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Comprare Casa: La Mega Guida Definitiva per

Acquistare il Tuo Primo Immobile [Edizione 2021]


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Davide Marciano October 30, 2018

Se ti stai chiedendo come comprare casa è perché, molto probabilmente,


ti stai interrogando su una scelta che, per certi versi, segnerà la tua vita in
maniera inesorabile.

L’acquisto della prima casa è uno dei momenti più importanti perché
rappresenta la scelta di mettere in qualche modo definitivamente le radici e
chiedere consigli preliminari prima di effettuare il passo
Davide Marciano è una decisione piuttosto saggia.
Imprenditore e Investitore
Sia che tu stai pensando di farlo per “coronare” anni di
4 Gennaio 2021
lavoro e sacrifici, per dare maggiore stabilità al rapporto
con il compagno o il coniuge, per gettare le fondamenta
per la famiglia che vuoi costruire oppure per investire parte del tuo patrimonio: qui
troverai una guida dettagliata per comprare casa passo dopo passo.

Non posso che farti i complimenti se stai pensando di prendere una decisione così
importante: è un atto di coraggio e di intraprendenza che, in questi tempi duri e incerti, va
sinceramente apprezzato.

Vista l’importanza che la compravendita immobiliare che stai pensando di fare riveste per
il tuo presente e per il tuo futuro non potevo non parlarne su Affari Miei, il principale blog
italiano di finanza personale dedicato a tutti quelli che vogliono curare i propri interessi
nel miglior modo possibile.

Ho affrontato l’argomento tantissime volte ma in questa occasione ho deciso di scrivere


una vera e propria mega guida all’acquisto della prima casa: troverai consigli pratici,
spunti di riflessione e le mie opinioni generali sul tema e sulle sue sfaccettature.

Se stai per acquistare la prima casa e cerchi consigli, salva questa pagina tra i preferiti
perché potrebbe essere necessario tornare più volte: qui c’è tutto ma veramente tutto
quello che devi sapere, non esiste risorsa gratuita migliore.

Anzi, ne approfitto chiedendoti un supporto: al termine dell’articolo commenta pure se


credi manchi qualcosa perché così facendo procederò, nei vari aggiornamenti, a
migliorare ancora di più il mio lavoro.

Ma perché ho deciso di fare uno sforzo così grosso? Su internet è disponibile tantissimo
materiale ma ci sono due problemi di fondo che, probabilmente, avrai notato anche tu:

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Chi scrive spesso non sa: io, a differenza di altri, ho ragionato tantissimo sul tema
leggendo decine di libri. Ho scritto una mega guida sugli investimenti
immobiliari, ho registrato podcast e video sul tema e, soprattutto, ho acquistato
realmente un appartamento oltre ad averne visionato decine per investimenti (che
non ho fatto ma conto di realizzare in futuro);
Le informazioni sono frammentate: io qui ti voglio dare davvero tutto quello che
serve, di base, per approcciarti alla materia e non trovarti ad affrontare problemi
imprevisti. Ce la metterò tutta ad aiutarti, se mi sfugge qualcosa non esitare a
segnalarmelo perché migliorerò sempre questo contenuto.

Fatte le dovute premesse, entriamo nel merito e vediamo tutto quello che c’è da sapere
per l’acquisto della prima casa.

Cosa fare per comprare casa? Valutazioni importanti e


informazioni pratiche
Entriamo ora nel vivo della nostra trattazione e cerchiamo di fare chiarezza sugli aspetti
preliminari e fondamentali da conoscere prima di acquistare casa. Nello specifico
tratteremo i seguenti punti ed approfondirò ogni singolo aspetto senza lasciare nulla in
sospeso:

Come scegliere la zona?


Casa grande o casa piccola?
Individua il condominio giusto
Acquisto da Privati, Agenzia o Costruttore?
Conviene comprare nuovo o usato?
La casa è ok strutturalmente o catastalmente?
Mutuo e Assicurazioni sulla casa;
Le spese accessorie al mutuo: facciamo bene i conti;
Come fare la proposta di acquisto;
Come definire il prezzo dell’immobile.

Cominciamo subito.

Dove comprare casa? La scelta della zona

Tutto il mondo è Paese…ma anche no!

Trovo insopportabile la retorica per cui siamo tutti uguali a prescindere, mare e
montagna sono la stessa cosa, Nord e Sud non sono diversi, città e periferie sono
sullo stesso piano eccetera eccetera.

Sono informazioni non sempre vere e che lasciano il tempo che trovano. Sono frasi fatte
che molto spesso non trovano riscontro in quella che è la realtà.

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L’acquisto della prima casa è soprattutto una scelta di vita e non può prescindere dalle
proprie aspettative presenti e future. Se stai pensando di comprare casa a Milano città è
molto diverso rispetto all’acquisto in periferia di Torino o alla provincia di Ragusa.

Ogni luogo ha un suo contesto ben specifico che devi conoscere se ci vivi. Iniziamo a
vedere le casistiche più frequenti ed interessanti.

Quartiere centrale o residenziale abitato bene di una città medio grande

Vivono professionisti e famiglie, i prezzi sono più alti ed il mercato è abbastanza


dinamico.

Se compri una casa in un luogo di questo tipo potresti pagarla anche il 40-50% in più
rispetto alle altre zone della città ma c’è un motivo: il prezzo, alla fine, lo fa il mercato ed i
numeri non provano sentimenti. Con le dovute proporzioni, il discorso è analogo anche
per città più piccole.

Quartiere in prossimità dell’Università

Ci sono quartieri delle grandi città che ospitano la maggior parte degli studenti e ci sono
altre città più piccole che fanno degli studenti una risorsa.

Anche qui le case costano tante per un motivo ben preciso: ammesso che tu non creda
che la gente non voglia più trasferirsi per studiare a Roma, Milano, Torino, Bologna o altre
città con facoltà prestigiose, un appartamento in questi quartieri può costare di più
rispetto alla periferia malsana e abbandonata ma, ovviamente, un motivo c’è.

Località turistica di pregio internazionale

Sono nato in Costiera Amalfitana (una foto del mio paese d’origine!) e sono cresciuto con
l’idea, per certi versi “normale” a casa mia, che le case costassero almeno 5 mila euro al
metro quadro e che, per acquistare un tetto, avrei dovuto spendere facile facile 300 mila
euro.

Quando, da grande, ho scoperto che nel resto del mondo non era così mi sono sentito
improvvisamente “ricco” e onnipotente perché “drogato” da una percezione sbagliata.

Ci sono città d’arte o luoghi che, storicamente, hanno sempre attirato una clientela
facoltosa o che hanno praticamente una notorietà così grossa che il turisti invadono
letteralmente ogni spazio: i prezzi, ovviamente, ne risentono e la situazione non può che
peggiorare visto che il fenomeno è ormai di livello globale.

