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Dipartimento di prevenzione

Unità Operativa Prevenzione Sicurezza Ambienti e Luoghi di Lavoro


Servizio delle Professioni Sanitarie

Referente aziendale Covid-19

Aprile12020
Presentazione del corso di formazione

Il percorso rappresenta la formazione di base per il referente Covid-19 nelle


aziende che potrà essere ovviamente ampliata e sviluppata in relazione ai
propri bisogni e/o complessità aziendali.

Destinatari del corso: Referenti aziendali COVID-19

Durata del corso: 4 ore (comprensive di presentazione con slide, autoapprendimento


e test di valutazione)

Prova finale: 10 domande a risposta multipla

Organizzatori del corso: UOPSAL – SPS del Dipartimento di Prevenzione

Il corso prevede il rilascio di un attestato esclusivamente all’avvenuto svolgimento


della prova finale. La partecipazione consentirà automaticamente di registrare il
nominativo del partecipante nell’anagrafe referente Covid.

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Obiettivi formativi della corso

 Modalità di trasmissione
 Sintomatologia
Apprendere conoscenze  Definizione di distanziamento sociale
basilari su COVID 19  Definizione di contatto stretto
 Condizioni di esposizione

Definire il ruolo del  Individuazione del referente


 Possibili azioni di supporto
Referente COVID 19 in  Attività del referente
azienda

• Informazione
Acquisire conoscenze utili • Igienizzazione e sanificazione degli ambienti di lavoro
per l’implementazione del • Modalità di accesso in azienda
sistema di gestione del • Limitazione delle occasioni di contatto
rischio COVID 19 in • Distanziamento tra le persone
azienda • Gestione degli spazi comuni
• Igiene delle mani
• Dispositivi di protezione individuale
• Supporto nella tutela dei lavoratori più vulnerabili
• Supporto nella gestione dei casi positivi
• Revisione del sistema
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Apprendere conoscenze di base
su COVID 19

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I coronavirus

Coronavirus (CoV): rappresentano un’ampia famiglia di virus respiratori che


possono causare malattie da lievi a moderate (dal comune raffreddore a sindromi
respiratorie - MERS (sindrome respiratoria mediorientale), SARS (sindrome
respiratoria acuta grave).

Devono il nome alle punte a forma di corona presenti sulla loro superficie.

Il nuovo Coronavirus (nCoV) è un ceppo di coronavirus che non è stato


precedentemente mai identificato nell'uomo. In particolare quello denominato
SARS-CoV-2 , non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan,
Cina, a dicembre 2019.

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I coronavirus

Il 12 febbraio 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della
malattia in COVID-19, abbreviazione per coronavirus disease 2019. Nello stesso giorno la Commissione
internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses - ICTV) ha
assegnato il nome definitivo al virus che causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus
simile a quello della SARS.

Si ipotizza che i primi casi umani in Cina della malattia COVID-19 siano derivati da una fonte animale: la fonte
animale del nuovo coronavirus non è stata ancora identificata.

Coronavirus umani Altri coronavirus umani:


comuni: 5 - MERS-CoV (il coronavirus beta che causa la
1 - 229E (coronavirus Middle East respiratory syndrome)
alpha) 6 - SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la
2 - NL63 (coronavirus Severe acute respiratory syndrome)
alpha) 7 - SARS-CoV-2 (il coronavirus che che
3 - OC43 (coronavirus beta) causa la COVID-19)
4 - HKU1 (coronavirus
beta) 6
Il coronavirus

RIASSUMENDO

SARS-Cov-2
VIRUS che causa l'attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato "Sindrome Respiratoria
Acuta Grave-CoronaVirus-2" (SARS-CoV-2) (International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV)

COVID-19

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome definito dall’Organizzazione Mondiale


della Sanità: “COVID-19” (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19"
indica l'anno in cui si è manifestata).

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/multimedia/video-gallery/videogallery-tutorial-
conoscere-rischio.html
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LO STATO DELLE COSE
perché dobbiamo prestare così tanta attenzione

• Non esiste al momento alcun test che possa con sufficiente sicurezza
attestare se le persone sono esenti da infezione COVID-19

• In questa fase della pandemia, al fine di garantire la massima


tutela, le persone dovrebbero essere considerate tutte come
potenzialmente contagiose; questo anche in relazione alla
presenza di individui con sintomi lievi o completamente
asintomatici.
• E’ altrettanto vero, comunque, che la contagiosità è fortemente
legata alla sintomatologia: chi presenta quindi sintomi di natura
influenzale, nel caso fosse infettato da Covid, è certamente in grado
di trasmettere con più facilità l’infezione

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Quali sono i sintomi di una persona con COVID-19?

• Febbre (quasi sempre)


• stanchezza
• tosse secca
• difficolta respiratoria Più frequenti
• indolenzimento e dolori muscolari
• congestione nasale
• naso che cola
• mal di gola

• congiuntivite
• sindromi gastrointestinali (nausea, diarrea)
• l'anosmia/iposmia (perdita /diminuzione dell'olfatto),
• l'ageusia (perdita del gusto)

Quest’ultimi sebbene meno frequenti possono essere sottovalutati.

Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi
l'infezione può causare: polmonite, sindrome respiratoria acuta grave,
insufficienza renale, fino a provocare la morte.
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Incubazione e contagiosità

INCUBAZIONE
E' il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici.
Recenti evidenze fornite dallo European Centre for Disease Prevention and Control
(ECDC) sul periodo di incubazione del virus delimitano il periodo tra 2 e 12 giorni,
fino ad un massimo di 14 giorni.

CONTAGIOSITA’
La facilità con cui il virus si trasmette (contagiosità) risulta maggiore rispetto a
quella osservata per altri coronavirus responsabili di epidemie in passato come
SARS e MERS.

MORTALITA’

Il numero di morti sul totale dei malati (mortalità) risulta essere inferiore rispetto a
quella osservata in SARS e MERS
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Come si trasmette il virus ?
CONTATTO DIRETTO

SARS-CoV-2 è un virus respiratorio che, nella maggior parte dei casi, si trasmette attraverso
goccioline - droplets (≥ 5μm di diametro) generate dal tratto respiratorio di un soggetto infetto
ed espulse tramite tosse o starnuti a distanze brevi (< 1 metro). Le stesse goccioline possono
essere prodotte anche durante il normale dialogo interpersonale ma in questo caso la distanza
alla quale vengono espulse è minore.
La principale via di trasmissione è quindi il contatto stretto diretto con una persona che presenta
sintomi; è ritenuto possibile, sebbene in casi rari, che anche persone nelle fasi iniziali della
malattia, e quindi con sintomi assenti o molto lievi, possano trasmettere il virus.

Allo stato attuale, il cosiddetto “contatto di contatto”(vale a dire un contatto avvenuto con
persona che a sua volta abbia avuto un contatto con un soggetto malato), non deve essere
considerata una persona per la quale siano necessarie ulteriori precauzioni o particolari
provvedimenti sanitari aggiuntive rispetto alle raccomandazioni espresse per la popolazione
generale.

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Come si trasmette il virus ?
CONTATTO INDIRETTO

SARS-CoV-2 si può anche trasmettere per contatto con oggetti o superfici contaminate dalle
secrezioni di persone infette (saliva, secrezioni nasali, espettorato ecc..). È possibile infettarsi
toccando distrattamente un oggetto contaminato portandosi poi le mani a contatto con bocca,
naso o occhi. Anche i portatori sani, i quali risultano molto difficili da individuare, possono
contaminare gli oggetti durante la loro attività lavorativa. In relazione a ciò, oltre a raccomandare
la massima pulizia e disinfezione delle superfici del proprio posto di lavoro e degli automezzi di
servizio utilizzati, sarà quindi fondamentale l’osservanza scrupolosa delle regole di igiene, prima
tra queste il frequente e corretto lavaggio delle mani.

VIA AEROGENA

La trasmissione per via “aerogena” (che avviene attraverso particelle di dimensioni < 5 μm che si
possono propagare a distanza > 1 metro) non è invece documentata per i coronavirus incluso
SARS- CoV-2, ad eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol (ad esempio,
intubazione, tracheotomia, ventilazione forzata) e che avvengono soltanto in ambiente sanitario.

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Altre informazioni sulla trasmissione

• Esistono evidenze che virus appartenenti allo stesso gruppo (coronavirus,


il virus della SARS e il virus della MERS) possono persistere su superfici
inanimate anche per qualche giorno, in funzione del materiale su cui si
vengono a trovare, della quantità di fluido biologico, della concentrazione
virale iniziale, della temperatura dell’aria e dell’umidità relativa, anche se
non è stata dimostrata la loro capacità infettiva.

• Dati più recenti confermano che su plastica e acciaio inossidabile, in


condizioni sperimentali, il virus ha capacità di permanere analoghe a
quelle del virus della SARS (SARS-CoV-1), mostrando comunque un
decadimento esponenziale del titolo virale nel tempo (la metà delle
particelle virali non risulterebbero più infettive dopo poco più di un’ora).

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Come si trasmette il virus ?

RIASSUMENDO:

CONTATTO DIRETTO (con positivo)


Tramite DROPLET (goccioline)
• Saliva, tossendo e starnutendo
• dialogo ravvicinato con persona infetta (circa 1 metro)

CONTATTO INDIRETTO (con oggetti contaminati)


• Mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate)
bocca, naso o occhi

• Contaminazione fecale (raramente)

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FAKE NEWS

Attenzione alle notizie false e pericolose per la salute.

Il ministero pubblica le più frequenti:

• dal virus che “vola” nell’aria fino a 5 metri;


• al consiglio di bere tanta acqua perché lava il virus dalle vie aeree

• Il sudore emesso durante l'attività fisica elimina anche il virus

Queste sono solo alcune delle bufale sulla malattia Covid-19 che circolano in
questi giorni. Per evitare di imbattersi in fake news, il ministero della salute, in
un comunicato, raccomanda di cercare informazioni su fonti istituzionali ufficiali
e certificate (Ministero della salute – Istituto Superiore di Sanità).

