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I Quaderni di “ConVersiamo”

a cura di Giuseppe Vetromile

La Poesia in diretta video


Incontri del
21/11/20 - 28/11/20 - 5/12/20 - 12/12/20 - 19/12/20 -
9/1/21 - 30/1/21 - 6/2/21

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano


nr. 57
La Poesia in diretta video di “ConVersiamo”
a cura di
Giuseppe Vetromile

Pubblicato da
© Circolo Letterario Anastasiano,
novembre 2021
Quaderno n. 57

Editing, grafica e impaginazione


Giuseppe Vetromile

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Gli Autori

(21 novembre 2020) Giovanni Balzano

(28 novembre 2020) Irene Sabetta

(5 dicembre 2020) Lucianna Argentino


Luigi Cannillo
Sonia Giovannetti

(12 dicembre 2020) Vittoria Caso


Tania Di Malta
Carmina Esposito

(19 dicembre 2020) Rita Pacilio


Annalisa Rodeghiero
Mara Venuto

(9 gennario 2021) Claudia Piccinno

(30 gennaio 2021) Viviane Ciampi


Carol Guarascio
Marco Righetti

(6 febbraio 2021) Elisabetta Bagli


Graziella Di Grezia
Libera Nasti
Giuseppina Palo

3
L’idea di organizzare degli incontri di poesia in diretta video mi è venuta spontanea
durante i lunghi periodi di “chiusura” per cautelarci dal contagio virale che ancora ci
preoccupa tanto e ci impedisce tuttora di svolgere una normale attività sociale senza
prendere le dovute cautele, come distanziamento, mascherine, eccetera.
In effetti, sfruttando le ottime possibilità che la tecnologia ci ha messo a disposizione,
realizzare questi incontri mettendo in comunicazione amici poeti residenti anche in città
lontane, è stato piuttosto semplice e nello stesso tempo utile e interessante. La mancanza
di un’atmosfera viva e immediata che soltanto un incontro “vero”, a contatto con gli altri,
può offrire, è stata compensata da questa faciltà e disponibilità di conoscere e tenere
collegate insieme voci diverse, da diversi luoghi e città, persino dall’estero.
Nel prossimo inverno, riprenderemo forse questa modalità di collegamenti video in
diretta, per condividere nuovamente le nostre letture e le nostre riflessioni poetiche stando
comodamente seduti alla propria scrivania, davanti al computer.
Nel frattempo, accanto agli incontri in diretta, mi è piaciuto realizzare anche i relativi
quaderni, nei quali ho raccolto i versi degli amici che, di volta in volta, hanno partecipato
a questi vari appuntamenti.
Il presente quaderno conclude il primo ciclo di incontri. Ringrazio gli autori che mi hanno
affidato i loro testi, qui di seguito riportati.
Buona lettura!

Giuseppe Vetromile

4
Incontro del 21 novembre 2020

GIOVANNI BALZANO
Del Tempo

Dalle gronde delle alture


che serbano misteri
tra le scabre oscure falde
Dalle grinze corrotte
che scavano fossi nella cute
che supina non si ribella
e dai solchi incisi nella pietra dai carri
che indelebili ancora ostentano
remote fatiche di uomini e bestie
e ancora
dalle ossute lasse mani
e dagli occhi stanchi dei vecchi
e dalle cortecce delle antiche farnie
- loro sì che
ti resistono e quasi t’ignorano -
tu t’imponi quale memoria di un’ingiuria
e quale monito per altri futuri oltraggi
a cui non ti s’oppone
che un’incosciente folle noncuranza
Cosa sei, sconosciuto impalpabile tiranno?
Ipocrita filisteo
dell’astro lucente figlio diletto
Tu ci ammali con la purezza delle vergini
e il corpo incorrotto dei fanciulli
coi cieli limpidi d’un mattino
che c’offre l’empito d’un infinito altrove
E’ l’illusione!
La venefica illusione
che c’inoculi nel petto
quale aspide che ci morderà.
E allora noi?
Noi, in tutta coscienza,
in tutta coscienza t’ignoriamo
Consacriamo il presente
e lo facciamo eterno!

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Giovanni Balzano, artista poliedrico, impegnato in una costante e intensa ricerca
nell’ambito delle arti visive, si è occupato per diversi anni di Design e Architettura Civile
e Industriale. Preminenti sono tutt’ora le sue attività di pittore, scultore e poeta. Come
poeta è presente in antologie di diversi editori e nell’edizione 2014 dell’”Enciclopedia della
Poesia Inedita” edita dalla Fondazione Mario Luzi. È vincitore, a partire dagli anni ’70, in
concorsi artistici in ambito nazionale. Gli è stato recentemente assegnato il premio come
“Migliore Artista Europeo” alla Biennale d’Arte Contemporanea di Caserta – Belvedere
di San Leucio 2017. Ha pubblicato la raccolta poetica Tra nuvole e catrame (Terra d’ulivi,
2020) e il romanzo Lo sguardo dell’altro, Diogene Edizioni 2020.

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Incontro del 28 novembre 2020

IRENE SABETTA

Haiku della Madonna della Civita

Macchie di pini
Sul manto trasversale
Dei pellegrini.

Haiku della Montagna Spaccata

Spacco frattale
Passaggio obbligato
Mistero vuoto.

Haiku di Monte Cavallo

Il bianco neve
Che il tuo passo sporca
E’ avventura.

Haiku di Monte Meta

Dirigi l’eco
Destinazione bianca
Riprendo fiato.

Haiku di Monte Orlando

Porgi al mare
Ghirlanda del mattino
Fresco la sera.

7
*

Haiku di Monte Redentore

Sale la salvia
Salva è la salita
Scende la pace.

Quasi haiku di Monte Rotella

Cerchio di strade
Dimentico il ritorno
Mai assuefatto.

Irene Sabetta vive ad Alatri dove insegna inglese al liceo. Suoi testi sono presenti in
antologie curate da vari editori (Perrone, Poetikanten, Il Foglio Clandestino, LietoColle,
Bertoni, La Recherche) e su blog e riviste letterarie on line (Poetarum Silva, Parola poesia,
Poesia Ultracontemporanea, Poesia del nostro tempo, Neobar, Transiti Poetici, Il giardino
dei poeti, Carte nel vento).
Nel 2018 la casa editrice LietoColle ha scelto alcune sue poesie per l’Antologia iPoet. Nello
stesso anno ha pubblicato la plaquette Inconcludendo, ed. EscaMontage. Nel 2019, 2020 e
2021 sue opere, edite ed inedite hanno ricevuto segnalazioni al Premio Lorenzo Montano.
Nel 2020, ha pubblicato la raccolta Il mondo visto da vicino, ed. Il Convivio con la prefazione
di Beppe Sebaste. Nel 2021 la sua raccolta inedita Nella cenere dei giochi si è classificata
seconda al premio Antica Pyrgos e la sua silloge breve Errore cronologico è stata tra le opere
finaliste del premio editoriale Arcipelago Itaca. Collabora con formafluens International
Literary Magazine e con Poetanza Web Radio.
Partecipa a reading e maratone poetiche.

