per costruire un rapporto lavorativo: sereno e non di guerra fredda, come prima. 29

Scrisse un cartello attaccandolo al muro del laboratorio: con le parole di: consapevolezza, intelligenza, umilt e professionalit. Strapp un bravo al datore di lavoro che condivise lidea. Pasticcini al terrone Un marted della prima settimana di giugno 1961 con cielo coperto e temperatura un poco rigida; alle cinque del mattino, Pinu era appena entrato nel laboratorio, quando sent aprire la porta con violenza e vide entrare i due pasticceri piemontesi: Giovanni e Paolo, che con aria minacciosa, lo assalirono verbalmente accusandolo di essere stato il responsabile del loro licenziamento. Parole offensive e vessatorie scagliate con violenza, contro il terun fu aggredito fisicamente spingendolo verso limpastatrice appena messa in marcia. Ricordati ... che in due ti mettiamo dentro limpastatrice e fare un pastone ricavando dei pasticcini al terrone! (detto in dialetto piemontese.) Fu assalito da uno spavento indescrivibile. Si sent vittima di una tragedia imminente. La fortuna volle che si trovasse vicino al tavolo di lavoro con sopra un matterello lungo e di legno di faggio, che in un baleno lo afferr stringendolo saldamente alle mani, affrontandoli, deciso a colpirli. Pinu, si sent, in quel momento una cintura nera del karat, dicendogli ad alta voce: Appena fate una mossa, una testa di voi due, sar in due pezzi! I muscoli erano tesi al massimo e il colore del viso era rosso come un peperone di Fossano. (Luogo agricolo piemontese dove coltivano tanti peperoni.) Vedendo le intenzioni del meridionale, i due si guardarono in faccia e, girandole il culo uscirono borbottando e sbattendo la porta dileguandosi a grandi passi. Subito dopo arrivarono gli aiutanti, e dopo ancora, il titolare. Not sul viso di Pinu, che qualche cosa era successo. Spiego a tutti i presenti quello che era successo e malgrado la giovane et, 30

scoppi in un pianto liberatorio chiedendosi: Cosa ho fatto di tanto male? Perch se la prendono sempre con gli individui armati solamente di buona volont e in cerca di miglioramenti esistenziali? E lo scotto che bisogna pagare: diceva, qualcuno e perch? Gli aiutanti e il titolare promisero al suo amico che mai pi e nessuno avrebbero molestato lonesto e coraggioso lavoratore. Ladruncoli di uova Agli albori degli anni sessanta nella Italia tutta: il ceto a basso reddito e coloro che non avevano una pur minima professione, soffrivano veramente la fame e povert. Essi erano in perenne ricerca di qualcuno le potesse dare un lavoro anche a giornata, infatti: nei magri periodi tanta povera gente, era spinta malgrado loro! alla refurtiva pur di sfamarsi. Il topo gradisce luovo Anche Pinu, assistette alla refurtiva commessa non da poveri uomini ma da animaletti che aveva conosciuto precedentemente; ovvro, da grossi topi. Sempre nella pasticceria a Saint Vincent, la mattina mandava il ragazzo a prendere le uova nel magazzino o ripostiglio attiguo al laboratorio. (Fonte immagine: iloveeverythingmouse. blogspot.com) Il luogo era fresco e uova latte e burro erano sistemati li in attesa di essere adoperati. Le uova erano in plateau (contenitore da 30 uova). Pinu, not che nei contenitori a contatto con il pavimento, alcune mattine ne mancavano uno o due di uova, si chiese, e disse al garzone. Come mai mancano le uova dal plateau? Non le so dire nulla Signor Pino! Per vederci chiaro, Pinu, sistem lui il contenitore con trenta uova la sera. Trascorsa la notte, il 31

