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Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale

Italiana)

1 L'armistizio

Soldati della Xª MAS con la Bandiera da combattimento della


Repubblica Sociale Italiana.

Gruppo di soldati della Xª Flottiglia MAS


La Xª[1] Flottiglia MAS (dal 1º maggio 1944, con
l'unificazione di vari battaglioni, rinominata in Xª Divi- Nella confusione e nello sbandamento delle forze armate
sione MAS[2] anche se è meglio nota semplicemente solo causato dalle circostanze dell'armistizio dell'8 settembre,
e soltanto come Xª MAS) è stato un corpo militare in- la Xª Flottiglia MAS a differenza di quasi tutti i reparti
dipendente, ufficialmente parte della Marina Nazionale delle Regie forze armate non si sbandò. La Xª rimasta a
Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, attivo dal sud, costituì una unità denominata Mariassalto che par-
1943 al 1945. La Xª Flottiglia MAS al nord, al comando tecipò nel 1944 e nel 1945 ad un paio di azioni, al fianco
del capitano di fregata Junio Valerio Borghese in seguito di omologhe unità britanniche, per mantenere aperto il
all'armistizio di Cassibile strinse accordi di alleanza con il Porto della Spezia, contro il tentativo dei tedeschi di af-
capitano di vascello Berninghaus della Marina da guerra fondare delle navi alla sua entrata. Alla prima di queste
germanica.
azioni prese parte Luigi Durand de la Penne una volta
Durante i due anni che seguirono operò in coordina- rimpatriato dalla prigionia.
zione coi reparti tedeschi, sia per contrastare l'avanzata Al nord, immediatamente dopo l'armistizio dell'8 settem-
alleata dopo lo sbarco di Anzio e sulla Linea Gotica e bre, molti fucilieri di marina della Xª Flottiglia Mas tor-
nel Polesine, sia in operazioni contro la resistenza italia- narono a casa[10] o si rifugiano sulle colline in attesa degli
na, attività durante la quale l'unità impiegò metodi di re- eventi[11] , mentre il comando di stanza nella caserma di
pressione violenti e terroristici e si macchiò di crimini La Spezia non si sbandò e messo in allarme attese ordini
di guerra[3] , e infine nel tentativo di difendere i confini disciplinatamente[12] evitando però di distruggere i picco-
nordorientali dalla controffensiva iugoslava, cercando an- li mezzi navali all'ancora fuori della caserma di cui parte
che di affermare l'italianità di quelle regioni di fronte alle poi cadde momentaneamente in mani tedesche[13] . La se-
politiche annessionistiche dell'occupante tedesco[4][5][6] rata stessa Junio Valerio Borghese raggiunse l'ammiraglio
sostenuto da elementi collaborazionisti serbi, croati e Aimone d'Aosta e inutilmente cercarono insieme di con-
sloveni[7] . Peraltro questi tentativi velleitari non ottenne- tattare Roma per avere conferma dell'armistizio e rice-
ro risultati ed i reparti inviati in Friuli furono presto fatti vere ordini[12] . La Xª MAS, continuando a rimanere pri-
trasferire oltre il Piave, a Thiene, dal Gauleiter Rainer, va di ordini[14] , mantenne l'attività nella caserma immu-
deciso a mantenere il controllo totale della regione[8] . tata e per tutto il tempo la bandiera italiana rimase sul
La Xª Divisione MAS si arrese il 26 aprile 1945 ai rappre- pennone[15] . Borghese inoltre dispose di aprire il fuoco
sentanti del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) contro chiunque avesse tentato di attaccare la caserma[15]
nella caserma di piazzale Fiume (l'attuale piazza della riuscendo a respingere alcuni tentativi tedeschi di disar-
Repubblica) a Milano dopo la cerimonia dell'ammaina mare i fucilieri[16] . Il 9 settembre gli ufficiali si riuniro-
bandiera[9] . no per decidere la strada da intraprendere e Borghese ri-

1
2 1 L'ARMISTIZIO

badì la sua intenzione di continuare la guerra contro gli


angloamericani, scegliendo l'alleanza con la Germania.
L'11 settembre radunò i marinai di stanza a La Spezia
spiegando la situazione e dando il permesso di congedar-
si a coloro che non se la fossero sentita di continuare la
guerra[17] . La maggioranza si congedò[17] .
Egli avrebbe poi spiegato tale azione dicendo di avere fat-
to questo «per riscattare l'onore militare dell'Italia, ricon-
quistare la stima della Germania e ricondurre le due na-
zioni sul piano dell'alleanza» (secondo le sue stesse parole
tratte da una intervista concessa nel dopoguerra al gior-
nalista e storico Ruggero Zangrandi). La Decima assun-
se, almeno ufficialmente, atteggiamento del tutto apoliti-
co ed apartitico, tanto che per essere inquadrati nei ma-
rò della Xª MAS occorreva non essere iscritti ad alcun
partito politico.
Borghese strinse dunque il 12 settembre direttamente con
il Capitano di vascello Berninghaus della Marina da guer-
ra germanica, la Kriegsmarine, una singolare alleanza che
permetteva la continuazione dell'attività della Xª MAS
con il Terzo Reich, conservando bandiera (a cui era stato
tolto l'emblema dei Savoia) e divisa italiane, seppur sotto
il controllo operativo tedesco.
Al progetto di Borghese alla metà di settembre aderi-
rono circa metà dei duecento ufficiali presenti alla sede
della Spezia. Gli altri chiesero regolare licenza, conces- Junio Valerio Borghese in divisa della Xª
sa dal comandante[18] . Ben presto si unirono a quello che
avrebbe formato il nucleo della futura formazione auto-
noma della Decima Mas nella Repubblica Sociale i tre- consegna delle navi della Marina e la fuga del sovrano
centocinquanta marò al comando del capitano di corvetta e di Badoglio al sud, lasciando il paese nel caos). Ciò
Umberto Bardelli. trovava espressione nel motto del corpo «Per l'onore e
la bandiera d'Italia» e nello scudetto in cui era disegnata
Fin dai primissimi giorni dopo l'armistizio iniziarono a
una X sormontata da un teschio con una rosa in bocca e
giungere giovani volontari, spesso minorenni, attratti dal-
nell'Inno della Decima, scritto dalla moglie di Borghese
la leggenda delle gesta eroiche dei "maiali" e dalla fama
sulle note di una canzone d'operetta.[19] L'immagine
del comandante Borghese, celebrati dai manifesti di pro-
del teschio con la rosa in bocca veniva dal capitano
paganda che tappezzarono le città italiane. I ruolini del-
di corvetta Salvatore Todaro: poco prima di morire
la Decima giunsero quindi a contare complessivamente
aveva espresso il desiderio di un distintivo per la Xª che
20.000 uomini, l'entità di una divisione di fanteria.[5] .
rendesse l'idea che la morte in combattimento era una
Altri elementi che diedero presso i giovani della Repub- cosa dolce, come il profumo di un fiore.
blica Sociale popolarità notevole al corpo furono il came-
Nonostante la premessa di voler partecipare solo alla
ratismo che esisteva tra gli ufficiali e i marinai (istituzio-
guerra per la “liberazione dell'Italia invasa” ben presto i
ne del rancio unico per marinai e ufficiali e dell'uniforme
reparti della Decima furono coinvolti dai tedeschi nel-
di panno uguale) e il suo non conformismo (saluto meno
le operazioni di controguerriglia, ma gli ufficiali furo-
formale rispetto ai canoni tradizionali della marina) e la
no lasciati liberi di congedarsi senza conseguenze qua-
promozione guadagnata sul campo e non con l'anzianità
lora avessero rifiutato di sollevare le armi contro altri
o i concorsi. Il regolamento della Decima - rivoluzio-
italiani[20] . L'esasperazione e la ferocia cui giunse la guer-
nario per le Forze Armate italiane dell'epoca - era una
ra civile condussero alcuni elementi della Decima a mac-
derivazione del volontarismo garibaldino e del particola-
chiarsi di crimini di guerra, come la fucilazione di pri-
re tipo di cameratismo dei sommergibilisti, dalle cui fila
gionieri, la cattura di ostaggi fra i civili, la tortura di par-
provenivano Borghese, Bardelli ed altri capi del corpo.
tigiani (o civili presunti tali) catturati. Venne comunque
L'ideologia fondante del corpo era basata sul applicata la convenzione dell'Aja che non permetteva la
nazionalismo e sul combattentismo, in cerca della fucilazione di prigionieri, la cattura di ostaggi fra i civili
“bella morte” in battaglia e dell'eroismo «per riscattare per diritto di rappresaglia. D'altro canto, vi furono anche
l'onore della nazione italiana» (agli occhi dei volontari diversi episodi di accordi fra i reparti partigiani e quel-
che si arruolavano, tradito dall'armistizio dell'otto li della Decima in funzione anti-tedesca e anti-iugoslava,
settembre, conclusosi con il crollo dell'Esercito, la soprattutto (ma non solo) al confine orientale. In molti
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casi si giunse a regolari scambi di prigionieri, e in un ca-


so un ufficiale traditore della Decima - passato ai parti-
giani con la cassa del reparto - fu fucilato da un plotone
d'esecuzione misto di resistenti e marò.
La Xª MAS di Borghese aumentò rapidamente i suoi nu-
meri, sia con arruolamenti regolari sia accettando nel-
le proprie file disertori di altri reparti (e perfino ex-
partigiani), attratti dalla paga migliore, dal regolamento
peculiare della Decima e soprattutto dalla prospettiva di
poter colà combattere contro gli angloamericani. Per con-
tro, la Decima fu una delle unità della RSI che soffrì me-
no per le diserzioni (invece epidemiche nelle altre unità,
soprattutto nell'Esercito Nazionale Repubblicano). Bor-
ghese aveva sancito la pena di morte per la diserzione e
la codardia in faccia al nemico ben prima che tale pena
fosse estesa alle altre Armi e Forze Armate della RSI.[21]

2 Rapporti fra Xª MAS e RSI

1944: Fuciliere della Decima MAS. Appartiene al Gruppo Esplo-


rante Divisionale, come si evince dal fregio sul basco (diverso
da quello d'ordinanza per la Marina) e dalle mostrine nere con i
teschi, caratteristiche del Reparto Esplorante.