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Incontro del 5 dicembre 2020

LUCIANNA ARGENTINO

Nell’assenza compresi quanta vita ci vuole


per capire il come e il cosa dell'amore,
ma quanti i battiti perduti, quanto il calore disperso.
L'imparai sottraendomi alla verità.
Riemerse poi. Lui lontano –
un nome reticente sulla punta della lingua.
Io nello spavento, nella teoria
fui giuda di me stessa allora
che non sapevo come può stare
nel nome di un'ombra
tutta la luce che lui ora riporta alla mia riva.

*
Metto la mano sinistra sul suo petto
giuro che sarà sempre verità l'amore
cresciuto nell'attesa, dall'attesa redento.
E sento gentile il gesto del nostro amarci
se per noi più dolce è il tempo
privo dell'affanno del fare:
tempo ordinario, senza freccia,
così commutano in noi vita e passione
e il raggio verde di questa luce mite
è soltanto l'aurora.

*
Di spalle mi affido al suo abbraccio
mi fido del suo corpo contro il mio corpo
nel sonno che porta a compimento
l'opera della materia e fonda l'invisibile.
Lui mio settimo giorno, mia terra promessa,
altare consacrato dal canto che dalla mia bocca
riverso nella sua bocca – tabernacolo
di baci e di parole a custodia delle braci
per le ceneri da cui siamo risorti.

(da In canto a te, Samuele Editore, 2019)


9
*

Una palla e dei bambini


sul prato incompiuto del mattino
tirano giù il cielo innalzano la terra
ne mettono alla prova la pazienza
con le loro grida sparpagliano la flotta delle nuvole
prosciugate dall’incredulità.
E non importa se non è tutto qui
perché qui è tutto
perché come un granello di polvere
è d’inciampo alla luce
è in simili granelli di luce
che il male inciampa
e cade.

(Inedito, da 2020. Appunti da un canto controverso)

Lucianna Argentino è nata a Roma nel 1962. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Gli
argini del tempo (ed. Totem, 1991) con la prefazione di Gianfranco Cotronei; Biografia a
margine (Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza; Mutamento (Fermenti
Editrice,1999) con la prefazione di Mariella Bettarini e postfazione di Plinio Perilli; Verso
Penuel (edizioni dell’Oleandro 2003) con la prefazione di Dante Maffia; Diario inverso
(Manni Editori, 2006), con la prefazione di Marco Guzzi; L'ospite indocile (Passigli, 2012)
con una nota di Anna Maria Farabbi; il poemetto Abele (Ed. Progetto Cultura, Le gemme
2015) con la prefazione di Alessandro Zaccuri; Le stanze inquiete (Edizioni La Vita Felice,
2016); Il volo dell’allodola (Edizioni Segno, 2019) con la prefazione di Gianni Maritati; In
canto a te (Samuele Editore, 2019); La parola in ascolto (Manni Editori, 2021). Il 29 settembre
del 2019 le è stato assegnato il Premio Caro Poeta 2018 durante la quinta edizione di “La
parola che non muore” Festival a cura di Massimo Arcangeli e Raffaello Palumbo Mosca
presso il Borgo La Commenda (Montefiascone, Viterbo).

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LUIGI CANNILLO

“A noialtri napoletani, toglierci questo poco di sfogo fuori al


balcone… Io, per esempio, a tutto rinunzierei tranne a questa
tazzina di caffè, presa tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo
quell’oretta di sonno che uno si è fatta dopo mangiato.
[…]
Professo’, è passato. State servito?… Grazie. Caspita, chesto è
cafè… é ciucculata. Vedete quanto poco ci vuole per rendere felice un
uomo: una tazzina presa tranquillamente qui fuori… con un
simpatico dirimpettaio… ”

Eduardo De Filippo, Questi fantasmi

Condominio

Come da un atrio vuoto


risuonano le voci di passaggio
ignare di chi ascolta
Planano frammenti di discorso
Al nostro angolo si spinge
il segnale di una forma nascosta
e le pause che scava
L'abbaiare dei cani il tosaerba
premono al vetro
i pattini di un’auto sull'asfalto
Ma siamo soggetti al codice
dell'avvicendamento, spinti
nel corridoio verso un doppio fondo
Chi ascolterà dopo di noi
quelle voci immaginando figure
chi la nostra oltre la parete?

***

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Ci si rivolge anche al silenzio
quando non replica una sillaba:
sembrano avvicinarsi le finestre
e il rosso del geranio sbocciare
Il monologo conversa con l'orma
di un altro soffiata nell'aria:
in risposta brilla solo
il riflesso di luce da uno specchio
È teatro, ma in platea
restano solo poltrone vuote
La balaustra di parole
si affaccia bandiera sul cortile
finché il discorso precipita
tra le ringhiere del condominio
risale in vapore
si sente solo aroma di caffè

(inediti)

per Bookcity, Milano, 2019


Echi di Teatro, Voci di Poesia
a cura dell’Associazione Culurale Milanocosa

Luigi Cannillo, poeta, saggista e traduttore, consulente editoriale, è nato e vive a Milano.
Ha pubblicato, tra le sue raccolte di poesia più recenti, Cielo Privato, Ed. Joker, Novi L.
(Al), 2005, e Galleria del Vento, Ed. La Vita Felice, Milano, 2014. È presente, come poeta,
curatore o con interventi critici, in antologie e raccolte di saggi. Ha curato recentemente
con S. Aglieco e N. Iacovella Passione Poesia - Letture di poesia contemporanea (1990-2015), Ed.
CFR, Milano, 2016. È stato redattore della collana Sguardi dell'Editore “La Vita Felice” e
codirettore della rivista La mosca di Milano. Collabora alla rivista internazionale Gradiva,
Olschki Ed., New York/Firenze.
È in uscita presso Gradiva Publications New York la autoantologia bilingue Between windows
and skies - Selected Poemes 1985 – 2020, nella traduzione in inglese di Paolo Belluso.