Il mio parere è che comprare casa in un luogo del genere è semplicemente folle perché i
prezzi sono spesso al limite della speculazione: è una delle ragioni, questa, per cui ho
deciso di trasferirmi a Torino nel 2015.

Ritenevo e ritengo ancora assurdo dover abitare in una zona turistica costosissima senza
svolgere un’attività legata al turismo. Se vivi in un luogo turistico e non hai lavoro che
dipende da questa industria, comprare in casa qui non ha molto senso: forse ti conviene

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di più cambiare luogo in cui vivere e costruire il tuo futuro altrove.

Per te non ha senso, economicamente parlando, pagare le case un botto, pagare ogni
servizio di più rispetto ad altri luoghi, subire stress e disagi tipici del turismo
senza partecipare al “banchetto” che lo stesso produce.

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Località turistica di massa low cost

Il discorso è per certi versi analogo a quello appena visto anche se la volatilità dei prezzi
degli immobili nel lungo periodo può essere più significativa perché il territorio non ha un
“brand” forte.

Per capirci, possono succedere situazioni simili a quella di Gallipoli nel 2018 quando
dopo anni di boom di turistico, prima ancora che pensassimo minimamente all’impatto sul
turismo del COVID-19, il calo drastico dei vacanzieri ha portato una riduzione rapidissima
dei prezzi degli immobili.

Magari compri quando il luogo è sulla cresta dell’onda e ti ritrovi, pochi anni dopo, con il
valore del tuo immobile dimezzato.

Queste località, inoltre, si caratterizzano per una “invasione” turistica limitata a pochi
mesi, per lo più estivi, che produce una ricchezza breve, volatile e per certi versi di qualità
scadente.

Anche in questo caso interrogati soprattutto sul tuo futuro: pensi di voler vivere per
sempre in un paesino sul mare (o in montagna, se il turismo è invernale) che “vive” per
pochi mesi l’anno e poi è una sorta di luogo da letargo dove incontri solo pensionati e
persone che, in attesa della prossima stagione turistica, se ne vanno per qualche mese a
fare i ricchi in qualche spiaggia del terzo mondo?

Se si, considera le dinamiche che ti ho esposto e cerca di valutare acriticamente il futuro


dell’economia del territorio. In caso contrario, evita di comprare casa in zone con queste
caratteristiche.

Comune dormitorio a ridosso di una grande città

Ce ne sono diversi, alcuni assomigliano più alla periferia semi abbandonata del prossimo
paragrafo, altri invece ospitano dei “piccoli salotti” dislocati.

Penso, per esempio, alla collina vicino Torino dove ci sono comuni storicamente abitati da
buone famiglie che cercano una maggiore tranquillità all’interno di una villetta che
difficilmente troverebbero in centro.

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Identifica il luogo: se risponde a questa seconda dinamica, vale il ragionamento sul
centro città. Se, invece, risponde al prototipo del prossimo paragrafo, comportati come ti
dirò.

Periferia semi abbandonata di una medio-grande città

Purtroppo non te lo devo dire io, conosci il fenomeno meglio di me. Per quanto tu ti sforzi
di non guardare i problemi, sai benissimo che questi esistono: è un fatto mondiale, storico
e per certi versi irrimediabile.

Anche per questo le case costano relativamente poco!

Siamo d’accordo che lo Stato, il Comune e le altre istituzioni dovrebbero fare qualcosa
ma, siccome qui stiamo parlando dei nostri soldi, dobbiamo prestare attenzione alla
situazione attuale ed essere realisti.

Magari nel tuo quartiere tu stai benissimo e non te ne frega niente che la gente dal centro
non vuole venirci ad abitare. Magari non sai neanche che la maggior parte degli affitti non
pagati e degli immobili che non si riescono a vendere si trovano proprio nelle periferie
(per non parlare dei locali commerciali).

Sono tutti fattori, però, che devi considerare per il futuro. Molte città stanno decrescendo,
la popolazione invecchia e non c’è incremento demografico e, di conseguenza, le aree
periferiche soffrono.

Ammesso che per una qualche ragione tu non abbia deciso di vivere per sempre nel
quartiere in cui vuoi comprare, stai sicuro che sarà difficile in futuro affittare o rivendere a
buone condizioni e l’immobile potrebbe essere per te una zavorra di tempo, soldi e
preoccupazioni.

Se vuoi vivere in un quartiere periferico per pagare meno o perché non hai altre
alternative, probabilmente, ti conviene affittare: anche quel mercato lì segue le stesse
logiche ed i prezzi sono più bassi ma, almeno, non ti accolli il rischio di una situazione
che potrebbe precipitare causandoti un buco finanziario enorme.

Piccolo paese interno lontano dalle grandi città e dal turismo

Molte di queste aree si stanno rivalutando ma il fenomeno dello spopolamento non me


lo sto inventando io oggi. Sono in corso iniziative creative un po’ in tutta Italia perché la
verità è che, in questi luoghi, non ci vuole abitare più nessuno: i giovani scappano
appena possono, le famiglie fanno meno figli e spesso restano solo gli anziani.

Molti comuni da qui a 50 anni spariranno, in diversi luoghi non ci sono proprio le
condizioni affinché si sviluppino turismo, industria o una qualsiasi forma di sostentamento
economico per la popolazione.

Ammesso che tu non voglia ritirarti in un luogo lontano e stare in pace, non ci sono
ragioni economiche per comprare. Anche qui, con ogni probabilità, puoi affittare bene a
prezzi bassi senza accollarti il “rischio distruzione” del paese o del comprensorio.

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Questa è, in sintesi, la situazione iniziale sulla base della quale puoi cominciare a
ragionare. Molto probabilmente l’immobile che desideri acquistare rientra in una delle
casistiche che ti ho appena illustrato. Il consiglio che posso darti è quello di valutare in
maniera approfondita la zona e farti più o meno un’idea di quelle che sono le sue
dinamiche intrinseche.

Casa grande o casa piccola?

Uno degli errori più comuni che si possono fare quando si compra casa è quello di
acquistare un immobile sotto dimensionato o sovra dimensionato rispetto alle loro
esigenze.

Qualche esempio:

giovane coppia che acquista un bilocale e due anni dopo decide di avere dei
bambini;
single che dopo qualche anno trova una compagna ed ha una casa troppo piccola;
famiglia con figli adulti che compra casa enorme per poi ritrovarsi le stanze vuote ed
occupate dai figli soltanto a Natale ed a Ferragosto.

Sono tutte situazioni che ti tornano come familiari, non trovi?

Proprio perché l’acquisto della casa è un qualche cosa di definitivo, deve dare la
sua utilità nel lungo periodo.

Se, per esempio, sei in procinto di sposarti e vuoi avere dei figli nel medio termine, puoi
tranquillamente restare in affitto con un appartamento più grande e magari acquistarne
uno adatto alla famiglia che vorrai costruire quando sarai in procinto di passare all’azione.

