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Paniere con domande chiuse

di ETICA DELLA
COMUNICAZIONE Prof.Sgro'
Giovanni
Etica
Università telematica e-Campus
106 pag.

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ETICA DELLA COMUNICAZIONE
SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
Sgro' Giovanni

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Lezione 002
1. In Occidente, fin dall'antichità, con il termine "Etica" si indica la riflessione filosofica che ha per oggetto

l'agire dell'uomo

le aspirazioni dell'uomo

i pensieri dell'uomo

i sentimenti dell'uomo

2. Di solito in filosofia per indicare la riflessione filosofica che ha per oggetto l'ambito della prassi umana si utilizzano le espressioni

nomorale o noetica

prasseologia o etiologia
filosofia morale o etica filosofica

meta-etica o meta-morale

3. Nella filosofia analitica la ricerca preliminare che intende stabilire la natura dell'etica e che si propone di definire i metodi di prova e di
dimostrazione nel campo dell'etica viene indicata con le espressioni

prasseologia o etiologia

filosofia morale o etica filosofica

meta-etica o meta-
morale
nomorale o noetica

4. Il termine greco éthos ha trovato un unico corrispondente nella lingua latina con il sostantivo

mos, moris

jus, juris

res publica

mors, mortis

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Lezione 003
1. Fin dal mondo greco l'attività filosofica ha sempre preso le mosse

da Dio

da un
interrogativo

da una certezza

dalla natura

2. La riflessione filosofica sull'agire intende condurre un discorso che valga

solo per il singolo uomo

per tutti gli uomini

solo per un determinato ceto di

uomini solo per un determinato

periodo storico

3. Nell'etica antica risultano dominanti le questioni relative

alla definizione dell'agire

nessuna delle precedenti

al dovere dell'agire

al senso dell'agire

4. Nell'etica della tradizione ebraico-cristiana risultano dominanti le questioni relative

al dovere dell'agire

al senso dell'agire

alla definizione dell'agire

alla descrizione dell'agire

5. Nell'etica contemporanea risultano dominanti le questioni relative

alla descrizione dell'agire

al senso
dell'agire

alla definizione dell'agire

al dovere dell'agire

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Lezione 004
1. Aristotele definisce la virtù come la disposizione etica del proponimento

dell'ordine naturale

del bene supremo

del giusto mezzo

del precetto divino

2. Secondo Aristotele, ogni uomo tende a raggiungere il bene

per
natura

guidato dalle sue passioni particolari

per imposizione divina

per costrizione

3. Nell'etica di Aristotele la riflessione etica è collegata alla sua concezione

del bene

del piacere

del male

dell'arte

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Lezione 005
1. La vera felicità consiste, secondo Aristotele, nell'esercizio delle attività

corporali

tecniche

politiche
razionali

2. All'etica del bene supremo, elaborata da Aristotele, è strettamente collegata un'etica

della virtù

del piacere

del vizio

del dolore

3. Alla base della teoria etica elaborata da Aristotele vi è il presupposto che la natura umana sia

storicamente determinata

in continua trasformazione
fissa, univoca e immutabile

determinata dallo specifico ordinamento giuridico

4. Alla base della teoria etica elaborata da Aristotele vi è il presupposto che tra ciò che l'uomo fa seguendo la sua natura e ciò che deve fare

non sia possibile stabilire alcun rapporto

nessuna delle precedenti


non vi sia alcuna differenza

vi sia una radicale differenza

5. Secondo Aristotele, il vero bene supremo dell'uomo consiste

nel potere

nella felicità

nel piacere

nella tranquillità dell'animo

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Lezione 006
1. Nella tradizione ebraico-cristiana il comandamento fondamentale è quello

del risentimento

dell'odio

dell'abbandono
dell'amore

2. Nella tradizione ebraico-cristiana l'etica è fondata sulla

natura

psiche
religione

storia

3. Alla base della teoria etica elaborata dalla tradizione ebraico-cristiana vi è il presupposto che tra ciò che l'uomo fa seguendo la sua natura e ciò che deve
fare

non vi sia alcuna differenza

vi sia una radicale differenza

non sia possibile stabilire alcun rapporto

nessuna delle precedenti

4. La teoria etica elaborata dalla tradizione ebraico-cristiana assume a suo fondamento il problema

del volere

del bene

del piacere
del male

5. L'etica della tradizione ebraico-cristiana si caratterizza come etica

del vizio

della virtù

del piacere
del dovere

6. Alla base della teoria etica elaborata dalla tradizione ebraico-cristiana vi è il presupposto che la natura umana sia

fissa, univoca e immutabile

determinata dallo specifico ordinamento giuridico

storicamente determinata
dinamica, in continua
trasformazione

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Lezione 007
1. Secondo Agostino, il male

è la punizione divina per i peccati commessiè la punizione divina per i peccati commessi

in sé non esiste/è il non essere

(bene

coincide con il peccato originale

esiste ed è parte integrante del creato

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Lezione 008
1. Nell'etica kantiana l'unico movente possibile dell'azione morale e virtuosa è rappresentato dal

desiderio

bisogno

piacere

dovere

2. Nella "Critica della ragion pratica" le determinazioni universali oggettive della volontà sono definite

leggi
postulati

massime

idee regolative

3. Nell'etica kantiana

la religione è il fondamento della

morale la storia è il fondamento della

morale

la morale è il fondamento della religione

la morale è il fondamento della storia

4. La legge morale kantiana si presenta all'uomo sotto forma di un

desiderio

invito

consiglio

dovere

5. Nella "Critica della ragion pratica" è contenuta in forma compiuta e sistematica la dottrina kantiana

della conoscenza
della morale

dell'arte

della religione

6. Nella "Critica della ragion pratica" le determinazioni universali soggettive della volontà sono definite

idee regolative

postulati

leggi

massime

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Lezione 009
1. Secondo Kant, l'azione veramente virtuosa e morale è

eteronoma e informale

autonoma e formale
noumenica e libera

fenomenica e razionale

2. Nella "Critica della ragion pratica" come sono definiti i presupposti da ammettere come esistenti per poter comandare agli esseri razionali il
rispetto della legge morale?
Postulati

Massime

Leggi

Idee

3. L'etica kantiana pone alla base delle leggi della vita morale

i consigli della prudenza


gli imperativi categorici

gli imperativi ipotetici

le regole dell'abilità

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Lezione 010
1. Come definisce Nietzsche i due impulsi fondamentali dello spirito tragico e dell'arte greca?

Empirico e razionale

Dialettico e speculativo

Apollineo e dionisiaco

Naturale e artificiale

2. Come definisce Nietzsche il proprio metodo?

Teologico

Alogico

Ontologico

Genealogico

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Lezione 011
1. Secondo Nietzsche, nel campo della morale è necessario

ritornare ai valori originari del Cristianesimo primitivo

operare una radicale trasvalutazione di tutti i valori

rielaborare criticamente i principi morali di Socrate e Platone

effettuare un ritorno alla natura e ai suoi principi incontaminati

2. Come definisce Nietzsche la morale cristiana?


La morale degli schiavi

La morale dei regnanti

La morale dei condottieri

La morale degli immortali

3. Secondo la genealogia della morale di Nietzsche, i valori etici

sono i presupposti imprescindibili per una filosofia critica

esistono solo nella mente del filosofo che li elabora

sono l'espressione concreta della nuova morale del superuomo/oltreuomo

sono il risultato di determinati calcoli di utilità per il mantenimento e il rafforzamento delle norme di dominio umano

4. Nella filosofia di Nietzsche, il superuomololtreuomo è colui che è in grado di

accettare consapevolmente e virilmente la dimensione tragica e dionisiaca dell'esistenza


incarna virilmente tutti valori della metafisica

occidentale reprimere e sottomettere senza sforzo

alcuno le masse negare l'esistenza in ogni sua forma

e in ogni suo aspetto

5. Nella filosofia di Nietzsche, la morte di Dio coincide con l'atto di nascita

di una nuova critica della ragion

pura di una nuova forma di cogito

cartesiano

del superuomo/oltreuomo (Übermensch

di un nuovo superamento dialettico (Aufhebung)

6. Secondo Nietzsche, la morte di Dio coincide con

la fondazione di una nuova religione

la fine di tutte le verità assolute

il ritorno dei vecchi valori della metafisica

classica la fine della riflessione filosofica

7. Ne "La gaia scienza" Nietzsche annuncia

l'immortalità dell'anima

la fine dei tempi

la morte di Dio

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la reincarnazione dello spirito

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8. La morte di Dio corrisponde, secondo Nietzsche, anche al tramonto definitivo del

Giansenismo

Manicheismo

Pietismo

Platonismo

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Lezione 012
1. La filosofia analitica, influente soprattutto nell'area culturale anglo-americana, si è dedicata

alla fondazione di una nuova metafisica della morale

all'analisi dei diversi modi in cui l'agire umano trova la propria concreta
esplicazione
alla elaborazione di una "logica del senso" dell'agire umano

alla critica radicale dei valori che sono a fondamento della morale tradizionale

2. Dopo Kant, la riflessione filosofica

non ha messo in discussione il principio del "dovere per il dovere"

ha messo in discussione il principio del "dovere per il


dovere"

ha rifiutato totalmente il principio del dovere in campo

etico ha accettato totalmente il principio del dovere in

campo etico

3. Nella seconda metà dell'Ottocento qual è il filosofo che ha ripensato in modo radicale i fondamenti della morale tradizionale?

