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Canzoniere 1

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono

Funzioni e contenuti del proemio


Sonetto proemiale (introduce il Canzoniere) → non procede secondo la propria libera creatività o
fantasia → applica le regole che la grammatica e la retorica del suo tempo prescrivevano riguardo
l’esordio di ogni opera letteraria
→ pagina introduttiva di ogni testo letterario aveva diverse funzioni:
- catturare l’attenzione del lettore
- indicare il genere letterario dell’opera
- anticipare gli argomenti destinati a essere approfonditi
Petrarca rivolge il proprio invito ai lettori (Voi ch’ascoltate) → desidera che i lettori siano
disponibili a seguire con attenzione la sua storia → patto di corresponsabilità tra autore e lettori
(lettori coinvolti in prima persona → quelli che sono a conoscenza di questi tormenti amorosi
proveranno pietà per lui)

Struttura del sonetto


Dualismo o opposizione tra quartine e terzine riproduce e anticipa la struttura di tutto il
Canzoniere, scandita in due parti:
- quartine = prima parte del Canzoniere → poesie riflettono sui sospiri dell’età giovanile, sulle
manifestazioni appassionate del sentimento amoroso, vissuto dalla coscienza adolescenziale
- terzine = seconda parte del Canzoniere → prevalgono, nei confronti dell’amore, i moti di
vergogna e pentimento, che sono tipici della coscienza adulta del poeta

Sotto il segno del pentimento


Il sonetto proemiale sembra strappare alla scrittura amorosa ogni fondamento etico: la
connotazione è tutta in negativo
Il poeta, nel rivolgersi a un pubblico di lettori, tra cui alcuni esperti d’amore, manifesta le due
tappe essenziali della sua vicenda: - la follia dell’adolescenza
- la saggezza della maturità
L’amore è inteso come delitto e come peccato da cui prendere le distanze.
Il poeta segue un processo di maturazione, prende coscienza dei propri errori.
Le due terzine rappresentano due tipi di vergogna diversi:
- prima terzina:
→ le persone deridono Petrarca per quell’amore non corrisposto di Laura → dolore oggetto di
chiacchiere (vergogna circoscritta, contingente)
→ la vergogna qui ha a che fare con la morale stoica (l’uomo felice è quello saggio che riesce a
tenere le distanze da delle passioni)
- seconda terzina:
→ la vergogna nasce dalla consapevolezza che l’amore è qualcosa di vano. Vano è l’amore, come il
dolore e le speranze. Vuole prendere le distanze dall’amore nella sua integrità
→ la vergogna qui ha a che fare con la morale cristiana (presa di distanza, condanna dei beni
terreni)
Tempi verbali
Passato remoto → tempo in cui il giovane Petrarca fu interamente soggiogato dal desiderio di
Laura, fino a suscitare il pettegolezzo dei suoi contemporanei
Imperfetto → mancanza di Laura, attesa insoddisfatta di lei gli rubavano ogni pace e serenità
Presente → tempo ultimo della vicenda raccontata (meditazione sul passato in chiave di giudizio
morale)

v.4 contapposizione di due tempi verbali (era e sono) → antitesi tra due stati d’animo (centro
tematico dell’intero Canzoniere)
“vano” → evoca un tema di ascendenza biblica → vanità dei beni terreni (tema petrarchesco)
Allitterazioni (due scopi):
- creano musicalità (il lettore imprime nella memoria i contenuti della scrittura)
- sottolineano le parole più importanti del testo, alle quali corrispondono le tematiche di tutto il
Canzoniere (sospiri d’amore, vanità delle passioni, speranza di un riscatto, l’io come nucleo
centrale dell’opera)
Musicalità enfatizzata anche dall’assonanza → creano un effetto di eco

Canzoniere 3
Era il giorno ch’al sol si scoloraro

Questo sonetto sottolinea il giorno dell’innamoramento di Laura (6 aprile 1327), un venerdì santo
(in realtà era lunedì) → tempo dell’innamoramento in un giorno che dovrebbe suggerire
sentimenti di dolore e penitenza (crocifissione di Cristo)
Amore asimmetrico → l’uomo ama, ma la donna non ricambia
Collegando la vicenda dell’amore per Laura con la morte di Cristo, le conferisce un valore maggiore
→ parallelismo tra il dolore di Petrarca e quello collettivo

GUAI DI FRANCESCO COMMUN DOLORE PER LA MORTE DI CRISTO


- dolore mortifero, individuale che porta al - dolore salvifico
peccato
- cuore trafitto da una saetta d’amore - lancia e chiodi trafiggono Cristo dentro un
- all’innamoramento di Laura esce il sole, la disegno provvidenziale
luce - alla morte il cielo si oscura

L’amore è di tipo cortese, stilnovistico: parte dagli occhi della donna e passando dagli occhi di
Francesco arriva a ferire il cuore.