Così facendo, almeno, il valore dell’operazione sarà distribuito su almeno 20-25 anni fino
a che i figli che verranno non andranno via di casa (per venirti a trovare a Pasqua, Natale
e Ferragosto come faccio io con i miei genitori ؉ ).

Allo stesso tempo, se cerchi una casa per vivere con il coniuge dai 50 anni in poi, tanto
vale che ti approcci ad un appartamento piccolo perché difficilmente la tua famiglia
crescerà e potrebbe essere anti-economico avere troppe stanze da utilizzare magari
sporadicamente.

Come scegliere una zona funzionale per le tue esigenze?


Nei paragrafi precedenti ti ho parlato in maniera approfondita di quelle che sono le
caratteristiche fondamentali delle possibili zone dove acquistare un immobile.

Fatte quelle valutazioni, in questa sede voglio portarti a fare altre valutazioni:

Dove lavori? Devi spostarti parecchio per raggiungere il luogo di lavoro? Conti di
restare dove sei ora per altri anni oppure pensi di cambiare? Farsi 1 ora di auto o
treno ogni giorno non è una bella sensazione ed è tempo letteralmente buttato nel
cesso che, nel corso degli anni, ti mancherà;

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Dove vanno a scuola i tuoi figli? Stesso discorso di cui prima: nel mio paesino
d’origine io andavo a scuola da solo fin dalla prima elementare ma, se vivi in una
grande città, sai benissimo che non è il caso. Assicurati di scegliere una zona
servita bene anche sotto questo punto di vista;
Metropolitana, bus, treni: quanto sono lontane le fermate? Sbarazzarsi
dell’automobile è un ottimo modo per togliersi spese inutili. Scegli una zona che ti
dia questa opportunità: in tal modo manterrai la macchina per piacere e non perché
sei obbligato.

A mio avviso queste sono altre valutazioni importanti da fare e che ti consiglio di tenere in
considerazione nella valutazione del luogo in cui andrai ad acquistare l’immobile.

Il condominio: valutazioni importanti da fare

Se scegli un appartamento in un condominio devi mentalmente prepararti ad anni di litigi,


questioni e discussioni con gli altri. Del resto non si può essere sempre allineati con le
idee di tutti.

Non c’è condominio, su questo pianeta, dove ciò non accade.

Siccome dovrai convivere forzatamente con altre persone, assicurati di scegliere uno
stabile abitato da persone che ti facilitano il compito. Alcuni consigli importanti a mio
avviso sono i seguenti:

Quando vai a visitare l’appartamento guarda il citofono: se ci sono uffici di


professionisti, per esempio, potrebbe essere un segnale positivo. Occhio, però,
perché se ci sono medici o altri studi con apertura al pubblico e ciò potrebbe portare
tanta gente all’interno dello stabile che, oltre a dare fastidio e creare potenzialmente
problemi, potrebbero accelerare il processo di deterioramento dello stabile ed
obbligare i condomini a spendere di più;
Chiama l’amministratore di condominio e chiedi se tutti sono in regola con il
pagamento delle spese: se c’è gente che non riesce a far fronte alle spese
condominiali, nella peggiore delle ipotesi pagherai tu di più. Potresti, inoltre,
assistere ad un rapido cambio dei condomini perché chi non paga, prima o poi, è
costretto a vendere e potrebbe quindi arrivare gente sgradita. Un condominio dove
tutti pagano è sempre l’ideale;

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Guarda bene le condizioni dello stabile: se si presenta male è perché non è
abitato da persone con cui sarà piacevole convivere. L’amministratore è interessato
a sollecitare per fare i lavori (e in certi casi, quando ci sono rischi per la sicurezza, è
obbligato per legge) ma se questi non vengono realizzati gli scenari che possono
presentarsi sono i seguenti:
– i condomini non hanno una buona situazione finanziaria e non hanno i soldi per
pagarli;
– il palazzo si trova in un quartiere decadente e tutti vogliono sbarazzarsi delle loro
case che si sono svalutate;
– possono esserci all’interno dello stabile persone che hanno occupato un
appartamento o vi sono situazioni di disagio sociale forte;
– i proprietari sono lontani, sono seconde case di cui gli interessa poco, è in corso
una transizione perché magari ci sono dispute ereditarie e cose di questo tipo.

Queste sono situazioni variegate, indaga e cerca di capire: è ovvio che un immobile in
una zona centrale e ben tenuta non avrà difficoltà a popolarsi recentemente in poco
tempo mentre un immobile in una zona già decadente è più probabile che crolli o venga
abbattuto se, oltre alle condizioni esterne, sono pessime anche quelle interne.

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Comprare da agenzia immobiliare, da privati o dal costruttore?


Partiamo dal presupposto che comprare casa da un privato presenta dei vantaggi, a
partire dall’assenza delle commissioni da pagare all’agenzia immobiliare, che però ci
permette di risparmiare tempo e ci guida nella selezione delle abitazioni che potrebbero
fare al caso nostro.

Insomma, cosa conviene fare? Vediamo insieme i vantaggi e gli svantaggi analizzando
le tre ipotesi possibili

Acquistare casa da agenzia: pro e contro


Passiamo ora ad analizzare quelli che sono tutti i possibili vantaggi e svantaggi di
acquistare casa da un’agenzia. Il primo vantaggio di cui voglio parlarti è che l’agenzia
effettua rigidi controlli sull’immobile prima di metterlo in vendita. Infatti, verifica i dati
catastali, la presenza di eventuali ipoteche e ogni altra informazione che escluda
“possibili sorprese” future che possono rallentare o compromettere la compravendita.
Devo, però, anche dirti che non tutte le agenzie seguono questo iter e molte non
effettuano controlli, delegando la gestione di eventuali problemi all’acquirente.

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L’agenzia effettua una corretta valutazione dell’immobile in relazione a quelli che sono
i prezzi del mercato: ciò è importante perché viene attribuito un valore dell’immobile
senza incrementi di prezzo spropositati. Da non sottovalutare è anche la possibilità di
risparmiare sul costo del notaio: molte agenzie hanno accordi e/o rapporti di fiducia con
gli studi notarili. In questo modo è possibile risparmiare una somma che talvolta può fare
la differenza.

Veniamo ora ai contro. C’è sicuramente da sostenere il costo della provvigione


dell’agenzia che solitamente oscilla dal 2 al 4% del prezzo dell’immobile. Si tratta di una
cifra che può essere piuttosto alta che va ad incidere sul costo finale dell’immobile in
maniera rilevante.

L’acquisto tramite agenzia pone una sorta di separazione tra l’acquirente ed il


venditore e difficilmente vi è la possibilità di confrontarsi per capire quali sono le reali
motivazioni che hanno spinto il proprietario a mettere in vendita l’immobile. Questo è un
aspetto da non tralasciare perché la messa in vendita di un immobile può essere dettato
da problematiche strutturali dell’appartamento o del condominio che difficilmente riuscirai
a percepire se non confrontandoti con il proprietario.