Friedrich Nietzsche

Aristotele

Immanuel Kant

G.W.F. Hegel

4. Secondo la filosofia continentale, la ricerca di un senso dell'agire

è totalmente al di là delle facoltà conoscitive umane e pertanto dovrebbe essere

abbandonata è ancora possibile, ma solo nei modi dell'imposizione

non è più possibile

è ancora possibile, ma solo secondo le modalità del coinvolgimento degli


agenti

5. La conclusione cui giunge Nietzsche nella sua analisi genealogica della morale è che

il senso supremo dell'agire dell'uomo risiede nella volontà divina

ogni cittadino dovrebbe conformare le sue azioni ai dettami della costituzione dello Stato di cui è membro

non ha più senso porre il problema del senso


dell'agire
ha ancora senso porre il problema del senso dell'agire

6. La conclusione cui giunge Nietzsche nella sua analisi genealogica della morale può essere definita

ottimistica

nichilistica

provvidenzialistica

pietistica

7. Secondo Nietzsche, il senso delle nostre azioni risiede

nella volontà dello Stato

nella volontà di Dio

nella volontà della Chiesa

nella "volontà di
potenza"

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Lezione 013
1. Nell'epoca della tecnica, il senso dell'agire viene a risolversi sempre di più

nella credibilità delle opinioni

nella duttilità del pensiero

nell'efficacia della prestazione

nella strategia politica adottata per risolvere le questioni di ordine mondiale

2. Le etiche applicate nascono

da un allargamento, da una trasformazione e da una applicazione dell'etica generale


dall'applicazione dei principi fondamentali dell'etica calvinista alla produzione

materiale da una riproposizione in forma aggiornata dell'etica aristotelica

da una rifondazione su base laica dell'etica elaborata dalla tradizione ebraico-cristiana

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Lezione 014
1. Tra il livello sempre più circoscritto delle etiche applicate e quello ben più ampio dell'etica generale si viene a creare un circolo
virtuoso

vizioso

ermeneutico

capzioso

2. Nel corso del Novecento sono nate discipline specifiche allo scopo di approfondire e di valutare l'impatto delle nuove tecnologie sui vari ambiti

della nostra tecnica

della nostra vita


della nostra storia

del nostro pianeta

3. La messa in discussione e il superamento dei tre limiti a partire dai quali erano stati elaborati i precedenti modelli di etica, hanno fatto sorgere il problema

della imprevedibilità che contraddistingue ogni azione umana

della verificabilità che contraddistingue ogni azione umana

della unicità che contraddistingue ogni azione umana

della responsabilità che contraddistingue ogni azione umana

4. Nell'epoca secolarizzata e "disincantata" della tecnica, l'agire dell'uomo sa di dover rispondere

solo alla natura

solo alla tecnica

solo a Dio

solo a se stesso

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Lezione 015
1. Nella riflessione filosofica contemporanea l'etica della comunicazione ha trovato importanti sviluppi specialmente nell'ambito

della filosofia rinascimentale

della filosofia continentale

della filosofia analitica

della filosofia antica

2. I principi di comportamento ai quali è necessario riferirsi nei processi comunicativi devono essere principi validi

per il singolo soggetto agente

per una determinata area geografica

in generale

per un determinato ceto sociale

3. L'etica della comunicazione è una disciplina filosofica nata come disciplina autonoma e codificata

nella prima metà del Novecento

nel V secolo a.C.

nella seconda metà del Novecento

nel XIX secolo d.C.

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Lezione 016
1. Il compito teorico specifico dell'etica della comunicazione consiste nel fondare in termini filosofici ciò che può essere detto
eticamente "buono

gnoseologicamente "conoscibile"

politicamente "corretto"

metafisicamente "vero"

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Lezione 017
01. Che cosa si intende per "deontologia professionale"?

nessuna delle precedenti

la teoria che vede racchiusi nell'agire comunicativo, e quindi presenti già all'interno della comunicazione stessa, degli specifici riferimenti etici, capaci di fondare
un'etica generale

la disciplina filosofica che indaga i modi in cui i paradigmi morali elaborati dall'etica generale vengono trasposti sul piano concreto dell'agire comunicativo

l'indicazione dei principi di comportamento, dei doveri che vengono condivisi da una specifica categoria di
comunicatori

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Lezione 018
1. Secondo la teoria dell'"agire comunicativo", quando si parla di comunicazione si ha a che fare con

un protocollo d'azione fissato una volta per sempre

un'astrazione
un atto

un fatto

2. Che cosa si intende per etica "della" comunicazione propriamente detta?

la teoria che vede racchiusi nell'agire comunicativo, e quindi presenti già all'interno della comunicazione stessa, degli specifici riferimenti etici, capaci di fondare
un'etica generale

nessuna delle precedenti

la disciplina filosofica che indaga i modi in cui i paradigmi morali elaborati dall'etica generale vengono trasposti sul piano concreto dell'agire
comunicativo
l'indicazione dei principi di comportamento, dei doveri che vengono condivisi da una specifica categoria di comunicatori

3. Che cosa si intende per etica "nella" comunicazione?

la ia che vede racchiusi nell'agire comunicativo, e quindi presenti già all'interno della comunicazione stessa, degli specifici riferimenti etici, capaci di
te fondare un'etica
or
gene
rale
nessuna delle precedenti

la disciplina filosofica che indaga i modi in cui i paradigmi morali elaborati dall'etica generale vengono trasposti sul piano concreto dell'agire

comunicativo l'indicazione dei principi di comportamento, dei doveri che vengono condivisi da una specifica categoria di comunicatori

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Lezione 019
1. Secondo il modello comunicativo standard, comunicare è sostanzialmente sinonimo di

pubblicizzare

condividere
trasmetter
e
parlare

2. Nel modello comunicativo standard la comunicazione fra un emittente e un destinatario viene vista come un rapporto

bilaterale

dinamico

processuale
unilaterale

3. Il primo ad applicare il modello matematico dell'informazione alla linguistica è stato

Claude Shannon
Roman Jakobson

Immanuel Kant

Umberto Eco

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Lezione 020
1. Un esempio paradigmatico del modello comunicativo standard è rappresentato dalla comunicazione

accademica

politica
pubblicitaria

medico-paziente

2. La grande diffusione e la continua affermazione del modello comunicativo standard giustifica la sua assunzione a modello interpretativo di
riferimento (standard) per tutti i processi comunicativi?

Sì, certamente

No
Sì, ma solo a determinate

condizioni Forse

3. Secondo il modello comunicativo standard, comunicare bene significa comunicare in maniera

efficace ed efficiente

a priori e a

posteriori chiara e

distinta corretta e

formale

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Lezione 021
1. Nel modello basilare della comunicazione, il cosiddetto feedback (la "risposta" dell'altro interlocutore)

non è mai previsto

è previsto solo dopo un determinato lasso di tempo

è previsto fin dall'inizio

è previsto solo a determinate condizioni

2. Secondo il modello basilare della comunicazione, "comunicare" significa

dischiudere uno spazio comune di relazione fra


interlocutori

fornire informazioni

recapitare messaggi

trasmettere contenuti

3. Nel modello dell'informazione, l'iniziativa risulta essere

sempre dal lato del ricevente

a volte dal lato dell'emittente, altre volte dal lato del ricevente

(intermittenza) sia dal lato dell'emittente che dal lato del ricevente

(simultaneità)
sempre dal lato
dell'emittente

4. Nel modello dell'informazione, il feedback, la risposta del ricevente, è considerato sempre

antecedente al messaggio inviato

simultaneo al messaggio inviato (tempo reale)

successivo al messaggio
inviato
nessuna delle precedenti

5. Nel modello basilare della comunicazione, l'interazione tra gli interlocutori è possibile

solo a determinate condizioni

mai

non contemporaneamente

sempre e in ogni
momento

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Lezione 022
1. Il termine comunicazione deriva dal latino communicatio, che significa

parlare, dialogare

far partecipe, mettere in


comune

scienza della comunicazione

criticare, mettere in discussione

2. Secondo il modello basilare della comunicazione, qual è il presupposto di ogni processo comunicativo?

La creazione di uno spazio condiviso tra gli interlocutori che cooperano nella relazione
comunicativa

La trasmissione di messaggi comprensibili a coloro che utilizzano lo stesso codice

linguistico La produzione e distribuzione di informazioni attendibili e verificabili

La verifica della veridicità dei contenuti mediati nella prassi comunicativa

3. Il linguaggio serve

sia a mettere in collegamento che a separare gli


uomini
unicamente a creare conflitti tra gli uomini

né a mettere in collegamento, né a separare gli

uomini unicamente a mettere in collegamento gli

uomini

4. Comunicazione e linguaggio

sono la stessa cosa, ma hanno diversi ambiti di applicazione

sono la stessa e identica cosa


sono differenti

hanno un significato specifico a seconda dell'interlocutore

5. Nella dinamica del comunicare è sempre presente l'intenzione di

evitare l'intesa

creare consenso
raggiungere
l'intesa
creare conflitti

6. Il linguaggio

è una forma particolare e specifica di comunicazione

è il medium di cui la comunicazione si serve per realizzare l'attività


comunicativa
è la forma suprema di comunicazione

è lo scopo ultimo di ogni forma di comunicazione

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Lezione 023
1. L'etica "della" comunicazione interessa

solo gli appartenenti a una determinata categoria professionale

tutti coloro che sono coinvolti nei processi


comunicativi

solo i destinatari dei messaggi

pubblicitari tutti i cittadini di una

determinata nazione

2. Le questioni etiche che concernono la libertà e la responsabilità dell'uomo

possono ricevere risposte provenienti da un ambito diverso (ad esempio, da un codice di norme deontologiche)

non possono ricevere risposte provenienti da un ambito diverso (ad esempio, da un codice di norme
deontologiche)

possono ricevere una risposta solo dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aia

non possono ricevere nessun tipo di risposta

3. Il limite di validità e di applicazione dei codici deontologici è dovuto al fatto che

i codici deontologici sono validi solo per una categoria di

professionisti sono validi solo in una nazione e non in tutta la

Comunità Europea

sono validi solo successivamente alla loro pubblicazione e non per le trasgressioni commesse in precedenza (principio di non retroattività)

ritengono di poter fornire una risposta giuridica a questioni di carattere


etico

4. L'adozione e l'applicazione dei codici deontologici costituiscono un valido deterrente per evitare i comportamenti scorretti?

