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I testi sono tratti da 'Liquori d’erbe. Grappe, Amari & altre delizie', Giunti, 2003; Markus Kobold, 'Liquori d’erbe e
grappe medicinali', Demetra, 1999; 'Fare vino e distillati', Giunti, 2003; Walter Pedrotti, 'Tisane, liquori e grappe',
Demetra, 1999

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ISBN 9788844039080

Edizione digitale realizzata da Simplicissimus Book Farm srl

Prima edizione digitale 2010


COME FARE
LIQUORI D’ERBE
La pubblicità di un liquore in un manifesto dei primi anni del Novecento.
UN PO’ DI STORIA

F in dall’antichità si usava consumare bevande alcoliche. Omero consigliava di sposare il


vino giovane al latte di capra, mentre Platone celebrava le proprietà dell’idromele. Gli
stessi Romani, dimentichi delle primitive asprezze, aromatizzavano il vino con semi di anice,
coriandolo e mirto. La composizione di questa sorta di liquori prevedeva l’utilizzazione di
zuccheri, frutta, essenze e aromi al fine di ottenere un prodotto omogeneo e gradevolmente
alcolico.
È comunque difficile, se non impossibile, fissare con buona approssimazione l’epoca nella
quale ha avuto origine la pratica della distillazione, almeno come la intendiamo oggi (cioè
come separazione per evaporazione di una miscela liquida del componente più volatile, come
per esempio l’alcol del vino). Secondo alcuni autori (Sinesio, IV secolo d.C.) nella civiltà
egiziana la pratica della distillazione di vino e sidro era già nota quattro millenni prima della
nascita di Cristo; all’epoca della regina Cleopatra, nel I secolo d.C., quest’arte avrebbe
assunto grande splendore, specie per la produzione di liquori.
Nel XI secolo alcune cronache parlano della conoscenza di liquori alla corte dell’imperatore
di Bisanzio Alessio. Tuttavia, notizie certe e documentate sulla distillazione alcolica si hanno
solo intorno al periodo che va dal XII al XIII secolo, in pieno Medioevo.
Dopo i secoli di confusione culturale seguiti alla caduta dell’Impero Romano, riprendono e
iniziano a fiorire nuove attività speculative, prima fra tutte l’alchimia a opera innanzitutto
degli Arabi e poi degli Italiani; fu proprio l’alchimia a dare origine alla pratica della
distillazione. Le operazioni distillatorie infatti erano molto usate nella ricerca dell’elisir di
lunga vita e della pietra filosofale. Furono gli alchimisti arabi a chiamare aqua vitae (acqua di
vita) il prodotto della distillazione del vino, ritenendo che questo avesse proprietà
medicamentose straordinarie. E sembra ancora che le parole “alambicco” (l’apparecchio per
la distillazione) e “alcol” (il prodotto di questa distillazione) siano di origine araba.
Nel XIII secolo il medico Arnaldo da Villanova dà per primo ampie notizie sull’acquavite di
vino, parlandone come di una scoperta avvenuta da non molto tempo e di un avvenimento
prodigioso capace di sollevare l’umanità dai suoi mali. Il primo apparato che produca
un’acquavite distillata dal vino si deve però al medico Michele Savonarola da Padova, nel
XVI secolo. Nel suo trattato De conficienda aqua vitae distingue tre tipi di distillati di vino:
l’acquavite semplice, l’acquavite comune e la quintessenza, quest’ultima ottenuta da sette
ridistillazioni del prodotto originario.
La vendemmia medievale raffigurata in un affresco situato nel castello del Buonconsiglio a Trento.

Nello stesso periodo, alla distillazione dedica molta attenzione la Scuola Salernitana, la prima
e più importante istituzione medica europea all’inizio del Medioevo (IX secolo) e, come tale,
considerata da molti la prima università in Europa. Ma si tratta sempre di utilizzazioni dei
distillati in campo medico: la quintessenza distillata doveva sostanzialmente guarire dalle
malattie infettive.
I liquori come vere e proprie bevande arriveranno a Parigi al seguito di Caterina de’ Medici
(1519-1589) la quale, sposando Enrico di Valois divenuto poi re con il nome di Enrico II,
conduce con sé alla corte di Parigi scienziati fiorentini abili produttori di acquaviti.
Da questo momento l’arte di distillare progredisce e si diffonde ulteriormente, passando dallo
sfruttamento del vino anche a quello di altri prodotti, come le vinacce, fino ad allora mai state
prese in considerazione. Dal Settecento in poi la distillazione di fermentati conosce poi una
grande diffusione, sviluppandosi industrialmente con la produzione su larga scala delle
acquaviti di vino (cognac, brandy); di sottoprodotti della vinificazione come le vinacce
(grappa); di malto, di cereali e altri prodotti (whisky, gin, wodka); di melassa di canna da
zucchero (rum); di frutta (calvados, kirsch, slivovitz).
Infine, un passo fondamentale verso l’industrializzazione dei liquori si compie nel XVIII
secolo con l’introduzione della distillazione continua a basso costo. Abbattuta la barriera
dell’esclusività, il liquore invade le abitudini della gente e si propone come fatto di costume.
Per quanto riguarda l’arte di estrarre essenze dalle piante aromatiche si può affermare che la
sua origine risale alla Preistoria, anche se le prime documentazioni di carattere indiretto (sui
prodotti ottenuti) si riferiscono soltanto a circa 4000 anni fa.

La grappa, prima di incontrare le spezie e le erbe aromatiche che ne arricchiscono le espressioni gusto-olfattive e ne
incrementano le proprietà terapeutiche, all’esame visivo deve essere limpida.

In Cina, 2000 anni prima di Cristo sono note le pratiche relative all’estrazione delle essenze,
mediante la distillazione, da piante officinali.
In epoche relativamente più recenti la distillazione delle piante aromatiche si ritrova presso i
Persiani, gli Egizi, i Greci e i Romani e, successivamente, presso gli Arabi che ne conservano
e sviluppano la pratica in un percorso che si sovrappone a quello della distillazione dei
prodotti alcolici. Come si può presumere dalle cronache del medico greco Nicandro (II sec.
a.C.), di Plinio e di Galeno (I e II sec. d.C.), l’estrazione dei profumi dai fiori avviene per
imbibizione in panni di lana posti a impregnarsi sopra le corolle e poi spremuti.
Anche gli alambicchi, che inizialmente sono in vetro e di piccole dimensioni, subiscono nel
tempo notevoli modifiche e si trasformano in apparecchiature sempre più complesse ed
efficienti, in grado di consentire capacità di distillazione sempre maggiori.
I processi di distillazione subiscono di pari passo notevoli mutamenti, passando dalla
distillazione a fuoco diretto sotto la caldaia del semplice alambicco, contenente la materia
prima, al sistema a fuoco indiretto, per mezzo di vapore surriscaldato che attraversa alte
colonne dalle quali discende il liquido da distillare.
Oggi, con l’introduzione negli impianti industriali di distillatori continui capaci di maggiori
produzioni, i liquori che si ottengono sono qualitativamente superiori anche grazie
all’introduzione di processi fisici-meccanici che permettono nel processo distillatorio la
separazione di sostanze di scarsa qualità da quelle di qualità superiore.
LE VARIE TIPOLOGIE DI LIQUORI

I liquori sono il risultato dell’unione di alcol, zucchero, frutta o altre componenti vegetali e si
ottengono sostanzialmente attraverso tre procedimenti: per distillazione (discontinua o
continua), per essenza e per macerazione. I distillati sono i più diffusi industrialmente ma si
possono realizzare in casa se si dispone di un buon distillatore artigianale. Attraverso la
distillazione discontinua si possono ottenere ottime grappe casalinghe.
I liquori ottenuti per essenza, meno prodotti artigianalmente, ma in realtà piuttosto comodi per
quanti possiedono un piccolo apparecchio distillatore, si realizzano aggiungendo all’alcol
appropriate dosi di essenze che possono essere estratte per distillazione a fuoco diretto, in
corrente di vapore e, meno frequentemente, per spremitura o aggiunta di solventi. I macerati
sono la categoria più vasta, cui appartengono le innumerevoli ricette di tradizione familiare.
Si ottengono lasciando riposare per periodi più o meno prolungati le droghe, quindi filtrando e
lasciando invecchiare il liquore o il vino. Preparare un liquore in questo modo è
un’operazione piuttosto semplice e non richiede particolare esperienza o attrezzature: il vero
segreto sta solo nella qualità degli ingredienti base utilizzati. I vantaggi sono numerosi: oltre al
piacere di realizzare una ricetta da soli, si ottiene un prodotto genuino perché privo di
conservanti e qualsiasi altra sofisticazione. Senza contare che molti liquori fatti in casa hanno
un effetto benefico sulla salute: a seconda della pianta utilizzata possono diventare infatti
ottimi aperitivi, digestivi, stimolanti, calmanti e ricostituenti.
LA DISTILLAZIONE ALCOLICA

L a distillazione è un procedimento fisico che permette la separazione dei componenti


volatili di un fermentato in base al loro diverso punto di ebollizione. Questo processo
consente di concentrare l’alcol etilico presente nel fermentato e di selezionare le sostanze
pregiate del distillato scartando quelle meno nobili e sgradevoli. In questo processo si
separano dapprima le frazioni più volatili (acetaldeide e altri acetati) che costituiscono la
cosiddetta testa, poi la frazione nobile (il cuore) costituita dall’alcol etilico, e infine si
eliminano i composti più pesanti che vaporizzano a tamperature più elevate dei precedenti,
cioè la coda, che contiene composti artefici di valori organolettici scarsi se non sgradevoli.
In pratica, la distillazione è un’operazione che consente contemporaneamente la separazione e
la concentrazione dell’alcol contenuto in quantità ridotte nei fermentati, sfruttando alcune
proprietà fisiche tipiche delle miscele di sostanze aventi temperatura di ebollizione diversa.
Per esempio, in una miscela acqua-alcol sottoposta a riscaldamento, il vapore che si sviluppa
è molto più ricco di alcol che non la miscela di partenza; questo vapore – condensato e
raccolto in un altro recipiente – dà il distillato.

La fisica della distillazione

Vediamo meglio come avviene il fenomeno: l’acqua, come è noto, bollendo si trasforma in
vapore a 100°C, mentre l’alcol bolle, e quindi produce vapori, a soli 78,3°C circa; perciò, se
queste due sostanze sono miscelate, come per esempio nel vino, e le vogliamo se parare,
possiamo riscaldarle e raccogliere i vapori che si sviluppano quando la temperatura raggiunge
i 78,3°C; questi vapori, in teoria, dovrebbero essere solo di alcol e non contenere acqua, la
quale invece bollirà quando la temperatura della miscela, nel nostro esempio il vino,
raggiungerà i 100°C. Tuttavia, questo esempio è solo teorico e serve per comprendere il
meccanismo di base su cui si fonda il processo distillatorio; in realtà, i meccanismi e le regole
che lo governano, pur rispettando questo principio, sono estremamente più complessi e
articolati. Innanzitutto bisogna dire che in una miscela di acqua e alcol, come può essere il
vino tanto per rimanere nel nostro esempio, i componenti non bollono separatamente: è tutto
l’insieme a bollire a una temperatura che è intermedia a quelle di ebollizione dei due
componenti di cui è formata la miscela, e che è proporzionale al contenuto percentuale dei due
componenti stessi; cioè, una miscela col 5% di alcol etilico e il 95% di acqua bolle a circa
93,7°C, mentre un’altra che di alcol ne contiene il 10% bolle a 92,5°C.
L’impianto di distillazione consente di separare i componenti volatili di un fermento in base al loro differente punto di
ebollizione e di isolare dal distillato tutte le parti poco gradevoli o dannose.

Nella pratica della distillazione viene sfruttata una proprietà particolare delle miscele di due
o più liquidi; si tratta di un fenomeno secondo il quale il liquido più volatile (cioè quello che
evapora a temperatura più bassa) si trova in concentrazione maggiore nei vapori che si
sviluppano dalla miscela stessa sottoposta a riscaldamento. Possiamo quindi dire che una
miscela alcol-acqua, come per esempio il vino, portata a ebollizione svilupperà vapori che
avranno un contenuto in alcol, che è più volatile, superiore a quello del vino in partenza.

La deflemmazione

Uno dei problemi maggiori da risolvere durante la distillazione è quello di raggiungere la


massima concentrazione di alcol nei vapori che si sviluppano prima di condensarli, per
evitare di dover ricorrere a ulteriori distillazioni se si vuole ottenere un liquore con una
gradazione alcolica sostenuta. La tecnica di concentrazione dei vapori alcolici e di
eliminazione delle impurità che li inquinano è detta deflemmazione.
Il principio su cui si basa questa tecnica è il seguente: durante la distillazione si sprigiona una
miscela di vapori che salgono all’interno della caldaia fino a raggiungere il capitello ancora
freddo posto a copertura della stessa. A contatto con un corpo di temperatura inferiore, i
vapori si condensano e riprecipitano nella caldaia. In realtà la condensazione è maggiore per i
vapori acquosi rispetto ai vapori alcolici; da cui consegue che i vapori che escono dal
capitello e raggiungono la serpentina la quale condensa i vapori finali avranno una gradazione
alcolica maggiore dei vapori sviluppatisi per effetto del riscaldamento all’interno della
caldaia. Se ciò si verificasse per tutto l’arco della distillazione sarebbe l’ideale, in quanto il
distillato risulterebbe altamente alcolico; ma questo non è possibile perché, dopo un certo
tempo, il coperchio della caldaia (il capitello) si scalda a causa del continuo contatto con i
vapori e raggiunge temperature che non gli consentono più di condensare i vapori acquosi.

Questi passano così nella serpentina insieme con i vapori alcolici, abbassando il grado del
distillato. La soluzione del problema risulta teoricamente facile, in quanto è sufficiente
mantenere fresco il coperchio della caldaia per garantire una distillazione con una buona
gradazione alcolica.
Si tratta certamente di un metodo di deflemmazione piuttosto rudimentale, realizzabile facendo
scorrere sul coperchio della caldaia un velo d’acqua corrente, o apponendovi esternamente
pezze di tela bagnata che vanno sostituite quando si scaldano. Con questo metodo si possono
ottenere concentrazioni alcoliche pari a 50-60° alcolici.

La rettificazione

Nella distillazione con l’alambicco, l’operazione di depurazione del distillato dalle impurezze
non desiderate, chiamata rettificazione dell’alcol, viene effettuata praticamente scartando la
prima parte di prodotto che proviene dalla distillazione, cioè i primi vapori condensati i quali
costituiscono la cosiddetta testa; essi contengono le frazioni più volatili, come l’alcol
metilico, che è tossico, e l’acetato di etile, che conferisce ai distillati mal frazionati un
caratteristico odore d’aceto.
Viene poi eliminata la cosiddetta coda; la coda contiene poco alcol etilico e numerose
impurezze, che hanno il punto di ebollizione più elevato dell’alcol e sono costituite
principalmente da alcoli superiori, esteri pesanti ecc. La parte che si deve trattenere e
utilizzare è il cuore; è composto principalmente, oltre che dall’acqua com’è ovvio, da alcol
etilico e da tutte quelle sostanze volatili con punto d’ebollizione compreso, grosso modo, fra i
78,4°C dell’alcol etilico e i 100°C dell’acqua. In realtà, però, l’inquinamento prodotto sul
cuore dalle code inizia già a temperature vicine ai 90°C, ed è dovuto al fatto che alcuni
composti vengono trascinati nel distillato per soluzione nei vapori alcolici caldi. Una
ebollizione troppo intensa facilita l’inquinamento del cuore da parte delle code. Nella
distillazione artigianale la rettificazione, cioè la separazione di queste tre parti del distillato,
deve essere eseguita con molta attenzione. Per separare con certezza la testa, che contiene il
pericoloso alcol metilico, è meglio sacrificare anche una piccola parte di cuore; mentre per
quanto riguarda la coda bisogna fare attenzione affinché l’ebollizione avvenga non troppo
tumultuosamente, perché ciò permetterebbe ad alcuni composti di venire trascinati nel
distillato, come per esempio l’acido acetico il quale, benché abbia un punto di ebollizione di
120°C (ben lontano quindi da quello delle sostanze che compongono il cuore), può essere
presente essendo particolarmente solubile nei vapori alcolici caldi. Si dovrà quindi sempre
usare un termometro per controllare la temperatura dei vapori che si svolgono durante la
distillazione. Fino a 78,3 °C, si formerà la testa del distillato che si dovrà eliminare, come
detto più sopra; ma è opportuno andare un po’ oltre, per evitare di avere alcol metilico nella
parte che ci interessa, e cioè nel cuore che si ottiene fra i 78,4 e i 100 °C circa. Questa è la
parte nobile del distillato, è ricca di alcol etilico e contiene anche altre sostanze volatili di
pregio, che conferiscono aromi tipici ai vari distillati. Oltre i 100 °C, viene prodotta la coda
che va pure eliminata.
Nella distillazione industriale l’operazione distillatoria avviene con un procedimento continuo e automatico.
Nella distillazione industriale, a funzionamento continuo, non è necessario ricorrere
all’eliminazione di teste e code, come nella distillazione discontinua con alambicco.
L’operazione distillatoria avviene con un procedimento continuo e automatico che seleziona ed
esclude le impurezze in successivi passaggi all’interno delle colonne stesse.

L’invecchiamento

Una grande importanza nella preparazione dei liquori per distillazione alcolica riveste la
maturazione o invecchiamento, che consiste nella prolungata conservazione del distillato in
fusti di legno di rovere. La lenta solubilizzazione dei componenti del legno a contatto
dell’acquavite conferisce alla bevanda dei requisiti di colore, sapore e odore caratteristici per
ogni tipo di prodotto; inoltre la parete porosa del recipiente di legno dà luogo a fenomeni di
evaporazione e di leggera ossidazione atmosferica, con la formazione di composti
particolarmente profumati e naturalmente aromatici.
Nella fase di invecchiamento, le botti nelle quali il distillato riposa sono fondamentali,in quanto il liquore (agendo sulle
olecole del legno) ne trae l’essenza e il profumo.

LA DISTILLAZIONE DISCONTINUA
Quando il processo distillatorio avviene in recipienti (alambicchi) di relativamente modeste
dimensioni, adatti anche per la produzione familiare di distillati; questi vengono caricati in
modo discontinuo, cioè in pratica vengono riempiti di prodotto da distillare e, finché non si è
esaurito il processo, non vengono più ricaricati.
I distillatori di tipo discontinuo, generalmente in rame, sono fondamentalmente formati da un
recipiente, dove il liquido viene riscaldato fino all’ebollizione, e da un condensatore in cui i
vapori che si sviluppano vengono raffreddati ottenendo il liquido distillato. La caldaia, in cui
viene posta la sostanza da distillare, viene riscaldata a fuoco diretto ed è sormontata da una
specie di coperchio detto duomo o capitello, dove avviene una parziale deflemmazione dei
vapori; esso è munito di un condotto il quale porta all’esterno i vapori che si sviluppano nella
caldaia. Il condotto forma un condensatore a serpentino che, passando attraverso un
refrigerante, fa condensare i vapori. Il prodotto immesso nella caldaia viene distillato fino
alla massima separazione possibile dell’alcol; poi si scarica all’esterno il liquido residuo
della lavorazione, detto borlanda, e quindi l’operazione può essere ricominciata introducendo
nella caldaia il liquido preriscaldato.
Nell’alambicco per cognac il tubo del vapore che esce dal capitello, prima di passare nel
liquido refrigerante, attraversa un recipiente, detto scaldavino; in esso è contenuto del vino,
pronto per essere immesso nella caldaia, che viene così preriscaldato.
Attraverso la distillazione discontinua non è possibile ottenere prodotti ad alta gradazione: se
si desidera preparare un distillato molto alcolico, questo può essere ottenuto o con un
frazionamento (cioè raccogliendo separatamente la porzione di distillato più alcolica), o
effettuando una ridistillazione del prodotto ottenuto nella prima distillazione, arricchendolo e
depurandolo.