Acquistare casa da privato: pro e contro


La prima motivazione che può spingerci a scegliere l’acquisto tramite privato è proprio
quello di risparmiare denaro: considera che la commissione che spetta all’agenzia si
basa su una percentuale del prezzo della casa, e quindi può facilmente raggiungere
importi che si aggirano intorno alle migliaia di euro.

Inoltre, grazie ad internet è possibile riuscire a muoversi da soli in questo settore, senza
coinvolgere l’agenzia, sebbene ancora molti vi si affidino per vendere la propria casa e
quindi il mercato tramite agenzia sia più nutrito e proponga una scelta più ampia di
immobili.

Vediamo ora i contro di questa opzione, a partire dalla mole di documenti che dovrai
procurarti, leggere, compilare e far firmare. Sappiamo che la burocrazia italiana è lenta
e pignola, a volte persino eccessivamente dettagliata, e non avere un agente
immobiliare che si occupa di ciò significa dover gestire la documentazione da soli, senza
tralasciare nulla e stando ben attenti a non farsi fregare perché, purtroppo, il raggiro è
sempre dietro l’angolo.

Inoltre, considera che un agente sarebbe informato su determinati aspetti della casa che
tu potresti non conoscere o non pensare di chiedere e, infine, non è detto che i tempi si
accorcino evitando l’intermediazione, anzi. Acquistando da privato, i tempi si allungano
perché si ha bisogno di accertarsi che ogni azione sia fatta nel modo giusto.

Acquistare casa dal costruttore: pro e contro


Esiste anche la possibilità di comprare un immobile ancora in fase di costruzione,
operazione che talvolta costituisce un vero affare. È anche vero che anche il rischio
aumenta, perché per esempio potrebbe fallire la ditta che la sta realizzando.

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Vediamo i vantaggi e gli svantaggi di comprare una casa sulla carta, scegliendola in
base al progetto di costruzione.

Comprando il progetto di un immobile hai il modo di personalizzare la tua futura casa,


scegliendo i materiali interni con cui verrà realizzata come le piastrelle, le porte,
l’ubicazione di alcune porte, e così via, dando un tocco unico al tuo nido, sebbene vi
siano alcune linee guida da rispettare. Attenzione ovviamente: i costi aumentano per ogni
modifica che effettuerai, soprattutto se nella scelta ti orienti verso materiali costosi.

Un altro vantaggio è il rispetto di alcuni parametri normativi in materia edilizia di ultima


generazione, elemento che si traduce in un maggior risparmio energetico, che
ammortizzerai nel corso degli anni. Non sottovalutare questo vantaggio economico, a
cui puoi aggiungere anche eventuali sconti e agevolazioni che il venditore potrebbe
concederti.

Come tutelarsi acquistando una casa dal costruttore?


Ovviamente, ci sono anche dei rischi nell’effettuare questa scelta, come anticipato, in
relazioni a perdite totali o parziali legate all’attività dell’impresa di costruzione oppure alla
presenza di costi imprevisti.

Dunque, ecco come proteggersi:

Reperisci informazioni sull’impresa edile: è sufficiente una visura camerale, e la


raccolta di info legate all’andamento storico, magari chiedendo agli agenti di zona
quali altri immobili e complessi siano stati costruiti dall’azienda in questione;
Studia con attenzione il contratto, per capire il modus operandi dell’impresa e
quali materiali e tecniche saranno adoperate. Non dimenticare di consultare classe
energetica d’appartenenza della tua casa e magari lasciati guidare da un tecnico
esperto;
Informati sui costi di gestione di condominio, se stai acquistando un alloggio in
una palazzina o una villetta a schiera;
Stabilisci sin da subito come sarà strutturato il contratto di compravendita e gli
importi da versare per saldare la caparra, gli acconti e infine il saldo finale;
Richiedi al costruttore garanzie reali a tutela contro imprevisti: sappi che la
normativa impone di rilasciare una fideiussione e di stipulare un’assicurazione.
Approfondirò questo punto nel prossimo paragrafo.

Le garanzie da chiedere
La legge 112/2005 obbliga il costruttore a consegnare all’acquirente una fideiussione al
momento della firma del preliminare. Gli estremi della fideiussione vanno trascritti
sull’atto: si tratta di una garanzia che ti protegge qualora l’impresa dovesse affrontare
problemi gravi di natura economica, a partire dal fallimento, alla liquidazione coatta e così
via, senza poter adempiere agli oneri del contratto.

Tale fideiussione può essere sia bancaria che assicurativa, e si rilascia sul valore di
vendita per garantire le somme consegnate e da consegnare all’impresa edile.

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Terminati i lavori, l’azienda ha l’obbligo di rilasciarti una polizza assicurativa che vada a
coprire per almeno 10 anni i danni da rovina totale (o parziale) dell’immobile e i
possibili difetti di costruzione.

Il contratto tra acquirente e costruttore va stipulato con atto pubblico, e sotto il controllo di
un notaio.

Verifica sempre che lo stato dell’immobile sia un buone condizioni

Prima di fare la proposta d’acquisto, ti conviene chiedere di poter effettuare ulteriori


sopralluoghi. In questa sede ti consiglio di portare con te un esperto (se non ritieni di
esserlo) che possa aiutarti a capire se gli impianti idraulici ed elettrico siano a posto, se ci
sono problemi strutturali agli infissi o all’immobile che potrebbero sfuggire ad un occhio
non esperto. Paga, piuttosto, una parcella di qualche centinaio di euro piuttosto che
caricarti sul groppone un buco di decine se non centinaia di migliaia di euro futuri di
lavori.

Chiedi, inoltre, tutti i dati catastali verificando che non ci siano problemi: se ce ne sono,
comunque, la banca non ti concederà il mutuo in quanto la perizia non andrà a buon fine.

Ultima dritta: chiedi all’amministratore di condominio se ci sono lavori deliberati, se se ne


sta discutendo e che aria tira tra gli altri condomini. Meglio saperlo prima se dovrai fare
dei lavori nel giro di 12-24 mesi e tirar fuori altri soldi, può essere un’arma per trattare sul
prezzo finale d’acquisto.

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Appartamento nuovo o da ristrutturare?


Domanda non banale, tuttavia è indubbiamente vero che un appartamento da
ristrutturare costa meno. Mi sembra anche ovvio visto che devi accollarti tutta una serie di
costi e sbrigare una serie di questioni burocratiche.

La mia idea è molto semplice: comprare un appartamento da ristrutturare è conveniente


nella misura in cui sei capace di supervisionare i lavori. Se hai esperienze o competenze
reali sulla materia (esempio: sei imprenditore o lavoratore nel settore edile, sei geometra,
ingegnere o svolgi una professione legata all’edilizia) sicuramente puoi avere delle
economie importanti gestendo i vari professionisti tra di loro.