Sì, ma solo per determinate categorie professionali


No

Sì, ma solo in seguito alla regolamentazione da parte della Comunità Europea

5. I codici deontologici delle varie categorie professionali sono il risultato di

una regolamentazione esterna

una regolamentazione
interna

una regolamentazione che viene decisa dalla Comunità Europea

una regolamentazione governativa

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6. La deontologia si occupa

degli accordi

commerciali dei segreti

aziendali

dei desideri personali

dei doveri

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Lezione 024
1. Il termine "responsabilità" è collegato etimologicamente al verbo

rispondere

risarcire

convocare

domandare

2. Il legame tra responsabilità e libertà ha trovato un approfondimento teorico nel concetto kantiano di

imputabilità

imperativo categorico

verificabilità empirica

giudizio analitico a priori

3. Il problema della responsabilità delle azioni del soggetto rientra

nell'ambito assicurativo

nell'ambito giuridico
nell'ambito etico

nell'ambito estetico

4. La responsabilità del soggetto agente è strettamente legata alla sua

formazione culturale

dipendenza psicologica
libertà di decisione e di azione

situazione economica

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Lezione 025
1. Si agisce in modo responsabile quando

si rispettano le leggi

si è costretti a sottoporsi a un vincolo

si accetta liberamente di sottoporsi a un


vincolo
si pagano sempre i propri debiti

2. L'imputabilità presuppone l'esistenza di

un'istanza capace di arrivare a conoscere la "cosa in

sé" un'istanza capace di dimostrare l'esistenza di

Dio un'istanza inferiore


un'istanza
superiore

3. Il concetto di responsabilità implica che

la legalità è il fondamento di ogni agire morale dell'uomo

tutti i problemi concernenti l'agire dell'uomo possono essere risolti mantenendosi nel rispetto della legalità

non tutti i problemi concernenti l'agire dell'uomo possono essere risolti mantenendosi nel rispetto della
legalità
la legalità è cosa ben diversa dalla legittimità

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Lezione 025

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Lezione 026
1. Il modello di etica della comunicazione che avanza pretese di fondazione generale e di senso dell'agire umano si chiama

etica attraverso la comunicazione

etica per la comunicazione

etica con la comunicazione

etica nella
comunicazione

2. 9er fondare e giustificare la libera scelta tra i diversi modelli etici di fondo, bisogna rifarsi alla

etica della giustificazione ultima

etica particolare

etica del fondamento

etica
generale

3. La responsabilità causale

è la responsabilità morale nel campo della

natura coincide con la responsabilità morale


non coincide con la responsabilità
morale
è la causa della responsabilità morale

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Lezione 027
1. Secondo il modello teorico di un'etica "nella" comunicazione, è possibile rinvenire, all'interno dell'ambito comunicativo, criteri e principi etici che pretendono
di avere una validità

universale

singolare

collettiva

particolare

2. Secondo Karl-Otto Apel, i principi morali rinvenibili nell'agire comunicativo degli uomini sono

i principi di uguaglianza, libertà e

solidarietà i principi di giustizia, libertà e

legalità

i principi di uguaglianza, fratellanza e solidarietà

i principi di giustizia, solidarietà e co-


responsabilità
3. Il modello teorico di un'etica "nella" comunicazione è stato elaborato dai filosofi tedeschi

Immanuel Kant e G.W.F. Hegel

Karl-Otto Apel e Jürgen Habermas

Max Horkheimer e Theodor W. Adorno

Friedrich Nietzsche e Sigmund Freud

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Lezione 028
1. Alla base dell'etica del discorso di Jürgen Habermas si trova il principio di

particolarizzazione

universalizzazione

soggettivazione

individuazione

2. La particolare teoria di etica della comunicazione elaborata da Jürgen Habermas ha assunto il nome di

etica dell'agire comunicativo

etica della narrazione

interpersonale etica della

universalizzazione
etica del discorso

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Lezione 029
1. L'idea-guida che è alla base dei cinque modelli fondamentali dell'etica della comunicazione, sostiene che comunicare significa

applicare in ogni contesto lo specifico codice di regole previsto per una determinata categoria professionale

creare uno spazio comune d'intesa tra gli


agenti

descrivere quanto più oggettivamente è possibile uno stato di cose

fornire informazioni attendibili e veritiere

2. Il primo modello fondamentale dell'etica della comunicazione presenta un collegamento privilegiato

alla storia dell'uomo

all'anima dell'uomo
alla natura
dell'uomo
alla società dell'uomo

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Lezione 030
1. Nel primo modello teorico dell'etica della comunicazione, l'essenza, la natura, l'essere dell'uomo è considerato come un qualcosa di

dinamico e mutevole

in continua evoluzione storica

fisso e immutabile

strettamente legato al tipo di società in cui l'uomo vive

2. Il primo modello teorico dell'etica della comunicazione, caratterizzato da un collegamento privilegiato alla "natura" dell'uomo, è dominante nel pensiero

moderno

contemporaneo

medioevale
antico

3. Il primo modello teorico dell'etica della comunicazione, caratterizzato da un collegamento privilegiato alla "natura" dell'uomo, permette di
rispondere alla domanda

perché l'uomo si comporta in un determinato

modo? perché l'uomo compie il male?


che cosa è
buono?
che senso ha l'agire dell'uomo?

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Lezione 031
1. Sul versante teologico, il modello dialogico ha ricevuto una notevole elaborazione nel pensiero di

Martin Luther King

Martin Buber

Martin Lutero

Martin Heidegger

2. Il modello dialogico ha riscosso molto successo fra gli autori del

Settecento

Seicento
Novecento

Ottocento

3. In ogni buon dialogo è richiesta la capacità di

chiudersi all'altro

sottomettere l'altro
aprirsi all'altro

sottomettersi all'altro

4. In un vero dialogo la posizione di ogni interlocutore è

nessuna delle precedenti

assoluta e immodificabile

infallibile e incorreggibile
relativa e modificabile

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Lezione 032
1. Considerati sul piano filosofico, i risultati a cui approda il modello dialogico risultano essere

assolutamente sostenibili

difficilmente sostenibili

facilmente sostenibili

assolutamente insostenibili

2. Nel modello dialogico la motivazione che spinge l'uomo, nell'interazione comunicativa, a optare per il dialogo

non è posta

viene giustificata

viene giustificata, ma solo in alcuni casi specifici

non viene giustificata

3. Nel modello dialogico comunicare bene significa rivolgersi a un

noi

tu
io

voi

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Lezione 033
1. Secondo Socrate e 9latone, "buona" retorica è quella in cui si ha l'intenzione di regolare il proprio discorso a partire dalle esigenze

di Dio

dell'interlocutor
e

della polis

della natura

2. Nella "Retorica" Aristotele sostiene che vi uno stretto rapporto tra retorica

e metafisica

ed etica

e fisica

e psicologia

3. Secondo il paradigma retorico del riferimento all'audience, comunicare bene significa quindi conformarsi alle esigenze

del Parlamento

dell'interlocutor
e

di Dio

dell'emittente

4. Nel paradigma retorico del riferimento all'audience si salvaguarda anche e soprattutto il buon diritto

di chi parla

di chi ascolta

di chi tace

di chi

pensa

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Lezione 034
1. Nel modello di etica della comunicazione fondato sul criterio dell'utilità, l'utile di cui si fa portavoce una parte o un gruppo

non potrà mai essere realmente partecipato da tutti i soggetti


morali
può essere realmente partecipato da tutti i soggetti morali, ma solo a determinate condizioni

può essere realmente partecipato da tutti i soggetti morali, ma solo a partire da una determinata fascia di

reddito può essere realmente partecipato da tutti i soggetti morali

2. Nel modello di etica della comunicazione fondato sul criterio dell'utilità, la mediazione dei vari interessi parziali viene giustificata

sul piano etico

sul piano giuridico

sul piano metafisico

sul piano politico

3. Nel modello di etica della comunicazione fondato sul criterio dell'utilità, la mediazione dei vari interessi parziali è regolata sulla base di

sanzioni

azioni

emozioni

mozioni

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Lezione 035
1. 9er potere pretendere di assumere una forma universale, il principio dell'utilità (individuale o di un gruppo di individui) richiede di essere giustificato
da un punto di vista

teorico

politico-istituzionale

economico

amministrativo

2. Nell'utilitarismo l'elemento che contraddistingue ogni soggetto morale è rappresentato dalla tendenza innata dell'uomo

al potere

alla felicità

alla

ricchezza

all'amore

3. Nel campo specifico dell'etica della comunicazione, il compito dell'utilitarismo consiste nel promuovere

il bene più grande possibile per il maggior numero di persone e per il tempo più breve

possibile il bene più grande possibile per il minor numero di persone e per il tempo

più lungo possibile

il bene più grande possibile per il minor numero di persone e per il tempo più breve possibile

il bene più grande possibile per il maggior numero di persone e per il tempo più lungo
possibile

4. L'applicazione del paradigma dell'utilità al campo dell'etica della comunicazione

permette di risolvere il problema della motivazione delle azioni dell'uomo, ma solo a partire da una determinata fascia di

reddito permette di risolvere il problema della motivazione delle azioni dell'uomo, ma a solo a determinate

condizioni

permette di risolvere il problema della motivazione delle azioni dell'uomo

non permette di risolvere il problema della motivazione delle azioni


dell'uomo

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Lezione 036
1. Il modello di etica della comunicazione che si basa sul principio della comunità della comunicazione è stato elaborato per la prima volta dal filosofo
tedesco

Martin Heidegger

Immanuel Kant

G.W.F. Hegel

Karl-Otto Apel

2. Il modello di etica della comunicazione elaborato dal filosofo tedesco Karl-Otto Apel (1922-2017) si basa sul principio della

necessità della comunicazione

verità della comunicazione

individualità della comunicazione


comunità della
comunicazione

3. Secondo Apel, dove è possibile rinvenire e vedere all'opera principi morali ben precisi?

Nella comunicazione politica

Nella parola di Dio, così come è contenuta e tramandata nel Vecchio Testamento

All'interno dell'ambito comunicativo

All'esterno dell'ambito comunicativo

4. Secondo Apel, le norme fondamentali della giustizia, della solidarietà e della co-responsabilità, presenti in ogni relazione comunicativa, permettono di
fondare

una nuova forma di religione

immanentistica un'etica particolare


un'etica
generale
una forma universale di linguaggio, comprensibile da ogni uomo

5. Secondo Apel, ogni parlante è membro di una

società limitata per azioni

società transazionale di comunicazione

associazione di individui con uguali diritti e uguali doveri

comunità illimitata della


comunicazione

6. Secondo Apel, chi ci impone le norme fondamentali della comunità della comunicazione?

Dio

Noi stessi

La natura

La società

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Lezione 037
1. A quale precedente teoria morale si riallaccia Karl-Otto Apel?