LA DISTILLAZIONE CONTINUA
La distillazione continua è un processo utilizzato per la produzione industriale dell’alcol e
consiste nell’uso di apparecchiature (alambicchi continui) nelle quali il prodotto da distillare
viene aggiunto in continuazione e pure in continuazione vengono eliminati gli scarti di
lavorazione e raccolti i prodotti della distillazione. Questo processo distillatorio consente la
separazione diretta dell’alcol a elevata concentrazione, di alimentare l’impianto
ininterrottamente con fermentato a bassa gradazione e, infine, di effettuare lo scarico delle
borlande in modo continuo. Le apparecchiature destinate a questo tipo di distillazione sono
costituite principalmente da colonne a piatti, alte fino a 20 metri e disposte in serie, riscaldate
alla base e contenenti all’interno una serie di diaframmi (piatti), e da un condensatore formato
da un fascio di tubi raffreddati ad acqua.

Un tipico esemplare di alambicco continuo costituito da una serie di colonne disposte in serie.
Grazie al riscaldamento del liquido, che si ottiene col passaggio attraverso i piatti delle
colonne, si ha il progressivo arricchimento in alcol dei vapori; utilizzando due o tre colonne in
serie l’industria riesce a ottenere distillati con 90-96° alcolici. Senza entrare nel dettaglio dei
meccanismi di questo genere di distillazione tipicamente industriale, si può dire che la
distillazione continua si svolge attraverso una serie di stadi, ciascuno dei quali è una
distillazione in cui il vapore prodotto da ciascun stadio costituisce l’alimentazione per quello
successivo. La temperatura nelle colonne aumenta nella direzione del flusso cadente di
condensa, cioè dall’alto verso il basso, e diminuisce nel senso opposto, cioè nella direzione
ascendente del flusso di vapore.
LA DISTILLAZIONE
ARTIGIANALE IN PRATICA

V ediamo ora brevemente le norme generali da seguire per effettuare una corretta
distillazione artigianale, magari con un alambicco di nostra costruzione.Innanzitutto
bisogna controllare che l’alambicco sia privo di incrostazioni, muffe o residui di precedenti
lavorazioni. Nel caso non lo sia, bisogna procedere a un’accurata pulizia per evitare di
rovinare il sapore e la qualità del distillato. Una volta verificata la pulizia dell’alambicco, si
collega il refrigeratore alla tubazione dell’acqua; riempito il refrigeratore, si lascia l’acqua
scorrere.Poi si pone nella caldaia il prodotto da distillare, (vinacce, erbe o piante aromatiche
o officinali); se si usano vinacce, devono essere poste nell’apposito cestello ed è importante
che ci sia uno spazio di circa 10 cm tra le vinacce e il coperchio. Una volta caricata la
caldaia, si chiude il capitello. Si effettuano quindi i collegamenti tra questo e il refrigeratore e
fra il deflemmatore, se è presente, e l’acqua refrigerante.
Se è previsto anche uno scaldavino, bisogna ricordarsi di riempirlo di vino che sarà poi
pronto per la successiva distillazione. Quindi si accende la fonte di calore che è più opportuno
provenga da un fornello a gas, che dà calore costante.
Quando dal serpentino comincerà a uscire del distillato, si può aprire la tubazione che dal
refrigeratore porta l’acqua al deflemmatore (naturalmente se il nostro alambicco ne è
provvisto), badando a non far traboccare l’acqua dalle pareti della caldaia. A questo punto è
importante tenere sotto controllo con molta attenzione l’andamento della distillazione con gli
apparecchi di cui si dispone: il termometro e la provetta di saggio.
Con il termometro bisogna verificare la temperatura dei vapori che si formano all’interno
della caldaia: ricordiamo che grosso modo fino a 78,3°C si producono le teste, fra i 78,4 e i
100°C si produce il cuore, oltre i 100°C le code. Va tenuto presente anche che alcuni prodotti
indesiderati presenti in teste e code possono anche essere contenuti nel cuore, se la
distillazione non è condotta correttamente. Una ebollizione troppo tumultuosa può infatti
favorire la presenza nel cuore di sostanze quali l’acido acetico, il quale è normalmente
contenuto nelle code e viene trascinato dai vapori alcolici caldi. Inoltre è difficile seguire alla
perfezione, con il solo termometro, sia le temperature sia l’andamento della distillazione; per
cui è opportuno eliminare, come già raccomandato, anche una parte di cuore (quella che si
forma in prossimità dei 78,4 °C e dei 100 °C) per non correre il rischio di rovinare la qualità
del cuore stesso, che è e deve restare la parte migliore del distillato.
Teste e code, anche di distillazioni successive, si possono riunire e, diluite con metà acqua,
ridistillare con la stessa tecnica descritta finora: il prodotto che se ne ricaverà non sarà certo
di qualità paragonabile a quello del primo distillato, ma potrà essere usato ugualmente. Se
all’alambicco è applicata una provetta di saggio, il controllo dell’andamento della
distillazione è più agevole, giacché si può conoscere immediatamente il contenuto alcolico del
nostro distillato. Una volta caricata la caldaia, quando la gradazione alcolica, innalzandosi,
raggiunge i 50 °C, si deve separare la parte ottenuta fino a quel momento (la testa) e poi
abbassare un po’ l’intensità della fiamma sotto la caldaia: si favorisce con ciò lo sviluppo di
vapori alcolici; il grado alcolico, misurabile nella provetta di saggio, tenderà a salire e
successivamente a scendere, aiutato in questo anche dall’azione dell’operatore il quale dovrà
decidere, in base al prodotto da distillare, fino a che grado alcolico arrivare, operando
eventualmente anche sul deflemmatore, sempre che sia presente. Quando il distillato,
discendendo, arriva ai 50° alcolici, si separa la parte fino a quel punto ottenuta (il cuore) e la
distillazione prosegue fino a che l’alcolometro non segna 10-15°; al che si separa un’ultima
parte del distillato, la coda. Spento il fornello, si chiude il rubinetto dell’acqua e si attende
che la caldaia si sia un po’ raffreddata; quindi la si svuota della borlanda e si prosegue con
una nuova distillazione. In caso contrario, si pulisce accuratamente tutta l’apparecchiatura.
Un alambicco artigianale in rame.
LA PRODUZIONE
DI ALCOL E LA LEGGE

P er la distillazione casalinga si raccomanda il rispetto della legge. Per avere un’idea più
precisa degli obblighi che fanno capo a chi intraprende questa attività è necessario fare
riferimento al decreto legislativo n. 504 del 1995; alla legge quadro in materia di alcol n. 125
del 30 Marzo 2001 e all’articolo 16, decreto ministeriale n°153 del 27/03/2001 “Disposizioni
per i fabbricanti ed i detentori di apparecchi di distillazione” e alla circolare 20 novembre
1998, n. 163 del Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato, in cui viene
disposto che la preparazione da parte di un privato di prodotti alcolici, destinati a uso
esclusivo dello stesso privato e dei suoi familiari e ospiti, con utilizzo di alcol a imposta
assolta, non è soggetta ad autorizzazione purché l’alcol prodotto non venga destinato alla
vendita. Questo significa che il privato non può liberamente fabbricarsi la grappa o
l’acquavite bensì che può esclusivamente aromatizzare, con le essenze che più gli aggradano,
grappe e acquaviti fabbricate legalmente e che siano già state soggette a tassazione. La
costruzione e la detenzione di un apparecchio per la distillazione, cioè l’alambicco, sono
soggette a denuncia preventiva alle autorità e alla loro registrazione. Gli apparecchi di
distillazione o le loro parti essenziali, destinati alla produzione di alcole etilico, sono
identificati con una piastrina apposta dalle autorità competenti. Il decreto del Presidente della
Repubblica 1997, n. 297 regolamenta le norme in materia di produzione e
commercializzazione di acquaviti, grappa, brandy italiano e liquori. Ogni violazione delle
norme che regolano la produzione di alcoli è sanzionata con pesanti pene.
LA DISTILLAZIONE
PER ESSENZA

L e leggi fisiche e chimiche che regolano la distillazione delle piante e delle erbe
aromatiche, di quelle officinali o di parti di esse, sono le stesse valide per la distillazione
dei liquidi alcolici. Anziché fra acqua e alcol, la separazione avviene fra acqua e essenze
contenute nei vegetali. I prodotti aromatici adatti alla distillazione sono quelli in grado di non
perdere le loro caratteristiche proprietà a opera dell’acqua o del calore, i due elementi
fondamentali della distillazione. Gli oli essenziali sono sensibili all’azione dell’ossigeno e
della luce, e devono quindi essere conservati, una volta estratti dalle piante, con particolare
cura lontano dall’aria e in recipienti di vetro scuro, tenuti al buio e in luogo fresco. Inoltre
devono essere usati entro 15-20 giorni dalla loro produzione. Sono prodotti dalle piante e
raccolti all’interno di particolari organelli contenuti nelle cellule vegetali, detti vacuoli. La
liberazione del profumo avviene in genere con l’essiccamento o lo spezzettamento o lo
schiacciamento, operazioni che favoriscono la rottura delle pareti della cellula e dei vacuoli,
con la conseguente fuoriuscita delle sostanze in essi contenute. Oli essenziali si possono
trovare nel le radici (cren), nei rizomi (calamo aromatico, giaggiolo, zenzero), nelle cortecce
(cannella), nelle foglie e nei fiori (alloro, basilico, citronella, menta, melissa, origano,
rosmarino, rosa, violetta ecc.).
Per ottenere l’essenza dalla scorza degli agrumi si utilizza il metodo della spremitura.
Le tecniche di estrazione più utilizzate sono la distillazione per corrente di vapore e la
distillazione a fuoco diretto, anche se esistono altri sistemi di estrazione meno usati che sono
la semplice spremitura, impiegata soprattutto per ottenere l’essenza da droghe aromatiche che
contengono gli oli essenziali in cellule superficiali e in grande quantità (scorza degli agrumi),
e l’utilizzo di solventi organici o grassi in grado di penetrare le cellule del vegetale e
romperle portando in soluzione i principi attivi.

I fiori della violetta sono molto utilizzati in cucina: freschi o canditi aromatizzano dolci e liquori. Appena colti possono
essere consumati in fresche insalate.

La distillazione in corrente di vapore

Il metodo della corrente di vapore consiste nel produrre vapore d’acqua e nel farlo passare
attraverso la massa vegetale, da cui si vuole estrarre l’olio essenziale. Con questo sistema
estrattivo è possibile in pratica separare le sostanze presenti in una miscela sfruttando la
differenza del punto di ebollizione di ogni sostanza.
Per la distillazione in corrente di vapore l’apparecchio distillatore deve essere chiuso
ermeticamente per non far fuoriuscire i vapori ed essere collegato, mediante un raccordo, con
un refrigerante raffreddato ad acqua per la condensazione dei vapori. Il vapore generato
dall’acqua riscaldata attraversa le parti della pianta provocando l’evaporazione dei principi
attivi volatili; i vapori passano attraverso il refrigerante, condensano e vengono infine raccolti
in un recipiente dove si separano dall’acqua per il differente peso specifico.

La distillazione a fuoco diretto

Nella distillazione a fuoco diretto il materiale viene immerso nell’acqua e il distillatore è


posto direttamente a contatto col fuoco. Anche in questo caso, prima di introdurre il vegetale
nella caldaia con un po’ d’acqua, è importante che il distillatore sia ben pulito e che non
contenga residui. La caldaia va chiusa accuratamente, va messa in comunicazione con il
refrigeratore e posta sulla fonte di calore che viene accesa (qualora il fornello fosse ad alcol,
assicurarsi che sia pieno). Con l’ebollizione, le essenze evaporano assieme all’acqua, passano
attraverso il refrigeratore dove si condensano e vengono raccolte in un apposito recipiente
possibilmente graduato. Tale quantità deve essere inferiore a quella del liquido che è stato
introdotto nella caldaia: e ciò per evitare di bruciare l’apparecchio.

Lo zenzero, grazie al suo sapore intenso e piccante, viene consideratoun ottimo aromatizzante per la produzione di
liquori.
La quantità d’acqua da introdurre in caldaia è in relazione oltre che al volume della caldaia
stessa, alla quantità di vegetale da distillare, al suo stato e alla sua natura (cioè se è secco o
fresco; e se si tratta di frutti, fiori, foglie o radici ecc.). Le quantità di vegetali da distillare
negli apparecchi di modeste capacità (da 1 a 3 litri circa) saranno comunque sempre
sull’ordine di qualche decina o centinaia di grammi; poco più se si tratta di semi e di frutti. Ai
vegetali si aggiungeranno 3-4 dl d’acqua, o di più se le erbe sono secche e se il quantitativo è
superiore alle dosi indicate, purché non si riempia troppo la caldaia. La distillazione
proseguirà finché dal refrigeratore non sarà uscita una quantità di distillato pari al massimo a
circa l’80% del liquido immesso in caldaia.
La parte migliore di idrolato che si ottiene è la prima, e corrisponde all’incirca alla quantità in
volume del peso del vegetale da distillare immesso nella caldaia. Durante la distillazione, con
un termometro va tenuta controllata la temperatura in caldaia, che non dovrebbe superare i 90
°C.
Una volta raggiunta la quantità di distillato desiderata, si spegne la fonte di calore, si chiude il
rubinetto dell’acqua per il refrigeratore e si attende che l’attrezzatura si sia raffreddata; quindi
si tolgono i residui, e si pulisce il tutto accuratamente.
Per ottenere un liquore con questo sistema bisogna sciogliere una determinata quantità di oli
essenziali ottenuti tramite la distillazione per essenza in una proporzionata quantità di alcol ed
eventualmente aggiungere poi zucchero o miele a piacere.
LA MACERAZIONE

STRUMENTI BASE
Per la preparazione casalinga del liquore d’erbe ottenuto per macerazione, è necessaria
un’attrezzatura minima, spesso già presente nelle cucine ben fornite. Poiché però spesso gli
utensili abitualmente usati per cucinare conservano degli aromi che possono alterare il sapore
dei liquori, è meglio attrezzarsi con una serie di utensili riservati esclusivamente alla
preparazione liquoristica. Sarà sempre bene evitare strumenti in ferro o in alluminio.

• BILANCIA Graduata di precisione dotata di tacche con intervalli di 10 grammi.


• COLTELLI Per tagliare e sminuzzare i vegetali utilizzate quelli in materiale plastico o in
legno con lame continue e seghettate.

• MORTAIO Deve essere di dimensioni adeguate a contenere una discreta quantità di


ingredienti. È preferibile quello in marmo o in pietra, che trattiene meno gli odori ed è più
facilmente lavabile rispetto al mortaio in legno.

• ATTREZZI PER FILTRARE Al termine del periodo di macerazione, con l’eccezione di alcune
ricette a base di frutti di bosco, i liquori in preparazione vanno filtrati e liberati dal materiale
in infusione per renderli più gradevoli. Per eliminare i residui più grandi potete utilizzare dei
colini in plastica, scelti di diverse dimensioni in relazione al volume degli ingredienti
utilizzati. Una filtrazione più fine sarà ottenuta utilizzando i filtri per la preparazione del caffè
alla tedesca (un po’ lenti ma efficaci) oppure un buon strato di cotone idrofilo o garze. Filtri e
cotone vanno messi in un imbuto dalle pareti non bombate sulle quali aderiranno meglio,
aumentando la velocità di esecuzione dell’operazione.

• TAGLIERE DI LEGNO La cosa migliore è quella di riservarne uno esclusivamente alla


lavorazione delle erbe.
• BICCHIERE GRADUATO Utilissimo per il dosaggio dei liquidi.

• RECIPIENTI PER LA MACERAZIONE Le erbe, i frutti e le bacche, durante la macerazione,


saranno contenuti in vasi di vetro della capacità di 1, 2 o 5 litri, dotati di tappi a chiusura
ermetica, a vite o a pressione. Ottime sono anche le bottiglie di salsa di pomodoro con tappo a
vite e imboccatura molto larga che permette l’introduzione e l’estrazione di ingredienti
ingombranti. I recipienti devono essere di vetro scuro se le sostanze introdotte vanno tenute al
riparo dalla luce e in luogo fresco oppure trasparente se il processo di macerazione prevede il
rapido riscaldamento delle infusioni da parte dei raggi solari. Il vetro trasparente consente di
esaminare, con un semplice colpo d’occhio, il grado di maturazione del preparato.

• ETICHETTATURA Assolutamente consigliabile applicare sui vasi un’etichetta con la data di


inizio della lavorazione e l’ingrediente infuso. In questa fase è preferibile usare etichette di
carta adesiva e, per le annotazioni, una matita e non l’inchiostro, per evitare che fuoriuscite di
alcol le sbiadiscano. Per i contenitori definitivi invece la vostra fantasia potrà sbizzarrirsi.
Potrete realizzare le etichette con del filo di ferro piegato con una pinza, oppure tracciarle con
un pennarello indelebile su un pezzo di celluloide trasparente, o incidere un rettangolino di
legno con un pirografo. Potranno essere appese al collo della bottiglia con una sottile
catenella, con uno spago ecc.
• BOTTIGLIE PER IL PRODOTTO FINITO Trascorso il periodo di stagionatura, verserete gli
infusi in bottiglie adatte, preferibilmente da 7,5 e da 3,5 dl. Potete anche chiuderle con tappi a
corona, ma è preferibile usare tappi di sughero. Per preservare al meglio il contenuto, e dare
un tocco di originalità alla confezione, potete bloccare il tappo con della ceralacca. Le
bottiglie, se non altrimenti indicato, vanno conservate al fresco e al riparo dalla luce.

LA MACERAZIONE ALCOLICA
La lenta macerazione di piante officinali, frutta, bacche e droghe, immerse in una soluzione a
base alcolica è la pratica più utilizzata per ottenere un buon liquore d’erbe casalingo. Questa
operazione è molto utilizzata poiché si ricavano ottimi risultati senza l’impiego di apparecchi
più o meno complicati e anche se non si ha una particolare esperienza nel settore.
La soluzione idroalcolica in questo caso lavora a contatto del tessuto vegetale per un certo
periodo di tempo e, per mezzo di questa procedura, i composti chimici contenuti nei vegetali
vengono solubilizzati. Possono essere utilizzati, con risultati equivalenti, ingredienti allo stato
fresco, essiccati o in forma di tintura alcolica.
A seconda del tipo di droga, le erbe raccolte vengono poste in macerazione, possibilmente in
recipienti di vetro scuro o trasparente e a tappo ermetico, fresche o dopo essere state essicate,
immerse in soluzioni di acqua e alcol di origine naturale. Il vetro è indispensabile perché un
recipiente di altro materiale può facilmente trasferire odori e sapori all’alcol e di conseguenza
pregiudica il risultato finale del liquore.
L’importanza della genuinità delle materie prime coinvolge anche il solvente utilizzato: l’alcol
dovrebbe essere di origine naturale, ottenuto dalla fermentazione naturale della barbabietola
da zucchero, non modificata geneticamente. Altra regola fondamentale per la corretta
macerazione è che le erbe devono essere completamente immerse nell’alcol; se ciò non
avvenisse il risultato finale risulterebbe senz’altro compromesso.
Il tempo di macerazione è molto variabile (da una settimana ad alcuni mesi) e durante questo
periodo i recipienti di vetro dovrebbero essere regolarmente agitati per permettere al solvente
di penetrare perfettamente e di estrarre in profondità il principio attivo. Le sostanze che
vengono messe a macerare devono inoltre essere ben preparate per cedere i loro principi
attivi nel modo migliore: le bucce, le scorze, i fiori e la frutta vanno tagliati finemente oppure
pestati con il mortaio; se si tratta di vegetali secchi (semi, cortecce, radici) si dovranno
pestare finemente; i legni particolarmente duri invece si dovranno raspare o grattugiare.
Tranne qualche eccezione, le basi che vengono impiegate per la macerazione delle sostanze
aromatizzanti sono due: l’alcol a 95° e la grappa di gusto secco (da preferire nella
preparazione delle grappe aromatizzate).
La scelta è lasciata al gusto personale e all’esperienza. I sapori degli ingredienti vengono
maggiormente esaltati da una o dall’altra delle basi, e i migliori accostamenti vengono trovati
solo dopo aver acquisito un po’ di pratica. Se si desidera ottenere un liquore più delicato si
può anche scegliere una gradazione alcolica inferiore: sarà necessario diluire l’alcol con
dell’acqua, meglio se distillata, per abbassarlo alla percentuale voluta.
L’alcol a 60° si ottiene unendo 6,3 dl di acqua distillata a 1 l di alcol puro (95°), mentre per
ottenere un alcol a 90° ne bastano 0,64 dl e per avere un alcol a 70° sarà necessario
aggiungere 3,9 dl d’acqua a 1 l di alcol puro. Molto utile a questo proposito l’utilizzo di un
alcolometro, ossia di un densimetro di precisione per la determinazione del grado alcolico.

