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ECONOMIA

Fisiocrazia
La fisiocrazia è una dottrina che nasce in contrasto con il mercantilismo.
Fisiocratici → importanza alla terra, al settore primario
Mercanti → importanza ai mercanti

ORDINE NATURALE DEI FISIOCRATICI


Secondo i fisiocratici la società è dominata da un ordine naturale voluto da Dio, cioè un insieme di leggi che
regola ogni settore della nostra vita → esiste un ordine economico basato su leggi fisiche inderogabili e su
leggi morali che l’uomo deve adottare nel suo interesse.
→ il rispetto di queste regole garantisce il nostro interesse
I pensatori devono scoprire queste regole.
Il sovrano deve applicare queste regole.
L’individuo deve rispettare queste regole.
Compito dell’economia: scoprire le leggi naturali che stanno alla base della produzione e della distribuzione
dei beni → non bisogna impedire l’applicazione di queste leggi naturali → tutti i tentativi dello Stato di
regolamentare l’economia sono dannosi (netta opposizione al mercantilismo)
- Secondo i fisiocratici solo la natura (fisio) è in grado di produrre ricchezza:
→ agricoltura (settore primario) = unico settore economico che fornisce beni di consumo senza intaccare la
fonte di produzione → gli altri settori si limitano a trasformare i prodotti naturali e quindi vengono
considerati “sterili”.

LE CLASSI SOCIALI E IL PRODOTTO NETTO


Fisiocratici affrontano due problemi:
- La circolazione del prodotto dell’agricoltura fra le tre classi sociali (agricoltori, nobili, artigiani)
→ TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE
- La riproduzione annuale del prodotto netto
→ TEORIA DELLA PRODUZIONE
Nella visione dei fisiocratici la società è divisa in 3 classi:
- proprietari fondieri → aristocrazia (detengono la terra → a loro spetta il prodotto netto (sovrappiù))
- classe produttiva (agricoltori)
- classe sterile (coloro che trasformano, ma non generano materia prima)
Gerarchia legata alla capacità di produrre ricchezza:
Mercanti → ricchezza = oro e argento
Fisiocratici → ricchezza = dalla produzione agricola
Classici → ricchezza = dalla produzione industriale (Marx → plusvalore = ore di lavoro non remunerate)
La classe produttiva non è la classe dirigente (élite), ma è la classe che permette l’acquisizione della
ricchezza → trae dalla produzione l’occorrente per pagare se stessa e quello che serve per remunerare i
proprietari della terra.
La classe sterile non produce ricchezza, migliora solo il benessere di vita.
La classe produttiva è l’unica in grado di produrre un surplus (sovrappiù).
Sovrappiù = quando la quantità di beni e servizi prodotti annualmente è maggiore di quanto serve per
assicurare il minimo di sussistenza (livello min di consumo per sopravvivere e riprodursi) alla popolazione e
per reintegrare/ricostruire i mezzi di produzione.
Il sovrappiù non può tenerlo l’agricoltoree, poiché non è il proprietario

non in termine monetario, ma in termine di quantità prodotta


La figura dello Stato non ha alcun ruolo nei fisiocratici.
Il sovrappiù è ciò che residua da una data produzione dopo aver reintegrato tutti i fattori che hanno
concorso a ottenerla.
Esempio: consideriamo la coltivazione di un terreno agricolo
→ Il terreno viene dissodato, semiinato, coltivato fino ad ottenere il raccolto. Il raccolto è frutto di tutti i
costi sostenuti (sementi, beni strumentali, attrezzi) e di tutte le fatiche sopportate (lavoro).
La quantità di raccolto dovrà coprire tutti i costi di produzione.
In generale, il raccolto è maggiore di quanto seminato, infatti la produzione agricola è sempre un multiplo
di quanto è servito per ottenerla al netto dei costi sostenuti: la produzione agricola genera un sovrappiù che
servirà a compensare i proprietari per l’uso delle loro terre ed essi sono gli unici destinatari del sovrappiù
perché hanno la proprietà della terra.