Se non sei del settore e ne capisci ben poco, allora ti conviene decisamente poco perché
il rischio di ritrovarti a dover gestire situazioni di svariata natura è elevato. Il tempo e le
energie che dovresti dedicare alla cosa potrebbero non valere il risparmio economico

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(ammesso che tu riesca a risparmiare e non lievitino i costi durante i lavori) che riesci a
realizzare.

A mio parere non ci sono tante alchimie o calcoli: valuta la tua situazione personale e
troverai subito la risposta che stavi cercando.

Come ottenere il mutuo?


La maggior parte degli acquisti della prima casa avviene con il mutuo. Tuttavia oggi,
rispetto a qualche anno fa, è diventato un po’ più complesso ottenere questo
finanziamento. Le banche si guardano bene dal prestare soldi a chi non può restituirli,
prima di pensare all’acquisto cerca, quindi, di metterti nelle condizioni di essere
considerato un debitore credibile.

Qui ti riporto alcuni consigli fondamentali:

Devi avere almeno uno stipendio fisso, meglio due se siete in casa. Le banche
ragionano ancora a compartimenti stagni, se sei un imprenditore o un professionista
come me sai bene che puoi anche guadagnare i milioni di euro ma ti guarderanno
sempre come un “appestato”. Se hai un contratto di lavoro “stabile” e ricevi da
tempo entrate ricorrenti, non dovresti avere problemi ad ottenere un mutuo
commisurato alle tue capacità reddituali. Tradotto: se guadagni 1200€ al mese
scordati di comprare una casa da 500 mila euro perché nessuna persona sana di
mente ti riterrà mai all’altezza di sopportare le rate.
Se sei un professionista o un imprenditore, è bene che tu abbia almeno 3
dichiarazioni dei redditi passati che facciano intravedere una certa solidità e stabilità
finanziaria: anche qui, ovviamente, devi fare il passo in linea con la tua gamba sia
per non devastarti finanziariamente, sia per non vederti rifiutata la richiesta perché
non ti considerano capace di pagare;
Non devi avere altri debiti che limitano la tua capacità di spesa: se hai contratto
altri finanziamenti la banca lo capisce in un click quando controlla i tuoi dati. Di per
sé non è causa ostativa però, ovviamente, se stai pagando già altre rate che
incidono significativamente sul tuo reddito mensile hai già una parte di banda
disponibile occupata;
Non devi avere una storia creditoria complicata: se sei stato cattivo pagatore,
hai segnalazioni di vario tipo e simili comincia già a cercarti un garante perché ti
faranno storie;
Non devi fare il passo più lungo della gamba: sia per ragioni finanziarie
individuali che per essere credibile rispetto alla banca, la rata che andrai a pagare
non deve superare il 25-30% del tuo reddito. La mia, per esempio, è pari al 15% del
reddito familiare per ragioni di prudenza e di opportunità;

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Il garante non è onnipotente: dalle mie parti dove, come ti ho spiegato, le case
costano un botto, le persone sono solite richiedere finanziamenti anche con più
garanti. Il garante, tuttavia, è una persona come te in quanto viene processata allo
stesso modo. Di conseguenza, quindi, non può sopperire alla tua “incapacità” di
pagare una rata troppo esosa. Se, poi, il garante è un parente che magari lavora
nella tua stessa azienda di famiglia, la possibilità di vedersi riconosciuta maggiore
capacità di spesa potrebbe diminuire in quanto la “fonte” delle entrate è la stessa.

Questi sono alcuni consigli chiave: prima di chiedere un mutuo, cerca di essere in linea
con quanto ti suggerisco. Risparmierai tempo e soldi!

Il prezzo: come, quando e se trattare


Siamo giunti al momento di decidere se fare o meno la proposta d’acquisto in cui
sostanzialmente andremo ad offrire un prezzo che secondo noi è giusto da pagare per
l’immobile.

Anche qui, mi permetto di darti alcuni consigli importanti da tener presente:

Il prezzo presente sui portali di annunci è leggermente gonfiato: in genere al


primo appuntamento l’agente immobiliare ti lascia già capire, se vede un tuo
interesse, a quanto sarebbe disposto a chiudere il proprietario. L’agenzia vuole
vendere, portare gente a fare sopralluoghi per loro è un costo, cerca di farti aiutare
dall’agente perché la cifra che ti indica è il prezzo “reale” su cui iniziare a capire
quanto trattare;
Abbi chiaro il benchmark: se hai studiato la zona ed hai visto altri immobili, devi
avere ben presenti i prezzi del quartiere e delle singole vie sui portali di annunci. A
tutti togli una percentuale (circa il 5-10%) ed hai più o meno un’idea abbastanza
veritiera dei prezzi al metro quadro delle varie soluzioni (casa indipendente, in
condominio, da ristrutturare, nuova etc);
Non fare offerte ridicole: se sui portali c’è scritto 10 e l’agenzia ti indica 8, non
offrire 4, specie se la casa è in un luogo che ha mercato. Se l’immobile ha superato
tutte le tue analisi preliminari, cerca di comprarlo (non a tutti i costi, sia chiaro) e
non perdere tempo in offerte ridicole. Ricorda che tempo = soldi, se ne hai già
perso tanto per capire se la casa andasse bene oppure no per te, è inutile che ti fai
rifiutare in tronco perché ti toccherà fare la stessa ricognizione per un altro
immobile. Se sei convinto, offri un prezzo vicino a quello che ti dice l’agenzia (che
senso ha, per risparmiare 3-5 mila euro, vedersi rifiutare un’offerta dopo aver
riflettuto e ragionato per settimane?).

Veniamo, adesso, ai consigli sulla proposta.

Come fare la proposta?


Questo è un accordo tra le parti, ossia il venditore e l’acquirente, nel quale vengono
definiti gli impegni e le clausole che caratterizzeranno il vero e proprio contratto di
compravendita. Se la proposta di acquisto è subordinata alla richiesta di un mutuo, allora

13/22
tale proposta pone una condizione sospensiva.

Tale condizione è consentita dall’articolo 1353 del Codice Civile, secondo il quale è
possibile stipulare un contratto ponendo come condizione la sua eventuale risoluzione in
caso di avvenimento futuro incerto, ossia l’ottenimento del mutuo.

Se il mutuo viene concesso, allora l’acquisto può aver luogo, in caso contrario può essere
sospeso. Come effettuare una proposta di acquisto se non si ha ancora la liquidità per
pagare? Dovrai inserire la clausola dell’inefficacia dell’obbligo di compravendita in caso il
mutuo non sia accordato.

Dunque, bisogna segnalare nel documento:

il destinatario e il proprietario dell’immobile;


l’identificazione dell’immobile;
l’atto di provenienza;
la planimetria;
il prezzo offerto;
le modalità di pagamento;
le tempistiche necessarie per il versamento;
la situazione ipotecaria;
le provvigioni da corrispondere all’agente immobiliare e il termine entro cui bisogna
saldarle;
in caso di mutuo da richiedere, dovrai segnalare la dicitura “la presente proposta
d’acquisto si intende subordinata all’ottenimento di un mutuo“.