ZUCCHERARE E COLORARE I LIQUORI


Lo zucchero viene spesso utilizzato nella preparazione di liquori d’erbe in quanto
ammorbidisce e prepara alla macerazione le erbe aromatiche. Può essere versato direttamente
sugli ingredienti asciutti e fatto penetrare negli interstizi agitando il contenitore, oppure essere
aggiunto a fine macerazione e dopo la filtrazione, per mitigare la durezza gustativa dell’alcol.
In questo caso deve essere prima sciolto a caldo in un tegame con acqua (anche distillata) e
fatto con questa bollire tre o quattro minuti, fino a ottenere uno sciroppo. Le quantità di
zucchero possono essere modificate a piacere o, se preferite, potranno essere eliminate
completamente. In certi casi si può sostituire lo zucchero con il miele.
La colorazione è un fattore estetico che dona raffinatezza al liquore. Vanno usati coloranti
naturali che poi vanno conservati a temperatura media in recipienti di vetro opaco.

Il colore verde si ricava macerando per un giorno intero foglie di spinaci in 1 litro d’acqua
distillata, nella quale avrete disciolto un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Dopo questo
periodo si spreme bene il tutto e il liquido raccolto va diluito con 2 dl di alcol a 75°. Passate
10 ore, filtrate e conservate la soluzione in bottiglie scure.
Il colore giallo si ricava versando 60 g di zafferano in 1/2 litro di acqua bollente. Una volta
freddo, si spreme il tutto e si aggiungono un altro 1/2 litro di acqua bollente e 1 litro di alcol a
80°.
Il colore rosso si ottiene dalla macerazione di 200 g di bacche secche di mirtillo poste per una
settimana in 1/2 litro di acqua distillata. Trascorso il periodo, si filtra attraverso una tela
spremendo le bacche e poi si aggiunge al liquido ottenuto 2,5 dl di alcol a 75°.
DI TUTTE LE ERBE UN PO’

L a diffusione delle erboristerie e dei negozi di alimentazione naturista consente certamente


di poter avere a portata di mano piante officinali di tutti i tipi e in ogni stagione,
indipendentemente dal periodo nel quale vengono raccolte o dalle provenienze, a volte
esotiche. Tra l’altro va tenuto presente che molte delle spezie utilizzabili per la preparazione
di liquori e grappe aromatiche sono già presenti nella vostra dispensa (cannella, noce
moscata, bacche di ginepro ecc.).
In certi casi però, per quanto concerne le piante di uso più comune, è possibile “far da sé” e
dunque procedere alla raccolta in luoghi non eccessivamente sottoposti a inquinamento o
addirittura nel proprio orto o attingendo alle piante ospitate dal balcone di casa.
Non è certo difficile coltivare in vaso alcune piante assai utilizzate nella preparazione di
liquori. Basilico, rosmarino, salvia, timo, melissa, camomilla, aglio, cipolla, malva, menta,
alloro sono sicuramente alla portata di tutti e non è necessario trasformarsi in coltivatori di
chissà quali appezzamenti per poter godere di soddisfacenti raccolti. I raccoglitori più esperti
potranno inoltre, ovviamente, spingersi alla raccolta di molte altre piante utilissime a
realizzare molte delle preparazioni consigliate nelle pagine seguenti.
Molte erbe sono inoltre facilmente reperibili allo stato selvatico. Basti pensare al tarassaco,
al luppolo, al sambuco, alla parietaria, pianta talmente diffusa da risultare perfino fastidiosa.
Le piante, nel corso del loro processo metabolico, generano diversi tipi di sostanze; alcune di
queste vengono accumulate come elementi di rifiuto o come riserve cui attingere in situazioni
particolari, quali il momento della germinazione, la difesa da parassiti o semplicemente per
evitare che nello stesso sito si sviluppino altre piante che altrimenti sottrarrebbero spazio e
nutrimenti.
Il ribes rosso, molto apprezzato per la preparazione di liquori, matura in estate e ha frutti a grappoli con acini rossi
contenenti numerosi semini.
La passiflora è una pianta rampicante, con fiori spesso spettacolari e frutti quasi sempre eduli. Consumata in infusi o
liquori, svolge una blanda azione rilassante e digestiva.

La presenza e la quantità di queste sostanze di riserva dipendono dall’età, dal periodo


vegetativo, dalle condizioni ambientali, fisiche e naturalmente climatiche in cui la pianta si
trova. Le piante vanno quindi raccolte al giusto grado di maturazione, nel momento in cui
contengono un elevato numero di principi attivi. Foglie e bacche, ad esempio, hanno tempi di
raccolta differenziati: le prime di solito a primavera, le altre a maturazione. Steli e foglie
vanno raccolti prima o durante la fioritura, quando sono ancora teneri. Anche i fiori e le
sommità fiorite devono essere appena sbocciati, così che gli insetti non li abbiano ancora
visitati. Si dovrà approfittare quindi della prima fioritura e, se si vuole conservare il colore
dei petali, tenerli in un luogo buio. Frutti e semi devono invece essere ben maturi, a eccezione
delle noci che vanno utilizzate ancora acerbe per la preparazione di vari liquori. Primavera e
autunno sono poi le stagioni adatte per raccogliere bulbi, radici, rizomi, tubercoli e corteccia.
La raccolta andrebbe eseguita nelle giornate serene e senza vento: se infatti le piante non sono
perfettamente asciutte, si rischia di compromettere il risultato finale. Vanno dunque evitati i
giorni umidi o piovosi, e anche le primissime ore del mattino, quando la rugiada non è ancora
evaporata. L’ideale sarebbe cogliere la pianta (o la parte di essa che ci interessa) nelle prime
ore del mattino, quando la rugiada ormai si è dissolta ma l’aria è fresca e la temperatura è
ancora piuttosto bassa.
Naturalmente, qualora decidessimo di raccogliere in natura le piante medicinali da utilizzare,
è importante attenersi ad alcune regole molto importanti per la salvaguardia della nostra
salute. Innanzitutto si deve essere in grado di identificare con assoluta certezza il vegetale che
intendiamo utilizzare. Purtroppo, molte specie tossiche sono assai simili e confondere un
vegetale con un altro può essere causa di spiacevoli inconvenienti non privi di pericoli seri.
Possibilmente bisogna scegliere il luogo di raccolta lontano da fonti di inquinamento (terreni
industriali, vicino a strade, a centri abitati) e evitare di prelevare le erbe in prossimità di
campi coltivati intensivamente o trattati con pesticidi. Bisogna scegliere sempre gli esemplari
migliori, che non siano stati intaccati da qualche animale né danneggiati da agenti atmosferici,
come nel caso di rami spezzati dal vento o pianticelle sradicate.

Ricordate inoltre che l’erba fresca non si conserva molto tempo, al massimo un paio di giorni
in un sacchetto di tela (la plastica andrebbe assolutamente evitata) e in luogo fresco. Per
preparare il liquore d’erbe, per non sminuirne l’aroma, bisognerebbe comunque avere la
premura di macerare il vegetale appena colto. Se si impiegano droghe essiccate, non devono
avere più di un anno di conservazione ed essere state seccate all’ombra e lontano dalla
polvere. Le radici vanno accorciate e ripulite con cura da ogni residuo di terra, la corteccia
invece, oltre ad avere l’accortezza di prelevarla sempre da un albero giovane e vitale, ancora
ricco di principi attivi, bisogna limitarsi a spazzolarla bene, perché bagnandola si rischia di
farla marcire rendendola così inutilizzabile.
CALENDARIO
Quando raccogliere le erbe

• GENNAIO Bergamotto.
• FEBBRAIO Abete bianco, abete rosso, cipresso.
• MARZO Asparago, bosso, cappero, erica carnicina, faggio, felce florida, fumaria, genziana,
margheritina, nocciolo, olivo, olmo, pesco, pino silvestre, pioppo, prugno, quercia, salice
rosso, sanguinello, viola mammola.
• APRILE Acero, agrifoglio, betulla, biancospino, calamo aromatico, calendula, carciofo,
castagno, crescione, fragola, frassino, gramigna rossa, larice, noce, ontano, ortica, prugno
spinoso, rovo, salice bianco, tamerici, tarassaco, tiglio, valeriana, viola del pensiero.
• MAGGIO Acetosa, acetosella, aglio orsino, altea, arancio amaro, asperula, camomilla,
chelidonia, ciliegio, cineraria, edera, fico, finocchio marino, fiordaliso, prezzemolo, rosa
canina, rosa rossa, rosolaccio, sambuco, sedano montano, trifoglio.

Il rizoma del tarassaco va raccolto in settembre, prima che la pianta fiorisca.Va poi essiccato e conservato in vasi di
vetro.

• GIUGNO Amarena, avena, bocca di leone, borragine, caprifoglio, cardo benedetto,


dragoncello, eucalipto, fragola, giglio bianco, lampone, malva, margherita, millefoglio,
mirtillo, mirto, nepitella, ortica, pesco, pilosella, rosmarino, ruta, salvia, timo.
• LUGLIO Achillea moscata, alloro, altea, arancio dolce, assenzio, bardana, basilico,
carciofo, cardo mariano, carota, cicoria, coda cavallina, corbezzolo, frassino, genzianella,
lavanda, melissa, menta, origano, pimpinella, ribes nero, ribes rosso, salvia, tiglio, verbena.
• AGOSTO Aglio, anice verde, cipolla, coriandolo, finocchio, giaggiolo, lampone, luppolo,
maggiorana, mirtillo, nocciolo, noce, olivella, peperoncino, prezzemolo, prugno, santoreggia,
sedano, uva ursina.
• SETTEMBRE Aneto, angelica, calendula, cappero, cedrina, cicoria, ginepro rosso, ortica,
pungitopo, quercia, rosa canina, rovo, tamerici, tarassaco, valeriana, zucca.
• OTTOBRE Acetosa, bardana, carota, corniolo, cotogno, genziana, ginepro, giuggiolo, limone,
liquirizia, malva silvestre, pioppo, rabarbaro alpino, sedano montano, zafferano.
• NOVEMBRE Agrifoglio, alloro, felce florida, finocchio, frangola, nespolo, olmo.
• DICEMBRE Arancio amaro, arancio dolce.

CARATTERISTICHE GENERALI DI ALCUNE PIANTE


• Angelica Erba bienne o trienne, a fusto alto 1-2 m con grandi foglie munite di una vistosa
guaina. I fiori, in grandi ombrelle composte, sono gialloverdastri; i frutti sono oblunghi. Le
radici, i frutti e le foglie contengono l’olio essenziale, usato come stimolante, stomachico e
carminativo.

Angelica

• Anice verde Erba annuale con foglie a lobi dentati nella parte media. I frutti hanno
dimensioni ridotte e sono ovoidi-piriformi. Nei frutti è contenuto l’olio, il cui costituente
principale è l’anetolo. L’anice verde ha proprietà carminative e digestive. La sua essenza è
usata come aromatizzante e nella preparazione di liquori, caramelle, profumi.

• Basilico Piccola erba annuale molto diffusa negli orti. Oltre a costituire un ottimo
condimento in cucina, le foglie contengono un olio essenziale che ha proprietà
antispasmodiche, stomachiche e carminative.
Basilico

• Camomilla Erba perenne molto ramificata con capolini che contengono l’essenza; ha
proprietà antispasmodiche, stomachiche e antinfiammatorie.

• Eucalipto Grande albero sempreverde. L’essenza è contenuta principalmente nelle foglie


falciformi dei rami adulti; ha proprietà balsamiche, prosciuganti, antisettiche, anticatarrali,
espettoranti e diuretiche.
Eucalipto.

• Finocchio Erba perenne che può raggiungere anche i 2 m d’altezza e che cresce
spontaneamente nell’area del Mediterraneo. I frutti contengono un olio essenziale ricco di
anetolo. Il finocchio è utilizzato fin dall’antichità. Ha proprietà stomachiche, carminative,
diuretiche e galattogoghe.

• Genziana Pianta erbacea perenne che può raggiungere e superare 1 m d’altezza. Ha fiori
gialli raccolti nei fascetti ascellari delle foglie superiori, i quali formano una pannocchia
molto vistosa. L’olio essenziale è contenuto nella radice, che si raccoglie dopo il secondo
anno di vita della pianta; ha azione amaro-tonica, stomachica, stimolante della secrezione
gastrica.
Genziana maggiore.

• Ginepro Arbusto o un piccolo albero, alto da 1 a 6 m, diffuso soprattutto nelle zone collinari
e montane. L’olio è contenuto nelle bacche, note fin dall’antichità per le loro proprietà
stomachiche e diuretiche; sono usate anche nelle infezioni polmonari per le loro proprietà
balsamiche; sono inoltre antifermentative e depurative.
Ginepro.

• Lauro Piccolo albero sempreverde spesso coltivato come pianta ornamentale nell’area
mediterranea. Alle foglie, in cui è contenuto l’olio, si riconoscono proprietà digestive,
stomachiche, espettoranti, antisettiche.
Lavanda.

• Lavanda Cespuglio odoroso, con bei fiori bluastri, comune allo stato spontaneo nell’area
mediterranea e anche coltivato per ornamento e per l’essenza. Dalle sommità fiorite, per
distillazione, si estrae l’olio essenziale ricco di vari principi attivi; ha molte proprietà
calmanti e antispasmodiche, oltre che coleretiche, antimicrobiche, diuretiche, spasmolitiche e
stomachiche.

• Maggiorana Pianta perenne alta 20-25 cm dall’odore aromatico, penetrante e gradevole. Per
la preparazione di liquori si utilizzano le sommità fiorite che hanno proprietà stomachiche,
spasmolitiche, sedative, antimicrobiche ed espettoranti.
Maggiorana.

• Melissa Pianta erbacea perenne, alta 30-80 cm, con penetrante odore di limone (da cui il
nome popolare di erba limoncina) e un sapore leggermente amaro. Dalle foglie si estrae
l’essenza che ha proprietà stomachiche, antispasmodiche e carminative.
Melissa.

•Menta Erba perenne molto diffusa in tutta l’Europa, dal forte e tipico odore e sapore. La
menta, dalle cui foglie si estrae l’olio essenziale, è molto usata per la preparazione casalinga
di liquori per il suo aroma gradevole ma anche per le sue proprietà stimolanti, toniche,
stomachiche e carminative.
Menta.

• Millefoglie Pianta erbacea perenne molto comune in tutta l’Europa. Per la macerazione si
usano foglie e le sommità fiorite. A questa pianta si riconoscono proprietà digestive,
vulnerarie, cicatrizzanti, stomachiche, antiemorragiche, toniche e antispasmodiche, oltre che
diuretiche. Ottima per realizzare un liquore digestivo.

• Rosa Esistono diverse specie di rosa, quali la gallica, la canina, la centifolia e la


damascena. Per realizzare il liquore si possono macerare i petali freschi del fiore oppure i
cinorrodi, i frutti della rosa canina. L’olio essenziale presente nei petali ha proprietà
astringenti e tonico-amare.
Rosa selvatica o canina.

•Rosmarino Arbusto cespuglioso sempreverde molto ramificato, diffusissimo nell’area


mediterranea. L’essenza di rosmarino, che si estrae dalle foglie e dalle sommità fiorite, ha
proprietà stimolanti e antispasmodiche. Il liquore di rosmarino stimola l’appetito e facilita la
digestione, ma possiede anche proprietà toniche e diuretiche.
Rosmarino.

• Salvia Erba perenne che cresce spontaneamente nell’area mediterranea, e che è largamente
coltivata negli orti; ha un forte odore balsamico e un sapore aromatico amaro. Ha proprietà
stomachiche, antimicrobiche, coleretiche, antisudorali e antidiarroiche.

• Tiglio Albero che può raggiungere i 20-30 m d’altezza; cresce spontaneo in tutta l’Europa ed
è anche estesamente coltivato. Il liquore di tiglio, realizzato con i fiori della pianta, concilia il
sonno, ha un sapore gradevole e ha proprietà emollienti.

• Timo Arbusto cespuglioso di 20-30 cm d’altezza, diffuso nell’area mediterranea, viene


spesso coltivato. Ha odore penetrante, sapore aromatico, svolge un’azione tonica generale e
ha proprietà stomachiche e balsamiche.
Timo.
LA DEGUSTAZIONE

I liquori d’erbe nella maggior parte dei casi vanno assaporati a temperatura ambiente, anche
se alcuni risultano essere molto gradevoli se gustati piuttosto freschi, a una temperatura che
varia tra i 12 e i 18°C.
Nel momento della presentazione e della degustazione dei preparati a base di erbe, oltre
all’ambiente, che dovrebbe essere possibilmente tranquillo e poco rumoroso, grande
importanza riveste la scelta del bicchiere che deve essere senza dubbio di piccoli dimensioni
(calice comunemente noto come “tulipano”). Non tutti sanno infatti che la particolare struttura
dei bicchierini ha la funzione di mantenere il naso alla giusta distanza dall’infuso per
permettere di percepire l’aroma dell’alcol senza che l’olfatto venga stordito dai suoi effetti
più forti.

Il bicchiere per degustare il liquore deve essere di piccole dimensioni, per evitare che si disperdano i profumi del
distillato.

La scelta del bicchiere varia però leggermente a seconda degli ingredienti che sono stati
utilizzati per confezionare i liquori: per preparati a base di frutta e bacche, ad esempio, il
bicchiere più adatto è un calice ben panciuto che subito si restringe prendendo forma
cilindrica leggermente aperta in prossimità dell’imboccatura.

I liquori digestivi a base di erbe andrebbero sorbiti in calici a forma troncoconica con gambo
lungo.
Per il nocino, il laurino e altri preparati dal sapore intenso, è adatto un calice più rotondo dal
quale il liquore sia libero di sprigionare il suo forte aroma interagendo con l’ossigeno
dell’aria.
Bisogna tenere presente che i distillati non vanno degustati come il vino o qualsiasi altra
bevanda alcolica. Un errore frequente di chi si appresta ad assaporare un liquore è quello di
far roteare il bicchiere – così come si fa per il vino – prima di avvicinarlo alla bocca per
assaggiarne il contenuto; bisogna invece sapere che il volume alcolico medio di un distillato è
di circa 40% e che la volatilità dell’alcol trasporta efficacemente gli aromi verso l’alto anche
senza l’ossigenazione generata dalla roteazione del calice. Un altro sbaglio piuttosto frequente
è quello di introdurre in bocca una quantità eccessiva di liquore: una corretta degustazione
prevede piccoli sorsi di pochi millilitri di distillato.
COSTRUIRE UN ALAMBICCO

I materiali e gli elementi del distillatore

La scelta dell’apparecchiatura va condotta innanzitutto in base alla spesa che si desidera affrontare, la quale deve essere
proporzionale all’uso che si vuol fare del distillatore, nonché alla quantità di prodotto da distillare di cui si dispone, sia esso
vino, vinaccia o altri prodotti alcolici, ottenuti dalla fermentazione dei più svariati prodotti agricoli.
I materiali da preferire per l’attrezzatura da distillazione sono senz’altro l’acciaio inossidabile e il rame, poiché non sono
attaccabili (o lo sono molto poco) dagli acidi e dalle altre sostanze contenute nei prodotti della distillazione o in quelli che si
possono formare durante la distillazione. Quindi, caldaia e capitello debbono essere costituiti da uno di questi due metalli,
mentre il serpentino che esce dal capitello e passa poi attraverso il refrigeratore deve senz’altro essere di rame, perché il
rame favorisce un miglior scambio di calore.
Da escludere nella preparazione dell’alambicco i materiali come ferro e alluminio, che presentano notevoli inconvenienti sia
per quanto riguarda la durata, sia per difficoltà di pulizia.
La caldaia deve avere una forma che ne faciliti la pulizia; ciò significa che dev’essere il più rotondeggiante possibile, e
priva di angoli stretti. La caldaia deve inoltre avere in alto un foro in cui va inserito un apposito termometro, strumento
indispensabile per il controllo del regolare procedimento della distillazione. Per calcolare le dimensioni della caldaia bisogna
ricordare che, grosso modo, deve esserci un rapporto di 5:3 fra la sua altezza e la sua larghezza; cioè, se la caldaia è alta
50 cm deve essere larga 30. Un recipiente del genere riesce a contenere circa 35 l di prodotto da distillare. Nel caso si
vogliano distillare vinacce, a queste bisogna aggiungere un quantitativo d’acqua pari a circa il 50-60% del loro peso: a 10 kg
di vinacce bisogna dunque aggiungere 5-6 l (kg) di acqua. La caldaia è bene che sia munita di una griglia per separare le
vinacce dall’acqua. Una caldaia come quella sopra descritta (della capacità di 35 l circa) potrà distillare circa 20 kg di
vinacce per volta. Il riscaldamento del prodotto da distillare nella caldaia può avvenire sia a fuoco diretto che a
bagnomaria, cioè attraverso il riscaldamento dell’acqua contenuta all’interno di una intercapedine che circonda la caldaia.
Soluzione, quest’ultima, preferibile nel caso si distillino vinacce che invece di essere separate con una griglia dall’acqua vi
siano immerse: a contatto delle pareti potrebbero “cuocersi” dando cattivo sapore al distillato.
Un tempo, la fonte di calore più usata per distillare artigianalmente era la legna: il fuoco veniva mantenuto solo da legna
dura, capace di garantire durante la distillazione una temperatura costante, senza fiammate improvvise. Oggigiorno si
impiegano i fornelli a gas nelle versioni più disparate; oltre alla facilità d’accensione, essi non pongono problemi
d’approvvigionamento e sviluppano una temperatura costante.
Il capitello o duomo, che funge da coperchio della caldaia, deve essere costruito in acciaio inossidabile o rame. La sua
forma può essere varia a seconda della possibilità di disporre o meno di un deflemmatore, la cui funzione, ricordiamo, è
quella di provocare una condensazione dei prodotti meno alcolici che precipitano nella caldaia (deflemmazione). Si può
quindi realizzare un capitello a superficie piana se si desidera farvi scorrere sopra un velo d’acqua; se invece si desidera
che il raffreddamento dei vapori si attui ad aria, la forma del capitello deve essere più ampia possibile, per favorire il
maggior contatto con l’aria.
Rappresentazione schematica dei possibili metodi di riscaldamento della caldaia di un alambicco artigianale: a fuoco diretto (A) e a bagnomaria (B).