L’assenza di una teoria dele valore nella concezione fisiocratica


Assenza di una teoria del valore → fisiocratici attribuivano solo alla terra, la capacità di produrre ricchezza
Fisiocratici trattano la ricchezza in termini fisici/materiali → non esprimono la ricchezza in valuta
Fisiocratici non confrontano il valore di quello che si è prodotto e il valore di quello che si è impiegato, ma
confrontano direttamente le cose prodotte con le cose impiegate.
→ confronto che si può fare solo nel SETTORE PRIMARIO (quantità immesse – quantità ottenute)
Visione che ignora la teoria del valore → ricchezza non può provenire dal settore secondario (classe sterile).
Una volta acquisito il prodotto netto (surplus), questo viene reimpiegato nella produzione per ottenere
nuovo prodotto netto, coinvolgendo tutte e tre le classi sociali, in un circuito o flusso circolare della
ricchezza (circuito economico).

Francois Quesnay e il Tableau économique


Solo gli agricoltori generano un sovrappiù (P(prodotto sociale)-input=sovrappiù): nelle tasche dei proprietari
terrieri.
Tutto il sovrappiù viene acquistato dai proprietari terrieri con la rendita ottenuta dai contadini (affitto):
questa rendita dopo vari scambi ritorna nelle mani dei contadini e viene messa da parte per pagare l’uso
della terra l’anno successivo.
Tutto il sovrappiù viene consumato da una classe passiva e inutile, quella dei proprietari terrieri, i quali
consumano solamente.
Dato che non investono, il prodotto sociale (P) rimane invariato → tutto rimane invariato da un anno
all’altro → SISTEMA CHIUSO

CLASSE PROPRIETARIA CLASSE STERILE CLASSE PRODUTTIVA


 Mette la terra a disposizione  Vende manufatti e servizi alla  Vende i prodotti della terra
della classe produttiva classe proprietaria alla classe proprietaria
 Percepisce il surplus della  Vende manufatti e servizi alla  Vende i prodotti della terra
classe produttiva classe produttiva alla classe sterile
 Acquista prodotti della terra  Acquista prodotti della terra  Acquista i manufatti e servizi
dalla classe produttiva dalla classe produttiva dalla classe sterile
 Ottiene il surplus, che cede alla
classe proprietaria

Grido di battaglia dei fisiocratici → laissez faire, laissez passer


Pure nella sfera dell’imposizione fiscale, l’industria e il commercio dovevano essere esenti da ogni tributo.
Solo al settore di produzione (agricoltura) potevano essere applicate le imposte.
Principi essenziali dell’ordine naturale:
- diritto di godere dei benefici della proprietà
- diritto di esercitare il proprio lavoro
- diritto di godere della libertà di perseguire il proprio interesse personale
Ordine naturale → anticipazione dell’utilitarismo
Terra unica fonte di ricchezza → imposta unica era contro gli interessi fondiari
Tutto questo più il non intervento dello Stato → più potente impulso allo sviluppo dell’industria
Non tassando l’industria, i fisiocratici (involontariamente) favorirono la rivoluzione industriale.
(→ capitali enormi messi da parte)

La valutazione critica sul Tableau


Pregio del Tableau → aver stabilito un’intima connessione fra la sfera produttiva e quella distributiva
Due momenti sono interagenti: se la circolazione richiede la produzione, la produzione necessita della
circolazione.
Critica al Tableau → presunta improduttività del ceto artigianale: secondo lo schema di Quesnay, la classe
produttiva utilizza anche manufatti della classe sterile (attrezzi di lavoro, indumenti, suppellettili che
servono a mantenere efficiente il lavoro umano) → manufatti entrano, quali fattori produttivi, nel processo
di acquisizione del prodotto netto.
→ smentisce la proposizione di base secondo la quale i beni ottenuti sono gli stessi di quelli impiegati, per
cui risulta impossibile fondare una teoria del prodotto netto quale differenza fra quantità fisiche di beni
omogenei.
La classe sterile non può considerarsi estranea al processo di acquisizione di un dato surplus!

Storia dell’economia (Galbraith J.K)


