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PEDAGOGIA GENERALE

La pedagogia generale è una materia branchia delle scienze umane e derivante dalla filosofia: la domanda
alla quale la pedagogia è invitata a cercar risposta è qual è la miglior forma di educazione per l’essere
umano?
Varie scienze di occupano di questa domanda ma in differenti campi che spaziano dalla soggettività alla
collettività:
 La sociologia è il campo scientifico che si occupa di analizzare la società e il rapporto tra l’uomo ed
essa attraverso dati statistici dai quali si cercherà di porre delle soluzioni (Auguste Comte la definirà
uno strumento di azione sociale);
 La psicologia (letteralmente discorso sull’anima, sulla psiche) studia gli stati mentali dell’essere
umano nei cari stati, consci ed inconsci, in cui esso stesso si altera (fase emotiva, conoscitiva…)
attraverso test di laboratorio legati all’osservazione dell’individuo;
 L’antropologia si occupa dello studio dell’essere umano attraverso i comportamenti che assume
nell’approcciarsi con l’intera società (ad esempio, gli orientali non mostrano le sensazioni negative
al contrario dei napoletani che creano sceneggiate);
 La biologia è la scienza che si occupa dello studio degli esseri viventi e delle loro diversità:
essa infatti sostiene che pur rinchiudendo in gruppi (ad esempio) uomini (capacità spaziale più
sviluppata) e donne (capacità di decodificare il linguaggio non verbale), orientali e occidentali,
settentrionali e meridionali ogni essere umano è diverso ed inimitabile.
La formazione cui si fa portavoce la pedagogia è volta alla formazione di creare, per chi ne fa uso, un
soggetto critico che sarà incline ad incidere la realtà attraverso la presentazione di proprie idee volte, ad
esempio, alla sensibilizzazione al cambiamento climatico (soggetti come la giovane svedese Greta
Thunberg). Perciò la formazione è un percorso personale e non collettivo: è sbagliato pensare ad essa come
se fosse un’istruzione comunitaria alla quale ogni partecipante debba attingere e farne un proprio mantra, una
propria religione da alimentare, un Dio da adorare.
La formazione pedagogica è un processo sempre dinamico che scaturisce di volta in volta dal cambiamento
della società stessa: quest’ultima, essendo sempre mutevole, è complessa, flessibile e problematica,
atteggiamenti che scaturiscono dall’inquietudine perenne in cui la stessa società viene a rifugiarsi. Sembra
che quest’ultima non abbassi mai la guardia, sembra che ogni essere umano viva in uno stato animalesco
pronto all’offensiva pur di evitare una difensiva. Sembra che nell’essere umano sia impiantato il germe
inestirpabile legato alla legge della giungla, occhio per occhio, dente per dente: ognuno pronto alla difesa dei
propri beni ed all’accrescimento sempre perenne di questi ultimi. Aristotele ci definì animali sociali, nati
per essere e non per apparire (E. Ramazzotti), nati con l’unico scopo di creare delle società nelle quali
ognuno di noi avesse uno scopo ben preciso. L’ideale di Thomas Hobbes invece si avvicina sempre più a
quello della società odierna, un punto di vista più equilibrato e lontano dalla gerarchia sociale delle poleis
greche dove ognuno aveva un suo posto ed era indispensabile per la vita comunitaria: l’uomo hobbesiano è
un essere egoista, incline a collaborare con la società per assicurarsi i beni necessari per la propria
sopravvivenza sempre cosparsa dal germe dell’avere di più. C’è lo dice anche Nietzsche nella sua filosofia:
la vita dell’essere umano è una vita che si intercala tra il dolore, la guerra, la noia, la sopravvivenza, una vita
volta alla speranza di un fugace ed illusorio attimo di felicità (teoria del pendolo di Nietzsche).

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