mattino dopo alle ore 5e30 aprirono la porta del ripostiglio e con la luce della torcia a pile illuminarono le uova e che cosa videro? Videro un grosso topo disteso supino sul pavimento con un uovo sopra la pancia stretto con le quattro zampine; un altro topo lo trascinava tirandolo per la coda; ma, alla vista della luce si sono dileguati velocemente con luovo che rotolava per i fatti suoi. Guarda un p - disse Pinu al ragazzo - Ecco chi sono i ladruncoli. Non si credeva a quella scena. Quando alle sei arrivarono gli altri lavoranti e si raccont il fatto ci fu una lunga risata collettiva che durante la giornata venne ricordata diverse volte alleggerendo anche la fatica del lavoro. Riviera delle Alpi - 1961 Nella cittadina termale e del casin de la valle; il pasticcere si trov bene con tutti, dimentic gli spiacevoli episodi e continu il suo itinerario lavorativo e di ricerca. Ogni cosa per lui era sempre un motivo da riflettere e trarre un suo ragionamento. Intanto immagazzinava notizie nuove nel cervello o magazzino mentale. (Chiamalo come vuoi!). Nelle prime giornate che si pot permettere di fare qualche passo a piedi nel vicino Viale Piemonte vide, proprio allinizio, un cartello stradale con il nome del paese termale con sotto la scritta Riviera delle Alpi. Rimase incuriosito del perch era scritto riviera quando il mare della Liguria si trova a 350 chilometri di distanza. Non si os a chiedere ai conoscenti il perch di quelle parole, immaginava che le rispondessero con una risata beffarda. Lui, non si dette per vinto e and a cercare sul libro Storia della Valle dAosta il perch di quel nome attribuito. Leggendo, seppe che riviera delle Alpi si riferiva al clima sempre mite e in particolar modo nel periodo invernale. Questo dovuto anche grazie alla posizione soleggiata e riparata dal maestoso monte Zerbion e dai venti freddi del nord che passano sopra le varie cime dei monti vicini. 32

La pittura Nei giorni avvenire e alleggeritosi dal peso del lavoro e, sicuro della totale sicurezza nel laboratorio assieme allarmonia che regnava tra i colleghi, non tard a comperarsi una modestissima attrezzatura da pittore con un cavalletto, delle tele 30 x 20 e una cassetta completa di tutto loccorrente per dipingere. Quando aveva la mezza giornata di riposo partiva a piedi per i dintorni di Saint Vincent alla ricerca di angoli pittoreschi. I bozzetti che riuscivano bene, li regalava volentieri, ai conoscenti e amici. Successivamente acquist anche i volumi di storia dellarte e tecnica di pittura e disegno. Questi le dettero le basi e le conoscenze necessarie per potere affrontare con maggiore affinit la desiderata e fantastica arte. In seguito il neo pittore, veniva a conoscenza di persone e amici che ne sapevano di tutto e di pi di lui. Egli, rimaneva attento ad ogni cosa dicessero e parlassero di quelle cose che le interessavano. La cittadina termale ospitava quasi tutti i mesi dellanno famosi personaggi del pennello, artisti conosciuti e dilettanti. Loro, soggiornavano negli alberghi e pensioni per due settimane circa; di giorno uscivano con la loro attrezzatura e verso sera rientravano con delle tele abbozzate; per poi completarle in seconda seduta. Tutto il territorio si prestava molto bene ad essere oggetto di pittura, ma la zona preferita era quella della collina che sovrasta Saint Vincnt fino al Colle di Joux. I villaggi adatti erano quelli di Moron, Valmignanaz, Salirod e Amay animati dai loro personaggi di campagna compresi alcuni animali tanto utili ai valligiani Valdostani. Questi erano i soggetti preferiti degli artisti. 33

In seguito: anche Pinu, approd nella riserva privata dei pittori veri, provenienti da Torino, Ivrea, Milano e Genova. In una delle sue uscite con la sua striminzita attrezzatura da dilettante e mentre era intento a disegnare uno scorcio del villaggio di Moron e in compagnia di un suo vero amico proprietario della pensione Ferrr che vedendolo disegnare con sicurezza e immediatezza le disse: Sai Pino, io ritengo che opportuno farti conoscere il grande pittore valdostano che abitava proprio qui nella cittadina del Casin. Due giorni dopo lo port nel suo modesto studio e abitazione nel cuore del paese. Era un vicolo che collegava la strada centrale con la sovrastante piazza Zerbion.