Se si può disporre di un deflemmatore, come la sfera Ergot (deflemmatore in cui la funzione di raffreddamento viene
svolta da una sfera posta sul refrigeratore e composta da due sfere concentriche separate da un’intercapedine) o la lente
Deroy (deflemmatore che si compone di un disco leggermente ricurvato superiormente che viene attraversato dai vapori di
distillazione), si userà quello, ricordando che la prima va applicata sopra il refrigeratore, mentre la seconda si usa come un
coperchio a chiusura della caldaia. È bene inoltre che il coperchio della caldaia sia munito di valvola di sicurezza, per
evitare che un eccessivo aumento della pressione interna possa far scoppiare l’apparecchiatura. La chiusura fra capitello e
caldaia può essere eseguita con argilla o stucchi resistenti al calore; ma se è presente una valvola di sicurezza la chiusura,
può essere eseguita con viti e ganci realizzati appositamente dal costruttore. Dal capitello si diparte un tubo in rame, che
prende anche il nome di collo di cigno; il tubo congiunge il capitello con il serpentino del refrigeratore. Capitello e collo di
cigno possono formare un tutt’uno, nel caso in cui non esista un coperchio specificamente predisposto, in cui il duomo altro
non è che un grosso allargamento a forma di pera o di imbuto rovesciato che chiude la caldaia. Il collo di cigno congiunge
dunque la caldaia con il refrigeratore o condensatore, composto dal serpentino di rame che si immerge nell’acqua
refrigerante contenuta in un recipiente. Questo recipiente può anche essere realizzato con materiali diversi da rame o
acciaio, in quanto non è a contatto né con il liquido né con i vapori del distillato, è comunque da preferire un contenitore in
metallo perché disperde meglio il calore. Le dimensioni del recipiente refrigeratore e la lunghezza del serpentino di rame
dipendono dal diametro del serpentino stesso, dalla presenza di alettature (che favoriscono lo scambio di calore), dalla
capacità della caldaia e dalla temperatura dell’acqua di raffreddamento. In genere, i costruttori preparano, in base ai citati
parametri, un refrigeratore adeguato alle esigenze di ogni utente. All’uscita dal refrigeratore, il condensato può essere
raccolto direttamente in un recipiente, oppure transitare prima in quell’utile strumento che è la provetta di saggio, la quale
serve per controllare costantemente il grado alcolico del distillato. Essa ha una capacità di circa 300 cm cubici; viene
riempita dal basso tramite un tubo proveniente dal refrigeratore e si svuota dall’alto, rimanendo costantemente piena
durante tutta la distillazione. La provetta di saggio trova pratica applicazione solo in alambicchi di una certa dimensione. Se
si distillano vini, vinelli o vinacce è opportuno che questi prodotti siano stati ottenuti senza trattamenti con anidride solforosa
(SO2), poiché questa sostanza, che normalmente viene usata nelle pratiche enologiche, può formare durante la distillazione
acido solforoso, il quale corrode il rame.
Rappresentazione schematica di una sfera Ergot (A) e di un coperchio deflemmatore, detto lente Deroy(B)

L’installazione di uno scaldavino in rame, attraversato da un tubo recante i vapori della caldaia al refrigeratore, consente
un notevole risparmio di calore, in quanto riscalda il vino da distillare prima che questo venga introdotto nella caldaia.
Caldaia di un alambicco per cognaca collo di cigno.
AMARI E LIQUORI

AMARO AL CARCIOFO
4,5 dl di brandy, 4,5 dl di vino bianco secco, 20 foglie di carciofo, 1 sommità fiorita di achillea, 2 chiodi di garofano.

Lasciate macerare per 2 giorni nel brandy le erbe e le spezie, in un vaso a chiusura ermetica
che avrete cura di agitare almeno due o tre volte al giorno. Unite il vino e ripetete
l’operazione per altri 2 giorni. Al termine del tempo indicato, filtrate e imbottigliate. Attendete
almeno 4 mesi prima di sorbire questo amaro digestivo che raccoglie in sé tutte le virtù del
carciofo, pianta che contiene un principio amaro (la cinarina), prezioso per la sua azione
epatorenale.
AMARO AL BASILICO
1 l di alcol a 95°, 50 foglie di basilico, la scorza di 4 limoni maturi, 500 g di zucchero.

Dopo aver ben lavato delicatamente le foglie di basilico, mettetele a macerare in un


contenitore di vetro a chiusura ermetica con le scorze e l’alcol. Dopo due settimane sciogliete
lo zucchero in 1 litro e 1/2 di acqua bollente e aggiungetelo agli altri ingredienti. Tappate il
contenitore e scuotetelo. A questo punto lasciate macerare per circa 20 giorni, agitando di
tanto in tanto il macerato e quindi filtrate e imbottigliate in bottiglie di vetro scuro. Poi
conservate preferibilmente in un luogo buio per un altro mese. L’amaro al basilico favorisce
l’appetito, facilita la digestione ed è molto apprezzato per l’aroma particolare e fresco che gli
viene conferito dal profumo di basilico e di limone.

LIQUORE DI ROSMARINO
7 dl di alcol a 95°, 1 l di vino bianco, 20 g di foglie di rosmarino, 10 g di scorza di limone.

Fate macerare in un vaso di vetro scuro il rosmarino e la scorza di limone (solo la parte
gialla) con l’alcol per 6 giorni agitando il contenitore una volta al giorno. Quindi filtrate,
aggiungete il vino bianco e lasciate riposare per altri 2 giorni. Il liquore di rosmarino è un
ottimo eupeptico, ma possiede anche proprietà toniche, stimolanti e diuretiche. Provate a
consumare mezzo bicchierino di liquore al rosmarino dopo i pasti principali.

AMARO AL GINEPRO
1 l di alcol a 95°, 20 bacche di ginepro, 5 g di anice, 5 g di issopo, 5 foglie di menta piperita, 4 chiodi di garofano, 3 g
di assenzio, un pizzicodi noce moscata, 200 g di zucchero.

Fate macerare per 15 giorni le droghe in un recipiente di vetro a chiusura ermetica con l’alcol,
avendo cura di scuotere il contenitore almeno una volta al giorno.
Poi filtrate e aggiungete lo sciroppo preparato precedentemente con 2 dl di acqua e zucchero e
lasciato raffreddare. Quindi mescolate e fate riposare due o tre giorni prima di imbottigliare
l’amaro. Fate stagionare 6 mesi prima di consumare.

PRUGNETTO
5 dl di alcol a 95°, 6 susine mature o 4 prugne, la scorza di 1 limone, 4 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella,
zucchero q.b., acqua distillata q.b.

Ponete i frutti ben lavati e tagliati a pezzi in un vaso di vetro scuro.


Versate su di essi l’alcol, aggiungete la scorza di limone, il pezzetto di cannella e i chiodi di
garofano.
Chiudete bene il vaso e mettete a macerare per 45 giorni al fresco.
Eliminate i frutti, assaggiate il preparato e aggiungete acqua distillata e zucchero a piacere.
Richiudete il recipiente e fate stagionare 4 mesi in luogo fresco prima di consumare.

AMARO ANGELICO
2 l di alcol a 95°, 250 g di radice di angelica, 8 g di semi di garofano, 1 g di vaniglia, 200 g di zucchero.

Lasciate macerare nell’alcol la radice di angelica spezzettata, i semi di garofano e la vaniglia


per 8 giorni. Trascorso il tempo necessario, preparate uno sciroppo mescolando lo zucchero
con 1/2 litro d’acqua bollente, fatelo raffreddare e poi unitelo all’alcol e agli altri ingredienti.
Fate riposare l’amaro per circa un mese in un luogo fresco e buio, scuotendo spesso il
contenitore, e infine filtrate e imbottigliate.

LIQUORE D’AGRUMI
1 l di alcol a 95° o grappa, 4 agrumi a scelta, 400 g di zucchero, acqua distillata q.b.

Procuratevi un recipiente di vetro dalla bocca molto larga. Se utilizzate la grappa, versate sul
fondo lo zucchero. Introducete i frutti nel vaso e irrorateli con la base alcolica. Chiudete il
vaso e fate macerare la frutta per circa 2 mesi e mezzo. Alla fine di tale periodo eliminate i
frutti, assaggiate e aggiungete acqua distillata mista a zucchero (solitamente si aggiunge 1 l
d’acqua per ciascun litro d’alcol impiegato). Fate stagionare per un mese.

AMARO CENTERBE
1 l di alcol a 95° o grappa, un rametto di ciascuno dei seguenti aromi: assenzio, basilico, prezzemolo, salvia,
rosmarino, alloro, limonella, menta, melissa, finocchio selvatico, una decina di punte di pino, 20 bacche di ginepro,la
scorza di 1 arancia, la scorza di 1 limone, radice di china, radice di rabarbaro, radice di genziana, 5 chiodi di
garofano, camomilla, 1 fiore d’arnica, un pezzetto di sedano, 500 g di zucchero.

Mettete tutti gli aromi e le spezie in infusione nell’alcol (o grappa) per 35 giorni, aggiungendo
anche la scorza di limone e di arancia private della parte bianca. Trascorso questo periodo,
filtrate e aggiungete lo zucchero sciolto in 1 litro d’acqua bollente. Quindi filtrate nuovamente
e riponete per un mese in una bottiglia sigillata. Questa è solo una delle infinite ricette per
preparare il Centerbe, un liquore di antichissima tradizione che in ogni casa è stato arricchito
con sfumature e sapori originali.
AMARO ORIENTALE
1 l di alcol a 95° o grappa, 25 g di corteccia di cannella, 10 g di chiodi di garofano, 10 g di scorza di arancia amara,
5 g di cardamomo, 5 g di zenzero.

Pestate le spezie e la scorza d’arancia in un mortaio e ponetele a macerare nell’alcol (o nella


grappa) per 12 giorni in un vaso chiuso, agitando per due volte al giorno. Filtrate e
imbottigliate tappando con sughero e ceralacca.
Attendete almeno 3 mesi prima di servire questo amaro che vi conquisterà per il suo aroma
che sa di Paesi lontani.

MIRTO BIANCO
1 l di alcol a 90°, 500 g di germogli di mirto freschi, 400 g di zucchero.

Dopo aver pulito con molta cura i germogli di mirto appena raccolti, sistemateli in un
recipiente di vetro, copriteli con l’alcol, chiudete e lasciate macerare per un mese. Trascorso
il tempo indicato, scolate i germogli dall’alcol, spremeteli con cura, raccogliete il succo e
unitelo alla soluzione alcolica. Preparate uno sciroppo mescolando a fuoco basso 4 dl d’acqua
e lo zucchero, lasciatelo raffreddare e infine unitelo all’alcol in cui sono stati macerati i
germogli. Travasate il liquore in bottiglie, tappate e conservate al fresco per un mese.

AMARO DI GENZIANA
1 l di alcol a 95°, 1 radice essiccata di genziana, 2 cime fiorite d’assenzio, la scorza di 1 arancia.

Prelevate solo la parte pigmentata della scorza d’arancia e mettetela a macerare per 3 giorni
nell’alcol, scuotendo spesso il contenitore. Pestate leggermente le cime fiorite d’assenzio e la
radice di genziana; aggiungetele alla scorza d’arancia e continuate la macerazione per un mese
in luogo caldo, ma non esposto al sole. Agitate spesso il recipiente. Filtrate e lasciate
stagionare 2 mesi prima di consumare.

LIQUORE D’AGLIO
2 dl di alcol a 95°, 1 l di vino bianco secco, 2 spicchi d’aglio.

Mondate gli spicchi d’aglio dalle pellicole esterne che avvolgono i bulbi, pestateli in un
mortaio di marmo e lasciateli immersi nell’alcol in un vaso di vetro scuro. Mescolate con
cura, chiudete ermeticamente il contenitore e, dopo circa un mese, aprite e unite il vino bianco.
Lasciate riposare nuovamente la preparazione per 2 giorni, filtrate e imbottigliate.
Questo liquore, gustato prima dei pasti, regola la pressione arteriosa e risulta essere un ottimo
toccasana per i diabetici in quanto abbassa il contenuto degli zuccheri nel sangue.

AMARO TEDESCO
3,5 dl di alcol a 95°, 15 g di scorza di arancia amara, 10 g di menta,5 g di valeriana, 5 g di assenzio,5 g di zenzero, 5
g di centaurea, 350 g di zucchero.

Mettete le spezie a macerare nell’alcol per 15 giorni in un vaso che chiuderete ermeticamente.
Poi versate 3,5 dl d’acqua molto calda sulla scorza d’arancia tagliata a pezzetti e lasciate in
ammollo per 8 ore. Filtrate e aggiungete lo zucchero facendo poi sciroppare il tutto. Una volta
raffreddato, unite lo sciroppo alla macerazione alcolica ottenuta con le spezie, rimestate e
filtrate. Attendete un giorno e imbottigliate. Se avete fatto le cose per bene, ne ricaverete un
ottimo amaro digestivo che potrete usare anche come eccellente aperitivo. Prima di gustarlo,
lasciate comunque trascorrere almeno 3 mesi.

LIQUORE CON NOCCIOLI DI NESPOLO


1 l di alcol a 95° o grappa, 80 g di noccioli di nespolo, 30 g di zucchero.

Mettete i noccioli freschi di nespolo e lo zucchero a macerare in un vaso di vetro scuro e a


chiusura ermetica con l’alcol o la grappa; lasciate riposare per una quindicina di giorni,
avendo cura di agitare almeno una o due volte al giorno il contenitore.
Al termine del periodo di macerazione, assaggiate la soluzione (eventualmente aggiungete
altro zucchero), filtrate con cura e imbottigliate. Consumate questo liquore preferibilmente
dopo i pasti.

AMARO DEL CONVENTO


1 l di alcol a 95°, qualche foglia di genziana, un rametto di timo montano, 5 fiori di camomilla romana.

Pestate le erbe in un mortaio e ponetele a macerare nell’alcol per circa 2 settimane avendo
cura di scuotere ogni tanto il recipiente. Filtrate con cura, imbottigliate e chiudete
ermeticamente.
Prima di gustare questo amaro profumato è consigliabile attendere almeno 2 mesi di riposo.

LIQUORE RABARBARO E GAROFANO


1 l di alcol a 95°, 2 radici di rabarbaro, la scorza di 1/2 limone, 3 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella, 250 g di
zucchero.

Pulite bene le radici di rabarbaro e pestatele leggermente. Deponetele quindi in un vaso e


copritele con lo zucchero. Lasciate macerare per 2 giorni con il recipiente ben chiuso.
Aggiungete i chiodi di garofano, il pezzetto di cannella, la scorza di limone e versate l’alcol.
Lasciate in infusione al fresco per circa 3 settimane. Filtrate e fate riposare 3 mesi prima di
consumare.

LIQUORE AL POMPELMO
1 l di alcol a 90°, 2 pompelmi rosa, 1 limone, 2 chiodi di garofano, 15 g di noce moscata, 250 g di zucchero.

In un vaso a chiusura ermetica lasciate macerare nell’alcol le scorze di pompelmo rosa, di


limone, i chiodi di garofano e la noce moscata per una settimana, avendo l’accortezza di
scuotere il macerato una volta al giorno. Preparate uno sciroppo sciogliendo sul fuoco lo
zucchero in 3 dl d’acqua, e unendolo poi a freddo all’infusione alcolica. Lasciate riposare per
un mese, poi filtrate e imbottigliate.
AMARO AL SAMBUCO
2 l di di alcol a 95° o di grappa, 3 grappoli di bacche di sambuco, 200 g di zucchero.

Lavate le bacche di sambuco e lasciatele riposare ricoperte di zucchero per circa 2 giorni
chiuse in un contenitore di vetro scuro. Trascorso il tempo indicato, aggiungete l’alcol o la
grappa e lasciate macerare il composto per circa 2 mesi in luogo buio e fresco avendo cura di
scuotere ogni tanto il contenitore. Infine filtrate e imbottigliate. Lasciate stagionare questo
liquore dalle eccellenti proprietà depurative per un mese prima di gustare.

AMARO SPEZIATO
6 dl di alcol a 95°, 2 dl di Vermouth, 3 foglie di mentuccia romana, 2 foglie di salvia, 1 foglia di maggiorana, un
rametto di rosmarino, 1 foglia di alloro, 150 g di zucchero.

Lasciate macerare nell’alcol le foglie di mentuccia, salvia, maggiorana e rosmarino per 20


giorni in un contenitore a chiusura ermetica che scuoterete tutti i giorni. Trascorso il tempo
stabilito, filtrate e tenete l’alcol da parte in una bottiglia tappata. Rimettete le erbe nel vaso e
lasciatele macerare per altri 6 giorni con il Vermouth in cui avrete fatto sciogliere lo zucchero.
Poi filtrate, mescolate le due soluzioni e, dopo un giorno di riposo, imbottigliate con cura e
chiudete ermeticamente. Aspettate 2 mesi prima di servire.

MILLEFIORI
3 dl di alcol a 95°, 1 g di fiori di lavanda, 1 g di fiori di timo, 2 foglie di menta piperita, 1 g di cardamomo, 1 g di
chiodi di garofano, 1 g di maggiorana,1 g di vaniglia, 1 g di macis, 1 g di coriandolo, 300 g di zucchero.

Pestate le droghe in un mortaio e lasciatele macerare immerse nell’alcol per circa 2 settimane,
avendo cura di agitare il contenitore almeno una volta al giorno. Filtrate il liquido e poi
aggiungete lo zucchero, fatto prima sciogliere con 3 dl di acqua calda. Versate in bottiglie con
chiusura ermetica e riponetele per almeno 6 mesi in un luogo fresco prima di stapparle.

LIQUORE ALLA MENTA


5 dl di alcol a 95°, 50 foglie di menta, 1 g di cannella, la scorza di 1 limone, 300 g di zucchero.

