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Sommario

INTRODUZIONE
DEFINIZIONE DI SINTASSI
LA FRASE
I DIVERSI TIPI DI FRASE
LA FRASE MINIMA
ALTRE CLASSIFICAZIONI
I SINTAGMI
L’ANALISI LOGICA
IL SOGGETTO
LA CONCORDANZA DEL SOGGETTO
IL SOGGETTO SOTTINTESO
IL SOGGETTO MANCANTE
IL SOGGETTO PARTITIVO
LA POSIZIONE DEL SOGGETTO RISPETTO AL PREDICATO
IL PREDICATO
IL PREDICATO VERBALE
LA CONCORDANZA DEL PREDICATO VERBALE
LA FORMAZIONE DEL PREDICATO VERBALE
IL PREDICATO NOMINALE
LA CONCORDANZA DEL PREDICATO NOMINALE
IL VERBO ESSERE: PREDICATO NOMINALE O PREDICATO
VERBALE?
I VERBI COPULATIVI
L’ATTRIBUTO
L’APPOSIZIONE
I COMPLEMENTI
LA CLASSIFICAZIONE DEI COMPLEMENTI
I COMPLEMENTI DIRETTI
IL COMPLEMENTO OGGETTO
IL PRONOME RELATIVO “CHE”
IL COMPLEMENTO DELL’OGGETTO INTERNO
IL COMPLEMENTO OGGETTO PARTITIVO
I COMPLEMENTI PREDICATIVI
IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DEL SOGGETTO
IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DELL’OGGETTO
I COMPLEMENTI INDIRETTI
IL COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI TERMINE
I COMPLEMENTI DI TERMINE PRONOMINALI
IL COMPLEMENTO DI TERMINE “CUI”
IL COMPLEMENTO D’AGENTE E DI CAUSA EFFICIENTE
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO D’AGENTE
IL COMPLEMENTO DI CAUSA EFFICIENTE
I COMPLEMENTI DI TEMPO
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI TEMPO
IL COMPLEMENTO DI TEMPO DETERMINATO
IL COMPLEMENTO DI TEMPO CONTINUATO
I COMPLIMENTI DI LUOGO
IL COMPLEMENTO DI STATO IN LUOGO
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI STATO IN LUOGO
IL COMPLEMENTO DI MOTO A LUOGO
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MOTO A LUOGO
IL COMPLEMENTO DI MOTO DA LUOGO
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MOTO DA LUOGO
IL COMPLEMENTO DI MOTO PER LUOGO
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MOTO PER LUOGO
COME SI DISTINGUONO I QUATTRO COMPLEMENTI DI
LUOGO?
IL COMPLEMENTO DI MEZZO O STRUMENTO
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI MODO O MANIERA
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MODO
IL COMPLEMENTO DI COMPAGNIA E DI UNIONE
IL COMPLEMENTO DI COMPAGNIA
IL COMPLEMENTO DI UNIONE
IL COMPLEMENTO DI RELAZIONE O DI RECIPROCITA’
IL COMPLEMENTO DI RELAZIONE E IL COMPLEMENTO DI
COMPAGNIA
IL COMPLEMENTO DI CAUSA
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI FINE O SCOPO
IL COMPLEMENTO DI DENOMINAZIONE
IL COMPLEMENTO DI DENOMINAZIONE E L’APPOSIZIONE
IL COMPLEMENTO DI DENOMINAZIONE E IL
COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE
IL COMPLEMENTO DI LIMITAZIONE
IL COMPLEMENTO DI ARGOMENTO
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI MATERIA
IL COMPLEMENTO DI SEPARAZIONE O ALLONTANAMENTO
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI ORIGINE O PROVENIENZA
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO PARTITIVO
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI PARAGONE O SECONDO TERMINE DI
PARAGONE
IL COMPLEMENTO DI ETA’
IL COMPLEMENTO DI VANTAGGIO E DI SVANTAGGIO
IL COMPLEMENTO DI QUALITA’
IL COMPLEMENTO DI COLPA
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI PENA
I COMPLEMENTI DI QUANTITA’
IL COMPLEMENTO DI STIMA O VALORE
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI STIMA O VALORE
IL COMPLEMENTO DI PREZZO
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI PREZZO
IL COMPLEMENTO DI DISTANZA
IL COMPLEMENTO DI DISTANZA E IL COMPLEMENTO DI
ALLONTANAMENTO
IL COMPLEMENTO DI ESTENSIONE
IL COMPLEMENTO DI PESO E DI MISURA
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI PESO E DI MISURA
IL COMPLEMENTO DI DIFFERENZA
IL COMPLEMENTO DI ABBONDANZA
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI PRIVAZIONE
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
IL COMPLEMENTO DI VOCAZIONE
IL COMPLEMENTO DI ESCLAMAZIONE
IL COMPLEMENTO DI SOSTITUZIONE O DI SCAMBIO
IL COMPLEMENTO DISTRIBUTIVO
IL COMPLEMENTO DI ESCLUSIONE
IL COMPLEMENTO ECCETTUATIVO
IL COMPLEMENTO AGGIUNTIVO
IL COMPLEMENTO CONCESSIVO
IL COMPLEMENTO DI PERTINENZA O DI COMPETENZA
CHE COS’E’ E COME SI FA L’ANALISI LOGICA DI UNA FRASE?
PRECISAZIONI SULL’ANALISI LOGICA DI UNA FRASE
I DUE MODI DI ANALIZZARE LE APPOSIZIONI E GLI ATTRIBUTI
ESERCIZI
SVOLGIMENTO DEGLI ESERCIZI
ALTRI EBOOK PUBBLICATI
Raffaella Riboni
ANALISI LOGICA:
LA GRAMMATICA SENZA
SEGRETI
Più di 1000 sintagmi analizzati
Sintassi della frase semplice con
teoria e esercizi svolti
Per le scuole medie e superiori, i
test di ammissione e le prove
invalsi
INTRODUZIONE
Questo testo nasce dalla positiva esperienza con il mio blog e
dalla pubblicazione dei miei primi due ebook: “La grammatica senza
segreti”, dedicato all’illustrazione delle regole di fonologia, morfologia
e ortografia e “Analisi grammaticale”, che ha come argomento
specifico l’analisi morfologica con una miriade di esercizi e relative
soluzioni.
Nel presente volume affronteremo la sintassi della frase semplice,
comunemente chiamata “analisi logica”. La prima parte è dedicata
all’esposizione semplice ma completa delle regole relative al
soggetto, al predicato, ai complementi diretti e indiretti e ai
complementi avverbiali. Nella seconda parte sono proposti
moltissimi esercizi e nell’ultimo capitolo del volume viene svolta
l’analisi logica degli esercizi medesimi per l’autoverifica delle
competenze acquisite.
La sintassi della frase semplice è essenziale per potere affrontare
adeguatamente le prove scritte e orali nelle scuole medie inferiori e
superiori e costituisce la base su cui fondare lo studio del latino e del
greco. Il libro è rivolto a studenti e insegnanti ma anche a chi vuole
mantenersi in esercizio sulla sintassi e agli stranieri che devono
cimentarsi con la nostra bellissima, ma spesso complessa, lingua
italiana.
Nel ringraziare i lettori per la fiducia accordatami, non mi resta che
augurare a tutti una buona lettura.
Varese, 10 giugno 2016.
Raffaella Riboni
DEFINIZIONE DI SINTASSI
La sintassi o scienza dell’ordinamento si occupa della funzione
logica delle parole all’interno della frase analizzandone le
connessioni e le relazioni. In altre parole la sintassi studia il modo in
cui le parole si relazionano l’una con l’altra fino a formare una frase o
il modo in cui le proposizioni si collegano fra di loro fino a formare un
periodo.
Tradizionalmente la sintassi si divide in:
sintassi della frase semplice, detta anche analisi
logica: studia la funzione delle parole nella frase
semplice (o proposizione) e i rapporti che si stabiliscono
fra le varie parti della frase;
sintassi del periodo, detta anche analisi del periodo:
studia le funzioni delle diverse frasi che formano un
periodo e analizza i rapporti che si formano fra le
diverse proposizioni.
In questo volume ci occuperemo della sintassi della frase
semplice.
LA FRASE
La frase è un insieme di parole dotato di senso compiuto. Le
parole sono organizzate secondo le norme grammaticali e la frase è
chiusa da un segno di punteggiatura forte (punto fermo, punto
esclamativo o punto interrogativo).
I DIVERSI TIPI DI FRASE
In base alla struttura è possibile distinguere la frase semplice dalla
frase complessa.
La frase è semplice quando l’insieme delle parole che la
compongono sono organizzate intorno a un unico predicato. La frase
semplice è detta anche proposizione. Esempi. Maurizio nuota nella
piscina. Salvatore ha comprato un ombrello.
La frase è complessa quando le parole sono organizzate intorno
a più predicati e danno così vita a un insieme di frasi. La frase
complessa è detta anche periodo. Possiamo dire che un periodo è
composto da tante proposizioni (frasi semplici) quanti sono i
predicati che lo compongono. Esempi. Maurizio va in piscina per
imparare a nuotare affinché possa partecipare alle gare. Salvatore
ha comprato un ombrello poiché è piovuto all’improvviso.
LA FRASE MINIMA
La frase minima è quella formata dai due elementi essenziali: il
soggetto e il predicato. Il soggetto compie o subisce l’azione
espressa dal verbo. Il predicato è invece la voce verbale che
esprime l’azione compiuta o subita dal soggetto.
Esempi. Il bambino (soggetto) giocava (predicato). Arianna
(soggetto) canta (predicato).
Quando il verbo indica fenomeni atmosferici (è quindi
impersonale), la frase minima è formata dal solo predicato. Esempi.
Piove. Nevica. Grandina.
La frase minima viene definita anche nucleare perché costituisce
il nucleo attorno al quale ruotano tutte le altre parole che possono
essere riferite al soggetto oppure al predicato e che ampliano la
frase arricchendola di particolari e precisandone i contenuti.
Riprendiamo i due esempi precedenti e ampliano le frasi minime.
Esempi. Ieri il bambino biondo giocava a palla nel giardino. La
giovane Arianna canta nel coro della parrocchia dal gennaio scorso.
In neretto sono indicati soggetto e predicato, che costituiscono la
frase minima. Le parole sottolineate, invece, esprimono le
espansioni della frase minima.
ALTRE CLASSIFICAZIONI
Vediamo ora altre classificazioni delle frasi.
La frase nominale è quella in cui manca il verbo. Esempi. Stasera
niente cena! Coraggio!
La frase verbale è quella in cui il verbo è presente. Stasera non si
cena! Coraggio, ce la farai!
La frase ellittica è quella in cui il soggetto o il predicato sono
sottintesi. Esempi. Marzia si è trasferita a Lucca, io a Torino (è
sottointeso il predicato: io mi sono trasferito). Dove ti sei trasferito? A
Torino (è sottointeso il predicato: mi sono trasferito). Mario ha
studiato moltissimo e alla fine ha ottenuto il massimo dei voti (è
sottointeso il soggetto Marco).
I SINTAGMI
I sintagmi sono gruppi di parole unite logicamente. I sintagmi
principali della lingua italiana sono tre: il sintagma nominale o gruppo
del soggetto, il sintagma verbale o gruppo del predicato e il sintagma
preposizionale.
Il sintagma nominale è costituito da:
un sostantivo oppure altre parti del discorso
sostantivate. Esempi. Maria, gatto, tavolo, vicino,
giovani;
un sostantivo (un nome oppure altre parti del discorso
sostantivate) unito ad altri elementi che ad esso si
riferiscono come gli articoli e gli aggettivi. Esempi. La
bella Maria, un gatto vivace, il tavolo marrone, il vicino
antipatico, i giovani studiosi.
Il sintagma verbale è costituito da:
voci verbali semplici o composte (predicativi verbali)
compresi i verbi fraseologici, servili e causativi che
formano, appunto, un unico predicato verbale. Esempi.
Vengo, ho mangiato, devo chiedere, va chiacchierando,
stiamo per partire;
voci del verbo essere accompagnate da un nome o un
aggettivo (predicati nominali). Esempi. E’ gentile. Sei
comprensivo. E’ un autista. Sarà un buon candidato.
Il sintagma preposizionale è formato da:
una preposizione unita a un nome o a un sintagma
nominale. Esempi. Con amore, per favore, in vacanza, al
mare.
Perché sono importanti i sintagmi? Essi sono fondamenti per
eseguire correttamente l’analisi logica di una proposizione.
L’analisi grammaticale analizza ogni singola parola di una frase,
inquadrandola nelle nove parti del discorso studiate dalla morfologia
(cfr. Riboni Raffaella, “Analisi grammaticale”, Youcanprint 2016 e
Riboni Raffaella, “La grammatica senza segreti – Fonologia,
morfologia e ortografia”, Youcanprint 2016).
L’analisi logica, invece, considera i sintagmi, che possono essere
costituiti da gruppi di parole aventi una particolare funzione logica
all’interno della proposizione.
In sostanza i sintagmi servono a individuale le unità sintattiche di
cui si occupa l’analisi logica.
Le funzioni logiche presenti in una frase sono classificabili
come: soggetto, predicato, complemento, attributo e
apposizione.
L’ANALISI LOGICA
L’analisi logica è il procedimento mediante il quale si divide la
frase nei sintagmi che la compongono e si attribuisce a ogni unità
sintattica (sintagma) la funzione logica che essa svolge all’interno
della proposizione (soggetto, predicato, complemento diretto,
complemento indiretto ecc.).
IL SOGGETTO
Gli elementi essenziali della frase sono due: il soggetto e il
predicato. Per esprimere un concetto è indispensabile la presenza
del verbo perché è proprio a partire da esso che si deduce l’altro
elemento fondamentale della frase: il soggetto.
Il soggetto è l’elemento della frase a cui il predicato si
riferisce e con il quale il verbo concorda nella persona, nel
genere e nel numero.
Il soggetto, a seconda del contesto della frase, può:
compiere l’azione espressa dal verbo. Esempi. Paolo
compila la dichiarazione dei redditi. Veronica scrive un
libro;
subire l’azione espressa dal verbo. Esempi. Il cappello
è stato indossato dal nonno. Marta è stata investita da
un ciclista;
trovarsi in una certa condizione. Il tavolo è abbastanza
largo. Giuseppe è malato;
possedere una qualità o una determinata caratteristica.
Il mio cane è vivace. Umberto è simpatico.
Di solito il soggetto è un nome di persona, animale o cosa o un
nome astratto. Esempi. Mirco gioca a palla. Fido è un cane fedele. I
fiori sono sul tavolo. La bontà è una grande qualità.
Non sempre però il soggetto è un nome. Qualsiasi parte del
discorso può svolgere la funzione logica di soggetto.
Diremo più precisamente che il soggetto può essere:
un nome. Esempi. Orietta canta. Il gatto miagola. La
scarpa è rotta;
un articolo. Esempio. “Il” è un articolo determinativo;
un pronome. Esempi. Io parto per Parigi. Nessuno ha il
diritto di uccidere;
un aggettivo. Esempi. I vicini sono simpatici. Il bello
deve ancora arrivare;
un verbo. Esempi. Il mangiare sano è sempre salutare.
Ascoltare è un obbligo;
una preposizione. Esempio. “Di” può introdurre molti
complementi;
una congiunzione. Esempio. Il perché del tuo
comportamento è un mistero;
un avverbio. Esempio. Sempre è una parola
impegnativa;
una interiezione. Esempio. “Uffa” è la tua parola
preferita;
un’intera frase (subordinata soggettiva). Esempio. E’
impossibile andare avanti in questo modo.
Di solito il soggetto è un sintagma nominale che, come tale, può
essere costituito da una o più parole. Articoli e attributi possono
infatti accompagnare gli elementi che abbiamo precedentemente
indicato. Esempi. Il tuo comportamento mi lascia perplesso. Il
soggetto è “il comportamento”, “tuo” è un attributo del soggetto.
Diciamo allora che “tuo” si riferisce al soggetto e con esso forma il
gruppo del soggetto.
LA CONCORDANZA DEL SOGGETTO
Il soggetto concorda con il predicato nella persona e nel numero e,
quando è espresso, anche nel genere.
Più precisamente il predicato concorda con il soggetto nel
numero nel senso che, se il soggetto è singolare, anche il predicato
è singolare. Se il soggetto è plurale, è plurale anche il predicato.
Esempi. La maestra insegna agli alunni. Le maestre insegnano
agli alunni. La commessa sistema i vestiti. Le commesse
sistemano i vestiti.
La persona e il genere (se espresso) del predicato dipendono
dal soggetto. Esempi. Tu (seconda persona singolare) coltivi i
pomodori. Voi (seconda persona plurale) coltivate i pomodori. Lo
studente (maschile singolare) è stato promosso. La studentessa
(femminile singolare) è stata promossa. Gli studenti (maschile
plurale) sono stati promossi. Le studentesse (femminile plurale)
sono state promosse.
Una proposizione può avere un solo soggetto o anche più
soggetti. Esempi. Martina ha frequentato il liceo classico. Martina e
la sorella Silvia hanno frequentato il liceo classico.
IL SOGGETTO SOTTINTESO
Il soggetto si definisce sottinteso quando non è espresso ma può
essere facilmente dedotto dalla voce verbale e dal contesto della
frase.
La proposizione in cui il soggetto è sottinteso si dice ellittica.
Il soggetto può essere sottinteso:
quando è un pronome personale, soprattutto nella prima
e seconda persona (singolare e plurale). Il soggetto si
deduce dalla desinenza del verbo. Esempi. Partirò
domani (io soggetto sottinteso). Verrai con me? (tu
soggetto sottinteso). Vediamo l’orizzonte (noi soggetto
sottinteso). Andaste in vacanza (voi soggetto sottinteso);
quando il soggetto è stato nominato precedentemente.
Esempio. Vanessa è bravissima nei temi e (Vanessa) ha
vinto molti premi;
nelle risposte a domande in cui il soggetto è espresso.
Esempio. Raffaella è venuta a cena? No, (Raffaella)
non si è presentata.
IL SOGGETTO MANCANTE
A volte il soggetto della frase è del tutto mancante. Ciò si verifica
nelle frasi in cui:
il verbo è impersonale. Esempi. Piove. Nevica. Faceva
caldo. Grandinò;
il verbo è usato impersonalmente. Esempi. Si va a cena
fuori stasera. Qui si parla troppo.
IL SOGGETTO PARTITIVO
Il soggetto è detto partitivo quando è introdotto da un articolo
partitivo.
ATTENZIONE: il soggetto non può essere mai introdotto da alcuna
preposizione.
Quando esso è preceduto da “del”, “della”, “dello”, “degli”, “dei” e
“dell’”, non siamo di fronte a preposizioni articolate ma ad articoli
partitivi che al singolare significano “un po’” e al plurale “alcuni” o
“alcune”.
Esempi. E’ caduto del sale (è caduto un po’ di sale). Il soggetto è
partitivo perché sale è preceduto dall’articolo partitivo “del”. Sono
caduti degli alberi (sono caduti alcuni alberi). Il soggetto è partitivo
perché alberi è preceduto dall’articolo partitivo “degli”.
LA POSIZIONE DEL SOGGETTO RISPETTO AL PREDICATO
Di solito il soggetto precede il verbo. Tuttavia, in certi casi, può
anche seguirlo, in particolare quando si vuole dare particolare rilievo
al soggetto.
Esempio. Il padre di Luigi sta arrivando → Sta arrivando il padre
di Luigi.
Nella seconda frase si vuole mettere in rilievo il padre di Luigi.
Il soggetto si trova dopo il verbo nei seguenti casi:
nelle frasi interrogative. Esempi. Dove sta andando
Marina? Dov’è finito il sale?
in alcune espressioni. Esempi. Mi è venuta la febbre. Mi
è arrivato un pacco;
nelle frasi esclamative. Esempio. Quanto è bello
Franco! Com’è gentile Marco!
nelle frasi comprese fra virgole. Esempio. Enrico, come
dice sempre la maestra, è il migliore della classe.
IL PREDICATO
Il predicato è l’elemento fondamentale della frase che ha la
funzione di “predicare” cioè di dire chi è il soggetto, l’azione
che il soggetto svolge o subisce, le qualità che possiede
oppure in quale situazione o condizione si trova. Facciamo
qualche esempio.
Valerio è un ragazzo. Valerio lavora con il padre. Valerio è stato
ferito da una scheggia. Valerio è brillante. Valerio è seduto a
tavola.
I predicati verbali (in neretto) ci dicono molto di Valerio. In
particolare esprimono:
chi è il soggetto: Valerio (un ragazzo);
l’azione compiuta da Valerio (lavora con il padre);
l’azione subita da Valerio (è stato ferito da una
scheggia);
una qualità di Valerio (è brillante);
in quale condizione si trova Valerio (è seduto a tavola).
Il predicato può essere verbale oppure nominale.
IL PREDICATO VERBALE
Il predicato verbale è formato da qualsiasi voce verbale che
abbia senso compiuto. Tale voce può essere semplice o composta,
transitiva o intransitiva, attiva, passiva o riflessiva.
Il predicato verbale esprime:
un’azione che il soggetto compie. Esempi. Orietta corre.
Roberto scrive una lettera;
un’azione che il soggetto subisce. Esempio. Viola è
stata avvelenata da un fungo;
un’azione che il soggetto compie e che ricade sul
soggetto stesso (forma riflessiva). Esempio. Gelsomino
si lava;
uno stato in cui il soggetto si trova. Esempi. Lorella
riposa. Il cane dorme.
In alcuni casi il predicato verbale può essere sottinteso. In questo
caso la frase si chiama ellittica oppure nominale. L’assenza del
predicato si ha soprattutto nei titoli dei giornali (Esempio. Caos allo
stadio), nei titoli dei libri o dei film (Esempi. I Promessi Sposi.
Laguna blu), negli slogan tipici della pubblicità (Esempio. Tutto a
metà prezzo) o nelle formule di saluto, di augurio o nei proverbi
(Esempi. Mal comune, mezzo gaudio. Alla salute! Buon viaggio. A
domani).
LA CONCORDANZA DEL PREDICATO VERBALE
Il predicato verbale concorda sempre con il soggetto nella
persona, nel numero e, se espresso, nel genere. Con le voci
composte occorre fare una distinzione:
nelle voci composte con l’ausiliare avere, il participio
passato resta invariato. Esempi. Chiara ha affrontato
tante difficoltà. I cani hanno abbaiato per tutta la notte;
nelle voci composte con l’ausiliare essere, il participio
passato concorda in genere e numero con il soggetto.
Esempi. Sandro (maschile singolare) è tornato a casa.
Clara (femminile singolare) è andata al lavoro. I
cagnolini (maschile plurale) sono affettuosi. Le mie
amiche (femminile plurale) si sono trasferite in
campagna.
LA FORMAZIONE DEL PREDICATO VERBALE
Il predicato verbale può essere composto da un solo verbo oppure
da più verbi.
In particolare formano un unico predicato verbale:
i verbi servili (potere, dovere, volere) + l’infinito del
verbo che segue. Esempi. Il conduttore deve parlare
correttamente. Potrei venire da te stasera. Vogliamo
parlare con tuo fratello;
i verbi fraseologici + l’infinito o il gerundio o il
participio del verbo che accompagnano. Esempi. Sto
per partire per Roma. Natalia va chiacchierando.
Marco si sente escluso dal gruppo;
i verbi causativi + l’infinito del verbo seguente.
Esempi. Silvana ha lasciato dormire il marito. Giuliano
ha fatto riparare l’auto;
alcune locuzioni verbali come fare freddo, fare caldo,
avere fame, avere sete, avere bisogno, avere necessità,
avere intenzione di, essere sul punto di, essere da ecc.
