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Lezione 7

Intervista con Maria Luisa Vassallo, lettrice del Ministero degli Affari Esteri
e docente di Lingua Italiana e traduzione presso la Facoltà di Lettere
dell’Università di São Paulo (FFLCH – USP).
Tema: La casa brasiliana e la casa italiana.
PAOLA BACCIN: Salve! In questo momento abbiamo con noi la
professoressa Maria Luisa Vassallo che è lettrice del Ministero degli Affari
Esteri e docente di Lingua Italiana presso i nostri corsi all’Università di São
Paulo. Professoressa, da quanto tempo in Brasile?
MARIA LUISA VASSALLO: Io sono in Brasile dalla metà del duemilauno.
PAOLA BACCIN: E qual è la sua regione d’origine?
MARIA LUISA VASSALLO: Io vengo dal Piemonte, quindi dal nordovest
dell’Italia, da Torino.
PAOLA BACCIN: Oggi parleremo delle differenze tra la casa italiana e la
casa brasiliana. Voi sapevate che ci sono delle differenze tra le due case?
Professoressa, quali sono queste differenze?
MARIA LUISA VASSALLO: Bene, ce ne sarebbe da parlare per un intero
pomeriggio in realtà. Premetto che quello che dico non deriva da una
competenza accademica o professionale sulla casa, ma semplicemente
dalla mia esperienza d’italiana che a un certo punto è venuta a vivere in
Brasile senza aver conosciuto, senza sapere nulla del Brasile prima, questo
forse è importante. Io comincerei con il significato della parola “casa”
perché quello che colpisce un italiano generalmente è il fatto che “casa” in
italiano vuol dire home, lar.
PAOLA BACCIN: Sì, ma anche in Brasile casa vuol dire home.
MARIA LUISA VASSALLO: Ecco, però quando io dicevo, per esempio qui in
Brasile, dicevo che io abitavo in una casa in Italia, tutti capivano che
abitavo in una casa e non in un appartamento. Mentre “casa”, io non uso
la parola “casa” in italiano per indicare una villetta, cioè una costruzione
unifamiliare diciamo. Uso casa quasi esclusivamente come lar in italiano.
PAOLA BACCIN: Ho capito. Allora vuol dire che anche se in Brasile abbiamo
la stessa differenza però la parola non ha questo significato così chiaro,
cosi ovvio.
MARIA LUISA VASSALLO: Sì, certamente. Diciamo che è difficile che un
italiano dica: “Sì, perché il mio appartamento ha tre stanze”.
Generalmente un Italiano dice: “La mia casa ha tre stanze”, anche se si
tratta di un appartamento.
PAOLA BACCIN: Ho capito. E quale aspetto Le ha creato più difficoltà di
adattamento o L’ha messa in imbarazzo quando Lei è arrivata in Brasile?
MARIA LUISA VASSALLO: Diciamo che intanto le casas sono diverse perché
in Italia abbiamo una villetta circondata da un prato ma è difficile avere la
tipica casinha brasileira.
PAOLA BACCIN: Quella che ha solo un corridoio.
MARIA LUISA VASSALLO: Esattamente, quelle casine una vicina all’altra
divisa da un piccolo corridoio e da un muretto, questo è il primo aspetto.
Sono molto carine, è difficile trovarle in Italia fatte in questo modo. Io ho
vissuto per alcuni anni in una casa brasileira e poi in un appartamento.
Trovo che l’appartamento sia effettivamente molto diverso.
PAOLA BACCIN: In che senso?
MARIA LUISA VASSALLO: Ecco, diciamo che innanzi tutto in Italia c’è un
corridoio generalmente, cioè si entra e c’è uno spazio intermedio.
PAOLA BACCIN: Un ingresso?
MARIA LUISA VASSALLO: Un ingresso, che a volte è anche abbastanza
lungo. In questo ingresso, siccome in Italia fa freddo, generalmente ci
sono degli attaccapanni, quindi la prima cosa che fa la persona è arrivare e
togliersi il cappotto, perché in Italia, c’è sempre qualcosa che ci si toglie
quando si entra in casa, e lo si appende all’attaccapanni. Invece questo
non c’è, perché nella mia esperienza molto spesso in Brasile si entra e ci si
trova subito nella sala de estar che sarebbe il soggiorno. Lo spazio che per