1) Fisiocratici più importanti: Francois Quesnay, Anne-Robert-Jacques Turgot e Pierre-Samuel du Pont de
Nemours.
2) Visione degli interessi mercantili (per Galbraith) era più ampia in quanto figlio di un ricco commerciante:
intraprese una serie di riforme per incoraggiare l’agricoltura, per promuovere il commercio locale, per
migliorare la rete viaria e limitare gli abusi fiscali.
3) Obbiettivo principale dei fisiocratici:
- preservare un’antica società caratterizzata dall’egemonia e dal privilegio della classe terriera
- contrastare le pretese e le intrusioni del capitalismo mercantile e le turbolente forze industriali che esso
aveva generato.
4) Il diritto naturale governava il comportamento economico e sociale: la legge dei re e dei legislatori è
tollerabile solo se e in quanto coerente con il diritto naturale.
5) Laissez faire teologico = lasciamo che le cose vadano per il loro verso nell’area più vasta possibile, ed esse
troveranno le loro soluzioni.
7) Il prodotto netto afferma che tutta la ricchezza trae origine dall’agricoltura, e che nessuna ricchezza
derivava da alcun’altra industria, commercio od occupazione.
8) Per i fisiocratici dovevano essere tassati il signore della terra o l’agricoltore proprietario.
9) Coloro che non erano impegnati in occupazioni diverse dall’agricoltura non producevano alcuna
ricchezza e quindi non dovevano pagare le imposte. In più non avevano nemmeno un sovrappiù per poterle
pagare.
10) I salari per i fisiocratici corrispondevano al minimo necessario per la sussistenza.
12) Cause dell’insuccesso delle riforme proposte dai fisiocratici: ricchi e privilegiati oppositori, mancanza di
intelligenza, orgoglio, legittima indignazione, dignità ferita, preferenza temporale e navigazione psicologica.
Il laissez faire teologico non è attuale, perché oggi lo Stato controlla l’economia, ma soprattutto oggi è una
forza notevole: influenza il modo in cui parecchi uomini d’affari moderni guardano lo Stato finché il pericolo
della bancarotta, non costringe a tornare a una visione più laica dell’azione statale.

Gli artigiani non devono essere tassati perché aumenterebbero i prezzi dei loro manufatti creando
conseguenze ai contadini. I prezzi dell’agricoltura diminuiscono poiché artigiani non hanno più soldi per
derrate alimentari → agricoltori producono meno prodotto netto

La scuola classica
Fine XVIII-Inizio XIX secolo → nasce la scuola classica → formata da economisti che elaborano le loro teorie
sulla base di concetti comuni (Adam Smith, David Ricardo, Thomas Robert Malthus).
Scuola classica si basa su principi fondamentali:
- analisi di classe
- salario fissato alla sussistenza
- capitale come anticipazione
- determinazione del sovrappiù
- analisi dinamica
- teoria del valore-lavoro
Smith trasforma la classificazione dei fisiocratici in una divisione in classi più aderente alla situazione
inglese (sistema capitalistico nel settore agricolo → imprenditore-capitalista prende in affitto le terre dal
proprietario terriero e assume lavoratori)
Teoria di Smith → società divisa in tre classi:
- lavoratori → capacità di lavorare e ricevono come retribuzione il salario (PERCEPISCONO IL SALARIO)
- imprenditori-capitalisti → organizzano il processo produttivo e percepiscono il profitto come
remunerazione per la loro attività (PERCEPISCONO IL PROFITTO)
- proprietari terrieri → possiedono la terra e la cedono in affitto agli imprenditori-capitalisti, ricevendo in
cambio la rendita (PERCEPISCONO LA RENDITA)
Lavoratori → salario pari alla sussistenza
Salario di sussistenza = livello minimo necessario sia per mantenere in vita il lavoratore e la sua famiglia sia
per perrmettere la riproduzione della classe lavoratrice
Secondo i classici, l’organizzazione del processo produttivo richiede anticipazioni:
→ il capitalista deve anticipare ai contadini sia i salari che i mezzi di produzione
→ l’imprenditore deve anticipare il capitale ai lavoratori
Capitale = comando sulle risorse che i capitalisti usano per ottenere il comando sul lavoro
Classici → sovrappiù → attività agricola e manifatturiera
Il sovrappiù non può derivare solo dalla fertilità della terra (come per i fisiocratici): l’origine del sovrappiù
risiede nel lavoro dell’uomo.

Q = produzione complessiva
W = capitale anticipato dall’imprenditore ai lavoratori come monte salari
S = sovrappiù
S=Q−W