Esempi. Sono sul punto di cambiare casa. Abbiamo
sete. Queste circostanze sono da valutare. Ho
bisogno di accertare l’accaduto.
IL PREDICATO NOMINALE
Il predicato nominale è formato da una voce del verbo essere
accompagnata da un nome o un aggettivo che si riferisce al
soggetto.
La voce del verbo essere viene definita copula (legame) perché
unisce il soggetto con l’aggettivo o il nome che si riferisce al
soggetto.
L’aggettivo e il nome sono detti parte nominale o nomi del
predicato.
La copula unita alla parte nominale forma il predicato nominale.
Il predicato nominale può indicare:
una qualità del soggetto. Esempi. Tania è bruna. Il mare
è mosso;
una condizione del soggetto. Esempi. Cinzia è
benestante. Marco è sereno;
una caratteristica del soggetto. Esempi. Il gatto è un
felino. Gianni è un medico.
Esempi.
Stefania è bionda.
Stefania: soggetto.
E’ bionda: predicato nominale.
E’: copula.
Bionda: parte nominale o nome del predicato.
Mario è un medico.
Mario: soggetto.
È un medico: predicato nominale.
E’: copula.
Un medico: parte nominale o nome del predicato.
La parte nominale può essere costituita anche da altre parti del
discorso (diverse dal nome o dall’aggettivo). Esempi. Questo
cagnolino è mio (pronome possessivo di prima persona singolare).
Amare è condividere (verbo).
La parte nominale può comprendere un articolo determinativo,
indeterminativo o partitivo. Esempi. Bianchi è il medico del paese.
Saverio è un avvocato. Quei ragazzi sono degli studenti
universitari.
Nel predicato nominale gli aggettivi possono essere di grado
comparativo o superlativo oppure essere rafforzati da avverbi.
Esempi. Ovidio è molto educato. Federico è bellissimo.
Mariangela è la più studiosa della classe (della classe è un
complemento partitivo). Serena è particolarmente gentile.
La parte nominale può essere formata da più parole. Per esempio
possono esserci articoli o aggettivi che si riferiscono al nome.
Esempi. Ferdinando è un architetto molto preparato.
In questo caso l’analisi logica va fatta nel modo seguente:
Ferdinando: soggetto.
E’ un architetto molto preparato: predicato nominale → è: copula
→ un architetto: parte nominale → molto preparato: attributo della
parte nominale.
LA CONCORDANZA DEL PREDICATO NOMINALE
La copula concorda con il soggetto come il predicato verbale.
La parte nominale segue le seguenti regole:
quando è un aggettivo o un sostantivo che cambia
genere e numero, esso concorda nel genere e nel
numero con il soggetto. Esempi. Carlo Rossi è il
sindaco. Le cartelle sono pronte;
quando è un nome di genere comune, esso concorda
con il soggetto solo nel numero. Esempi. Marta è una
docente preparata. Marta e Luisa sono delle docenti
preparate;
quando è un nome invariabile nel numero, esso resta
invariabile. Esempi. Questa bevanda è un caffè. Queste
bevande sono due caffè;
quando il soggetto è rappresentato da due o più nomi di
genere diverso, la parte nominale concorda al maschile
plurale. Esempi. Marco e Paola sono grandi lavoratori.
IL VERBO ESSERE: PREDICATO NOMINALE O PREDICATO
VERBALE?
Il verbo essere può avere tre funzioni: quella di copula, nei
predicati nominali, quella di ausiliare, in unione ad altri verbi, e quella
di predicato verbale. Vediamo nel dettaglio.
Il verbo essere può avere la funzione di:
copula nel predicato nominale. Esempi. Mio figlio è
molto vivace. Elisa è intelligente;
verbo ausiliare. Il verbo essere è usato come ausiliare
nei tempi composti di molti verbi intransitivi (Esempi.
Chiara è arrivata a destinazione. Il pacco è partito ieri),
nei tempi composti di tutti i verbi riflessivi e impersonali
(Esempi. Simona si è vestita. Si va a cena tutti insieme.
E’ nevicato) e in tutti i verbi di forma passiva (Esempi.
Franco è stato ferito da Elena. L’auto è stata colpita da
un ramo);
predicato verbale. Il verbo essere ha la funzione di
predicato verbale quando è usato da solo nel significato
di esistere (Esempio. Ci sono molte possibilità), di
trovarsi (Esempio. Sono a casa), di stare (Esempio. Il
piatto è sul tavolo), di appartenere (Esempio. La borsa è
di mia madre), di provenire (Esempio. Claudio è di
Varese) e di “essere fatto di” (Esempio. Questo anello è
d’oro).
I VERBI COPULATIVI
Sono copulativi quei verbi che hanno una funzione simile a quella
che il verbo “essere” svolge nel predicato nominale. Questi verbi
hanno bisogno di una parte nominale detta complemento
predicativo. Tali verbi sono: sembrare, parere, diventare, riuscire,
nascere, vivere, morire, risultare, stare ecc.
L’analisi logica di questi verbi prevede che essi vengano indicati
comunque come predicati verbali, specificando eventualmente che si
tratta di verbi copulativi.
Esempi. Emilio è diventato ingegnere.
Emilio: soggetto.
E’ diventato: predicato verbale (verbo copulativo).
Ingegnere: complemento predicativo del soggetto.
La scala sembra pulita.
La scala: soggetto.
Sembra: predicato verbale (verbo copulativo).
Pulita: complemento predicativo del soggetto.
L’ATTRIBUTO
L’attributo è un aggettivo che qualifica o determina un nome con il
quale concorda in genere e numero. Il nome al quale l’attributo si
riferisce può essere soggetto, parte nominale, apposizione o
complemento diretto o indiretto.
Esempio.
Alcuni alunni hanno regalato i gessi colorati alla maestra
simpatica.
Alcuni: attributo del soggetto.
Alunni: soggetto.
Hanno regalato: predicato verbale.
I gessi: complemento oggetto.
Colorati: attributo del complemento oggetto.
Alla maestra: complemento di termine.
Simpatica: attributo del complemento di termine.
Sono considerati attributi anche gli aggettivi rafforzati da avverbi e
gli aggettivi di grado comparativo o superlativo. Esempi. Abbiamo
raggiunto una vetta altissima. Chiara ha preso i punteggi più alti.
Come sappiamo a volte gli avverbi e i participi hanno funzione di
aggettivo e quindi possiamo schematicamente affermare quanto
segue.
L’attributo può essere:
un aggettivo. Esempi. Mi piace il colore blu. Il mio diario
è nello zaino;
un avverbio usato in funzione di aggettivo. Esempio.
L’insegnante aveva interrogato il giorno prima (avverbio
usato nel significato dell’aggettivo precedente);
un participio usato in funzione di aggettivo. Esempio. Mi
sono trasferito in una ridente cittadina di campagna.
L’attributo può essere un aggettivo:
qualificativo. Esempio. Ho appena raccolto dei
bellissimi fiori;
determinativo possessivo. Esempio. I miei nonni vivono
in città;
determinativo dimostrativo. Esempio. Questo libro è
noioso;
determinativo numerale. Esempio. Ho appena incontrato
due bambine;
determinativo indefinito. Esempio. Ho comprato molti
fazzoletti;
determinativo interrogativo. Esempio. Quale borsa
preferisci?
determinativo esclamativo. Esempio. Che giornata!
L’attributo può quindi riferirsi a ogni elemento della frase.
Facciamo qualche esempio.
Questi quadri hanno dei colori splendidi.
Questi: attributo del soggetto.
Quadri: soggetto.
Hanno: predicato verbale.
Dei colori: complemento oggetto partitivo.
Splendidi: attributo del complemento oggetto.
In questa frase gli aggettivi “questi” e “splendidi” sono attributi
rispettivamente del soggetto e del complemento oggetto.
Chiara è una bravissima studentessa.
Chiara: soggetto.
È una bravissima studentessa: predicato nominale.
E’: copula.
Una studentessa: parte nominale o nome del predicato.
Bravissima: attributo della parte nominale.
In questa frase “bravissima” è un attributo della parte nominale
mentre la parte nominale è il nome studentessa.
ATTENZIONE. Osserviamo la frase: Chiara è bravissima.
In questo caso “bravissima” è un aggettivo collegato direttamente
al soggetto “Chiara” dalla copula “è”. Non siamo di fronte a un
attributo ma alla parte nominale.
L’analisi logica sarà dunque questa:
Chiara: soggetto.
E’ bravissima: predicato nominale.
E’: copula.
Bravissima: parte nominale.
Il nome può inoltre avere più attributi.
Ho conosciuto il tuo simpatico e brillante fratello.
Io: soggetto sottinteso.
Ho conosciuto: predicato verbale.
Il fratello: complemento oggetto.
Tuo simpatico e brillante: attributi del complemento oggetto.
L’APPOSIZIONE
L’apposizione è un nome che accompagna un altro nome
determinandolo o specificandolo meglio. L’apposizione, come
l’attributo, può essere riferito a qualunque elemento della frase in cui
vi sia un sostantivo con funzione logica di soggetto, parte nominale,
apposizione o complemento diretto o indiretto.
Esempi.
La signora Elisabetta ha sposato il signor Antonio.
Oggi ho conosciuto Vittorio, il fratello di Andrea.
Il presidente Mattarella ha incontrato gli atleti olimpici.
Il collega della dottoressa Leoni riceve domani pomeriggio.
I nomi “signora”, “signor”, “fratello”, “presidente”, “dottoressa”
forniscono informazioni sul sostantivo a cui di riferiscono. Grazie ad
essi sappiamo che Vittorio è il fratello di Andrea, che Sergio
Mattarella è il presidente della Repubblica e che la signora Leoni è
una laureata.
L’apposizione può essere:
semplice quando è formata da un solo nome. Esempio.
Il fiume Po è lunghissimo;
complessa quando consiste in una espressione che
comprende il nome ma anche uno o più attributi e può
essere seguita da un complemento di specificazione.
Esempio. Sono stata ospitata da Emilia, la
simpaticissima nonna di Marisa (di Marisa:
complemento di specificazione).
Analizziamo la frase: Ho conosciuto la dottoressa Rossi, la
simpatica sorella di Enrico.
Io: soggetto sottinteso.
Ho conosciuto: predicato verbale.
La dottoressa: apposizione del complemento oggetto.
Rossi: complemento oggetto.
La sorella: apposizione del complemento oggetto.
Simpatica: attributo dell’apposizione.
Di Enrico: complemento di specificazione dell’apposizione.
Sono apposizioni anche i soprannomi, i patronimici, gli
aggettivi sostantivati e gli aggettivi che indicano l’origine di
qualcuno o qualcosa.
Esempi.
Maria la Sanguinaria (soprannome) fu regina d’Inghilterra per
cinque anni.
Plinio il Giovane (aggettivo sostantivato) era nipote di Plinio il
Vecchio (aggettivo sostantivato).
Socrate, ateniese (aggettivo che indica l’origine), morì nella città
in cui era nato.
Il pelide (figlio di Peleo, patronimico) Achille fu ucciso da Paride.
L’apposizione può essere introdotta dalla preposizione
semplice “da” o dalle locuzioni “in veste di”, “in qualità di”,
“come”, “in funzione di”, “nella persona di”.
Esempi.
Giacomo, in qualità di responsabile di filiale, assunse Maria.
Il nonno, da giovane, fece molte conquiste.
Ha accettato l’eredità in veste di erede.
L’apposizione può essere accompagnata da uno o più
attributi. In questo caso bisogna prestare attenzione perché i due
elementi vanno distinti quando si procede all’analisi logica.
Orietta, la simpatica sorella maggiore di Enrica, ha avuto due
gemelli.
In questo caso l’apposizione del soggetto è il nome “sorella”
mentre “simpatica” e “maggiore” sono attributi dell’apposizione.
Facciamo l’analisi logica.
Orietta: soggetto.
La sorella: apposizione del soggetto.
Simpatica: attributo dell’apposizione del soggetto.
Maggiore: attributo dell’apposizione del soggetto.
Di Enrica: complemento di specificazione dell’apposizione.
Ha avuto: predicato verbale.
Due: attributo del complemento oggetto.
Gemelli: complemento oggetto.
CONCORDANZA DELL’APPOSIZIONE
L’apposizione concorda nel numero con il nome o i nomi a cui si
riferisce. Quando il nome è mobile concorda anche nel genere.
Esempi. Michele e Chicco, i miei amici di Roma, studiano medicina.
Corinna e Clara, le mie amiche d’infanzia, studiano biologia.
LA POSIZIONE DELL’APPOSIZIONE
L’apposizione può precedere o seguire il nome a cui si riferisce.
Quando l’apposizione è semplice solitamente precede il nome.
Quando è complessa di solito lo segue ed è compresa fra due
virgole. Esempi. Suor Valeria ha preso i voti di recente. Franco, il
medico di famiglia, ha deciso di trasferirsi altrove. Il fiume Po bagna
Pavia. Il Po, il fiume più lungo d’Italia, bagna Pavia.
ATTENZIONE: il nome “città” non si comporta come gli altri nomi
geografici perché non vuole mai l’apposizione ma il complemento di
denominazione. Esempio. La città di Roma è la capitale d’Italia (di
Roma è un complemento di denominazione).
I COMPLEMENTI
I complementi sono quegli elementi che “completano” il
significato della frase. I complementi servono ad ampliare e
specificare il significato della frase minima formata da soggetto e
predicato.
Proviamo a fare un esempio partendo da una frase minima.
Maria (soggetto) ha portato (predicato verbale). Si tratta
ovviamente di una frase minima formata solo da soggetto e
predicato verbale. Proviamo ad ampliare la proposizione.
Maria ha portato un regalo. Abbiamo aggiunto un altro elemento:
si tratta di un complemento oggetto.
Maria ha portato un regalo ai bambini. Abbiamo aggiunto un
complemento di termine.
Maria ha portato un regalo ai bambini del quartiere. Abbiamo
aggiunto un complemento di specificazione.
La settimana scorsa Maria ha portato un regalo ai bambini del
quartiere. Abbiamo aggiunto un complemento di tempo determinato.
Tutti gli elementi che abbiamo aggiunto alla frase minima sono
complementi.
LA CLASSIFICAZIONE DEI COMPLEMENTI
I complementi si possono classificare in tre diverse categorie:
complementi diretti. Sono legati al verbo direttamente,
senza l’aiuto di una preposizione. Solitamente
dipendono da un verbo transitivo. Esempi. Elisa mangia
una mela. Abbiamo preparato la valigia;
complementi indiretti. Sono legati all’elemento da cui
dipendono (nome, predicato, aggettivo, pronome)
indirettamente, grazie all’uso di una preposizione.
Esempi. Alessandra è andata a Roma. Mi sto riposando
sul divano;
complementi avverbiali. Sono costituiti da avverbi o da
locuzioni avverbiali. Esempi. Ho telefonato brevemente
a Luisa. Andiamo spesso in palestra. Il temporale è
scoppiato all’improvviso.
I complementi (diretti, indiretti o avverbiali) possono essere
accompagnati da attributi e/o apposizioni.
Esempi. Il cuoco del ristorante cinese (attributo del complemento
di specificazione) è molto giovane. Ho chiesto informazioni alla zia,
la sorella (apposizione del complemento di termine) di mia madre.
I COMPLEMENTI DIRETTI
I complementi diretti si uniscono direttamente al verbo senza
l’ausilio di alcuna preposizione.
IL COMPLEMENTO OGGETTO
Il complemento oggetto è l’elemento della frase che fa da
oggetto al verbo completandone e ampliandone il senso. In altre
parole il complemento oggetto è l’elemento della frase che indica la
persona, l’animale o la cosa su cui ricade l’azione espressa dal
verbo. E’ detto anche complemento diretto perché si unisce
direttamente al verbo transitivo senza l’aiuto di alcuna preposizione.
Solo i verbi transitivi possono avere il complemento oggetto.
Esso “risponde” alla domanda: chi? Che cosa?
Esempi. Stella guarda un programma televisivo. Valerio legge
un romanzo. Stefano guida l’automobile.
Il complemento oggetto può essere costituito da qualsiasi parte del
discorso. Può essere formato quindi da:
un nome. Esempi. Mario ha fatto la spesa. Paola ha
due figli;
un articolo. Esempio. Non devi apostrofare un davanti a
consonante;
un aggettivo sostantivato. Esempi. Abbiamo incontrato i
vicini. Passami il quotidiano;
un pronome. Esempi. Non ho capito nulla. Hai
qualcosa nel frigo?
un verbo. Esempi. Osservo il verificarsi degli eventi.
Attendiamo il passare delle ore;
una preposizione. Esempi. Scrivi “per” in lettere. Usa fra
e non tra;
una congiunzione. Esempi. Non capisco il perché del
tuo comportamento. Spiegami il come e il quando;
un avverbio. Esempi. Viviana ha detto forse. Non ha
senso che tu dica mai;
un’interiezione. Esempi. Cinzia dice sempre uffa.
Risponderò boh alle domande!
LA POSIZIONE DEL COMPLEMENTO OGGETTO
In genere il complemento oggetto segue il predicato verbale.
Il complemento oggetto precede il verbo quando esso è:
un pronome personale complemento atono. Esempi. Mi
hai chiamato? Lo incontrerai? La mandiamo a casa;
un aggettivo o un pronome interrogativo. Esempi. Che
zaino hai scelto? Che vuoi?
IL PRONOME RELATIVO “CHE”
Il pronome relativo “che” può assumere la funzione logica sia di
soggetto sia di complemento oggetto. Si trova solo nei periodi
formati da due o più frasi.
Esempi.
Ho salutato il mio amico che (soggetto) è appena rientrato.
Ho interrogato l’alunno che (complemento oggetto) vedi (tu
soggetto sottinteso) in cortile.
IL COMPLEMENTO DELL’OGGETTO INTERNO
Alcuni verbi intransitivi possono reggere il complemento oggetto
solo quando esso è costituito da un nome che ha la stessa radice
del verbo o un significato affine. In questi casi il complemento
oggetto viene definito complemento dell’oggetto interno.
Esempi.
Carlo gioca un gioco di società. Marco ha vissuto una vita
felice. Il bambino dorme sonni tranquilli. Sonia corre una corsa
impegnativa.
IL COMPLEMENTO OGGETTO PARTITIVO
Il complemento oggetto può essere introdotto dagli articoli partitivi
del, della, dello, dei, degli, delle. In questo caso si parla di
complemento oggetto partitivo.
Esempi.
Metti del sale nella minestra (del sale cioè un po’ di sale).
Ho della polvere sulle scarpe (della polvere cioè un po’ di
polvere).
Abbiamo visto delle persone (delle persone cioè alcune persone).
Ho comprato dei pastelli (dei pastelli cioè alcuni pastelli).
I COMPLEMENTI PREDICATIVI
Sono complementi predicativi quei nomi o quegli aggettivi che si
riferiscono al soggetto (complemento predicativo del soggetto)
oppure al complemento oggetto (complemento predicativo
dell’oggetto), completando nello stesso tempo anche il senso del
predicato. Sono complementi diretti perché si legano direttamente al
verbo senza l’ausilio di preposizioni.
IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DEL SOGGETTO
Il complemento predicativo del soggetto è il nome o
l’aggettivo che completa il significato del predicato e si riferisce
al soggetto.
Il complemento predicativo del soggetto può accompagnare ogni
verbo, ma in particolare i verbi copulativi (diventare, apparire,
sembrare ecc.), cioè quei verbi che da soli non hanno senso
compiuto, ma hanno bisogno di un nome o un aggettivo, collegato al
soggetto, che completi il significato del predicato. I verbi copulativi
svolgono in definitiva la stessa funzione che ha il verbo essere come
copula nel predicato nominale. Oltre ai verbi copulativi anche altri
verbi possono essere accompagnati da un complemento predicativo
del soggetto. Analizziamo i vari casi.
Il complemento predicativo del soggetto può dipendere:
dai verbi copulativi come diventare, sembrare,
apparire, parere, divenire. Esempi. Maurizio è diventato
sindaco. Viviana sembra felice. Il cane appare
spaventato;
da alcuni verbi intransitivi usati come copulativi:
nascere, morire, vivere, crescere, restare, rimanere,
arrivare ecc. Esempi. Fausta è rimasta colpita dal tuo
racconto. Il cane è cresciuto sano. La nonna è morta
povera. Sono arrivato sfinito alla fine della gara;
dalle forme passive dei verbi elettivi: eleggere,
nominare, creare, designare, dichiarare, scegliere,
proclamare ecc. Esempi. Benedetto XVI fu eletto Papa
nel 2005. Valerio è stato nominato direttore della filiale.
Carmela è stata proclamata vincitrice della gara;
dalle forme passive dei verbi appellativi: chiamare,
dire, soprannominare, nominare ecc. Esempi. Il neonato
è stato chiamato Stefano. Maria I d’Inghilterra fu
soprannominata la Sanguinaria. Clara è detta la
“rossa”;
dalle forme passive dei verbi estimativi: stimare,
giudicare, credere, considerare, ritenere ecc. Esempi.
Claudio è stato ritenuto sano di mente. Maria è
considerata un’ottima atleta. Nando è stato giudicato
colpevole di truffa;
dalle forme passive dei verbi effettivi: fare, rendere,
ridurre, creare ecc. Esempi. La casa è stata resa
inagibile dal terremoto. Luigi è stato fatto capoclasse.
La tua camera è stata ridotta una stalla.
Tutti i predicati possono a volte essere accompagnati da un
nome o un aggettivo con la funzione di complemento predicativo del
soggetto. Esempi. Carlo è giunto stanco alla meta. La neve cade
copiosa sulla città.
Il complemento predicativo del soggetto può essere introdotto
anche da preposizioni e congiunzioni e precisamente:
dalle preposizioni semplici “per” e “da”. Esempi.
Chiara arriva sempre per prima a scuola. Franco ha
fatto da padre a Luigi;
dalle locuzioni prepositive “in qualità di”, “in veste
di”, “in funzione di”. Esempi. Ho preso possesso della
casa in qualità di erede. Ho partecipato alla cerimonia
in veste di testimone dello sposo;
dalla congiunzione “come”. Esempi. Sono stata scelta
come testimone. Cornelia è sempre stata considerata
come inaffidabile.
IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DELL’OGGETTO
Il complemento predicativo dell’oggetto è il nome o
l’aggettivo che completa il significato del predicato e si riferisce
al complemento oggetto.
Il complemento predicativo dell’oggetto può dipendere:
dalle forme attive dei verbi elettivi: eleggere,
nominare, creare, designare, dichiarare, scegliere,
proclamare ecc. Esempi. La classe ha eletto Egidio
capoclasse. Abbiamo proclamato Silvana vincitrice del
concorso a premi. La maestra ha designato Marco
responsabile del materiale scolastico;
dalle forme attive dei verbi appellativi: chiamare, dire,
soprannominare, nominare ecc. Esempi. Attilio ha
chiamato la figlia Raffaella. Abbiamo soprannominato
Giuseppe il noioso della classe;
dalle forme attive dei verbi estimativi: stimare,
giudicare, credere, considerare, ritenere ecc. Esempi.
Tutti considerano Ingrid un’ottima madre. I magistrati
hanno giudicato Mario colpevole;
dalle forme attive dei verbi effettivi: fare, rendere,
ridurre, creare ecc. Esempi. I ragazzi hanno ridotto la
stanza una stalla. I figli rendono felici i genitori.