me è più diverso in Brasile è la cucina, ho la sensazione che sia un concetto
diverso.
PAOLA BACCIN: Ma la cucina, insomma, serve per cucinare. Non vedo
come ci può essere una differenza tra una cucina e una cozinha. Non ho
capito.
MARIA LUISA VASSALLO: In effetti! Invece quello che colpisce un italiano è
che associato alla cucina ci sia la lavanderia. La lavanderia è qualcosa che
in Italia, nella mia esperienza d’italiana del Nord, del Nordovest, hanno
soltanto le case molto ricche, gli appartamenti di palazzi molto nuovi.
PAOLA BACCIN: Ma allora, chiedo scusa, ma allora dove lavano i panni gli
italiani?
MARIA LUISA VASSALLO: Ecco, gli italiani vivono in appartamenti piuttosto
piccoli che sono in genere di case, di palazzi storici che a volte hanno
centinaia di anni e lavano in bagno.
PAOLA BACCIN: In bagno nel lavandino?
MARIA LUISA VASSALLO: Generalmente nella maggioranza degli
appartamenti, che non siano nuovissimi, c’è la vasca da bagno, la
banheira. E la vasca da bagno generalmente se non è una casa di alto
livello, diciamo, serve anche per lavare i panni per quanto generalmente ci
sia la lavatrice. Ma la stessa lavatrice è concepita come qualcosa che deve
stare in bagno e non in cucina.
PAOLA BACCIN: Ma dove si appende la biancheria?
MARIA LUISA VASSALLO: La biancheria, appunto, si appende anche in
bagno. Quest’idea di doverla appendere in cucina mi ha creato problemi
perché mi dicevo: “Ma se io friggo qualcosa poi l’odore di fritto andrà sulla
roba appesa”.
PAOLA BACCIN: Non ci avevo mai pensato infatti. Devo riconsiderare
quando arrivo a casa allora. Ho capito. Quando sono stata in Italia, ho
notato che è anche un po’ diversa la forma in cui si lavano i pavimenti.
MARIA LUISA VASSALLO: Sì, questo è anche molto buffo. In Brasile, io vedo
che in genere ci sono degli scarichi sul pavimento, il cosìdetto ralo e molto
spesso le persone lavano i pavimenti inondando il pavimento d’acqua e
poi spingendo l‘acqua in questo tubo di scarico. In Italia questo tubo di
scarico normalmente non c’è sul pavimento, per cui, per esempio, una mia
conoscente brasiliana, che ha avuto una casa in prestito, a un certo punto
ha inondato la casa perché, prima ha gettato un grosso secchio d’acqua e,
solo dopo, ha scoperto che non c’era modo di mandare via quest’acqua.
PAOLA BACCIN: Ma allora i nostri studenti Le stanno chiedendo come si fa
allora se io voglio comprare un rodo in Italia, come lo chiamo, dove lo
trovo?
MARIA LUISA VASSALLO: Ah, no…
PAOLA BACCIN: Non si trova.
MARIA LUISA VASSALLO: Io direi di no, perché il rodo è una cosa che io
non ho mai saputo tradurre, ecco. Si usa, ma per lavare i vetri, caso mai,
ma per terra no, per il pavimento direi proprio di no.
PAOLA BACCIN: Ho capito. E beh, c’è un altro argomento ragazzi che
purtroppo è un po’ delicato, ma lo vorrei proporre in questo momento. In
Brasile noi abbiamo i tubi dello scarico del water abbastanza stretti, allora,
la carta igienica sporca noi la buttiamo in un cestino. Per noi è molto
igienico, è molto normale. Come un italiano vede quest’abitudine,
quest’usanza?
MARIA LUISA VASSALLO: È la famosa cestinha. È molto difficile per un
italiano accettare l’idea di vedere fisicamente questa carta igienica usata e
di doverla mettere in qualche posto che non sia il water, ecco. Questo è
difficile.
PAOLA BACCIN: Allora studenti se voi andate in Italia, attenti! Se vedete un
cestino vicino al water non buttate la carta igienica sporca, buttatela
direttamente nel water perché figuratevi la persona che viene a fare la
pulizia che dopo si trova a dover pulire quel cestino! E c’è qualche altro
aspetto della casa brasiliana che La colpisce?
MARIA LUISA VASSALLO: Sì, molti. Direi per la camera da letto per esempio
il concetto di suite. Qui mi sembra normale, negli appartamenti
