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Diventa Supernatural

Joe Dispenza

EAN: 9788863867800

Copia data in licenza a


Giuseppe Airoldi
Questa pubblicazione è stata acquistata il 20
febbraio 2019
su Il Giardino dei Libri

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Che cosa comporterebbe diventare soprannaturali? Cosa succederebbe se
potessimo sintonizzarci su frequenze che vanno al di là del nostro mondo
materiale, cambiare la chimica del cervello per accedere a livelli di
consapevolezza trascendentale, creare un nuovo futuro e modificare l’assetto
biologico per favorire una profonda guarigione?
È proprio ciò che il dr. Joe Dispenza offre in questo libro all’avanguardia: un
insieme di nozioni e strumenti che permettono alle persone comuni, proprio
come te, di raggiungere stati d’essere fuori dall’ordinario.
Joe Dispenza, autore “New York Times” best seller di Placebo effect e
Cambia l’abitudine di essere te stesso attinge alle più recenti ricerche in
ambito di neuroscienza, epigenetica e fisica quantistica per dimostrare in che
modo possa avvenire questo tipo di trasformazione e ciò che potrebbe
significare per la nostra vita. In particolare, approfondirai:
• come liberarti dal passato ricondizionando il tuo corpo a un nuovo modo
di pensare
• come creare la realtà nel generoso presente cambiando frequenza
• la scienza segreta della ghiandola pineale e il suo ruolo nell’accesso alle
dimensioni mistiche della realtà
• come far passare la tua consapevolezza oltre il mondo materiale limitato e
prevedibile e accedere al campo quantico delle infinite possibilità
• e molto altro.
“Da un brillante scienziato e insegnante appassionato, questa guida unica e
pratica ci mostra passo per passo come superare i limiti di ciò che è noto per
creare una nuova vita straordinaria.”
- Tony Robbins

Joe Dispenza D.C. è docente, ricercatore, consulente aziendale, autore e


formatore di fama internazionale e come tale è stato invitato a parlare in oltre
trentadue Nazioni in cinque diversi continenti. Come docente e formatore è
fermamente convinto che in ogni individuo sia racchiuso un autentico
potenziale di capacità infinite. Con chiarezza, semplicità e ispirazione, ha
formato migliaia di persone su come riprogrammare la mente e il corpo al
fine di creare trasformazioni permanenti.
Dr. Joe Dispenza

DIVENTA SUPERNATURAL
Come fanno le persone comuni a realizzare
cose straordinarie
Copyright © 2017 by Joe Dispenza
Published and distributed in the United States by Hay House, Inc.
Titolo orginale: Becoming supernatural: how common people are doing the uncommon
Inserto a colori e illustrazioni: John Dispenza
Traduzione: Manuel Piani

Sintonizzati con Hay House su: www.hayhouseradio.com

© 2018 My Life
I edizione: aprile 2018
My Life srl, Coriano di Rimini (RN)

L’autore di questo libro non dispensa consigli medici né prescrive l’uso di alcuna tecnica
come forma di trattamento per problemi fisici e medici senza il parere di un medico,
direttamente o indirettamente. L’intento dell’autore è semplicemente quello di offrire
informazioni di natura generale per aiutarvi nella vostra ricerca del benessere fisico,
emotivo e spirituale. Nel caso in cui usaste le informazioni contenute in questo libro per voi
stessi, che è un vostro diritto, l’autore e l’editore non si assumono alcuna responsabilità
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altrimenti essere copiata per uso pubblico o privato, escluso l’“uso corretto” per brevi
citazioni in articoli e riviste, senza previa autorizzazione scritta dell’editore.
A mio fratello John, un vero mistico
INDICE

Prefazione di Gregg Braden


Introduzione. Preparati a diventare supernatural

Capitolo 1. Apri la porta al soprannaturale


Capitolo 2. Il momento presente
Capitolo 3. Sintonizzati su nuove infinite possibilità
Capitolo 4. “Benedizione dei centri energetici”
Capitolo 5. Riprogramma il corpo a una nuova mente
Capitolo 6. Storie: esempi viventi di verità
Capitolo 7. L’intelligenza del cuore
Capitolo 8. Mind Movie e caleidoscopio
Capitolo 9. La meditazione camminata
Capitolo 10. Storie: dalla teoria alla pratica
Capitolo 11. Spazio-tempo e tempo-spazio
Capitolo 12. La ghiandola pineale
Capitolo 13. Progetto Coerenza [Project Coherence]:
creiamo un mondo migliore
Capitolo 14. Storie: può succedere anche a te

Conclusione. Essere pace


Ringraziamenti
Note
L’autore
PREFAZIONE

Nel corso della storia dell’umanità, troviamo alcuni racconti di esperienze


che vanno oltre i limiti di ciò che è considerato possibile. Dai
duecentocinquantasei anni di vita di Li Ching-Yuen, il maestro di arti
marziali morto nel 1933, che pare sia nato nel 1677, abbia avuto quattordici
mogli e oltre duecento figli, alla guarigione spontanea di numerose malattie
documentata dall’Istituto di Scienze Noetiche (IONS), attraverso
tremilacinquecento riferimenti in oltre ottocento riviste in venti lingue
diverse, le prove ci dicono che non siamo ciò che pensavamo in passato:
siamo molto di più.
Oggi la questione è passata da “Cosa è possibile nelle nostre vite?” a
“Come realizzarlo? Come risvegliare il nostro straordinario potenziale nella
vita di tutti i giorni?”. La risposta a questa domanda è alla base del libro che
stai leggendo.
Joe Dispenza è un medico, uno scienziato e un mistico moderno. È anche
un divulgatore la cui visione va oltre i confini di una singola disciplina
scientifica. Attingendo da diversi settori della scienza ufficiale, come
l’epigenetica, la biologia molecolare, la neurocardiologia e la fisica
quantistica, Joe supera la linea di demarcazione tradizionale che in passato ha
separato il pensiero scientifico dall’esperienza umana, e apre la porta a un
nuovo audace paradigma di autoaffermazione, un modo di pensare e di vivere
basato su ciò che riteniamo possibile nella nostra vita, oltre a quello che
accettiamo come dato scientifico. Questa nuova frontiera di potenziale
realizzato sta ridefinendo il significato di essere umano attivo e capace. È una
frontiera promettente per tutti: casalinghe, studenti, operai, scienziati,
ingegneri e medici.
La ragione di tanta popolarità è che il lavoro di Joe è simile a un modello
collaudato che i maestri utilizzano con successo con i loro allievi da secoli.
L’idea di base è semplice: l’esperienza diretta di un maggiore potenziale ci
consente di accoglierlo nella nostra vita quotidiana. Il libro che stai leggendo
è il primo manuale sull’argomento e fa esattamente questo: ci conduce passo
dopo passo in un percorso per realizzare il nostro massimo potenziale nel
corpo, nella salute e nelle relazioni, aiutandoci a compierlo con i nostri tempi.
Fu sulle pareti di una grotta nell’altopiano del Tibet che vidi con i miei
occhi come lo stesso modello fu utilizzato da uno dei grandi maestri yogi del
passato per liberare i suoi allievi dalle loro credenze limitanti. L’eredità del
suo insegnamento rimane ancora oggi, conservata nella caverna che era la sua
casa otto secoli fa.

Tempo fa promossi un pellegrinaggio di gruppo sugli altipiani del Tibet


occidentale. Il nostro itinerario ci condusse direttamente nella grotta di
Milarepa, poeta, mistico e maestro yogi dell’XI secolo.
Sentii parlare per la prima volta del leggendario yogi quando ero discepolo
di un mistico sikh che diventò il mio insegnante di yoga negli anni Ottanta.
Per anni studiai il mistero che circondava la vita di Milarepa: proveniva da
una famiglia privilegiata ma aveva scelto di rinunciare a tutti i suoi beni
materiali; aveva perso la sua famiglia e i suoi cari in circostanze tragiche e
violente; il desiderio di vendetta e la sofferenza che tutto questo gli provocò
lo avevano portato a ritirarsi sulle montagne dell’Himalaya, dove scoprì il
suo straordinario potenziale di yogi. Volevo vedere con i miei occhi il luogo
in cui Milarepa sfidò le leggi della fisica per dimostrare a se stesso e ai suoi
allievi che siamo condizionati nelle nostre vite solo dai limiti delle nostre
credenze. Dopo diciannove giorni di viaggio, ebbi l’opportunità di farlo.
Trascorso il periodo di acclimatamento a più di 4.500 metri sopra il livello
del mare, mi ritrovai esattamente nel luogo in cui si trovava Milarepa
ottocento anni prima, davanti ai suoi discepoli. Con il viso a pochi centimetri
dalla parete della grotta, ero di fronte al mistero insoluto che gli scienziati
moderni non sono ancora riusciti a spiegare o a riprodurre. Fu proprio lì che
Milarepa pose la propria mano aperta sulla parete, all’altezza della spalla, e
poi la spinse oltre, come se la superficie rocciosa non esistesse. Per reazione,
la pietra diventò soffice e malleabile, cedendo alla pressione della sua spinta.
Ne risultò un calco perfetto nella roccia della mano sinistra dello yogi.
Esaminando le pareti e il soffitto della grotta, trovammo altre impronte di
mani e deducemmo che Milarepa avesse offerto questa dimostrazione in più
di un’occasione.
Aprendo la mia mano e ponendola nell’impronta, sentii che le dita
venivano accolte nella forma di quelle dello yogi, esattamente nella posizione
assunta dalla sua mano otto secoli prima. L’adesione era così perfetta che
ogni mio dubbio sull’autenticità dell’impronta sparì. Immediatamente il mio
pensiero si rivolse all’uomo. Desideravo sapere cosa successe esattamente
mentre affrontava la roccia. A cosa stava pensando? E, soprattutto, cosa stava
provando? Com’era riuscito a opporsi alle leggi fisiche secondo cui una mano
e la roccia non possono occupare lo stesso spazio simultaneamente?
Come se mi avesse letto nel pensiero, la guida tibetana rispose alle mie
domande prima ancora che gliele ponessi. “La meditazione del geshe
(maestro spirituale) gli insegna che egli è parte della roccia, non separato da
essa. La pietra non può frenarlo. Per il geshe questa caverna rappresenta un
luogo di esperienza, non una barriera che lo limita. Qui è libero e può
muoversi come se la roccia non esistesse.” Le parole della mia guida mi
sembrarono perfettamente ragionevoli. Quando gli allievi di Milarepa videro
il loro maestro compiere qualcosa che era ritenuto impossibile, si trovarono
di fronte allo stesso dilemma che oggi affrontiamo quando scegliamo di
liberarci dalle nostre credenze limitanti.
Il dilemma è il seguente: il pensiero dominante dell’epoca considerava il
mondo in termini di limiti e confini. Ciò includeva la convinzione che una
parete di roccia costituisse una barriera invalicabile per il corpo umano.
Tuttavia, quando Milarepa spinse la sua mano nella roccia, gli allievi ebbero
la dimostrazione che esistono eccezioni a queste “leggi”. Il paradosso è che
entrambe le visioni del mondo sono assolutamente corrette. Ciascuna dipende
da come scegliamo di considerarci in un dato momento.
Mentre premevo la mano sull’impronta che lo yogi lasciò per i suoi
discepoli molti anni prima, mi domandai: oggi siamo ancora condizionati
dalle stesse credenze limitanti degli allievi di Milarepa? E in tal caso, come
possiamo risvegliare in noi il potere di superarle?
Ho scoperto che, quando nella vita qualcosa è vero, quella verità si
presenta in molti modi. Per questa ragione, non sorprende che la
documentazione scientifica proveniente dai seminari di Joe porti alla stessa
conclusione a cui arrivarono Milarepa e altri mistici nel corso dei secoli: che
le circostanze della nostra esistenza sono tali a causa della coscienza stessa e
del modo in cui consideriamo noi stessi nel nostro mondo. Ho raccontato la
storia di Milarepa per illustrare questo principio apparentemente universale.
Il punto centrale dell’insegnamento dello yogi è il seguente: quando
viviamo in prima persona (o osserviamo in un altro) qualcosa che credevamo
impossibile, diventiamo liberi di oltrepassare quegli stessi limiti nella nostra
esistenza. Ed è proprio per questo che il libro che stai leggendo è in grado di
cambiare la tua vita. Imparando ad accettare il tuo sogno futuro come se fosse
la tua realtà presente, in modo che il tuo corpo creda che stia accadendo
“adesso”, scopri come mettere in moto una cascata di processi emotivi e
fisiologici che riflettano la tua nuova realtà. I neuroni del cervello, i neuriti
sensoriali del cuore e la chimica del tuo corpo si armonizzano per riflettere il
nuovo pensiero, e le possibilità quantiche della vita si riorganizzano per
sostituire le circostanze indesiderate del tuo passato con le nuove condizioni
che hai accettato come presente.
Ecco la forza di questo libro.
Con uno stile fresco, diretto e facile da capire, Joe Dispenza ha unito in un
solo volume le scoperte della scienza quantica e gli insegnamenti degli
antichi maestri, per mostrarci come diventare soprannaturali.

Gregg Braden
Autore di Human Matrix
INTRODUZIONE
Preparati a diventare
supernatural

Preparati a diventare supernatural


Mi rendo conto che scrivere questo libro non sia privo di rischi per me.
Nel mondo ci sono persone, anche nella comunità scientifica, che potrebbero
chiamare il mio lavoro “pseudoscienza”, soprattutto dopo la pubblicazione di
Diventa Supernatural. In passato mi preoccupavo eccessivamente per queste
critiche. All’inizio della mia carriera, scrivevo sempre tenendo a mente gli
scettici, cercando di assicurarmi che avrebbero approvato il mio lavoro.
Pensavo che fosse importante essere accettato da quell’ambiente. Ma un
giorno, durante un seminario a Londra, mentre una donna del pubblico stava
raccontando di aver superato la sua malattia grazie alle pratiche che ho
descritto nei miei libri, ebbi una rivelazione. Capii una volta per tutte che gli
scettici e gli scienziati rigorosi, strenui difensori delle proprie idee su ciò che
è possibile e ciò che non lo è, non avrebbero mai apprezzato me e il mio
lavoro, qualunque cosa facessi. Dopo averlo compreso, realizzai che avevo
sprecato tanta energia vitale. Non m’interessava più convincere nessuno, in
particolare gli studiosi del “normale” e del naturale, della correttezza delle
mie idee sul potenziale umano. Personalmente non mi appassionavano le cose
“normali” e volevo studiare il soprannaturale. Mi fu molto chiaro che dovevo
smettere di cercare di convincere quella tipologia di persone e che invece
dovevo rivolgere la mia energia verso un’altra parte della popolazione, che si
apre a nuove possibilità e vuole ascoltare ciò che ho da dire.
Fu un sollievo accettare questa idea e abbandonare ogni tentativo di fare la
differenza in quell’altro mondo. Mentre ascoltavo quella dolce signora a
Londra, che non era un monaco o una suora o un accademico o una studiosa,
capii che raccontando la sua storia al pubblico stava aiutando gli altri a
rispecchiarsi in lei. Chi la ascoltava poteva credere che fosse possibile anche
per lui fare lo stesso. Sono a un punto della mia vita in cui non m’importa ciò
che la gente dice di me; di sicuro ho i miei difetti, ma ora più che mai ho la
certezza di poter fare la differenza nella vita di molte persone. Lo dico con
estrema umiltà. Da anni m’impegno a semplificare informazioni scientifiche
complesse in modo che i miei lettori le utilizzino nelle loro vite.
Negli ultimi quattro anni, il mio gruppo di ricercatori, il mio staff e io ci
siamo applicati a misurare, registrare e analizzare scientificamente una serie
di trasformazioni nella biologia umana, per dimostrare al mondo che tutti
possono fare cose straordinarie. Questo libro non solo parla di guarigione -
racconta casi di significativo miglioramento nella salute, fino alla remissione
completa della malattia – ma soprattutto ti offre gli strumenti che ti servono
per realizzare i cambiamenti che desideri nella tua vita. Questi risultati sono
sempre più frequenti nella vasta cerchia di persone che segue il mio lavoro. Il
materiale che stai per leggere non è convenzionale, nè conosciuto o compreso
da tutti. Si basa sullo sviluppo di insegnamenti e pratiche che sono culminati
per alcuni nostri allievi nella capacità di avere esperienze mistiche.
Ho scritto questo libro per portare ciò che ho sempre ritenuto possibile a
un livello di comprensione più alto. Volevo dimostrare al mondo che
possiamo crearci una vita migliore e che non siamo esseri lineari che
conducono esistenze lineari, ma esseri dimensionali che conducono esistenze
dimensionali. Spero che leggerlo ti aiuterà a capire che in termini di
anatomia, fisiologia e chimica, hai già tutte le risorse che ti servono per
diventare soprannaturale, dovrai solo risvegliarle e attivarle.
In passato ho esitato a parlare di questo livello di realtà, perché temevo
che potesse dividere il mio pubblico in base alle convinzioni personali. Ma è
da tempo che volevo scriverne. Nel corso degli anni, ho avuto esperienze
mistiche estremamente intense, che mi hanno cambiato per sempre,
influenzando profondamente la persona che sono oggi. Voglio farti conoscere
quel mondo dimensionale e mostrarti gli studi condotti nei nostri seminari
avanzati
Ho iniziato a raccogliere i dati sui partecipanti a questi seminari perché
assistevo a cambiamenti significativi nel loro stato di salute, e sapevo che
durante le meditazioni, in tempo reale, si verificavano mutamenti nei
parametri biologici.
Per questo motivo ho riunito dei team scientifici che effettuassero
scansioni cerebrali, utilizzando l’elettroencefalografia (EEG), prima e dopo i
seminari, e misurazioni nel corso delle meditazioni e delle pratiche. Abbiamo
migliaia di scansioni encefalografiche che dimostrano che queste variazioni
non erano frutto della loro immaginazione, ma si verificavano realmente a
livello cerebrale. Alcuni allievi le manifestavano nell’arco di quattro di giorni
(la durata dei nostri seminari avanzati) ed erano così marcate che ne restai
scioccato
Il cervello dei nostri allievi funziona in modo più sincronizzato e coerente
dopo aver partecipato ai seminari avanzati. Questo maggiore ordine nel
sistema nervoso li aiuta a fare chiarezza sul futuro che possono creare, e sono
in grado di mantenere quell’intenzione, indipendentemente dalle condizioni
dell’ambiente esterno. Quando il cervello funziona bene, loro stessi
funzionano bene.
Ti presenterò i dati scientifici che dimostrano il miglioramento del loro
cervello – e delle condizioni generali di salute - in pochi giorni, il che
significa che anche tu puoi fare lo stesso.
Negli ultimi anni è cominciato ad accadere qualcosa di misterioso: le
scansioni cerebrali effettuate sui partecipanti sconcertavano i ricercatori e i
neuroscienziati che seguivano i nostri eventi per studiare il mio lavoro.
L’elevata quantità di energia che registravamo nel cervello degli allievi
mentre praticavano determinate meditazioni non era mai stata riscontrata fino
a quel momento. Eppure continuavamo a rilevare ripetutamente questi valori
fuori dal normale.
I partecipanti riferivano che la loro percezione durante la meditazione
fosse molto reale e mistica, e che questo avesse cambiato profondamente la
loro visione del mondo o migliorato il loro stato di salute. Compresi che
questi soggetti facevano esperienze trascendentali, durante la loro
meditazione interiore, che erano più reali di qualsiasi cosa avessero mai
sperimentato, rivolgendo i sensi all’esterno, e noi le stavamo catturando in
modo oggettivo.
Ormai questa è diventata la norma per noi e spesso possiamo prevedere
quando si verificherà l’aumento dell’energia nel cervello in base a
determinati indicatori e segni che osserviamo da anni. In queste pagine voglio
chiarire che cosa significa avere un’esperienza interdimensionale e spiegare
la biologia e la chimica degli organi, dei sistemi e dei neurotrasmettitori che
la rendono possibile. Mi auguro che queste informazioni ti aiuteranno a
creare da solo esperienze simili.
Inoltre, abbiamo rilevato straordinari cambiamenti nella variabilità della
frequenza cardiaca (HRV). Ciò avviene negli allievi che aprono il proprio
cuore e si concentrano su emozioni elevate come gratitudine, ispirazione,
gioia, rispetto, riconoscenza e compassione, che portano il cuore a battere in
maniera coerente, ossia con ritmo, ordine ed equilibrio. Sappiamo che ci
vogliono un’intenzione chiara (un cervello coerente) e un’emozione elevata
(un cuore coerente) per iniziare a cambiare la biologia di una persona in
modo che passi da vivere nel passato a vivere nel futuro. Sembra che questa
combinazione di mente e corpo, di pensieri e sentimenti, influenzi anche la
materia. Ed è così che si crea la realtà.
Se hai intenzione di credere veramente in un futuro che stai immaginando
con tutto il tuo cuore, assicuriamoci che esso sia aperto e completamente
attivato. Perché non imparare a farlo, attraverso la pratica e il feedback
quantitativo, diventando sempre più bravi?
Così abbiamo collaborato con l’Istituto HeartMath, un gruppo di
ricercatori di Boulder Creek, in California, che ci ha aiutato a misurare le
reazioni di migliaia di soggetti. Desideriamo che i nostri allievi sviluppino la
capacità di regolare gli stati interiori, indipendentemente dalle condizioni
dell’ambiente esterno, e di capire quando stanno creando coerenza cardiaca.
In altre parole, possiamo dire a una persona che sta facendo un ottimo lavoro
e deve continuare così quando rileviamo questi cambiamenti, al contrario
dobbiamo informarla che non sta creando alcuna variazione biologica e
fornirle istruzioni adeguate e opportunità di esercitarsi per migliorare. È a
questo che serve il feedback: ci aiuta a capire se stiamo agendo in maniera
corretta o no.
Quando siamo in grado di modificare qualche sensazione o pensiero
dentro di noi, possiamo vederne gli effetti al di fuori, e quando ci rendiamo
conto di averlo fatto correttamente, abbiamo la possibilità di replicarlo:
quest’azione crea un’abitudine costruttiva.
Mostrandoti come ci riescono altri, voglio farti capire che anche tu puoi
essere altrettanto potente.
I nostri allievi sanno come influenzare il sistema nervoso autonomo
(SNA), preposto al mantenimento della salute e dell’equilibrio, che si occupa
in modo automatico di tutte le funzioni corporee mentre noi siamo liberi di
vivere la nostra esistenza. Questo sistema subconscio è responsabile della
nostra salute e infonde la vita ai nostri corpi. Una volta che sappiamo come
avere accesso a questo sistema, possiamo non solo migliorare il nostro stato
di benessere, ma anche sostituire abitudini e comportamenti autolimitanti con
altri più produttivi. Presenterò alcuni dei dati raccolti nel corso degli anni.
Inoltre abbiamo insegnato ai nostri allievi che, quando creano la coerenza
cardiaca, i loro cuori generano un campo magnetico misurabile che si proietta
al di fuori del corpo. Questo campo magnetico è un’energia, quest’energia è
una frequenza e tutte le frequenze contengono informazioni. L’informazione
veicolata da quella frequenza è un’intenzione o un pensiero che può
influenzare il cuore di un’altra persona, anche se questa si trova in un luogo
diverso, facendola entrare in uno stato di coerenza ed equilibrio. Ti
dimostrerò che un gruppo di persone sedute in una stanza può indurre altre
persone, sedute a una certa distanza nella stessa stanza, a entrare in stato di
coerenza cardiaca esattamente nello stesso momento. Le prove dimostrano
che siamo legati da un campo invisibile di luce e informazioni che influenza
noi e gli altri.
Considerato questo, immagina cosa può accadere se tutti noi lo facciamo
contemporaneamente per cambiare il mondo. È esattamente il nostro scopo
come comunità di individui che desidera fare la differenza nel futuro della
Terra, delle persone e delle altre forme di vita che la abitano. Abbiamo creato
il Progetto Coerenza [Project Coherence], in cui migliaia di individui si
riuniscono alla stessa ora dello stesso giorno per aumentare la frequenza del
Pianeta e di tutti i suoi abitanti. Ti sembra impossibile? Niente affatto. Più di
ventitré articoli scientifici e oltre cinquanta progetti d’incontro per la pace
dimostrano che questi eventi possono diminuire gli atti di violenza, le guerre,
i crimini e gli incidenti stradali e allo stesso tempo aumentare la crescita
economica.1 È mio desiderio mostrarti un metodo scientifico per contribuire a
cambiare il mondo.
Abbiamo anche misurato i livelli di energia nell’ambiente in cui si
svolgono i nostri seminari e osservato come cambiano quando c’è un gruppo
di persone (comprese tra cinquecentocinquanta e millecinquecento) che
aumenta la propria energia e crea coerenza cardiaca e cerebrale. Abbiamo
osservato cambiamenti significativi ripetutamente. Anche se lo strumento che
utilizziamo non è approvato dalla comunità scientifica degli Stati Uniti, è
stato riconosciuto in altri Paesi, tra cui la Russia. A ogni evento, rimaniamo
sorpresi dalla quantità di energia che alcuni gruppi sono in grado di
manifestare.
Inoltre abbiamo misurato il campo invisibile di energia vitale che circonda
il corpo di migliaia di allievi, per determinare se possono aumentare la
propria emissione luminosa. Dopotutto, ogni cosa nel nostro universo
materiale emette continuamente luce e informazioni, compreso te. Quando
vivi in modalità di sopravvivenza sotto il peso degli ormoni dello stress
(come l’adrenalina), attingi da questo campo invisibile di energia e la utilizzi
per processi chimici; così facendo, il campo intorno al tuo corpo si riduce.
Abbiamo scoperto uno strumento molto avanzato che misura le emissioni di
fotoni (particelle di luce) per determinare se una persona sta costruendo un
campo energetico attorno a sé o se lo sta riducendo.
Quando viene emessa più luce, c’è più energia e quindi più vita. Quando
un individuo ha meno luce e informazioni che lo circondano, privilegia la
materia a discapito dell’emissione di energia vitale. Sappiamo che le cellule
dell’organismo e diversi suoi sistemi comunicano tramite interazioni
chimiche. Ricerche approfondite dimostrano che anche un campo di energia
coerente (luce) che veicola un messaggio (informazione) può indurre
l’ambiente interno ed esterno alla cellula a dare istruzioni ad altre cellule e
sistemi biologici.2 Abbiamo misurato la quantità di energia vitale che i corpi
dei nostri allievi emettono secondo i cambiamenti interiori compiuti durante
le nostre meditazioni, e voglio mostrarti quali trasformazioni si possono
creare in soli quattro giorni, o anche meno.
Oltre al cuore, anche altri centri dell’organismo sono sotto il controllo del
sistema nervoso autonomo; li chiamo centri energetici. Ciascuno ha la propria
frequenza, la propria intenzione o coscienza, le proprie ghiandole, i propri
ormoni, la propria chimica, il proprio piccolo cervello e quindi la propria
mente. Puoi indurre questi centri a funzionare in maniera più equilibrata e
integrata, ma per farlo devi prima imparare a modificare le tue onde cerebrali,
in modo da poter entrare in questo sistema operativo subconscio. È
fondamentale passare dalle onde cerebrali beta (in cui il cervello pensante
presta maggiore attenzione al mondo esterno) alle onde alfa (che indicano che
ti stai focalizzando sul mondo interiore). Rallentando consapevolmente le
onde cerebrali, puoi programmare con più facilità il sistema nervoso
autonomo. Gli allievi che hanno seguito le mie diverse pratiche di
meditazione nel corso degli anni hanno imparato a modificare le proprie onde
cerebrali e ad affinare il tipo di focalizzazione necessaria per essere presenti
abbastanza a lungo da produrre effetti rilevabili. Abbiamo scoperto uno
strumento che misura questi cambiamenti e ti mostrerò alcune ricerche al
riguardo.
Abbiamo anche misurato diversi biomarcatori relativi alla modificazione
dell’espressione genica (un processo chiamato cambiamento epigenetico). In
questo libro imparerai che non sei schiavo dei tuoi geni e che l’espressione
genica è modificabile, non appena cominci a pensare, agire e sentire
diversamente dal solito. Durante i nostri eventi, i partecipanti abbandonano la
loro routine per quattro o cinque giorni e trascorrono del tempo in un
ambiente che non ricorda loro chi pensano di essere. Così facendo, si
allontanano dalle persone che conoscono, dalle cose che possiedono, dai
comportamenti automatici che perpetuano nella loro quotidianità e dai luoghi
che frequentano abitualmente, e cominciano a modificare il proprio stato
interiore, praticando quattro diversi tipi di meditazione: camminata, seduti, in
piedi e sdraiati. Tramite ognuna di queste meditazioni, imparano a diventare
qualcun altro.
Sappiamo che è vero perché i nostri studi evidenziano cambiamenti
significativi nell’espressione genica dei partecipanti, che a loro volta li hanno
riscontrati nel proprio stato di salute. Quando riusciamo a fornire loro risultati
misurabili a dimostrazione del fatto che hanno modificato il comportamento
di neurotrasmettitori, ormoni, geni, proteine ed enzimi solo con il pensiero,
possono provare a se stessi che si stanno davvero trasformando.
In questo libro ti fornirò parecchie informazioni dettagliate. Ma non ti devi
preoccupare: spiegherò più volte alcuni concetti chiave in diversi capitoli. Lo
faccio intenzionalmente per ricordarti ciò che hai già imparato, affinché tu
capisca meglio ciò che sto spiegando in quel momento. Talvolta il materiale
che presento può essere impegnativo. Siccome lo insegno da anni, so che è
così. Ripeterò e ti ricorderò spesso cosa hai imparato, così non dovrai tornare
indietro nel libro a cercare le informazioni che ti servono, anche se puoi
sempre rivedere i capitoli precedenti se ne senti il bisogno. Ovviamente, tutte
queste informazioni ti prepareranno per la tua personale trasformazione.
Perciò, quanto meglio assimili questi concetti, tanto più facilmente potrai
praticare le meditazioni che si trovano alla fine della maggior parte dei
capitoli, utilizzandole come strumenti per vivere la tua esperienza personale.

Il contenuto del libro


Nel Capitolo 1 racconto tre storie che ti offrono un’infarinatura di ciò che
significa “diventare soprannaturale”. Nella prima storia conoscerai una donna
di nome Anna, che aveva sviluppato diverse gravi malattie a causa di un
trauma che la teneva ancorata al passato. Le emozioni stressanti avevano
stimolato i suoi geni, e gli ormoni corrispondenti avevano creato alcuni seri
problemi di salute. È una storia molto dura. Ho scelta di proposito di
raccontarla con tutti i dettagli, perché volevo dimostrarti che, per quanto le
cose possano andare male, hai il potere di trasformarle, come ha fatto questa
donna straordinaria che, tra le altre strategie, ha utilizzato anche molte delle
meditazioni presenti in questo libro per cambiare e guarire. Per me, Anna è
l’esempio vivente della verità. Ma non è la sola. Molti altri hanno fatto lo
stesso, e puoi riuscirci anche tu.
Inoltre racconto due mie storie personali che mi hanno cambiato nel
profondo. Il libro non parla solo di creare nuove opportunità nella vita, ma
anche di misticismo. Condivido queste storie perché voglio prepararti per ciò
che è possibile quando lasciamo il regno dello spazio-tempo (il mondo
newtoniano che abbiamo studiato alle scuole superiori) e attiviamo la
ghiandola pineale per passare nel regno del tempo-spazio (il mondo
quantico). Molti nostri allievi hanno vissuto simili esperienze
interdimensionali, che sembravano vere quanto la realtà materiale.
Siccome la seconda metà del libro approfondisce la fisica, la neuroscienza,
la neuroendocrinologia e la genetica di questi processi, spero che le storie che
ho scelto di condividere ti incuriosiscano, aprendoti la mente a ciò che è
possibile. C’è un te stesso futuro (che esiste già nell’eterno momento
presente) che è più amorevole, evoluto, cosciente, presente, gentile,
esuberante, consapevole, volenteroso, connesso, soprannaturale e completo.
Puoi trovarlo se modifichi la tua energia fino a farla corrispondere alla sua.
Il Capitolo 2 tratta di uno dei miei argomenti preferiti. L’ho scritto per
farti capire cosa significa essere nel momento presente. Siccome nella quinta
dimensione, nota come campo quantico (o campo unificato), tutte le
possibilità esistono nell’eterno momento presente, l’unica maniera per creare
una nuova vita, guarire il tuo corpo o cambiare il tuo futuro prevedibile è
andare oltre te stesso.
Questo momento (testimoniato da migliaia di scansioni cerebrali) arriva
quando una persona rinuncia al ricordo di se stessa per qualcosa di più
grande. Molti passano gran parte della vita a seguire le stesse abitudini o a
ripetere il passato. Di conseguenza, programmano il cervello e il corpo a
esistere in un futuro prevedibile o in un passato familiare, senza vivere mai
nel momento presente. Ci vuole pratica per trovarlo ma ne vale sempre la
pena. Per individuare questo momento presente in cui coesistono tutte le
possibilità, è necessario che tu eserciti una volontà più grande dei tuoi
programmi automatici, e ci sarò io a incoraggiarti passo dopo passo.
Il capitolo inizia con un ripasso di alcuni principi scientifici, in modo da
stabilire una terminologia comune. Cercherò di farlo in modo semplice. È
necessario parlare del funzionamento del cervello (ossia della mente), di
cellule nervose, reti neurali, diverse parti del sistema nervoso, sostanze
chimiche, emozioni, stress, onde cerebrali, attenzione, energia e qualche altro
argomento per portarti dove desidero. Devo fornirti le basi per spiegarti il
perché di questa pratica prima di insegnarti come seguirla nelle meditazioni
contenute nel libro. Se vuoi informazioni più precise e approfondite, ti invito
a leggere uno dei miei libri precedenti, tra cui Cambia l’abitudine di essere te
stesso e Placebo Effect.
Il Capitolo 3 ti introduce al mondo quantico, la quinta dimensione. C’è un
campo invisibile di energia e informazioni che esiste al di là di questo regno
tridimensionale di spazio e tempo e a cui noi abbiamo accesso. Una volta che
sei nel momento presente e sei entrato in questo regno, che esiste al di là dei
tuoi sensi, sei pronto a creare la realtà che vuoi. Quando potrai distogliere
l’attenzione dal tuo corpo, dalle persone della tua vita, dagli oggetti che
possiedi, dai posti che frequenti, e persino dal tempo stesso, ti dimenticherai
della tua identità che si è formata vivendo come corpo nello spazio-tempo.
È in questo momento che tu, come pura coscienza, entri nel mondo
chiamato campo quantico, che esiste oltre lo spazio e il tempo. Non puoi
entrare in questo luogo immateriale con i tuoi problemi, il tuo nome, le tue
abitudini, il tuo dolore o le tue emozioni. Non puoi entrarci con un corpo, ma
come se non avessi un corpo. Non appena saprai come spostare la tua
consapevolezza dal noto (il mondo fisico materiale) all’ignoto (il mondo
immateriale delle possibilità), potrai trasformare la tua energia in modo che
corrisponda alla frequenza di una possibilità che già esiste nel campo
quantico. (In realtà, nel campo quantico esistono tutti i potenziali futuri,
quindi puoi creare qualsiasi cosa tu voglia.) Quando si verifica una
corrispondenza vibrazionale tra la tua energia e l’energia del potenziale che
scegli nel campo unificato, attrarrai quell’esperienza verso di te. Ti mostrerò
come funziona.
Il Capitolo 3 termina con una breve descrizione di una meditazione che ho
sviluppato per aiutarti ad avere un’esperienza reale del quanto. Da questo
capitolo in avanti, le parti prettamente didattiche terminano con la breve
descrizione di una meditazione.
Se mediti per conto tuo, ti consiglio di farlo ascoltando musica, io la
preferisco lenta e ipnotica. La più adatta è quella strumentale, che impedisca
di pensare e non evochi ricordi del passato. Nel Capitolo 4 ti presento una
delle meditazioni più conosciute nella nostra community: si chiama
“Benedizione dei centri energetici”. Ogni centro è sotto il controllo del
sistema nervoso autonomo e io t’insegnerò a programmare ciascuno di essi
durante la meditazione. Se hai già eseguito le mie meditazioni di livello
introduttivo, in cui è richiesto di porre l’attenzione su diverse parti del corpo
e sullo spazio circostante, sei pronto per questa meditazione. Le meditazioni
introduttive ti aiutano a esercitarti a focalizzare l’attenzione e ad alterare le
onde cerebrali in modo da poter entrare nel complesso operativo del sistema
nervoso autonomo e programmarlo con le istruzioni giuste per guarirti,
aumentare livello energetico e migliorare la tua vita.
Nel Capitolo 5 ti presento un metodo di respirazione che usiamo all’inizio
di molte meditazioni e che ti permette di modificare l’energia, far scorrere
una corrente elettrica attraverso il tuo corpo e creare un campo
elettromagnetico più potente intorno a te. Come ti spiegherò, l’energia della
maggior parte delle persone è conservata nel corpo perché lo hanno
programmato a diventare la mente, passando anni a pensare, agire e sentire
nella stessa maniera. È a causa di questo processo, legato alla modalità di
sopravvivenza, che gran parte dell’energia creativa è ancorata nel corpo. Il
nostro obiettivo è riportarla nel cervello, dove sarà disponibile per uno scopo
più importante della mera sopravvivenza.
Ti descriverò gli aspetti fisiologici della respirazione affinché tu possa
metterci una maggiore intenzione quando comincerai a liberarti dal passato.
Dopo aver riportato l’energia nel cervello, imparerai a riprogrammare il
corpo secondo una nuova mente. Ti mostrerò come insegnare al corpo a
livello emotivo a vivere nella realtà presente-futura invece di quella presente-
passata, dove passiamo gran parte del tempo. La scienza ci dice che
l’ambiente invia segnali ai geni. Siccome le emozioni sono il risultato di
processi chimici indotti da interazioni con l’ambiente, se accogli emozioni
elevate nelle tue meditazioni, non solo aumenti l’energia del corpo ma
cominci anche a inviare nuovi segnali ai geni, senza venire a contatto con
l’ambiente.
Nel Capitolo 6 ti fornisco alcuni esempi di allievi che hanno praticato le
meditazioni dei precedenti capitoli per aiutarti a capire meglio il materiale
che ho presentato finora. Si tratta di persone comuni che hanno compiuto
cose straordinarie e potrai facilmente immedesimarti in loro, arrivando a
pensare: “Se l’hanno fatto loro, posso farlo anch’io.” Grazie al loro esempio,
crederai di più in te stesso. Dico sempre: “Quando scegliete di provare a voi
stessi quanto siete potenti, non avete idea di chi aiuterete in futuro.” Queste
persone sono la prova che anche tu puoi riuscirci.
Nel Capitolo 7 spiego cosa significa creare coerenza cardiaca. È come la
coerenza cerebrale: il cuore funziona in maniera più organizzata quando
siamo davvero presenti, quando possiamo mantenere stati emotivi elevati e
quando ci sentiamo abbastanza al sicuro da aprirci completamente a qualsiasi
possibilità. Il cervello pensa ma il cuore sa. È il centro dell’unità; è dove gli
opposti s’incontrano, rappresentando l’unione delle polarità. Considera
questo centro come la tua connessione con il campo unificato. Quando è
attivato, passi dall’egoismo all’altruismo. Se riesci a mantenere un certo stato
interiore, indipendentemente dalle condizioni dell’ambiente esterno, domini il
tuo ambiente. Ci vuole pratica per imparare a tenere il cuore aperto, e se lo
farai continuerà a battere più a lungo.
Il Capitolo 8 parla di un’altra attività, tra le nostre preferite, che svolgiamo
nei seminari avanzati: associamo un caleidoscopio a video chiamati Mind
Movies, realizzati dai partecipanti. Utilizziamo il caleidoscopio per indurre
uno stato di trance in cui sei più suggestionabile alle informazioni, ovvero le
accetti, ci credi e ti arrendi a esse senza analizzarle. In questo stato di trance,
è possibile programmare la tua mente subconscia. Quando utilizzi il
caleidoscopio per modificare le tue onde cerebrali (con gli occhi aperti, e non
chiusi come nella meditazione), puoi abbassare il volume della mente
analitica per aprire la porta tra mente conscia e mente subconscia.
E quando al caleidoscopio fai seguire il Mind Movie, fatto di scene e
immagini del futuro che desideri, programmi te stesso per quel nuovo futuro.
Tanti nostri allievi hanno creato una nuova vita e straordinarie opportunità
dopo aver prodotto il loro Mind Movie e averlo visto insieme al
caleidoscopio. Alcuni sono già al loro terzo Mind Movie, perché il contenuto
dei primi due è già diventato realtà.
Nel Capitolo 9 presento la meditazione camminata, che incorpora anche la
meditazione in piedi. Trovo che questa pratica sia uno strumento prezioso per
aiutarti a camminare letteralmente verso il tuo futuro. Spesso, dopo una
meditazione da seduti, quando apriamo gli occhi e ci risintonizziamo sui
sensi fisici, torniamo alla nostra serie di programmi inconsci, reazioni
emotive e comportamenti automatici. Ho sviluppato questa meditazione per
incarnare l’energia del futuro, con gli occhi sia aperti che chiusi. Con il
tempo e la pratica, potresti cominciare a pensare e ad agire come un essere
illimitato e a provare una gioia immensa perché hai installato i circuiti e
programmato il corpo a diventare adesso la persona del tuo futuro.
Il Capitolo 10 contiene un’altra serie di storie affascinanti che ti aiuterà a
capire meglio le informazioni ricevute fin qui e a porle in una prospettiva
diversa. Mi auguro che t’ispireranno a svolgere la tua pratica con maggior
fiducia, sicurezza e convinzione in modo da riuscire a sperimentarne gli
effetti nella realtà.
Il Capitolo 11 apre la tua mente a ciò che è possibile nel mondo
interdimensionale al di là dei sensi. Ti condurrò in un viaggio dallo spazio-
tempo, in cui lo spazio è infinito e percepiamo il tempo muovendoci in esso,
al tempo-spazio, in cui il tempo è eterno e percepiamo lo spazio (o gli spazi,
o varie dimensioni) muovendoci nel tempo. La tua conoscenza della natura
della realtà sarà messa in discussione.
Una volta oltrepassato il mondo materiale e avuto accesso al campo
unificato, pieno di infinite possibilità, esistono sistemi biologici che
assorbono l’energia, oltre la vibrazione della materia, e la trasformano in
immagini mentali. È qui che entra in gioco la ghiandola pineale, una piccola
ghiandola del cervello, argomento del Capitolo 12. Considerala come
un’antenna che può convertire frequenze e informazioni in immagini vivide.
Quando la attivi, ti prepari a vivere una vera e propria esperienza sensoriale
ma senza che i tuoi sensi entrino in gioco. Se hai gli occhi chiusi, questo
evento interiore ti sembrerà più vero nella tua mente di qualsiasi esperienza
esterna tu abbia mai avuto in passato. In altre parole, per perderti
completamente nell’esperienza interiore, deve essere così reale da sembrarti
di essere proprio lì. Ciò accade quando questa piccola ghiandola trasforma la
melatonina in alcuni metaboliti molto potenti. Studieremo le proprietà della
ghiandola pineale e poi imparerai ad attivarla.
Il Capitolo 13 descrive una delle nostre imprese più recenti: il Progetto
Coerenza [Project Coherence]. Una volta, durante un seminario, diversi
partecipanti entrarono in uno stato di coerenza cardiaca contemporaneamente
durante la stessa meditazione, e capimmo che si stavano influenzando
reciprocamente, in maniera non locale (energeticamente, non fisicamente).
L’energia che emettevano sotto forma di emozioni elevate veicolava
intenzioni positive verso tutte le persone riunite nella sala.
Quando ci rendemmo conto che i partecipanti erano stati in grado di aprire
i cuori di altre persone, capimmo che era giunto il momento di iniziare a
tenere meditazioni a livello mondiale per cambiare il mondo. Migliaia di
persone di tutto il Pianeta vi hanno preso parte per cambiare e guarire la Terra
e i suoi abitanti. Dopotutto, non facciamo questo lavoro per rendere il mondo
un posto migliore? Ti spiegherò come funziona.
Il libro termina con il Capitolo 14, il terzo dedicato alle storie. Ancora una
volta, te le racconto per farti capire che persino le esperienze più mistiche e
sorprendenti possono succedere anche a te, se ti applichi.
Sei pronto a diventare soprannaturale?
Capitolo 1

APRI LA PORTA AL
SOPRANNATURALE

La primavera era agli sgoccioli e il primo scorcio d’estate si stava


avvicinando in quello che all’inizio sembrava un tipico pomeriggio
domenicale per Anna Willems.
La portafinestra tra il soggiorno e il giardino era spalancata e le sottili
tende bianche danzavano lievemente nella brezza, mentre i profumi del
giardino fluttuavano all’interno. La luce del sole circondava Anna, che stava
comodamente sdraiata. Un coro di uccelli cinguettava e gorgheggiava
all’esterno, e Anna poteva sentire le voci provenienti dalla piscina di un
vicino. Il figlio dodicenne di Anna era seduto sul divano a leggere un libro,
mentre la figlia undicenne era nella sua camera, dove suonava e cantava.
Anna lavorava come psicoterapeuta ed era manager e membro del
consiglio di amministrazione di un istituto psichiatrico di Amsterdam, il cui
fatturato ammontava a più di dieci milioni di euro all’anno. Spesso nel fine
settimana si aggiornava sulla sua professione, e quel giorno era seduta sulla
sua sedia di pelle rossa a leggere un articolo. Anna non sapeva che il suo
mondo apparentemente perfetto si sarebbe trasformato in un incubo nel giro
di pochi minuti.
Anna si sentiva un po’ distratta e non riusciva a concentrarsi sul materiale
che stava cercando di studiare. Posò le carte e fece una pausa, domandandosi
di nuovo dove fosse andato suo marito. Quella mattina era uscito di casa
presto, mentre lei stava facendo la doccia, senza dire dove fosse diretto. Era
semplicemente scomparso. I figli le avevano riferito che il padre li aveva
salutati con un forte abbraccio prima di uscire. Aveva cercato più volte di
chiamarlo al cellulare, ma lui non aveva risposto. Provò ancora una volta:
niente. C’era sicuramente qualcosa che non andava.
Alle quindici e trenta il campanello suonò e, quando aprì la porta
d’ingresso, Anna si trovò di fronte due agenti di polizia.
“È lei la signora Willems?” domandò uno dei due. Quando rispose di sì, i
poliziotti le chiesero se potevano entrare per parlare con lei. Preoccupata e un
po’ confusa, li fece accomodare. Poi i due le comunicarono la notizia: quella
mattina suo marito si era buttato da uno degli edifici più alti del centro città.
Ovviamente, la caduta era stata fatale. Anna e i suoi figli rimasero raggelati.
Anna non riusciva a respirare e cominciò a tremare in maniera
incontrollata. Quell’istante sembrò restare sospeso nel tempo. Mentre i suoi
figli erano paralizzati dallo shock, Anna cercava di nascondere la sofferenza e
la tensione per il loro bene. All’improvviso sentì contemporaneamente un
intenso dolore alla testa e alla pancia. Il collo e le spalle si irrigidirono,
mentre la sua mente passava freneticamente da un pensiero all’altro. Gli
ormoni dello stress avevano preso il sopravvento su di lei. Anna era entrata in
modalità di sopravvivenza.

Come gli ormoni dello stress prendono il controllo


Da un punto di vista scientifico, vivere sotto stress significa essere in
modalità di sopravvivenza. Quando percepiamo una circostanza stressante
che ci minaccia (e di cui non possiamo prevedere o controllare l’esito), viene
attivato il sistema nervoso primitivo chiamato sistema nervoso simpatico, e
l’organismo mobilita un’enorme quantità di energia in risposta all’agente
stressante. Dal punto di vista fisiologico, il corpo attinge automaticamente
alle risorse che gli servono per affrontare il pericolo.
Le pupille si dilatano per vedere meglio; la frequenza cardiaca e
respiratoria aumenta, così possiamo scappare, lottare o nasconderci; una
maggiore quantità di glucosio viene rilasciata nel sangue per fornire più
energia alle cellule; il flusso sanguigno confluisce alle estremità, lontano
dagli organi interni, in modo da poterci muovere più velocemente.
L’adrenalina e il cortisolo inondano i muscoli, trasmettendo una scarica di
energia per scappare o respingere l’agente stressante. La circolazione nel
cervello passa dal prosencefalo al rombencefalo, quindi abbiamo una minore
capacità di pensare in modo creativo e ci affidiamo all’istinto per reagire
prontamente.
Nel caso di Anna, la notizia stressante del suicidio del marito gettò il suo
cervello e il suo corpo in uno stato di sopravvivenza. Nel breve periodo, tutti
gli organismi possono sopportare condizioni avverse combattendo,
nascondendosi o scappando da un fattore stressante incombente. Ognuno di
noi è progettato per gestire lo stress a breve termine. Quando l’evento è
passato, l’organismo di solito torna in equilibrio in poche ore, aumentando i
livelli di energia e ripristinando le risorse vitali. Ma quando lo stress non
termina nel giro di qualche ora, il corpo non torna più in equilibrio. In realtà,
nessun organismo in natura può sopportare di vivere in modalità d’emergenza
per lunghi periodi.
A causa dei nostri grandi cervelli, noi esseri umani siamo in grado di
pensare ai nostri problemi, rivivere eventi del passato o persino prevedere
accadimenti nefasti, attivando così gli ormoni dello stress con il solo
pensiero. Possiamo influire sulla fisiologia del corpo e del cervello
semplicemente pensando a un passato fin troppo familiare o cercando di
controllare un futuro imprevedibile.
Ogni giorno, Anna continuava a rivivere quel momento nella mente. Non
si rendeva conto che il suo corpo non riusciva a distinguere tra l’evento
originario che aveva creato la risposta di stress e il ricordo di quell’evento,
che innescava di nuovo le medesime emozioni dell’esperienza reale. Anna
produceva le stesse sostanze chimiche, come se l’evento continuasse a
verificarsi ripetutamente. Rievocando in continuazione l’esperienza, senza
volerlo ancorava il corpo e il cervello nel passato.
Le emozioni sono le conseguenze chimiche delle esperienze vissute.
Quando i nostri sensi registrano le informazioni in entrata dall’ambiente,
gruppi di neuroni si organizzano in reti. Il cervello produce una sostanza
chimica che viene poi inviata in tutto l’organismo. Questa sostanza chimica è
chiamata emozione. Ricordiamo meglio gli eventi quando riusciamo a
ricordare anche come ci sentivamo. Più forte è il quoziente emotivo di un
evento, che sia positivo o negativo, più forte è il cambiamento nella nostra
chimica interna. Quando osserviamo un cambiamento significativo dentro di
noi, il cervello presta attenzione a chi o che cosa lo sta provocando fuori di
noi, ed è come se scattasse una foto dell’esperienza esterna. Questo è un
ricordo.
Pertanto, il ricordo di un evento può rimanere impresso a livello
neurologico nel cervello, e quella scena resta sospesa nel tempo nella nostra
materia grigia, come è successo ad Anna.
La combinazione di persone o oggetti in un dato tempo e in un dato luogo
viene impressa nella nostra struttura neurale come un’immagine olografica. È
così che creiamo un ricordo a lungo termine. Di conseguenza, l’esperienza
rimane fissata nei circuiti neurali e l’emozione viene immagazzinata nel
corpo, ed è così che il nostro passato diventa la nostra biologia. In altre
parole, quando viviamo un evento traumatico, tendiamo a pensare a livello
neurologico all’interno del circuito di quell’esperienza e a sentire a livello
chimico entro i confini delle emozioni legate a quel fatto, così il nostro stato
d’essere (ossia come pensiamo e come ci sentiamo) rimane bloccato a livello
biologico nel passato.
Come puoi immaginare, Anna stava provando una serie di emozioni
negative: infinita tristezza, dolore, lutto, senso di colpa, vergogna,
disperazione, rabbia, odio, frustrazione, risentimento, shock, paura, ansia,
preoccupazione, senso di sopraffazione, angoscia, disperazione, impotenza,
isolamento, solitudine, incredulità e tradimento. E nessuna di queste
emozioni sparì velocemente. Analizzando la propria vita nel quadro delle
emozioni del passato, soffriva sempre di più. Siccome non riusciva a pensare
più in grande di come si sentiva costantemente, e poiché le emozioni erano
un prodotto del passato, Anna stava sempre peggio. Essendo una
psicoterapeuta, capiva a livello razionale e intellettuale cosa le stava
succedendo, ciononostante non riusciva a superare la sofferenza.
I suoi conoscenti cominciarono a trattarla come la donna che aveva perso
il marito, e questa divenne la sua nuova identità. Associava ricordi ed
emozioni alla ragione per cui era nello stato attuale. Quando qualcuno le
chiedeva perché stesse così male, raccontava la storia del suicidio, rivivendo
ogni volta il dolore, l’angoscia e la sofferenza. Anna continuava ad attivare
gli stessi circuiti cerebrali e a riprodurre le medesime emozioni,
programmando ulteriormente il corpo e il cervello a rimanere nel passato.
Ogni giorno pensava, agiva e sentiva come se il passato fosse ancora vivo. E
dato che il nostro modo di pensare, agire e sentire costituisce la nostra
personalità, quella di Anna era completamente creata dal passato. Da un
punto di vista biologico, raccontando ripetutamente la storia del suicidio del
marito, Anna non riusciva a superare l’accaduto.
Inizia una spirale discendente
Anna non riusciva più a lavorare e dovette prendersi un periodo di
aspettativa. Scoprì che suo marito, nonostante fosse un avvocato di successo,
l’aveva lasciata con gravi problemi finanziari. Anna avrebbe dovuto pagare
debiti onerosi di cui prima non era neanche a conoscenza, ma non aveva
abbastanza denaro. Ovviamente, lo stress emotivo, psicologico e mentale
aumentò.
La mente di Anna era continuamente sommersa da domande: “Come farò
a occuparmi dei nostri figli? Come affronteremo questo trauma e che
conseguenze avrà sulla nostra vita? Perché mio marito se n’è andato senza
dirmi addio? Come ho fatto a non capire che era così infelice? Ho fallito
come moglie? Come ha potuto lasciarmi con due figli piccoli e come riuscirò
a crescerli da sola?”.
Poi i giudizi s’insinuarono nei suoi pensieri: “Non avrebbe dovuto
suicidarsi e lasciarmi nei guai! Che codardo! Come ha potuto lasciare i suoi
figli senza un padre! Non ha nemmeno scritto un messaggio per loro e per
me. Lo odio per non aver neanche lasciato un biglietto. Che egoista a
lasciarmi da sola a crescere i figli. Non ha pensato alle conseguenze del suo
gesto su di noi?”. Tutti questi pensieri contenevano una forte carica emotiva,
che si ripercuoteva sul suo organismo.
Nove mesi dopo, Anna si svegliò paralizzata dalla vita in giù. A distanza
di qualche ora, si ritrovò in un letto d’ospedale, con accanto una sedia a
rotelle e con una diagnosi di neurite, un’infiammazione del sistema nervoso
periferico. Malgrado numerosi esami, i medici non riuscirono a trovare una
causa strutturale del problema, così dissero ad Anna che si trattava di una
patologia autoimmune. Il suo sistema immunitario stava attaccando il sistema
nervoso nella parte inferiore della spina dorsale, distruggendo lo strato
protettivo che riveste i nervi e provocando la paralisi di entrambe le gambe.
Non riusciva a trattenere l’urina, aveva difficoltà a controllare l’intestino e
non aveva sensibilità né controllo motorio nelle gambe e nei piedi.
Quando il sistema nervoso parasimpatico viene attivato e rimane in
funzione a causa dello stress cronico, il corpo utilizza tutte le sue riserve di
energia per affrontare la minaccia costante che percepisce dall’ambiente
esterno. Di conseguenza, l’organismo non ha abbastanza energia
internamente per la crescita e la riparazione, compromettendo il sistema
immunitario. A causa del suo continuo conflitto interiore, il sistema
immunitario di Anna finì per attaccare il suo organismo, manifestando
fisicamente il dolore e la sofferenza che aveva provato nella mente a livello
emotivo. In parole povere, Anna non riusciva a muovere il suo corpo perché
non andava avanti nella sua vita: era bloccata nel passato.
Per le sei settimane successive, i medici di Anna la curarono con dosi
elevate di desametasone per via endovenosa e altri corticosteroidi per ridurre
l’infiammazione. A causa dello stress aggiuntivo e del tipo di farmaci che
stava assumendo, che possono indebolire ulteriormente il sistema
immunitario, sviluppò anche un’infezione batterica virulenta per la quale i
medici le prescrissero dosi massicce di antibiotici. Dopo due mesi, Anna fu
dimessa dall’ospedale e doveva usare un deambulatore e le stampelle per
spostarsi. Non riusciva ancora a sentire la gamba sinistra e aveva difficoltà a
stare in piedi. Non camminava bene. Anche se era in grado di controllare
l’intestino, non era lo stesso per l’urina. Come puoi immaginare, questa
nuova situazione aumentava il suo già elevato livello di stress. Aveva perso il
marito, non poteva lavorare per mantenere se stessa e i suoi figli, era in gravi
difficoltà economiche ed era rimasta in ospedale paralizzata per più di due
mesi. Sua madre dovette trasferirsi da lei per aiutarla.
Anna era a pezzi dal punto di vista emotivo, mentale e fisico, e sebbene
avesse i migliori medici e le cure di un buon ospedale, non stava migliorando.
Due anni dopo la morte di suo marito, le fu diagnosticata la depressione
clinica, così cominciò ad assumere altri farmaci. Di conseguenza, l’umore di
Anna passava dalla rabbia al lutto al dolore alla sofferenza alla disperazione
alla frustrazione alla paura all’odio. Siccome queste emozioni influenzavano
le sue azioni, il suo comportamento diventò piuttosto irrazionale. All’inizio
litigò con quasi tutte le persone che la circondavano, esclusi i suoi figli. Ma
poi cominciò a entrare in conflitto con la figlia minore.

La notte oscura dell’anima


Nel frattempo, iniziarono a presentarsi molti altri problemi fisici e il
percorso di Anna diventò sempre più doloroso. Le mucose della bocca
cominciarono a sviluppare grandi ulcere, che si propagarono nella parte
superiore dell’esofago a causa di un’altra malattia autoimmune chiamata
lichen planus erosivo. Per curarsi, doveva utilizzare un unguento a base di
cortisone, oltre a nuove pillole che le inibirono la produzione di saliva. Non
poteva mangiare cibi solidi, così perse l’appetito. Anna stava vivendo con
tutti e tre i tipi di stress (fisico, chimico ed emotivo) contemporaneamente.
Successivamente Anna iniziò una relazione difficile con uomo che
traumatizzava lei e i suoi figli con insulti, giochi di potere e minacce
continue. Perse tutto il denaro che aveva, il lavoro e il senso di sicurezza.
Quando perse anche la casa, si trasferì dal suo fidanzato violento. I livelli di
stress continuavano a salire. Le ulcere iniziarono a diffondersi in altre
membrane mucose, tra cui la vagina, l’ano, e lungo l’esofago. Il sistema
immunitario era collassato completamente, e lei soffriva di diverse malattie
della pelle, allergie alimentari e problemi di peso. Poi cominciò ad avere
problemi di deglutizione e bruciore di stomaco, per cui i medici le
prescrissero le ennesime medicine.
In ottobre, Anna ricominciò a lavorare come psicoterapeuta da casa.
Riusciva a fare solo due sedute al giorno al mattino, dopo che i suoi figli
erano andati a scuola, per tre giorni alla settimana. Al pomeriggio era così
stanca che restava a letto finché i figli non rincasavano. Cercava il più
possibile di essere presente per loro, ma non aveva energia e non si sentiva
abbastanza bene da uscire. Non vedeva quasi nessuno e non aveva una vita
sociale.
Tutte le circostanze del suo corpo e della sua vita le ricordavano
costantemente quanto male andassero le cose. Reagiva automaticamente in
modo negativo a ogni situazione e persona. I suoi pensieri erano confusi e
non riusciva a concentrarsi. Non aveva più vitalità, né energia per vivere.
Quando faceva uno sforzo, la sua frequenza cardiaca superava i duecento
battiti al minuto. Spesso le mancava il respiro e sentiva costantemente un
forte dolore al petto.
Anna stava attraversando la notte più oscura dell’anima. Improvvisamente
comprese perché suo marito si era tolto la vita. Non era più sicura di riuscire
ad andare avanti e iniziò a pensare di suicidarsi anche lei. Pensava che le cose
non potessero essere peggio di così…
E invece sì. I medici le trovarono un tumore vicino alla bocca dello
stomaco e le diagnosticarono un cancro all’esofago. Ovviamente, questa
notizia aumentò notevolmente i suoi livelli di stress. I dottori consigliarono
un ciclo di chemioterapia. Nessuno le chiese del suo stress emotivo e
mentale; trattarono solo i sintomi fisici. Ma la reazione di stress di Anna fu
attivata e non poté essere spenta.
È incredibile come ciò accada a così tante persone. A causa di uno shock o
di un trauma nella loro vita, non riescono a superare le emozioni
corrispondenti e la salute ne viene compromessa. Se si considera la
dipendenza come qualcosa che si pensa di non poter fermare, sembra che le
persone come Anna diventino dipendenti dalle stesse emozioni di stress che
le fanno star male. La scarica di adrenalina e degli altri ormoni dello stress
stimola il loro cervello e il loro corpo, fornendo una sferzata di energia.1 Con
il tempo, diventano dipendenti da quella scarica chimica e usano le persone e
le situazioni della propria vita per riaffermare questa dipendenza. Anna stava
usando i suoi problemi di stress per ricreare quel picco energetico e, senza
rendersene conto, diventò emotivamente dipendente da una vita che odiava.
La scienza ci dice che lo stress cronico a lungo termine spinge i bottoni
genetici che creano le malattie. Così, se Anna attivava la risposta di stress
pensando ai suoi problemi e al passato, i suoi pensieri la facevano ammalare.
Visto che gli ormoni dello stress sono molto potenti, Anna era diventata
dipendente dai pensieri che la facevano stare male.
Accettò di iniziare la chemioterapia, ma dopo la prima seduta ebbe un
crollo emotivo e mentale. Un pomeriggio, mentre i suoi figli erano a scuola,
Anna cadde a terra in lacrime: aveva toccato il fondo. Si rese conto che, se
avesse continuato in quel modo, non sarebbe vissuta a lungo e avrebbe
lasciato i figli da soli, orfani.
Cominciò a pregare. Nel suo cuore sapeva che qualcosa doveva cambiare.
Pregava di avere una guida, un sostegno e una via d’uscita, promettendo che,
se le sue preghiere fossero state ascoltate, ne avrebbe reso grazie per il resto
della sua vita e avrebbe aiutato gli altri a fare lo stesso.

Il punto di svolta di Anna


Il cambiamento diventò l’obiettivo di Anna. Per prima cosa, decise di
sospendere tutti i trattamenti e i farmaci per le sue varie patologie fisiche,
anche se continuò ad assumere gli antidepressivi. Non disse ai medici e alle
infermiere che non sarebbe tornata per il trattamento. Semplicemente non si
presentò più, e nessuno la chiamò per chiederle il motivo. Solo il medico di
famiglia la contattò per esprimere la sua preoccupazione.
In quella fredda giornata d’inverno, mentre era sul pavimento a piangere,
invocando un aiuto, Anna decise di cambiare la propria vita, e la fermezza di
questa risoluzione conteneva un livello di energia che indusse il suo corpo a
rispondere alla mente. Fu la scelta di cambiare che le diede la forza di
affittare una casa per lei e i suoi figli e di allontanarsi dalla relazione negativa
che stava vivendo. Fu come se quel momento l’avesse ridefinita. Sapeva che
doveva ricominciare tutto da capo.
Fu un mese dopo che vidi Anna per la prima volta. Una delle poche
amiche che le erano rimaste le aveva riservato un posto a una mia conferenza,
che si teneva il venerdì sera. L’amica le fece una proposta: se la conferenza le
fosse piaciuta, avrebbe potuto partecipare al seminario di due giorni nel fine
settimana. Anna accettò. La prima volta che la vidi era seduta in una sala
conferenze, con le stampelle appoggiate al muro vicino al suo posto.
Come al solito, quella sera stavo parlando dell’influsso dei pensieri e delle
sensazioni sul corpo e sulla nostra vita. Spiegai che le sostanze chimiche
dello stress possono farci ammalare. Parlai di neuroplasticità,
psiconeuroimmunologia, epigenetica, neuroendocrinologia e fisica
quantistica. Approfondirò questi argomenti più avanti nel libro, ma per il
momento è sufficiente dire che le ricerche più recenti in queste branche
scientifiche puntano verso il potere della possibilità. Quella notte, piena
d’ispirazione, Anna pensò: “Se ho creato la vita che ho adesso, compresa la
paralisi, la depressione, la debolezza del sistema immunitario, le ulcere e
persino il cancro, forse li posso eliminare tutti con la stessa passione con cui
li ho creati.” E con questa forte convinzione, Anna decise di guarire.
Subito dopo il suo primo seminario, iniziò a meditare due volte al giorno.
Ovviamente, sedersi a fare le meditazioni fu difficile all’inizio. Doveva
superare parecchi dubbi, e a volte non si sentiva bene mentalmente e
fisicamente, ma meditava lo stesso. Aveva anche molta paura. Quando il
medico di famiglia la chiamò, dopo che Anna aveva interrotto i trattamenti, le
disse che era un’ingenua e una stupida, e che presto sarebbe peggiorata e
morta. Immagina la reazione di Anna. Ciononostante, meditava ogni giorno e
iniziò a superare le proprie paure. Non usò mai le difficoltà economiche, le
necessità dei figli o le limitazioni fisiche come scusa per evitare il suo lavoro
interiore. Partecipò persino ad altri quattro miei seminari durante quell’anno.
Guardandosi dentro e modificando i pensieri inconsci, le abitudini
automatiche e i riflessi emotivi, Anna era s’impegnò a credere in un nuovo
futuro anziché nel solito passato. Utilizzò le meditazioni, associando
un’intenzione chiara a un’emozione elevata, per cambiare il suo modo di
essere, passando dal vivere biologicamente nello stesso passato al vivere in
un nuovo futuro.
Ogni giorno, Anna non si alzava dalle sue meditazioni se non era diventata
una persona diversa, più innamorata della vita. Anna non aveva nessun
motivo concreto per amare la vita: era vedova, era depressa, aveva il cancro,
la paralisi e le ulcere nelle mucose, non aveva un partner né energia per
occuparsi dei suoi figli. Ma, durante le meditazioni, Anna si convinse di poter
insegnare al suo corpo a livello emotivo a vivere come se il futuro desiderato
fosse già presente. Il corpo non conosceva la differenza tra l’evento reale e
quello che lei stava immaginando e accogliendo a livello emotivo. Grazie alle
sue conoscenze di epigenetica, sapeva anche che le emozioni elevate di
amore, gioia, gratitudine, ispirazione, compassione e libertà possono indurre
nuovi geni a produrre proteine sane, influenzando la struttura e il
funzionamento del corpo. Capiva che se le sostanze chimiche dello stress che
scorrevano nel suo corpo avevano attivato i geni responsabili delle malattie,
allora accogliendo queste emozioni elevate con una passione più grande delle
emozioni stressanti, lei poteva attivare nuovi geni e modificare il suo stato di
salute.
Per un anno la sua salute restò stazionaria. Ma Anna continuò a meditare,
praticando tutte le meditazioni che ho ideato per i nostri allievi. Sapeva che
c’erano voluti parecchi anni per creare tutti i suoi problemi di salute, e perciò
ci voleva tempo per ricreare qualcosa di nuovo. Dopo quel primo anno, Anna
notò che stava lentamente iniziando a stare meglio dal punto di vista mentale
ed emotivo. Stava cambiando l’abitudine di essere se stessa, inventando
un’identità completamente nuova.
Avendo partecipato ai miei seminari, Anna sapeva che doveva riportare in
equilibrio il sistema nervoso autonomo, perché esso controlla tutte le funzioni
automatiche che vanno oltre la consapevolezza del cervello: la digestione,
l’assorbimento dei nutrienti, i livelli di zucchero nel sangue, la temperatura
corporea, le secrezioni ormonali, la frequenza cardiaca e così via. L’unico
modo per insinuarsi nel sistema operativo e influenzare il SNA era cambiare
il suo stato interno con regolarità.
Per prima cosa, Anna iniziava ogni meditazione con la “Benedizione dei
centri energetici”. Queste particolari zone del corpo sono sotto il controllo del
sistema nervoso autonomo. Come ho accennato nell’Introduzione, ciascun
centro ha la propria energia o frequenza (che emette specifiche informazioni
o ha una propria coscienza), le proprie ghiandole, i propri ormoni, la propria
chimica, il proprio mini-cervello e quindi la propria mente. Ogni centro è
influenzato dal cervello subconscio, che si trova sotto il cervello pensante
conscio. Anna imparò a modificare le sue onde cerebrali per entrare nel
sistema operativo del SNA (situato nel mesencefalo) e riprogrammare
ciascun centro affinché lavorasse in maniera più armoniosa. Ogni giorno, con
concentrazione e passione, poneva l’attenzione su ogni parte del corpo e sullo
spazio intorno a ciascun centro. Poco a poco, cominciò a influenzare la
propria salute riprogrammando il sistema nervoso autonomo all’equilibrio.
Inoltre, Anna imparò una particolare tecnica di respirazione che insegno
per liberare tutta l’energia emotiva che viene immagazzinata nel corpo
quando continuiamo a pensare e a sentire nello stesso modo. Formulando
continuamente gli stessi pensieri, Anna aveva creato le stesse sensazioni che
a loro volta la portavano a formulare ancora i medesimi pensieri. Apprese che
le emozioni del passato erano conservate nel suo corpo, ma che poteva
utilizzare la mia tecnica di respirazione per liberare quell’energia accumulata
e chiudere con il passato. Così, ogni giorno, con un livello d’intensità
superiore alla sua dipendenza dalle emozioni del passato, praticava il metodo
di respirazione e diventava sempre più brava. Dopo aver imparato a spostare
l’energia immagazzinata nel corpo, imparò a riprogrammare il corpo a una
nuova mente accogliendo le emozioni elevate del suo futuro prima della
manifestazione di quel futuro.
Studiando il modello di epigenetica che insegno nei seminari e nelle
conferenze, Anna imparò che i geni non creano la malattia; è l’ambiente che
invia segnali al gene per creare la malattia. Così capì che, se le emozioni sono
gli effetti chimici delle esperienze dell’ambiente, e se lei viveva ogni giorno
in base alle stesse emozioni del passato, stava scegliendo e istruendo gli stessi
geni che probabilmente avevano causato i suoi problemi di salute. Se invece
avesse potuto integrare le emozioni della sua vita futura accogliendole prima
che l’esperienza si verificasse, avrebbe potuto cambiare la sua espressione
genica e il suo corpo, per essere biologicamente allineata con il nuovo futuro.
Anna praticava un’ulteriore meditazione che prevedeva di porre
l’attenzione nel centro del petto, attivando il SNA con questi stati elevati per
creare e mantenere una frequenza cardiaca coerente (approfondirò la
coerenza cardiaca in seguito) per lunghi periodi. Imparò che risentimento,
impazienza, frustrazione, rabbia e odio causavano la reazione di stress e
inducevano il cuore a battere in modo incoerente e disordinato. Nei miei
seminari Anna apprese che, una volta in grado di sostenere uno stato elevato,
con il tempo avrebbe potuto provare le nuove emozioni positive più
pienamente e profondamente, così come si era abituata a provare
costantemente le emozioni negative legate al passato. Ovviamente furono
necessari parecchio tempo e impegno per sostituire rabbia, paura, depressione
e risentimento con gioia, amore, gratitudine e libertà, ma Anna non si arrese
mai. Sapeva che queste emozioni elevate avrebbero indotto il rilascio di più
di un migliaio di sostanze chimiche che avrebbero riparato e risanato il suo
corpo.
Poi Anna praticò una meditazione in movimento in cui era richiesto di
camminare ogni giorno come la nuova se stessa. Invece di meditare seduta
con gli occhi chiusi, iniziava le meditazioni in piedi con gli occhi chiusi.
Entrava nello stato meditativo per mutare il proprio modo d’essere, e poi
apriva gli occhi, sempre meditando, e camminava come la se stessa del
futuro. Così facendo, incarnava una nuova maniera di pensare, agire e sentire.
Ciò che stava creando sarebbe presto diventato la sua nuova personalità. Non
voleva più ritornare al suo vecchio io.
Grazie a tutto questo lavoro, Anna si rese conto che i suoi modelli di
pensiero erano cambiati. Non stava più attivando gli stessi circuiti cerebrali
secondo la medesima modalità del passato, ed essi cessarono di attivarsi
insieme, cominciando invece a separarsi. Di conseguenza, lei smise di
pensare nella solita maniera. Dal punto di vista emotivo, ricominciò a provare
gratitudine e piacere per la prima volta dopo anni. Nelle sue meditazioni, ogni
giorno superava qualche aspetto del suo corpo o della sua mente. Si calmò e
diventò meno dipendente dalle emozioni causate dagli ormoni dello stress.
Ricominciò perfino a provare amore. E riuscì a proseguire sempre più lungo
la strada per diventare qualcun altro.