Tutti i predicati, formati da verbi transitivi (reggono quindi un
complemento oggetto) possono a volte essere accompagnati da un
nome o un aggettivo con la funzione di complemento predicativo
dell’oggetto. Esempi. Ovidio ha cresciuto i cagnolini sani e forti.
Abbiamo portato a casa i bambini felici e contenti.
Il complemento predicativo dell’oggetto può essere introdotto
anche da preposizioni e congiunzioni e precisamente:
dalle preposizioni semplici “per” e “da”. Esempio. Mi
prendi per matto?
dalle locuzioni prepositive “in qualità di”, “in veste
di”, “in funzione di”. Esempio. I dirigenti hanno
mandato Martina a Roma in qualità di rappresentante;
dalla congiunzione “come”. Esempio. Mia madre
considera Luisa come un esempio per tutti.
ATTENZIONE: abbiamo detto che i complementi diretti si
caratterizzano per il fatto di essere collegati direttamente al verbo
senza l’ausilio di preposizioni. In realtà può capitare che anche
alcuni complementi indiretti sembrino essere legati direttamente al
verbo perché non ci sono preposizioni. E’ la logica che ci aiuta a
distinguere la funzione del complemento. Facciamo qualche
esempio.
Sono stato in silenzio tutto il tempo.
In questo caso “tutto il tempo” è un complemento non introdotto da
alcuna preposizione. Non si tratta però ovviamente di un
complemento diretto (complemento oggetto o predicativo) ma di un
complemento di tempo continuato (complemento indiretto).
E’ la logica che ci aiuta a capire che tipo di complemento
dobbiamo specificare.
Quel vestito costa cento euro.
Anche in questo caso “cento euro” non è introdotto da
preposizione, ma non si tratta di un complemento diretto bensì di un
complemento di prezzo (complemento indiretto).
Anche in questo caso il ragionamento ci impedisce di commettere
banali errori.
I COMPLEMENTI INDIRETTI
I complementi indiretti sono numerosissimi e assolvono alle più
svariate funzioni logiche. Hanno tutti in comune il fatto di essere
costituiti da sintagmi preposizionali. Sono quindi introdotti da
preposizioni (semplici, articolate, improprie) o da locuzioni
prepositive. Per distinguere un complemento dall’altro occorre
analizzare bene la frase e ragionare sul ruolo che un determinato
sintagma ha nella proposizione.
IL COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE
Il complemento di specificazione specifica il significato del
nome a cui si riferisce.
Risponde alle domande: di chi? Di che cosa?
E’ introdotto dalla preposizione “di” semplice o articolata (del,
dello, della, dei, degli, delle).
Esempi.
La casa di Andrea si trova in montagna.
Il quaderno di matematica è a quadretti.
La paura di sbagliare è spesso paralizzante.
La torta della nonna è dolcissima.
Il complemento di specificazione può essere rappresentato da un
nome o da qualsiasi altra parte del discorso sostantivata. E’ formato
quindi da:
un nome. Esempi. Il cagnolino di Marta. La casa degli
zii. Il foglio del quaderno;
un articolo. Esempio. Il plurale di “la” è “le”;
un pronome. Esempi. Ricordatevi di noi. Il timore di
qualcosa;
un aggettivo sostantivato. Esempi. La casa dei vicini.
La lista dei quotidiani;
un verbo. Esempi. La paura di ammalarsi. La voglia di
leggere;
un avverbio. Esempio. La paura del domani.
Il complemento di specificazione può esprimere:
un possesso. Esempi. Questa borsetta è di Martina.
Sul tavolo c’è il libro di Luca;
un rapporto di parentela o una relazione affettiva.
Esempi. Il marito di mia sorella fa il giornalista. Il padre
di tuo marito è un bravo pianista;
l’autore di un’opera. Esempio. Ho letto tutte le novelle
di Pirandello;
una qualità. In questo caso è sovrapponibile a un
aggettivo qualificativo. Esempi. Le notti d’estate (estive)
sono calde. Ieri è stata una giornata di pioggia
(piovosa).
Di solito il complemento di specificazione è retto da un nome.
Talvolta però può dipendere da altre parti del discorso. Diciamo
allora che il complemento di specificazione può dipendere:
da un nome. Esempi. La maniglia della porta è rotta. Il
fratello di Mario è molto preparato;
da un aggettivo. Esempi. Tuo padre è orgoglioso di te.
Roberto è timoroso di tutto;
da un verbo. Esempi. Gino non si occupa dei figli. Mi
sono fidato troppo di te.
Quando è retto da nomi che esprimono sentimenti (amore, odio,
paura, desiderio, stupore, ammirazione ecc.), il complemento di
specificazione può avere valore soggettivo o oggettivo a seconda
che sia soggetto o oggetto del nome da cui dipende. Per capirlo
occorre trasformare il complemento in una frase.
L’amore di una madre per i suoi figli è straordinario. Potremmo
trasformare il complemento di specificazione nella frase: una madre
(soggetto) ama.
Si tratta quindi di una specificazione soggettiva.
Tutti hanno paura della mamma. Potremmo trasformare il
complemento di specificazione nella frase: tutti temono la mamma
(complemento oggetto).
Si tratta quindi di una specificazione oggettiva.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Anche la particella pronominale “ne” può avere la funzione di
complemento di specificazione.
Esempio.
Te ne ricordi solo ora? → Ti ricordi solo ora di questa cosa?
(complemento di specificazione).
In questo caso la particella pronominale “ne” svolge la funzione
logica di complemento di specificazione.
IL COMPLEMENTO DI TERMINE
Il complemento di termine indica la persona, l’animale o la
cosa a cui si rivolge l’azione espressa dal verbo. In altre parole
indica l’elemento su cui termina l’azione compiuta o subita dal
soggetto della frase.
Risponde alle domande: a chi? A che cosa?
E’ introdotto dalla preposizione “a” semplice o articolata (al, allo,
alla, ai, agli, alle).
Esempi.
Giulio ha chiesto informazioni a Marisa.
Molte persone sono intolleranti al glutine.
Il complemento di termine può essere rappresentato da:
un nome. Esempi. Ho telefonato a Luisa. Ho regalato
un gioco al cane. Abbiamo consegnato un premio
all’associazione;
un aggettivo sostantivato. Esempio. Si deve sempre
portare rispetto agli anziani;
un pronome. Esempi. Abbiamo chiesto a te di restare.
Ci restituirete i soldi?
Il complemento di termine può essere retto da:
un verbo transitivo allo scopo di indicare il destinatario
dell’azione espressa dal verbo. Esempi. Ho regalato un
anello alla mia fidanzata. Ho dato le crocchette al
cagnolino;
un verbo intransitivo come piacere, appartenere,
parlare, telefonare, sorridere, obbedire ecc. Esempi. A
Clara piace il gelato. Questo abito appartiene a Valeria.
Il bimbo sorride alla mamma;
un nome come fedeltà, somiglianza, idoneità,
gratitudine, partecipazione ecc. Esempi. I militari
promettono fedeltà alla Patria. Hanno comunicato la mia
idoneità all’incarico;
un aggettivo come simile, fedele, somigliante, idoneo,
grato, noto, chiaro, uguale, contrario, utile, allergico,
intollerante, pronto ecc. Esempi. Guglielmo è simile al
padre. La procedura è nota a tutti. Martina è allergica
alla polvere.
I COMPLEMENTI DI TERMINE PRONOMINALI
La preposizione “a”, che introduce il complemento di termine, si
omette davanti ai pronomi personali complemento di forma atona
(mi, ti, gli, le, si, ci, vi, loro).
Esempi.
Flavio mi (a me) ha chiesto aiuto. Ines ci (a noi) ha sempre
aiutato. Ho consegnato loro (ad essi) dei regali. Gli (a lui) telefonerò
domani. Le (a lei) telefonerò sabato.
ATTENZIONE: i pronomi personali complemento atoni (mi, ti, ci,
vi) possono avere la funzione sia di complemento di termine sia di
complemento oggetto. Per distinguerli basta trasformali nel pronome
personale complemento tonico corrispondente.
Esempi.
Ci ha consegnato un pacco → Ha consegnato a noi
(complemento di termine) un pacco.
Ci ha chiamato ieri → Ha chiamato noi (complemento oggetto)
ieri.
IL COMPLEMENTO DI TERMINE “CUI”
Il pronome relativo “cui” non richiede la preposizione “a” quando
ha la funzione di complemento di termine. E’ comunque corretta
anche la forma “a cui”.
Esempi.
Ho visto Enrico cui (complemento di termine) ho venduto l’azienda
oppure ho visto Enrico a cui (complemento di termine) ho venduto
l’azienda.
IL COMPLEMENTO D’AGENTE E DI CAUSA EFFICIENTE
Il complemento d’agente e il complemento di causa efficiente
indicano la persona o la cosa che compie l’azione espressa dal
verbo di forma passiva. Nel complemento d’agente a compiere
l’azione è una persona oppure un animale, nel complemento di
causa efficiente è un essere inanimato.
I complementi di agente e di causa efficiente dipendono da verbi di
modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo),
espressi nella forma passiva, oppure da un participio passato.
Esempi.
Sono stato inseguito dai carabinieri (complemento d’agente).
Elena fu ferita da una scheggia (complemento di causa
efficiente).
Rimproverato dai genitori (complemento d’agente), Moreno si
chiuse nella sua stanza.
Il disegno, rovinato dalla pioggia (complemento di causa
efficiente), è stato gettato nel cestino.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
I complementi di agente e di causa efficiente possono essere
costituiti dalla particella pronominale “ne”.
Esempi.
Claretta fece i dispetti al gatto e ne (dal gatto, complemento
d’agente) fu graffiata.
Un ramo si staccò all’improvviso da un albero e Valeria ne (dal
ramo, complemento di causa efficiente) fu colpita.
IL COMPLEMENTO D’AGENTE
Il complemento d’agente indica la persona o l’animale che
compie l’azione espressa da un verbo di forma passiva.
Risponde alla domanda: da chi? Da parte di chi?
E’ introdotto dalla preposizione “da” semplice o articolata (dal,
dallo, dalla, dai, dagli, dalle) oppure dalla locuzione prepositiva “da
parte di”.
Esempi.
Mara è stata rimproverata da Simona.
Il bimbo viene rincorso dal cane.
Ho ricevuto elogi da parte dei nonni.
Il complemento d’agente può essere costituito:
da un nome. Esempi. La fetta di torta è stata rubata da
Fido. Chiara fu accompagnata a scuola da Gustavo. Il
ladro sta per essere arrestato dai poliziotti;
un aggettivo sostantivato. Esempio. Le abitudini dei
genitori sono state assimilate dai giovani;
un pronome. Esempi. Gli alunni indisciplinati sono stati
rimproverati da tutti. Il premio non è stato ritirato da
nessuno.
IL COMPLEMENTO DI CAUSA EFFICIENTE
Il complemento di causa efficiente indica l’essere inanimato
(la cosa) che compie l’azione espressa da un verbo di forma
passiva.
Risponde alla domanda: da che cosa?
E’ introdotto dalla preposizione “da” semplice o articolata (dal,
dallo, dalla, dai, dagli, dalle).
Esempi.
La casa è stata devastata dall’uragano.
Guido è paralizzato dalla paura dell’interrogazione.
Il complemento di causa efficiente può essere costituito:
da un nome. Esempi. L’automobile è stata rovinata dal
ramo di un albero. Quella casa fu demolita da
un’impresa edile;
un aggettivo sostantivato. Esempio. Mirco è sempre
stato affascinato dal verde dei prati;
un pronome. Esempio. Sono stato colpito da quanto mi
hai raccontato.
I COMPLEMENTI DI TEMPO
Il complemento di tempo indica il tempo in cui si svolge
l’azione espressa dal verbo o in cui si verifica un evento o
avviene un fatto.
Il complemento di tempo si distingue in:
complemento di tempo determinato;
complemento di tempo continuato.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI TEMPO
Il complemento di tempo può essere costituito anche da avverbi o
da locuzioni avverbiali (complemento avverbiale di tempo) come
presto, tardi, mai, spesso, sempre, ieri, oggi, domani, una volta, un
tempo, di quando in quando ecc.
Esempi. Vado spesso a cena con Enrico. Domani è un altro
giorno. Marina non sposerà mai Fulvio. Di quando in quando mi
piace fare gli scherzi.
IL COMPLEMENTO DI TEMPO DETERMINATO
Il complemento di tempo determinato indica il momento, la
data o il tempo in cui si avviene l’azione espressa dal verbo o si
verifica un evento.
Risponde alla domanda: quando? In quale momento? In quale
data?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “in”, “su” (semplici o
articolate), “per”, “tra” e “fra”, dalle preposizioni improprie “entro”,
“dopo”, “circa”, “verso” oppure dalle locuzioni prepositive “prima di”,
“dopo di”, “al tempo di”, “all’epoca di”, “intorno a”, ecc.
Esempi.
Si cena per le 20.
Ci vediamo a pranzo.
La lezione inizia fra due ore.
All’epoca dei nonni si usavano le candele per illuminare le
stanze.
Al tempo degli Egizi si usavano i geroglifici.
La casa tornerà agibile dopo i lavori di ristrutturazione.
Vieni qui entro mezzora.
Marta è nata nel 2015.
Queste verdure crescono d’estate.
Marta verrà da noi domani mattina sul presto.
ATTENZIONE: in alcuni casi il complemento di tempo determinato
non è introdotto da alcuna preposizione.
Esempi.
Sono nata il 2 ottobre.
Mi sono laureato due anni fa.
Dopodomani partirò per il mare.
IL COMPLEMENTO DI TEMPO CONTINUATO
Il complemento di tempo continuato indica per quanto tempo
dura l’azione espressa dal verbo o per quanto tempo si protrae
una situazione.
Risponde alle domande: per quanto tempo? In quanto tempo?
Da quanto tempo?
E’ introdotto dalle preposizioni “in” e “da”, semplici e articolate, da
“per”, dalle preposizioni improprie “durante”, “oltre” oppure dalle
locuzioni prepositive “fino a”, “fin da” ecc.
Esempi.
Sono assente da una settimana.
Ti lascerò il cagnolino per due giorni.
Marta finirà il lavoro in poco tempo.
La lezione è durata oltre tre ore.
Chiara e Luca si conoscono da dieci anni.
Ho lavorato fino all’alba.
Claudio ha dimostrato la sua onestà fin da ragazzo.
ATTENZIONE: in alcuni casi il complemento di tempo continuato
non è introdotto da alcuna preposizione.
Esempio.
Ho cucinato tutto il giorno.
I COMPLIMENTI DI LUOGO
Il complemento di luogo indica il luogo in cui si svolge l’azione
espressa dal verbo.
Si distinguono quattro diversi complementi di luogo:
complemento di stato in luogo;
complemento di moto a luogo;
complemento di moto da luogo;
complemento di moto per luogo.
A volte il complemento di luogo non indica un luogo reale, ma
astratto. Si parla in questo caso di complemento di luogo figurato.
Esempi. Andrea ha sempre la testa fra le nuvole. Lorena dorme
sugli allori.
IL COMPLEMENTO DI STATO IN LUOGO
Il complemento di stato in luogo indica il luogo reale o
figurato in cui si svolge l’azione espressa dal verbo o il luogo in
cui si trova una persona, animale o cosa oppure il luogo in cui
si verifica un evento.
Risponde alle domande: dove? In quale luogo?
E’ introdotto dalle preposizioni “a”, “da”, “in” (semplici o articolate),
“tra”, “fra”, dalle preposizioni improprie “sopra”, “sotto”, “fuori”,
“dentro”, oppure dalle locuzioni prepositive “all’interno di”, “dentro a”,
“accanto a”, “vicino a”, “nei pressi di”, “nelle vicinanze di”, “nei
dintorni di” ecc.
Esempi.
Mi trovo a casa.
Sono nello studio del medico.
Luigi è da te?
Abito vicino alla scuola.
Ho trovato i fiori sopra il tavolo.
Clara si è seduta accanto a Marco.
Carlo dimora nei pressi di Milano.
Il complemento di stato in luogo è retto da:
verbi di stato come stare, trovarsi, vivere, essere,
abitare, dimorare, alloggiare ecc. Esempi. Viviamo a
Varese. Mi trovo nei pressi della casa di Armando;
nomi come abitazione, sede, residenza, domicilio ecc.
Esempi. Adriana ha fissato la residenza a Genova. La
società Alfa ha sede a Parigi.
Il complemento di stato il luogo può essere figurato.
Esempio. Non stare sulle spine.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI STATO IN LUOGO
Il complemento di stato in luogo può essere espresso anche con
un avverbio di luogo come qui, qua, lì, là, laggiù, quaggiù, lassù
ecc.
Esempi. Ho deciso di restare qui. Claudio abita laggiù.
Il complemento di stato in luogo può essere espresso anche dalle
particelle avverbiali “ci” e “vi”.
Esempio. Sono venuto in montagna e ci resto.
IL COMPLEMENTO DI MOTO A LUOGO
Il complemento di moto a luogo indica il luogo reale o figurato
verso il quale è diretta l’azione espressa dal verbo oppure il
luogo verso il quale è diretto qualcuno (persona o animale) o
qualcosa (essere inanimato).
Risponde alle domande: dove? Verso quale luogo?
E’ introdotto dalle preposizioni “a”, “da”, “in”, “su” (semplici e
articolate), “per”, dalle preposizioni improprie “sopra”, “sotto”,
“dentro”, “fuori”, “verso”, oppure dalle locuzioni prepositive “in
direzione di”, “nei pressi di”, “alla volta di”, dalle parti di”, “dentro a”,
“fuori da” ecc.
Esempi.
Stiamo per andare a scuola.
Entriamo in casa in questo momento.
Partite per Roma?
Metterò questo vaso sopra il caminetto.
Mi sto dirigendo verso Milano.
La sfilata si sta avviando alla volta del centro storico.
Il complemento di moto a luogo è retto da:
verbi di movimento come andare, arrivare, venire,
giungere, approdare, salire, entrare, raggiungere,
dirigersi, inviare ecc. Esempi. Vengo a casa tua. La
nave sta approdando al porto;
nomi come partenza, arrivo, andata, ritorno, aereo,
treno, autobus, tram ecc. Esempi. Ho preso l’aereo per
Roma. La partenza per Firenze è fissata per sabato.
Il complemento di moto a luogo può essere figurato.
Esempio. Il nonno va in brodo di giuggiole.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MOTO A LUOGO
Il complemento di moto a luogo può essere espresso anche con
un avverbio di luogo come qui, qua, lì, là, laggiù, quaggiù, lassù
ecc.
Esempi. Venite qui a cena. Claudio si trasferirà laggiù.
Il complemento di stato in luogo può essere espresso anche dalle
particelle avverbiali “ci” e “vi”.
Esempio. Ho prenotato una stanza a Firenze e ci andremo presto.
IL COMPLEMENTO DI MOTO DA LUOGO
Il complemento di moto da luogo indica il luogo reale o
figurato dal quale parte l’azione espressa dal verbo oppure il
luogo da cui una persona, animale o cosa proviene.
Risponde alle domande: da dove? Da quale luogo?
E’ introdotto dalle preposizioni “di” e “da” semplici o articolate.
Esempi.
Vengo da Milano.
La sfilata si è avviata dal centro storico.
Marta è uscita di casa in gran fretta.
Siamo usciti dall’edificio per un allarme.
Il complemento di moto da luogo è retto da:
verbi di movimento come uscire, rientrare, giungere,
arrivare, tornare, partire, provenire, venire, cadere ecc.
Esempi. Siamo rientrati oggi dalla gita. Arrivo solo ora
da Milano. Sono caduto dalla bicicletta;
nomi come partenza, arrivo, ritorno, caduta ecc. Esempi.
La partenza da Roma è fissata per le 6.30; La caduta
dalla scala ha portato molte conseguenze.
Il complemento di moto da luogo può essere figurato.
Esempio. Torno ora dall’inferno.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MOTO DA LUOGO
Il complemento di moto da luogo può essere espresso anche con
una locuzione avverbiale di luogo come da qui, da qua, da lì, da
là, da laggiù, da quaggiù, da quassù, da lassù, da dove ecc.
Esempi. Parto da qui verso mezzogiorno. C’è un bellissimo
panorama da quassù.
Il complemento di moto da luogo può essere espresso anche dalla
particella avverbiale “ne”.
Esempio. Sono stato a Vercelli per due giorni e ne (da lì) torno
ora.
IL COMPLEMENTO DI MOTO PER LUOGO
Il complemento di moto per luogo indica il luogo reale o
figurato attraverso il quale si svolge l’azione espressa dal verbo
o il luogo attraverso cui passa una persona, un animale o una
cosa.
Risponde alle domande: per dove? Per quale luogo? Attraverso
quale luogo?
E’ introdotto dalla preposizioni “in”, “da” (semplici o articolate),
“fra”, “tra”, “per”, dalla preposizione impropria “attraverso” oppure
dalla locuzione prepositiva “in mezzo a”.
Esempi.
Ho preso la scorciatoia per i boschi.
Maria e Luisa si riconcorrono nelle stanze.
Siamo passati attraverso un passaggio segreto.
C’è un sentiero in mezzo alla boscaglia.
Il complemento di moto per luogo è retto da:
verbi di movimento come passare, attraversare,
percorrere, entrare, uscire ecc. Esempi. Siamo rientrati
oggi dalla gita. Ho fatto molti giri per la città. Sono
caduto passando per il sentiero;
nomi come passaggio, corsa, viaggio, entrata, uscita
ecc. Esempi. Il passaggio attraverso le colline è il più
breve. La corsa per la piazza inizia fra poco.
Il complemento di moto per luogo può essere figurato.
Esempio. Non capisco che cosa ti frulla per la testa.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MOTO PER LUOGO
Il complemento di moto per luogo può essere espresso anche con
una locuzione avverbiale di luogo come per di qui, per di qua, per
di lì, per di là, per dove, da qui, di qui, da qua, di qua, di lì, di là, da
dove ecc.
Esempi. Sergio è passato di qui. Si entra per di qua. Da dove si
esce?
Il complemento di moto per luogo può essere espresso anche
dalle particelle avverbiali “ci” e “vi”.
Esempio. Ecco il sentiero. Ci passiamo tutti?
COME SI DISTINGUONO I QUATTRO COMPLEMENTI DI
LUOGO?
Come abbiamo visto nei precedenti paragrafi, i complementi di
luogo sono quattro e spesso vengono introdotti dalle stesse
preposizioni. Come fare per distinguerli? Siamo nel capo dell’analisi
logica e quindi dobbiamo usare il ragionamento.
Facciamo qualche esempio.
Resto a scuola (complemento di stato in luogo).
Vado a scuola (complemento di moto a luogo).
In questi due casi il complemento di luogo è introdotto dalla
preposizione “a” ma si tratta di due complementi diversi.
Abito in città (complemento di stato in luogo).
Mi dirigo in città (complemento di moto a luogo).
Anche in questi due casi la preposizione è la stessa, “in”, ma i
complementi di luogo sono diversi.
Parto per la campagna (complemento di moto a luogo).
Passo per la campagna (complemento di moto per luogo).
Negli ultimi due esempi la preposizione “per” introduce due
complementi di luogo diversi.
Come possiamo distinguere i complementi? Basta analizzare il
verbo. Se esso indica uno stato, un’assenza di movimento, siamo di
fronte a un complemento di stato in luogo. Se il verbo indica
movimento escludiamo il complemento di stato in luogo e
chiediamoci di quale movimento si tratta. Se il movimento è di
avvicinamento, avremo un complemento di moto a luogo, se è di
allontanamento, avremo un complemento di moto da luogo. Se si
tratta di un movimento di passaggio saremo di fronte a un moto per
luogo.
