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TURISMO

La mobilità del turismo è un fatto sociale totale, è un’attività che ha a che fare con tutti gli aspetti
di una cultura. È un’attività che porta un soggetto ad inserirsi in un territorio e ha a che fare con
una moltitudine se non tutti gli aspetti del territorio e della cultura. (Aime riprendendo Mauss).
Non è solo un’attività ma un’esperienza perché il soggetto è inserito in un’altra realtà. (con
elementi sociali, individuali e culturali che abbracciano la maggior parte degli ambiti del territorio;
non si guarda solo la dislocazione spaziale).

Le fasi del processo turistico: un’attività costituita da tre macro-fasi.


Preparazione e costruzione dell’attività turistica,
compimento e svolgimento, racconto di ritorno e della
memoria. Sono correlati perché non possono essere
separati. Nel momento in cui il soggetto pensa ad
un’attività turistica mette in atto una serie di
informazioni, conoscenze e immaginari geografici che lo
portano a costruire non solo un’immagine del luogo,
proietta sé stesso nel luogo per poi mettere in atto le
azioni di preparazione (che si svolgono principalmente
nel luogo di partenza). In quel momento si costruisce
l’attività turistica in senso materiale. Si cerca di individuare il luogo che possa soddisfare le
esigenze del potenziale turista con elementi che hanno a che fare con le singole e possibili
destinazioni che non sono sempre derivanti da una propria esperienza diretta ma legati a specifici
immaginari geografici. (relax, sperimentazione di luoghi, conoscenza, studio, ecc.)
Nel momento della scelta il turista ha prediletto una destinazione rispetto ad un’altra sulla base di
elementi quali tempo, denaro, ecc. ma anche in base a ciò che si aspetta del luogo, sulla base delle
sue aspettative. (parte fondamentale dell’esperienza turistica perché il turista può avere
percezioni e prospettive diverse, può cercare una conferma o una smentita delle proprie
aspettative quindi stupido positivamente o negativamente).
La terza fase: ciò che è racconto e memoria contribuisce ad una nuova preparazione per sé stesso
e per gli altri perché diventa parte fondamentale dell’immaginario turistico, costruito anche
attraverso ciò che viene raccontato dal viaggiatore.

L’immaginario turistico è la rappresentazione di un luogo declinato in chiave turistica che


contribuisce alla formazione dell’idea dell’altro soggetto o del soggetto stesso. Troviamo riviste
specializzate, film, serie tv che ci parlano di luoghi non solo in maniera esplicita ma anche implicita
(ambientazione magari) dal quale riceviamo un suggerimento al fine turistico. La narrazione
turistica è essenziale per la creazione dell’immaginario turistico (recensioni, advisor di vario tipo).
Quindi tutte le informazioni che ci provengono da amici, conoscenti che ci danno un feedback, il
quale può avvenire in maniera diretta o indiretta (foto su social, chiacchierata sul tema, ecc.).
Ma perché sono importanti? Sono alla base del processo di selezione della destinazione turistica e
ci danno una costruzione, una trasformazione dello spazio in chiave spesso stereotipizzata.
L’immaginario turistico è anche importane perché è proprio dal confronto tra immaginario ed
esperienza che il viaggiatore valuta la sua esperienza. L’aderenza all’immaginario tende ad essere
ciò che il visitatore riesce a prendere come una dimensione di riuscita dell’attività stessa.
Gli impatti del turismo possono essere molteplici.
Un impatto trasversale perché è un fatto sociale totale, cioè si inserisce all’interno di un territorio,
ne modifica gli aspetti, anche quelli originari del territorio stesso. Nel momento in cui abbiamo il
ritorno, la narrazione, il racconto, genera anche diversa percezione degli altri luoghi.
Tra gli impatti più significativi c’è tutto ciò che ha a che fare con la risultanza economica. Il turismo
è per molti territori una delle principali fonti di attività economiche. Questo aspetto è anche legato
a due grandi processi:
- Terziarizzazione delle economie
- Ruolo delle città (attori turistici puntando molto sulla dimensione turistica come base
economica delle attività urbane; il turismo è una significativa componente dell’economia,
in alcuni casi anche sottostimato perché delimitare cosa sia turistico o meno è spesso
difficile. Si fa riferimento alle attività connesse al turismo – viaggio, ricettività)