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SONIA GIOVANNETTI

Il silenzio della notte

Ci ritroviamo qui, nel punto esatto


dove il vento urla.
L’uno al cospetto dell’altro
puntelliamo ombre e gettiamo pietre
su una strada che non contempla uscita.

Di noi, del nostro tempo, non rimane


che questo presente muto.
Sopportiamo il silenzio della notte
e non s’arresta la folata tra i rovi.

Nella penombra nulla più cerchiamo.


Neanche il soffio propizio. L’alito che smuove.
Eroi senza battaglia
puntiamo l’ago nella rete smagliata,
continuando a tessere filo spinato.

È così che moriamo,


ignari - quasi - del nostro addio.

(da Dalla parte del tempo, Genesi Editrice, 2018)

Sonia Giovannetti è poetessa, scrittrice e critica letteraria. Fa parte di molte associazioni


promotrici di arte e letteratura, è membro e Presidente di Giuria a Premi letterari nazionali
e internazionali. Vincitrice di molteplici Concorsi letterari.
Le è stato conferito il Premio Accademico dall’Accademia Internazionale di Arte Contemporanea e
il Diploma di “Poeta della Città ideale” dal Centro Di Studi Danteschi. L’Università Pontificia
Salesiana le ha assegnato il “Certamen Apollinare Poeticum 2019” per il libro “Dalla parte del
tempo” e per lo stesso libro ha vinto il premio “Caput Gauri 2019”.
Spoleto Festival Art Letteratura le ha attribuito il Premio “Per i meriti e risultati ottenuti come
scrittore e letterato”. Ha pubblicato sei libri tra narrativa e poesia.

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Incontro del 12 dicembre 2020

VITTORIA CASO

Il mio tempo

Non tace il tempo tra le foglie


sussurra e bisbiglia,
le accarezza
e le più tenere porta via con sé.
Non fugge il tempo fra i sospiri,
non cancella i sogni, non li nasconde;
non cela le voci, le cattura
in una lamentosa litania.
Non ha posa il tempo, non ha requie,
si nasconde fra le rughe,
negli anfratti bui degli ascolti mancati,
nel vuoto dell’oblio,
nel non senso delle vite rubate. L’aquilone
Non perdona il tempo
lo sfarfallio di parole vane, Volteggia l’aquilone,
non cancella lacrime e soprusi, leggero vibra nel vento
non cuce gli strappi, danza
non sana le ferite trema
sussulta
Scorre impietoso il tempo e poi
oltre l’orizzonte, si lascia andare…
tra frammenti di stelle,
tra le nuvole Si libra finalmente
impalpabili e sottili, sereno verso il blu
dove forse si cela la speranza…. Fra le nuvole vaga
come pensieri pigri
Su su sempre più su….
il sole sfida
*** Si perde all’orizzonte
Ormai è un puntino
Assieme all’aquilone
Va la mia nostalgia
Ed io con lei
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Nostalgia

Tersa l’aria,
senza nuvole il cielo
Tra gli oleandri in fiore,
mille voci argentine.
La fanciullezza,
ingenua e birichina,
spargeva il suo sorriso
e la tua mano stringeva la mia.
Un ricordo martella,
improvviso:
la bambina dalle trecce bionde
gioca felice
E tu,
tu, novello bambino
assieme a me giochi
a nascondino.
Scherza il sole
tra gli oleandri e il cuore,
spande il vento
profumo d’amore

Vittoria Caso è filologa, docente humanae litterae, giornalista pubblicista, pluriabilitata-


plurispecializzata, formatrice docenti; autrice di recensioni, poesie, saggi, pubblicazioni
non venali; giurata/presidente in certamina latino/greci e premi letterari; anima culturale
per 20 anni del 29° Distretto Scol.co (Vpresid.), già presidente Ex alunni Garibaldi. Ha
fondato l’Associazione culturale “Clarae Musae”, con cui promuove cultura a costo zero.
È Premio Città di Sant’Anastasìa per divulgazione cultura, 2015. Tra 2017 e 2020 ha
ricevuto molti premi per poesie/racconti/saggi pubblicati in antologie.

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TANIA DI MALTA

Gli orfani

Certi orfani, tanti pezzi di lego


insieme fanno il carro del pompiere
e la pace è la costruzione dei bambini
che mettono rotelle ai carri armati.
Legano un filo d’oro sul cannone
che si scansa se in strada vede un fiore
gliel’ha insegnato il padre in tempo andato
ma a loro sembra non averlo mai lasciato.

(Testo scritto in onore di Giulietto Chiesa e pubblicato in Pandora)

***

Luna Park

Daremo un senso a tutto


anche a questo amore cigolante
furtivo giro di giostra
alla chiusura del botteghino.
Lasceremo gli altri sull’autoscontro,
noi all’ombra di un capannone
ritaglieremo parole esplosive
come un temporale di coriandoli.

***

Ex voto

Tendine a fiori su una finestra sfonda


esistiamo per grazia ricevuta
bizza o benevolenza di un neurotrasmettitore
antenne rivolte al cielo, soggiogate dagli ormoni.
Appendere noi stessi o le nostre parole
ex voto di cera in processione
cuori d’argento consacrati alla Madonna
bionda e accattivante, come una slot machine.
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Tania di Malta si approccia nuovamente alla poesia nel 2007, dopo una lunga pausa,
sviluppando negli anni successivi i suoi due primi libri: Aquiloni sul mare nella notte e Addio
ai girasoli., CTL
Si avvicina poi al Realismo Terminale nel 2017, sottolineando un cambio di stile netto ed
entrando come membro attivo del movimento, di cui è portavoce, accostandosi a Guido
Oldani e Giuseppe Langella, con i quali collabora in varie pubblicazioni ed antologie.
Alcune delle sue pubblicazioni sono: Almanacco di Puntoacapo - Il Realismo Terminale al
bivio – 2018; Oblio-Osservatorio Bibliografico Letteratura Italiana Otto-novecentesca - Gli
assemblage di Pino Canta – 2020; Fuori Asse – Poesie varie - 2020.
Segue inoltre una rubrica su OceanoNews e collabora con la rivista Kenavo.
Incaricata dall’Opi di Rimini, ha curato il progetto, basato sul Realismo Terminale, per il
bicentenario di Florence Nightingale.
Ha inoltre ideato e curato l’antologia Christmas Blues e Il Realismo Terminale 2020.