IL COMPLEMENTO DI MEZZO O STRUMENTO
Il complemento di mezzo o strumento indica la persona,
l’animale o la cosa attraverso cui si compie l’azione espressa
dal verbo. Tradizionalmente si ha il complemento di mezzo se ci
riferiamo a una persona o un animale e il complemento di strumento
se parliamo di un essere inanimato (una cosa). In realtà, nell’analisi
logica, di solito si indica genericamente “complemento di mezzo”.
Risponde alle domande: per mezzo di chi? Per mezzo di che
cosa? Con chi? Con che cosa? Come?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “da”, “in” (semplici e
articolate), “per”, “con”, dalle preposizioni improprie “mediante”,
“tramite”, “attraverso” oppure dalle locuzioni prepositive “per mezzo
di”, “per opera di”, “grazie a”, “con l’aiuto di” ecc.
Esempi.
Sto raggiungendo Milano in treno.
Arriverai domani con l’autobus.
Cinzia scrive sempre con una penna blu.
Ho appreso moltissimo attraverso i miei libri.
Vanessa ha fatto recapitare un pacco tramite il corriere
espresso.
Grazie a Marco sono stati raccolti molti fondi.
Il complemento di mezzo può dipendere:
da un verbo. Esempi. Sto partendo in auto. Leggo
grazie agli occhiali;
da un nome. Esempi. L’aspirapolvere va a corrente. Ho
comprato una luce a batteria.
Il complemento di mezzo può essere costituito da un nome o da
qualsiasi altra parte del discorso che abbia la funzione di sostantivo.
Esempi.
Ho inviato il regalo a mia madre tramite voi (pronome).
Abbiamo avuto la notizia tramite i vicini (aggettivo sostantivato).
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di mezzo può essere espresso anche dalla
particella pronominale “ne”.
Esempio.
Avevo molte uova e ne (con le uova) ho fatto una frittata.
IL COMPLEMENTO DI MODO O MANIERA
Il complemento di modo indica il modo o la maniera in cui si
svolge l’azione espressa dal verbo oppure il modo in cui si
verifica un evento.
Risponde alle domande: in quale modo? In quale maniera?
Come?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “da”, “in”, “su” (semplici o
articolate), “per”, “con”, dalle preposizioni improprie “secondo”,
“come”, “senza” oppure dalle locuzioni prepositive “al modo di”, “alla
maniera di” ecc.
Esempi.
Il mio cagnolino mi guarda con occhi furbetti.
Ho comprato un vestito su misura.
Parlate con calma!
Il giudice deve decidere secondo scienza e coscienza.
Sono arrivata a scuola di corsa.
Maria è stata rimproverata in modo esagerato.
Fabrizio si comporta alla maniera di suo padre.
Il complemento di modo o maniera può essere retto:
da un verbo. Esempi. Luca guida come sua madre.
Sono rimasto a bocca aperta;
da un nome. Esempi. Abbiamo mangiato i saltimbocca
alla romana. Vanessa ha comprato un paio di pantaloni
alla zuava.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI MODO
Il complemento di modo si può esprimere anche con:
un avverbio di modo come bene, male, volentieri,
velocemente, saggiamente, chiaramente ecc. Esempi.
Mi trovo bene con te. Accetto volentieri il tuo invito.
Valeria parla molto velocemente;
una locuzione avverbiale di modo come “a
malincuore”, “a vanvera”, “alla rinfusa”, “di buon grado”,
“in malo modo” ecc. Esempi. Carlo parla a vanvera
spesso e volentieri. Ho risposto a mia madre in malo
modo;
un aggettivo usato in funzione avverbiale. Esempi.
Parla chiaro! Ho sempre lavorato sodo. Corre veloce.
IL COMPLEMENTO DI COMPAGNIA E DI UNIONE
Il complemento di compagnia e il complemento di unione
indicano la persona o l’animale (complemento di compagnia) con cui
si compie o subisce l’azione del verbo o l’essere inanimato
(complemento di unione) con cui si compie o si subisce l’azione del
verbo.
IL COMPLEMENTO DI COMPAGNIA
Il complemento di compagnia indica la persona o l’animale
con cui si compie o si subisce l’azione espressa dal verbo
oppure la persona o l’animale con cui ci si trova in un
determinato momento.
Risponde alle domande: con chi? In compagnia di chi? Insieme
a chi?
E’ introdotto dalle preposizioni semplici “con”, “fra” e “tra” oppure
dalle locuzioni prepositive “insieme a”, “in compagnia di”, “in unione
a”, “assieme a”, “unitamente a”, ecc.
Esempi.
Raffaella è uscita di casa con la madre.
Vado a scuola insieme ai miei compagni.
Come avete trascorso la serata fra amici?
Spesso usciamo in compagnia di Alessio e Fabiola.
IL COMPLEMENTO DI UNIONE
Il complemento di unione indica la cosa con cui si compie o si
subisce l’azione espressa dal verbo oppure la cosa con la quale
ci si trova. Può anche indicare una cosa mescolata all’altra.
Risponde alle domande: con che cosa? Insieme a che cosa?
Mescolato a che cosa? Collegato a che cosa?
E’ introdotto dalla preposizione semplice “con” oppure dalle
locuzioni prepositive “insieme a”, “insieme con” ecc.
Esempi.
Sono partita da Firenze con due bagagli.
I ragazzi vanno a scuola con zaini troppo pesanti.
I calzini sono nel cassetto insieme ai guanti e ai berretti.
Siamo stati sorpresi dalla pioggia con i vestiti da cerimonia.
Perché hai mischiato il sale con il pepe?
IL COMPLEMENTO DI RELAZIONE O DI RECIPROCITA’
Il complemento di relazione (detto anche complemento di
reciprocità) indica una relazione di accordo oppure di contrasto
fra persone, fra animali oppure fra cose.
Risponde alle domande: fra chi? Fra quali cose?
E’ introdotto dalle preposizioni “fra”, “tra” e “con”.
Esempi.
I rapporti tra fratelli devono essere amichevoli.
Spero che tu sia d’accordo con noi.
I miei genitori sono andati a parlare con gli insegnanti.
Il complemento di relazione può dipendere da:
verbi come parlare, discutere, litigare, essere d’accordo,
concordare, dibattere, polemizzare ecc. Esempi.
Dobbiamo essere d’accordo fra noi. Non serve
polemizzare con tutti. Spesso i fratelli litigano fra loro;
nomi come litigio, discussione, intesa, alleanza,
discussione, accordo ecc. Esempi. Per quanto andrà
avanti questo litigio fra voi? L’accordo economico fra
Italia e Francia procede bene.
IL COMPLEMENTO DI RELAZIONE E IL COMPLEMENTO DI
COMPAGNIA
Il complemento di relazione può creare qualche difficoltà di
interpretazione soprattutto rispetto al complemento di compagnia. I
due complementi infatti sono introdotti dalle stesse preposizioni (in
particolare “con”, “fra” e “tra”). Come distinguerli? Anche in questo
caso occorre usare la logica.
Facciamo due esempi. Analizzeremo il complemento “con i
professori”.
Gli alunni sono andati in gita con i professori.
In questo caso “con i professori” è complemento di compagnia
perché gli alunni sono andati in gita “in compagnia” dei professori.
I miei genitori sono andati a parlare con i professori.
In questo caso non possiamo dire che i genitori sono andati a
parlare “in compagnia” dei professori ma è lampante il fatto che
genitori e professori entrano in “rapporto fra loro” attraverso un
dialogo. Non siamo quindi di fronte a un complemento di compagnia
ma di relazione.
IL COMPLEMENTO DI CAUSA
Il complemento di causa indica la causa o il motivo per cui
avviene l’azione espressa dal verbo.
Risponde alle domande: perché? Per quale motivo? A causa di
chi? A causa di che cosa?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “da”, “in” (semplici o
articolate), “per”, “con” oppure dalle locuzioni prepositive “a causa
di”, “a motivo di”, “per via di”, “in conseguenza di”, “per colpa di” ecc.
Esempi.
Piango di gioia.
Tremo dalla paura.
Non posso venire per via della febbre.
Con questa pioggia occorre uscire con l’ombrello.
A causa del traffico sono arrivato in ritardo.
Per colpa di tua madre abbiamo sbagliato strada.
E’ tutto in disordine per la vivacità del cagnolino.
Il complemento di causa può essere costituito da:
un nome. Esempi. Non si trova mai nulla per il tuo
disordine. A causa della tempesta siamo obbligati a
rimanere a casa;
un pronome. Esempi. Sono sconvolto per quanto mi
hai detto. Luisa si arrabbia per niente;
un aggettivo sostantivato. Esempi. Tremo di freddo. Il
giardino è recintato per via dei vicini maleducati.
Il complemento di causa può essere retto da:
un nome. Esempio. La paura per le interrogazioni
paralizza Virgilio;
un verbo. Esempi. Muoio di caldo. Oggi sarò assente
per via del mal di schiena;
un aggettivo. Esempi. Sono contento della tua
promozione. Sei soddisfatto del mio lavoro?
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di causa può essere espresso anche con la
particella pronominale “ne”.
Esempi. Ho appena consegnato il tema e ne (per il tema) sono
soddisfatto. Ho saputo dell’incidente di Ovidio e ne (a causa
dell’incidente) sono sconvolto.
IL COMPLEMENTO DI FINE O SCOPO
Il complemento di fine o scopo indica il fine o lo scopo per cui
avviene l’azione espressa dal verbo oppure indica il fine a cui è
destinato un luogo, un animale o una cosa.
Risponde alle domande: per quale scopo? Per quale fine?
Perché?
E’ introdotto dalle preposizioni “a”, “in”, “di” (semplici o articolate),
“per” oppure dalle locuzioni prepositive “allo scopo di”, “al fine di”, “in
vista di” ecc.
ATTENZIONE: la preposizione semplice “da” è usata per indicare
un fine o uno scopo in dipendenza da sostantivi.
Esempi.
Sono andata a zonzo per la città.
Allaccia la cintura di sicurezza!
Siamo tutti agitati in vista degli esami.
Ho comprato due cavalli per le mostre.
Abbiamo fatto un prelievo in contanti allo scopo di pagare la
cena.
Ti piacciono i miei occhiali da sole?
Mario ha un bellissimo cane da guardia.
Mia madre ha rotto l’ennesimo ferro da stiro.
Maura ha comprato un vestito da sera davvero brutto.
Il complemento di fine o scopo può essere retto da:
un verbo. Esempi. Sono uscita presto per la festa. Non
agisco a scopo di lucro;
un nome. Esempi. Mi hai regalato un bel paio di scarpe
da ginnastica. Quelli sono cavalli da corsa;
un aggettivo. Esempi. Queste scarpe sono utili per le
lunghe camminate. Maria è idonea per quel lavoro.
IL COMPLEMENTO DI DENOMINAZIONE
Il complemento di denominazione specifica con un nome
preciso, spesso un nome proprio, il sostantivo generico a cui si
riferisce.
Risponde alla domanda: di quale nome?
E’ introdotto dalla preposizione semplice “di”.
Esempi.
La città di Roma è la capitale d’Italia.
L’isola di Montecristo si trova nell’arcipelago toscano.
Nel mese di maggio si presentano le dichiarazioni dei redditi.
Marco è stato insignito del titolo di cavaliere.
Il complemento di denominazione può specificare:
un nome geografico di città, isola, nazione, regno, lago
ecc. Esempi. Il lago di Garda è grandissimo. La città di
Milano ha ospitato l’Expo. La Repubblica di San Marino
è un’enclave all’interno della penisola italiana;
un nome, un cognome, un soprannome, un mese, un
titolo, un giorno della settimana ecc. Esempi. La giornata
di domenica è dedicata al riposo. Sono nata nel mese
di ottobre. L’hanno battezzato con il nome di Luca.
Silvana è conosciuta con il soprannome di Sissi.
IL COMPLEMENTO DI DENOMINAZIONE E L’APPOSIZIONE
Alcuni nomi geografici vengono usati solo come apposizione e non
reggono il complemento di denominazione. Esempi. Il fiume Tevere
attraversa Roma (fiume è apposizione). Il Monte Rosa si estende fra
Italia e Svizzera (Monte è apposizione). Il Mar Mediterraneo è
intercontinentale (Mar è apposizione).
Alcuni nomi propri possono essere usati sia come apposizione sia
come complemento di denominazione. Esempio. Il nome Raffaella
(nome è apposizione) era molto diffuso quarant’anni fa. Il nome di
Raffaella (di Raffaella: complemento di denominazione).
IL COMPLEMENTO DI DENOMINAZIONE E IL COMPLEMENTO
DI SPECIFICAZIONE
Come si distingue con sicurezza il complemento di denominazione
da quello di specificazione. Non è poi così difficile. Il complemento di
denominazione è rappresentato da un nome proprio che specifica un
nome comune citato in precedenza. Vediamo due esempi.
La città di Roma è la capitale d’Italia.
La fondazione di Roma risale al 753 a.C.
Nel primo caso “di Roma” è complemento di denominazione, nel
secondo è complemento di specificazione.
La città di Roma: Roma è il nome proprio di una città o, se
vogliamo, Roma è una città. Siamo di fronte a un complemento di
denominazione.
La fondazione di Roma: Roma non è una fondazione ma è la città
che è stata fondata nel 753 a.C. Siamo di fronte a un complemento
di specificazione.
IL COMPLEMENTO DI LIMITAZIONE
Il complemento di limitazione indica entro quali limiti o in
quale ambito è valido ciò che viene espresso da un sostantivo,
da un aggettivo oppure da un verbo.
Risponde alla domanda: limitatamente a che cosa? In quale
ambito?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “da”, “in” (semplici o
articolate), “per”, “con”, dalla preposizione impropria “secondo”
oppure dalle locuzioni prepositive “limitatamente a”, “relativamente
a”, “rispetto a”, “quanto a”, “in materia di”, “in quanto a”, “in fatto di”,
“ad avviso di”, “a parere di” ecc.
Esempi.
Sono un asso in matematica.
Chiara è laureata in medicina.
Veronica è imbattibile a scacchi.
Sono chiara di carnagione.
Per me dobbiamo andare avanti.
Secondo la professoressa devi studiare di più.
Sei un fenomeno in fatto di bugie.
Siamo insuperabili in quanto a scuse.
Il complemento di limitazione può dipendere:
da un nome. Esempi. Luigi è uno specialista in
neurologia. Marco è un esempio in fatto di
educazione;
da un aggettivo. Esempi. Marta è rossa di capelli.
Fiorella è insuperabile per simpatia. Mia nonna è cieca
da un occhio;
da un verbo. Esempi. Vittorio ti ha superato in altezza.
Hai ragione in materia di religione.
IL COMPLEMENTO DI ARGOMENTO
Il complemento di argomento di cui si parla o si scrive.
Risponde alle domande: su chi? Su che cosa? Riguardo a chi?
Riguardo a che cosa? Di quale argomento? Di quale materia?
Intorno a chi? Intorno a che cosa?
E’ introdotto dalle preposizioni “di” (semplice o articolata), “su”,
dalle preposizioni improprie “sopra” e “circa” oppure dalle locuzioni
prepositive “intorno a”, “riguardo a”, “rispetto a”, “a proposito di” ecc.
Esempi.
Stiamo parlando di politica.
La professoressa ha tenuto una lezione sul teorema di Euclide.
Non ho nulla da dire circa la mia bocciatura.
Mario vorrebbe parlarmi a proposito di suo figlio.
Stiamo litigando su questioni poco importanti.
Il complemento di argomento può dipendere da:
un nome: tema, discorso, discussione, ragionamento,
confronto, relazione, tesi ecc. Esempi. Ho discusso la
tesi sul diritto romano. Marco ha preparato una
relazione sulle malattie dei felini. Erica e Lorenzo
hanno avuto una discussione a proposito
dell’educazione dei figli;
un verbo: parlare, discutere, raccontare, relazionare,
scrivere, trattare, dire, aggiornare, confrontarsi ecc.
Esempi. Ti devo parlare di Carmelo. Raccontami della
tua vacanza. Vi dovete confrontare sulle vostre
posizioni.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di argomento può essere espresso anche dalla
particella pronominale “ne”.
Esempi.
Oggi discuteremo di Napoleone anche se ne (di Napoleone)
abbiamo già parlato.
I voti? Ho sentito i professori che ne (dei voti) discutevano.
IL COMPLEMENTO DI MATERIA
Il complemento di materia indica la materia o la sostanza di
cui è fatta una cosa (o una persona) sia in senso reale sia in
senso figurato.
Risponde alla domanda: di quale materia?
E’ introdotto dalle preposizioni semplici “di” e “in”.
Esempi.
Mario mi ha regalato un anello d’argento.
Chiara ha gli occhi di ghiaccio (complemento di materia figurato).
Questa scala è in ferro mentre quella laggiù è in marmo.
Il complemento di materia può essere sostituito da un aggettivo
qualificativo che avrà di conseguenza la funzione di attributo del
complemento da analizzare.
Esempi.
Roberto ha realizzato una scultura in bronzo (complemento di
materia).
Roberto ha realizzato una scultura bronzea (complemento
oggetto + attributo).
Il pavimento di marmo (complemento di materia) è scivoloso.
Il pavimento marmoreo (soggetto + attributo) è scivoloso.
Il complemento di materia può anche essere figurato.
Esempi.
Clara ha una bella faccia di bronzo.
Fai sogni d’oro!
IL COMPLEMENTO DI SEPARAZIONE O ALLONTANAMENTO
Il complemento di separazione o di allontanamento indica la
persona, l’animale, la cosa, il luogo o la situazione da cui ci si
separa o ci si allontana in senso reale o anche in senso
figurato.
Risponde alle domande: separato da chi? Separato da che
cosa? Lontano da chi? Lontano da che cosa? Lontano da
dove? Separato da dove?
E’ introdotto dalla preposizione “da”, semplice o articolata.
Esempi.
Sandro si è allontanato da casa.
Maria si è separata dal marito.
La siepe divide la mia proprietà da quella del vicino.
Il complemento di separazione o allontanamento può dipendere
da:
un verbo come allontanare, separare, dividere,
staccare, distinguere, liberare, dissentire ecc. Esempi.
Non sempre è facile distinguere la realtà dalla fantasia.
La copertina si è staccata dal libro. Valerio ha preferito
allontanarsi dagli amici;
un nome come allontanamento, separazione, divisione,
distacco, distinzione, liberazione, dissenso ecc. Esempi.
Clara ha detto che la separazione dal marito era
inevitabile. Il distacco dai genitori è sempre un trauma;
un aggettivo come lontano, separato, diviso, distinto,
libero ecc. Esempi. Tutto ciò è lontano dal mio
pensiero. Sono separato da mia moglie.
Il complemento di separazione o allontanamento può essere
anche figurato.
Esempio. Togli la ruggine dal cervello!
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di separazione o allontanamento può essere
espresso anche dalla particella pronominale “ne”.
Esempio.
Mia moglie era insopportabile. Alla fine me ne (dalla moglie) sono
separato.
IL COMPLEMENTO DI ORIGINE O PROVENIENZA
Il complemento di origine o provenienza indica l’origine o la
provenienza di una persona, un animale o una cosa sia in senso
reale sia in senso figurato.
Risponde alle domande: nato da chi? Nato da che cosa?
Proveniente da chi? Proveniente da che cosa?
E’ introdotto dalle preposizioni “di” e “da”, semplici o articolate.
Esempi.
Mio nonno era di origini piemontesi.
Molti migranti provengono dall’Africa.
Elena è nata da genitori facoltosi.
Il complemento di origine o provenienza può dipendere:
da un verbo. Esempi. Questo mobile viene dall’India.
Romolo e Remo nacquero da Marte e Rea Silvia;
da un nome. Esempi. I tuoi problemi di salute hanno
origine dalla tiroide. La provenienza della merce
dall’Asia è confermata;
da un aggettivo. Esempi. Questo prodotto è originario
dell’Africa. Carlos è nativo delle Antille;
da un participio. Esempi. Proveniente da Milano,
Roberto prese un aereo per Londra. Nato da famiglia
povera, Filippo seppe costruire una grande azienda.
Il complemento di origine o provenienza può essere anche
figurato.
Esempio. Certe frasi mi sgorgano dal cuore.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di origine o provenienza può essere espresso
anche dalla particella pronominale “ne”.
Esempio.
La Libia? Fatima ne (della Libia) è originaria.
IL COMPLEMENTO PARTITIVO
Il complemento partitivo indica il tutto da cui si prende solo
una parte espressa dall’elemento introduttivo che precede il
complemento partitivo.
Risponde alla domanda: tra chi? Tra che cosa?
E’ introdotto dalle preposizioni “di” (semplice o articolata), “fra” e
“tra”.
Esempi.
Alcuni dei libri che ho comprato sono molto antichi.
Il complemento partitivo “dei libri” esprime la totalità (i libri) di cui si
prende solo una parte (alcuni, elemento introduttivo).
Molti di noi frequentano la palestra.
Il complemento partitivo “di noi” esprime la totalità di cui si prende
solo una parte (molti, elemento introduttivo).
Carlo è il meno studioso fra tutti.
Il complemento partitivo “fra tutti” esprime la totalità di cui si
prende solo una parte (in questo caso una persona, Carlo, elemento
introduttivo).
Il complemento partitivo può dipendere da:
un pronome interrogativo. Esempi. Chi di voi ha
rubato i cioccolatini? Quale fra le bomboniere
sceglieresti?
un pronome indefinito. Esempi. Nessuno di noi è stato
invitato. Chiunque di voi sarebbe in grado di risolvere
questa operazione;
un numerale. Esempi. Tre di voi non parteciperanno
alla gita. Chi arriverà primo fra noi?
un aggettivo di grado superlativo relativo. Esempi.
Claudio è il più studioso della classe. Sonia è la meno
simpatica tra noi;
un sostantivo che indica una quantità: metà, frazione,
parte, serie, coppia, dozzina, fetta, pezzo, frammento,
gruppo, porzione, moltitudine, fila ecc. Esempi. Ho
mangiato un pezzo di biscotto al cacao. Ho visto una
moltitudine di persone in piazza;
un avverbio di quantità. Esempio. Ho messo un po’ di
musica.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Anche la particella pronominale “ne” può avere la funzione
logica di complemento partitivo nel significato di “di loro”, “di
quelli”, “di quelle”, “fra loro”, “fra quelli”, “fra quelle” quando segue un
pronome indefinito o un numerale.
Esempi.
Loretta ha tante collanine, ne (cioè di loro) vorrei una.
L’asilo ospita molti bambini, ieri ne (cioè di loro) ho visti alcuni.
IL COMPLEMENTO DI PARAGONE O SECONDO TERMINE DI
PARAGONE
Il complemento di paragone indica la persona, l’animale o la
cosa che si confronta con un altro elemento grazie a un
comparativo di maggioranza minoranza o uguaglianza. E’
chiamato anche secondo termine di paragone.
Il confronto può avvenire fra persone, animali, cose o qualità.
Risponde alle domande: più di chi? Più di che cosa? Meno di
chi? Meno di che cosa? Come chi? Come che cosa? Quanto
chi? Quanto che cosa?
Il complemento di paragone (o secondo termine di paragone) è
introdotto:
dalla preposizione “di”, semplice o articolata, dopo il
comparativo di maggioranza o il comparativo di
minoranza. Esempi. Flavio è più affascinante di Carlo.
Antonella è meno riccia di Fabrizia;
dall’avverbio “quanto” oppure dalla congiunzione “come”
dopo il comparativo di uguaglianza. Esempi. Camilla è
furba quanto la sorella. Andrea è studioso come Aldo;
dalla congiunzione “che” quando vengono paragonati
due aggettivi. Esempi. Cinzia è più simpatica che
studiosa. Virgilio è più ricco che intelligente.