Pulite con delicatezza le foglie di menta e mettetele in un vaso con la cannella, coprendo poi
con l’alcol. Chiudete ermeticamente il contenitore e lasciate macerare gli ingredienti per 2
giorni. Preparate uno sciroppo mescolando lo zucchero con 3 dl d’acqua e lasciatelo
raffreddare. Trascorso il tempo previsto, unite lo sciroppo alla macerazione alcolica ottenuta,
mescolate con cura, aggiungete la scorza di limone (solo la parte gialla) e fate riposare il
composto ancora per mezza giornata in un luogo fresco e soprattutto buio. Passato il tempo
necessario, filtrate con cura, versate il liquore in bottiglie scure e tappate ermeticamente.
Dopo un mese il liquore potrà essere servito e se gradite potrete gustarlo anche ben freddo con
ghiaccio.

LIQUORE ALLA CAMOMILLA


3 dl di alcol a 95°, 30 g di camomilla romana, 2,5 g di menta piperita, 2 g di angelica, 1 g di macis, 1 g di china, 300 g
di zucchero.

Dopo aver frantumato in un mortaio le spezie, ponetele a macerare con l’alcol e 1 dl d’acqua.
Rimestate, chiudete e fate riposare per una settimana. Scaldate altri 5 dl d’acqua a fiamma
debole sciogliendovi lo zucchero e colate lo sciroppo ancora caldo sul macerato.
Lasciate raffreddare e rimestate per amalgamare perfettamente gli aromi, quindi filtrate e
avrete la sorpresa di ottenere un liquore limpido, dal delicato colore ambrato. Imbottigliate e
aspettate un paio di mesi prima di servire.
La camomilla ha effetto rilassante, lenitivo, antimicrobico e risulta molto utile nelle difficoltà
digestive, nella cefalea, nei problemi legati al sonno e nella dismenorrea.
LIQUORE ALLA CIPOLLA
1 l di alcol a 95°, 250 g di cipolle sbucciate, 30 g di foglie di carciofo, 50 g di gramigna, 10 g di scorza di limone.

Schiacciate leggermente le cipolle e le foglie di carciofo e mettetele a macerare nell’alcol


insieme alla gramigna e alla scorza di limone in un vaso di vetro scuro chiuso ermeticamente.
Aspettate circa 2 settimane, durante le quali agiterete spesso il recipiente. Trascorso il tempo
necessario, filtrate il liquido, imbottigliate e gustate possibilmente lontano dai pasti.

AMARO ALLA CITRONELLA


5 dl di alcol a 95°, 60 foglie di citronella, la scorza di 2 limoni, 300 g di zucchero.

Versate l’alcol in un vaso di vetro a chiusura ermetica e lasciatevi in infusione le foglie di


citronella e la scorza dei limoni per 3 giorni. Fate bollire 5 dl d’acqua e scioglietevi lo
zucchero, lasciate raffreddare, quindi mescolate con cura lo sciroppo agli altri ingredienti.
Lasciate in infusione per 4 settimane, agitando ogni tanto. Trascorso questo periodo, filtrate e
imbottigliate. Consumate dopo 6 mesi.
LIQUORE AL LUPPOLO
1,5 l di alcol a 95° o grappa, 25 infiorescenze di luppolo, 200 g di zucchero.

Introducete i fiori di luppolo in un recipiente e cospargeteli con lo zucchero. Lasciate


macerare per almeno 2 giorni e poi irrorate con l’alcol. Richiudete il recipiente e lasciatelo al
sole per 20 giorni agitando spesso il contenuto.
Fate riposare in cantina per un mese. Filtrate e lasciate stagionare per circa 2 mesi prima di
consumare. Il luppolo ha proprietà depurative, lassative e una leggera azione sedativa e
rilassante.

LIQUORE AL FINOCCHIETTO
1 l di alcol a 95°, 250 g di foglie di finocchietto selvatico, 50 g di semi di finocchio, 300 g di zucchero.

Lasciate macerare le foglie di finocchietto selvatico e i semi di finocchio immersi nell’alcol in


un contenitore di vetro a chiusura ermetica per circa 30 giorni. Abbiate l’accortezza, durante
questo periodo di riposo di scuotere frequentemente gli ingredienti (almeno una volta al
giorno). Trascorso il tempo indicato, preparate uno sciroppo fate sciogliere lo zucchero in 2,5
dl d’acqua lasciando bollire per pochi minuti il composto. Fate raffreddare e nel frattempo
filtrate accuratamente il liquore, unite lo sciroppo, mescolate con cura in modo da amalgamare
bene gli aromi e imbottigliate. Questo liquore va assaporato dopo circa 2 mesi di riposo.

LIQUORE NAPOLETANO
2,5 dl di alcol a 90°, 12 foglie di menta, la scorza di 1/2 limone, qualche foglia di basilico napoletano, 2 chiodi di
garofano, 200 g di zucchero.

Sciogliete lo zucchero in 2 dl di acqua, lasciate ben raffreddare, quindi unite tutti gli altri
ingredienti e immergeteli nell’alcol in un contenitore di vetro a chiusura ermetica, poi lasciate
macerare il tutto in luogo buio e fresco per un mese. Filtrate, imbottigliate e lasciate riposare
circa 3 mesi.
Ottimo dissetante e dal sapore inconfondibile (il basilico napoletano ha un aroma simile alla
menta), al momento di servirlo potete guarnire il bicchiere con foglie fresche di menta. Questo
liquore possiede ottime proprietà digestive.

LIQUORE ALLE SUSINE


1 l di alcol a 95°, 1 kg di susine rosse selvatiche, 500 g di zucchero.

Lavate con cura le susine, asciugatele delicatamente e ponetele in un vaso di vetro scuro a
macerare con l’alcol e lo zucchero per un mese. Ricordate di capovolgere almeno una volta al
giorno il contenitore. Trascorso il tempo necessario, filtrate il composto e imbottigliate.
La stagionatura di questo squisito liquore, che deve avvenire in un luogo fresco e al riparo
dalla luce, dura almeno un anno.

LIQUORE DI GENZIANA
1 dl di alcol a 95°, 1 l di vino bianco secco, 50 g di miele, 20 g di radice essiccata e grattugiata di genziana maggiore,
20 g di scorza d’arancia amara (solo la parte gialla), 10 g di menta, 5 g di bacche di ginepro, 5 g di finocchio, 5 g di
salvia.

Pestate le droghe in un mortaio di marmo (potete anche non farlo, il risultato sarà più delicato)
e poi mescolatele e ponetele a macerare nel vino e nell’alcol per 10 giorni, avendo cura di
rimestare una volta al giorno con un cucchiaio di legno. Filtrate e aggiungete il miele.
Imbottigliate chiudendo ermeticamente il contenitore e attendete un mese prima di consumare.
Questo liquore è un ottimo stimolante delle funzioni epatiche ma anche un valido digestivo.
Oltre a queste proprietà, il liquore di genziana è un buon regolatore della milza e del fegato.

LIQUORE ALLA PERA


1 l di alcol a 95° o grappa secca, 1 pera matura di media grandezza, 30 g di zucchero.

Ponete tutti gli ingredienti a macerare al sole, in un vaso di vetro a chiusura ermetica, per
circa 2 mesi. Filtrate, imbottigliate e infine servite il liquore dopo il pasto principale, nella
dose di mezzo bicchierino.
Il liquore alla pera vi soddisferà anche spruzzato sopra il gelato oppure sul dolce. Un trucco
per ottenere un sicuro effetto scenografico consiste nell’introdurre, senza staccarla dalla
pianta, una pera in fase di formazione in una bottiglia di vetro, ancorando con cura la bottiglia
al ramo. Il frutto crescerà dentro il contenitore che, al termine della maturazione (fine estate),
potrete staccare dal ramo e nel quale potrete poi introdurre l’alcol per la macerazione. Questa
operazione va eseguita in primavera.

LIQUORE ALL’ASSENZIO
4 dl di alcol a 95°, 15 g di assenzio a pianta intera, 5 g di calamo aromatico, 5 g di achillea, 1/3 di noce moscata
grattugiata, la scorza di 1 limone, 300 g di zucchero.

Versate in un recipiente di vetro a chiusura ermetica l’alcol, unite l’assenzio, il calamo,


l’achillea, la noce moscata e la scorza del limone (solo la parte gialla) e lasciate riposare per
una settimana agitando di tanto in tanto il contenitore.
Trascorso il tempo indicato, preparate lo sciroppo di zucchero facendo sciogliere sul fuoco, in
una casseruola, lo zucchero in 5 dl d’acqua e lasciando bollire qualche minuto. Quando lo
sciroppo si sarà raffreddato, versatelo nel recipiente contenente gli altri ingredienti e lasciate
riposare il composto ancora una settimana scuotendo di tanto in tanto.
Filtrate e imbottigliate. Potete servire dopo circa un mese di riposo.

LIQUORE AL CORNIOLO
1 l di alcol a 95°, 30 drupe mature di corniolo, 150 g di zucchero.
Mettete le drupe di corniolo in un vaso, cospargetele con lo zucchero e fate macerare per 3
giorni.
Versate sui frutti l’alcol e lasciate in infusione in luogo caldo ma ombreggiato per un mese,
agitando spesso il recipiente ben chiuso.
Lasciate riposare altre 2 settimane al buio. Filtrate e fate stagionare 4 mesi al fresco e sempre
al buio prima di consumare.

LIQUORE AI SEMI
1,2 dl di alcol a 95°, 1 l di vino bianco secco, 10 g di semi di finocchio, 10 g di semi di anice, 10 g di semi di cumino,
10 g di semi di coriandolo, 50 g di zucchero.

Pestate in un mortaio di marmo le droghe e mettetele a macerare per 20 giorni in un vaso


assieme all’alcol. Abbiate l’accortezza di agitare il contenuto del vaso almeno 2 volte al
giorno e, trascorso il periodo indicato, filtrate e aggiungete il vino bianco nel quale avrete
fatto sciogliere lo zucchero. Amalgamate il tutto, lasciate riposare mezza giornata e infine
versate in bottiglia. Assumetene un bicchierino dopo i pasti come diuretico.

AMARO AL MISTO DI ERBE


3 dl di alcol a 95°, 6,5 dl di Vermouth, 14 bacche di ginepro, 6 foglie di melissa 5 foglie di salvia, 5 chiodi di garofano,
2 foglie di cardo santo, 2 foglie di menta piperita, un pezzo di corteccia di cannella, un rametto di rosmarino, 1 fiore di
centaurea minore , un pezzetto di radice contusa di: calamo aromatico, genziana maggiore, carlina, 150 g di zucchero.

Lasciate macerare tutte le erbe nell’alcol per 6 giorni in un vaso di vetro a chiusura ermetica,
agitando il suo contenuto di tanto in tanto.
Trascorso il tempo stabilito, filtrate e imbottigliate. Rimettete le erbe nel vaso e lasciatele
macerare per una settimana con il Vermouth in cui avrete fatto sciogliere lo zucchero. Filtrate
bene anche il Vermouth, unitelo all’alcol, mescolate con cura e, dopo un giorno di riposo,
imbottigliate e tappate. Fate stagionare al fresco almeno 7 mesi prima di servire questa
bevanda come digestivo o aperitivo.

GENEPÌ
3 dl di alcol a 95°, 10 g di artemisia genepì delle Alpi (foglie e fiori), 5 g di menta piperita, 4 g di chiodi di garofano,
0,5 g di noce moscata, 5 g di anice, 3 g di assenzio, 5 g di issopo, 400 g di zucchero.

Questo liquore dall’aroma inconfondibile è una boccata di Dolomiti. La ricetta riportata è


suscettibile di leggere variazioni: infatti potrete aggiungere anche qualche grammo di angelica
o una scorzetta di limone.
Macerate come di consueto le droghe in un vaso a chiusura ermetica assieme all’alcol e
lasciate riposare per 15 giorni agitando ogni tanto. Filtrate e aggiungete 4 dl di acqua e lo
zucchero. Rimestate e lasciate riposare un giorno prima di imbottigliare con sughero e
ceralacca. Attendete almeno 6 mesi per godere a pieno l’aroma del liquore.
Il genepì è un eccellente digestivo, e inoltre possiede anche una funzione carminativa.

LIQUORE DI FRAGOLE DI MONTAGNA


1 l di alcol a 95° o grappa,1 kg di fragoline selvatiche fresche, 5 g di corteccia di cannella, 3 g di chiodi di garofano,
1,5 kg di zucchero.

Dopo aver preparato uno sciroppo mescolando 1 litro d’acqua calda con lo zucchero, lo
verserete bollente sulle fragole che avrete lavato e disposto in una terrina. Filtrate evitando di
comprimere eccessivamente i frutti e aggiungete l’alcol o la grappa, i chiodi di garofano e la
cannella, lasciando macerare in un recipiente idoneo. Trascorsi 4-5 giorni filtrate nuovamente
e gustatevi questa autentica delizia.

LIQUORE DI PESCO
1 l di alcol a 95°, 60 foglie di pesco, 0,2 dl di cognac, 2 grani di pepe nero,300 g di zucchero.

Lavate e asciugate le foglie di pesco, mettetele in un vaso di vetro, unitevi i grani di pepe e
ricoprite con l’alcol. Chiudete ermeticamente e lasciate in infusione per almeno 2 settimane.
Trascorso il tempo necessario, aprite il vaso, unite il cognac e lo zucchero, richiudete e
lasciate riposare in luogo fresco e buio per un’altra settimana. Infine filtrate il liquore e
imbottigliatelo.

LIQUORE DI TIGLIO
5 dl di alcol a 95°, 80 g di fiori freschi di tiglio, 10 g di foglie di tè, 10 g di scorza gialla d’arancia, 1/2 baccello di
vaniglia, 1 g di noce moscata.

Versate in un recipiente di vetro a chiusura ermetica tutti gli ingredienti e lasciate macerare
per almeno 3 giorni. Il terzo giorno aggiungete anche 1 litro d’acqua dopo averla fatta bollire e
averla quindi lasciata raffreddare. Poi scuotete bene il vaso e lasciate riposare per 10 giorni
in un luogo fresco e asciutto, agitando il recipiente almeno un paio di volte ogni giorno.
Trascorso il tempo stabilito, filtrate il liquido con molta cura, possibilmente attraverso una
garza, e infine imbottigliate. Allungando un bicchierino di liquore con una tazza d’acqua calda
e un cucchiaio di miele, otterrete una buona bevanda per prevenire le influenze e il
raffreddore.

LIQUORE DI CAROTE
5 dl di alcol a 95°, 250 g di carote, 50 g di semi di carota, 1 piccola stecca di vaniglia, 300 g di zucchero.

Pulite le carote, se preferite tagliatele a pezzi, e fatele macerare nell’alcol per circa 20 giorni;
successivamente unite al macerato i semi di carota e la stecca di vaniglia e lasciate riposare la
preparazione ancora per una settimana. Trascorso il tempo necessario, unite lo sciroppo di
acqua (5 dl) e zucchero, mescolate, filtrate e imbottigliate.

LIQUORE SPEZIATO
1 l di alcol a 95°, 10 g di tè cinese, la scorza di 1 mela cotogna, 4 g di fiori di tiglio, 2 g di vaniglia, 1 g di noce
moscata.

Ponete le droghe a macerare nell’alcol per 20 giorni in un vaso di vetro scuro e chiudete bene.
Durante il tempo di macerazione agitate frequentemente il composto. Trascorso il periodo
stabilito, filtrate e imbottigliate. Otterrete un liquore dal gusto singolare, che consumerete alla
sera dopo i pasti nella dose di un bicchierino. Ne ricaverete un effetto tonificante che
apprezzerete sempre più con l’uso.

LIQUORE DI FAGGIO
1 l di alcol a 95°, foglie fresche di faggio, 0,2 dl di di brandy, 400 g di zucchero.

Riempite quasi completamente un vaso di vetro con le foglie di faggio e copritele di alcol,
premendole continuamente mentre lo versate. Lasciate riposare per 2 settimane. Filtrate la
soluzione, aggiungete lo zucchero sciolto in 2dl d’acqua bollente, e il brandy. Mescolate bene
e imbottigliate non appena è freddo. Il liquore potrà essere consumato dopo circa una
quindicina di giorni.

LIQUORE DI ARTEMISIA
5 dl di alcol a 95°, 15 g di foglie e fiori essiccati di artemisia, 5 g di foglie secche di cedrina, 500 g di zucchero.

Versate in un contenitore di vetro a chiusura ermetica l’artemisia e la cedrina, quindi


aggiungete l’alcol, tappate e lasciate a macerare per 10 giorni, scuotendo il recipiente una
volta al giorno. Trascorso il tempo stabilito, fate bollire 5 dl d’acqua e lo zucchero in una
casseruola, tenendo mescolato con un cucchiaio di legno e mantenendo una fiamma
moderata.Quando lo sciroppo è limpido, spegnete e lasciate raffreddare. Appena lo sciroppo è
del tutto raffreddato, versatelo nel contenitore dove avete lasciato macerare le erbe, tappate e
lasciate a riposo per 3 giorni possibilmente al buio.
Quindi filtrate utilizzando una tela, attraverso la quale strizzerete con cura le erbe e poi
ripassate nuovamente attraverso una carta filtro. Imbottigliate e attendete almeno 2giorni prima
di consumare questo squisito liquore.
ACQUA DI MELISSA
1 l d’acquavite a bassa gradazione alcolica, 20 g di foglie fresche di melissa, 15 g di scorza di limone, 3 g di frutti di
angelica, 3 g di frutti di coriandolo, 2 g di cannella, 0,5 g di noce moscata, 0,5 g di chiodi di garofano.

Ponete le droghe a macerare per 15 giorni nell’acquavite, rimestando ogni tanto. Quindi
filtrate e conservate in una bottiglia ben chiusa. Se accuserete bruciori di stomaco, ne
consumerete un cucchiaino diluito nell’acqua.

LIQUORE DI ANICE STELLATO


4 dl di alcol a 95°, 40 g di anice stellato, 2 g di coriandolo, un pezzetto di cannella, 3 chiodi di garofano, 1 stecca di
vaniglia, la scorza di 1/2 arancia, 350 g di zucchero.

Fate macerare per 20 giorni tutte le spezie con l’alcol in un vaso di vetro chiuso, agitando un
paio di volte al giorno. Sciogliete quindi lo zucchero in 4 dl d’acqua e aggiungetelo al
macerato, lasciando riposare per altri 2 giorni; poi filtrate a dovere e imbottigliate sigillando
con la ceralacca le bottiglie o, se preferite, consumando immediatamente il liquore.
Apprezzerete il liquore in tutta la sua fragranza sorbendolo dopo il caffè in piccoli bicchierini.
L’anice stellato è noto per le sue proprietà digestive, carminative, antispasmodiche; inoltre ha
la virtù di profumare l’alito.
LIQUORE AI FIORI DI TIMO
2,5 dl di alcol a 95°, 30 g di sommità fiorite di timo, 3 g di dittamo, 3 g di maggiorana, 3 g di lavanda, 3 g di corteccia
di cannella, 3 g di macis, 500 g di zucchero, 6 dl di acqua distillata.

Lasciate per 10 giorni le spezie a macerare nell’alcol in un vaso di vetro scuro a chiusura
ermetica. Abbiate cura di scuotere ogni tanto il contenitore durante il periodo di macerazione.
Trascorso il tempo richiesto, unite anche l’acqua, in cui avrete sciolto lo zucchero; mescolate
con cura, poi richiudete e lasciate nuovamente riposare per un giorno in un luogo fresco e al
riparo dalla luce. Filtrate e imbottigliate, poi attendete almeno 3 mesi prima di gustare il
macerato.
Questo liquore, oltre ad avere un aroma particolarmente piacevole, potrà essere un aiuto in
caso di infreddature grazie alle virtù antisettiche degli ingredienti utilizzati.

LIQUORE DI UVA FRAGOLA


5 dl di alcol a 95°, 500 g di uva fragola,1 stecca di cannella (oppure 1/2 cucchiaino di polvere), 3 chiodi di garofano,
500 g di zucchero.