Vi sono luoghi dove l’attività turistica ha più o meno incidenza in un territorio e valutarne solo la
scala nazionale può fornire informazioni errate. Se scendessimo su scala locale, gli effetti del
turismo possono essere ineguali in termini di distribuzione, portando benefici ad una parte dello
spazio oppure ininfluente per altre porzioni del territorio.
Quindi una dimensione materiale che si manifesta con un andamento specifico della popolazione
delle aree interessate. Questo andamento diventa molto significativo per analizzare vari aspetti
dell’attività umana e sociale dei luoghi perché il turismo non ha una distribuzione coerente nel
tempo, ma risente anche della stagionalità. (turismo balneare, urbano, ecc.) La pressione
antropica cambia ed è mutevole nel tempo. Lo spazio deve confrontarsi con una dimensione
variabile della popolazione. Quindi le politiche anche a scala locale o globale varieranno.
L’andamento del turismo ha un’incidenza molto forte sulla popolazione residente (città turistiche,
borghi o località nei quali la popolazione in alcune stagioni è bassa mentre in altre raggiunge livelli
elevati. Questo è un aspetto sociale e territoriale molto forte che si lega all’elemento ambientale,
elemento delicato nel turismo e si rimette alla dimensione antropica. Va sottolineato come in
alcune fasi storiche il turismo ha prodotto un significativo impatto sull’ecosistema:
cementificazione dei litorali, elevata urbanizzazione di alcune località, ecc. È un fenomeno che sta
mutando perché vi è una riscoperta dei legami con il territorio che non è un ostacolo alla richiesta
turistica ma una caratterizzazione della stessa esperienza turistica. In conclusione, viene
modificato l’ecosistema sia da un punto di vista infrastrutturale ma anche strettamente
dimensionale).

Percezione e narrazione dei luoghi: questo ha a che fare con l’impatto del turismo su alcuni luoghi.
Il turismo sta diventando molto importante per alcuni luoghi e genera dei processi di
trasformazione (materiale: infrastrutture es. ma anche sociale dei luoghi stessi che potrebbero
caratterizzarsi non solo per le caratteristiche tipiche del luogo ma per l’immagine che vogliono
presentare di sé stessi). Questo diventa tema di gestione delle politiche turistiche: se da un lato i
luoghi vogliono dedicarsi a questa tipologia di attività, dall’altro bisogna mantenere alcune
peculiarità perché il turismo potrebbe modificare i territori portandoli ad essere meno attraenti
dallo stesso punto di vista.
L’attrattività è un elemento fondamentale dell’attività turistica. Alcuni luoghi hanno per
caratteristiche naturali, antropiche, ecc. un’attrattività innata o consolidata (Firenze, Roma,
Venezia, ecc.). Altri devono costruirsi l’attrattività attraverso la comunicazione degli elementi
caratteristici, di farli diventare desiderabili al turista. Nel momento in cui il luogo punta sul turismo
si possono generare trasformazioni: antropica, paesaggio, perdita delle caratteristiche peculiari e
dell’esperienza, dell’elemento di unicità del luogo, ecc. portando ad una dinamica turistica
differente. Il ciclo dell’attività turistica, richiamato da Miossec, nel quale ogni località ha una prima
fase di esplorazione, la scoperta, una standardizzazione di un turismo e poi una decadenza. È un
elemento da tenere in attenta considerazione nelle politiche turistiche. Es. elevata volatilità del
turismo stesso, la competizione turistica è alta, l’attrattività di un luogo si può modificare nel
tempo.