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CARMINA ESPOSITO

E come nel vento girandola il gallo

Al balcone del mondo


ho affidato i miei pensieri
come in un mattino le parole trovano posto
nel blupigmento di un cielo
che odora di silenzio.
Quello stesso silenzio che placa le battaglie di un giorno
inutilmente trascorso nel clamore delle ore ballerine.
E come nel vento girandola il gallo
che non sa da quale parte fermerà il suo giro
mi volto a un cielo inconsueto
e attendo
Attendo una risposta che nemmeno nel fondo
mi da certezze e mi sazia.

***

Inavvertitamente

La gente percorre vie


che non conosce
Trama l'aria che respira
senza freni senza briglie
Naufraga la goccia di sale
asciugata al sole
Regina dell'onda
bianca cristallina
Si fa bella
si lascia cadere nella schiuma
Grembo umido di giglio
sfida al silenzio della costa bruna.
Inavvertitamente
per altro cielo girerai
Nuvola ti farai nuvola
ravvolta in turbine d'ambra e di corallo.
La campana richiama pace al mezzogiorno.

18
***

L’uomo dalle mani in tasca

Passerà questo lungo silenzio


tra brividi di freddo
e l’abbandono di foglie autunnali.
Passerà trascinato alla deriva
verso l’ultima sponda
come un veliero in bottiglia
che del mare non ha mai
visto niente.
Passerà anche questo giorno
e resterà segreto
il sogno del gabbiano
sullo scoglio.
Di questo inutile giorno
resterà soltanto
quell’uomo dalle mani in tasca
che s’accampa tra le ombre nere
del cortile e il profumo
delle foglie strizzate
dal suo passo incerto.

Carmina Esposito, da Afragola, insegnante di Arte e Immagine nelle scuole medie, è


poetessa, artista e pittrice. È presidente dell’Associazione “L’Artefatta”. Ha all’attivo
diverse pubblicazioni, l’ultima delle quali è I miei colori scalzi. Ombrature e chiarie (Ladolfi
Editore, 2020) con prefazione di Armando Saveriano.
Organizza diversi eventi culturali e rassegne d’arte sul territorio.

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Incontro del 19 dicembre 2020

RITA PACILIO

Tenta di scomporre la partita a scacchi


mentre nel parco le cripte incorniciate
vendono le cicatrici a qualunque prezzo.
Tenta di guardare dietro la siepe
gli uccelli neri dalla faccia chiara
preparati a gestire ogni inferiorità.
Ci sono fuochi e luci a festeggiare la pietà
del mondo e la sconfitta, l’arrivo, la partenza;
nella cintura ognuno avvolge piccole parole.
Alcuni silenzi nei negativi in fumo cominciano
a consumare la grazia dell’umiliazione
quotidiana, una cenere che resiste, che regge.
Ogni giorno la lavapiatti gira i suoi colpi
cadenzati come se l’acqua potesse pulire
e il vento spegnere il cerino, lì
sul davanzale tra la furia del vuoto
e quei gerani a ciocche dall’aria solenne
distratti tra l’intercapedine e la ringhiera.
Così trapela la vanità e la marea a Lampedusa
i mulatti dalla bocca a ventosa
costano poco, si imbarcano nell’agonia
graffiata, che geme e pulsa sui muri
dell’ospedale, la pena tra le dita taciturne
risucchia e distrae ogni distesa africana
ogni passo essenziale, ogni fessura batte
il mare: non è diverso lo schiamazzo clandestino!
Se fosse stato l’uomo nero avrebbe dissolto
le varianti a grappolo, invece è un forestiero
dalla pelle di pece che scuote le guance
per negare il sangue negro sotto le spalle.
Sono le campane antropologiche a segnare
il territorio e la meditazione in una gabbia
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malata dove i giganti restano fuori dalle grate
a guardare gli occhi scivolare nel bisogno
primario, descritto con incoscienza intima,
assolto e accompagnato da una coperta che sa
bruciare sul freddo pelo, sa pazientare l’urto.
Si tratta di una rivelazione, di un destino
conservato nella colonna vertebrale
come un catrame rovente, un carbone
su cui correre e ignorare il traino del legno.
Le cose del mondo perdono il nome
e anche il pregare non è rinascita ma fine,
sgomento, mortificazione. Nel tempo addietro
è avvenuta la prima uccisione che non era
morte, ma anticipazione dello sterminio: i
cadaveri sono cavallucci marini e brevi deserti,
isole diverse a pancia in su. Quel primo amore
mordeva sulla spiaggia più lontana, mordeva
il labbro del globo, il cielo e l’acqua, le piante
la panchina e la barca a vela. La sua camicia
monca era la vela e le braccia in croce
riempivano le toppe, i contorni celebrati
dai moti delle folate che svuotano lo schermo
intero e striato dal crudele nastro. A un certo
punto la voce dei bambini tace, sèguita
il pianto, un lamento materno, cavernoso.
I fuorilegge mantengono toni sotterranei
cadono le lingue nei pochi secondi dal tuffo
e lo smarrimento parla la storia vera, l’esempio.
Per questo motivo si tolse la camicia quella notte.

(da Ifigenia siamo noi, Antologia a cura di Giuseppe Vetromile, Scuderi Editrice, 2014)

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Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, sociologa, mediatrice familiare.
Si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di saggistica, di letteratura per
l’infanzia e di vocal jazz.
Direttrice Editoriale RPlibri, è Presidente dell’Associazione Arte e Saperi.
Per la poesia: Luna, stelle e ... altri pezzi di cielo, Ciliegio forestiero, Tra sbarre di tulipani, Alle
lumache di aprile, Di ala in ala, Gli imperfetti sono gente bizzarra, Quel grido raggrumato, Il suono per
obbedienza, Prima di andare, Al polso porto catene, La ferita dei fulmini, La venatura della viola.
Per la prosa poetica: Non camminare scalzo, L’amore casomai.
Per la saggistica: Pretesti danteschi per riflettere di sociologia.
Per la narrativa: Cosa rimane.
Per la letteratura per l’infanzia: La principessa con i baffi, Cantami una filastrocca, La favola
dell’Abete, La vecchina brutta e cattiva.
È stata tradotta in greco, in romeno, in francese, in arabo, in inglese, in spagnolo, in
catalano, in georgiano, in napoletano.

