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FRANCIS

Gli anni sessanta


Gli anni sessanta erano per me quelli della prima adolescenza. Erano  gli anni della prima televisione con un solo
canale in bianco e nero  e dei programmi mitici come « intervilles » (giochi tra città), le serie (« Thierry la fronde »
con JC Drouot, « au nom de la loi » con Steeve Mac Queen,  Rintintin,  Zorro), ma anche  i film che passavano in
TV, i film comici di Charlot e Laurel e Hardy (alcuni muti), i western in bianco e nero, e i classici francesi di prima
della guerra o degli anni cinquanta (i film di Carné, Clouzot, Pagnol, eccetera) Mi ricordo i magnifici occhi di
Michèle Morgan, la polposa Gina Lollobridgida, la bella Claudia Cardinale e anche i grandi spettacoli estivi
nell'arena di Béziers.

Fu anche l'arrivo del telefono a casa, i miei primi giri sul solex di mio padre, poi quando avevo 16 anni  l'acquisto
di un motorino, il primo mezzo di libertà che mi permetteva di andare al mare d'estate.  Ma l'inizio del decennio
fu carratterizzato dalla fine della guerra d'Algeria, che per me significava l'arrivo dei rimpatriati e la minaccia degli
attentati dell'OAS.

Mi ricordo anche d'estate le vecchie signore del  paese di mia nonna  che erano sedute sul bordo della strada per
prendere l'aria fresca e parlare, non passavano molte macchine allora.

 Ogni estate, c'era la spedizione per raggiungere il luogo di vacanza in montagna con il radiatore della macchina
che si scaldava in salita e costringeva  a fermarsi.

Furono anche i primi film girati in super 8, il primo giradischi con il passaggio di Luis Mariano ai primi singoli degli
yéyés (il primo fu  certamente «  l'école est finie » di Sheila). Più tardi  fu l'arrivo dello stereo e l'acquisto del
sistema HIFI. In quegli  anni arrivo' il movimento hippie, accompagnato dalla canzone "San Francisco" di Scott
McKenzy, dalla commedia musicale Hair, e dalla moda delle camicie a fiori, dei cappotti lunghi e dei pantaloni a
zampa d'elefante per i ragazzi e della minigonna per le ragazze.

Vivevo le mie prime feste a sorpresa, scoprivo i dischi dei Aphrodite's child,dei Bee Gees e dei Beatles,  che avevo
comprati durante un epico viaggio in Inghilterra organizzato dalla oratorio della scuola.

Il 1969, fu  il momento del passaggio da una scuola maschile a una scuola mista e all'utopia dell'autodisciplina!
Che pasticcio abbiamo fatto!

La fine degli anni sessanta fu segnata anche per me, ancora studente di scuola superiore, dalla partecipazione a
numerose manifestazioni contro il governo o contro la guerra in Vietnam, dalle immagini degli scontri nel  1968 a
Parigi, dalla partenza di De Gaule nel  1969, dagli slogan gridati nei cortei  studenteschi  o  scritti sui muri: « CRS
SS » e « siamo realisti, chiediamo l'impossibile ».

Macron Attenzione !

 Gli anni settanta


 Gli anni settanta erano/furono i miei anni di studi superiori a Montpellier. Mi ricordo il treno che prendevo dalla
stazione di Béziers ogni lunedì mattina per andare a Montpellier, un omnibus che si fermava ad ogni  stazione.
Era per me la prima vita indipendente in una  stanza da studente in casa di una famiglia, prima nel centro di
Montpellier, poi  nel nord della città vicino al Triolet. A quell'epoca era possibile guidare intorno all’uovo sulla
piazza della Comédie e le macchine erano parcheggiate su « l’esplanade ».

Erano anche gli anni della mia prima  macchina, una R5 di colore arancione con un' autoradio e un
mangiacassette.  La Renault 5 era l'auto dei giovani, ma l'auto più emblematica di quegli anni è la "due cavalli", la
« deuch » in francese.  Mi  viene in mente un viaggio in Grecia con due amici in/con una « due cavalli » nell'estate
1975 (anno della caduta della dittatura dei colonnelli in Grecia)).  Un giorno ve  lo racconterò.

Durante gli anni settanta, è arrivata la TV a colori a casa dei miei genitori, in cui potevamo vedere la squadra di
rugby di Béziers che accumulava i titoli di  campione di Francia con i commenti dal vivo di Roger Couderc
(andiamo, ragazzi!). 

In quel periodo ho scoperto Maxime le Forestier e Dylan, ho iniziato ad apprezzare Brel, Brassens e Ferrat, che
prima trovavo noiosi, allo stesso tempo sono diventato un fan di Rolling Stone e Pink Floyd e mi sono innamorato
del gruppo ABBA (soprattutto delle belle Agnetha e Anni-Frida), un amore che dura ancora oggi !
PHILIPPE

La musica della mia giovinezza

Nella mia famiglia, ci piaceva la musica. Questa musica, l’avevo sentita fin dalla mia prima infanzia: i
concertini di Vivaldi, le messe di Mozart, gli opere di Verdi, … li sentivo tutti, li cantavo anche, senza
capire le parole. Piaceva a tutti (noi)

Da ragazzo, intorno ai 12 anni, ho scoperto un’altra musica, diversa dalla classica o dalle opere serie: il
Jazz, una musica molto ritmica. Non c’era più melodia, il pianoforte suonava come il basso e la batteria:
cioè solo per il ritmo, o quasi.

Mio padre accettava il jazz ma quando ho voluto fargli ascoltare Elvis, mi ha detto che questa non era
musica ne jazz. Mi sembra che, da quel momento, io sia diventato uno straniero per la mia famiglia
rimasta con i suoi gusti musicali, senza evoluzione…

Poi, sono arrivati I Beatles, I “shouting Beatles”: dovevamo sentire fortissimo la loro “musica”: questo
dava fastidio a tutti e potevo ascoltarla quando ero da solo… che vuole dire molto raramente.

Oggi, quando ascolto la musica dei nostri giovani, penso che I Beatles siano stati musicisti classici…

WILMA

Mi Ricordo quando ero adolescente, il lunedi di Pasqua Con gli (i miei) amici andavamo in campagna
per fare una passeggiata nella natura e dopo trovavamo un posto vicino al ruscello e facevamo un fuoco
per fare una grande frittata di Pasqua è la tradizione Francese . Un po' di vino Bianco e rosso mettevamo
la musica. Qualcuno suonava la chitarra e qualcuno ballava danzava, era La " Dolcevita"oggi tutto è
cambiato, è vietato fare fuochi in campagna o in spiaggia, la gente non vuole ascoltare il canto del gallo
ne il suono della campana, è un mondo di pazzi. Ho la speranza di una vita migliore.

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