Alla teoria morale kantiana

Alla teoria moralearistotelica

Alla teoria morale cristiana

Alla teoria morale stoica

2. A differenza da Kant, nell'etica del discorso di Apel si tratta

dell'unità dell'interpretazione intersoggettiva

dell'unità dell'uomo con la natura

dell'unità del soggetto-oggetto nell'autocoscienza del singolo uomo

dell'unità dell'uomo con Dio

3. Nella prima fase della sua riflessione, come ha definito Apel il suo programma di ricerca?

Etica della comprensione

Etica della condivisione

Etica della comunicazione

Etica della liberazione

4. Nella seconda fase della sua riflessione, come ha definito Apel il suo programma di ricerca?
Etica del discorso

Etica del

confronto

Etica del colloquio

Etica del dialogo

5. A quale forma specifica di comunicazione, intesa come medium della concreta fondazione delle norme, rimanda l'espressione "etica del discorso"?

Alla forma del discorso conciliativo

Alla forma del discorso argomentativo

Alla forma del discorso assertivo

Alla forma del discorso palliativo

6. Secondo l'"etica del discorso", quale tipo di discorso contiene anche l'elemento razionale a priori capace di fondare il principio universale dell'etica?

Il discorso conciliativo

Il discorso palliativo

Il discorso assertivo

Il discorso argomentativo

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Lezione 038
1. Secondo Apel, Kant non è riuscito a fornire una fondazione ultima in senso trascendentale della legge morale perché nel principio kantiano
dell'"Io penso" non è contenuta la dimensione

della credibilità

della dimostrabilità

dell'intersoggettività

della moralità

2. Quale tipo di discorso è individuato dall'"etica del discorso" come medium imprescindibile per la fondazione concreta di norme morali e giuridiche
capaci di consenso da parte dei soggetti coinvolti?

Il discorso conciliativo

Il discorso argomentativo
Il discorso assertivo

Il discorso palliativo

3. Alla base dell'"etica del discorso" si situa

la compassione morale dei singoli

la concorrenza spietata dei singoli

la conservazione naturale dei singoli

la cooperazione solidale dei singoli

4. Secondo l'etica del discorso, dove è possibile rinvenire quell'elemento a priori che può fungere da criterio per un'etica universale?
Nel discorso stesso

Nel rispetto della natura

umana Nella vera fede in

Dio

In ogni singolo uomo

5. Secondo Apel, Kant è riuscito a fornire una fondazione ultima in senso trascendentale della legge morale?
No

Sì, ma solo a determinate

condizioni Sì

Sì, ma non nelle opere pubblicate

6. Nell'etica del discorso si verifica una trasformazione della filosofia trascendentale in senso

pragmatico-trascendentale

idealistico-trascendentale

etico-trascendentale

metafisico-trascendentale

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Lezione 039
1. Anche nella riflessione etica di Jürgen Habermas è presente il cambiamento di paradigma dal soggetto della morale kantiana alla

pietà della morale cristiana

vera essenza umana

intersoggettività della comunità linguistica

coscienza del singolo uomo

2. A differenza dal paradigma coscienzialistico tipicamente kantiano, quale paradigma ha adottato Habermas?

Il paradigma moralistico

Il paradigma oggettivistico

Il paradigma linguistico

Il paradigma attivistico

3. Rispetto alla teoria morale kantiana, Habermas ha spostato il sistema di riferimento dalla coscienza morale solitaria alla
comunità di discorso dei soggetti

alla felicità del singolo uomo

alla interiorità del singolo uomo

alla vera fede in Dio

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Lezione 040
1. Come definisce Habermas quel principio, secondo cui possono pretendere validità soltanto quelle norme che trovano il consenso di tutti i soggetti
coinvolti?

Principio dell'etica del confronto

Principio dell'etica del consenso

Principio dell'etica del discorso


Principio dell'etica della comunicazione

2. Secondo Habermas, nella comunicazione avanziamo inevitabilmente implicite pretese di carattere

soggettivo

particolare

universale

oggettivo

3. La contraddizione che si verifica sul piano dell'agire comunicativo, è definita da Habermas contraddizione

performativa

trasformativa

comunicativa

attiva

4. Come definisce Habermas il principio che sta alla base della comunicazione morale?

Principio di Base

Principio di Universalizzazione
Principio di Determinazione

Principio di Comunicazione

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Lezione 041
1. Secondo Habermas e Apel, quando comunichiamo, presupponiamo, sia pure implicitamente, delle pretese di validità

ideale

singolare

particolare

universale

2. La «situazione discorsiva ideale» (Habermas) e la «comunità ideale della comunicazione» (Apel) contraddistinguono uno status particolare, nel quale
le istanze logiche ed etiche della comprensibilità, della verità, della veridicità e della correttezza sono

unilateralmente rispettate

totalmente assenti

parzialmente rispettate

integralmente rispettate

3. Sia la «situazione discorsiva ideale» (Habermas) che la «comunità ideale della comunicazione» (Apel)

non esistono realmente


esistono realmente

esistono solo in piccole comunità

4. Sia la «situazione discorsiva ideale» (Habermas) che la «comunità ideale della comunicazione» (Apel) rappresentano degli ideali

attivi

comunicativi

proattivi
regolativi

5. Con la loro etica della comunicazione (Apel della prima fase) o etica del discorso (Apel della seconda fase l Habermas), i due filosofi tedeschi si
propongono di fornire una fondazione razionale e

universale dei principi dell'agire


morale

individuale dei principi dell'agire

morale particolare dei principi

dell'agire morale singolare dei principi

dell'agire morale

6. Sia Jürgen Habermas che Karl-Otto Apel ritengono improponibile una ripresa dell'etica

hegeliana

aristotelica

agostiniana

kantiana

7. Sia Jürgen Habermas che Karl-Otto Apel ritengono che la fondazione razionale e universale dei principi dell'agire sia possibile sulla
base della attualizzazione dell'insegnamento morale

aristotelico

agostiniano

kantiano
hegeliano

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8. In fin dei conti, sia l'etica della comunicazione di Apel che l'etica del discorso di Habermas, propongono una nuova versione

dell'amore cristiano teorizzato da Agostino d'Ippona

dell'identità di reale e razionale teorizzata da

Hegel
dell'imperativo categorico
kantiano
della morte di Dio teorizzata da Nietzsche

9. Secondo Apel e Habermas, i partecipanti alla discussione sono chiamati a riconoscere i partner della discussione e a trattarli su un piano di

intesa e coinvolgimento

equità e fratellanza

libertà e uguaglianza
uguaglianza e
pariteticità

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Lezione 042
1. Secondo Jürgen Habermas, la razionalità discorsiva è una razionalità

provvidenzialistica

ideal-regolativa
pratico-
emancipativa
idealistica

2. L'opera Teoria dell'agire comunicativo può essere considerata come un riepilogo del pensiero di Habermas a partire dal punto di vista raggiunto
mediante l'adozione del paradigma della

filosofia dell'arte filosofia

della natura

filosofia del linguaggio


filosofia morale

3. Secondo Jürgen Habermas, l'agire comunicativo rappresenta un vero e proprio modello di

libertà equità

uguaglianza
razionalità

4. Secondo Jürgen Habermas, affinché l'agire linguistico possa identificarsi con l'agire etico, si richiede un agire orientato verso

la pretesa

l'attesa

la contesa

l'intesa

5. Jürgen Habermas interpreta la politica alla luce della categoria di

agire comunicativo
agire amministrativo agire

politico

agire cumulativo

6. La grande opera di Jürgen Habermas, pubblicata in due volumi nel 1981, si intitola

Teoria dell'agire politico Teoria

dell'agire etico-politico Teoria

dell'agire proattivo
Teoria dell'agire comunicativo

7. Secondo Jürgen Habermas, l'etica è fondata sull'agire

comunicativo

proattivo etico-

politico

politico

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8. Secondo Jürgen Habermas, affinché l'agire linguistico possa identificarsi con l'agire etico, si richiede un uditorio

ideale

singolare

particolare

universale

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Lezione 043
1. Secondo il paradigma generale dell'etica comunicativa, i criteri del comunicare dipendono dalla

struttura stessa della


comunicazione

natura del medium linguistico

utilità individuale o sociale

essenza dell'uomo

2. Secondo il paradigma generale dell'etica comunicativa, la decisione degli interlocutori per l'intesa è fondata sulla

natura del medium linguistico

utilità individuale o sociale

essenza dell'uomo
struttura stessa del
linguaggio

3. Secondo il paradigma generale dell'etica comunicativa, il linguaggio è un'occasione di

intesa

conoscenza

fraintendimento

informazione

4. Come può essere anche definito il modello di etica della comunicazione fondato sui principi dell'etica della comunicazione (Apel della prima fase) e
dell'etica del discorso (Apel della seconda fase l Habermas)?