Fonte: http://www.italomus.com/

A met vicolo e alla sua sinistra uno scalino e un pianerottolo con ringhiera in legno colorata di verde dove una portafinestra dava allinterno di una modestissima stanza adibita ad atelir con un cavalletto da studio vicino alla portafinestra. In genere i pittori si servono di quella postazione per sfruttare la luce naturale molto indicata per illuminare le tele da lavoro. In quella occasione il Maestro Italo Mus stava lavorando su una tela grande circa 60 x 50 dando le ultime pennellate al dipinto. 34

Il soggetto era: un interno molto umile con un grande camino semi affumicato,un trave di larice annerito dal fumo posto trasversalmente sopra il focolare acceso. Sopra, un paiolo molto annerito dal fumo che penzolava sopra la tenue fiamma. La parte alta del trave fungeva da mensola, sopra: una vecchia ciotola di argilla smaltata di bianco paglierino e semirotta. Al lato destro, uno sgabello in legno con tre piedi e una alta spalliera che dava laspetto di una sedia monolitica. Una figura femminile di vecchietta con in testa una cocolla (berretto di lana contadinesco) intenta a sbucciare patate e posarle dentro unaltra ciotola pi grande sopra larghe tavole che formavano il pavimento. Davanti al camino un vecchietto che indossava in testa un cappello tipo borsalino con una fascia al centro di colore nero, una camicia chiara e un gil grigio. Al centro vita, si intravedeva una cinta di cuoio invecchiata, appesa ad essa, una roncoletta (coltello da contadini per le potature) a forma di mezzaluna. Italo Mus (1892-1967)
Fonte: www.italomus.com/

Indossava un pantalone di velluto color marrone. Il vecchietto aveva la gamba sinistra retta; mentre la destra era piegata in su con il piede poggiato sopra lo scalino del camino. E ... mentre dava le ultime pennellate al pezzo di muro accanto il camino; il Maestro Italo Mus, disse ai due visitatori: La scena che sto per finire; da tempo che staziona nel mio cervello, aspettavo il momento giusto, per trasferirla su tela.

Il Maestro parlava volentieri, e intanto passava il pennello da un punto a laltro della tela.

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Pinu, era estasiato: e, nel sentire parlare lartista, e, dal sentire lodore dei colori ad olio con lessenza di trementina che evaporava da un bicchiere,quando puliva i pennelli. Pinu, immagin di essere il suo allievo: sognava, fantasticava; insomma era contento e non osava interrompere il Maestro. Lo guardava di profilo e le sembrava di avere di fronte un grande pittore del neorealismo o impressionismo francese come: Boldini o Renoir. Ad un certo punto, il Maestro guard il giovane dilettante e le disse: I soggetti che trovo nella mia Valle dAosta, non li trovo altrove. Sovente trascorro delle ore a contatto con i contadini, allevatori e nel loro ambiente pastorale. Poi mi immergo nei paesaggi con gli umili personaggi degli alpeggi e delle frazioni di montagna. Quella visita al grande Maestro lasci un forte segno nella mente e nellanimo di Pinu. Per alcune notti, pensava , gli occhi vedevano tante cose, tante tele abbozzate e si diceva. Come mi piacerebbe essere un giorno bravo come il Maestro che ho appena conosciuto! Non lo sar mai, come Lui! Mostra dellartista simbolo della Valle dAosta Italo Mus al Castello Gamba di Chtillon

dipinto_italo_mus.jpg, visitchampoluc.it

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Ancora una volta si trov di fronte alle due fatidiche vie ma ne doveva sceglierne una, e quale? O larte pittorica o quella dolciaria. Non stato facile! ... Nella prima si dovevano affrontare tante spese e incertezze. Nella seconda aveva gi uno stipendio mensile e sicuro. A malincuore decise per larte dolciaria; ma non dimentic mai la pittura. Caminito Tango Passavano i mesi lavorando nella pasticceria Gulus ubicata proprio allinizio della cittadina termale. Sopra il laboratorio cera il ristorante Hotel Ponte Romano che prendeva il nome dal vero ponte che costruirono i romani allepoca del loro impero e permanenza in Valle dAosta. Il ponte si trova a poche centinaia di metri dallalbergo. (Oggi si possono vedere, soltanto poche pietre e marmo bianco di unarcata che sovrastava il torrente alpino.) Ponte Romano a Saint-Vincent