Aprile 1944: Junio Valerio Borghese e Umberto Bardelli sul sotto bandiera italiana, ottenendo ampia autonomia. Pur
fronte di Nettuno rispondendo, in pratica, al comando tedesco e ammini-
strativamente dal Ministero della Difesa repubblicano, la
Numerosi furono i problemi organizzativi che si erano Xª MAS era formalmente equiparata alla Wehrmacht, e
materializzati per il nuovo corpo, sia per le oggettive con- in pratica era una corpo franco.[22]
dizioni economiche e militari dell'Italia settentrionale, sia Il comportamento apertamente autonomistico contro le
a causa delle difficoltà sollevate dalle autorità tedesche e autorità repubblicane (fino alla strafottenza) - alle qua-
repubblicane. li formalmente la Decima avrebbe dovuto appartenere e
Borghese negoziò direttamente con la Germania nazista da cui amministrativamente dipendeva, avendo i suoi uo-
i termini della sua collaborazione con l'Asse. Questo dal mini giurato secondo la formula prevista dal governo re-
punto di vista della legittimità del corpo e del suo succes- pubblicano - causò molti attriti con altri organismi della
sivo inserimento nell'organico della RSI pose non pochi Repubblica Sociale e perfino la ventilata possibilità che
problemi, e caratterizzò i rapporti fra Borghese e RSI, Borghese tentasse un colpo di Stato contro Mussolini. In
tanto che alcuni autori stentano a considerare la Xª MAS seguito alle voci circolanti su questa eventualità, Borghe-
di Borghese un corpo della Repubblica Sociale Italiana, se, convocato a Gargnano, fu posto agli arresti il 14 gen-
bensì un vero e proprio corpo franco o compagnia di naio 1944. La voce dell'arresto di Borghese, attraverso
ventura inserita nell'ambito delle forze dell'Asse: in real- circostanze fortuite, arrivò al comando della Decima, che
tà, la Xª e la RSI mantenevano rapporti difficili, perché valutò addirittura l'ipotesi di marciare su Salò. Probabil-
l'autorità politica della RSI cercava faticosamente di ri- mente l'incidente fu risolto anche con la mediazione dei
condurre tutte le varie forze armate e di polizia sotto il suo tedeschi, che non volevano una lotta intestina tra i loro
controllo centralizzato (in quanto solo allo Stato è con- alleati.[23] Tutto venne risolto in tempi brevi con il rilascio
cesso il monopolio dell'uso della forza, secondo il dirit- di Borghese e il seguente licenziamento del sottosegreta-
to). D'altro canto, Borghese aveva ottenuto legittimazione rio alla Marina, Ferruccio Ferrini, da parte di Mussolini,
dai tedeschi, attraverso il capitano di vascello Berlinghaus che lo sostituì con il contrammiraglio Giuseppe Sparzani.
della Kriegsmarine, con il riconoscimento a combattere Borghese divenne sottocapo di Stato Maggiore ed ebbe ai
4 3 STRUTTURA DELLA Xª MAS

suoi ordini tutte le attività operative di Marina.[24] • 3º Reggimento artiglieria di marina


. Borghese, d'altronde, aveva sempre ostentato disprezzo “Condottieri”,[33] su:
nei confronti dei partiti e aveva la propensione per un mo- • Gruppo artiglieria “San Giorgio”[34]
dello di società organicista e militarista secondo il model- • Gruppo artiglieria “da Giussano”[35]
lo che realizzò con la Decima. Nella Xª MAS di Borghese • Gruppo artiglieria “Colleoni”[36]
non venne mai fatto il "saluto al Duce", ma solo il salu-
• Batteria contraerea leggera (20/65)[37]
to "Decima marinai! Decima Comandante!" (di questo lo
stesso Borghese venne accusato da parte di chi lo voleva • Battaglione del Genio “Freccia”[38]
esautorare dal comando della Decima). • Battaglione “Castagnacci”[39]

• Reparti di terra autonomi:


3 Struttura della Xª MAS • Gruppo d'ardimento “Medaglia d'Oro
Giobbe"[40]
• Battaglione “Longobardo”[41]
• Battaglione “Pegaso”[42]
• Battaglione “Risoluti”[43]
• Battaglione “San Giusto”[44]
• Battaglione “Scirè"[45]
• Battaglione “Serenissima”[46]
• Battaglione “Vega”[47]
• Distaccamento “Umberto Cumero” (suc-
cessivamente assorbito nel Distaccamento
“Torino”)[48]
• Distaccamento “Milano”[49]
• Distaccamento “Roma”[50]
Arruolamenti a La Spezia nel 1944
• Distaccamento “Torino”[51]
• Compagnia “Adriatica”[52]
• Comando Xª MAS • Compagnia “d'Annunzio”[53]
• Ufficio Stampa e propaganda[25] • Compagnia “Mai Morti”[54]
• Servizio Ausiliario Femminile (SAF)[26] • Compagnia operativa “O” (successivamente
assorbita nel Distaccamento “Milano”)[55]
• Servizio Amministrativo
• Compagnia “Sauro”[56]
• Servizio Sanitario
• Gruppo contraereo “Q”[57]
• Servizio Approvvigionamento
• Servizio Genio Armi navali • Reparti di mare, su:

• Servizio Polizia interna • Squadriglia MAS “Comandante


• Servizio Informazioni Castagnacci”[58]

• Ufficio Assistenza • Reparto mezzi d'assalto di superficie “Meda-


glia d'Oro Moccagatta", su:
• Gruppo Esplorante Divisionale
• Comando e reparto comando
• Reparti di terra successivamente raggruppati nella • Gruppo “Medaglia d'Oro Todaro" (Scuo-
“Divisione Decima”, su: la mezzi d'assalto di superficie)[59]
• Base operativa di collegamento[60]
• Battaglione “Maestrale” poi “Barbarigo”[27]
• Base operativa sud[61]
• Battaglione “Lupo”[28]
• Base operativa ovest[62]
• Battaglione Nuotatori-Paracadutisti (NP)[29] • Base operativa est[63]
• Battaglione Bersaglieri “Fulmine”[30] • Reparto mezzi d'assalto subacquei, su:
• Battaglione Guastatori Alpini “Valanga” [31]
• Scuola sommozzatori[64]
• Battaglione “Sagittario” [32]
• Gruppo operativo SSB[65]
5

• Gruppo “Gamma” - “Medaglia d'Oro il "Nuotatori Paracadutisti" o “NP” (Polesine), e il gruppo


Visintini"[66] d'artiglieria “Colleoni” (sul fiume Senio). Questi reparti
• Gruppo trasporto mezzi d'assalto ebbero pesanti perdite in combattimento durante l'ultima
“Aradam”[67] offensiva nemica, e ricevettero numerose decorazioni dai
tedeschi; il “Lupo” e l'"NP”, dopo il crollo della linea Ver-
• Squadriglia sommergibili CA[68]
de, riuscirono a ripiegare su Venezia, dove rimasero fino
• Squadriglia sommergibili CB/CM[69] all'arrivo degli alleati, a cui si arresero con l'onore delle
armi.
Nel 1945 Borghese riorganizzò la Divisione Decima nel
4 Impiego operativo della Xª MAS Veneto su due Gruppi di Combattimento (di cui uno a
ranghi incompleti, perché, come abbiamo visto, due bat-
taglioni e un gruppo d'artiglieria erano aggregati alle divi-
sioni tedesche sulla Linea Verde). L'obbiettivo era quello
di costituire una grossa massa di manovra da spostare a
Trieste e Fiume per evitare alle città la prevedibile occu-
pazione titina, mentre si intensificavano i contatti con i
servizi segreti regi, americani e britanniche per favorire
uno sbarco italo-inglese in Istria. Tuttavia il precipitare
degli eventi e il completo controllo del cielo da parte al-
leato impedì alla Divisione Decima di raggiungere le po-
sizioni previste (né d'altro canto vi fu il promesso sbarco
italo-britannico). I reparti così rimasti immobilizzati si
arresero alle truppe alleate con l'onore delle armi fra il 29
aprile ed il 2 maggio 1945.

5 I reparti navali

Marzo 1944. Aspirante guardiamarina della Decima MAS du-


rante un'ispezione a Roma presso viale Carso (quartiere della
Vittoria) in occasione del dispiegamento del reparto sul fronte
della testa di ponte alleata di Anzio Un MTM in servizio alla Xª

Dopo l'alleanza coi tedeschi, il nuovo corpo si dedicò Reparti di naviglio sottile della Decima furono impiegati
all'organizzazione militare al fine di poter recarsi al fron- contro le forze di sbarco e di rifornimento angloameri-
te a combattere gli anglo-americani. La sera del 3 mar- cane. Impiegati quasi esclusivamente MAS e motoscafi
zo 1944[70][71] il battaglione “Barbarigo” (il primo re- veloci modificati in siluranti, gli MTM. I reparti nava-
parto di fanteria della marina, guidato da Bardelli) en- li erano di stanza a Genova (Comando Tirreno) insieme
trò in linea nei pressi di Anzio e Nettuno, dove venne agli “uomini Gamma” (sommozzatori), mentre la 1ª e 2ª
impiegato contro gli Alleati durante lo Sbarco di An- squadriglia MAS erano di stanza a La Spezia.
zio,[72][73][74] operando però alle dipendenze della 175ª Il “Comando Tirreno” alla fine della guerra prese contat-
divisione tedesca. ti con il locale CLN, prendendo efficaci contromisure a
Dopo la rotta seguita allo sfondamento di Cassino, i re- contrasto dell'opera dei guastatori tedeschi che intende-
parti della Decima furono impiegati in maniera disorga- vano far saltare in aria le installazioni portuali. I sommoz-
nica anche in operazioni di polizia e di contro guerriglia zatori del reparto disarmarono le 80 cariche di demolizio-
in Italia settentrionale contro i partigiani, mentre sul fron- ne predisposte dai germanici e autoaffondarono le loro
te della Linea Gotica venivano inviati nel 1945 il “Lupo”, unità MAS e VAS e si consegnarono ai partigiani.[75]
6 6 IL FRONTE ORIENTALE