Anna afferra una possibilità


In seguito Anna partecipò a uno dei miei seminari avanzati di quattro
giorni. Il terzo giorno, durante l’ultima di quattro meditazioni, si lasciò
andare completamente. Per la prima volta da quando aveva iniziato a
meditare, si ritrovò a fluttuare in un infinito spazio nero, consapevole di
essere consapevole di se stessa. Aveva superato il ricordo di chi era ed era
diventata pura coscienza, totalmente libera dal corpo, dal suo legame con il
mondo materiale e dal tempo lineare. Si sentiva così libera che non era più
preoccupata per il suo stato di salute. Si sentiva così illimitata che non
riusciva nemmeno a identificarsi con la sua identità attuale. Si sentiva così al
di sopra di tutto che non era più connessa con il suo passato.
In questo stato Anna non aveva problemi, si era lasciata alle spalle il
dolore e per la prima volta era veramente libera. Non era il suo nome, il suo
sesso, la sua malattia, la sua cultura o la sua professione; era al di là dello
spazio e del tempo. Si era connessa con un campo di informazioni chiamato
campo quantico, dove esistono tutte le possibilità. Improvvisamente, vide se
stessa in un futuro nuovo di zecca, sopra un palco, con un microfono in
mano, a raccontare al pubblico la storia della sua guarigione. Non stava
immaginando o visualizzando la scena; era come se avesse scaricato le
informazioni. Il suo mondo interiore le appariva molto più reale di quello
esterno, e stava vivendo una vera e propria esperienza sensoriale senza usare i
sensi.
Nel momento in cui, durante la meditazione, Anna sperimentò questa
nuova vita, fu travolta da un’ondata di gioia e luce e si sentì sollevata a un
livello profondo. Sapeva di essere qualcosa o qualcuno di più grande, di
molto più meraviglioso del suo corpo fisico. In questo stato di gioia intensa
provò un tale piacere e una tale gratitudine che scoppiò a ridere. In
quell’istante, Anna capì che sarebbe andato tutto bene. Da allora, sviluppò
così tanta fiducia, gioia, amore e gratitudine che le meditazioni diventarono
sempre più semplici.
Allontanandosi dal passato, sentiva questa nuova energia aprirle
progressivamente il cuore. Invece di considerare le meditazioni come un
dovere quotidiano, iniziò a non vedere l’ora di farle. Diventò il suo stile di
vita, la sua abitudine. L’energia e la vitalità ritornarono. Smise di prendere gli
antidepressivi. Il suo modo di pensare mutò completamente e le sue
sensazioni cambiarono. Le sembrava di vivere in un nuovo stato d’essere, e
di conseguenza anche le sue azioni subirono una radicale trasformazione. La
salute e la vita di Anna migliorarono enormemente quell’anno.
Successivamente Anna partecipò a molti altri eventi e cominciò a
intrecciare rapporti con più persone della nostra community, ricevendo un
sempre maggior sostegno nel suo percorso verso la guarigione. Come molti
nostri allievi, a volte trovava difficile non ricadere nei vecchi programmi e
nel solito modo di pensare, sentire e agire quando tornava a casa dopo un
seminario. Ciononostante, continuava a praticare le sue meditazioni ogni
giorno.
Un anno e nove mesi dopo la diagnosi di cancro e sei anni dopo il suicidio
del marito, i dottori sottoposero Anna a un controllo medico e a diversi esami
da cui risultò che il cancro era completamente guarito e il tumore all’esofago
scomparso. Gli esami del sangue non riscontrarono alcun marcatore tumorale.
Le mucose dell’esofago, della vagina e dell’ano erano guarite
completamente. Rimanevano solo alcuni problemi minori: le mucose della
bocca erano ancora leggermente arrossate, anche se non c’era più nessuna
ulcera, e Anna non riusciva ancora a produrre saliva, a causa dei farmaci
assunti per le ulcere.
Anna era diventata una persona nuova, una persona sana. La malattia
esisteva nella vecchia personalità. Pensando, agendo e sentendo in maniera
diversa, Anna reinventò un nuovo io. In un certo senso, era rinata nella stessa
vita.
Anna partecipò a un evento a Barcellona con l’amica che le aveva fatto
conoscere il mio lavoro. Dopo avermi sentito raccontare la storia della
guarigione di un altro allievo, Anna decise che era il momento di condividere
la sua vicenda con me. Scrisse una lettera e la consegnò alla mia assistente
personale. Come molte lettere che ricevo, iniziava con “Non ci crederà”. Il
giorno dopo chiesi ad Anna di salire sul palco per raccontare la sua storia al
pubblico. Ed eccola lì, un anno e mezzo dopo la visione che aveva avuto
durante la meditazione, su un palco a parlare del suo percorso di guarigione.
Dopo l’evento di Barcellona, Anna cominciò a lavorare ancor di più sui
problemi alla bocca. Circa sei mesi dopo, stavo tenendo una conferenza a
Londra a cui partecipava anche Anna. Parlavo di epigenetica. All’improvviso
Anna ebbe un’illuminazione. “Sono guarita da tutte quelle malattie, compreso
il cancro” pensò. “Dovrei essere in grado anche di produrre più saliva.”
Qualche mese dopo, durante un altro seminario, Anna sentì la saliva nella sua
bocca. Da quel momento, le mucose di Anna e la sua produzione di saliva
tornarono alla normalità. Le ulcere non si ripresentarono più.
Oggi Anna è una donna sana, vitale, felice e stabile. A livello spirituale è
cresciuta talmente tanto da riuscire a scendere molto in profondità durante le
meditazioni e ha vissuto diverse esperienze mistiche. Ora vive un’esistenza
ricca di potere creativo, amore e gioia. Anna è entrata a far parte del mio staff
di formatori che insegna il mio lavoro ad aziende e organizzazioni; ha
fondato un istituto psichiatrico, è economicamente indipendente e guadagna
bene. Viaggia in tutto il mondo, visita luoghi bellissimi e incontra persone
che la ispirano. Ha un partner affettuoso e molti nuovi amici.
Se chiedi ad Anna dei suoi passati problemi di salute, ti dirà che sono stati
la miglior cosa che le sia mai successa. Pensaci: e se la peggior cosa che ti è
capitata fosse si rivelasse invece la migliore? Spesso Anna mi dice che ama la
sua vita attuale e io rispondo sempre: “È ovvio: sei stata tu a crearla!”. È stato
nel corso della sua trasformazione che Anna è diventata davvero
soprannaturale. Ha superato la sua identità, che era connessa con il passato, e
ha creato letteralmente un nuovo futuro. Anna è l’esempio vivente della
possibilità. Se Anna è riuscita a guarire, puoi farlo anche tu.

Un po’ di misticismo
Guarire ogni genere di disturbo fisico è uno degli aspetti positivi di questo
lavoro, ma non è l’unico. Siccome il libro parla anche di misticismo, vorrei
aprire la tua mente a una dimensione della realtà che opera a un livello
diverso e più profondo. Essere soprannaturale può anche voler dire diventare
più consapevole di te stesso e di ciò che sei in questo mondo (e negli altri
mondi). Lascia che ti racconti alcune storie personali per spiegarti
esattamente ciò che voglio dire e per mostrarti ciò che è possibile anche per
te.
Una piovosa sera d’inverno, ero seduto sul divano dopo una lunga giornata
di lavoro. I miei figli stavano dormendo, e finalmente avevo un momento per
me stesso. Cominciai a passare in rassegna tutte le cose che dovevo fare il
giorno seguente. Dopo aver compilato la mia lista mentale, ero troppo stanco
per pensare, così rimasi seduto per qualche minuto con la mente vuota.
Mentre guardavo le ombre delle fiamme del caminetto tremolare e danzare
sulle pareti, entrai in trance. Il mio corpo era stanco ma la mente era lucida.
Non stavo più pensando o analizzando; stavo semplicemente fissando il
vuoto, vivendo nel momento presente.
Man mano che il mio corpo si rilassava sempre di più, lentamente lasciai
che si addormentasse mentre mantenevo la mente cosciente e sveglia. Non
lasciai che la mia attenzione si concentrasse su nessun oggetto della stanza,
invece tenni la messa a fuoco aperta. Era un gioco che facevo spesso con me
stesso. Mi piaceva perché di tanto in tanto, nelle giuste condizioni, vivevo
esperienze trascendentali molto profonde. Era come se una specie di porta si
aprisse da qualche parte tra la veglia, il sonno e i normali sogni, e io entravo
in un momento mistico molto lucido. Ricordavo a me stesso di non
aspettarmi niente, ma di rimanere semplicemente aperto. Ci voleva parecchia
pazienza per evitare di accelerare il processo, provare frustrazione o cercare
di far accadere qualcosa, e invece scivolare lentamente nell’altro mondo.
Quel giorno, avevo finito di scrivere un articolo sulla ghiandola pineale.
Avevo passato diversi mesi a studiare i derivati della melatonina. Per
settimane la mia mente si era consumata a pensare al ruolo dei metaboliti
pineali come possibile connessione con le esperienze mistiche che molte
culture antiche sapevano evocare, come per esempio le visioni sciamaniche
dei nativi americani, l’esperienza induista del samadhi, e altri riti simili che
coinvolgono gli stati alterati di coscienza. Avevo improvvisamente compreso
alcuni concetti che erano rimasti in sospeso per anni, e le mie scoperte mi
fecero sentire più completo. Pensavo di essere sempre più vicino a capire
come passare a dimensioni superiori di spazio e tempo.
Tutte le informazioni che avevo imparato mi ispirarono a una maggiore
consapevolezza su ciò che è possibile per gli esseri umani. Tuttavia, ero
ancora talmente curioso di imparare di più da focalizzare la consapevolezza
sulla mia stessa ghiandola pineale. Parlando alla ghiandola, pensai: “Dove
sei?”.
Mentre ponevo l’attenzione sullo spazio che la ghiandola pineale occupa
nel cervello, scivolando nell’oscurità, all’improvviso un’immagine vivida
della ghiandola pineale apparve nella mia mente, sotto forma di un pomello
tridimensionale. La sua apertura era spalancata in uno spasmo ed emetteva
una sostanza bianca lattiginosa. Rimasi scioccato dall’intensità dell’immagine
olografica, ma ero troppo rilassato per esserne stimolato o per reagire, così mi
limitai a osservare. Era così reale. Sapevo che ciò che stavo vedendo davanti
a me era la mia piccola ghiandola pineale.
Un attimo dopo, visualizzai nel dettaglio un grosso orologio antico da
tasca, agganciato a una catenina. Nel momento in cui posai la mia attenzione
sull’orologio, ricevetti informazioni molto chiare. Improvvisamente capii che
il mondo non si basava sul tempo lineare (con un passato, un presente e un
futuro). Compresi che invece tutto accade in un eterno momento presente. In
quest’infinita quantità di tempo esistono infiniti spazi, dimensioni o possibili
realtà di cui fare esperienza.
Se c’è un solo momento eterno, allora ha senso affermare che non esiste il
passato. Ma io potevo vedere ogni passato o futuro come se stessi guardando
una vecchia pellicola cinematografica con un numero infinito di fotogrammi.
I fotogrammi non rappresentavano singoli momenti ma finestre di possibilità
illimitate che esistevano e continuavano in tutte le direzioni per sempre. Era
come guardare due specchi opposti e vedere infinite dimensioni riflesse in
entrambe le direzioni. Per capire cosa intendo, immagina che queste
dimensioni infinite siano sopra e sotto di te, davanti e dietro, alla tua sinistra
e alla tua destra, illimitate e coesistenti. Capii che ponendo la mia attenzione
su una qualsiasi di queste possibilità, l’avrei fatta diventare reale.
Mi resi anche conto di non essere separato da niente. Percepii l’unità con
ogni cosa e persona, in ogni luogo e tempo. Posso solo descriverla come la
più familiare sensazione non familiare che abbia mai provato in vita mia.
La ghiandola pineale funge da orologio dimensionale a cui possiamo
connetterci in qualsiasi momento, quando è attivata. Vidi le lancette
dell’orologio muoversi in avanti o indietro, come se fosse una macchina del
tempo. Questa incredibile visione mi stava mostrando che la ghiandola
pineale, come un’antenna cosmica, ha la capacità di sintonizzarsi su
informazioni al di là dei nostri sensi fisici e connetterci ad altre realtà che
esistono già nel momento eterno. Anche se le informazioni che ricevevo
sembravano illimitate, non esistono parole che possano descrivere
quell’esperienza.

Essere il mio io passato e il mio io futuro


contemporaneamente
Mentre le lancette dell’orologio si muovevano all’indietro nel passato,
prese vita una dimensione nello spazio e nel tempo. Immediatamente mi
ritrovai in una realtà che conoscevo personalmente, anche se in modo
sorprendente quel momento passato stava avvenendo di nuovo nel mio
presente, mentre ero seduto sul divano nel mio soggiorno. Poi mi resi conto
di essere in uno spazio fisico in quel particolare momento. Vidi me stesso da
bambino, mentre contemporaneamente ero anche il me stesso adulto sul
divano. Il me stesso bambino aveva circa sette anni e la febbre molto alta.
Ricordai che a quell’età mi piaceva la febbre perché avevo il genere di sogni
astratti e di visioni che spesso si accompagnano al delirio dovuto a elevate
temperature corporee. In quel particolare momento, ero a letto nella mia
camera con le coperte fino al naso e mia madre aveva appena lasciato la
stanza. Ero felice di essere solo.
Quando chiuse la porta, rilassai il corpo e rimasi nel dormiveglia, come
stava facendo il mio io adulto. Fino a quell’istante, nella mia vita presente,
avevo completamente dimenticato quest’esperienza dell’infanzia, ma quando
la rivissi mi vidi nel bel mezzo di un sogno lucido.
Mentre osservavo il me stesso bambino, ero commosso da quello che
cercava di capire e mi chiesi come poteva comprendere concetti così
complicati per la sua età. In quel momento, mentre lo guardavo, mi innamorai
di quel ragazzino; nell’istante in cui provai quest’emozione, sentii una
connessione tra quel punto del tempo e il mio presente. Ebbi la forte
consapevolezza che ciò che stavo facendo allora e ciò che facevo nel presente
stavano accadendo simultaneamente, e che quei due istanti erano connessi in
modo significativo. In una frazione di secondo, l’amore che provavo per lui,
in quanto mio sé presente, attrasse quel bambino nel futuro che stavo vivendo
in quel momento.
Poi la situazione diventò ancora più strana. Quella scena scomparve e
l’orologio riapparve. Mi resi conto che le sue lancette potevano muoversi
anche in avanti. Pieno di meraviglia e senza alcuna paura, osservai l’orologio
avanzare nel tempo. In un istante, mi ritrovai a piedi nudi nel mio cortile di
Washington, al freddo della notte. È difficile spiegare che ora fosse perché
era la stessa notte in cui ero nel soggiorno, ma il me stesso che era fuori era il
mio io del futuro in quel presente. Anche qui le parole non rendono l’idea:
l’unico modo in cui riesco a spiegare quest’esperienza è dicendo che la
personalità futura chiamata Joe Dispenza era cambiata immensamente. Ero
molto più evoluto, e mi sentivo euforico.
Ero molto consapevole, o forse dovrei dire sono molto consapevole. Con
“consapevole” intendo supercosciente, come se i miei sensi fossero potenziati
del 100 per cento. Tutto ciò che vedevo, toccavo, provavo, odoravo, gustavo
e ascoltavo era amplificato. I miei sensi erano così affinati che riuscivo a
prestare attenzione contemporaneamente a tutto ciò che mi circondava. Dal
momento che la mia consapevolezza era aumentata drasticamente, era
aumentata anche la mia coscienza e quindi la mia energia. Sentirmi così
pieno di quest’energia intensa mi induceva a essere più cosciente di ciò che
percepivo simultaneamente.
Posso descrivere questa sensazione solo come energia costante, salda e
altamente organizzata. Non era come le emozioni chimiche che normalmente
proviamo in quanto esseri umani. In quel momento sapevo di non essere in
grado di sentire le normali emozioni umane. Le avevo superate. Provavo
comunque amore, benché fosse una forma evoluta di amore, non chimico ma
elettrico. Mi sembrava quasi di andare a fuoco. Ero in una forma
incredibilmente pura di gioia.
Inoltre, stavo camminando nel mio cortile in pieno inverno senza scarpe
né giubbotto, eppure ero così consapevole della sensazione di freddo da
trovarla gradevole. Non sapevo quanto fosse freddo il terreno sotto i miei
piedi, ma ero contento di sentire l’erba ghiacciata e avvertivo una forte
connessione sia con la sensazione sia con l’erba. Capivo che, se avessi
formulato i tipici pensieri sul freddo, avrei finito per creare un senso di
polarità, dividendo l’energia che stavo percependo dentro il mio corpo e che
era molto più grande delle condizioni dell’ambiente circostante (il freddo). Di
conseguenza, accettai il freddo con entusiasmo. In effetti, era così piacevole
che non volevo che quel momento finisse.
Camminavo nei panni di questa versione potenziata di me stesso,
sentendomi forte e calmo, ma pieno di amore per la vita. Attraversando il
giardino, arrivai alle colonne di basalto; adoravo camminare a piedi nudi su
queste grosse pietre. Poi mi avvicinai a una fontana che avevo costruito, e
sorrisi al ricordo di me e mio fratello che creavamo una tale meraviglia.
All’improvviso, vidi una donna minuta in abito bianco. Era alta non più di
sessanta centimetri e stava dietro alla fontana con un’altra donna più alta,
vestita allo stesso modo. Entrambe erano piene di luce. L’altra donna stava in
disparte a osservare, forse per proteggere la donna minuta.
Quando la guardai, quest’ultima si girò verso di me e mi fissò negli occhi.
Sentii un’energia d’amore ancora più forte, come se me la stesse inviando.
Anche come versione evoluta di me stesso, mi resi conto di non aver mai
provato niente del genere prima di allora. La sensazione di pienezza e
d’amore si amplificò in maniera esponenziale, e pensai tra me e me: “Wow!
Esiste persino più amore di quello che stavo provando qualche istante fa?”.
Non era amore romantico. Era una maggiore quantità di quell’energia
inebriante ed elettrizzante, e veniva risvegliata da dentro di me. La donna
minuta stava prendendo atto che c’era ancora più amore dentro di me; sapevo
che lei era più evoluta di me. Quando avvertii quell’elettricità, recepii anche
il messaggio di guardare verso la finestra della cucina, e subito mi ricordai
perché ero lì.
Mi girai e guardai verso la cucina dove il mio io presente, qualche ora
prima di sedersi sul divano a rilassarsi, era stato occupato a lavare i piatti. Dal
cortile, sorrisi. Ero così innamorato di lui. Vedevo la sua sincerità, le sue
difficoltà, la sua passione, il suo amore, la sua mente occupata come sempre,
e tra le altre cose scorsi un po’ del suo futuro. Come un bravo genitore, ero
fiero di lui e provavo ammirazione per la persona che era in quel momento.
Mentre sentivo quell’intensa energia crescere dentro di me, lo vidi smettere
all’improvviso di lavare i piatti e guardare fuori dalla finestra, verso il cortile.
Ancora nei panni del mio io futuro, riuscii a ricordare quel momento come
il mio io presente, e mi ricordai che in effetti mi ero fermato e avevo guardato
fuori in quell’instante, perché avevo provato un’improvvisa sensazione
d’amore nel petto e sentivo di essere osservato, o che c’era qualcuno là fuori.
Poi ricordai che, mentre stavo lavando un bicchiere, mi ero sporto in avanti e
avevo guardato fuori nel buio per qualche minuto prima di tornare alla mia
occupazione. Il mio io futuro stava facendo al mio io presente ciò che la bella
signora luminosa aveva fatto a me qualche istante prima. Adesso capivo
perché lei era lì.
Ancora una volta, come quando avevo visto il bambino nella scena
precedente, l’amore che il mio io futuro provava per il mio io presente in
qualche modo mi connetteva al mio io futuro. Il mio io futuro era lì per
chiamare il mio io presente a quel futuro, e sapevo che era l’amore a rendere
possibile quel legame. La versione evoluta di me stesso aveva un grande
senso di consapevolezza. Il paradosso è che erano tutti me che vivevano nello
stesso momento. In effetti, c’è un numero infinito di me, non solo uno nel
passato, uno nel presente e uno nel futuro. Ci sono molti altri possibili me nel
regno dell’infinito, e non c’è un solo infinito ma molteplici infiniti. E tutto
questo accade nell’eterno presente.
Quando ritornai alla realtà fisica che conosciamo, che sembra poca cosa
rispetto al mondo dimensionale in cui ero appena stato, il mio primo pensiero
fu: “La mia visione della realtà è così limitata!”. Quell’esperienza interiore
mi fornì un grande senso di chiarezza e la comprensione che le mie
convinzioni (ossia ciò che pensavo di sapere sulla vita, Dio, me stesso, il
tempo, lo spazio, e ciò che è possibile sperimentare in questo regno infinito)
erano molto limitate, e non lo avevo capito fino a quel momento. Ero come
un bambino che sapeva ben poco di quella cosa che chiamiamo realtà. Per la
prima volta nella mia vita, senza paura o ansia, compresi cosa significasse
l’espressione “l’ignoto”. E sapevo che non sarei più stato la stessa persona.
Puoi immaginare che, quando accade qualcosa del genere, se cerchi di
spiegarlo ai familiari o agli amici, rischi che ti considerino matto. Ero restio a
parlarne perché non trovavo le parole per descrivere la mia esperienza e
temevo che non sarebbe più accaduta. Per mesi, cercai di esaminare l’intero
processo che aveva creato quell’esperienza. Inoltre, ero confuso riguardo al
concetto di tempo e non riuscivo a smettere di pensarci. Dopo l’evento
trascendentale di quella notte, quando ritornai al mondo tridimensionale, mi
resi conto che era durato solo dieci minuti circa. Pensavo fosse durato molto
di più. Questa dilatazione del tempo mi spinse ulteriormente a cercare di
scoprire cosa mi fosse successo, nella speranza di essere poi in grado di
ricreare l’esperienza.
Per giorni, dopo quella notte, il centro del mio petto fu elettrico come
quando la donna minuta aveva attivato qualcosa dentro di me. Continuavo a
pensare: “Se questa sensazione è ancora dentro di me, significa che ciò che
mi è accaduto era reale.” Quando ponevo l’attenzione sul centro del petto,
notavo che la sensazione si amplificava. Comprensibilmente, durante questo
periodo non ero molto interessato alle interazioni sociali, perché le persone e
le circostanze del mondo esterno mi distraevano da quella sensazione nel mio
mondo interiore, facendola diminuire. Con il passare del tempo, la sensazione
svanì completamente, ma non smisi mai di pensare all’idea che l’energia che
avevo accolto in quella dimensione vivesse ancora dentro di me. Volevo
attivarla di nuovo ma non sapevo come.
Per molto tempo, anche se continuavo a provare a ricreare l’esperienza,
non accadde nulla. Ora mi rendo conto che l’aspettativa dello stesso esito,
unita alla frustrazione di cercare di forzare l’evento, è la peggiore
combinazione per creare un’altra esperienza mistica (o qualsiasi altra cosa).
Mi persi nella mia analisi personale, cercando di capire cosa fosse accaduto e
come farlo succedere di nuovo. Decisi di provare qualche nuovo approccio.
Invece di cercare di ricreare quell’esperienza la sera, pianificai di svegliarmi
presto la mattina per meditare. Siccome i livelli di melatonina sono più alti tra
l’una e le quattro del mattino, e i metaboliti della melatonina sono i
responsabili della creazione di un evento lucido, decisi di praticare il mio
lavoro interiore ogni mattina alle quattro.
Prima di raccontarti ciò che accadde in seguito, vorrei chiederti di tenere a
mente che era un periodo particolarmente difficile della mia vita. Stavo
valutando se valeva la pena continuare a insegnare. La mia vita era piuttosto
caotica dopo essere apparso nel documentario “Bleep: ma che bip…
sappiamo veramente?”. Stavo prendendo in considerazione di allontanarmi
dalla vita pubblica per condurre una vita semplice e ritirata. Mi sembrava la
soluzione più facile.

Vivere un’incarnazione del passato nel momento presente


Una mattina, dopo un’ora e mezza di meditazione in posizione seduta,
finalmente mi sdraiai. Misi qualche cuscino sotto le ginocchia per non
addormentarmi troppo in fretta, permettendomi di restare nel dormiveglia.
Mentre stavo disteso, posai l’attenzione sullo spazio che la ghiandola pineale
occupa nella mia testa. Ma stavolta, invece di provare a far accadere
qualcosa, mi lasciai andare e mi aprii alla possibilità.
Un attimo dopo, ero un uomo robusto e mi trovavo in una zona molto
calda del mondo, che mi sembrava l’attuale Grecia o Turchia. Il terreno era
roccioso e arido e tra gli edifici di pietra, simili a quelli del periodo greco-
romano, c’erano molte piccole tende dai colori brillanti. Indossavo un abito di
iuta che arrivava a mezza coscia e una corda spessa come cintura. Calzavo
dei sandali legati fino ai polpacci. Avevo folti capelli ricci e un corpo forte,
con spalle ampie, braccia e gambe muscolose. Ero un filosofo e facevo parte
di un movimento.
Ero contemporaneamente l’io in quell’esperienza passata e l’io presente
che lo osservava. Ero di nuovo supercosciente. Tutti i miei sensi erano
amplificati ed ero consapevole di ogni cosa. Sentivo l’odore del mio corpo e
il sapore del sudore che mi scendeva sulla faccia. Mi faceva male la spalla
destra. Vedevo lo splendore del cielo azzurro e l’intensità degli alberi e delle
montagne verdi, come se vivessi in Technicolor. Sentivo i gabbiani in
lontananza e sapevo di essere vicino a una grande massa d’acqua.
Ero in pellegrinaggio e in missione. Viaggiavo insegnando la filosofia che
avevo studiato e seguito per tutta la vita. Ero sotto la tutela di un grande
maestro che amavo profondamente per la sua pazienza e la sua saggezza.
Portavo un messaggio per cambiare la mente e il cuore della gente; sapevo
che era in contrasto con le credenze del tempo e che il governo e gli ordini
religiosi dell’epoca mi avrebbero osteggiato.
La filosofia che studiavo aveva lo scopo di liberare le persone da qualsiasi
tipo di obbligo verso il mondo esterno e d’ispirarle a vivere una vita più ricca
e piena di significato. Inoltre, rendeva superflui la religione e il governo. Io
cercavo di vivere ogni giorno in linea con le sue dottrine.
Quando la scena prese vita, avevo appena finito di rivolgermi a un gruppo
di persone in un villaggio abbastanza popolato. Mentre la folla si disperdeva,
all’improvviso alcuni uomini si avvicinarono per arrestarmi. Mi catturarono
prima ancora che potessi cercare di scappare. Avevano pianificato bene la
loro strategia. Se avessero cominciato a muoversi quando stavo parlando alla
folla, li avrei visti. Avevano calcolati i tempi alla perfezione.
Mi arresi senza opporre resistenza, e loro mi portarono nella cella di una
prigione, dove fui lasciato solo. Chiuso in un piccolo cubicolo in pietra con
strette fessure come finestre, conoscevo già il mio destino. Due giorni dopo,
mi portarono al centro della città, dove si erano riunite centinaia di persone,
molte delle quali erano le stesse che mi avevano ascoltato parlare solo pochi
giorni prima. Ma ora aspettavano con ansia di assistere al mio processo e alla
mia tortura.
Fui spogliato quasi del tutto e legato a un tavolo in pietra. Poi la tortura
ebbe inizio. A un certo punto, qualcuno che sembrava un magistrato gridò,
chiedendomi se avrei continuato a insegnare la mia filosofia. Non gli risposi,
così ordinò al torturatore di proseguire. Come osservatore di questa scena,
vedevo il dolore dipinto sul mio viso. Fu come guardare in uno specchio; mi
resi conto che ero io a essere torturato. Intanto, avevo cominciato a
sanguinare. All’improvviso il magistrato urlò di nuovo, chiedendomi ancora
se volevo continuare a insegnare.
Pensai: “Accetterò di smettere e poi, quando mi lasceranno andare,
ricomincerò di nuovo.” Credevo che fosse la soluzione giusta. Avrei
accontentato il magistrato e smesso di soffrire, consentendomi di continuare
la mia missione. Feci segno di no con la testa.
Il magistrato mi esortò a dire di no a parole, ma io non parlavo. Fece
segno al torturatore di continuare. Mi voltai verso il torturatore e vidi il suo
volto e, mentre ci guardavamo negli occhi, io come osservatore lo riconobbi
immediatamente come qualcuno della mia vita attuale: era la stessa persona
ma in un corpo diverso. Capii che questo tormentatore stava ancora
tormentando altre persone, compreso me, nella mia attuale incarnazione, e
compresi il suo ruolo nella mia vita.
La tortura continuava. Cominciai a piangere per il dolore atroce, e sentivo
una profonda tristezza che consumava tutto il mio essere. Alla fine, fui
riportato in cella, dove rimasi rannicchiato in un angolo. Per tre giorni non
riuscii a smettere di ripensare alla tortura a cui ero stato sottoposto.
Mi sentivo così umiliato che non riuscii più a parlare in pubblico. Il solo
pensiero di tornare alla mia missione provocava una reazione così viscerale
nel mio corpo che smisi persino di pensarci. Una notte mi liberarono e, senza
farmi notare, a testa bassa per la vergogna, sparii. Non riuscii mai più a
guardare qualcuno negli occhi. Mi sembrava di aver fallito nella mia
missione. Passai il resto della vita in una grotta vicino al mare, pescando e
vivendo in silenzio come un eremita.
Mentre assistevo al dramma di quest’uomo e alla sua scelta di nascondersi
dal mondo, capii che si trattava di un messaggio per me. Compresi che nella
mia vita presente non potevo sparire e nascondermi di nuovo e che dovevo
continuare il mio lavoro. Dovevo sforzarmi di difendere il mio messaggio.
Inoltre riconobbi di non aver fallito: avevo fatto del mio meglio. Sapevo che
il giovane filosofo viveva ancora nell’eterno momento presente come una
miriade di possibili me e che potevo cambiare il mio futuro, e il suo,
smettendo di avere paura di vivere in nome della verità invece di morire per
essa.
Ognuno di noi ha una miriade di possibili incarnazioni che esistono
nell’eterno momento presente, aspettando di essere scoperte. Non siamo
esseri lineari che vivono una vita lineare, ma esseri dimensionali che vivono
vite dimensionali. Il bello delle infinite probabilità che ci aspettano è che il
solo modo per cambiare il nostro futuro è cambiare noi stessi nell’infinito
momento presente.
Capitolo 2

IL MOMENTO PRESENTE

Se vuoi diventare soprannaturale (guarendo il tuo corpo, creando nuove


opportunità che non avresti mai potuto immaginare prima e vivendo
esperienze mistiche e trascendenti), per prima cosa devi comprendere il
concetto di momento presente: l’eterno adesso. Negli ultimi tempi si parla
molto di “essere presente” o di “vivere nel presente”. La maggior parte delle
persone capisce cosa significa (non pensare al futuro né vivere nel passato),
ma io voglio offrirti un’interpretazione completamente diversa di questo
concetto. Sarà necessario andare oltre il mondo fisico, compresi il tuo corpo,
la tua identità e il tuo ambiente, e anche oltre il tempo stesso. È lì che potrai
trasformare la possibilità in realtà.
Dopotutto, se non vai oltre chi pensi di essere e il modo in cui sei stato
programmato a credere che funzioni il mondo, non è possibile creare una
nuova vita o un nuovo destino. Devi liberarti di te stesso, trascendere il
ricordo della tua identità e lasciare che qualcosa più grande di te prenda il
controllo. In questo capitolo ti spiegherò come fare.
Per prima cosa, diamo un’occhiata al funzionamento del cervello. Quando
un qualsiasi tessuto neurologico del cervello o del corpo viene attivato, crea
la mente. Di conseguenza, da un punto di vista neuroscientifico, la mente è il
cervello in azione. Per esempio, tu hai una mente specifica per guidare
l’automobile. Hai un’altra mente per fare la doccia. Hai una mente diversa
quando canti una canzone o ascolti la musica. Utilizzi uno specifico livello di
mente per eseguire ciascuna di queste funzioni complesse perché
probabilmente hai ripetuto queste azioni migliaia di volte, perciò il tuo
cervello si attiva ogni volta in una determinata maniera.
Quando il tuo cervello è in azione mentre guidi la macchina, per esempio,
attivi una specifica sequenza e combinazione di reti neurali. Queste reti
neurali (o neuronali) sono gruppi di neuroni che operano insieme come una
comunità (come un software automatico o una macro) perché hai compiuto
quella particolare azione tantissime volte. In altre parole, i neuroni che si
attivano insieme per eseguire il compito rafforzano la loro interconnessione.1
Quando scegli consapevolmente di compiere l’azione di guidare il tuo
veicolo, possiamo dire che stai automaticamente selezionando e istruendo
questi neuroni del tuo cervello ad attivarsi per creare un livello di mente.
In gran parte, il cervello è un prodotto del passato. È stato plasmato e
modellato per diventare un registro vivente di tutto ciò che hai imparato e
vissuto finora nella tua esistenza. Da un punto di vista neuroscientifico,
l’apprendimento si verifica quando i neuroni del cervello si uniscono per
formare migliaia di connessioni sinaptiche, che a loro volta si combinano in
complesse reti neurali tridimensionali. Considera l’apprendimento come un
aggiornamento del cervello. Quando presti attenzione a un’informazione o a
una nozione e trovi che per te abbia senso, questa interazione con l’ambiente
lascia impronte biologiche nel cervello. Quando sperimenti qualcosa di
nuovo, i tuoi sensi scrivono la storia a livello neurologico nel cervello e altri
neuroni si uniscono per creare altre connessioni, aggiornando ulteriormente il
cervello.
Oltre ad aumentare i circuiti cerebrali, le esperienze creano anche
emozioni. Considera le emozioni come il residuo chimico delle esperienze
del passato. Quanto più forte è il quoziente emotivo di un evento della tua
vita, tanto più l’esperienza lascia un’impressione duratura nel cervello; è così
che si forma la memoria a lungo termine. Quindi, se imparare significa creare
nuove connessioni nel cervello, i ricordi sono il mantenimento di queste
connessioni. Quanto più ripeti un pensiero, una scelta, un comportamento,
un’esperienza o un’emozione, tanto più questi neuroni si attivano e si
uniscono e tanto più manterranno un rapporto a lungo termine.
Dalla storia di Anna, che ho raccontato nel capitolo precedente, hai
imparato che la maggior parte delle esperienze deriva dall’interazione con
l’ambiente esterno. Siccome i sensi ti connettono a esso, quando vivi un
evento ad alta carica emotiva, positiva o negativa, quel momento s’imprime a
livello neurologico nel tuo cervello sotto forma di ricordo. Di conseguenza,
quando un’esperienza cambia cosa senti a livello chimico, e ti fa prestare
attenzione a ciò che l’ha causata, assocerai una determinata persona o cosa a
un dato luogo e tempo. È così che crei i ricordi attraverso l’interazione con il
mondo esterno. Possiamo dire che l’unico posto in cui il tuo passato esiste è il
tuo cervello. E il tuo corpo.

Il tuo passato diventa il tuo futuro


Adesso esaminiamo che cosa succede dal punto di visto biochimico nel
tuo corpo quando formuli un pensiero o provi un’emozione. Quando pensi o
ricordi, nel tuo cervello inizia una reazione biochimica che lo induce a
rilasciare determinati segnali chimici. In tal modo, pensieri astratti diventano
materia: diventano messaggeri chimici. Questi segnali chimici fanno sentire il
corpo nella maniera in cui stai pensando. Quando ti rendi conto di sentirti in
un certo modo, generi altri pensieri corrispondenti, e poi rilasci più sostanze
chimiche dal cervello che ti fanno sentire come stai pensando.
Per esempio, se pensi a qualcosa di spaventoso, cominci a provare paura.
Quest’emozione ti induce a formulare altri pensieri spaventosi, che
provocano il rilascio di ulteriori sostanze chimiche nel cervello e nel corpo
che t’inducono a continuare a provare ancor più paura. Così ti ritrovi
intrappolato in un circolo vizioso in cui il pensiero crea la sensazione e la
sensazione crea il pensiero. Se i pensieri sono il linguaggio del cervello e le
sensazioni sono il linguaggio del corpo, e il ciclo di come pensi e ti senti
diventa il tuo stato d’essere, allora il tuo stato d’essere è tutto nel passato.
Quando attivi i medesimi circuiti cerebrali più e più volte perché continui
a pensare le stesse cose, programmi il cervello a ripetere i soliti schemi. Di
conseguenza, il cervello diventa un archivio del tuo passato, e con il tempo
diventa più facile pensare automaticamente nello stesso modo.
Contemporaneamente, se provi sempre le medesime emozioni (poiché, come
ho appena detto, le emozioni sono il linguaggio del corpo e il residuo chimico
delle esperienze del passato), programmi il tuo corpo a vivere nel passato.
Vediamo adesso cosa significa questo per te nella tua vita quotidiana.
Considerato il fatto che, come hai appena imparato, le sensazioni ed emozioni
sono i prodotti chimici degli eventi passati, nel momento in cui ti svegli al
mattino e cerchi la sensazione familiare chiamata “te stesso”, cominci la tua
giornata nel passato. Così, quando inizi a pensare ai tuoi problemi, questi
ultimi, che sono connessi con i ricordi di esperienze passate di diverse
persone o cose, in dati luoghi o tempi, creano sensazioni familiari come
infelicità, senso di inutilità, tristezza, dolore, sofferenza, ansia,
preoccupazione, frustrazione, mancanza di autostima o senso di colpa. Se
queste emozioni guidano la tua mente e non riesci a pensare più in grande di
come ti senti, allora stai anche pensando nel passato. E se queste emozioni
familiari influenzano le scelte che compi quel giorno, i comportamenti che
tieni o le esperienze che crei, allora apparirai prevedibile e la tua vita rimarrà
inalterata.
Diciamo che, dopo esserti svegliato, spegni la sveglia e, mentre sei ancora
a letto, controlli Facebook, Instagram, WhatsApp, Twitter, i messaggi, le e-
mail e le notizie. (Ora stai ricordando davvero chi sei mentre riaffermi la tua
personalità e ti connetti alla tua realtà personale presente-passata.) Poi vai in
bagno, usi il WC, lavi i denti, fai la doccia, ti vesti e poi ti dirigi in cucina.
Bevi un po’ di caffè e fai colazione. Forse guardi il telegiornale o controlli di
nuovo la posta elettronica. Sono le stesse cose che fai ogni giorno.
Poi vai al lavoro percorrendo il medesimo tragitto di sempre, e quando
arrivi, interagisci con i soliti colleghi che hai visto il giorno prima. Passi la
giornata a eseguire più o meno gli stessi compiti di ieri. Forse reagisci ai
consueti problemi di lavoro con le medesime emozioni. Dopo il lavoro, torni
a casa; magari ti fermi al solito supermercato e compri i cibi che ti piacciono
e che mangi abitualmente. Cucini le stesse pietanze per cena e guardi lo
stesso programma televisivo alla stessa ora, seduto al tuo solito posto in
soggiorno. Poi ti prepari per andare a letto sempre nel solito modo: ti lavi i
denti (con la mano destra, cominciando sempre dallo stesso punto della
bocca), t’infili nel letto sempre dallo stesso lato, magari leggi un po’ e poi ti
addormenti.
Se continui a fare sempre le stesse cose, esse diventeranno un’abitudine.
Un’abitudine è una serie di emozioni, comportamenti e pensieri inconsci e
automatici che acquisisci attraverso una frequente ripetizione. In pratica,
significa che il tuo corpo procede con il pilota automatico usando un insieme
di programmi, e con il tempo il corpo diventa la mente. Hai ripetuto certe
azioni così tante volte che il corpo sa automaticamente come farle meglio del
cervello o della mente conscia. Inserisci il pilota automatico e diventi
inconscio, il che significa che ti sveglierai la mattina seguente e ripeterai
nuovamente le stesse cose. Si può dire che il tuo corpo ti sta trascinando in un
futuro prevedibile basato su ciò che hai fatto ripetutamente in passato.
Formulerai gli stessi pensieri e compirai le stesse scelte che portano agli
stessi comportamenti che creano le stesse esperienze che producono le stesse
emozioni. Nel tempo, hai creato una serie di reti neurali programmate nel
cervello e hai condizionato il corpo a livello emotivo a vivere nel passato, e
quel passato diventa il tuo futuro.
Le tue giornate, da quando ti svegli al mattino a quando vai a dormire la
notte, sono tutte uguali; le cose che hai fatto oggi sono le stesse che farai
domani, e dopodomani, e il giorno dopo ancora. Diciamo la verità: se ripeti le
stesse azioni di ieri, è logico che il tuo domani sarà molto simile al tuo ieri. Il
tuo futuro è solo una replica del tuo passato, perché è il tuo ieri a creare il tuo
domani.
Osserva la Figura 2.1. Ciascuna delle linee verticali rappresenta lo stesso
pensiero, che porta alla stessa scelta, che innesca un comportamento
automatico, che crea un’esperienza nota, che produce una sensazione o
un’emozione familiare. Se continui a riprodurre la medesima sequenza, con il
tempo queste singole fasi si fondono in un programma automatico. È così che
cedi la tua libertà a un programma. La freccia rappresenta l’arrivo di
un’esperienza ignota.

VIVERE NEL PROGRAMMA


Cronologia prevedibile della tua realtà nota
Figura 2.1
Un’abitudine è una serie di emozioni, comportamenti e pensieri inconsci e
automatici che si sviluppa attraverso la ripetizione. È una cosa ripetuta talmente
tante volte che il tuo corpo viene programmato a diventare la mente. Con il tempo,
il corpo ti trascina in un futuro prevedibile basato su ciò che hai fatto in passato. Di
conseguenza, se non sei nel momento presente, probabilmente sei in un
programma automatico.

Potremmo dire che la tua mente e il tuo corpo sono nella realtà nota (lo
stesso futuro prevedibile basato su ciò che hai fatto in passato), e in quel
futuro noto non c’è spazio per l’ignoto. Infatti, se accadesse qualcosa di
nuovo, se qualcosa di sconosciuto entrasse nella tua vita in quel momento per
cambiare le consuetudini della tua giornata, probabilmente l’interruzione
delle tue abitudini ti disturberebbe. La considereresti importuna, problematica
e sconveniente. Forse diresti: “Puoi tornare domani? Non è il momento
giusto.”
Il fatto è che non c’è spazio per l’ignoto in una vita prevedibile. L’ignoto
non è prevedibile: è sconosciuto, incerto, ma è anche eccitante perché si
verifica in modi che non ti aspetti. Vorrei chiederti: quanto spazio hai per
l’ignoto nella tua vita prevedibile e abitudinaria?
Restando nella realtà nota (seguendo ogni giorno la medesima sequenza
per formulare gli stessi pensieri, compiere le stesse scelte, mostrare le stesse
abitudini programmate, ricreare le stesse esperienze) ripeti in continuazione
lo stesso livello di mente. Con il tempo, il cervello diventa automaticamente
programmato a ripetere queste particolari sequenze con sempre maggior
facilità.
Quando tutti i singoli passi si fondono in un unico processo completo,
formulare un pensiero familiare su qualcuno o qualcosa in un dato luogo e
tempo creerà automaticamente la sensazione dell’esperienza. Se puoi
prevedere le emozioni provocate da un’esperienza, sei ancora nella realtà
nota. Per esempio, il pensiero di partecipare a una riunione con lo stesso
gruppo di persone con cui lavori da anni può indurti automaticamente a
evocare l’emozione che proverai in quell’evento futuro e ne creerai ancora di
uguali. Perché tu sei uguale. Se invece sei nel programma automatico, ma
non riesci a prevedere cosa proverai in un’esperienza della tua vita, è
probabile che esiterai ad affrontarla.
Dobbiamo considerare ancora un aspetto per avere il quadro completo di
ciò che succede quando continui a vivere nello stesso stato d’essere. Questo
loop di pensieri e sensazioni produce anche un campo elettromagnetico
misurabile che circonda il corpo fisico. Il corpo emette continuamente luce,
energia o frequenze che trasportano un messaggio, un’informazione o
un’intenzione. Tra parentesi, quando dico “luce” non mi riferisco solo alla
luce che vediamo ma a tutto lo spettro, compresi i raggi X, le onde dei
cellulari e le microonde. Nello stesso modo riceviamo anche informazioni
fondamentali, che vengono trasmesse su diverse frequenze. Quindi, inviamo
e riceviamo energia elettromagnetica in continuazione.
Ecco come funziona. Quando formuliamo un pensiero, le reti di neuroni
che si attivano nel cervello creano cariche elettriche. Se questi pensieri
provocano anche una reazione chimica che dà origine a una sensazione o
un’emozione, come accade quando una sensazione o un’emozione familiare
guida i tuoi pensieri, essa crea cariche magnetiche, che concorrono insieme
alle cariche elettriche generate dai pensieri a produrre uno specifico campo
elettromagnetico, corrispondente al tuo stato d’essere.2
Considera le emozioni come energia in movimento. Se qualcuno che sta
provando una forte emozione entra in una stanza, la sua energia (a
prescindere dal linguaggio del corpo) è spesso molto evidente. Forse ti è
capitato di sentire l’energia di una persona arrabbiata o frustrata perché
emetteva un forte segnale energetico contenente specifiche informazioni. Lo
stesso vale per una persona molto sensuale o che sta soffrendo o che possiede
un’energia tranquilla e amorevole: tutte queste energie possono essere
percepite. Come puoi immaginare, emozioni diverse producono frequenze
diverse. Le frequenze delle emozioni elevate e creative, come amore, gioia e
gratitudine, sono più alte di quelle delle emozioni di stress, come paura e
rabbia, perché veicolano diversi livelli d’intenzione ed energia. Guarda la
Figura 2.2, che illustra alcune delle frequenze associate con differenti stati
emotivi. Tornerò su questo concetto più avanti nel libro.

SCALA DI ALCUNE EMOZIONI CON


DIVERSE ENERGIE

Figura 2.2
Le emozioni sono energia in movimento. Ogni energia è una frequenza e tutte le
frequenze trasportano informazioni. In base ai nostri pensieri e sentimenti
personali, inviamo e riceviamo informazioni in continuazione.

Quindi, se ricreiamo il passato giorno dopo giorno, pensando alle stesse


cose e provando le stesse emozioni, trasmettiamo in continuazione lo stesso
campo elettromagnetico, inviando la stessa energia con lo stesso messaggio.
Dal punto di vista dell’energia e delle informazioni, ciò significa che la stessa
energia del nostro passato continua a trasmettere le stesse informazioni, che
continuano a creare lo stesso futuro. La nostra energia è essenzialmente
uguale al nostro passato. La sola maniera per cambiare la nostra vita è
cambiare energia, ossia cambiare il campo elettromagnetico che continuiamo
a diffondere. In altre parole, per trasformare lo stato d’essere, dobbiamo
cambiare il modo in cui pensiamo e sentiamo.
Se l’energia fluisce dove poni l’attenzione (un concetto chiave su cui
ritornerò più avanti nel capitolo), allora nel momento in cui poni l’attenzione
su un’emozione familiare, la tua attenzione e la tua energia sono nel passato.
Se le emozioni familiari sono legate al ricordo di un evento passato che
riguarda una persona o cosa in un dato luogo e tempo, allora anche la tua
attenzione e la tua energia sono nel passato. Di conseguenza, stai trasferendo
la tua energia dal momento presente al passato. Allo stesso modo, se cominci
a pensare a tutte le persone che devi vedere, le cose che devi fare e i posti in
cui devi andare in dati momenti della tua giornata, trasferisci la tua attenzione
e la tua energia in un futuro prevedibile. Osserva la Figura 2.3, che illustra
proprio questo punto.

SOTTRARRE ENERGIA DAL MOMENTO


PRESENTE
Campo elettromagnetico Tutta l’energia è
mescolata nella realtà nota
Figura 2.3
Se l’energia fluisce dove poni l’attenzione, nel momento in cui poni l’attenzione su
ricordi e sensazioni familiari, trasferisci la tua energia nel passato, sottraendola dal
momento presente. Allo stesso modo, se la tua attenzione è sempre sulle persone
che devi vedere, i posti in cui devi andare, le cose che devi fare in dati momenti
della tua realtà nota, sottrai energia dal momento presente per trasferirla in un
futuro prevedibile.

La tua energia ora è completamente mescolata con le esperienze note nel


tempo lineare; è rivolta fuori dal momento presente, verso il passato e il
futuro. Pertanto, te ne rimane pochissima per creare una nuova esperienza.
La Figura 2.3 mostra anche che l’energia elettromagnetica che emani
corrisponde a livello vibrazionale a tutto ciò che conosci. Così, all’inizio
della tua giornata, pensi ad andare in bagno e in un attimo ci sei arrivato. Poi
pensi alla doccia e ti ritrovi nella doccia a tentare di regolare la temperatura
dell’acqua. Pensi alla caffettiera e proietti la tua attenzione e la tua energia
sulla caffettiera, e mentre ti rechi automaticamente in cucina per prepararti il
caffè del mattino, il tuo corpo sta di nuovo seguendo la mente. E, se ha
ripetuto queste azioni ogni mattino negli ultimi ventidue anni, il tuo corpo le
compie senza sforzo. Il corpo segue sempre la mente, ma in questo caso la
segue ripetutamente nella realtà nota. Questo perché è lì che è la tua
attenzione, e quindi la tua energia.
Ti vorrei chiedere: è possibile che il corpo inizi a seguire la mente verso
l’ignoto? In tal caso, dovresti cambiare il punto in cui focalizzi la tua
attenzione, e ciò ti porterebbe a cambiare energia, il che ti richiederebbe di
cambiare cosa pensi e senti, abbastanza a lungo da far accadere qualcosa di
nuovo. Può sembrarti incredibile, ma è assolutamente possibile. Così come il
tuo corpo ha seguito la mente verso ogni esperienza nota della tua vita (come
la caffettiera ogni mattina), se iniziassi a investire la tua attenzione ed energia
nell’ignoto, il corpo sarebbe in grado di seguire la mente anche lì, in una
nuova esperienza nel tuo futuro.

Prepara la mente e il corpo per un nuovo futuro


Se conosci il mio lavoro, sai che amo il concetto di “prova mentale”. Sono
affascinato da come possiamo modificare il cervello e il corpo solo con il
pensiero. Riflettici un attimo. Il cervello e il corpo non conoscono la
differenza tra ciò che si verifica nel mondo esterno e ciò che accade nel
mondo interiore. Quando sei pienamente coinvolto e concentrato, il mondo
interiore dell’immaginazione appare come un’esperienza del mondo esterno,
e la tua biologia si modifica di conseguenza. Questo significa che puoi far
credere al cervello e al corpo di aver vissuto un’esperienza fisica che in realtà
non è avvenuta. Ciò su cui focalizzi l’attenzione e con cui ti eserciti
mentalmente più e più volte non solo diventa quel che sei da un punto di vista
biologico, ma determina anche il tuo futuro.
Ecco un buon esempio. Un team di ricercatori di Harvard prese alcuni
volontari che non avevano mai suonato il pianoforte e li divise in due gruppi.
Il primo gruppo eseguì un semplice esercizio al pianoforte con una sola mano
per due ore al giorno, per un periodo di cinque giorni. Il secondo gruppo
immaginò di farlo, senza muovere le dita. Le scansioni cerebrali effettuate
prima e dopo mostrarono che entrambi i gruppi avevano creato un numero
ingente di nuovi circuiti neurali e una nuova programmazione neurologica
nella parte del cervello che controlla i movimenti delle dita, anche se un
gruppo si esercitò solo con il pensiero.3
Dopo cinque giorni di prove mentali, molti di loro sarebbero stati in grado
di eseguire al pianoforte l’esercizio che avevano immaginato, anche se non
l’avevano mai suonato prima. Immaginando mentalmente l’attività ogni
giorno, avevano installato l’hardware neurologico in vista dell’esperienza.
Attivando e programmando ripetutamente i circuiti cerebrali corrispondenti
con la loro attenzione e intenzione, con il tempo l’hardware diventò un
software automatico nel cervello. Perciò, se avessero dovuto iniziare a
suonare dopo cinque giorni di pratica mentale, il loro comportamento si
sarebbe facilmente allineato con le loro intenzioni coscienti, perché avevano
preparato il cervello per l’esperienza futura. Quando viene allenata, la mente
può essere molto potente.
Studi simili mostrano lo stesso genere di risultati con l’allenamento
muscolare. In uno studio della Cleveland Clinic, dieci soggetti tra i venti e i
trentacinque anni immaginarono di flettere un bicipite il più possibile in
cinque sessioni di allenamento alla settimana, per dodici settimane. Ogni due
settimane i ricercatori registravano la loro attività elettrica cerebrale durante
le sessioni e misuravano la forza muscolare. Alla fine dello studio, i soggetti
avevano aumentato la forza del loro bicipite del 13,5 per cento, anche se in
realtà non avevano mosso neanche un muscolo. Mantennero questo aumento
per tre settimane dopo la fine delle sessioni di allenamento.4
Più di recente, un gruppo di ricerca composto da scienziati provenienti
dall’Università del Texas di San Antonio, dalla Cleveland Clinic e dal Centro
di ricerca della Fondazione Kessler di West Orange, nel New Jersey, chiese ai
soggetti dello studio di visualizzare di contrarre i muscoli flessori del gomito
il più possibile (aggiungendo una ferma intenzione alla loro forte energia
mentale) per sessioni di quindici minuti, cinque giorni alla settimana, per
dodici settimane. Un primo gruppo di soggetti fu istruito a utilizzare la
cosiddetta visione esterna o in terza persona, osservandosi eseguire
l’esercizio (come se guardassero un film di se stessi). Un secondo gruppo fu
istruito a utilizzare la visione interna o in prima persona, immaginando che il
proprio corpo eseguisse l’esercizio, in favore dell’immediatezza e del
realismo. Un terzo gruppo, quello di controllo, non fece nulla. Il gruppo che
aveva utilizzato la visione esterna e il gruppo di controllo non mostrarono
cambiamenti significativi, mentre il gruppo che aveva utilizzato la visione
interna mostrò un aumento della forza del 10,8 per cento.5
Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Ohio ingessò i polsi di
ventinove volontari per un mese, assicurandosi che non riuscissero a
muoverli neanche involontariamente. Metà del gruppo eseguì esercizi di
visualizzazione mentale per undici minuti al giorno, cinque giorni alla
settimana, immaginando di flettere i muscoli del polso rimanendo
completamente fermi. L’altra metà, il gruppo di controllo, non fece niente.
Alla fine del mese, quando i gessi furono tolti, i muscoli del primo gruppo
erano forti il doppio di quelli del gruppo di controllo.6
Questi tre studi sui muscoli dimostrano che la prova mentale modifica non
solo il cervello ma anche il corpo solamente con il pensiero. In altre parole,
eseguendo gli esercizi mentalmente, il corpo dei soggetti si era modificato
come se li avessero eseguiti fisicamente. Quelli che aggiunsero all’intensità
dell’immagine mentale anche la componente emotiva di eseguire l’esercizio
con più forza possibile resero l’esperienza ancor più reale e i risultati più
evidenti.
Nello studio del pianoforte, i soggetti della ricerca prepararono il proprio
cervello all’attività immaginando di eseguirla. Allo stesso modo, i soggetti
degli studi sulla flessione dei muscoli trasformarono il proprio corpo solo
provando mentalmente l’attività. Adesso capisci perché quando ti svegli al
mattino e cominci a pensare alle persone che devi vedere, ai posti in cui devi
andare e alle cose che devi fare (tutte prove mentali), e poi aggiungi
un’emozione intensa come sofferenza, infelicità o frustrazione, programmi il
cervello e il corpo a cambiare come se quel futuro fosse già avvenuto.
Siccome l’esperienza arricchisce il cervello e crea un’emozione che influenza
il corpo, se crei continuamente un’esperienza interiore che è reale quanto
un’esperienza esterna, con il tempo modificherai il cervello e il corpo,
proprio come farebbe un evento reale.
Infatti, quando ti svegli e inizi a pensare alla tua giornata, a livello
neurologico, biologico, chimico e persino genetico (ne parlerò nella prossima
sezione) è come se quella giornata fosse già passata per te. E in effetti lo è.
Quando inizi le attività della giornata, proprio come negli esperimenti che ho
appena illustrato, il tuo corpo si comporta in maniera corrispondente alle tue
intenzioni consce o inconsce. Se continui a fare le stesse cose da anni e anni,
questi circuiti (così come il resto della tua biologia) vengono attivati più
facilmente, perché non solo prepari la tua biologia ogni giorno con la tua
mente, ma ricrei anche gli stessi comportamenti fisici per rinforzare
ulteriormente quelle esperienze nel cervello e nel corpo. E ogni giorno è
sempre più facile non esserne consapevole, perché continui a rinforzare
mentalmente e fisicamente le stesse abitudini, creando l’abitudine di agire per
abitudine.

Produrre cambiamenti genetici


Pensavamo che i geni provocassero le malattie e che quindi noi fossimo
alla mercé del nostro DNA. Perciò, se molti familiari di una persona erano
morti di una malattia cardiaca, credevamo che probabilmente anche lei
avrebbe sviluppato lo stesso disturbo. Ma adesso, grazie all’epigenetica,
sappiamo che non è il gene che crea la malattia ma è l’ambiente che
programma i nostri geni a creare la malattia. E non si tratta solo dell’ambiente
esterno (il fumo di sigaretta o i pesticidi, per esempio), ma anche
dell’ambiente interno al corpo: l’ambiente esterno alle nostre cellule.
Cosa intendo per ambiente interno al corpo? Come ho detto in precedenza,
le emozioni sono i prodotti finali delle esperienze che viviamo nell’ambiente
esterno. Perciò, quando reagiamo a una situazione nel nostro ambiente
esterno che produce un’emozione, la conseguente chimica interna può
segnalare ai nostri geni o di attivarsi (regolazione verso l’alto, ossia aumento
dell’espressione del gene) o di disattivarsi (regolazione verso il basso, ossia
diminuzione dell’espressione del gene). Il gene stesso non cambia
fisicamente, è la sua espressione ad alterarsi, ed è questa espressione a
contare davvero perché influisce sulla nostra salute e sulla nostra vita. Così,
per esempio, anche se qualcuno ha una predisposizione genetica per una
particolare patologia, se i suoi geni continuano a esprimere salute invece di
quella malattia, non la svilupperà e rimarrà sano.
Considera il corpo come una macchina perfetta che produce proteine.
Tutte le nostre cellule (tranne i globuli rossi) creano proteine, responsabili
della struttura fisica e delle funzioni fisiologiche del corpo. Per esempio, le
cellule muscolari producono particolari proteine chiamate actina e miosina, e
le cellule della pelle producono le proteine collagene ed elastina. Le cellule
immunitarie producono gli anticorpi, le cellule tiroidee la tiroxina e quelle del
midollo osseo l’emoglobina. Alcune cellule degli occhi creano la cheratina,
mentre le cellule del pancreas producono enzimi come la proteasi, la lipasi e
l’amilasi. Non c’è un organo o un sistema dell’organismo che non produca
proteine o che non dipenda da esse. Sono un elemento essenziale del sistema
immunitario, della digestione, della riparazione cellulare e della struttura
ossea e muscolare. Pertanto, si può dire che l’espressione delle proteine è
l’espressione della vita stessa ed equivale alla salute del corpo.
Affinché una cellula produca una proteina, un gene deve essere espresso.
Il compito dei geni è di favorire la produzione di proteine. Quando il segnale
proveniente dall’ambiente esterno alla cellula raggiunge la membrana
cellulare, la sostanza chimica viene accettata da un recettore ed entra nella
cellula fino a raggiungere il DNA. Poi un gene produce una nuova proteina
corrispondente a quel segnale. Perciò, se l’informazione proveniente
dall’esterno della cellula non cambia, il gene continua a creare la stessa
proteina e il corpo rimane inalterato. Con il passare del tempo, il gene
comincia a regolarsi verso il basso: o smetterà di produrre la proteina o si
logorerà, inducendo il corpo a esprimere una diversa qualità di proteine.
Diversi tipi di stimoli regolano i geni verso l’alto o verso il basso. Per
esempio, attiviamo geni che dipendono dall’esperienza facendo nuove cose o
imparando nuove informazioni. Questi geni forniscono alle cellule staminali
le istruzioni per differenziarsi, trasformandosi nel tipo di cellula di cui
l’organismo ha bisogno in quel momento particolare per sostituire le cellule
danneggiate. Attiviamo i geni che dipendono dagli stati comportamentali
quando siamo sovrastimolati o sottoposti a un forte stress, o negli stati alterati
di coscienza, come quando sogniamo. Puoi considerare questi geni il fulcro
della connessione mente-corpo perché forniscono un collegamento tra
pensieri e organismo, permettendoci d’influire sulla nostra salute fisica
tramite vari comportamenti (come la meditazione). I geni alterati in questa
maniera (a volte nel giro di pochi minuti) possono essere trasmessi alla
generazione successiva.
Quando modifichi le tue emozioni, puoi cambiare l’espressione dei tuoi
geni (attivandone alcuni e disattivandone altri) perché invii un nuovo segnale
chimico al DNA, che può istruire i geni a produrre proteine diverse, alterando
così la struttura e il funzionamento del corpo. Per esempio, se il tuo sistema
immunitario è vissuto nelle emozioni dello stress troppo a lungo e ha attivato
i geni per l’infiammazione e la malattia, puoi attivare nuovi geni per la
crescita e la riparazione e disattivare i vecchi geni responsabili del disturbo.
Allo stesso tempo, questi geni, modificati a livello epigenetico, cominceranno
a seguire nuove istruzioni, producendo nuove proteine e predisponendo il
corpo per la crescita, la riparazione e la guarigione. È così che puoi
riprogrammare il tuo corpo a una nuova mente.
Come hai letto poco fa, ciò significa che se provi le medesime emozioni
giorno dopo giorno, il tuo corpo crede di essere nelle stesse condizioni
ambientali. Queste emozioni t’influenzano a compiere scelte sempre
identiche, inducendoti a mostrare le stesse abitudini, che creano le stesse
esperienze, che poi producono di nuovo le stesse emozioni. A causa di questi
programmi automatici, le cellule sono continuamente esposte al medesimo
ambiente chimico (nell’ambiente esterno al corpo e nell’ambiente esterno alle
cellule ma interno al corpo). Questa chimica continua ad inviare gli stessi
segnali agli stessi geni, e così rimani bloccato perché, quando tu resti uguale,
anche la tua espressione genica resta uguale. E ora ti avvii verso il tuo destino
genetico perché dall’ambiente non arriva nessuna nuova informazione.
E se invece le circostanze della tua vita cambiassero in meglio? Non
dovrebbe anche cambiare l’ambiente chimico che circonda le tue cellule? Sì,
ma non sempre. Se hai passato anni a programmare il tuo corpo a questo ciclo
di pensieri e sensazioni, sensazioni e pensieri, senza rendertene conto hai
anche condizionato il corpo a diventarne dipendente. Perciò, cambiare solo
l’ambiente esterno, per esempio trovando un nuovo lavoro, non interrompe
necessariamente quella dipendenza, così come un tossicodipendente non
smetterà di drogarsi perché ha vinto alla lotteria o si è trasferito alle Hawaii.
A causa del circolo vizioso di pensieri e sensazioni, prima o poi, dopo che la
novità dell’esperienza si è esaurita, la maggior parte delle persone ritorna allo
stato emotivo iniziale, e il corpo crede di vivere nella solita vecchia
esperienza che ha creato le vecchie emozioni note.
Quindi, se eri infelice facendo il tuo lavoro, ma sei riuscito a trovarne uno
nuovo, forse sarai felice per qualche settimana o persino qualche mese. Ma
sei hai passato anni a condizionare il tuo organismo a essere dipendente
dall’infelicità, alla fine tornerai a quella vecchia emozione perché il corpo ne
ha bisogno. Il tuo ambiente esterno può anche cambiare, ma il corpo crede
alla sua chimica interna più che alle condizioni esterne, perciò rimane
emotivamente prigioniero del vecchio stato d’essere, ancora dipendente dalle
consuete emozioni. È un altro modo per dire che vivi ancora nel passato. E
siccome la chimica interna non è cambiata, non puoi modificare l’espressione
dei tuoi geni per produrre nuove proteine che migliorino la struttura o il
funzionamento dell’organismo, e così la tua salute e la tua vita non cambiano.
Ecco perché dico che devi pensare più in grande di come ti senti per compiere
cambiamenti reali e duraturi.
Durante un seminario avanzato a Tacoma, nello stato di Washington, io e
il mio team conducemmo uno studio sull’effetto delle emozioni elevate sul
sistema immunitario, prelevando campioni di saliva da centodiciassette
soggetti all’inizio e alla fine del seminario, quattro giorni dopo. Misurammo
l’immunoglobulina A (IgA), marker proteico della forza del sistema
immunitario e sostanza chimica incredibilmente potente, principale proteina
responsabile di una sana funzione immunitaria e del sistema di difesa interno.
Combatte batteri, virus, funghi e altri organismi che invadono l’ambiente
interno del corpo o ci vivono già. Quando è attivata, è il principale sistema di
difesa interno del corpo umano. Quando i livelli di stress (e quindi i livelli
degli ormoni dello stress come il cortisolo) salgono, i livelli di IgA si
abbassano, compromettendo il sistema immunitario e regolando verso il
basso l’espressione del gene che produce questa proteina.
Durante il nostro seminario di quattro giorni, chiedemmo ai soggetti dello
studio di provare emozioni elevate, come amore, gioia, ispirazione o
gratitudine, per nove-dieci minuti tre volte al giorno. Ci chiedevamo se,
elevando le emozioni, si sarebbe potuto rafforzare il sistema immunitario. In
altre parole: i nostri allievi erano in grado di accendere i geni dell’IgA solo
modificando il proprio stato emotivo?
I risultati furono sbalorditivi. I livelli medi di IgA salirono del 49,5 per
cento. I valori normali di IgA vanno da 37 a 87 milligrammi per decilitro
(mg/dL), ma alcuni soggetti ne avevano più di 100 mg/dL alla fine del
seminario,7 mostrando notevoli cambiamenti epigenetici misurabili, senza
reali esperienze significative nel loro ambiente esterno. Raggiungendo uno
stato di emozioni elevate anche solo per qualche giorno, i loro corpi
cominciarono a credere di essere in un nuovo ambiente, perciò riuscirono a
inviare segnali a nuovi geni e a modificare la loro espressione genica (in
questo caso, la proteina espressione del sistema immunitario). (Vedi Figura
2.4.)

IL NOSTRO STUDIO DI TACOMA SU


SIGA E CORTISOLO
Figura 2.4
Se ci esercitiamo a mantenere emozioni elevate e a modificare la nostra energia,
possiamo attivare nuovi geni che producono nuove proteine sane per rafforzare il
sistema di difesa interno. Se riduciamo le emozioni di sopravvivenza, disattiviamo i
geni che producono gli ormoni dello stress. (Nella figura riportata sopra, SIgA sta
per immunoglobulina A salivare e Cortisolo rappresenta gli ormoni dello stress.
Entrambi sono stati misurati nella saliva.)

Ciò significa che forse non hai bisogno di un farmaco o di una sostanza
esogena per guarire: dentro di te hai il potere di attivare i geni che producono
l’IgA nel giro di pochi giorni. Entrare in uno stato elevato di gioia, amore,
ispirazione o gratitudine per cinque o dieci minuti al giorno può produrre
cambiamenti epigenetici significativi nella salute e nell’organismo.

L’energia fluisce dove va l’attenzione


Siccome la tua energia fluisce dove poni la tua attenzione, quando ti svegli
al mattino e immediatamente inizi a focalizzare attenzione ed energia sulle
persone che devi vedere quel giorno, i posti in cui devi andare, gli oggetti che
possiedi e le cose che devi fare nel mondo tridimensionale, la tua energia si
disperde, diretta verso le cose del mondo esterno che si contendono la tua
attenzione: il cellulare, il computer portatile, il conto in banca, la casa, il
lavoro, i colleghi, il partner, i figli, i nemici, gli animali domestici, i problemi
di salute e così via. Dai un’occhiata alla Figura 2.5. È evidente che l’energia e
l’attenzione della maggior parte delle persone sono rivolte verso il mondo
materiale esterno. Quanta energia resta nel tuo mondo interiore di pensieri e
sentimenti per costruire una nuova realtà?

L’ENERGIA FLUISCE DOVE PONI


L’ATTENZIONE
Mondo esterno della realtà fisica
Figura 2.5
Ogni persona, oggetto, cosa, luogo o situazione nella realtà fisica che ci è familiare
possiede una propria rete neurale nel nostro cervello e una componente emotiva
associata, perché ne abbiamo già fatto esperienza. È così che la nostra energia si
lega alla realtà presente-passata. Di conseguenza, quando prestiamo attenzione a
tutti questi elementi, l’energia si allontana da noi e ne rimane poca nel mondo
interiore fatto di pensieri e sentimenti, per creare qualcosa di nuovo nella nostra
vita.
Le parti ingrandite della figura, dove gli ovali si intersecano, rappresentano come
utilizziamo diversi elementi del mondo esterno per riaffermare la nostra
dipendenza emotiva. Forse usi gli amici per riaffermare la tua dipendenza dalla
sofferenza; forse usi i nemici per riaffermare la tua dipendenza dall’odio. Quanta
della tua energia creativa potresti usare, invece, per progettare un nuovo destino?

Considera per un momento che ognuna di queste persone o cose a cui


dedichi tanta attenzione è una realtà nota nella tua vita. Come ho accennato
all’inizio del capitolo, possiedi una rete neurale nel cervello per ciascuna di
queste persone/cose. Essendo mappate nel cervello, le percepisci dal passato.
E quanto più continui a vivere le medesime situazioni, tanto più i circuiti
neurali corrispondenti diventano automatici e forti. Pertanto, hai una rete
neurale sul tuo datore di lavoro, una sul denaro, una sul partner, una sui figli,
una per la tua situazione economica, una per la casa, e altre reti neurali su
tutto ciò che possiedi nel mondo fisico, perché tutte queste cose o persone ti
sono già note.
Se la tua attenzione, e quindi la tua energia, è divisa tra tutti questi oggetti,
persone, problemi e questioni del mondo esterno, non ti rimane più energia
per il tuo mondo interiore di pensieri e sentimenti e per creare qualcosa di
nuovo. Perché? Perché il tuo modo di pensare e di sentire crea la tua realtà
personale. Pertanto, se pensi e senti in maniera analoga in relazione a tutto
ciò che conosci (la realtà nota), continui a riaffermare la stessa vita.
Potremmo dire che la tua personalità non crea più la tua realtà personale; ora
è la tua realtà personale a creare la tua personalità. L’ambiente esterno
controlla i tuoi pensieri e sentimenti. C’è una corrispondenza biologica tra il
tuo mondo interiore di pensieri e sentimenti e la tua realtà esterna presente-
passata fatta di persone e oggetti in determinati luoghi e tempi. Continui a
mantenere inalterata la tua vita perché continui a mantenere inalterate la tua
attenzione (i pensieri) e la tua energia (le sensazioni).
Infine, se il tuo modo di pensare e di sentire invia una firma
elettromagnetica che influenza ogni settore della tua vita, trasmettendo
sempre la stessa energia elettromagnetica, la tua vita non cambia. Potremmo
dire che la tua energia corrisponde alla tua realtà presente-passata e che tu
stai ricreando il passato. Ma c’è dell’altro. Quando poni attenzione ed energia
esclusivamente nel mondo esterno e continui a reagire alle stesse situazioni
nello stesso modo (in uno stato di stress cronico), il tuo mondo interiore non è
più in equilibrio e il cervello non funziona più in maniera efficiente. Allora
non riesci più a creare niente. In altre parole, diventi vittima della tua vita
invece di esserne il creatore.

Vivere sotto l’influsso degli ormoni dello stress


Adesso esaminiamo come sviluppiamo una dipendenza dalle nostre
emozioni negative o, più precisamente, da quelli che chiamiamo gli ormoni
dello stress. Nel momento in cui reagiamo a una situazione del mondo
esterno che riteniamo minacciosa - che la minaccia sia reale o immaginaria -,
l’organismo rilascia gli ormoni dello stress per mobilitare enormi quantità di
energia in risposta a quella minaccia. Quando ciò accade, il corpo non è più
in equilibrio: questo è lo stress. Si tratta di una risposta sana e naturale,
perché anticamente questo cocktail chimico di adrenalina, cortisolo e ormoni
simili veniva rilasciato quando affrontavamo un pericolo nel mondo esterno.
Magari un predatore ci stava dando la caccia e dovevamo decidere all’istante
se lottare, scappare o nasconderci.
Quando siamo in modalità di sopravvivenza, diventiamo automaticamente
materialisti e definiamo la realtà con i sensi, in base a ciò che percepiamo con
la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto e il gusto. Inoltre, poniamo tutta l’attenzione
sulla materia, sui nostri corpi che esistono in un dato spazio e tempo. Gli
ormoni dello stress c’inducono a prestare attenzione al mondo esterno perché
è lì che si annida il pericolo. Ovviamente, ai tempi dei primi esseri umani
questa reazione era adattiva e vitale. Una volta passato il pericolo, i livelli
degli ormoni dello stress ritornavano normali.
Ma oggi non è più così. Dopo una sola telefonata o e-mail del nostro
datore di lavoro o di un familiare che suscita una forte reazione emotiva come
rabbia, frustrazione, paura, ansia, tristezza, senso di colpa, sofferenza o
vergogna, attiviamo il sistema nervoso primitivo programmato per la lotta o
la fuga, che c’induce a reagire come se fossimo inseguiti da un predatore. Il
problema è che la minaccia esterna non sembra avere fine e molti di noi
passano la maggior parte del tempo in uno stato di sovrastimolazione cronico.
È come se il predatore non vivesse nell’ambiente naturale, apparendo di tanto
in tanto, ma nella nostra grotta; per esempio, un collega di lavoro antipatico
la cui scrivania è vicina alla nostra.
Una risposta di stress cronica non è adattiva, ma maladattiva. Quando
viviamo in modalità di sopravvivenza e gli ormoni dello stress, come
l’adrenalina e il cortisolo, continuano a fluire nel nostro corpo, rimaniamo in
uno stato di allerta invece di tornare in equilibrio. Come nel caso di Anna,
raccontato nel Capitolo 1, la situazione di squilibrio protratta a lungo termine
ha portato la donna ad ammalarsi, perché lo stress prolungato disattiva
l’espressione sana dei geni. Il corpo è così condizionato da questa scarica di
sostanze chimiche da desiderarle e diventarne dipendente. Quando il cervello
è sovrastimolato, tu vivi in modalità di sopravvivenza e devi continuare a
spostare l’attenzione dal tuo lavoro, alle notizie, al tuo ex, alle e-mail, a
Facebook e Twitter, attivi ciascuna di queste diverse reti neurali molto
velocemente (rivedi la Figura 2.5). Con il tempo, il cervello si divide in
comparti e non funziona più in maniera equilibrata; anzi lo abitui ad attivarsi
in modo disordinato e incoerente, inducendolo a operare con poca efficienza.
Diverse reti neurali si attivano disordinatamente, così il cervello non è più
sincronizzato. L’effetto è simile a un gruppo di batteristi che suonano
contemporaneamente ma ognuno per conto proprio e senza alcun ritmo.
Approfondiremo i concetti di coerenza e incoerenza in un capitolo
successivo, ma per il momento ti basta sapere che se il tuo cervello è
incoerente, lo diventi anche tu. Se il tuo cervello non funziona in maniera
ottimale, lo stesso accade anche a te.
Hai un’emozione connessa con ogni persona, cosa e luogo della tua vita,
perché le emozioni (che sono energia in movimento) rappresentano il residuo
chimico dell’esperienza. E se per gran parte del tempo vivi sotto l’influsso
degli ormoni dello stress, forse usi il tuo capo per riaffermare la tua
dipendenza dal giudizio. Forse usi i tuoi colleghi per riaffermare la tua
dipendenza dalla competizione, gli amici per riaffermare la tua dipendenza
dalla sofferenza, i nemici per riaffermare la tua dipendenza dall’odio, i tuoi
genitori per riaffermare la tua dipendenza dal senso di colpa, i commenti su
Facebook per riaffermare la tua dipendenza dall’insicurezza, il telegiornale
per riaffermare la tua dipendenza dalla rabbia, il tuo ex per riaffermare la tua
dipendenza dal risentimento e così via.
Ciò significa che le tue emozioni (la tua energia) sono mescolate, persino
legate, a ogni persona, cosa o luogo della tua realtà nota, e tu non hai
abbastanza energia per creare un nuovo lavoro, una nuova relazione, una
nuova situazione finanziaria, una nuova vita o un corpo nuovamente sano. Di
conseguenza, quanto più forte è l’emozione da cui sei dipendente, tanta più
attenzione riverserai sulla persona, cosa, oggetto o circostanza del mondo
esterno che te la innesca, sprecando gran parte della tua energia creativa.
Diventa difficile pensare o sentire in modo nuovo quando sei dipendente dal
mondo esterno. Ed è possibile che tu diventi dipendente proprio dalle persone
o cose che causano tutti i tuoi problemi, cedendo il tuo potere e gestendo
male la tua energia. Se osservi di nuovo la Figura 2.5, trovi alcuni esempi che
illustrano come creiamo legami energetici con tutti gli elementi del nostro
mondo esterno.
Ora osserva la Figura 2.6. A sinistra del diagramma ci sono due atomi
legati da un campo energetico invisibile. Stanno condividendo informazioni.
È l’energia a unirli. A destra del diagramma ci sono due persone che
condividono un’esperienza di risentimento; anche loro sono legate da un
campo invisibile di energia che le mantiene connesse a livello energetico:
condividono la stessa energia, e quindi le stesse informazioni.