Nonostante tale documento sia vincolato alla richiesta del mutuo, si tratta di un atto simile
a quello di compravendita: perciò, se approvato dal venditore, dà origine ad una fase
preliminare di vendita.

Per stabilire se la clausola sospensiva ha avuto effetto o meno, l’acquirente deve


comunicare, entro una data prestabilita, all’agente immobiliare se il mutuo è stato
concesso o no, così che il contratto possa diventare effettivo o risolversi.

Quali sono le spese da sostenere per l’acquisto della casa?


Ci sono molte spese da mettere in conto quando si acquista una casa, a partire dall’atto
notarile. Affidarsi a un notaio è una spesa inevitabile, in quanto obbligatorio per legge: è
la firma di questo professionista ad ufficializzare a tutti gli effetti il passaggio di proprietà
di un immobile.

Tuttavia, come anticipato, si tratta di un’operazione che ha un costo, che va a sommarsi


alle rate del mutuo e alle tasse da pagare. Analizziamo nel dettaglio tutte queste voci di
costo.

Per quanto riguarda le imposte, dovrai pagare:

imposta catastale: pari a 50 euro;

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imposta ipotecaria: pari a 50 euro;
imposta di registro: pari al 9% o 2% se i tratta di prima casa del valore
catastale dell’immobile;
IVA: variabile dal 9% al 22%.

Per calcolare il valore catastale devi moltiplicare la rendita catastale per il coefficiente
fisso 115,5 (126 nel caso di seconda casa).

Per quanto riguarda l’IVA, devi pagarla se acquisti da un’impresa di costruzioni,


situazione nella quale dovrai pagare anche altre spese notarili con importi differenti
rispetto a quelli dovuti in caso di compravendita tra privati.

L’aliquota IVA muta a seconda dei casi. Sul prezzo totale dell’immobile dovrai calcolare il:

4% per la prima casa;


10% per la seconda casa;
22% per un’abitazione di lusso.

Per quanto riguarda le detrazioni e gli incentivi, sappi che la legge di stabilità del 2016 ha
introdotto l’incentivo per favorire la compravendita di abitazioni di nuova costruzione (o ad
elevata efficienza energetica).

Quindi puoi detrarre dall’Irpef il 50% dell’IVA pagata, se, entro il 31 dicembre 2018
acquisti, da un’impresa costruttrice, un immobile a destinazione residenziale di classe
energetica A o B.

La detrazione viene ripartita su 10 anni.

Costo del notaio

Ovviamente, come anticipato, bisogna considerare anche il costo del notaio che viene
stabilito da tabelle professionali, sebbene sia importante chiedere sempre preventivi ai
vari studi.

Sappi che nel costo notarile cono compresi anche i bolli, le visure ipotecarie e l’IVA sul
compenso.

Costo dell’agenzia immobiliare


Se ti sei rivolto ad un’agenzia dovrai pagare la provvigione per i servizi offerti. Qui ho
scritto un articolo in merito che puoi leggere se ti interessa approfondire il tema.

In mancanza di un patto precedente, la sua somma e il modo in cui deve essere ripartita
dalle parti sono determinati dal giudice secondo equità (art. 1755 c.c.).

Se il contratto non viene terminato per qualunque motivo, il mediatore ha diritto alla
provvigione.

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Ovviamente a queste spese devi aggiungere anche le spese del mutuo che hai acceso,
quelle di lavori di ristrutturazione se ce ne sono, e quelle degli arredi e del trasloco, che in
questa sede non ha senso elencare perché troppo soggettive. Sappi però che dovrai
considerarle attentamente per avere un’idea precisa della spesa che andrai a sostenere.

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Agevolazioni per l’acquisto della prima casa


Vediamo rapidamente quali sono le agevolazioni di cui puoi usufruire se acquisti una
casa, a partire dal bonus per la prima casa (2021).

I requisiti per ottenerlo sono i seguenti. Innanzitutto, l’immobile non deve rientrare nelle
categorie catastali A1, A8 e A9. Inoltre l’intestatario deve stabilire nell’immobile oggetto di
agevolazioni la residenza entro 18 mesi dall’acquisto. In alternativa, l’immobile può
trovarsi in un comune diverso da quello della residenza nel caso in cui l’acquirente vi
svolga qualche attività di studio, lavoro o volontariato, oppure se è stato trasferito
all’estero per questioni di lavoro.

Inoltre, bisogna dimostrare di non essere titolare (anche di quote o in qualità di


usufruttuario) di un’altra abitazione acquistata con agevolazioni. Attenzione: se si è già
proprietari di un immobile acquistato con le agevolazioni, uno dei requisiti è alienarlo
entro un anno dall’acquisto del secondo, pena l’applicazione del pagamento delle normali
imposte.

Ma in cosa consiste l’agevolazione? Per quanto riguarda l’imposta di registro, si applica


quando si acquista l’immobile da un privato o da un soggetto passivo IVA. Il valore
dell’imposta è del 2% che si calcola sul valore catastale e non su quello di mercato.

Per quanto riguarda invece l’IVA, si può ottenere un’agevolazione quando viene
acquistata la casa dalla società costruttrice, fruendo dell’aliquota agevolata al 4% da
applicare sul prezzo di vendita dell’immobile stesso.

Se si diventa proprietari della casa tramite una donazione o in seguito ad un atto di


successione, spetta un’agevolazione sulle imposte ipotecarie in una misura fissa di 200
euro per ciascuna imposta.

Infine, chi vende e riacquista una casa ha diritto al cosiddetto credito d’imposta, che
permette di detrarre dall’imposta nuova da pagare quella già pagata sul vecchio
immobile, purché questo venga venduto entro un anno.

Comprare casa: consigli, opinioni e considerazioni finali

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Finora abbiamo parlato di tutte quelle che sono le informazioni pratiche da conoscere nel
momento in cui ci si approccia all’acquisto di un immobile: ho cercato di riportati tutte
quelle che sono le valutazioni preliminari più importanti da conoscere e che sono sicuro
che ti faranno arrivare più preparato all’evento.

A questo punto voglio parlarti di quelli che sono i consigli finanziari, le opinioni e le dritte
giuste che devi assolutamente tenere in considerazione se stai pensando di acquistare
un immobile per viverci oppure per investire il tuo patrimonio.

Nello specifico, voglio parlarti dei seguenti temi:

Mutuo o Affitto?
Comprare Casa Non è un investimento;
Dove comprare? Non tutte le città sono uguali;
Posso permettermi davvero di comprare casa? Che mutuo pagare?
Come controllare le emozioni per non bruciare il portafoglio;
Metodo Affari Miei: cosa ho fatto io e perché.

Cominciamo subito.