Comunicazione etica

Etica della comunicazione discorsiva

Etica comunicativa

Etica del discorso comunicativo

5. Secondo il paradigma generale dell'etica comunicativa, nella dinamica comunicativa sono presenti delle implicazioni etiche che privilegiano

il conflitto

il legame

il rispetto

la separazione

6. Nell'etica comunicativa la scelta etica fondamentale davanti a cui è posto chiunque comunica, concerne la possibilità di essere fedeli o meno ai principi
etici che sono propri

dell'atto
comunicativo
della forma letteraria del dialogo

del codice di comportamento che ogni comunicatore sa di dovere assumere e rispettare in base alla professione che

svolge della natura umana

7. Nell'etica comunicativa è opportuno che ciò che Apel considera un compito che ciascun parlante deve necessariamente assumersi, sia trasformato in una

libertà

necessità
possibilità

realtà

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Lezione 044
1. Sia nella conversazione che nella scrittura chi parla e chi scrive vuole essere

amato

smentito
creduto

stimato

2. Nell'etica della scrittura la presenza del segno scritto funge da

ausiliario fra gli interlocutori

sussidiario fra gli interlocutori

plenipotenziario fra gli interlocutori


intermediario fra gli interlocutori

3. Sia nella parola che nella scrittura i due interlocutori risultano legati da un rapporto di

fiducia reciproca

comprensione reciproca

solidarietà reciproca

stima reciproca

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Lezione 045
1. 9er quanto riguarda il rapporto tra l'istanza che decide e chi è direttamente interessato da tali decisioni, in ogni particolare realtà
professionale il comunicatore è chiamato a svolgere la funzione di

adattatore

alternatore
mediator
e
conciliatore

2. Nel dibattito sulla questione della verità avutosi alla fine del Settecento tra Benjamin Constant e Immanuel Kant, Constant prestava maggiore attenzione

conseguenze di cui è responsabile chi dice la


verità
alle
intenzioni che ha chi dice la verità

premesse su cui si basa chi dice la

verità opinioni che sostiene chi dice

la verità

3. Nel dibattito sulla questione della verità avutosi alla fine del Settecento tra Benjamin Constant e Immanuel Kant, Kant sostiene che

si deve dire la verità sempre e


comunque

si deve dire la verità solo se si evitano conseguenze

spiacevoli si deve dire la verità solo se si ottengono

conseguenze piacevoli non si deve mai dire la verità

4. La corrispondenza tra ciò che il soggetto dice (piano soggettivo) e ciò che effettivamente è (piano oggettivo), così suona la definizione di

affidabilità

credibilità

verità

5. La corrispondenza tra ciò che il soggetto pensa e ciò che lo stesso soggetto dice, così suona la definizione di
veridicità
Credibilità

affidabilità

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Lezione 046
1. Equità in campo giornalistico significa impegnarsi per promuovere

le altrui posizioni

né le proprie né le altrui posizioni

le proprie e le altrui posizioni

le proprie posizioni

2. Di solito, soprattutto nel contesto quotidiano, l'obiettività in campo giornalistico viene confusa con

la
neutralità

l'equità

la libertà

la soggettività

3. Dal punto di vista dell'etica del giornalismo, il giornalista offre

una fotografia della realtà

una fotocopia della realtà


una interpretazione della
realtà
una radiografia della realtà

4. Dal punto di vista dell'etica del giornalismo, il giornalista

è obiettivo solo nella fase iniziale della sua

carriera è obiettivo solo in determinati campi


non è mai obiettivo

è sempre obiettivo

5. Nei dibattiti recenti piuttosto che l'obiettività viene richiesta ai giornalisti sempre di più

l'uguaglianza

la fratellanza

la libertà
l'equità

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Lezione 047
1. La "Carta dei doveri dei giornalisti italiani"

è il primo codice deontologico organico dei giornalisti italiani

istituisce l'ordine della professione giornalistica


garantisce parità di trattamento e di accesso ai mezzi di informazione (par condicio)

tutela i diritti dei minori

2. La cosiddetta "Carta di Treviso"

istituisce l'ordine della professione giornalistica

è il primo codice deontologico organico dei giornalisti italiani

garantisce parità di trattamento e di accesso ai mezzi di informazione (par condicio)

tutela i diritti dei minori

3. La "Dichiarazione di autodisciplina della stampa" è stata pubblicata nel

1967

1957

1977

1987

4. La Legge n. 69 del 1963

garantisce parità di trattamento e di accesso ai mezzi di informazione (par

condicio) è il primo codice deontologico organico dei giornalisti italiani

tutela i diritti dei minori

istituisce l'ordine della professione


giornalistica

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Lezione 048
1. Nel caso del giornalismo, il rispetto dei diversi codici deontologici è sufficiente per poter offrire una buona informazione?

No
Sì, ma solo se sono previste severe

sanzioni Sì, ma solo a determinate

condizioni

2. La "Carta sulla precarietà del lavoro giornalistico" è stata promulgata nel

2001

1991

1981

2011

3. Dal punto di vista dell'etica del giornalismo, il buon giornalista è colui che è in grado di promuovere

la democrazia

la oclocrazia

l'aristocrazia

l'anarchia

4. Il "Codice deontologico per la tutela dei dati personali" è stato emanato nel

1978

2008

1988

1998

5. La Legge n. 28 del 2000

è il primo codice deontologico organico dei giornalisti

italiani tutela i diritti dei minori

istituisce l'ordine della professione giornalistica

garantisce parità di trattamento e di accesso ai mezzi di informazione (par


condicio)

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Lezione 049
1. Fino alla seconda metà degli anni Settanta la programmazione televisiva italiana non prevedeva

trasmissioni di mattina
trasmissioniperbambini

trasmissioni canore trasmissioni

educative

2. In quale anno ha inizio in Italia il servizio televisivo nazionale?

1968

1954

1975

1976

3. Fino al 1975 il servizio televisivo della RAI è sotto il controllo

del popolo italiano


del governo

del Parlamento

del Vaticano

4.
Fino alla seconda metà degli anni Settanta la programmazione televisiva italiana aveva degli intenti dichiaratamente

politici

commercial

pedagogici

5. Da più parti si sostiene che oramai il vero cliente di una emittente televisiva commerciale è

l'inserzionista pubblicitario

il pubblico dei telespettatori

il cittadino-utente che beneficia di un servizio, per il quale ha pagato la tassa

specifica ogni proprietario di un apparecchio televisivo

6. Con la liberalizzazione del sistema televisivo e la diffusione delle televisioni commerciali, il telespettatore diventa

il cittadino-utente che beneficia di un servizio, per il quale ha pagato la tassa

specifica un socio azionista della emittente privata

un membro del pubblico di uno spettacolo

il target del messaggio pubblicitario

7. Nel 1976 la sentenza n. 202 della Corte Costituzionale


ammise l'emittenza privata via etere in ambito locale
fece passare la RAI dal controllo governativo dei partiti di maggioranza al controllo del

Parlamento fece passare la RAI dal controllo del Parlamento al controllo governativo dei

partiti di maggioranza abolì completamente il sistema televisivo italiano sia pubblico che

privato

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8. Nel 1975 la Rai passò al controllo

del Vaticano

del popolo italiano

del Parlamento

del governo

9. Fino alla seconda metà degli anni Settanta la programmazione televisiva italiana non prevedeva

trasmissioni canore

trasmissioni educative

interruzioni pubblicitarie

trasmissioni per bambini

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Lezione 050
1. Secondo il filosofo Adriaan 9eperzak, la televisione produce e sostiene una sorta di

filosofia collettiva

politologia collettiva

mitologia collettiva

teologia collettiva

2. Secondo il politologo e sociologo Giovanni Sartori, la televisione ha sostituito la realtà costruita mediante le parole con la realtà costruita mediante

le soap opera

le fiction televisive

le immagini

le pubblicità

3. Secondo il politologo e sociologo Giovanni Sartori, la televisione trasforma l'homo sapiens in

homo insipiens

homo abilis

homo videns

homo ludens

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Lezione 051
1. Dal punto di vista dell'etica della televisione, la televisione offre

una fotocopia della realtà

una radiografia della realtà


un'immagine selettiva e "costruita" della
realtà
una fotografia della realtà

2. Dal punto di vista dell'etica della televisione, il rispetto dei diversi codici deontologici è sufficiente per poter offrire una buona informazione?

Sì, ma solo se sono previste severe

sanzioni Sì
No

Sì, ma solo a determinate condizioni

3. Oltre al rispetto dei diversi codici deontologici, quale altro fattore risulta determinante affinché un programma televisivo risulti eticamente buono?

Il senso di equità dell'operatore

radiotelevisivo Il senso di umiltà

dell'operatore radiotelevisivo Il senso di

libertà dell'operatore radiotelevisivo


Il senso di responsabilità dell'operatore
radiotelevisivo

4. La Legge n. 249 del 31 luglio 1997

istituisce l'Autorità per le garanzie nelle


comunicazioni

garantisce parità di trattamento e di accesso ai mezzi di informazione (par

condicio) istituisce l'ordine della professione giornalistica

è il primo codice deontologico organico dei giornalisti italiani

5. Corecom è l'abbreviazione di

Comitato regolativo per le comunicazioni

Comitati regionali per le comunicazioni

Correttivo relativo alle comunicazioni

Consulta regionale per le comunicazioni

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Lezione 052
1. L'acronimo TIC sta per

Teoria delle Informazioni Connettive

Teoria delle Informazioni Casuali

Tecniche Informative e Comunicative

Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione

2. Come è definito quel divario che ricalca le linee di disuguaglianza economico-sociale che le disparità di accesso alle TIC contribuiscono a
rimarcare e a corroborare?