ATTENZIONE: con i comparativi (di maggioranza, minoranza e
uguaglianza) si ha il complemento di paragone. Con i superlativi
relativi, invece, troviamo il complemento partitivo. Ne abbiamo
parlato nel paragrafo precedente. Con il superlativo assoluto non si
ha il secondo termine di paragone.
IL COMPLEMENTO DI ETA’
Il complemento di età indica l’età di una persona, di un
animale o di una cosa oppure individua a quale età qualcuno o
qualcosa ha compiuto l’azione espressa dal verbo o si è trovato
in una determinata situazione o circostanza.
Risponde alle domande: a quale età? A quanti anni? Di quanti
anni?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “su” (semplici o articolate)
o dalle locuzioni prepositive “all’età di”, “in età di”, “intorno a” ecc.
Il complemento di età può dipendere direttamente dal verbo avere.
Esempi.
Sandra si è laureata a ventisei anni.
Lucio è un ragazzo di quindici anni.
All’età di diciotto anni si diventa maggiorenni.
Marta avrà sui trent’anni.
Claudio ha cinque anni.
IL COMPLEMENTO DI VANTAGGIO E DI SVANTAGGIO
Il complemento di vantaggio e il complemento di svantaggio
indicano la persona, l’animale o la cosa a vantaggio o a
svantaggio della quale si compie l’azione espressa dal verbo o
si verifica un evento.
Rispondono alle domande: a vantaggio di chi? A vantaggio di
che cosa? A favore di chi? A favore di che cosa? A svantaggio
di chi? A svantaggio di che cosa? A sfavore di chi? A sfavore di
che cosa?
Sono introdotti dalla preposizione semplice “per”, dalla
preposizione impropria “contro” o dalle locuzioni prepositive “a
vantaggio di”, “a favore di”, “in difesa di”, “a svantaggio di”, “a
sfavore di”, “a danno di”, “contro di” ecc.
Esempi.
I nonni fanno di tutto per i nipoti.
Ho fatto testamento a favore del mio compagno.
Ho costituito una società a difesa dei più poveri.
Non abbiamo mai agito a danno di qualcuno.
Sono state raccolte molte testimonianze contro Carletto.
Ci sono molte prove a tuo favore.
I complementi di vantaggio e di svantaggio possono essere
espressi anche da un pronome personale complemento atono
(mi, ti, gli, le, ci, vi, loro).
Esempi.
Mi hai arrecato un danno.
Questa informazione gli sarà utile.
Questa notizia le comporterà dei problemi.
IL COMPLEMENTO DI QUALITA’
Il complemento di qualità indica una qualità o una
caratteristica fisica o morale di una persona, un animale o una
cosa.
Risponde alle domande: di che qualità? Di che tipo? Con quali
caratteristiche?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “da” (semplici o articolate)
e da “con”.
Esempi.
Lucia è una donna dal carattere forte.
E’ una persona di grande fascino.
Marta è una donna di grande cultura.
La rosa è un fiore dal profumo inconfondibile.
IL COMPLEMENTO DI COLPA
Il complemento di colpa indica la colpa o il reato di cui una
persona è stata accusata o per cui è stata processata,
condannata o assolta.
Risponde alle domande: di quale colpa? Di quale reato? Per
quale colpa? Per quale reato?
Il complemento di colpa è introdotto:
dalla preposizione “di”, semplice o articolata, quando
esprime la colpa di cui qualcuno è accusato. Esempi.
Mario è stato accusato di furto. Clara è stata incolpata
di lesioni personali;
dalla preposizione semplice “per” quando esprime la
colpa per la quale qualcuno viene denunciato,
processato o condannato. Esempi. Luca è stato
denunciato per truffa. Ovidio fu processato per
diffamazione. Elena è stata condannata per omicidio;
dalla preposizione “da”, semplice o articolata, quando
esprime la colpa da cui si viene assolti. Esempi. Roberta
è stata assolta da ogni accusa. Valerio è stato
prosciolto dall’accusa di percosse.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di colpa può essere espresso anche dalla
particella pronominale “ne”.
Esempio.
Il pavimento sporco? Ne (di ciò) è stato accusato Fido.
IL COMPLEMENTO DI PENA
Il complemento di pena indica la pena alla quale qualcuno
viene condannato.
Risponde alle domande: a quale pena? Con quale pena?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a”, “da” (semplici o articolate),
“per” e “con”.
Esempi.
Filippo è stato condannato a dieci anni di reclusione.
Claudio è stato multato di mille euro.
Giovanni è stato punito con una settimana di pulizie domestiche.
Il complemento di pena dipende da verbi come condannare,
multare, punire ecc.
I COMPLEMENTI DI QUANTITA’
Nella classificazione generica di complemento di quantità sono
compresi i seguenti complementi indiretti:
il complemento di stima o valore;
il complemento di prezzo;
il complemento di distanza;
il complemento di estensione;
il complemento di peso o misura;
il complemento di differenza.
IL COMPLEMENTO DI STIMA O VALORE
Il complemento di stima indica quanto si stima materialmente
o moralmente una persona, un animale o una cosa.
Risponde alle domande: quanto è stimato? Quanto è valutato?
Quanto vale?
E’ introdotto dalla preposizione semplice “su” e dalla locuzione
prepositiva “intorno a”, quando si tratta di una stima approssimativa.
Esempi.
Questa borsetta è valutata sui duecento euro.
Il quadro potrebbe valore intorno ai mille dollari.
Il complemento di stima non è introdotto da alcuna preposizione
quando dipende da verbi come stimare, valutare, valere,
considerare, quotare ecc.
Esempi.
La tua villetta vale mezzo milione di euro.
La spilla è valutata quattrocento euro.
Queste scarpe valgono almeno cento euro.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI STIMA O VALORE
Il complemento di stima (quando la stima è indeterminata) può
essere espressa anche da avverbi di quantità come molto, più, poco,
meno, parecchio, niente, nulla, abbastanza ecc.
Esempi.
Questo gioiello non vale niente.
Direi che questo arazzo vale parecchio.
IL COMPLEMENTO DI PREZZO
Il complemento di prezzo indica il prezzo di una cosa.
Risponde alle domande: quanto costa? A quale prezzo?
Il complemento di prezzo è introdotto dalle preposizioni “a” e “per”
quando dipende da verbi come comprare, vendere, affittare,
acquistare, cedere ecc.
Esempi.
Ho comprato questa casa per duecentomila euro.
Abbiamo venduto il garage a ventimila euro.
Carlo ha affittato l’appartamento per cinquecento euro mensili.
Il complemento di prezzo non è introdotto da alcuna preposizione
quando dipende da verbi come pagare o costare.
Esempi.
L’anello di Alessia costa duecento euro.
Ho pagato il vestito novanta euro.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI PREZZO
Il complemento di prezzo (quando il prezzo è indeterminato) può
essere espresso anche da un avverbio o da una locuzione
avverbiale come poco, molto, di più, di meno, troppo, tanto, a metà
prezzo, un patrimonio, un capitale, a buon mercato ecc.
Esempi.
Questa casa costa un patrimonio.
Gli orecchini di Enrica costano troppo.
IL COMPLEMENTO DI DISTANZA
Il complemento di distanza indica quanto una persona, un
animale, una cosa o un luogo è distante rispetto a un’altra
persona, animale, cosa o luogo sia in senso reale sia in senso
figurato.
Risponde alle domande: a quanta distanza? A quanta distanza?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a” (semplici o articolate), “per”,
“fra” e “tra” oppure dalla locuzione prepositiva “alla distanza di”.
Spesso il complemento di distanza non è introdotto da alcuna
preposizione.
E’ retto da verbi come distare o da espressioni come “essere
distante”, “essere lontano” ecc.
Esempi.
La chiesa è a cinquecento metri dal comune.
L’oggetto è caduto alla distanza di pochi metri dall’auto.
La mia casa dista tre chilometri dal centro.
Il complemento di distanza può anche essere figurato.
Esempio. Il mio pensiero è distante anni luce dal tuo.
IL COMPLEMENTO DI DISTANZA E IL COMPLEMENTO DI
ALLONTANAMENTO
La persona, l’animale, la cosa oppure il luogo rispetto ai quali si
indica la distanza è il complemento di allontanamento.
Esempi.
La chiesa è a cinquecento metri dal comune.
La chiesa: soggetto.
E’: predicato verbale.
A cinquecento metri: complemento di distanza.
Dal comune: complemento di allontanamento.
La mia casa dista tre chilometri dal centro.
La mia casa: soggetto + attributo.
Dista: predicato verbale.
Tre chilometri: complemento di distanza.
Dal centro: complemento di allontanamento.
IL COMPLEMENTO DI ESTENSIONE
Il complemento di estensione indica quanto qualcosa si
estende nello spazio. Indica quindi le dimensioni di un oggetto.
Risponde alle domande: esteso quanto? Lungo quanto? Largo
quanto? Alto quanto?
E’ introdotto dalla preposizione “per”. Spesso però non è introdotto
da alcuna preposizione.
Esempi.
Il prato si estende per otto metri quadrati.
Quel ragazzo è alto due metri.
Il complemento di estensione può dipendere:
da un verbo come estendersi, innalzarsi, svilupparsi,
elevarsi, espandersi ecc. Esempi. Il negozio si estende
per duecento metri quadrati. La torre si eleva per
trenta metri;
da un aggettivo come largo, lungo, alto, profondo,
esteso ecc. Con gli aggettivi si omette la preposizione.
Esempi. Il Monte Bianco è alto 4809 metri. Il pozzo è
profondo dieci metri.
IL COMPLEMENTO DI PESO E DI MISURA
Il complemento di peso e di misura indica quanto pesa o
misura una persona, un animale o una cosa.
Risponde alle domande: quanto pesa? Quanto misura? Quanto
è grande?
E’ introdotto dalle preposizioni “di” e “da” (semplici o articolate).
Spesso non è introdotto da alcuna preposizione.
Esempi.
Ho comprato una cassetta di mele da due chilogrammi.
Sono ingrassata di tre chilogrammi.
Marco pesa settanta chili.
Questa è una bottiglia da due litri.
La febbre è salita di un grado.
Questa stoffa ha una lunghezza di due metri.
Il complemento di peso e di misura può dipendere da verbi come
pesare, salire, scendere, misurare ecc. Esempi. La temperatura è
scesa di otto gradi. Ho comprato una bottiglia di latte da mezzo
litro.
IL COMPLEMENTO AVVERBIALE DI PESO E DI MISURA
Il complemento di peso e di misura può anche essere espresso in
modo generico con gli avverbi di quantità molto, poco, troppo, tanto
ecc.
Esempi.
Questo vaso pesa troppo.
Mario pesa davvero poco.
IL COMPLEMENTO DI DIFFERENZA
Il complemento di differenza indica di quanto una persona, un
animale o una cosa è superiore o inferiore rispetto ad un’altra
persona, animale o cosa.
Risponde alle domande: di quanto è superiore? Di quanto è
inferiore?
E’ introdotto dalla preposizione “di”.
Il complemento di differenza è retto da aggettivi o da espressioni
di significato comparativo come “più alto”, “meno alto”, “più grande”,
“meno grande”, “più lungo”, “più largo” ecc.
Esempi.
Giovanni è più alto di me di quattro centimetri.
Sandra è più grande di Valeria di qualche mese.
IL COMPLEMENTO DI ABBONDANZA
Il complemento di abbondanza indica ciò di cui una persona,
un animale o una cosa dispone in abbondanza in senso
materiale o in senso figurato.
Risponde alle domande: pieno di chi? Pieno di che cosa? Ricco
di chi? Ricco di che cosa?
E’ introdotto dalla preposizione “di”.
Esempi.
Il mio giardino è pieno di fiori.
I genitori di Marina sono pieni di orgoglio.
Il cesto trabocca di biancheria sporca.
Il complemento di abbondanza può dipendere da:
un verbo come abbondare, colmare, riempire,
traboccare, straripare ecc. Esempi. Il ristoratore ha
riempito le brocche di acqua minerale. I grandi laghi
abbondano di acque;
un aggettivo come “colmo”, “pieno”, “ricco”, “zeppo”,
“carico”, “gremito” ecc. Esempi. La botte è piena di vino.
L’otre trabocca d’olio.
Il complemento di abbondanza può essere anche figurato.
Esempio. Roberto è pieno di pregiudizi.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di abbondanza può essere espresso anche dalla
particella pronominale “ne”.
Esempi.
L’acqua? Le falde ne (di acqua) sono piene.
Educazione? Personalmente ne (di educazione) ho in
abbondanza.
IL COMPLEMENTO DI PRIVAZIONE
Il complemento di privazione ciò di cui una persona, un
animale o una cosa difetta in senso materiale o in senso
figurato.
Risponde alle domande: privo di chi? Privo di che cosa?
Mancante di chi? Mancante di che cosa?
E’ introdotto dalla preposizione “di”.
Esempi.
Questa casa ha bisogno di un un’altra stanza.
L’aula manca di alcuni banchi.
Luigi è privo di iniziativa.
Il complemento di privazione può dipendere da:
verbi o espressioni come mancare, difettare, spogliare,
scarseggiare, avere bisogno, scarseggiare, essere privo
ecc. Esempi. Ho bisogno di un vestito nuovo. Sandra
manca di autorità;
aggettivi come mancante, spoglio, carente, privo, vuoto
ecc. Esempi. Questa pianta è priva di foglie. Marta è
carente di ferro.
Il complemento di privazione può essere anche figurato.
Esempio. Roberta manca di cervello.
LA PARTICELLA PRONOMINALE “NE”
Il complemento di privazione può essere espresso anche dalla
particella pronominale “ne”.
Esempi.
Devo andare a comprare le crocchette per Fido perché ne (di
crocchette) sono sprovvisto.
Acquisterò una borsetta perché ne (di una borsetta) ho bisogno.
IL COMPLEMENTO DI VOCAZIONE
Il complemento di vocazione indica la persona, l’animale
oppure la cosa personificata a cui ci si rivolge attraverso un
discorso diretto. Indica anche la divinità che viene invocata.
Questo complemento non risponde ad alcuna domanda e non è
introdotto da preposizioni.
Le caratteristiche del complemento di vocazione sono le seguenti:
non dipende da alcun elemento della frase;
non risponde ad alcuna domanda;
se è all’inizio della frase è seguito dalla virgola;
se si trova all’interno della frase è compreso fra due
virgole;
può essere preceduto da un’interiezione;
può essere seguito dal punto esclamativo.
Esempi.
Oh Signore, aiutami!
Ah Giuseppe, studia di più!
Per favore, Carmelo, stai seduto.
Rex, seduto!
Luigi, smettila!
IL COMPLEMENTO DI ESCLAMAZIONE
Il complemento di esclamazione esprime attraverso
un’esclamazione un sentimento di gioia, di rabbia, di paura, di
euforia, di meraviglia, di odio, di risentimento ecc.
Questo complemento non risponde ad alcuna domanda e non è
introdotto da preposizioni.
Le caratteristiche del complemento di esclamazione sono le
seguenti:
non dipende da altri elementi della frase;
non risponde ad alcuna domanda;
è seguito dal punto esclamativo;
può essere costituito da un’esclamazione o da una
locuzione esclamativa come “mamma mia”, “evviva”,
“urrà”, “wao”, “che sfortuna”, “che barba”, “che noia”,
“perbacco” ecc.
Esempi.
Wao! Hai un vestito bellissimo!
Che noia! Facciamo sempre le stesse cose…
Mamma mia! Potresti anche alzarti dal letto.
Evviva! Finalmente è finita la scuola.
IL COMPLEMENTO DI SOSTITUZIONE O DI SCAMBIO
Il complemento di sostituzione o scambio indica la persona,
l’animale o la cosa che viene messa al posto di un’altra
persona, animale o cosa.
Risponde alle domande: al posto di chi? Al posto di che cosa?
In sostituzione di chi? In sostituzione di che cosa? Invece di
chi? Invece di che cosa?
E’ introdotto dalle preposizioni “con” e “per” oppure dalle locuzione
prepositive “al posto di”, “invece di”, “in cambio di”, “in luogo di” ecc.
Sono complementi di sostituzione anche le locuzioni “in vece mia”,
“in vece tua”, “in vece sua”, “in vece nostra”, “in vece vostra”, “in
vece loro”.
Esempi.
Hai scambiato una parola per l’altra.
Marta scambia spesso l’amore con l’amicizia.
Ho messo un dipendente al posto di un altro.
Ho sbagliato e ho comprato le mele invece delle pere.
Claudia ha parlato in vece tua al congresso.
Sono stato assunto al posto di Veronica.
IL COMPLEMENTO DISTRIBUTIVO
Il complemento distributivo indica la modalità nella quale
sono distribuite persone, animali o cose in relazione al tempo,
allo spazio, all’ordine o alla quantità.
Risponde alle domande: in quale ordine? In quale proporzione?
Ogni quanti? Ogni quanto tempo? In quale successione?
E’ introdotto dalle preposizioni “a”, “su” (semplici o articolate) e
“per”. Spesso però non è introdotto da alcuna preposizione.
Sono complementi distributivi anche i calcoli matematici “due per
tre”, “quaranta diviso cinque” ecc.
Esempi.
Vanessa deve prendere questo farmaco ogni due ore.
Faccio le scale almeno dieci volte al giorno.
Mia madre mi chiama ogni ora.
Questo formaggio costa dieci euro al chilo.
IL COMPLEMENTO DI ESCLUSIONE
Il complemento di esclusione indica la persona, l’animale o la
cosa che è esclusa dall’azione espressa dal verbo.
Risponde alle domande: senza chi? Senza che cosa?
E’ introdotto dalla preposizione impropria “senza”.
Esempi.
Marta è partita per Roma senza il marito.
Lucia ha cucinato la pasta senza glutine.
E’ un uomo senza pregiudizi.
IL COMPLEMENTO ECCETTUATIVO
Il complemento eccettuativo indica la persona, l’animale o la
cosa eccetto la quale si compie l’azione espressa dal verbo.
Risponde alle domande: tranne chi? Tranne che cosa? Eccetto
chi? Eccetto che cosa? Ad eccezione di chi? Ad eccezione di
che cosa?
E’ introdotto dalle preposizioni improprie “eccetto”, “fuorché”,
“tranne”, “escluso”, “salvo” ecc. oppure dalle locuzioni prepositive
“ad eccezione di”, “all’infuori di”, “a parte” ecc.
Esempi.
Ho invitato tutti alla festa tranne Enrico.
Il medico riceve tutti i giorni salvo la domenica.
Gli alunni hanno preso la sufficienza ad eccezione di Valerio.
La classe ha partecipato alla gita a Firenze eccetto Luisa e
Marisa.
IL COMPLEMENTO AGGIUNTIVO
Il complemento aggiuntivo indica la persona, l’animale o la
cosa che viene aggiunto a quanto è espresso dal verbo.
Risponde alle domande: oltre a chi? Oltre a che cosa?
E’ introdotto dalle locuzioni prepositive “in aggiunta a”, “oltre a”
ecc.
Esempi.
Compra la farina oltre alle uova.
Ti ho messo un po’ di cannella in aggiunta allo zucchero.
Per compito fate questi esercizi oltre a quelli che vi ho già
assegnato.
IL COMPLEMENTO CONCESSIVO
Il complemento concessivo indica la persona, l’animale o la
cosa o l’evento nonostante i quali si svolge l’azione espressa
dal verbo.
Risponde alle domande: nonostante chi? Nonostante che
cosa?
E’ introdotto dalla preposizioni semplice “con”, dalle preposizioni
improprie “malgrado” “nonostante”, “contro” oppure dalle locuzioni
prepositive “a dispetto di”, “a onta di” ecc.
Esempi.
Malgrado la tua mole, ti muovi senza difficoltà.
Nonostante i tuoi difetti ti vogliamo bene.
Con tutta la tua intelligenza non sai risolvere le equazioni.
Contro le previsioni ho superato l’esame.
A onta del maltempo, Maria uscì di casa.
Clara andò a scuola a dispetto della febbre.
IL COMPLEMENTO DI PERTINENZA O DI COMPETENZA
Il complemento di pertinenza o di competenza indica la
persona o l’animale a cui spetta compiere l’azione espressa dal
verbo.
Risponde alle domande: è compito di chi? Spetta a chi?
E’ introdotto dalle preposizioni “di”, “a” (semplici o articolate), “da”.
Il complemento di pertinenza o di competenza può dipendere da:
un verbo come “spettare”, “appartenere”, “competere”,
“essere”, ecc. Esempi. Spetta ai genitori educare i figli.
Appartiene a me il compito di vigilare. Compete
all’insegnante interrogare gli studenti. E’ da criminali
guidare ubriachi;
un nome come “compito”, “dovere”, “obbligo”, “proprio”
ecc. Esempi. E’ compito dei ragazzi andare a scuola. E’
obbligo dei genitori vigilare sui figli. E’ proprio della
scuola insegnare agli alunni.
CHE COS’E’ E COME SI FA L’ANALISI LOGICA DI
UNA FRASE?
L’analisi logica è il procedimento mediante il quale si divide la
frase nei sintagmi che la compongono e si attribuisce a ogni unità
sintattica (sintagma) la funzione logica che essa svolge all’interno
della proposizione (soggetto, predicato, complemento diretto,
complemento indiretto ecc.).
L’analisi logica si fa quindi nel modo seguente:
1) si scompone la frase nei sintagmi o unità sintattiche di cui è
costituita;
2) si deve “costruire” la frase partendo sempre dal verbo;
3) si individua il predicato (il verbo) della frase;
4) si determina se il predicato è verbale o nominale. Se si tratta
di un predicato nominale si separa il verbo essere (copula)
dalla parte nominale o nome del predicato. Se si tratta di un
predicato verbale si specifica, eventualmente, se siamo di
fronte a un verbo copulativo, un verbo impersonale, un
verbo usato in forma impersonale o una locuzione
impersonale. Negli altri casi non sono necessarie altre
precisazioni;
5) si individua il soggetto ossia chi o che cosa compie o
subisce l’azione espressa dal verbo;
6) se il soggetto non è espresso si specifica se esso è
sottinteso, mancante o se è costituito da un’intera frase
(proposizione subordinata soggettiva);
7) si individuano gli elementi legati al soggetto (attributi,
apposizioni e/o complementi di specificazione);
8) si specificano gli eventuali complementi diretti;
9) si identificano gli elementi legati ai complementi diretti
(attributi, apposizioni e/o complementi di specificazione);
10)si individuano gli eventuali complementi indiretti;
11)si identificano gli elementi legati ai complementi indiretti
(attributi, apposizioni e/o complementi di specificazione);
12)si identificano gli eventuali complementi avverbiali e se ne
determina la funzione logica;
13)particolare attenzione va riservata ai pronomi relativi e ai
pronomi doppi. Questi ultimi vanno scomposti nei pronomi
che li costituiscono;
14)se ci sono pronomi personali complemento atoni, essi vanno
trasformati nei pronomi tonici corrispondenti per facilitare
l’individuazione della loro funzione logica;
15)le congiunzioni devono essere indicate come tali senza altre
indicazioni (al contrario di ciò che avviene nell’analisi
grammaticale);
16)a questo punto si “ordina” la frase. Solitamente troviamo il
soggetto (se non è sottinteso o se il verbo non è
impersonale), gli elementi legati al soggetto, il predicato, i
complementi diretti (se ci sono), gli elementi legati ai
complementi diretti, i complementi indiretti (se presenti) e gli
elementi legati ai complementi indiretti;
17)si attribuisce a ogni sintagma la funzione logica o, se
vogliamo, il ruolo che esso ha svolge nella frase;
18)se dobbiamo analizzare un periodo (formato da due o più
frasi), è necessario specificare il soggetto, espresso o
sottinteso, di tutte le proposizioni.
