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14/11/21, 02:10 Vaccini Covid?

Qui non c'è scienza, solo business - 5LB Magazine - notizie e 5 Leggi Biologiche

ALLTRIALS, D: COVID19, T: NEOFITI, VACCINI

Vaccini Covid? Qui non c'è scienza,


solo business
 NOVEMBRE 05, 2021    MAURO SARTORIO 

Peter Doshi in una conferenza nei primi di novembre 2021 sulla (non) trasparenza dei dati intorno
agli studi sui vaccini Covid19.
Il doppiaggio in italiano non è di grande qualità (voce di Mauro Sartorio), abbiamo fatto il possibile
per renderlo più fruibile.
Qui il video in lingua originale, più sotto la trascrizione completa.
Qui invece un nostro commento al video.

Buongiorno sono Peter Doshi, faccio parte della facoltà dell'Università del Maryland e sono
redattore del BMJ. Non ho conflitti rilevanti di interesse e i miei commenti di oggi sono a titolo
personale.

Nella formazione in farmacologia insegno un corso obbligatorio su come valutare criticamente la


letteratura medica.

su come andare oltre un abstract di studio e iniziare a discernere e valutare
Formiamo gli studenti
criticamente gli studi biomedici, non solo prendendoli così come arrivano. 
Voglio usare i miei cinque minuti qui per mettere in campo lo spirito di pensiero critico.

Sono rattristato di quanto siamo saturi, come società in questo momento, dell'atteggiamento
del "lo sanno tutti che..." che ha spento la curiosità intellettuale e ha portato all'autocensura. 
Quindi lasciatemi iniziare con alcuni esempi del "lo sanno tutti..." di cui non sono certo che
dovremmo essere così sicuri. 

UNA PANDEMIA DI NON-VACCINATI?

- "Lo sanno tutti" che questa è una pandemia di non vaccinati. 


Ma se i ricoveri e i decessi si verificassero esclusivamente nei non vaccinati, perché sarebbero
necessari nuovi richiami vaccinali? 
O perché le statistiche sono così diverse nel Regno Unito, dove la maggior parte dei ricoveri e dei
decessi per Covid sono tra persone completamente vaccinate, come ha detto il senatore
Johnson?

C'è una disconnessione, è qualcosa di curioso, c'è qualcosa che non va facendo i conti, e
dovremmo chiederci tutti:

È vero che questa è una pandemia di non vaccinati? Che cosa vuol dire?

I VACCINI PER COVID SALVANO VITE?

Poi c'è questo: "lo sanno tutti" che i vaccini Covid salvano vite, infatti lo sappiamo dall'inizio del
2021, gli studi clinici lo hanno dimostrato, come potete vedere qui nella citazione di un articolo di
febbraio nel giornale dell'associazione medica americana.
Ma è vero? 

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Quando quella dichiarazione di importanti funzionari pubblici sanitari è stata scritta, c'era stata
solo una morte, una morte tra i 70.000 partecipanti agli studi Pfizer e Moderna. 
Oggi abbiamo più dati, e potete vedere che c'erano numeri simili di decessi nei gruppi vaccinati e
placebo.
Gli studi non hanno mostrato una riduzione della mortalità, neanche per morti da Covid. 
Al contrario di altre cause le prove sono fragili, con solo due decessi nel gruppo placebo contro
uno nel gruppo vaccinato.

Non è che io sappia la verità su cosa il vaccino possa e non possa fare, il punto è che quelli che
avevano affermato che fosse dimostrato che i vaccini sono molto efficaci nel salvare vite si
sbagliavano. Gli studi non hanno dimostrato questo.

LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE È NOVAX

Ora parliamo di NOVAX.


"Lo sanno tutti" che non devi dare credito a cosa gli anti-vaccinisti
hanno da dire, ma cosa significa il termine?
Il dizionario Merriam-Webster lo definisce come "una persona che si
oppone all'uso di vaccini o all'obbligo di vaccinazione".
La prima parte della definizione era prevedibile, la seconda parte mi
ha sbalordito.
Ci sono interi paesi, dal Regno Unito al Giappone, che non
impongono i vaccini per l'infanzia, entrambi raggiungono alti livelli di
vaccinazione, senza alcun obbligo vaccinale.
Non ci sono obblighi lì e scommetto che una grande minoranza, forse una maggioranza, della
popolazione mondiale, soddisfa la definizione data qui di NOVAX. 