6 Il fronte orientale Gli altri morirono a fianco degli ultimi nuclei di resistenza
tedeschi nei combattimenti che divampavano contempo-
raneamente all'avanzata dei titini verso il Friuli e la Vene-
Subito prima della costituzione della Repubblica Socia-
zia Giulia. Essi, insieme a questi resti dell'esercito tede-
le, i tedeschi avviarono una politica di annessione delle
sco, dovevano resistere per coprire la ritirata del grosso
Tre Venezie, riunendo le province di Bolzano, Trento,
delle truppe tedesche acquartierate nell'Istria e nella Slo-
Belluno, al Gau dell'Alto Tirolo, dietro il pretesto della
venia verso l'Austria. Il caos che sconvolse le truppe tede-
costituzione di una zona d'operazioni nota con il nome di
sche prive di ordini univoci e divise nel tentare di resiste-
Alpenvorland, e quelle di Udine, Gorizia, Trieste, Pola,
re oppure ritirarsi trascinò anche i reparti repubblicani, e
Fiume e Lubiana (già aggregata come Provincia Autono-
fra questi ovviamente quelli della Decima.
ma alla Venezia Giulia) al Gau della Carinzia nell'ambito
della zona d'operazioni chiamata Adriatisches Küstenland Gli ultimi focolai di resistenza che proseguirono fino agli
(rimase Zara, pur sotto occupazione militare tedesca, inizi di maggio vennero tutti schiacciati dai titini, com-
sotto il controllo delle autorità della RSI). battendo oppure - più spesso - promettendo salva la vita
in caso di resa. Tra questi ultimi combattimenti, degno di
Soprattutto le terre orientali, già minacciate di annessio-
nota quello che si svolse a Pola. Qui, dopo la firma del-
ne dagli ustascia croati alleati dei nazisti, furono teatro
la resa delle ultime truppe tedesche affiancate da alcuni
di aspri scontri coi partigiani di Tito, che - organizzati in
reparti della Decima decimati dalla battaglia alle forze iu-
formazioni di notevoli dimensioni e potenziale bellico -
goslave l'8 maggio 1945, l'ammiraglio tedesco che aveva
cercavano di sconfinare nella Venezia Giulia per poter re-
firmato la capitolazione venne subito dopo fucilato insie-
clamare, giusta il principio dell'uti possidetis, l'annessione
me ad un gruppo di suoi ufficiali, insieme a una decina di
di questa alla Jugoslavia.
ufficiali italiani della Decima Mas.
Perciò la Decima Mas ebbe un notevole impiego sul fron-
Poco prima dell'occupazione dell'Istria da parte iugosla-
te dell'Istria e del Carso e nelle retrovie dell'esercito tede-
va, Borghese cercò un'improbabile alleanza con gli Allea-
sco soprattutto nel 1944, collaborando con i tedeschi nel-
ti per fronteggiare l'esercito iugoslavo di Tito, che stava
lo scontro con i partigiani titini (insieme agli altri cinque
rapidamente avanzando: in quei tempi, era viva in mol-
reggimenti italiani inquadrati nelle Forze Armate germa-
ti gerarchi nazisti e fascisti la speranza di arrivare a un
niche come Milizia Difesa Territoriale e ai reparti e batte-
armistizio con gli alleati occidentali per poter continua-
rie di difesa costiera). Gli scontri con i titini assumevano
re la guerra contro l'Unione Sovietica e il bolscevismo in
spesso l'aspetto tipico della guerriglia, con azioni crude-
generale.[78]
li ed atrocità alle quali seguivano altrettanto crudeli ra-
strellamenti da parte nazifascista, mentre solitamente le Analogamente, fra il settembre ed il dicembre del 1944
truppe titine rifiutavano la battaglia in campo aperto, do- furono presi approfonditi contatti con la brigata partigia-
ve ancora non potevano avere ragione dei tedeschi e dei na Osoppo, al fine di costituire un corpo misto che potesse
loro alleati. organizzare una difesa comune di quel fronte, ma il co-
mando inglese a cui faceva riferimento la Osoppo, seppur
Sulla frontiera orientale i battaglioni Sagittario, Barbari-
con qualche tentennamento, rifiutò l'offerta. Poco tem-
go, Lupo, appoggiati dai gruppi d'artiglieria San Giorgio
po dopo a Porzûs tutti i principali esponenti della brigata
ed Alberto da Giussano e da parte dei battaglioni Nuotato-
partigiana furono uccisi in quanto accusati di tradimento
ri Paracadutisti, guastatori Valanga e genio Freccia furo-
e per aver dato ospitalità ad una giovane, Elda Turchetti,
no coinvolti nell'Operazione Aquila (Adler Aktion) per la
denunciata come spia da Radio Londra su segnalazione
distruzione delle forze del IX Korpus iugoslavo, e quindi
di agenti inglesi, e il tentativo di collaborazione non ebbe
il Fulmine fu impiegato per arginare i tentativi di invasio-
séguito.
ne iugoslava della Venezia Giulia, rimanendo coinvolto
in un aspro scontro con gli slavi nella Battaglia di Tarno- Negli ultimi mesi del conflitto, al fine di difendere
va, dove fu quasi distrutto, riuscendo tuttavia a sbarrare l'italianità dell'Istria, Borghese avviò contatti con la Re-
il passo alle forze nemiche. gia Marina al sud (ammiraglio De Courten) per favo-
rire uno sbarco italo-alleato in Istria e salvare le terre
In seguito le autorità tedesche pretesero da Mussolini che
orientali dall'avanzata delle forze iugoslave[79] . Lo sbar-
i reparti della Decima fossero ritirati dalla Venezia Giu-
co studiato dalla marina italiana del Sud si sarebbe av-
lia, dove si erano verificati scontri anche sanguinosi con
valso dell'appoggio delle formazioni fasciste e della De-
i collaborazionisti slavi[76] e con lo stesso gauleiter Rai-
cima, con o senza l'intervento Alleato[80] . L'opposizione
ner. Rimasero solo alcune unità minori che presidiavano
inglese fece fallire questo piano[81] , non volendosi inimi-
le isole del Quarnaro e Trieste.[77]
care Stalin dopo l'accordo di Yalta[82] e favorendo co-
In Istria perciò rimasero solo alcune centinaia di uo- sì l'avanzata degli iugoslavi, che ebbero peraltro anche
mini della Decima dislocati in vari presidi a fianco l'attivo sostegno della Royal Navy britannica.
dei reparti tedeschi, perlopiù catturati dai titini durante
l'occupazione della Venezia Giulia insieme ai tedeschi e
altri soldati della RSI e massacrati nelle tristemente note
foibe, o deportati nei campi di prigionia iugoslavi.
7

7 Comportamento in guerra clei partigiani (secondo Nesi, nella zona della Liguria e
del Cuneense)[86] .
Nesi sostiene poi che taluni rapporti di polizia prover-
rebbero da uffici e comandi repubblicani ostili alla Deci-
ma, i quali avrebbero perseguito non lo scopo di riparare
i numerosi torti subiti dai civili, ma quello di metterla
in cattiva luce presso gli alti comandi nonché lo stesso
Mussolini nell'ambito delle feroci lotte per il potere che
caratterizzarono la Repubblica Sociale. Questi rappor-
ti sarebbero stati comunque ingigantiti ed esagerati.[87]
Infatti, per finanziare la guerra contro gli angloamerica-
ni, fu anche impiegato il mercato nero, acquistando armi
in Svizzera tramite contrabbando di beni calmierati. Lo
stesso prefetto di Milano espresse preoccupazione per le
numerose azioni illegali commesse dai fucilieri.
Sempre secondo l'ex ufficiale, nei confronti dei tedeschi
Il Battaglione lupo la Decima non è stata, come sostenuto da altri, servi-
le e collaborazionista, ma avrebbe invece seguito sem-
Le truppe coinvolte nelle operazioni di “grande polizia” pre un atteggiamento di furbesco doppiogioco, cercando
o controguerriglia contro le forze partigiane italiane sono di sottrarre all'alleato ogni tipo di rifornimento e mate-
state oggetto di numerose critiche. La Xª MAS fu atti- riale con ogni mezzo (compresa la corruzione, il furto,
va in operazioni di grande polizia nel Monferrato, nel- l'ubriacatura e l'inganno). Secondo l'ex ufficiale è da in-
le Langhe, nel Canavese, in Carnia, in Val di Susa e in quadrare in quest'ottica anche il pestaggio e l'arresto del
Val d'Ossola. Gli uomini della Decima si macchiarono di gauleiter Reiner, episodio che portò all'espulsione qua-
crimini di guerra, come torture, rappresaglie, fucilazioni si totale delle forze di Borghese dalla Venezia Giulia,
sommarie. sottoposte a “zona d'operazione”.[88] .
Le operazioni di rastrellamento contro i civili causarono
malcontento tra alcuni soldati, arruolatisi per combatte-
re solamente gli Alleati. Pertanto si registrarono numero- 8 Il coinvolgimento nella guerra
se diserzioni e perfino ammutinamenti tra i fucilieri dei civile
reparti impiegati contro i partigiani.
Alcuni appartenenti alla Decima Mas si distinsero anche La decima, nata per proseguire la guerra contro gli an-
in azioni di saccheggio e furto a danno della popolazione gloamericani, fu inizialmente risparmiata dalle azioni
civile, perseverando nell'abuso della loro autorità tanto da
partigiane e gappiste, fino al 23 gennaio 1944, quando un
far preoccupare le autorità legittime e non militari: attacco dinamitardo fece saltare alla Spezia il tram che
Nella sentenza di rinvio a giudizio del processo contro collegava il centro cittadino colla sede della Decima nel-
Junio Valerio Borghese, le accuse erano di aver effettuato, la Caserma San Bartolomeo, provocando la morte di tre
tra le altre cose: fucilieri di marina e due cittadini.