Mutuo o Affitto: l’eterno dilemma

Se hai già deciso che acquistare l’immobile dei tuo sogni sia una scelta giusta: non mi va
di convincerti del contrario. Se, al contrario, ci stai ancora pensando e sei afflitto dal solito
dilemma “Affitto o Acquisto?” allora ti consiglio di ascoltare l’episodio del podcast che ti
lascio qui sotto oppure leggere il mio super articolo dedicato all’acquisto della casa.

Qui sotto ti riporto vantaggi e svantaggi della scelta.

Vantaggi
L’immobile, una volta che avrai finito di pagare, sarà tuo. Questo significa che,
terminate le rate, ti resterà in tasca un importo mensile piuttosto elevato;
I soldi dell’affitto vanno quasi totalmente “persi”, diversamente da quelli spesi per un
mutuo, senza contare che il costo degli affitti si è ridotto meno rispetto ai prezzi
delle case;
Una volta acquistata, la casa può essere trasformata a tuo piacimento e
personalizzata in base alle tue esigenze.

Svantaggi
Con la precarietà che vige oggigiorno, stipulare un mutuo a 20 anni significa essere
esposti a rischi come la perdita del proprio impiego. Ovviamente una banca non ha
remore, in caso di insolvenza, a buttare fuori il proprietario;
Comprata la casa, sarà difficile uscirne e dovrai effettuare ciclici lavori di
straordinaria manutenzione che, in affitto, sono a carico del proprietario;
La casa di fatto la paghi alla banca ma, per lo Stato, è già tua: quindi, oltre alle rate
del mutuo, paghi anche tutte le tasse sulla casa.

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Comprare casa NON è un investimento: ti spiego il perché
Ho espresso il mio parere in tante circostanze, lo ribadisco ancora in questa sede fermo
restando che puoi leggere approfondimento apposito su questa pagina.

Per non perdere il filo del discorso, ti elenco qui i concetti salienti:

la rivalutazione dell’immobile considerando l’inflazione è molto lenta e bassa: non


sempre ciò che si rivaluta può considerarsi un (buon) investimento. Tieni conto che
storicamente, considerando proprio l’inflazione, difficilmente il valore di un immobile
si è rivalutato per più dell’1% su base annuale;
un buon investimento dovrebbe permetterti totale libertà nella gestione del
bene/prodotto su cui hai investito, ma con il mattone non hai questa libertà: se
l’immobile acquistato è la tua prima casa, non potrai immediatamente rivenderla,
anche perché dovrai prima trovare un’altra sistemazione. Quindi serve per darti
sicurezza abitativa, ma non per investire, poiché un investimento deve essere più
snello;
una casa necessita di lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione che incide sul
tuo patrimonio (ma se non lo fai, il bene si svaluta e si deteriora);
anche gli interessi che devi pagare alla banca se hai fatto un mutuo incidono sul tuo
patrimonio.

Insomma, tutte queste motivazioni mi spingono a dire che comprare casa non è un
investimento.

Posso permettermi davvero di comprare casa?


La maggior parte dei problemi finanziari delle persone deriva da scelte poco ponderate
per non dire dissennate.

Fare il passo più lungo della gamba è un rischio che non puoi permetterti
assolutamente!

Per questo, quando valuti l’acquisto, fai prima i conti sul mutuo che puoi permetterti per
poi concentrarti sulla ricerca attiva dell’appartamento. Di seguito ti propongo un piccolo
metodo per ragionare al meglio.

Metodo per ragionare sulla rata da pagare

Decidere qual è la rata adatta alle proprie esigenze e alle proprie possibilità è
fondamentale: è in gioco la gestione delle proprie finanze per i prossimi anni, molti anni!
E quindi è bene andarci con i piedi di piombo.

I fattori da tenere in considerazione


Per calcolare correttamente il mutuo per te devi considerare alcuni elementi. Parti dal
presupposto che ogni mutuo presenta clausole, penali e anche promozioni che non tutti
tengono in considerazione. Tuttavia, l’attenzione va soprattutto focalizzata su:

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reddito: ovviamente devi avere ben presente qual è la tua disponibilità mensile;
capitale: è la somma che chiederai alla banca e che dovrai ovviamente restituire
con tanto di interessi tramite le tue rate;
durata: essa si esprime in anni e consiste, come immagini, nella lunghezza del
piano di reintegro della somma. Più è lungo, meno rate dovrai pagare. Considera
anche che mutui più lunghi hanno maggiori interessi;
interessi: si esprimono su base annua, quindi la percentuale di interesse viene
applicata anno per anno sul capitale residuo;
percentuale di reddito spendibile per il mutuo: infine, valuta a quanto ammonta
la percentuale di reddito che puoi oggettivamente destinare al rimborso del mutuo
senza rischiare di morire di fame. Tipicamente tale percentuale ammonta al 20/40%
dello stipendio o entrata mensile.

Per effettuare il calcolo devi tenere conto della totalità della somma da restituire, del tipo
di ammortamento e quanto puoi oggettivamente pagare mensilmente.

Se vuoi qualche esempio, te riporto subito qui. Partiamo dall’idea che la tua entrata
mensile sia di 1.500 euro mensili, pagando una rata mensile al massimo di 500 euro e
considerando un tasso fisso del 3%, allora il mutuo che potrai permetterti sarà di:

51.300 euro circa per un mutuo di 10 anni;


72.000 euro circa per un mutuo di 15 anni;
90.000 euro circaper un mutuo di 20 anni.
105.000 euro circa per un mutuo di 25 anni;
120.000 euro per un mutuo di 30 anni.

Se la rata che puoi pagare è maggiore, potrai naturalmente fare richiesta per somme più
alte.

Come controllare le emozioni e non bruciare il portafoglio

Può capitare che la casa che ti hanno fatto vedere ti abbia colpito: magari immagini le
grigliate in giardino, ti piace il balcone o sei impazzito per il salone. Siamo esseri umani,
ognuno ha i suoi gusti!

Tuttavia, ci tengo a scrivere questo paragrafo per metterti in guardia rispetto alle
emozioni. Sebbene tu stia comprando per te stesso, devi fare delle valutazioni razionali
che sono le stesse che, come ti spiegherò dopo, ho fatto io ed in parte ti ho già esposto
finora.