22
ANNALISA RODEGHIERO

“Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una


notte d'inverno si faranno trasportare su una slitta
trainata da un generoso cavallo per la piana di
Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci
fossero, come sarebbe triste il mondo”

Mario Rigoni Stern

La slitta del sergente

Ora che la prima neve


fa sopra i tetti cartolina
e dentro l’anima è sudario
sugli abeti crocifissi,
una risposta Mario te la vorrei dare.
Vedi, la speranza è proprio là
seduta sopra quella slitta nella piana imbevuta
della luce che tu sai, bianca di neve.
Lassù, dove il piano si connette al monte
e valli e cielo versano grumoso latte,
voglio ancora immaginare
sguardi innamorati di bellezza
sotto la luna ammantata a sposa.
Allora sfumano lente in albe
tutte le notti del mondo
perché sotto quella luna piena nella piana
la poesia non muore e tu lo sai
̶ Sergente ̶
fino a quando esisterà
anche un solo uomo sulla terra
e la terra dentro occhi innamorati.
(da Incipit, Ed. Stravagario, 2019)

***
23
Frammento XVI

Essendo presenti a tanto stupore, trattenere l’oro dell’alba


sui boschi ancora neri del nord, nella ferita dei venti
delle radure il respiro, dei semi deposti dai merli.
Come torbiere custodire ̶ antiche memorie nel fondo.
Imparare dai campi riarsi, il sogno di neve.
Cancellarsi come neve, come neve crearsi.

(da A oriente di qualsiasi origine, Arcipelago Itaca Edizioni, 2021)

***

Isabel

Vederti così
palpebre ancora chiuse
(le mie e le tue insieme)
nella luce dorata dell’aurora
che oggi come non mai
si sveglia a spalancare il giorno.

La notte ha portato consigli


̶ penso ̶ mani a coppa
a trattenere il sole
come fanno le valli con il cielo.

E invece è stata tua


la scelta di affacciarti al mondo.
Sovranità d’esistere,
mistero che ogni volta si rinnova
nell’amniotico regno d’acque
dove la vita si conta
in settimane e mesi
e il peso in grammi come l’oro.

(da Incipit, Ed. Stravagario, 2019)

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Annalisa Rodeghiero è nata ad Asiago e vive a Padova, dove si è laureata in Scienze
Biologiche. Suoi testi poetici e note critiche appaiono in periodici online e cartacei come
Poetarum Silva, Neobar, Versante Ripido, La Recherche.it, Alla volta di Leucade, La Nuova Tribuna
Letteraria fondata da Giacomo Luzzagni, Il Porticciolo. È presente con altri autori in
Antologie tra cui: Il padre di Nazario Pardini (2016), Il segreto delle fragole 2018 Agenda
Poetica (LietoColle), Lunario in versi (11 poeti italiani) iPoet 2018 di LietoColle, Antologia
proustiana 2018: Cherchez la femme - di Aa Vv La Recherche.it, La madre Secondo
Quaderno di poesia del Gruppo poeti UCAI (2019) presentato alla Fiera delle Parole di
Padova 2019, Antologia proustiana Una notte magica di La Recherche (2019).
Ha pubblicato: Percorrimi tutta (2013), Di spalle al tempo (2015), Versodove (2017), Incipit
(2019), A oriente di qualsiasi origine (2021), tutti premiati in concorsi nazionali e
internazionali.

25
MARA VENUTO

Avanza la notte e mi spezza i denti.


Un colpo e ancora, in questo tempo lupo
che addormenta le bestie mentre veglio alta.

Le parole sono aghi poi cantilene


una preghiera viscerale chiede
quante pene quali amori scambiare.

Sopra la terra andiamo come vermi


piccoli, abbiamo la fede
salviamo noi stessi
scaviamo ciechi finché ecco il mare.

Cosa resta della buca dopo l'ultimo colpo di vanga,


del suolo aperto prima che il seme cada?

Un'altra stagione a dirci cosa fare,


il sentore dell'alba,
la luce riconosciuta dall'odore.

Sulla pelle abbandonata del serpente è la vita degli adulti.

***

L'amore e i suoi terrori,


una casa di bambole scambiata per errore,
la voce del lupo alla giovane preda,
che esca dalla sua tana, sia pasto e poi languore.

Arriva la notte lungo gli argini,


è l'eco che chiama,
un gorgo a spezzare i tendini e le corde,
la voce delle acque tremule.

Chiamami con la voce della gravina,


l'ombra scura sulla terra leccata dai primi raggi
il ricordo di un sogno braccato dall'odio,
un nulla che si fa corazza.

26
Anima carsica, piccola radice inesausta
emersa alla fine della stagione,
tornata seme e poi virgulto.

La lingua del grembo.

Mara Venuto è nata a Taranto, e vive a Ostuni. Premiata in molti concorsi letterari, le sue
poesie sono state tradotte e pubblicate in Polonia, Russia, Stati Uniti, India, Irlanda e
Albania in opere collettive e riviste letterarie cartacee e digitali. Suoi testi teatrali sono stati
premiati in ambito nazionale e internazionale e messi in scena con successo di pubblico e
critica. Tra le sue pubblicazioni: la raccolta di racconti/monologhi Leggimi nei pensieri
(2008); la raccolta poetica Gli impermeabili (2016); il monologo teatrale The Monster (Edit@
2016), la raccolta poetica Questa polvere la sparge il vento (2019).
A maggio 2021 è uscita la sua ultima raccolta poetica La lingua della città (Opera segnalata
al Premio Bologna in Lettere 2020 - Sezione Raccolta inedita di poesie) nella collana
Letture meridiane diretta da Eleonora Rimolo per Delta3Edizioni.

27
Incontro del 9 gennaio 2021

CLAUDIA PICCINNO

L'ipotesi di te

Nessun teorema avrebbe confutato


l'ipotesi di te che avevo amato.
Eppure le iniziali del tuo nome
non erano certo un buon auspicio.
Il tempo fu più forte di ogni probabilità.
Nulla poté l'amore
contro la statistica della visibilità.
Resta di quei giorni
una discarica di promesse,
differenziata raccolta di parole,
vuoti a perdere senza rimborso.
In fila per l'inceneritore
riconosco le iniziali del tuo nome.
Avrei voluto capovolgere le lettere,
cambiare prospettiva,
fare l'anagramma scaramantico
prima di abbandonare ogni illusione
che tu saresti stato temerario,
eroe contro ogni logica,
assioma inconfutabile per qualsiasi teorema.