o nelle case, mi sembra che l’idea standard sia che il bagno deva essere
privato, per ogni persona possibilmente, e quindi, che la stanza da letto
debba dare direttamente sul bagno. Mentre è una cosa che, per me, è
molto strana. Io non l’avevo vista se non negli hotel prima di arrivare in
Brasile. E, dal mio punto di vista, suona persino poco igienica, non so,
perché l’idea di avere quest’accesso diretto dal bagno, con questi odori,
per esempio, a me non piace molto, ecco, l’idea della suite.
PAOLA BACCIN: Sì, ma abbiamo la finestrina, la finestrella.
MARIA LUISA VASSALLO: Certo, anche la finestrella mi ha creato qualche
problema, perché, in Italia, ero abituata a bagni con finestre di proporzioni
normali. Diciamo, finestre tipiche da bagno, la finestra tipica da bagno. In
Brasile è piccolina.
PAOLA BACCIN: La nostra non è normale? Una proporzione normale?
MARIA LUISA VASSALLO: No, normale nel senso grande come le altre
finestre delle altre stanze. Questa è un’abitudine che ho io. Nelle case in
cui ho vissuto [in Italia], c’era una finestra che, dal fuori, non era
riconoscibile come finestra da bagno.
PAOLA BACCIN: Vuol dire che, in Italia, ci possiamo trovare una finestra
grande anche in bagno?
MARIA LUISA VASSALLO: Sì, è possibile. Infatti, spesso ci sono le tende
oppure c’è un vetro smerigliato che impedisce di guardare attraverso. E
poi direi anche che, una cosa che suona un po’ strana è che, qui in Brasile,
mi sembra che i balconi, per esempio, siano un po’ caratteristica solo
dell’edificio di lusso, del palazzo un po’ di lusso, mentre in Italia la casa, gli
appartamenti, i palazzi hanno dei balconi. Suona molto strano una casa
senza balcone, un palazzo senza balcone.
PAOLA BACCIN: E infine, certamente non credo che in Italia ci sia il nostro
quartinho da empregada che, di solito, usiamo anche come ripostiglio, più
che altro, in Brasile.
MARIA LUISA VASSALLO: Sì, per me è anche stata molto strana quest’idea.
Mi sembra che sia molto più diffuso – l’appartamento della domestica,
non so neanche come chiamarlo, questo quarto de empregada – molto
più diffuso in Brasile che in Italia. Quello che mi colpiva, in effetti, era
anche che ci fossero due ingressi in ogni appartamento, cioè spesso c’è
l’ingresso per la domestica, che dà direttamente in cucina, e poi l’ingresso
sociale, diciamo, che dà sul soggiorno. Questa divisione della parte sociale
che ha anche, spesso, un bagno dedicato – cosa che è molto difficile
trovare in Italia – questa divisione mi ha colpito subito quando sono
arrivata, ecco.
PAOLA BACCIN: Ma adesso si è già abituata alle nostre case.
MARIA LUISA VASSALLO: Mi sono abituata quasi a tutto.
PAOLA BACCIN: Ah! Quasi a tutto. Allora anche i nostri studenti che
pensano di fare un’esperienza in Italia, certamente, si adatteranno anche
loro a queste difficoltà.
MARIA LUISA VASSALLO: Certo, alla mancanza di bagni direi. Credo che sia
scioccante, forse, per un brasiliano trovarsi dei bagni così poco privati.
Almeno io concepisco il bagno come qualche cosa che tutta la famiglia,
tutte le persone, possono usare e di non personalizzato mentre, per
esempio, sento la cucina come uno spazio personale. La cucina è un po’ il
cuore della casa, c’è il concetto di famiglia associato alla cucina mentre la
mia impressione è che in Brasile alla cucina siano associate più le parole
doméstica, empregada, lavoro, ma non tanto il senso degli affetti
domestici.
PAOLA BACCIN: Professoressa, La ringrazio della sua partecipazione.
Senz’altro anche questo incontro è stato molto interessante. Avrete
senz’altro imparato le differenze tra la casa italiana e la casa brasiliana.
Speriamo che vi sia stato utile e che vogliate seguire anche le prossime
puntate. Vi salutiamo. Alla prossima.
MARIA LUISA VASSALLO: Grazie a Lei. Arrivederci.
PAOLA BACCIN: Arrivederci.