Sergio Nesi, ex ufficiale della Xª, sostiene che Borghe-


se e la Decima tennero un comportamento coraggioso ed
intrepido di fronte al nemico (ne parla al riguardo delle
battaglie sul fronte di Nettuno, sulla Linea Verde, duran-
te l'Operazione Aquila e nella Battaglia di Tarnova)[84] e
asserisce che nel complesso le diserzioni della Decima sa-
rebbero state sensibilmente inferiori a quelle registrate in
altre forze armate e reparti della RSI.[85] Molte azioni di
furto e saccheggio attribuite a reparti della RSI o tedeschi
sarebbero, secondo lui, invece da attribuirsi alle numero-
se bande di criminali comuni che infestavano il territorio,
i quali mascherati dietro uniformi della Decima che sa-
rebbero riusciti ad ottenere durante lo sbandamento dell'8 Uomini della Xª MAS prendono parte al rastrellamento di civi-
settembre 1943, taglieggiavano la popolazione civile con li davanti Palazzo Barberini seguito all'attentato di via Rasella
relativa impunità. Sempre secondo quanto riportato da del 23 marzo 1944: alcuni dei fermati saranno poi trucidati alle
Nesi, operazioni dello stesso genere - a scopo di propa- Fosse Ardeatine
ganda antifascista - sarebbero state condotte, sempre con
uniformi della Decima in qualche modo trafugate, da nu- A questo punto però i suoi appartenenti furono posti di
8 8 IL COINVOLGIMENTO NELLA GUERRA CIVILE

fronte alla libera scelta di congedarsi o continuare con la quanto necessario per venire incontro alle urgenze della
guerra civile primavera-estate 1944, e appena possibile sciolta e i suoi
elementi inviati nel Distaccamento “Milano”[91] .
Tuttavia, il 4 luglio 1944 l'episodio dell'uccisione del co-
mandante Umberto Bardelli spinse Borghese a tornare
sulla sua decisione di non impiegare i suoi uomini nella
controguerriglia. Così dall'autunno 1944 anche la Deci-
ma fu massicciamente coinvolta nella guerra civile contro
i partigiani italiani, dispiegando una forza ed una violenza
impressionante.
L'8 luglio 1944 Bardelli si recò personalmente alla ricer-
ca del guardiamarina Gaetano Oneto, disertore del “Sa-
gittario” che, unitamente ad altri fucilieri, era fuggito con
la cassa del battaglione. Giunto nel borgo di Ozegna con
una scorta, si trovò faccia a faccia coi guerriglieri della
formazione “Matteotti” al comando del partigiano Piero
Urati, detto Piero Piero. Per evitare uno scontro fratricida,
Bardelli depose le armi e ordinò ai suoi di fare lo stesso.
Iniziarono così a parlamentare coi partigiani per ottenere
la consegna del disertore, in un clima di crescente tensio-
ne. Dopo aver concordato lo scambio del disertore Oneto
con dei prigionieri partigiani, Bardelli lasciò il convegno
con Piero Piero, ma si trovò circondato da uomini della
“Matteotti”. Piero Piero intimò la resa al comandante re-
pubblicano, il quale rifiutò urlando«Barbarigo non si ar-
rende! Fuoco!». Nel rapido scontro a fuoco che ne seguì
Bardelli e 10 fucilieri furono uccisi. Le salme furono ri-
composte nell'attuale oratorio del paese e i feriti curati
da alcune religiose del posto. I fucilieri prigionieri, inve-
ce, furono catturati dai partigiani e portati “in montagna”,
Manifesto del 1944 inneggiante ad una “pacificazione” fra dove sarebbero stati sottoposti a varie pressioni (fra cui la
partigiani e forze della Decima "falsa fucilazione") per indurli a disertare e passare con
la “Matteotti”. Furono poi rilasciati una settimana dopo,
In seguito a questo episodio, la Decima inviò dei reparti a seguito di uno scambio con prigionieri partigiani.
in supporto ai tedeschi per un rastrellamento nelle monta-
Caddero anche sette partigiani ed un civile[92] .Secondo
gne prospicienti La Spezia, durante il quale non si ebbero
l'ufficio propaganda della Decima il corpo di Bardelli fu
scontri a fuoco, ma solo sequestri d'armi.
rinvenuto privo di due denti d'oro, mentre due caduti fu-
La prima rappresaglia compiuta dalla Decima risale in- rono rinvenuti dai paesani ammassati contro un muro e
vece al marzo 1944, quando il treno Parma-La Spezia fu imbrattati di sterco e con della paglia in bocca (secondo
bloccato dai partigiani e tutti i suoi occupanti militari (fra alcuni a causa del trasporto con un carretto sporco, ma
cui tre fucilieri della Decima) furono passati per le ar- tale versione risulta respinta da altra storiografia[93] ).
mi sebbene disarmati.[89] . La Decima ordinò un rastrel-
In seguito a questo evento Borghese radunò lo stato mag-
lamento, durante il quale 13 partigiani furono sorpresi:
giore della Decima comunicando la sua decisione e riba-
quattro morirono nello scontro a fuoco e altri nove furo-
dendo il carattere volontario della Decima. Chiunque non
no portati alla Spezia. Di questi, un minorenne fu rila-
avesse voluto rimanere nella Decima, che era nata per
sciato, e gli altri otto furono fucilati. Spostate le unità in
combattere al fronte gli anglo-americani, e che da quel
Piemonte alla Decima fu sempre più spesso richiesta la
momento si trovava coinvolta nella guerra civile, avrebbe
partecipazione alle operazioni di grande polizia, richie-
ottenuto il congedo illimitato: quindici ufficiali su due-
ste alle quali la formazione aderì sempre con riluttanza
cento chiesero ed ottennero d'essere messi in congedo per
e mettendo a disposizioni nuclei di entità inferiore alla
non dover partecipare alla guerra civile.[94]
compagnia[90] .
Dopo altri due mesi di imboscate e rastrellamenti si giun-
Per fronteggiare le sempre più frequenti azioni dei parti-
se ad un nuovo abboccamento fra i reparti della Decima e
giani, viene costituita una speciale “Compagnia O” (ope-
della formazione di Piero Piero che portò alla costituzio-
rativa), composta da 120 uomini al comando del tenente
ne, caso più unico che raro, di un plotone d'esecuzione
Umberto Bertozzi. Non è chiaro invece il suo rapporto
misto per l'esecuzione del disertore Oneto. Oneto dopo
con Borghese e coi comandi della Decima: pare piuttosto
essere stato degradato viene fucilato nei pressi di Confi-
plausibile che detta compagnia “O” sia stata maltollerata
9

cabra foto, è divenuto uno dei simboli della ferocia cui


si giunse durante la guerra civile. Ad Ivrea il partigiano
Nazionale decise di attentare alla vita del cappellano mi-
litare della Decima, don Augusto Bianco. Bloccato con
una bomba a mano in pugno, proprio un istante prima che
potesse scagliarla, fu sommariamente giustiziato il 29 lu-
glio tramite impiccagione nella piazza del municipio[96] .
Il corpo, lasciato appeso con cartello al collo divenuto
tristemente famoso per una foto scattata da un fuciliere
(vedi foto), sarebbe dovuto rimanere appeso quale moni-
to per la popolazione, che venne raggruppata e fatta sfi-
lare davanti al suo cadavere[97] . Secondo le testimonian-
ze di alcuni partigiani (raccolte però successivamente ai
fatti), al momento dell'impiccagione Nazionale era prati-
camente già morto a causa delle torture subìte da parte
dei fucilieri della compagnia “O”, generalmente ritenu-
La salma del comandante Umberto Bardelli ucciso dai partigia- ta la più violenta della Decima, e, sempre secondo que-
ni della “Matteotti” di Piero Urati detto Piero Piero il 4 luglio ste testimonianze, nell'ambito delle torture gli sarebbe an-
1944: secondo l'ufficio propaganda della Decima, che ha diffuso che stata mozzata la lingua[98][99] . Tuttavia, dopo poche
l'immagine, si noterebbe la mancanza di due denti d'oro strappati ore, un ufficiale del battaglione “Fulmine”, non ritenendo
al cadavere
compatibile un simile spettacolo di ferocia con l'onore del
proprio reparto, ordinò che il corpo fosse deposto, e cri-
stianamente sepolto nel cimitero cittadino, alla presenza
di un picchetto di fucilieri.[4] .

Le salme dei fucilieri Fiaschi e Grosso, imbrattate di sterco

glietto Val Soana da un picchetto comandato dal tenente


di vascello Montanari formato da sei fucilieri del batta-
glione Barbarigo e sei partigiani della Brigata De Franchi
il 4 settembre 1944. All'esecuzione assistette un picchetto
di venti fucilieri della Decima e di venti partigiani.[4][93] .
Nonostante questo episodio (che ebbe come strascico
l'arresto di Piero Piero per ordine di altri capi partigia-
ni, anche in seguito alle esazioni compiute dal gruppo in
Valchiusella. Il malcontento della popolazione sfociò in
un'inchiesta da parte dei partigiani dell'area che fecero
cessare le requisizioni e i furti di cibo e bestiame.), la De- Ferruccio Nazionale, partigiano biellese impiccato dalla Xª MAS
cima si trovò coinvolta sempre più profondamente nella sulla piazza del municipio di Ivrea il 9 luglio 1944
guerra civile. Subendo - in quanto forza militare alleata
dei tedeschi e al pari delle forze militari di questi - attac- La particolare crudezza che caratterizzò le azioni del-
chi, catture ed imboscate[95] in numero crescente, i suoi la Decima durante le operazioni antipartigiane è stata
uomini reagirono sempre più violentemente, fino a perpe- spiegata così dallo storico Renzo De Felice:
trare veri e propri crimini di guerra contro le popolazioni
I crimini di guerra e contro l'umanità della Xª MAS si
civili. svolsero essenzialmente in paesi e frazioni, dove era con-
Fra gli episodi più significativi si inquadra l'esecuzione centrata l'attività partigiana. Sono stati citati i seguenti
sommaria del partigiano garibaldino Ferruccio Naziona- episodi a carico della Decima durante il processo al suo
le, detto “Carmela”, il cui corpo, immortalato in una ma- comandante nel dopoguerra:
10 9 LA FINE DELLA GUERRA