***

La nota irriverente

Era là… acciambellata ai suoi piedi


in ascolto partecipe
annotando quelle rune d’autunno
come fosse vangelo.
Intuiva il privilegio dell’oralità
serbando nello scrigno degli esempi
il dire e il fare,
il pane che lievita incontri,
28
le conserve ribollenti amore.
Si accanì la sorte
su una donna bambina
che divenne
pulcino senza piume
bisognoso di passi felpati
che attutissero la corsa
di cellule impazzite.
Alcuni voli non obbediscono alla traiettoria.
Interludio per pianoforte
tra una chemio e l'altra.
Pensiero asincrono nella nota spezzata
in quel corridoio affollato
di flebo e camici bianchi
inciampò su una
pacata melodia che fuoriusciva dai tasti
a neutralizzare un dolore che squassava lo sterno.
E furono farfalle, ciliegi in fiore,
piedi nudi sull'erba, nuove aperture alari,
sillabe di primavera.
Ci sono eredità che si moltiplicano
sopra l'asse di equilibrio,
Dolore e forza e rinascita.
Io nota irriverente
fui brevettata tra garze e manuali
per divulgare accenti di speranza.

Questo componimento mira a evidenziare la


complementarietà tra musica e medicina in un
processo di cura per pazienti oncologici.

Claudia Piccinno è docente, traduttrice e autrice di numerosi libri di poesia. È direttrice


per l’Europa del World Festival Poetry, ambasciatrice per l’Italia del World Institute for
Peace e di Istanbul Sanat Art, e benemerita del Comune di Castel Maggiore per meriti
culturali. È responsabile della rubrica poesia per la Gazzetta di Istanbul, editor per
l’Europa della rivista turca Papirus, edita da Artshop; collabora con vari blog e riviste
cartacee, tra cui Menabò e Il Porticciolo.
Ha pubblicato diversi libri di poesia e Ha tradotto in lingua italiana i libri di numerosi poeti
stranieri.

29
Incontro del 30 gennaio 2021

VIVIANE CIAMPI

Se avanzi muori.
Se indietreggi muori. Allora perché indietreggiare?
Motto dei guerrieri zulù

Fàbbricati pure una bocca


trionfante di scirocco
che intenda soffiare su chimere alate
ma prima pianta una quercia
perquisisci il termitaio
rosicchia gli atomi della tua ostilità
e quando avrai un piede nella terra promessa
sblocca le montagne!

So che spesso
in compagnia dell’amore
colmiamo la gravità.
So che la nostra voce
sparirà nel suo doppio.
So che la tua bocca
è il rifugio preferito
dell’alfabeto silenzioso.
Allora parlami come alla nube smarrita
scrivimi una lettera immaginaria.
Lascia stare il sesso.
Spezza la catena
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siamo noi il fuoco.

Strano che il mondo sia qui per caso.


Un lampo ogni tanto
e quante siepi.
Le cose non si spiegano
le prendi fra le mani le nomini
ti sembra che respirino
– e magari respirano –
ma non si spiegano.
Strano che il mondo sia qui per caso.
Non è la quiete il suo regno
e se non è la quiete…

Limiti
confini
trappole
come materia di ogni inferno.
La gente attraversa le linee del sonno
va oltre le sbarre
pianta i chiodi del futuro.
Le sirene, dall’interno.
Un’ombra arriva,

il sale che rovescia.

Viviane Ciampi, poetessa, traduttrice, antologista franco-italiana, nata in Francia (Lione),


vive a Genova. Pur dedicandosi alla poesia, ha fondato due scuole di danza. Redattrice
della rivista francese “Souffles” e della rivista online “fili d’aquilone” partecipa a festival
nazionali e internazionali (Italia, Francia, Tunisia, Palestina, Spagna, Canada, Repubblica
Ceca...). Fa parte da oltre vent'anni dell’équipe di animatori-traduttori del Festival
Internazionale di Genova “Parole Spalancate” e del Festival International de Poésie “Voix
Vives de Méditerranée en Méditerranée”.
Ha scritto nelle sue due lingue una decina di raccolte poetiche. Le sue poesie sono state
tradotte in diverse lingue europee e in arabo.

31
CAROL GUARASCIO

Biscotti e acciaio

Sospetti che in passato sia stato


più facile cadere nell’eterno senza
senso, più semplice tenere questo
BANDOLO di luce che è la nostra vita.
Non ricordi quando ti ho eruttato
c’era odore di biscotti per te - per me
acciaio operatorio sulle scapole.
Iniziai subito a raccontare storie:
“Forse è questo, stare tutti e due
a casa e il mondo fuori, la felicità”,
disse il tuono al lampo che andava.

***

Incontri

Ieri sera ho incontrato un angioletto


rannicchiato in un angolo del porto,
le mani chiuse a nascondersi gli occhi,
sporco sporco di fuliggine nera.
- Angelo, perché piangi, amico mio?
- Penso alle anime dei poveracci,
degli sconfitti e dei predestinati
a vivere una vita come inferno
che sognano nel giorno del GIUDIZIO
d’ottenere anche loro un’altra chance.
Io piango la speranza dei dannati.

(da Angeli superpop, Terra d’ulivi Edizioni, 2020)

***

32
VII

Come mettere il piede nella notte


senza romperne gli indugi?
Appena annera la sera,
anelli fioriscono sulle tue mani.
Voltiamo le spalle
alle tende sporche di luna.
Al nostro affronto, si barrica
la notte dentro corazze di stelle.

Piangiamo foglie d'eucalipto


e usiamo parole comuni.
I cuori
verderame
verdemare.

(da Fiori scompagni in acqua cruda, RPLibri, 2019)

Carol Guarascio è nata a Catanzaro nel 1976. Laureata in lettere classiche a Perugia, ha
svolto la professione di Archivista nella provincia di Pisa. Attualmente è insegnante di
italiano e latino in un liceo di Campobasso. Ha pubblicato la raccolta di poesie Il cassetto
dei foulard (Talos Edizioni, 2015) e il romanzo per le scuole Il diario di Sulpicia (Cosmo
Iannone Editore, 2017). Sue poesie sono apparse sull’Agenda delle fragole 2019 e 2020 edita
da Lietocolle. Nel 2019 ha pubblicato la raccolta Fiori scompagni in acqua cruda con RpLibri.
Vincitrice del Premio Umbertide XXV Aprile edizione 2020, primo posto Poesia inedita.

33
MARCO RIGHETTI

Io, Paola, ragazza disabile

Tralcio imprevisto
nella vite di mia madre
assaporo il pane dei giorni
sono argilla morbida
nelle mani di Dio
celata nella mia veste musiva
(una tessera dopo l’altra
il lento posarsi degli anni)
ho rifatto il catalogo della bellezza
perché vi fermiate a me
semina nella notte,
a questa rugiada
che mi vela occhi e pensieri
e non chiarisce cosa c’è sotto
anche domani il mio corpo
sarà diluvio e sole
poesia che precipita nella carne,
sono Paola e mi chiamo attesa e desiderio
ogni giorno tolgo il buio
smuovo un po’ d’acqua nel mare,
tutto vive senz’orma.