Foto: 2005 Massimo Martini

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Lalbergo fu rilevato pochi mesi prima che Pinu andasse a lavorare nella sottostante pasticceria. I gestori provenivano da un paesino dellalta Valle dAosta. Avise era il suo nome. Una famiglia composta da padre,madre, e i due figli Emilio e Luciana. Unit familiare di spiccata origine valdostana, molto educata e gentile; persone veramente adatte al mondo turistico. Ricorda Pinu, i sorrisi sempre pronti del pap la mamma i figli che sprigionavano anche bont e democraticit da tutti i pori della pelle. Per il pasticcere stato facile trovare stima e veri amici che dur per diversi mesi. Un bel giorno e prima della stagione estiva nella pausa pomeridiana e serale, (dopo cena!) Pinu, sent suonare cos bene una fisarmonica, che riconoscendo i motivi delle musiche assai familiari alle sue orecchie come i brani del Carnevale di Venezia Valzer, La Miliavacca, Mazurca, e il famoso Tango, Caminito. Musiche e motivi a lui, assai conosciuti che suonava al suo paese con il quintetto Polizzi. Non sapendo che il figlio dei gestori si esercitava alla fisarmonica: le venne in mente il suo amico Tot Chinese che suonava la fisa nel complessino, e pens: Stai a vedere che il mio amico di Polizzi venuto a farmi una bella sorpresa? ... Era di sera quando sent risuonare gli stessi motivi, si tolse il grembiule da lavoro si mise la giacca a vento e si precipit al piano superiore e andare a vedere chi suonava cos bene la fisarmonica. Era, EZIO che seduto su una sedia di legno con davanti a se un leggio con sopra alcuni spartiti musicali che; abbracciando la fisarmonica a 120 bassi di color rosso bord, riemp la stanza di quelle note melodiche e ritmiche delle celebre musiche. Pinu, rimase cos sorpreso e allibito tanto che terminata lesercitazione musicale; si compliment per la sua bravura. Il giovane musicista Valdostano le fece ascoltare alcuni brani del suo repertorio dicendogli che aveva da poco terminato i corsi di musica leggera e preso il diploma ad Aosta e al CRAL COGNE.

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A sua volta Pinu, le disse che anche lui aveva fatto parte di un complessino musicale ed era a conoscenza e affezionato a quelle musiche appena sentite. --- Io per suonavo la chitarra classica; disse ed ero un discreto accompagnatore. Insomma; tra i due musicanti nacque una nuova e vera amicizia. La fabbrica - 1962 Alcuni mesi dopo il proprietario della pasticceria GULUS disse a Pinu che trasferiva il laboratorio da Saint Vincent e Hone Bard, perch aveva a disposizione un caseggiato di sua propriet. Pinu, era in attesa della chiamata alla leva militare e non si impegn a seguirlo in un altro luogo a lui sconosciuto. Intanto il pap del fisarmonicista conobbe il proprietario dellIndustria Dolciaria di Aosta fornitore di quasi tutti i negozi e rivendite di alimentari e panifici della Valle. Pinu fece chiedere se potevano assumere un bravo pasticcere fino alla data di partenza per la naia. 15 mesi di ferma militare dovevano trascorrere. Lindustriale accolse la proposta e Pinu qualche settimana dopo, si trasfer ad Aosta per iniziare a lavorare nella fabbrica di dolci e panettoni. Moderna Industria Dolciaria