• Valmozzola (PR): 17 marzo 1944 fucilazione di otto glie di cui furono protagonisti, gli uomini della Decima
partigiani presi prigionieri dopo l'uccisione di due indossassero uniformi tedesche, probabilmente per farle
ufficiali del battaglione Lupo della Xª Flottiglia MAS attribuire esclusivamente all'esercito nazista.[105] . Tutta-
Carlotti e Pieropan[100] via nel dispositivo della sentenza, Borghese fu condanna-
to a 12 anni di carcere ed esclusione dai pubblici uffici
• Forno (frazione di Massa), 13 giugno 1944: 68 per-
solo per “collaborazione militare” coi tedeschi, escluden-
sone (tra le quali il maresciallo dei carabinieri Ciro
do il suo coinvolgimento nei crimini di guerra come la
Siciliano, che cercò di impedire il rastrellamento),
sua partecipazione ai reati di omicidio e saccheggio[116] .
per lo più civili e qualche partigiano, vennero ucci-
se da un reparto di SS e da uomini della Compagnia Durante gli anni sessanta seicentonovantacinque fascico-
“O” della Decima al comando di Umberto Bertozzi li riguardanti le stragi nazifasciste in Italia vennero “ar-
(che secondo alcune fonti fu colui che selezionò chi chiviati provvisoriamente” dal procuratore generale mili-
tra i prigionieri sarebbe stato fucilato) in quella che tare, principalmente per ragioni di convenienza politica,
vine ricordata come la Strage di Forno.[101][102] e i vari procedimenti furono bloccati, garantendo quin-
di l'impunità per i responsabili ancora in vita. Succes-
• Borgo Ticino (NO), 13 agosto 1944: in collabora- sivamente, nel 1994, durante la ricerca di prove a cari-
zione con le SS, fucilazione di 12 civili, saccheggio co di Erich Priebke per la strage delle Fosse Ardeatine,
e incendio del paese. Per la prima volta viene ap- venne scoperta l'esistenza di questi fascicoli (trovati in
plicato il bando Kesselring di rappresaglia per il fe- quello che giornalisticamente è stato definito l'Armadio
rimento di quattro soldati tedeschi (al paese venne della Vergogna): tra di questi ve ne erano diversi rife-
chiesto un risarcimento di 300.000 lire a compen- riti a fatti compiuti da personale della Decima Mas di
sazione del fatto[103] e per evitare l'esecuzione, ma Borghese.[117] .
dopo aver riscosso la cifra, come ammesso anche al
processo dal Capitano Krumhar che guidava il grup-
po delle SS, la fucilazione e le successive violenze
avvennero ugualmente).[104][105]
9 La fine della guerra
• Guadine (fraz. di Massa), 24 agosto 1944: rappre-
saglia sulla popolazione civile, ritenuta fiancheggia-
trice dei partigiani, con 13 civili uccisi[106] . Il paese
e le sue frazioni furono quasi completamente bru-
ciati e distrutti. L'operazione probabilmente aveva
anche lo scopo di bloccare eventuali fuggitivi dal-
la contemporanea azione della 16. SS-Freiwilligen-
Panzergrenadier-Division Reichsführer SS, agli or-
dini del maggiore Walter Reder e degli uomini del-
la Brigata Nera di Massa, che si stava svolgendo a
Vinca (comune di Fivizzano).[107][108]
• Castelletto sopra Ticino (NO), 2 novembre
1944, dopo l'uccisione da parte dei partigiani
del sottotenente di vascello Leonardi, pubblica
esecuzione esemplare: un ufficiale della Xª MAS fa Junio Valerio Borghese ordina l'ammaina bandiera e smobilita
fucilare in pubblico cinque partigiani “garibaldini” la Xª MAS. - Milano, Piazzale Fiume 26 aprile 1945
detenuti ad Arona[109][110] , dopo aver raccolto una
folla obbligata ad assistere.[111] Verso la fine della guerra, la Xª MAS di Borghese spostò il
suo quartier generale in Piemonte. Il 26 aprile, primo dei
• Crocetta del Montello (TV): tortura di sei partigiani tre giorni di insurrezione che portarono alla Liberazione,
tramite fustigazione e ustioni con stracci imbevuti di Borghese sciolse la Decima presso la caserma di piazzale
benzina e accesi[112][113] . I sei partigiani, presi pri- Fiume (odierna piazza della Repubblica) a Milano.
gionieri dal tenente dalla Xª MAS Filippo Mariuc-
ci, forse in seguito a delazione di un altro partigia- I vari reparti della Decima seguirono invece diver-
no, erano stati indicati come i responsabili del ra- si destini, a seconda del luogo e del nemico a cui si
[4][5][118]
pimento e dell'uccisione avvenuta il 7 ottobre 1944 arresero .
del brigadiere dei carabinieri Ettore Buggio pertanto
furono sommariamente fucilati lungo il muro ester- • I battaglioni “Barbarigo”, “Lupo”, “NP” e “Freccia”
no del cimitero di Ciano del Montello il 2 gennaio e il gruppo artiglieria “Colleoni”, impiegati a dife-
1945[114][115] sa della Linea Gotica, dopo aver subito perdite as-
sai gravi nei combattimenti contro le forze inglesi
Nel processo che Borghese subì dopo la guerra, una te- e del Commonwealth, si ritirarono in piccoli nuclei
stimonianza suggerì anche che in alcune delle rappresa- oltre l'Adige verso Padova ad Albignasego (“Lupo”
11

e “Barbarigo”) dove si arresero quando furono rag- dei Nuotatori Paracadutisti della Decima, NP, nel maggio
giunte dal nemico, ottenendo l'onore delle armi. Il del 1945, ove furono trucidati 50 prigionieri di guerra).
“Freccia” e il “Colleoni” furono totalmente distrut-
ti nella battaglia, e cessarono di agire come uni-
tà organiche già dagli ultimi giorni di aprile 1945, 10 Le riviste
ripiegando disordinatamente.
• I reparti indivisionati nella Divisione Decima in La prima rivista pubblicata dalla Xª MAS fu "La Cambu-
territorio vicentino (“Sagittario”, “Fulmine”, “Va- sa", nata presso la caserma di Muggiano presso La Spezia
langa”, “Castagnacci”, “san Giorgio”, “Alberto da fin dal settembre 1943. Dopo la distruzione della caserma
Giussano”, “Pegaso”, “Vega”) attesero l'arrivo del a causa dei bombardamenti alleati tutto l'ufficio fu trasfe-
nemico arma-al-piede, dopo un iniziale tentati- rito a Milano in Piazza Fiume. Il distaccamento milanese
vo di raggiungere la Venezia Giulia per arginare era all'epoca comandato dal capitano Gennaro Riccio. Si
l'invasione iugoslava, frustrato dal totale controllo occupò della rivista Pasca Piredda, affiancata da diversi
dell'aria da parte delle aviazioni alleate. Anche que- corrispondenti di guerra come Ugo Franzolin. Presto nac-
sti reparti si arresero con l'onore delle armi. I re- quero problemi con l'ufficio stampa tedesco del tenente
parti concentrati a Bassano del Grappa invece si Schaffer che pretese di imporre la censura ma la Decima,
confrontarono coi partigiani, a volte combattendo a forte degli accordi direttamente intercorsi con il coman-
volte arrendendosi: in quest'ultimo caso gli uomini dante tedesco Berninghaus riuscì ad evitare ogni proble-
che si consegnarono furono spesso oggetto di feroci ma. Il 9 dicembre 1944 Pasca Piredda ebbe un grave in-
vendette. cidente stradale che la costrinse a una lunga degenza. Nel
frattempo il suo ufficio fu affidato al tenente di vascello
• I reparti di Fanteria di Marina a Venezia (btg. “Se- Mario Ducci e in seguito al giornalista Bruno Spampa-
renissima” e Nuotatori Paracadutisti -NP- ed altri) nato. Nel gennaio 1945 "La Cambusa" cambiò nome in
si arresero con l'onore delle armi agli Alleati il 30 "L'Orizzonte" e si arricchì di due pagine in più arrivando a
aprile 1945, presso l'ex collegio navale della GIL a contarne sei e attirandosi le attenzioni del Ministero della
Sant'Elena[119] . Cultura Popolare che, a causa della carenza di carta, vie-
• I reparti territoriali a Torino e Milano seguirono tava alle riviste di avere più di quattro pagine, e pertanto
la sorte delle altre unità repubblicane ivi presenti. non ne autorizzò la pubblicazione. Distribuito ugualmen-
Quelli di Torino non riuscirono a ripiegare verso la te per le strade e in alcune edicole presidiate da militi
“zona franca” di Ivrea per arrendersi agli americani della Xª MAS cessò le pubblicazioni con il terzo numero
il 5 maggio successivo, e seguitarono a combatte- nel mese di febbraio.
re nella caserma assediata dai partigiani. Dopo aver "L'Orizzonte" assunse rispetto alla precedente rivista un
finito le munizioni si arresero, e oltre 60 dei super- taglio più politico affrontando argomenti che prece-
stiti furono fucilati sommariamente. Quelli di Mila- dentemente erano stati lasciati ai margini. La questio-
no subirono l'urto dell'insurrezione partigiana il 26 ne dell'antisemitismo fu affrontato dall'Ispettore gene-
aprile. rale per la razza Giovanni Preziosi che iniziò a scrive-
re articoli fortemente antisemiti, in cui propugnava la
• I reparti nel novarese (btg. “Scirè") furono coinvolti
teoria del complotto giudaico: "È storicamente dimostra-
in scontri a fuoco coi partigiani. Quelli che si arre-
to che l'attuale guerra fu voluta, attuata e preparata dal
sero dietro promessa d'aver salva la vita furono in
giudaismo, che ha avuto come strumento principale la
gran parte passati per le armi.
massoneria...”
• I reparti in Istria, a Fiume e sulle isole del Carnaro
furono sistematicamente annientati dagli iugoslavi.
Il battaglione “San Giusto” di Trieste invece riuscì 11 Decorazioni
a raggiungere via mare Venezia dove si arrese agli
Alleati il 30 aprile.
Un totale di almeno 466 militi della Xª Flottiglia MAS
• I reparti di marina a Sanremo uscirono il 26 apri- della Marina Repubblicana furono insigniti di decorazioni
le per un'ultima missione contro i franco-americani, al Valore Militare della Repubblica Sociale Italiana[120] .
dopodiché affondarono i propri mezzi e dispersero Tra di loro:
gli uomini. Quelli che furono catturati dai partigiani
furono sommariamente uccisi.
3 Medaglie d'oro al valor
I caduti accertati in operazioni belliche e di controguerri- militare[121] (tutte concesse alla memoria)
glia della Decima assommano a oltre 600. A questi vanno
aggiunti gli uomini uccisi sommariamente al termine del- Guardiamarina
le ostilità dopo aver ceduto le armi, in numero non pre- Alessandro Togno-
cisato (si ricorda, ad esempio, l'eccidio di Valdobbiadene loni[122] , Battaglione
12 13 NOTE

“Barbarigo”, Cisterna [3] Giorgio Bocca, Storia dell'Italia partigiana, p. 478.