FARMACI O VACCINI?
Un'altra definizione che vale la pena controllare è quella di vaccino. 
Io sono uno di quegli accademici che sostengono che questi prodotti a mRna, che tutti chiamano
vaccini, sono qualitativamente diversi dai vaccini standard, e così ho trovato affascinante
apprendere che Miriam-Webster ha cambiato la sua definizione di vaccino all'inizio di
quest'anno.
I prodotti mRna non soddisfano la definizione di vaccino in vigore da 15 anni, ma Merriam-
Webster ha ampliato la definizione in modo tale che i prodotti mRna siano ora vaccini.
Lo sottolineo per fare una domanda: come potresti pensare di rendere obbligatori i vaccini contro
il Covid se non li avessi chiamati vaccini? 
E se queste iniezioni fossero chiamate farmaci, invece? 
Quindi, ecco lo scenario: abbiamo questo farmaco e abbiamo le prove che non previene
l'infezione né ferma la trasmissione del virus, ma si ritiene che il farmaco riduca il tuo rischio di
ammalarti gravemente e morire di Covid.
Prenderesti una dose di questo farmaco ogni sei mesi o giù di lì per il resto della tua vita?
Se è quello che vuoi affinché il farmaco rimanga efficace, non prenderesti semplicemente questo
farmaco per te stesso ma sosterresti un obbligo normativo affinché tutti gli altri intorno a te
prendano questo farmaco?
O invece diresti "aspetta un attimo"? 
Forse diresti che, se questo è tutto ciò che fa il farmaco, allora perché non usare una medicina
normale, di quelle che prendiamo quando siamo malati e vogliamo stare meglio? Perché renderla
obbligatoria?
Il punto è: solo perché chiamiamo una cosa vaccino, non significa che dovremmo desumere
che i nuovi prodotti siano come tutti gli altri vacciniobbligatori dei bambini. 
Ogni prodotto è un prodotto diverso, e se alle persone va bene che venga imposto qualcosa
semplicemente perché: "è un vaccino, abbiamo già reso obbligatori altri vaccini, perché non
dovremmo rendere obbligatorio anche questo?", penso che sia il momento di iniettare un po' di
pensiero critico in questa conversazione e questo è quello che spero riusciremo a fare oggi.
Grazie.
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Linda Wastila
capo della farmacologia geriatrica in Parke-Davis e direttore di ricerca per Peter Lamy Center on
Drug Therapy and Aging, University of Maryland.

LE FALLE NELLA VACCINOVIGILANZA


Voglio spendere qualche minuto per parlare sulla scienza della sicurezza dei vaccini.
A meno che tu non abbia a che fare con una sostanza inerte, ogni prodotto ha effetti collaterali, e i
vaccini Covid19 non fanno eccezione. 
Purtroppo il discorso pubblico sulla sicurezza di questi vaccini è stato semplificato da frasi che
vogliono riassumere un tema complesso in una sola parola: "SICURO".

Il CDC afferma che milioni di persone hanno ricevuto vaccini Covid19 sotto il più intenso
monitoraggio per la sicurezza della storia degli Stati Uniti. 
L'impressione è che il sistema sia così finemente controllato che possa trovare anche un ago
in un pagliaio. 
Quindi se i funzionari non hanno trovato qualcosa, bene, allora significa che non deve essersi
verificato.
Temo che non sia così.
Per prima cosa, i tempi per effettuare le ricerche e stabilire un danno sono lenti. 
Prendi la miocardite. Ci sono voluti quattro mesi nella campagna di vaccinazione, in Israele, per
riconoscere questo effetto collaterale.
Questo nonostante il fatto che la miocardite generalmente colpisca entro pochi giorni dalla
somministrazione. In particolare dopo la seconda dose. 
Quindi le persone stavano sperimentando questi effetti collaterali da mesi, prima che i funzionari
riconoscessero il vaccino come causa. 
Questo ritardo nel rilevare, ricercare e riconoscere effetti collaterali è normale ed è devastante.
I pazienti presenti a questo incontro oggi lo sanno, conoscono la devastazione in prima persona. 
Ma è anche devastante perché, a meno che non si riconoscano i danni subito dopo che si
verificano, non puoi usare quella conoscenza per prevenire danni alla prossima persona che sta
per essere vaccinata. 