Fonte: gtresearchnews.gatech.edu

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La chiamata per il militare di leva ritard di un Anno favorendo il continuo lavoro nel grande laboratorio. Limpegno era al massimo livello, si fece conoscere per linteressamento alla produzione, alla puntualit, e alla capacit di vedere e sapere sempre di pi. Certo!! I primi mesi era attanagliato dal terrore di imbattersi con dei colleghi poco democratici e poco comprensivi. Infatti: nelle prime settimane di lavoro nulla accadde. Per egli notava un certo distacco, sguardi poco amichevoli, e scetticismo; da parte di tutti i colleghi. Solo uno si dimostr favorevole ad accettare un siciliano; comprenderlo e suscitarle amicizia. Il grande Amico era Gino Villn, figlio di genitori Veneti. Lui era appena rientrato in fabbrica dopo avere terminato il servizio militare. Le prime parole e consigli senza cattiveria, furono dal grande GINO. Successivamente dal capo pasticcere Signor Franco di Cuneo che dirigeva il laboratorio. Gino era sempre con un mezzo sorriso sulle labbra, pronto ad aiutarti e consigliarti. Per il nuovo arrivato, stato di grande aiuto, trovare un collega di lavoro bravo e gentile: un vero altruista un vero amico Sempre pronto alla battuta scherzosa. Siciliano per giunta Quasi tutti i lavoranti possedevano una bicicletta o un motorino: soltanto due persone avevano le macchine; il capo pasticcere che aveva una Seicento FIAT, e un altro lavorante con la Fiat Cinquecento. Pinu si faceva a piedi quasi un chilometro di strada, per andare e venire dal lavoro a casa. Diverse volte vedeva passare i suoi colleghi a bordo di motorini o bici ma ... Mai nessuno si fermava per dirgli di salire sul sellino posteriore e dargli un misero passaggio ... Il percorso era lungo: dal centro di Aosta e dallAlbergo Alpino, fino sopra lOspedale Mauriziano dove cera la industria dolciaria. 40

Quando il tempo era bello e clemente il tragitto era piacevole: per a volte il tempo era brutto o pioveva o soffiava vento e allora le cose erano assai diverse. Ben due volte si scaten il temporale a met tragitto facendolo arrivare a casa o al lavoro bagnato come un pulcino e anche stanco!... Ma la giovent, (dicevano i vecchi!) Supera ogni cosa. A volte per, non superava lo scoraggiamento e lindifferenza degli altri. Natura morta con panettone

Pino Albanese Olio su tela Negli spogliatoi tutti avevano un armadietto di metallo per tenere dentro i grembiuli camiciotti e scarpe da lavoro. Pinu no! ... Le sue poche cose li metteva sopra il davanzale di marmo della finestra, quante volte al mattino presto non trovava le sue cose, doveva cercarsele o andarsele a prenderle fuori perch qualcuno si divertiva a buttarle fuori dalla finestra e farle degli ignobili dispetti al nuovo arrivato siciliano per giunta! Egli si domandava. -- Ma perch si divertono in quella maniera? Pi avanti cap che era solo frutto di grande ignoranza e meschinit. La terza volta chiese al suo amico Gino, come potere reagire ai dispetti. Le consigli di andare a parlarne con il titolare della industria dolciaria. Cos stato, chiamati tutti a rapporto facendo presente il caso poco piacevole, ben presto venne fuori lautore del meschino gesto. Che si scus promettendo che non si ripeteva pi il miserabile dispetto. 41

Pochi giorni dopo, fu aggiunto un armadietto con grembiuli nuovi e poter mettere dentro le scarpe da lavoro. (Da quel giorno in poi, nessuno os fare dispetti a Pinu.) Il lavoro nella grande azienda continu armoniosamente, Pinu si impegn sempre di pi; anche perch il lavoro le piaceva molto. Veramente era del tutto diverso e impostato diversamente. Composizione Fantasia di Pinu

Il capo; dava il compito secondo la capacit. I pi bravi preparavano i dolci pi delicati con le creme e panna montata: mentre altri si dedicavano alla biscotteria varia. Altri ancora compreso il capo pasticcere; si dedicavano alle paste al lievito naturale, cio; panettoni, colombe, pan del nonno e brioche. Pinu, chiese se poteva fare da aiutante alle varie categorie di lavorazione. Perch voleva conoscere quasi tutti i meccanismi di produzione. Fu accontentato! Non ebbe difficolt a memorizzare ogni cosa: anche dei segreti. 42

