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Docente: Prof.

Andrello Roberta
Corso Quadriennale Musicoterapia a.s. 2020/2021
Alunna: Alisia Leone II Anno

CONDIZIONAMENTO E APPRENDIMENTO: NEGLI


ESSERI UMANI E NEGLI ANIMALI.
L’apprendimento è un mutamento relativamente permanente nel comportamento determinato
dall’esperienza.

Quando una persona o un animale opera una semplice associazione tra diversi stimoli e/o risposte
si verifica un apprendimento di tipo associativo. La capacità di apprendimento associativo non
appartiene solo agli esseri umani, ma anche agli animali.

Esistono due tipi di apprendimento associativo: il condizionamento classico e il condizionamento


operante.

Inoltre, negli esseri umani avviene anche l’apprendimento cognitivo che comporta attività di
comprensione, conoscenza, anticipazione, ed è perciò fondato su processi mentali superiori
(memoria, attenzione, linguaggio...). Anche se è un tipo di apprendimento più complesso e quindi
prettamente umano, esistono alcuni animali che possiedono forme più semplici di apprendimento
cognitivo.

Per quanto riguarda l’apprendimento associativo si può pensare che l’apprendimento sia il
semplice risultato della pratica, in realtà la semplice ripetizione di una risposta non produce
necessariamente un apprendimento. La chiave dell’apprendimento associativo è il rinforzo ossia
qualunque evento in grado di far aumentare la probabilità che una risposta si verifichi di nuovo.
Una risposta è un qualsiasi comportamento identificabile, perciò può essere sia un’azione
osservabile, sia un evento non visibile, come avere il batticuore.

Se volessimo insegnare ad un cane a fare qualcosa, per esempio a mettersi seduto, potremmo
rinforzare le sue risposte corrette dandogli del cibo ogni volta che compie quell’azione.

Per svelare i segreti dell’apprendimento associativo bisogna cominciare studiando cosa accade
prima e dopo una risposta. Gli eventi che precedono una risposta sono chiamati antecedenti. Gli
effetti di una risposta sono i conseguenti.

Nel condizionamento classico uno stimolo antecedente neutro, cioè che non produce una
risposta, è associato a uno stimolo che la scatena. Perciò possiamo affermare che l’apprendimento
si verifica quando anche il nuovo stimolo (prima neutro) produce una risposta. Quindi il
condizionamento classico è fondato su ciò che accade prima della nostra risposta.

Nel condizionamento operante l’apprendimento è basato sulle conseguenze della risposta. Una
risposta può essere seguita da un rinforzo, da una punizione, oppure da nessuna conseguenza. Da
questi effetti dipende la probabilità che la risposta si verifichi nuovamente.
All’inizio del XX secolo il fisiologo russo Ivan Pavlov intuì che il cervello non controlla solo reazioni
fisiologiche ma anche comportamenti sociali, inizia da qui a studiare quello che egli definì
“secrezione psichica” forma di apprendimento che viene ora chiamata condizionamento classico o
ancora conosciuta come condizionamento pavloviano.
Nel suo esperimento Pavlov si servì del suono di un campanello in seguito al quale metteva dei
bocconcini di carne sulla lingua del cane, che determinavo quindi la salivazione come risposta
riflessa. Tale sequenza fu ripetuta più volte e nel momento in cui scattava il meccanismo del
condizionamento i cani cominciavano a salivare al solo suono del campanello, la salivazione da
questo momento diventerà una risposta condizionata (RC) ovvero appresa.
Da qui individua la presenza di uno stimolo incondizionato (SI), e quindi uno stimolo capace di
produrre una risposta che non deve essere appresa, in quanto stimoli di questo tipo scatenano
automaticamente riflessi e reazioni emotive che definì risposta incondizionata (RI). Il
campanello invece viene definito inizialmente come stimolo neutro (SN) è in seguito che
diventa uno stimolo condizionato (SC) ovvero uno stimolo che grazie all’apprendimento
determinerà una risposta.

Aspetti importanti del condizionamento classico sono:


- L’Acquisizione: processo durante il quale una risposta viene appresa come reazione ad uno
stimolo condizionato (SC), processo che viene chiamato riflesso condizionato. Una risposta ben
appresa, inoltre, può determinare un condizionamento di ordine superiore in cui lo SC ben
appreso è ormai diventato tanto forte da poter essere utilizzato come SI e creare un ulteriore
apprendimento.
- L’Aspettativa: sia gli animali che gli uomini cercano attivamente le associazioni tra gli eventi al
fine di trovare informazioni che li possano aiutare nella sopravvivenza. Farlo crea nuove
aspettative, sul modo in cui gli eventi sono interconnessi. Durante il condizionamento classico il
cervello impara ad aspettarsi che lo SI seguirà allo SC. Questa aspettativa cambia il
comportamento.
- L’Estinzione e recupero spontaneo: una volta che un’associazione è stata condizionata in modo
classico è possibile cancellarla. Se lo SI non seguirà più lo SC, il condizionamento sparirà o si
attenuerà. Questo processo viene chiamato estinzione. A volte però, può succedere che dopo
una apparente estinzione, riappaia una risposta appresa, in questo caso si parla di recupero
spontaneo.
- La generalizzazione: Stimoli simili allo stimolo condizionato (SC) possono determinare una
stessa risposta in base ad un fenomeno chiamato generalizzazione dello stimolo.
- La discriminazione dello stimolo è la capacità di rispondere in maniera differente a stimoli simili.

L’apprendimento umano è basato sul condizionamento classico, che abbiamo visto dipendere
dalle risposte riflesse incondizionate. Con il tempo anche risposte emotive più complesse e
involontarie possono essere associate a situazioni e stimoli nuovi in virtù del condizionamento
classico, che negli esseri umani risulta essere un tema strettamente connesso con le emozioni. Il
condizionamento emotivo riguarda naturalmente anche gli animali. Infatti, uno degli errori più
comuni che le persone fanno con gli animali domestici (soprattutto con i cani) è percuoterli se non
corrono quando sono chiamati. Chiamare un animale diventa dunque uno stimolo condizionato
per la paura e l’allontanamento, di conseguenza è probabile che il cane disobbedisce quando viene
chiamato anche le altre volte.
Alcune volte il condizionamento emotivo può essere la causa dell’origine delle fobie. Una fobia è
una paura che si manifesta anche quando non esiste un pericolo reale. Gli psicologi ritengono che
molte fobie inizino come risposte emotive condizionate (REC) o reazioni emotive apprese a uno
stimolo precedentemente neutro. Le persone che soffrono di fobie spesso rintracciano l’origine
delle loro paure nel momento in cui, soprattutto nell’infanzia, a causa di un particolare stimolo si
sono spaventate, si sono fatte male o sono rimaste turbate.

La generalizzazione dello stimolo e il condizionamento di ordine superiore possono estendere le


REC ad altri stimoli. Di conseguenza, quella che prima era una paura limitata può diventare una
fobia paralizzante. Ma le paure condizionate possono essere eliminate grazie ad una particolare
tecnica, utilizzata nella terapia comportamentale, chiamata desensibilizzazione sistematica,
realizzabile con un’esposizione graduale della persona agli stimoli temuti mentre è calma e
rilassata.

Il condizionamento può avvenire anche in modo indiretto o vicario, in questo caso parliamo di
condizionamento classico vicario e si verifica quando impariamo a rispondere ad uno stimolo
neutro osservando le reazioni emotive di un’altra persona.