TRADUÇÃO:

Entrevista com Maria Luisa Vassallo, professora do Ministério das Relações Exteriores e
professora de Língua Italiana e Tradução da Faculdade de Letras da Universidade de São Paulo
(FFLCH - USP).

Tema: A casa brasileira e a casa italiana.

PAOLA BACCIN: Olá! No momento temos conosco a Professora Maria Luisa Vassallo, que é
professora do Itamaraty e professora de língua italiana em nossos cursos na Universidade de
São Paulo. Professor, há quanto tempo você está no Brasil?

MARIA LUISA VASSALLO: Estou no Brasil desde meados dos dois mil e um.

PAOLA BACCIN: E qual é a sua região de origem?

MARIA LUISA VASSALLO: Venho do Piemonte, portanto do noroeste da Itália, de Turim.

PAOLA BACCIN: Hoje vamos falar sobre as diferenças entre a casa italiana e a casa brasileira.
Você sabia que existem diferenças entre as duas casas? Professor, quais são essas diferenças?

MARIA LUISA VASSALLO: Bem, teríamos que conversar sobre isso uma tarde inteira, na
verdade. Afirmo que o que digo não deriva de uma competência acadêmica ou profissional no
lar, mas simplesmente da minha experiência italiana que a certa altura vim morar no Brasil
sem ter conhecido, sem saber nada sobre o Brasil antes, isso talvez seja importante . Eu
começaria com o significado da palavra “casa” porque o que geralmente impressiona um
italiano é o fato de que “casa” em italiano significa lar, lar.

PAOLA BACCIN: Sim, mas também no Brasil casa significa casa.

MARIA LUISA VASSALLO: Bom, mas quando eu disse, por exemplo aqui no Brasil, eu disse que
morava em uma casa na Itália, todos entenderam que eu morava em uma casa e não em um
apartamento. Enquanto “casa”, não utilizo a palavra “casa” em italiano para indicar uma villa,
ou seja, uma edificação unifamiliar, digamos. Eu uso house quase exclusivamente como lar em
italiano.
PAOLA BACCIN: Eu entendo. Então quer dizer que mesmo que no Brasil tenhamos a mesma
diferença, porém, a palavra não tem esse significado tão claro, tão óbvio.

MARIA LUISA VASSALLO: Sim, com certeza. Digamos que seja difícil para um italiano dizer:
“Sim, porque meu apartamento tem três cômodos”. Geralmente um italiano diz: "Minha casa
tem três cômodos", mesmo que seja um apartamento.

PAOLA BACCIN: Eu entendo. E qual aspecto o deixou mais difícil de se adaptar ou constrangido
quando você chegou ao Brasil?

MARIA LUISA VASSALLO: Digamos que por enquanto as casas são diferentes porque na Itália
temos uma villa cercada por um gramado, mas é difícil ter a casinha típica brasileira.

PAOLA BACCIN: Aquela que só tem corredor.

MARIA LUISA VASSALLO: Exatamente, aquelas casinhas uma ao lado da outra divididas por um
pequeno corredor e um muro baixo, esse é o primeiro aspecto. São muito bonitos, é difícil
encontrá-los na Itália feitos desta forma. Morei alguns anos em uma casa brasileira e depois
em um apartamento. Acho que o apartamento é muito diferente.

PAOLA BACCIN: Em que sentido?

MARIA LUISA VASSALLO: Bem, digamos que antes de tudo na Itália há geralmente um
corredor, ou seja, você entra e há um espaço intermediário.

PAOLA BACCIN: Uma entrada?

MARIA LUISA VASSALLO: Uma entrada, às vezes bastante comprida. Nessa entrada, como na
Itália faz frio, geralmente há cabides, então a primeira coisa que a pessoa faz é chegar e tirar o
casaco, porque na Itália sempre tem algo que você tira ao entrar em casa, e pendure-o no
cabide. Em vez disso, isso não está lá, porque na minha experiência muitas vezes no Brasil você
entra e se encontra imediatamente na sala de estar que seria a sala de estar. O espaço que
mais me diferencia no Brasil é a cozinha, tenho a sensação de que é um conceito diferente.