Esempi.
I cagnolini di Benedetta giocano con i figli di Elisabetta.
1)Dividiamo la frase nei sintagmi di cui è composta.
I cagnolini / di Benedetta / giocano / con i figli / di Elisabetta.
La frase è composta da cinque sintagmi. La frase minima è: i
cagnolini (soggetto) giocano (predicato verbale).
2) Costruiamo la frase.
3) Partiamo dal verbo. Il predicato verbale è: giocano.
4) Chi compie l’azione di giocare? I cagnolini (soggetto).
5) Ci sono elementi legati al soggetto? Sì…il sintagma “di
Benedetta”.
6) Ci sono complementi diretti? No perché giocare è
intransitivo.
7) Di conseguenza non ci sono nemmeno elementi legati ai
complementi diretti.
8) Ci sono complementi indiretti? Certo! Il complemento
indiretto è il sintagma “con i figli”.
9) Ci sono elementi legati al complemento indiretto? Sì! C’è il
sintagma “di Elisabetta”.
10)Ordiniamo quindi la frase.
11)Procediamo all’analisi logica.
I cagnolini di Benedetta giocano con i figli di Elisabetta.
I cagnolini: soggetto.
Di Benedetta: complemento di specificazione.
Giocano: predicato verbale.
Con i figli: complemento di compagnia.
Di Elisabetta: complemento di specificazione.
I bellissimi fiori del tuo giardino hanno un profumo
straordinario.
I bellissimi fiori / del tuo giardino / hanno / un profumo
straordinario.
Quattro sintagmi. Frase minima: i fiori (soggetto) hanno (predicato
verbale).
In questa frase c’è un complemento diretto (un profumo
straordinario).
Procediamo all’analisi logica.
I fiori: soggetto.
Bellissimi: attributo del soggetto.
Del giardino: complemento di specificazione.
Tuo: attributo del complemento di specificazione.
Hanno: predicato verbale.
Un profumo: complemento oggetto.
Straordinario: attributo del complemento oggetto.
Facciamo altri esempi.
I fiori del mio giardino sono bellissimi.
I fiori /del mio giardino / sono bellissimi.
I fiori: soggetto.
Del giardino: complemento di specificazione.
Mio: attributo del complemento di specificazione.
Sono bellissimi: predicato nominale.
Sono: copula.
Bellissimi: parte nominale o nome del predicato.
Fido è un cane bellissimo e ubbidiente.
Fido / è un cane bellissimo e ubbidiente.
Fido: soggetto.
E’ un cane bellissimo e ubbidiente: predicato nominale.
E’: copula.
Un cane: parte nominale.
Bellissimo e ubbidiente: attributi della parte nominale.
La casa di Andrea, il mio nipotino, è in collina.
La casa /di Andrea, il mio nipotino, /è / in collina.
La casa: soggetto.
Di Andrea: complemento di specificazione.
Il nipotino: apposizione del complemento di specificazione.
Mio: attributo dell’apposizione.
E’: predicato verbale.
In collina: complemento di stato in luogo.
Il ragazzo che vedi è mio nipote.
Il ragazzo /che / vedi / è mio nipote.
Il ragazzo: soggetto.
Che (il quale): complemento oggetto della frase subordinata
relativa.
Tu: soggetto sottinteso della frase subordinata relativa.
Vedi: predicato verbale della frase subordinata relativa.
È mio nipote: predicato nominale.
E’: copula.
Mio: attributo della parte nominale.
Nipote: parte nominale.
Rispetta chi ti vuole aiutare.
In questa frase abbiamo un pronome doppio (chi) e un pronome
personale complemento atono (ti). Vediamo come fare l’analisi
logica.
Rispetta /chi /ti / vuole aiutare.
Tu: soggetto sottinteso.
Rispetta: predicato verbale.
Chi: colui che.
Colui: complemento oggetto.
Che (il quale): soggetto della proposizione relativa.
Ti (te): complemento oggetto della proposizione relativa.
Vuole aiutare: predicato verbale della proposizione relativa (il
verbo servile volere forma un unico predicato verbale con l’infinito
seguente).
Ti prego affinché tu dica la verità ai tuoi genitori.
Ti / prego / affinché / tu / dica / la verità / ai tuoi genitori.
Io: soggetto sottinteso.
Ti (te): complemento oggetto.
Affinché: congiunzione.
Tu: soggetto.
Dica: predicato verbale.
La verità: complemento oggetto.
Ai genitori: complemento di termine.
Tuoi: attributo del complemento di termine.
Marco è andato a casa della madre e l’ha accompagnata al
lavoro.
Marco / si è recato / a casa / della madre /e /l’/ ha accompagnata /
al lavoro.
Marco: soggetto.
E’ andato: predicato verbale.
A casa: complemento di moto a luogo.
Della madre: complemento di specificazione.
E: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
L’ (la): complemento oggetto.
Ha accompagnata: predicato verbale.
Al lavoro: complemento di moto a luogo.
Oggi piove ma Andrea e Fabrizio andranno comunque a
scuola.
Oggi / piove / ma / Andrea e Fabrizio / andranno / comunque / a
scuola.
Oggi: complemento avverbiale di tempo.
Soggetto mancante (perché il verbo è impersonale).
Piove: predicato verbale (verbo impersonale).
Ma: congiunzione.
Andrea e Fabrizio: soggetti.
Andranno: predicato verbale.
Comunque: complemento avverbiale di modo.
A scuola: complemento di moto a luogo.
Mi trovo isolato.
Mi trovo / isolato.
Io: soggetto sottinteso.
Mi trovo: predicato verbale (verbo trovarsi*).
Isolato: complemento predicativo del soggetto.
* in questo caso è bene indicare, fra parentesi, l’infinito “trovarsi”
perché si tratta di un verbo intransitivo pronominale. Di conseguenza
la particella “mi” è irrilevante in analisi logica essendo parte
integrante del verbo.
PRECISAZIONI SULL’ANALISI LOGICA DI UNA FRASE
Ecco qualche “dritta” sull’analisi logica che può essere utile per lo
svolgimento degli esercizi proposti nel prossimo capitolo (e svolti in
quello successivo).
Gli articoli, le preposizioni (semplici, articolate e
improprie) e le locuzioni prepositive si analizzano
insieme all’elemento a cui si riferiscono. Esempio. Il
cagnolino di Martina gioca nel giardino della villa in
compagnia di Valeria.
L’avverbio di negazione “non” si analizza insieme
all’elemento a cui si riferisce. Esempi. Non giocare a
palla in casa. Ho conosciuto due persone non sposate.
Gli ausiliari dei verbi composti e dei verbi di forma
passiva formano un unico predicato verbale con il verbo.
Esempi. Ho letto il romanzo. Ho ricevuto un premio.
Sono arrivato. Sono stato rimproverato dalla maestra.
I verbi servili, fraseologici e causativi formano un unico
predicato verbale con il verbo seguente espresso
all’infinito, al gerundio. Esempi. Dobbiamo partire
domani. Stai facendo i compiti?
Formano un unico predicato verbale anche alcune
locuzioni come fare freddo, fare caldo, avere fame,
avere sete, avere bisogno, avere necessità, avere
intenzione di, essere sul punto di, essere da ecc.
Esempi. Ho fame. Abbiamo intenzione di andarcene.
Avete bisogno di aiuto?
In analisi logica i complementi hanno valore di
complementi indiretti e come tali si devono analizzare.
Parleremo propriamente di complementi avverbiali di
modo, di tempo, di luogo ecc. Esempi. La tempesta è
arrivata all’improvviso. Sonia parla a vanvera.
Dobbiamo salire lassù.
I DUE MODI DI ANALIZZARE LE APPOSIZIONI E GLI ATTRIBUTI
Quando dobbiamo analizzare un sintagma che comprende
un’apposizione e/o un attributo possiamo usare due diverse
modalità. Facciamo un esempio.
Sandro ha chiesto al fratello Fabio un tablet nuovo.
ANALISI LOGICA N. 1
Sandro: soggetto.
Ha chiesto: predicato verbale.
Al fratello Fabio: complemento di termine + apposizione.
Un tablet nuovo: complemento oggetto + attributo.
ANALISI LOGICA N. 2
Sandro: soggetto.
Ha chiesto: predicato verbale.
Al fratello: apposizione del complemento di termine.
Fabio: complemento di termine.
Un tablet: complemento oggetto.
Nuovo: attributo del complemento oggetto.
Nella prima modalità le apposizioni e gli attributi vengono
analizzati insieme agli elementi a cui si riferiscono. Nella seconda
modalità essi si analizzano separatamente.
In questo ebook ci atterremmo al secondo modo di svolgere
l’analisi logica.
ESERCIZI
1) Giuliano ha comprato un braccialetto d’oro che ha regalato a
Camilla, la sorella di Eleonora.
2) Ieri Marco ha telefonato a Giuseppe e gli ha chiesto
aggiornamenti sulla tesi in filosofia.
3) Il vestito di Vanessa è rosso ma la ragazza non è soddisfatta
per il lavoro troppo approssimativo della sarta.
4) Candy, la cagnolina bianca di Raffaella, è molto dolce e
affettuosa ma spesso combina guai in casa.
5) Claudio è stato eletto capoclasse e affronta questo impegno
con dedizione insieme a Flavio che i compagni hanno
nominato responsabile della comunicazione con gli
insegnanti.
6) Papa Benedetto XVI si è dimesso l’11 febbraio 2013 ma ha
mantenuto il titolo di Pontefice emerito.
7) Sono stato convocato dal giudice in tribunale in qualità di
testimone di un incidente che coinvolse un mio vecchio
amico.
8) Silvana è una donna di grande carattere. Organizza pranzi e
cene in pochi minuti e aiuta sempre chi si trova in difficoltà.
9) Manuela è andata a scuola in autobus a causa del
maltempo che si sta abbattendo sulla città da parecchi
giorni.
10)Giungemmo a casa di Giovanni passando per un sentiero
impervio.
11)Carla è uscita di casa con il suo cagnolino a cui ha regalato
un grazioso guinzaglio da passeggio.
12)Malgrado le tue buone intenzioni hai rovinato la cena poiché
hai mischiato il pepe con la cannella.
13)Abbiamo mangiato con gusto gli spaghetti alla carbonara
tranne Valerio che è intollerante al glutine.
14)Fabrizio è stato colpito da un ramo che si è staccato
dall’albero più alto del parco ma per fortuna è rimasto illeso.
15)Il fratello di Marta solleva cassette di frutta da trenta
chilogrammi nonostante sia esile di costituzione.
16)In Italia la maggiore età è fissata a diciotto anni ma non tutti
raggiungono una maturità sufficiente per la guida
dell’automobile.
17)Questo bracciale d’oro vale sui cinquecento euro. Posso
comprarlo per trecento euro in contanti.
18)Ho saputo tramite tua sorella che sei convalescente per una
brutta caduta di cui non hai parlato con nessuno.
19)Ti piace questo quadro? L’ho pagato un capitale e non
comprerò nulla fino a Natale.
20)Sonia scrisse il testamento a favore della nipote che le era
stata vicina durante tutta la sua lunga malattia che la rese
cieca all’occhio destro.
21)Il piccolo Enrico è stata inseguito per tutto il cortile dal
cagnolino che voleva rubare la palla al bambino.
22)Secondo tuo fratello mangiare è uno dei pochi piacere che la
vita ci concede.
23)La paura di essere abbandonato appartiene a ogni bambino.
E’ compito dei genitori aiutare i figli nel superamento di
questa angoscia.
24)Devo assumere questo farmaco ogni sei ore come mi ha
prescritto il medico dal cui studio torno ora.
25)Sandro va dal fisioterapista ogni tre giorni per il trattamento
di una brutta lussazione che si è procurato con una caduta
dalla scala.
26)Sul tavolo c’è dello zucchero che Vanessa ha rovesciato per
distrazione.
27)Roberto partì per il mare senza la valigia, perciò dovette
ricomprare i costumi da bagno oltre a un vestito da sera per
la festa che era stata organizzata dalla cognata Valeria in
vista del compleanno del figlio.
28)Viaggiammo per tutta la notte e all’alba arrivammo sull’isola
d’Elba.
29)Mia sorella Marta ha terminato tutti i compiti che le sono stati
assegnati dall’insegnante di latino ad eccezione della
versione di Tacito che era più difficile di quella di Cicerone.
30)Margherita si ammalò di malaria durante un viaggio in
Somalia e fu ricoverata immediatamente in un ospedale di
Mogadiscio per le cure necessarie.
31)Il fratello di Carmelo ha comprato una barca a remi con il
denaro della moglie che fa qualsiasi cosa per lui.
32)Loretta possiede un diamante di rara bellezza che sfoggia in
ogni occasione.
33)Oreste, il cugino di Matilde, è stato processato per omicidio
e condannato a trent’anni di carcere: ne uscirà all’età di
settant’anni.
34)La scuola è a cinque chilometri dal mio quartiere, quindi i
figli dei miei vicini prendono l’autobus alle 7.30.
35)Mamma mia, stamattina mi ha telefonato la cognata di
Caterina e mi ha informata della decisione di separarsi dal
marito.
36)Silvia trascorre molte ore davanti alla macchina da scrivere
perché non vuole usare il computer per la stesura della
relazione che deve consegnare la prossima settimana.
37)Vuoi un po’ di fieno, Ernesto? Per carità! Ne è pieno il
magazzino!
38)Hai una bella faccia di bronzo! Sei venuto qui senza il
quaderno a righe su cui avresti dovuto fare i compiti.
39)Accetto volentieri l’aiuto di Ugo con cui mi trovo bene. Ogni
settimana andiamo a pesca e spesso ci rechiamo da Valerio
che è un asso a poker.
40)E’ stato difficile ma alla fine ho preso il baule e me ne sono
liberato.
41)Piove a dirotto da questa mattina e Vincenzo è uscito di
casa con l’ombrello che poi ha dimenticato al bar.
42)Gloria è diventata medico grazie all’aiuto dei nonni che le
sono stati vicini fin dall’infanzia.
43)Attendiamo con trepidazione l’evolversi della situazione che
al momento ci pare compromessa.
44)Di solito prendo le mie decisioni secondo coscienza ma a
volte posso sbagliare e di questo mi scuso anticipatamente.
45)Hai detto a tuo marito della promozione? Te ne ho parlato
ieri.
46)Grazie a Massimo sono stati raccolti molti fondi a favore di
un’associazione per la difesa dei bambini maltrattati.
47)Silvana ha fatto da madre a Marisa malgrado le difficoltà che
ha affrontato a causa dei maltrattamenti subiti dalla ragazza.
48)State ancora parlando di Artemisia? Dimenticatene dal
momento che ti ha fatto soffrire con il suo comportamento.
49)Virginio è nato ricco ma ha sempre vissuto da uomo povero.
Nel 2014 ha sposato una donna laureata in psicologia.
50)Ascoltiamo un po’ di musica prima di cenare?
51)Gianni è di origini liguri ma vive da molti anni a Torino, città
che lo ha adottato e alla quale egli è molto legato.
52)Ovidio ha agito consapevolmente a danno degli anziani
genitori di Raffaele e per questa ragione merita una
denuncia per truffa.
53)Questa casa è troppo piccola. Avrebbe bisogno di un’altra
camera da letto.
54)Che noia, Callisto, hai sbagliato tre esercizi su quattro!
55)Stasera si esce con gli amici. Dobbiamo comprare un regalo
a Laura che è sempre molto gentile con tutti.
56)Maria fa troppi dispetti al fratello e ne viene spesso
rimproverata dai genitori.
57)Si ruppe improvvisamente il finestrino dell’automobile e
Viviana, che stava guidando, ne fu ferita lievemente.
58)Pia è una buona cuoca come la madre: prepara un risotto
alla milanese che lascia a bocca aperta per la bontà.
59)Franco fu convocato come testimone in un processo per
omicidio.
60)Giulia ha mangiato con gusto una fetta di torta al cioccolato.
61)Spesso le ragazzine confondono l’amore con
un’infatuazione passeggera.
62)In fatto di chiacchiere nessuno batte Alfonso che è privo di
discrezione.
63)Questa stoffa costa molto perché viene dall’Asia ed è
venduta a cento euro al metro nei migliori negozi.
64)Marina è più abile in matematica di Laura che però diventerà
una bravissima insegnante perché è imbattibile in
grammatica.
65)Sono avanzate delle uova con le quali mia suocera ha
intenzione di preparare due torte per la festa del Patrono alla
quale parteciperà tutto il quartiere.
66)Si vede un panorama fantastico da lassù. Passiamo
attraverso questo sentiero e arriveremo in fretta.
67)Secondo la Costituzione spetta ai genitori il compito
dell’istruzione e dell’eduzione dei figli anche se sono nati da
relazioni fra persone non sposate.
68)Il nonno balzò al settimo cielo quando seppe della
promozione del nipote Carlo al quale regalò un bel motorino
di ottima marca.
69)Spesso Tommaso viene lasciato da solo dai genitori e si
riempie dei dolci che trova nella dispensa.
70)Scendi dalle nuvole e non prendere delle decisioni con i
piedi!
71)Dobbiamo studiare a memoria la poesia di Leopardi che ci è
stata assegnata ieri dalla maestra Enrica.
72)Verremo lì in treno e ci resteremo fino a domenica quando ci
raggiungeranno i nostri genitori con i bambini più piccoli.
73)Vai in cantina e separa le cassette di mele da quelle di pere.
74)Dieci anni fa acquistai una casa di duecento metri quadrati
con un terreno che si estende per svariati ettari.
75)Mia madre ha preso la sua decisione: sostituirà i serramenti
di legno con quelli in alluminio.
76)Pochi fra i presenti sono intervenuti a difesa di Adriana che,
a dispetto dell’età, è una ragazzina matura e intelligente.
77)Visto che i miei colleghi sono al mare, devo lavorare da solo
per quattro persone.
78)Mio padre nacque nel mese di aprile come la nonna.
79)Domani porteremo a casa un gattino e tu, Chicco, dovrai
averne cura.
80)Alla vista del sangue lo zio della mia fidanzata non resiste e
sviene.
81)Avete fatto questo esercizio alla carlona! Nessuno di voi
merita la sufficienza.
82)L’imputato cadde in contraddizione, perciò fu condannato dal
giudice.
83)I nostri vicini ci hanno portato un arrosto di due chili che
abbiamo gustato con le patate novelle.
84)Comprerei volentieri del pesce se non costasse così tanto.
85)Sebbene Clara abbia un figlio di pochi mesi, non rifiuta mai
un invito a pranzo.
86)Lorella, la cui generosità non è in discussione, è una donna
di grande capacità organizzativa ma è priva di qualsivoglia
iniziativa.
87)Provo una grande stima per tua nipote la cui preparazione in
diritto riempie di orgoglio la famiglia.
88)Riconobbe Giacomo dal modo di camminare a dispetto del
vestito che indossava per il ballo in maschera.
89)Rimanemmo tutti in silenzio quando fummo informati del
naufragio in cui Renato venne dato per disperso. Per fortuna
tornò sano e salvo a casa dopo qualche giorno.
90)Secondo me dobbiamo analizzare la novantesima e ultima
frase.
SVOLGIMENTO DEGLI ESERCIZI
1)Giuliano ha comprato un braccialetto d’oro che ha
regalato a Camilla, la sorella di Eleonora.
Giuliano: soggetto.
Ha comprato: predicato verbale.
Un braccialetto: complemento oggetto.
D’oro: complemento di materia.
Che (il quale): complemento oggetto.
Egli: soggetto sottinteso.
Ha regalato: predicato verbale.
A Camilla: complemento di termine.
La sorella: apposizione del complemento di termine.
Di Eleonora: complemento di specificazione dell’apposizione.
2)Ieri Marco ha telefonato a Giuseppe e gli ha chiesto
aggiornamenti sulla tesi in filosofia.
Ieri: complemento avverbiale di tempo determinato.
Marco: soggetto.
Ha telefonato: predicato verbale.
A Giuseppe: complemento di termine.
E: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Gli (a lui): complemento di termine.
Ha chiesto: predicato verbale.
Aggiornamenti: complemento oggetto.
Sulla tesi: complemento di argomento.
In filosofia: complemento di limitazione.
3)Il vestito di Vanessa è rosso ma la ragazza non è
soddisfatta per il lavoro troppo approssimativo della
sarta.
Il vestito: soggetto.
Di Vanessa: complemento di specificazione.
E’ rosso: predicato nominale.
E’: copula.
Rosso: parte nominale o nome del predicato.
Ma: congiunzione.
La ragazza: soggetto.
Non è soddisfatta: predicato nominale.
Non è: copula.
Soddisfatta: parte nominale.
Per il lavoro: complemento di causa.
Troppo approssimativo: attributo del complemento di causa.
Della sarta: complemento di specificazione.
4)Candy, la cagnolina di Raffaella, è molto dolce e
affettuosa ma spesso combina guai in casa.
Candy: soggetto.
La cagnolina: apposizione del soggetto.
Bianca: attributo dell’apposizione.
Di Raffaella: complemento di specificazione dell’apposizione.
E’ molto dolce e affettuosa: predicato nominale.
E’: copula.
Molto dolce e affettuosa: parte nominale.
Ma: congiunzione.
Essa: soggetto sottinteso.
Spesso: complemento avverbiale di tempo determinato.
Combina: predicato verbale.
Guai: complemento oggetto.
In casa: complemento di stato in luogo.
5)Claudio è stato eletto capoclasse e affronta questo
impegno con dedizione insieme a Flavio che i compagni
hanno nominato responsabile della comunicazione con
gli insegnanti.
Claudio: soggetto.
E’ stato eletto: predicato verbale.
Capoclasse: complemento predicativo del soggetto.
E: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Affronta: predicato verbale.
Questo attributo del complemento oggetto.
Impegno: complemento oggetto.
Con dedizione: complemento di modo.
Insieme a Flavio: complemento di compagnia.
Che (il quale): complemento oggetto.
I compagni: soggetto.
Hanno nominato: predicato verbale.
Responsabile: complemento predicativo dell’oggetto.
Della comunicazione: complemento di specificazione.
Con gli insegnanti: complemento di relazione.
6)Papa Benedetto XVI si è dimesso l’11 febbraio 2013 ma
ha mantenuto il titolo di Pontefice emerito.
Benedetto: soggetto.
Papa: apposizione del soggetto.
XVI: attributo del soggetto.
Si è dimesso: predicato verbale (verbo dimettersi).
L’11 febbraio 2013: complemento di tempo determinato.
Ma: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Ha mantenuto: predicato verbale.
Il titolo: complemento oggetto.
Di Pontefice: complemento di denominazione.
Emerito: attributo del complemento di denominazione.
7)Sono stato convocato dal giudice in tribunale in qualità di
testimone di un incidente che coinvolse un mio vecchio
amico.
Io: soggetto sottinteso.
Sono stato convocato: predicato verbale.
Dal giudice: complemento d’agente.
In tribunale: complemento di stato in luogo.
In qualità di testimone: complemento predicativo del soggetto.
Di un incidente: complemento di specificazione.
Che (il quale): soggetto.
Coinvolse: predicato verbale.
Un amico: complemento oggetto.
Mio vecchio: attributi del complemento oggetto.
8)Silvana è una donna di grande carattere. Organizza
pranzi e cene in pochi minuti e aiuta sempre chi si trova
in difficoltà.
Silvana: soggetto.