Lavate e asciugate delicatamente gli acini di uva fragola. Schiacciate leggermente l’uva e
mettetela in un capiente vaso di vetro con chiusura ermetica insieme alla cannella, i chiodi di
garofano, 200 g di zucchero e coprite con l’alcol.
Mescolate con cura in modo che lo zucchero si sciolga bene; lasciate macerare il tutto per
circa 2 mesi ponendo il contenitore chiuso in un luogo fresco e buio, e avendo cura di
scuoterlo ogni tanto.
Trascorso il tempo necessario, fate sciogliere 300 g di zucchero su fiamma bassa in 3 dl di
acqua e poi lasciate raffreddare lo sciroppo. A questo punto filtrate la preparazione, cercando
di schiacciare bene gli acini di uva fragola per farne fuoriuscire tutto il succo; aggiungete lo
sciroppo ben freddo al liquore e mescolate con cura. Se necessario filtrate nuovamente e
versate il liquore in bottiglie di vetro scuro che chiuderete ermeticamente. Attendete almeno 2
settimane, in un luogo fresco, prima di consumare.

LIQUORE DI CHINA
4 dl di alcol a 95°, 100 g di corteccia di china, la scorza di 2 arance (solo la parte gialla), 1 chiodo di garofano, 500 g
di zucchero.

In un mortaio, rendete la corteccia di china e le scorze d’arancia in poltiglia e ponete il tutto a


macerare nell'alcol per 15 giorni, con il chiodo di garofano, in un recipiente ben chiuso.
Filtrate, mescolate lo zucchero a 6 dl d’acqua e aggiungete la soluzione agli ingredienti.
Lasciate riposare per 10 giorni.

AMARO MONTCHAMP
4 dl di alcol a 95°, 4 g di assenzio, 3 g di calamo aromatico, 3 g di centaurea, 2 g di radice di angelica, 2 g di enula
campana, 1 g di corteccia di cannella, 300 g di zucchero.

Ponete a macerare tutti gli ingredienti per 12 giorni in un vaso a chiusura ermetica. Non
dimenticate di scuotere almeno una volta al giorno il contenitore, al quale aggiungerete infine
lo zucchero disciolto in 2,5 dl di acqua calda e poi lasciato raffreddare. Fate riposare il
liquore per un giorno, mescolate, filtrate con cura e imbottigliate. Da conservare ben chiuso in
una bottiglia dal vetro scuro e assaporare dopo 6 mesi di riposo in luogo fresco e buio.

LIQUORE ALLE SORBE


4 dl di alcol a 95°, 3 grappolidi frutti di sorbo, la scorzadi 1 limone, 3 chiodi di garofano,un pezzetto di cannella,
zucchero q.b.

Raccogliete nel periodo appropriato i grappoli maturi. Deponeteli in un recipiente a


imboccatura larga e cospargeteli con lo zucchero.
Lasciate macerare, a recipiente chiuso, per 3 giorni. Aggiungete quindi la scorza di limone, il
pezzetto di cannella e i chiodi di garofano. Versate l’alcol e tappate bene; lasciate poi in
infusione per circa 2 mesi agitando spesso il contenitore. Fate riposare per 2 mesi; filtrate e
attendete 4 mesi prima di consumare questo ottimo liquore.

LIQUORE DI ANGELICA
1 l di acquavite, 100 g di erba angelica secca, 2 g di cannella, 1 g di macis, 1 g di chiodi di garofano, 500 g di
zucchero.

L’angelica è una pianta aromatica che si usa candita sia come ingrediente sia per decorare
dolci. Una volta era utilizzata comunemente anche per preparare questo eccellente liquore. In
un recipiente di vetro a chiusura ermetica mettete a macerare per 8 giorni l’angelica e le altre
droghe nell’acquavite; filtrate, unite lo sciroppo preparato con 5 dl d’acqua e zucchero e
lasciato raffreddare, mescolate per bene e infine filtrate di nuovo.
Al posto della cannella, del macis e del garofano si possono usare 5 o 6mandorle amare
pelate.

LIQUORE CALMANTE
1 l di alcol a 95° o grappa secca, 25 g di fiori di camomilla, 20 g di scorza di limone, 20 g di scorza d’arancia, 15 g di
calamo aromatico, 10 g di anice stellato, 8 g di cumino, 250 g di zucchero.

Per confezionare questo liquore mettete a macerare per 15 giorni tutti gli aromi nell’alcol,
avendo cura di scuotere almeno una volta al giorno il recipiente di vetro chiuso
ermeticamente.
Trascorso questo periodo, fate sciroppare lo zucchero in 2,5 dl d’acqua calda e aggiungetelo
al macerato. Poi attendete qualche ora, filtrate e finalmente imbottigliate.
Impiegatelo contro lo stress, nella dose di mezzo bicchierino al dì dopo i pasti principali.

MARCO POLO
3,5 dl di alcol a 95°, 10 g di karkadè, 3 g di anice contuso, 1/3 di stecca di vaniglia contusa, 400 g di zucchero.

Questo liquore dal nome curioso è di facile preparazione. Frantumate le droghe in un mortaio
e poi lasciatele macerare per circa 15 giorni in un recipiente di vetro insieme con l’alcol.
Aggiungete lo zucchero disciolto in 3 dl d’acqua calda a bagnomaria e poi lasciato
raffreddare, fate riposare per un giorno, quindi filtrate con cura e imbottigliate. Potete
consumare subito.

LIQUORE PROFUMATO
2 dl di alcol a 95°, 2,5 dl di vino bianco secco, 5 chiodi di garofano, 5 foglie di menta, un pezzetto di cannella, 3
scorze di limone.

Ponete a macerare in un vaso di vetro scuro le foglie di menta assieme all’alcol per 2 giorni.
Aggiungete quindi il vino e le scorze di limone, la cannella, i chiodi di garofano e lasciate
macerare ben chiuso per circa 2 mesi in luogo fresco e buio. Trascorso il tempo necessario,
filtrate accuratamente e infine imbottigliate.

LIQUORE ALLA CEDRINA


3 dl di alcol a 95°, 30 foglie di cedrina, la scorza di 2 limoni, 200 g di zucchero.

Lasciate a macerare nell’alcol le foglie e la scorza di limone per circa 2 giorni, preparate uno
sciroppo facendo scaldare 2 dl di acqua e aggiungendovi lo zucchero lentamente. Poi fate
raffreddare e unitelo al macerato. Mescolate bene, chiudete il contenitore e prima di filtrare e
servire attendete almeno una settimana.
LIQUORE DI ANICE VERDE
2 dl di alcol a 95° o acquavite, 60 g di semi d’anice verde, un pezzetto di cannella, 350 g di zucchero.

Fate macerare i semi d’anice schiacciati, il pezzetto di cannella e lo zucchero nell’alcol o


nell’acquavite per un mese. Abbiate l’accortezza di scuotere il vaso con il macerato almeno
una volta al giorno. Trascorso il tempo necessario, filtrate con cura, imbottigliate e attendete
ancora un mese prima di gustare questo squisito liquore.

MISTRÀ
2 l di alcol a 90°, 50 g di semi di anice, 30 g di coriandolo, 10 g di semi di finocchio, la scorza di 2 arance, 2,5 kg di
zucchero.

Mettete a macerare nell’alcol, per 8 giorni, i semi di anice, di coriandolo e di finocchio, e le


scorze d’arancia, quindi filtrate con cura. Preparate uno sciroppo con lo zucchero e 2,3 l
d’acqua, fatelo raffreddare, aggiungetelo all’alcol e lasciate riposare per qualche giorno prima
di filtrare. Il mistrà è un liquore tipico marchigiano ma trae le sue origini dalla conquista
dell’omonima città greca da parte della Repubblica di Venezia (1687).

LIQUORE ALLE NOCI


1 l di alcol a 95°, 30 malli di noce verde, 3 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella, anice stellato, 500 g di
zucchero, acqua distillata q.b.

Ponete i malli e le spezie a macerare nell’alcol con lo zucchero. Le noci possono essere
lasciate intere o a pezzi. Nel secondo modo si ottiene un preparato dal colore più intenso.
Chiudete il vaso e attendete 2 mesi. Filtrate e allungate a piacere con acqua distillata,
aggiungendo altro zucchero se gradite. Lasciate stagionare per 3 mesi.

LIQUORE ALLE NOCI 2


2 dl di alcol (o acquavite), 20 noci verdi, la scorza di 1 arancia e di 1 limone, 5 chiodi di garofano, un pezzetto di
cannella, 300 g di zucchero.

Riducete le noci a pezzetti e ponetele a macerare nell’alcol o nell’acquavite insieme alla


scorza degli agrumi, ai chiodi di garofano e al pezzetto di cannella. Lasciate il contenitore
possibilmente al sole per circa 10 settimane scuotendo ogni tanto il macerato. Trascorso il
tempo necessario, filtrate accuratamente, unite lo zucchero, chiudete ermeticamente il vaso ed
esponetelo al sole per altri 15 giorni. Filtrate nuovamente e imbottigliate.

LIQUORE DI ROSMARINO E ARANCIO


4 dl di alcol a 95°, 1 l di vino bianco, 20 g di foglie di rosmarino, la scorza di 2 arance rosse.

Fate macerare in un vaso le foglie di rosmarino e la scorza delle arance (solo la parte gialla)
con l’alcol per circa una settimana agitando il contenitore almeno una volta al giorno. Quindi
filtrate, aggiungete il vino bianco e lasciate riposare per altri 2 giorni. Consumate il liquore
fresco nella dose di mezzo bicchierino dopo i pasti.
Questo profumato liquore aiuta a restituire vigore ai convalescenti e alle persone indebolite.

ANICINO
1 l di alcol a 95°, 30 g di fiori di anice verde, 20 g di semi di anice stellato, 4 chiodi di garofano, 20 g di semi di
finocchio, 150 g di zucchero.

Lasciate macerare nell’alcol i fiori, i semi e i chiodi di garofano per circa 2 mesi in un vaso di
vetro scuro chiuso ermeticamente e abbiate cura di scuoterlo una volta al giorno. Terminato il
tempo di macerazione, unite la soluzione di zucchero e acqua (1 litro) e lasciate riposare per
una settimana prima di filtrare e servire.

MANDARINETTO
5 dl di alcol a 95°, 1 kg di mandarini ben sodi e con la buccia sottile, 300 g di zucchero.

Anzitutto lavate accuratamente i mandarini e poi, utilizzando un pelapatate, togliete la scorza


gialla, eliminando del tutto la parte bianca. Quindi sciogliete a freddo lo zucchero in 6 dl
d’acqua.
In un contenitore di vetro a chiusura ermetica mettete poi a macerare per 40 giorni le scorze di
mandarino, l’alcol e lo sciroppo di zucchero. Trascorso il tempo stabilito, filtrate il tutto e
imbottigliate, tappando a dovere. Prima di consumare lasciate però trascorrere almeno un
anno: la pazienza sarà ricompensata dalla bontà del liquore.

LIQUORE DI PRIMAVERA
5 dl di alcol a 60°, 5 dl di acquavite stagionata, frutta fresca varia, 10 chiodi di garofano, un pezzetto di cannella,
zucchero q.b.

In un vaso di vetro, a bocca larga e a chiusura ermetica versate l’alcol con alcuni cucchiai di
zucchero e mettete a macerare la frutta primaverile in quantità non eccessiva. Poi aggiungerete
i frutti delle altre stagioni, che completeranno così lo straordinario elisir. Ricordatevi che la
frutta deve essere lavata e ben asciugata, ma non sbucciata; dovrete invece togliere gli
eventuali noccioli. Tra uno strato e l’altro di frutta stendete un leggero velo di zucchero. Dopo
diversi mesi, alla fine di novembre o di dicembre, aggiungete al composto l’acquavite e
riponete il vaso, chiuso ermeticamente, in luogo buio per circa 2mesi. Agitatelo di tanto in
tanto con molta delicatezza.
GRAPPE AROMATIZZATE

GRAPPA ALLE NESPOLE


5 dl di alcol a 95°, 8 nespole,zucchero q.b., acqua distillata q.b.

Lavate bene le nespole e disponetele in un vaso di vetro scuro. Versate su di esse l’alcol e
chiudete bene il contenitore.
Lasciate macerare al fresco per almeno 70 giorni. Filtrate il preparato e aggiungete acqua
distillata e zucchero a vostro gradimento.
Fate stagionare in cantina per altri 4 mesi prima di consumare.

GRAPPA DI OLIVELLO
1 l di grappa secca, 350 g di bacche di olivello spinoso.

La preparazione di questa grappa utilizza i frutti dell’olivello spinoso, un arbusto che cresce
soprattutto sulle sponde dei fiumi e nelle zone costiere. Le piccole bacche con nocciolo, che a
maturazione assumono un colore arancione carico, sono ricche di vitamina C e si raccolgono
tra settembre e ottobre.
Scegliete le bacche migliori e ponetele in un vaso di vetro a chiusura ermetica, unendovi la
grappa. Lasciatele quindi al sole per 3 settimane, scuotendo il contenitore di tanto in tanto;
quindi ritiratele e proseguite la macerazione per altrettanto tempo in un luogo buio. Da ultimo
filtrate e imbottigliate, lasciando però invecchiare per qualche mese prima di gustare.

GRAPPA DI MORE
1 l di grappa secca, 300 g di more mature, 3 scorze di limone (solo la parte gialla), 100 g di miele fluido.

Se vi è possibile, raccogliete delle more selvatiche mature; oppure, semplicemente, utilizzate


delle more coltivate. In ambedue i casi potrete preparare, oltre che un buon digestivo, un
delicatissimo, assai gradevole liquore da dessert.
Disponete anzitutto i frutti sul fondo di un recipiente di vetro munito di chiusura ermetica;
unitevi le scorze di limone e ricopritele con il miele leggermente scaldato a bagnomaria. Poi
aggiungete la grappa e, dopo aver chiuso ermeticamente, lasciate macerare il tutto al sole per
un paio di mesi. Trascorso il tempo necessario, filtrate e infine imbottigliate.

GRAPPA RILASSANTE
1,5 l di grappa, 20 foglie di eucalipto,10 fiori di camomilla, 200 g di zucchero,30 g di miele, acqua distillata q.b.
Per le note qualità antisettiche dell’eucalipto e le proprietà benefiche della camomilla, questa
grappa si presta a essere consumata nelle fredde serate invernali e per sanare piccoli disturbi
respiratori.
Spezzettate le foglie di eucalipto, deponetele in un recipiente con i fiori di camomilla e
aggiungete lo zucchero e la grappa. Lasciate macerare per 3 settimane al caldo, agitando
spesso. Trasferite il recipiente in cantina e fate riposare per altre 2 settimane. Filtrate bene e
aggiungete il miele sciolto in un po’ d’acqua distillata. Fate stagionare per circa un mese prima
di consumare.

GRAPPA ALL’EUCALIPTO
1 l di grappa secca, 40 g di miele fluido, 10 g di foglie di eucalipto.

Ponete le foglie di eucalipto in un vaso chiuso assieme a 1/4 di grappa e lasciatele macerare
per 30 giorni, agitando ogni tanto. Trascorso il periodo filtrate e preparate a parte una
soluzione di miele e grappa, riscaldandola lentamente a bagnomaria. Unitela quindi al filtrato
e considerate pronta la grappa, che potrà essere consumata fresca, bevendone mezzo
bicchierino un’ora dopo il pasto principale. Questa grappa assume in sé le proprietà
balsamiche ed espettoranti dell’eucalipto. Potrà porre rimedio ai disturbi delle vie
respiratorie come tossi e bronchiti.
GRAPPA ALLA BETULLA
1 l di grappa, 50 g di miele fluido, 150 g di foglioline di betulla fresche.

Macerate le foglioline di betulla in 1/4 di l di grappa per una ventina di giorni, dopo aver
versato il tutto in un vaso di vetro a chiusura ermetica. Agitate ogni tanto il vaso e, trascorso il
periodo, filtrate. Fate sciogliere a bagnomaria il miele nella grappa rimasta, lavorandolo
pazientemente a fiamma bassa. Unite questo sciroppo al filtrato e consumate la grappa fresca,
bevendone mezzo bicchierino al giorno lontano dai pasti. La grappa di betulla sarà un
gradevolissimo curativo, infatti ha funzioni diuretiche, depurative e antireumatiche.

GRAPPA ALL’ORIGANO
1 l di grappa, 7 rametti fioriti di origano, 80 g di zucchero.

Deponete in un recipiente l’origano con le infiorescenze rivolte verso il fondo. Cospargete


l’origano con lo zucchero e lasciate riposare per 3 giorni al sole.
Versate la grappa sui fusti fioriti, chiudete bene il recipiente e trasferitelo in cantina lasciando
in infusione per almeno un mese.
Filtrate e fate riposare altri 15 giorni prima di consumare.
GRAPPA DI GENZIANA
1 l di grappa, 1 radice di genziana, 60 g di zucchero.

Spezzettate la radice di genziana e riponetela in un vaso. Cospargetela con lo zucchero e


lasciate riposare, dopo aver chiuso ermeticamente, per un giorno.
Versate la grappa sulla radice e lasciate in infusione possibilmente al sole per circa 2
settimane. Fate stagionare per altri 4 mesi al fresco.

GRAPPA ALLA ROBINIA


1 l di grappa, 2 infiorescenze di robinia, 60 g di zucchero.

Raccogliete le infiorescenze di robinia con fiori non ancora sbocciati. Conviene raccogliere i
grappoli e staccare delicatamente i singoli fiorellini conservando solo il peduncolo che
sarebbe impossibile da staccare. Mettetele in un recipiente adatto e cospargetele di zucchero.
Il giorno successivo versate la grappa. Mettete il recipiente in cantina e lasciate in infusione
per 15 giorni agitando spesso.
Filtrate e fate stagionare per 2 mesi prima di consumare.

GRAPPA ALL’AMARENA
1 l di grappa, 400 g di amarene mature e non troppo piccole, la scorza di 1 limone, 2 chiodi di garofano, 250 g di
zucchero.

Scegliete amarene mature, sode, asciutte e molto pulite (meglio non lavarle). Mondatele e, in
un contenitore a chiusura ermetica, versate lo sciroppo che avrete preparato facendo
sciogliere lo zucchero in circa 7 dl di acqua calda.
Aggiungete le amarene, la scorza di limone e i chiodi di garofano. Lasciate tutti gli ingredienti
a macerare in luogo fresco e buio per circa 3 mesi avendo cura di scuotere il contenitore una
volta al giorno. Trascorso il tempo necessario, filtrate e imbottigliate. Questa grappa squisita è
da gustare dopo circa altri 3 mesi di riposo.

GRAPPA AL MUGO
1 l di grappa, 6 gemme di pino mugo, 150 g di zucchero.

Mettete in un vaso le gemme di pino mugo, copritele con un paio di cucchiai di zucchero e
lasciate macerare per 2 giorni.
Trascorso il tempo richiesto, aggiungete la grappa ed esponete il liquido al sole per un mese e
mezzo, agitando spesso il contenitore.
Filtrate bene e fate stagionare in cantina per 2 mesi. Molteplici sono i benefici delle varie
parti delle piante resinose sul nostro organismo e soprattutto sul nostro apparato respiratorio.

GRAPPA ALLA MELA


6 dl di alcol a 95°, 150 g di semi di mela,200 g di zucchero, acqua distillata q.b.

Ponete i semi di mela in un vaso di vetro e lasciateli immersi nell’alcol e in un po’ di acqua
distillata per una settimana al termine della quale aggiungerete lo zucchero. Fate macerare i
semini ben chiusi nel vaso per circa 2 mesi al riparo dalla luce. Al termine del periodo
indicato, filtrate e assaggiate il preparato. Potete aggiungere acqua distillata e zucchero a
piacere.
Fate quindi stagionare in cantina almeno 4 mesi prima di assaporare.

GRAPPA AI LAMPONI
1 l di grappa, 300 g di lamponi, 100 g di zucchero.

Lavate con cura i lamponi, togliete loro il picciolo e lasciateli asciugare. Mettete poi i frutti in
un vaso di vetro, aggiungete lo zucchero e la grappa. Lasciate macerare per 15 giorni avendo
cura di agitare il vaso ogni 2 giorni. Infine filtrate e imbottigliate.

GRAPPA ALLA SALVIA


1 l di grappa secca, 30 foglie di salvia, 3 foglie di basilico, 3 capolini di timo, la scorza di 1 limone.

Lasciate in infusione per un mese nella grappa tutti gli ingredienti, in un luogo piuttosto caldo,
agitando di tanto in tanto il recipiente di vetro a chiusura ermetica.
Quindi lasciate riposare ancora un paio di settimane e poi filtrate, lasciando stagionare almeno
6 mesi prima del consumo. Otterrete un’ottima grappa profumata e dalle virtù toniche. Da
consumare lontano dai pasti.