Canzoniere 35
Solo et pensoso i più deserti campi
Confessione del suo mondo interiore → l’innamoramento si rifugia nella solitudine perché ha
paura che il suo sentimento sia scoperto dagli uomini che lo circondano e che diventi argomento di
pettegolezzo, di scherno ai suoi danni.
Petrarca aveva osservato che, in età giovanile, la sua passione amorosa era stata motivo di ironia
alle sue spalle (ogni innamorato ricerca la solitudine, poiché non vuole che dal suo aspetto
esteriore gli altri capiscano i suoi sentimeni e ne facciano materia di beffa
Solitudine: - sfuggire i suoi simili
- stare solo appare come un possibile rimedio ai propri tormenti interiori, ai dolori
provocati dalla lontananza dell’amata
La solitudine non riesce a liberare il soggetto dal pensiero ossessivo dell’amore:
in realtà il pensiero d’amore è il movente della ricerca della solitudine.
La solitudine aumenta le fantasticherie amorose, non le attenua.
TEMA → amore spiegato attraverso una sofferenza, descritta dall’interno di un soggetto che lo sta
sperimentando → induce il soggetto a comportamenti contrari alla sua natura
Rapporti con la tradizione
L’amore era extraconiugale, per altre donne SEGRETEZZA DELL’AMORE:
l’amore deve rimanere all’oscuro
Le chiacchiere degli altri possono inquinare l’amore
Donna non viene mai nominata con il suo nome → SENHAL
- Mito omerico di Bellerofonte: fa esattamente le cose che in questo sonetto sono attribuite all’io,
si rifugia in una natura deserta (si pensa che Petrarca conosca Bellerofonte)
Viene coinvolta continuamente la natura:
→ fino a questo momento per i poeti, la natura era un serbatoio di metafore, similitudini per
esaltare per esempio degli aspetti di una donna
→ con Petrarca la natura diventa coprotagonista di questa avventura amorosa (schermo su cui si
riflettono i sentimenti del poeta)

Il contenuto del sonetto è un contenuto passionale a cui corrisponde un tono lucido, contenuto:
l’ideale del controllo razionale esercitato sulle passioni attraverso procedimenti formali
armonizzati → si parla di dolore utilizzando forme armoniose

Canzoniere 61 / Canzoniere 62
Benedetto sia ‘l giorno, e ‘l mese, e l’anno / Padre del ciel, dopo i perduti giorni

61 → Bilancio positivo della sua esperienza → benedetto ‘l giorno / dolce affanno / benedetto
pensiero
→ benedice tutto quello che ha a che fare con Laura, ma allo stesso tempo benedice se stesso
62 → Bilancio negativo della sua esperienza → perduti giorni / non degno affanno / reduci i
pensieri vaghi → giudizio negativo, di condanna

Canzoniere 90
Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
Ritratto della donna amata, offrendo ai lettori dettagli che alludono alla suprema bellezza di Laura.
Il profilo di Laura messo a fuoco da Petrarca rimane estremamente stilizzato e astratto
Descrive la donna amata attraverso tre stadi successivi:
1) Con un gioco di parole rivela il nome dell’amata
2) Evidenzia alcuni particolari del suo aspetto
3) Celebra gli effetti che simile creatura produce nell’animo dell’amante
Laura → donna angelicata
Nel Medioevo la donna con i capelli sparsi era il massimo della sensualità e il massimo del peccato.
Il poeta rimane fedele a Laura seppur sa che la bellezza di Laura è destinata a consumarsi.
Tempi verbali
Imperfetto → descrive la bellezza di Laura ed edifica il suo mito
Passato remoto → indica le tappe precise, successive all’innamoramento
Presente → indica la promessa d’amore eterno, il momento del dubbio riguardante l’esperienza
passata
In Dante l’io si perde in un coro che assiste alla vista di Beatrice.
In Petrarca l’io diventa co-protagonista del racconto.
L’obbiettivo si sposta da Laura all’io.
La donna terrena, di cui nelle quartine sono menzionati i capelli, gli occhi, il viso, si trasforma in
una divinità angelica e immortale, non comprensibile in termini semplicemente umani.
Laura si afferma come un personaggio simbolico, che incarna e esprime, le più nobili ed elevate
ambizioni di ogni uomo, ovvero la conoscenza della verità e la perfezione morale.
Questo sonetto ricorda “Tanto gentil e tanto onesta pare” di Dante
TEMA → donna angelo e fuga del tempo