Digital invide

Digital rivide

Digital

divary

Digital divide

3. Utilizzando una terminologia introdotta dal sociologo e antropologo Marcell Mauss, come potrebbe essere definita la rete internet?

Un fatto della società totale

Un fatto sociale totale

Un fatto della totalità

sociale Un fatto totalmente

asociale

4. Come ha definito 9ierre Lévy la nuova forma di intelligenza, generata dall'impatto della rete globale di internet sulla struttura del nostro modo di pensare?

Intelligenza collaborativa

Intelligenza collettiva

Intelligenza continuativa

Intelligenza connettiva

5. Come ha definito Derrick de Kerckhove la nuova forma di conoscenza, generata dall'impatto della rete globale di internet sulla struttura del nostro
modo di pensare e di conoscere?

Conoscenza collettiva

Conoscenza continuativa

Conoscenza collaborativa

Conoscenza connettiva

6. Quale termine utilizza il sociologo Derrick de Kerckhove per definire quella "cornice" mediatica ben determinata che struttura e filtra la nostra
"visione del mondo"?

Workframe

Brainframe
Mainframe

Knowframe

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Lezione 053
1. Come è stato anche definito il nuovo modello di pensiero influenzato dalle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione?

Modello "ancestrale" o "fantomatico"

Modello "cerebrale" o "prismatico"

Modello "neuronale" o "rizomatico"

Modello "ormonale" o "somatico"

2. L'introduzione di componenti tecnologiche di tipo informatico e telematico permette di istituire un processo di insegnamento e di apprendimento basato
su strategie
collaborative e attive

corruttive e descrittive

corporative e cospirative

connettive e riflessive

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Lezione 054
1. Come vengono definiti coloro che ritengono che il progresso della tecnica coincida con un regresso della civiltà e con una perdita dei valori democratici e
delle facoltà autenticamente umane?

Ibridati

Integrati

Apocali

ttici

Assoldati

2. Come vengono definiti coloro che sostengono che le nuove tecnologie rappresentino sostanzialmente una soluzione positiva per pressoché ogni
problema dell'umanità?

Ibridati
Integrati

Apocalittici

Assoldati

3. Come vengono definiti coloro che, pur non sottovalutando i rischi delle nuove tecnologie e le insidie che in esse possono celarsi, ne apprezza e ne
utilizza in modo consapevole e critico le potenzialità?

Apocalittici
Ibridati

Integrati

Assoldati

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Lezione 055
1. Il virtuale ha il potere di diventare

la soluzione di ogni problema

ciò che mai sarà possibile realizzare

ciò che esso è già in potenza

ciò che ognuno vuole che diventi

2. Nella realtà virtuale il concetto di "virtuale" indica

l'annullamento della realtà

l'assenza della realtà

la negazione della realtà

il potenziamento della realtà

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Lezione 056
1. Nella nostra esperienza quotidiana, parallelamente alla realizzazione del virtuale, si assiste oggi anche a una crescente

digitalizzazione del reale

realizzazione del reale

meccanicizzazione del reale

virtualizzazione del reale

2. Il virtuale

esiste già qui e ora

esisterà solo in un futuro

remoto esisterà in un futuro

prossimo non esisterà mai

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Lezione 057
1. Il tempo della rete è il tempo

sincronico

sinestetico

diacronico

diafasico

2. Il tempo della rete è il tempo

virtuale

reale

ideale

materiale

3. Lo spazio della rete è strutturato come


un ipertesto

una piramide

un ellissi

un poligono irregolare

4. Lo spazio della rete è

inesistente

virtuale
materiale

ideale

5. In internet lo spazio e il tempo


hanno subito una radicale trasformazione

sono gli stessi della nostra esperienza quotidiana

non sono mai esistiti

sono aboliti

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Lezione 058
1. L'etica specifica della rete internet è conosciuta anche con il nome di

etiquette

etica retinica

etica virtuale
netiquett
e

2. Dal punto di vista dell'etica dell'internet, il rispetto dei codici di comportamento è sufficiente per regolamentare l'agire all'interno della rete?

Sì, ma solo a determinate condizioni

No

Sì, ma solo se sono previste severe sanzioni

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Lezione 059
1. Qual è il significato etimologico del termine "pubblicità"?

Rendere vendibile
Rendere pubblico

Rendere libero

Rendere responsabile

2. Come ha definito Vance 9ackard gli operatori pubblicitari?

Informatori occulti

Dissuasori occulti

Persuasori occulti
Trasformatori occulti

3. La pubblicità commerciale utilizza una vasta gamma di


stereotipi

verità rivelate

credenze occulte

studi empirici

4. La pubblicità commerciale punta ad incidere sulla psiche dei destinatari, facendo leva sul loro lato più

forte e razionale

fragile ed emotivo
adulto e responsabile

civile e progressista

5. Secondo il pubblicitario 9aolo Iabichino, per poter garantire una sopravvivenza "etica" sia alla pubblicità che ai suoi destinatari, è necessaria una

trasvalutazione dei valori

riproposizione del significato originario del messaggio evangelico

progressione di carriera

inversione di marcia

6. La comunicazione pubblicitaria mira


a informare e a persuadere i

destinatari

a formare e a procacciare i

destinatari

a trasformare e a deviare i

destinatari a conformare e a

circuire i destinatari

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Lezione 060
1. In quale anno è stato fondato l'Istituto di Autodisciplina 9ubblicitaria?
Nel 1966
Nel 1976

Nel 1986

Nel 1956

2. Con quale frequenza viene aggiornato il "Codice di Autodisciplina 9ubblicitaria"?

Triennale

Biennale

Annuale
Quadriennale

3. In quale anno è pubblicata la "Carta Informazione e 9ubblicità"?


Nel 1988
Nel 1958

Nel 1968

Nel 1978

4. Che cos'è l'Antitrust?

L'Autorità Garante degli anziani e delle fasce più

deboli L'Autorità Garante dei minori (bambini e

adolescenti)

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

L'Autorità Garante della Famiglia e del Consumatore

5. L'esistenza e il rispetto dei codici di autodisciplina e delle regolamentazioni normative sono sufficienti per garantire un comportamento trasparente
ed eticamente responsabile da parte degli comunicatori pubblicitari?
No

Sì, ma solo se sono previste severe

sanzioni Sì, ma solo in casi particolari

6. Quali norme introduce la legge n. 287 del 10 ottobre 1990?

Norme per la tutela del consumatore e della

famiglia Norme per la tutela dei minori e dei

soggetti a rischio

Norme per la tutela della concorrenza e del mercato


Norme per la tutela degli anziani e delle fasce più deboli

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Lezione 061
1. La legge n. 150 del 31 ottobre 2009 (cosiddetta "Legge Brunetta") punta alla efficienza e trasparenza

delle trasmissioni televisive

dei diritti del paziente

dei messaggi pubblicitari

delle pubbliche amministrazioni

2. La legge n. 150 del 7 giugno 2000 disciplina l'etica della comunicazione

interculturale

medica

pubblica

ambientale

3. Negli ultimi anni si è verificato un cambiamento di paradigma nelle relazioni istituzionali e nella pubblica amministrazione, passando dal
paradigma dell'ufficio al paradigma
della rete

della scuola

dell'esercito

dell'azienda

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Lezione 062
1. L'acronimo 9SI, con cui è nota la direttiva europea 2003l98lCE, sta per
Public Sector Information

Public Surveillance Insurance

Public Sanction Investment

Public Security Involvement

2. L'introduzione della componente tecnologica nel dibattito democratico (eDemocracy)

può sostituire del tutto le tradizionali pratiche civili e

democratiche non sarà mai tecnicamente possibile

rappresenta un importante potenziamento della democrazia

ha già sostituito integralmente le tradizionali pratiche civili e democratiche

3. Come ha definito il sociologo ed economista statunitense Jeremy Rifkin l'era caratterizzata dall'utilizzo delle Tecnologie dell'Informazione e della
Comunicazione (TIC)?

L'era dell'accesso

L'era del

successo L'era

del processo

L'era del recesso

4. Oltre al rischio etico della disumanizzazione dei nodi della relazione istituzionale, nel passaggio dal paradigma dell'ufficio al paradigma della rete è
presente anche il rischio

del divario militare e politico

del divario economico e sociale

del divario razziale e ambientale

del divario digitale e culturale

5. Il rischio etico principale insito nel passaggio dal paradigma dell'ufficio al paradigma della rete consiste
nella disumanizzazione dei nodi della relazione istituzionale
nella scomparsa della democrazia

nell'enorme impatto ambientale delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione

(TIC) nell'eccessivo costo delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione

(TIC)

6. Come viene anche definita la richiesta della piena accessibilità dei contenuti della pubblica amministrazione?

Filosofia della happiness


Filosofia dell'openness

Filosofia della mindfulness

Filosofia della careness

7. Con quale acronimo è anche conosciuta la direttiva europea sul riuso dei dati delle pubbliche amministrazioni?

Direttiva PSI

Direttiva PCI

Direttiva

PLI

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Direttiva

PNI

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Lezione 063
1. Dove si è tenuta la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente umano?
A Stoccolma
A Kyoto

A Rio de Janeiro

A Nairobi

2. La comunicazione ambientale si propone di orientare i comportamenti dei cittadini verso azioni che favoriscano
uno sviluppo sostenibile dell'economia

un regresso dell'economia controllato da istituzioni sovranazionali

uno sviluppo illimitato dell'economia

uno sviluppo insostenibile dell'economia

3. La "Dichiarazione di Stoccolma" sancisce l'importanza strategica

dell'informazione e dell'educazione interculturale

dell'informazione e dell'educazione ambientale


dell'informazione e dell'educazione istituzionale

dell'informazione e dell'educazione biomedica

4. In quale anno si è tenuta la Conferenza di Stoccolma?

1952

1982

1962

1972

5. Dove ha sede l'UNE9 (United Nations Environment 9rogramme)?

A Stoccolma

A Kyoto

A Nairobi

A Rio de Janeiro

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Lezione 064
1. Come si chiama l'autorità preposta all'ispezione dei siti a rischio ambientale?