E’ una donna: predicato nominale.
E’: copula.
Una donna: parte nominale.
Di carattere: complemento di qualità.
Grande: attributo del complemento di qualità.
Ella: soggetto sottinteso.
Organizza: predicato verbale.
Pranzi e cene: complemento oggetto.
In minuti: complemento di tempo continuato.
Pochi: attributo del complemento di tempo.
E: congiunzione coordinante copulativa.
Ella: soggetto sottinteso.
Aiuta: predicato verbale.
Sempre: complemento avverbiale di tempo determinato.
Chi: colui che.
Colui: complemento oggetto.
Che (il quale): soggetto.
Si trova: predicato verbale (verbo trovarsi).
In difficoltà: complemento di stato in luogo figurato.
9)Manuela è andata a scuola in autobus a causa del
maltempo che si sta abbattendo sulla città da parecchi
giorni.
Manuela: soggetto.
È andata: predicato verbale.
A scuola: complemento di moto a luogo.
In autobus: complemento di mezzo.
A causa del maltempo: complemento di causa.
Che (il quale): soggetto.
Si sta abbattendo: predicato verbale.
Sulla città: complemento di moto a luogo.
Da giorni: complemento di tempo continuato.
Parecchi: attributo del complemento di tempo.
10)Giungemmo a casa di Giovanni passando per un
sentiero impervio.
Noi: soggetto sottinteso.
Giungemmo: predicato verbale.
A casa: complemento di moto a luogo.
Di Giovanni: complemento di specificazione.
Passando: predicato verbale.
Per un sentiero: complemento di moto per luogo.
Impervio: attributo del complemento di moto per luogo.
11)Carla è uscita di casa con il suo cagnolino a cui ha
regalato un grazioso guinzaglio da passeggio.
Carla: soggetto.
È uscita: predicato verbale.
Di casa: complemento di moto da luogo.
Con il cagnolino: complemento di compagnia.
Suo: attributo del complemento di compagnia.
A cui (al quale): complemento di termine.
Ella: soggetto sottinteso.
Ha regalato: predicato verbale.
Un guinzaglio: complemento oggetto.
Grazioso: attributo del complemento oggetto.
Da passeggio: complemento di fine o scopo.
12)Malgrado le tue buone intenzioni hai rovinato la cena
poiché hai mischiato il pepe con la cannella.
Malgrado le intenzioni: complemento concessivo.
Tue: attributo del complemento concessivo.
Buone: attributo del complemento concessivo.
Tu: soggetto sottinteso.
Hai rovinato: predicato verbale.
La cena: complemento oggetto.
Poiché: congiunzione.
Tu: soggetto sottinteso.
Hai mischiato: predicato verbale.
Il pepe: complemento oggetto.
Con la cannella: complemento di unione.
13)Abbiamo mangiato con gusto gli spaghetti alla
carbonara tranne Valerio che è intollerante al glutine.
Noi: soggetto sottinteso.
Abbiamo mangiato: predicato verbale.
Con gusto: complemento di modo.
Gli spaghetti: complemento oggetto.
Alla carbonara: complemento di modo.
Tranne Valerio: complemento eccettuativo.
Che (il quale): soggetto.
È intollerante: predicato nominale.
E’: copula.
Intollerante: parte nominale.
Al glutine: complemento di termine.
14)Fabrizio è stato colpito da un ramo che si è staccato
dall’albero più alto del parco ma per fortuna è rimasto
illeso.
Fabrizio: soggetto.
È stata colpito: predicato verbale.
Da un ramo: complemento di causa efficiente.
Che (il quale): soggetto.
Si è staccato: predicato verbale (verbo staccarsi).
Dall’albero: complemento di separazione o allontanamento.
Più alto: attributo del complemento di separazione o
allontanamento.
Del parco: complemento partitivo.
Ma: congiunzione.
Per fortuna: complemento di modo.
Egli: soggetto sottinteso.
È rimasto: predicato verbale (verbo usato come copulativo).
Illeso: complemento predicativo del soggetto.
15)Il fratello di Marta solleva cassette di frutta da trenta
chilogrammi nonostante sia esile di costituzione.
Il fratello: soggetto.
Di Marta: complemento di specificazione.
Solleva: predicato verbale.
Cassette: complemento oggetto.
Di frutta: complemento di specificazione.
Da trenta chilogrammi: complemento di peso.
Nonostante: congiunzione subordinante concessiva.
Egli: soggetto sottinteso.
Sia esile: predicato nominale.
Sia: copula.
Esile: parte nominale.
Di costituzione: complemento di limitazione.
16)In Italia la maggiore età è fissata a diciotto anni ma non
tutti raggiungono una maturità sufficiente per la guida
dell’automobile.
In Italia: complemento di stato in luogo.
L’età: soggetto.
Maggiore: attributo del soggetto.
È fissata: predicato verbale.
A diciotto anni: complemento di età.
Ma: congiunzione.
Non tutti: soggetto.
Raggiungono: predicato verbale.
Una maturità: complemento oggetto.
Sufficiente: attributo del complemento oggetto.
Per la guida: complemento di fine o scopo.
Dell’automobile: complemento di specificazione.
17)Questo bracciale d’oro vale sui cinquecento euro.
Posso comprarlo per trecento euro in contanti.
Questo attributo del soggetto.
Bracciale: soggetto,
D’oro: complemento di materia.
Vale: predicato verbale.
Sui cinquecento euro: complemento di stima o valore.
Io: soggetto sottinteso.
Posso comprarlo: posso comprare + lo.
Posso comprare: predicato verbale.
Lo: complemento oggetto.
Per trecento euro: complemento di prezzo.
In contanti: complemento di mezzo.
18)Ho saputo tramite tua sorella che sei convalescente per
una brutta caduta di cui non hai parlato con nessuno.
Io: soggetto sottinteso.
Ho saputo: predicato verbale.
Tramite (la) sorella: complemento di mezzo.
Tua: attributo del complemento di mezzo.
Che: congiunzione.
Tu: soggetto sottinteso.
Sei convalescente: predicato nominale.
Sei: copula.
Convalescente: parte nominale.
Per una caduta: complemento di causa.
Brutta: attributo del complemento di causa.
Di cui (della quale): complemento di argomento.
Tu: soggetto sottinteso.
Non hai parlato: predicato verbale.
Con nessuno: complemento di relazione.
19)Ti piace questo quadro? L’ho pagato un capitale e non
comprerò nulla fino a Natale.
Ti (a te): complemento di termine.
Piace: predicato verbale.
Questo: attributo del soggetto.
Quadro: soggetto.
Io: soggetto sottinteso.
L’ (lo): complemento oggetto.
Ho pagato: predicato verbale.
Un capitale: complemento avverbiale di prezzo.
E: congiunzione.
Io: soggetto sottinteso.
Non comprerò: predicato verbale.
Nulla: complemento oggetto.
Fino a Natale: complemento di tempo continuato.
20)Sonia scrisse il testamento a favore della nipote che le
era stata vicina durante tutta la sua lunga malattia che la
rese cieca all’occhio destro.
Sonia: soggetto.
Scrisse: predicato verbale.
Il testamento: complemento oggetto.
A favore della nipote: complemento di vantaggio.
Che (la quale): soggetto.
Le (a lei): complemento di termine.
Era stata vicina: predicato nominale.
Era stata: copula.
Vicina: parte nominale.
Durante la malattia: complemento di tempo continuato.
Tutta sua lunga: attributi del complemento di tempo continuato.
Che (la quale): soggetto.
La (ella): complemento oggetto.
Rese: predicato verbale.
Cieca: complemento predicativo dell’oggetto.
All’occhio: complemento di limitazione.
Destro: attributo del complemento di limitazione.
21)Il piccolo Enrico è stata inseguito per tutto il cortile dal
cagnolino che voleva rubare la palla al bambino.
Il piccolo: attributo del soggetto.
Enrico: soggetto.
È stato inseguito: predicato verbale.
Per il cortile: complemento di moto per luogo.
Tutto: attributo del complemento di moto per luogo.
Dal cagnolino: complemento d’agente.
Che (il quale): soggetto.
Voleva rubare: predicato verbale.
La palla: complemento oggetto.
Al bambino: complemento di termine.
22)Secondo tuo fratello mangiare è uno dei pochi piacere
che la vita ci concede.
Secondo (il) fratello: complemento di limitazione.
Tuo: attributo del complemento di limitazione.
Mangiare: soggetto (infinito presente sostantivato).
È uno: predicato nominale.
E’: copula.
Uno: parte nominale.
Dei piaceri: complemento partitivo.
Pochi: attributo del complemento partitivo.
Che (i quali): complemento oggetto.
La vita: soggetto.
Ci (a noi): complemento di termine.
Concede: predicato verbale.
23)La paura di essere abbandonato appartiene a ogni
bambino. E’ compito dei genitori aiutare i figli nel
superamento di questa angoscia.
La paura: soggetto.
Di essere abbandonato: complemento di specificazione (di +
infinito presente passivo).
Appartiene: predicato verbale.
A bambino: complemento di pertinenza.
Ogni: attributo del complemento di pertinenza.
E’ compito: predicato nominale.
E’: copula.
Compito: parte nominale.
Dei genitori: complemento di pertinenza.
Aiutare: soggetto (infinito presente sostantivato).
I figli: complemento oggetto.
Nel superamento: complemento di fine o scopo.
Di (questa) angoscia: complemento di specificazione.
Questa: attributo del complemento di specificazione.
24)Devo assumere questo farmaco ogni sei ore come mi ha
prescritto il medico dal cui studio torno ora.
Io: soggetto sottinteso.
Devo assumere: predicato verbale.
Questo: attributo del complemento oggetto.
Farmaco: complemento oggetto.
Ogni sei ore: complemento distributivo.
Come: congiunzione.
Mi (a me): complemento di termine.
Ha prescritto: predicato verbale.
Il medico: soggetto.
Dal cui studio: dallo studio del quale.
Dallo studio: complemento di moto da luogo.
Del quale: complemento di specificazione.
Io: soggetto sottinteso.
Torno: predicato verbale.
Ora: complemento avverbiale di tempo determinato.
25)Sandro va dal fisioterapista ogni tre giorni per il
trattamento di una brutta lussazione che si è procurato
con una caduta dalla scala.
Sandro: soggetto.
Va: predicato verbale.
Dal fisioterapista: complemento di moto a luogo.
Ogni tre giorni: complemento distributivo.
Per il trattamento: complemento di fine o scopo.
Di una lussazione: complemento di specificazione.
Brutta: attributo del complemento di specificazione.
Che (la quale): complemento oggetto.
Egli: soggetto sottinteso.
Si è procurato: predicato verbale (verbo procurarsi).
Con una caduta: complemento di mezzo.
Dalla scala: complemento di moto da luogo.
26)Sul tavolo c’è dello zucchero che Vanessa ha rovesciato
per distrazione.
Sul tavolo: complemento di stato in luogo.
C’è: predicato verbale.
Dello zucchero: soggetto partitivo.
Che (il quale): complemento oggetto.
Vanessa: soggetto.
Ha rovesciato: predicato verbale.
Per distrazione: complemento di causa.
27)Roberto partì per il mare senza la valigia, perciò dovette
ricomprare i costumi da bagno oltre a un vestito da sera
per la festa che era stata organizzata dalla cognata
Valeria in vista del compleanno del figlio.
Roberto: soggetto.
Partì: predicato verbale.
Per il mare: complemento di moto a luogo.
Senza la valigia: complemento di esclusione.
E così: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Dovette ricomprare: predicato verbale.
I costumi: complemento oggetto.
Da bagno: complemento di fine o scopo.
Oltre a un vestito: complemento aggiuntivo.
Da sera: complemento di fine o scopo.
Per la festa: complemento di fine o scopo.
Che (la quale): soggetto.
Era stata organizzata: predicato verbale.
Dalla cognata apposizione del complemento d’agente.
Valeria: complemento d’agente.
In vista del compleanno: complemento di fine o scopo.
Del figlio: complemento di specificazione.
28)Viaggiammo per tutta la notte e all’alba arrivammo
sull’isola d’Elba.
Noi: soggetto sottinteso.
Viaggiammo: predicato verbale.
Per la notte: complemento di tempo continuato.
Tutta: attributo del complemento di tempo continuato.
E: congiunzione.
All’alba: complemento di tempo determinato.
Noi: soggetto sottinteso.
Arrivammo: predicato verbale.
Sull’isola: complemento di moto a luogo.
D’Elba: complemento di denominazione.
29)Mia sorella Marta ha terminato tutti i compiti che le sono
stati assegnati dall’insegnante di latino ad eccezione
della versione di Tacito che era più difficile di quella di
Cicerone.
Marta: soggetto.
Sorella: apposizione del soggetto.
Mia: attributo dell’apposizione.
Ha terminato: predicato verbale.
I compiti: complemento oggetto.
Tutti: attributo del complemento oggetto.
Che (i quali): soggetto.
Le (a lei): complemento di termine.
Sono stati assegnati: predicato verbale.
Dall’insegnante: complemento d’agente.
Di latino: complemento di limitazione.
Ad eccezione della versione: complemento eccettuativo.
Di Tacito: complemento di specificazione.
Che (la quale): soggetto.
Era più difficile: predicato nominale.
Era: copula.
Più difficile: parte nominale.
Di quella: complemento di paragone o secondo termine di
paragone.
Di Cicerone: complemento di specificazione.
30)Margherita si ammalò di malaria durante un viaggio in
Somalia e fu ricoverata immediatamente in un ospedale
di Mogadiscio per le cure necessarie.
Margherita: soggetto.
Si ammalò: predicato verbale (verbo ammalarsi).
Di malaria: complemento di causa.
Durante un viaggio: complemento di tempo determinato.
In Somalia: complemento di stato in luogo.
E: congiunzione.
Ella: soggetto sottinteso.
Fu ricoverata: predicato verbale.
Immediatamente: complemento avverbiale di tempo determinato.
In un ospedale: complemento di stato in luogo.
Di Mogadiscio: complemento di specificazione.
Per le cure: complemento di fine o scopo.
Necessarie: attributo del complemento di fine o scopo.
31)Il fratello di Carmelo ha comprato una barca a remi con
il denaro della moglie che fa qualsiasi cosa per lui.
Il fratello: soggetto.
Di Carmelo: complemento di specificazione.
Ha comprato: predicato verbale.
Una barca: complemento oggetto.
A remi: complemento di mezzo.
Con il denaro: complemento di mezzo.
Della moglie: complemento di specificazione.
Che (la quale): soggetto.
Fa: predicato verbale.
Qualsiasi: attributo del complemento oggetto.
Cosa: complemento oggetto.
Per lui: complemento di vantaggio.
32)Loretta possiede un diamante di rara bellezza che
sfoggia in ogni occasione.
Loretta: soggetto.
Possiede: predicato verbale.
Un diamante: complemento oggetto.
Di bellezza: complemento di qualità.
Rara: attributo del complemento di qualità.
Che (il quale): complemento oggetto.
Ella: soggetto sottinteso.
Sfoggia: predicato verbale.
In (ogni) occasione: complemento di tempo determinato.
Ogni: attributo del complemento di tempo determinato.
33)Oreste, il cugino di Matilde, è stato processato per
omicidio e condannato a trent’anni di carcere: ne uscirà
all’età di settant’anni.
Oreste: soggetto
Il cugino: apposizione del soggetto.
Di Matilde: complemento di specificazione dell’apposizione.
È stato processato: predicato verbale.
Per omicidio: complemento di colpa.
E: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
(E’ stato) condannato: predicato verbale.
A trent’anni di carcere: complemento di pena.
Egli: soggetto sottinteso.
Ne (da lì): complemento avverbiale di moto da luogo.
Uscirà: predicato verbale.
All’età di settant’anni: complemento di età.
34)La scuola è a cinque chilometri dal mio quartiere, quindi
i figli dei miei vicini prendono l’autobus alle 7.30.
La scuola: soggetto.
E’: predicato verbale.
A cinque chilometri: complemento di distanza.
Dal quartiere: complemento di allontanamento.
Mio: attributo del complemento di allontanamento.
Quindi: congiunzione coordinante conclusiva.
I figli: soggetto.
Dei vicini: complemento di specificazione.
Miei: attributo del complemento di specificazione.
Prendono: predicato verbale.
L’autobus: complemento oggetto.
Alle 7.30: complemento di tempo determinato.
35)Mamma mia, stamattina mi ha telefonato la cognata di
Caterina e mi ha informata della decisione di separarsi
dal marito.
Mamma mia: complemento di esclamazione.
Stamattina: complemento avverbiale di tempo determinato.
Mi (a me): complemento di termine.
Ha telefonato: predicato verbale.
La cognata: soggetto.
Di Caterina: complemento di specificazione.
E: congiunzione.
Ella: soggetto sottinteso.
Mi: complemento oggetto.
Ha informata: predicato verbale.
Della decisione: complemento di argomento.
Di separarsi: complemento di specificazione.
Dal marito: complemento di separazione.
36)Silvia trascorre molte ore davanti alla macchina da
scrivere perché non vuole usare il computer per la
stesura della relazione che deve consegnare la
prossima settimana.
Silvia: soggetto.
Trascorre: predicato verbale.
Molte: attributo del complemento di tempo continuato.
Ore: complemento di tempo continuato.
Davanti alla macchina: complemento di stato in luogo.
Da scrivere: complemento di fine o scopo.
Perché: congiunzione.
Ella: soggetto sottinteso.
Non vuole usare: predicato verbale.
Il computer: complemento oggetto.
Per la stesura: complemento di fine o scopo.
Della relazione: complemento di specificazione.
Che (la quale): complemento oggetto.
Ella: soggetto sottinteso.
Deve consegnare: predicato verbale.
La settimana: complemento di tempo determinato.
Prossima: attributo del complemento di tempo determinato.
37)Vuoi un po’ di fieno, Ernesto? Per carità! Ne è pieno il
magazzino!
Tu: soggetto sottinteso.
Vuoi: predicato verbale.
Un po’: complemento oggetto.
Di fieno: complemento partitivo.
Ernesto: complemento di vocazione.
Per carità: complemento di esclamazione.
Ne (di esso): complemento di abbondanza.
È pieno: predicato nominale.
E’: copula.
Pieno: parte nominale.
Il magazzino: soggetto.
38)Hai una bella faccia di bronzo! Sei venuto qui senza il
quaderno a righe su cui avresti dovuto fare i compiti.
Tu: soggetto sottinteso.
Hai: predicato verbale.
Una faccia: complemento oggetto.
Bella: attributo del complemento oggetto.
Di bronzo: complemento di materia figurato.
Tu: soggetto sottinteso.
Sei venuto: predicato verbale.
Qui: complemento avverbiale di moto a luogo.
Senza il quaderno: complemento di esclusione.
A righe: complemento di qualità.
Su cui (sul quale): complemento di stato in luogo.
Tu: soggetto sottinteso.
Avresti dovuto fare: predicato verbale.
I compiti: complemento oggetto.
39)Accetto volentieri l’aiuto di Ugo con cui mi trovo bene.
Ogni settimana andiamo a pesca e spesso ci rechiamo
da Valerio che è un asso a poker.
Io: soggetto sottinteso.
Accetto: predicato verbale.
Volentieri: complemento avverbiale di modo.
L’aiuto: complemento oggetto.
Di Ugo: complemento di specificazione.
Con cui (con il quale): complemento di compagnia.
Io: soggetto sottinteso.
Mi trovo: predicato verbale (verbo trovarsi).
Bene: complemento avverbiale di modo.
Ogni: attributo del complemento di tempo determinato.
Settimana: complemento di tempo determinato.
Noi: soggetto sottinteso.
Andiamo: predicato verbale.
A pesca: complemento di fine o scopo.
E: congiunzione.
Spesso: complemento avverbiale di tempo determinato.
Ci rechiamo: predicato verbale (verbo recarsi).
Da Valerio: complemento di moto a luogo.
Che (il quale): soggetto.
È un asso: predicato nominale.
E’: copula.
Un asso: parte nominale.
A poker: complemento di limitazione.
40)E’ stato difficile ma alla fine ho preso il baule e me ne
sono liberato.
Soggetto mancante.
E’ stato difficile: predicato nominale (locuzione usata in senso
impersonale. Il soggetto quindi è mancante).
E’ stato: copula.
Difficile: parte nominale.
Ma: congiunzione.
Alla fine: complemento avverbiale di tempo determinato.
Io: soggetto sottinteso.
Ho preso: predicato verbale.
Il baule: complemento oggetto.
E: congiunzione.
Io: soggetto sottinteso.
Me ne sono liberato: mi sono liberato + ne.
Mi sono liberato: predicato verbale (verbo liberarsi).
Ne (di esso): complemento di separazione.
41)Piove a dirotto da questa mattina e Vincenzo è uscito di
casa con l’ombrello che poi ha dimenticato al bar.
Soggetto mancante
Piove: predicato verbale (verbo impersonale quindi il soggetto è
mancante).
A dirotto: complemento di modo.
Da (questa) mattina: complemento di tempo continuato.
Questa: attributo del complemento di tempo continuato.
E: congiunzione.
Vincenzo: soggetto.
È uscito: predicato verbale.
Di casa: complemento di moto da luogo.
Con l’ombrello: complemento di unione.
Che (il quale): complemento oggetto.
Poi: complemento avverbiale di tempo determinato.
Egli: soggetto sottinteso.
Ha dimenticato: predicato verbale.
Al bar: complemento di stato in luogo.
42)Gloria è diventata medico grazie all’aiuto dei nonni che
le sono stati vicini fin dall’infanzia.
Gloria: soggetto.
E’ diventata: predicato verbale (verbo copulativo).
Medico: complemento predicativo del soggetto.
Grazie all’aiuto: complemento di mezzo.
Dei nonni: complemento di specificazione.
Che (i quali): soggetto.
Le (a lei): complemento di termine.
Sono stati vicini: predicato nominale.
Sono stati: copula.
Vicini: parte nominale.
Fin dall’infanzia: complemento di tempo continuato.
43)Attendiamo con trepidazione l’evolversi della situazione
che al momento ci pare compromessa.
Noi: soggetto sottinteso.
Attendiamo: predicato verbale.
Con trepidazione: complemento di modo.
L’evolversi: complemento oggetto.
Della situazione: complemento di specificazione.
Che (la quale): soggetto.
Al momento: complemento avverbiale di tempo determinato.
Ci (a noi): complemento di termine.
Pare: predicato verbale (verbo copulativo).
Compromessa: complemento predicativo del soggetto.
44)Di solito prendo le mie decisioni secondo coscienza ma
a volte posso sbagliare e di questo mi scuso
anticipatamente.
Di solito: complemento avverbiale di tempo (determinato).
Io: soggetto sottinteso.
Prendo: predicato verbale.
Le decisioni: complemento oggetto.
Mie: attributo del complemento oggetto.
Secondo coscienza: complemento di modo.
Ma: congiunzione.
A volte: complemento avverbiale di tempo determinato.
Io: soggetto sottinteso.
Posso sbagliare: predicato verbale.
E: congiunzione.
Di questo: complemento di causa.
Mi scuso: predicato verbale (verbo scusarsi).
Anticipatamente: complemento avverbiale di tempo determinato.
45)Hai detto a tuo marito della promozione? Te ne ho
parlato ieri.
Tu: soggetto sottinteso.
Hai detto: predicato verbale.
A (tuo) marito: complemento di termine.
Tuo: attributo del complemento di termine.
Della promozione: complemento di argomento.
Io: soggetto sottinteso.
Te (a te): complemento di termine.
Ne (di ciò): complemento di argomento.
Ho parlato: predicato verbale.