***

34
In foto siamo grotte

In foto siamo grotte


venute allo scoperto
turisti di vite senza presagi
il provvisorio cappello di un sorriso
l’abito della migliore naturalezza
la pulizia da altri pensieri,
per un momento non viviamo più
tutto si gioca sul filo di coincidenze
da bloccare per lo scatto
io e te insieme
fino all’altezza degli occhi:
da lì in poi la foto non c’è più
è solo vetro
oltre il quale
si muovono
altre
esistenze.

***

Soffrono vento

Soffrono vento
le cartoline appese
al tempo del cuore
le parole che disegnano
il tuo viso, e questo novembre
disperso fra i viali
le prime gelate
l’uva del tuo sguardo
pupille che chiedono
un altro raccolto

35
è bosco il nostro andare
va in giro a raccogliere
immagini da pronunciare
le attese il passo accorto
di questa vita, notti
che inabissano anche il mare.

(da In questo breve corso senza fine, puntoacapo, 2015)

Marco Righetti, ex penalista, vive e lavora a Parma. Vincitore di numerosi premi per
l’inedito e l’edito in poesia, narrativa e teatro. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia,
romanzi e raccolte di racconti, ed inoltre alcune pieces teatrali.
Con testi, interventi e recensioni è uscito su Poeti e Poesia, Gradiva, La Mosca di Milano, il
clanDestino, LaRecherche, Versante Ripido, Senecio.
Nel 2013 ha vinto il Premio Marudo con un saggio Sugli assetti intergenerazionali e i nuovi
linguaggi
È autore del saggio breve Lo specchio, il doppio, le maschere, che muove dal romanzo Lo specchio
di Leonardo di Ivano Mugnaini.

36
Incontro del 6 febbraio 2021

ELISABETTA BAGLI

Origine

Chissá se senti questo mormorio


che muove le stelle e i mari
e mitiga le porte del tempo,
che avido e spietato
addensa il nero e l’argento del mondo.
Chissà se ascolti il canto fertile dell’Universo
quando schiude le forze
e lascia respirare la bellezza dell’alba in fiore,
generando l’amore nudo e spensierato
di passeri voraci e amanti deliranti.
Chissà se tutto questo è un sogno Origen
o è la vita che ti chiama per nome,
risuonando la sua eco Quizás escuches este murmullo
nell’aria fuggitiva e silvestre, que mueve las estrellas y los mares
attraversando fiumi e stagioni, y mitiga las puertas del tiempo,
foggiando vino e sangue que codicioso y despiadado
nell’evanescenza di una luce espesa la negrura y la plata del mundo.
che si fa danza e suono
e diventa corpo e volto. Quizás escuches el canto fértil del Universo
cuando se entreabren las fuerzas
È l’origine; è la vita. dejando respirar a la belleza del alba en flor,
Sei tu. generando el amor desnudo y despreocupado
de gorriones voraces y amantes delirantes.
Quizás si todo esto es un sueño
o es la vida que te llama por tu nombre,
haciendo resonar su eco
en el aire fugitivo y silvestre,
cruzando ríos y estaciones,
plasmando vino y sangre
en la evanescencia de una luz
que se hace danza y sonido
y se convierte en cuerpo y rostro.
Es el origen; es la vida.
Eres tú.
37
Vestita di notte

Ho sognato
di camminare nel sole
e vestire la luce,
ma al risveglio
mi son trovata vestita di notte,
con l’unica mia ricchezza:
il velo del silenzio. Vestida de noche
L’ho indossato felice
anche quando mi avvolgevi Soñé
con lo scotch con caminar bajo el sol
per non farmi respirare, y con vestir la luz,
muovere, parlare, capire. pero cuando me desperté
Mi hai denigrata, me encontré vestida de noche,
svilita, umiliata, con una única riqueza:
hai demolito le mie sicurezze, el velo del silencio.
annientato la mia natura, Me lo puse feliz,
senza mai sporcarti le mani. incluso cuando me envolviste
Nulla è eterno! con celofán
I miei occhi ora sanno, para no dejarme respirar,
io ora so che con le braccia moverme, hablar, entender.
posso anche volare! Me has denigrado,
degradado, humillado,
has demolido mis certidumbres,
has destruido mi naturaleza,
sin tener que ensuciarte las manos.
¡Nada es eterno!
Mis ojos ya saben,
ahora yo sé que con los brazos
¡puedo también volar!
Elisabetta Bagli è nata a Roma e vive a Madrid dal 2002. È stata tradotta in dodici lingue.
Collabora con riviste digitali e cartacee di tutto il mondo. È autrice di varie sillogi poetiche,
di una raccolta di racconti e di un libro per bambini. Ha partecipato con le sue poesie e
con i suoi scritti in antologie nazionali e internazionali. Ha collaborato con la Fondazione
Esther Koplowitz e con la ONG THRibune. Ha ricevuto molti premi di grande prestigio
tra i quali: il Diploma d'onore per il merito artistico Mayte Spínola dal gruppo Pro Arte y
Cultura e il Premio all'Italianità 2019 per la Cultura conferitole dall’Ambasciatore italiano
in Spagna, Stefano Sannino.

38
GRAZIELLA DI GREZIA

I medici
sono giudici
coi camici bianchi.
Dentro ospedali bianchi condannano
più dei tribunali.
I medici non avranno mai le vite
bianche,
mai le domeniche uguali a quelle
degli altri.

***

Per fare una visita


ho visto un medico
dentro un ospedale.
Era un pesce
dentro un acquario.
Portate gentilezza
nelle vostre preoccupazioni. Certi medici
respirano a stento ***
dentro il bianco
delle pareti. Scegliti la morte che ti appartiene.
I medici quando Sopra un monte
tacciono Dentro un mare,
sono pesci Ma fuori da un
che parlano Letto di ospedale.
nell’acqua. Scegliersi la morte è un atto
d’amore e con l’amore
anche la morte
è meno morte.

39
***

Ricucitevi
le ferite aperte,
fatelo velocemente.
Avvicinate i lembi,
fateli combaciare.
Baciatevi le
ferite chiuse, ringraziate
che siano guarite.
Ricordatele, pregatele,
inginocchiatevi davanti
alle ferite chiuse perché quelle aperte
hanno sempre sete di dolore.

***

Scesi dalla mia vita


quando era troppo tardi per risalirvi.
Erano tutti fermi al bar
con la tazza del caffè.
E il telefono nell’altra mano. Erano tutti distratti.
Erano tutti attratti
dalle loro vite
avvitate intorno alle bugie.