Forme alternative di turismo


Alternativo rispetto a cosa? L’idea di alternativo in confronto agli elementi classici del turismo. Si
sviluppa negli anni 60 del secolo scorso che è diventato un’attività di massa che ha caratterizzato
tutte le civiltà ed evoluzione. (antica Roma e Grecia esistevano trasferimenti verso località
balneari, soprattutto nobili. Ma anche studiosi che si muovevano nei territori alla scoperta, alla
conoscenza ma restava un fenomeno particolarmente elitario).
Alla fine della Seconda guerra mondiale, si ebbe un turismo con una platea più ampia diventando
un’attività accessibile, aperta e destinata a gran parte della popolazione. Un’attività di massa.
Alternativi: particolari forme di turismo che cercano di indirizzarsi verso una platea di fruitori che
cerca una via diversa per l’attività turistica la quale è un elemento esperienziale. Persone che si
indirizzano verso luoghi ed esperienze differenti rispetto a quelle standard. Magari per maggiore
ricerca, curiosità, legate ad esperienze precedenti, volontà di differenziazione, ecc. Da un punto di
vista geografico la quasi totalità dei luoghi oggi è interessata da fenomeni turistici questo perché
se prima c’era una forte presenza di attività turistiche in alcuni centri o luoghi, adesso quasi nessun
luogo non è meta turistica.
La crescente domanda turistica e di turismo alternativa, porta all’inserimento nelle destinazioni
turistiche anche di luoghi fragili dal punto di vista paesaggistico e naturale che possono risentire in
maniera drammatica di un approccio non corretto al turismo. È necessario pensare all’incidenza
significativa allo spazio e ai luoghi come l’influenza sull’ecosistema, la perdita di biodiversità, la
trasformazione degli spazi, affinché le attività turistiche possano essere compatibili e sostenibili
nell’ecosistema. Comportamenti aggressivi come l’utilizzo intensivo e deciso dello spazio potrebbe
talvolta compromettere in modo radicale e definitivo l’equilibrio molto fragile di alcune
destinazioni turistiche.

Ma si parla di un fenomeno unitario o di turismi? Queste forme differenti di turismo sono stesse
declinazioni dello stesso fenomeno o fenomeni diversi?
Dal punto dell’interazione possiamo avere forme differenti, non possono essere comparabili
(villeggiatura in spiaggia, turismo ricreativo con un turismo urbano o esperienziale) ma perché
vengono messi insieme? In termini di mobilità hanno elementi in comune come lo spostamento
non solo fisico ma anche sociale (interazione che assume connotazioni differenti). In questa analisi
includiamo molti elementi di varia natura: culturali, sociali, politici, ecc. Non sono solo un numero
di persone che si spostano da un luogo ad un altro.