Ieri: complemento avverbiale di tempo determinato.
46)Grazie a Massimo sono stati raccolti molti fondi a favore
di un’associazione per la difesa dei bambini maltrattati.
Grazie a massimo: complemento di mezzo.
Sono stati raccolti: predicato verbale.
Molti: attributo del soggetto.
Fondi: soggetto.
A favore di un’associazione: complemento di vantaggio.
Per la difesa dei bambini: complemento di fine o scopo.
Maltrattati: attributo del complemento di fine.
47)Silvana ha fatto da madre a Marisa malgrado le difficoltà
che ha affrontato a causa dei maltrattamenti subiti dalla
ragazza.
Silvana: soggetto.
Ha fatto: predicato verbale.
Da madre: complemento predicativo del soggetto.
A Marisa: complemento d’agente.
Malgrado le difficoltà: complemento concessivo.
Che (le quali): complemento oggetto.
Ella: soggetto sottinteso.
Ha affrontato: predicato verbale.
A causa dei maltrattamenti: complemento di causa.
Subiti: predicato verbale (participio passato del verbo subire).
Dalla ragazza: complemento d’agente.
48)State ancora parlando di Artemisia? Dimenticatene dal
momento che ti ha fatto soffrire con il suo
comportamento.
Voi: soggetto sottinteso.
State parlando: predicato verbale.
Ancora: complemento avverbiale di tempo (determinato).
Di Artemisia: complemento di argomento.
Tu: soggetto sottinteso.
Dimenticatene: dimenticati + ne.
Dimenticati: predicato verbale.
Ne (di lei): complemento di specificazione.
Dal momento che: congiunzione.
Ella: soggetto sottinteso.
Ti (te): complemento oggetto.
Ha fatto soffrire: predicato verbale.
Con il comportamento: complemento di causa.
Suo: attributo del complemento di causa.
49)Virginio è nato ricco ma ha sempre vissuto da uomo
povero. Nel 2014 ha sposato una donna laureata in
psicologia.
Virginio: soggetto.
È nato: predicato verbale (verbo usato come copulativo).
Ricco: complemento predicativo del soggetto.
Ma: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Ha vissuto: predicato verbale (verbo usato come copulativo).
Sempre: complemento avverbiale di tempo (determinato).
Da uomo: complemento predicativo del soggetto.
Povero: attributo del complemento del predicativo del soggetto.
Nel 2014: complemento di tempo determinato.
Egli: soggetto sottinteso.
Ha sposato: predicato verbale.
Una donna: complemento oggetto.
Laureata: attributo del complemento oggetto.
In psicologia: complemento di limitazione.
50)Ascoltiamo un po’ di musica prima di cenare?
Noi: soggetto sottinteso.
Ascoltiamo: predicato verbale.
Un po’: complemento oggetto.
Di musica: complemento partitivo.
Prima di cenare: complemento di tempo determinato.
51)Gianni è di origini liguri ma vive da molti anni a Torino,
città che lo ha adottato e alla quale egli è molto legato.
Gianni: soggetto.
È: predicato verbale.
Di origini liguri: complemento di origine o provenienza.
Ma: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Vive: predicato verbale.
Da anni: complemento di tempo continuato.
Molti: attributo del complemento di tempo continuato.
A Torino: complemento di stato in luogo.
Città: apposizione del complemento di stato in luogo.
Che (la quale): soggetto.
Lo: complemento oggetto.
Ha adottato: predicato verbale.
E: congiunzione.
Alla quale: complemento di termine.
Egli: soggetto.
È molto legato: predicato nominale.
E’: copula.
Molto legato: parte nominale.
52)Ovidio ha agito consapevolmente a danno degli anziani
genitori di Raffaele e per questa ragione merita una
denuncia per truffa.
Ovidio: soggetto.
Ha agito: predicato verbale.
Consapevolmente: complemento avverbiale di modo.
A danno dei genitori: complemento di svantaggio.
Anziani: attributo del complemento di svantaggio.
Di Raffaele: complemento di specificazione.
E: congiunzione.
Per ragione: complemento di causa.
Questa: attributo del complemento di causa.
Egli: soggetto sottinteso.
Merita: predicato verbale.
Una denuncia: complemento oggetto.
Per truffa: complemento di colpa.
53)Questa casa è troppo piccola. Avrebbe bisogno di
un’altra camera da letto.
Questa: attributo del soggetto.
Casa: soggetto.
È troppo piccola: predicato nominale.
E’: copula.
Troppo piccola: parte nominale.
Essa: soggetto sottinteso.
Avrebbe bisogno: predicato verbale.
Di una camera: complemento di privazione.
Altra: attributo del complemento di privazione.
Da letto: complemento di fine o scopo.
54)Che noia, Callisto, hai sbagliato tre esercizi su quattro!
Che noia: complemento di esclamazione.
Callisto: complemento di vocazione.
Tu: soggetto sottinteso.
Hai sbagliato: predicato verbale.
Tre: attributo del complemento oggetto.
Esercizi: complemento oggetto.
Su quattro: complemento distributivo.
55)Stasera si esce con gli amici. Dobbiamo comprare un
regalo a Laura che è sempre molto gentile con tutti.
Stasera: complemento avverbiale di tempo determinato.
Soggetto mancante.
Si esce: predicato verbale (verbo usato in forma impersonale).
Con gli amici: complemento di compagnia.
Noi: soggetto sottinteso.
Dobbiamo comprare: predicato verbale.
Un regalo: complemento oggetto.
A Laura: complemento di termine.
Che (la quale): soggetto.
È molto gentile: predicato nominale.
E’: copula.
Molto gentile: parte nominale.
Sempre: complemento avverbiale di tempo determinato.
Con tutti: complemento di relazione.
56)Maria fa troppi dispetti al fratello e ne viene spesso
rimproverata dai genitori.
Maria: soggetto.
Fa: predicato verbale.
Troppi: attributo del complemento oggetto.
Dispetti: complemento oggetto.
Al fratello: complemento di termine.
E: congiunzione.
Ella: soggetto sottinteso.
Ne (per questo): complemento di causa.
Viene rimproverata: predicato verbale.
Spesso: complemento avverbiale di tempo determinato.
Dai genitori: complemento d’agente.
57)Si ruppe improvvisamente il finestrino dell’automobile e
Viviana, che stava guidando, ne fu ferita lievemente.
Si ruppe: predicato verbale (verbo rompersi).
Improvvisamente: complemento avverbiale di tempo determinato.
Il finestrino: soggetto.
Dell’automobile: complemento di specificazione.
E: congiunzione.
Viviana: soggetto.
Che (la quale): soggetto.
Stava guidando: predicato verbale.
Ne (da esso): complemento di causa efficiente.
Fu ferita: predicato verbale.
Lievemente: complemento avverbiale di modo.
58)Pia è una buona cuoca come la madre: prepara un
risotto alla milanese che lascia a bocca aperta per la
bontà.
Pia: soggetto.
E’ una buona cuoca: predicato nominale.
E’: copula.
Una cuoca: parte nominale.
Buona: attributo della parte nominale.
Come la madre: complemento di modo.
Ella: soggetto sottinteso.
Prepara: predicato verbale.
Un risotto: complemento oggetto.
Alla milanese: complemento di modo.
Che (il quale): soggetto.
Lascia: predicato verbale.
A bocca: complemento di modo.
Aperta: attributo del complemento di modo.
Per la bontà: complemento di causa.
59)Franco fu convocato come testimone in un processo per
omicidio.
Franco: soggetto.
Fu convocato: predicato verbale.
Come testimone: complemento predicativo del soggetto.
In un processo: complemento di stato in luogo.
Per omicidio: complemento di colpa.
60)Giulia ha mangiato con gusto una fetta di torta al
cioccolato.
Giulia: soggetto.
Ha mangiato: predicato verbale.
Con gusto: complemento di modo.
Una fetta: complemento oggetto.
Di torta: complemento partitivo.
Al cioccolato: complemento di mezzo.
61)Spesso le ragazzine confondono l’amore con
un’infatuazione passeggera.
Spesso: complemento avverbiale di tempo determinato.
Le ragazzine: soggetto.
Confondono: predicato verbale.
L’amore: complemento oggetto.
Con un’infatuazione: complemento di scambio.
Passeggera: attributo del complemento di scambio.
62)In fatto di chiacchiere nessuno batte Alfonso che è privo
di discrezione.
In fatto di chiacchiere: complemento di limitazione.
Nessuno: soggetto.
Batte: predicato verbale.
Alfonso: complemento oggetto.
Che (il quale): soggetto.
È privo: predicato nominale.
E’: copula.
Privo: parte nominale.
Di discrezione: complemento di privazione.
63)Questa stoffa costa molto perché viene dall’Asia ed è
venduta a cento euro al metro nei migliori negozi.
Questa: attributo del soggetto.
Stoffa: soggetto.
Costa: predicato verbale.
Molto: complemento avverbiale di stima.
Perché: congiunzione.
Essa: soggetto sottinteso.
Viene: predicato verbale.
Dall’Asia: complemento di origine o provenienza.
Ed: congiunzione.
Essa: soggetto sottinteso.
È venduta: predicato verbale.
A cento euro: complemento di prezzo.
Nei negozi: complemento di stato in luogo.
Migliori: attributo del complemento di stato in luogo.
64)Marina è più abile in matematica di Laura che però
diventerà una bravissima insegnante perché è
imbattibile in grammatica.
Marina: soggetto.
È più abile: predicato nominale.
E’: copula.
Più abile: parte nominale.
In matematica: complemento di limitazione.
Di Laura: complemento di paragone (secondo termine di
paragone).
Che (la quale): soggetto.
Però: congiunzione.
Ella: soggetto sottinteso.
Diventerà: predicato verbale (verbo copulativo).
Una insegnante: complemento predicativo del soggetto.
Bravissima: attributo del complemento predicativo del soggetto.
Perché: congiunzione subordinante causale.
È imbattibile: predicato nominale.
E’: copula.
Imbattibile: parte nominale.
In grammatica: complemento di limitazione.
65)Sono avanzate delle uova con le quali mia suocera ha
intenzione di preparare due torte per la festa del Patrono
alla quale parteciperà tutto il quartiere.
Sono avanzate: predicato verbale.
Delle uova: soggetto partitivo.
Con le quali: complemento di mezzo.
Mia: attributo del soggetto.
Suocera: soggetto.
Ha intenzione di preparare: predicato verbale.
Due: attributo del complemento oggetto.
Torte: complemento oggetto.
Per la festa: complemento di fine o scopo.
Del Patrono: complemento di specificazione.
Alla quale: complemento di termine.
Parteciperà: predicato verbale.
Il quartiere: soggetto.
Tutto: attributo del soggetto.
66)Si vede un panorama fantastico da lassù. Passiamo
attraverso questo sentiero e arriveremo in fretta.
Si vede: predicato verbale (si passivante: viene visto).
Un panorama: soggetto.
Fantastico: attributo del soggetto.
Da lassù: complemento avverbiale di moto da luogo.
Noi: soggetto sottinteso.
Passiamo: predicato verbale.
Attraverso (questo) sentiero: complemento di moto per luogo.
Questo: attributo del complemento di moto per luogo.
E: congiunzione.
Noi: soggetto sottinteso.
Arriveremo: predicato verbale.
In fretta: complemento avverbiale di modo.
67)Secondo la Costituzione spetta ai genitori il compito
dell’istruzione e dell’eduzione dei figli anche se sono
nati da relazioni fra persone non sposate.
Secondo la Costituzione: complemento di limitazione.
Spetta: predicato verbale.
Ai genitori: complemento di pertinenza.
Il compito: soggetto.
Dell’istruzione e dell’educazione: complementi di specificazione.
Dei figli: complemento di specificazione.
Anche se: congiunzione.
Essi: soggetto sottinteso.
Sono nati: predicato verbale.
Da relazioni: complemento di origine o provenienza.
Fra persone: complemento di relazione.
Non sposate: attributo del complemento di relazione.
68)Il nonno balzò al settimo cielo quando seppe della
promozione del nipote Carlo al quale regalò un bel
motorino di ottima marca.
Il nonno: soggetto.
Balzò: predicato verbale.
Al cielo: complemento di moto a luogo figurato.
Settimo: attributo del complemento di moto a luogo.
Quando: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Seppe: predicato verbale.
Della promozione: complemento di argomento.
Del nipote: apposizione del complemento di specificazione.
Carlo: complemento di specificazione.
Al quale: complemento di termine.
Egli: soggetto sottinteso.
Regalò: predicato verbale.
Un motorino: complemento oggetto.
Bel: attributo del complemento oggetto.
Di marca: complemento di qualità.
Ottima: attributo del complemento di qualità.
69)Spesso Tommaso viene lasciato da solo dai genitori e si
riempie dei dolci che trova nella dispensa.
Spesso: complemento avverbiale di tempo determinato.
Tommaso: soggetto.
Viene lasciato: predicato verbale.
Da solo: complemento predicativo del soggetto.
Dai genitori: complemento d’agente.
E: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Si riempie: predicato verbale (riempirsi).
Dei dolci: complemento di abbondanza.
Che (i quali): complemento oggetto.
Egli: soggetto sottinteso.
Trova: predicato verbale.
Nella dispensa: complemento di stato in luogo.
70)Scendi dalle nuvole e non prendere delle decisioni con i
piedi!
Tu: soggetto sottinteso.
Scendi: predicato verbale.
Dalle nuvole: complemento di moto da luogo figurato.
E: congiunzione.
Tu: soggetto sottinteso.
Non prendere: predicato verbale.
Delle decisioni: complemento oggetto partitivo.
Con i piedi: complemento di mezzo figurato.
71)Dobbiamo studiare a memoria la poesia di Leopardi che
ci è stata assegnata ieri dalla maestra Enrica.
Noi: soggetto sottinteso.
Dobbiamo studiare: predicato verbale.
A memoria: complemento di modo.
La poesia: complemento oggetto.
Di Leopardi: complemento di specificazione.
Che (la quale): soggetto.
Ci (a noi): complemento di termine.
E’ stata assegnata: predicato verbale.
Ieri: complemento avverbiale di tempo determinato.
Dalla maestra: apposizione del complemento d’agente.
Enrica: complemento d’agente.
72)Verremo lì in treno e ci resteremo fino a domenica
quando ci raggiungeranno i nostri genitori con i bambini
più piccoli.
Noi: soggetto sottinteso.
Verremo: predicato verbale.
Lì: complemento avverbiale di moto a luogo.
In treno: complemento di mezzo.
E: congiunzione.
Noi: soggetto sottinteso.
Ci: complemento avverbiale di stato in luogo.
Resteremo: predicato verbale.
Fino a domenica: complemento di tempo continuato.
Quando: congiunzione subordinante temporale.
Ci (noi): complemento oggetto.
Raggiungeranno: predicato verbale.
I genitori: soggetto.
Nostri: attributo del soggetto.
Con i bambini: complemento di compagnia.
Più piccoli: attributo del complemento di compagnia.
73)Vai in cantina e separa le cassette di mele da quelle di
pere.
Tu: soggetto sottinteso.
Vai: predicato verbale.
In cantina: complemento di moto a luogo.
E: congiunzione coordinante copulativa.
Tu: soggetto sottinteso.
Separa: predicato verbale.
Le cassette: complemento oggetto.
Di mele: complemento di specificazione.
Da quelle: complemento di separazione.
Di pere: complemento di specificazione.
74)Dieci anni fa acquistai una casa di duecento metri
quadrati con un terreno che si estende per svariati
ettari.
Dieci: attributo del complemento di tempo determinato.
Anni fa: complemento di tempo determinato.
Io: soggetto sottinteso.
Acquistai: predicato verbale.
Una casa: complemento oggetto.
Di duecento metri: complemento di misura.
Quadrati: attributo del complemento di misura.
Con un terreno: complemento di unione.
Che (il quale): soggetto.
Si estende: predicato verbale (verbo estendersi).
Per ettari: complemento di estensione.
Svariati: attributo del complemento di estensione.
75)Mia madre ha preso la sua decisione: sostituirà i
serramenti di legno con quelli in alluminio.
Mia: attributo del soggetto.
Madre soggetto.
Ha preso: predicato verbale.
La decisione: complemento oggetto.
Sua: attributo del complemento oggetto.
Ella: soggetto sottinteso.
Sostituirà: predicato verbale.
I serramenti: complemento oggetto.
Di legno: complemento di materia.
Con quelli: complemento di sostituzione.
In alluminio: complemento di materia.
76)Pochi fra i presenti sono intervenuti a difesa di Adriana
che, a dispetto dell’età, è una ragazzina matura e
intelligente.
Pochi: soggetto.
Fra i presenti: complemento partitivo.
Sono intervenuti: predicato verbale.
A difesa di Adriana: complemento di vantaggio.
Che (la quale): soggetto.
A dispetto dell’età: complemento concessivo.
E’ una ragazzina matura e intelligente: predicato nominale.
E’: copula.
Una ragazzina: parte nominale.
Matura e intelligente: attributo della parte nominale.
77)Visto che i miei colleghi sono al mare, devo lavorare per
quattro persone.
Visto che: congiunzione.
I colleghi: soggetto.
Miei: attributo del soggetto.
Sono: predicato verbale.
Al mare: complemento di stato in luogo.
Io: soggetto sottinteso.
Devo lavorare: predicato verbale.
Per persone: complemento distributivo.
Quattro: attributo del complemento distributivo.
78)Mio padre nacque nel mese di aprile come la nonna.
Mio: attributo del soggetto.
Padre: soggetto.
Nacque: predicato verbale.
Nel mese: complemento di tempo determinato.
Di aprile: complemento di denominazione.
Come la nonna: complemento di modo.
79)Domani porteremo a casa un gattino e tu, Chicco, dovrai
averne cura.
Domani: complemento avverbiale di tempo determinato.
Noi: soggetto sottinteso.
Porteremo: predicato verbale.
A casa: complemento di moto a luogo.
Un gattino: complemento oggetto.
E: congiunzione.
Tu: soggetto.
Chicco: complemento di vocazione.
Dovrai averne: dovrai avere + ne.
Dovrai avere: predicato verbale.
Ne (di lui): complemento di specificazione.
Cura: complemento oggetto.
80)Alla vista del sangue lo zio della mia fidanzata non
resiste e sviene.
Alla vista: complemento di causa.
Del sangue: complemento di specificazione.
Lo zio: soggetto.
Della fidanzata: complemento di specificazione.
Mia: attributo del complemento di specificazione.
Non resiste: predicato verbale.
E: congiunzione.
Sviene: predicato verbale.
81)Avete fatto questo esercizio alla carlona! Nessuno di voi
merita la sufficienza.
Voi: soggetto sottinteso.
Avete fatto: predicato verbale.
Questo: attributo del complemento oggetto.
Esercizio: complemento oggetto.
Alla carlona: complemento avverbiale di modo.
Nessuno: soggetto.
Di voi: complemento partitivo.
Merita: predicato verbale.
La sufficienza: complemento oggetto.
82)L’imputato cadde in contraddizione, perciò fu
condannato dal giudice.
L’imputato: soggetto.
Cadde: predicato verbale.
In contraddizione: complemento di moto a luogo figurato.
Perciò: congiunzione.
Egli: soggetto sottinteso.
Fu condannato: predicato verbale.
Dal giudice: complemento d’agente.
83)I nostri vicini ci hanno portato un arrosto di due chili
che abbiamo gustato con le patate.
I vicini: soggetto.
Nostri: attributo del soggetto.
Ci (a noi): complemento di termine.
Hanno portato: predicato verbale.
Un arrosto: complemento oggetto.
Di due chili: complemento di peso.
Che (il quale): complemento oggetto.
Noi: soggetto sottinteso.
Abbiamo gustato: predicato verbale.
Con le patate: complemento di unione.
Novelle: attributo del complemento di unione.
84)Comprerei volentieri del pesce se non costasse così
tanto.
Io: soggetto sottinteso.
Comprerei: predicato verbale.
Volentieri: complemento avverbiale di tempo.
Del pesce: complemento oggetto partitivo.
Se: congiunzione.
Non costasse: predicato verbale.
Così tanto: complemento avverbiale di prezzo.
85)Sebbene Clara abbia un figlio di pochi mesi, non rifiuta
mai un invito a pranzo.
Sebbene: congiunzione.
Clara: soggetto.
Abbia: predicato verbale.
Un figlio: complemento oggetto.
Di pochi mesi: complemento di età.
Ella: soggetto sottinteso.
Non rifiuta: predicato verbale.
Mai: complemento avverbiale di tempo.
Un invito: complemento oggetto.
A pranzo: complemento di fine o scopo.
86)Lorella, la cui generosità non è in discussione, è una
donna di grande capacità organizzativa ma è priva di
qualsivoglia iniziativa.
Lorella: soggetto della frase reggente.
La cui generosità: la generosità della quale.
La generosità: soggetto della frase relativa.
Della quale: complemento di specificazione.
Non è: predicato verbale.
In discussione: complemento di stato in luogo figurato.
È una donna: predicato nominale.
E’: copula.
Una donna: parte nominale.
Di capacità: complemento di qualità.
Grande: attributo del complemento di qualità.
Ma: congiunzione.
Ella: soggetto sottinteso.
E’ priva: predicato nominale.
E’: copula.
Priva: parte nominale.
Di iniziativa: complemento di privazione.
Qualsivoglia: attributo del complemento di privazione.
87)Stimo molto tua nipote la cui preparazione in diritto
riempie di orgoglio la famiglia.
Io: soggetto sottinteso.
Stimo: predicato verbale.
Molto: complemento avverbiale di stima.
Tua: attributo del complemento oggetto.
Nipote: complemento oggetto.
La cui preparazione: la preparazione della quale.
La preparazione: soggetto.
Della quale: complemento di specificazione.
In diritto: complemento di limitazione.
Riempie: predicato verbale.
Di orgoglio: complemento di abbondanza.
La famiglia: complemento oggetto.
88)Riconobbe Giacomo dal modo di camminare a dispetto
del vestito che indossava per il ballo in maschera.
Egli: soggetto sottinteso.
Riconobbe: predicato verbale.
Giacomo: complemento oggetto.
Dal modo: complemento di mezzo.
Di camminare: complemento di specificazione.
A dispetto del vestito: complemento concessivo.
Che (il quale): complemento oggetto.
Egli: soggetto sottinteso.
Indossava: predicato verbale.
Per il ballo: complemento di fine o scopo.
In maschera: complemento di modo.
89)Rimanemmo in silenzio quando fummo informati del
naufragio in cui Renato venne dato per disperso. Per
fortuna tornò sano e salvo a casa dopo qualche giorno.
Noi: soggetto sottinteso.
Rimanemmo: predicato verbale.
In silenzio: complemento di modo.
Quando: congiunzione.
Noi: soggetto sottinteso.
Fummo informati: predicato verbale.
Del naufragio: complemento di argomento.
In cui (nel quale): complemento di stato in luogo.
Renato: soggetto.
Venne dato: predicato verbale.
Per disperso: complemento predicativo del soggetto.
Per fortuna: complemento avverbiale di modo.
Egli: soggetto sottinteso.
Tornò: predicato verbale.
Sano e salvo: complementi predicativi del soggetto.
A casa: complemento di moto a luogo.
Dopo (qualche) giorno: complemento di tempo determinato.
Qualche: attributo del complemento di tempo determinato.
90)Secondo me dobbiamo analizzare la novantesima e
ultima frase.
Secondo me: complemento di limitazione.
Noi: soggetto sottinteso.
Dobbiamo analizzare: predicato verbale.
La frase: complemento oggetto.
Novantesima e ultima: attributi del complemento oggetto.
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