PAOLA BACCIN: Mas a cozinha, em suma, é usada para cozinhar. Não vejo como pode haver
diferença entre uma cozinha e uma cozinha. Eu não entendo.

MARIA LUISA VASSALLO: Sim! Por outro lado, o que impressiona um italiano é que a roupa suja
está associada à cozinha. A lavanderia é algo que na Itália, na minha experiência do Norte,
Noroeste italiano, só temos casas muito ricas, apartamentos em prédios muito novos.

PAOLA BACCIN: Pois então, me desculpe, mas onde é que os italianos lavam a roupa?

MARIA LUISA VASSALLO: Bem, os italianos moram em apartamentos bastante pequenos que
geralmente são casas, prédios históricos que às vezes têm centenas de anos e são lavados no
banheiro.

PAOLA BACCIN: No banheiro da pia?

MARIA LUISA VASSALLO: Geralmente na maioria dos apartamentos, que não são novos, tem
banheira, banheira. E a banheira geralmente se não é uma casa de alto nível, digamos,
também é usada para lavar roupa embora geralmente haja uma máquina de lavar. Mas a
própria máquina de lavar é concebida como algo que tem que estar no banheiro e não na
cozinha.
PAOLA BACCIN: Mas onde você pendura a roupa?

MARIA LUISA VASSALLO: A roupa, aliás, também está pendurada no banheiro. Essa ideia de ter
que pendurar na cozinha criou problemas para mim, porque eu disse a mim mesmo: "Mas se
eu fritar alguma coisa o cheiro de frito vai para o pendurado".

PAOLA BACCIN: Eu nunca tinha realmente pensado nisso. Tenho que reconsiderar quando
chegar em casa. Entendo. Quando estive na Itália, notei que a maneira como os pisos são
lavados também é um pouco diferente.

MARIA LUISA VASSALLO: Sim, isso também é muito engraçado. No Brasil, vejo que geralmente
há ralos no chão, os chamados ralo e muitas vezes as pessoas lavam o chão inundando o chão
com água e depois empurrando a água para esse cano de esgoto. Na Itália esse cano de
drenagem não é normalmente encontrado no chão, então, por exemplo, uma brasileira
conhecida minha, que tinha uma casa emprestada, a certa altura alagou a casa porque,
primeiro ela jogou um grande balde de água. , só mais tarde, ele descobriu que não havia
como se livrar dessa água.

PAOLA BACCIN: Mas então nossos alunos estão perguntando como fazer isso, se eu quiser
comprar um rodo na Itália, como eu o chamo, onde posso encontrá-lo?

MARIA LUISA VASSALLO: Ah, não ...

PAOLA BACCIN: Não encontrado.

MARIA LUISA VASSALLO: Eu diria que não, porque rodo é uma coisa que eu nunca consegui
traduzir, é isso. É usado, mas para lavar as janelas, se alguma coisa, mas não no chão, para o
chão eu diria que não.

PAOLA BACCIN: Eu entendo. E bem, tem outro assunto pessoal que infelizmente é um pouco
delicado, mas eu gostaria de propor agora. No Brasil, temos encanamentos higiênicos bastante
estreitos, então jogamos o papel higiênico sujo na lata de lixo. Pra gente é muito higiênico, é
muito normal. Como um italiano vê esse hábito, esse costume?

MARIA LUISA VASSALLO: É a famosa cestinha. É muito difícil para um italiano aceitar a ideia de
ver fisicamente esse papel higiênico usado e ter que colocá-lo em outro lugar que não o
banheiro, é isso. Isto é difícil.

PAOLA BACCIN: Então, alunos, se vocês forem para a Itália, tenham cuidado! Se vir uma lixeira
ao lado do vaso sanitário não jogue fora o papel higiênico sujo, jogue direto no vaso sanitário
porque imagine a pessoa que vem fazer a limpeza que depois tem que limpar aquela lata! E
tem algum outro aspecto da casa brasileira que te impressiona?