Salari sono fissi alla sussistenza → sovrappiù viene distribuito fra profitti e rendite
Per aumentare la produzione è necessario un aumento sia della forza lavoro che del capitale fisso:
- forza lavoro cresce in base all’incremento demografico
- capitale fisico cresce se aumenta l’investimento del sovrappiù
Fisiocratici → NO teoria del valore → misurano il sovrappiù in termini fisici
Nel settore manifatturiero non è possible misurare il sovrappiù in termini fisici, poiché non si possono
confrontare grandezze eterogenee (stoffa e lavoratori/macchinari)
Classici → teoria del valore-lavoro = valore di una merce è pari al lavoro necessario a produrla
Esempio: se per costruire una sedia occorrono 10 ore di lavoro e per un tavolo occorrono 40 ore, il valore
del tavolo è il quadruplo di quello della sedia (occorrono 4 sedie per compare un tavolo)
Economisti classici costruiscono le loro teorie in base alla legge di Say (offerta genera domanda):
Say → merci possono essere scambiiate solo con altre merci (tramite la moneta)
Eccessiva produzione di un singolo bene → saturazione del mercato
Beni acquistati (Domanda) sono sempre uguali ai beni prodotti (Offerta) → offerta genera domanda
Secondo Say gli imprenditori possono produrre qualsiasi ammontare di merci con la sicurezza di poterlo poi
vendere.
Secondo Smith, il mercato consente l’incontro fra chi vende prodotti per guadagnare e chi li compra per
trarne utilità → questo incontro determina il prezzo dei beni e le quantità scambiate
Mercati liberi → prezzi bassi e quantità prodotte elevate → mano invisibile (mercato concorrenziale) → fa
sì che le scelte individuali favoriscano il benessere di tutti

‘600 → Hobbes → nega l’esistenza di una “legge naturale” → esistono i “diritti naturali”: gli uomini sono
propensi alla guerra contro tutti.
Lo Stato, il “grande Leviatano”, ha un potere assoluto, ma non dispotico, perché non discende dal volere
divino, ma dalla volontà dei cittadini.

Idea di “diritto naturale” ripresa da Locke → meno pessimista sulla natura degli uomini (soggetti sociali e
razionali → propensi ad accettare regole di coesistenza): possono entrare in conflitto a causa di
un’insufficiente disponibilità di beni naturali (uomini godono di diritti naturali)
Diritti naturali: libertà / proprietà privata / uguaglianza (sono una trilogia)
Stato liberale → garantire l’ordine attraverso le leggi che definiscono e proteggono la proprietà dall’altrui
interferenza, ma si giustifica solo se persegue il bene pubblico e se è democratico → prima di tutto esistono
i cittadini e i loro diritti: stato è uno strumento non un soggetto esterno → Stato liberale rappresentativo
(eleggiamo chi ci rappresenta) che garantisce libertà (soprattutto economiche), non interventista.

Hume come Locke → uomini inclini alla benevolenza, che li rende capaci di desiderare ciò che è utile e
piacevole per se stessi e per gli altri → non riesce a spiegarsi come può sopravvivere un’attività sociale
come l’economia, che si regge sull’interesse individuale.
→ Smith ha la risposta: anche egli crede nella bontà e nell’intelligenza umana, ma le scelte economiche
sono egoistiche:
- agire morale → sentimento è utile per sé e per gli altri
- agire economico → prevale il comportamento egoistico (perseguimento del proprio interesse)
Interesse individuale, se coesiste con la benevolenza, induce un maggiore benessere collettivo, se sono
rispettate certe condizioni.
Stato liberale (conclusione) → libertà individuale, non è incompatibile con l’interesse collettivo.
Il bene pubblico è tutelato dallo Stato che difende la proprietà individuale e promosso dagli interessi
individuali.
Riassumendo il pensiero economico-politico di Adam Smith
- si affermano gli Stati nazionali → idea che il sovrano dovesse controllare tutte le attività
dell’organizzazione sociale, anche attività economica
- filosofia statalista → dal libero sfogo degli istinti umani non può che nascere caos → serve un controllo
rigido della società (coercizione è il mezzo migliore) → dalla RI questa filosofia non è più adatta
→ NUOVA CONCEZIONE: la libertà del singolo è un passaggio obbligato per l’armonia sociale

Concezione della natura umana secondo Adam Smith


- uomo naturalmente egoista → obbiettivo è raggiungere il proprio tornaconto personale
- uomo entra in relazione con altri egoisti: i rapporti antagonisti che si instaurano fra gli individui
determinano l’assetto sociale (struttura di classe). La società che ne deriva tende all’armonia, visto che ogni
egoismo trrova il suo contemperamento nell’egoismo di ciascun’altro soggetto e dalla fusione degli egoismi
individuali nasce l’armonia sociale
→ gli interessi non sono uguali per tutti, possono contrapporsi (antagonismo tra le classi): gli egosimi si
completano a vicenda → condizione necessaria: nessun ostacolo al singolo (NO intervento Stato)
Lo stato deve:
- occuparsi dei compiti che non possono essere gestiti dai singoli
- far rispettare le norme giuridiche
Metafora della mano invisibile:
la società sarebbe dominata da una sorta di guida suprema, di forza spirituale (mano invisibile), che non
serve a nulla contrastarla, ma lasciarsi guidare da essa verso l’armonia.
Smith è il primo a dare una solida giustificazione della libertà economica: senza libertà non si perviene alla
ricchezza e alla prosperità sociale, ma solo alla povertà e all’infelicità.