CONDIVIDERE ENERGIA E
INFORMAZIONI

Figura 2.6
Proprio come due atomi che si legano per formare una molecola, condividendo
energia e informazioni, anche due persone si legano tra loro se condividono le
stesse emozioni e la stessa energia, e comunicano gli stessi pensieri e
informazioni. Sia le persone che gli atomi sono legati da un invisibile campo di
energia. Se ci vuole energia per separare i due atomi, ci vorranno energia e
consapevolezza per distogliere l’attenzione dalle persone e dalle situazioni della
nostra vita a cui abbiamo ceduto gran parte della nostra energia creativa.

Per separare i due atomi ci vuole energia. Allo steso modo, se la tua
attenzione e la tua energia sono legate alle consuete persone, cose e luoghi
del mondo fisico, va da sé che ci vorranno impegno ed energia per spezzare
questi legami durante la meditazione. Quanta energia creativa investi nel
senso di colpa, nell’odio, nel risentimento o nella paura? La verità è che
potresti utilizzarla tutta per ricreare un nuovo destino.
Per farlo, dovrai andare oltre tutte quelle cose del mondo esterno,
distogliendo l’attenzione da esse. Ecco perché utilizziamo la meditazione
come modello per modificare il nostro stato interiore. Ci permette di
allontanarci da ogni cosa e persona abbastanza a lungo da guardarci dentro.
Quando superi il tuo corpo emotivo e distogli l’attenzione da tutto ciò che
conosci nel mondo esterno, riconquisti la tua energia, spezzando i legami con
la realtà presente-passata (che rimane inalterata). Devi passare dall’avere un
corpo all’avere nessun corpo, il che significa che devi distogliere l’attenzione
dal tuo corpo, dal dolore e dalla fame. Devi passare dall’essere qualcuno
all’essere nessuno (distogliendo l’attenzione dalla tua identità di partner,
genitore o impiegato). Devi passare dal mantenere l’attenzione su qualcosa al
porre l’attenzione su nessuna cosa (dimenticandoti del tuo cellulare, delle e-
mail o della tazza di caffè), dall’essere in un luogo all’essere in nessun luogo
(non pensando alla sedia su cui sei seduto a meditare o a dove andrai più
tardi), e dall’essere nel tempo lineare all’essere in nessun tempo (senza
ricordi che ti distraggano o pensieri sul futuro).
Non sto dicendo che il cellulare, il computer portatile, l’auto o il conto in
banca siano negativi di per sé, ma se sei così attaccato a queste cose da non
riuscire a non pensarci (a causa delle forti emozioni associate), sono loro a
possedere te e non il contrario. E allora non puoi creare qualcosa di nuovo.
L’unico modo per farlo è imparare a riprenderti l’energia che hai disperso,
così potrai superare le emozioni di sopravvivenza da cui sei diventato
dipendente e che tengono tutta la tua energia legata alla realtà presente-
passata. Non appena distogli l’attenzione da questi elementi esterni, cominci
a indebolire i legami energetici ed emotivi con essi, e a liberare energia
sufficiente per creare un nuovo futuro. Dovrai diventare consapevole di dove
hai posto inconsciamente l’attenzione e, come per separare i due atomi, ci
vorrà energia per spezzare consciamente questi legami.
Durante i seminari, le persone vengono sempre da me e mi raccontano che
il loro computer si è rotto o che qualcuno ha rubato la loro auto o che hanno
perso il lavoro o che non hanno più soldi. Quando mi raccontano di aver
perso persone o cose nella loro vita, sai cosa rispondo sempre? “Benissimo!
Adesso avrai a disposizione tanta energia per progettare un nuovo destino.”
Comunque, se fai bene questo lavoro e riesci a riconquistare la tua energia,
all’inizio è probabile che avrai qualche problema. Preparati, perché alcuni
aspetti della tua vita potrebbero andare in pezzi. Ma non ti preoccupare. È
previsto che succeda, perché stai rompendo i legami energetici tra te stesso e
il tuo passato. Tutto ciò che non è più in corrispondenza vibrazionale tra te e
il tuo futuro sparirà. Non cercare di rimettere insieme la tua vecchia vita,
perché sarai troppo impegnato con quella nuova.
Ecco un ottimo esempio. Un mio amico, vicepresidente di un’università,
partecipò a una riunione del consiglio di amministrazione circa tre settimane
dopo aver cominciato con le meditazioni. Era una delle colonne portanti
dell’università; gli studenti e i professori lo amavano. Ma in quel consiglio di
amministrazione lo licenziarono. Così mi chiamò e mi disse: “Non credo che
la meditazione stia funzionando. Il consiglio mi ha appena licenziato. Non
dovevano succedermi grandi cose?”.
“Ascolta” gli risposi, “non aggrapparti a queste emozioni di
sopravvivenza, perché così rimarrai nel passato. Continua a stare nel
momento presente e inizia a creare.” Nel giro di due settimane si innamorò di
una donna, che in seguito sposò. Inoltre ricevette un’offerta di lavoro come
vicepresidente di un’università più grande e migliore, che subito accettò.
Un anno dopo, mi richiamò per dirmi che l’università che lo aveva
licenziato gli aveva appena chiesto di tornare come presidente. Non si sa mai
cosa l’universo ha in serbo per te quando la tua vecchia realtà svanisce e
quella nuova comincia ad apparire. Ti posso assicurare solo una cosa:
l’ignoto non mi ha mai deluso.

Riprenditi la tua energia


Se hai intenzione di disconnetterti dal mondo esterno, devi imparare a
modificare le tue onde cerebrali, perciò adesso parliamo delle loro frequenze.
Per gran parte del tempo in cui sei sveglio e cosciente, sei in uno stato di
onde cerebrali beta che possono essere a bassa, media o alta frequenza. Le
onde beta a bassa frequenza corrispondono a uno stato di rilassamento in cui
non percepisci minacce dal mondo esterno, ma sei ancora consapevole del
tuo corpo nello spazio e nel tempo. È lo stato in cui ti trovi quando leggi, fai
attenzione a tua figlia mentre chiacchieri con un’amica o assisti a una
conferenza. Le onde beta a media frequenza corrispondono a uno stato di
attenzione focalizzata, come quando sei in un gruppo di persone, ti presenti
per la prima volta e devi ricordare il nome di tutti. Sei più vigile ma non
troppo stressato o completamente sbilanciato. Consideralo uno stress
positivo. Le onde beta ad alta frequenza, invece, corrispondono allo stato in
cui sei imbottito di ormoni dello stress e le utilizzi quando provi le emozioni
di sopravvivenza, come rabbia, paura, agitazione, sofferenza, dolore, ansia,
frustrazione o persino depressione. Le onde beta elevate possono avere una
frequenza tre volte superiore a quelle basse e due volte superiore a quelle
medie.
Anche se passi gran parte del periodo di veglia in uno stato beta, scivoli
anche nello stato alfa se sei rilassato, calmo, creativo e intuitivo, quando
smetti di pensare e analizzare, e inizi a immaginare o sognare a occhi aperti,
come in uno stato di trance. Se le onde cerebrali beta indicano quando poni
gran parte dell’attenzione sul mondo esterno, le onde cerebrali alfa sono il
segnale che ti stai focalizzando sul tuo mondo interiore.
Le onde cerebrali theta subentrano in quello stato intermedio in cui la
mente è ancora sveglia ma il corpo scivola nel sonno. Questa frequenza è
associata anche agli stati profondi di meditazione. Le onde cerebrali delta
corrispondono a un sonno profondo e ristoratore. Tuttavia, negli ultimi
quattro anni il mio gruppo di ricerca e io abbiamo registrato alcuni allievi che
potevano passare a un profondo stato delta durante la meditazione. Il loro
corpo era profondamente addormentato, e non stavano sognando, ma le
scansioni cerebrali mostravano che il loro cervello stava elaborando grandi
quantità di energia. Di conseguenza, raccontano di aver avuto profonde
esperienze mistiche di unità, in cui si sentivano connessi con ogni persona e
cosa nell’universo. Osserva la Figura 2.7 per confrontare le diverse onde
cerebrali.

ONDE CEREBRALI
Figura 2.7
Onde cerebrali a confronto.

Le onde cerebrali gamma indicano quello che chiamo uno stato di


superconsapevolezza e si riscontra quando il cervello viene stimolato da un
evento interno (uno dei tipici esempi è durante la meditazione quando hai gli
occhi chiusi) invece che da qualcosa che accade fuori dal corpo. Riparleremo
delle onde cerebrali gamma nei capitoli successivi.
Una delle maggiori difficoltà che le persone hanno quando meditano è il
passaggio dalle onde cerebrali beta ad alta frequenza (e anche media) alle
onde alfa e theta. Tuttavia, questo passaggio è fondamentale perché,
rallentando le onde cerebrali, non prestano più attenzione al mondo esterno e
a tutte le distrazioni a cui sono abituati a pensare quando sono sotto stress,
non analizzano né cercano di prepararsi allo scenario peggiore nel futuro
basato sui terribili ricordi del passato, e hanno quindi l’opportunità di esistere
solo nel presente.
Non sarebbe meraviglioso se, durante una meditazione, riuscissi a staccarti
da tutti gli elementi dell’ambiente esterno, ad andare oltre il tuo corpo, le tue
paure e i tuoi programmi, e a dimenticare il passato e il futuro prevedibile?
Perderesti persino la cognizione del tempo. È esattamente ciò che accade se
superi i tuoi pensieri automatici, le tue emozioni e le tue abitudini durante la
meditazione: vai oltre il corpo, l’ambiente e il tempo. Indebolisci i legami
energetici con la realtà presente-passata e ti ritrovi nel momento presente,
dove puoi riprenderti la tua energia.
Ci vuole molto impegno (anche se diventerà sempre più facile con la
pratica) perché vivi quasi sempre sotto l’effetto degli ormoni dello stress.
Vediamo cosa succede quando non sei nel momento presente durante la
meditazione, così saprai come gestire questa situazione se si presenterà. È
importante perché, se non riesci ad andare oltre lo stress, i problemi e il
dolore, non puoi creare un nuovo futuro in cui queste cose non esistono.
Diciamo che sei seduto a meditare e inizi a vagare con il pensiero. Sei
abituato a formulare gli stessi pensieri e a provare le stesse sensazioni,
programmando il tuo corpo nel passato. L’unica differenza è che adesso,
visto che stai cercando di meditare, hai gli occhi chiusi.
Mentre stai lì seduto, non hai fisicamente davanti il tuo datore di lavoro.
Ma il corpo vuole provare quella rabbia perché, ogni volta che lo vedi
durante la giornata (cinquanta volte al giorno, per cinque giorni alla
settimana), hai l’abitudine di sentire amarezza e aggressività. Allo stesso
modo, quando ricevi una sua e-mail (il che accade almeno dieci volte al
giorno), inconsciamente hai la stessa reazione emotiva, perciò il tuo
organismo si è abituato ad aver bisogno di lui per riaffermare la tua
dipendenza dalla rabbia. Vuole provare le emozioni da cui è diventato
dipendente e, come un tossicodipendente che desidera la droga, il corpo
desidera le sue consuete sostanze chimiche. Vuole provare la solita rabbia
contro il tuo capo perché non hai ottenuto la promozione, o vuole giudicare
un tuo collega che chiede sempre a te di sostituirlo. Poi cominci a pensare ad
altri colleghi che ti danno fastidio e ad altre ragioni per avercela con il tuo
capo. Sei lì che cerchi di meditare ma il tuo corpo fa di tutto per impedirtelo,
perché vuole la sua dose chimica di emozioni familiari che di solito provi nel
corso della giornata a occhi aperti.
Nell’istante in cui ti accorgi di cosa sta succedendo, ossia che stai ponendo
tutta l’attenzione su quell’emozione, ti rendi conto anche che stai investendo
la tua energia nel passato (perché le emozioni sono un prodotto del passato),
così ti fermi e ritorni al momento presente e cominci a investire attenzione ed
energia dal passato. Ma poco dopo cominci di nuovo a sentirti frustrato,
arrabbiato e risentito, e ti rendi conto di quello che stai facendo. Ricordi che il
corpo cerca di provare queste emozioni per riaffermare la sua dipendenza
dalle solite sostanze chimiche e che queste emozioni inducono il cervello a
passare a uno stato beta ad alta frequenza, e così ti fermi. Ogni volta che fai
una pausa, calmi il tuo corpo e ritorni al momento presente, dici al corpo che
non è più la mente: tu sei la mente.
Ma poi torni a pensare alle persone che devi vedere, ai posti in cui devi
andare e alle cose che devi fare più tardi quel giorno. Ti domandi se il tuo
capo ha già risposto a quell’e-mail, ti ricordi che devi chiamare tua sorella e
che devi anche portare fuori la spazzatura. E all’improvviso ti rendi conto
che, anticipando questi scenari futuri, investi la tua attenzione e la tua energia
nella consueta realtà nota. Quindi ti fermi, ritorni al momento presente e
ancora una volta disinvesti la tua energia da quel futuro prevedibile per far
posto all’ignoto nella tua vita.
Dai un’occhiata alla Figura 2.8: quando trovi il generoso momento
presente, la tua energia (rappresentata dalle frecce) non si allontana più da te
nel passato e nel futuro, come nella Figura 2.3. Non attivi né programmi più
gli stessi circuiti allo stesso modo, e non regoli né stimoli gli stessi geni nella
medesima maniera provando le solite emozioni. Se continui con questo
processo, riconquisti tutta la tua energia spezzando i legami che ti tenevano
connesso con la realtà presente-passata. Ciò accade perché stai trasferendo
l’attenzione e l’energia dal mondo esterno al tuo mondo interiore, e stai
costruendo il tuo campo elettromagnetico intorno al tuo corpo. Ora hai
energia a disposizione, da utilizzare per creare qualcosa di nuovo.

RIPRENDITI LA TUA ENERGIA E IL TUO


POTERE
Figura 2.8
Quando distogli l’attenzione dalla realtà presente-passata o dal tuo futuro
prevedibile, riconquisti la tua energia e costruisci il tuo campo elettromagnetico.
Ora hai energia a disposizione per guarire o creare una nuova esperienza nella
tua vita.

Ovviamente la tua attenzione prima o poi comincia a vagare di nuovo.


Mentre continui a meditare seduto, il corpo diventa sempre più irritato e
impaziente perché vuole fare qualcosa. Dopotutto, l’hai programmato ogni
giorno per alzarsi e seguire la stessa routine. Vuole smettere di meditare,
aprire gli occhi e vedere qualcuno. Vuole ascoltare la radio o parlare al
telefono con un amico. Preferirebbe gustare la colazione invece di stare lì
seduto a far niente. Vorrebbe sentire l’odore del caffè, come tutte le mattine.
E gli piacerebbe provare la sensazione di una bella doccia calda prima di
iniziare la giornata.
Il corpo vuole percepire la realtà fisica con i sensi per accogliere
un’emozione, ma il tuo obiettivo è creare una realtà che vada oltre i sensi, in
cui la mente sia tu e non il tuo corpo. Così, quando diventi consapevole del
programma, riporti il corpo nel momento presente. Il corpo cerca di nuovo di
ritornare al passato che conosce, perché vuole vivere in un futuro prevedibile,
ma tu continui a riportarlo nel presente. Ogni volta che superi le abitudini
automatiche, la tua volontà diventa più grande del tuo programma. Ogni volta
che riporti il corpo nel presente, lo stai condizionando a una nuova mente. E
se continui a riportare l’attenzione (e quindi l’energia) nel momento presente
e ad accorgerti di quando ci sei e di quando non ci sei, prima o poi il corpo si
arrenderà. Questo processo comincia a spezzare i legami energetici con la
realtà a te nota. E quando ritorni al momento presente, ciò che stai facendo è
superare la tua identità nel mondo fisico ed entrare nel campo quantico (un
concetto che spiegherò dettagliatamente nel prossimo capitolo).
La parte più difficile di ogni guerra è l’ultima battaglia. Ciò significa che
quando il tuo corpo-mente cerca di fermarti e di farti tornare nel mondo dei
sensi, tu continui a perseverare. Entri davvero nell’ignoto, e prima o poi
cominci a spezzare la dipendenza emotiva dentro di te. Quando superi il
senso di colpa, la sofferenza, la paura, la frustrazione, il risentimento o la
scarsa autostima, liberi il tuo corpo dalle catene di queste abitudini ed
emozioni che ti tengono ancorato al passato e, di conseguenza, liberi
l’energia, che torna a essere a tua disposizione. Una volta che il corpo ha
rilasciato tutta l’energia emotiva immagazzinata, smette di essere la mente.
Scopri che dietro alla tua paura c’è il coraggio, dietro alla mancanza c’è la
pienezza, e dietro al dubbio la conoscenza. Se entri nell’ignoto e rinunci alla
rabbia o all’odio, scopri l’amore e la compassione. È la stessa energia: era
immagazzinata nel corpo e adesso è a tua disposizione per creare un nuovo
destino.
Se impari a superare te stesso, o il ricordo di te stesso e della tua vita,
spezzi i legami che hai con ogni cosa, persona, luogo e tempo che ti tengono
connesso con la realtà presente-passata. Nei seminari avanzati, i nostri esperti
hanno misurato questo processo con uno strumento molto sensibile, la
macchina per la visualizzazione a scarica di gas (GDV), dotato di uno
speciale sensore (chiamato antenna Sputnik) e sviluppato da Konstantin
Korotkov. Serve a rilevare il campo elettromagnetico ambientale negli spazi
in cui si svolge il seminario, per vedere come cambia l’energia. Nel primo
giorno, a volte l’energia nella stanza cala. Ciò accade perché, quando
iniziamo a meditare e i partecipanti devono andare oltre se stessi, spezzando i
legami energetici con ogni cosa e persona della loro realtà nota, richiamano
energia verso di sé, attingendola dal campo più grande, che quindi può
diminuire. Così facendo, i partecipanti cominciano a costruire i propri campi
energetici individuali intorno ai loro corpi e ora hanno energia a disposizione
per progettare un nuovo destino. Dopo aver costruito il proprio campo, e man
mano che la loro energia inizia ad espandersi, gli allievi cominciano a
contribuire all’energia della stanza che infatti aumenta. A questo riguardo,
osserva i grafici 1A e 1B nell’inserto a colori.
Quando mediti, devi prenderti il tempo necessario. Per esempio, io mi do
due ore. Non devo utilizzarle tutte ogni volta, ma ormai mi conosco
abbastanza da sapere che, se ho solo un’ora, mi dirò che non c’è tempo a
sufficienza. Se invece ho due ore, posso rilassarmi e trovare con calma il
momento presente. A volte succede velocemente, mentre altre volte devo
lavorare per un’ora per riportare cervello e corpo nel presente.
Sono sempre pieno d’impegni. Certi giorni, tornato a casa tra un seminario
e un evento, mi sveglio al mattino e immediatamente penso agli
appuntamenti che ho in programma con diversi membri del mio staff,
provando mentalmente ciò che devo dire. Poi penso alle e-mail che devo
scrivere prima di andare agli appuntamenti. Poi penso all’aereo che devo
prendere nel pomeriggio. Poi annoto mentalmente le telefonate che devo fare
mentre vado all’aeroporto. Insomma, credo di aver reso l’idea.
Mentre penso alle stesse persone che devo vedere, agli stessi posti in cui
devo andare, alle stesse cose che devo fare, mi rendo conto che sto
programmando il corpo e la mente a un futuro prevedibile e quindi ritorno al
momento presente. Così facendo, comincio a disattivare queste connessioni
neurali. Poi potrei diventare impaziente e frustrato pensando a qualcosa che è
successo ieri. Siccome le emozioni sono un prodotto del passato e l’energia
fluisce dove va l’attenzione, mi rendo conto che sto investendo la mia energia
nel passato. Successivamente gli ormoni dello stress potrebbero stimolare il
cervello, e il corpo si potrebbe agitare, quindi devo riportarlo di nuovo nel
momento presente. E così facendo, non sto più attivando e programmando gli
stessi circuiti cerebrali e disinvesto la mia energia dal passato.
Se sono consapevole degli stessi pensieri che sono connessi con le solite
emozioni, quando smetto di sentirmi allo stesso modo smetto anche di
programmare il mio corpo nel passato e non mando più segnali agli stessi
geni con le consuete modalità. E se le emozioni sono il prodotto finale di
esperienze nell’ambiente, ed è l’ambiente a stimolare il gene, allora quando
smetto di provare le solite emozioni smetto anche di dare segnali e istruzioni
agli stessi geni con le consuete modalità. Questo non solo influenza la salute
del corpo, ma non lo prepara più a vivere nel medesimo futuro basato sul
passato. Perciò, se inibisco le emozioni familiari, altero il programma
genetico del mio organismo. E poiché gli ormoni dello stress a lungo termine
disattivano l’espressione dei geni sani e creano malattie, ogni volta che riesco
a fermarmi quando mi accorgo di provare una sensazione legata allo stress,
smetto di programmare il corpo a rimanere dipendente dalle emozioni
stressanti.
Se lo faccio nel modo giusto, superando i pensieri e le emozioni familiari
del passato e del futuro prevedibile, allora a livello energetico, neurologico,
biologico, chimico, ormonale e genetico, quel passato e quel futuro
prevedibile non esistono più. Se non sto più attivando e programmando le
solite reti neurali (non pensando più ai ricordi di persone o cose in dati luoghi
e tempi) e continuo a tornare al momento presente, mi riprendo l’energia.
Osserva la Figura 2.9 e puoi vedere che il passato conosciuto e il futuro
prevedibile non esistono più.

IL GENEROSO MOMENTO PRESENTE

Figura 2.9
Quando sei nel generoso momento presente, il passato che conosci e il futuro
prevedibile non esistono più; sei pronto a creare nuove possibilità nella tua vita.

Adesso sono nel generoso momento presente e ho energia a disposizione


per creare. Ho costruito il campo energetico che circonda il mio corpo. Ogni
volta che ho faticato – a volte per ore – per superare me stesso e trovare quel
luogo chiamato eterno adesso, ho sempre pensato la stessa cosa: ne valeva
veramente la pena.
Capitolo 3

SINTONIZZATI SU NUOVE
INFINITE POSSIBILITÀ

Andare oltre il corpo, l’ambiente e il tempo non è facile, ma ne vale la


pena perché, non appena ci allontaniamo dalla realtà tridimensionale,
entriamo in una dimensione quantica completamente diversa, che io definisco
regno delle infinite possibilità. Descriverla è un po’ difficile perché si
differenzia da tutto ciò che conosciamo nell’universo fisico. Le leggi della
fisica newtoniana, con cui siamo abituati a pensare che funzioni il mondo, qui
non valgono.
Il campo quantico (o unificato) è un campo invisibile di energia e
informazioni (o potremmo dire un campo d’intelligenza o coscienza) che
esiste oltre lo spazio e il tempo. Non c’è niente di fisico o di materiale al suo
interno. Va oltre tutto ciò che puoi percepire con i sensi. Il campo unificato di
energia e informazioni governa tutte le leggi della natura. Gli scienziati che
se ne occupano stanno scoprendo sempre più cose al riguardo.
In base alle mie conoscenze ed esperienze, credo che ci sia un’intelligenza
autorganizzante che osserva e ordina tutti gli universi e le galassie. A volte le
persone mi dicono che quest’idea non sembra molto scientifica. Rispondo
sempre con la stessa domanda: “Cosa c’è dopo un’esplosione, l’ordine o il
disordine?”. La risposta è sempre il disordine. Allora perché, io chiedo, dopo
il Big Bang, l’esplosione più grande che sia mai avvenuta, è stato creato così
tanto ordine? A mio parere, c’è un’intelligenza che organizza l’energia e la
materia e unifica tutte le forze della natura. Questa intelligenza, questa
energia, è il campo quantico o unificato.
Per darti un’idea di cosa sia questo campo, immagina di far sparire tutti gli
abitanti della Terra, tutti gli animali, le piante, gli oggetti fisici, sia naturali
sia creati dall’uomo, i continenti, gli oceani e anche la Terra stessa. Immagina
di poter far sparire tutti i pianeti, i satelliti e le stelle del nostro sistema solare,
compreso il nostro Sole. E poi immagina di far sparire tutti gli altri sistemi
solari della nostra galassia, e tutte le galassie dell’universo. Non c’è aria e
nemmeno luce che puoi vedere con i tuoi occhi. C’è solo un’assoluta
oscurità, il vuoto, il campo del punto zero. È importante ricordarlo perché
quando tu, sotto forma di coscienza nel momento presente, entri nel campo
unificato, sei in un infinito spazio nero, senza niente di fisico.
Adesso immagina non solo di non vedere niente ma anche di non avere il
senso della vista, dal momento che entri in questa dimensione senza un corpo
fisico. Quindi, non hai neanche i sensi dell’udito, del tatto, dell’olfatto e del
gusto. L’unico modo in cui puoi esistere nel campo quantico è come pura
consapevolezza. O, per meglio dire, puoi fare esperienza di questo regno solo
con la tua consapevolezza, non con i sensi. E siccome la coscienza è
consapevolezza, e consapevolezza significa prestare attenzione, quando sei
oltre il mondo dei sensi e presti attenzione all’energia del campo quantico, la
tua coscienza si connette a livelli più elevati di frequenza e informazioni.
Eppure, per quanto possa sembrare strano, il campo quantico non è vuoto.
È un campo infinito pieno di frequenze o energia. E tutte le frequenze
contengono informazioni. Il campo quantico è pieno di un’infinita quantità di
energia che vibra al di là del mondo fisico della materia e dei nostri sensi:
onde energetiche invisibili a nostra disposizione per creare. Ma cosa
possiamo creare esattamente con tutta questa energia che nuota in un mare
infinito di possibilità? Dipende da noi, perché il campo quantico è lo stato in
cui esistono tutte le possibilità.
Quando entri in questo spazio immenso e infinito come pura
consapevolezza, non ci sono corpi, persone, oggetti, luoghi, e neanche il
tempo. Invece, esistono infinite possibilità sotto forma di energia. Così, se ti
ritrovi a pensare a ciò che conosci nella tua vita, sei di nuovo nella realtà
tridimensionale dello spazio e del tempo. Ma se rimani nell’ignoto
abbastanza a lungo, sarai preparato a creare qualcosa di nuovo nella tua vita.
Nel capitolo precedente, ti ho insegnato a tornare al momento presente, ossia
a smettere di pensare al futuro prevedibile o al passato per entrare in questo
spazio eterno come pura consapevolezza, a non prestare più attenzione alle
cose materiali della realtà tridimensionale, come il tuo corpo, le persone che
conosci, le cose che possiedi, i posti in cui vai e il tempo stesso.
Ma ora torniamo un attimo indietro e parliamo di come gli scienziati
riuscirono a scoprire l’universo quantico, il che avvenne quando iniziarono a
studiare il mondo subatomico. Scoprirono che gli atomi, i mattoni
dell’universo fisico, sono costituiti da un nucleo circondato da un grande
campo contenente uno o più elettroni. Questo campo è così vasto rispetto ai
minuscoli elettroni che sembra essere uno spazio vuoto per il
99,999999999999 per cento. Ma, come hai appena letto, lo spazio non è
davvero vuoto: è costituito da una vasta gamma di frequenze energetiche che
compongono un campo d’informazioni invisibile e interconnesso. Perciò ogni
cosa nel nostro universo conosciuto, anche se appare solida, in realtà è per il
99,999999999999 per cento energia o informazione.1 La maggior parte
dell’universo è costituita da questo spazio “vuoto”; la materia è una
componente infinitamente piccola rispetto allo spazio immenso del non-
fisico.
I ricercatori scoprirono che gli elettroni che ruotano in quel vasto campo si
comportano in maniera del tutto imprevedibile; non sembrano essere soggetti
alle stesse leggi che governano la materia nel nostro più grande universo. Un
momento sono qui e quello successivo sono scomparsi, ed è impossibile
prevedere dove e quando appariranno. I ricercatori alla fine scoprirono che il
motivo di questo comportamento è che gli elettroni esistono
contemporaneamente in un numero infinito di possibilità o probabilità. È solo
quando un osservatore concentra la sua attenzione e cerca “qualcosa” di
materiale che il campo invisibile di energia e informazioni collassa in una
particella chiamata elettrone. Questo fenomeno si chiama collasso della
funzione d’onda o evento quantico. Ma non appena l’osservatore distoglie lo
sguardo, non osservando più l’elettrone e non pensando più alla materia
subatomica, l’elettrone sparisce e torna a essere energia. In altre parole, la
particella di materia fisica (l’elettrone) non esiste finché non la osserviamo e
svanisce non appena smettiamo di darle la nostra attenzione, tornando
nell’energia (nello specifico in una frequenza energetica che gli scienziati
chiamano onda) e nella possibilità. In tal modo, la mente e la materia sono
collegate a livello quantico. Tra parentesi, così come noi, in quanto coscienza
soggettiva, osserviamo l’elettrone e gli diamo forma, c’è anche una coscienza
universale che osserva costantemente tutti noi e la nostra realtà
tridimensionale, dandole (e dandoci) ordine e forma.
Quindi, se vedi la tua vita con lo stesso livello di mente ogni singolo
giorno, aspettandoti un futuro basato sul passato, stai facendo collassare
infiniti campi energetici negli stessi schemi d’informazione, chiamati “la tua
vita”. Per esempio, se ti svegli e pensi: “Dov’è il mio dolore?”, il tuo solito
dolore apparirà presto perché tu ti aspetti che lo faccia.
Immagina cosa accadrebbe invece se tu fossi in grado di distogliere
l’attenzione dal mondo fisico e dall’ambiente, diventando nessun corpo e
senza più accesso ai sensi, che tanto non ti servirebbero più. Quando distogli
l’attenzione dalle persone della tua vita, diventi nessuno, e così non hai più
l’identità di genitore, partner, fratello, amico e nemmeno di membro di una
categoria professionale, di un gruppo religioso, di un partito politico o di una
nazione. Non hai etnia, genere, orientamento sessuale ed età. Non hai nessuna
cosa e non sei in nessun luogo. Infine, non sei in nessun tempo ma nel
momento presente, in cui esistono tutte le possibilità del campo quantico.
Siccome non ti identifichi più con il mondo fisico e non sei più collegato a
esso, non cerchi più d’influenzare la materia con la materia, ma vai oltre,
superando anche la tua identità come corpo nello spazio e nel tempo. Sei
nell’immensa oscurità del campo unificato, dove non esiste niente di
materiale. Questo è l’effetto diretto dello sforzo continuo per tornare al
momento presente, che ho descritto nel capitolo precedente.
Nel momento in cui ciò accade, rivolgi la tua attenzione e la tua energia
verso un campo sconosciuto oltre la materia, dove esistono tutte le possibilità,
un campo composto solo da frequenze invisibili contenenti informazioni o
coscienza. E come i fisici quantistici che distolsero l’attenzione dall’elettrone,
solo per scoprire che era tornato all’energia e alla possibilità, se tu
distogliessi l’attenzione dalla tua vita o ne superassi il ricordo, la tua vita
dovrebbe trasformarsi in possibilità. Dopotutto, se ti concentri sulla realtà
nota, ottieni la realtà nota. Se ti concentri sull’ignoto, crei una possibilità.
Quanto più a lungo rimani in quel campo di possibilità infinite come pura
consapevolezza (consapevole di essere consapevole in questo infinito spazio
nero), senza prestare attenzione al tuo corpo, alle cose, alle persone, ai luoghi
e al tempo, e investi la tua energia nell’ignoto, tanto più riuscirai a creare una
nuova esperienza o nuove possibilità nella tua vita.

Cambiamenti nel cervello


Quando varchi la soglia del campo quantico, non puoi entrare con un
corpo. Devi farlo solo come consapevolezza o coscienza, pensiero o
possibilità, lasciando tutto il resto nel mondo fisico e vivendo solo nel
momento presente. Come ho detto nel capitolo precedente, questo processo
richiede che tu spezzi (almeno temporaneamente) la tua dipendenza chimica
dalle solite emozioni che guidavano i tuoi pensieri, e che smetta di provare le
stesse sensazioni in modo da non porre più l’attenzione sul mondo
tridimensionale della materia (la particella), convogliandola invece
sull’energia o possibilità (l’onda). Considerando tutto questo, forse non ti
sorprenderà sapere che una simile esperienza crea cambiamenti significativi
nel cervello.
Per prima cosa, siccome percepisci te stesso oltre il mondo fisico (e quindi
non senti più la minaccia di pericoli esterni da prevenire), il cervello pensante
(la neocorteccia, sede della mente conscia) rallenta e lavora in modo più
olistico. Prima abbiamo detto che vivere sotto l’influenza degli ormoni dello
stress induce le onde cerebrali ad attivarsi in maniera molto disordinata e
incoerente (il che a sua volta significa condizionare negativamente la
funzionalità dell’organismo) perché cerchiamo di controllare e prevedere
ogni aspetto della nostra vita. Ci concentriamo troppo, spostando l’attenzione
da una persona a una cosa a un luogo in un certo tempo, attivando le varie reti
neurali assegnate a ognuno di questi fatti noti.
Quando scivoliamo nel momento presente e diventiamo consapevoli del
campo infinito di informazioni in cui non c’è niente di fisico, e quando non
analizziamo o non pensiamo più a nessuna persona o cosa, smettiamo di
attivare questi diversi comparti di reti neurali nel cervello e ci rendiamo conto
di questa oscurità infinita. Proprio perché poniamo l’attenzione sul nulla,
sullo spazio, sull’energia e sulle informazioni, il cervello comincia a
cambiare. I diversi comparti cominciano a unificarsi e a entrare in uno stato
coerente. Si sincronizzano, si organizzano e si integrano. Quando il tuo
cervello diventa coerente, anche tu lo diventi. Quando diventa ordinato, lo
diventi anche tu; quando funziona bene, lo fai anche tu. Quando funziona in
modo più olistico, ti senti più completo. In altre parole, non appena cominci a
connetterti con il campo unificato come pura consapevolezza (o non appena
ne diventi più consapevole prestandogli attenzione), la tua biologia diventa
più unita, perché il campo unificato è per definizione un’energia unificante.
Per capire meglio la differenza tra coerenza e incoerenza, osserva il
Grafico 2 nell’inserto a colori e la Figura 3.1. Come puoi vedere, quando le
onde cerebrali sono coerenti, sono in fase l’una con l’altra; sia le loro creste (i
punti più alti) che i loro ventri (i punti più bassi) sono paralleli. Dato che le
onde cerebrali coerenti sono più ordinate, sono anche più potenti; potremmo
dire che parlano la stessa lingua, seguono lo stesso ritmo, ballano la stessa
musica e condividono la stessa frequenza, perciò comunicano più facilmente.
Sono letteralmente sulla stessa lunghezza d’onda. D’altro canto, quando le
onde cerebrali sono incoerenti, i segnali o messaggi elettrochimici che
inviano alle diverse parti del corpo e del cervello sono confusi e irregolari,
perciò l’organismo non può operare in uno stato di equilibrio ottimale.

LA DIFFERENZA TRA ONDE CEREBRALI


COERENTI E INCOERENTI
Figura 3.1
Quando distogliamo l’attenzione dal mondo materiale, cominciamo ad aprire la
messa a fuoco al regno dell’ignoto e a rimanere nel momento presente, il cervello
funziona in maniera coerente. Quando il cervello è coerente, opera in uno stato più
olistico e tu ti senti più completo.
Quando il cervello è stimolato dagli ormoni dello stress e noi poniamo l’attenzione
su persone, cose, oggetti e luoghi del mondo esterno noto, si attiva in maniera
incoerente. Quando il cervello non è più in equilibrio, ti senti più frammentato e
distratto e vivi nel dualismo e nella separazione.
Il secondo cambiamento che si verifica nel cervello quando entriamo nel
campo quantico è che le onde cerebrali passano a una frequenza più lenta:
dalle onde beta alle più coerenti alfa e theta,. È importante perché, quando
rallentiamo le onde cerebrali, la nostra coscienza passa dalla neocorteccia
pensante al mesencefalo (il cervello limbico), dove si connette con il sistema
nervoso autonomo - il sistema operativo subconscio dell’organismo (vedi
Figura 3.2) -, che presiede alle funzioni di digerire il cibo, secernere gli
ormoni, regolare la temperatura corporea, controllare il livello di zuccheri nel
sangue, mantenere il battito cardiaco, produrre gli anticorpi che combattono
le infezioni, riparare le cellule danneggiate e di svolgere una miriade di altre
funzioni dell’organismo su cui, secondo la maggior parte degli scienziati, non
abbiamo il controllo volontario. In sostanza, il sistema nervoso autonomo ti
tiene in vita. Il suo compito principale è creare ordine e omeostasi,
mantenendo l’equilibrio nel cervello e anche nel corpo. Quanto più restiamo
nel momento presente come nessuno, nessuno corpo, nessuna cosa, in nessun
luogo e in nessun tempo, tanto più integrato e coerente diventa il nostro
cervello. È in questo momento che il sistema nervoso autonomo interviene e
inizia a guarire il corpo, perché la nostra coscienza si fonde con la sua.

IL FLUSSO DI COSCIENZA QUANDO LE


ONDE CEREBRALI CAMBIANO
Figura 3.2
Quando rallenti le onde cerebrali e diventi meno consapevole del tuo corpo,
dell’ambiente e del tempo, la coscienza passa dalla neocorteccia al cervello
limbico, sede del sistema nervoso autonomo (indicato dalle frecce scure dirette
verso il centro del cervello).
Allo stesso tempo, il sistema nervoso autonomo, il cui compito è creare equilibrio,
interviene e crea coerenza nella neocorteccia, sede della mente pensante
(indicato dalle frecce più chiare dirette verso il bordo del cervello).

In altre parole, quando sei nel momento presente, è come se ti facessi da


parte. Se diventi pura coscienza, pura consapevolezza, e modifichi le tue onde
cerebrali da beta ad alfa e persino a theta, il sistema nervoso autonomo, che
sa come guarire il corpo meglio della mente conscia, interviene e finalmente
ha l’opportunità di fare pulizia. È questo che crea la coerenza cerebrale. Se
dai un’occhiata ai Grafici 3A, 3B e 3C nell’inserto a colori, vedrai tre diverse
scansioni cerebrali. Il Grafico 3A è una normale scansione di un soggetto in
uno stato di onde cerebrali beta. Il Grafico 3B è di un allievo che esegue una
messa a fuoco aperta e mostra uno stato coerente di onde cerebrali alfa
sincronizzate. Il Grafico 3C rappresenta uno stato coerente più profondo di
onde theta sincronizzate.
Se in questo stato smetti di riaffermare il noto, ossia la tua solita vita, e
continui invece a investire la tua energia nell’ignoto (come investiresti il tuo
denaro in un conto bancario), sei in grado di creare nuove possibilità per te.
Così come l’elettrone materiale ritorna all’energia immateriale nel campo
quantico non appena gli scienziati smettono di osservarlo, quando non osservi
più il tuo dolore, le tue abitudini e i tuoi problemi, essi si trasformano tutti in
energia, in un infinito numero di possibilità, in puro potenziale. Solo quando
sei veramente presente in questo luogo oltre lo spazio e il tempo, da cui
provengono tutte le cose, puoi cominciare a creare un cambiamento reale.
Durante un seminario avanzato a Tacoma, stato di Washington,
conducemmo uno studio per mostrare come funziona tutto questo.
Misurammo le onde cerebrali di centodiciassette partecipanti utilizzando
l’elettroencefalografia.2 Le rilevazioni furono effettuate prima e dopo il
seminario. Cercavamo eventuali cambiamenti in due diversi valori
dell’attività cerebrale: il primo si riferiva al tempo impiegato dai soggetti per
raggiungere uno stato meditativo, definito dalla capacità di mantenere onde
cerebrali alfa per almeno quindici secondi. Scoprimmo che, alla fine del
seminario di quattro giorni, i soggetti erano in grado di raggiungere uno stato
meditativo con una velocità maggiore del 18 per cento rispetto a prima.
Il secondo valore analizzato era il rapporto tra onde cerebrali delta
(associate a livelli più profondi della mente subconscia) e onde cerebrali beta
ad alta frequenza (associate a livelli elevati di stress). Le persone ansiose di
solito hanno molte onde beta elevate e un livello più basso di onde delta.
Volevamo capire se la meditazione, in particolare la pratica di scivolare nel
regno quantico e diventare nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun
luogo e in nessun tempo, potesse aumentare questi valori, e infatti fu così. I
soggetti ridussero le onde cerebrali beta ad alta frequenza (il che indicava che
provavano meno stress) con una media del 124 per cento e aumentarono le
onde cerebrali delta (il che indicava una maggiore sensazione di unità durante
la meditazione) con una media del 149 per cento. La quantità di onde
cerebrali beta ad alta frequenza diminuì del 62 per cento rispetto alla quantità
di onde delta, e tutto ciò accadde in soli quattro giorni. Osserva la Figura 3.3
per vedere graficamente questi risultati. Noterai che alcuni dei cambiamenti
rilevati sono stati maggiori del 100 per cento, a dimostrazione del fatto che i
partecipanti sono riusciti a realizzare miglioramenti significativi in tempi
relativamente brevi. Questo sì che è soprannaturale!
IL NOSTRO STUDIO DI TACOMA SUI
CAMBIAMENTI NEL CERVELLO

Figura 3.3
Questo grafico illustra i cambiamenti nell’attività delle onde cerebrali nel nostro
seminario avanzato di Tacoma, nel gennaio 2016.

Cambia la tua energia: associa un’intenzione chiara a


emozioni elevate
Quando sei nel generoso momento presente, dove tutte le possibilità
esistono nel campo quantico, come fai a trasformare una o più di queste
possibilità immateriali in una realtà nel mondo tridimensionale della materia?
Sono necessarie due cose: un’intenzione chiara e un’emozione elevata.
L’intenzione chiara è esattamente questo: significa fare chiarezza su ciò che
vuoi creare, nel modo più preciso possibile, e descriverlo dettagliatamente.
Diciamo che vuoi fare una bella vacanza. Dove vuoi andare? Con che mezzo
vuoi viaggiare? Con chi vuoi andarci o chi vuoi incontrare lì? Dove vuoi
alloggiare? Cosa vuoi fare o vedere? Cosa vuoi mangiare? Cosa vuoi bere?
Che tipo di vestiti metterai in valigia? Cosa comprerai da portare a casa?
Insomma, hai capito. Rendi tutto il più dettagliato e reale possibile perché
assegnerai una lettera, come simbolo di possibilità, a tutte queste condizioni.
Come hai letto nel capitolo precedente, questi pensieri, che costituiscono la
tua intenzione, sono la carica elettrica che invii nel campo unificato.
Ora devi associare quest’intenzione a un’emozione elevata, come amore,
gratitudine, ispirazione, gioia, entusiasmo, stupore o meraviglia, per citarne
solo alcune. Devi attingere alla sensazione che ti aspetti di provare quando
manifesterai la tua intenzione nella realtà, e poi sentire quell’emozione prima
che l’esperienza accada. L’emozione elevata (che contiene un’energia
superiore) è la carica magnetica che invii nel campo. E, come hai letto,
quando associ la carica elettrica (la tua intenzione) alla carica magnetica
(emozione elevata), crei una firma elettromagnetica che corrisponde al tuo
stato d’essere.
Le emozioni elevate sono chiamate anche emozioni del cuore. Di solito,
quando le proviamo, notiamo che il cuore comincia a gonfiarsi. Il motivo è
che la nostra energia si sta muovendo verso quell’area e, di conseguenza,
sentiamo queste meravigliose emozioni elevate che portano intrinsecamente
con loro l’intenzione di dare, prendersi cura, fidarsi, creare, connettersi,
sentirsi al sicuro, aiutare e provare gratitudine. Al contrario delle emozioni
stressanti (di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente), che attingono dal
campo invisibile di energia e informazioni attorno al corpo, queste emozioni
del cuore contribuiscono al campo energetico del corpo, rendendo il cuore
più ordinato e coerente, proprio come il cervello, che così produce un campo
magnetico misurabile.3 È quest’azione che ci connette al campo unificato. E
quando uniamo un’intenzione (la carica elettrica) a quell’energia (la carica
magnetica), creiamo un nuovo campo elettromagnetico. Siccome l’energia è
frequenza e tutte le frequenze contengono informazioni, è quell’energia
elevata che veicola il tuo pensiero o la tua intenzione.
Ricorda: le possibilità del campo quantico esistono solo sotto forma di
frequenze elettromagnetiche (frequenze con informazioni) e non puoi ancora
percepirle con i tuoi sensi sotto forma di materia. Quando c’è una
corrispondenza vibrazionale tra la tua energia e una possibilità che esiste già
nel campo unificato, cominci ad attrarre quella nuova esperienza verso di te.
Sarà lei a trovarti; tu non devi fare niente né andare da nessuna parte. Devi
diventare pura coscienza (nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun
luogo e in nessun tempo) e modificare la tua energia (il segnale
elettromagnetico che trasmetti), e attrarrai quell’esperienza futura verso di te
(trasformando l’energia in materia). Ti sintonizzerai letteralmente
sull’energia del tuo nuovo futuro e, così facendo, l’osservatore (il campo
unificato) ti osserverà osservare un nuovo destino, avvallando la tua
creazione. Dai un’occhiata alla Figura 3.4.
TUTTE LE POSSIBILITÀ DEL CAMPO
QUANTICO ESISTONO NEL MOMENTO
PRESENTE COME POTENZIALITÀ
ELETTROMAGNETICHE

Figura 3.4
Quando siamo nel momento presente, ci sono infinite possibilità che esistono nel
campo quantico sotto forma di frequenze elettromagnetiche. Associando
un’intenzione chiara a emozioni elevate, trasmetti una firma elettromagnetica
completamente nuova al campo. Se c’è corrispondenza vibrazionale tra la tua
energia e l’energia di quel potenziale, quanto più a lungo sei cosciente di
quell’energia, tanto più attrai l’esperienza verso di te.
Ciascuna lettera rappresenta una diversa possibilità: R è una nuova relazione, L è
un nuovo lavoro, P è un problema che viene risolto nella tua vita, M è
un’esperienza mistica, G è una mente geniale, S è la salute, A è l’abbondanza, O
è una nuova opportunità.

Prima di andare avanti, vorrei sottolineare nuovamente quanto siano


importanti le emozioni elevate per il funzionamento di questo processo. Se
osservi un possibile futuro nel campo quantico che vuoi manifestare come
una vittima o come qualcuno che soffre o che si sente limitato o infelice, la
tua energia non sarà in linea con la creazione auspicata e non sarai in grado di
attirare quel nuovo futuro. Puoi anche avere un’intenzione chiara, ma se provi
le solite emozioni limitate, il tuo corpo crede ancora di vivere nel passato.
Come hai letto nel capitolo precedente, le emozioni sono energia in
movimento, e le emozioni elevate hanno una frequenza superiore rispetto a
quelle di sopravvivenza. Perciò, se vuoi creare un cambiamento, devi farlo da
un livello di energia che sia più grande del senso di colpa, del dolore, della
paura, della rabbia, della vergogna e della scarsa autostima. Pertanto, se vuoi
realizzare qualcosa di illimitato, è bene che tu ti senta illimitato. Se vuoi
creare libertà, ti conviene sentirti libero. E se vuoi guarire, dovresti aumentare
la tua energia fino a sentirti sano. Quanto più è elevata l’emozione che provi,
tanto maggiore è l’energia che trasmetti e l’influenza che avrai sul mondo
materiale. E quanto maggiore è la tua energia, tanto minore è il tempo che
impiegherà la manifestazione auspicata ad apparire nella tua vita.
In questo processo, ti rilassi, ti fai da parte e permetti a una mente
superiore (la coscienza del campo unificato) di organizzare un evento che sia
giusto per te. Quando rimani sorpreso da un’esperienza sconosciuta che
sembra uscita dal nulla, è perché tu l’hai creata dal nulla.
Un ricercatore francese di nome René Peoc’h ha dimostrato il potere
dell’intenzione con i pulcini appena nati.4 Quando nascono, i pulcini di solito
cominciano a seguire la propria madre, in base al noto fenomeno
dell’imprinting. Ma se la madre non c’è quando le uova si schiudono,
l’imprinting si verifica con il primo oggetto in movimento che i pulcini
incontrano. Per esempio, se un pulcino vede per primo un essere umano,
comincerà a seguirlo.
Per il suo studio, Peoc’h costruì un tipo particolare di generatore di eventi
casuali: un robot computerizzato che si muoveva in modo inaspettato in un
campo, andando a destra il 50 per cento delle volte e a sinistra il restante 50
per cento. Come controllo, lo scienziato prima registrò il percorso del robot
senza la presenza dei pulcini. Scoprì che, nel tempo, il robot copriva gran
parte del campo in maniera uniforme. Poi Peoc’h espose alcuni pulcini
appena nati al robot. Come previsto, cominciarono a seguirlo come se fosse
la loro madre. Dopo l’imprinting, Peoc’h tolse i pulcini e li mise in una
gabbia su un lato, dove potevano vedere il robot ma non muoversi verso di
lui.
Quello che accadde dopo fu sbalorditivo: l’intenzione dei pulcini di stare
vicino al robot, che credevano la loro madre, ne influenzò i movimenti
casuali. Il robot non si muoveva più in tutto il campo, ma rimase nella metà
più vicina ai pulcini (vedi Figura 3.5). Se le intenzioni dei pulcini possono
influenzare i movimenti di un robot computerizzato, immagina cosa puoi fare
tu per attrarre il tuo nuovo futuro verso di te.

IL PERCORSO DEL GENERATORE DI


EVENTI CASUALI NEGLI ESPERIMENTI
DI RENÉ PEOC’H
Figura 3.5
Una rappresentazione grafica dei risultati dell’esperimento di René Peoc’h con i
pulcini. Nel rettangolo A è rappresentato il movimento del generatore di eventi
casuali quando la gabbia era vuota. Il rettangolo B mostra il movimento del
generatore di eventi casuali quando i pulcini furono posti nella gabbia a destra del
campo. Se le intenzioni dei pulcini riuscirono a indurre il generatore di eventi
casuali a muoversi verso di loro per gran parte del tempo, immagina cosa puoi fare
tu per attrarre il tuo nuovo futuro verso di te.

Nel campo unificato diventi consapevole di ciò che esiste già e gli dai vita
con la tua attenzione e la tua intenzione. Qui puoi essere un genio. Puoi
vivere nell’abbondanza. Puoi essere sano e ricco. Puoi vivere un’esperienza
mistica. Puoi creare un nuovo lavoro. Puoi risolvere un problema che ti
angustia.
Ricorda: tutte queste possibilità esistono sotto forma di potenziali
elettromagnetici nel campo quantico; non puoi percepirle con i sensi perché
non esistono ancora in questo spazio e tempo. Esistono solo come frequenza
o energia contenente informazioni, che deve essere sintonizzata e osservata in
questo spazio e tempo. Per farlo nella giusta maniera, devi connetterti con
quell’energia e con quelle informazioni attraverso la tua intenzione ed
energia.
Puoi vederla anche in questo modo: se sei connesso con la coscienza e
l’energia di ogni corpo e cosa, in ogni spazio e tempo all’interno di un vasto
campo unificato di potenzialità, allora osservare un potenziale quantico è
come diventare consapevole della tua mano nel mondo fisico; sei già
connesso con la tua mano, esiste già. Sintonizzarti sull’energia del tuo futuro
e osservare con intenzione quel potenziale nel campo quantico induce infiniti
campi di energia a collassare in particelle (evento quantico), e quella diventa
un’esperienza che può manifestarsi nel mondo fisico tridimensionale.
Quando termini la meditazione, anche se sei tornato al mondo
tridimensionale della materia, avendo già provato l’emozione elevata prima
dell’esperienza, non puoi fare altro che sentirti come se la tua intenzione si
fosse già manifestata, o come se la tua richiesta fosse già stata esaudita.
Avverti un’intima connessione con il tuo nuovo futuro, sapendo che si
manifesterà in un modo che non puoi prevedere (perché altrimenti lo
conosceresti già). Ti alzi come un nuovo io, che sente di essere più energia
che materia.
Ma devi rimanere consapevole, perché nel momento in cui te ne
dimentichi e cominci a stressarti riguardo a come e quando accadrà, ritornerai
al tuo vecchio io, cercando di prevedere il futuro sulla base del passato. E
allora inizierai a provare le solite emozioni (con la stessa energia inferiore)
che influenzano i soliti pensieri, e così scegli di restare intrappolato nella
realtà nota. Potremmo dire che ti allontani dall’energia del tuo futuro nel
momento in cui senti l’energia familiare delle emozioni del passato.
Se invece riesci a sintonizzarti più e più volte sulla possibilità che hai
scelto, sarai in grado di farlo non solo durante la meditazione ma anche
quando sei in coda allo sportello bancario o bloccato nel traffico. Mentre ti
radi, cucini o passeggi. Potrai farlo in continuazione con gli occhi aperti, così
come ci riesci con gli occhi chiusi durante la meditazione. Ricordati solo che,
ogni volta che ti sintonizzi sull’energia del tuo futuro nel momento presente,
attiri quel futuro verso di te.
E se lo fai abbastanza spesso e nel modo giusto, cambierai la tua biologia
da una realtà presente-passata a una realtà presente-futura. Vale a dire,
trasformerai il tuo cervello a livello neurologico da registrazione del passato a
mappa del futuro. Allo stesso tempo, insegnando emotivamente nel momento
presente al tuo corpo cosa proverai in futuro, lo riprogrammi con una nuova
emozione elevata. Sarai in grado di stimolare nuovi geni in nuove maniere, e
modificherai il corpo come se il futuro che hai scelto con la tua intenzione
chiara sia già avvenuto. Ciò significa che inizi a indossare biologicamente il
tuo futuro.

Jace entra nel campo quantico


Terminati gli studi, mio figlio maggiore Jace fu assunto da un’azienda di
Santa Barbara e poi, alla scadenza del contratto, si trasferì a San Diego per
lavorare in una startup. Dopo un po’ decise di lasciare la compagnia e di
viaggiare. Adora il surf, così progettò di andare in Indonesia, Australia e
Nuova Zelanda per sette mesi. Prese le tavole da surf e partì, e si divertì un
mondo. Dopo sei mesi, mi chiamò dalla Nuova Zelanda dicendo: “Papà,
ascolta, devo cominciare a pensare a cosa farò quando tornerò nel mondo
reale. Vorrei creare un lavoro nuovo e migliore dei precedenti, ma in modo
diverso. Ho imparato molto in questo periodo di pausa.”
“Va bene” risposi. “Nel campo quantico ci deve essere una possibilità
legata a un nuovo lavoro per te su cui puoi sintonizzarti. Prendi un pezzo di
carta e scrivici la lettera L, poi disegnaci intorno due linee ondulate per
rappresentare il campo elettromagnetico.” (Anche tu farai qualcosa di simile
nella meditazione alla fine del capitolo.) Poi gli dissi: “Quella L è un simbolo
che rappresenta una possibilità, la tua intenzione chiara del lavoro che vuoi.
Ma adesso dobbiamo fare chiarezza su quale genere d’impiego desideri,
perciò elenchiamo cosa è importante per te a livello professionale. Sotto
quella L, che significa ‘nuovo lavoro’, voglio che tu scriva la parola
‘intenzione’ ed elenchi le caratteristiche del lavoro che vuoi. Puoi scrivere
qualsiasi cosa tranne quando o come accadrà.”
Mi rispose: “Voglio poter lavorare ovunque nel mondo e guadagnare
quanto o più di prima. Voglio avere contratti da sei mesi a un anno, e devo
amare ciò che faccio.”
“Bene. Qualcos’altro?” gli chiesi.
“Sì, voglio poter essere il capo di me stesso e guidare un mio team”
rispose.
“Ok, adesso hai la tua intenzione chiara” gli dissi. “Ogni volta che
penserai alla lettera L, puoi associarla al significato che le hai appena dato,
alle caratteristiche che hai elencato?”. Rispose di sì.
Poi gli chiesi di pensare a cosa avrebbe provato una volta creato il lavoro.
“Vicino o sotto le caratteristiche che hai elencato per fare chiarezza sul tuo
nuovo lavoro, voglio che tu scriva: Emozioni elevate – l’energia del mio
futuro. Elencale una per una. Quali sono secondo te?” gli dissi.
“Soddisfatto, innamorato della vita, libero e riconoscente” mi rispose,
individuando le emozioni elevate che avrebbe usato per attrarre il lavoro. Dai
un’occhiata alla Figura 3.6 per vedere che cosa ha fatto Jace.

INTENZIONE CHIARA + EMOZIONI


ELEVATE = NUOVA ENERGIA
Figura 3.6
Ecco come mio figlio Jace ha creato il suo nuovo lavoro. L è un simbolo che
rappresenta una potenziale nuova esperienza. A sinistra, sotto “Intenzione”, ha
elencato le caratteristiche del tipo di lavoro che desiderava. A destra, sotto
“Emozione elevata”, ha elencato le sensazioni che avrebbe provato a esperienza
avvenuta. Combinando questi due elementi, ha modificato ogni giorno la propria
energia per attrarre il nuovo lavoro.

“Adesso hai un mucchio di tempo a tua disposizione. Puoi fare surf e


rilassarti” commentai. “Dovrebbe essere facile per te creare il tuo futuro. T’i
impegnerai a fare ogni giorno ciò che serve per trasmettere un nuovo segnale
nel campo?”. Accettò.
Poi riesaminai con lui il concetto di trovare il momento presente e
aumentare l’energia in modo che veicoli l’intenzione per il suo futuro. “Tieni
quel simbolo nell’occhio della mente, mentre irradi energia nello spazio oltre
il tuo corpo, come quando ti sintonizzi su una stazione radio e capti una
frequenza che porta informazioni. Quanto più a lungo la tua consapevolezza
rimane in quest’energia o sei conscio dell’energia del tuo futuro, tanto più è
probabile che attirerai quell’esperienza verso di te. Quindi sintonizzati ogni
giorno sull’energia del tuo futuro. E ricorda: qualsiasi cosa tu trasmetta nel
campo unificato è il tuo esperimento con il destino. Quando c’è una
corrispondenza vibrazionale tra la tua energia e l’energia di questo
potenziale, esso ti troverà. Jace, ce la puoi fare?”.
“Certo” rispose.
“E poi, dopo essere rimasto in quel nuovo stato d’essere per un po’ di
tempo, voglio che pensi a cosa farai nel tuo nuovo lavoro” continuai. “Che
decisioni prenderai? Quali cose farai? Quali esperienze ti aspettano? Voglio
che tu viva in quella realtà futura nel momento presente.”
Così come le persone tendono a farsi ossessionare dalle peggiori cose che
potrebbero accadere loro, io invece stavo chiedendo a mio figlio di farsi
ossessionare dalle cose migliori che potevano succedere quando il suo nuovo
lavoro lo avrebbe trovato.
“Pensa a tutto il tempo che avrai per il surf, ai viaggi che potrai continuare
a fare, alle persone con cui lavorerai, alle loro qualità e al denaro che potrai
mettere da parte per una casa o una nuova automobile. Divertiti ogni giorno
con queste idee.” lo incoraggiai. Proprio come i pianisti e le persone che
hanno esercitato i propri muscoli di cui hai letto nel precedente capitolo, Jace
stava per programmare corpo e cervello come se il futuro che lui desiderava
fosse già diventato realtà.
“Siccome l’energia fluisce dove va l’attenzione” continuai, “voglio che tu
investa la tua attenzione e la tua energia in quel nuovo futuro. Così come il
corpo segue la mente in bagno ogni mattina, verso una realtà nota, il tuo
corpo seguirà la mente verso l’ignoto.” Jace accettò di meditare ogni giorno.
Ritornò un mese dopo e, appena atterrato a Los Angeles, mi mandò un
messaggio che diceva: “Papà, sono tornato. Possiamo parlare?”.
“Oh oh” pensai. “Ci siamo.” Così lo chiamai e gli chiesi come andassero
le cose.
“Bene” rispose Jace. “Ma ho quasi finito i soldi. Non so cosa fare.”
Come padre, volevo rispondergli: “Non ti preoccupare, figlio mio. Ti
aiuterò io finché non ti rimetti in sesto” ma l’insegnante che è in me prese il
sopravvento e così dissi: “È fantastico, perché adesso dovrai creare davvero.
Ora sei nell’ignoto. Fammi sapere come va.” E riattaccai. Sentivo il suo
disagio, ma conosco mio figlio e sapevo che ce l’avrebbe fatta.
Jace andò a Santa Barbara a trovare alcuni amici, con cui si recò a fare
snowboard per quattro giorni, come ogni anno. Poi si fermò di nuovo a Santa
Barbara prima di tornare a casa ed entrò in un negozio che vendeva materiale
per il surf. Lì gli capitò d’incontrare il più importante progettista del mondo
di pinne per tavole da surf.
Cominciarono a parlare e poco dopo l’uomo disse a Jace: “Sto cercando
un ingegnere che progetti pinne per il surf. Mi serve per sei mesi all’anno, e
può fare ciò che vuole. M’importa solo di avere un prodotto di alta qualità.”
Hai già capito come va a finire la storia. Jace ha ottenuto il lavoro con un
contratto di un anno che può rinnovare quando vuole. Guadagna di più
rispetto al precedente impiego. Ama la sua nuova professione perché ha a che
fare con il surf, la sua passione. A volte mi manda un messaggio dicendo:
“Non riesco a credere che mi paghino per fare questo!”. È il capo di se stesso,
può lavorare dove vuole e fa spesso surf per provare le pinne. Ama la sua
vita. Non ha dovuto inviare curriculum, fare telefonate o spedire e-mail. Non
ha dovuto andare dappertutto a fare colloqui né riempire moduli. È stato il
lavoro a trovarlo.
Quando diventiamo nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun luogo
e in nessun tempo, distogliamo l’attenzione dalle distrazioni del mondo
esterno che c’impediscono di essere presenti con il campo unificato
d’intelligenza che è dentro e intorno a noi. Ci guardiamo nel profondo e ci
allineiamo con una coscienza onnipresente, che riflette ciò che vogliamo.
Quanto più restiamo in questo luogo senza materia, investendoci attenzione
ed energia, tanto più ci avviciniamo al campo unificato per cambiare la nostra
vita.
Quando ci dirigiamo con fiducia verso l’ignoto, senza riportare la nostra
consapevolezza nel mondo materiale dei sensi, nella realtà tridimensionale,
proviamo un senso di unità e completezza che agisce positivamente sulla
mancanza, sulla separazione, sulla dualità, sulla malattia e sulla personalità
frammentata.
Dopotutto, quando ci sentiamo completi, non ci può mancare niente. A
quel punto, stiamo semplicemente osservando ciò che già esiste nel campo
quantico di tutte le possibilità o potenzialità, dandogli vita con la nostra
attenzione e la nostra energia.
Quindi adesso devo chiederti: “Quale esperienza è laggiù, nel campo
quantico, in attesa di trovarti?”.

Preparati a sintonizzarti
Questa meditazione richiede un po’ di preparazione. Per prima cosa,
voglio che tu pensi a una potenziale esperienza che ti piacerebbe avere.
Ricorda che, come l’elettrone prima di collassare nella materia, l’esperienza
esiste già sotto forma di energia o frequenza nel campo quantico ed è proprio
con questa energia che stai per sintonizzarti. Alcuni dei nostri allievi hanno
abbassato i livelli di colesterolo solo sintonizzandosi su una possibilità.
Hanno ridotto i loro marcatori tumorali. Hanno fatto sparire il cancro. Hanno
anche creato nuovi impieghi, vacanze pagate, nuove relazioni sane, più
denaro, esperienze profondamente mistiche, persino biglietti vincenti della
lotteria. Credimi: io e il mio team abbiamo visto di tutto. Perciò vai avanti,
entra nell’ignoto.
Quando hai pensato alla nuova esperienza che vuoi creare, assegnale una
lettera maiuscola e poi scrivila su un pezzo di carta. Considera questa lettera
come un simbolo che rappresenta quella particolare possibilità nella tua vita.
È importante metterla su carta invece di pensarla solamente, perché l’atto di
annotarla consolida il tuo desiderio. Poi disegna due linee circolari ondulate
intorno alla lettera per rappresentare il campo elettromagnetico che devi
generare attorno al tuo corpo affinché corrisponda a quel potenziale nel
campo quantico.
Adesso assegna un significato a quella lettera così puoi chiarire meglio la
tua intenzione. Pensa ad alcune caratteristiche di quello che vuoi ed elencane
almeno quattro. (L’unica cosa che non devi includere è la tempistica.) Per
esempio, se la tua intenzione è un lavoro, la lista potrebbe essere come
questa:

• Guadagnare di più.
• Essere a capo di un team di professionisti.
• Viaggiare ovunque con un generoso conto spese.
• Fare la differenza nel mondo.

Sullo stesso pezzo di carta, scrivi le emozioni che proverai quando la


possibilità che hai immaginato si manifesterà. Potresti scrivere:

• Soddisfatto
• Illimitato
• Riconoscente
• Libero
• In estasi
• Innamorato della vita
• Felice

Libera la fantasia, e se pensi di non sapere cosa proverai perché non hai
mai vissuto quell’esperienza, scrivi “gratitudine”, che va sempre bene. La
gratitudine è un’emozione potente da utilizzare per la manifestazione perché
in genere siamo grati quando riceviamo qualcosa. Quindi, la firma emotiva
della gratitudine significa che l’evento è già accaduto e il tuo corpo
comincerà a credere di essere in quella realtà futura nel momento presente.
Le diverse emozioni che hai appena elencato sono l’energia che veicolerà
la tua intenzione. Non è un processo intellettivo ma viscerale. Devi provare
davvero queste emozioni. Devi insegnare al corpo a livello emotivo le
sensazioni che proverai nel tuo futuro prima che si verifichi, e devi farlo nel
momento presente.
Adesso sei pronto per la meditazione.
Meditazione: “Sintonizzati su nuove possibilità”
Inizia ponendo l’attenzione sulle diverse parti del corpo e sullo spazio che
le circonda. Ne parlerò in maggior dettaglio nel prossimo capitolo, ma per il
momento ti basta sapere che focalizzarsi sullo spazio intorno al corpo aiuta a
modificare le onde cerebrali, passando da uno stato incoerente di onde
cerebrali beta a uno stato coerente di onde cerebrali alfa e theta. Acquisisci
consapevolezza dello spazio infinito dietro i tuoi occhi in questo eterno
spazio nero, dello spazio al centro della testa, dello spazio tra la parte
posteriore della gola e la testa, e poi oltre la tua testa nello spazio. Poi diventa
consapevole dello spazio al centro della gola, dello spazio oltre la gola e
intorno al collo, dello spazio al centro del petto, dello spazio attorno al corpo,
dello spazio dietro l’ombelico e infine dello spazio intorno ai fianchi in
questo infinito vuoto nero. Ogni volta, prenditi il tuo tempo, senti lo spazio,
diventane consapevole e rimani presente.
Diventa consapevole della vastità dello spazio che la stanza in cui ti trovi
occupa nello spazio, poi estendi la tua consapevolezza alla vastità dello
spazio oltre la stanza, e infine alla vastità dello spazio che tutto lo spazio
occupa nello spazio.
Ora è il momento di distogliere l’attenzione dal tuo corpo, dall’ambiente e
dal tempo e di diventare nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun
luogo e in nessun tempo, di diventare pura coscienza, di entrare sotto forma
di consapevolezza in questo campo infinito in cui esistono tutte le possibilità.
Se ti distrai, ritorna al momento presente. Continua a entrare in questo spazio
immateriale e a reinvestire la tua attenzione in esso.
Pensa alla possibilità su cui vuoi sintonizzarti, che già esiste nel campo
quantico, ricordando la tua lettera. Percepisci l’energia di quella possibilità
futura, dentro di te e tutto intorno a te, e sintonizzati sul tuo futuro. Così
facendo entri in nuovo stato d’essere, trasmettendo una firma
elettromagnetica completamente nuova nel campo. Quando c’è
corrispondenza vibrazionale tra la tua energia e quel potenziale, il nuovo
evento ti troverà; tu non devi fare niente. Voglio essere chiaro: ci potrebbero
volere parecchie meditazioni prima che la tua futura opportunità si manifesti.
Potrebbe accadere dopo una settimana, un mese o molto più tempo. È
fondamentale continuare a meditare finché non accade.
Quando sei in un nuovo stato d’essere e trasmetti una nuova firma
elettromagnetica, ricorda il tuo futuro prima che accada e comincia a provare
mentalmente quel futuro vivendo al suo interno. Rendilo il più vero possibile,
evocando le emozioni elevate che hai elencato in precedenza, in modo da
insegnare al corpo a livello emotivo a vivere nel futuro.
Consegna la tua creazione a una mente più grande, piantando un seme nel
campo infinito delle possibilità, e lasciala andare. Infine, benedici il tuo corpo
con una nuova mente. Benedici la tua vita, la tua anima, il tuo passato e il tuo
futuro. Benedici il divino che è in te, apri il tuo cuore e sii grato per la nuova
vita prima che si manifesti.
Lentamente, riporta la tua consapevolezza nella stanza e, quando sei
pronto, apri gli occhi. Alzati dalla meditazione come se il tuo futuro fosse già
accaduto, e lascia che le sincronicità e le nuove possibilità ti trovino.
Capitolo 4

“BENEDIZIONE DEI CENTRI


ENERGETICI”

Abbiamo parlato molto di luce e informazioni o energia e coscienza.


Adesso è il momento di approfondire questi concetti per spiegare come
funziona la prossima meditazione. Come ho già detto, ogni cosa nel nostro
universo emette o è fatta di luce e informazioni o di energia e coscienza, che
sono altri modi per descrivere l’energia elettromagnetica. Questi elementi
sono così strettamente collegati che è impossibile separarli. Guardati intorno.
Anche se non vedi altro che materia (oggetti, cose, persone o luoghi), c’è
anche un mare di infinite frequenze invisibili che trasportano informazioni
codificate. Ciò significa non solo che il tuo corpo è fatto di luce e
informazioni, di energia e coscienza, ma anche che tu, in quanto essere
cosciente con un corpo, sei fatto di luce organizzata gravitazionalmente piena
di informazioni, che invia e riceve in continuazione varie frequenze
contenenti diversi segnali, proprio come una radio o un telefono cellulare.
Tutte le frequenze contengono informazioni. Pensa per un momento alle
onde radio. Ci sono onde radio che attraversano la stanza in cui ti trovi
adesso. Se accendessi una radio, potresti sintonizzarti su un particolare
segnale o lunghezza d’onda, un piccolo trasduttore nella radio capterebbe
quel segnale e lo trasformerebbe in un suono che tu potresti ascoltare e
capire, come per esempio una canzone, il notiziario o la pubblicità. Solo
perché non puoi vedere le onde radio nell’aria non significa che non siano lì,
a veicolare informazioni su una frequenza specifica. Se cambi appena la
frequenza e ti sintonizzi su un’altra stazione, un messaggio diverso sarà
veicolato su quella lunghezza d’onda.
Dai un’occhiata alla Figura 4.1A, che mostra l’intero spettro
elettromagnetico a noi noto. Lo spettro visibile, in cui si trova la gamma di
colori che distinguiamo nel mondo in cui viviamo, costituisce meno dell’1
per cento di tutte le frequenze di luce esistenti. Ciò significa che la maggior
parte delle frequenze è al di là della nostra percezione, e perciò la maggior
parte della realtà di questo universo non può essere colta dai nostri sensi. Ci
sono molte altre informazioni a nostra disposizione oltre a ciò che possiamo
vedere con gli occhi fisici. Ricordati che, quando parlo di “luce”, mi riferisco
a tutta la luce, che include l’intero spettro di frequenze elettromagnetiche e
non solo la luce visibile.

LO SPETTRO ELETTROMAGNETICO

Figura 4.1A
Questa figura rappresenta l’intero spettro di frequenze elettromagnetiche, dal
campo del punto zero fino alla materia. Quando l’energia aumenta (o la frequenza
diventa più veloce), la lunghezza d’onda diminuisce. Quando l’energia diminuisce
(o la frequenza diventa più lenta), la lunghezza d’onda aumenta. Al centro c’è lo
spettro di realtà che percepiamo (luce visibile).

Per esempio, anche se non li vediamo, i raggi X esistono comunque. Lo


sappiamo perché noi esseri umani abbiamo la capacità di crearli e di
misurarli. Esiste un numero infinito di frequenze all’interno dello spettro di
luce dei raggi X. I raggi X hanno una frequenza più veloce della luce visibile
e perciò sono dotati di più energia (perché più veloce è una frequenza,
maggiore è la sua energia). La materia è la più densa delle frequenze perché è
la forma di luce e informazioni più lenta e condensata.

FREQUENZA E LUNGHEZZA D’ONDA

Figura 4.1B
Qui vediamo il rapporto tra frequenza e lunghezza d’onda. Il numero di cicli in
un’onda completa (tra le lettere a e b, b e c e così via) è una lunghezza d’onda. Lo
spazio tra le due frecce verticali rivolte verso il basso rappresenta un intervallo di
tempo di 1 secondo. In questo caso, poiché ci sono cinque onde complete
nell’arco di un secondo, diciamo che la frequenza è di 5 cicli per secondo, o 5 Hz.

Osserva la Figura 4.1B. Muovi gli occhi lungo la linea orizzontale che
attraversa le colline e le valli formate dalle onde, cominciando dalla lettera a
e poi passando a b e poi a c. Ogni volta che arrivi alla lettera seguente hai
appena percorso un ciclo completo, chiamato lunghezza d’onda. Quindi, la
distanza tra le lettere a e b è una lunghezza d’onda. La frequenza di un’onda
si riferisce al numero di lunghezze d’onda o cicli in 1 secondo, che si misura
in hertz (Hz). Pertanto, quanto più veloce è la frequenza di un’onda, tanto più
corta è la lunghezza d’onda. È vero anche il contrario: più lenta è la
frequenza, maggiore è la lunghezza d’onda (Figura 4.1C). Per esempio, la
luce infrarossa ha una frequenza più lenta della luce ultravioletta, perciò la
lunghezza d’onda dai raggi infrarossi è maggiore di quella dei raggi
ultravioletti. Ecco un altro esempio, stavolta nello spettro visibile: il colore
rosso ha una frequenza più lenta (450 cicli per secondo) del colore blu (650
cicli per secondo). Pertanto, la lunghezza d’onda del rosso è maggiore di
quella del blu.

RAPPORTO TRA FREQUENZA E


LUNGHEZZA D’ONDA

Figura 4.1C
Quando la frequenza aumenta, la lunghezza d’onda diminuisce. Quando la
frequenza diminuisce, la lunghezza d’onda aumenta.