Agenzia Regionale per la Prevenzione

Ambientale Agenzia Regionale per la Tutela

Ambientale

Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale

Agenzia Regionale per la Difesa Ambientale

2. Come si chiama la direttiva europea che impone a tutti gli Stati membri di identificare i propri siti a rischio ambientale?

Direttiva Kyoto

Direttiva ?ernobyl'

Direttiva Fukushima

Direttiva Seveso

3. In quale anno si è verificato il cosiddetto disastro di Seveso?

1966

1996

1986

1976

4. In Italia le prime preoccupazioni per i rischi ambientali nacquero e si diffusero in seguito a un grave incidente noto come il disastro di

Novedrate

Carimate

Meda

Seveso

5. Nel corso degli anni Settanta del Novecento si passa gradualmente dal modello economico basato sulla crescita illimitata al modello basato

sul regresso dell'economia controllato da istituzioni sovranazionali

sulla stabilità economica e sulla sostenibilità ecologica della crescita

sulla decrescita illimitata dell'economia

sulla instabilità economica e sulla insostenibilità ecologica della crescita

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Lezione 065
1. Come si chiama l'ampio e articolato programma di azione per lo sviluppo sostenibile del pianeta elaborato alla Conferenza di Rio?

Agenda 2000

Horizon 2020

Il Summit della Terra


Agenda 21

2. Il primo trattato internazionale per la riduzione della produzione e dell'uso delle sostanze che danneggiano lo strato protettivo di ozono, è stato

il protocollo di Kyoto

il Summit della Terra

il protocollo di Montréal
il programma di azione noto con il nome di "Agenda 21"

3. Qual è stata la prima conferenza mondiale dei capi di Stato sulle tematiche ambientali?
La Conferenza di Rio
La Conferenza di Kyoto

La Conferenza di Stoccolma

La Conferenza di Nairobi

4. In quale anno si è tenuta la prima Conferenza di Rio?

1982

2002

1992

2012

5. Nel programma di azione per lo sviluppo sostenibile del pianeta, noto con il nome di "Agenda 21", la cifra 21 si riferisce

ai 21 punti da realizzare

ai 21 tipi di gas serra da eliminare

al XXI secolo

ai 21 paesi firmatari

6. Come si chiama il trattato internazionale, firmato nel 1997, che prevede l'obbligo per i firmatari di impegnarsi a ridurre le emissioni del biossido di
carbonio e dei cinque gas serra?
Protocollo di

Kyoto

Agenda 21

Summit della Terra

Protocollo di Montréal

7. In quale anno è stato redatto il 9rotocollo di Kyoto?

2007

1987

2017

1997

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Lezione 066
1. 9er garantire una gestione dell'ambiente compatibile con lo sviluppo della società, è necessario un tipo di comunicazione ambientale che sia improntato
ai principi etici

della compassione e della fratellanza

della libertà e dell'uguaglianza

della dignità e della onestà


della solidarietà e della corresponsabilità

2. Con quale acronimo è conosciuta la procedura di certificazione europea per la valutazione e il miglioramento delle prestazioni e per la riduzione
dell'impatto ambientale?

EMBAS

EMAS
EMPAS

EXMAS

3. Oltre alle certificazioni di qualità, di quali altri strumenti dispongono le imprese per comunicare il proprio impegno e la propria attenzione nei
confronti delle tematiche ambientali?

Un proprio sito internet con casella PEC per gli utenti

La contabilità ambientale e il bilancio ambientale


Un angolo verde della propria pagina web istituzionale

La registrazione obbligatoria presso l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale

4. L'adozione di codici ambientali e di carte etiche o di protocolli di politiche ambientali sono di per sé sufficienti per garantire una gestione
dell'ambiente compatibile con lo sviluppo della società?

Sì, ma solo nei paesi industriali più avanzati (ad es. USA e

Giappone) Sì

No
Sì, ma solo se sono previste pesanti sanzioni per i trasgressori

5. In base alla Legge n. 150 del 2000, le 9ubbliche amministrazioni sono tenute a fornire un'informazione trasparente ed esauriente anche in
relazione alle tematiche ambientali?

Sì, ma solo in alcuni Comuni a rischio ambientale


No

Sì, ma non secondo la Legge n. 150 del 2000

6. 9er garantire una gestione dell'ambiente compatibile con lo sviluppo della società, è necessario tener conto

anche dei diritti delle generazioni passate


anche dei diritti delle generazioni future

anche dei diritti di tutte le specie attualmente

viventi solo dei bisogni e dei diritti della

generazione attuale

7. Il diritto di essere correttamente informati e di ricevere comunicazioni affidabili in materia di tutela dell'ambiente e di sviluppo sostenibile deve
essere rispettato

solo nelle aziende private che offrono un servizio di pubblica utilità (vale solo per gli

utenti) solo nei settori pubblici (vale solo per i cittadini)

non solo nei settori pubblici, ma anche nelle imprese private e in quelle aziende private che offrono un servizio di pubblica utilità

solo nei settori privati (vale solo per i clienti)

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Lezione 067
1. Secondo Jonas, il principio di responsabilità esige che in ogni sua azione l'uomo debba sempre prendere in considerazione le conseguenze delle sue
decisioni e delle sue azioni
per le generazioni future

per le generazioni passate

per le generazioni attuali

per tutte le specie attualmente viventi

2. Come si intitola un'opera di fondamentale importanza per la riflessione etica contemporanea di cui è autore Hans Jonas?

Il principio libertà

Il principio speranza

Il principio trasparenza

Il principio responsabilità

3. Qual è stato il filosofo che ha tematizzato il rapporto dell'uomo con l'ambiente come uno dei veri problemi epocali del nostro tempo?

Friedrich Nietzsche

Jürgen Habermas

Hans Jonas

Karl-Otto Apel

4. La ripresa dell'universalismo etico kantiano da parte di Hans Jonas viene a configurarsi come un'etica orientata

al passato

al futuro

al presente

ai bisogni effettivi delle generazioni attuali

5. Secondo Hans Jonas, il problema etico fondamentale è rappresentato

dalla corrispondenza della propria massima individuale di azione con i dettami dell'imperativo

categorico dalla legge morale che è presente in ogni essere razionale

dal rispetto dei valori fondamentali di libertà, uguaglianza e fratellanza

dall'obbligo morale delle generazioni attuali nei confronti delle generazioni future

6. A quale precedente teoria morale si riallaccia il principio di responsabilità di Hans Jonas?


All'universalismo etico kantiano

Alla riflessione morale di Aristotele

Alla genealogia della morale di Nietzsche

Alla tradizione morale di stampo ebraico-cristiano

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Lezione 068
1. Secondo Jonas, la natura deve essere intesa come

l'altra faccia dello spirito umano

un semplice oggetto a disposizione dell'uomo

un essere dotato di una propria dignità e di una propria finalità

uno dei modi in cui si manifesta Dio

2. Secondo Jonas, la nuova forma di etica per la civiltà tecnologica può essere fondata ed essere valida solo se si ripensa radicalmente il concetto di

tecnica

economia

natura

uomo

3. Secondo Jonas, con lo sviluppo e con la diffusione della tecnica, l'uomo è diventato responsabile

delle generazioni passate

dei disastri ambientali

del cambiamento climatico

dell'intera sfera della vita in quanto tale

4. Quali sono i tre elementi essenziali che caratterizzano il concetto di responsabilità elaborato da Jonas?

Solidarietà, responsabilità e libertà

Dignità, equità e trasparenza

Libertà, uguaglianza e fratellanza

Totalità, continuità e futuro

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Lezione 069
1. Quale fenomeno culturale è diventato oramai una realtà tipica delle società contemporanee?
Il multiculturalismo
L'ipercultura

L'analfabetismo digitale e tecnologico

Il pluriculturismo

2. Il modo tradizionale di intendere la cultura, come delimitata geograficamente e come appartenente a ben determinati gruppi sociali che occupano
territori ben delimitati, risulta essere oggi

pienamente valido

un criterio universale per studiare ogni tipo di cultura

del tutto superato

totalmente utilizzabile

3. Il compito specifico della comunicazione interculturale consiste nel favorire

lo scontro organizzato tra persone di culture diverse

la separazione consensuale tra persone di culture diverse

il confronto pacifico tra persone di culture diverse

l'incontro violento tra persone di culture diverse

4. Una caratteristica specifica della cultura è la sua intrinseca

verità

relatività

immutabilità

universalità

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Lezione 070
1. Alla base della comunicazione interculturale vi è il concetto di

giustizia

diversità

verità

libertà

2. Nel volume del 2002 dal titolo "Svolta comunicativa", il sociologo Giovanni Bechelloni sostiene che, nella società dell'informazione, la comunicazione è

inesistente e del tutto superata

gratuita e accessibile a tutti

chiara e diretta

distorta e ipersemplificata

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Lezione 071
1. Nel volume del 2006 dal titolo "Diventare cittadini del mondo", il sociologo Giovanni Bechelloni sviluppa il tema della comunicazione come

giustizia perenne

energia vitale

verità universale

risorsa globale

2. Secondo il sociologo Giovanni Bechelloni, diventare cittadini del mondo significa essere pronti ad alimentare

un sano nazionalismo

uno scontro tra pari contraenti

un vero dialogo

un conflitto definitivo tra le culture

3. L'incontro con la diversità è possibile quando la comunicazione risulta basata sulle regole dell'esperienza

della religione

del dialogo
della tecnica

della politica

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Lezione 072
1. Secondo l'approccio assimilazionistico, lo straniero dovrebbe

ritornare quanto prima è possibile al suo paese di origine

diventare quanto più è possibile simile agli autoctoni


assumere immediatamente la doppia cittadinanza

restare estraneo alla cultura del paese ospitante

2. Quando è sorto per la prima volta il "problema" dell'interculturalità?


Nella fase di stanzialità dell'immigrazione

Nella fase di emergenza dell'immigrazione

Non è, in realtà, mai stato posto come

tale

Non è, a rigore, mai sorto, in quanto costituisce una costante della storia dell'umanità