Graziella Di Grezia, Medico Radiologo, vive ad Avellino. È poetessa e Pianista classica.


Ha pubblicato diversi testi di poesia. Si occupa de “L' angolo della poesia” per la rivista
IrpiniaTimes. Socia Fondatrice dell'Associazione Pabulum e Consigliere del Direttivo
dell'Università Irpina del Tempo Libero. È, insieme a Susanna Puopolo, autrice del
progetto “Pianoterraduo” (Voce: Susanna Puopolo, Piano: Grazi Di Grezia).

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LIBERA NASTI

Parentesi d’amore

Vorrei poterti regalare solo una parentesi d’amore,


un semplice flusso di ossigeno
per poi poter tornare ai soliti respiri della tua vita quotidiana.
Non disturbare più il tuo lago calmo con le mie vibrazioni di passione,
non seccare il tuo mondo fatto di abitudini,
di competenze lavorative e di dedizione alla tua vita
che come una casa importante stai costruendo con tanta determinazione.
Ma il mio amore soffre in questa gabbia senza ossigeno.
Il mio amore soffre del limite e del confine,
si alimenta solo della vastità del tuo sguardo,
che cerca il suo compagno nel mare,
che si nutre di correnti turbolente
e che poi evapora alla superficie per creare le piogge,
e per nutrire tutta la terra.
Il mio amore è pura forza distruttiva,
è potenza che rompe i confini delle gabbie della nostra vita precedente.
Ho paura a limitare la sua potenza.
Ma non posso fare altro che soffocare questo fuoco,
privarlo dell’ossigeno
e fare in modo che pian piano si spenga da sé,
e pregare che mentre esso muoia non muoia anch’io con lui.
Conservare in me la tua memoria,
e trasformare la tua figura meravigliosa in un’immagine triste e malinconica,
che mi possa comunque raccontare la nostra parentesi,
questa nostra breve parentesi d’amore.

41
***

Molecole

Verrà un giorno in cui le nostre molecole


si incontreranno nel buio della notte più lunga
Sarà un giorno nuovo
Il tempo lo avvertiremo in modo diverso
Avremo tutto lo spazio a nostra disposizione
e ci balleremo dentro.
Sarà un brulichio di particelle, di cariche e di luce
Copriremo tutte le frequenze
Vibreremo su ogni lunghezza d’onda
La tua bassa e la mia più acuta
Tutto si integrerà e comporrà una nuova storia
E non avremo più timore
Perché saremo ancora noi.

Libera Nasti nasce a Napoli. si iscrive a fisica e si laurea a 23 anni, proseguendo poi con
il dottorato, che conclude a 27. Nel 2008 scrive la sua prima raccolta di racconti Amore e
cenere e altri racconti e l’anno dopo L’uccello libero ed altri racconti. Dopo il dottorato si dedica
per sei mesi alla vela e prende la patente nautica, partecipando a diverse regate nel golfo
di Napoli e di Salerno. Una lunga regata di 12 giorni le darà l’ispirazione per il suo primo
romanzo Il candore del gelso selvatico, uscito nel 2011, all’interno del quale vi sono anche delle
poesie. Si laurea ance in Scultura all’Accademia di Belle arti di Napoli, dove attualmente
insegna Elementi di fisica per il restauro. Nel 2016 esce la sua prima silloge di poesie Poetic
Rendez-vouz. Attualmente insegna alla Tito Livio come docente di ruolo di matematica e
scienze e scrive ininterrottamente poesie, e ultimamente un giallo è in lavorazione.

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GIUSEPPINA PALO

Specchi Letti Rifugi.


Dimenticare l'amore
in un viaggio frenetico e schiumogeno
che spegnerà la mia ansia di baciarti.
Zucchero Caffè Luoghi affollati.
Preferivo le nostre cene.
Danzerò nei cieli color porpora,
raggiungerò il rosso del tramonto...

È lontana la mia pelle bianco fragola.


Fra i granelli di sabbia
di oasi ventilate nel deserto,
fra gli immobili silenzi
di ripari confortevoli nei ghiacciai,
essa vive;
come un albero
che non lasci saggiare i suoi frutti,
senza addolcire
le sue labbra tiepide.

Ricordi ancora il mio profumo?


Profumo staccato dalla tua terra,
strappato come un petalo di un fiore
e riversato in vuoti parchi.
I petali del mio cuore
strappati con fretta languida
risarciscono le mancanze
dell'Amore universale.

***
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Sì, perché arrivata ai giardini del parco, al vespro, vuoti perché la sera a Vicenza, a una
certa ora, tutti cenano e non si vede alcuno, venne a prendermi un'allegra comitiva. Maria,
una mia cara amica, mi aveva chiesto di raggiungerla in città per trascorrere qualche giorno
con lei. Il mio profumo si espandeva nell'aria delicata, spruzzata dai ritmi del fiume. Tocchi
di luna e di vento dondolavano col tempo e il mio cuore donò un po' dei suoi battiti
all'Amicizia.

Sulla strada che porta a Venezia le luci abbagliantemente gialle dell'autostrada illuminano
la macchina. Sono ormai le 2 e 25 di notte. Io continuo per la mia strada solitaria, artistica.
A San Donà di Piave ho recitato le nostre poesie. Le mie lacrime innalzo al Tempio
dell'Amore affinché, depurate in acqua dolce, diventino pozzi per dissetare i bambini. E
trasformino, ancora, campi aridi in variopinti fiori, per colorare la Terra. Ho nel cuore i
Popoli Indiani d'America, Gerusalemme, i Norvegesi, i Marocchini, gli Irlandesi... ai quali
rivolgo il mio fraterno abbraccio.

***

Armonia portai,
avvolta nei miei veli,
ai fori delle piazze,
coperte di rugiada,
fra portici stillanti
gocce di muffa,
in notti partorienti
nuovi giorni.

(da Viaggio in Veneto)

Giuseppina Palo è nata ad Eboli. Ha compiuto i suoi studi in materie letterarie con
indirizzo artistico/dello spettacolo presso la Facoltà di Magistero dell’Università di
Salerno. Si è laureata nel 1992 discutendo una tesi in Letteratura Italiana Moderna e
Contemporanea su Dino Campana e il Decadentismo, con il prof. Luigi Reina. Ha
partecipato con successo a diversi concorsi letterari di poesia e prosa. Suoi testi sono
apparsi su riviste del settore e su blog e siti di poesia.
Ha esperienze di canto, laboratorio teatrale, performances e danza contemporanea.
Ha pubblicato recentemente il libro Viaggio in Veneto.

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