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Distanziamento sociale

Il distanziamento diminuisce la possibilità di contagio

Distanziamento sociale: insieme di azioni finalizzate al controllo delle


infezioni e volte a rallentare o fermare la diffusione di una
malattia contagiosa.

L'obiettivo del distanziamento sociale è di diminuire la probabilità


(rischio) di contatto di persone portatrici di un'infezione con individui
non infetti, così da ridurre al minimo la circolazione del virus e la
possibilità di nuovi contagi.

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Distanziamento sociale

Quando è efficace il distanziamento sociale ?

Il distanziamento sociale è maggiormente efficace quando l'infezione può essere


trasmessa tramite:

 droplet (goccioline disperse nell'aria tramite colpi di tosse o starnuti)

 contatti fisici diretti (stretta di mano)

 contatti fisici indiretti (ad esempio il contatto con una superficie contaminata)

 vie aeree (se il microrganismo può sopravvivere nell'aria per lunghi periodi)

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Definizione di contatto stretto (1)

La ricerca dei contatti di un caso positivo ha


il fine di individuare la persona o le persone che potrebbero
essere state contagiate
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
definisce contatto stretto:

• una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19.

• una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19
non protetto (per esempio la stretta di mano).

• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di
un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati).

• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto (faccia a faccia) con
un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15
minuti.

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Definizione di contatto stretto (2)

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie


definisce contatto stretto:

• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula,


sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per
almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri non protetto.

• un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad


un caso di COVID-19 non protetto.

• personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un


caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante
l’utilizzo di DPI non idonei.

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La valutazione del rischio

Il decreto 81/08 fa riferimento a due condizioni di rischio

DI TIPO SPECIFICO (o anche USO DELIBERATO):

tipico dell’attività lavorativa svolta, in cui il microrganismo viene deliberatamente manipolato


o dove comunque per le particolari condizioni di lavoro l’esposizione è altamente probabile
(es. alcune attività chirurgiche, alcuni reparti di reparti di degenza ospedaliera, attività di
laboratorio microbiologico ecc.). In tali casi il DL provvede ad una specifica valutazione del
rischio con l’individuazione di specifiche misure di prevenzione.

DI TIPO GENERICO (POTENZIALE):

il rischio è presente ma non è direttamente riconducibile alla natura intrinseca della


mansione esercitata. La presenza di agenti biologici ha carattere di epifenomeno
indesiderato ma inevitabile, più che di specifico oggetto di lavoro (es. comune influenza ma
in questo periodo anche il Coronavirus). Anche in questi casi il datore di lavoro deve
procedere ad una valutazione del rischio in relazione però a specifici contesti di lavoro.

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Valutazione del rischio

Da un punto di vista della classificazione i “coronaviridae” famiglia cui


appartiene il Covid 19 è elencato tra gli agenti biologici di classe 2
nell’allegato XLVI del Dlgs 81/2008, anche se, per il momento l’assenza
di vaccino consente una classificazione ancora incerta.

(Agente biologico del gruppo 2: un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un
rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella comunità; sono di norma disponibili
efficaci misure profilattiche o terapeutiche)

La rilevanza sociosanitaria che sta assumendo l’epidemia di Covid-19, rende tuttavia necessario,
anche per quelle attività dove l’esposizione è di tipo potenziale o generica “in situazioni normali”,
una valutazione del rischio principalmente in funzione delle specifiche disposizioni legislative
intervenute, con particolare attenzione a quelle condizioni lavorative in cui la probabilità di
esposizione al rischio di contagio può essere particolarmente rilevante (es. front office, rapporti
ravvicinati con pubblico e utenza ecc.).
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Il corso è stato curato da UOPSAL e realizzato con la collaborazione di:

Ferro Antonio Direttore Dipartimento di prevenzione;


Mirko Mazzurana, Dirigente del Servizio professioni sanitarie, Dip. di Prevenzione;
Torre Francesco, Posizione organizzativa gestionale, Dip. di Prevenzione;
Vivori Cinzia, Posizione organizzativa professionale, Dip. di Prevenzione.

Dario Uber, Direttore UOPSAL


Alberta Tonello, Dirigente Medico UOPSAL;
Paolo Ducati, Tecnico della prevenzione UOPSAL;
Alessandro Moreo, Tecnico della prevenzione, UOPSAL;
Andrea Misseroni, Tecnico della prevenzione, UOPSAL;

Francesca Maffei, tsm-Trentino School of Management


Nicola Villa, tsm- Trentino School of Management
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Contatti utili per informazioni:
E-mail: sportellouopsal@apss.tn.it
Tel. 0461/904502/4529
Provincia Autonoma di Trento, n. verde dedicato: 800867388;
Emergenze: 112

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