Chi interagisce all’interno della costruzione di un percorso turistico? Chi sono gli attori? Come
interagiscono tra di loro?
Essendo un’azione trasversale allo spazio, in realtà gli attori del processo turistico si dovrebbero
estendere a tutta la popolazione. La categoria sociale è stata quindi individuata per dare una
lettura complessiva.
L’attore istituzionale: agente su scale differente, contribuisce in modo più o meno diretto
all’attività turistica. Dipende dal tipo di attore, ma anche dalle finalità del proprio intervento.
Alcuni elementi esemplificativi sono: governo nazionale o locale o di altre scale, ONG ma
istituzionali (turismo, enti bilateriali). Intervengono in tantissmi aspetti (diretti tramite azioni di
promozione del territorio anche tramite media, attraverso la creazione di presupposti per la
creazione dell’attività turistica, ruolo di gestione come creazione delle azioni necessarie alla
gestione del processo turistico, tutte le azioni che normalmente competono all’attore
istituzionale).
Attori economici: coloro che operano nell’ambito turistico (ricettività, trasporti, tour operator,
guide turistiche, ecc.). Ve ne sono altri, come imprese del territorio, la parte del commercio,
ristorazione, ecc.
Sociali: la collettività variamente organizzata (singolo soggetto, organizzazioni, gruppi di quartiere,
ONG di promozione, ecc.) Vita sociale e collettiva.
Comunicazione: riveste un ruolo fondamentale, non è limitata ai media tradizionali, non è soltanto
una categoria ma una serie di azioni ed attività.
Quello che è interessante è quella che possa essere la governance del settore turistico perché
essendo un elemento esperienziale di grande coinvolgimento territoriale e di grande interazione
con il territorio, l’attività turistica necessita di tutta l’interazione della collettività direttamente o
indirettamente diretta e allo stesso tempo di una gestione che integri tutto questo all’interno di
una governance (l'insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e
il governo di una società, di un'istituzione, di un fenomeno collettivo) territoriale complessiva.
Gli attori non direttamente coinvolti nel turismo hanno anche un ruolo fondamentale in quanto:
- Totalità dell’esperienza che si mette in atto nel momento dell’esperienza turistica
(molteplicità di soggetti direttamente coinvolti oppure negozianti, autisti, edicolanti o altri
che non sono coinvolti nel percorso turistico). Soprattutto per quei territori che non hanno
questo come attività turistica.
- Il territorio è coinvolto nella sua interezza nell’esperienza del turista (aeroporto, autobus,
taxi, luogo di pernottamento ma anche residenti, abitanti, altri turisti con in quali
interagiamo).
Se ad es. dovessi usufruire di un altro servizio (visita ospedaliera) e la strada fosse caotica, questa
sarebbe una brutta esperienza, ma se io fossi un turista questo avvenimento potrebbe essere un
forte deterrente soprattutto nella fase di ricordo o memoria. L’elemento che riguarda l’aspetto
urbano nel turismo è molto delicato sia perché interessa attori differenti ma anche perché quegli
attori non hanno il turismo come destinazione finale di attività.

La governance è un processo complesso, particolarmente delicato negli equilibri turistici.


Il turismo è un’attività altamente complessa in un territorio, che non si realizza in maniera diretta,
automatica o semplice perché si interagisce con attori di maniera differente. Ma anche perché si
opera attraverso immaginari, luoghi di destinazione, che deve essere compatibile con lo spazio
effettivo.

La scala riguarda un discorso di scalarità di questa politica, tante azioni si svolgono su scale
differenti e in alcuni casi possono essere competivive (es. elementi infrastrutturale, non è a scala
locale, ma anche a scala nazionale – aeroporti, ferrovie – potrebbe penalizzare alcuni luoghi
perché può essere in opposizione o a sostegno di alcune località). Se è un turismo legato
all’ambiente o all’ecosistema, un porto potrebbe essere un disvalore, ma viceversa, potrebbe
essere un grande valore.
Questo diventa un valore aggiunto quando si possono creare o valorizzare dei distretti turistici.
Pendolarismo

Tema che rientra all’interno dell’attualità perché si definisce un movimento di un essere umano
che si concretizza in un’unica giornata o poche giornate, non è una presenza stabile, che viene
ripetuta quasi quotidianamente, tendenzialmente regolare. Ha a che fare con l’interazione che
hanno le persone con il territorio.
L’aspetto del pendolarismo è rilevante perché è in grado di modificare l’organizzazione dei territori
e degli spazi. Quindi l’interazione tra centri urbani e aree rurali.
I pendolarismi attuali hanno una dimensione spiccatamente urbana ma con una scala diversa con
quelle precedenti. (tema della compressione spazio-temporale, vi è una maggiore facilità di
spostamento, velocità e riduzione dei costi)
Da una scala regionale, il pendolarismo si è spostato ad una scala statale se non addirittura
internazionale. Non è più raro trovare persone che abbiano dinamiche di pendolarismo su
lunghezze molto importanti.

Dal punto di vista di Christaller, si potrebbe pensare a una trasformazione delle centralità urbana
anche modificando il rango delle stesse.