MARIA LUISA VASSALLO: Sim, muitos. Eu diria para o quarto, por exemplo, o conceito de suíte.
Aqui me parece normal, nos apartamentos

ou nas residências, parece-me que a ideia padrão é que o banheiro deve ser privativo, para
cada pessoa se possível, e, portanto, que o quarto deve dar diretamente para o banheiro.
Embora seja algo que, para mim, é muito estranho. Eu não a tinha visto exceto em hotéis antes
de chegar ao Brasil. E, do meu ponto de vista, até soa anti-higiênico, sei lá, porque a ideia de
ter esse acesso direto do banheiro, com esses cheiros, por exemplo, eu não gosto muito da
ideia de A suíte.

PAOLA BACCIN: Sim, mas nós temos a janela, a janela.


MARIA LUISA VASSALLO: Claro, até a janelinha me causou alguns problemas, porque, na Itália,
estava acostumada a banheiros com janelas de proporções normais. Digamos, janelas de
banheiro típicas, a janela de banheiro típica. No Brasil ela é pequena.

PAOLA BACCIN: O nosso não é normal? Uma proporção normal?

MARIA LUISA VASSALLO: Não, normal no sentido geral como as outras janelas dos outros
quartos. Este é um hábito que tenho. Nas casas onde morei [na Itália], havia uma janela que,
vista de fora, não era reconhecível como janela de banheiro.

PAOLA BACCIN: Isso significa que, na Itália, também podemos encontrar uma grande janela no
banheiro?

MARIA LUISA VASSALLO: Sim, é possível. Na verdade, muitas vezes há cortinas ou vidro fosco
que o impede de olhar. E aí eu também diria que, uma coisa que soa um pouco estranho é
que, aqui no Brasil, me parece que as varandas, por exemplo, são um pouco características
apenas do prédio de luxo, do prédio um tanto luxuoso, enquanto na Itália, a casa, os
apartamentos, os edifícios têm varandas. Parece muito estranho uma casa sem varanda, um
prédio sem varanda.

PAOLA BACCIN: E por último, certamente não acho que na Itália haja o nosso quartinho da
empregada que costumamos usar como depósito, mais do que qualquer outra coisa, no Brasil.

MARIA LUISA VASSALLO: Sim, essa ideia também foi muito estranha para mim. Parece-me que
é muito mais difundido - o apartamento da empregada, nem sei como chamá-lo, esse quarto
de empregada - muito mais difundido no Brasil do que na Itália. O que me surpreendeu, aliás,
foi também que existiam duas entradas para cada apartamento, ou seja, muitas vezes existe a
entrada da empregada, que dá directamente para a cozinha, e depois a entrada social,
digamos, que dá para a habitação. quarto. Essa divisão da parte social que muitas vezes
também tem um banheiro dedicado - o que é muito difícil de encontrar na Itália - essa divisão
me impressionou na hora que cheguei, é isso.

PAOLA BACCIN: Mas agora ela já se acostumou com nossas casas.

MARIA LUISA VASSALLO: Estou acostumada com quase tudo.

PAOLA BACCIN: Ah! Quase tudo. Então, mesmo nossos alunos que estão pensando em fazer
uma experiência na Itália, é claro, também se adaptarão a essas dificuldades.

MARIA LUISA VASSALLO: Claro, a falta de banheiro eu diria. Acho chocante, talvez, um
brasileiro ter um banheiro privativo tão pequeno. Pelo menos concebo o banheiro como algo
que toda a família, todas as pessoas, podem usar e não personalizar enquanto, por exemplo,
sinto a cozinha como um espaço pessoal. A cozinha é um pouco o coração da casa, existe o
conceito de família associado à cozinha enquanto minha impressão é que no Brasil cozinhar
está associado a mais palavras

doméstica, empregada, trabalho, mas nem tanto o sentido dos afetos domésticos.

PAOLA BACCIN: Professora, obrigada pela participação. Sem dúvida, este encontro também foi
muito interessante. Você certamente terá aprendido as diferenças entre a casa italiana e a
casa brasileira. Esperamos que tenha sido útil para você e que você também queira
acompanhar os próximos episódios. Nós saudamos você. Até a próxima vez.

MARIA LUISA VASSALLO: Obrigada, tchau.


PAOLA BACCIN: Tchau.

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