Un sabato mattina vollero metterlo alla prova. Loro non sapevano che Pinu, conoscesse il disegno, e le dissero se sapeva decorare delle torte alla crema con qualche soggetto estivo. Pinu rispose: Cercher di accontentarvi, spero. Dodici torte in fila indiana erano sopra il lungo tavolo da lavoro. Egli not che cera un certo fermento di tutti gli operai vicino le torte. Credevano di ridere alle spalle del nuovo arrivato non in grado di decorare le dodici torte, ovvro, di fare una striminzita decorazione da vero apprendista. Dopo un momento di riflessione artistica. Pinu riemp un cornetto di cioccolato fuso e tracci senza esitazione il profilo di una paniere di vimini con manico, (o cesta di vimini porta fiori) piena di steli con fiorellini da campo e relative foglie verdi. Disegnino, nel centro delle torte, con attorno un filo di decorazione rotondeggiante in crema al burro. Tutti gli occhi dei colleghi erano puntati sia pure discretamente nelle mani di chi dirigeva il cornetto di cioccolato (piccolo imbuto di carta per decorare) tracciando con disinvoltura il disegno. Tutta loperazione dur poco: grazie, alla destrezza del disegnatore siculo. Anche i Signori; Franco e Gino Villn ammirarono il lavoro finito ma, nessuno fiat! ... Increduli per la riuscita. (Non se la aspettavano!) I complimenti li fece soltanto il figlio del Titolare della Industria Dolciaria e alcuni giorni dopo le ragazze addetti allincarto. Da quel momento in poi Pinu era sempre tra il capo e il vice pasticcere. Si sono abbassati gli sguardi malefici e i pregiudizi negativi nei riguardi di Pinu. Egli tir un profondo sospiro di contentezza e gioia; perch, no! Gli si apr il cuore; quel povero cuore solo indifeso odiato e bistrattato da tutti i settentrionali, di quel periodo. Le venuto in mente, il famoso detto. Bisogna prima dare, e poi ricevere, non vero? Il primo pasticcere Signor Franco era un uomo della terza et e proveniva dalla Provincia di Cuneo. Professionalmente molto 43

bravo ma tanto taciturno e diffidente particolarmente con i nuovi arrivati. Ricco di esperienza dolciaria; in particolar modo nella lavorazione delle paste al lievito naturale,come panettoni e colombe; sapeva di tutto, dalle sue mani uscivano dei veri capolavori. Incuteva timore ed era poco democratico; gli ordini di lavoro li dava al secondo pasticcere che era allopposto di lui. Pinu, voleva dialogare e chiederle dei consigli, avendo visto che era una persona molto preparata, ma! Non si osava tanto, aveva paura che lo trattasse male. Che fare? Aspettare ancora qualche giorno e sperare in bene. E cos fu. Enzimi saccaromiceti La settimana successiva e con un poco di timore Pinu chiese: Signor Franco, perch non tutti i pasticceri conoscono il processo della lievitazione naturale? Dopo uno sguardo ad occhi fissi e minacciosi; ma con un mezzo sorriso sulle labbra rispose: Sai, questa domanda non me la fatta mai qualcuno. Per ti posso dire, che molto difficile ma anche molto facile in quanto bisogna conoscere bene la vita degli enzimi saccaromiceti, cio quella grande famiglia di microscopici batteri buoni che nascono crescono e muoiono in pochi secondi trovando favorevole: temperatura, umidit e farina adatta alla loro vita (Processo Fisico Chimico). Da quel giorno, lapparente burbero piemontese, inizi a fare domande al neo pasticcere siciliano e, probabilmente si sar chiesto: in fondo anche le persone del sud hanno una intelligenza, un interessamento, unanima e un cuore. Successivamente si form un sodalizio amichevole di reciproco rispetto. Pinu, fu invitato ai vari spuntini di fine settimana, nelle svariate trattorie del circondario di Aosta. Assieme allamico Gino si recavano, le Domeniche mattina, nei boschi valdostani, in cerca di funghi commestibili e anche porcini, quando si trovavano!