Modalità di pendolarismo tradizionale: arrivano fino agli anni 80-90 quando si notava una
significativa quantità di persone che si spostavano dai centri rurali ai centri urbani. Questo portava
a ripensare l’organizzazione dello spazio introducendo il concetto di “area di gravitazione”
dell’area stessa, aggiungendo al concetto di spazio urbano anche le aree marginali. Molte persone
si spostavano da zone periurbane verso i centri urbani. In questo modo le città hanno avuto una
distribuzione spaziale molto più dispersa, prediligendo delle zone abitative più lontane dal centro
aumentando le zone di pendolarismo.
Questo porta a ripensare le dimensioni dello spazio urbano, non si può solo pensare alla città in
termini amministrative ma includendo tutti gli spazi che gravitano intorno ad essa.

La distribuzione spaziale delle linee di connessione fa sì che si creino dei network delle reti tra
centri urbani, a dispetto di una riduzione delle dimensioni marginali delle connessioni. La
connessione oggi sta diventando comoda, facile e accessibile tra centri urbani mentre si riduce
l’accessibilità dei centri di basso rango, dei centri rurali portando ad una modifica dei centri rurali.
Cambia la distribuzione spaziale delle persone, per le quali aree che erano molto accessibili
qualche tempo fa, lo diventano molto meno adesso. Aumentando la centralizzazione verso gli assi
di collegamento.
L’aumento di mobilità nazionale e internazionale fa sì che non si possa essere dispersi.
Le città si orientano verso una distribuzione delle proprie attività con la crescita dello spazio
urbano, verso le aree di maggiore accessibilità (aree aeroportuali o ferroviarie) creando delle zone
d’affari in prossimità di questi nodi di trasporto.

Il pendolarismo cambia profondamente la dimensione materiale dello spazio in funzione della


necessità di una mobilità frequente di persone.
Le trasformazioni geografiche generate non si possono limitare solo agli aspetti materiali, ma
anche di dinamiche territoriali, persone che si spostano. Il ricorso costante e frequente al
pendolarismo fa si che si debba ripensare anche alle relazioni che le persone mettono in atto nel
momento. Le persone vivono in un luogo ma passano parte del loro tempo presso un altro
determinato luogo. L’obiettivo principale è non creare situazioni di squilibrio: alcune aree si sono
trasformate in zone esclusivamente destinate a riposo o periodi di scarsa attività delle persone
senza tenere in considerazione momenti di crescita, miglioramento di vita o crescita sociale.

Dinamiche di flusso: non solo persone che si muovono, l’elemento che si analizza nel territorio non
è solo materiale, ma anche i flussi di ingresso e in uscita che si verificano costantemente. Questo è
importante anche per l’organizzazione delle attività che si svolgono nel territorio. Non solo
elementi infrastrutturali ma anche geografici.

Contraddizione degli attuali flussi di pendolarismo: questo tipo di processo di va a inserire


all’interno di un’altra grande trasformazione, quella connessa all’incremento di connessioni
virtuali di attività (cd. A remoto) che sembrerebbero dare una spinta opposta al pendolarismo.
Tutte quelle attività che si svolgono senza la necessità di presenza fisica riducono il movimento.
Ma non è una riduzione in termini assoluti ma una rimodulazione su scale diverse: se alcune
professioni erano spesso poco inserite su larga scala oggi molti tipi di attività hanno dinamiche che
si somigliano.  due spinte apparentemente contrapposte nella riorganizzazione globale del
lavoro hanno andamenti contradditori e anche imprevisti. È opportuno tenere in considerazione
questo fenomeno all’interno della pianificazione urbana ma anche macroregione: ci fa riflettere
sull’estensione degli spazi. L’accessibilità, la possibilità delle connessioni sostiene tutte queste
dinamiche.

Richiama elementi
 conformazione dello spazio urbano
 ruolo delle infrastrutture e del trasporto
 relazioni, territorio, relazioni tra territori, centralità e marginalità all’interno dei processi socio-
economici

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