24/5/1944[123]
[4] Guido Bonvicini, Decima Marinai! Decima Comandante!,
Sottotenente Alfonso
Mursia, Milano.
Guadagni, Battaglione
“N.P” e Servizio Infor- [5] Giorgio Pisanò, Gli ultimi in grigioverde, CED, 1967.
mazioni Xª MAS, Nisida
[6] Giorgio Pisanò, Storia della guerra civile in Italia, CED,
14/6/1944
1964 et. al.
Capitano Genio Navale
Umberto Bardelli, Batta- [7] De Gasperi: anche quelli di Salo' difendevano Trieste
glione “Barbarigo”, Oze- - Corriere della Sera 11 ottobre 1996, archiviostori-
gna 8/7/1944[124] co.corriere.it. URL consultato il 19-08-2008.

Al momento della resa della RSI erano anco- [8] G. Bocca, Storia dell'Italia partigiana, p. 479-480.
ra al vaglio della commissione di assegnazione
[9] Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero,
altre quattro proposte, ossia :
Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondadori,
S.Ten. Sergio Denti, 2008, pag. 198.
Mezzi d'Assalto - Mare [10] Silvio Bertoldi, Salò vita e morte della Repubblica Sociale
Tirreno 1944-45 Italiana, BUR, 2005, pag 151.
Marò Giorgio Agostini,
Casale Nenci 25/12/44 [11] Silvio Bertoldi, Salò vita e morte della Repubblica Sociale
Italiana, BUR, 2005, pag 158.
Marò Eugenio Bampi,
Tarnova 18/1/45 [12] Giampaolo Pansa, Il gladio e l'alloro, Le Scie, Mondadori
S.Ten. Giovanni Big- editore, Milano, 1991, pag 186.
gio, Castelnuovo Perna
[13] Silvio Bertoldi, Salò vita e morte della Repubblica Sociale
20/3/45
Italiana, BUR, 2005, pag 153-157.

[14] Sole De Felice, "La Decima Flottiglia Mas e la Vene-


96 Medaglie d'argento al zia Giulia 1943-1945", Edizioni Settimo Sigillo, Roma,
valor militare 2003, pag.53, Relazione giurata del capitano di vascel-
lo Agostino Calosi responsabile dell´Ufficio Informazioni
della Regia Marina del Sud nel corso del processo tenuto
contro Borghese il 24 novembre 1948 “nel caso specifico
122 Medaglie di bronzo al della X Flottiglia Mas debbo dire che a questo coman-
valor militare do non arrivarono mai ordini precisi, benché dallo stesso
sollecitati anche telefonicamente”.

245 Croci di guerra al [15] Silvio Bertoldi, Salò vita e morte della Repubblica Sociale
Italiana, BUR, 2005, pag. 156.
valore militare
[16] Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero,
A cui si aggiungono 122 encomi solenni, Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondadori,
sempre concessi dalla RSI. 2008, pag. 160: “I tedeschi fecero numerosi tentativi di
penetrare nella caserma della Xª Mas, ma, come scrisse
Borghese, Li respingemmo tutti malgrado l'enorme spro-
porzione di forze. Nessuno ne ha mai dubitato e, anzi la
12 Riferimenti postali storici fermezza dimostrata dalla flottiglia nella circostanza è sta-
ta spesso presa a esempio di ciò che sarebbe stato possi-
Al Comando X Flottiglia Mas venne assegnata[125] : Fp. bile fare in quei giorni difficili se si fosse potuto contare
80015 (dal 4.5.44) e la Fp 81200 (dal 5.3.45); a La Spezia su unità altrettanto motivate”.
PdC.781; a Milano PdC.795; a Lonato (BS) PdC.755. [17] Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero,
Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondadori,
2008, pag. 161.
13 Note [18] Giorgio Pisanò, op. cit. «Chi vuole rimanere con me a
difendere la Flottiglia, resti. Io non me ne vado. Ma chi
[1] La marca di numero ordinale apposta al numero roma- di voi ha motivi validi per cercare di raggiungere le fa-
no (di per sé già ordinale), pur essendo un errore, fu miglie me lo dica. Sarà posto in licenza immediata, sal-
nondimeno usata dai costitutori del corpo. vo il richiamo che farò non appena le circostanze lo
permetteranno».
[2] Cfr. a p. 67 in Antonio Pietra, Guerriglia e contro guer-
riglia: un bilancio militare della Resistenza, 1943-1945. [19] Emanuele Mastrangelo, I canti del Littorio, Lo Scarabeo,
Valdagno, G. Rossato, 1997. Bologna, 2005.
13

[20] G. Bonvicini, op. cit., pag. 79. Quindici ufficiali chiesero [31] Costituito a Pavia nel Settembre 1943 con personale bre-
ed ottennero da Borghese regolare foglio di congedo per vettato alla Scuola Guastatori del Genio di Banne (Cpt.
non dover partecipare ai rastrellamenti antipartigiani. Manlio Morelli). Il reparto si aggregò alla Xª nel marzo
1944, partecipando con il resto della divisione ai rastrel-
[21] Emanuele Mastrangelo, I disertori nella RSI, su Il Secondo lamenti nella zona di Ivrea per poi trasferirsi in Friuli nel
Risorgimento, III/2004. goriziano e nella zona del Meduna, distinguendosi in com-
[22] Un estratto dal libro di Aurelio Lepre, La storia della battimento contro le formazioni iugoslave. Era parte del 2º
Repubblica di Mussolini. Salò: il tempo dell'odio e della Gruppo di Combattimento della “Divisione Decima”.
violenza, Mondadori, 1999, ISBN 88-04-48141-2.
[32] Costituito a La Spezia nell'aprile 1944 (C,C, Bernardi-
[23] Intervista a Piero Vivarelli. no Fumai), a partire dalla Compagnia autonoma “Mai
Morti”. Partecipò ai grandi rastrellamenti antipartigiani
[24] Sergio Nesi, Decima Flottiglia nostra..., Mursia, Milano, in Piemonte per poi trasferirsi in Friuli contro i partigiani
1986, pag. 59. iugoslavi nella zona di Salcano, distinguendosi nei com-
[25] L'Ufficio Stampa e Propaganda fu costituito alla Spezia il battimenti di Casale Nenzi. Era parte del 2º Gruppo di
9 settembre 1943 e disciolto a Milano il 26 aprile 1945. Il Combattimento della “Divisione Decima”.
responsabile fu il sottotenente di vascello Pasca Piredda. [33] Costituito a partire dal febbraio 1944 a La Spezia (Magg.
• Servizi Guido Boriello).
• Propaganda: resp. capitano di corvetta Coc- [34] Il gruppo partecipò ai combattimenti sul fronte di Net-
chia tunia, in supporto al Battaglione “Barbarigo”, per poi
• Stampa: resp. tenente Genta e tenente Zanfa- operare nel settore Veneto e Friulano.
gna
[35] Il gruppo operò in supporto alle unità della Divisione con-
• Radio: resp. capitano Bruno Spampanato
tro gli iugoslavi, ed entrò successivamente a far parte del
• Fotografia: resp. tenente Elio Luxardo
1º Gruppo di Combattimento della “Divisione Decima”.
• Giornale ufficiale della Xª Mas: La Cambusa
[36] Il gruppo non divenne mai pienamente operativo.
.
[37] parte del 1º Gruppo di Combattimento della “Divisione
[26] Comandante : Ausiliaria Fede Arnaud- Costituito a Roma
Decima”.
nel 1944 come centro assistenza per i feriti in afflusso dal
fronte di Nettunia, venne successivamente trasferito a La [38] Costituito nel 1944 (C.C. Filippo di Bernardo) nel qua-
Spezia e poi a Sulzano per un corso d'addestramento. Un dro della costituzione delle unità di supporto divisiona-
secondo corso venne tenuto a Grandola, ed un terzo a Col li. Sostenne le attività dei reparti da combattimento con-
di Luna. tro i partigiani yugoslavi, ed entrò successivamente a far
parte del 1º Gruppo di Combattimento della “Divisione
[27] Costituito nel novembre 1943 (C.C. Umberto Bardelli),
Decima”.
si distinse in combattimento sul fronte di Nettunia e nel-
la difesa di Roma. Partecipò successivamente ai com- [39] costituito inizialmente come unità di guarnigione a pro-
battimenti contro i partigiani yugoslavi nelle zone del tezione degli enti territoriali della Marina Repubblicana
Bosco di Cansiglio, nel Goriziano e nella Selva di Tar- dislocati sul Lago Maggiore. Operò in funzione antiparti-
nova. Nel marzo 1945 fu inquadrato nel 1º Gruppo di giana in Valdossola e Valle Strona, per poi venire assor-
Combattimento della “Divisione Decima”. bito nella “Divisione Decima” come Battaglione comple-
[28] Costituito a La Spezia tra gennaio ed aprile 1944 (C.C. menti. Entrò successivamente a far parte del 2º Gruppo di
Corrado de Martino). Operò in funzione antipartigiana in Combattimento della “Divisione Decima”.
Garfagnana, Lunigiana e Piemonte, prima di essere tra- [40] costituito a La Spezia nel febbraio 1944, operò
sferito al fronte sulla linea del Senio come parte del 1º nell'addestramento del personale dei reparti speciali della
Gruppo di Combattimento della “Divisione Decima”. Divisione prima al Lido di Camaiore, poi a Piacenza ed
[29] Costituito a La Spezia nell'ottobre 1943 (Cpt.G.N. Ni- a Portese sul Garda ".
no Buttazzoni). Inizialmente suddiviso in distaccamenti [41] costituito nel giugno 1944 a Bordeaux (Francia) con per-
(1ª Cp. a difesa del Ministero della Marina a Montecchio sonale in esubero di Betasom. Rientrò in Italia nell'agosto
Maggiore, 4ª Cp. in Val d'Intelvi, Cp."Ceccacci” a Trevi- 1944”.
so per addestramento sabotatori, Compagnia comando ad
Asiago) partecipò poi ad azioni antipartigiane in Piemon- [42] costituito a Montecchio Maggiore nel gennaio 1945, operò
te, ai combattimenti contro i partigiani yugoslavi in Friuli come guarnigione delle locali sedi comando della Marina
e Venezia Giulia, e Nel marzo 1945 fu inquadrato nel 1º Repubblicana ".
Gruppo di Combattimento della “Divisione Decima”.
[43] costituito a Genova nel marzo 1944 su iniziativa del Capo
[30] Costituito a La Spezia nel marzo 1944 (Com. Corallo). di I Classe Felice Bottero, rimase fino alla fine inquadra-
Operò in funzione antipartigiana in Valle d'Aosta, Pie- to da soli sottufficiali con l'eccezione dell'ufficiale medico
monte, Veneto e Friuli, distinguendosi in combattimento e di due tenenti dell'Esercito. Operò nella difesa costiera
contro i partigiani yugoslavi nella Selva di Tarnova. Era (comprese le batterie di Sturla, San Remo e Sampierda-
parte del 2º Gruppo di Combattimento della “Divisione rena) e fornì rincalzi ai battaglioni “Lupo” e “Barbarigo”
Decima”. ed al Distaccamento “Milano”.
14 13 NOTE