Esempi di domande che ti devi porre per “governare” le emozioni:

Il luogo in cui sto comprando ha un mercato? Siamo in centro città, in una


periferia decadente, in campagna, in un paesino che si sta spopolando o in una
zona in crescita?;

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Il prezzo che sto pagando è coerente con i valori di mercato della zona? Per
accorgertene, guarda gli annunci di case simili nello stesso quartiere, prova a
vederne altre, chiedi all’agente immobiliare a che prezzo i proprietari delle altre
case sarebbero realmente disposti a vendere (quando sono privati a vendere i
prezzi sono quasi sempre un po’ gonfiati per aver margine di trattativa);
Se per un qualsiasi motivo dopo un po’ volessi andar via, che faccio della
casa? Il discorso si collega alla domanda di prima: se si trova in una zona turistica,
universitaria o comunque ben abitata riesci ad affittare in poco tempo a buoni
inquilini. Nel caso contrario, rischi di rimanerci incastrato;
Quanto dovrò spendere per rimettere la casa a nuovo se è da ristrutturare?
Farsi assistere da un professionista in questa fase è essenziale. Se non hai le
competenze per fare le valutazioni adeguate, non avere paura di risparmiare
qualche soldo adesso perché potrebbe costarti esponenzialmente di più dopo;
Posso sostenere economicamente la cosa? Come tutti i grandi acquisti, dallo
smartphone alla macchina passando appunto per la casa, sembra non esserci mai
un limite. Ti è mai capitato di cambiare telefono ed arrivare al punto che, magari per
20€, potevi pensare di scegliere un modello “migliore”? Per la casa succede una
cosa simile: magari ballano poche migliaia di euro che diventano poche decine di
euro in più sulla rata del mutuo. Puoi perdere il controllo in questo passaggio e, di
conseguenza, finire per accendere un mutuo che non puoi permetterti di sostenere.
Fai attenzione, una casa non è un giocattolo: se non te la puoi permettere devi
semplicemente mandare a quel paese le emozioni.

Questi sono alcuni consigli razionali: pensaci prima di agire e valuta sempre tutto.

I consigli di Affari Miei: Quando ha senso comprare la prima casa?


Per rispondere a questa domanda parto dalla mia esperienza. Da sempre mi interesso di
economia e il mercato immobiliare rientra in questo settore. Ho letto montagne di libri e
documenti sull’immobiliare e ho scritto la mia guida dettagliata per investire in
immobili che puoi leggere qui. Ho ragionato a lungo sulla possibilità di scegliere tra
“Mutuo o Affitto”.

Può sembrare un paradosso, ma, sebbene io abbia acquistato una casa, continuo a
ritenere l’affitto migliore del mutuo.

Ti chiederai allora: perché ho comprato casa? Il ragionamento che ho fatto è che pagavo
550€ al mese per vivere in un appartamento ubicato a due numeri civici di distanza da
dove poi ho effettivamente acquistato. Dunque, conoscevo molto bene la zona (vivendoci
dal 2015) e sapevo che si trattava di una zona piuttosto interessante, poiché vicina al
Politecnico di Torino e quindi ottima per gli studenti.

Siccome avevo accantonato una somma di risparmi superiore ai due cuscinetti di cui ti ho
parlato (qui spiego come ragiono io), insieme a mia moglie ho deciso di comprare,
approfittando dei bassi tassi dei mutui (2,20% tasso fisso), ottenendo una rata mensile di
370€.

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Con le altre spese connesse, il costo risulta leggermente più basso o simile a quello
dell’affitto (per una somma pari a circa il 15% del reddito familiare annuo).

Sono consapevole che tra qualche anno avremo bisogno di una casa più grande in
previsione di allargare la famiglia, così abbiamo comprato utilizzando il pensiero da
investitore che mettono a reddito e che, per qualche anno, “si sostituisce” agli inquilini.

Come volevasi dimostrare, nel marzo del 2020 in pieno lockdown a causa della pandemia
provocata dal COVID-19, è maturata la nostra esigenza di cambiare casa e di optare per
una nuova sistemazione per le nostre mutate necessità. Se vuoi sapere le motivazioni
che mi hanno spinto a fare questa scelta, ti invito a guardare il video qui sotto.

Il vecchio appartamento è stato facilmente affittato ad un inquilino per una somma che
copre abbondantemente le spese del mutuo e, poiché la scelta della zona era strategica,
ho impiegato meno di una settimana per trovarlo.

Questa scelta, inoltre, ha un doppio scopo più ampio:

in futuro ambisco ad investire in immobili o creare imprese che operano nel


settore: non ho mai comprato case, quindi avevo la necessità di imparare a farlo;
in vista di futuri investimenti in immobili o di investimenti in altri settori, è
importantissimo crearsi uno “score” in banca: non so se ne sei a conoscenza, ma
ognuno di noi ha un punteggio che gli viene attribuito dagli istituti bancari. Questo
punteggio si basa non sul tuo guadagno, bensì su quanto si è solvibili. Ciò vale
soprattutto per un imprenditore o un lavoratore autonomo, che ha più problemi
nell’ottenere un mutuo. Io, ad esempio, non sono riuscito ad ottenere il tasso
migliore sul mercato (c’erano anche tassi fissi all’1,9%, mentre io sono riuscito a
accaparrarmi il 2,2%) in quanto molte banche non hanno voluto saperne di
prestarmi i soldi. Creando uno storico, nei prossimi anni, dovrei riuscire ad avere un
profilo affidabile, un buono score e ad ottenere soldi più facilmente.

In base a quanto appena detto, alla base della mia scelta di acquistare casa ci sono
anche altre motivazioni che fanno parte del mio obiettivo di lungo periodo.

Dunque, per rispondere alla domanda del paragrafo, può avere senso comprare casa
soprattutto in ottica di un investimento futuro e sulle tue aspettative per gli anni a venire:
non deve essere fatta nell’ottica del “non buttare i soldi nell’affitto”, ma in vista di un
progetto più ampio ed oculato, come quello che ti ho illustrato.

Non sai come investire?

Scopri che investitore sei. Ti bastano 3 minuti per scoprire la strategia migliore per te.
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Conclusioni e opinioni Finali

21/22
Credo che sul web non ci sia una guida migliore di questa che hai appena letto che ti
guidi passo passo per comprare la tua prima casa. Ho dato fondo a tutta la mia
esperienza per scriverla e, nel caso in cui trovassi delle mancanze o volessi ulteriori
informazioni, non esitare a scrivermi perché cercherò di migliorarla sempre.

Resto sempre più convito che l’acquisto di un immobile è, con ogni probabilità, lo step più
importante o uno dei più importanti a livello finanziario della tua vita: se prima di questo
articolo non conoscevi Affari Miei ti invito a continuare a seguire il blog perché è la
migliore risorsa che ti può accompagnare nel tuo sviluppo finanziario.

Dato che ho scritto una guida così importante – lavorando per 5 giorni ininterrotti – senza
chiederti un soldo, permettimi di chiudere con un piccolo invito ad acquistare il mio libro
“Vivere di Rendita – Raggiungi l’Obiettivo con il Metodo RGGI” in cui ti racconto tutto
quello che ho imparato sui soldi.

Io ho aiutato te a chiarire le idee, tu aiuti me a promuovere il mio ultimo progetto


editoriale: se sei rimasto soddisfatto di questo articolo, credo di avere titolo per avanzare
questa richiesta ؉

Adesso hai davvero tutto quello che ti serve per fare tutte le tue riflessioni e ti faccio i miei
più sinceri auguri.

Ho trattato l’argomento sotto tantissimi punti di vista, ti lascio agli altri articoli di
approfondimento presenti sul blog.

Buon acquisto della tua prima casa!

22/22

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