Sei sulla pagina 1di 2

Gianfranco Bertagni

LA GNOSI NELLA MODERNITÀ


Appunti per la II lezione del seminario su “Gnosticismo e modernità”

L’ateismo totalizzante, elemento tipico della modernità, sarebbe una metamorfosi del
concetto di divinità transmondana proprio dello gnosticismo antico. Nella modernità,
Dio è così lontano che è diventato non solo inoperoso rispetto alla realtà cosmica (e
umana), ma inesistente.
L’esistenzialismo e il nichilismo sarebbero gnostici perché concepiscono l’uomo
come ‘gettato’ nel mondo, abbandonato a sé, in un universo estraneo alla sua natura,
a volte ostile, nel quale soffia il silenzio di Dio.
Il marxismo come rappresentante più significativo della modernità sarebbe gnostico,
in quanto svalorizza il presente nella speranza/costruzione di un evo futuro, nel quale
il male sia totalmente assente. Lo gnosticismo antico voleva liberare l’anima dalla
prigione del cosmo; la gnosi moderna vuole liberare l’uomo dal mondo presente, per
un mondo futuro assolutamente perfetto. E così tutti i movimenti politici che
teorizzano un modello apocalittico radicale sarebbero gnostici (attesa della fine).
Soprattutto il leninismo avrebbe elementi gnostici dovutamente modificati al suo
interno: la costruzione di un sapere enciclopedico che dia risposta su ogni aspetto
della realtà; una particolare interpretazione della storia e della sua fine; la distinzione
tra i militanti leninisti e la massa (il militante come detentore del sapere, così come lo
gnostico, rispetto agli altri uomini – gli psichici e gli ilici dello gnosticismo antico); il
Partito, luogo di verità e riparo da un mondo sbagliato (traduzione della realtà
pleromatica, sede originaria e oggetto di nostalgia dello gnostico).
La scienza moderna è spesso interpretata come l’unica verità incontrovertibile,
rispetto a tutti gli altri generi di sapere (traduzione moderna della contrapposizione
tra gnosi e fede). Gli scienziati come nuovi gnostici, che conoscono i segreti della
realtà e dei suoi processi. Vicinanza tra una certa scienza contemporanea e le
religioni orientali: alcuni scienziati, alla ricerca di una teoria unificata della scienza
(nella quale le varie scienze particolari possano connettersi tra loro formando una
“super-scienza” coerente in sé), hanno cercato modelli concettuali all’interno dei
mondi religiosi orientali (soprattutto indiani e cinesi). Così il tentativo da parte della
scienza contemporanea di dare risposta a qualunque quesito (anche quelli a cui
precedentemente si davano risposte di natura religiosa: il problema della morte, della
vita, della nascita dell’universo,…) porterebbe il pensiero scientifico ad essere
eminentemente gnostico, nel senso di una gnosi globale, salvifica, così come si spera
la scienza sia rispetto ai problemi dell’umanità (inquinamenti, malattie,… in breve: il
male).
La teologia. Una certa teologia (la teologia cosiddetta progressista) sarebbe gnostica
in quanto tenderebbe a ridurre ogni dogma a sapere storico, a demitologizzare il
cristianesimo epurandolo da tutto ciò che un uomo del XXI secolo non può accettare
(miracoli, resurrezione, paradiso celeste…). Questa teologia si farebbe partecipe di
una gnosi scientifica che contrapporrebbe alla fede, eliminando così il mistero dal
Cristianesimo.
Il successo della psicologia nell’epoca contemporanea è un altro elemento gnostico
proprio della modernità. Centralità del sé, dell’io; tentativo di raggiungere la piena
integrazione e individuazione del soggetto psicologico, liberandolo da tensioni,
chiusure, nevrosi,… Psicologia come religione del sé. Elementi della psicologia
junghiana tipicamente gnostici: esistenza di un elemento pneumatico all’interno
dell’uomo, che non si confonde con il corpo o con il complesso mentale-emotivo;
situazione dell’anima dominata da poteri nocivi (proiezioni e pulsioni), da cui ci si
libererà attraverso il processo di individuazione (un processo conoscitivo: gnostico);
lo sviluppo spirituale porta al Sé, che ha tutte le caratteristiche che le varie religioni
hanno attribuito a Dio; il perfezionamento della persona si manifesta nella sua
capacità di entrare in armonia con l’Unità.
I nuovi movimenti religiosi, la New age sono tipicamente gnostici nella misura nella
quale sono religioni del sé, che teorizzano l’esistenza di un elemento di natura divina
nell’uomo che debba ritornare alla sua origine (ristabilire il contatto con la totalità
dell’energia divina); che concepiscono la divinità in un modo vago, indeterminato
(così come la realtà pleromatica dello gnosticismo), indicandola con nomi altrettanto
astratti quali spirito, grande anima, il divino, coscienza cosmica, energia…; che
concepiscono la venuta di una nuova era, di un rinnovamento del cosmo (es. età
dell’Acquario).

Bibliografia essenziale:
Augusto Del Noce, Tradizione e Rivoluzione, in Tradizione e Rivoluzione. Atti del XXVII Convegno
di Studi Filosofici fra Professori Universitari. Gallarate 1972, Brescia 1973;
Id., I caratteri generali del pensiero politico contemporaneo, Lezioni sul marxismo, Milano 1972;
Alain Besançon, Le origini intellettuali del leninismo, Firenze 1978;
Luciano Pellicani, I rivoluzionari di professione. Teoria e prassi dello gnosticismo, Firenze 1975;
Eric Voegelin, Il mito del mondo nuovo, Milano 1980;
Id., La nuova scienza politica, Torino 1968;
Emanuele Samek Lodovici, Metamorfosi della gnosi, Milano 1991²;
Harold Bloom, The American Religion: The Emergence of the Post-Christian Nation, New York
1992;
Philip J. Lee, Against the Protestant Gnostics, New York-Oxford 1987;
Hans Jonas, Gnosticismo, esistenzialismo e nichilismo, in Id, Lo gnosticismo, Torino 1973;
Marie-Joseph Le Guillou, Il mistero del padre, Milano 1979;
Karl Prümm, Gnosis an der Wurzel des Christentums? Grundlagenkritik der Entmytologisierung,
Salzburg 1972;
Jürgen Gebhardt, Politik und Eschatologie, München 1963;
Vittorio Mathieu, La speranza della rivoluzione, Milano 1978;
Thomas Molnar, L’utopia, eresia perenne, Torino, 1986;
Ioan P. Couliano, I miti dei dualismi occidentali: dai sistemi gnostici al mondo moderno, Milano
1989;
Carlo Formenti, Piccole apocalissi. Tracce della divinità nell’ateismo contemporaneo, Milano
1991;
G. Hanratty, Gnosticism and Modern Thought, «Irish Theological Quarterly», 47 (1980) – 48
(1981).

Potrebbero piacerti anche