[44] costituito a Trieste nel dicembre 1944, rimanendo sempre [63] Operativa dall'isola di Brioni, sulle coste dell'Istria.
parte della guarnigione della città.
[64] Basata inizialmente a Portofino e successivamente trasfe-
[45] costituito ad Arona nel maggio 1944, a difesa della Scuola rita a Portorose (Istria).
Mezzi d'Assalto di Superficie di Sesto Calende.
[65] Costituita per operare sui mezzi d'assalto subacquei SLC e
[46] costituito a Venezia nel febbraio 1944, con compiti di SSB non ebbe impiego operativo per la mancanza di mezzi
guarnigione. Una compagnia fu distaccata in supporto avvicinatori.
del battaglione “Valanga in Val Neduna e nella Selva di
Tarnova. [66] L'unita inquadrava i nuotatori d'assalto “Gamma” (G =
Guastatori) della Xª. Inizialmente basata a La Spezia,
[47] costituito a Montorfano nel maggio 1944 come unità di
venne successivamente trasferita a Valdagno.
supporto ed addestamento per il battaglione “NP”.

[48] costituito a Torino nel marzo 1944, a difesa degli [67] Costituito a Genova, avrebbe dovuto fornire l'equipaggio
stabilimenti FIAT. ed il supporto al sommergibile Aradam, recuperato
dall'autoaffondamento, i cui lavori di riparazione e tra-
[49] costituito a Milano nel giugno 1944 per la difesa del co- sformazione in sommergibile avvicinatore per gli SLC e
mando della Xª in Piazza Fiume, e successivamente rin- SSB non vennero mai ultimati. Il Gruppo venne sciolto nel
forzato con una compagnia del Battaglione “Risoluti” e la settembre 1944, dopo l'affondamento del sommergibile
Compagnia operativa “O”. ancora in allestimento nel corso di un bombardamento.

[50] costituito a Roma nel 1944 per compiti amministrativi, [68] Basata a La Spezia, inquadrava i sommergibili ta-
servì da comando tappa per il Battaglione “Barbarigo” e scabili Classe CA CA.1, CA.3 e CA.4, recuperati
da centro reclutamento. dall'autoaffondamento. Non ebbe impiego operativo.
[51] costituito a Torino nel giugno 1944 sulla forza di una [69] Basata a Pola, la squadriglia inquadrava il sommergibile
Compagnia con compiti di guarnigione, assorbì succes- tascabile CM.1 ed il pari classe CM.2 (mai ultimato), ed
sivamente il distaccamento “Umberto Cumero” ed altre i sommergibili tascabili Classe CB (da CB.13 a CB.26,
unità fino ad assumere la consistenza di un Battaglione. gli ultimi cinque mai completati o collaudati). Svolse una
limitata attività addestrativa e di trasporto informatori.
[52] costituita a Ravenna, servì come guarnigione dell'isola di
Cherso. [70] Andrea Lombardi, Il comandante Bardelli, Effepi edizio-
[53] costituita a Fiume nel maggio 1944 con compiti di ni, Genova, 2005, pag. 24.
guarnigione.
[71] Carlo Cocut, Forze armate della R.S.I. sulla Linea Gotica,
[54] costituita a Trieste nell'ottobre 1943, venne successiva- Marvia edizioni, Milano, 2011, pag. 255.
mente trasferita a Novara e successivamente sciolta a La
Spezia per motivi disciplinari. [72] Paolo Senise, Lo sbarco ad Anzio e Nettuno - 22 gennaio
1944, Milano, Mursia, 1994, p. 72, ISBN 978-88-4251-
[55] costituita a La Spezia nel luglio 1944 a difesa del comando 621-7..
della Xª. Quando il comando si trasferì a Milano, venne
assorbita dal locale Distaccamento. «I giornali fascisti che si stampavano a Roma
riportavano le cronache di guerra dal fronte
[56] costituita a Pola con personale in esubero del 3º Reg- di Nettuno».
gimento “San Marco” della RSI per la protezione della
locale Base Sommergibili CB. [73] Carlo Chevallard, Diario 1942-1945: cronache del tem-
po di guerra, a cura di Riccardo Marchis, BLU Edizioni,
[57] costituito a Gavirate, servì inizialmente a difesa dello Sta- 2005, p. 252.
to Maggiore della Marina Repubblicana a Lonato e poi a
difesa del comando della Xª a Milano. «La nostra radio ha parlato ieri di
un'offensiva sul fronte di Nettuno.».
[58] Costituita a Lerici nel gennaio 1944 a partire da natanti
di recupero della locale Sezione MAS. Operò successiva- [74] Giuseppe Rocco, L'organizzazione militare della RSI sul
mente da Porto Santo Stefano, Bocca d'Arno, nuovamente finire della Seconda guerra mondiale, GRECO & GRECO
Lerici ed infine Sanremo. Editori, 1998, p. 46.
[59] Basata a Sesto Calende.
[75] Anno VI - 1997, n° 5 - De Padova.
[60] Costituita a La Spezia nel gennaio 1944, operava nel
trasporto e recupero degli informatori dietro le linee [76] Pier Arrigo Carnier, Lo sterminio mancato, Mursia, p.
Alleate. 113.

[61] Basata inizialmente a Fiumicino (gennaio 1944), poi [77] Nino Arena, Storia delle Forze Armate della RSI, vol. 3.
trasferita a Marina di Pisa, Disattivata nell'agosto 1944.
[78] Aga Rossi, Bradley Smith. Operazione Sunrise, Mon-
[62] Basata a Villefranche-sur-Mer (Francia) a partire dal dadori; Pier Arrigo Carnier, Lo sterminio mancato,
gennaio 1944. Mursia.
15

[79] Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero, [96] Ricciotti Lazzero, “La Decima MAS”, pagg. 95-96,
Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondado- Garzanti, Milano, 1984.
ri, 2008, pag. 180"La graduale avanzata dei comunisti di
Tito in Istria spiega perché, a un certo punto, Borghese [97] Ferruccio Nazionale “Carmela”.
fece delle aperture agli Alleati, in particolare alla marina [98] Itinerari della memoria, dal sito ANPI di Ivrea.
italiana del Sud..”.
[99] Articolo del settimanale Panorama sul libro “Guerra ci-
[80] Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero, vile 1943-1945-1948. Una storia fotografica”, di Chessa
Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondadori, Pasquale.
2008, pagg. 182-183:"Il SIS, guidato dal capitano di va-
scello Agostino Calosi, aveva ricevuto istruzioni precise [100] Eventi - I fatti di Valmozzola del marzo 1944.
dall'ammiraglio De Courten, divenuto capo di stato mag-
giore della marina. L'idea era quella di sbarcare in Istria [101] A proposito di Decima Mas, dal sito di denun-
senza avvalersi dell'aiuto degli Alleati, in modo da non cia dell'operato della formazione digilander.libero.it/
turbare i rapporti con Tito”. ladecimamas.

[81] Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero, [102] La battaglia e la strage di Forno, dal sito resistenzatosca-
Junio Valerio Borghese e la Xª MAS, Oscar Mondadori, na.it.
2008, pag. 180"In ogni caso, gli Alleati respinsero queste [103] Ricciotti Lazzero, “La Decima MAS”, pagg. 104-105,
avance, forse con una certa avventatezza"". Garzanti, Milano, 1984.
[82] Sergio Nesi, Junio Valerio Borghese. Un principe, un co- [104] Strage di Borgo Ticino, dal sito di denuncia dell'operato
mandante, un italiano, pag. 403, Lo Scarabeo, Bologna, della formazione digilander.libero.it/ladecimamas.
2004 “Roosevelt e Eisenhower non volevano rompere as-
solutamente con “l'amico Stalin” di cui avevano massima [105] L'eccidio di Borgo Ticino (NO), dal sito dell'ANPI.
stima e inoltre non si potevano buttare all'aria gli accordi
di Yalta”. [106] Vedi http://digilander.iol.it/ladecimamas/stragi2.htm

[83] Le “imprese” della Decima MAS - Una carriera di furti e [107] Strage di Guadine (MS), dal sito di denuncia dell'operato
rapine, dal sito dell'ANPI. della formazione digilander.libero.it/ladecimamas.

[108] Le stragi di civili in Toscana (aprile-settembre 1944), dal


[84] Sergio Nesi, Decima flottiglia nostra..., Edizioni Mursia,
sito Centro studi della Resistenza.
Milano, 1986, pag. 303.
[109] L'eccidio di Castelletto Ticino (NO), dal sito dell'ANPI.
[85] cfr. infra.
[110] Secondo altre fonti, si trattava di cinque detenuti per reati
[86] Cfr, National Archives and Recording administration,
comuni, estranei alla Resistenza. Vedi http://digilander.
RG226 Records of OSS, faldoni vari; Sergio Nesi, Junio
iol.it/ladecimamas/stragi4.htm
Valerio Borghese, Lo Scarabeo, Bologna.
[111] Strage di Castelletto Ticino riporta estratti di un rapporto
[87] Sergio Nesi, ibidem.
dell'ufficiale della Decima coinvolto e l'intero rapporto di
[88] Sergio Nesi, Decima flottiglia nostra..., Lo Scarabeo, un testimone partigiano.
Bologna, 2008. [112] L'eccidio di Crocetta del Montello (TV), dal sito di de-
[89] Sergio Nesi, Junio Valerio Borghese. Un principe, un nuncia dell'operato della formazione digilander.libero.it/
comandante, un italiano, Lo Scarabeo, Bologna, 2004. ladecimamas.