Canzoniere 126
Chiare, fresche et dolci acque

Petrarca amplifica il discorso fatto nel sonetto precedente → insieme alla donna desiderata, evoca
il paesaggio naturale nei dintorni di Avignone, dove egli risiedeva negli anni del suo soggiorno
francese e dove sbocciò la sua passione per Laura.
Le linee tematiche sono tre:
- Petrarca sottolinea la corrispondenza esistente fra la bellezza della natura e il fascino della
fanciulla: affinità tra Laura e il paesaggio (eleganza, purezza, splendore)
- Petrarca dopo aver ricordato le gioie provate vicino all’innamorata, lamenta che Laura lo ha
abbandonato senza più corrispondere ai suoi sentimenti
- Petrarca esprime il desiderio che la donna si ravveda e compianga di aver trascurato un legame
pieno di promesse → se ciò avverrà, sarà forse troppo tardi e a Laura non resterà che piangere
sulla tomba del suo giovane amante, ucciso dal dolore del tradimento

La figura in primo piano è Laura, ma verso la fine ritorna l’io e la natura.


Dialogo nel presente ma attraverso dei vocativi il poeta recupera rammenti del suo passato.
La struttura non è lineare → canzone strutturata da un numero x di stanze conclusa infine da un
congedo (dialogo con il proprio testo o con i destinatari a cui si indirizza)
La natura viene descritta attraverso dei filtri (es. memoria) e non in presa diretta, e attraverso dei
modelli culturali (topos del locus amoenus) → la natura viene interiorizzata e stilizzata
La funzione della natura
- testimone di un’epifania primaverile di Laura
- la pioggia dei fiori a cui ha partecipato attivamente
- attraverso questo processo è stata sacralizzata
- può divenire, nel presente, la confidente dell’io (e nel futuro il luogo dove vorrebbe essere
seppellito, in cui vorrebbe disperdersi)
L’io vede un futuro con paura della morte, a causa dell’amore, ma spera di poter essere seppellito
nella natura.
Enjambement e incisi → rallentano il tempo
Tempi verbali
Presente → lontananza da Laura – dialogo con la natura
Futuro → fantasie di morte (non prive di risvolti consolatori)
Passato → rievocazione dell’esaltante epifania di Laura
Presente → accettazione serena della propria condizione (si conquista una situazione di equilibrio
non presente all’inizio)

Canzoniere 272
La vita fugge, et non s’arresta un’hora

- Petrarca è angosciato dalla velocità con cui scorre il tempo: la morte si avvicina e la vita, nelle tre
dimensioni del passato, del presente e del futuro, è fonte di sofferenza (1-4)
- Sia il ricordo che l’attesa provocano angoscia all’io, che è tentato dall’idea del suicidio (5-8)
- La memoria fa riaffiorare i pochi momenti felici, l’immaginazione prospetta una vecchiaia
tempestosa (9-11)
- L’anima è stanca e Laura è morta (12-14)

Petrarca prova un malessere interiore per la fugacità della vita che è però connotata
negativamente → CONTRADDIZIONE DIRETTA
L’incombere della morte non è collegata ad un giudizio finale della vita (visione cristiana).
Il malessere assomiglia a quello stato che la psicologia oggi chiama depressione.
→ Petrarca riconduceva questo stato all’accidia (incapacità di guardare alla vita con la fiducia di un
credente) → uno dei peccati più gravi in cui l’uomo può incombere
Non è un sonetto morale ma studia a fondo la profondità della psiche umana.
L’andamento è lento, scandito dalla punteggiatura e da polisindeti → stanchezza e ossessività di
Petrarca
Antitesi → esprimono le inquietudini di Petrarca
Canzoniere 279
Se lamentar augelli, o verdi fronde
1-8: il lamento degli uccelli, l’aura estiva, il muoversi delle fronde, il mormorio del ruscello → stessi
segnali che descrivevano il locus amoenus di “Chiare, fresche et dolci acque” → preannunciano
un’apparizione di Laura
Enumerazione di segnali che preludono l’apparizione di Laura → clima di sospensione
→ sviluppo ipertrofico (=eccessivo nelle dimensioni) della frase condizionale, dilatata
dall’enumerazione dei segnali naturali che preludono l’apparizione di Laura (Se…si ode – 1-4)
Prolessi (5-8) → provoca un effetto a sorpresa, sconcerto nel lettore, riproducendo lo stupore
dell’io di fronte all’apparizione di Laura

9-14: Immagine di Laura pietosa, piena di compassione: può assumere queste caratteristiche solo
dopo la morte
Laura ha terminato semplicemente la vita terrena ed è passata alla vita eterna → attraverso
questa visione cristiana, Francesco può superare il trauma generato dalla morte dell’amata
Laura negli ultimi versi prende la parola, cosa che non aveva mai fatto nelle poesie precedenti.

Locus amoenus = luogo idealizzato e piacevole, in cui si svolge parte della trama; nel locus
amoenus l’uomo non compare in gruppo, è quindi una dimensione privata