Nel corso degli anni, sono stati fatti diversi tentativi di fotografare e
misurare i campi di luce. Uno degli esempi più importanti è l’effetto
fotografico Kirlian, scoperto nel 1939 da Semyon Davidovich Kirlian,
elettricista e inventore russo. Con questa tecnica, Kirlian fu in grado di
catturare immagini del campo elettromagnetico che circonda sia gli esseri
viventi che gli oggetti non viventi. Kirlian scoprì che mettendo un foglio di
pellicola fotografica su una piastra di metallo, ponendo un oggetto sopra la
pellicola e applicando una corrente ad alta tensione alla piastra di metallo,
un’immagine della scarica elettrica tra l’oggetto e la piastra rimaneva visibile
sulla pellicola, apparendo come un contorno luminoso intorno all’oggetto
fotografato.
Pare che, in uno dei suoi molti esperimenti, Kirlian fotografò due foglie
apparentemente identiche, una di una pianta sana e l’altra di una pianta
malata. La fotografia della foglia proveniente dalla pianta sana mostrava un
forte campo di luce, mentre l’altra un bagliore molto più debole, inducendo
Kirlian a credere che la sua tecnica fotografica potesse essere in grado di
valutare lo stato di salute del soggetto fotografato. Oggigiorno gli scienziati
mettono in discussione l’utilità della fotografia Kirlian come strumento
diagnostico, ma le ricerche su questa tecnica continuano.
Uno sviluppo più recente in questa direzione si deve all’opera del biofisico
tedesco Fritz-Albert Popp, che ha passato più di tre decenni a studiare i
biofotoni, minuscole particelle di luce a bassa intensità emesse da tutti gli
esseri viventi. Nel 1996 Popp fondò l’Istituto Internazionale di Biofisica
(IIB), una rete di laboratori di ricerca in più di una dozzina di Paesi di tutto il
mondo che studiano i biofotoni. Popp e i ricercatori dell’IIB credono che le
informazioni contenute in queste particelle di luce, che si trovano nel DNA,
vengano trasmesse in modo estremamente efficiente alle cellule
dell’organismo, svolgendo così un ruolo fondamentale nella regolazione delle
sue funzioni.1 I biofotoni possono essere individuati da uno strumento
particolarmente sensibile, progettato per misurare le loro emissioni: quanto
più forti sono le emissioni e più intenso e coerente è il campo di luce, tanto
maggiore sarà la comunicazione tra le cellule e più sano l’organismo.
Per mantenere la vita e la salute, le nostre cellule comunicano tra loro
scambiandosi informazioni vitali trasmesse su diverse frequenze di luce.
Popp scoprì che è vero anche il contrario: quando una cellula non emette
abbastanza energia elettromagnetica organizzata e coerente, si ammala; non è
più in grado di condividere informazioni con altre cellule e, senza questo
scambio, non ha ciò che le serve. Perciò, forse la versione meccanicistica del
funzionamento interno della cellula, che abbiamo studiato nelle lezioni di
biologia alle superiori, è un po’ datata. Le molecole cariche che si attraggono
e si respingono non sono responsabili del funzionamento della cellula.
Invece, l’energia elettromagnetica che la cellula emette e riceve è la forza
vitale che governa le molecole. Questo è il punto di vista vitalistico.
Tutto ciò significa che siamo letteralmente esseri di luce che irradiano una
forza vitale ed esprimono un campo di luce intorno al corpo. Si può dire che
quanto più definiamo la realtà con i sensi e viviamo concentrandoci
soprattutto sul mondo fisico, tanto più potremmo perderci informazioni
preziose. Questo perché quanto più ci concentriamo sulla materia, gli oggetti,
le cose, le persone e i luoghi nel mondo esterno, tanto meno siamo in grado di
percepire queste altre frequenze che non sono visibili a occhio nudo. E, se
non ne siamo consapevoli, è come se non esistessero per noi.
Come hai già letto e, spero, cominciato a provare di persona con la
meditazione dello scorso capitolo, puoi sintonizzarti su certe frequenze
intorno a te, così come puoi sintonizzare la radio sulla stazione che preferisci.
Quando chiudi gli occhi, rimani immobile ed elimini l’ambiente esterno
(ovvero le interferenze che di solito t’impediscono di percepire queste altre
frequenze), puoi esercitarti a captare un segnale chiaro e a ricevere le sue
informazioni. Se lo fai ripetutamente, ti sintonizzi su un nuovo livello di luce
e informazioni che puoi utilizzare per influenzare la materia. Così facendo, il
corpo sperimenta la sintropia (maggiore ordine) invece dell’entropia
(disordine, crollo fisico e caos). Quando riesci a calmare la mente analitica e
a sintonizzarti su queste informazioni più ordinate, il corpo risponde
automaticamente elaborando un nuovo flusso di coscienza ed energia,
diventando così più efficiente, coerente e sano.

Focalizzazione convergente e divergente


All’inizio della meditazione dello scorso capitolo, ti ho chiesto di porre
l’attenzione su diverse parti del corpo e sullo spazio che le circonda ed è un
passaggio richiesto in quasi tutte le meditazioni che propongo, perché così
affini la tua capacità di padroneggiare due diverse modalità in cui il cervello
può focalizzarsi: la focalizzazione convergente e la focalizzazione divergente.
La focalizzazione convergente è una messa a fuoco ristretta su un oggetto
materiale, come per esempio nelle meditazioni quando poni l’attenzione su
una determinata parte del corpo. È lo stesso tipo di focalizzazione che utilizzi
quando presti attenzione agli oggetti nel tuo ambiente. In genere, quando vai
a prendere un bicchiere, telefoni o scrivi un messaggio a qualcuno o ti allacci
una scarpa, utilizzi una focalizzazione convergente. Sei concentrato su
oggetti o cose (materia) e persone o luoghi del mondo esterno, perlopiù
tridimensionali.
Ricordi che ho parlato del vivere in modalità di sopravvivenza, con gli
ormoni dello stress che ci tengono pronti a lottare o fuggire? Quando siamo
in quello stato, restringiamo ancor di più la nostra messa a fuoco perché
prestare la massima attenzione al mondo fisico esterno diventa vitale. In
effetti, diventiamo materialisti e definiamo la realtà attraverso i sensi. I
diversi comparti del cervello che di solito lavorano all’unisono cominciano a
suddividersi e smettono di comunicare in maniera efficace tra di loro, non
operando più insieme in uno stato di coerenza (ordine). Ora sono in uno stato
di incoerenza e inviano messaggi incoerenti alle varie parti del corpo
attraverso il midollo spinale. L’abbiamo osservato più e più volte quando
effettuiamo le scansioni per misurare le onde cerebrali.
Come ho già detto, quando il tuo cervello è incoerente lo sei anche tu. È
come se, invece di suonare una bella sinfonia, il cervello e il corpo
producessero una cacofonia. E, a causa di questa condizione di squilibrio e
incoerenza, tenti di controllare o forzare un risultato nella tua vita. Cerchi di
prevedere un futuro che è basato sul passato, prestando più attenzione al
mondo esterno di oggetti e cose che al tuo mondo interiore di pensieri e
sentimenti. In altre parole, rimani in una focalizzazione convergente,
pensando ossessivamente alle stesse cose. È questo che fa lo stress: t’induce a
essere ossessionato dai tuoi problemi, così puoi essere preparato allo scenario
peggiore basato sui ricordi del passato. Tuttavia, quando passi da
quest’attenzione ristretta a una messa a fuoco aperta e ampia, come potrai
fare grazie a questa meditazione, diventi consapevole dello spazio e quindi
della luce e dell’energia intorno al tuo corpo nello spazio. Questa si chiama
focalizzazione divergente. Passi dal concentrarti su qualcosa al concentrarti
su nessuna cosa, sull’onda (energia) invece che sulla particella (materia). La
realtà è sia la particella che l’onda; è materia ed energia. Quando usi la
focalizzazione convergente per porre l’attenzione su diverse parti del corpo
(la particella) e poi apri la tua messa a fuoco in modo da percepire lo spazio
che le circonda (l’onda), il cervello diventa più coerente ed equilibrato.

Entra nella mente subconscia


Negli anni Settanta, Les Fehmi, direttore del Princeton Biofeedback
Centre di Princeton, nel New Jersey, scoprì che questo spostamento
dell’attenzione dalla focalizzazione convergente a quella divergente modifica
le onde cerebrali. Fehmi stava cercando di trovare un metodo per insegnare
come passare dalle onde cerebrali beta (pensiero cosciente) alle alfa (stato di
rilassamento e creatività). Scoprì che la strategia più efficace consisteva nel
guidare i soggetti ad acquisire consapevolezza dello spazio o del nulla,
adottando quella che chiamava la messa a fuoco aperta.2 La tradizione
buddista utilizza questo metodo di meditazione da migliaia di anni. Se apri la
messa a fuoco e percepisci le informazioni invece della materia, le onde
cerebrali rallentano, passando da beta ad alfa.
Quando il cervello pensante (la neocorteccia) rallenta, sei in grado di
andare oltre la mente analitica (chiamata anche mente critica), che separa la
mente conscia da quella subconscia (vedi Figura 4.2). Ora puoi entrare nella
sede del sistema operativo del corpo, il sistema nervoso autonomo, di cui ho
parlato nel capitolo precedente, e il tuo cervello può funzionare in modo più
olistico.

OLTRE LA MENTE ANALITICA


Figura 4.2
Uno dei principali scopi della meditazione è andare oltre la mente analitica. Ciò
che separa la mente conscia da quella subconscia è la mente analitica. Quando
rallenti le onde cerebrali, esci dalla mente conscia e dal cervello pensante,
oltrepassi la mente analitica ed entri nel sistema operativo della mente subconscia,
dove si trovano i programmi automatici e le abitudini.

Quando eseguirai la meditazione chiamata “Benedizione dei centri


energetici”, che t’insegnerò più avanti in questo capitolo, porrai l’attenzione
su ciascuno dei centri energetici del corpo, chiamati anche chakra (“ruote”)
negli antichi testi vedici dell’India orientale, e poi aprirai la tua messa a
fuoco. L’energia che poni su ciascun centro si muove in quella direzione,
attivandolo.
Per esempio, non è un mistero che se hai una fantasia erotica nella mente e
nel cervello, quando arriva l’energia il centro si attiva in una determinata
maniera e gli organi, i tessuti, le sostanze chimiche, gli ormoni e il sistema
nervoso reagiscono di conseguenza. Se hai fame e stai pensando a cosa
mangerai, non a caso i succhi gastrici si attivano, produci saliva e il corpo si
prepara all’esperienza di mangiare perché stai attivando quell’area. Se stai
pensando di litigare con il tuo capo o con tua figlia, secerni adrenalina prima
ancora dell’inizio dello scontro. In tutti questi casi, il pensiero diventa
l’esperienza. Lo spiegherò in maniera più dettagliata nella prossima sezione,
quando parleremo dei singoli centri energetici, ma per ora ti basta sapere che
ciò accade perché ogni centro produce la propria espressione ormonale
chimica, che poi attiva gli organi, i tessuti e le cellule in ciascuna zona.
Immagina cosa accadrebbe se tu fossi in grado di rallentare le tue onde
cerebrali durante la meditazione e di entrare nel sistema operativo di ognuno
di questi centri energetici ponendo l’attenzione sullo spazio attorno a essi,
aprendo la tua messa a fuoco. Tutti i centri diventerebbero più ordinati e
coerenti, e questo segnalerebbe ai neuroni di creare un nuovo livello di mente
e di attivare gli organi, i tessuti e le cellule di quella zona, producendo i
messaggeri chimici e gli ormoni corrispondenti. E, se lo facessi
ripetutamente, con il tempo cominceresti a indurre un cambiamento fisico
reale.
Tra gli allievi che seguono questa pratica, alcuni sono guariti da infezioni
croniche della vescica, problemi di prostata, impotenza, diverticolite, morbo
di Crohn, allergie e intolleranze alimentari come la celiachia, tumori alle
ovaie, aumento degli enzimi epatici, reflusso acido, palpitazioni cardiache,
aritmia, asma, patologie respiratorie, mal di schiena, disfunzioni della tiroide,
cancro alla gola, dolori al collo, emicrania cronica, mal di testa, tumori al
cervello e molti altri disturbi. Abbiamo assistito a ogni genere di
miglioramento nei soggetti che praticavano questa particolare meditazione, a
volte già dopo la prima volta. Queste straordinarie guarigioni furono possibili
perché le persone sono riuscite a cambiare l’espressione del loro DNA a
livello epigenetico, attivando alcuni geni e disattivandone altri, alterando la
modalità con cui questi geni esprimono le proteine nei loro corpi fisici (come
hai letto nel Capitolo 2).

Funzionamento dei centri energetici


Stiamo per esaminare più da vicino ognuno dei centri energetici
dell’organismo, ma prima voglio spiegare un po’ meglio come funzionano.
Ciascuno di essi è un centro d’informazioni. Ognuno ha la propria energia
che veicola un livello corrispondente di coscienza, la propria emissione di
luce che esprime informazioni specifiche o la propria frequenza che porta un
determinato messaggio. Tutti hanno anche le proprie ghiandole, i propri
ormoni, la propria chimica e i propri plessi di neuroni. Puoi considerare
questi ammassi di reti neurali come mini-cervelli. E se ognuno di questi
centri ha un proprio cervello, ha anche una propria mente. Dai un’occhiata
alla Figura 4.3, che mostra la posizione di tutti i centri e l’anatomia e la
fisiologia associate a ciascuno di essi.

I CENTRI ENERGETICI
Figura 4.3
Ciascun centro energetico del corpo ha una propria struttura biologica. Tutti hanno
le proprie ghiandole, ormoni, sostanze chimiche e mini-cervelli (plessi di neuroni)
individuali, e di conseguenza anche una propria mente.

Come hai letto nel secondo capitolo, quando la coscienza attiva il tessuto
neurologico, crea la mente. La mente è il cervello in azione, perciò se ognuno
di questi centri energetici possiede un plesso di neuroni, allora ha anche la
sua mente individuale. Ciò che attiva la mente è l’energia con un’intenzione
cosciente. Quando uno di questi centri si accende, a sua volta attiva ormoni,
tessuti, sostanze chimiche e funzioni cellulari, ed emette energia.
Per esempio, se il primo centro (la sede delle gonadi) viene attivato
dall’energia, la sua mente ha un’intenzione molto precisa. Quando tu, come
essere cosciente, hai un pensiero o una fantasia (è la coscienza che agisce sul
tessuto neurologico), in un attimo il tuo corpo cambia a livello fisiologico, e
quindi anche la tua energia. L’organismo secerne sostanze chimiche e ormoni
dalle ghiandole corrispondenti per prepararti emotivamente all’atto sessuale.
Ora hai più energia in quel centro, che rilascia la sua particolare frequenza
contenente un messaggio intenzionale.
L’energia che veicola l’intenzione cosciente attiva il centro sessuale, e la
mente nel cervello influenza la mente nel corpo a livello del plesso nervoso
individuale [Ndr: Il plesso nervoso è formato dai rami anteriori dei nervi
spinali che si congiungono tra loro. Abbiamo per esempio il plesso cervicale,
il plesso brachiale ecc.]. Questa mente, situata in quella zona specifica del
corpo, attraverso questo mini-cervello opera a livello subconscio attraverso il
sistema nervoso autonomo. Va al di là del controllo volontario. Potremmo
dire che il corpo sta seguendo la mente mentre il mini-cervello in quel centro
energetico attiva le relative ghiandole, che a loro volta attivano gli ormoni
corrispondenti che segnalano alle apposite sostanze chimiche di modificare la
fisiologia e lo stato emotivo del corpo. Così emetti un’energia molto chiara
che porta una specifica istruzione fuori da quel centro. Quando l’energia
attraversa quel tessuto neurologico o plesso di neuroni, crea una mente a quel
livello, così quel centro, quando è attivato, ha una propria mente.
Anche il secondo centro possiede una propria mente. Quando attiviamo il
suo mini-cervello e quindi la sua mente, si verifica la medesima sequenza di
eventi che abbiamo appena visto nel primo centro energetico, ma con diversi
neurocircuiti, ormoni, sostanze chimiche, emozioni, energia e informazioni.
Questa parte del corpo è stata chiamata “il secondo cervello” in virtù delle
centinaia di milioni di neuroni e connessioni neurali che si trovano qui (più di
quanti ce ne sono nel midollo spinale o nel sistema nervoso periferico). Il 95
per cento della serotonina (l’ormone del buonumore) presente nell’organismo
non si trova nel cervello ma nell’intestino.3 Seguire la pancia significa
letteralmente fidarsi del proprio istinto. È come se il corpo e il cervello di
questo centro potessero superare il nostro cervello analitico e razionale.
E il centro cardiaco? Cosa succede quando segui il tuo cuore? Come i
primi due, il quarto centro, situato nel petto, possiede una propria frequenza, i
propri ormoni, le proprie emozioni, le proprie sostanze chimiche e un proprio
mini-cervello che attinge da un campo di energia e informazioni che lo
circonda. Quando segui il tuo cuore, tendi a essere più premuroso, gentile,
ispirato, altruista, empatico, generoso, riconoscente, fiducioso e paziente. Se
il mini-cervello ottiene queste informazioni, invia istruzioni e messaggi agli
organi e ai tessuti che si trovano in quella parte del corpo, e tu emetti energia
amorevole da questo specifico centro d’informazione.
Adesso esaminiamo più in dettaglio ciascuno dei centri energetici. Le loro
funzioni in parte si sovrappongono, ma in linea di massima le loro
caratteristiche sono semplici da capire. Se ti serve, puoi rivedere la Figura
4.3.

Approfondisci la conoscenza dei centri energetici


Il primo centro energetico controlla la zona degli organi sessuali, inclusi il
perineo, il pavimento pelvico, le ghiandole collegate alla vagina o al pene, la
prostata se sei un uomo, la vescica, la parte finale dell’intestino e l’ano. Ha a
che fare con la procreazione, l’eliminazione dei rifiuti, la sessualità e
l’identità sessuale. Gli ormoni sessuali (gli estrogeni e il progesterone nelle
donne, il testosterone negli uomini) sono legati a questo centro. Il primo
centro energetico inoltre è associato al plesso nervoso mesenterico inferiore.
Nel primo centro è presente un’enorme quantità di energia creativa. Pensa
a quanta energia serve per creare la vita. Quando questo centro è in
equilibrio, l’energia creativa fluisce agevolmente e tu sei anche radicato nella
tua identità sessuale.
Il secondo centro energetico è dietro e un po’ sotto l’ombelico. Controlla
le ovaie, l’utero, il colon, il pancreas e la parte inferiore della schiena. Ha a
che fare con la digestione, l’eliminazione dei rifiuti e la trasformazione del
cibo in energia; comprende gli enzimi digestivi, i succhi gastrici e gli enzimi
e gli ormoni che mantengono in equilibrio il livello di zuccheri nel sangue.
Questo centro è connesso con il plesso nervoso mesenterico superiore.
Il secondo centro energetico è legato anche alle strutture sociali, alle reti di
sostegno, alla famiglia, alle culture e alle relazioni interpersonali. Quando è
in equilibrio, ti senti al sicuro nel tuo ambiente e nel mondo.
Il terzo centro energetico è situato alla bocca dello stomaco, sotto lo
sterno. Controlla lo stomaco, l’intestino tenue, la milza, il fegato, la
cistifellea, le ghiandole surrenali e i reni. Gli ormoni associati a esso
comprendono l’adrenalina e il cortisolo, gli ormoni renali e sostanze
chimiche come la renina, l’angiotensina, l’eritropoietina, tutti gli enzimi del
fegato e quelli dello stomaco, come la pepsina, la tripsina, la chimotripsina e
l’acido cloridrico. Il terzo centro energetico è legato al plesso solare,
chiamato anche plesso celiaco.
Questo centro è associato alla volontà, al potere, alla presunzione, al
controllo, alla grinta, all’aggressività e al predominio. È il centro della
competizione, del potere personale e dell’autostima. Quando il terzo centro è
in equilibrio, usi la tua volontà per superare l’ambiente e le condizioni
esistenziali. Al contrario del secondo, questo centro si attiva spontaneamente
se percepisci che il tuo ambiente non è sicuro o se è imprevedibile, e perciò
devi proteggere e prenderti cura te della tua tribù e di te stesso. Il terzo centro
è attivo anche quando vuoi qualcosa e devi utilizzare il corpo per ottenerlo.
Il quarto centro energetico è situato nello spazio dietro lo sterno. Controlla
il cuore, i polmoni e il timo (la principale ghiandola immunitaria
dell’organismo, chiamata “fonte della giovinezza”). Gli ormoni associati a
esso comprendono l’ormone della crescita, l’ossitocina e una cascata di
millequattrocento diverse sostanze chimiche che favoriscono la salute del
sistema immunitario tramite il timo (responsabile della crescita, della
riparazione e della rigenerazione dell’organismo). Il plesso nervoso
governato dal quarto centro è il plesso cardiaco.4
I primi tre centri riguardano la sopravvivenza e riflettono la nostra natura
animale o la nostra umanità. Invece nel quarto centro energetico passiamo
dall’egoismo all’altruismo ed esso è associato a emozioni come amore,
affetto, empatia, gratitudine, riconoscenza, gentilezza, ispirazione, altruismo
e fiducia. Qui ha origine la nostra divinità; è la sede dell’anima. Quando il
quarto centro è in equilibrio, ci preoccupiamo per gli altri e vogliamo
collaborare per il bene di tutta la comunità. Proviamo un amore sincero per la
vita. Ci sentiamo completi e siamo soddisfatti di noi stessi.
Il quinto centro energetico è situato nella gola. Controlla la tiroide, le
paratiroidi, le ghiandole salivari e i tessuti del collo. Gli ormoni associati a
esso sono gli ormoni tiroidei T3 e T4 (tiroxina) e gli ormoni paratiroidei che
governano il metabolismo del corpo e i livelli di calcio nel sangue. Il plesso
nervoso governato dal quinto centro è il plesso tiroideo.
Questo centro partecipa alla manifestazione dell’amore provato nel quarto
centro e all’espressione della tua verità attraverso i suoni e il linguaggio.
Quando è in equilibrio, tu esprimi la tua verità, amore compreso. Sei così
soddisfatto di te stesso e della vita da voler condividere pensieri e sentimenti.
Il sesto centro energetico è situato nello spazio tra la parte posteriore della
gola e la testa (se è troppo complicato da capire, consideralo come il centro
del cervello, leggermente spostato verso la parte posteriore della testa). Esso
controlla la ghiandola pineale, che alcuni chiamano “terzo occhio”, ma io
preferisco definirla “primo occhio”. È associato al portale che conduce a
dimensioni superiori e al cambiamento della percezione per poter guardare
oltre il velo o vedere la realtà in modo non lineare.
Quando questo centro è aperto, è come un’antenna radio capace di
sintonizzarsi su frequenze più elevate, oltre i cinque sensi. È qui che si
risveglia l’alchimista che c’è in te. Più avanti nel libro dedico un intero
capitolo alla ghiandola pineale, ma per adesso sappi che secerne ormoni come
la serotonina e la melatonina (oltre ad alcuni altri meravigliosi metaboliti),
responsabili del ritmo circadiano che ti fa sentire sveglio in risposta alla luce
visibile durante il giorno e assonnato in risposta all’oscurità di notte. La
ghiandola pineale è sensibile a tutte le frequenze elettromagnetiche oltre la
luce visibile e può produrre i corrispondenti derivati chimici della melatonina
che alterano la tua visione della realtà. Quando questa ghiandola è in
equilibrio, il cervello funziona in modo chiaro e tu sei lucido, più
consapevole del tuo mondo interiore e di quello esterno, e ogni giorno vedi e
percepisci di più.
Il settimo centro energetico è situato al centro della testa e comprende la
ghiandola pituitaria, chiamata anche “ghiandola maestra”, perché governa e
crea armonia con effetto a cascata a partire da questo centro del cervello e
toccando la ghiandola pineale, la tiroide, il timo, le ghiandole surrenali, il
pancreas fino alle ghiandole sessuali. È qui che ha origine la tua divinità, il
tuo livello superiore di coscienza. Quando questa ghiandola è in equilibrio,
sei in armonia con tutte le cose.
L’ottavo centro energetico si trova quaranta centimetri circa al di sopra
della testa, quindi è l’unico centro energetico a non essere associato a una
parte del corpo fisico. Gli egizi lo chiamavano Ka. Rappresenta la tua
connessione con il cosmo, l’universo, il tutto. Quando si attiva, ti senti degno
di ricevere, aprendoti alle intuizioni, alle epifanie, alla comprensione
profonda e a ricevere frequenze e informazioni che non provengono dai
ricordi immagazzinati nel sistema nervoso ma dal cosmo, dall’universo, dal
campo unificato, o qualunque nome tu voglia dare a quel potere che è più
grande del nostro io individuale. Attraverso questo centro, abbiamo accesso
ai dati e alla memoria del campo quantico.

Evolvi la tua energia


Ora che ho descritto dettagliatamente ognuno dei centri energetici,
vediamo più da vicino come funzionano. Il nostro corpo è congegnato per
utilizzare l’energia che ciascuno di essi racchiude, ma cosa succede quando la
impieghiamo per qualcosa che vada oltre la mera sopravvivenza? Cosa
accade quando, invece di rilasciare tutta la nostra energia verso l’esterno (per
procreare, digerire il cibo, fuggire dal pericolo e così via), cominciamo a
evolvere parte di quell’energia verso l’alto, da un centro all’altro,
aumentandone la frequenza man mano che sale?
Ecco cosa accadrebbe: iniziamo canalizzando l’energia creativa dal primo
centro. Quando ci sentiamo abbastanza al sicuro da creare, quest’energia
evolve, salendo e fluendo nel secondo centro. Se dobbiamo superare un limite
o un problema nell’ambiente, siamo in grado di mettere a frutto l’energia
creativa, che così fluirà nel terzo centro, la sede della nostra volontà e del
nostro potere.
Quando superiamo le avversità, abbiamo l’opportunità di sentirci più
completi, liberi e soddisfatti, e così siamo in grado di provare amore sincero
per noi stessi e per gli altri, mentre l’energia passa nel quarto centro e lo
attiva. Quando questo accade, vogliamo esprimere la nostra attuale verità (ciò
che abbiamo imparato o l’amore che proviamo) e ciò permette all’energia di
passare nel quinto centro attivandolo. Poi, una volta che l’evoluzione
dell’energia attiva il sesto centro, aree dormienti del cervello si aprono e il
velo dell’illusione viene sollevato: allora percepiamo uno spettro di realtà più
ampio rispetto a prima e cominciamo a sentirci illuminati, il corpo è più in
armonia e in equilibrio e anche il nostro ambiente esterno (compreso il
mondo naturale che ci circonda) diventa più armonioso ed equilibrato, mentre
l’energia sale e attiva il settimo centro. Quando sentiamo quell’energia
illuminata, cominciamo a sentirci davvero degni e l’energia può salire
ulteriormente fino ad attivare l’ottavo centro, dove riceviamo i frutti delle
nostre fatiche: visioni, sogni, intuizioni, manifestazioni e conoscenza che non
derivano dal corpo e dalla mente sotto forma di ricordi, ma da un potere più
grande che è dentro e intorno a noi. Questo flusso continuo di energia che
evolve dal primo all’ottavo centro è illustrato nella Figura 4.4A.
IL FLUSSO DI ENERGIA CREATIVA NEL
CORPO

Figura 4.4A
Quando evolviamo la nostra energia creativa, essa può essere incanalata dal
primo centro fino al cervello e oltre. Ogni centro energetico ha una propria
frequenza che ne veicola l’intenzione.

È il genere di evoluzione personale che si verifica quando l’energia fluisce


in maniera costante, condizione ideale. Tuttavia, molto spesso accade che gli
eventi della nostra vita e il modo in cui reagiamo a essi portino l’energia a
rimanere bloccata. Le parti del corpo in cui l’energia si ferma sono i centri
energetici associati ai problemi che stai affrontando. La Figura 4.4B
rappresenta cosa succede quando l’energia ristagna e non riesce a fluire nei
centri superiori.

COME L’ENERGIA RIMANE BLOCCATA

Figura 4.4B
Quando l’energia rimane bloccata nel corpo, non riesce a fluire nei centri superiori.
Siccome le emozioni sono energia, se ristagnano nei diversi centri noi non
possiamo evolvere.

Se, per esempio, una persona ha subito abusi sessuali o è stata


condizionata sin dall’infanzia a pensare che il sesso sia un peccato, la sua
energia può rimanere bloccata nel primo centro, associato alla sessualità,
rendendole difficile accedere alla creatività. Se invece ha libero accesso alla
propria energia creativa, ma non si sente abbastanza sicura da utilizzarla nel
mondo (vedendosi come una vittima nelle sue relazioni sociali e
interpersonali), o se è stata traumatizzata o tradita da un’altra persona,
potrebbe trattenere l’energia nel secondo centro e provare un eccesso di senso
di colpa, vergogna, sofferenza, bassa autostima o paura. Se invece riesce a far
fluire l’energia fino al terzo centro ma ha problemi di ego ed è presuntuosa,
egocentrica, dispotica, autoritaria, arrabbiata, eccessivamente competitiva e
rancorosa, con l’energia bloccata nel terzo centro, potrebbe non riuscire a
controllarsi o avere problemi motivazionali. Se non riesce ad aprire il proprio
cuore e a provare amore e fiducia, se ha paura di esprimere amore o ciò che
prova veramente, la sua energia può rimanere bloccata rispettivamente nel
quarto e nel quinto centro.
L’energia può restare bloccata in uno qualsiasi dei centri energetici, ma il
più delle volte è nei primi tre che ristagna, non riesce a evolvere e a fluire nel
modo che ho descritto prima, attivando i centri energetici superiori. La
“Benedizione dei centri energetici” ha l’obiettivo di far fluire l’energia
bloccata.

Attingi dal tuo campo di energia


Come abbiamo già detto, i nostri corpi sono circondati da campi invisibili
di energia elettromagnetica, che veicolano sempre un’intenzione cosciente.
Quando attiviamo uno dei sette centri energetici del corpo, possiamo dire che
ne stiamo esprimendo l’energia. In altre parole, quando noi, come esseri
coscienti, attiviamo una specifica energia in ciascun centro, stimoliamo i
plessi neurali associati a produrre un livello di mente che attivi le apposite
ghiandole, tessuti, ormoni e sostanze chimiche corrispondenti. Non appena
un centro viene attivato, il corpo emette energia contenente una specifica
informazione o intenzione proveniente da esso.
Tuttavia, se viviamo in modalità di sopravvivenza e utilizziamo in maniera
eccessiva i primi tre centri, continuiamo ad attingere da questo campo
invisibile di energia contenente informazioni che circonda il corpo e la
trasformiamo in chimica. Nel tempo, la ripetizione di questo processo
provoca la riduzione del campo attorno al corpo (vedi la Figura 4.5). Di
conseguenza, la nostra luce diminuisce e non c’è più energia contenente
un’intenzione che attraversi questi centri per creare in ciascuno la relativa
mente. Questo livello limitato di mente, con una scarsa quantità di energia in
ogni centro, invierà un segnale limitato alle circostanti cellule, tessuti, organi
e sistemi del corpo. Il risultato è un segnale più debole e una frequenza
energetica più bassa per il trasporto di informazioni vitali nel corpo, fino al
possibile sviluppo di una malattia. Potremmo dire che, a livello energetico, le
malattie sono dovute a un abbassamento della frequenza e a un messaggio
incoerente.

VIVERE IN MODALITÀ DI
SOPRAVVIVENZA

Figura 4.5
I primi tre centri consumano molta energia. Se li utilizziamo in maniera eccessiva,
attingiamo continuamente dal campo invisibile di energia e la trasformiamo in
chimica. Il campo che circonda il corpo comincia a restringersi.

Ti ricordi che ho detto che i tre centri inferiori del corpo si occupano della
sopravvivenza e perciò rappresentano il nostro naturale egoismo? Riguardano
l’utilizzo del potere, dell’aggressività, della forza e della competizione per
sopravvivere alle condizioni dell’ambiente esterno abbastanza a lungo da
nutrirci e conservare la specie (al contrario dei cinque centri superiori, che
riguardano pensieri ed emozioni più altruistici). La natura ha reso questi tre
centri inferiori molto piacevoli per farci continuare a svolgere le azioni a essi
legate. Fare sesso (primo centro) e mangiare (secondo centro) sono attività
molto piacevoli, come in parte può esserlo connettersi e comunicare con gli
altri (sempre il secondo centro). Il potere personale (terzo centro) può essere
inebriante, per esempio riuscire a superare gli ostacoli, ottenere ciò che si
vuole, competere contro gli altri e vincere, sopravvivere in un particolare
ambiente e così via.
Quindi, si capisce come mai alcune persone tendano a utilizzare in modo
eccessivo uno o più dei primi tre centri e, così facendo, consumino sempre
più il campo di energia e informazioni che circonda il corpo. Per esempio,
una persona estremamente sensuale assorbe una maggiore energia dal campo
che circonda il suo primo centro. Una persona intrappolata nella vergogna e
nel senso di colpa, che si sente una vittima, si aggrappa alle emozioni del
passato e soffre continuamente, consuma troppa energia del secondo centro.
Una persona molto stressata prende energia dal terzo centro. Quando la
nostra coscienza non evolve, non evolve neanche la nostra energia.

Il livello subatomico
Tutto questo ha inizio a livello subatomico o quantico, perciò vediamo
come si verifica. Osserva la Figura 4.6. Se prendi due atomi, ognuno con il
proprio nucleo, e li metti insieme per formare una molecola, l’intersezione
dei due cerchi nel punto in cui si legano è dove condividono luce e
informazioni, e quindi anche un’energia simile dotata di una particolare
frequenza. Ciò che tiene insieme questi due atomi, formando una molecola, è
un campo invisibile di energia. Rispetto ai due atomi separati, la molecola
che essi formano unendosi avrà caratteristiche e proprietà fisiche diverse, per
esempio una diversa densità, un diverso punto di ebollizione e un diverso
peso atomico. È importante notare che ciò che conferisce alla molecola le sue
proprietà specifiche, e che permette alla sua forma e alla sua struttura di
restare inalterate, è il campo invisibile di energia che circonda la materia. Le
molecole non potrebbero legarsi senza condividere informazioni ed energia.

DALL’ENERGIA ALLA MATERIA

Figura 4.6
Quando gli atomi si legano e condividono energia e informazioni, formano le
molecole. La molecola è circondata da un campo invisibile di luce, costituito
dall’energia e dalle informazioni che le forniscono le sue proprietà fisiche. Se altri
atomi si uniscono alla molecola, questa diventa più complessa e forma una
sostanza chimica, anch’essa circondata da un invisibile campo di luce fatto di
energia e informazioni, che le conferisce proprietà fisiche specifiche.
Quando altri atomi si uniscono alla sostanza chimica, essa diventa ulteriormente
complessa e può formare una cellula. La cellula è circondata da un proprio campo
invisibile di energia e informazioni, che le trasmette le istruzioni per funzionare. A
sua volta, un gruppo di cellule che si uniscono diventano un tessuto, con un
campo di energia e informazioni che permette alle cellule di funzionare in armonia.
I tessuti si aggregano per formare un organo, con un campo di energia e
informazioni che gli consentono di funzionare in maniera sana.
Gli organi si uniscono per diventare un sistema, con un proprio campo invisibile di
luce che lo circonda e gli fornisce le proprietà fisiche per funzionare come un tutto.
Infine, i sistemi si connettono per formare un corpo. Il campo di luce che circonda il
corpo contiene l’energia e le informazioni che gli forniscono le sue proprietà fisiche
e le istruzioni per vivere.

Se aggiungi un altro atomo, si forma un’altra molecola ancora diversa. E


se continui ad aggiungere sempre più atomi, formi una sostanza chimica, con
un campo invisibile di energia intorno a essa che le conferisce forma fisica
specifica. Queste forze atomiche sono reali e misurabili.
Se prendi abbastanza sostanze chimiche e le metti insieme, formi una
cellula, anch’essa con un campo invisibile di energia che la circonda e le dà
vita. La cellula trae energia da diverse frequenze di luce. Non sono le
molecole e le cariche positive o negative a istruire la cellula a fare ciò cha fa.
Secondo la nuova branca della biologia chiamata biologia quantistica, sono i
biofotoni che la cellula emette e riceve a dare le istruzioni. Quanto più sana è
la cellula, tanto più coerenti sono i biofotoni che emette. Se ricordi, la
coerenza è un’espressione ordinata della frequenza. Lo scambio di
informazioni (tramite frequenze elettromagnetiche di luce) tra cellula e
campo di energia che la circonda è più veloce della luce, il che significa che
avviene a livello quantico.5
Per continuare, se metti insieme un gruppo di cellule formi un tessuto, che
ha un campo invisibile di energia e frequenza coerente unificante, che induce
tutte le singole cellule a lavorare all’unisono, funzionando come una
comunità. Se sviluppi ulteriormente quel tessuto, dandogli una funzione più
specifica, formi un organo. Anche un organo possiede un campo invisibile di
energia elettromagnetica, da cui riceve informazioni. La memoria dell’organo
si trova nel campo.
È affascinante il modo in cui tutto questo può influire sui pazienti che
hanno subito un trapianto. Probabilmente l’esempio più famoso è la storia di
Claire Sylvia, autrice del libro Con il cuore di un altro, in cui racconta le sue
esperienze in seguito a un trapianto di cuore e polmoni.6 All’epoca la donna
sapeva solo che il donatore degli organi era un ragazzo di diciotto anni morto
in un incidente motociclistico. Dopo il trapianto, Sylvia, ballerina e
coreografa di quarantasette anni, cominciò ad aver voglia di crocchette di
pollo, patatine fritte, birra, peperoni verdi e barrette di cioccolato; nessuno di
questi cibi le era mai piaciuto prima. Anche la sua personalità cambiò:
diventò più determinata e sicura di sé. Sua figlia adolescente la prendeva in
giro perché aveva sviluppato un’andatura da uomo. Quando infine Sylvia
rintracciò la famiglia del donatore, scoprì che quei cibi erano stati proprio i
preferiti del ragazzo. Forse quelle informazioni vitali erano conservate nel
campo di luce dell’organo trapiantato.
Un’altra storia riguarda una bambina di otto anni che, dopo un trapianto di
cuore ricevuto da una ragazzina di dieci anni, cominciò ad avere terribili
incubi in cui veniva uccisa.7 In effetti la donatrice era stata assassinata e il
colpevole era ancora a piede libero. La madre della bambina la portò da uno
psichiatra, che si convinse che quei sogni riguardassero eventi realmente
accaduti. Così contattarono la polizia, che aprì un’indagine utilizzando il
resoconto dettagliato dell’omicidio fornito dalla bambina, comprese
informazioni sull’ora e sul luogo del delitto, sull’arma, sulle caratteristiche
fisiche del colpevole e sui vestiti che indossava. L’assassino fu presto
identificato, arrestato e condannato.
In questi casi, le informazioni presenti nel campo energetico che
circondava l’organo trapiantato hanno modificato l’espressione del campo
energetico dell’individuo che ha subito il trapianto: la luce e le informazioni
del campo dell’organo si sono fuse con il campo preesistente del paziente
trapiantato. Quest’ultimo è in grado di ricevere le informazioni che
influenzano la sua mente e il suo corpo. L’energia, che contiene informazioni
specifiche, influenza la materia.
Poi, se connetti più organi formi un sistema o apparato, come l’apparato
locomotore, circolatorio, digerente e riproduttivo o il sistema endocrino,
linfatico, nervoso e immunitario. Questi sistemi funzionano traendo
informazioni dal campo invisibile di energia e coscienza che li circonda.
Mettendo insieme tutti i sistemi, formi un corpo, anch’esso circondato da un
campo invisibile di energia elettromagnetica che poi è ciò che siamo
veramente.
Adesso ritorniamo agli ormoni dello stress. Come ho già detto, quando sei
in modalità di sopravvivenza e continui ad attingere dall’invisibile campo di
energia, per trasformarla in chimica nel tuo corpo fisico, il campo energetico
si restringe. Ciò significa che non c’è abbastanza energia o luce attorno al
corpo per dare le opportune istruzioni alla materia per l’omeostasi, la crescita
e la riparazione. In tal caso, i centri energetici non ricevono più energia e non
producono più una mente che invii i segnali necessari alle parti del corpo
corrispondenti. Il corpo è sempre più materia senza l’energia coerente di luce
e informazioni. I mini-cervelli associati ai centri energetici diventano
incoerenti, proprio come il nostro cervello.
Inoltre, se il cervello è incoerente e diviso in comparti a causa degli
ormoni dello stress, invia un messaggio molto incoerente (come le
interferenze alla radio) a ciascuno dei plessi neurali che comunicano con il
corpo attraverso il sistema nervoso centrale. E quando i mini-cervelli
ricevono messaggi incoerenti, inviano un messaggio incoerente attraverso gli
organi, i tessuti e le cellule a ogni parte del corpo legata a ciascuno dei centri
energetici corrispondenti, influenzando anche l’espressione ormonale e la
conduttività nervosa verso i diversi organi, tessuti e cellule. È proprio allora
che l’incoerenza comincia a creare squilibrio o malattie.

Aumenta l’energia
Nella meditazione chiamata “Benedizione dei centri energetici”, quando
impari a porre l’attenzione su ciascuno di questi centri e diventi consapevole
dello spazio che li circonda, crei coerenza in ognuno di questi piccoli cervelli
nello stesso modo in cui crei coerenza nel grande cervello tra le orecchie. E
quando riconosci la particella (materia) ponendo l’attenzione sul perineo (per
il primo centro), o sullo spazio dietro l’ombelico (per il secondo centro), o
alla bocca dello stomaco (per il terzo centro), o nel centro del petto (per il
quarto centro) e così via, focalizzi la tua attenzione su quel centro. E l’energia
fluisce dove poni l’attenzione.
Poi sposti l’attenzione (o apri la messa a fuoco) sullo spazio intorno a
ognuno di questi centri, sintonizzandoti sull’energia al di là di quel centro.
Mentre lo fai, è di vitale importanza che provi un’emozione elevata, come
amore, gratitudine o gioia. Come sai dai precedenti capitoli, ciò è
fondamentale perché l’emozione elevata è energia, e quanto più a lungo riesci
a mantenere la messa a fuoco aperta da uno stato emotivo elevato, tanto più
costruirai un campo molto coerente con una frequenza molto elevata intorno
a quel centro nel tuo corpo.
Una volta che hai costruito un campo coerente intorno a un centro,
quest’ultimo dispone di un’energia coerente con le giuste istruzioni da cui
attingere. Gli atomi, le molecole e le sostanze chimiche che formano le
cellule, che creano i tessuti, che costituiscono gli organi e i sistemi
dell’organismo, attingeranno da un nuovo campo di luce e informazioni e da
un’energia più coerente che porta un messaggio più intenzionale, fornendo
nuove istruzioni a ciascun centro del corpo. Poi il corpo comincerà a
rispondere a una nuova mente. Quando entri nel momento presente e capisci
che l’energia fluisce dove va l’attenzione, puoi costruire un nuovo campo di
luce e informazioni e aumentare la frequenza del segnale. E quel pensiero
intenzionale dirige l’energia attraverso ciascun centro per produrre una nuova
mente in quel cervello individuale. Quando ogni centro attinge da un nuovo
campo di frequenza e informazioni, il corpo ritorna allo stato di equilibrio o
omeostasi e tu diventi più energia e meno materia, più onda e meno
particella. Quanto più elevata è l’emozione, tanta più energia crei e tanto più
marcato risulta il cambiamento.
Se invece rimani bloccato nelle emozioni di sopravvivenza, come la
preoccupazione, la paura, l’ansia, la frustrazione, la rabbia, la diffidenza e
così via, non possiedi quest’energia, queste informazioni e questa luce
intorno al corpo. Quando la frequenza, la luce e l’energia rallentano e
diventano più incoerenti in ogni centro, tu diventi più materia e meno
energia, finché il tuo corpo non comincia ad ammalarsi. Questo è lo scopo
della meditazione: accelerare la frequenza affinché ritorni coerente e ordinata.
Ma ricordati: non puoi forzare le cose. Non ci riuscirai provando, sperando
e desiderandolo, perché non puoi farlo con la mente conscia. Devi entrare
nella mente subconscia, perché è lì che si trova il tuo sistema operativo, il
sistema nervoso autonomo che controlla tutti i centri.
Devi uscire dallo stato di onde cerebrali beta, ancorato alla mente conscia
e separato dal subconscio o dal sistema nervoso autonomo. Quanto più vai in
profondità nella meditazione, passando dalle onde cerebrali beta alle onde
alfa, fino alle onde theta (lo stato di dormiveglia della meditazione più
profonda), tanto più lenta sarà la tua frequenza e tanto maggiore sarà
l’accesso che avrai al sistema operativo. Perciò nella “Benedizione dei centri
energetici” il tuo compito è rallentare le onde cerebrali e associare
un’emozione elevata a un’intenzione per benedire ciascun centro e poi
lasciare che il sistema nervoso autonomo prenda il controllo, perché sa già
come farlo senza l’aiuto della mente conscia. Non si tratta di pensare,
visualizzare o analizzare, bensì di fare una cosa che all’inizio potrebbe
sembrare molto più difficile: piantare un seme d’informazione e lasciar
andare, permettendogli di prendere le istruzioni e l’energia e utilizzarle per
creare più equilibrio e ordine nel corpo.
Abbiamo misurato l’efficacia di questa meditazione per aumentare
l’energia in ognuno dei centri energetici e raggiungerne l’equilibrio. Per farlo,
utilizziamo la macchina per la visualizzazione a scarica di gas, che ho già
menzionato in precedenza, e rileviamo i campi energetici dei partecipanti
prima e dopo la “Benedizione dei centri energetici”. La tecnologia GDV si
avvale di una speciale fotocamera per fotografare un dito del soggetto mentre
una corrente elettrica debole (e totalmente indolore) viene applicata alla punta
del dito per meno di un millisecondo. Il corpo reagisce alla corrente
emettendo una nube elettronica fatta di fotoni. La scarica non è visibile a
occhio nudo, ma l’apparecchio GDV è in grado di catturarla e trasferirla in un
file digitale. Poi un software chiamato Bio-Well elabora i dati, creando
un’immagine come quella nel Grafico 4 dell’inserto a colori.
I grafici dal 4A al 4D mostrano quanto sono bilanciati (o sbilanciati) i
centri energetici del soggetto, prima e dopo la meditazione. Il software Bio-
Well utilizza gli stessi dati della GDV per valutare la frequenza di ciascun
centro energetico e confrontarla con i parametri normali. I centri energetici in
equilibrio appaiono perfettamente allineati, mentre quelli non in equilibrio
sono decentrati. La dimensione del cerchio che rappresenta ciascun centro
energetico mostra se la sua energia è inferiore, uguale o superiore alla media,
e di quanto.
Adesso osserva i grafici dal 5A al 5D dove sono rappresentate le
misurazioni del campo energetico intorno al corpo di ciascun partecipante,
prima e dopo il seminario avanzato.
Abbiamo utilizzato la macchina GDV anche per rilevare come questa
meditazione (come tutte le altre meditazioni del libro) accresca il campo di
energia che circonda il corpo. Come leggerai tra poco, all’inizio della
meditazione ti chiedo ripetutamente di porre l’attenzione non solo su diverse
parti del corpo ma anche sullo spazio che le circonda, e poi, alla fine della
meditazione, sullo spazio intorno al corpo intero. Come avrai ormai capito,
l’energia fluisce dove va l’attenzione, perciò se ti concentri su questo spazio,
naturalmente è lì che andrà la tua energia. Così facendo, utilizzi la tua
attenzione, la tua consapevolezza e la tua energia per costruire e aumentare il
campo di luce e informazioni che ti circonda. Questo a sua volta crea ordine e
sintropia, invece di disordine ed entropia. Adesso sei più luce coerente e
meno materia e hai il tuo campo potenziato di luce e informazioni da cui
attingere per creare.

“Benedizione dei centri energetici”


Questa meditazione è diventata una delle più diffuse tra i nostri allievi e ha
permesso di ottenere un numero impressionante di risultati soprannaturali.
Come ho fatto nel capitolo precedente, ti fornirò alcune istruzioni di base in
modo che, se sceglierai di eseguire la meditazione da solo, tu sappia come
procedere.
Inizia ponendo l’attenzione sul primo centro energetico, e poi passa allo
spazio intorno al centro. Quando riesci a percepire questo spazio attorno al
centro energetico, benedicilo e poi connettiti a emozioni elevate, come
amore, gratitudine o gioia, per aumentarne la frequenza e creare un campo
coerente di energia.
Fallo per ognuno dei sette centri energetici del corpo e, quando arrivi
all’ottavo centro, quaranta centimetri sopra la tua testa, benedicilo con
gratitudine o riconoscenza. Questo centro poi comincerà ad aprire il portale
alle informazioni profonde provenienti dal campo quantico.
Adesso apri la tua messa a fuoco e poni l’attenzione sull’energia
elettromagnetica che circonda tutto il tuo corpo, costruendo un nuovo campo
di energia. Quando il corpo attinge da un nuovo campo di energia
elettromagnetica, tu diventi più luce, più energia e meno materia, e ne
aumenti la frequenza.
Ricorda: se hai intenzione di creare l’illimitato, devi sentirti illimitato. Se
hai intenzione di guarire in modo eccezionale, devi sentirti eccezionale.
Attingi dalle emozioni elevate e mantienile per tutta la meditazione.
Dopo aver benedetto tutti i centri energetici, stenditi e riposa per almeno
quindici minuti. Rilassati, abbandonati e lascia che il sistema nervoso
autonomo integri tutte queste informazioni nel corpo.
Capitolo 5

RIPROGRAMMA IL CORPO A
UNA NUOVA MENTE

In questo capitolo parleremo di una tecnica di respirazione che utilizziamo


prima d’iniziare molte meditazioni. La spiegherò nei dettagli perché capire
come funziona è fondamentale per modificare l’energia e liberare il corpo dal
passato. Come vedrai, il corretto utilizzo della respirazione è uno dei segreti
per diventare soprannaturale. Per ottenere i maggiori vantaggi da questa
tecnica, la conoscenza di cosa farai e perché sarà la base dell’esperienza e
renderà il come più semplice per te, oltre a conferire ancora più efficacia alla
tecnica. Dopo aver compreso il funzionamento di questa particolare tecnica di
respirazione a livello fisiologico, sarai in grado di dare un significato
all’attività, metterci una maggiore intenzione, eseguirla in modo corretto e
ottenere tutti i benefici della respirazione per portare la mente fuori dal corpo
e riprogrammare il corpo a una nuova mente.
Prima di cominciare, vorrei riesaminare il loop di pensieri e sensazioni di
cui abbiamo parlato nel Capitolo 2, perché è fondamentale per la
meditazione. Come forse ricorderai, i pensieri causano reazioni biochimiche
nel cervello che rilasciano segnali chimici, che a loro volta fanno sentire il
corpo nel modo in cui stavi pensando, generando pensieri analoghi e così via.
I pensieri guidano le sensazioni, e le sensazioni guidano i pensieri, e alla fine
questo circolo vizioso programma il tuo corpo nel passato. Dal momento che
le emozioni sono un prodotto delle esperienze passate, se non riesci a pensare
più in grande di come ti senti, il loop di pensieri e sensazioni ti tiene ancorato
al passato. È così che il corpo diventa la mente e, convinto che l’emozione
provata corrisponda all’esperienza, crede di vivere nella stessa esperienza del
passato ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana,
trecentosessantacinque giorni all’anno.
Diciamo che non hai mai superato la paura, l’amarezza, la frustrazione e il
risentimento generati da eventi negativi del tuo passato, perciò, ogni volta che
vivi nell’ambiente esterno un’esperienza che te li ricorda, provi le stesse
emozioni provocate in te da quel primo evento, magari trent’anni prima, ed è
probabile che ti comporterai come allora, perché queste emozioni guidano i
tuoi comportamenti e pensieri consci o inconsci, e ti sono diventate così
familiari da identificarti con esse.
Quando arrivi a trentacinque anni, se continui a pensare, ad agire e a
sentire nello stesso modo senza cambiare nulla di te stesso, la maggior parte
di te diventa una serie memorizzata di pensieri automatici, reazioni emotive
riflesse, abitudini e comportamenti inconsci, convinzioni, percezioni
subconscie e atteggiamenti familiari. Il 95 per cento di chi siamo da adulti si
è così assuefatto alla ripetizione che il corpo è stato programmato a essere la
mente, ed è il corpo, non la mente conscia, ad avere il controllo.1 Ciò
significa che la mente conscia rappresenta solo il 5 per cento di quello che
siamo e che il restante 95 per cento è un programma subconscio. Quindi, per
creare qualcosa di veramente diverso nella nostra vita, dobbiamo trovare la
maniera per portare la mente fuori dal corpo e per cambiare il nostro modo
d’essere, ed è proprio per questo che è stata progettata la meditazione che
t’insegnerò alla fine del capitolo.

Come l’energia viene immagazzinata nel corpo


Esaminiamo come funziona il loop di pensieri e sensazioni in rapporto ai
centri energetici del corpo, soprattutto ai primi tre, deputati alla
sopravvivenza, dove causa gran parte dei problemi, perché i pensieri e i
sentimenti della maggioranza delle persone attivano proprio questi centri
energetici. Come ricorderai dal capitolo precedente, ogni centro energetico
del corpo ha una propria energia, informazioni, ghiandole, ormoni, sostanze
chimiche, neurocircuiti e un proprio mini-cervello o mente. Questi mini-
cervelli vengono programmati nel corpo a operare a livello subconscio
attraverso il sistema nervoso autonomo. In tal modo, ogni centro ha la propria
energia e un corrispondente livello di coscienza, ed è associato a specifiche
emozioni.
Diciamo che pensi qualcosa come: “Il mio capo è ingiusto!” La Figura 5.1
rappresenta come questo pensiero attivi una rete neurale nel cervello. Poi hai
un altro pensiero: “Sono sottopagato!” e attivi una seconda rete neurale. Poi
pensi: “Sono oberato di lavoro!” e ormai sei partito. Siccome la mente è il
cervello in azione, se continui a formulare pensieri simili e attivi abbastanza
reti di neuroni che funzionano insieme (in una combinazione o sequenza
specifica), produci un livello di mente che poi crea una rappresentazione
interna o un’immagine di te stesso nel lobo frontale del tuo cervello. È lì che
puoi rendere i tuoi pensieri più reali dell’ambiente esterno. In questo caso, ti
vedi come una persona piena di rabbia. Se accetti, credi e ti arrendi a
quell’idea o immagine senza analizzarla, i neurotrasmettitori (i messaggeri
chimici che veicolano informazioni tra i neuroni del cervello) cominciano a
influenzare i neuropeptidi, messaggeri chimici creati dal sistema nervoso
autonomo all’interno del cervello limbico. Considera i neuropeptidi come le
molecole delle emozioni che trasmettono segnali ai centri ormonali, in questo
caso attivando le ghiandole surrenali nel terzo centro energetico. Quando le
ghiandole surrenali rilasciano i loro ormoni, ti senti piuttosto irritato e
trasmetti uno specifico segnale tramite il terzo centro energetico che porta il
messaggio: “Dammi un’altra ragione per sentirmi come già mi sento, dammi
un’altra ragione per essere arrabbiato.” Quando questo centro si attiva,
produce una frequenza specifica che veicola un particolare messaggio.

IL LOOP DI PENSIERI E SENSAZIONI DI


RABBIA
Figura 5.1
Il grafico illustra come conserviamo l’energia nel terzo centro sotto forma di
emozioni quando rimaniamo rimasti bloccati in un particolare loop di pensieri e
sensazioni.

Il cervello monitora il tuo stato chimico e, nel momento in cui sei


arrabbiato, formula altri pensieri che corrispondono a come ti senti. “Il mio
capo è un idiota. Dovrei lasciare il lavoro. Come guida quello scemo?! Il mio
collega mi ha rubato un’idea. Io ho ragione e tutti gli altri torto.” Attiva e
programma circuiti simili allo stesso modo in continuazione, e se ne attiva
abbastanza, continua a produrre il medesimo livello di mente. Ciò riafferma
la tua identità come riflesso dell’immagine nel prosencefalo. E poi il cervello
limbico crea ancora gli stessi neuropeptidi, che segnalano gli stessi ormoni
dal tuo terzo centro energetico, e tu ti senti ancora più arrabbiato e frustrato,
formulando ulteriori pensieri corrispondenti. Questo circolo vizioso può
andare avanti per decenni, a prescindere dal fatto che ciò che pensi sia
giustificato oppure no, programmando il corpo a livello emotivo nel passato.
Il corpo diventa la mente della rabbia, perciò l’emozione di rabbia non è
più nella mente del cervello (il 5 per cento del tuo pensiero cosciente) ma
viene conservata sotto forma di energia nel corpo-mente, il 95 per cento della
tua mente subconscia. Siccome è subconscia, non sei consapevole di quello
che fai. Così tutta l’emozione proveniente dal pensiero (perché tutti i pensieri
hanno un’energia corrispondente) viene immagazzinata sotto forma di
energia nel corpo, bloccata nel terzo centro, il plesso solare.
Quest’energia produce un corrispondente effetto biologico (in questo caso,
potrebbe trattarsi di stanchezza surrenale, problemi digestivi, disfunzioni
renali o un sistema immunitario indebolito), per non parlare di altri effetti
psicologici come irascibilità, impazienza, frustrazione o insofferenza. Nel
corso degli anni, continui a produrre gli stessi pensieri, che continuano a
segnalare le stesse sensazioni, e così continui a riprogrammare il corpo a
diventare la mente della rabbia. Un’enorme quantità della tua energia creativa
finisce immagazzinata nel terzo centro energetico del corpo sotto forma di
rabbia, amarezza, frustrazione, insofferenza, impazienza, controllo o odio.
E se invece di provare rabbia, cominciassi ad avere pensieri che ti fanno
sentire una vittima o in colpa? “La vita è troppo dura! Sono un pessimo
genitore. Non avrei dovuto essere così sgarbato. Ho fatto qualcosa di
sbagliato?”. Dando un’occhiata alla Figura 5.2, vedrai che s’innesca il
medesimo meccanismo, anche se questi pensieri attivano una diversa rete di
neuroni nel cervello programmandolo a creare un’immagine interna di te
stesso che riafferma la tua identità (in questo caso, di persona colpevole).
Cominci a pensare: “Dio mi punirà. Nessuno mi vuole bene. Non valgo
niente.” Quando accetti, credi e ti arrendi ai pensieri di colpa senza
analizzarli, i neurotrasmettitori che attivano le reti neurali nel cervello
influenzano una diversa combinazione di neuropeptidi (corrispondenti ai
pensieri di colpa), che segnalano un diverso centro ormonale (in questo caso,
il secondo). Con il tempo, ricreando lo stesso circolo vizioso di pensieri e
sensazioni, e sensazioni e pensieri, comincerai a immagazzinare l’energia nel
secondo centro del corpo. Ciò produce un effetto biologico: siccome avverti
la colpa nella pancia, potresti avere nausea o dolore in questa parte del corpo,
insieme a emozioni come sofferenza, infelicità e tristezza.

IL LOOP DI PENSIERI E SENSO DI COLPA

Figura 5.2
Il grafico illustra come immagazziniamo l’energia nel secondo centro sotto forma di
emozioni dopo essere rimasti bloccati in un diverso loop di pensieri e sensazioni.
Se, con il passare del tempo, continui a sentirti in colpa, formuli altri
pensieri corrispondenti che attivano e programmano altri neuroni, che
segnalano altri neuropeptidi, che provocano il rilascio di più ormoni nel
secondo centro. Continui a programmare il corpo a diventare la mente del
senso di colpa e della sofferenza, e così immagazzini sempre più energia
sotto forma di emozioni nel secondo centro. Inoltre continui a trasmettere uno
specifico segnale energetico che contiene determinate informazioni tramite il
secondo centro nel campo di energia del tuo corpo.
Ora diciamo che inizi ad avere una serie di pensieri completamente
diversi. Cosa succede se hai fantasie sessuali su qualcuno? Attivi una diversa
rete di neuroni nel cervello e produci un diverso livello di mente. Come negli
altri casi, se ne attivi abbastanza, avrai una corrispondente rappresentazione
interna nel lobo frontale del cervello. E quando il pensiero o l’immagine a cui
stai prestando attenzione diventa più reale del mondo esterno, in quel
momento il pensiero diventa l’esperienza e il risultato è la sensazione
associata: il corpo si eccita. Il centro viene attivato con una specifica energia
che porta uno specifico messaggio o un’intenzione, che induce il plesso di
neuroni di quel centro a produrre una determinata mente, che poi segnala ai
geni nelle ghiandole corrispondenti di produrre sostanze chimiche e ormoni
equivalenti a quei pensieri. Ora sei convinto di essere uno stallone o una
mangiauomini. E se accetti, credi e ti arrendi a quel pensiero o immagine di te
stesso/a senza alcuna analisi, i neurotrasmettitori nel cervello cominceranno a
influenzare una diversa combinazione di neuropeptidi nel cervello limbico.
Invieranno segnali agli ormoni del primo centro energetico, programmando il
sistema nervoso autonomo a prepararlo per l’attivazione. Penso che tu
conosca bene gli effetti biologici che si verificano poi.
Le reazioni biologiche che s’innescano t’inducono a continuare a sentirti
in un certo modo, formulando ulteriori pensieri che corrispondono a quella
sensazione. Adesso stai immagazzinando energia nel primo centro e
trasmettendo un segnale vibrazionale che porta un messaggio specifico da
quel centro al campo energetico del tuo corpo. E il ciclo continua. È così che
il corpo risponde alla mente e alla fine diventa la mente.
Adesso capisci che i pensieri programmano il corpo a diventare la mente
di qualsiasi emozione stai provando e che, quando ciò avviene, immagazzini
più energia nel centro energetico corrispondente a quell’emozione. Il centro
in cui la maggior parte dell’energia viene immagazzinata è quello associato
alle emozioni che hai provato ripetutamente.
Se sei esageratamente lascivo o se sei ossessionato dal voler essere
considerato sessualmente desiderabile dagli altri, la tua energia è bloccata nel
primo centro. Se invece provi un eccesso di senso di colpa, tristezza, paura,
depressione, vergogna, bassa autostima, sofferenza e dolore, la tua energia è
bloccata nel secondo centro. Se hai problemi di rabbia, aggressività,
frustrazione, manie di controllo, giudizio o presunzione, la tua energia è
bloccata nel terzo centro. Spero che a questo punto avrai già provato la
“Benedizione dei centri energetici” e avrai iniziato a renderti conto che
l’energia di ciascun centro è in grado di evolvere da un centro a quello
successivo, aumentando la propria frequenza man mano che sale.
Quando l’energia resta intrappolata per lungo tempo sotto forma di
emozioni in uno o più dei centri energetici inferiori, il corpo è letteralmente
nel passato. Ciò significa che tu non hai più energia a disposizione per creare
un nuovo destino né per la crescita, la riparazione o la guarigione. Il corpo
diventa più materia e meno energia perché, come hai letto, i primi tre centri
(che sono basati sulle emozioni di sopravvivenza) restringono il campo di
energia che lo circonda.
Per essere chiaro, non sto dicendo che non dovresti fare sesso, mangiare o
sentirti stressato. Intendo dire che, se tu non sei in equilibrio, è perché anche i
primi tre centri non lo sono. E immagina se tutti e tre i centri di
sopravvivenza fossero eccessivamente stimolati nello stesso momento; puoi
capire che, con il tempo, l’energia del tuo corpo diminuirebbe drasticamente.
Per questo, le persone che non si sentono in equilibrio potrebbero
allontanarsi dalla propria vita e limitare la quantità di cibo che mangiano.
Digerendo meno cibo, il loro corpo ha più energia per tornare in equilibrio.
Potrebbero anche astenersi dai rapporti sessuali per un periodo di tempo per
permettere al corpo di ristabilirsi. Durante il ritiro, si allontaneranno anche
dagli stimoli costanti che di solito ricevono dal loro ambiente, compresi gli
amici, i figli, i colleghi, gli appuntamenti, i programmi, il lavoro, la casa, il
computer e il cellulare. Ciò aiuta il corpo a non reagire (consciamente o
inconsciamente) a tutti gli elementi familiari del mondo esterno che loro
associano a pensieri e a ricordi emotivi del passato.
La tecnica di respirazione che sto per insegnarti ti consente di liberare
l’energia intrappolata nei primi tre centri in modo che possa arrivare al
cervello, da dove è venuta, e impiegarla per scopi più importanti: guarirti,
creare una vita diversa, manifestare benessere o avere un’esperienza mistica,
per citare solo alcune possibilità. Le emozioni saranno trasformate in un
diverso tipo di energia, contenente un messaggio diverso: ispirazione, libertà,
amore incondizionato, gratitudine.
La respirazione fa uscire la mente fuori dal corpo. Utilizzerai il tuo corpo
come uno strumento di coscienza per far salire l’energia, trasformando le
emozioni di sopravvivenza in emozioni creative. Quando liberi il corpo dalle
catene del passato, hai energia a disposizione per fare cose incredibili: come
raggiungere il soprannaturale.

Il corpo come magnete


Pensa a una calamita, come quella nella Figura 5.3. Le calamite (o
magneti) hanno un polo nord e un polo sud; un’estremità ha una carica
positiva e l’altra una negativa. La polarità tra le estremità di una calamita
produce un campo elettromagnetico. Quanto più forte è la polarità, tanto più
grande è il campo elettromagnetico della calamita. Non riesci a vedere questo
campo elettromagnetico, ma esiste e può essere misurato.

CAMPO ELETTROMAGNETICO DI UNA


CALAMITA
Figura 5.3
Una calamita è circondata da un campo elettromagnetico invisibile misurabile.
Quanto più forte è la polarità tra estremità nord e sud, tanto maggiore è la corrente
che attraversa la calamita e tanto più grande è il campo elettromagnetico
generato.

La forza del campo elettromagnetico di una calamita può persino


influenzare la materia. Se metti della limatura di ferro su un pezzo di carta, vi
sovrapponi un altro foglio e ci appoggi sopra una calamita, la limatura di
ferro si orienta lungo le linee del campo magnetico generato dalla calamita,
che è tanto potente da influire sulla realtà materiale, anche se la frequenza di
questo campo esiste al di là dei nostri sensi. Osserva la Figura 5.4.

COME L’ENERGIA INFLUISCE SULLA


MATERIA
Figura 5.4
Il campo elettromagnetico di una calamita organizza la limatura di ferro posta al di
sotto, orientandola lungo le sue linee.

La Terra è un magnete e, come tutti i magneti, ha un polo nord e un polo


sud, oltre a un campo elettromagnetico che la circonda. Anche se il campo è
invisibile, conosciamo un modo per verificarne l’esistenza: il campo
elettromagnetico della Terra respinge i fotoni del sole. Durante un
brillamento solare o un’espulsione di massa coronale, il suo campo respinge
miliardi di tonnellate di fotoni scagliati verso la Terra in quello straordinario
fenomeno noto come aurora boreale.
Anche il corpo è un magnete. Le antiche civiltà (soprattutto quelle
asiatiche) lo sanno da migliaia di anni. Il tuo polo nord è il cervello, insieme
alla mente; il polo sud è il corpo alla base della spina dorsale. Quando vivi
sotto l’influsso degli ormoni dello stress (le emozioni di sopravvivenza) o
quando utilizzi eccessivamente gli altri due centri energetici di
sopravvivenza, prelevi costantemente energia da questo campo invisibile.
L’energia non scorre più nel corpo perché quest’ultimo, in modalità di
sopravvivenza, sta prendendo l’energia dal campo, immagazzinandola al
proprio interno, in particolare nei primi tre centri energetici (è ciò che accade
quando è attivato il loop di pensieri e sensazioni di cui abbiamo parlato in
precedenza).
Se questa situazione si protrae abbastanza a lungo, il corpo non ha nessuna
carica elettrica che lo attraversa, non riesce più a creare il campo di energia
elettromagnetica che normalmente lo circonda e cessa di essere come un
magnete. Diventa come un metallo comune, o una calamita che ha perso la
sua carica. Come puoi vedere nella Figura 5.5, il corpo diventa più materia e
meno energia (o più particella e meno onda).

IL CORPO COME ENERGIA VS. IL CORPO


COME MATERIA

Figura 5.5
Quando c’è un flusso di energia che attraversa il corpo, come in un magnete, c’è
un campo elettromagnetico misurabile che circonda il corpo. Se viviamo in
modalità di sopravvivenza e attingiamo dal campo invisibile di energia attorno al
corpo, finiamo per ridurlo. Inoltre, quando l’energia è bloccata nei primi tre centri di
sopravvivenza perché siamo intrappolati in un loop di pensieri e sensazioni, la
corrente che attraversa il corpo diminuisce, e quindi diminuisce anche il campo
elettromagnetico.

Ovviamente, se ci fosse un modo per spostare l’energia immagazzinata nei


primi tre centri, la corrente ricomincerebbe a scorrere e il corpo ricreerebbe il
campo elettromagnetico. La tecnica di respirazione serve proprio a questo:
riportando la mente fuori dal corpo e spostando tutta l’energia immagazzinata
dai primi tre centri fino al cervello, il campo elettromagnetico intorno al
corpo viene ripristinato e abbiamo nuovamente a disposizione energia da
investire in altre cose oltre alla sopravvivenza. Diamo un’occhiata a com’è
costruito il corpo fisico per capire questo meccanismo.
Osserva la Figura 5.6. Abbiamo un osso alla base della spina dorsale
chiamato osso sacro, che assomiglia a un triangolo rovesciato. Sulla base
dell’osso sacro poggia la colonna vertebrale, che sale fino al cranio.
All’interno di questo sistema chiuso c’è il sistema nervoso centrale, costituito
dal cervello e dal midollo spinale. Il midollo spinale è in realtà un’estensione
del cervello. Il cranio e la colonna vertebrale proteggono questo sistema, il
più delicato del corpo.

IL CERVELLO E IL MIDOLLO SPINALE


ALL’INTERNO DELLO SCHELETRO
Figura 5.6
L’osso sacro, la colonna vertebrale e il cranio sono strutture ossee che proteggono
il sistema più delicato del corpo, il sistema nervoso centrale, che controlla e
coordina tutti gli altri apparati.

Il sistema nervoso centrale è uno dei sistemi più importanti dell’organismo


perché controlla e coordina tutti gli altri apparati. Senza il suo aiuto non
potremmo digerire il cibo, svuotare la vescica e muovere il corpo, e il nostro
cuore non potrebbe pulsare. Non potremmo neanche sbattere le palpebre.
Quindi, puoi considerare il sistema nervoso come l’impianto elettrico che fa
funzionare la macchina del corpo.
All’interno di questo sistema chiuso c’è il liquido cerebrospinale, che
bagna il cervello e il midollo spinale. Funge da cuscinetto per proteggere
entrambi dai traumi e trasporta sostanze nutritive e composti chimici in
diverse parti del sistema nervoso in tutto il corpo. Per sua natura, questo
liquido fa da conduttore, aumentando le cariche elettriche nel sistema
nervoso.
Ritorniamo all’osso sacro. Ogni volta che inspiri, l’osso sacro si piega
leggermente all’indietro, e ogni volta che espiri si piega un po’ in avanti. È
un movimento impercettibile. Inoltre, quando inspiri, le suture del cranio (le
articolazioni tra le ossa del cranio, che si uniscono come i pezzi di un puzzle
e gli conferiscono un certo grado di flessibilità) si aprono leggermente e,
quando espiri, si richiudono.2 Anche questo è impercettibile.
Il movimento avanti e indietro dell’osso sacro mentre inspiri ed espiri
lentamente, insieme all’apertura e alla chiusura delle suture del cranio,
propaga un’onda nel liquido cerebrospinale di questo sistema chiuso,
pompandolo fino al cervello, passando attraverso quattro ventricoli o
acquedotti cerebrali. Se seguissi una molecola di liquido cerebrospinale dalla
base della spina dorsale fino al cervello e poi dal cervello di nuovo fino
all’osso sacro, scopriresti che impiega dodici ore per compiere un giro
completo.3 Osserva la Figura 5.7.

IL MOVIMENTO DEL LIQUIDO


CEREBROSPINALE
Figura 5.7
Quando inspiri, l’osso sacro si piega leggermente all’indietro e le suture del cranio
si aprono. Quando espiri, l’osso sacro si piega leggermente in avanti e le suture si
chiudono. L’azione naturale della respirazione propaga un’onda che fa muovere il
liquido cerebrospinale lungo il midollo spinale e nel cervello.

Pensa a cosa accadrebbe se contraessi i muscoli intrinseci del perineo (il


pavimento pelvico, gli stessi muscoli che utilizzi per i rapporti sessuali e
l’eliminazione delle scorie) e li bloccassi, e poi contraessi i muscoli
dell’addome inferiore e li bloccassi, e poi facessi lo stesso con i muscoli
dell’addome superiore. Se continuassi a stringere i muscoli dei tuoi primi tre
centri energetici contraendo i muscoli centrali, il liquido cerebrospinale del
sistema nervoso centrale si muoverebbe verso l’alto, lungo la spina dorsale,
come illustrato nella Figura 5.8.

CONTRARRE I MUSCOLI INTRINSECI


PER FAR SALIRE IL LIQUIDO
CEREBROSPINALE AL CERVELLO
Figura 5.8
Quando contrai i muscoli intrinseci nella parte inferiore del corpo e allo stesso
tempo inspiri lentamente con il naso, ponendo l’attenzione sulla sommità del capo,
acceleri il movimento del liquido cerebrospinale verso il cervello e inizi a far
scorrere una corrente nel corpo, attraverso l’asse centrale della spina dorsale.

L’energia fluisce dove va l’attenzione, perciò se ponessi l’attenzione sulla


sommità del tuo capo, quella diventerebbe la destinazione dell’energia. Pensa
di fare un lento respiro con il naso e allo stesso tempo di contrarre i muscoli
del perineo, poi quelli dell’addome inferiore e infine quelli dell’addome
superiore, tutto mentre segui il tuo respiro attraverso la spina dorsale, il petto,
la gola, il cervello, fino in cima alla testa. Poi immagina di trattenere il
respiro. Spingeresti il liquido cerebrospinale fino al cervello.
Devi sapere inoltre che il liquido cerebrospinale è composto da proteine e
sali in soluzione e, nel momento in cui le proteine e i sali si sciolgono in essa,
assumono una carica. Se prendi una molecola carica e la acceleri, crei un
campo invisibile di induttanza, dotato di energia elettromagnetica che si
muove in maniera circolare nella stessa direzione delle molecole cariche.
Quante più molecole cariche acceleri, tanto più grande e potente è il campo di
induttanza. La Figura 5.9 ne rappresenta uno.

CAMPO DI INDUTTANZA
Figura 5.9
Il liquido cerebrospinale è composto da molecole cariche. Se acceleri le molecole
cariche in una direzione lungo la spina dorsale, produci un campo di induttanza
che si muove nella direzione delle molecole cariche.

Considera il midollo spinale come un cavo di fibra ottica che


contemporaneamente trasmette informazioni dal corpo al cervello e
viceversa. Ogni secondo, importanti informazioni vengono trasmesse dal
cervello al corpo (come la voglia di camminare per la stanza o di grattarsi).
Nello stesso istante, altrettante informazioni vengono inviate dal corpo al
cervello (come la cognizione della propria posizione nello spazio o il segnale
che hai fame). Quando acceleri queste molecole cariche in una direzione
lungo la spina dorsale, il risultante campo di induttanza inverte la corrente
d’informazioni che fluisce dal cervello verso il corpo, e attira l’energia dei tre
centri inferiori attraverso la spina dorsale fino al cervello. Osserva la Figura
5.10A per vedere come funziona. Ora c’è una corrente che attraversa il corpo
e il sistema nervoso centrale, come una calamita, e di conseguenza lo stesso
tipo di campo elettromagnetico che circonda una calamita circonda anche il
corpo, come puoi vedere nella Figura 5.10B.
MOVIMENTO DELL’ENERGIA
IMMAGAZZINATA DAL CORPO AL
CERVELLO

Figura 5.10A
Figura 5.10B
Quando il campo di induttanza viene creato dall’accelerazione del liquido
cerebrospinale lungo la spina dorsale, porterà l’energia immagazzinata nei primi
tre centri fino al cervello. Se c’è una corrente che scorre dalla base della spina
dorsale al cervello, il corpo diventa come un magnete e si crea un campo
elettromagnetico toroidale.