GRAPPA DELICATA
1 l di grappa, 20 fiori di primula,60 g di zucchero.

Raccogliete i fiori, puliteli con delicatezza e deponeteli in un vaso di vetro scuro.


Cospargeteli con lo zucchero e lasciate riposare per un giorno.
Coprite i fiori con la grappa e lasciate in infusione, al riparo dal sole, per 10 giorni, agitando
spesso il recipiente. Fate riposare il composto per 15 giorni e poi filtrate.
Lasciate stagionare in cantina per altri 2 mesi prima di consumare.

GRAPPA ALL’UVA
Grappa q.b., 3 kg di uva bianca dolce matura, 5 g di coriandolo, 3 chiodi di garofano, 1 g di corteccia di cannella.

Mettete a macerare nella grappa la cannella, il coriandolo e i chiodi di garofano; lasciate in


infusione per 10 giorni e quindi filtrate. Cuocete l’uva a fuoco lento per un’ora mescolandola
assiduamente senza aggiungere acqua. Levatela dal fuoco e schiacciatela con un cucchiaio in
modo da far uscire tutto il succo. Ora aggiungete la grappa aromatizzata nelle dosi di un litro
per ogni litro di succo d’uva. Amalgamate bene, lasciate riposare nel vaso per 30 giorni,
dopodiché filtrate nuovamente e imbottigliate chiudendo con sughero e ceralacca. Attendete
almeno 3 mesi per gustare questo liquore il cui sapore vi ricompenserà di tante attenzioni.
GRAPPA DOLCE ALLE OLIVE
2 l di grappa, 2,5 kg di olive nere, 700 g di zucchero.

Mettete le olive in una damigiana da cinque litri dall’imboccatura larga, versate la grappa in
modo da sommergerle completamente e aggiungete lo zucchero. Lasciate le olive in
macerazione, nella damigiana chiusa, per un periodo di circa 2 mesi. Se si rende necessario
aggiungete un po’ di grappa per mantenere le olive sempre immerse nel liquido. Filtrate il
preparato, allungate con altra grappa se il gusto risultasse troppo deciso, e consumate dopo 15
giorni.

GRAPPA VERDE
1 l di grappa secca, 60 g di basilico, 150 g di liquirizia macinata, la scorza di 2 limoni, 300 g di zucchero.

Tagliate a striscioline la scorza dei limoni privata della pellicina bianca amara. Pulite con
cura le foglie di basilico con un panno umido.
Mettetele quindi in un vaso insieme al limone, alla liquirizia, lo zucchero e la grappa. Lasciate
macerare per 20 giorni in luogo fresco e al riparo dalla luce. Trascorso il periodo indicato,
filtrate e imbottigliate. Servite dopo circa 2 mesi.
GRAPPA AL LIMONE E SEDANO
1 l di grappa secca, 1 sedano (gamboe qualche foglia), la scorza di 1 limone.

Eccovi la ricetta di una grappa certamente particolare per la presenza del sedano, solitamente
estraneo alla liquoristica casalinga. Si tratta però di un ortaggio ricco di vitamine, con
indubbie proprietà diuretiche e depurative. Non staremo qui a elencare le numerose e ben note
virtù del limone, il cui olio essenziale è soprattutto concentrato nella scorza. Cosa di meglio
allora di un’accoppiata come quella prevista da questa grappa?
Triturate il cuore del sedano con alcune foglioline (verdi e tenere) e la scorza gialla del
limone, quindi ponete tutto a macerare nella grappa in un vaso a chiusura ermetica. Lasciatelo
in un luogo caldo (ma non esposto direttamente ai raggi solari) per 15 giorni, scuotendolo di
tanto in tanto, quindi filtrate e imbottigliate. Lasciate stagionare per 2 mesi prima di gustare.

GRAPPA AL RABARBARO
1 l di grappa, 80 g di rabarbaro cinese, 30 g di corteccia d’arancio amaro, 4 semi di cardamomo.

Lasciate in infusione nella grappa il rabarbaro cinese, la corteccia di arancio amaro e i semi
di cardamomo per 20 giorni, agitando il recipiente almeno una volta al giorno.
Filtrate e attendete un mese prima di filtrare e servire. Il rabarbaro cinese è un ottimo
disintossicante e inoltre allevia i disturbi del fegato.

GRAPPA DEL GUARDIACACCIA


2 l di grappa, 20 bacche di ginepro,5 piantine di asperula, 5 germogli di larice, 3 germogli di abete bianco, 3 germogli
di abete rosso, 3 germogli di pino mugo, 120 g di zucchero.

Pestate leggermente le bacche di ginepro. Mettetele in un recipiente assieme a tutti i germogli


e alle piantine di asperula. Cospargete il tutto con lo zucchero e mescolate. Irrorate poi con 1
litro di grappa, chiudete bene il recipiente e mettetelo al sole per 15 giorni, agitando spesso.
Trasferite quindi il recipiente in cantina o al fresco e lasciate riposare per 2 settimane. Filtrate
il preparato, aggiungete il resto della grappa, aggiustate di zucchero e fate stagionare per circa
3 mesi prima di consumare.
Il liquore del guardiacaccia sembra contenere tutti i sapori e gli odori della foresta e pare
essere in grado di trasmettere energia a chi lo beve.

GRAPPA AL VERBASCO
1 l di grappa, 2 spighe fiorite di verbasco, 30 g di zucchero.

Raccogliete le spighe quando i fiori sono ancora chiusi. Poneteli in un recipiente e


cospargeteli con lo zucchero. Fate ammorbidire per circa 2 giorni, quindi diluite il tutto con la
grappa. Lasciate in infusione per 3 settimane, in un vaso di vetro scuro a chiusura ermetica, in
cantina, agitando il recipiente di tanto in tanto.
Fate riposare un’altra settimana prima di filtrare accuratamente allo scopo di eliminare la
peluria dei fiori. Conservate in cantina ancora per 4 mesi prima di consumare. Il verbasco
possiede note proprietà emollienti, antinfiammatorie, mucolitiche e sedative.

GRAPPA AL CORBEZZOLO
1 l di grappa, 400 g di frutti maturi di corbezzolo.

In un mortaio pestate leggermente i frutti di corbezzolo – che si possono raccogliere durante


tutto il corso dell’anno – e metteteli in un recipiente di vetro trasparente.
Versate sopra la grappa, chiudete bene il contenitore e lasciate in infusione, possibilmente al
sole, per una settimana.
Trascorso il tempo necessario, trasferite il vaso in un luogo piuttosto buio e fresco e fate
macerare per altre 4 settimane, agitando spesso.
Filtrate e lasciate stagionare per circa 4 mesi prima di gustare.

GRAPPA AL GELSO NERO


1 l di grappa, 6 bacche mature di gelso nero.

Mettete le bacche di moro nero o gelso nero – che assomigliano a delle grosse more nere e
sugose, da non confondere con il gelso bianco che ha foglie più grandi e produce frutti meno
saporiti – a macerare nella grappa per circa 15 giorni, esponendo al sole il contenitore di
vetro chiuso ermeticamente. Fate quindi riposare il tutto in casa per una ventina di giorni e poi
filtrate. Prima del consumo la grappa, che avrà un sapore piuttosto rinfrescante, va però
lasciata maturare per qualche mese.
Anche le more del gelso bianco sono utilizzabili per la preparazione di grappe ma meno
profumate e prive di colorazione.

GRAPPA ALLE BACCHE


1 l di grappa secca, 50 g di bacche mature di bagolaro celtis.

Le bacche del bagolaro (della stessa famiglia del rovo e del lampone) possono venire
utilizzate come ottimo aromatizzante per la grappa. Ponete grappa e bacche in un vaso di vetro
trasparente che lascerete poi al sole per 3 settimane. Ritirate il vaso e attendete ancora 2 mesi
prima di filtrare e imbottigliare.
Lasciate stagionare questa grappa per circa un anno: ne guadagnerà il sapore dolce e delicato.

GRAPPA ALLA MELAGRANA


1 l di grappa, 1 melagrana, un pezzetto di cannella, la scorza di 1 limone, 15 g di zucchero di canna.

Disponete le bacche ricavate dal frutto su un foglio di carta assorbente e lasciatele al caldo
(meglio se al sole) per 4 giorni. Aggiungetele, poi, alla grappa, insieme alla cannella e alla
scorza di limone. Unite lo zucchero di canna e lasciate a macerare in un luogo caldo per 3
settimane, scuotendo di tanto in tanto la bottiglia. Dopo circa 6 settimane di stagionatura,
filtrate e imbottigliate nuovamente il liquido ricavato.

GRAPPA ALLE CARRUBE


1 l di grappa secca, 10 carrube, 1 kg di zucchero.

Spezzettate le carrube e lasciatele immerse nella grappa con lo zucchero per circa un mese
agitando di tanto in tanto il contenitore. Al termine del tempo indicato, filtrate e imbottigliate.

GRAPPA ALLA RUTA


1 l di grappa secca, 2 rametti di ruta fresca.

Lasciate macerare per circa un mese la ruta immersa nella grappa in un contenitore di vetro a
chiusura ermetica. Trascorso il tempo necessario, filtrate e imbottigliate. Per un effetto più
scenografico potete inserire i rametti di ruta nella bottiglia prima di servire.

GRAPPA ALLA ROSA CANINA


1 l di grappa secca, 60 g di cinorrodi di rosa canina.

I cinorrodi sono i frutti della rosa canina, simili a bacche, che alla maturazione assumono un
vivace colore rosso. Pulite i frutti della rosa canina dalla pellicola che li ricopre e ponete la
polpa a macerare nella grappa in contenitore a chiusura ermetica. Lasciateli in infusione per 3
settimane in luogo caldo agitando di tanto in tanto il recipiente, quindi filtrate e imbottigliate.
Attendete poi 3 mesi circa prima di gustare la grappa che, tra l’altro, è ricca di vitamina C.
GRAPPA AL FICO
1 l di grappa, 4 fichi maturi, 1 g di corteccia di cannella, 1 chiodo di garofano, la scorza di 1 limone, 100 g di miele.

Fate macerare per 2 mesi in un vaso di vetro i fichi insieme agli aromi, il miele e la grappa.
Filtrate, imbottigliate e gustate dopo un mese di riposo. Potete consumare dopo i pasti, ne
otterrete un buon regolatore intestinale.

GRAPPA MIELE E SANTOREGGIA


1 l di grappa secca, 10 g di foglie di santoreggia, 40 g di miele.

Ponete le foglie di santoreggia in un vaso chiuso con 1/4 di grappa e lasciate macerare per 20
giorni, agitando ogni tanto. Trascorso il periodo filtrate e preparate uno sciroppo con il miele
e il resto della grappa, riscaldandolo lentamente a bagnomaria.
Unitelo al filtrato e consumate il liquore fresco nella dose di mezzo bicchierino al giorno
un’ora dopo il pasto principale.
La grappa al miele e santoreggia ha indubbie proprietà euforizzanti e afrodisiache, stimola
inoltre le funzioni fisiche e cerebrali.

GRAPPA ALL’ASPERULA
2 l di grappa, 70 g di asperula.

Ponete l’asperula in un contenitore di vetro, unite la grappa e chiudete ermeticamente. A


questo punto lasciate il contenitore esposto al sole per circa 2 mesi agitandolo almeno una
volta al giorno. Al termine del tempo previsto, filtrate e imbottigliate.
Questa grappa piacevolmente profumata è utile per facilitare la digestione, per curare
l’inappetenza, le gastralgie, per calmare gli stati di ipereccitabilità e addirittura gli spasmi
dello stomaco.

GRAPPA ALLA MANDRAGOLA


1 l di grappa, 15 g di radice di mandragola, 100 g di semi di sesamo, 1 capsula di vaniglia, 500 g di zucchero.

Mettete tutti gli ingredienti in un vaso di vetro, unitevi la grappa, chiudete ermeticamente e
riponete lontano dalla luce per 15 giorni, agitando quotidianamente. Quindi lasciate in
completo riposo per almeno un mese e infine filtrate con cura e travasate il liquore in una
bottiglia dal vetro scuro. Ancora qualche settimana di pazienza, e l’elisir sarà pronto per
essere servito in bicchierini.

GRAPPA ALL’ALBICOCCA
2 dl di grappa o di alcol a 95°, 2 l di vino bianco, 20 albicocche, un pezzetto di cannella, 300 g di zucchero.

Lavate accuratamente le albicocche, dividetele a metà, eliminate il nocciolo e ponetele a


macerare nel vino per 3 giorni in un vaso di vetro scuro. Poi aggiungete la grappa, lo zucchero
e la cannella, chiudete ermeticamente il contenitore di vetro e lasciate riposare la grappa
aromatizzata all’albicocca per circa un mese. Trascorso il tempo necessario, filtrate la
soluzione ottenuta e imbottigliate. Consumate dopo circa 4 mesi. Grazie al buon contenuto di
proteine, calcio, potassio e vitamine l’albicocca presenta un apprezzabile valore nutrivo.
GRAPPA AL MIELE
1 l di grappa, 70 g di miele, 2 g di corteccia di cannella, 3 chiodi di garofano, la scorza di 1 limone (solo la parte
gialla).

Lasciate macerare per 10 giorni solo gli aromi con un quarto di grappa in un vaso ermetico,
agitando di tanto in tanto la soluzione. Trascorso il periodo filtrate, scaldate a bagnomaria il
miele facendolo sciogliere nella grappa rimanente e amalgamate il tutto. Imbottigliate poi
tappando bene con sughero e ceralacca.
Aspettate almeno 3 mesi prima di consumare questa delizia che funzionerà anche come valido
ricostituente e ottimo energetico.

GRAPPA ALLO ZENZERO


1 l di grappa, 3 pezzetti di zenzero (rizoma), 250 g di zucchero.

In un vaso di vetro a chiusura ermetica versate lo zenzero e unite la grappa. Chiudete il


contenitore e lasciate riposare il macerato per almeno un mese. Trascorso il tempo necessario,
aggiungete lo zucchero fatto sciogliere precedentemente in 2 dl di acqua e lasciate in infusione
per altri 2 o 3 giorni. Filtrate e imbottigliate.

GRAPPA DOLCE DI MELISSA


1 l di grappa, 5 fusti giovani di melissa, 40 g di miele millefiori.

Introducete in un recipiente i fusti di melissa e copriteli con la grappa.


Aggiungete il miele, chiudete bene il vaso e agitate con vigore. Lasciate in infusione in luogo
assolato per 15 giorni, agitando il recipiente almeno due volte al giorno. Filtrate e lasciate
stagionare in cantina per almeno 20 giorni prima di assaporare.

GRAPPA DI CORNIOLE
2 l di grappa, 500 g di corniole.

Scegliete le corniole mature, staccatene il picciolo con delicatezza e ponetele a macerare, in


un vaso di vetro a chiusura ermetica, immerse completamente nella grappa. Esponete il vaso al
sole per una ventina di giorni, avendo cura di agitarlo di tanto in tanto.
Trascorso il tempo indicato, aprite il contenitore, mescolate, filtrate e imbottigliate. Lasciate
stagionare questa grappa dalle proprietà stimolanti per qualche mese prima di consumare.

GRAPPA ALL’UVA SPINA


1 l di grappa, 20 bacche mature di uva spina, 2 foglie fresche di basilico, la scorza di 1/2 limone, 80 g di zucchero.

Deponete le bacche di uva spina ben mature in un recipiente e, dopo averle cosparse con lo
zucchero, lasciatele riposare per 2 giorni.
Versate quindi sui frutti la grappa, aggiungete le foglie di basilico e la scorza di limone. Fate
macerare, in luogo caldo ma non soleggiato, per 3 settimane, agitando spesso. Trasferite il
recipiente al buio e al fresco e lasciate riposare altre 2 settimane. Filtrate, recuperate le
bacche e rituffatele nella grappa. Fate riposare un altro mese al fresco prima di consumare.

GRAPPA ALLE FRAGOLE


1 l di grappa, 10 fragole, la scorza di 1 limone.

In un vaso di vetro ponete a macerare nella grappa le fragole e la scorza di limone; lasciate
poi la soluzione in un luogo caldo per 15 giorni evitando però di esporre il vaso direttamente
al sole. Dopo un ulteriore riposo di 20 giorni, filtrate e imbottigliate, oppure consumate le
fragole immerse nella grappa.
DELIZIE DA SALOTTO

CREMA DI LIMONE
1 l di alcol a 95°, la scorza di 6 limoni, 1,2 l di latte, 400 g di zucchero.

Ponete le scorze di limone private della parte bianca a macerare nell’alcol per 15 giorni in un
contenitore di vetro a chiusura ermetica. Trascorso il tempo necessario, fate scaldare il latte e
scioglietevi lo zucchero, mescolando con cura fino a quando non avrete ottenuto una sorta di
sciroppo. Fate raffreddare bene e aggiungete l’alcol che avrete precedentemente filtrato.
Imbottigliate e attendete almeno 2 mesi prima di servire questa delizia al limone.

ALCHÈRMES
1/2 l di alcol a 90°, 1/2 stecca di vaniglia, 15 g di cannella, 10 g di coriandolo, 2 chiodi di garofano, 5 g di fiori di
anice, 10 g di cardamomo e di cocciniglia, 1 dl di acqua di rose, 350 g di zucchero.

Pestate la vaniglia, la cannella, il coriandolo, i chiodi di garofano, i fiori di anice, il


cardamomo e la cocciniglia in un mortaio. Versate il trito di erbe in un vaso di vetro e
aggiungete l’alcol e un bicchiere d’acqua. Chiudete ermeticamente il contenitore, avendo cura
di scuoterlo almeno 2 volte al giorno per circa 3 settimane.
Preparate infine lo sciroppo facendo sciogliere lo zucchero in 3,5 dl d’acqua e poi, una volta
ben raffreddato, unitelo alla preparazione. Mescolate bene e fate riposare l’alchermes per altri
2 giorni. Filtrate con cura e infine aggiungete l’acqua di rose.

CREMA DI MENTA
1 l di alcol a 95° o grappa, 15 g di foglie di menta essiccate, 15 gocce di olio essenziale di menta, 200 g di miele
fluido.

Dentro un recipiente di vetro a chiusura ermetica lasciate macerare la menta nella grappa per
una quindicina di giorni, quindi filtrate, incorporatevi il miele e scioglietelo mescolandolo
pazientemente. Infine aggiungete l’olio essenziale, mescolate bene e lasciate riposare per
almeno una ventina di giorni prima di aprire e consumare con moderazione.

LIMONCELLO
5 dl di alcol a 95°, il succo di 1 limone e 6 scorze, 16 foglie verdi di limone, 400 g di zucchero.

Ponete le scorze e le foglie di limone a macerare nell’alcol per 15 giorni in un vaso


ermeticamente chiuso tenuto in ambiente buio; agitate di tanto in tanto. Trascorso il tempo
indicato, unite 5 dl d’acqua mescolata al succo di limone e allo zucchero e lasciate riposare il
tutto per un giorno. Filtrate accuratamente e imbottigliate.
Gustate dopo un mese, utilizzandolo come digestivo a fine pasto o servendolo freddo come
liquore rinfrescante.

ELISIR DI ROSE
3,5 dl di alcol a 95°, 15 g di petali di rose profumate, 350 g di zucchero.

Ponete i petali di rose in un mortaio con una manciata di zucchero e pestateli fino a ottenere un
composto omogeneo che porrete a macerare, immersi nell’alcol, per una decina di giorni in un
vaso di vetro ermeticamente chiuso. Scuotete il contenitore almeno una volta al giorno.
Trascorso il tempo necessario, unite 3 dl d’acqua e il rimanente zucchero. Lasciate macerare
ancora per una settimana ben chiuso agitando ogni tanto il contenitore e infine filtrate il
composto, imbottigliate e chiudete ermeticamente. Potete assaporare questo profumato nettare
dopo 2 mesi di riposo.
AMBROSIA
2,5 dl di alcol a 70°, 4 dl di vino bianco secco, 1 g di anice stellato contuso, 3 chiodi di garofano, 0,5 g di semi di
angelica, 400 g di zucchero.