LE MIOCARDITI

Rimango sbalordita quando sento le persone descrivere la miocardite come un effetto


collaterale accettabile, soprattutto per i giovani, perché la miocardite è pericolosa per la vita ed
è una condizione invalidante.
Negli Stati Uniti 10.304 segnalazioni di miocardite sono stati registrati nel VAERS; di questi più del
20% è di età compresa tra 12 e 32 anni.
Se pensate che il rischio di miocardite non sia grave, considerate questo: la sottostima delle
segnalazioni sottoposte al VAERS è una cosa seria, si pensa che solo dall' 1 al 10% di tutti gli
eventi avversi gravi da vaccino che si verificano siano effettivamente segnalati. 
E considerate questo: siamo passati ai booster (terza dose) nonostante i dati suggeriscano che il
rischio di miocardite aumenti con l'aumento delle dosi.
Ciò è confermato dai dati di VAERS, questi sono i numeri di miocarditi dopo due dosi. Quali
numeri di miocarditi avremo dopo tre o quattro dosi?
O cinque, o potenzialmente sottoposti ad una vita di vaccini mRna?
Ricordate che non conosciamo la prognosi a lungo termine della miocardite indotta da vaccino, se
il danno cardiaco è permanente. 
Perché non lo sappiamo?
TEMPO. Non abbiamo studiato abbastanza a lungo il problema.
Ci vuole tempo per discernere i problemi e tempo per comprenderli appieno.

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La vaccinazione di massa di nuovi prodotti priva di quel tempo prezioso.

LE MORTI

Parliamo di morti. Al 25 ottobre VAERS ha registrato negli Stati Uniti oltre 9000 segnalazioni di
decessi dopo la vaccinazione. 
A livello globale abbiamo superato i 17000 morti segnalati nel sistema VAERS.
Come può una persona pensante non guardare questi dati e chiedersi cosa diavolo sta
succedendo? 
Giustamente i critici notano che il VAERS non consente di valutare la causalità tra esposizione e
risultato. Infatti VAERS fornisce solo segnali, segnali importanti e necessità di ulteriori indagini sui
decessi segnalati.

La pagina web di CDC afferma: "una raccolta disponibile di informazioni cliniche, compresi i
certificati di morte, le autopsie e le cartelle cliniche non hanno stabilito un nesso causale con i
vaccini Covid19".
Voglio sapere: dove sono queste cartelle cliniche e referti autoptici? Sono stati pubblicati?
O sono pubblicati sui siti del CDC o FDA? 
Sono stati presentati alle riunioni VRBPAC e APEC?
In realtà una formale richiesta al CDC per avere informazioni sul follow-up di vari eventi gravi ha
confermato la mancanza di procedure per la verifica delle cartelle cliniche, delle autopsie o dei
certificati di morte o qualsiasi altro dato relativo ai decessi segnalati nel VAERS. 

VACCINAZIONE DI MASSA SENZA DATI


Il nostro procedere è in contrasto con quello norvegese, dove l'agenzia norvegese per i medicinali
ha richiesto una revisione indipendente di specialisti geriatrici dei primi 100 decessi verificatisi
dopo la vaccinazione. 
Nella loro analisi approfondita hanno trovato il 36% di decessi probabili, forse dovuti alla
vaccinazione.
Questi sono dati vitali, ma la cosa più importante che questo studio dimostra è che questo
procedimento dovrebbe già essere regolarmente implementato qui.
Ma non lo è. Stiamo prendendo decisioni critiche sulla vaccinazione di massa nelle popolazioni
vulnerabili sulla base di pochi o nessun dato. 
Nell'incontro VRBPAC della scorsa settimana, sulla richiesta EUA di Pfizer per i bambini 5-11 anni,
il membro del comitato e caporedattore del New England Journal of Medicine, Eric Rubin, ha
riconosciuto la scarsità di dati sulla sicurezza pediatrica affermando: "Non avremo i dati finché
non inizieremo ad usare questo vaccino". 
I nostri figli sono i dati.
Dobbiamo chiederci: Qual è lo scopo del VAERS e degli altri sistemi di dati di farmacovigilanza se
abbiamo obblighi?
Allora perché fare una sorveglianza post-marketing?
Il motivo non può essere quello di raccogliere più informazioni per fare una scelta personale
informata, perché con gli obblighi la decisione sulla vaccinazione è già stata presa per noi dai
governi, dalle scuole, dai datori di lavoro.
Dove la miocardite si verifica in un giovane su 500 o anche uno su 10.000, è discutibile
costringere le persone tra fare il vaccino o perdere il proprio posto di lavoro ed essere emarginato
dalla società.

Esiste una soglia segreta per interrompere gli obblighi?


Chi decide? Qual è il quadro nel quale prendono decisioni?
Non è l'immunità naturale, non è di certo l'immunità di gregge. 
Chi decide quale livello di rischio è accettabile per negare ad una persona di decidere per se
stessa cosa entra nel suo corpo?