Muovendosi, l’energia crea un campo toroidale. Tra l’altro, la forma di


questo campo elettromagnetico è molto diffusa nell’universo: la ritroviamo
nella forma di una mela così come di un buco nero in una galassia lontana
(vedi Figura 5.11).

IL CAMPO TOROIDALE
Figura 5.11
Dalle mele ai buchi neri, la forma toroidale è ricorrente in natura.

Così adesso capisci in che modo, praticando questa tecnica di respirazione,


smuovi tutta l’energia immagazzinata nel corpo. Se esegui questa tecnica
correttamente e un numero sufficiente di volte, sveglierai un drago che
dorme.

Evolvi l’energia nel cervello


Dopo l’attivazione dell’energia, il sistema nervoso simpatico (un
sottosistema del sistema nervoso autonomo che stimola il cervello e il corpo
in risposta a una minaccia nell’ambiente esterno) si accende e l’energia
comincia a spostarsi dai tre centri energetici inferiori del corpo al cervello.
Ma il corpo non è stimolato da qualche situazione esterna, bensì dalla
respirazione. Quando il sistema nervoso simpatico inizia a fondersi con il
sistema nervoso parasimpatico (un’altra parte del sistema nervoso autonomo
che rilassa il cervello e il corpo, per esempio dopo un pasto abbondante), è
come se l’energia proveniente dai centri inferiori venisse spinta nel cervello.
Quando raggiunge il tronco encefalico, il cancello talamico si apre e tutta
l’energia entra nel cervello, che a sua volta produce onde cerebrali gamma.
(Durante i nostri rilevamenti, molti allievi hanno prodotto onde cerebrali
gamma in questa tecnica di respirazione.) Le onde cerebrali gamma, che io
chiamo superconsapevolezza, sono degne di nota non solo perché producono
le maggiori quantità di energia di tutte le onde cerebrali, ma anche perché
quest’energia proviene dall’interno del corpo, invece di essere rilasciata in
risposta a uno stimolo del mondo esterno.
Il cervello produce invece onde cerebrali beta ad alta frequenza quando il
corpo rilascia gli ormoni dello stress e il mondo esterno sembra più reale di
quello interiore. Anche se le onde gamma creano uno stimolo simile nel
cervello (che causa un senso accresciuto di consapevolezza, coscienza,
attenzione ed energia in relazione a esperienze più creative o mistiche), la
differenza è che in gamma ciò che accade nel mondo interiore diventa molto
più reale per te delle esperienze esteriori. Dai un’occhiata alla Figura 5.12 e
osserva quanto siano simili le onde cerebrali beta e gamma.

CONFRONTO TRA ONDE CEREBRALI


BETA AD ALTA FREQUENZA E ONDE
GAMMA

Figura 5.12
Attraverso il rilascio dell’energia immagazzinata nei primi tre centri energetici, il
cervello viene stimolato, passa alle onde cerebrali gamma e può entrare in uno
stato di onde cerebrali beta ad alta frequenza prima di passare a gamma. Le onde
cerebrali beta ad alta frequenza vengono di solito prodotte quando il cervello è
stimolato dall’ambiente esterno, inducendoci a porre l’attenzione sulla causa.
Le onde cerebrali gamma vengono di solito create dalla stimolazione proveniente
dal nostro ambiente interno, che c’induce a prestare attenzione a ciò che accade
nel mondo interiore della mente. Questo confronto mostra quanto siano simili gli
stati beta ad alta frequenza e gamma, anche se le frequenze gamma sono più
veloci.

Molti nostri allievi che praticano questa tecnica di respirazione producono


onde beta ad alta frequenza prima di passare a gamma (le onde cerebrali con
la frequenza più alta), oppure restano negli stati beta elevati. Stiamo
scoprendo che trovarsi nei livelli più elevati di beta può anche indicare che la
persona sta prestando più attenzione al proprio mondo interiore che a quello
esterno. Oltre a vedere più energia nel cervello dopo questa tecnica di
respirazione, abbiamo anche osservato ripetutamente livelli più significativi
di coerenza cerebrale.
Osserva i Grafici 6A e 6B nell’inserto a colori. Riguardano due allievi che
hanno eseguito la tecnica di respirazione con successo: le loro onde cerebrali
beta a frequenza molto elevata passano a onde gamma. Nota l’ampiezza delle
loro onde cerebrali in gamma. Maggiore è l’ampiezza, maggiore è l’energia
nel cervello. Gli studenti mostrano 160 e 260 deviazioni standard sopra le
normali onde cerebrali gamma. Per farti capire, 3 deviazioni standard al di
sopra della norma è di solito considerato un valore elevato. Nel Grafico
6A(4) puoi anche notare una maggiore coerenza cerebrale dopo la
respirazione. Le zone in rosso nel cervello mostrano valori estremamente alti
di coerenza cerebrale in ogni stato di onde misurato.
Praticando questa potente tecnica di respirazione, prepari l’energia
immagazzinata nei tre centri inferiori (l’energia che utilizzi per avere un
orgasmo, digerire un pasto o fuggire da un predatore) e, invece di rilasciarla
all’esterno, la fai salire lungo la spina dorsale come se succhiassi un liquido
con una cannuccia rilasciandolo nel cervello.
In effetti, c’è un canale di energia o luce, chiamato canale prana, che
scorre lungo la colonna vertebrale (vedi la Figura 5.13). Prana è una parola
sanscrita che significa “forza vitale”. Gli yogi sostengono l’esistenza di
questo canale (che non è una struttura fisica ma energetica) da migliaia di
anni. Questo condotto è considerato eterico in virtù delle informazioni
elettriche nella spina dorsale che si muovono costantemente attraverso di
esso. Più energia transita nel midollo spinale fisico, più ne viene creata sotto
forma di luce in questo canale e maggiore è l’espressione della vita. A volte,
quando insegno questa meditazione, qualcuno mi dice: “Non percepisco il
mio canale prana.” Be’, in realtà non percepisci neanche il tuo orecchio
sinistro finché non ci poni l’attenzione, vero? È importante aggiungere che
non si tratta di una respirazione passiva: è un procedimento estremamente
attivo e appassionato. Per spostare l’energia immagazzinata da anni e anni,
forse anche decenni, ci vuole un atto di volontà. Per far evolvere le tue
limitate emozioni di sopravvivenza, così come un alchimista trasforma
metalli comuni come il piombo in oro, devi prendere le emozioni
autolimitanti - rabbia, frustrazione, senso di colpa, sofferenza, dolore e paura
- e trasformarle in emozioni elevate: amore, gratitudine, gioia, ispirazione,
entusiasmo, passione, stupore, meraviglia, riconoscenza, gentilezza,
abbondanza, compassione, nobiltà, onore, invincibilità, determinazione, forza
e libertà, per non parlare della divinità stessa.

IL CANALE PRANA
Il canale di luce formato dal movimento
dell’energia lungo il midollo spinale
Figura 5.13
Il canale prana è un canale di luce o energia che rappresenta il movimento della
forza vitale lungo il midollo spinale. Più energia si muove lungo la spina dorsale,
più forte è il campo del canale prana. Meno energia si muove lungo la spina
dorsale, più debole è il prana e quindi minore è la forza vitale nel corpo.

Ricorda: per far evolvere quest’energia ci vuole un livello d’intensità più


grande del corpo-mente, più grande della tua dipendenza da qualsiasi
emozione di sopravvivenza. Devi essere ispirato a diventare più energia che
materia, utilizzando il corpo come strumento di coscienza per far salire la tua
energia. Quindi, non lasciare che il corpo sia la tua mente. Ricordati che stai
liberando l’energia bloccata rilasciando il senso di colpa, la sofferenza, la
rabbia o l’aggressività, così ti sentirai pieno di gioia e innamorato della vita.
Spingendo l’energia lungo la spina dorsale in questa meditazione, seguirai
il tuo respiro fino in cima alla testa. Una volta lì, voglio che tu trattenga il
respiro mentre continui a contrarre i muscoli del perineo e dell’addome. Così
facendo, aumenti la pressione nel midollo spinale e nella colonna vertebrale.
Questa pressione, chiamata pressione intratecale, è all’interno di un sistema
chiuso. È la stessa pressione che eserciti quando prendi fiato e sollevi
qualcosa di pesante. Ma in questa tecnica di respirazione sei tu a dirigere tutta
la pressione, tutta l’energia e tutto il liquido spinale lungo la spina dorsale
fino al cervello.
Quando il liquido pressurizzato raggiunge la zona posteriore del tronco
encefalico, all’improvviso i centri della parte inferiore del cervello, come il
tronco encefalico, il cervelletto e il cervello limbico, si aprono attraverso un
aggregato di nuclei chiamato formazione reticolare. Attraverso il cancello
talamico, l’energia passa nel talamo (la parte del cervello che trasmette i
segnali provenienti dai recettori sensoriali), situato nel mesencefalo, che fa da
centralina. Poi tutta l’energia confluisce direttamente nella neocorteccia. È a
questo punto che si passa alle onde gamma. Quando l’energia raggiunge il
talamo, viene trasmessa anche alla ghiandola pineale, e accade qualcosa di
straordinario. La ghiandola produce alcuni potenti elisir, uno dei quali
anestetizza la mente analitica e il cervello pensante.
Osserva la Figura 5.14 che mostra il talamo, la formazione reticolare, il
cancello talamico e l’energia che arriva nei centri cerebrali superiori.

COME L’ENERGIA DEL CORPO ENTRA


NEL CERVELLO ATTRAVERSO IL
SISTEMA RETICOLARE ATTIVATORE
Figura 5.14
Quando il cancello talamico si apre, molta dell’energia creativa immagazzinata nel
corpo passa attraverso il sistema reticolare attivante e raggiunge il talamo e la
ghiandola pineale. Poi l’energia viene trasmessa alla neocorteccia, innescando la
produzione di onde cerebrali gamma.

Riparleremo della ghiandola pineale in uno dei prossimi capitoli, ma per


ora sappi che, quando si verifica quanto descritto sopra, per la testa è come
avere un orgasmo. È un’energia molto potente che viene chiamata
movimento della kundalini.
Se osservi il Grafico 6B(4) nell’inserto a colori, puoi vedere che l’area
intorno alla ghiandola pineale è piuttosto attiva nel soggetto che produce
onde cerebrali gamma. Guarda le frecce blu. La zona rossa indica
l’attivazione di energia nella ghiandola pineale e in una regione del cervello
limbico associata alle emozioni forti e alla formazione di nuovi ricordi. Il
Grafico 6B(5) è un’immagine tridimensionale del cervello del medesimo
soggetto. Ancora una volta, l’area pineale mostra una quantità significativa di
energia proveniente dall’interno del cervello.
Prova emozioni elevate
L’esercizio di respirazione di questo capitolo porta le mente fuori dal
corpo liberando l’energia immagazzinata nei primi tre centri energetici. Ora è
il momento di riprogrammare il corpo a una nuova mente, la seconda parte
della meditazione, che comporta il raggiungimento di stati emotivi elevati.
Vorrei spiegare il motivo per cui le emozioni elevate sono così potenti.
Come hai imparato dal nostro discorso sui geni nel Capitolo 2, adesso
sappiamo che è l’ambiente ad inviare segnali al gene, non il contrario. Se
un’emozione è il risultato finale di un’esperienza nell’ambiente, è l’emozione
che attiva o disattiva l’espressione genica.
Quando provi emozioni elevate in questa meditazione, ciò che stai facendo
in realtà è dare un segnale ai tuoi geni prima dell’ambiente. Il corpo non fa
distinzione tra un’emozione creata da un’esperienza reale e una innescata
internamente. Così, quando provi un’emozione elevata e formuli pensieri più
grandi di quelli autolimitanti che ti tengono bloccato nel passato, il corpo
comincia a prepararsi dal punto di vista chimico per il futuro (perché pensa
che il futuro sia adesso). In altre parole, se pratichi la meditazione in maniera
corretta un numero sufficiente di volte, il corpo risponde come se la
guarigione (o qualsiasi condizione tu desideri manifestare nel tuo ambiente)
fosse già avvenuta.
Le emozioni elevate hanno una frequenza più alta (e più veloce) di
emozioni come senso di colpa, paura, gelosia e rabbia. Cambiando frequenza,
cambiamo anche energia e tipo d’informazioni, intenzioni, pensieri e
coscienza. Quanto più elevata è l’emozione, tanto più veloce è la frequenza e
tanto più ti sembrerà di essere energia invece che materia, e tanta più energia
sarà disponibile per creare un campo energetico più coerente, e quindi
maggior salute. Invece, se le tue emozioni sono autolimitanti, hanno una
frequenza più bassa e ti senti più materia che energia, e perciò ci vuole più
tempo per creare un cambiamento nella tua vita.
Ecco un esempio: se in un certo momento del tuo passato sei rimasto
scioccato o traumatizzato da un evento con una forte carica emotiva che ti ha
fatto provare dolore, tristezza o paura, è probabile che quest’esperienza si sia
impressa nella tua biologia in vari modi. È anche possibile che i geni attivati
dall’esperienza impediscano al corpo di riprendersi. Perciò, per cambiare il
tuo corpo affinché abbia una nuova espressione genica, l’emozione interiore
che crei deve essere più grande dell’emozione provocata dall’esperienza
esterna del passato. L’energia del tuo potere o l’ampiezza della tua
ispirazione deve essere più forte del dolore o della tristezza. Stai modificando
l’ambiente interno del corpo, che è l’ambiente esterno della cellula; i geni
della salute possono essere regolati verso l’alto, mentre quelli della malattia
verso il basso. Quanto più profonda è l’emozione, tanto più forte bussi alla
tua porta genetica e tanto più indurrai quei geni a modificare la struttura e il
funzionamento del corpo. È così che funziona.
Possiamo provarlo perché in uno dei nostri seminari avanzati abbiamo
misurato l’espressione genica di trenta partecipanti selezionati a caso.3 I
risultati hanno mostrato che erano riusciti a cambiare in maniera significativa
l’espressione di otto geni nel corso del seminario di quattro giorni
modificando i propri stati interni. C’è solo una possibilità su venti che i
risultati siano dovuti al caso secondo la soglia di significatività che di solito si
usa in statistica. Le funzioni di questi geni sono molto varie. Sono coinvolti
nella neurogenesi, lo sviluppo di nuovi neuroni in risposta a nuove esperienze
e all’apprendimento; proteggono l’organismo da varie influenze che tendono
a invecchiare le cellule; regolano la riparazione cellulare, compresa la
capacità di spostare le cellule staminali nelle parti del corpo in cui sono più
necessarie per riparare un tessuto danneggiato o invecchiato; costruiscono
strutture cellulari, in particolare il citoscheletro (la struttura di molecole
rigide che dà forma alle cellule); eliminano i radicali liberi, riducendo così lo
stress ossidativo (associato all’invecchiamento e a molte gravi patologie);
aiutano l’organismo a individuare ed eliminare le cellule cancerose,
bloccando lo sviluppo dei tumori. Attivare i geni della neurogenesi è stato
particolarmente significativo perché, per gran parte della meditazione, i
partecipanti erano così presenti nel mondo interiore dell’immaginazione che i
loro cervelli credevano di vivere un evento reale. Guarda la Figura 5.15 per
scoprire cosa fa ognuno di questi geni e perché è importante per la nostra
salute.

CHAC1 Regola l’equilibrio ossidativo nelle cellule, contribuendo a


ridurre i radicali liberi che causano lo stress ossidativo (la
principale causa dell’invecchiamento). Aiuta le cellule
neurali a formarsi e a crescere in modo ottimale.
CTGF Aiuta a guarire le ferite, sviluppare le ossa e rigenerare la
cartilagine e altri tessuti connettivi. Una diminuzione
dell’espressione di questo gene è associata al cancro e a
malattie autoimmuni come la fibromialgia.
TUFT1 Contribuisce alla guarigione e alla riparazione cellulare,
compresa la regolazione delle cellule staminali (le cellule
non specializzate che possono trasformarsi in qualsiasi tipo
di tessuto necessario all’organismo in quel momento). È
coinvolto nel processo di mineralizzazione dello smalto
dentale.
DIO2 È importante per una placenta sana e per la funzionalità
della tiroide (è coinvolto nella produzione dell’ormone
tiroideo T3). Aiuta a regolare il metabolismo riducendo
l’insulinoresistenza, diminuendo così l’incidenza di
patologie metaboliche. Aiuta anche a regolare l’umore e la
depressione.
C5orf66- Combatte i tumori, contribuendo a individuare ed eliminare
AS1 le cellule cancerose.
KRT24 È associato a una struttura cellulare sana. Inoltre elimina
alcuni tipi di cellule cancerose, tra cui quelle del tumore al
colon-retto.
ALS2CL Combatte i tumori, in particolare il carcinoma a cellule
squamose, un tipo di cancro della pelle.
RND1 Aiuta le cellule a organizzare le molecole responsabili della
loro struttura rigida. Inoltre contribuisce allo sviluppo delle
cellule neurali ed elimina alcuni tipi di formazioni
cancerose (come il tumore alla gola e al seno).

Figura 5.15
Questi sono i geni regolati in quattro giorni durante il seminario avanzato a Tampa,
in Florida, nel 2017.

Se i partecipanti hanno modificato l’espressione genica creando emozioni


elevate in pochi giorni, immagina cosa puoi fare tu se esegui la meditazione
per qualche settimana. Utilizzando la tecnica di respirazione per rilasciare le
emozioni immagazzinate nel corpo dopo anni passati a pensare e sentire nella
stessa maniera, e poi provando a livello emotivo nuovi stati ogni giorno, le
emozioni illimitate diventeranno la normalità per te. Il cervello formulerà
pensieri diversi, e questo porta a una maggiore intenzione, che crea un
risultato ancora più grande.
È scientificamente provato che utilizziamo circa l’1,5 per cento del nostro
DNA, il resto è chiamato DNA spazzatura. Secondo un principio biologico,
la natura non spreca nulla. In altre parole, se il DNA spazzatura esiste ci deve
essere una ragione, altrimenti la natura, nella sua infinita saggezza, l’avrebbe
eliminato nel corso dell’evoluzione (perché la legge universale è “se non lo
usi lo perdi”). Pensa ai tuoi geni come a una biblioteca di potenzialità. Ci
sono infinite combinazioni genetiche che possono essere espresse nei geni
latenti: aspettano solo che tu li attivi. Ci sono geni per una mente geniale e
illimitata, la longevità, l’immortalità, la capacità di guarire, per avere
esperienze mistiche, rigenerare tessuti e organi, attivare gli ormoni della
giovinezza in modo da avere una maggiore energia e vitalità, per la memoria
fotografica e per realizzare cose straordinarie, solo per citarne alcuni.
Dipende tutto dalla tua immaginazione e creatività. Se stimoli qualcuno di
questi geni prima dell’ambiente, il tuo corpo esprimerà un maggiore
potenziale attraverso l’espressione di nuovi geni allo scopo di produrre nuove
proteine per una maggiore espressione della vita. Quindi, se ti chiedo di
provare determinate emozioni elevate mentre riprogrammi il corpo a una
nuova mente, sappi che stai bussando alla tua porta genetica. Perciò t’invito
ad arrenderti al processo e a lasciarti coinvolgere totalmente dall’esperienza.

Meditazione: “Riprogramma il corpo a una nuova mente”


Prima di iniziare la meditazione vera e propria, faremo alcune sessioni di
preparazione basate su diverse istruzioni individuali, così puoi imparare un
passo alla volta per poi metterli tutti assieme.

Siediti dritto su una sedia con i piedi poggiati sul pavimento, oppure
siediti sul pavimento nella posizione del loto (a gambe incrociate) con un
cuscino sotto il sedere. Metti le mani in grembo senza incrociarle. Se vuoi,
puoi chiudere gli occhi.
Quando sei pronto a iniziare, solleva il perineo, il pavimento pelvico, ossia
i muscoli che usi per fare sesso ed eliminare le scorie. Non trattenere il fiato,
respira normalmente. Contrai questi muscoli più forte che puoi e rimani così
per cinque secondi, poi lasciali andare e rilassati. Ripeti altre due volte.
Voglio che tu riesca a controllare questi muscoli perché li userai in modo
diverso.
Adesso contrai gli stessi muscoli del perineo e contemporaneamente quelli
dell’addome inferiore. Tira l’addome inferiore verso l’alto e verso l’interno,
bloccando i due primi due centri. Resta così per cinque secondi e poi rilassati.
Ripeti altre due volte. Ricordati di continuare a respirare; non trattenere il
fiato.
Poi, contrai i muscoli del perineo, quelli dell’addome inferiore e anche
quelli dell’addome superiore, corrispondenti ai primi tre centri. Resta così per
cinque secondi e rilassati. Ripeti altre due volte, contraendo i muscoli sempre
di più.
Dato che l’esperienza crea reti neurali nel cervello, quando esegui
ciascuna fase e poi passi alla successiva, installi l’hardware neurologico nel
cervello per prepararti all’esperienza. Ti chiedo di usare i tuoi muscoli in
maniera diversa dal solito. Quest’azione comincerà a spremere i centri
energetici e a liberare l’energia immagazzinata nel corpo da moltissimo
tempo.
Ora cambiamo un po’. Metti un dito sulla sommità del capo, con l’unghia
sul cuoio capelluto; dovrai ricordare il punto esatto quando toglierai il dito.
Ricorda che l’energia fluisce dove va l’attenzione, quindi quel punto è la
destinazione dell’energia. Rimetti le mani in grembo e, senza contrarre
ancora nessun muscolo, fai un lento respiro con il naso. Voglio che tu segua
il tuo respiro dal perineo, attraverso l’addome inferiore, l’addome superiore,
il centro del petto, la gola, il cervello, fino a sopra la testa, dov’era il tuo dito.
Quando arrivi in quel punto, trattieni il respiro e mantieni l’attenzione sopra
la testa e lascia che l’energia segua la tua consapevolezza. Rimani così per
circa dieci secondi e poi rilassati.
Rimetti il dito sopra la testa, poi toglilo e assicurati di percepire quel punto
anche senza il dito. Appoggia le mani sulle cosce. Fai un altro respiro senza
contrarre nessun muscolo. Stavolta, quando inspiri col naso, immagina di
spingere l’energia su per quel canale (come quando succhi un liquido con la
cannuccia) fino in cima alla testa. Quando ci arrivi, trattieni il respiro per lo
stesso tempo di prima e lascia che l’energia segua la tua consapevolezza, poi
rilassati.
Ora è il momento di cominciare a mettere tutto insieme. Alla prossima
inspirazione con il naso, tira i muscoli verso l’alto e verso l’interno
contemporaneamente. Inizia bloccando i muscoli del perineo, poi contrai i
muscoli dell’addome inferiore e superiore. Mentre contrai i muscoli di
ciascun centro, con l’intenzione di spingere fino al cervello tutta l’energia
immagazzinata nella parte inferiore del corpo, segui il respiro attraverso
ciascuno dei tre centri. Continuando a contrarre i muscoli e a bloccare i primi
tre centri, spingi il respiro verso l’alto, attraverso il petto (il quarto centro), la
gola (il quinto centro) e il cervello (il sesto centro), fino in cima alla testa, poi
mantieni la tua attenzione in quel punto e trattieni il respiro continuando a
contrarre i muscoli centrali. Rimani così per circa dieci secondi e poi rilassati
mentre espiri.
Ripeti questa respirazione almeno altre due volte, stringendo i muscoli dei
primi tre centri mentre fai passare il respiro attraverso di essi fino alla cima
della testa. Poi trattieni il respiro per un po’ e infine rilassati mentre espiri.

Ricordati che stai utilizzando il tuo corpo come uno strumento di


consapevolezza e che il tuo scopo è portare la mente fuori dal corpo. Liberi
l’energia imprigionata nei tre centri inferiori spostandola nei centri superiori,
dove puoi usarla per risanare il corpo o creare qualcosa di nuovo.
È utili esercitarsi e padroneggiare ogni fase prima di iniziare alcune
meditazioni del libro. Sii paziente con te stesso; per imparare questa tecnica
dovrai ripeterla parecchie volte. Forse ti sembrerà difficile, perché devi
sincronizzare le azioni del corpo con l’intenzione della mente. Alla fine, però,
se fai abbastanza pratica, sarai in grado di coordinare tutti i passi in un solo
movimento.
È una tecnica impegnativa, ma quando diventerai più esperto, vedrai che
ne sarà valsa la pena.
Adesso sei pronto per cominciare la meditazione vera e propria. Se utilizzi
la meditazione sul mio sito, scoprirai che include una canzone che ho scelto
apposta per ispirarti ad aumentare l’energia. Se fai la meditazione per conto
tuo, esegui la respirazione ascoltando una canzone che t’ispira, lunga tra i
quattro e i sette minuti. Poi apri la messa a fuoco, ponendo l’attenzione su
diverse parti del corpo e sullo spazio che le circonda. Entra come pura
coscienza nel campo unificato, rimanendo nel generoso momento presente e
diventando nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun luogo e in nessun
tempo.
Ora è il momento di coltivare alcune emozioni elevate, una a una,
provandole a livello emotivo. Ricorda: più forti sono le emozioni, più regoli
verso l’alto i tuoi geni. Benedici il corpo, la vita, l’anima, il futuro, il passato
e l’intelligenza dentro di te che ti dà la vita. Termina ringraziando per la tua
nuova esistenza prima che si manifesti.
Capitolo 6

STORIE: ESEMPI VIVENTI DI


VERITÀ

Nel corso degli anni, ho constatato che le storie di vita vissuta sono molto
utili per rinforzare le informazioni con l’esempio pratico. Conoscere
l’esperienza di qualcun altro la rende più vera per noi. Se riusciamo a
immedesimarci nel percorso di qualcuno da uno stato di coscienza a un altro,
siamo maggiormente disposti a credere che possa accadere anche a noi.
Inoltre, le storie vere rendono le idee che insegno meno filosofiche e più
personali.
Gli esempi che stai per leggere riguardano persone reali che hanno messo
in pratica le informazioni contenute nei capitoli precedenti. Prima hanno
assimilato e compreso i concetti nella loro mente, poi li hanno applicati e
sperimentanti nel corpo. Per realizzare questi cambiamenti soprannaturali, i
protagonisti dei racconti che seguono hanno dovuto superare i propri limiti.
Se ce l’hanno fatta loro, puoi farcela anche tu.

Ginny guarisce dal dolore cronico alla schiena e alla


gamba
Qualche anno fa Ginny fu vittima di un tamponamento a catena. Al
momento dell’impatto avvertì immediatamente una sensazione di bruciore
nella zona lombare e un dolore alla gamba destra. Quando arrivarono i
paramedici, definì il proprio dolore moderato, ma nei giorni successivi esso
aumentò fino a diventare continuo e acuto. Per lo più la sofferenza era
localizzata nella zona inferiore della colonna lombare, a causa di due ernie
del disco (L4 e L5), e s’irradiava fino alla gamba e al piede destro.
Ginny andava da un chiropratico tre volte alla settimana ma la sua
condizione peggiorava. Poi si rivolse a un medico specializzato in terapia del
dolore che le prescrisse rilassanti muscolari, Neurontin (per le nevralgie) e
Mobic (un antinfiammatorio non steroideo). Dopo nove mesi il dolore era
ancora intenso, così ricorse alle iniezioni alla schiena, ma non funzionarono.
Di conseguenza, Ginny aveva difficoltà a camminare e non riusciva quasi
più a guidare. Riusciva a dormire solo quattro o cinque ore per notte. Il
dolore costante nella zona lombare peggiorava quando era seduta, sollevava
qualcosa o restava in piedi a lungo. A volte non riusciva a stare seduta per più
di venti minuti. Per questi motivi, passava gran parte della giornata a letto,
dove riusciva a trovare un po’ di sollievo quando si sdraiava sul fianco destro
con le ginocchia piegate.
Ginny non riusciva a occuparsi dei suoi due figli, di tre e cinque anni, né a
lavorare come prima. Siccome non poteva più guidare, doveva sempre farsi
accompagnare dal marito. Tutti questi fattori crearono gravi problemi
economici e stress emotivo per l’intera famiglia. Ginny diventò depressa e
arrabbiata con la vita. Benché avesse partecipato a un mio seminario, prima
dell’incidente, e praticato le meditazioni, dopo il trauma smise di meditare
regolarmente perché il dolore era troppo intenso e lei diceva di non riuscire a
stare seduta e a concentrarsi.
Dopo due anni, il medico le consigliò un intervento chirurgico per
risolvere il problema delle ernie. Se non avesse funzionato, Ginny poteva
prendere in considerazione ulteriori operazioni, tra cui la fusione spinale.
Ginny decise di procedere con il primo intervento.
Nel frattempo, suo marito la convinse a partecipare a un altro dei miei
seminari avanzati a Seattle, che iniziava proprio una settimana prima della
data dell’intervento. Rimanere seduta per il volo fu doloroso, ma ci riuscì.
Ginny fu contenta di rivedere i suoi vecchi amici e d’incontrarne di nuovi
all’evento, ma era anche amareggiata e frustrata perché non riusciva a
mostrare lo stesso entusiasmo degli altri. Desiderava solo prendere gli
antidolorifici e andare a letto. Alla fine del primo incontro, la sua buona
amica Jill, piena di compassione e speranza, le disse con convinzione:
“Ginny, domani guarirai!”.
Il giorno dopo cominciammo alle 6 del mattino. Ginny decise di non
assumere farmaci per essere presente durante le meditazioni e godersi
l’esperienza. Sfortunatamente, il dolore le rese molto difficile concentrarsi
durante la prima meditazione e lei si domandò se avesse sbagliato a
partecipare.
Tuttavia, durante la seconda meditazione dopo colazione le cose
cambiarono. Ginny decise di arrendersi e lasciarsi alle spalle ogni giudizio.
La meditazione iniziò come sempre con l’esercizio di respirazione per portare
la mente fuori dal corpo, durante il quale dissi ai partecipanti di concentrarsi
su due o tre emozioni negative o aspetti limitati della loro personalità. Chiesi
loro di spostare tutta l’energia immagazzinata nei primi tre centri energetici
dalla base della spina dorsale al cervello, e poi di farla uscire dalla testa.
Per prima cosa, Ginny decise di lavorare sulla rabbia, che a suo parere
aveva contribuito a mantenere il suo corpo in uno stato di continua
sofferenza. Durante la meditazione, sentì un’intensa ondata di energia salire
lungo la spina dorsale e poi lasciare il corpo dalla nuca. Poi scelse di lavorare
sul dolore. Mentre praticava la respirazione per spostare l’energia legata al
dolore dal corpo al cervello, sentì la stessa ondata di quando aveva lavorato
sulla rabbia, ma stavolta la visualizzò di un colore brillante con sfumature
viola. Improvvisamente, percepì l’energia rallentare e diventare meno
intensa. La musica cambiò, e iniziò la parte principale della meditazione.
Ginny si sentiva completamente rilassata. Si era liberata di quell’energia
facendola uscire dal corpo.
Come al solito, guidai il gruppo a sentire le diverse parti del corpo nello
spazio e a percepire lo spazio intorno al corpo. Poi lo guidai verso l’infinito
spazio nero che è il campo quantico. Chiesi ai partecipanti di diventare
nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun luogo e in nessun tempo, e di
diventare pura consapevolezza, consapevoli di essere consapevoli in questo
spazio infinito. All’inizio, mentre davo le istruzioni, Ginny ebbe la netta
impressione di galleggiare. Fu sopraffatta da un’intensa sensazione di pace e
amore incondizionato e perse la cognizione del tempo e dello spazio. Non
percepiva più il corpo fisico né il dolore, ma era completamente presente e
poteva udire e seguire le istruzioni che stavo impartendo.
“Non ho mai provato niente del genere prima d’ora” mi disse più tardi. “È
stato così profondo che è difficile spiegarlo a parole. I miei sensi erano
amplificati e mi sentivo connessa con ogni cosa e persona. Ero parte del tutto,
e il tutto era parte di me. Non c’era separazione.”
Ginny andò oltre il suo corpo, l’ambiente e il tempo. La sua coscienza si
era connessa con la coscienza del campo unificato (il posto che aveva
descritto in cui c’era solo unità e nessuna divisione). Aveva trovato il
generoso momento presente e il suo sistema nervoso autonomo era
intervenuto guarendola.
Nei nostri seminari avanzati, gli allievi si sdraiano dopo ogni meditazione
e si abbandonano per permettere al sistema nervoso autonomo di prendere il
controllo e programmare il loro corpo. Alla fine di questa meditazione,
quando chiesi a tutti di ritornare nel proprio corpo rinnovato, Ginny rimase
sorpresa scoprendo di non provare assolutamente nessun dolore quando si
alzò dal pavimento. Di solito avrebbe avuto bisogno d’aiuto per riuscirci,
invece cominciò addirittura a camminare senza zoppicare, con la schiena
dritta.
Facemmo una pausa per il pranzo, ma Ginny non aveva molta voglia di
mangiare né di parlare. Si sentiva ancora sopraffatta dall’esperienza della
meditazione. Dopo due anni di dolore quasi costante, era liberatorio non
provarne più. Cominciò a piangere lacrime di gioia e di confusione
contemporaneamente. Cercò due sue amiche per condividere la buona
notizia, tra cui Jill (che la sera precedente si era detta sicurissima che Ginny
sarebbe guarita). Le due donne la incoraggiarono a eseguire i movimenti che
non riusciva a fare quando stava male, e lei riuscì a compierli senza dolore.
Con il passare del giorno, Ginny continuò a stare bene e a sentirsi connessa
con il campo unificato.
Quella sera chiamò suo marito, che si disse certo che sarebbe riuscita a
guarire al seminario. Cenò con le amiche e, quando andò a letto, non prese né
gli antidolorifici né i rilassanti muscolari. Per la prima volta dopo anni, riuscì
a dormire per tutta la notte, risvegliandosi piena di energia. Il giorno seguente
guidai il gruppo in una meditazione camminata (di cui parlerò più avanti).
Ginny riuscì a camminare dritta, senza dolore né difficoltà. Inutile dire che
cancellò l’intervento e da allora il dolore non si è più ripresentato.

Daniel affronta l’elettrosensibilità


Circa cinque anni fa, Daniel era (per usare le sue parole) un “imprenditore
israeliano pazzo e stressato” sui venticinque anni, che ogni giorno lavorava
instancabilmente per creare un’attività di successo. Per lui era normale
lavorare sessanta ore alla settimana. Un giorno, mentre era al telefono con un
cliente e stava urlando a pieni polmoni, sentì una specie di scoppio nel lato
destro della testa e perse conoscenza. Quando si risvegliò, non sapeva cosa
fosse successo o quanto tempo fosse rimasto svenuto, ma aveva il peggior
mal di testa della sua vita. Sperò che sarebbe passato con un po’ di riposo, ma
non andò così.
Stranamente, il dolore aumentava in modo esponenziale quando era vicino
a qualcosa che emetteva frequenze elettromagnetiche, come cellulari,
computer, schermi, microfoni, fotocamere, reti Wi-Fi e celle radio. Se
qualcuno accanto a lui rispondeva al cellulare, Daniel stava male. Non aveva
mai provato niente di simile; in precedenza aveva lavorato nel settore
informatico e non aveva mai riscontrato alcun effetto negativo stando vicino
ad apparecchi elettronici.
Daniel consultò diversi medici e specialisti, ma nessuno di loro riuscì a
individuare la causa del problema. Si sottopose a una lunga serie di esami del
sangue, scansioni cerebrali e visite mediche, senza arrivare a nulla. Alcuni
medici non gli credevano e pensavano che Daniel si stesse inventando quei
sintomi. Altri volevano prescrivergli degli antidepressivi, ma Daniel non
aveva intenzione di prenderli. Gli dicevano che il dolore era tutto nella sua
testa (il che era vero, ma non nel senso che intendevano loro).
Allora Daniel decise di consultare un’equipe di medici olistici che
sospettarono subito di un raro disturbo chiamato elettrosensibilità (ES).
L’esistenza dell’elettrosensibilità è ancora controversa nella comunità
medica, ma è riconosciuta dell’Organizzazione mondiale della sanità.1 I suoi
meccanismi rimangono tutt’oggi sconosciuti, ma se consideri che il 78 per
cento del cervello è acqua e che l’acqua contenente minerali (come quelli che
si trovano comunemente nell’organismo, tra cui il calcio e il magnesio)
conduce l’elettricità, puoi capire bene che, per chi soffre di ES, quella carica
elettromagnetica naturale può amplificarsi se posta nelle vicinanze di cose
che emettono radiazioni elettromagnetiche.
Come molti altri malati di ES, oltre al mal di testa Daniel soffriva anche di
affaticamento e dolore cronico. Poteva dormire per dodici ore e svegliarsi
comunque stanco. Uno dei medici olistici gli suggerì di assumere quaranta
integratori alimentari al giorno per combattere gli effetti negativi del disturbo,
ma non servirono a niente. Il dolore non gli dava tregua. Poco dopo, Daniel
dovette chiudere la sua attività. S’indebitò e perse tutto quello che aveva
guadagnato con il duro lavoro. Alla fine, dichiarò bancarotta e si trasferì da
sua madre.
“In pratica mi ritirai dalla vita” mi disse. “Ero un zombie, perché non
riuscivo a pensare, non riuscivo a concentrarmi, non riuscivo a fare nulla.
Tutti i rimedi che avevo provato non erano serviti a niente.” Daniel mi disse
che quando si avvicinava a qualcosa che emetteva un segnale, il mal di testa
diventava mille volte più forte, a tal punto da causargli un crollo emotivo.
Passava la maggior parte del tempo raggomitolato a letto, nella sua stanza a
casa della madre, piangendo per il dolore.
“Stavo sprecando la mia vita” raccontò. “Vedevo i miei amici sposarsi,
metter su famiglia, fare carriera, comprare casa, tutto quanto.”
Quando cominciò a pensare al suicidio, amici e familiari lo spinsero a
cercare una soluzione che potesse aiutarlo a stare meglio.
A causa della fatica cronica, della depressione e del dolore intenso, Daniel
aveva solo una mezz’ora circa di energia al giorno, così cercò di utilizzare
quel tempo con qualcosa che potesse aiutarlo. A tre anni dall’inizio delle sue
sofferenze, Daniel lesse il mio libro Placebo Effect.
“Qualcosa scattò dentro di me” mi disse quando lo incontrai a un mio
seminario qualche tempo fa. “Capii che era la soluzione ai miei problemi.”
Così cominciò a praticare la meditazione per cambiare credenze e percezioni,
di cui parlo in quel libro. A poco a poco, Daniel provò sempre meno dolore e
continuò con la meditazione. In seguito scoprì la meditazione “Benedizione
dei centri energetici” e iniziò a praticarla.
“La prima volta che ho eseguito questa meditazione è accaduto qualcosa
che non so spiegare” racconta Daniel. Quando arrivò al sesto centro
energetico, vide una specie di spettacolo pirotecnico nella sua testa.
Visualizzò diverse zone spente del cervello mentre improvvisamente si
riattivavano e riprendevano a comunicare tra di loro. Poi un enorme raggio di
luce uscì dalla sua testa. In quel momento l’esperienza interiore era più reale
del ricordo dell’evento passato che aveva innescato il dolore.
Da quel momento in poi, Daniel notò un cambiamento significativo. Dopo
aver meditato, di solito trascorreva una decina di minuti senza provare dolore
e progressivamente questi intervalli si allungarono sempre più fino a quando,
qualche mese dopo, il dolore sparì del tutto. Poi Daniel ebbe l’intuizione di
utilizzare le meditazioni per modificare il proprio stato interno mentre era
esposto ai campi elettromagnetici che l’avevano fatto star male. Così iniziò a
meditare davanti al cellulare e al computer portatile. All’inizio fu doloroso
ma, com’era già accaduto in precedenza, dopo la meditazione si sentiva
libero dal dolore, e poi con il passare del tempo i periodi di tregua dalla
sofferenza diventarono sempre più lunghi.
Infine, Daniel si sentì pronto per compiere un altro passo importante.
Prese in affitto una scrivania in un ufficio condiviso e decise di sedersi lì a
meditare, circondato da Wi-Fi, computer, microonde e ogni genere di
frequenze elettromagnetiche. Anche se le prime settimane furono difficili,
divenne sempre più facile col passare del tempo. Dopo un po’, riusciva a
meditare in quell’ambiente senza provare dolore per cinque ore al giorno.
Alla fine, i mal di testa sparirono, così come l’affaticamento e il dolore
cronico.
Oggi Daniel si considera guarito al 100 per cento. Ha ricominciato a
lavorare ed è riuscito a saldare i suoi debiti. Ed ecco il colpo di scena: Daniel
lavora solo un’ora e mezza circa al giorno e guadagna molto più di prima,
quando era stressato e cercava di forzare l’esistenza a funzionare come
voleva lui. Adesso si gode veramente la vita.

Jennifer, in salute e in malattia


Cinque anni fa, il medico di Jennifer le diagnosticò diverse nuove
malattie, oltre a tutte quelle di cui già soffriva. In totale, le sue diagnosi
comprendevano alcuni disturbi autoimmuni (lupus eritematoso e sindrome di
Sjögren con secchezza delle mucose), disturbi gastrointestinali (celiachia,
intolleranza ai salicilati e al lattosio), asma cronica, nefrosi, artrite e vertigini
così forti da farla vomitare.
Ogni giorno era una lotta. Anche solo lavarsi i denti era difficile perché
non aveva abbastanza forza per tenere il braccio alzato. Jim, il suo compagno,
spesso doveva spazzolarle i capelli perché lei non ci riusciva. Quando Jim era
in viaggio d’affari, il che accadeva spesso, Jennifer doveva fare un pisolino
dopo il lavoro per trovare le forze per cucinare.
“La cosa peggiore era che mi sentivo una pessima madre perché non
potevo fare niente insieme ai miei ragazzi, e questo mi spezzava il cuore” mi
disse. “Dovevo dormire per gran parte del fine settimana solo per riuscire ad
alzarmi e andare al lavoro il lunedì mattina. Tutte le foto sorridenti che
postavo su Facebook nel weekend le scattavo in circa un’ora.”
A questo punto, Jennifer pesava solo quarantanove chili e faceva fatica a
camminare a causa dell’artrite e del gonfiore alle caviglie e alle ginocchia.
Non riusciva più nemmeno a usare la mano destra a causa dell’artrite. A
volte, quando era sdraiata sul letto, sbatteva le braccia contro il comodino per
cercare di fermare il dolore. Il suo corpo era in un continuo stato
d’infiammazione acuta; persino gli specialisti che consultò le dissero che non
potevano fare più niente per lei e che doveva imparare a convivere con tutti i
suoi disturbi. Anche se non lo ammise mai con nessuno, temeva che le
rimanessero solo pochi anni di vita. Jennifer sembrava pronta ad arrendersi,
ma Jim non lo era.
Ogni notte lui leggeva libri in cerca di soluzioni alternative, continuando a
incoraggiare la moglie ad andare avanti. Poi trovò Placebo Effect e lesse di
una donna in condizioni simili che era riuscita a guarire. Jennifer e Jim
decisero che lei doveva partecipare a un mio seminario.
Due mesi dopo Jennifer partecipò a un seminario di un weekend a Sydney,
in Australia. Cominciò a sentirsi un po’ meglio e s’iscrisse a un seminario
avanzato in Messico. Sfortunatamente, nel periodo in cui avrebbe dovuto
partire, sviluppò un calcolo renale di 8,5 millimetri, e il suo medico non le
permise di prendere l’aereo. Così perse il seminario, ma continuò a meditare
(svegliandosi ogni giorno alle 4:50) e, quando l’anno seguente tenni il
successivo seminario avanzato in Australia, lei e Jim parteciparono insieme.
“Ricordo che la prima notte riuscii a malapena a salire le scale per
raggiungere la nostra stanza, il che era normale per me” mi raccontò. “Ma
alla fine del seminario mi muovevo come una persona sana e non dovevo più
usare i farmaci per l’asma. Il giorno prima di ripartire, Jim mi disse che
sembravo così in forma che dovevo provare a mangiare qualcosa di normale.
Ci provai, non senza preoccupazione, e non ci furono reazioni avverse.
Nessun dolore, né asma, crampi o mal di testa: niente. Penso che sia stata la
pizza migliore che io abbia mai mangiato.”
Quando meditava, Jennifer ce la metteva tutta. Si sintonizzava sulla
possibilità della guarigione e sentiva liberarsi nel corpo una grande quantità
di energia che riusciva a sostenerla per tutta la giornata. Durante la
meditazione, quando chiedevo agli allievi di vivere in quel nuovo stato
d’essere, lei immaginava di calpestare il terreno con i piedi e di sentire il
ritmo del proprio respiro mentre si lanciava felicemente nella corsa. Alla fine
della meditazione, piangeva di gioia. Jennifer programmò il corpo a
dimenticare la malattia aumentando la propria energia, modificando la sua
frequenza, condizionando il corpo a una nuova mente e segnalando a nuovi
geni di ripararlo.
“Adesso mangio cibo normale” racconta, “e non assumo farmaci per
l’asma da molto tempo. Posso percorrere fino a 16 chilometri al giorno e
sollevare fino a 20 chili di peso. Mi sto allenando: il mio obiettivo è
completare una mezza maratona, e presto ce la farò.”

Felicia sconfigge un grave eczema


Felicia aveva sofferto di eczema e infezioni cutanee in modo intermittente
da quando aveva tre mesi. Il sollievo a breve termine fornito da una dieta
ferrea e da un regime di farmaci (creme, steroidi, antistaminici, antimicotici,
antibiotici e così via) non riusciva a tenere a bada il disturbo per molto
tempo.
A trentaquattro anni, Felicia lavorava come medico nel Regno Unito ma
era sempre più frustrata dai limiti della professione. Dopo un decennio di
pratica clinica in cui aveva visitato più di settantamila pazienti, cominciò a
percepire il medesimo senso di frustrazione e distacco anche da parte loro.
Cercando soluzioni scientifiche più soddisfacenti, s’imbatté nel mio lavoro.
Incuriosita dalle possibilità che offrivo, e desiderosa di idee e soluzioni
alternative basate su prove solide, Felicia s’iscrisse a un seminario di un
weekend.
“Mi ha cambiato la vita” sostiene, “mi ha dato gli strumenti per
riconsiderare le credenze limitate che avevo su me stessa e su ciò di cui è
capace il nostro corpo.” In particolare era interessata alla tecnica di
respirazione. “Devo confessare” afferma, “che inizialmente fui un po’
scettica e mi frenai. Non mi lasciai andare davvero.”
Durante i mesi successivi, Felicia continuò a meditare ogni giorno.
L’aspetto della sua pelle migliorò e lei manifestò una nuova relazione
sentimentale. Sentendosi ispirata, cominciò ad adottare un approccio più
olistico nella sua pratica medica. Ma, con sua grande delusione, tutte le
compagnie assicurative del Regno Unito si rifiutarono di assicurare qualsiasi
approccio non convenzionale. Felicia si sentiva in trappola e l’eczema e le
infezioni cutanee ritornarono.
Ciononostante, lei continuò a meditare e s’iscrisse a un seminario
avanzato, preparando anche un Mind Movie (un potente strumento di
manifestazione, di cui parlerò in uno dei prossimi capitoli). Aveva intenzioni
molto chiare riguardo al suo futuro e incluse immagini di una pelle sana e la
foto di un microfono sopra un palco con l’affermazione: “Io ispiro gli altri
raccontando la verità senza paura.”
Il primo giorno del seminario avanzato eseguimmo la tecnica di
respirazione per attivare la ghiandola pineale, e stavolta Felicia decise di
lasciarsi andare completamente. “Mi accorsi che il respiro cominciava ad
accelerare” ricorda. “Un’enorme energia iniziò a svilupparsi nella gola e si
intensificò fino al punto che mi sembrava quasi di essere sul punto di non
riuscire più a respirare. Spaventata, cambiai posizione e ritornai al mio
vecchio stato d’essere per il resto della meditazione.”
Il giorno seguente, per l’ultima meditazione, Felicia era stata selezionata
per la mappatura cerebrale. La considerò una straordinaria opportunità di
accedere a un nuovo livello d’informazioni. Si ritrovò a pensare: “E se
potessi dimostrare agli scettici, e a tutti gli altri, quanto siamo illimitati?”.
Con questo pensiero voleva utilizzare la respirazione per connettersi al campo
unificato, con un’emozione elevata di pura libertà, a qualunque costo.
Quando la meditazione cominciò, lei si aprì alla possibilità e all’ignoto. Si
rese subito conto che il respiro cambiava e che l’enorme energia del giorno
precedente veniva nuovamente sprigionata dalla gola. All’intensificarsi delle
sensazioni, non permise loro di sopraffarla. Riportò il corpo nel momento
presente, ignorando la distrazione, e concentrò tutta l’energia e la
consapevolezza nella connessione con il campo, con la verità e con l’amore.
Il suo corpo continuava a ribellarsi ma, dopo aver superato ripetutamente i
propri conflitti interiori, alla fine si arrese.
“Quello che sperimentai nell’altro mondo fu un’inebriante esplosione di
energia nel cervello e una connessione istantanea con una coscienza
amorevole dentro e intorno a me” afferma. “Provai la più travolgente
emozione di gioia di tutta la mia vita. Fu come tornare a casa. Per tutto il
tempo rimasi completamente consapevole dei miei sensi esterni. Sentii gli
scienziati dietro di me dire ‘crisi epilettica’.” Infatti c’erano alcuni nuovi
membri nel nostro team di neuroscienziati che non avevano mai visto quel
genere di energia nel cervello prima di allora.
Essendo un medico, Felicia avrebbe potuto preoccuparsi per
quell’affermazione piuttosto allarmante, ma per la prima volta stava provando
una libertà e una verità assolute. Dopo la meditazione, per qualche ora si sentì
un po’ confusa ma fisicamente più leggera.
Se osservi le scansioni cerebrali dei grafici da 7A a 7C, puoi vedere che il
cervello di Felicia mostra i classici cambiamenti a cui assistiamo quando c’è
molta energia nel cervello: si inizia con le onde cerebrali beta normali e poi si
passa alle beta ad alta frequenza prima di arrivare alle gamma. L’energia
nelle onde cerebrali gamma è 190 deviazioni standard al di sopra della
norma. La zona che circonda la ghiandola pineale e la parte del cervello che
elabora le forti emozioni sono molto attive.
Nei giorni successivi, Felicia cominciò a provare una sensazione di
coraggio e allegria che proveniva da dentro. Inoltre visse una serie di
sincronicità, tra cui la manifestazione della scena del suo Mind Movie in cui
parlava al microfono sopra un palco. Infatti, senza saperlo, la invitai sul palco
a raccontare la sua esperienza. Fu solo quando tornò a casa che si rese conto
che l’eczema non c’era più.
“Mi guardai la pelle e tutti gli sfoghi che avevo fino a qualche giorno
prima erano completamente spariti” raccontò. (Guarda il Grafico 7D
nell’inserto a colori. Le prime due foto furono scattate prima del seminario.
Le altre due risalgono al giorno seguente, dopo l’evento. L’eczema è sparito.)
Da allora Felicia non ha più preso farmaci e la sua pelle è perfetta.
“Sono così grata per aver compreso che siamo esseri illimitati” mi disse.
“Se ci sono riuscita io, tutti possono farcela.”
Capitolo 7

L’INTELLIGENZA DEL CUORE

Fin da quando i nostri antenati umani cominciarono a incidere le loro


storie sulle pareti delle grotte e su tavole di pietra, il cuore è un simbolo che
rappresenta la salute, la saggezza, l’intuizione, la guida e l’intelligenza
superiore. Gli antichi egizi, che lo chiamavano ieb, credevano che il cuore, e
non il cervello, fosse il centro della vita e la fonte della saggezza umana. I
greci e i popoli della Mesopotamia pensavano che il cuore fosse la sede
dell’anima. I greci però lo consideravano una fonte indipendente di calore
all’interno del corpo, mentre gli abitanti della Mesopotamia credevano che
fosse un frammento del calore del sole. Praticavano persino sacrifici umani in
cui estraevano il cuore ancora pulsante della vittima per offrirlo al dio del
sole. I romani consideravano il cuore l’organo vitale più importante del
corpo.
Nel XVII secolo, durante i primi anni della rivoluzione scientifica, il
filosofo francese Cartesio sostenne che la mente e il corpo sono
completamente separati. Grazie a questa visione meccanicistica dell’universo,
il cuore cominciò a essere visto come un congegno straordinario. Il
meccanismo del cuore come pompa mise in ombra la sua natura di connettore
dell’umanità con un’intelligenza innata. Infatti, a causa di un approccio
prevalentemente scientifico allo studio del cuore, esso progressivamente
smise di essere visto solo come la nostra connessione con i sentimenti, le
emozioni e l’Io superiore. È solo negli ultimi decenni che abbiamo iniziato a
considerare il cuore una fonte di campi elettromagnetici e la nostra
connessione con il campo unificato.
Ritengo che il cuore, oltre al suo ruolo fondamentale nel mantenere la vita,
non sia solo una pompa muscolare che consente la circolazione del sangue in
tutto il corpo ma è anche in grado di influenzare sentimenti ed emozioni. Il
cuore è un organo sensoriale che guida la capacità di prendere decisioni e la
comprensione di noi stessi e del nostro posto nel mondo. È un simbolo che
troviamo in ogni tempo, luogo e cultura. A mio parere, quando siamo
connessi con la conoscenza interiore del cuore, possiamo attingere alla sua
saggezza come fonte d’amore e guida superiore.
Forse ti starai chiedendo perché, tra tutti gli organi del corpo (come la
milza, il fegato o i reni), il cuore sia l’unico ad avere un’intelligenza. Da
diversi anni facciamo il possibile per misurare e quantificare la coerenza e la
trasformazione, che sono essenziali per capire il ruolo del cuore. Quasi tutti
riconoscono che le emozioni elevate del cuore ci connettono alla coscienza di
amore, compassione, gratitudine, gioia, unità, accettazione e altruismo. Sono
sentimenti che ci riempiono e ci fanno sentire completi e connessi, mentre le
emozioni stressanti dividono le comunità e prosciugano l’energia vitale. Il
problema è che queste emozioni elevate del cuore spesso sono dovute al caso
e dipendono da fattori esterni, invece di essere prodotte da noi a comando.
Senza dubbio è difficile mantenere il nostro equilibrio mentale ed emotivo
nel mondo di oggi frenetico, stressante, incentrato sul rendimento e votato
alla velocità, e la perdita di questo equilibrio può avere gravi conseguenze per
la nostra salute. Per esempio, all’inizio del XX secolo quasi nessuno moriva
per problemi cardiaci, mentre oggi sono la principale causa di morte sia per
gli uomini che per le donne. Solo negli Stati Uniti, ogni anno le cardiopatie
costano circa centosettantasei miliardi di euro in prestazioni sanitarie, farmaci
e perdita di produttività.1 Lo stress è uno dei principali fattori che
contribuiscono allo sviluppo di queste patologie, e sta raggiungendo livelli
epidemici. Per fortuna esiste un antidoto. Studiando i diversi aspetti della
coerenza cardiaca, abbiamo scoperto che in realtà possiamo regolare i nostri
stati interni indipendentemente dalle condizioni dell’ambiente esterno. Come
quando sviluppiamo una qualunque capacità, per creare volontariamente
coerenza cardiaca ci vogliono conoscenza, applicazione e pratica.
Fondamentale per la nostra comprensione del cuore è stata la
collaborazione con l’Istituto HeartMath, un’organizzazione no-profit che si
occupa di ricerca nel campo della coerenza cardiaca e cerebrale. L’Istituto
HeartMath studia e sviluppa strumenti scientifici per aiutare le persone a
collegare mente e cuore e ad approfondire la loro connessione con il cuore
degli altri. Il suo obiettivo è di aiutare le persone a tenere in equilibrio i propri
sistemi fisici, mentali ed emotivi attraverso la guida intuitiva del cuore.
La nostra collaborazione si basa sulla comune convinzione che, per creare
un nuovo futuro, una persona debba associare un’intenzione chiara (cervello
coerente) a un’emozione elevata (cuore coerente). Le ricerche dell’Istituto
HeartMath hanno dimostrato che associando un’intenzione o un pensiero
(che, come hai letto, agisce da carica elettrica) a una sensazione o
un’emozione (che agisce da carica magnetica) possiamo modificare la nostra
energia biologica; e quando cambiamo la nostra energia, possiamo cambiare
anche la nostra vita. È l’unione di questi due elementi che produce effetti
misurabili sulla materia, allontanando l’assetto biologico dal solito passato e
portandolo nel nuovo futuro. Nei nostri seminari in tutto il mondo
insegniamo ai partecipanti a mantenere questi stati d’essere elevati affinché
smettano di essere vittime delle circostanze, passando da un’emozione
all’altra, e diventino i creatori della propria realtà. È un processo con cui
introduciamo un nuovo modo d’essere o una nuova personalità, che crea una
nuova realtà individuale.
Negli ultimi anni, uno degli obiettivi della collaborazione con l’Istituto
HeartMath è stato di insegnare ai nostri allievi a regolare e mantenere la
cosiddetta coerenza cardiaca, in riferimento alla funzione fisiologica del
cuore che lo porta a battere in modo costante, ritmico e ordinato (l’opposto è
l’incoerenza cardiaca, quando il cuore non funziona in maniera ordinata). Se
siamo in uno stato di coerenza cardiaca possiamo avere accesso
all’intelligenza del cuore, che l’Istituto HeartMath definisce così:

Il flusso di consapevolezza e comprensione che sperimentiamo


quando la mente e le emozioni vengono poste in equilibrio e in
coerenza attraverso un processo autonomo. Questa forma di
intelligenza viene sperimentata come conoscenza intuitiva diretta, che
si manifesta in pensieri ed emozioni benefici per noi e per gli altri.2

Come scoprirai in questo capitolo, i benefici della coerenza cardiaca sono


numerosi; per esempio, essa riduce la pressione sanguigna, migliora il
sistema nervoso e l’equilibrio ormonale, facilita le funzioni cerebrali. Quando
mantieni uno stato emotivo elevato, indipendente dalle condizioni
dell’ambiente esterno, puoi avere accesso al genere di intuizione ad alto
livello che favorisce una migliore comprensione di te stesso e degli altri, aiuta
a prevenire lo stress nella tua vita, aumenta la lucidità mentale e migliora la
capacità di prendere decisioni.3 A supporto dei risultati delle ricerche di
HeartMath, i nostri dati indicano chiaramente che le emozioni elevate
favoriscono un’espressione genica più sana.4
La coerenza cardiaca inizia con il battito regolare e coerente del cuore
attraverso la creazione, la pratica e il mantenimento di emozioni elevate,
come gratitudine, riconoscenza, ispirazione, libertà, gentilezza, altruismo,
compassione, amore e gioia. I benefici di questo battito coerente vengono
avvertiti in tutti i sistemi dell’organismo. Consciamente o inconsciamente,
molti di noi si abituano a sentirsi infelici, arrabbiati o preoccupati ogni
giorno. Quindi, perché invece non abituarsi a creare e mantenere gioia,
amore, altruismo? Alla fine questo non creerebbe un nuovo ordine interno, e
quindi salute e felicità?

Il cuore come ponte


Come hai letto nel capitolo sulla “Benedizione dei centri energetici”, il
cuore, situato dietro lo sterno, è il quarto centro energetico del corpo. È il
nostro ponte verso maggiori livelli di consapevolezza ed energia e il centro in
cui ha inizio la nostra divinità. Il cuore è il punto d’incontro tra i nostri tre
centri energetici inferiori (associati al corpo fisico) e i tre centri energetici
superiori (associati al nostro Io superiore). Ci connette al campo unificato e
rappresenta l’unione del dualismo o della polarità. È dove la separazione, la
divisione e l’energia polarizzata si fondono per diventare una cosa sola, dove
gli opposti si uniscono come lo yin e lo yang, il bene e il male, il positivo e il
negativo, il maschile e il femminile, il passato e il futuro.
Quando il cuore diventa coerente, il sistema nervoso risponde aumentando
l’energia, la creatività e l’intuizione del cervello, e questo ha un effetto
positivo su quasi tutti gli organi del corpo. Adesso il cuore e il cervello
lavorano insieme, facendoti sentire più completo, connesso e contento, non
solo all’interno del tuo corpo ma anche con ogni cosa e persona. In questo
stato creativo di unità, iniziano a succedere eventi straordinari nella tua vita,
perché non crei più a partire dal dualismo o dalla separazione; non aspetti più
che qualcosa di esterno a te ponga rimedio al senso interiore di vuoto o
separazione. Invece, prendi familiarità con il tuo nuovo io ideale e generi
nuove esperienze di te stesso. Se continui ad attivare il centro del cuore più
volte al giorno durante il processo creativo, con il tempo ti sembrerà che il
tuo futuro sia già successo. Come ti può mancare qualcosa se ti senti
completo?
Se i primi tre centri riflettono la nostra natura animale e si basano su
polarità, opposti, competizione, bisogni e mancanze, il quarto centro dà inizio
al viaggio verso la nostra natura divina. È dall’interno del centro del cuore
che modifichiamo la nostra mente ed energia, passando dall’egoismo
all’altruismo, sentendoci meno condizionati dalla separazione o dal dualismo
e più inclini a compiere scelte per il bene comune.
Tutti noi abbiamo sentito la coscienza del centro del cuore almeno una
volta nella vita. Quest’energia è legata all’essere soddisfatti e in pace con noi
stessi e con ciò che ci circonda. Quando accogliamo le emozioni legate al
cuore, che c’inducono a dare, aiutare, perdonare, amare, fidarci e così via,
non possiamo fare a meno di sentirci completi. Credo che questa sia la nostra
natura innata di esseri umani.

Omeostasi, coerenza e resilienza


Come hai appena imparato il sistema nervoso autonomo, che controlla le
funzioni involontarie, è diviso in due sottosistemi: sistema nervoso simpatico
e parasimpatico. Quando è attivato, il sistema nervoso simpatico regola le
azioni e le reazioni inconsce dell’organismo, come l’accelerazione del
respiro, l’aumento della frequenza cardiaca, la sudorazione, la dilatazione
delle pupille e così via. La sua funzione principale è di stimolare le reazioni
di lotta o fuga quando un pericolo, reale o percepito, è imminente. Questo
sistema lavora per proteggerci nell’ambiente esterno. Il sistema nervoso
parasimpatico è complementare a quello simpatico, nel senso che svolge
esattamente le funzioni opposte. Il suo ruolo è di conservare l’energia,
rilassare il corpo e rallentare le funzioni ad alto dispendio energetico del
sistema simpatico. Il sistema parasimpatico protegge il nostro ambiente
interno. Se paragoniamo il SNA a un’automobile, il sistema parasimpatico è
il freno e quello simpatico l’acceleratore. Entrambi i rami del SNA mettono
in comunicazione cuore e cervello; infatti, il cuore e il cervello hanno più
connessioni nervose tra loro di tutti gli altri sistemi dell’organismo.5 Il
sistema simpatico e il parasimpatico mantengono una condizione di
omeostasi (relativo equilibrio tra tutti i sistemi) all’interno del corpo.
Quando l’organismo è in uno stato di omeostasi, in genere ci sentiamo
rilassati e al sicuro nell’ambiente in cui ci troviamo. Dalla condizione di
omeostasi, in cui tutti i sistemi del corpo lavorano in armonia con un
dispendio minimo di energia, possiamo indurre il sistema nervoso a creare
coerenza. Per provare queste emozioni di coerenza, le connessioni neurali tra
cuore e cervello devono funzionare perfettamente, in maniera equilibrata e
coordinata. Se il cuore batte in modo coerente e ordinato, rende coerente
anche il SNA, che a sua volta migliora le funzioni cerebrali facendoci sentire
più creativi, concentrati, razionali, consapevoli e disposti a imparare.
Come sai, il contrario della coerenza è l’incoerenza. Quando il cuore batte
in maniera incoerente, ci sentiamo sbilanciati, tesi, ansiosi e distratti. Siccome
il corpo opera in modalità di sopravvivenza, funzioniamo da una prospettiva
più animalesca e primitiva. L’incoerenza è provocata dallo stress, che è la
risposta del corpo e della mente ai problemi e agli sconvolgimenti nel nostro
ambiente esterno. Se il sistema nervoso parasimpatico funziona meglio
quando ci sentiamo al sicuro, il sistema simpatico viene invece attivato
soprattutto quando avvertiamo un pericolo. Lo stress che proviamo quando
non ci sentiamo sicuri non riguarda necessariamente l’evento stesso ma è il
risultato delle reazioni emotive incontrollate all’evento.
Nello stato di omeostasi, puoi considerare il corpo come una macchina
perfetta e bilanciata, ma quando permangono emozioni come risentimento,
rabbia, gelosia, impazienza e frustrazione, il nostro equilibrio interno viene
compromesso. Se pensi a un periodo recente in cui ti sei sentito stressato,
probabilmente ti sembrerà che abbia avuto un ritmo frammentato (a quanto
pare, è esattamente ciò che fa il cuore: batte con un ritmo frammentato.) In
uno stato di stress cronico, l’organismo fatica a mantenere l’omeostasi e
potremmo cominciare a soffrire di una miriade di sintomi. Uno stress
continuo attinge dall’invisibile campo di energia intorno al corpo ed esaurisce
la nostra forza vitale, lasciandoci poco tempo o energia per riprenderci. A
causa della dipendenza del corpo dagli ormoni dello stress, rimaniamo
intrappolati in un circolo vizioso in cui l’incoerenza e il caos cominciano a
sembrarci normali, ma a quale prezzo?
Gli effetti a lungo termine dello stress possono essere catastrofici.
Secondo uno studio della Mayo Clinic su soggetti malati di cuore, lo stress
psicologico è il principale indicatore di futuri eventi cardiaci, come morte
cardiaca, arresto cardiaco e infarto.6 Molte persone non si rendono conto di
essere stressate fino al verificarsi di eventi come un attacco di cuore. È quindi
logico che, se il cuore batte in modo incoerente per lunghi periodi, non
operando con ordine ed equilibrio, prima o poi cederà.
Fondamentale per gestire lo stress è la resilienza, che l’Istituto HeartMath
definisce come “la capacità di prepararsi, riprendersi e adattarsi in caso di
stress, avversità, traumi o problemi”.7 La resilienza e la gestione delle
emozioni sono fondamentali per molti processi fisiologici importanti relativi
alla regolazione energetica, alla velocità di ripresa del corpo dopo la reazione
di stress e alla nostra capacità di restare in salute e mantenere l’omeostasi.

HRV (variabilità della frequenza cardiaca): comunicazione


tra cuore e cervello
Siamo portati a credere che il cervello regni sulla nostra biologia. In parte
è vero, ma il cuore è un organo autoritmico, il che significa che il battito
cardiaco ha origine dal cuore stesso e non dal cervello. Per esempio, è un
dato di fatto che in moltissime specie il cuore può essere estratto dal corpo e
posto in una soluzione salina chiamata soluzione di Ringer, dove continuerà a
battere per lungo tempo, indipendentemente dalla connessione neurologica
con il cervello. In un feto, il cuore inizia a battere prima ancora che il cervello
si formi (a tre settimane circa), mentre l’attività elettrica del cervello non
comincia fino alla quinta o sesta settimana.8 Questo dimostra che il cuore è in
grado di avviare autonomamente una comunicazione con il sistema nervoso
centrale.
Un altro fattore che rende il cuore unico è che contiene nervi di entrambi i
rami del SNA, il che significa che qualsiasi cambiamento nel sistema nervoso
simpatico e parasimpatico influisce sul suo funzionamento. Questo è
importante perché, che ce ne rendiamo conto o no, ogni emozione che
proviamo influenza il ritmo cardiaco, che viene trasmesso direttamente
attraverso il sistema nervoso centrale. In questo senso, il cuore, il cervello
limbico e il SNA hanno un rapporto molto stretto, perché l’equilibrio o lo
squilibrio di uno di essi ha un impatto sugli altri. (Per inciso, il cervello
limbico, la sede del sistema nervoso autonomo, è detto anche cervello
emotivo, perciò quando modifichi le emozioni influenzi anche le funzioni
involontarie.) Al giorno d’oggi, con una precisione del 75 per cento circa, la
scienza può capire cosa prova una persona dal battito del cuore utilizzando
l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca.9
L’HRV è la misura della variazione degli intervalli tra un battito del cuore
e l’altro (da qui il termine “variabilità”). Tra i suoi utilizzi, la HRV può
misurare la flessibilità del cuore e del sistema nervoso (che riflette il nostro
stato di salute) e l’equilibrio tra vita mentale ed emotiva.10 Studiando il ritmo
cardiaco misurato dalla HRV, gli scienziati possono approfondire la
conoscenza di come gli esseri umani elaborano le emozioni e degli effetti di
sensazioni ed emozioni sul nostro benessere. La ricerca sulla HRV ci offre
uno sguardo unico sulla comunicazione tra cuore, cervello ed emozioni.11
Molti studi mostrano che avere un livello moderato di variabilità ci rende
maggiormente in grado di adattarci alle difficoltà della vita.12 D’altra parte,
un basso livello di variabilità della frequenza cardiaca è un forte indicatore di
futuri problemi di salute, incluse tutte le cause di morte.13 Una bassa HRV è
associata anche a numerose patologie. Quando siamo giovani abbiamo una
maggiore variabilità ma, man mano che invecchiamo, la variabilità
diminuisce. Gli schemi di HRV sono così regolari che gli scienziati di solito
possono stabilire l’età del soggetto con un margine d’errore di circa due anni.
Per molti anni un ritmo cardiaco regolare è stato considerato un indice di
buona salute, ma adesso sappiamo che il nostro ritmo cardiaco cambia a ogni
battito, anche quando dormiamo. Nel corso degli anni, i ricercatori
dell’Istituto HeartMath hanno scoperto le informazioni codificate in questi
intervalli tra un battito e l’altro osservandone gli spazi invece che i picchi. È
simile al codice Morse, in cui capiamo il messaggio interpretando gli
intervalli tra le trasmissioni.14 Nel caso del cuore, gli intervalli tra i battiti
sono trasmissioni complesse, utilizzate per la comunicazione tra il cervello e
il corpo.
Negli anni Novanta, i ricercatori dell’Istituto HeartMath scoprirono che,
quando le persone si concentravano sul proprio cuore ed evocavano emozioni
elevate come riconoscenza, gioia, gratitudine e compassione, queste emozioni
potevano essere osservate come schemi coerenti nel ritmo cardiaco. Il
contrario era vero per le emozioni stressanti, che rendevano incoerente il
ritmo cardiaco e apparivano frastagliate e irregolari. Questa scoperta mise in
relazione gli stati emotivi con la HRV (vedi Figura 7.1).15 I ricercatori
osservarono anche che la frequenza cardiaca (battiti al minuto) e il ritmo
cardiaco sono due risposte biologiche distinte. Per esempio, una persona
poteva avere una frequenza cardiaca elevata e mantenere comunque uno stato
di coerenza; perciò si concluse che il ritmo cardiaco può creare stati corporei
interni coerenti.

RITMO CARDIACO

Figura 7.1
Il grafico in alto (si ringrazia l’Istituto HeartMath), rappresenta un ritmo cardiaco
incoerente a causa di emozioni come risentimento, impazienza e frustrazione. Il
grafico in basso rappresenta un ritmo cardiaco coerente, in conseguenza di
emozioni come gratitudine, riconoscenza e gentilezza.
Quando la nostra HRV è in uno stato di coerenza cardiaca, riflette un
aumento della sincronizzazione e dell’armonia nei due rami del SNA e
nell’attività che si verifica nei centri cerebrali superiori. Gran parte di quello
che abbiamo imparato dalla medicina occidentale ci ha portato a credere di
non poter controllare il sistema nervoso autonomo (come la frequenza
cardiaca e la pressione sanguigna) perché queste funzioni vanno oltre il
dominio della mente conscia, per non parlare della separazione tra il sistema
nervoso volontario e quello involontario. Tuttavia, adesso sappiamo che non
bisogna essere uno yogi o un mistico per avere queste capacità. Basta solo
essere soprannaturali, e questo si può imparare. È una delle ragioni per cui
l’Istituto HeartMath insegna l’importanza della coerenza cardiaca anche alle
forze armate, alla polizia, alle scuole e agli atleti; così le persone possono
mantenere la lucidità, la capacità di prendere decisioni e l’autocontrollo in
situazioni di stress elevato.

