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16 novembre 2021 - 19:33 > Versione online

INAIL - Istituto Nazionale per


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Con la conferenza stampa che si è svolta presso la direzione generale dell’Inail ha preso
il via il percorso di avvicinamento alla prima edizione del Festival internazionale in
programma a Urbino la prossima primavera, promosso dalla Fondazione Rubes Triva e
dall’Osservatorio Olympus
ROMA - La battaglia contro le morti sul lavoro si vince tutti insieme: lavoratori, datori di
lavoro, aziende, associazioni, sindacati e istituzioni. È questo il messaggio che ha fatto
da filo conduttore alla conferenza stampa che si è svolta ieri a Roma presso l’Auditorium
della Direzione generale Inail, prima tappa della marcia di avvicinamento agli Stati
generali sulla prevenzione partecipata in programma al Palazzo Ducale di Urbino dal 4
al 6 maggio 2022. A promuoverli sono la Fondazione Rubes Triva, ente bilaterale
paritetico per la formazione dei lavoratori, e l’Università degli Studi di Urbino, attraverso
l’Osservatorio Olympus per il monitoraggio permanente della legislazione e
giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro. “L’idea – ha spiegato in apertura Filippo
Gaudenzi, vicedirettore del Tg1 e membro del Comitato tecnico scientifico della
manifestazione – è di lanciare una grande campagna per fare in modo che tutti possano
partecipare alla sfida della prevenzione”.
Bettoni: “Serve un impegno concreto da parte di tutti”. “Quella della prevenzione
partecipata è una sfida che l’Inail accetta con entusiasmo e convinzione – ha assicurato

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nel suo intervento il presidente dell’Istituto, Franco Bettoni – perché solo con un impegno
concreto e condiviso tra tutti gli attori e le parti sociali è possibile diffondere la cultura
della sicurezza sul lavoro, indispensabile per combattere il doloroso fenomeno delle
morti sul lavoro e delle malattie professionali”. Bettoni ha riassunto anche i dati più
recenti relativi all’andamento infortunistico e tecnopatico: nei primi nove mesi del 2021,
gli incidenti sul lavoro denunciati all’Inail sono stati circa 396mila, in aumento dell’8,1%
rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e 910 quelli con esito mortale, mentre le
malattie professionali segnalate all’Istituto sono state 40.470, con un incremento del
27,7% rispetto al 2020, fortemente influenzato dall’emergenza Coronavirus.
“Anche il ruolo dell’informazione è importante”. “Alla luce di queste fredde
statistiche, dobbiamo riflettere e agire insieme per individuare azioni di prevenzione
idonee e specifiche e far sì che la formazione venga percepita come un percorso
educativo”, ha aggiunto il presidente dell’Inail, per il quale “importante è anche il ruolo
dell’informazione per un’efficace sensibilizzazione verso questi temi”. Bettoni ha inoltre
ricordato “la proficua e pluriennale collaborazione” che lega l’Istituto alla Fondazione
Rubes Triva, “in virtù degli obiettivi comuni”. Attraverso la Direzione centrale
prevenzione, in particolare, l’Inail è rappresentato nel Comitato tecnico scientifico del
Festival, che rientra tra gli eventi della campagna 2020-2022 dell’Agenzia europea per la
sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), di cui l’Istituto è focal point per l’Italia.
Giordano: “I costi degli incidenti superano il 2,5% del Pil”. Per Bruno Giordano,
direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), “i numeri sono molto significativi ma
non descrivono mai l’enormità della tragedia umana che c’è dietro anche un solo
incidente sul lavoro. Quando contiamo mille morti sul lavoro le vittime sono molte
migliaia di più, perché ogni incidente stravolge anche la vita dei loro familiari”. La stessa
azienda in cui avviene l’incidente e l’intero contesto sociale ne subiscono le
conseguenze perché “ci sono costi amministrativi, assicurativi, previdenziali, sanitari,
legali, processuali e giudiziari, che nel nostro Paese superano complessivamente il 2,5%
del Pil”. Di qui la necessità da parte dello Stato di “fornire risposte che riguardano la
capacità di fare prevenzione”. In questo senso, ha proseguito Giordano, “l’iniziativa del
prossimo maggio è utile perché offre una panoramica ampia e complessiva”, partendo
dall’assunto che “tutti, dalle aziende ai lavoratori, devono fare prevenzione”.
Riverso: “In Italia non abbiamo un problema di regole, ma di rispetto delle regole”.
Richiamando le recenti parole del Capo dello Stato sui rischi legati alla precarietà,
Roberto Riverso, consigliere giuridico del ministro del Lavoro, ha spiegato che “i diritti
del lavoro influiscono profondamente sugli incidenti. Se una persona non ha diritti e non
è rispettata nel tempo, nel luogo e nella sua professionalità, infatti, rischia di più perché
ha anche meno possibilità di autoproteggersi. Chi ha diritti, invece, è meno ricattabile e
meno propenso a lavorare a qualsiasi condizione”. Per Riverso, inoltre, “in Italia non
abbiamo un problema di regole, ma di rispetto delle regole che riguardano la sicurezza
sul lavoro. Conscio di questa necessità, il governo si è mosso con l’obiettivo di
implementare l’efficacia dell’apparato legale, potenziando l’azione ispettiva dell’Inl”.
“Procedere sulla strada dell’universalizzazione delle tutele”. Per il consigliere
giuridico del ministro Orlando, un altro ambito su cui è opportuno puntare “è quello della
formazione dei lavoratori e delle stesse imprese”, procedendo anche “sulla strada
dell’universalizzazione delle tutele assicurative”. Sul tema si era già espresso in apertura
anche il presidente dell’Inail, che ha ribadito “l’importanza di tutelare gli oltre quattro
milioni di lavoratori che non sono assicurati con l’Istituto e non possono quindi accedere
a rendite e indennizzi in caso di infortunio”. La platea Inail, riferita ai soli lavoratori
assicurati, ha evidenziato Bettoni, “non comprende nemmeno categorie particolarmente
esposte al rischio di contagio da Covid-19”, come quelle dei medici di famiglia, dei
medici liberi professionisti e dei farmacisti.