LO STATO LIBERALE
Prima metà dell’Ottocento → si affermano in Europa le dottrine liberiste: lo Stato non deve intervenire
nell’economia, poiché l’economia realizza spontaneamente il più elevato sviluppo possibile attraverso il
meccanismo della concorrenza.
17-18° secolo → Stato assoluto in crisi → borghesia mercantile economicamente sempre più importante
→ scoperte di nuove terre nel 15° sec → scambi su lunga distanza → fortuna della classe borghese
Borghesia non poteva accettare i vincoli posti all’attività economica dallo Stato assoluto.
Scuola di pensiero dominante era il mercantilismo → Stato interventista
Pensiero mercantilista → ricchezza = monete e metalli preziosi → vendita all’estero = perdita di ricchezza
Stato nazionale necessitava di:
- ingenti ricchezze → per il potere centrale e il potenziamento militare
- popolazione numerosa → serviva ad alimentare l’esercito
Borghesia → rivoluzioni → cambiamento politico
Borghesia convinta che con la fine dello Stato assoluto ci possa essere un’emancipazione di tutta la
popolazione: individui cittadini e non più sudditi.
Come può realizzarsi questa emancipazione?
Con un meccanismo che permette di assoggettare il potere politico al controllo da parte della popolazione.
Come può realizzarsi questo controllo?
- attraverso il diritto di voto (possibilità di decidere chi deve esercitare il potere politico)
- questi diritti sono chiamati diritti politici (cittadini entrano nella sfera del potere politico e ne determinano
le sorti)
Leggi → norme giuridiche generali e astratte
Generali = si applicano a tutti i cittadini senza distinzione (nello Stato assoluto → privilegi del re)
Norme giuridiche generali → principio di eguaglianza di fronte alla legge
Riconoscimenti dei diritti dell’uomo:
- Dichiarazione dei diritti americana 1776 Ogni uomo è titolare di diritti naturali, innati e
- Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino 1789 inviolabili, che lo Stato deve rispettare e garantire

Libertà e uguaglianza restano a lungo affermazioni formali di principio = uguaglianza formale


→ ci vorrà molto tempo per raggiungere l’obbiettivo dell’uguaglianza effettiva = uguaglianza sostanziale
Costituzioni borghesi dell’800 → fissano dei limiti alla volontà del sovrano
Nel corso dell’800 si sviluppa lo Stato liberale:
- rifiuta l’identificazione dello Stato con la persona del sovrano
- afferma il principio di separazione dei poteri, che devono essere affidati ad organi diversi
Stato liberale è uno Stato di diritto!

Adam Smith
L’uomo ha un bisogno quasi costante dell’aiuto dei suoi simili, ed invano se lo aspetterebbe soltanto dalla
loro benevolenza: potrà più probabilmente riuscirci se può indirizzare il loro egoismo a suo favore.
Per ottenere la massima parte dei servizi di cui abbiamo bisogno → dammi ciò di cui ho bisogno e avrai
questo che ti occorre (bisogna considerare il loro interesse personale, non la loro benevolenza).
Non ci rivolgiamo alla loro umanità, ma al loro egoismo e parliamo dei loro vantaggi e mai delle nostre
necessità → solo i mendicanti si rivolgono alla benevolenza altrui
Tuttavia, l’uomo prova un sentimento di attenzione agli altri, che rappresenta il tessuto connettivo della
società.

Interesse della società è meglio raggiunto se ci si affida alle scelte dei cittadini volte al loro tornaconto
personale e guidate dalla “mano invisibile” (concorrenza), piuttosto che alle loro scelte che ambiscano a
promuovere direttamente l’interesse collettivo.

Valore delle cose (prezzo in termini reali) → dato dal lavoro comandato: una persona che dispone di un
bene e lo vende, il valore di scambio di quel bene è dato dalla quantità di lavoro che quel bene gli consente
di acquistare → teoria del valore criticata da Marx e Ricardo → teoria dl valore-lavoro (vedi pag.5)

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