I benefici della coerenza cardiaca


Quando decidiamo di coltivare e provare emozioni elevate e il segnale
coerente di queste emozioni raggiunge il cervello, se l’ampiezza del segnale è
abbastanza significativa, vengono rilasciate nell’organismo sostanze
chimiche equivalenti che noi chiamiamo sensazioni positive. Esse ci fanno
sentire più leggeri e liberi: in altre parole, l’energia del nostro stato d’essere è
elevata. Se provi un elevato senso di benessere in un ambiente sicuro,
l’energia di queste sensazioni innesca una cascata di almeno
millequattrocento cambiamenti biochimici nell’organismo che favoriscono la
crescita e la riparazione.16 Invece di attingere dall’invisibile campo di energia
attorno al corpo per trasformare l’energia in chimica, stai aumentando ed
espandendo questo campo, dando luogo a una nuova espressione di sostanze
chimiche che rispecchiano il cambiamento dell’energia. Come? Mentre i
primi tre centri energetici del corpo consumano energia quando non sei in
equilibrio, il cuore invece la espande, e quando poni l’attenzione sul cuore
per creare e mantenere emozioni elevate, quest’energia coerente lo fa battere
come un tamburo. È questo battito ritmico coerente che crea un campo
magnetico misurabile intorno al cuore, e quindi al corpo. Quanto più forte è il
ritmo coerente del cuore, tanto più espanso diventa il tuo campo.
Invece, se ti senti ferito, irritato, stressato, geloso, arrabbiato, competitivo
o frustrato, il segnale che va dal cuore al cervello diventa incoerente,
provocando il rilascio di circa milleduecento sostanze chimiche
nell’organismo corrispondenti a queste sensazioni.17 Questo processo dura da
novanta secondi a due minuti circa. A breve termine, le emozioni stressanti
non sono dannose; anzi, se sono risolte possono migliorare la tua resilienza.
Tuttavia, se restano irrisolte, i loro effetti a lungo termine pongono l’intero
organismo in uno stato di incoerenza, rendendoti vulnerabile alle patologie
legate allo stress. Le emozioni di sopravvivenza attingono dal campo intorno
al corpo facendoti sentire separato e materialista perché ti stai concentrando
soprattutto sulla materia, sul tuo corpo, sull’ambiente, sul tempo e,
ovviamente, sulla causa dei tuoi problemi.
Una delle scoperte più significative dell’Istituto HeartMath è che ciò che
proviamo minuto per minuto, secondo per secondo, influenza il cuore e che le
nostre sensazioni ed emozioni sono fondamentali per liberare “l’intelligenza
del cuore”. Esse sono energie che emettono potenti campi magnetici e quanto
più forti sono le emozioni elevate, tanto più forte sarà il campo magnetico. In
effetti, il cuore produce il più forte campo magnetico del corpo, cinquemila
volte più potente di quello prodotto dal cervello.18
Metti un dito sul polso e senti il battito cardiaco. Questo battito è un flusso
energetico chiamato “onda della pressione sanguigna” e attraversa tutto il
corpo influenzando ogni cosa, compresa l’attività cerebrale. Non solo si
riverbera in ogni cellula dell’organismo, ma produce anche un campo intorno
al corpo che può essere rilevato fino a tre metri di distanza utilizzando uno
strumento chiamato magnetometro.19 Quando attivi il cuore evocando
emozioni elevate, non stai solo trasmettendo energia a ogni cellula, ma stai
anche irradiando queste sensazioni nello spazio. È qui che il cuore passa dalla
biologia alla fisica.
Utilizzando gli encefalogrammi, gli scienziati di HeartMath hanno
scoperto che, quando il cuore diventa coerente, le onde cerebrali si
sincronizzano con il ritmo cardiaco a una frequenza di 0,10 Hz, e che questa
sincronizzazione tra cuore e cervello aumenta quando il soggetto è in uno
stato di coerenza cardiaca. È stato dimostrato che la frequenza coerente di
0,10 Hz è uno stato di funzionamento ottimale, associato a un maggiore
accesso alla nostra intuizione più profonda e alla guida interiore. Una volta
che la mente analitica è fuori gioco, l’individuo può scendere le scale della
coscienza passando dalle onde alfa a quelle theta fino alle delta, ovvero fino
allo stato in cui il corpo si rigenera. Guarda caso, spesso i nostri allievi
riferiscono esperienze profonde o mistiche nello stato delta tra 0,09 e 0,10 Hz
mentre il loro cuore è in uno stato molto coerente. L’ampiezza dell’energia
prodotta dal cuore aumenta il livello di energia nel cervello, in alcuni casi da
cinquanta a trecento volte superiore al livello normale, o anche di più.
Altre prove della coerenza cuore-cervello sono state riscontrate in una
serie di esperimenti condotti da Gary Schwartz e dai suoi colleghi
dell’Università dell’Arizona. Scoprirono infatti comunicazioni inspiegabili
tra cuore e cervello, dimostrando l’esistenza di interazioni energetiche tra i
due organi proprio attraverso i campi elettromagnetici.20 Entrambi gli esempi
sottolineano che, se concentriamo l’attenzione sul cuore e sulle emozioni, il
battito cardiaco funge da amplificatore. Questo aumenta la sincronizzazione
tra cuore e cervello e crea coerenza non solo negli organi fisici, ma anche nel
campo elettromagnetico che circonda il corpo.
Inoltre, proprio dietro lo sterno si trova una piccola ghiandola chiamata
timo, che è in stretto rapporto con il cuore. Essendo uno degli organi
principali del sistema immunitario, il timo ha un ruolo fondamentale nello
sviluppo delle cellule T, che difendono l’organismo dagli agenti patogeni
come batteri e virus. Il timo funziona in modo ottimale fino all’inizio della
pubertà, ma comincia a ridursi man mano che invecchiamo a causa del calo
naturale nella produzione dell’ormone della crescita.
Come molti altri organi vitali, anche il timo è soggetto agli effetti negativi
dello stress a lungo termine. Quando viviamo in modalità d’emergenza per
tanto tempo e riduciamo il nostro campo energetico, tutta l’energia viene
indirizzata all’esterno per proteggerci dalle minacce percepite, così ne rimane
pochissima per proteggerci dai pericoli interni. Alla fine, questo causa
disfunzioni nel sistema immunitario. È logico allora supporre che, quando il
centro del cuore viene attivato dall’energia, mobilitando il sistema nervoso
parasimpatico per la crescita e la riparazione, anche il timo dovrebbe
diventare più attivo, perché stiamo aumentando l’energia al suo interno.
Pertanto, il timo dovrebbe anche trarre vantaggio dal mantenimento della
coerenza all’interno del corpo, contribuendo a sostenere il sistema
immunitario e la nostra salute a lungo termine.
In uno dei capitoli precedenti hai imparato che, nei miei studi
indipendenti, quando gli allievi erano in grado di provare gratitudine e altre
emozioni elevate per un totale di quindici o venti minuti al giorno per quattro
giorni, l’energia delle emozioni induceva i geni delle cellule immunitarie a
produrre una proteina chiamata immunoglobulina A. L’aumento dei suoi
livelli è un perfetto esempio di uno dei molti effetti positivi a cascata della
coerenza cardiaca.
In parole povere, ciò significa che la qualità del ritmo cardiaco si
ripercuote sulla nostra salute generale. Se il cuore batte con un ritmo
armonioso, la sua efficienza riduce lo stress in altri sistemi dell’organismo,
massimizza l’energia e crea uno stato di benessere a livello mentale, emotivo
e fisico. Se non c’è armonia, avviene il contrario. Questa incoerenza ci lascia
con meno energia a disposizione per la guarigione e il mantenimento della
salute, creando disordine nel nostro stato interno e aumentando lo stress nel
cuore e in altri organi.21 Per esempio, gli attacchi di cuore e le malattie
cardiache si presentano quando l’organismo è stato sotto stress per lunghi
periodi. Tuttavia, se scegliamo intenzionalmente le emozioni elevate,
concentrandoci meno sulla disarmonia e più sulla gratitudine, il corpo
reagisce positivamente e la salute migliora.
La prossima volta che utilizzi un’emozione elevata per sintonizzarti sul
tuo futuro, e la accogli prima che l’evento si verifichi, provando anche
gratitudine, sappi che la cosa peggiore che possa accaderti è che inizierai a
stare meglio.

Gli effetti dello stress cronico


Quando viviamo in un continuo stato di stress, il centro del cuore diventa
incoerente, ostacolando la nostra capacità di creare. In risposta a un ritmo
cardiaco caotico, il cervello diventa molto incoerente, e questa incoerenza si
riflette nei due rami del SNA. Alla fine, l’assuefazione allo stress logora così
tanto il corpo da eliminare la nostra capacità di riparazione e di mantenimento
della salute, consumando la nostra vitalità e resilienza.
Se la resilienza si basa su un’efficace gestione dell’energia, potresti
sentirti completamente prosciugato, abbattuto e forse malato mentre sei sotto
l’influsso dello stress cronico. Più diventiamo dipendenti da questi stati di
stress, meno siamo propensi ad aprire il cuore, guardarci dentro e creare
coerenza cardiaca.
Un’esperienza che ho vissuto a casa mia, in una zona rurale dello stato di
Washington, ne è un buon esempio. Una sera di novembre tornai a casa dal
lavoro, parcheggiai l’auto come sempre e cominciai a percorrere il vialetto di
trentasei metri che conduce a casa mia. Era buio pesto. A ventisette metri
circa dalla porta d’ingresso, alla mia destra, sentii un minaccioso ruggito
proveniente da dietro alcune grandi rocce. Immediatamente mi focalizzai
sulla materia (qualcosa) e mi ritrovai a pensare: “Cosa potrebbe nascondersi
nell’oscurità?”. Cominciai a cercare nella mente e poi nell’ambiente qualche
elemento noto del passato per aiutarmi a prevedere il futuro. “Potrebbe essere
uno dei miei cani?” mi domandai. Cominciai a gridare i loro nomi, ma non ci
fu risposta. Quando feci qualche altro passo, il ringhio diventò più forte.
Senza dover pensare a mobilitare l’energia nel mio corpo, mi si rizzarono i
capelli in testa, il battito cardiaco e la frequenza respiratoria aumentarono, e i
miei sensi si amplificarono in vista della lotta o della fuga. Presi il cellulare e
accesi la torcia, ma non riuscivo ancora a vedere cosa producesse il rumore.
Dall’oscurità, il ruggito continuava. Indietreggiai lentamente e poi scappai
verso la stalla, dove i miei lavoranti stavano portando i cavalli per la notte.
Prendemmo i fucili e le torce e tornammo appena in tempo per vedere un
puma e il suo cucciolo dileguarsi tra i cespugli.
Da questa storia puoi dedurre che una situazione altamente stressante
come questa non è il momento giusto per aprire il cuore o fidarti dell’ignoto.
Non è il momento di spostare l’attenzione dalle cose del mondo materiale a
una nuova possibilità nella tua mente. È il momento di scappare, nascondersi
o combattere. Ma se sei continuamente in modalità di lotta o fuga, anche se
non c’è nessun puma tra i cespugli, è meno probabile che vorrai chiudere gli
occhi e guardarti dentro perché dovrai mantenere l’attenzione sulla minaccia
percepita all’esterno. Nel tuo sistema nervoso non può entrare nessuna nuova
informazione che non sia pertinente alle emozioni che stai provando, perciò
non puoi programmare il tuo corpo per un nuovo destino. Quindi è logico che
quanto più sei dipendente dagli ormoni dello stress nella tua vita normale,
tanto meno sei incline a creare, meditare o aprire il cuore ed essere
vulnerabile.

Il cervello del cuore


Il lavoro pioneristico del dottor J. Andrew Armour ha dimostrato che il
cuore possiede una vera e propria mente. Con i suoi quarantamila neuroni
circa, il cuore ha un sistema nervoso che funziona indipendentemente dal
cervello. Il termine tecnico coniato per questo sistema è “sistema nervoso
cardiaco intrinseco”, meglio noto come “cervello del cuore”.22 Questa
scoperta fu così epocale che diede vita a un nuovo ramo della scienza
chiamato neurocardiologia.
Cuore e cervello sono collegati dai nervi efferenti (discendenti) e afferenti
(ascendenti); tuttavia, il 90 per cento delle fibre nervose di connessione sale
dal cuore al cervello.23 Armour scoprì che queste vie nervose afferenti dirette
inviano continuamente segnali e informazioni che interagiscono con l’attività
dei centri emotivi e cognitivi superiori del cervello, modificandola.24 Questi
segnali dal cuore al cervello attraversano il nervo vago e continuano
direttamente fino al talamo (che sincronizza l’attività corticale, come il
pensiero, la percezione e la comprensione del linguaggio), ai lobi frontali
(responsabili delle funzioni motorie e della risoluzione dei problemi) e al
centro di sopravvivenza del cervello, l’amigdala (che segnala la memoria
emotiva). Le cellule dell’amigdala si sincronizzano con il battito del cuore.25
(Vedi Figura 7.2.) Ciò significa che, se il tuo centro del cuore è aperto, allora
tiene sotto controllo i centri di sopravvivenza del cervello. È possibile che,
più aperto è il cuore, meno incline sarai a reagire agli agenti stressanti. È vero
anche il contrario: meno energia hai nel cuore, più sarà probabile che vivrai
in modalità di sopravvivenza.

LA COERENZA CARDIACA INFLUENZA


LA COERENZA CEREBRALE
Figura 7.2
Quando il cuore diventa coerente, funge da amplificatore, inviando informazioni
coerenti tramite i nervi afferenti direttamente al talamo, che sincronizza la
neocorteccia e i centri di sopravvivenza del cervello.

Questo ci dice che le nostre sensazioni e il nostro ritmo cardiaco


influenzano le risposte e i ricordi emotivi, quindi lo stress e l’ansia possono
innescare le onde cerebrali corrispondenti all’abitudine all’ansia del passato.
D’altra parte, le emozioni elevate del cuore possono produrre coerenza nelle
onde cerebrali, perciò se stai evocando le sensazioni del tuo futuro creando
stati elevati, il cervello comincia a costruire reti neurali per queste emozioni
future o per il tuo nuovo destino. La scoperta di Armour delle vie nervose
afferenti dal cuore al cervello dimostra che il cuore elabora le emozioni,
reagisce direttamente all’ambiente e regola il proprio ritmo in modo
autonomo, senza ricevere informazioni dal cervello. Questo perché il cuore e
il SNA lavorano sempre insieme. I nervi che favoriscono questa
comunicazione permettono al cuore di percepire, ricordare, regolarsi e
prendere decisioni sul controllo cardiaco, indipendentemente dal sistema
nervoso.26
In parole povere, le emozioni e i sentimenti che hanno origine nel cuore
svolgono un ruolo importante nel condizionare la modalità in cui pensiamo,
elaboriamo le informazioni, sentiamo e comprendiamo il mondo e il nostro
posto al suo interno.27 Quando il centro del cuore è attivato, funge da
amplificatore per mettere in moto il cervello, aumentarne l’attività e creare
ordine, equilibrio e coerenza in tutto il corpo.

Vivi centrato sul cuore


Come ho già detto, ogni pensiero produce sostanze chimiche
corrispondenti, che a loro volta creano un’emozione. Pertanto, vieni
suggestionato solo dai pensieri che corrispondono al tuo stato emotivo.
Adesso sappiamo che, quando i nostri allievi sono centrati sul cuore e
sentono più pienezza e unità, sono meno distanti dai loro sogni. Quando
provano gratitudine, abbondanza, libertà o amore, tutte queste emozioni
accolgono pensieri corrispondenti. Le emozioni elevate aprono la porta della
mente subconscia affinché tu possa programmare il sistema nervoso
autonomo in maniera corrispondente ai pensieri del tuo nuovo futuro. Inoltre
sappiamo che vivere provando paura, ma sforzandosi di pensare di non
averne, non permette di produrre un effetto misurabile, perché il
cambiamento può avvenire solo quando i pensieri sono in sintonia con lo
stato emotivo del corpo. Una persona può pensare positivo quanto vuole, ma
senza una corrispondente emozione o sensazione equivalente a quel pensiero,
il messaggio non può essere compreso nel resto del corpo.
Pertanto, puoi ripetere l’affermazione “Sono coraggioso” fino alla nausea,
ma se è paura ciò che provi veramente, il pensiero “Sono coraggioso” non va
mai oltre il tronco encefalico. La sensazione è ciò che produce la carica
emotiva (energia) per stimolare il SNA verso un destino diverso. Senza la
sensazione, resta un divario tra il cervello e il corpo, tra il pensiero della
salute e la sensazione della salute, e non puoi incarnare quel nuovo stato
d’essere.
È solo quando modifichi la tua energia che produci effetti più significativi.
Se mantieni tutti i giorni le emozioni ad alti livelli, prima o poi il tuo corpo,
nella sua innata intelligenza, comincia a innescare i relativi cambiamenti
genetici nel modo che ho descritto in precedenza. Questo perché il corpo
crede che l’emozione che stai provando derivi da un’esperienza attuale e
reale. Perciò quando apri il tuo cuore, ti eserciti a provare un’emozione prima
che l’esperienza si verifichi e la associ a un’intenzione chiara, il corpo
reagisce come se fosse in quell’esperienza futura. Poi la coerenza cuore-
mente influenza la chimica e l’energia del tuo organismo in svariati modi.
Se la coerenza tra cuore e cervello può avere origine nel cuore, e la loro
sincronizzazione produce salute e prestazioni ottimali, allora dovresti trovare
il tempo ogni giorno per concentrarti sull’attivazione del tuo centro del cuore.
Scegliendo deliberatamente di provare le emozioni elevate del cuore invece
di aspettare che siano suscitate da qualcosa di esterno, diventi chi sei davvero
destinato a essere: un individuo che trova la sua forza nel cuore. Quando vivi
centrato sul cuore, scegli naturalmente l’amore e lo dimostri attraverso la
compassione e l’interesse per il benessere tuo, degli altri e del Pianeta. Grazie
alla nostra collaborazione con l’Istituto HeartMath, i nostri allievi hanno
dimostrato che, con la pratica, possiamo produrre, regolare e mantenere
emozioni elevate, indipendentemente dagli eventi del mondo esterno.
Nei nostri seminari, attraverso la pratica di regolare il ritmo cardiaco per
mantenere le emozioni elevate, insegniamo ai nostri allievi a generare la
coerenza cardiaca e cerebrale. Poi misuriamo le loro capacità utilizzando
monitor HRV. Durante le meditazioni guidate, chiediamo loro di
abbandonarsi alle emozioni di gratitudine, gioia e amore, e li invitiamo a
esercitarsi quotidianamente anche al di fuori del corso, in modo che diventi
un’abitudine. Spero che, con sufficiente pratica, i nostri allievi possano
passare dal sentirsi spaventati o insicuri all’innamorarsi della propria vita.
Alcuni di loro sono riusciti a dimostrare che è possibile produrre effetti
positivi tangibili e misurabili semplicemente modificando il paradigma di
pensieri e sentimenti. Infatti, una volta rientrati a casa, gli effetti positivi che
hanno prodotto nella propria vita al corso si sono riflessi positivamente sulle
loro famiglie e comunità, espandendo continuamente la loro influenza
vibrazionale di armonia e coerenza in tutto il mondo.
Praticando ripetutamente la regolazione degli stati emotivi amplificati, con
il tempo la nuova base emotiva comincia a influenzare una nuova serie di
pensieri corrispondenti alle sensazioni elevate. Quando si verifica il loop tra il
cuore (corpo) e la mente (cervello), sei in uno stato d’essere completamente
nuovo: hai la coscienza di una mente illimitata e l’energia di amore profondo
e gratitudine. La ripetizione di questo processo equivale a ricondizionare il
corpo, riprogrammare il cervello e riconfigurare la biologia in modo che
corrispondano al tuo nuovo stato d’essere. Ora stai naturalmente,
automaticamente e regolarmente trasmettendo una diversa firma
elettromagnetica nel campo. È quello che sei, o che sei diventato.
Si potrebbero scrivere innumerevoli libri di storia attraverso la lente delle
emozioni incoerenti. Che il risultato sia una tragedia shakespeariana, un
genocidio o una guerra mondiale, le emozioni di sopravvivenza come la
colpa, l’odio, la rabbia, la competizione e la vendetta hanno generato
un’infinita e inutile scia di dolore, sofferenza, oppressione e morte, che ha
portato gli esseri umani a vivere in conflitto e in opposizione invece che in
pace e in armonia. Adesso possiamo interrompere questo ciclo. Siamo in un
momento cruciale nella storia dell’umanità, in cui l’antica saggezza e la
scienza moderna si uniscono per fornirci la tecnologia e le conoscenze
scientifiche necessarie affinché gestiamo non solo le emozioni in maniera più
efficiente ed efficace, ma anche ciò che questo significa per la salute, le
relazioni, i livelli di energia e per l’evoluzione personale e collettiva. Non
dobbiamo spostare montagne, solo cambiare il nostro stato d’essere interno.
Questo ci permette di cambiare il modo in cui ci comportiamo gli uni con gli
altri, sostituendo le situazioni stressanti con esperienze positive che ci
forniscono energia, arricchiscono il nostro spirito e ci lasciano con un senso
di pienezza, connessione e unità. Il cervello pensa, ma il cuore, quando lo
trasformiamo in uno strumento di percezione, sa.

Esempi dai nostri seminari


Per vedere un esempio di come la coerenza cardiaca crei coerenza
cerebrale, osserva i grafici 8A e 8B nell’inserto a colori. La prima immagine
mostra stati di onde cerebrali beta normali o relativamente basse prima che la
persona cominci a creare coerenza cardiaca. La seconda immagine mostra un
cambiamento significativo quando la persona entra in uno stato di coerenza
cardiaca solo qualche secondo dopo. Questo perché il cuore funge da
amplificatore per indurre il cervello a creare onde cerebrali alfa sincronizzate
molto coerenti.
Nelle figure 7.3A e 7.3B trovi un’analisi della HRV di una delle nostre
allieve, misurata durante un seminario avanzato. Il primo diagramma, nella
Figura 7.3A, rappresenta due meditazioni, una al mattino e una prima di
pranzo, e ciascuna casella rappresenta un periodo di cinque minuti. La prima
freccia grigia in alto rivolta a destra indica il momento in cui lei è entrata in
uno stato di coerenza cardiaca. Durante la meditazione delle sette del mattino,
ha mantenuto questo stato per più di cinquanta minuti, fino alla freccia rivolta
a sinistra. Nella parte inferiore della figura, la freccia grigia rivolta a destra
indica quando è entrata di nuovo in uno stato di coerenza cardiaca per
trentotto minuti durante la meditazione prima di pranzo; la freccia rivolta a
sinistra ne indica la fine.

Figura 7.3A
Figura 7.3B
Entrambe le figure rappresentano un’analisi della HRV di un’allieva che entra in
coerenza cardiaca attraverso uno stato emotivo elevato. Ogni riquadro
rappresenta un intervallo di cinque minuti. Le frecce grigie rivolte verso destra
indicano il momento in cui lei entra in uno stato di coerenza cardiaca; le frecce
grigie rivolte verso sinistra ne indicano la fine. Le due figure dimostrano che
l’allieva sta sviluppando la capacità di regolare i propri stati interni.
Nella Figura 7.3B si vede che l’allieva entra spontaneamente in uno stato di
coerenza cardiaca per più di un’ora. Il suo corpo viene programmato a una nuova
mente.

Adesso osserva la Figura 7.3B. Nella meditazione successiva, nel


pomeriggio dello stesso giorno, se guardi tra le due frecce grigie nella parte
superiore della figura, puoi vedere che l’allieva è entrata di nuovo in uno
stato di coerenza cardiaca per quasi quarantacinque minuti. Ciò che rende
tanto affascinante questo rilevamento, però, riguarda ciò che accade verso le
otto di sera (vedi le altre due frecce grigie rivolte verso l’interno). Siccome in
quel momento non si stava svolgendo nessuna meditazione, le chiedemmo in
seguito che cosa fosse successo. Il suo cuore era entrato in uno stato di “super
coerenza” per più di un’ora mentre lei era nel suo normale livello di veglia.
Ci raccontò che si stava preparando per andare a dormire quando
all’improvviso provò una travolgente sensazione d’amore. Fu così forte che
dovette stendersi e abbandonarsi a essa. Il suo cuore entrò spontaneamente in
uno stato di coerenza cardiaca e per un’ora e dieci minuti, mentre era distesa
sul letto, s’innamorò profondamente della propria vita. Ci fu un cambiamento
nel suo SNA. L’ultima freccia indica il momento in cui si girò su un fianco e
si addormentò. Un bel modo di terminare la giornata, non credi?
Pensaci: sai che è facile formulare un pensiero di ansia e paura riguardo a
un evento futuro che non è ancora accaduto e accogliere a livello emotivo
questo scenario immaginario nella tua mente in continuazione; sai anche che
quanta più energia fornisci al pensiero, tanto più rimuginerai su altri possibili
eventi, e alla fine questi pensieri ti porteranno verso la peggiore delle ipotesi.
Sono le emozioni a guidare questi pensieri. Hai programmato il corpo a
essere la mente della paura e dell’ansia. Se ciò continua per un lungo periodo,
potresti avere un attacco di panico, innescato spontaneamente dal corpo e su
cui la mente conscia non ha alcun controllo.
E se invece di programmare il corpo a essere la mente della paura e
dell’ansia provassi emozioni elevate e lo programmassi a essere la mente
dell’amore e della coerenza? Invece di avere paura e temere un nuovo attacco
di panico, saresti entusiasta e non vedresti l’ora di avere un involontario
attacco d’amore.
La Figura 7.4 mostra altri tre esempi di allievi capaci di mantenere la
coerenza cardiaca per lunghi periodi. Se osservi con attenzione, vedrai che il
loro cuore reagisce a uno stato di emozioni elevate per almeno
quarantacinque minuti. In pratica, il loro corpo risponde a una nuova mente.
Direi che è piuttosto soprannaturale.
Figura 7.4
Un esempio di tre allievi che mantengono emozioni elevate per quarantacinque
minuti.

Le figure 7.5A e 7.5B mostrano due esempi di persone con variabilità


della frequenza cardiaca molto bassa (indicata dalle frecce nere rivolte verso
l’alto) nel naturale stato di veglia. Osserva i cambiamenti della HRV quando
entrano in uno stato di coerenza cardiaca, rappresentato tra le frecce grigie
rivolte verso l’interno. Anche se solo per otto o quindici minuti, questi allievi
hanno modificato la propria biologia.
Figura 7.5A
Figura 7.5B
Entrambe le figure riguardano due allievi con scarsa variabilità della frequenza
cardiaca (illustrata dalle frecce nere rivolte verso l’alto). Tuttavia, quando arriva il
momento di aprire il cuore, se guardi tra le due frecce grigie noterai un
cambiamento significativo. Anche se solo per otto o quindici minuti, i soggetti
modificano la propria fisiologia.

Meditazione della coerenza cardiaca


Questa meditazione è basata sulla tecnica Heart Lock-In sviluppata
dall’Istituto HeartMath. Chiudi gli occhi, lascia che il tuo corpo si rilassi e
poni l’attenzione sul cuore. Comincia a inspirare ed espirare dal cuore, e
continua a farlo più lentamente e profondamente. Quando ti distrai, riporta
l’attenzione e la consapevolezza sul tuo petto, sul tuo cuore e sul tuo respiro.
Poi, mentre poni l’attenzione sul quarto centro, evoca qualche emozione
elevata mentre continui a respirare dal cuore. Quando senti l’emozione
elevata nel petto, invia quell’energia fuori dal corpo e associala con la tua
intenzione. Continua a trasmettere l’energia e l’intenzione tutt’intorno a te.
Inizia con dieci minuti e cerca di estendere ogni giorno il tempo in cui mediti.
Alla fine, quando impari a conoscere cosa senti nel corpo provando
emozioni elevate, puoi meditare nel corso della giornata con gli occhi aperti
(ne riparlerò nel Capitolo 9). Per quattro volte al giorno, ricordati di trovare
un minuto o due per provare emozioni elevate.
Capitolo 8

MIND MOVIE E
CALEIDOSCOPIO

Ero a Orlando, in Florida, dove avevo partecipato a una conferenza.


Mentre stavo facendo i bagagli per tornare a casa, accesi la televisione per
aggiornarmi sulla situazione politica degli Stati Uniti. Era il periodo delle
elezioni presidenziali del 2016, ed essendo stato all’estero per lavoro per tre
settimane, ero curioso di sapere cosa fosse successo mentre ero via. Cambiai
diversi canali finché non trovai un notiziario, posai il telecomando e,
ascoltando la Tv, continuai a fare i bagagli. All’improvviso, uno spot
pubblicitario catturò la mia attenzione, e in un attimo capii perché parliamo di
“programmazione” televisiva.
Lo spot cominciava con un esterno notte della casa di una coppia. Mentre
la telecamera zooma sull’abitazione, le parole “Quattordicesima notte con il
fuoco di Sant’Antonio” appaiono sullo schermo. All’interno della casa si
sente una musica inquietante mentre un uomo anziano geme per il dolore ai
piedi del suo letto. La moglie, preoccupata, entra nella stanza e gli chiede
come sta. “Fa male” risponde lui. Nell’angolo in basso a destra, in caratteri
minuscoli quasi dello stesso colore dello sfondo, appaiono le parole
“simulazione con attori”.
La moglie si avvicina con uno sguardo disperato e solleva lentamente la
maglietta del marito, rivelando grossi sfoghi rossastri nella parte inferiore
della schiena. L’immagine è scioccante, grottesca e orribile, la ferita somiglia
a un’ustione di terzo grado. Nei miei trentuno anni di pratica, ho esaminato
centinaia di persone con il fuoco di Sant’Antonio (herpes zoster) e non ho
mai visto niente di così grave come le finte lesioni di quello spot. Capii
immediatamente che era fatto apposta per suscitare una forte reazione
emotiva negli spettatori, perché questo fu proprio l’effetto che ebbe su di me.
Non appena vedi le eruzioni cutanee sulla schiena dell’uomo, lo spot ha
raggiunto il suo scopo: attirare la tua attenzione e cambiare il tuo stato
emotivo. Nel momento in cui lo spot modifica in maniera significativa il tuo
stato emotivo interiore, ti porta a prestare maggiore attenzione alla causa del
turbamento nell’ambiente esterno. Quanto più forte è l’emozione che suscita
(stimolo), tanto maggiore sarà la tua attenzione (risposta). Quest’associazione
tra stimolo e risposta, o condizionamento, è il modo in cui vengono creati i
ricordi associativi o a lungo termine.
Il processo di condizionamento inizia abbinando un simbolo o
un’immagine a un cambiamento dello stato emotivo, una combinazione che
apre la porta tra mente conscia e subconscia. Nel caso dello spot sul fuoco di
Sant’Antonio, ora che hanno catturato la tua attenzione (e iniziato il processo
di programmazione), non puoi fare a meno di chiederti cosa succederà dopo.
Lo spot continua con una sobria voce maschile: “Se hai avuto la varicella, il
virus del fuoco di Sant’Antonio è già dentro di te. Invecchiando, il tuo
sistema immunitario s’indebolisce e perde la capacità di tenere il virus sotto
controllo.” Utilizzando il marketing emozionale, è la prima volta che lo spot
solleva questioni etiche dicendo al pubblico che il sistema immunitario
s’indebolisce con l’età. Poi vediamo l’uomo in bagno che si guarda allo
specchio. Sembra preoccupato e abbattuto.
La scena cambia: la moglie parla al telefono in cucina e dice: “Non ce la
faccio più a vederlo in queste condizioni.”
Poi vediamo l’uomo piegato sul letto, con una mano sulla fronte e una
smorfia di dolore sul volto. La voce narrante fa un’affermazione diretta,
rafforzata dalle stesse parole che appaiono sullo schermo: “1 persona su 3 si
ammala di fuoco di Sant’Antonio nel corso della vita.” La voce narrante
continua mentre le stesse parole rimangono sullo schermo: “L’eruzione
cutanea può durare fino a 30 giorni.”
Nella scena successiva, la moglie parla rivolta alla telecamera: “Vorrei
solo poter fare qualcosa per aiutarlo.”
Vediamo ancora l’uomo in preda al dolore, e sullo schermo appaiono le
parole: “1 persona su 5 con il fuoco di Sant’Antonio soffrirà di nevralgia a
lungo termine.” Queste parole rimangono sullo schermo mentre il narratore
dice: “La nevralgia può durare da pochi mesi a qualche anno. Non aspettare
che qualcuno che ami si ammali di fuoco di Sant’Antonio. Parlane con il tuo
medico o farmacista.”
Esaminiamo più attentamente cosa sta cercando di fare questo spot
pubblicitario. Per prima cosa, vuole cambiare il tuo stato emotivo. Una volta
che ha catturato la tua attenzione, diventi più aperto e suggestionabile alle
informazioni che seguono. Ora che sei maggiormente disposto ad accettare,
credere e arrenderti a queste informazioni (senza analizzarle), se ti senti
spaventato, vulnerabile, preoccupato, scioccato, debole, stanco o sofferente,
sei più suscettibile alle informazioni che corrispondono a queste emozioni.
Forse cominci a chiederti se ti ammalerai anche tu.
In vari punti dello spot, certi “fatti” appaiono scritti sullo schermo,
consentendoti di leggerli. Questo serve a rinforzare la programmazione.
Inoltre, mentre il cervello pensante è concentrato nella lettura, il contenuto
della narrazione scivola nel subconscio, creando un programma interno.
Attraverso una suggestione diretta, la voce narrante ti ha instillato la paura
insinuando che hai già il virus nel tuo corpo e che, a causa del naturale
processo d’invecchiamento, il tuo sistema immunitario non è più abbastanza
forte da combatterlo. Questo messaggio attiva il cervello emotivo (sede del
sistema nervoso autonomo), consentendo che venga programmato. Il sistema
nervoso autonomo produce cambiamenti chimici nel corpo corrispondenti
alla suggestione. In altre parole, il tuo corpo verrà programmato a livello
subconscio e in modo automatico a indebolire il tuo sistema immunitario. In
conclusione, sei in pericolo e faresti meglio a non aspettare di contrarre la
malattia. L’effetto della pubblicità va anche oltre: se hai avuto la varicella e
dopo aver visto lo spot “pensi” che il tuo sistema immunitario sia debole a
causa dell’età, deciderai di avere ancor più bisogno di prevenire il fuoco di
Sant’Antonio e così sarai ancor più motivato a comprare il farmaco.
Se per caso hai il fuoco di Sant’Antonio e vedi lo spot, quando ti rendi
conto che la tua situazione non è grave come quella dell’attore, potresti
ritrovarti a pensare: “Dovrei prendere il farmaco adesso, in modo che la
malattia non peggiori. Non voglio finire come lui.” Se non hai il fuoco di
Sant’Antonio, alla fine dello spot potresti comunque chiederti: “Faccio parte
dei due terzi della popolazione al sicuro? O sono nel terzo che prenderà il
virus?”. Se pensi “Spero di no!” significa che credi di poter essere
vulnerabile, portando te stesso a pensare inconsciamente di essere già malato.
Sai qual è la cosa più assurda di questa pubblicità? Il farmaco non è
neanche menzionato, così hanno potuto evitare di indicarne gli effetti
collaterali. Siccome quella pubblicità aveva suscitato la mia curiosità, smisi
di preparare le valigie e cercai su internet un altro spot della stessa casa
farmaceutica. Volevo sapere quale fosse il farmaco pubblicizzato. Dopo una
veloce ricerca, trovai parecchie pubblicità simili ma con piccole variazioni.
Tutte però avevano una cosa in comune: il loro scopo era di catturare
l’attenzione.
In un altro spot che visionai, una donna con gli occhialini sta nuotando in
una piscina. Tutto è in bianco e nero. A differenza dell’altro filmato, il
narratore (una voce femminile perentoria con un accento inglese) è il virus
del fuoco di Sant’Antonio, e la narrazione proviene dalla testa della donna:
“Complimenti, Linda. L’età non ti ferma, ma il tuo sistema immunitario
s’indebolisce man mano che invecchi, aumentando il rischio di prendere me:
il virus del fuoco di Sant’Antonio. Sono nascosto dentro di te da quando hai
avuto la varicella. Potrei uscire in superficie in qualsiasi momento, sotto
forma di vesciche dolorose.” Poi la scena passa improvvisamente dal bianco
e nero al colore e un uomo solleva la maglietta mostrando la peggior eruzione
cutanea mai vista, che attira inevitabilmente l’attenzione dello spettatore. Con
altrettanta velocità, si ritorna alla nuotatrice in bianco e nero.
Lo spot era orchestrato come il precedente: prima faceva un’affermazione
che attirava l’attenzione o mostrava un’immagine scioccante per cambiare lo
stato emotivo dello spettatore, poi lo induceva a essere più suggestionabile
all’informazione attraverso il cambiamento dello stato emotivo e infine usava
l’autosuggestione per indurlo a chiedersi se avesse già la malattia. Inoltre,
questa pubblicità insinua che, malgrado tu sia sano e ti prenda cura di te
stesso, potresti comunque essere colpito dal virus, suggerendo che nessuno è
immune. Anche qui, le parole sullo schermo rinforzavano il messaggio: “1
persona su 3 mi prende nella sua vita. Linda, toccherà anche a te?”. Se poi,
per qualsiasi ragione, t’identifichi con la donna, avrai l’impressione che
quella voce si stia rivolgendo direttamente a te.
Il tono dello spot cambia quando una nuova voce narrante maschile
comincia a parlare in modo sicuro e spensierato, senza preoccupazione. La
voce, anch’essa con un accento inglese, dice: “Ed ecco perché Linda ha preso
me, il farmaco X.” La scena rimane in bianco e nero, a eccezione del costume
da bagno della donna, della sua cuffia da nuoto e del nome del farmaco, che
appare sullo schermo a grandi caratteri. Ora il farmaco è stato impresso nel
tuo cervello a un ulteriore livello. Ancora una volta, lo spot ha creato
un’associazione tra la tua salute e sicurezza e il farmaco che ti proteggerà. Lo
slogan appare sullo schermo mentre il narratore lo legge ad alta voce,
affermando che il farmaco aiuta a “rinforzare il tuo sistema immunitario
contro il fuoco di Sant’Antonio. A proteggerlo contro di te, fuoco di
Sant’Antonio!”.
Alla fine dello spot, il narratore dice: “Il farmaco X serve a prevenire il
fuoco di Sant’Antonio negli adulti dai cinquant’anni in su. Non dev’essere
utilizzato per trattare la malattia e la sua efficacia non è garantita.” Ed ecco la
battuta finale: “Non assumere il farmaco se il tuo sistema immunitario è
indebolito.”
Aspetta… cosa? È paradossale: ti hanno appena detto che quando invecchi
il tuo sistema immunitario s’indebolisce e sei più esposto al fuoco di
Sant’Antonio. Il farmaco serve a rafforzare il sistema immunitario, ma non
devi assumerlo se è già indebolito. Ecco il dilemma: se scegli comunque di
prendere il farmaco, significa che lo ritieni più potente del tuo sistema
immunitario forse indebolito. Allora la programmazione indotta dallo spot ha
funzionato.
Gli inserzionisti pubblicitari sanno bene che questo messaggio confonde e
disorienta la mente conscia. Allo stesso tempo, però, programmano la mente
subconscia con l’idea che il tuo sistema immunitario è debole, che hai già il
virus dentro di te e che molto probabilmente svilupperai il fuoco di
Sant’Antonio, anche se adesso sei sano. Inoltre, ti dicono che senza il
medicinale rischi di soffrire, anche se non c’è nessuna garanzia di rapida
guarigione, e che comunque potrebbe non funzionare se il tuo sistema
immunitario è già debole.
Infine arrivano gli effetti collaterali (che non sono collaterali, ma diretti):
“Sfoghi simili a quelli del fuoco di Sant’Antonio, rossore, dolore, prurito,
gonfiore, calore, ematoma nel punto di iniezione e mal di testa. Consulta il
medico se stai vicino a neonati o donne in gravidanza o sei hai un sistema
immunitario indebolito perché il vaccino contiene una versione indebolita del
virus della varicella e potresti infettarli.”
Iniziai a chiedermi in quale pianeta vivessi. Questo tipo di
programmazione ti porta a domandarti se siamo davvero liberi o se le nostre
scelte sono tutte condizionate, che si tratti di un certo tipo di birra, di uno
shampoo, dell’ultimo modello di smartphone o di una pillola che potrebbe
guarirti da un virus che forse nemmeno hai. Il più delle volte la pubblicità fa
appello alla mancanza e alla separazione ricordandoti di volere ciò che non
hai, di desiderare ciò che ti serve per conformarti o per riempire un senso di
vuoto o di solitudine. E ovviamente, in questo caso, se stai male o ti sembra
di star male, la pubblicità ha la soluzione per i tuoi sintomi.
Infine, mi imbattei in uno spot simile con lo stesso tema: un attore che
soffre terribilmente da diciassette giorni, la scioccante esposizione di una
lesione estesa e parole sullo schermo per influenzare i pensieri dello
spettatore e rinforzare il messaggio. Come gli altri spot, anche questo informa
esplicitamente il pubblico che il farmaco non serve a curare il fuoco di
Sant’Antonio, ma alla fine il bel protagonista sorride e afferma: “Penso che lo
proverò.” Mi chiedo perché dovrebbe provarlo se ha il fuoco di Sant’Antonio
già da diciassette giorni, dato che il farmaco non cura la malattia. Sono
davvero confuso.
Nel corso della mia formazione, ho imparato che per definizione l’ipnosi è
uno sfasamento dei processi inibitori della mente conscia, che aggira la mente
analitica in modo che il soggetto diventi più sensibile alle suggestioni e alle
informazioni nel subconscio. Mentre la mente conscia è occupata e
preoccupata a cercare di capire le cose, la mente subconscia assorbe tutto
senza giudizio. Se puoi disorientare le persone con le informazioni (o, nel
mondo di oggi, con la disinformazione), lo shock o la confusione, hai aperto
la porta alla programmazione del loro subconscio.
In questo capitolo impareremo a fare il contrario e a riprogrammare in
modo positivo la programmazione negativa che abbiamo subito per gran
parte della nostra vita.

Tre menti in un solo cervello: la mente conscia, subconscia


e analitica
Sai già che, quando passi dalle onde cerebrali beta alle alfa, rallenti la
neocorteccia (il cervello pensante e analitico). Man mano che le onde
cerebrali rallentano, lasci il dominio della mente conscia per entrare nel regno
della mente subconscia. Potremmo dire che, se sei abbastanza cosciente e
consapevole ma non sei attivamente impegnato a pensare, la tua coscienza
passa dalla neocorteccia al mesencefalo, detto anche subconscio, sede del
sistema nervoso autonomo e del cervelletto.
Se hai mai visto qualcuno essere totalmente rapito da un programma
televisivo, al punto da non ascoltarti quando cercavi di parlargli, è possibile
che fosse in uno stato di onde cerebrali alfa, uno stato in cui sei
maggiormente suggestionabile. La suggestionabilità è la capacità di accettare,
credere e arrendersi alle informazioni senza analizzarle. In questo stato, lo
spettatore è così assorto, così concentrato su ciò che sta guardando da
sembrare immobile e in trance. Per lui non esiste nient’altro oltre all’oggetto
della sua attenzione.
Se questa persona non analizza le informazioni a cui viene esposta, è
probabile che le accetterà, ci crederà e/o si arrenderà perché non c’è alcun
filtro analitico. È logico allora che più sei suggestionabile, meno sei analitico.
È vero anche il contrario: più sei analitico, meno ti fai suggestionare dalle
informazioni; di conseguenza è meno probabile che il tuo cervello sia in uno
stato alfa o di trance. Osserva la Figura 8.1, che ti aiuta a capire il rapporto tra
suggestionabilità, mente analitica, stato di trance e onde cerebrali.

RAPPORTO TRA TRANCE,


SUGGESTIONABILITÀ, ONDE
CEREBRALI E MENTE ANALITICA

Figura 8.1
Quando le onde cerebrali sono più lente e vai oltre la mente analitica, il cervello
entra in trance e tu sei più suggestionabile. È vero anche il contrario: quando le
onde cerebrali sono più veloci, diventi più analitico, il cervello esce dallo stato di
trance e tu sei meno suggestionabile. La suggestionabilità è la capacità di
accettare, credere e arrendersi alle informazioni senza analizzarle.

I creatori degli spot che ho citato prima sanno perfettamente che il miglior
modo per programmare una persona a compiere l’azione che desiderano è
farla entrare in uno stato di onde cerebrali alfa affinché le informazioni
presentate non siano analizzate. Se lo spot viene ripetuto, o uno simile con lo
stesso messaggio viene mostrato frequentemente, prima o poi il programma
entrerà nel subconscio dello spettatore. Quanto più siamo esposti allo stimolo
(in questo caso lo spot), tanto più automatica diventa la reazione
programmata. Alla fine, quando abbiamo inconsciamente memorizzato lo
stimolo e la risposta è automatica, la mente conscia non ha più bisogno di
pensare o analizzare l’informazione ricevuta. Nel frattempo, la mente
subconscia mappa l’informazione, registrandola e conservandola come una
registrazione video o audio e ogni volta che sei esposto allo spot, continua ad
attivare le stesse reti neurali, rinforzando ulteriormente il medesimo
programma, pensiero o idea. Non solo quell’informazione influenza la tua
salute, ma ti fornisce anche la soluzione al problema che lo spot sta in realtà
creando.
Altre situazioni che aumentano la suggestionabilità sono gli shock, i
traumi o le forti reazioni emotive. Per esempio, quando qualcuno rimane
scioccato o è esposto a una situazione con una forte carica emotiva, è normale
che il cervello entri in uno stato alterato. Se il cervello si blocca a causa di un
sovraccarico sensoriale, come per esempio in un incidente motociclistico, la
persona entra in uno stato suggestionabile e, nei casi più gravi, cede allo
shock con severe compromissioni della sua capacità di pensiero. Pertanto,
quando qualcuno è esposto a una forte eruzione cutanea ed è disgustato dalle
immagini (associate con la giusta musica e narrazione per creare
un’atmosfera inquietante), si apre la porta che conduce alla mente subconscia,
rendendo la persona più facilmente programmabile.
Se ricordi, la mente subconscia si trova proprio dietro quella conscia. Il
cervello limbico è la sede del subconscio e del sistema nervoso autonomo,
che controlla tutte le funzioni biologiche automatiche. Una volta che un
pensiero viene programmato, il SNA esegue le sue richieste, come un servo
che risponde agli ordini del padrone.
Se ti viene detto ripetutamente che il tuo sistema immunitario
s’indebolisce quando invecchi e che una persona su tre che ha avuto la
varicella si ammalerà anche di fuoco di Sant’Antonio, la carica emotiva di
quest’esperienza permette al messaggio di oltrepassare la mente analitica. In
risposta a queste informazioni, il SNA segue gli ordini e può cominciare a
indebolire davvero il tuo sistema di difesa interno.
Di solito questi spot vengono trasmessi a tarda sera, quando siamo più
suggestionabili alla programmazione. Come mai? Perché i livelli di
melatonina aumentano in risposta all’oscurità, e la melatonina provoca il
rallentamento delle onde cerebrali per preparare l’organismo al sonno e ai
sogni. Siccome le onde cerebrali passano da beta ad alfa, theta e delta alla
sera, le persone sono meno analitiche e la porta del loro subconscio si apre.
Quando la luce del giorno ci sveglia al mattino e il cervello comincia a
produrre serotonina, si verifica il processo inverso: le onde cerebrali passano
da delta a theta, ad alfa (dove il subconscio è aperto alla programmazione) e
infine a beta.
Perciò, se sei un’inserzionista e sai che la maggior parte del pubblico non
conosce il funzionamento della programmazione del subconscio, perché non
creare una serie di spot notturni con il messaggio che desideri veicolare,
sottolineandolo con la giusta dose di paura e preoccupazione per catturare
l’attenzione dello spettatore, e procedere a programmare il suo sistema
nervoso autonomo a eseguire gli ordini prima che si addormenti?
Una buona regola generale: non guardare niente in Tv o su internet che
non t’interessi veramente, non solo prima di andare a letto, ma sempre.

Un caleidoscopio per lo stato di trance


Da anni penso a come siamo tutti continuamente programmati a credere di
aver bisogno di qualcosa di esterno a noi per cambiare come ci sentiamo
dentro. Dopotutto, la pubblicità si basa su questo: l’infinita dipendenza da (e
il consumo di) fonti esterne per farci sentire meglio o renderci felici.
Quest’idea ci viene incessantemente inculcata attraverso i media, i
programmi televisivi, la pubblicità, le notizie, i videogiochi, i siti web e a
volte persino la musica. È una strategia semplice: se le persone provano
paura, rabbia, ostilità, pregiudizio, dolore, tristezza e ansia, rimangono
dipendenti da qualcosa o qualcuno fuori di loro per scacciare queste
sensazioni. Se sei immerso nelle emozioni di sopravvivenza, non hai mai
l’opportunità di credere in te stesso.
E se fosse possibile cancellare la programmazione? È esattamente ciò che
facciamo da diversi anni nei nostri seminari avanzati utilizzando due semplici
strumenti, tra cui uno molto amato dai bambini: il caleidoscopio. L’unica
differenza è che noi lo utilizziamo in maniera tecnologicamente avanzata per
indurre uno stato di trance.
Finora siamo entrati in trance e in stati di onde cerebrali alfa e theta con
gli occhi chiusi durante la meditazione. Ma se riuscissimo a creare stati alfa e
theta con gli occhi aperti e a esporci intenzionalmente a informazioni legate
ai sogni e agli obiettivi della nostra vita, potremmo riprogrammarci a vivere
in stati soprannaturali. Ma perché il caleidoscopio?
Da molti anni ormai il mio interesse principale è il misticismo. Ogni volta
che vivo una di queste esperienze profonde e lucidissime, esse creano
cambiamenti duraturi dentro di me che aumentano la conoscenza di me stesso
e la mia connessione con il mistero della vita. Dopo ogni esperienza mistica,
a quella successiva ci si avvicina sempre più alla Sorgente, all’unità e al
campo unificato indivisibile. La buona notizia è che le esperienze mistiche
non sono più relegate a personaggi come Teresa d’Avila, Francesco d’Assisi
o ai monaci buddisti che meditano da quarant’anni. Chiunque è in grado di
averne.
Quando ho un’esperienza mistica, mi sembra più vera di tutto ciò che ho
sperimentato in vita mia e perdo la cognizione dello spazio e del tempo.
Spesso, all’inizio, vedo nella mia mente (e a volte nel mio mondo esterno)
forme geometriche circolari fatte di luce ed energia. Tendono a somigliare a
mandala, ma non sono statiche; sono onde stazionarie di frequenze
interferenti che appaiono sotto forma di frattali. L’unico modo in cui riesco a
descrivere le loro proprietà è che si muovono, cambiano e si evolvono in
schemi sempre più complessi.
Queste strutture assomigliano a ciò che si vede guardando in un
caleidoscopio ma, invece di essere bidimensionali, sono tridimensionali. Se
osservo queste forme geometriche e mi concentro, esse cambiano e so che sto
per avere un’esperienza mistica profonda. Ecco perché il mio team e io
volevamo creare un caleidoscopio per gli allievi, con la speranza di indurre
questo genere di esperienze. Ma non riuscivamo a trovare nessun filmato di
un caleidoscopio. A quel tempo, tutti i file multimediali di geometria frattale
su internet erano generati al computer, e io volevo creare una
rappresentazione più realistica. Dopo lunghe ricerche, il mio team e io
trovammo una famiglia che costruisce caleidoscopi da tre generazioni e
comprammo uno dei loro pezzi migliori.
Poi noleggiammo una videocamera da RED, il principale produttore delle
videocamere cinematografiche digitali professionali più utilizzate nei film
hollywoodiani, e la inserimmo all’interno del caleidoscopio. Per ore in uno
studio di Seattle catturammo bellissime immagini e colori filmando contro
uno sfondo nero. Il nero rappresenta l’assenza della materia (il luogo in cui
diventiamo nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun luogo e in nessun
tempo). È il vuoto o lo spazio nero infinito di cui hai letto nel Capitolo 3.
Per un problema tecnico, ci vollero mesi per arrivare al video di un’ora
che utilizziamo durante i nostri seminari avanzati. Infine, il compositore
Frank Pisciotti creò la colonna sonora di accompagnamento. Volevamo che i
nostri studenti fossero incantati dalle simmetrie e dalle forme geometriche
cangianti.

Mind Movie: il film del tuo futuro


Nei seminari avanzati, ogni partecipante riceve un software di facile
utilizzo chiamato Mind Movie per realizzare un film sul proprio futuro. Lo
utilizziamo insieme al video del caleidoscopio. In base a ciò che l’allievo
vuole creare nella propria vita, il film sul suo futuro lo espone a immagini e
suggestioni congegnate per aiutarlo a realizzare quell’obiettivo che va dal
guarire una malattia a rafforzare il sistema immunitario, creare un nuovo
lavoro, manifestare nuove opportunità, viaggiare per il mondo, attrarre
abbondanza, trovare un nuovo compagno di vita, avere esperienze mistiche e
altro ancora. Lo scopo è di ricordargli che può realizzare i propri sogni,
creare cose straordinarie e diventare soprannaturale. Gli obiettivi di questa
presentazione multimediale personalizzata sono:

1. Aiutare gli allievi a fare chiarezza sull’intenzione che vogliono creare


nel loro futuro.
2. Programmare la loro mente conscia e quella inconscia a quel nuovo
futuro.
3. Modificare il cervello e il corpo come se il futuro stesse già accadendo.
4. Associare ripetutamente le immagini con la musica per creare nuove
reti neurali nel cervello e per riprogrammare a livello emotivo il corpo
a una nuova mente. È un modo per ricordare il loro futuro.
La tecnologia Mind Movie è stata creata da due imprenditori australiani,
Natalie e Glen Ledwell. Oltre a esserne i fondatori, sono anche i testimonial
delle sue potenzialità. Il loro viaggio ebbe inizio quando un amico mostrò
loro un film che aveva creato sulla propria vita. In seguito, questo amico
suggerì l’idea di avviare un’attività basata su quello che sarebbe diventato il
software Mind Movie. Per dare inizio all’impresa, era necessario creare un
sito web per distribuire il software, in modo da insegnare a persone di tutto il
mondo a creare i propri film. Tuttavia, i due avevano già altre attività e non
sapevano quasi niente di internet e di commercio elettronico. Glen riusciva a
malapena ad accendere un computer e Natalie non aveva mai sentito parlare
di YouTube. Comunque, capirono che Mind Movie aveva il potenziale per
diventare un efficace strumento per aiutare le persone a convincersi di poter
creare risultati reali nella loro vita.
Con questo in mente, decisero di postare un video sui Mind Movie su
YouTube. Alla fine del video, gli spettatori erano invitati a visitare il loro sito
web, dove potevano imparare a crearne uno tutto loro.
Dopo aver ricevuto numerose e-mail da persone che raccontavano come i
Mind Movie avessero cambiato la loro vita, Natalie e Glen decisero di fare il
grande salto. Andarono negli Stati Uniti, frequentarono un seminario di
internet marketing, si unirono a un gruppo Mastermind di marketing e
cominciarono a pianificare il lancio mondiale di Mind Movie. Quando
arrivarono negli Stati Uniti, però, avevano quasi prosciugato il loro conto
corrente e non avevano più fondi per pagare i servizi necessari al lancio
dell’impresa. Ciò significava che dovevano fare tutto da soli. Per mesi
lavorarono dodici ore al giorno nel loro ufficio, ovvero la camera da letto.
Alle prese con continui problemi tecnici, finanziari e personali, avevano
un’arma segreta nel loro arsenale: il proprio Mind Movie, in cui indicarono il
numero e il tipo di clienti che volevano attirare. Descrissero il rispetto dei
colleghi e immaginarono cosa avrebbero fatto dopo aver avuto successo,
come i ristoranti dove avrebbero mangiato e le vacanze che si sarebbero
presi. Infine, volevano guadagnare 1 milione di dollari (“Perché non puntare
in alto?” si chiesero). Guardavano il proprio Mind Movie più volte al giorno
per rilassarsi e rimanere concentrati e ispirati, anche se nella realtà tutto
sembrava remare contro. Ma sapevano che tutti i loro sforzi sarebbero
culminati nel giorno del lancio mondiale del prodotto. Il traguardo era vicino,
e poi accadde l’impensabile.
Infatti il lancio coincise con la crisi finanziaria mondiale che ebbe inizio
verso la fine del 2008. Istituti finanziari di tutto il mondo stavano affrontando
perdite devastanti, mentre le famiglie e gli individui perdevano i propri
risparmi, beni e mezzi di sostentamento, nella peggiore crisi economica di
sempre. Nel frattempo, Glen e Natalie stavano gestendo le proprie difficoltà
finanziarie. Per lanciare l’impresa, avevano accumulato parecchi debiti. Se
l’attività fosse fallita, avrebbero perso tutto: la casa, l’auto e gli investimenti,
oltre a rischiare di restare sepolti dai debiti.
La mattina del lancio, a loro insaputa, la posta elettronica non funzionava
a causa di una manutenzione programmata, così nessuno dei clienti ricevette
l’e-mail di conferma dell’acquisto. All’ora di pranzo avevano già ricevuto
migliaia di e-mail di protesta; inoltre la banca minacciava di bloccargli il
conto per attività sospetta. Tuttavia quello finì per essere il giorno più
memorabile della loro vita.
Nella prima ora del primo giorno guadagnarono 100.000 dollari e alla fine
della giornata ne avevano accumulati 288.000. Glen e Natalie finirono per
guadagnare in tutto 700.000 dollari con un programma dal costo di 97 dollari.
Ma la storia non finisce qui.
Nonostante il successo, dovettero affrontare un ultimo grosso problema. A
causa del clima finanziario instabile di quel periodo, la banca congelò il loro
conto, così non poterono avere accesso al denaro per pagare le commissioni
ai loro affiliati o il denaro che dovevano ai creditori, o spartire gli utili con le
persone che li avevano aiutati ad avviare l’impresa. Tutto dipendeva dallo
sblocco dei fondi. Alla fine, dopo sei mesi, riottennero l’accesso al conto,
superando i problemi finanziari che li avevano quasi mandati in bancarotta.
Ma il bello deve ancora venire.
A causa della crisi economica internazionale, il valore del dollaro
statunitense era ancora molto diverso da quello del dollaro australiano, così,
grazie al tasso di cambio, quando trasferirono il denaro in Australia finirono
per guadagnare altri 250.000 dollari. Aggiungendo le commissioni che
ricevettero in cambio della promozione dei prodotti dei partner affiliati, Glen
e Natalie raggiunsero l’obiettivo del milione di dollari.
Natalie e Glen attribuiscono parte del loro successo (che era l’esatto
contrario di ciò che stava succedendo nel mondo) al fatto che si
concentrarono sul proprio Mind Movie ogni singolo giorno.
Le opzioni per creare il tuo Mind Movie sono infinite, ma il procedimento
è sempre lo stesso. Per prima cosa gli allievi scelgono la propria canzone, una
di quelle che non si stancano mai di ascoltare. Poi selezionano immagini e/o
video di se stessi o di un evento futuro e li dispongono in sequenza per creare
la storia del loro futuro. Infine, chiediamo loro di trovare parole, frasi o
affermazioni da aggiungere alle scene, sovrapponendole alle immagini.
Utilizzando lo stesso metodo degli spot pubblicitari, i Mind Movie possono
programmare gli allievi a essere illimitati in una vita che sono in grado di
creare.
Nei seminari avanzati, i partecipanti guardano il video del caleidoscopio
prima dei propri Mind Movie, perché ciò li aiuta a indurre e mantenere uno
stato di trance a occhi aperti, aprendo la porta tra mente conscia e subconscia.
Durante la meditazione, mentre sono in uno stato di onde cerebrali alfa o
theta, sono più suggestionabili al processo di riprogrammazione. Questo è
importante perché quanto più sono suggestionabili, mentre utilizzano il
proprio Mind Movie, tanto meno sarà probabile che diventino analitici e
abbiano continui pensieri del tipo: “Come accadrà?” o “È impossibile!” o
“Come potrò permettermelo?” o “Non è successo l’ultima volta, quindi
perché dovrebbe accadere adesso?”.
Mentre il caleidoscopio fa entrare i partecipanti in trance per aprire il
subconscio alla programmazione, il Mind Movie è il nuovo programma e
condiziona la mente subconscia nello proprio come gli spot televisivi, ma in
maniera positiva, illimitata e costruttiva. Quando i pensieri del cervello
vengono messi a tacere, la mente conscia non analizza più le informazioni
ricevute. Di conseguenza, qualsiasi informazione a cui siamo esposti in
questo stato passa direttamente nel subconscio. Come quando registriamo
qualcosa per rivederlo o risentirlo in seguito, anche in questo caso
registriamo un nuovo programma nella mente subconscia.
Nel corso degli anni, numerose ricerche hanno documentato il rapporto tra
emisfero destro e sinistro della neocorteccia. Adesso sappiamo che l’emisfero
destro elabora il pensiero spaziale, non lineare, astratto e creativo, mentre
l’emisfero sinistro elabora il pensiero logico, razionale, lineare, metodico e
matematico. Tuttavia, le ultime ricerche suggeriscono anche che l’emisfero
destro elabora le novità cognitive e l’emisfero sinistro le abitudini cognitive.1
Ciò significa che, quando impariamo qualcosa di nuovo, l’emisfero destro è
più attivo, e che quando ciò che abbiamo imparato diventa un’abitudine,
viene immagazzinato nell’emisfero sinistro.
La maggior parte delle persone utilizza maggiormente l’emisfero sinistro
del cervello perché sono programmate a ripetere abitudini automatiche. Ecco
perché il linguaggio è situato nell’emisfero sinistro: è un’abitudine. Puoi
considerare l’emisfero destro il territorio dell’ignoto e quello sinistro il
territorio del noto. Ha senso allora che l’emisfero destro sia romantico,
creativo e non lineare, mentre quello sinistro sia metodico, logico e
strutturato.
Il flusso di frattali geometrici del caleidoscopio è progettato per aggirare le
reti percettive e i centri associativi del cervello relativi a persone, cose,
oggetti, luoghi e tempi già noti. I suoi schemi geometrici riflettono quelli che
si trovano in natura, attivando così i centri inferiori del cervello. È per questa
ragione che nel caleidoscopio non puoi vedere la zia Maria, la bicicletta che
avevi in prima media o la casa in cui sei cresciuto, perché non stai attivando o
stimolando i centri associativi relativi ai ricordi, situati principalmente
nell’emisfero sinistro del cervello. Quando smetti di pensare e analizzare, e
inizi a passare alle onde cerebrali alfa o theta, l’attività dell’emisfero destro
aumenta e sei più aperto a creare qualcosa di nuovo.
I grafici 9A(1) e 9A(2) nell’inserto a colori mostrano le scansioni cerebrali
di due allievi in stati coerenti alfa e theta. Nel Grafico 9A(3) vedi il cervello
di un altro studente in theta mentre utilizza il caleidoscopio. Il Grafico 9A(4)
mostra la scansione cerebrale di uno studente che guarda il caleidoscopio; il
lato destro del suo cervello è più attivo perché l’esperienza è nuova.
Nei seminari avanzati, utilizziamo il caleidoscopio in una stanza buia in
modo da aumentare i livelli di melatonina, favorendo così il cambiamento
delle onde cerebrali. Chiedo agli allievi di rilassarsi e respirare più
lentamente, così anche le onde cerebrali, passando da beta ad alfa. Poi chiedo
loro di continuare a rilassarsi per portarli nello stato di dormiveglia in cui
sono più suggestionabili, preparando ulteriormente il loro cervello ad
accettare la programmazione del Mind Movie.

La colonna sonora della tua vita futura


La musica ha la capacità di richiamare il ricordo di un momento
particolare della tua vita. Nel momento in cui parte una canzone magicamente
nostalgica, il cervello comincia a evocare immagini di determinati luoghi e
tempi, che ti connettono all’esperienza di diverse persone ed eventi. Dal
punto di vista neurologico, la canzone funge da segnale esterno, provocando
l’attivazione di una specifica serie di reti neurali nel cervello. Per
associazione, nella tua mente vedi immagini che sono sospese nel tempo. Si
chiama memoria associativa.
Se ti concentri sulla canzone, e magari anche la canti e la balli, potresti
notare che le emozioni corrispondenti legate ai tuoi ricordi cominciano a
muoversi in tutto il corpo. Ogni ricordo, qualunque sia il contenuto, è
impregnato di sentimenti ed emozioni. Quando senti l’emozione in
profondità, essa ti connette all’energia del passato, e quanto più forte è la
risposta emotiva, tanto più grande è il ricordo. Rivivendo quel ricordo, riporti
in vita il passato e vieni subito trasportato mentalmente al tempo di
quell’esperienza. Il corpo esce dal suo stato di riposo, inducendoti a provare
le stesse emozioni del passato e a riprodurre un livello di mente
corrispondente a quel ricordo. In quel momento, il tuo intero stato d’essere è
nel passato.
I ricordi a lungo termine sono più forti quando l’ampiezza delle emozioni
associate all’evento è elevata. Che il ricordo sia positivo o negativo non
influisce su come viene elaborato dalla nostra mente. Per esempio, il ricordo
di traumi, tradimenti ed eventi scioccanti contiene emozioni altrettanto
potenti, solo che sono negative invece che positive. Quando ricordiamo e
riviviamo il dolore, la paura, la rabbia, la tristezza e l’intensità delle emozioni
legate a questi ricordi traumatici, il nostro stato chimico interno cambia.
Questo ci porta a prestare maggiore attenzione a chi o che cosa ha creato le
emozioni originarie nell’ambiente esterno.
E se tu potessi creare un film del tuo futuro e abbinarlo a una canzone che
ti motiva e t’ispira così tanto da farti uscire dallo stato di riposo, cambiare
modo d’essere e connetterti all’energia dei tuoi ricordi futuri? Se la musica è
la colonna sonora della tua vita, così come certe canzoni ti trasportano nel
passato, non potresti dar vita al tuo futuro nella stessa maniera?
È qui che entrano in gioco i Mind Movie. Mettendo insieme immagini del
tuo futuro, aggiungendo parole e frasi per rinforzarne il contenuto e
associandole con emozioni elevate e musica d’ispirazione, crei memorie a
lungo termine che fanno uscire la tua biologia dal passato per farla entrare nel
futuro. In altre parole, le immagini suscitano sensazioni che corrispondono
alle esperienze che vuoi avere nel futuro. Le immagini possono rappresentare
la casa in cui vuoi vivere, la vacanza che desideri prenderti, un nuovo lavoro,
la libertà di espressione, una relazione, un corpo sano, esperienze
interdimensionali e così via. Sono solo alcune delle infinite possibilità che
esistono nel tuo futuro. Quando guardi il tuo Mind Movie e ti connetti ai
sentimenti e alle emozioni del tuo futuro, quanto più elevate sono le emozioni
che provi a tua volta, tanto più presti attenzione alle immagini che le hanno
create. Così generi ricordi a lungo termine del tuo futuro e gli dai vita.
L’elemento magico e interdimensionale del futuro è la tua canzone, perché
sono le sensazioni associate a essa che modificano la tua energia per farla
corrispondere a quella del tuo futuro. Ecco perché è meglio scegliere musica
che t’ispira e ti motiva.
Poi aggiungi al Mind Movie parole che ti ricordino chi sei nel tuo futuro.
Ecco alcuni esempi.

• Le porte dimensionali si aprono per me.


• Il mio corpo è ogni giorno più sano.
• La mia parola è legge.
• Mi sento profondamente amato.
• La ricchezza fluisce verso di me.
• Tutti i miei bisogni sono sempre soddisfatti.
• Il mio organismo diventa ogni giorno più giovane.
• Il divino appare ogni giorno nella mia vita.
• Il mio compagno di vita è mio pari e mi dà l’esempio.
• Le sincronicità mi accadono in continuazione.
• Mi sento ogni giorno più completo.
• Il mio sistema immunitario diventa ogni giorno più forte.
• Ho il coraggio che mi serve.
• Sono un genio illimitato.
• Sono sempre consapevole del potere che è dentro di me e intorno a me.
• Credo in me stesso.
• Accolgo l’ignoto.

Se pensi a un videoclip che ti piace o a una scena del tuo musical preferito,
è probabile che tu conosca tutte le parole e le immagini che corrispondono a
ogni nota, battito, melodia e armonia. Quasi sicuramente il potere di
quest’associazione evoca determinate immagini del tuo passato. È
esattamente la stessa cosa che succede con il tuo Mind Movie, solo che,
invece di ricordare il passato, crei i ricordi del futuro. Se ascolti la tua
canzone parecchie volte mentre osservi le immagini del tuo futuro, non è
forse possibile che, quando la ascolterai senza guardare il tuo Mind Movie,
sarai automaticamente trasportato verso le immagini di un nuovo futuro,
proprio come venivi trasportato nel passato? Con la pratica, non solo sentirai
le emozioni che ti connettono ai ricordi del tuo futuro, ma anche la tua
biologia vi si allineerà.
Sai già perché questo accade: se il corpo è la mente inconscia, e non sa
distinguere tra l’esperienza che crea l’emozione e l’emozione che crei con il
pensiero, nel momento presente il corpo comincia a credere di vivere in
quella realtà futura. Siccome l’ambiente dà segnali al gene e le emozioni sono
le conseguenze delle esperienze nell’ambiente, provando le emozioni
dell’evento prima che accada davvero, inizi a modificare il corpo affinché si
allinei biologicamente al tuo futuro nel momento presente. Siccome tutti i
geni producono proteine, che sono responsabili della struttura e del
funzionamento del corpo, il tuo organismo comincia a cambiare a livello
biologico come se il tuo futuro si fosse già manifestato.

Mettiamo tutto insieme


Cosa succederebbe se invitassi un gruppo di persone ad allontanarsi dalla
propria vita per quattro o cinque giorni, rimuovendo i costanti stimoli
dell’ambiente esterno che fanno ricordare loro chi pensano di essere? Se li
separassi abbastanza a lungo dalle persone che conoscono, dai posti che
frequentano e dalle cose che fanno ogni giorno esattamente alla stessa ora,
ricorderebbero chi sono veramente: esseri umani illimitati. E se passassi i
primi due giorni a insegnare loro a creare più coerenza nel cuore e nel
cervello, e loro si esercitassero a coltivare questi stati ogni giorno, prima o
poi imparerebbero ad aprire il cuore e a far lavorare il cervello in modo più
efficiente. Sarebbero più concentrati su una visione di un nuovo futuro senza
essere distratti e, allo stesso tempo, potrebbero provare più facilmente le
emozioni di quel futuro. Creando più coerenza nel cuore e nel cervello,
produrrebbero più coerenza anche nei loro campi energetici, trasmettendo un
segnale elettromagnetico più chiaro.
Dopo essersi esercitati ad andare oltre il corpo, le emozioni, le abitudini, il
dolore, le malattie, la loro identità, le credenze limitate, la mente analitica e i
programmi inconsci, con l’introduzione del Mind Movie sarebbero pronti ad
assorbire un maggior livello di informazioni, aumentando la loro capacità di
connettersi con il proprio futuro. È così che utilizziamo i Mind Movie nei
nostri seminari.
Puoi considerare il Mind Movie una versione per il XXI secolo del poster
della visione (uno strumento utilizzato per fare chiarezza, concentrarsi e
mantenere gli obiettivi prefissati), anche se è dinamico invece che statico.
Quando viene utilizzata con il caleidoscopio, la tecnologia Mind Movie è un
ottimo strumento per aiutarti a manifestare il tuo futuro sperimentandolo
ripetutamente. Inoltre, è perfetta per fare chiarezza su ciò che vuoi ottenere
nella tua vita e per ricordarti ogni giorno cosa ti riserva il futuro. Questa si
chiama intenzione.
Essendo molto versatile, la tecnologia Mind Movie può avere diverse
applicazioni ed essere utilizzata in svariati contesti. Non solo serve per creare
relazioni, ricchezza, salute, lavoro e altre cose materiali, ma viene anche
usata con i bambini e gli adolescenti per aiutarli a creare una visione del
futuro affinché sentano di avere un certo controllo sulla propria vita. Al
giorno d’oggi, tanti giovani sono in difficoltà a causa dei ritmi frenetici, delle
pressioni e delle pretese della società moderna, perciò i fondatori di Mind
Movie stanno diffondendo questa tecnologia nelle scuole americane per
aiutarli a immaginare un futuro migliore.
I Mind Movie sono utilizzati anche dalle imprese per sviluppare l’attività,
stabilire visivamente la missione aziendale, fare strategie e creare piani
industriali. Immagina un gruppo di persone motivate che non solo legge e
comprende la missione aziendale, ma la vede anche in formato visuale e
dinamico prima che accada veramente.
La medicina integrata è un altro campo in cui viene applicata questa
tecnologia per aiutare i pazienti a immaginarsi sani, assisterli nel processo di
guarigione e contribuire a un nuovo stile di vita. Questo include anche il
trattamento delle dipendenze e le strutture che aiutano i pazienti a fare
chiarezza sul futuro che vogliono creare nella fase successiva al recupero. I
Mind Movie hanno aiutato anche molti disoccupati a trovare lavoro.
Come puoi vedere, le applicazioni di questa tecnologia sono infinite. In
qualunque modo sia utilizzato, il potere dei Mind Movie consiste nel
permettere alle persone di costruire una nuova realtà ricordando a se stesse i
comportamenti che vogliono tenere e le sensazioni che vogliono provare
nella loro vita. Quando programmi queste emozioni e questi comportamenti a
livello subconscio, riesci a spezzare la dipendenza dalle vecchie abitudini,
dagli stili di vita familiari e dalle reazioni inconsce.
Anche se puoi guardare il tuo Mind Movie quando vuoi, ti consiglio di
farlo quando ti alzi al mattino e prima di andare a dormire, perché sono i
momenti in cui sei più suggestionabile. Se lo guardi appena sveglio, cominci
la giornata con una nota positiva e rimani concentrato su ciò che vuoi
raggiungere in quel giorno e nel tuo futuro. Se lo vedi di notte prima di
andare a letto, la mente subconscia può continuare a contemplarlo mentre
dormi, allineare il corpo e la mente al tuo futuro e trovare soluzioni che il
sistema nervoso autonomo può mettere in pratica durante il sonno. In
sostanza, puoi utilizzarlo ogni volta che hai bisogno di essere motivato o che
devi prendere una decisione. Il segreto è assicurarti di essere totalmente
presente mentre lo guardi.
Da quando utilizziamo i Mind Movie, ho visto i nostri allievi manifestare
nuove case e ho sentito storie di vendite di abitazioni rimaste sul mercato per
anni. Ho visto vacanze apparire spontaneamente e nuove relazioni svilupparsi
dal nulla. Ho ascoltato infinite testimonianze di abbondanza, libertà, nuovi
lavori, nuove automobili, guarigioni di tutti i tipi, soluzioni di gravi problemi
e, ovviamente, esperienze mistiche profonde che hanno cambiato per sempre
chi le ha provate. Ma non è magia o stregoneria. Si tratta solo di apprendere
come diventare un creatore cosciente, imparando ad allinearsi al proprio
destino.
Pensa al tuo Mind Movie come se stessi attivando un radar per trovare il
tuo futuro. Poi, visitando ripetutamente il futuro nel cuore e nella mente, tutti
i pensieri, le scelte, le azioni, le esperienze e le emozioni che sperimenti tra la
tua realtà presente e quella futura diventano correzioni di rotta che ti portano
al tuo obiettivo. Quanto più tieni vivo il tuo futuro con intenzione, attenzione,
energia e amore, tanto più esso comincia a diventare realtà, perché stai
ricordando il tuo futuro così come ricordi il passato. Il tuo compito è di
innamorarti in continuazione di quella visione, mantenere l’energia elevata e
non lasciare che le circostanze (l’ambiente), gli atteggiamenti programmati,
le consuete emozioni negative e le abitudini inconsce ti distolgano dai tuoi
obiettivi.
Ciò che rende questa tecnologia così profonda è che noi percepiamo la
realtà in base al riconoscimento di schemi, ossia legami tra le reti neurali del
cervello e gli oggetti, le persone e i luoghi dell’ambiente esterno. Per
esempio, se vedi e riconosci qualcuno, le reti neurali del cervello
immediatamente rievocano ricordi ed esperienze con quella persona. Per
contro, se qualcuno non è programmato nel tuo cervello, probabilmente non
lo riconoscerai. Se il cervello non ha installato l’hardware (familiarità con le
immagini, i pensieri e le emozioni del Mind Movie) prima che il futuro si
verifichi, come riconoscerai il tuo nuovo partner, il tuo nuovo lavoro, la tua
nuova casa o il tuo nuovo corpo? (Per fare un paragone, non puoi aprire un
documento di Microsoft Word su un computer Mac, a meno che tu non abbia
già installato il software di Microsoft Word.) Se non riesci a provare le
emozioni e l’energia della tua realtà futura, potresti non riconoscerla quando
ti trova, perché esse non sono in sintonia con quell’esperienza.
Alcuni miei allievi mi hanno detto di essere al loro terzo, quarto o persino
quinto Mind Movie, perché il contenuto di quelli precedenti è diventato
realtà. Rimango sempre sbalordito quando ascolto le loro storie. Per quanto
diverse siano le loro manifestazioni, hanno tutte una cosa in comune: gli
allievi hanno allenato il corpo a seguire la mente verso un futuro intenzionale.
Questo ha senso perché, se hai dedicato tempo a studiare, memorizzare e
creare le connessioni neurali del tuo futuro, è lì che hai posto la tua
attenzione. E, come sai, l’energia fluisce dove va l’attenzione.
Dai un’occhiata al Grafico 10 nell’inserto a colori che mostra un esempio
dell’attività cerebrale di un allievo mentre guarda il suo Mind Movie. C’è
un’enorme quantità di energia nel suo cervello perché è totalmente coinvolto
nell’esperienza.