[90] Massimiliano Capra Casadio, La Decima Mas di Junio Va- [113] L'eccidio di Crocetta del Montello (TV), dal vecchio sito
lerio Borghese, i comandi tedeschi e le formazioni parti- web dell'ANPI
giane, in I sentieri della ricerca, n. 5, Centro Studio Piero [114] http://www.ultimacrociata.it/upload/files/n%C2%
Ginocchi. B001_2008.pdf
[91] ibidem; nonché Pisanò, op. cit. [115] Antonio Serena, I fantasmi del Cansiglio, Mursia, Milano
2011,p. 86 sgg.
[92] targa commemorativa sul posto.
[116] Atti del processo contro Junio Valerio Borghese e altri,
[93] Sergio Nesi, Ozegna, 8 luglio 1944, Lo Scarabeo,
Corte di Assise di Roma, 21-22 gennaio 1949 ""La Corte,
Bologna, 2008.
visti gli articoli...dichiara Junio Valerio Borghese, Unga-
[94] Mario Bordogna, Junio Valerio Borghese e la Xª Flottiglia relli Ongarillo, Del Giudice Guido e Marinucci Filippo,
MAS, Mursia, Milano, 2007. colpevoli del reato di collaborazione militare. Esclusa per
Valerio Borghese la partecipazione ai fatti di omicidio di
[95] Circa le catture o - secondo il gergo militare di allora “pre- Borgo Ticino, Castelletto Ticino, Crocetta di Montello,
levamenti” di militari in libera uscita o in licenza - si veda nonché a quello di saccheggio”. Questi ultimi erano i fat-
Giorgio Pisanò, Gli ultimi in grigioverde, cit., voll. I e II, ti imputati per i crimini di guerra. “Condanna il Borghe-
in particolare riguardo alle disposizioni del gen. Farina in se a 12 anni di reclusione,[...]. Condonati: 9 anni a Junio
materia di sicurezza dei militari in libera uscita. Valerio Borghese”.
16 14 BIBLIOGRAFIA

[117] Si veda l'estratto dall'elenco reperito nel 1994 presso la [125] La “Decima Flottiglia MAS”, xflottigliamas.
Procura Generale Militare in Italia per le sole posizioni
che richiamano a militari della Decima Mas, riportato sul
sito di denuncia dell'operato della formazione digilander.
libero.it/ladecimamas.
14 Bibliografia
[118] Carlo Cucut, Le Forze Armate della RSI, Gruppo • A cura di Victoria de Grazia e Sergio Luzzat-
Modellismo Trentino di studio e ricerca storica. to, Dizionario del fascismo, volume primo, Einaudi
[119] G.Bonvicini, Decima marinai! Decima Comandante! La editore, 2002
fanteria di Marina 1943-1945, Milano, Mursia, 1998, pag.
• Nino Arena, Storia delle Forze Armate della RSI,
183.
Ermanno Albertelli
[120] La Repubblica Italiana non riconosce i conferimenti
di medaglie, decorazioni ed onorificenze concessi dalla
• Guido Bonvicini, Decima Marinai! Decima Coman-
Repubblica Sociale Italiana. dante!, Mursia, Milano

[121] 79 - Albo d'Oro del valore. • Mario Bordogna, Junio Valerio Borghese e la
Xª Flottiglia MAS, Mursia, Milano, 2007. ISBN
[122] Questa MOVM della RSI fu concessa alla memoria, igno- 978-88-425-3877-6
rando che il GM Tognoloni, prigioniero degli americani,
era in realtà sopravvissuto alle gravissime ferite riportate. • Sergio Bozza, Decima! Gli ennepì si raccontano,
Greco e Greco, 1997 ISBN 978-88-7980-132-4
[123] Motivazione della medaglia : Ufficiale Comandante di
Plotone Fucilieri inviato in rinforzo a reparto duramen- • Nino Buttazzoni,Solo per la bandiera. I nuotatori
te provato, riusciva con i propri uomini a contenere per paracadutisti della marina, Mursia, Milano, 2002
molte ore la straripante pressione avversaria. Invitato dai
superiori a ritirare il Plotone ormai duramente provato, • Arrigo Carnier, Lo sterminio mancato, Mursia,
insisteva nel condurlo ancora una volta al contrattacco. Milano
Ferito,a chi tentava di porgergli di aiuto, ordinava di non
pensare a lui. Trascinatosi nelle linee italiane e vista la si- • Sole De Felice, La Decima Flottiglia Mas e la
tuazione ormai insostenibile, dopo avere con grande fred- Venezia Giulia 1943-1945, Ediz.Settimo Sigillo
dezza dato ai pochi superstiti le disposizioni per il ripie-
gamento ed essersi assicurato che il movimento si effet- • Aurelio Lepre, La storia della Repubblica di Mus-
tuava con il salvataggio di tutte le armi, si scagliava contro solini. Salò: il tempo dell'odio e della violenza,
il nemico irrompente con la pistola in pugno e lanciando Mondadori, 1999, ISBN 88-04-48141-2
le ultime bombe a mano, fin quando veniva travolto dalle
forze corazzate nemiche avanzanti. Meraviglioso esempio
• R.Maculan, M.Gamberini, Battaglione Fulmine - X
di cosciente, eroico sacrificio per l'onore e la grandezza Flottiglia Mas, Menin Edizioni, Schio (Vi), 2009
della Patria. Fronte di Cisterna, 23 maggio 1944. ISBN 978-88-89275-11-5

[124] Motivazione della medaglia: Ufficiale superiore di belle • Sergio Nesi, Decima flottiglia nostra..., Lo Scarabeo,
qualità e di provata esperienza, sorretto da uno slancio Bologna, 2008
e da una fede senza limiti, tre volte decorato al valore;
primo comandante del Barbarigo, che per sua travolgen- • Sergio Nesi, Junio Valerio Borghese. Un principe,
te iniziativa per primo si allineò con gli alleati germanici un comandante, un italiano, Lo Scarabeo, Bologna,
sulla testa di ponte di Nettuno, si recava volontariamente 2004
e coscientemente con le esigue forze in una zona noto-
riamente infestata da bande ribelli. Giunto nella piazzetta
• Sergio Nesi, Ozegna, 8 Luglio 1944, Lo Scarabeo,
del paese di Ozegna cercò di esercitare opera di persua- Bologna, 2008 ISBN 978-88-8478-116-1
sione sugli sbandati deprecando la lotta fratricida voluta • Sergio Nesi, Rivisitando storie già note di una no-
e sovvenzionata dall'oro dei nemici della Patria. Circon-
ta Flottiglia - parte seconda, Lo Scarabeo, Bologna,
dato a tradimento insieme ai suoi pochi uomini da forze
preponderanti che gli intimavano la resa rispondeva con
2000
un netto rifiuto e fatto segno a violentissimo fuoco di ar- • Marino Perissinotto, Duri a morire - storia del
mi automatiche postate agli sbocchi delle vie di accesso Battaglione Barbarigo, Ermanno Albertelli
alla piazza si batteva con leonino furore incitando conti-
nuamente i pochi uomini di cui disponeva. Colpito una • Giorgio Pisanò, Gli ultimi in grigioverde, CDL
prima volta al braccio continuava a sparare con una mano Edizioni, Milano, 1994
sola, colpito una seconda volta ad una gamba continuava
a far fuoco sino all' esaurimento delle munizioni. Nuova- • Giorgio Pisanò, Storia della guerra civile in Italia,
mente colpito cadeva falciato da una raffica al petto con il CDL Edizioni, Milano, 1994
nome d'Italia sulle labbra. Fulgido esempio di eroismo, di
altissimo senso dell'onore, di attaccamento al dovere e di • Giuseppe Rocco, L'organizzazione militare della RSI
dedizione completa alla Patria adorata. Ozegna, 8 luglio sul finire della Seconda Guerra Mondiale, Greco &
1944. Greco Editori, Milano 1998
17

15 Voci correlate
• Armadio della Vergogna

• Battaglia di Tarnova
• Campo della Memoria

• Crimine di guerra

• Comitato di Liberazione Nazionale


• Guerra civile in Italia (1943-1945)

• Guerra di liberazione italiana


• Marina Nazionale Repubblicana

• Repubblica Sociale Italiana


• Resistenza italiana

16 Altri progetti

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della X Flottiglia MAS

• Wikimedia Commons contiene immagini o


altri file sulla Xª Flottiglia MAS (Repubblica
Sociale Italiana)

17 Collegamenti esterni
• La Decima MAS, sito con descrizione dei crimini di
guerra commessi dalla Decima
• Pagine Web sulla Xª MAS dell'Associazione Nazio-
nale Partigiani d'Italia (ANPI)
• Decima MAS Network, sito sulla Decima Mas
con pagine dell'Associazione Culturale Decima
Flottiglia M.A.S.

• Associazione combattenti Xª Flottiglia MAS, sito di


reduci

• (EN) Comando Supremo, un sito sulle forze armate


italiane nella seconda guerra mondiale

• La Decima Flottiglia MAS e il fronte orientale,


un approfondimento sulla presenza della Decima
Mas in Istria, all'interno di un sito espressamente
neofascista

• Malta 2: Una attenta ricostruzione storica dell'azione


della Xª Mas della Regia Marina. Avvenuta la notte
tra il 25 ed il 26 luglio 1941, la ricostruzione storica
è realizzata da Lino Mancini.
18 18 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

18 Fonti per testo e immagini; autori; licenze


18.1 Testo
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Sociale_Italiana)?oldid=87760387 Contributori: Snowdog, Gianfranco, Nur, Gac, Ary29, Marcok, Retaggio, Hill, Paginazero, Civvì, Moro-
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to, Caulfield, Illy78, F l a n k e r, Luigi fatt, Sandrocozzi, Bèrto 'd Sèra, Sirabder87, Vituzzu, Superg52, Bramfab, Gaux, Pigr8, Rael,
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toBot, Midnight bird, Micione, Jose Antonio, Indaco & purple, Base SUD, Stonewall, Squadra 60, Franz van Lanzee, VEitalico, Tettix,
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bot, Adigama, Aieieprazu, The Polish Bot, Niculinux, Fabioderose, Botcrux, Anima della notte, ValterVBot, Addbot, Vicipaedianus x,
Claudiocare, Camillo06590, Marco Riggi Nettunense, Cesarecaras, Luca ribustini, EnzoBot, Andreaferrarato, Brunopaolamari, Balena 8C
e Anonimo: 108

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