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Saccharomyces cerevisiae Il lievito da cucina (Saccharomyces cerevisiae) deriva originariamente dal lievito di birra della lievitazione superiore. Attraverso un processo di selezione si ottengono diversi lieviti utilizzati in campo alimentare.
(http://www2.biomed.cas.cz)

Anni dopo il capo vendette a Pinu la sua macchina: una Fiat Seicento prima serie di colore celestino e bianco allinterno con numero di targa AO - 6430. Si interess a farle trovare in affitto, un piccolo alloggio vicino il posto di lavoro. Il secondo pasticcere Gino era molto simpatico ma sfott; divenne il migliore amico di Pinu. Impar molte cose da lui. Due o tre volte la settimana terminata la giornata lavorativa, si fermavano al Bar Pessin di fronte lOspedale Mauriziano per uno spuntino accompagnato da vino bianco secco del Trevigiano. Nelloccasione si trascorreva unora di simpatica amicizia dimenticando la fatica delle nove ore di duro lavoro. Nella industria dolciaria, il lavoro e le conoscenze proseguirono armoniosamente; anche, nel pieno delle novit dolciarie. La conoscenza della tecnica lavorativa e produzione delle paste al lievito fu per Pinu, come una manna caduta dal cielo. Egli, si impadron del difficile processo fisico chimico della pluri lievitazione e successione oraria degli impasti. Essere a conoscenza di tale tecnica, significa per un pasticcere giungere vicino al traguardo ed essere in grado di affrontare certi lavori in scala industriale. Ti pare poco? Il siculo ci teneva tanto ad impadronirsi di quella tecnica perch per avere la 45

qualifica di 1 pasticcere stampato sul libretto di lavoro, si doveva conoscere quella indispensabile caratteristica lavorativa. Chiamata al servizio militare - 1962 Finalmente: un giorno di inizio marzo 1962 un postino di Aosta, consegn in ufficio della ditta una cartolina di colore rosso intestata a Pino Albanese, con recapito (Industria Dolciaria Aosta) che le venne consegnata prima di uscire per la pausa pranzo. Leggendola immediatamente, vide la destinazione nella cittadina di Fossno in Piemonte vicino a Torino e non lontano dalla Valle dAosta. E disse. --- Meno male!.. Mi hanno destinato vicino alla valle pi bella dItalia Trascorsero ancora due giorni. Pinu si apprest a preparare i bagagli e al terzo giorno, terminata la giornata lavorativa, salut i suoi colleghi e i titolari della industria dolciaria che le promisero la certezza del lavoro il giorno dopo il congedo dal servizio militare qualora lo desiderasse. Contento di tutto ci, nel tardo pomeriggio, Pinu sale sul treno diretto a Torino e alle 21 e 30, parte per Palermo con il famoso convoglio Freccia del Sud. Proprio quel treno che lo port in alta Italia nel 1958.

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Giuseppe Pinu Albanese Giuseppe Albanese, Pinu, pasticcere, pittore, chitarrista e film maker, autodidatta, racconta se stesso senza pudori, in un italiano diretto, molto personale. Come nella scrittura tecnica il testo si caratterizza per chiarezza, concisione, organizzazione/ comprensivit, lasciando allultimo posto la grammatica e le convenzioni del cos detto italiano corretto. Lautobiografia copre gli ultimi quattro decenni del XX secolo: i favolosi anni 60 che si concludono con le rivolte del 1968 e il primo allunaggio; gli anni 70 del terrorismo; gli anni 80 dellautunno delle nazioni con la caduta del muro di Berlino; gli anni 90 - alba dell'era dell'Informazione - che si concludono con la nascita di Google e lintroduzione dellEuro. Pinu nel 2001 si ritira dal lavoro; diciannovenne, il 12 novembre 1958, aveva lasciato la natia Polizzi Generosa nel parco delle Madonie, in provincia di Palermo, Sicilia, per realizzare un sogno professionale e di vita nel profondo nord, in Valle dAosta alle pendici del Monte Bianco.

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