La dimensionalità
C’è un ultimo modo in cui utilizziamo la tecnologia Mind Movie nel
nostro lavoro. Dopo che gli allievi hanno mappato a livello neurale tutta la
loro presentazione, chiedo di selezionare una scena dal Mind Movie e
immaginarla in un dato spazio e tempo, vivendola tridimensionalmente nella
propria mente durante la meditazione. Forse ti sei accorto che non uso mai la
parola “visualizzare”. La visualizzazione di solito consiste nel vedere
qualcosa con l’occhio della mente, perciò appare come un’immagine piatta o
bidimensionale. Per esempio, se visualizzi l’immagine di un’automobile,
creerai un’immagine di automobile. Invece io voglio che utilizzi i cinque
sensi in modo che sembri un’esperienza tridimensionale della vita reale.
Molte persone che conoscono il mio lavoro si chiedono perché io insista
nell’acquisire consapevolezza dello “spazio” che il corpo occupa nello
spazio, e nell’aprire la messa a fuoco sullo spazio intorno al corpo e sullo
spazio che la stanza occupa nello spazio. A parte i cambiamenti coerenti che
ciò produce nel cervello, è anche un allenamento per l’attività consapevole di
associazione del Mind Movie con il caleidoscopio durante la meditazione.
Quando un allievo inizia il processo di dimensionalizzazione, prima di
vedere qualcosa nella sua mente viene istruito a entrare nella scena sotto
forma di consapevolezza. Ciò significa che non è il suo corpo e che non ha i
cinque sensi. Inizia come consapevolezza nel vuoto dello spazio, come se non
fosse dotato di vista, udito, tatto, gusto e olfatto.
Non appena si rende conto di essere consapevolezza, gli chiedo di
scegliere una scena dal suo Mind Movie. Questo induce il cervello ad
aggiungere stimoli sensoriali, che cominciano a dare una dimensione alla
scena nella sua mente. Poi lo istruisco a percepire cosa c’è alla sua destra, a
sinistra, sopra e sotto. L’atto percettivo riempie la scena di spazio, di forme e
di strutture tridimensionali. Mentre espande la consapevolezza a cos’altro c’è
nella scena, i suoi sensi la riempiono ulteriormente con altre forme, strutture,
curve, odori, immagini, sensazioni e spazio. Infine, quando la scena prende
vita nella sua mente, nello spazio e nel tempo futuro, essa comincia ad abitare
il suo corpo, non il corpo seduto a meditare, ma il corpo fisico del futuro. Gli
chiedo di sentire le braccia, le gambe, il torso, i muscoli e così via, finché non
riesce a sentire tutto il corpo in quella scena. Ora è pronto a muoversi e a
vivere in quella realtà.
La mia teoria è che quando si attiva contemporaneamente un numero
sufficiente di reti neurali assegnate agli oggetti, alle cose e alle persone in un
dato spazio e tempo, aumenta la possibilità di avere una vera e propria
esperienza olografica, come se si vedesse un film in IMAX. Questo perché
mentre l’allievo diventa presente ed entra in una scena dimensionale, gran
parte del cervello si attiva, compresa la struttura neurale assegnata agli aspetti
sensoriali (sensazione) e motori (movimento) del corpo, oltre alla
propriocezione (la consapevolezza della posizione del corpo) nello spazio.
Così ha una vera e propria esperienza sensoriale del futuro con gli occhi
chiusi, nel momento presente.
Dai un’occhiata al Grafico 11 dell’inserto a colori. È la scansione
cerebrale di un’allieva che sta vivendo una scena del Mind Movie durante la
meditazione. Ha parecchia energia nel cervello mentre la dimensionalizza.
L’ha descritta come una vera e propria esperienza sensoriale virtuale ed è
stata quantificata in modo oggettivo in questa scansione.
Molti allievi hanno raccontato che le esperienze avute durante la
meditazione sembravano più vere di quelle vissute in passato nel mondo
esterno. I loro sensi erano potenziati senza stimoli esterni, eppure tutto ciò
che facevano era stare seduti con gli occhi chiusi. Alcuni hanno riferito di
aver percepito particolari odori, sensazioni e sapori (cocco, cioccolato,
cannella), di aver sentito determinati suoni o di aver visto colori
incredibilmente intensi. La combinazione di tutti i sensi ha creato una nuova
esperienza.
Sono i cinque sensi che ci collegano alla realtà esterna. Di solito, quando
abbiamo una nuova esperienza, tutto ciò che vediamo, udiamo, odoriamo,
gustiamo e tocchiamo viene inviato al cervello attraverso di essi. Non appena
tutte le informazioni sensoriali arrivano al cervello, cominciano a formarsi le
reti neurali e il cervello limbico produce una sostanza chimica chiamata
emozione. Siccome l’esperienza arricchisce il cervello e crea un’emozione
che segnala nuovi geni nel corpo, internamente l’allievo modifica il cervello e
il corpo come se il futuro fosse già accaduto. Non è quello che fa
l’esperienza? A volte gli allievi mi dicono stupiti: “Non capisci, io ero lì! So
che accadrà perché è già successo e l’ho provato!”. Questo perché
l’esperienza è già accaduta.
Quando sperimentiamo una realtà nel campo di coscienza ed energia senza
un corpo, l’energia della nuova esperienza serve come modello per la realtà
fisica. Più energia investi nel tuo futuro e più continui ad accettarlo a livello
emotivo prima che accada, più lasci un’impronta energetica in quella realtà
futura. E il corpo dovrà seguire la mente in quel futuro sconosciuto, perché è
lì che si trova la tua energia. T’innamorerai profondamente del tuo futuro e,
dal momento che l’amore unisce ogni cosa, tu sei unito a quel futuro e lo stai
già attraendo.
Per maggiori informazioni sul Mind Movie o sul caleidoscopio, visita il
mio sito web.

Meditazione del caleidoscopio e del Mind Movie


Nei seminari avanzati invitiamo gli studenti a creare un Mind Movie
prima di arrivare all’evento, in modo da poterlo integrare con il video del
caleidoscopio durante la meditazione. Iniziamo concentrandoci sul cuore,
come hai imparato nel Capitolo 7, provando emozioni elevate per diversi
minuti e irradiando quell’energia oltre il corpo nello spazio. Poi li guidiamo
nella seguente meditazione.
Entra nel momento presente, poi apri gli occhi e guarda nel caleidoscopio.
Non appena sei in trance, passa al tuo Mind Movie. Trascorri otto minuti con
il caleidoscopio e altri otto minuti a guardare il tuo Mind Movie, poi ripeti da
capo. Quando hai visto il Mind Movie tante volte da conoscere ogni scena,
l’hai mappato a livello neurale. Con il tempo, assocerai le diverse parti della
canzone che hai scelto con le immagini corrispondenti del tuo Mind Movie.
Infine, passa sette minuti a guardare il caleidoscopio ascoltando solo la
musica del tuo Mind Movie. Mentre guardi nel caleidoscopio in stato di
trance e ascolti la tua canzone, per associazione il cervello rievoca
automaticamente le immagini del Mind Movie. Questo ti porta a ricordare il
tuo futuro a livello biologico, attivando automaticamente e ripetutamente le
reti neurali. Ora il cervello viene programmato a credere che il nuovo futuro
sia già accaduto, mentre le emozioni segnalano a nuovi geni di modificare il
corpo a livello biologico in vista del nuovo futuro.
Guarda il caleidoscopio insieme al tuo Mind Movie ogni giorno per un
mese, o almeno cerca di guardare il Mind Movie due volte al giorno, appena
alzato e prima di andare a dormire. Se vuoi, tieni un diario per annotare i
risultati. Puoi creare diversi Mind Movie, uno per la salute e il benessere, per
esempio, e un altro per le storie d’amore, le relazioni e la ricchezza.
Capitolo 9

LA MEDITAZIONE CAMMINATA

La maggior parte delle tradizioni spirituali comprende quattro posizioni


per la meditazione, e nei seminari avanzati le utilizziamo tutte. C’è la
meditazione da seduti, che spero tu stia imparando; ci sono la meditazione in
piedi e quella camminata, che sono combinate nelle meditazioni che
imparerai in questo capitolo; infine c’è la meditazione da sdraiati. Anche se
ciascun tipo di posizione ha un proprio scopo e determinate caratteristiche,
tutte ci aiutano a mantenere e a regolare gli stati interni, a prescindere da
quello che succede fuori.
Ma a che scopo passare dalla meditazione da seduti a quella in piedi e in
movimento? Anche se praticare la tua meditazione quando ti alzi è un ottimo
modo per iniziare la giornata, se non riesci a mantenere quell’energia e quella
consapevolezza per tutto il giorno, è probabile che ricadrai nei programmi
inconsci che condizionano la tua vita da anni.
Per esempio, diciamo che hai appena terminato la tua meditazione da
seduto. Quando apri gli occhi, probabilmente ti senti più vivo, presente, pieno
di forza e pronto a cominciare la giornata. Forse il tuo cuore è aperto, espanso
e connesso, o forse hai superato un aspetto di te stesso, modificato la tua
energia e accolto a livello emotivo un nuovo futuro. Ma il più delle volte
rischi di ricadere nei tuoi programmi inconsci, e tutto il lavoro che hai appena
svolto per creare uno stato interno elevato si dissolve in un elenco infinito di
cose da fare: preparare da mangiare, portare i figli a scuola, andare in fretta al
lavoro, arrabbiarti con la persona che ti ha tagliato la strada, rispondere alle
chiamate e alle e-mail, correre agli appuntamenti e così via. In altre parole,
non sei più in uno stato creativo perché sei ritornato ai soliti programmi e alle
emozioni di sopravvivenza del passato; ti allontani dall’energia del tuo futuro
e lasci l’energia che hai creato là dove eri seduto a meditare, invece di
portarla con te per tutto il giorno. Dal punto di vista energetico, sei ritornato
nel passato.
Essendo successo anche a me, cominciai a pensare a come gli allievi
potevano portare con loro quest’energia e incarnarla durante il corso della
giornata. Ecco perché ho creato una meditazione che prevede di stare in piedi
e camminare: quando diventi esperto nell’aumentare l’energia o la frequenza
e nell’associarla con una visione chiara, avrai una pratica che ti consente di
mantenere l’energia elevata per tutto il giorno, così con il tempo questo
diventa il tuo naturale modo d’essere. Lo scopo di questo capitolo è di aiutarti
a farlo.

Cammina verso il tuo futuro


Hai già imparato che per gran parte della tua giornata non sei consapevole
di cosa stai facendo e perché. Per esempio, potresti non ricordare di essere
andato al lavoro perché stavi ripensando a una discussione di qualche giorno
prima o magari eri concentrato su come rispondere a un messaggio del tuo
partner. Magari stavi facendo tre cose contemporaneamente: scrivere un
messaggio, parlare e controllare la posta elettronica. Forse non ti rendi conto
dei tuoi tic nervosi o delle loro cause, della tua postura e di come viene
percepita o dell’effetto delle tue parole, delle tue espressioni facciali e
dell’energia che rilasci in una stanza sui tuoi colleghi di lavoro. La causa di
questi comportamenti e programmi inconsci è che il corpo è diventato la
mente, ed è la combinazione di questi programmi inconsci che ti rende quello
che sei. Sai già che, quando il corpo diventa la mente, non vivi più nel
momento presente e non sei più in uno stato creativo, il che significa che tieni
a distanza i tuoi obiettivi, i tuoi sogni e le tue visioni.
Tuttavia, diventando consapevole di questi programmi e comportamenti
inconsci, puoi lavorare per trasmettere una nuova firma elettromagnetica in
linea con il tuo futuro. Quando c’è una corrispondenza vibrazionale tra
energia e futuro potenziale, che esiste già nel campo quantico, quell’evento
futuro ti troverà, o meglio ancora, il tuo corpo verrà attratto verso una nuova
realtà. Diventerai una calamita per un nuovo destino, che si manifesterà sotto
forma di una nuova esperienza.
Pensa per un istante alla tua realtà futura come se esistesse già, sotto forma
di energia non materializzata nel campo quantico. Immaginala come se fosse
la vibrazione prodotta da un diapason che viaggia a una certa frequenza.
Modificando la tua energia per entrare in sintonia con la frequenza armonica
di quella possibilità quantica del futuro, ti connetti e ti allinei con quella
frequenza. Più a lungo riesci a mantenere e a sintonizzare la tua energia su
quella frequenza, più vibri alla stessa armonica dell’energia. Ora sei connesso
con quella realtà futura perché stai operando alla stessa frequenza o
vibrazione. Quanto più le frequenze si avvicinano nello spazio e nel tempo,
tanto più s’influenzano l’una all’altra, finché non si sintonizzano su una sola
frequenza. È il momento in cui il tuo futuro ti trova. È così che crei nuove
realtà.
Nel Capitolo 3 hai imparato che tutte le possibilità esistono nell’eterno
adesso e che quando vai oltre la tua identità di corpo connesso con persone,
oggetti, luoghi e tempo, diventi pura consapevolezza. Diventi nessuno,
nessun corpo, nessuna cosa, in nessun luogo e in nessun tempo. È in quel
momento che trascendi il regno della materia ed entri nel campo quantico di
informazioni ed energia. Ora che non sei più legato alla realtà fisica, crei dal
campo unificato, quindi da un livello di energia che è più grande della
materia. I nostri allievi hanno praticato questa meditazione principalmente da
seduti. Lo scopo della meditazione in piedi e in movimento è di renderti più
consapevole del momento presente, per aiutarti a mantenere stati elevati per
tutto il giorno, per restare più connesso con quel futuro, con gli occhi aperti e
per assisterti mentre lo raggiungi.
Quando cominci a praticare la meditazione camminando, è meglio trovare
un posto tranquillo nella natura per non essere distratto. Meno persone e
attività ci sono intorno a te, più sarà facile rimanere concentrato. Una volta
diventato più esperto, potrai praticare la meditazione in un centro
commerciale, mentre porti a spasso il cane o in qualsiasi altro luogo pubblico.
Per molti aspetti, le meditazioni in piedi e in movimento sono come quelle
da seduti. Cominci stando immobile, chiudendo gli occhi e ponendo
l’attenzione sul cuore, e nel frattempo rallenti la respirazione e inspiri ed
espiri da questo centro. Poi, come nelle meditazioni da seduti, inizi a creare
emozioni elevate che ti connettono al tuo futuro.
Una volta che ti senti radicato in esse, per qualche minuto apri la messa a
fuoco e irradia quell’energia oltre il corpo, finché non la senti sia dentro sia
intorno a te. Poi, aggiungi all’energia di queste emozioni elevate l’intenzione
di ciò che vuoi per la giornata o per il futuro. Ora stai trasmettendo una nuova
firma elettromagnetica nel campo. L’unica differenza è che, invece di stare
seduto con gli occhi chiusi e trasmettere emozioni elevate, sei in piedi con gli
occhi chiusi in modo che, quando li aprirai e comincerai a camminare, sarai
in grado di incarnare quell’energia elevata.
Continuando a stare in piedi, con gli occhi chiusi e la messa a fuoco
aperta, distogli l’attenzione dal mondo esterno e le tue onde cerebrali
rallentano, passando da beta ad alfa. Questo fa calmare i pensieri, l’analisi e il
chiacchiericcio nella mente, inducendo uno stato di trance e rendendoti più
suggestionabile. Come hai imparato nel capitolo precedente, quanto più a
lungo puoi rimanere in questo stato di trance, tanto minore sarà la resistenza a
nuove informazioni nella mente subconscia. Quando sei in uno stato emotivo
elevato che ti allinea con il tuo futuro, sei più incline ad accettare, credere e
arrenderti a pensieri intenzionali che corrispondono a queste emozioni. Ciò
significa che i pensieri, le visioni e le immagini che la tua mente sta
producendo possono superare la mente analitica e tu puoi programmare il
sistema nervoso autonomo a generare la biologia del tuo nuovo futuro.
Dopo aver creato l’energia del tuo nuovo futuro stando in piedi con gli
occhi chiusi, è il momento di aprirli e cominciare a camminare. Non guardare
nessuno e non prestare attenzione a niente di specifico. Tieni aperta la messa
a fuoco, guarda fisso verso l’orizzonte e rimani in trance. Più sei in trance,
meno sarà probabile che pensi nel solito modo. Nel frattempo, la tua mente si
starà connettendo alle immagini del tuo nuovo futuro invece di ripetere i
programmi del passato. Ora sei pronto a camminare verso il tuo futuro come
una persona nuova.
Siccome stai camminando come il tuo io futuro, devi diventare
consapevole di come il tuo io attuale ha sempre camminato inconsciamente.
È il momento di cambiare passo, andatura, postura, respiro e movimenti.
Potresti sorridere invece di fissare il vuoto. Potresti adottare la postura di una
persona coraggiosa, sana o amorevole che ammiri o che hai sempre
desiderato essere. In pratica, la incarni consciamente adesso. Per esempio,
puoi immaginare che siano passati due anni e che hai già tutte le cose che
vuoi. Se sei già quella persona, non hai più bisogno di desiderare di
diventarlo perché è già successo: incarni già le qualità del tuo futuro.
Esercitandoti a camminare in maniera diversa, come farebbe chi vorresti
essere, prenderai l’abitudine di muoverti e comportarti come lui/lei, di sentirti
libero, illimitato e grato (ricordati che provare gratitudine è indice che ciò che
desideri è già successo) invece che demotivato e stanco perché non ti trovi
ancora realmente in quel futuro. Non appena comincerai a provare
naturalmente queste emozioni elevate e a incarnarle, diventerai veramente la
persona che vuoi essere. Il Grafico 12 nell’inserto a colori mostra un allievo
che modifica il suo cervello in circa un’ora dopo una meditazione camminata.

Prepara il cervello per i ricordi del futuro


La meditazione camminata serve anche a creare ricordi di cose che non
sono ancora accadute nel tempo lineare; in sostanza, a ricordare il tuo futuro.
Adesso il cervello non vive più nel passato, ma nel futuro, proprio tramite
questi ricordi programmati intenzionalmente nel cervello.
È importante rimanere in stato di trance perché, mentre allinei il corpo con
il futuro e cambi il tuo mondo interiore, crei ricordi a lungo termine. Siccome
l’energia va dove poni l’attenzione, potresti persino far balenare scene del tuo
Mind Movie mentre immagini, incarni e senti il tuo futuro in modo che ne
diventino le mappe energetiche e biologiche. L’atto di provare le emozioni
del futuro (nel momento presente) e associarle alla tua intenzione agisce
secondo due modalità: installa nuovi circuiti per rendere il cervello una
mappa del futuro e produce le sostanze chimiche emozionali per quell’evento
futuro, che segnala nuovi geni in nuove maniere, programmando così il corpo
a prepararsi per un nuovo destino.
Ricordati che questa meditazione non riguarda ciò che ottieni nella vita,
ma chi diventi o sei in procinto di diventare. Se stai cercando di “ottenere”
ricchezza, successo, salute o una nuova relazione, sei ancora condizionato a
pensare di essere separato dal tuo obiettivo e di doverlo raggiungere. Ma la
verità è che più diventi quella persona, più la realtà si plasmerà assecondando
il tuo nuovo stato d’essere. È questo processo che ti aiuta ad allinearti con un
diverso destino. Quanto più pratichi la meditazione e cammini come il tuo io
futuro, tanto più dovresti essere in grado di cambiare il tuo modo d’essere
con gli occhi aperti, proprio come hai fatto con gli occhi chiusi. Quando
l’avrai praticata un numero sufficiente di volte, non solo porterai con te
quell’energia per tutto il giorno, ma la incarnerai, diventando più consapevole
nelle ore di veglia. Prima di rendertene conto inizierai automaticamente a
comportarti, a pensare e a sentire in maniera diversa.
Con il tempo, potresti persino ritrovarti a camminare come una persona
felice perché il dolore nel corpo è scomparso, perché ti senti completo,
illimitato e innamorato della vita. Installando il circuito giusto e attivando il
gene per pensare, agire e sentire in una nuova maniera hai fatto sì che la
persona che desideri essere sia diventata un’abitudine comportamentale. Dal
punto di vista biologico, sei diventato il tuo io futuro.
Puoi incarnare il tuo io futuro più volte nel corso della giornata. Immagina
di aspettare un amico che è in ritardo e di generare l’energia del tuo futuro,
invece di sentirti frustrato e infastidito. Quando sei bloccato nel traffico,
esercitati a sintonizzarti sull’energia del futuro con gli occhi aperti invece di
perdere la pazienza e arrabbiarti. Mentre sei in coda alla cassa del
supermercato e giudichi una persona per quello che ha comprato, immagina
di reindirizzare i tuoi pensieri e di sentirti incredibilmente grato per la tua
nuova vita, atteggiandoti come il tuo io futuro. Comincerai ad accettare,
credere e arrenderti ai pensieri che corrispondono a quello stato emotivo, e il
tuo organismo produrrà le sostanze chimiche equivalenti. È così che cominci
a programmare il sistema nervoso autonomo verso un destino diverso, e più ti
eserciti, meno sarà probabile tornare al pilota automatico e perdere il
momento presente.

La meditazione camminata
Inizia trovando un posto tranquillo nella natura. Disconnettiti
dall’ambiente esterno e ancorati nel momento presente, chiudendo gli occhi.
Concentrati sul cuore e porta qui emozioni elevate come gratitudine, gioia,
ispirazione, compassione, amore. Se vuoi credere nel tuo nuovo futuro con
tutto il cuore, è bene che esso sia aperto e attivato.
Focalizza l’attenzione sul cuore, lasciando che il respiro entri ed esca da
questo centro, sempre più lentamente, più profondamente e in modo più
rilassato, per due minuti circa. Ritorna a creare emozioni elevate nel cuore
per due o tre minuti. Irradia quest’energia nello spazio che circonda il tuo
corpo e rimani presente. Sintonizzati sull’energia del futuro.
Dopo qualche minuto, fissa un’intenzione chiara nell’occhio della mente.
Puoi scegliere un simbolo rappresentativo che ti connetta all’energia del
futuro, come hai imparato nel Capitolo 3. Cambia il tuo stato d’essere con le
emozioni elevate e trasmetti questa nuova firma elettromagnetica nel campo.
Rimani in questo stato per due o tre minuti.
Poi apri gli occhi e, senza guardare niente e nessuno, allarga la tua messa a
fuoco e mantieni la consapevolezza sullo spazio intorno al corpo, restando in
uno stato di trance. Comincia a camminare con gli occhi aperti rimanendo in
trance. A ogni passo, incarna la nuova energia, la frequenza di ciò che stai
creando nel futuro. Portando quest’energia con te nella vita quotidiana,
camminando come il tuo nuovo io, attivi le stesse reti neurali e produci lo
stesso livello di mente di quando mediti con gli occhi chiusi.
Poi ricorda il tuo futuro. Lascia che le immagini arrivino, sentile e
incarnale. Falle scendere in profondità. Continua a camminare per dieci
minuti circa, poi fermati per ricalibrarti. Di nuovo, chiudi gli occhi e aumenta
l’energia. Rimani presente in questo stato dai cinque ai dieci minuti. Poi
cammina ancora per altri dieci minuti con gli occhi aperti e in trance. A ogni
passo, incarnando questa nuova energia, ti avvicini sempre più al tuo destino
e lui si avvicina a te.
Ripeti due volte. Alla fine del secondo ciclo, fermati e rimani immobile
per un’ultima volta, concentrandoti su come ti senti con il quarto centro
energetico aperto. Puoi usare quest’opportunità per affermare chi sei in base
alle sensazioni che provi. Per esempio, se ti senti illimitato, puoi dichiarare:
“Sono illimitato.” Poi metti una mano sul cuore e sii pronto a sentirti degno
di ricevere ciò che hai creato. Aumenta al massimo l’energia e prova
gratitudine e riconoscenza.
Riconosci il divino dentro di te, l’energia che ti tiene in vita. Ringrazia per
la tua nuova esistenza prima che si manifesti. Riconoscendo il potere dentro
di te, chiedi che la tua vita sia piena di meraviglie inaspettate, sincronicità e
gioiose coincidenze. Irradia il tuo amore e ama la tua nuova vita fino a farla
diventare realtà.
Capitolo 10

STORIE: DALLA TEORIA ALLA


PRATICA

Nelle storie che seguono, conoscerai persone che hanno trovato il tempo
per creare un nuovo futuro. Ogni giorno hanno definito se stesse in base a una
visione del futuro, invece che in base ai ricordi del passato. Si può dire che
erano più innamorate del futuro che del passato. Mettendo in pratica gli
insegnamenti degli ultimi tre capitoli, sono diventate soprannaturali. Puoi
farcela anche tu.

Tim trova la chiave per il suo futuro


In un seminario avanzato a Seattle, nel periodo di Halloween, la prima
sera chiedemmo ai partecipanti di travestirsi da se stessi nel futuro. Tim si
vestì da swami. Aveva sempre voluto essere uno swami, adottandone lo stile
di vita, e da giovane aveva lasciato la sua città natale in Connecticut per
studiare in un ashram. All’inizio dell’evento, i partecipanti ricevettero un
regalo: una chiave che rappresentava l’apertura della porta verso il futuro.
Tim aveva già frequentato diversi seminari di livello avanzato in passato.
La prima volta che creò un Mind Movie, inserì un’immagine di monete d’oro
e d’argento in una delle scene. Da anni stava cercando di eliminare
l’emozione della paura, ma a un certo punto si rese conto che dietro la paura
c’era la mancanza di autostima; quindi per Tim le monete erano un simbolo
del suo valore.
“Tutti vogliono diventare ricchi” mi disse, “ma dal momento che io stavo
percorrendo un cammino spirituale, praticavo yoga e altre discipline, credevo
di dover essere povero per mostrarmi coerente. Perciò le monete d’oro e
d’argento non rappresentavano la ricchezza, ma il fatto di essere degno di
ricevere.”
Tim aggiunse altre immagini al suo Mind Movie di Seattle. Come altro
simbolo del proprio valore morale, Tim utilizzò un carattere cinese che
significava “ricchezza” ma, siccome diceva di non aver mai desiderato i
soldi, sotto il simbolo mise la parola “affluenza”. Preferiva questo termine
perché, cercandone la definizione, aveva scoperto che la sua radice latina
significava “fluire verso”. “Non sarebbe magnifico” pensava, “se tutto ciò
che voglio fluisse verso di me?”.
Anche se Tim è molto analitico, dopo aver guardato più volte il suo Mind
Movie insieme al caleidoscopio, scoprì di poter aggirare velocemente la
mente logica ed entrare nel subconscio per programmare il suo futuro.
Durante il seminario, quando arrivò il momento di dimensionalizzare una
scena del suo Mind Movie, ebbe un’esperienza profonda. Cominciò a provare
gioia e poi uno straordinario amore per la vita, simile a una sensazione di
bruciore nel cuore. Gli sembrava di poter dar fuoco al mondo. Poi, durante la
meditazione, dissi ai partecipanti che era il momento di aprirsi e ricevere, e
Tim sostiene che fu allora che l’energia cominciò a entrare nel suo corpo.
“Non so da dove venisse” mi raccontò, “fu come se qualcuno avesse
aperto un rubinetto. Mi alzai in piedi di colpo. L’energia entrò dalla testa e
uscì dalle mani. I palmi erano rivolti verso il basso ma, senza controllo
cosciente, l’energia li sollevò e li fece girare all’insù. Persi la cognizione del
tempo e dello spazio e non avevo idea di dove mi trovassi, e per il resto della
meditazione rimasi in uno stato di estasi. Sapevo che tutto sarebbe stato
diverso e che non ero più la stessa persona.
Sono convinto che le nuove informazioni che entrarono nel mio corpo
abbiano riscritto il mio DNA, cancellando il vecchio io, perché quella parte
della mia personalità è scomparsa per sempre.” Quando tornò a casa a
Phoenix, dove aveva un negozio di futon, il lunedì mattina riprese a lavorare
come al solito. Il giovedì, entrò nel suo negozio una donna che aveva
comprato un futon da lui diversi anni prima. Dal giorno in cui aveva
acquistato il futon, era nata un’amicizia tra i due, e ogni tanto lei passava per
fare due chiacchiere. Era in pensione, ed era entrata nel negozio per dire a
Tim che aveva appena finito di fare testamento. Voleva che lui fosse il suo
esecutore testamentario. Tim si sentì onorato e la ringraziò.
“Eccolo” disse lei, mettendolo sul bancone insieme a una chiave,
“leggilo.”
Tim cominciò a esaminare il documento e scoprì che, oltre a nominarlo
esecutore testamentario, la donna gli aveva anche lasciato in eredità quasi
centomila dollari in monete d’oro e d’argento. La chiave che posò sul
bancone apriva la sua cassetta di sicurezza, dove teneva le monete (che,
ovviamente, corrispondevano all’immagine del Mind Movie di Tim). In un
istante, Tim si ricordò della “chiave per il futuro” che aveva ricevuto al
seminario avanzato di Seattle.

Sarah non tocca terra


In un incidente nautico, Sarah si ferì gravemente alla schiena cercando di
impedire che un’imbarcazione di cinque tonnellate di schiantarsi contro la
banchina. Per sette settimane continuò a soffrire mentre si sottoponeva alla
fisioterapia, assumeva farmaci e si recava continuamente dal chiropratico.
Dato che non c’erano miglioramenti, i medici fissarono un intervento
chirurgico. Ma prima, Sarah decise di partecipare a un seminario avanzato a
Cancun.
A causa del forte dolore che Sarah provava, suo figlio le consigliò di
portare una sedia a rotelle. Decise di non farlo ma, quando arrivò in albergo,
crollò a terra in preda ai dolori. In seguito, quando andò in piscina su un
materassino, ebbe forti spasmi mentre cercava di uscire.
Sarah non era nuova al mio lavoro, perciò arrivò a Cancun con il suo
cuscino per la meditazione e il suo Mind Movie. Nel Mind Movie era sana,
forte e di nuovo in grado di camminare. Poteva giocare a basket con suo
figlio e a lacrosse con sua figlia. Ogni volta che si vedeva nella scena in cui
praticava yoga in volo, sentiva la gioia che avrebbe provato se fosse stata in
grado di farlo ancora, e quando ascoltava la canzone del suo Mind Movie la
sua energia aumentava.
Durante i primissimi giorni, quando contraeva i muscoli centrali e
spingeva l’energia verso l’alto, lungo la spina dorsale, con la tecnica di
respirazione, sentiva pulsare il nervo sciatico. Era come se una corrente
elettrica calda risalisse il nervo. Nello stesso tempo, esprimeva l’intenzione
che l’energia fosse una luce di guarigione che risaliva la colonna vertebrale.
Il terzo giorno, cominciò la mattinata facendo una ricerca su internet,
finché non trovò un’immagine di una donna che praticava yoga in volo.
Trattenne quell’immagine nella mente per tutto il giorno. Nel pomeriggio, i
partecipanti stavano lavorando con il caleidoscopio e i Mind Movie. Dopo
che furono entrati nel campo quantico, chiesi loro di dimensionalizzare una
scena del proprio Mind Movie. Al termine della meditazione, li feci stendere
sul pavimento ma, come mi disse più tardi, Sarah non riusciva a trovarlo. Lo
cercava ma non c’era più. Un attimo dopo, era in un’altra dimensione e aveva
una vera e propria esperienza sensoriale simile a un film in IMAX, ma senza
il supporto dei sensi fisici. Stava vivendo una scena del suo Mind Movie.
“Mi resi conto di essere in un’altra realtà, in un tempo e in uno spazio
diversi: ero nel mio futuro” mi spiegò, “e stavo praticando yoga in volo. Ero
appesa a testa in giù e il pavimento non c’era. Cercavo di raggiungerlo ma mi
limitavo a penzolare a testa in giù da un’amaca di seta rossa. Mi sentivo
libera dal dolore. Dondolavo liberamente nello spazio.” Alla fine riuscì a
stendersi, mentre lacrime di gioia le bagnavano le guance. Al termine della
meditazione, tutto il suo dolore era sparito.
“Sapevo di essere guarita” mi disse. “Ero sbalordita dal potere della mia
mente e provai un’immensa gratitudine. Continuo a manifestare cose dal mio
Mind Movie, anzi: il Mind Movie non riesce a stare al passo con la mia vita.”

Terry cammina verso un nuovo futuro


Un giorno, mentre praticava la sua meditazione lungo la bellissima
Sunshine Coast in Australia, Terry ebbe un’esperienza profonda. Quando si
fermò per la parte finale, si sentì connessa, sollevata e aperta. Seguendo le
mie istruzioni, si aprì al campo con l’intenzione di essere degna della sua vita
futura. Senza preavviso, sentì una carica elettrica entrare nel corpo attraverso
la testa e continuare a fluire fino al cuore e ai piedi. Le gambe cominciarono a
tremarle in maniera incontrollata.
“Riesco a descriverlo solo come un forte tremore interno” raccontò, “ma
aveva un voltaggio energetico che il mio corpo non aveva mai provato.
Pensavo di stare per cadere. Fu a quel punto che persi ogni controllo sulla
parte inferiore del corpo.” Scoppiò a piangere e, con quello sfogo, anche la
mente e il corpo cominciarono a lasciarsi andare. Il tempo sembrava essersi
fermato. Terry capì che il corpo si stava arrendendo a tutte le emozioni
irrisolte della sua vita. Mentre l’ondata di elettricità continuava ad
attraversarla, sentì fuoriuscire grandi quantità di materia oscura.
“Credo che fossero i traumi, non solo di questa vita, ma anche di esistenze
precedenti” disse. “Tra questi, il trauma di mio padre che era quasi morto
tentando di suicidarsi quando avevo otto anni, esperienza che ha gettato
un’ombra sulla mia vita e che mi ha impedito di accogliere amore
incondizionato.” Sentì che tutte le sue credenze limitanti, acquisite tramite un
profondo condizionamento sia emotivo sia da parte degli altri, si
dissolvevano.
“Tutto ciò che non era in linea con chi sono veramente sparì” disse Terry.
“Mi sentii veramente libera, cosa che la mia anima desiderava da moltissimo
tempo. In quel momento capii che la mia anima mi aveva guidato verso quel
seminario, in quel preciso momento, con tutta quella gente, per compiere
quest’importante lavoro.”
Cadde in ginocchio sulla sebbia, mentre un’enorme quantità d’amore
scorreva dentro di lei. In quell’istante, ripensò a chi era stata nell’ultimo
anno, in cui aveva meditato ogni giorno e si era innamorata di se stessa.
Sapeva che il suo io futuro stava invitando il suo io passato ad avere
quest’esperienza di profondo amore.
Quando Terry ritornò alla realtà tridimensionale dei sensi fisici, provò un
enorme senso di pace e di unità con tutto ciò che la circondava. Raccontò di
una profonda connessione con il proprio io fisico, mentale, emotivo e
spirituale, e disse che non si era mai sentita così “se stessa”.
“Quest’esperienza mi ha ricordato che io sono, come tutti gli altri, un
aspetto dell’energia divina” mi disse, “e che sono degna di riceverla.”
Capitolo 11

SPAZIO-TEMPO E TEMPO-
SPAZIO

Viviamo in un universo tridimensionale dove tutto ciò che esiste è


costituito da persone, oggetti, luoghi e tempo. È una dimensione fatta
perlopiù di particelle e materia. Con i sensi percepiamo queste cose come
forma, struttura, massa e densità. Per esempio, se io mettessi un cubetto di
ghiaccio, un cellulare o una torta di mele davanti a te, non potresti percepire
nessuno di questi oggetti senza i tuoi sensi; sono i sensi che generano la tua
esperienza della realtà fisica.
Anche se il cubetto di ghiaccio, il cellulare e la torta di mele hanno tutti
un’altezza, una larghezza e una profondità, per te esistono solo perché puoi
vederli, udirli, gustarli, toccarli e sentirne l’odore. Se perdessi l’uso dei
cinque sensi, non saresti in grado di percepirli perché non saresti consapevole
della loro presenza; per te non esisterebbero, perché nella realtà
tridimensionale non puoi percepirli senza i sensi.
Secondo l’astrofisica, nel regno tridimensionale, l’universo conosciuto
(chiamiamolo realtà spazio-temporale), c’è una quantità infinita di spazio.
Prenditi un momento per riflettere su questo concetto. Quando guardiamo il
cielo, vediamo solo un frammento dell’universo. Ci appare infinito, ma
l’infinito è molto più di questo. In altre parole, nel regno spazio-temporale lo
spazio è eterno, non ha fine. E il tempo?
In genere, tu e io percepiamo il tempo muovendo il corpo nello spazio. Per
esempio, probabilmente impiegherai cinque minuti a posare il libro, andare in
cucina, bere un bicchiere d’acqua e ritornare a leggere. Questo accade perché
un pensiero che ha avuto origine nella mente ha creato una visione di cosa
avresti fatto in cucina, tu hai messo in pratica quel pensiero e di conseguenza
hai percepito il tempo muovendoti da un punto all’altro attraverso lo spazio.
Prima di andare in cucina, mentre eri seduto sulla sedia, quando sei
diventato consapevole della cucina rispetto a dove ti trovavi, hai percepito la
separazione di due punti di coscienza: dove stavi seduto e la cucina. Per
colmare il divario tra essi, hai spostato il corpo nello spazio e per questo ci è
voluto tempo. Quindi, quanto maggiore è lo spazio o la distanza tra due punti,
tanto maggiore è il tempo che ci vuole per passare da un punto all’altro.
Viceversa, maggiore è la velocità con cui ti sposti tra i due punti, minore è il
tempo che impieghi.
La misura del tempo che un oggetto impiega per muoversi nello spazio è
alla base della fisica newtoniana (o meccanica classica). Nel mondo
newtoniano, se conosciamo determinate proprietà di un oggetto, come la
forza, l’accelerazione, la direzione, la velocità e sappiamo la distanza che
percorrerà, possiamo fare previsioni correlate al tempo; di conseguenza, la
fisica newtoniana è basata su fatti noti ed esiti prevedibili. Possiamo dire che,
quando c’è separazione tra due punti di coscienza, quando ti muovi da un
punto all’altro, stai facendo collassare lo spazio. In conseguenza del collasso
dello spazio, percepisci il tempo. Osserva la Figura 11.1 per capire meglio il
rapporto tra spazio e tempo nel mondo tridimensionale.

RAPPORTO TRA SPAZIO E TEMPO NEL


MONDO TRIDIMENSIONALE
Figura 11.1
Muovendoci nello spazio da un punto di coscienza a un altro, percepiamo il tempo.
Quando facciamo collassare lo spazio nel nostro mondo tridimensionale, viene
creato il tempo.

Ecco un altro esempio: per finire di scrivere questo capitolo, mi ci vorrà


tempo. Non devo muovere il mio corpo nello spazio, ma percepisco
comunque il tempo. Come mai? Perché dove sono adesso a scrivere questo
capitolo rappresenta un punto di coscienza e finire il capitolo ne rappresenta
un altro. Il completamento del capitolo è un momento futuro distinto dal
momento presente. La riduzione del divario tra i due punti di coscienza è
l’esperienza del tempo. Se osservi di nuovo la Figura 11.1, comprenderai
meglio il concetto di tempo.
Per raggiungere l’obiettivo di arrivare alla fine del capitolo, devo
continuamente fare “qualcosa”. Questo mi obbliga a utilizzare i sensi per
interagire e muovermi nel mio ambiente con una serie coordinata di
comportamenti, e per farlo ci vuole tempo. Se smetto di scrivere e faccio
altro, come guardare un film, impiegherò più tempo per raggiungere il
risultato voluto; quindi, per completare il capitolo devo far corrispondere le
mie azioni alle mie intenzioni.
Nel mondo materiale tridimensionale, dal momento che utilizziamo i sensi
per orientarci nello spazio, prestiamo attenzione soprattutto alle cose fisiche,
come persone, oggetti e luoghi. Sono tutti fatti di materia e sono localizzati,
ossia occupano una posizione nello spazio e nel tempo. Rappresentano punti
di coscienza da cui siamo separati. Per esempio, se osservi il tuo migliore
amico seduto dall’altra parte del tavolo o guardi la tua automobile
parcheggiata nel vialetto, ti rendi conto dello spazio tra te e il tuo amico o
l’auto. Di conseguenza, ti senti distinto e separato da loro. Tu sei qui e
l’amico o l’auto è là. Inoltre, se hai sogni e obiettivi, la distanza tra dove sei
nel momento presente e dove i tuoi sogni esistono come realtà nel futuro crea
l’esperienza della separazione. Quindi, possiamo dire che:

1. Per orientarci in questa realtà tridimensionale abbiamo bisogno dei


nostri sensi.
2. Quanto più utilizziamo i sensi per definire la realtà, tanto più ci
sentiamo separati.
3. Siccome gran parte della realtà tridimensionale si basa sui sensi, lo
spazio e il tempo creano l’esperienza della separazione.
4. Tutte le cose materiali occupano una posizione nello spazio e nel
tempo. In fisica si chiama località.

In questo capitolo esamineremo e confronteremo due modelli di realtà: lo


spazio-tempo e il tempo-spazio. Lo spazio-tempo è il mondo fisico
newtoniano basato su fatti noti, esiti prevedibili, materia e universo
tridimensionale in cui viviamo (fatto di spazio infinito). Il tempo-spazio è il
mondo quantico non fisico, una realtà inversa basata sull’ignoto, infinite
possibilità, energia e multiverso multidimensionale in cui anche viviamo
(fatto di tempo infinito).
Sto per mettere in discussione la tua personale percezione della natura
della realtà.

Lo stress e le conseguenze del vivere in un continuo stato di


sopravvivenza
Siccome utilizziamo i sensi per osservare e definire la realtà fisica, ci
identifichiamo con un corpo che vive nello spazio e nel tempo, distinto da
tutto il resto. Progressivamente questa interazione crea l’esperienza della
nostra identità. Nel corso della vita, attraverso le diverse interazioni che
abbiamo in dati luoghi e tempi con persone, cose e oggetti, la nostra identità
evolve in una personalità. La qualità di queste interazioni con l’ambiente
esterno crea ricordi duraturi che plasmano il nostro essere. Chiamiamo questo
processo “esperienza” e sono le esperienze della vita che determinano chi
siamo, soprattutto quelle del passato.
Come hai letto nel Capitolo 8, per il cervello gli oggetti materiali, le cose,
le persone e i luoghi che percepiamo ogni giorno si presentano sotto forma di
schemi o modelli, e il riconoscimento di essi si chiama memoria. Se l’io è
creato dai ricordi delle esperienze passate, allora i ricordi sono basati su fatti
noti; pertanto, la maggior parte del nostro mondo tridimensionale si basa su
fatti noti ed è su questi che la maggior parte di noi concentra la propria
attenzione, perché li riconosce come familiari. Fai corrispondere una realtà
fisica a una serie di reti neurali nel cervello. Questo si chiama riconoscimento
di pattern o modelli ed è il processo con cui la maggior parte delle persone
percepisce la realtà attraverso la lente del passato.
Possiamo dire allora che siamo materialisti che non solo vivono in questa
dimensione, ma ne sono anche limitati, perché ci siamo definiti come un
corpo che vive in un ambiente in un certo momento, e ci concentriamo più
sulla materia che sull’energia. Da una prospettiva quantistica, manteniamo
l’attenzione sulla particella fisica (materia) invece che sull’onda immateriale
di possibilità (energia). È così che c’immergiamo nella realtà tridimensionale.
Se siamo anche stressati, il corpo comincia ad attingere dall’invisibile
campo elettromagnetico di energia intorno a noi per produrre sostanze
chimiche. Quanto maggiori sono la frequenza, l’intensità e la durata dello
stress, più energia consuma il corpo. La natura stessa di queste sostanze
chimiche asseconda i nostri sensi, inducendoci a prestare attenzione alla
materia e ai fatti noti. Quando il campo di energia intorno al corpo si
restringe, ci sentiamo più materia e meno energia. In effetti, quando la nostra
frequenza rallenta, il corpo diventa più denso man mano che esauriamo
l’energia.
Come abbiamo già detto, questo va bene nel breve termine quando un
pericolo, una crisi o un predatore è in agguato dietro l’angolo; in effetti, la
reazione di lotta o fuga è stata una pietra miliare della nostra evoluzione. In
questo stato, gli ormoni dello stress amplificano i sensi, focalizzando la
nostra attenzione su un potenziale pericolo nell’ambiente: la neocorteccia, la
parte del cervello che si occupa di percezione sensoriale, comandi motori,
ragionamento spaziale e linguaggio, si attiva. Ai fini della sopravvivenza, ci
focalizziamo sul corpo e sulla minaccia esterna, concentrandoci sul tempo tra
il momento della minaccia percepita e quello in cui raggiungiamo la salvezza
fisica, che sono entrambi punti di coscienza. Più proviamo stress, più ci
sentiamo separati.
Come hai letto nel Capitolo 2, l’effetto a lungo termine del vivere in
modalità di sopravvivenza è che cominciamo a diventare dipendenti dagli
ormoni dello stress. Più ne siamo dipendenti, più ci identifichiamo con il
corpo, che è locale, ossia vive in un particolare luogo nello spazio e occupa
una particolare posizione nel tempo lineare. Il risultato è uno stato di frenesia
in cui spostiamo continuamente l’attenzione da una persona a un problema, a
una cosa, a un luogo nel nostro ambiente. Il tratto evolutivo che un tempo ci
proteggeva adesso lavora contro di noi e ci porta a vivere in uno stato di
massima allerta, ossessionati dal tempo. Considerando pericoloso l’ambiente
esterno, poniamo tutta l’attenzione su di esso.
Siccome il mondo esterno ci appare più reale di quello interiore, siamo
dipendenti da qualcosa o qualcuno al di fuori di noi, e quanto più a lungo
viviamo in questo stato, tanto più il cervello passa alle onde cerebrali beta ad
alta frequenza. Come ormai avrai capito, uno stato prolungato di onde
cerebrali beta ad alta frequenza c’induce a provare dolore, ansia,
preoccupazione, paura, rabbia, frustrazione, impazienza, aggressività e
antagonismo. Di conseguenza, le nostre onde cerebrali diventano incoerenti,
e quindi anche noi.
Quando le emozioni di sopravvivenza ci hanno in pugno, abbiamo bisogno
che le condizioni del nostro mondo esterno (i nostri problemi con diverse
persone, le difficoltà economiche, la paura del terrorismo, il disprezzo per il
nostro lavoro ecc.) riaffermino la nostra dipendenza da queste emozioni, in
modo da indurci a concentrarci ulteriormente sul mondo esterno e attivare il
gene della sopravvivenza. Così viviamo in una profezia che si autoavvera.
Quanto più forte è la reazione emotiva associata alla causa, tanto più
presterai attenzione a una persona, una cosa o un problema del mondo
esterno, cedendogli parte del tuo potere. Ora tutta la tua attenzione e la tua
energia sono ancorate nel regno tridimensionale della materia e il tuo stato
emotivo ti porta a riaffermare continuamente la tua realtà attuale, legandoti
sempre più emotivamente a essa e al mondo materiale. Cercherai di prevedere
il futuro in base al passato; inoltre sarai spaventato dall’ignoto o
dall’imprevedibile. Per cambiare davvero la tua vita, invece, devi entrare
nell’ignoto. Se non lo fai, tutto rimane uguale.

La realtà spazio-temporale tridimensionale newtoniana


Se i sentimenti e le emozioni sono un prodotto del passato e guidano i tuoi
pensieri e comportamenti programmati, continuerai a ripetere il passato e
quindi diventerai prevedibile. Sei saldamente nel mondo newtoniano, perché
la fisica newtoniana si basa su effetti prevedibili. Più vivi sotto stress, più sei
materia che cerca d’influenzare altra materia, che a sua volta cerca di
combattere, forzare, manipolare, prevedere, controllare e competere per un
risultato. Di conseguenza, ciò che vuoi cambiare, manifestare o influenzare ci
metterà molto tempo, perché in questa realtà spazio-temporale devi muovere
il tuo corpo fisico nello spazio per creare i risultati che desideri.
Quanto più vivi in modalità di sopravvivenza e usi i tuoi sensi per definire
la realtà, tanto più sei separato da un nuovo futuro. C’è una notevole distanza
tra dove ti trovi adesso, come punto di coscienza, e dove vuoi essere, come
altro punto di coscienza, senza contare che la tua costante ossessione per ciò
che accadrà si basa su come pensi e prevedi che dovrebbe accadere. Ma
qualsiasi tua previsione attingerebbe inevitabilmente da fatti noti, perciò non
ci sarebbe posto per l’ignoto o per una nuova possibilità nella tua vita.
Per esempio, se stai cercando di comprare casa, devi risparmiare per la
caparra, cercarne una giusta per te, ottenere un prestito, fare un’offerta,
battere gli altri acquirenti, e poi lavorare per trent’anni per finire di pagarla.
Impiegherai parecchio tempo per passare da un punto di coscienza (avere
l’idea di comprare la casa) all’altro (avere la casa con il mutuo pagato). In
modo analogo, se vuoi una nuova relazione, potresti andare su internet, creare
un profilo, guardare innumerevoli altri profili, fare una lista di persone da
contattare, contattarle tutte, e alla fine andare a molti appuntamenti nella
speranza di conoscere qualcuno d’interessante. Se vuoi un nuovo lavoro, devi
trovare il tempo per scrivere un curriculum vitae, andare ai colloqui e così
via.
Ciò che questi processi hanno in comune è che richiedono tempo, che tu
percepisci come lineare. Potresti ottenere ciò che vuoi, ma più vivi in
modalità di sopravvivenza, più tempo ci vorrà, perché sei materia che cerca
d’influenzare altra materia, e c’è una netta separazione nello spazio e nel
tempo tra dove sei e dove vuoi essere.
Nella realtà tridimensionale, nella tua esperienza del tempo, ci sono un
passato, un presente e un futuro. Siccome vivi nel tempo lineare, ti senti
anche separato dal tempo perché il passato, il presente e il futuro appaiono
come momenti distinti; tu sei qui e il tuo futuro è là. La Figura 11.2
rappresenta graficamente come il passato, il presente e il futuro esistano in
quanto momenti distinti e discontinui.
IL TEMPO LINEARE CON UN PASSATO,
UN PRESENTE E UN FUTURO

Figura 11.2
Nella nostra realtà tridimensionale, il passato, il presente e il futuro esistono come
momenti lineari e distinti nel tempo.

Come ho detto in precedenza, grazie alla fisica newtoniana abbiamo


svelato le leggi naturali della forza, dell’accelerazione e della materia, che ci
hanno consentito di prevederne gli effetti. Se conosciamo la direzione
generale, la velocità e la rotazione di un oggetto che viaggia nello spazio, in
linea di massima possiamo prevedere dove finirà e quanto tempo impiegherà.
Ecco perché possiamo viaggiare da New York a Los Angeles in aereo,
indicare quanto tempo ci metteremo e sapere dove l’aereo atterrerà.
Entro i confini della fisica newtoniana e del mondo tridimensionale in cui
viviamo, molti di noi passano la maggior parte della vita a rivolgere
l’attenzione al mondo esterno, cercando di diventare qualcuno, possedere
qualcosa, andare da qualche parte e così via. Se non abbiamo le cose che
vogliamo, ne sentiamo la mancanza, e la mancanza e la separazione ci
portano a vivere in uno stato di dualismo e polarità. Per noi è naturale volere
ciò che non abbiamo; del resto, è così che creiamo le cose. Quando ci
sentiamo separati dai nostri desideri futuri, sogniamo e pensiamo a ciò che
vogliamo e poi cominciamo a compiere una serie di azioni nel tempo lineare
per ottenerlo, per avvicinarci ai nostri sogni.
Per esempio, se siamo sempre in difficoltà economiche, vogliamo soldi; se
siamo malati, vogliamo la salute; se ci sentiamo soli, vogliamo una relazione
o compagnia. Ma se siamo materia focalizzata sulla materia che cerca
d’influenzare altra materia, per avere soldi, salute amore e così via,
impiegheremo un bel po’ di tempo ed energia.
Se alla fine otteniamo ciò che stavamo cercando, l’emozione che
proviamo per la realizzazione della nostra creazione (o per l’incontro dei due
punti di coscienza) riempie il vuoto che sentivamo. Quando arriva il nuovo
lavoro, ci sentiamo sicuri; quando la nuova relazione si manifesta, proviamo
amore e gioia; quando guariamo, ci sentiamo più sani. Ma ciò significa che
aspettiamo che qualcuno o qualcosa all’esterno di noi cambi come ci
sentiamo dentro. Questo processo di causa ed effetto forma un nuovo ricordo
e, in qualche misura, ci evolviamo.
Se invece qualcosa nel nostro mondo non accade, o sembra tardare ad
arrivare, soffriamo di più per la sua mancanza perché ci sentiamo ancor più
separati da ciò che stiamo cercando di creare. Il nostro stesso stato emotivo di
frustrazione, impazienza e separazione tiene i nostri sogni a distanza,
aumentando ulteriormente il tempo che impiegheremo a realizzarli.

Da un corpo a nessun corpo, da qualcuno a nessuno, da


qualcosa a nessuna cosa, da un luogo a nessun luogo e dal
tempo a nessun tempo
Se le leggi newtoniane sono un’espressione esterna delle leggi fisiche
dello spazio-tempo (una dimensione in cui c’è più spazio che tempo),
possiamo dire in un certo senso che le leggi quantistiche sono l’esatto
contrario. Il campo quantico è un’espressione interna delle leggi della natura:
un invisibile campo di informazioni ed energia che unifica ogni cosa
materiale. Questo campo immateriale organizza, connette e governa tutte le
leggi della natura. È una dimensione in cui c’è più tempo che spazio; in altre
parole, è una dimensione in cui il tempo è eterno.
Come hai letto nei capitoli 2 e 3, quando distogliamo l’attenzione dalle
persone, dalle cose e dai luoghi del mondo esterno, non concentrandoci più
sul nostro corpo e cessando di pensare al tempo e ai nostri programmi,
diventiamo nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun luogo e in nessun
tempo. Ci dimentichiamo del nostro corpo, della nostra identità, del nostro
genere, del nostro nome, delle malattie, dei problemi, dei rapporti personali,
del dolore, del passato e così via. È questo che significa andare oltre l’io:
passare dalla coscienza di un corpo a nessun corpo, dalla coscienza di
qualcuno a nessuno, dalla coscienza di qualcosa a nessuna cosa, dalla
coscienza di un luogo a nessun luogo, e dalla coscienza di essere nel tempo a
essere in nessun tempo (vedi la Figura 11.3). E dai un’occhiata anche alla
Figura 11.4.

PASSARE DAL MONDO DEI SENSI AL


MONDO OLTRE I SENSI

Figura 11.3
Se distogliamo l’attenzione dal corpo, dall’ambiente e dal tempo, andiamo oltre
“l’Io” (che vive come corpo fisico, è qualcuno con un’identità, possiede qualcosa,
vive in un luogo e nel tempo) e diventiamo nessuno, nessun corpo, nessuna cosa,
in nessun luogo e in nessun tempo. Spostiamo coscienza e consapevolezza dal
mondo materiale della fisica newtoniana al mondo immateriale del campo
unificato.
ANDARE OLTRE L’IO

Figura 11.4
La distinzione tra il mondo della materia e quello dell’energia.

Se apriamo la messa a fuoco e iniziamo ad abbandonare ogni aspetto


dell’io, ci allontaniamo dal mondo esterno di persone, oggetti, luoghi,
programmi, cose da fare e simili, e rivolgiamo l’attenzione al mondo interiore
di energia, vibrazione, frequenza e coscienza. Le nostre ricerche mostrano
che, quando distogliamo l’attenzione dagli oggetti e dalla materia e ci
concentriamo invece sull’energia e sulle informazioni, diverse parti del
cervello lavorano insieme in armonia. Il risultato di questa unificazione del
cervello è che ci sentiamo più completi.
Se lo facciamo in maniera corretta, il nostro cuore comincia ad aprirsi, a
battere in maniera più ritmica, e quindi a diventare più coerente. Quando il
cuore diventa coerente, lo stesso accade anche al cervello, e poiché la nostra
identità si è tolta di mezzo (nel senso che siamo andati oltre il corpo, oltre un
posto particolare nel nostro ambiente e oltre il tempo), passiamo alle onde
cerebrali alfa e theta e ci connettiamo al sistema nervoso autonomo che,
attivato, ripristina l’ordine e l’equilibrio, portando coerenza nel cuore, nel
cervello, nel corpo e nel campo energetico. Questa coerenza poi si riflette in
tutti gli aspetti della nostra biologia.
È in questo stato che cominciamo a connetterci al campo quantico (o
unificato).

Dall’illusione della separazione alla realtà dell’unità


Se la fisica newtoniana spiega le leggi della natura e dell’universo su vasta
scala (la forza gravitazionale del Sole sui pianeti, la velocità con cui la mela
cade dall’albero e così via), il mondo quantico si occupa della natura delle
cose su piccolissima scala, come le particelle atomiche e subatomiche. Le
leggi newtoniane sono costanti fisiche della natura, quindi il mondo
newtoniano è un mondo oggettivo di misurabilità ed esiti prevedibili.
Le leggi quantistiche invece riguardano l’imprevedibile e l’invisibile, il
mondo di energia, onde, frequenza, informazioni, coscienza e tutti gli spettri
di luce. Questo mondo è governato da una costante invisibile, un singolo
campo di informazioni, chiamato campo unificato. Possiamo dire che il
mondo newtoniano riguarda l’oggettivo, dove la mente e la materia sono
distinte, mentre il mondo quantico riguarda il soggettivo, dove la mente e la
materia sono unite dall’energia o, per meglio dire, dove la mente e la materia
sono talmente connesse che è impossibile dividerle. Nel campo quantico o
unificato non c’è distanza tra due punti di coscienza. È il dominio dell’unità o
della consapevolezza dell’unità.
Mentre nella nostra realtà tridimensionale lo spazio è infinito, nel mondo
quantico il tempo è infinito. Se il tempo è eterno e infinito, non è più lineare,
quindi non ci sono passato e futuro. Senza passato o futuro, tutto accade
adesso, nell’eterno momento presente. Siccome il tempo è infinito in questa
realtà tempo-spaziale, muovendoci nel tempo percepiamo lo spazio (o gli
spazi).
Nel mondo materiale delle cose, quando ci muoviamo nello spazio
percepiamo il tempo, ma nel mondo quantico immateriale dell’energia e della
frequenza è l’esatto contrario:

• nel mondo spazio-temporale, quando aumentiamo o diminuiamo la


velocità con cui passiamo da A a B, il tempo che impieghiamo cambia;
• nel mondo tempo-spaziale, quando diventiamo consapevoli di un
aumento o di una diminuzione della velocità della frequenza o della
vibrazione dell’energia, possiamo passare da uno spazio all’altro o da
una dimensione all’altra.

Quando facciamo collassare lo spazio, sperimentiamo il tempo nella realtà


materiale. Quando facciamo collassare il tempo, sperimentiamo spazi o
dimensioni nella realtà immateriale. Ciascuna di queste frequenze individuali
contiene informazioni, o un livello di coscienza, che percepiamo come realtà
differenti, quando ne diventiamo consapevoli. Nella Figura 11.5 puoi vedere
che, quando ti muovi nel tempo, fai esperienza di diverse dimensioni
nell’eterno momento presente.

RAPPORTO TRA TEMPO E SPAZIO NEL


MONDO PENTADIMENSIONALE
Figura 11.5
Nel mondo quantico, dove il tempo è eterno, tutto accade nell’eterno momento
presente. Muovendoti nel tempo, fai esperienza di altri spazi, altre dimensioni, altri
piani, altre realtà e infinite possibilità. I cubi rappresentano un numero infinito di
possibili te, che vivono tutti nel momento presente.

Nello spazio-tempo, percepisci l’ambiente secondo il corpo, i sensi e il


tempo, che appare lineare perché sei separato da oggetti, cose, persone e
luoghi, così come dal passato e dal futuro. Nel tempo-spazio invece
percepisci la realtà con la tua consapevolezza, come una coscienza e non
come un corpo dotato di sensi. Questo regno esiste oltre i sensi e vi accedi
quando sei completamente nel momento presente, così non ci sono né passato
né futuro, solo un lunghissimo adesso. Siccome la tua consapevolezza va
oltre il regno materiale, perché hai distolto l’attenzione dalla materia, puoi
diventare consapevole delle diverse frequenze che portano informazioni, e
queste frequenze ti permettono di avere accesso a dimensioni sconosciute.
Così, se ti trovi in un regno oltre i sensi ed entri come coscienza
nell’energia del campo unificato, puoi fare esperienza di molte possibili realtà
dimensionali. (So che è molto complicato da capire tutto in una volta. Se sei
confuso, significa che stai per imparare qualcosa di nuovo.)
Quando dico che muovendoti nel tempo fai esperienza dello spazio o di
spazi, intendo tutte le possibili dimensioni e realtà. Possiamo affermare che,
in questa realtà tempo-spaziale, tutti gli spazi o dimensioni possibili esistono
nel tempo infinito. Questo è il campo unificato: il regno della possibilità,
dell’ignoto e di nuove realtà potenziali, che esistono tutte nel tempo infinito.
Provo a spiegarlo in un altro modo. Tutti quelli che conosco dicono
sempre che vogliono o hanno bisogno di più tempo per riuscire a fare ogni
cosa. Se tu avessi più tempo, potresti creare più esperienze, fare più cose, e
quindi portarle a termine. Ciò significa che potrebbero verificarsi più
possibilità.
Immagina che ci sia una quantità infinita di tempo (perché il passato e il
futuro non esistono più) e che tu abbia tutto il tempo che ti serve. Potresti
avere infinite possibili esperienze e quindi vivere molte vite. Potremmo dire
che avresti a tua disposizione un infinito numero di esperienze corrispondenti
alla tua immaginazione. Per dirlo in un altro modo ancora:

• se il tempo è eterno, possono esistere più spazi in quel tempo infinito;


• se continuiamo a prolungare il tempo, ha senso che possiamo inserirci
più spazi;
• se il tempo è infinito, ci sono anche infiniti spazi che possiamo inserire
nel tempo, che sono infinite possibilità, realtà potenziali, dimensioni ed
esperienze.

Nel campo quantico non esistono il passato e il futuro perché tutto ciò che
è esiste nell’eterno adesso o eterno momento presente. Se tutto ciò che è
esiste, unificato o connesso nel campo quantico, le sue infinite frequenze
contengono informazioni su ognuno, ogni corpo, ogni cosa, in ogni luogo e in
ogni tempo. Quando la tua coscienza comincia a fondersi con la coscienza e
l’energia del campo unificato, passi dalla coscienza di un corpo, alla
coscienza di nessun corpo, alla coscienza di ogni corpo; da qualcuno, a
nessuno, a ognuno; da qualcosa, a nessuna cosa, a ogni cosa; da un luogo, a
nessun luogo, a ogni luogo; e dalla coscienza di essere in un tempo, alla
coscienza di essere in nessun tempo, alla coscienza di essere in ogni tempo.
(Osserva la Figura 11.6.)

PERDERSI NEL NULLA PER DIVENTARE


OGNI COSA

Figura 11.6
Quando la tua coscienza si unisce a quella del campo unificato, e tu ci entri in
profondità, diventi la coscienza di ognuno, ogni corpo, ogni cosa, in ogni luogo e in
ogni tempo. In questo regno non c’è separazione tra due punti di coscienza, il che
significa che c’è solo unità.

L’atomo: realtà e finzione


Per aiutarti a capire com’è costruito il campo quantico, per prima cosa
dobbiamo ripercorrere le possibilità che esistono nell’atomo. Quando
riduciamo la materia alla sua più piccola unità misurabile, otteniamo l’atomo,
che vibra a una frequenza molto elevata. Se potessimo “sbucciare” l’atomo
come un’arancia, troveremmo un nucleo e particelle subatomiche come i
protoni, i neutroni e gli elettroni, ma soprattutto scopriremmo che per il
99,999999999999 per cento l’atomo è spazio vuoto, o energia, come hai letto
in precedenza.
Osserva la Figura 11.7. A sinistra vediamo il modello classico dell’atomo
che abbiamo studiato a scuola, ma si tratta di un modello ormai superato. In
realtà, gli elettroni non si muovono in orbite fisse intorno al nucleo come i
pianeti intorno al Sole. Invece, come vedi a destra, lo spazio attorno al nucleo
somiglia più a un campo invisibile, o a una nube di informazioni, e le
informazioni sono fatte di luce, frequenza ed energia. Per capire quanto sono
piccole queste particelle subatomiche, se il nucleo di un atomo fosse
ingrandito fino a raggiungere le dimensioni di un Maggiolino Volkswagen,
l’elettrone sarebbe grande come una pera. Invece lo spazio in cui si muove
l’elettrone sarebbe pari a 220.000 km2 circa, due volte l’isola di Cuba.

MODELLO CLASSICO DELL’ATOMO VS.


MODELLO QUANTISTICO DELL’ATOMO

Figura 11.7
Il modello classico dell’atomo, con gli elettroni che ruotano attorno al nucleo
centrale in un’orbita, è superato. Gli elettroni esistono come onde di probabilità in
un’invisibile nube di energia che circonda il nucleo. Di conseguenza, l’atomo è in
gran parte energia immateriale e pochissima materia.
Secondo il principio d’indeterminazione di Heisenberg, non sappiamo
dove apparirà l’elettrone nella nube energetica, eppure dal nulla qualcosa si
forma. Ecco perché la fisica quantistica è così eccitante e imprevedibile:
l’elettrone non è sempre materia fisica; esiste come energia o probabilità di
un’onda. È solo attraverso l’atto di osservazione di un osservatore che esso
appare. Quando un osservatore (mente) lo cerca, l’atto di osservazione
(energia diretta) induce l’energia potenziale a collassare in un elettrone
(materia); così si manifesta da un regno di infinite possibilità. Diventa locale
nello spazio e nel tempo. Quando l’osservatore non lo osserva più, l’elettrone
torna nella possibilità; questa è la funzione d’onda. In altre parole, si
ritrasforma in energia, ritornando nell’ignoto. Quando ritorna a essere energia
e possibilità, diventa non locale. Nel regno quantico, la mente e la materia
sono indivisibili. Quindi, se la fisica newtoniana è il mondo del prevedibile, il
quanto è il mondo dell’imprevedibile.
È esattamente quello che facciamo quando chiudiamo gli occhi nella
meditazione e ci focalizziamo sullo spazio infinito. Poniamo maggiore
attenzione su energia, spazio, informazioni e possibilità invece che sulla
materia. Diventiamo meno consapevoli del regno materiale e più consapevoli
di quello immateriale. Investiamo la nostra energia nell’imprevedibile e
nell’ignoto, disinvestendola dal prevedibile e dal noto. Ogni volta che lo
facciamo, sviluppiamo una comprensione più profonda di cosa sia il campo
unificato.
Prima di andare avanti, rivediamo brevemente cosa abbiamo appena
imparato. Osserva la Figura 11.8. Il mondo newtoniano tridimensionale è
costituito da oggetti, persone, luoghi, materia, particelle, e dal tempo (in
pratica tutto ciò che conosciamo nel mondo esterno), e in questo mondo c’è
più spazio che tempo. Avendo un corpo, usiamo i sensi per definire lo spazio
infinito in cui viviamo, un universo di forma, struttura, dimensione e densità.
È il regno del noto e del prevedibile.
Figura 11.8
Un riepilogo dello spazio-tempo nel mondo newtoniano tridimensionale e del ponte
che ci permette di entrare come coscienza nel regno del tempo-spazio nel mondo
quantico pentadimensionale.

I sensi con cui percepiamo l’universo materiale ci forniscono informazioni


che il cervello organizza in modelli, che noi riconosciamo come strutture, è
attraverso questo processo che le cose dell’ambiente esterno diventano fatti
noti e che noi diventiamo qualcuno, un corpo, con qualcosa, in un luogo e nel
tempo. Infine, siccome percepiamo l’universo con i nostri sensi, ci sentiamo
separati; perciò, questo è un regno di dualismo e polarità.
Ora osserva la Figura 11.9. Se il mondo newtoniano è un mondo materiale
definito dai sensi, il mondo quantico è l’esatto contrario. È un mondo
immateriale definito dall’assenza dei sensi; in altre parole, non c’è niente che
si basi sui sensi e non c’è materia. Mentre il mondo newtoniano si basa su
fatti noti prevedibili come materia, particelle, persone, luoghi, cose, oggetti e
tempo, il mondo quantico è una dimensione imprevedibile costituita da luce,
frequenza, informazioni, vibrazioni, energia e coscienza.
Se il nostro mondo tridimensionale è una dimensione di materia in cui c’è
più spazio che tempo, il mondo quantico è una dimensione di antimateria, un
luogo in cui c’è più tempo che spazio. Siccome c’è più tempo che spazio,
tutte le possibilità esistono nell’eterno momento presente. Mentre il mondo
tridimensionale è il nostro universo, ossia una sola realtà, il mondo quantico è
un multiverso, ossia molte realtà. Se la realtà spazio-temporale è basata sulla
separazione, il mondo quantico immateriale, o campo unificato, si basa sulla
connessione e sull’unità (non località).
Per passare dal nostro universo (tridimensionale) spazio-temporale, fatto
di materia e in cui ci sono dualismo e polarità, al multiverso
(pentadimensionale) tempo-spaziale, in cui non c’è materia ma luce,
informazioni, frequenza, vibrazioni, energia e coscienza, dobbiamo
attraversare un ponte rappresentato dalla velocità della luce. Quando
diventiamo pura consapevolezza, ossia nessuno, nessun corpo, nessuna cosa,
in nessun luogo e in nessun tempo, varchiamo la soglia tra materia ed
energia.
Quando Einstein introdusse l’equazione E=mc2 nella sua teoria della
relatività, per la prima volta nella storia della scienza dimostrò da un punto di
vista matematico che energia e materia sono collegate. Ciò che converte la
materia in energia è la velocità della luce, il che significa che ogni cosa
materiale che viaggia più veloce della luce abbandona la nostra realtà
tridimensionale e si trasforma in energia immateriale. In altre parole, nel
mondo tridimensionale la velocità della luce è la soglia entro cui la materia
mantiene la propria forma. Nessuna “cosa” è più veloce della luce, neanche le
informazioni. Tutto ciò che viaggia da un punto all’altro più lentamente della
luce impiega del tempo. Quindi, la quarta dimensione è il tempo. Il tempo è il
nesso che collega il mondo tridimensionale al mondo pentadimensionale e
oltre. Se qualcosa viaggia più veloce della luce, non c’è tempo né separazione
tra due punti di coscienza perché ogni “cosa” materiale diventa energia. È
così che passi da tre a cinque dimensioni, da un universo al multiverso, da
questa dimensione a tutte le dimensioni.
Lascia che ti fornisca un esempio per chiarire quest’idea complessa. Nei
primi anni Ottanta, il fisico francese Alain Aspect condusse un famoso
esperimento di fisica quantistica chiamato esperimento sul test di Bell.1 Nello
studio, gli scienziati legarono due fotoni, poi li lanciarono in direzioni
opposte, creando distanza e spazio tra loro. Quando indussero un fotone a
sparire, l’altro fotone sparì esattamente nello stesso momento. Questo
esperimento fu una pietra miliare nello sviluppo della fisica quantistica
perché dimostrò che la teoria della relatività di Einstein non era del tutto
esatta.
L’esperimento dimostrò che esiste un campo unificante di informazioni,
oltre il tempo e lo spazio tridimensionale, che connette tutta la materia. Se le
due particelle di luce non fossero connesse da un campo invisibile di energia,
le informazioni avrebbero impiegato del tempo per viaggiare da un punto
locale all’altro nello spazio. Secondo la teoria di Einstein, se una particella
sparisse, l’altra dovrebbe sparire un attimo dopo, a meno che non occupino lo
stesso spazio nello stesso tempo. Anche se il secondo fotone sparisse un
millisecondo dopo, essendo separati dallo spazio, il tempo avrebbe svolto un
ruolo nel consegnare l’informazione. Questo avrebbe confermato che la
soglia della realtà fisica è la velocità della luce e che tutte le cose materiali
che esistono qui sono separate.
Ma siccome le due particelle svanirono esattamente nello stesso momento,
l’esperimento dimostrò che tutta la materia (i corpi, le persone, le cose, gli
oggetti, i luoghi) e il tempo sono connessi da frequenze e informazioni in un
regno che va oltre la realtà tridimensionale e il tempo. Tutte le “cose” oltre la
materia sono unificate in uno stato di unità. L’informazione fu trasmessa tra
quei due fotoni in maniera non locale. Visto che non c’è separazione tra due
punti di coscienza nella realtà pentadimensionale, il tempo lineare è assente.
C’è un tempo eterno.
Il fisico quantistico David Bohm chiamò il regno quantico “l’ordine
implicito”, dove ogni cosa è connessa. Chiamò invece il regno materiale della
separazione “l’ordine esplicito”.2 Osserva di nuovo le figure 11.8 e 11.9 per
capire le caratteristiche dei due mondi.
Figura 11.9
Un riepilogo della realtà pentadimensionale tempo-spaziale del mondo quantico.

Quando distogli l’attenzione dall’essere qualcuno, un corpo, qualcosa, in


un luogo e nel tempo, e diventi nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in
nessun luogo e in nessun tempo, stai diventando pura consapevolezza. La tua
coscienza si fonde con il campo unificato, fatto solo di coscienza ed energia,
dove ti connetti con la coscienza autorganizzante di ognuno, ogni corpo, ogni
cosa, in ogni luogo e in ogni tempo. Così, entrando come consapevolezza
(senza i sensi) in questo campo dell’unità dove non c’è separazione e
continuando ad andare in profondità nel vuoto o nell’oscurità, perché non
esiste niente di fisico, diventi meno separato dalla coscienza del campo
unificato.
Infine, non essendoci il tempo lineare, esiste solo l’eterno momento
presente nel campo unificato, che osserva la materia dandole forma. Di
conseguenza, per connetterti al campo, anche tu dovrai essere totalmente nel
momento presente. La Figura 11.10 mostra come puoi far collassare la tua
coscienza individuale per sperimentare l’unità del campo unificato.