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Con Sgi Europe una finestra sul futuro del continente. Per allargare lo sguardo oltre i
confini nazionali, la conferenza stampa ha coinvolto anche Valeria Ronzitti, segretaria
generale di Sgi Europe, partner sociale intersettoriale riconosciuto dalle istituzioni
europee, che rappresenta imprese fornitrici di servizi di interesse generale. “Nell’ambito
della manifestazione di maggio – ha spiegato Ronzitti – ci occuperemo di una sessione
introduttiva che sarà dedicata alla Conferenza sul futuro dell’Europa, articolata in una
serie di consultazioni in tutto il continente tra lo scorso maggio e la primavera 2022 con
l’obiettivo di raccogliere idee e proposte per la riforma dell’Ue, che possono riguardare
anche la salute e sicurezza sul lavoro. Troppo spesso, infatti, si tende a dimenticare che
molte delle questioni di cui discutiamo a livello nazionale provengono proprio
dall’Europa”.
Il 3 febbraio un webinar per presentare spunti e proposte condivise online. Come
illustrato da Paolo Pascucci, presidente del Comitato tecnico scientifico degli Stati
generali di Urbino, il percorso di avvicinamento alle tre giornate di maggio sarà
caratterizzato dalla possibilità di condividere spunti e proposte sulla piattaforma online
“Costruiamo assieme la prevenzione”. Le considerazioni inviate saranno raccolte,
presentate e discusse in un webinar in programma il 3 febbraio 2022 al quale è già
possibile iscriversi e contribuiranno alla costruzione di un percorso condiviso il cui
approdo sarà la prima edizione del Festival della salute e sicurezza sul lavoro, dove il
tema della prevenzione partecipata sarà affrontato in tavole rotonde con rappresentanti
delle istituzioni, del mondo accademico e delle parti sociali, articolate in quattro sessioni
dedicate alla regolarità del lavoro e alla tutela della salute e sicurezza, ai nuovi rischi e
all’evoluzione organizzativa, alla formazione per la salute e sicurezza e alle possibili
riforme.
In maggio previsto anche il varo della Scuola di alta formazione. Per rendere
operativi gli auspici di una sicurezza partecipata l’evento di maggio, oltre a essere il
punto di arrivo di questo cammino condiviso, coinciderà anche con la partenza della
Scuola di alta formazione in salute e sicurezza sul lavoro della Fondazione Rubes Triva,
un percorso biennale della durata complessiva di 100 ore, articolato in corsi, seminari e
webinar e rivolto a tutte le figure della sicurezza. “Questo innovativo progetto di
formazione partecipata, che abbiamo sviluppato in collaborazione con l’Osservatorio
Olympus – ha spiegato il direttore della Fondazione, Giuseppe Mulazzi – si caratterizza
per il concetto di partecipazione dei lavoratori e risponde alla necessità di migliorare la
qualità della formazione in materia di salute e sicurezza, andando oltre il dettato
normativo”.
A Palazzo Ducale la mostra fotografica dell’Eu-Osha. In occasione della prima
edizione del Festival, al Palazzo Ducale di Urbino sarà anche esposta in via eccezionale
la mostra che raccoglie i migliori scatti realizzati per il secondo concorso fotografico
paneuropeo organizzato dall’Eu-Osha, inaugurata in Italia presso la direzione generale
Inail e attualmente ospitata in modo permanente presso la sede dell’Istituto di Venezia
Mestre. Le immagini inviate da fotografi professionisti e amatoriali si focalizzano in
particolare sul tema della prevenzione dei rischi, con l’obiettivo di evidenziare come la
collaborazione fra datori di lavoro e lavoratori possa contribuire a prevenire infortuni e
malattie professionali.

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