Frantumate in un mortaio di marmo le spezie e chiudetele con l’alcol in un vaso ermetico,


lasciando macerare per 10 giorni e rimestando due volte al giorno. Infine riaprite il vaso e
aggiungetevi il vino bianco, che avrete cura di scegliere dal sapore secco; richiudete e lasciate
macerare per 10 giorni. Poi unite anche lo zucchero, rimestate e chiudete di nuovo. Fate
riposare per 5 giorni, filtrate e servite.

LIQUORE DI CIOCCOLATO
2 dl di alcol, 5 dl di latte, 100 g di cioccolato fondente, 1 bustina di vaniglia, 3 g di cannella, 500 g di zucchero.

Grattugiate il cioccolato e fatelo sciogliere con 1 dl d’acqua a fuoco basso; portate a


ebollizione e, sempre mescolando, cuocete per 15 minuti. Intanto fate bollire anche il latte con
1,5 dl d’acqua, lo zucchero, la vaniglia e la cannella, lasciandolo cuocere a fuoco basso per
circa 30 minuti. Aggiungete il cioccolato e continuate la cottura a recipiente coperto per altri
15 minuti.
Quando il composto si sarà raffreddato, aggiungete l’alcol e versate il liquore in una bottiglia
a chiusura ermetica. Nelle fredde giornate invernali potrete servirlo bollente (scaldato a
bagnomaria o con il getto di vapore della caffettiera elettrica), accompagnandolo alle castagne
arrostite.

RATAFIÀ DI QUATTRO AGRUMI


2 l di alcol a 95°, 2 limoni, 2 arance, 1 cedro, 1 bergamotto, 1,5 kg di zucchero.

Mettete in infusione le scorzette dei quattro agrumi ben pulite e private della parte bianca
nell’alcol per 8 giorni in un contenitore di vetro chiuso ermeticamente; quindi filtrate. Pesate il
liquido filtrato e poi preparate uno sciroppo con 375 grammi di zucchero e 3,75 dl d’acqua
per ogni 5 decilitri di alcol, fatelo raffreddare, aggiungetelo all’acquavite, filtrate e
imbottigliate.

CREMA DI MANDARINO
1 l di alcol a 95°, 700 g di mandarini, 5 dl di latte intero, 1 kg di zucchero candito in cristalli o in bastoncini di legno.

Spellate i mandarini, eliminando con cura la pellicola interna bianca.In un vaso di vetro
trasparente dotato di chiusura ermetica, lasciate macerare le scorze di mandarino immerse
nell’alcol per 15 giorni e poi filtrate.
Fate bollire lo zucchero nel latte e appena entra in ebollizione togliete dal fuoco e lasciate
raffreddare.
Unite poi lo sciroppo di latte e zucchero al liquore filtrato. Imbottigliate e lasciare riposare un
mese prima di gustare. Servite questa delizia con fettine di arancio oppure di limone.

ELISIR DI CAFFÈ
4,5 dl di alcol a 95°, 100 g di caffè macinato, 50 g di cacao, 300 g di zucchero.

Portate a ebollizione 3,5 dl d’acqua, aggiungete lo zucchero e fate bollire ancora per 3 minuti.
Poi lasciate raffreddare e, quando lo sciroppo si sarà raffreddato, versatelo in un recipiente di
vetro unendovi l’alcol, lo zucchero, il caffè e il cacao. Mescolate bene e lasciate in infusione
per 30 giorni dopo aver chiuso ermeticamente, poi filtrate con molta cura e attendete almeno
tre mesi prima di consumare.

RATAFIÀ DI PETALI D’ARANCIO


3,5 dl di alcol a 95°, 50 g di petali di fiori d’arancio freschi, 4 dl di acqua distillata, 300 g di zucchero.

Lasciate macerare i petali per almeno 5 giorni in 2 dl di alcol, avendo cura di rimestare il tutto
2 volte al giorno. Al termine del tempo indicato, mescolate, filtrate e aggiungete lo zucchero
che avrete disciolto nell’acqua distillata a fiamma debole e il resto dell’alcol. Lasciate
riposare un giorno e imbottigliate.
Otterrete così un liquore profumato che potrete servire la sera dopo cena come piacevole
bevanda.

MELONCELLO
1/2 l di alcol a 95°, 1 l di latte, 1 melone, 200 g di panna per dolci, 1 bustina di vaniglia, 0,2 dl di brandy, 500 g di
zucchero.

Lavate il melone, tagliatelo a metà, eliminate i semi e i filamenti e riducetelo a pezzi. Ponete
poi il melone tagliato in un vaso di vetro e unite l’alcol. Chiudete e conservate al fresco e al
riparo dalla luce per circa una settimana.
Trascorso il tempo indicato, fate bollire il latte in un pentolino e aggiungete, a fiamma
bassissima e sempre mescolando, lo zucchero e la panna per dolci. Tenete sul fuoco per circa
mezzora poi spegnete e fate raffreddare.
Filtrate la soluzione alcolica al melone e unite il liquore ottenuto allo sciroppo di latte, poi
aggiungete la vaniglia e il brandy. Imbottigliate e conservate in freezer.

IDROMELE
3,5 dl di alcol a 90°, 400 g di miele, 2 g di corteccia di cannella, 0,5 g di chiodi di garofano, la scorza di 1 limone.

Era questa la bevanda degli dei tanto decantata da Platone? Chi ne prova il sapore sarebbe
tentato di rispondere sì. Fate macerare nell’alcol, in un vaso di vetro che poi chiuderete
ermeticamente, la corteccia di cannella, i chiodi di garofano e la scorza di limone (solo la
parte gialla) per 10 giorni.
Trascorso questo periodo filtrate con cura utilizzando eventualmente un filtro di carta o
tessuto. Mescolate il miele con un litro d’acqua e fate bollire fino a ridurre di metà il volume
della soluzione; lasciate intiepidire e versatela nel macerato. Quando si sarà ben raffreddato
versate l’idromele in bottiglie di vetro scuro chiudendo con cura. Quando avvicinerete il
liquore alle labbra vi parrà d’avvertire il bacio di Venere posarsi su di voi. Ottimo anche
come ricostituente.

ELISIR DI CANNELLA
3,2 dl di alcol a 95°, 10 g di corteccia di cannella, 10 g di radice essiccata di genziana maggiore, 10 g di scorza di
limone (solo la parte gialla), 5 bacche di ginepro, 5 g di menta, 1,5 g di vaniglia in stecche, 500 g di zucchero.

Frantumate nel mortaio tutte le spezie e poi ponetele a macerare, completamente immerse
nell’alcol, in un vaso ermeticamente chiuso per circa 10 giorni, agitando due volte al giorno.
Filtrate e spremete bene le droghe, quindi aggiungete lo zucchero con cui avrete preparato uno
sciroppo sciogliendolo come di consueto in 3,5 dl d’acqua riscaldata a fiamma lenta.
Amalgamate il tutto, lasciate riposare un giorno, rifiltrate e imbottigliate chiudendo con
ceralacca. Consumate dopo 3 mesi. Questo elisir profumato, che potrete anche offrire agli
ospiti senza sfigurare, lo sorbirete prima e dopo i pasti nella quantità di mezzo bicchierino o,
se preferite uno intero. La cannella possiede ottime proprietà toniche e stimolanti ma anche
digestive.

ELISIR ALLA LAVANDA


1 l di grappa, 15 g di fiori di lavanda,10 g di fiori di timo, 20 g di foglie di salvia, 10 g di foglie di rosmarino.

Lasciate macerare in un recipiente di vetro a chiusura ermetica le erbe immerse nella grappa
per 5 giorni.
Filtrate accuratamente e travasate in una bottiglia di vetro.
Servite questo profumato elisir in bicchierini di cristallo e decorate con spighe di lavanda.

FRAGOLINO
5 dl di alcol a 95°, 500 g di fragole di piccole dimensioni, il succo di 2 limoni, 1 stecca di vaniglia, 400 g di zucchero.

Pulite le fragole in acqua acidulata con il succo di limone, asciugatele delicatamente e


mettetele in un vaso di vetro a chiusura ermetica. Fate sciogliere a parte lo zucchero in 1,5 dl
d’acqua, ponendolo in un pentolino su fiamma bassissima, quindi versatelo lentamente sulle
fragole aggiungendo poi l’alcol e la vaniglia tritata. Lasciate macerare per un mese,
ricordandovi di agitare il contenuto di tanto in tanto. Filtrate, imbottigliate e fate passare altri
5-6 mesi prima di gustare.
DELIZIA AI FIORI DI MANDORLO
3 dl di alcol a 95°, 200 g di fiori di mandorlo, 3 g di calamo, 1,5 g di macis, 1,5 g di chiodi di garofano, 1 g di
coriandolo, 2 scorze d’arancia, 2 dl di acqua di fiori d’arancio, 300 g di zucchero.

Lavate con delicatezza i fiori di mandorlo e fateli macerare con l’alcol in un vaso chiuso, per
una settimana, mescolando due volte al giorno. Aggiungete acqua, zucchero e filtrate. Mettete
pure l’acqua di fiori d’arancio mescolata con un po’ di acqua calda e 10 g di petali di fiori di
arancio freschi. Da gustare dopo 2 mesi di riposo.

MARASCHINA
1 l di grappa, 300 g di marasche mature, la scorza di 1/2 limone, 2 chiodi di garofano, 200 g di zucchero, 5 dl di
acqua distillata.

Ponete in un recipiente le marasche ben pulite. Versate su di esse l’acqua distillata nella quale
avrete disciolto a caldo lo zucchero. Aggiungete la grappa, i chiodi di garofano e la scorza di
limone.
Chiudete ermeticamente il vaso, riponetelo in cantina e lasciate in infusione per 80 giorni,
agitando il preparato frequentemente.
Filtrate, imbottigliate e coprite il tappo con ceralacca.
Fate stagionare altri 4 mesi prima di consumare servendo il liquore ben fresco.

MORFEO
1 dl di vodka (o acquavite), 1 dl di succo di limone, 10 g di foglie d’alloro, 60 g di zucchero.

Preparate l’infuso di foglie di alloro utilizzando 1 dl d’acqua e lasciandolo riposare 10 minuti.


Quindi filtratelo e unitelo agli altri ingredienti mentre è ancora caldo, ma senza agitare.
Lasciate riposare il tutto per almeno un’ora e servite addolcendo con lo zucchero.

ZABAIONE
1 dl di alcol a 95°, 1,5 dl di marsala, 4,5 dl di latte intero, 4 tuorli d’uovo, 1 stecca di vaniglia, 400 g di zucchero.

Disponete i tuorli d’uovo in una terrina con 200 g di zucchero (meglio se in polvere) e
sbatteteli con la frusta. Contemporaneamente fate bollire per 15 minuti a fuoco lento il latte
assieme alla vaniglia e al resto dello zucchero. Quando il latte sarà freddo, togliete la vaniglia
e unitelo alle uova. Amalgamate perfettamente il composto, aggiungendo il marsala e l’alcol.
Imbottigliate e consumate subito.
ELISIR DEL VESCOVO
3 dl di alcol a 95°, la scorza di 1 cedro, la scorza di 4 mandarini, la scorza di 1 limone, 2 gocce di succo di limone, 10
gocce di essenza di bergamotto, 200 g di zucchero.

Ponete tutte le scorze a macerare nell’alcol, unite i due composti e aggiungete le gocce di
limone e di essenza di bergamotto. Fate riposare il tutto per una settimana e poi filtrate.
Preparate ora con lo zucchero e e 4 dl di acqua uno sciroppo e unitelo al liquore prima di
filtrarlo e imbottigliarlo. Lasciate riposare alcuni mesi al fresco.

QUARANTAQUATTRO
1 l di alcol a 40°, 1 grossa arancia, 44 chicchi di caffè, 200 g di zucchero.

Lavate l’arancia con cura, asciugatela e foratene la scorza 44 volte con la punta di un ago. Poi
inserite in ogni foro un chicco di caffè e lasciate l’arancia in un contenitore di vetro
completamente immersa nell’alcol. Aggiungete lo zucchero e lasciate macerare per un mese.
Trascorso il tempo previsto, filtrate e imbottigliate. Potrete gustare dopo un mese di riposo.
COCCO SFIZIOSO
2,5 dl di grappa, 1 noce di cocco, 30 g di zucchero.

Forate la noce di cocco e prelevatene il latte. Una volta svuotata, riempitela di grappa.
Chiudete il foro praticato nella scorza della noce di cocco con un piccolo tappo di sughero e
sigillate con ceralacca per ottenere una chiusura ermetica. Lasciate macerare per 6 mesi e
infine, 2 giorni prima di gustare, ponete la noce di cocco in frigorifero. Trascorso il tempo
indicato, riaprite il foro e servite il liquore direttamente dalla noce di cocco. L’effetto è
assicurato!

DELIZIA DI BANANA
1 l di alcol a 95°, 500 g di banane, 2 chiodi di garofano, la scorza di 1 limone, 500 g di zucchero.

Mettere in un vaso di vetro pulito e asciutto le banane tagliate a fette; aggiungere lo zucchero,
chiudete ermeticamente e lasciate riposare possibilmente al sole per 7 giorni; abbiate
l’accortezza di capovolgere il vaso almeno una volta al giorno. Trascorso il tempo previsto,
unite i chiodi di garofano, la scorza di limone, la stecca di cannella e versate l’alcol; chiudete
ermeticamente e mettere in un posto buio, fresco e asciutto per un mese. Infine filtrate,
imbottigliate e lasciate stagionare per circa un mese al buio.

RATAFIÀ ROSSO
2,5 dl d’acquavite a 40°, 500 g di ciliegie, 250 g di ribes rosso, 250 g di lamponi, 1 g di cannella, 3 chiodi di
garofano, 3 grani di pepe bianco, 150 g di zucchero.

Lavate tutta la frutta con cura, snocciolate le ciliegie e conservate una decina di noccioli.
Pestate poi le ciliegie, il ribes e i lamponi e poneteli in un vaso di vetro.
A questo punto unite l’acquavite, le spezie, i noccioli di ciliegia e lo zucchero. Mescolate con
un cucchiaio di legno, chiudete il vaso ermeticamente e fate macerare per almeno un mese.
Trascorso il tempo previsto, filtrate per bene il liquore utilizzando un telo di stoffa pulito e poi
imbottigliate. Lasciate stagionare questo ottimo liquore dopo averlo lasciato per circa un mese
al buio e in un luogo fresco e asciutto.

ROSOLIO CREMATO
1 l di grappa, 2 stecche di vaniglia, 1 limone,1 l di latte, 1 kg di zucchero.

Per confezionare questo rosolio, ponete a macerare dentro un grosso vaso tutti gli ingredienti
necessari. La macerazione dovrà durare 6 mesi, perciò mettete il vaso in un posto asciutto e
piuttosto caldo. Trascorso il periodo indicato, filtrate con cura e imbottigliate. Potete
assaporare subito.

MERISETTE
1 l di alcol a 40°, 500 g di ciliegie selvatiche mature, 350 g di zucchero.

Lavate le ciliegie selvatiche, asciugatele con delicatezza e lasciatele macerare intere (con il
nocciolo) immerse nell’alcol in un vaso di vetro scuro per circa 40 giorni avendo cura di
scuotere ogni tanto il contenitore. Trascorso il tempo necessario, filtrate e aggiungete lo
sciroppo preparato facendo sciogliere lo zucchero in 1,5 dl d’acqua calda. Imbottigliate e
tappate.

CREMA AL CACAO E VANIGLIA


2,5 dl di alcol a 95°, 100 g di cacao in polvere, 0,5 g di vaniglia, 500 g di zucchero.

Scaldate, senza farla bollire, 5 dl d’acqua cui aggiungerete lentamente il cacao in polvere,
mescolando in continuazione con un cucchiaio di legno in modo da ottenere una crema senza
grumi.

Aggiungete allora lo zucchero poco per volta mescolando con un cucchiaio di legno: si
formerà una crema omogenea che lascerete raffreddare. Nel frattempo, mescolando con un
cucchiaio di legno, diluite in una terrina di coccio la vaniglia nell’alcol, e unitela alla crema
che avrete preparato.
Il liquore è già pronto per essere consumato in piccoli bicchierini, oppure diluito nel latte: in
ogni caso, oltre a essere un vero e proprio elisir di bontà, rappresenterà un eccellente
energetico per chi è sportivo o convalescente.
Il cacao alimentare viene ricavato dai frutti dell’albero di cacao, che hanno la forma di piccoli
meloni allungati. Il prodotto finale si ricava dai semi contenuti nei frutti che vengono fatti
fermentare.
INDICE GENERALE

Un po’ di storia

Le varie tipologie di liquori

La distillazione alcolica
La fisica della distillazione
La deflemmazione
La rettificazione
L’invecchiamento
LA DISTILLAZIONE DISCONTINUA
LA DISTILLAZIONE CONTINUA

La distillazione artigianale in pratica

La produzione di alcol e la legge

La distillazione per essenza


La distillazione
in corrente di vapore
La distillazione a fuoco diretto
La macerazione
STRUMENTI BASE
LA MACERAZIONE ALCOLICA
ZUCCHERARE
E COLORARE I LIQUORI

Di tutte le erbe un po’


CALENDARIO
CARATTERISTICHE GENERALI DI ALCUNE PIANTE
La degustazione

Costruire un alambicco

Amari e liquori

Grappe aromatizzate

Delizie Da Salotto
Indice delle ricette
Indice delle ricette

Acqua di melissa
Alchèrmes
Amaro al basilico
Amaro al carciofo
Amaro al ginepro
Amaro al misto di erbe
Amaro al sambuco
Amaro alla citronella
Amaro angelico
Amaro Centerbe
Amaro del convento
Amaro di genziana
Amaro Montchamp
Amaro orientale
Amaro speziato
Amaro tedesco
Ambrosia
Anicino
Cocco sfizioso
Crema al cacao e vaniglia
Crema di limone
Crema di mandarino
Crema di menta
Delizia ai fiori di mandorlo
Delizia di banana
Elisir alla lavanda
Elisir del vescovo
Elisir di caffè
Elisir di cannella
Elisir di rose
Fragolino
Genepì
Grappa ai lamponi
Grappa al corbezzolo
Grappa al fico
Grappa al gelso nero
Grappa al limone e sedano
Grappa al miele
Grappa al mugo
Grappa al rabarbaro
Grappa al verbasco
Grappa all’albicocca
Grappa all’amarena
Grappa all’asperula
Grappa all’eucalipto
Grappa all’origano
Grappa all’uva
Grappa all’uva spina
Grappa alla betulla
Grappa alla mandragola
Grappa alla mela
Grappa alla melagrana
Grappa alla robinia
Grappa alla rosa canina
Grappa alla ruta
Grappa alla salvia
Grappa alle bacche
Grappa alle carrube
Grappa alle fragole
Grappa alle nespole
Grappa allo zenzero
Grappa del guardiacaccia
Grappa delicata
Grappa di corniole
Grappa di genziana
Grappa di more
Grappa di olivello
Grappa dolce alle olive
Grappa dolce di melissa
Grappa miele e santoreggia
Grappa rilassante
Grappa verde
Idromele
Limoncello
Liquore ai fiori di timo
Liquore ai semi
Liquore al corniolo
Liquore al finocchietto
Liquore al luppolo
Liquore al pompelmo
Liquore all’assenzio
Liquore alla camomilla
Liquore alla cedrina
Liquore alla cipolla
Liquore alla menta
Liquore alla pera
Liquore alle noci
Liquore alle noci 2
Liquore alle sorbe
Liquore alle susine
Liquore calmante
Liquore con noccioli di nespolo
Liquore d’aglio
Liquore d’agrumi
Liquore di anice verde
Liquore di angelica
Liquore di anice stellato
Liquore di artemisia
Liquore di carote
Liquore di china
Liquore di cioccolato
Liquore di faggio
Liquore di fragole di montagna
Liquore di genziana
Liquore di pesco
Liquore di primavera
Liquore di rosmarino
Liquore di rosmarino e arancio
Liquore di tiglio
Liquore di uva fragola
Liquore napoletano
Liquore profumato
Liquore rabarbaro e garofano
Liquore speziato
Mandarinetto
Maraschina
Marco Polo
Meloncello
Merisette
Millefiori
Mirto bianco
Mistrà
Morfeo
Prugnetto
Quarantaquattro
Ratafià di petali d’arancio
Ratafià di quattro agrumi
Ratafià rosso
Rosolio cremato
Zabaione

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