3. Al passaggio dal secondo al terzo millennio, l'antropologo svedese Ulf Hannerz sottolineava la necessità di un nuovo

liberalismo

umanismo

cosmopolit

ismo

etnocentrismo

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Lezione 073
1. La cultura di cui sono portatori gli immigrati può essere

né modificata né cancellata

totalmente cancellata

modificata e totalmente cancellata

modificata ma non totalmente cancellata

2. Nei paesi in cui è stato lungamente praticato (ad esempio negli Stati Uniti d'America), l'approccio assimilazionistico si è rivelato

prezioso

insostituibile

inefficace

efficace

3. Le "seconde generazioni", ovvero i figli degli immigrati, nati e cresciuti nel paese ospitante,

non presentano una cultura propria

assumono totalmente solo la cultura del paese ospitante

non abbandonano mai del tutto il codice culturale dei loro genitori

abbandonano del tutto il codice culturale dei loro genitori

4. Alle base dell'approccio assimilazionistico vi è nei confronti degli "altri" un atteggiamento

di apertura e di

comprensione valoriale

positivo

totalmente neutro

pregiudiziale negativo

5. L'approccio assimilazionistico genera negli immigrati dei meccanismi di

aggressività verso l'esterno

superiorità valoriale

autodifesa

attacco

6. L'approccio assimilazionistico colloca gli interlocutori in una relazione

irreale, frutto dell'ipotesi formulata dal ricercatore

con pari dignità e valore

altamente asimmetrica

tendenzialmente simmetrica

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Lezione 074
1. L'approccio integrazionista permette tra i diversi interlocutori

un confronto asimmetrico

uno scontro simmetrico

un confronto simmetrico

uno scontro asimmetrico

2. Dati i forti limiti dell'approccio assimilazionistico si sta affermando, in sua sostituzione, un altro approccio, di tendenza

integralistica

fondamentalista

evoluzionistica

integrazionista

3. Secondo l'approccio integrazionista, le differenze valoriali e culturali sono

un elemento da ignorare

un elemento di impoverimento reciproco

un elemento da eliminare
un elemento di arricchimento reciproco

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Lezione 075
1. Secondo l'approccio integrazionista,

ognuno vive rispettando le proprie leggi e i propri valori

gli altri si devono adeguare alle nostre leggi e alle nostre regole e devono sforzarsi di diventare quanto più è possibile

simili a noi solo gli altri si devono adeguare alle nostre leggi e alle nostre regole

anche noi dobbiamo sforzarci di mettere in discussione i nostri valori e le nostre regole

2. Alla base dell'approccio integrazionista vi è il concetto di

interpunzione

interazione

intersezione

interpunizione

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Lezione 076
1. La legge mira tendenzialmente a regolare l'interazione e il potenziale conflitto fra gli attori sociali in maniera

politica e militare

diplomatica e pacifica

parziale e valutativa

imparziale e

avalutativa

2. In quale anno è stata proclamata la "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo"?

1938

1958

1948

1968

3. A ben guardare, anche la "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo" appare animata da uno spirito inconsapevolmente

integralista

assimilazionista

fondamentalista

integrazionista

4. La "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo" preserva e valorizza le differenze?

Sì, ma solo in alcuni paesi

No

Sì, ma solo presso alcuni popoli

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Lezione 077
1. In quale anno è stata promulgata la "Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie"?

1980

1948

1978

1990

2. La "Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie" riconosce la libertà di
manifestare la propria religione e le proprie convinzioni ideologiche

solo all'interno della propria abitazione

solo nel proprio paese di origine

nel rispetto delle leggi vigenti nel

paese ospitante

solo a coloro che si convertono alla religione ufficiale del paese ospitante

lezione 78

1. Alla base dei tentativi di regolamentazione normativa dell'Unione Europea in tema di immigrazione, vi è il principio di

esclusività

assimilazione

nazionalità

reciprocità

2. In una prospettiva di comunicazione interculturale, la diversità deve essere considerata come un elemento
positivo

inesistente

neutro

negativo

3. Nel 9arere del Comitato economico e sociale (CES) sul tema "L'immigrazione nell'UE e le politiche di integrazione" (2006), l'integrazione è definita
come un processo

bidirezionale

monodirezionale

unidirezionale

discrezionale

4. Alla base dei tentativi di regolamentazione normativa dell'Unione Europea in tema di immigrazione, vi è il principio di integrazione

per la società

a prescindere dalla società

nella società

con la società

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Lezione 079
1. Gli strumenti giuridici sono sufficienti per permettere una soluzione eticamente sostenibile dei conflitti causati dall'incontro tra culture diverse?
No

Sì, ma solo se sono previste severe sanzioni

Sì, ma solo nei paesi veramente democratici

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Lezione 080
1. La mediazione interculturale è una forma di comunicazione che viene prodotta in caso di conflitto

che non si può o non si desidera risolvere ricorrendo alla distinzione etica tra buono e

cattivo che non si può o non si desidera risolvere ricorrendo alla distinzione politica tra

amico e nemico

che non si può o non si desidera risolvere ricorrendo alla distinzione giuridica tra

torti e ragioni

che non si può o non si desidera risolvere ricorrendo alla distinzione militare tra alleato e avversario

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Lezione 081
1. La mediazione interculturale consente di sviluppare una relazione connotata da elementi di

unidirezionalità

discrezionalità

bidirezionalità

monodirezionalità

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Lezione 082

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Lezione 083

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Lezione 084
1. La comunicazione intramedica si svolge

nella relazione fra medico e paziente

nei rapporti con il pubblico e, in generale, con la società

all'interno delle strutture sanitarie di cura e di ricerca

soprattutto nelle aule universitarie

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Lezione 085
1. Secondo l'etimo del termine, il paziente è colui che

si lamenta

delira

paga

soffre

2. Quale concezione della comunicazione vi è alla base dell'approccio aziendalistico, tecnologico e burocratico alle prestazioni di cura?

Il modello standard della comunicazione


Il modello del riferimento all'audience

Il modello dell'etica "nella" comunicazione

Il modello dialogico

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Lezione 086
1. La comunicazione extramedica si svolge

nella relazione fra medico e paziente

soprattutto nelle aule universitarie

all'interno delle strutture sanitarie di cura e di ricerca

nei rapporti con il pubblico e, in generale, con la società

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Lezione 087

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Lezione 088
1. Nella relazione fra medico e paziente si è verificato, a partire dalla seconda metà del XX secolo, il declino del modello
paternalistico

internalistico

costernalistico

maternalistico

2. La progressiva affermazione dell'autonomia di giudizio del paziente trova la sua massima espressione nell'istituto del consenso

conformato

trasformato

informato

riformato

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Lezione 089
1. Secondo Ricoeur, il nocciolo etico della relazione fra medico e paziente è rappresentato

dal codice deontologico

dal contratto

dal patto di cura

dalla Costituzione italiana

2. Secondo Ricoeur, su quanti livelli si articola il giudizio medico?


Tre

Due

Uno

Quattro

3. Secondo Ricoeur, quali sono i tre livelli sui quali si articola il giudizio medico?

Coscienziale, ontologico e inflessivo

Induttivo, deduttivo e riduttivo

Scientifico, teologico e filosofico

Prudenziale, deontologico e

riflessivo

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Lezione 090

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Lezione 091
1. La struttura della relazione fra medico e paziente, secondo Ricoeur, è di natura essenzialmente

coattiva

attiva

comunicativa
proattiva

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Lezione 092
1. Secondo Jaspers, quale disciplina ha occupato lo spazio comunicativo lasciato libero dalla medicina moderna?

L'informatica

La psicoanalisi
La filosofia

La sociologia

2. Quale filosofo e psichiatra tedesco ha elaborato, negli anni Cinquanta del Novecento, una serie di contributi dedicati alla crisi della medicina
classica e alla critica della medicina moderna?

Sigmund Freud

Friedrich Nietzsche

Karl Jaspers

Paul Ricoeur

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Lezione 093
1. Secondo Jaspers, la psicoanalisi rappresenta una nuova forma di

filosofia

fede

scienza

medicina

2. Il filosofo e psichiatra tedesco Karl Jaspers auspica l'estinzione della

medicina

scienza

filosofia

psicoan

alisi

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Lezione 094
1. Secondo Jaspers, la medicina moderna si propone di

eliminare se stessa

spiegare come si è prodotta la malattia

curare ogni malattia

comprendere perché si è prodotta la malattia

2. Secondo Jaspers, il medico moderno vede nel paziente solo

il sintomo di una malattia

se stesso

la persona che soffre

un essere umano

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Lezione 096
1. Riprendendo il celebre detto di Ippocrate, anche Jaspers sostiene che il medico che si fa filosofo diventa pari a un

uomo

dio

malato

titano

2. Secondo Jaspers, la condizione essenziale che rende oggi possibile la preservazione dell'idea di medico risiede nell'unione di

scienza e tecnica

scienza e religione

scienza e filosofia

scienza e mito

3. Secondo Jaspers, una possibile via d'uscita dalla morsa tecnico-organizzativa dell'istituzionalizzazione della medicina è rappresentata dalla riabilitazione

dell'alchimia

del re-taumaturgo

dell'omeopatia

del medico personale

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