L'intero punto della farmacovigilanza è fornire segnali che stimolino uno studio approfondito per
informare meglio le decisioni mediche.
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Gli obblighi e il lancio precipitoso di questi vaccini, dove gli individui non possono informarsi
perché sono già stati vaccinati, mina l'intero scopo di qualsiasi sistema di sicurezza dei vaccini.
Grazie.

Peter Doshi

senior editor al BMJ e professore di ricerca sui servizi sanitari farmaceutici all'Università del
Maryland.

QUI NON C'È SCIENZA, SOLO BUSINESS


Ok, proseguo il discorso del dottor Haley e sottolineo solo i punti sulla trasparenza dei dati.
Allora, nel video il dottor Healey ha detto che ciò che è sotto il cofano degli studi clinici Pfizer 
non è scienza, sono affari. 
Io ho esaminato gli studi clinici sponsorizzati dall'industria per oltre un decennio e tendo ad essere
d'accordo con il dr Healy: il business e il marketing spesso sembrano guidare le cose. 
Nel mio caso è successo dieci anni fa, nel bel mezzo di un'altra pandemia, l'influenza suina, e per
quattro anni abbiamo combattuto per accedere ai dati della sperimentazione clinica del farmaco
Tamiflu. 
Invece di un articolo di giornale di otto pagine che ci parlava di una sperimentazione clinica,
volevamo le 1000 pagine di studio interno aziendale, documenti che sapevamo fossero sotto la
linea di galleggiamento.
Il fatto che i dati di Tamiflu fossero inaccessibili è stato uno shock anche per i redattori di riviste
mediche.
Ho ragionevolmente pensato da allora che i dati siano fondamentali per il processo scientifico,
sicuramente devono essere disponibili. Ma non lo erano per il Tamiflu e non lo sono oggi
per i vaccini Covid.
Infatti se sei interessato ad analizzare i dati, per avere evidenze certe su Pfizer, dovrai aspettare
fino a maggio 2025 prima di poter anche solo richiederli alla società. 
Per Moderna, hanno recentemente detto che i dati "potrebbero essere disponibili con
pubblicazione dei risultati finali dello studio nel 2022", e poiché il procedimento non dovrebbe
ufficialmente finire fino a ottobre 2022, probabilmente stiamo parlando di fine 2022. 
Quindi, sì, il processo non è ancora terminato e sì, medici e ricercatori che vogliono vedere i dati
della sperimentazione clinica dovranno aspettare un altro anno da oggi prima di ottenere
l'accesso. 
Per JJ, provate a luglio prossimo. 

L'OCCULTAMENTO DEI DATI

Se non eravate a conoscenza che i dati erano inaccessibili sospetto che questo sia perché pochi
operatori sanitari e ricercatori sono abituati a condurre un'attività indipendente di revisione dei dati
grezzi, quindi ci sono poche proteste quando tali dati sono inaccessibili.
Allora, mentre ci viene detto di continuare a seguire la scienza, quello che stiamo seguendo non è
un processo scientifico basato su dati aperti. Stiamo seguendo un processo in cui i dati sono
trattati come segreti e dal mio punto di vista c'è qualcosa di molto poco scientifico riguardo a
questo. 
Temevo che saremmo finiti in questa situazione perché la segretezza dei dati, mi dispiace dirlo,
è lo status quo. 
Nel 2015 l'Istituto di Medicina ha pubblicato uno studio di consenso che chiede un cambiamento
culturale per cui la condivisione dei dati diventi la norma, non l'eccezione, ma non è cambiato
abbastanza.
Lo scorso agosto, prima di avere risultati da qualsiasi degli studi cardine sui vaccini contro il
Covid, sono stato coautore di un articolo con il dottor Healy per dire ai clinici e società
professionali che è necessario dichiarare in anticipo che non approveranno trattamenti o vaccini a
meno che vi sia completa trasparenza dei dati.
Il punto che sto cercando di dire è abbastanza semplice: i dati sui vaccini contro il Covid non sono
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disponibili e non saranno disponibili per anni.


Eppure non stiamo solo chiedendo, ma stiamo obbligando milioni di persone a prendere questi
prodotti. 
Qualunque sia la parola che volete usare per descrivere questa situazione, beh senza dati non è
Scienza.

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Autore: Mauro Sartorio


 
- Fondatore di 5LB Magazine, autore del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo, vice-presidente di
Salute Attiva Onlus, mi occupo di sviluppo dell'attenzione corporea. Data una certa
esperienza con la tecnologia, potrai incontrare spesso il mio alter ego digitale perchè è
molto esuberante.

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