IL PERCORSO VERSO L’UNITÀ


Quando facciamo collassare due punti di coscienza, il risultato é meno
separazione e piÙ unità. Quando la nostra coscienza si fonde con la
coscienza del campo unificato (avvicinandoci a esso), non c’é tempo nè
spazio.
Figura 11.10
Più viviamo rivolgendo l’attenzione al mondo esterno, come qualcuno, con un
corpo, che possiede qualcosa, che vive in un luogo e nel tempo nella nostra realtà
tridimensionale, più ci sentiamo separati. Se spostiamo l’attenzione dal mondo
esterno al mondo interiore, nel momento presente, anche la nostra coscienza si
allinea. Entrando nel campo unificato come coscienza, sperimentiamo meno
separazione e più unità. Se non c’è separazione tra due punti di coscienza, non
c’è spazio né tempo, ma tutti gli spazi e tutti i tempi. Quindi, più ci sentiamo
completi, più ci sembra che il nostro futuro sia già accaduto. Ora non creiamo più a
partire dal dualismo ma dall’unità.
Un’ultima considerazione sulla velocità della luce. In questo mondo
materiale, la luce visibile è una frequenza basata sulla polarità (elettroni,
positroni, fotoni e così via). Se guardi un po’ più avanti la Figura 11.11, a
circa un terzo dalla frequenza più bassa trovi il punto in cui si verifica la
separazione della luce. Al di sopra di questa onda o frequenza la materia
passa da forma a energia e singolarità, e al di sotto ci sono divisione e
polarità. È proprio in quel punto, che si è verificato il Big Bang, dove la
singolarità è diventata dualismo e polarità. Ecco perché questo vuoto è
un’oscurità eterna: non c’è luce visibile.2

DAL PENSIERO ALL’ENERGIA ALLA


MATERIA
Figura 11.11
Tutto comincia con un pensiero cosciente. Quando la sua frequenza rallenta,
rallenta anche la sua energia, finché non assume una forma e diventa materia.
Alla frequenza della velocità della luce, l’energia si divide in polarità o dualismo, e
vengono creati gli elettroni, i positroni eccetera. Oltre la velocità della luce, ci sono
livelli maggiori di ordine e unità.
Quando passiamo dalla materia alla coscienza e andiamo oltre noi stessi,
rivolgendo l’attenzione all’interno verso il campo unificato, non appena superiamo
il piano della luce visibile, diventiamo nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in
nessun luogo e in nessun tempo. È in questo regno che troviamo altre dimensioni,
realtà e possibilità.
Se osservi le frecce che vanno dalla materia al campo unificato (la linea dritta in
alto), che rappresenta tutte le possibilità, vedrai che devi attraversare le frequenze
inferiori tra materia e luce, che sono diversi livelli di pensieri ed emozioni. Osserva
i diversi livelli di coscienza che devi attraversare per arrivare all’unità e capirai
perché molti non lo fanno.

Siccome la materia vibra a una frequenza molto lenta, non puoi entrare nel
campo unificato con un corpo o in forma materiale, perciò devi diventare
incorporeo. Non puoi portare la tua identità, perciò dovrai diventare nessuno.
Non puoi portare cose, perciò non devi avere nessuna cosa. Non puoi essere
in un luogo, perciò dovrai essere in nessun luogo. Infine, se vivi nel passato o
in un futuro prevedibile dove il tempo appare lineare, per entrare nel mondo
del tempo-spazio dovrai essere in nessun tempo. Come puoi farlo? Continui a
porre l’attenzione sul campo unificato, non con i sensi ma con la
consapevolezza. Cambiando la tua coscienza, aumenti l’energia. Quanto più
diventi consapevole del campo unificato, tanto più ti allontani dalla
separazione della materia e ti avvicini all’unità.
Adesso sei nel campo unificato. È il regno delle informazioni che connette
ognuno, ogni corpo, ogni cosa, in ogni spazio e in ogni tempo.

Il campo unificato
La materia è molto densa, e a causa della sua densità vibra con la
frequenza più lenta dell’universo. La Figura 11.11 mostra che, se aumenti la
frequenza della materia accelerandola sempre più, la materia che conosciamo
si smaterializza diventando energia. A un certo punto appena oltre lo spettro
di luce visibile, al di là del regno del dualismo e della polarità, tutte le
informazioni sulla materia si convertono in maggiore energia unificata. Come
puoi vedere, più elevata è la frequenza, più ordinata e coerente diventa
l’energia. A questo livello di frequenza ed energia, il dualismo e la polarità si
unificano per diventare una cosa sola. Lo chiamiamo amore o unità, perché
non c’è più nessuna divisione o separazione. È dove si uniscono il positivo e
il negativo, il maschile e il femminile, il passato e il futuro; dove non esistono
più il bene e il male, il giusto e lo sbagliato; dove gli opposti diventano un
tutt’uno.
Allontanandoti sempre più dalla materia e dalla separazione, continui a
trovare livelli sempre maggiori di unità, ordine e amore. L’ordine di
quest’energia più coerente contiene informazioni, ossia sempre più amore. Se
continuassi ad accelerare ancor di più la materia, alla fine vibrerebbe a una
frequenza così veloce da esistere come una linea retta. In questa linea
esistono infinite frequenze, e quindi anche infinite possibilità. È il campo del
punto zero, o punto di singolarità del quanto, un onnipresente campo di
informazioni che esiste come energia e frequenza, e osserva tutta la realtà,
dandole un ordine da un singolo punto.
Per definire il principio autorganizzante dell’universo potremmo
chiamarlo mente di Dio, coscienza unitaria, Sorgente o qualunque altro nome
tu voglia usare. È il luogo in cui tutte le potenzialità o possibilità esistono
come pensiero, fonte suprema di un’intelligenza amorevole o di un amore
intelligente che osserva tutta la realtà fisica dandole forma. Pertanto:

• maggiore è la frequenza che sperimentiamo, maggiore è l’energia;


• maggiore è l’energia, maggiori sono le informazioni cui abbiamo
accesso;
• maggiori sono le informazioni, maggiore è la coscienza;
• maggiore è la coscienza, maggiore è la consapevolezza;
• maggiore è la consapevolezza, maggiore è la mente;
• maggiore è la mente, maggiore è la nostra capacità d’influenzare la
materia.

Nella gerarchia delle leggi universali, le leggi quantistiche precedono


quelle newtoniane (o classiche). Ecco perché Einstein affermò che “il campo
è l’unico organismo che governa la particella”. Il campo quantico governa,
organizza e unifica tutte le leggi della natura. Sul nostro Pianeta, ci basta solo
osservare la natura per vedere come la sezione aurea (una formula
matematica ricorrente in natura che porta ordine e coerenza), espressa anche
nella sequenza di Fibonacci, infonda ordine nella materia. È il campo del
punto zero fatto di possibilità o pensiero (perché i pensieri sono possibilità)
che rallenta la propria frequenza, creando ordine e forma.
Più ti arrendi, ti avvicini e diventi una cosa sola con questa intelligenza,
meno ti senti separato e più ti senti completo e unito. Quando entri come pura
consapevolezza in questo regno infinito di possibilità, cominci a sentirti
connesso con la coscienza di ognuno, ogni corpo, ogni cosa, in ogni luogo e
in ogni tempo, inclusi i tuoi sogni futuri. Siccome la coscienza è
consapevolezza, e consapevolezza significa prestare attenzione, il primo
passo per conoscere il campo unificato è diventarne consapevole, perché se
non ne sei consapevole, non esiste. Perciò, quanto più presti attenzione a
questo campo, tanto più ne diventerai consapevole.
In altre parole, la sola maniera per entrare in questo regno del pensiero è
come pensiero. Ciò significa che devi andare oltre i sensi spostando la tua
consapevolezza dalla materia all’energia, dalla particella all’onda. Se puoi
entrare come consapevolezza in questo regno immateriale e invisibile di
infinita oscurità e renderti conto di essere una consapevolezza in presenza di
una più grande consapevolezza, la tua coscienza si fonderà con una coscienza
più grande.
Se puoi farlo, se puoi diventare una coscienza o consapevolezza in questo
campo, se puoi continuare ad arrenderti a questo amore intelligente, la stessa
intelligenza innata che crea l’universo e ti dà la vita, ti assorbirà.
Quest’intelligenza amorevole è sia individuale che universale, dentro di te e
intorno a te, e quando ti assorbirà creerà e ristabilirà l’ordine e l’equilibrio
nella tua biologia perché la sua natura è di organizzare la materia in maniera
più coerente. Ora stai attraversando la cruna dell’ago e dall’altra parte non c’è
più separazione tra due punti di coscienza. C’è una sola coscienza, o unità. È
lì che esistono tutte le possibilità.
Siccome stai entrando nel dominio della coscienza, del pensiero, delle
informazioni, dell’energia e della frequenza, il ponte che ti porta dallo spazio-
tempo al tempo-spazio andrà dall’essere qualcuno, un corpo, qualcosa, in un
luogo e nel tempo, all’essere nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun
luogo e in nessun tempo. Questo è il nesso, la soglia del campo quantico o
unificato (torna indietro e osserva le figure 11.8 e 11.9).
In questo regno di possibilità infinite, ti aspettano nuove esperienze e
potenzialità illimitate, non sempre le stesse che già conosci. Dopotutto, non è
questo l’ignoto? L’ignoto è una possibilità che esiste per te sotto forma di un
nuovo pensiero. Quando sei in questo regno di puro pensiero sotto forma di
pensiero, l’unico limite è la tua immaginazione. Ma se in questo regno di
puro pensiero ti ritrovi a ripensare a qualcuno, qualcosa, un corpo, in un
luogo e in un tempo noto, la tua consapevolezza (e quindi la tua energia)
ritorna alla realtà nota del tempo e dello spazio tridimensionale, il regno della
separazione.
Siccome ogni pensiero che formuli ha una frequenza, nel momento in cui
inizi a pensare al dolore nel tuo corpo, alla malattia, ai problemi di lavoro,
alle questioni in sospeso con tua madre o alle cose che devi fare entro un dato
termine, sei di nuovo in questo spazio e in questo tempo. La tua
consapevolezza è tornata nel regno del mondo materiale e i tuoi pensieri
producono la stessa frequenza che corrisponde alla materia e alle particelle
(rivedi la Figura 11.10). La tua energia torna a vibrare allo stesso livello del
mondo fisico della realtà tridimensionale, perciò eserciti un minore effetto
sulla tua realtà personale. Ritorni a vibrare come materia e ti allontani sempre
più dal campo unificato; di conseguenza, ti senti separato da esso. In questo
scenario, se i tuoi sogni esistono come pensieri nel campo unificato, ci vorrà
molto tempo prima che diventino realtà.
Ciò significa che la tua attenzione e la tua energia sono legate alla tua
realtà personale presente-passata. Pensi in maniera corrispondente alla tua
identità, perciò la tua vita resterà uguale. Sei la stessa personalità che cerca di
creare una nuova realtà personale.
Quando dico che devi andare oltre te stesso, significa che devi dimenticare
il tuo Io, distogliere l’attenzione dalla tua personalità e dalla tua realtà
passata. Quindi, per guarire il tuo corpo, devi andare oltre il tuo corpo. Per
creare qualcosa di nuovo nella tua vita, dovrai dimenticare la tua vecchia vita.
Per risolvere un problema nell’ambiente esterno, dovrai andare oltre i ricordi
e le emozioni corrispondenti a quel problema. E se vuoi creare un evento
nuovo e inaspettato nel tuo futuro, dovrai smettere di aspettarti
inconsciamente lo stesso prevedibile futuro basato sui ricordi del passato.
Dovrai passare a un livello di coscienza maggiore della coscienza che ha
creato tutte quelle realtà.
Nel campo unificato non c’è nessun luogo dove andare perché sei in ogni
luogo; non c’è nessuna cosa che puoi volere perché sei così completo che ti
sembra di avere ogni cosa; non puoi giudicare nessuno perché sei ognuno di
loro; e non è più necessario avere un corpo perché sei ogni corpo. E perché
dovresti preoccuparti di non avere abbastanza tempo, se il tempo è infinito?
Quanto più ti senti completo, tanto meno ti manca qualcosa o vuoi
qualcosa. Come puoi volere qualcosa se ti senti completo? Non c’è più
bisogno di volere, cercare, desiderare, forzare, prevedere, lottare o sperare. Se
crei da uno stato di unità, ti basta solo sapere e osservare. Questa è la chiave
per manifestare la realtà: essere connesso, non separato.
Se nel mondo tridimensionale il tempo è creato dall’illusione dello spazio
tra due oggetti o due punti di coscienza, allora più sei unito al campo
unificato, meno separazione c’è tra te e tutte le cose materiali. Quando la tua
coscienza si fonde o diventa più connessa con il campo unificato, con il regno
dell’unità, non c’è più separazione tra due punti di coscienza. Quest’unità si
riflette nella tua biologia, nella chimica, nei circuiti, negli ormoni, nei geni,
nel cuore e nel cervello, ristabilendo così l’equilibrio nel tuo intero sistema.
Una più grande frequenza o energia attraversa il sistema nervoso autonomo,
il cui obiettivo è di creare equilibrio e ordine. Quest’energia porta un
messaggio di unità e compiutezza. Maggiore è la frequenza, minore è il
tempo che impieghi per manifestarla in questa realtà spazio-temporale
tridimensionale.
Come abbiamo imparato all’inizio del capitolo, riducendo lo spazio tra
due punti di coscienza, fai collassare il tempo. Quando quest’illusione di
separazione non esiste più, percepisci meno spazio tra te (un’identità, che
vive in un corpo, in un ambiente fisico, nel tempo lineare) e le persone, gli
oggetti, le cose, i luoghi, la materia e anche i tuoi sogni. Di conseguenza,
quanto più ti avvicini al campo unificato, tanto più ti senti connesso con ogni
cosa e persona.
Tu come coscienza sei nel regno dell’unità e, non essendoci separazione, il
tempo è eterno. E ricorda: quando il tempo è infinito, ci sono infiniti spazi,
possibili dimensioni e realtà da esplorare. Ovunque tu “pensi” di essere o
chiunque “pensi” di essere, lo sei. Non c’è niente da creare perché tutto esiste
già sotto forma di pensiero nel regno di tutti i pensieri. Tutto ciò che devi fare
è diventarne consapevole.
Dai un’occhiata alla Figura 11.12 per seguire il mio ragionamento. Se
sposti l’attenzione dall’avere un corpo all’avere nessun corpo, al diventare
ogni corpo, puoi creare qualunque corpo. Se passi dal vivere come qualcuno,
al diventare nessuno, all’essere ognuno, puoi diventare chiunque. Se distogli
l’attenzione da qualcosa, entri nel regno di nessuna cosa, ti fondi con ogni
cosa e così puoi avere qualunque cosa. Se sposti la tua consapevolezza da un
luogo a nessun luogo, sarai in ogni luogo e potrai vivere in qualunque luogo.
E infine, se sposti la tua coscienza da un tempo a nessun tempo, per diventare
ogni tempo, puoi essere in qualunque tempo.

DIVENTARE POSSIBILITÀ ILLIMITATE


Figura 11.12
Se diventiamo la coscienza di ognuno, ogni corpo, ogni cosa, in ogni luogo e in
ogni tempo… da un punto di vista teorico, possiamo creare qualunque corpo,
diventare chiunque, avere qualunque cosa, vivere in qualunque luogo ed essere in
qualunque tempo.

Questo è diventare soprannaturali.


Nel lavoro che faccio in giro per il mondo, insegno da molti anni agli
allievi ad andare oltre se stessi. Adesso so che il primo passo di questo
processo consiste nel dominare il proprio corpo, andare oltre le condizioni
dell’ambiente esterno e trascendere il tempo. Fatto questo, gli allievi si
trovano a un passo dal campo unificato. Tuttavia, quando arrivano al nesso,
devono imparare che c’è molto di più.
Se imparare significa creare nuove connessioni sinaptiche, quanto più
impari su qualcosa, tanto più puoi apprezzarlo e diventarne consapevole,
perché hai una nuova serie di reti neurali. Dopotutto, è nell’apprendimento
che cambi ulteriormente o arricchisci la tua esperienza; se non impari niente
di nuovo, probabilmente la tua esperienza rimarrà la stessa poiché percepisci
la realtà con gli stessi circuiti neurali di prima.
Per esempio, a me piace il vino rosso e guido diversi wine tour all’anno in
diverse parti del mondo. All’inizio, molte persone che partecipano a questi
eventi mi dicono che non “sanno” niente di vini. Interpreto la loro
affermazione nel senso che probabilmente non hanno mai imparato niente
sulla vinificazione. La verità è che, a causa della loro limitata conoscenza ed
esperienza, non hanno installato un hardware neurale che consenta loro di
percepire le sfumature del gusto. Potremmo dire che non sanno cosa cercare
per godersi veramente l’esperienza.
E se imparassero come si produce il vino e ne capissero la storia, il tipo di
uva utilizzata e perché viene utilizzata? Successivamente imparerebbero che
il vino viene conservato in botti di rovere, per quanto tempo e perché. Questo
le porterebbe a conoscere l’intero processo e a ragionare su cosa renda un
particolare vino così piacevole.
Questo è il procedimento, ma ora pensa al buon vino nella bottiglia. Se chi
lo degusta non è consapevole delle sfumature del suo sapore, del suo
profumo, della sua percentuale di tannino e se è invecchiato in botti di rovere
o in contenitori di acciaio inossidabile, e per quanto tempo, non sa cosa
cercare e non è in grado di apprezzare l’esperienza. Possiamo dire che la
consapevolezza cambia l’esperienza.
So che è la verità perché, dopo una sola settimana, le stesse persone che
all’inizio dicevano di non amare il vino rosso o di non saperne niente se ne
vanno arricchite di un’esperienza completamente nuova. Dopo molti giorni
passati a imparare e a scoprire cosa cercare (formando nuove connessioni
neurali), diventano molto precise riguardo al tipo di vino che preferiscono. In
una sola settimana, acquisiscono un nuovo livello di apprezzamento,
consapevolezza e conoscenza. Ancora una volta, l’esperienza le ha cambiate.
Lo stesso accade con il campo unificato. Se non ne sei consapevole, per te
non esiste; quanto più ne sai e sei consapevole di cosa cercare, tanto più puoi
prestargli attenzione con la tua consapevolezza.
Fin dalla nascita, ti abitui a mantenere l’attenzione sulla materia e non
sull’energia. Credi di aver bisogno dei sensi per conoscere la realtà; in altre
parole, se non percepisci qualcosa con la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto o il
gusto, per te non esiste. Per esempio, non ti accorgi del tuo alluce sinistro,
finché non ci presti attenzione. È sempre esistito, ma non ne eri consapevole.
Lo stesso vale per il campo unificato. Quanto più ne diventi consapevole,
tanto più esisterà nella tua realtà. Concentrandosi esclusivamente sulla
materia, le persone escludono la possibilità dalla propria vita. Ecco cos’è
l’onda: un’energia di possibilità. Più ci presti attenzione, più possibilità
dovrebbero manifestarsi nella tua vita.
Siccome la tua energia fluisce dove poni l’attenzione, nel momento in cui
diventi consapevole del campo unificato, la tua attenzione lo porta a
espandersi. Per esempio, quando poni la tua attenzione e la tua
consapevolezza sul tuo dolore, quest’ultimo si espande e ne provi di più. Se
continui a occuparti del tuo dolore e a provarne sempre di più, diventa parte
integrante della tua vita. Lo stesso accade anche con il campo unificato; se
presti attenzione al campo e ne diventi più consapevole, esso si espande. E,
come ho detto riguardo al dolore, quando ne fai più esperienza, esiste come
parte della tua vita.
Semplicemente prestando attenzione al campo unificato, esso si manifesta
ed entra nella tua realtà tutti i giorni. Come? Sotto forma di cose sconosciute:
serendipità, sincronicità, opportunità, coincidenze, colpi di fortuna, trovarsi
nel posto giusto al momento giusto e momenti pieni di stupore.
Il campo unificato è un’intelligenza divina amorevole e un amore
intelligente che è dentro e intorno a te, perciò ogni volta che focalizzi la tua
attenzione su di esso, diventi consapevole della presenza del divino dentro e
intorno a te. Prestandoci attenzione, il divino dovrebbe apparire di più nella
tua vita. Siccome la coscienza è consapevolezza, e consapevolezza significa
prestare attenzione, quando ne sei consapevole e gli presti attenzione,
cominci a fonderti con il campo. Se entri sempre più in profondità in questo
campo unificato, c’è sempre più da esplorare e provare per te.
Osserva di nuovo la Figura 11.11. Per avvicinarti sempre più alla linea
retta che rappresenta la Sorgente o l’unità, devi mantenere l’attenzione su di
essa e diventarne più consapevole. Se lo fai nel modo corretto, passando dal
dualismo all’unità, visto che le emozioni sono il prodotto finale
dell’esperienza, dovresti provare maggiori livelli di amore, unità e pienezza.
Quando arrivi a sentire sempre più questo amore intelligente, accadono tre
cose nella tua vita.
La prima cosa che accade è che ponendo la tua attenzione e
consapevolezza nel campo unificato, avvicinandoti maggiormente alla
Sorgente, ne fai più esperienza. Questo viaggio crea un percorso neurale dal
cervello pensante al sistema nervoso autonomo, e ogni volta che lo usi si
sviluppa di più. Con il tempo, questo ti consentirà di fonderti più facilmente
con il campo.
La seconda cosa che accade è che, siccome l’esperienza arricchisce il
cervello, ogni volta che interagisci con il campo unificato, il tuo cervello
cambia. È questo che fa l’esperienza: arricchisce e affina i circuiti cerebrali.
Ora stai installando nel tuo cervello l’hardware per essere più consapevole di
questo campo la prossima volta che ti fondi con esso. Allo stesso modo,
siccome l’esperienza produce un’emozione, quando sperimenti il campo
unificato cominci a incarnarlo.
Parecchie volte nei nostri seminari avanzati in giro per il mondo, quando il
corpo dei partecipanti è stato potenziato da una nuova frequenza e da nuove
informazioni, abbiamo assistito a cambiamenti istantanei nel loro stato di
salute.
Siccome lo scopo del sistema nervoso autonomo è di creare equilibrio e
salute, nell’istante in cui smettiamo di analizzare, cessiamo di pensare e ci
abbandoniamo completamente, quest’intelligenza interviene a creare ordine.
Ma stavolta porta un nuovo messaggio con una maggiore frequenza dal
campo unificato. Quella stessa energia coerente aumenta la frequenza della
materia. È come passare da una stazione radio piena d’interferenze a un’altra
con un segnale chiaro. Il corpo riceve un segnale più coerente.
Allora proverai un intenso amore, una gioia profonda, un maggiore senso
di libertà, una beatitudine indescrivibile, uno stupore per la vita, livelli elevati
di gratitudine e una sensazione di vero potenziamento. In quel momento,
l’energia proveniente dal campo unificato, sotto forma di emozione, sta
riprogrammando il tuo corpo a una nuova coscienza e a una nuova mente. In
un attimo, le emozioni elevate segnalano nuovi geni in nuovi modi,
cambiando il tuo corpo e facendoti uscire dal tuo passato biologico.
La terza cosa che accade quando ti avvicini al campo unificato è che
cominci a sentire o a percepire la conoscenza e le informazioni in modo
diverso. Questo perché hai modificato i tuoi circuiti cerebrali e non sei più la
stessa persona. Conoscerai la verità a un livello completamente nuovo, e le
cose che credevi di conoscere ti sembreranno nuove di zecca. La tua
esperienza interiore ha cambiato la tua percezione del mondo esterno. In altre
parole, ti sei risvegliato.
Un’esperienza, una sensazione o una migliore comprensione del campo
unificato (quando cambia i tuoi circuiti cerebrali) ti permette di percepire la
realtà in nuovi modi. Infatti, vedrai uno spettro di vita che il tuo cervello non
aveva ancora i circuiti per percepire. La prossima volta che il cervello attiverà
queste reti neurali, avrai già l’hardware per percepire ancor più di questa
realtà.
Se puoi compiere il viaggio fino alla Sorgente (vedi di nuovo la Figura
11.11), nel momento in cui interagisci con lei, comincerai a comportarti come
lei. La sua natura diventa la tua, e più amore intelligente viene espresso
attraverso di te. Quali sono le sue qualità innate? Diventerai più paziente,
comprensivo, presente, cosciente, consapevole, determinato, generoso,
altruista e amorevole, per fare solo qualche esempio. Ti rendi conto che ciò
che stavi cercando sta cercando te. E che puoi diventarlo.
Ciò che devi fare è questo:

• lascia che la tua coscienza si fonda con una coscienza più grande;
• arrenditi all’amore intelligente;
• fidati dell’ignoto;
• abbandona continuamente aspetti dell’io limitato per unirti all’io più
grande;
• perditi nel nulla per diventare ogni cosa;
• rilassati in un mare infinito di energia coerente;
• continua a entrare più in profondità nell’unità;
• perdi il controllo;
• senti sempre maggiori livelli di unità;
• come coscienza, momento per momento, diventa consapevole, presta
attenzione, resta presente e senti sempre più questo campo unificato
tutt’intorno a te, senza riportare la tua consapevolezza alla realtà
tridimensionale.

Se lo fai nel modo giusto, non userai nessuno dei tuoi sensi perché sei
oltre. Sarai solo pura consapevolezza.

Meditazione dello spazio-tempo e del tempo-spazio


Comincia portando la tua consapevolezza sul cuore, e quando sei
concentrato nello spazio che il tuo cuore occupa, diventa consapevole del tuo
respiro. Lascia che fluisca dentro e fuori dal cuore, mentre diventa più
profondo e rilassato. Mantenendo l’attenzione sul cuore, evoca un’emozione
elevata e mantienila per un po’, mentre presti attenzione al tuo respiro. Irradia
quell’energia al di là del tuo corpo nello spazio.
Poi, utilizzando una canzone che t’ispira (come quella che hai usato per la
meditazione del Capitolo 5), esegui la meditazione per portare la mente fuori
dal corpo. Prendi tutta l’energia immagazzinata nel corpo sotto forma di
emozioni di sopravvivenza e liberala nelle emozioni elevate, utilizzando un
livello d’intensità più grande del corpo-mente.
Per i successivi dieci o quindici minuti, ascolta uno o due brani
strumentali che indurranno lo stato di trance. Adesso diventa pura coscienza,
ossia nessuno, nessun corpo, nessuna cosa, in nessun luogo e in nessun
tempo, ed entra come consapevolezza nel campo unificato.
Ora è il momento di connetterti alla coscienza di ognuno, ogni corpo, ogni
cosa, in ogni luogo e in ogni tempo, unificandoti con una coscienza più
grande nel campo unificato. Devi solo acquisire consapevolezza di questo
campo, prestargli attenzione, restare presente e sentirlo momento per
momento. Inizierai ad avvertire più unità, che si rifletterà nella tua biologia,
perché il corpo è attraversato da più energia coerente e tu stai costruendo il
tuo campo energetico. Mantieni questo stato per dieci-venti minuti. Quando
hai finito, riporta la tua consapevolezza verso un nuovo corpo, un nuovo
ambiente e un nuovo tempo.
Capitolo 12

LA GHIANDOLA PINEALE

Come ormai sai, quando noi come coscienza oltrepassiamo il mondo dei
sensi in questa realtà tridimensionale, possiamo accedere a frequenze che
contengono specifiche informazioni oltre la vibrazione della materia e della
velocità della luce, e il cervello elabora ampiezze estremamente elevate di
energia. Più e più volte abbiamo osservato e misurato questo fenomeno nelle
scansioni cerebrali dei nostri allievi esperti. Hai anche imparato che, quando
c’è un aumento dell’energia nel cervello, ci sarà sempre un aumento della
coscienza e della consapevolezza, e viceversa. In realtà, è molto difficile
determinare se sia l’energia o il livello di coscienza a causare questi valori
estremi. Ma io non penso che possiamo separare le due cose perché non ci
può essere un cambiamento dell’energia senza un cambiamento della
coscienza, o un cambiamento di frequenza senza un cambiamento di
informazioni.
Quando ti connetti a livelli più profondi del campo unificato, il cervello è
attivato da una maggiore energia che contiene specifiche informazioni sotto
forma di pensieri e immagini. Poi il cervello registra questo profondo evento
interiore e, per la persona che vive l’esperienza, ciò che accade nella mente
sembra più reale di qualsiasi evento esterno del passato. In quel momento,
l’aumento di energia sotto forma di un’emozione profonda cattura tutta
l’attenzione della mente. È l’istante in cui il cervello e il corpo ricevono un
aggiornamento biologico.
Se qualcuno può stare seduto su una sedia con gli occhi chiusi durante la
meditazione e vivere un’esperienza sensoriale amplificata senza il filtro dei
sensi, la domanda sorge spontanea: “Cosa accade nel cervello per spiegare
quest’effetto soprannaturale?” Alla persona che vive l’esperienza, nonostante
il fatto che sia seduta immobile, ciò sembra più reale di ogni altra esperienza
(determinata dai sensi) che abbia mai avuto. Questo solleva ulteriori
interrogativi: “Come possiamo avere un’esperienza sensoriale amplificata
senza i nostri sensi? Quali sono le funzioni specifiche del cervello e del corpo
che trasformano le interazioni con il campo quantico in profonde esperienze
interiori?”.
In altre parole, se possiamo interfacciarci con un campo più coerente di
informazioni, che poi crea eventi interiori così stimolanti, deve esserci una
spiegazione neurologica, chimica e biologica per tali eventi soprannaturali.
Quali sistemi, organi, ghiandole, tessuti, sostanze chimiche,
neurotrasmettitori e cellule sono in grado di dare origine a esperienze così
intense e profonde? Potrebbero esserci elementi fisiologici latenti che
aspettano di essere attivati?
Quattro stati di coscienza ti aiuteranno a contestualizzare le informazioni
contenute in questo capitolo. Il primo è lo stato di veglia, che si verifica
quando siamo svegli e coscienti. Il secondo è il sonno, quando non siamo
coscienti e il corpo si sta riposando e riparando. Poi c’è il sogno, che è uno
stato alterato di coscienza in cui il corpo è catatonico ma la mente è
impegnata con immagini e simboli interiori. E infine ci sono i momenti
trascendentali di coscienza che vanno oltre la nostra comprensione della
realtà e che sembrano cambiare per sempre noi e la nostra visione del mondo.
Voglio condividere con te il mio punto di vista sull’aspetto biologico,
chimico e neuroscientifico di queste esperienze trascendentali. Cominciamo
con la melatonina, la molecola responsabile di tutto questo.

La melatonina: il neurotrasmettitore dei sogni


Quando ti svegli al mattino e ritorni nel mondo dei sensi, nel momento in
cui i tuoi occhi percepiscono la luce attraverso l’iride, i recettori del nervo
ottico inviano un segnale a una parte del cervello chiamata nucleo
soprachiasmatico che, a sua volta, invia un segnale alla ghiandola pineale,
che risponde producendo la serotonina, il neurotrasmettitore del giorno.
Come ricorderai, i neurotrasmettitori sono messaggeri chimici che
comunicano le informazioni tra le cellule nervose. Il neurotrasmettitore
serotonina dice al corpo che è il momento di svegliarsi e iniziare la giornata.
Mentre tu integri le informazioni provenienti dai sensi per creare un
significato che correli mondo interiore ed esteriore, la serotonina stimola le
onde cerebrali a passare da delta a theta ad alfa a beta, inducendoti a renderti
conto di essere in un corpo fisico nello spazio e nel tempo. Così, quando il
cervello si attiva nelle onde cerebrali beta, poni gran parte della tua
attenzione sull’ambiente esterno, sul tuo corpo e sul tempo. È normale.
Quando cala la notte e fa buio, si verifica un processo simile ma opposto.
L’inibizione della luce invia un segnale lungo lo stesso percorso fino alla
ghiandola pineale, che adesso però trasforma la serotonina in melatonina, il
neurotrasmettitore della notte. La produzione e il rilascio di melatonina
rallentano le onde cerebrali da beta ad alfa, rendendoti assonnato, stanco e
meno incline a pensare o analizzare. Quando le onde cerebrali entrano in alfa,
diventi più interessato a prestare attenzione al tuo mondo interiore invece che
a quello esterno. Alla fine, mentre il corpo si addormenta ed entra in uno
stato catatonico, le onde cerebrali passano da alfa a theta a delta, inducendo
così sogni e sonno profondo e ristoratore.
Seguendo il ritmo dell’ambiente esterno, in quest’alternanza tra veglia e
sonno (in base a dove viviamo nel mondo), il nostro cervello si sintonizza
automaticamente sulla produzione giornaliera di queste sostanze chimiche in
determinati momenti al mattino e alla sera. Questo si chiama ritmo
circadiano. La maggior parte di noi sa che quando usciamo da questo ritmo
naturale diventiamo sfasati, come per esempio quando viaggiamo in un’altra
parte del mondo dove il sole sorge e tramonta alcune ore prima o dopo
rispetto al nostro fuso orario. Questo è il jet lag, e ci serve un po’ di tempo
per ricalibrarci. Quando il corpo esce dal suo ritmo circadiano naturale, di
solito impiega qualche giorno ad abituarsi al ciclo di alba e tramonto del
nuovo ambiente. Questa è tutta chimica prodotta dalla nostra interazione con
il mondo esterno tridimensionale, dalla reazione degli occhi al sole e alla
frequenza della luce visibile.
La melatonina induce il sonno REM, una fase del ritmo circadiano in cui
si sogna. Mentre i pensieri e il chiacchiericcio nella mente diminuiscono,
lasciando il posto al sonno e ai sogni, il cervello inizia a percepire
internamente immagini e simboli. Ma, prima di spiegare perché la melatonina
è così importante, esaminiamo la struttura molecolare di questo
neurotrasmettitore dei sogni.
Il processo di produzione della melatonina inizia con il fondamentale
amminoacido triptofano, la materia prima di cui sono fatte serotonina e
melatonina. Per essere convertito in melatonina, esso deve attraversare una
serie di trasformazioni chimiche chiamate metilazione. La metilazione è un
processo biochimico che coinvolge un gruppo metilico (formato da un atomo
di carbonio e tre di idrogeno), applicabile a infinite funzioni fondamentali del
corpo, come pensare, riparare il DNA, attivare e disattivare i geni, combattere
le infezioni eccetera. In questo caso si tratta della produzione di melatonina.
La Figura 12.1 rappresenta il processo di metilazione. Siccome questo
gruppo metilico è composto da sostanze chimiche molto stabili, la struttura di
base degli anelli rimane la stessa durante questa serie di reazioni chimiche.
Tuttavia, quando gruppi di molecole si attaccano a questi anelli, cambiano le
proprietà e le caratteristiche della molecola.

PROCESSO DI METILAZIONE DELLA


SEROTONINA E DELLA MELATONINA
Figura 12.1
Il processo di metilazione dell’amminoacido triptofano nella serotonina e
melatonina.

Per cominciare, la ghiandola pineale trasforma il triptofano in 5-


idrossitriptofano (5-HTP), che poi diventa serotonina. La serotonina è una
molecola più stabile del 5-HTP e ha una funzione molto più utile, come
vedremo tra poco. Tramite un’altra reazione chimica, la ghiandola pineale
converte la serotonina in N-acetilserotonina, e poi un’ulteriore reazione la
trasforma in melatonina. E tutto questo accade nella ghiandola pineale.
Ricordati che in un ciclo di ventiquattro ore, la produzione di melatonina è al
massimo tra l’una e le quattro di notte.
Adesso sappiamo che c’è un rapporto di proporzionalità inversa tra gli
ormoni surrenali e la melatonina. Se i livelli di cortisolo salgono, i livelli di
melatonina scendono. Ecco perché non riusciamo a dormire quando siamo
sotto stress. Nell’antichità, questo costituiva un meccanismo biologico di
sicurezza. Per esempio, in caso di presenza di predatori, il corpo, nella sua
intelligenza innata, cercava di evitare di essere catturato. In questi casi, il
sonno e il riposo diventano meno importanti della sopravvivenza. O per
meglio dire: restare vivo rimanendo sveglio durante la notte è meglio di
dormire e rischiare di morire.
Quando il corpo cerca di riposare in questo stato vigile, non ottiene il
sonno ristoratore di cui ha bisogno, perché le sostanze chimiche di
sopravvivenza, come il cortisolo, hanno attivato i geni di sopravvivenza. Se il
fattore stressante non è una tigre dai denti a sciabola, ma il rapporto
conflittuale con il tuo ex coniuge, con cui devi interagire ogni giorno, lo
stress cronico mantiene attivato il sistema di sopravvivenza, che da valvola di
sicurezza adattiva diventa disadattiva. Lo stress cronico altera i normali livelli
di melatonina (e anche di serotonina), compromettendo l’omeostasi del
corpo.
Se però diminuisci i livelli di cortisolo, i livelli di melatonina aumentano.
In altre parole, quando interrompi la reazione di stress superando la
dipendenza emotiva da queste sostanze chimiche, il corpo torna in equilibrio.
La Figura 12.2 illustra il rapporto tra melatonina e cortisolo.

RAPPORTO DI PROPORZIONALITÀ
INVERSA TRA ORMONI SURRENALI E
MELATONINA

Figura 12.2
Se gli ormoni dello stress aumentano, i livelli di melatonina scendono.
Se gli ormoni dello stress diminuiscono, i livelli di melatonina salgono.

La melatonina ha molte altre interessanti applicazioni. Per esempio, è stato


dimostrato che migliora il metabolismo dei carboidrati. Ciò è importante
perché alcuni soggetti, posti sotto stress, immagazzinano i carboidrati sotto
forma di grasso corporeo, e il grasso non è altro che una riserva di energia.
Questo processo è il risultato di geni primitivi che segnalano al corpo di
immagazzinare l’energia in caso di carestia. La melatonina è nota anche
perché aiuta a combattere la depressione. È stato dimostrato che aumenta i
livelli di DHEA, l’ormone anti-età. Per maggiori informazioni
sull’importanza della melatonina, il neurotrasmettitore dei sogni, vedi la
Figura 12.3.1

DATI SCIENTIFICI SULLA MELATONINA


• Ferma l’eccessiva produzione di cortisolo in risposta allo stress
• Migliora il metabolismo dei carboidrati
• Abbassa i livelli di trigliceridi
• Inibisce l’aterosclerosi (indurimento delle arterie)
• Rafforza la risposta immunitaria (cellulare e metabolica)
• Riduce lo sviluppo di alcuni tumori
• Aumenta l’aspettativa di vita dei ratti da laboratorio del 25 per
cento
• Attiva un ruolo neuroprotettivo nel cervello
• Aumenta il sonno REM (in cui si sogna)
• Riduce i radicali liberi (effetto anti-età, antiossidante)
• Favorisce la riparazione e la duplicazione del DNA

Figura 12.3
L’elenco sopra illustra alcuni benefici della melatonina.

Adesso approfondiamo le informazioni che hai studiato fino ad ora nel


libro.
Attiva la ghiandola pineale
Per anni ho dedicato moltissimo tempo a studiare la ghiandola pineale e a
cercare scienziati che ne avessero misurato i metaboliti. Una definizione in
particolare suscitò il mio interesse:

La ghiandola pineale è un trasduttore neuroendocrino che secerne


melatonina, responsabile del controllo fisiologico del ritmo circadiano.
È stata studiata una nuova forma di biomineralizzazione nella
ghiandola pineale umana, costituita da piccoli cristalli lunghi meno di
20 micron, responsabili del meccanismo di trasduzione biologica ed
elettromeccanica nella ghiandola pineale, grazie alla loro struttura e
alle loro proprietà piezoelettriche.2

Sono molte parole da assimilare, ma limitiamoci a due punti significativi:


“proprietà piezoelettriche” e “trasduttore”.
L’effetto piezoelettrico si verifica quando si esercita una pressione su
determinati materiali e questo stress meccanico si trasforma in una carica
elettrica. In parole povere, la ghiandola pineale contiene cristalli di calcite
fatti di calcio, carbonio e ossigeno, che grazie alla loro struttura esprimono
questo effetto. Come un’antenna, la ghiandola pineale ha la capacità di
attivarsi elettricamente e generare campi elettromagnetici che possono
sintonizzarsi sulle informazioni. Questo è il punto numero uno. Inoltre, allo
stesso modo in cui un’antenna fa corrispondere la propria frequenza a quella
di un segnale in entrata, la ghiandola pineale riceve informazioni veicolate da
campi elettromagnetici invisibili. Siccome tutte le frequenze contengono
informazioni, una volta che l’antenna si sintonizza sul segnale esatto del
campo elettromagnetico, deve esserci un modo per convertire e decodificare
il segnale in un messaggio con un significato. È esattamente ciò che fa un
trasduttore, e questo è il secondo punto.
Un trasduttore è qualsiasi cosa riceva un segnale sotto forma di un tipo di
energia e lo converta in un segnale di altra forma. Prova a guardarti intorno.
Lo spazio in cui ti trovi è pieno di onde Wi-Fi, radio e Tv, che sono tutte
diverse bande di frequenza di energia elettromagnetica invisibile. (Non puoi
vederle con gli occhi, ma ci sono.) Per esempio, l’antenna Tv riceve una
gamma di frequenze che portano un segnale al televisore, che viene trasdotto
in un’immagine sul teleschermo. Se ti sintonizzi su una stazione radio FM,
sintonizzi la tua antenna su una particolare frequenza elettromagnetica. Poi
l’informazione trasportata in quella gamma di frequenze viene trasdotta in un
segnale coerente, che è la musica che ascolti con le tue orecchie.
Lo studio che ho citato afferma che la ghiandola pineale è un trasduttore
neuroendocrino in grado di ricevere e convertire segnali all’interno del
cervello. Quando la ghiandola pineale funge da trasduttore, può ricevere
frequenze oltre la nostra realtà spazio-temporale tridimensionale basata sui
sensi. Una volta attivata, la ghiandola pineale può sintonizzarsi su dimensioni
superiori di questo spazio e tempo, ossia sul regno del tempo-spazio. E, come
una Tv, può trasformare le informazioni veicolate da queste frequenze in
immagini vivide ed esperienze trascendentali, lucide e surreali nella nostra
mente, incluse visioni multisensoriali estremamente amplificate, impossibili
da descrivere a parole. È un po’ come guardare un film multidimensionale in
IMAX.
A questo punto potresti chiederti: “Siccome questa piccola ghiandola si
trova nel cranio, come posso esercitare una pressione meccanica sui suoi
cristalli, creare un effetto piezoelettrico e attivarla affinché diventi come
un’antenna? E come fa quest’antenna a ricevere frequenze e informazioni
oltre la materia e la luce in modo da poter trasdurre questi segnali
elettromagnetici in immagini con un significato, come un’esperienza
trascendentale, al di là della realtà tridimensionale?”.
Affinché la ghiandola pineale si attivi, devono accadere quattro cose
importanti. Adesso parlerò delle prime tre, poi ti dirò la quarta quando sarà il
momento d’imparare la meditazione.

1. L’effetto piezoelettrico
Per creare l’effetto piezoelettrico nella ghiandola pineale sono essenziali i
cristalli di calcite di cui ho parlato poco fa e che puoi vedere nella Figura
12.4. Si tratta di cristalli piccolissimi, lunghi da 1 a 20 micron circa. Per
intenderci, la loro dimensione può passare da un centesimo a un quarto della
larghezza di un capello umano. Perlopiù hanno la forma di ottaedri, esaedri e
romboedri.
Figura 12.4
Un cristallo di calcite nella ghiandola pineale.

Come abbiamo già imparato nel Capitolo 5, lo scopo della tecnica di


respirazione che pratichiamo prima di molte meditazioni è portare la mente
fuori dal corpo liberando l’energia immagazzinata sotto forma di emozioni
nei tre centri energetici inferiori. Quando inspiriamo e contraiamo questi
muscoli intrinseci, seguiamo il nostro respiro dal perineo attraverso la spina
dorsale fino alla testa e poi tratteniamo il respiro e contraiamo ancora questi
muscoli, stiamo aumentando la pressione intratecale.
Il termine “piezoelettrico” deriva dalle parole greche piezein, che significa
“premere” o “comprimere”. Non è un caso che ti chieda di trattenere il
respiro e contrarre questi muscoli intrinseci. Così facendo, spingi il liquido
cerebrospinale fino alla ghiandola pineale, esercitando una pressione
meccanica su di essa che crea un effetto piezoelettrico: i cristalli della
ghiandola pineale generano una carica elettrica in risposta alla pressione che
stai applicando.
Una caratteristica peculiare dell’effetto piezoelettrico è la reversibilità,
vale a dire che i materiali che possiedono l’effetto piezoelettrico diretto (i
cristalli) sono anche dotati di un effetto piezoelettrico inverso. Quando i
cristalli della ghiandola vengono compressi e creano una carica elettrica, il
campo elettromagnetico emanato dalla ghiandola pineale induce i cristalli ad
allungarsi, man mano che il campo aumenta. Quando i cristalli che generano
il campo elettromagnetico raggiungono il limite e non possono più allungarsi,
si contraggono, così il campo elettromagnetico inverte la direzione e si
muove verso l’interno. Quando il campo elettromagnetico raggiunge i cristalli
della ghiandola pineale, li comprime ancora, producendo un ulteriore campo
elettromagnetico. Questo ciclo di espansione e inversione del campo alimenta
un campo elettromagnetico pulsante.
Non ti sorprenderà quindi che ti chieda di trattenere il respiro e contrarre
questi muscoli, e poi di ripetere il procedimento più e più volte. A ogni ciclo
di respirazione attivi le proprietà piezoelettriche della ghiandola pineale. Più
lo fai, più acceleri i cicli per secondo dell’espansione e della contrazione di
questo campo elettromagnetico. Così la ghiandola pineale diventa un’antenna
pulsante, in grado di ricevere frequenze elettromagnetiche sempre più veloci
e sottili.
Guarda attentamente la Figura 12.5. Abbiamo parlato del movimento del
liquido cerebrospinale durante la respirazione nel Capitolo 5, ma ora
approfondiamo l’argomento. Quando il liquido entra nel cervello, sale
attraverso il canale centrale, nello spazio tra la colonna vertebrale e il midollo
spinale. Da qui, fluisce in due direzioni: dapprima entra nel quarto ventricolo
e poi, attraverso uno stretto canale, passa nel terzo. Dietro al terzo ventricolo
c’è una cosa che assomiglia a una minuscola pigna (da cui il termine
“pineale”): è la ghiandola pineale, che ha più o meno le dimensioni di un
grosso chicco di riso. L’altra direzione presa dal liquido cerebrospinale passa
intorno alla parte posteriore del cervelletto verso l’altro lato della ghiandola
pineale. In questo modo il liquido pressurizzato la circonda completamente.

VENTRICOLI DEL CERVELLO

Figura 12.5
Quando inspiriamo con il naso e allo stesso tempo contraiamo i nostri muscoli
intrinseci, acceleriamo il movimento del liquido cerebrospinale verso il cervello. Poi
seguiamo il movimento dell’energia fino alla testa, tratteniamo il respiro e
stringiamo i muscoli, aumentando la pressione intratecale. L’aumento della
pressione fa passare il liquido cerebrospinale dal quarto ventricolo al terzo
attraverso un piccolo canale (frecce). Allo stesso tempo, il liquido che si muove
intorno al cervelletto (frecce) comprime i cristalli della ghiandola pineale. La
pressione meccanica che viene applicata produce una carica elettrica nella
ghiandola pineale, creando un effetto piezoelettrico.

Aumentando la pressione intratecale, fai passare un volume maggiore di


liquido nel terzo ventricolo e nello spazio intorno al cervelletto. Così, quando
trattieni il respiro e contrai i muscoli, questa maggiore quantità di liquido
esercita una pressione da entrambe le direzioni sui cristalli, provocandone la
compressione e creando l’effetto piezoelettrico. Questo è il primo evento che
deve verificarsi per attivare la ghiandola pineale.

2. La ghiandola pineale rilascia i suoi metaboliti


Il liquido cerebrospinale si muove attraverso un sistema chiuso chiamato
sistema ventricolare (Figura 12.5). Il sistema ventricolare favorisce il
movimento del liquido dalla base della spina dorsale, su per la colonna
vertebrale, nei quattro ventricoli o acquedotti del cervello, e poi di nuovo
verso il basso fino all’osso sacro (la base della spina dorsale). Quando inspiri
e segui il tuo respiro fino alla testa e poi lo trattieni, acceleri il movimento del
liquido cerebrospinale.
Sulla superficie della ghiandola pineale ci sono minuscoli peli chiamati
ciglia (Figura 12.6). L’azione del liquido accelerato che si muove più
velocemente del normale attraverso il sistema ventricolare solletica le ciglia,
sovrastimolando la ghiandola pineale. Siccome la ghiandola pineale ha la
forma di un fallo, la stimolazione combinata all’attivazione elettrica creata
dall’aumento della pressione intratecale in un sistema chiuso, induce la
ghiandola a emettere alcuni metaboliti potenziati della melatonina nel
cervello. Sei sempre più vicino ad attivare la ghiandola pineale e a vivere
un’esperienza trascendentale.

LE CIGLIA SULLA GHIANDOLA


PINEALE
Figura 12.6
Le minuscole ciglia della ghiandola pineale vengono stimolate quando il liquido
cerebrospinale accelera attraverso il sistema ventricolare.

3. L’energia è inviata direttamente al cervello


Quando un razzo viene mandato nello spazio, superare la forza di gravità
per farlo partire è la parte che richiede più energia. Allo stesso modo,
spostare l’energia dai nostri centri inferiori comporta un grande sforzo. La
colonna spinale diventa il meccanismo di trasmissione di questa energia, e la
parte superiore della testa ne è la destinazione.
Come sai, ogni volta che esegui la respirazione, invii particelle cariche su
per la spina dorsale. Quando la velocità e l’accelerazione di queste particelle
aumentano, si crea un campo d’induttanza (Figura 12.7) che inverte il flusso
di informazioni tra corpo e cervello, e viceversa. Come un aspirapolvere, il
campo d’induttanza risucchia l’energia dei centri inferiori (l’energia legata
all’orgasmo, alla digestione, allo stress di lotta o fuga e al controllo) e la porta
direttamente al tronco encefalico con un movimento a spirale. Mentre
l’energia attraversa tutte le vertebre, oltrepassa i nervi che vanno dal midollo
spinale alle diverse parti del corpo, così parte di essa viene trasferita nei nervi
periferici che toccano i tessuti e gli organi del corpo. La corrente che scorre
in queste vie nervose attiva il sistema dei meridiani del corpo, facendo sì che
tutti gli altri sistemi dell’organismo abbiano più energia.3

ATTIVAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO


PERIFERICO QUANDO L’ENERGIA
RISALE LA SPINA DORSALE

Figura 12.7
Mentre l’energia va dal corpo al cervello, oltrepassa i nervi spinali tra ogni
vertebra. La stimolazione di questo sistema attiva ulteriormente i nervi periferici,
che trasferiscono più energia nei diversi tessuti e organi del corpo. Di
conseguenza, una maggiore energia viene inviata in tutto il corpo.
Quando l’energia raggiunge il tronco encefalico, deve passare attraverso la
formazione reticolare, il cui compito è di controllare le informazioni che
vanno dal cervello al corpo e viceversa. Essa fa parte di un sistema chiamato
sistema reticolare attivatore (RAS), responsabile dei livelli di veglia. Per
esempio, è proprio a causa del RAS che ti svegli da un sonno profondo
perché senti un rumore in casa. Questa è la sua funzione di base. Tuttavia,
quando il sistema nervoso simpatico è attivato e si unisce al sistema nervoso
parasimpatico, invece di consumare l’energia conservata nel corpo, la riporta
nel cervello. Una volta che l’energia raggiunge il tronco encefalico, il
cancello talamico si apre ed essa attraversa la formazione reticolare per
arrivare al talamo, dove trasmette le informazioni alla neocorteccia. A questo
punto la formazione reticolare è aperta e tu sperimenti maggiori livelli di
consapevolezza. In un certo senso, diventi più cosciente. (Pensa al talamo
come a una grande stazione ferroviaria con binari che portano ai centri
superiori del cervello.) Ecco come il cervello passa alle onde cerebrali
gamma.
Detto per inciso, ci sono due talami nel mesencefalo, uno per ciascun
emisfero della neocorteccia. La ghiandola pineale si trova in mezzo ai due, di
fronte alla parte posteriore del cervello (Figura 12.8). Quando l’energia li
raggiunge, i talami inviano un messaggio direttamente alla ghiandola pineale
affinché secerna i suoi metaboliti nel cervello. Il risultato è che la
neocorteccia viene stimolata ed entra in uno stato di onde cerebrali superiori,
come le onde gamma. I derivati chimici della melatonina per loro natura
rilassano il corpo e nello stesso tempo risvegliano la mente.

I DUE TALAMI DEL MESENCEFALO E


LA GHIANDOLA PINEALE
Figura 12.8
In mezzo ai due talami situati nel mesencefalo si trova la minuscola ghiandola
pineale, a forma di pigna, di fronte alla parte posteriore del cervello.

Se ricordi, quando sei in beta, il sistema nervoso simpatico viene stimolato


per un’emergenza nel mondo esterno e mobilita l’energia per la
sopravvivenza. La differenza con le onde cerebrali gamma è che, in questo
caso, invece di disperdere energia vitale, liberi e crei più energia nel corpo.
Quando ciò accade, non sei in uno stato di emergenza o sopravvivenza; sei in
estasi, e il sistema nervoso simpatico si attiva per indurti a prestare più
attenzione a ciò che succede nella tua mente.
Nel Capitolo 5 ho detto che, quando l’energia passa dal corpo al cervello,
si crea un campo toroidale intorno al corpo. Se fai scorrere una corrente lungo
la colonna vertebrale, accelerando il movimento del liquido cerebrospinale, il
tuo corpo diventa come un magnete e crei un campo elettromagnetico intorno
a esso. Un campo toroidale rappresenta un flusso dinamico di energia. Oltre
al campo toroidale, quando la ghiandola pineale si attiva, c’è un campo
toroidale inverso di energia elettromagnetica che porta energia nel corpo dalla
testa. Dal momento che tutte le frequenze contengono informazioni, ora la
ghiandola pineale sta ricevendo informazioni da oltre il campo di luce visibile
e da oltre i tuoi sensi (Figura 12.9).

IL TOROIDE INVERSO

L’energia passa dal campo unificato al


corpo
Figura 12.9
Quando l’energia dei tre centri inferiori viene attivata durante la respirazione e
attraversa la spina dorsale per arrivare al cervello, si crea un campo toroidale di
energia elettromagnetica intorno al corpo. Quando la ghiandola pineale viene
attivata, un campo toroidale inverso di energia elettromagnetica che si muove nella
direzione opposta porta energia nel corpo dal campo unificato. Siccome l’energia è
frequenza e la frequenza contiene informazioni, la ghiandola pineale converte le
informazioni in immagini vivide.

Quando questi tre eventi si verificano insieme, è come avere un orgasmo


nella testa. Hai creato un’antenna nel cervello che raccoglie informazioni da
regni oltre la materia, lo spazio e il tempo. Le informazioni non provengono
più dai sensi o dall’interazione dei tuoi occhi con l’ambiente esterno. Invece,
ricevi informazioni dal campo quantico verso il tuo terzo occhio, la ghiandola
pineale.

I derivati della melatonina


Le frequenze più elevate che risvegliano la ghiandola pineale (o terzo
occhio) alterano anche la chimica della melatonina e più elevata è la
frequenza, maggiore sarà l’alterazione. È questa conversione delle
informazioni in chimica che ti prepara ai momenti mistici e trascendentali.
Adesso stai aprendo la porta a dimensioni di spazio e tempo superiori. Ecco
perché mi piace chiamare la ghiandola pineale “alchimista”: perché trasforma
la melatonina in neurotrasmettitori molto potenti.
Osserva la Figura 12.10. Quando frequenze più elevate e stati superiori di
coscienza interagiscono con la ghiandola pineale, una delle prime cose che
accade è che queste frequenze trasformano la melatonina in sostanze
chimiche chiamate benzodiazepine. Le benzodiazepine sono una classe di
farmaci (tra cui il Valium) che anestetizzano la mente analitica, così il
cervello pensante si rilassa e smette di analizzare. Le benzodiazepine
inibiscono l’attività neurale nell’amigdala, centro di sopravvivenza del
cervello, limitando la produzione delle sostanze chimiche che inducono a
provare paura, rabbia, agitazione, aggressività, tristezza o dolore.4 Ora il
corpo si sente calmo e rilassato, ma la mente si è risvegliata.

PRODUZIONE DI ALTRI METABOLITI A


PARTIRE DALLA MELATONINA
Figura 12.10
Dai un’occhiata ai diversi metaboliti della melatonina che vengono creati quando la
ghiandola pineale si connette a frequenze più veloci della normale luce visibile.

Un’altra sostanza chimica creata a partire dalla melatonina produce una


classe di antiossidanti molto potenti e importanti, chiamati pinoline (Figura
12.10), che attaccano i radicali liberi e ne contrastano l’azione di
danneggiamento e invecchiamento cellulare. Questi antiossidanti sono
antitumorali, anti-età, anti-infarto, anti-neurodegenerativi, anti-infiammatori e
anti-microbici; risanano il corpo in maggior misura rispetto alla semplice
molecola di melatonina. (Vedi i potenti antiossidanti elencati nella Figura
12.10, tutti ricavati dai metaboliti della melatonina.)
Se prendi questa molecola e la modifichi un po’, trovi la stessa sostanza
chimica che provoca il letargo negli animali. Quando la melatonina (che ci
rende assonnati e sognanti) si modifica leggermente per diventare questa
molecola più potente, comunica il messaggio di estendere ulteriormente il
riposo e la riparazione facendo rallentare il metabolismo dell’organismo, a
volte anche per mesi. È quindi logico che, quando vanno in letargo, i
mammiferi interrompano le tipiche abitudini che hanno nel loro habitat; per
esempio, perdono l’impulso sessuale, l’appetito, l’interesse o la necessità di
spostarsi nel loro ambiente e la connessione con gli altri. Si nascondono per
proteggersi e sentirsi al sicuro, e durante questo periodo il loro corpo entra in
stasi. Lo stesso può accadere anche a noi se questi valori salgono. Siccome il
corpo non è più la mente, perdiamo temporaneamente interesse per il mondo
esterno e siamo in grado di essere completamente nel momento presente e di
concentrarci sul nostro mondo interiore.
Se prendi questa molecola e la modifichi ulteriormente, produci la stessa
sostanza chimica bioluminescente e fosforescente che si trova nelle anguille
elettriche e che amplifica l’energia nel sistema nervoso. Consulta ancora la
Figura 12.10. Questa sostanza chimica è abbastanza potente da causare un
notevole shock. Ho il forte sospetto che si tratti della sostanza che induce il
cervello a elaborare le elevate ampiezze di energia che abbiamo più volte
rilevato nei nostri allievi. Prova a immaginare un’anguilla elettrica che
s’illumina letteralmente di energia quando viene stimolata. È ciò che accade
anche nel cervello. L’energia e le informazioni che vengono create, però, non
provengono da un’esperienza nell’ambiente che percepiamo attraverso i
sensi, bensì dall’interno del cervello, provocate da un aumento della
frequenza. Quando vediamo questi livelli elevati di energia nel cervello,
sappiamo che la persona sta avendo una profonda esperienza soggettiva che
può essere misurata oggettivamente.
Pensaci per un momento. Tramite uno stimolo sensoriale proveniente
dall’ambiente attraverso i nostri occhi, la ghiandola pineale produce la
serotonina e la melatonina. La luce visibile proveniente dal sole c’induce a
entrare in armonia con l’ambiente (ritmo circadiano). A seguito di questo
processo, la serotonina e la melatonina portano informazioni corrispondenti
alla frequenza proveniente dal mondo fisico. Siccome percepiamo la luce
visibile tramite i nostri sensi, queste molecole sono caratteristiche degli esseri
umani, e quindi equivalenti al regno della realtà tridimensionale.
Ricorda, come ha detto Einstein, che la soglia del mondo materiale è la
velocità della luce. Ma cosa accade se il cervello elabora un aumento della
frequenza e delle informazioni da un regno oltre i sensi e la velocità della
luce? È possibile che le informazioni e l’energia provenienti dal campo
unificato modifichino la chimica della melatonina nel cervello? E il cervello
può trasformare queste frequenze in un messaggio? Se l’energia è
l’epifenomeno della materia, ha senso che l’informazione proveniente da una
frequenza più veloce della luce visibile sia in grado di alterare la struttura
molecolare della melatonina nel cervello. La ghiandola pineale è responsabile
della trasmissione di quell’informazione ad una variante chimica della
melatonina; di conseguenza, questa molecola porta un messaggio diverso
corrispondente a quella frequenza. La nuova frequenza influenza una nuova
sostanza chimica. Non è più naturale: è soprannaturale. La melatonina è stata
potenziata.
Questa sostanza chimica bioluminescente e fosforescente non solo
aumenta l’energia nel cervello, ma potenzia le immagini che la mente
percepisce internamente, così ogni cosa sembra fatta di luce vivida. Di
conseguenza, le persone riferiscono di aver percepito colori che non avevano
mai visto prima perché esistono al di fuori dello spettro visibile. Questi colori
appaiono come luci splendenti ultraterrene, in un mondo opalescente di
bellezza sospesa in Technicolor; tutte le cose sembrano emettere luce fatta di
energia radiosa. Questo mondo di aloni luminosi e dorati dentro e intorno a
ogni cosa appare più illuminato rispetto alla realtà basata sui sensi.
Ovviamente sarà difficile distogliere l’attenzione da tale bellezza. Siccome
tutta la tua attenzione sarà focalizzata su questa esperienza, ti sembrerà di
essere davvero lì, totalmente presente, in quest’altro mondo o dimensione.
Guarda di nuovo la Figura 12.10. Modifica la melatonina ancora una volta
e produrrai la dimetiltriptamina (DMT), una delle più potenti sostanze
allucinogene conosciute dall’uomo. È la stessa sostanza che si trova
nell’ayahuasca, una pianta medicinale utilizzata nei riti delle popolazioni
indigene dell’Amazzonia. Si dice che il principio attivo della DMT crei
visioni spirituali e grandi intuizioni nelle misteriose profondità dell’Io. Se
l’ayahuasca viene ingerita, il corpo riceve solo la DMT, ma quando la
ghiandola pineale è attivata, riceve tutta la gamma di sostanze chimiche che
ho menzionato prima, provocando esperienze interiori molto profonde. Pare
che alcune di queste esperienze creino una profonda dilatazione temporale (il
tempo appare infinito), viaggi nel tempo e in mondi paranormali, visioni di
figure geometriche complesse, incontri con esseri spirituali e altre realtà
interdimensionali mistiche. Molti nostri allievi durante la meditazione della
ghiandola pineale raccontano di straordinari incontri oltre il mondo fisico
conosciuto.
Quando queste sostanze chimiche vengono rilasciate nel cervello, la mente
ha esperienze che appaiono più reali di tutto ciò che la persona ha vissuto
nella realtà sensoriale. Questa nuova dimensione è difficile da spiegare a
parole. Se ti abbandoni a questa nuova esperienza, vedrai che ne sarà valsa la
pena.

La ghiandola pineale come trasduttore


In Matteo 6:22, Gesù dice: “Se il tuo occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà
illuminato.” Credo proprio che qui ci sia un chiaro riferimento all’attivazione
della ghiandola pineale, perché essa ci permette di percepire uno spettro più
ampio di realtà. Molti nostri allievi possono confermare che, quando la loro
ghiandola pineale si attiva (quando si connettono completamente con il
campo unificato), tutto il loro corpo si riempie di energia e luce. Partendo dal
campo cosmico, l’energia proveniente da oltre i sensi entra dalla testa e
attraversa tutto il corpo inviando informazioni che vanno oltre i ricordi
personali e i fatti noti e prevedibili della vita quotidiana. Tutto ha inizio con
l’alterazione chimica della melatonina nella ghiandola pineale.
Nelle mie ricerche sulla ghiandola pineale, sono arrivato a formulare la
seguente definizione: La ghiandola pineale è un superconduttore cristallino
che invia e riceve informazioni attraverso la trasduzione di segnali
vibrazionali energetici (frequenza oltre i sensi, nota anche come campo
quantico) e le trasforma in tessuto biologico (cervello e mente) sotto forma di
immagini, nello stesso modo in cui un’antenna converte diversi canali su uno
schermo Tv.
Durante questo processo, la ghiandola pineale ha un complice: la
ghiandola pituitaria, o ipofisi, che assomiglia a una pera e si trova dietro il
naso, al centro del cervello. La sua parte anteriore produce la maggior parte
delle sostanze chimiche che influenzano le ghiandole e gli ormoni associati a
ciascuno dei nostri centri energetici. Una volta che la ghiandola pineale è
attivata e rilascia alcuni metaboliti potenziati5, la parte posteriore della
ghiandola pituitaria si risveglia, inducendola a produrre due importanti
sostanze chimiche: l’ossitocina e la vasopressina.6
L’ossitocina produce emozioni elevate che fanno riempire il cuore
d’amore e gioia (infatti viene chiamata l’ormone dell’amore). Quando i livelli
di ossitocina sono sopra la norma, la maggior parte delle persone prova
sentimenti intensi d’amore, perdono, compassione, gioia ed empatia; è uno
stato interiore che probabilmente non saresti disposto a scambiare con
qualcosa di esterno a te. (Dopotutto, questi stati sono l’inizio dell’amore
incondizionato.)
Le ricerche dimostrano che, quando l’ossitocina supera un certo livello, è
difficile portare rancore. In uno studio condotto all’Università di Zurigo,
quarantanove partecipanti giocarono a una variante del cosiddetto Gioco della
fiducia per dodici volte consecutive. La dinamica prevede che un investitore
con una certa somma di denaro debba decidere se tenerla tutta per sé o
condividerne una parte con un altro giocatore chiamato fiduciario. Qualunque
somma l’investitore condivida con il fiduciario viene automaticamente
triplicata. Poi il fiduciario deve prendere una decisione: tenersi tutto il denaro
o spartire la somma triplicata con l’investitore, che ovviamente spera di
ricavare un profitto. In sostanza, deve decidere se tradire la fiducia
dell’investitore. Un atto egoistico è una vittoria per il fiduciario, ma lascia
l’investitore in perdita.
Che succede se interviene l’ossitocina? Nello studio, prima del gioco i
ricercatori diedero ad alcuni giocatori una spruzzata di ossitocina nel naso e
ad altri una spruzzata di un placebo. Poi utilizzarono la risonanza magnetica
funzionale (RMF) per ottenere immagini del cervello degli investitori mentre
prendevano la decisione riguardo alla somma da investire e se fidarsi o no.
Dopo i primi sei round, gli investitori furono informati che la loro fiducia
era stata tradita circa la metà delle volte. I partecipanti che avevano ricevuto
il placebo prima del gioco si arrabbiarono e si sentirono traditi, perciò
investirono molto meno nei sei round finali. Invece, i partecipanti che
avevano ricevuto l’ossitocina continuarono a investire la stessa somma di
prima, nonostante il tradimento. Le scansioni di RMF mostrarono che le aree
del cervello interessate erano l’amigdala (associata a paura, ansia, stress e
aggressività) e lo striato dorsale (che guida i comportamenti futuri in base al
feedback positivo). I partecipanti che avevano ricevuto l’ossitocina avevano
una minore attività nell’amigdala, corrispondente a meno rabbia e paura di
essere traditi di nuovo e di perdere il denaro. Mostravano anche una minore
attività nello striato dorsale, e ciò significava che non avevano più bisogno di
basarsi sui risultati positivi per prendere le decisioni future.7
Come dimostra questo studio, nel momento in cui l’ipofisi posteriore
rilascia le sue sostanze chimiche e i livelli di ossitocina salgono, i centri di
sopravvivenza dell’amigdala vengono bloccati, impedendo l’insorgenza di
paura, tristezza, dolore, ansia, aggressività e rabbia. L’unica cosa che
proviamo è amore per la vita. Abbiamo misurato i livelli di ossitocina nei
partecipanti prima e dopo i nostri seminari. Al termine dell’evento, alcuni
avevano innalzato i propri livelli in maniera significativa. Quando parlammo
con loro, molti continuavano a ripetere: “Amo la mia vita e tutti quelli che ne
fanno parte. Non voglio che questa sensazione sparisca. Vorrei ricordarla per
sempre. È ciò che sono davvero.”
L’altra sostanza chimica prodotta dall’ipofisi quando la ghiandola pineale
è attivata si chiama vasopressina, o ormone antidiuretico. Quando i livelli di
vasopressina salgono, il corpo trattiene i liquidi. Ciò è importante perché, se
devi elaborare una maggiore frequenza, ti serve l’acqua. Nel momento in cui
la vasopressina aumenta, la tiroide diventa più stabile, il che influenza il timo
e il cuore, le ghiandole surrenali e il pancreas, producendo una catena di
effetti positivi che arriva a influenzare anche gli organi sessuali.8
Se ci sintonizziamo su queste frequenze superiori, abbiamo acceso a un
diverso tipo di luce, a una frequenza più veloce della luce visibile, e tutto
d’un tratto attiviamo un’intelligenza superiore dentro di noi. Quanto più
elevata è la frequenza che riceviamo, tanto più essa altera la nostra chimica, e
quindi avremo esperienze più allucinogene. I cristalli nella ghiandola pineale,
agendo come un’antenna cosmica, ci conducono in questi regni vibrazionali
superiori di luce e informazioni. È così che abbiamo esperienze interiori che
sembrano più reali di quelle esterne.
I metaboliti pineali prodotti dall’organismo utilizzano gli stessi recettori
della serotonina e della melatonina, ma portano un messaggio chimico molto
diverso, proveniente da un regno oltre la realtà materiale basata sui sensi. Di
conseguenza, il corpo ora è pronto per un’esperienza mistica, che apre la
porta verso altre dimensioni e ci fa passare da una realtà spazio-temporale a
una realtà tempo-spaziale.
Quando hai queste esperienze mistiche, il tuo sistema nervoso, essendo
coerente, è in grado di sintonizzarsi su questi messaggi super-coerenti.
Nell’oscurità del vuoto, la ghiandola pineale diventa un vortice per questi
schemi e pacchetti d’informazione ultraorganizzati, e mentre focalizzi
l’attenzione su di essi, proprio come un caleidoscopio, essi continuano a
cambiare ed evolvere.
Nel Grafico 13 dell’inserto a colori puoi vedere alcuni di questi schemi
geometrici, chiamati geometria divina (o sacra), che esistono da migliaia di
anni. Nel Capitolo 8 ho sottolineato che assomigliano ad antichi mandala.
Sono energia e informazioni sotto forma di frequenza e, se ti arrendi a esse, il
cervello (tramite la ghiandola pineale) convertirà queste forme, messaggi e
informazioni in immagini molto vivide o esperienze lucide. La cosa migliore
da fare quando vedi o percepisci questi schemi è arrenderti e non cercare di
far accadere proprio nulla.
Queste forme di solito non appaiono bidimensionali o statiche, ma hanno
profondità e comprendono strutture frattali matematiche molto coerenti,
infinite e complesse. Possiamo anche ricorrere al concetto di cimatica. Il
termine deriva dalla parola greca che significa “onda”. La cimatica è un
fenomeno basato sulle vibrazioni o frequenze. La differenza tra le immagini
del caleidoscopio e la cimatica è che le immagini del caleidoscopio appaiono
bidimensionali, mentre gli schemi geometrici della cimatica sono
tridimensionali o multidimensionali. Gli effetti vibrazionali della cimatica
sono trasferibili nell’acqua, nella sabbia e nell’aria, che ricevono vibrazioni e
frequenze e le trasformano in schemi geometrici coerenti. (Se vuoi, puoi
trovare parecchi video al riguardo su YouTube.)
Quando la ghiandola pineale riceve informazioni, capta questi stessi tipi di
onde nell’ambiente che ci circonda. Queste onde stazionarie coerenti e
organizzate, che esistono al di là dello spettro visibile, vengono consolidate in
pacchetti di informazioni e convertite in immagini dalla ghiandola pineale.
Sono schemi d’informazioni che s’intersecano in maniera molto coerente e,
quando poni la tua consapevolezza su di essi, cambiano ed evolvono per
diventare sempre più frattali e intricati. Proprio come un trasduttore, la
ghiandola pineale prende quell’informazione e la decodifica in immagini. È
una delle ragioni per cui ho deciso di utilizzare il caleidoscopio come
strumento nei seminari avanzati, per allenare il cervello dei partecipanti ad
arrendersi quando fa esperienza di queste immagini complesse, oltre a
riconoscere più facilmente questo tipo di informazioni e aprirsi a riceverle.
Inoltre, quando il caleidoscopio induce il cervello a passare alle onde
cerebrali alfa o theta e tu diventi più suggestionabile, vedrai che guardare al
suo interno in stato di trance prepara la mente subconscia a un’esperienza
mistica.
Non appena la ghiandola pineale riceve le immagini, allacciati le cinture di
sicurezza, perché le cose si fanno sempre più interessanti. Potresti uscire dal
corpo e percorrere un tunnel di luce, oppure tutto l’organismo potrebbe
riempirsi di luce. Forse ti sembrerà persino di essere diventato l’intero
universo e, guardando il tuo corpo, ti chiederai come riuscire a tornaci dentro.
Quando inizi ad avere queste esperienze molto profonde, hai due scelte:
puoi avere paura perché è l’ignoto, o puoi arrenderti e avere fiducia proprio
perché è l’ignoto. Quanto più ti lasci andare e ti fidi, tanto più profonde
saranno le esperienze, e quindi non vorrai tornare allo stato di veglia. Invece
è il momento di arrendersi, rilassarsi e andare ancor più in profondità in
questo stato trascendentale di coscienza. Non stai dormendo, non sei sveglio
e non stai sognando, ma sei oltre questa realtà. Il tuo corpo è totalmente
sedato. È per raggiungere tutto questo che ci stiamo preparando: maggiori
livelli di unità, amore e coscienza superiore.
Ma c’è di più…

I cambiamenti chimici creano una nuova realtà


Immagina che in questo momento tutti i tuoi sensi siano potenziati del 25
per cento. In tal caso, tutto quello che percepisci con la vista, l’udito, il gusto,
l’olfatto e il tatto ti porterebbe ad acquisire maggiore consapevolezza di ciò
che ti circonda. Se la consapevolezza e la coscienza sono la stessa cosa,
quando la tua coscienza è amplificata, anche l’energia che il cervello riceve
aumenta (perché non puoi cambiare la coscienza senza cambiare l’energia e
viceversa). Quando il cervello si connette a una diversa frequenza che sta
elaborando un nuovo flusso di coscienza, si attiva letteralmente, e visto che i
tuoi sensi sono amplificati, produci un livello elevato di consapevolezza. Più
elevata è l’energia o la frequenza, maggiori saranno i cambiamenti nella tua
chimica, e quindi più lucida sarà la tua esperienza. Quando sei in questo stato
trascendentale, ti senti più sveglio e consapevole di quanto tu non sia nella
realtà quotidiana. Se la tua consapevolezza si amplificasse, ti sembrerebbe di
essere veramente in quella realtà trascendentale.
Se ricevi informazioni da oltre i sensi, non provenienti quindi dalla luce
visibile o dal sole, è logico che ciò si chiami “terzo occhio”. Siccome le
nuove esperienze assemblano nuove reti neurali, i circuiti cerebrali ne
vengono arricchiti. Quando il corpo elabora queste energie superiori, la
chimica si altera, e se l’esperienza generata è un’emozione, essa è
sicuramente elevata. Vedi con occhi diversi, con una visione interiore.
Se l’accumulo di sensazioni equivale a un’emozione, e l’emozione è
energia, quando provi emozioni di sopravvivenza, che corrispondono a un
abbassamento della frequenza, sentirai di più la densità della materia e della
chimica. Ma quando sperimenti questi stati superiori di coscienza, che
vibrano a una frequenza superiore, cominci a sentirti meno materia e più
energia. È per questo che chiamo quest’energia “emozioni elevate”.
Se l’ambiente stimola i geni in una cellula e le esperienze nell’ambiente
creano emozioni (e le emozioni sono il prodotto chimico di un’esperienza
nell’ambiente), se non cambia niente nell’ambiente esterno, non cambia
niente nemmeno nell’ambiente interno del corpo (che è l’ambiente esterno
della cellula). Per esempio, se vivi provando le stesse emozioni autolimitanti
per anni, il tuo corpo non cambia mai dal punto di vista biologico perché non
sa distinguere tra l’emozione proveniente dall’ambiente esterno e quella
proveniente dall’ambiente interno. Il corpo crede di vivere nelle stesse
condizioni ambientali perché le stesse emozioni producono gli stessi segnali
chimici. Così come il corpo vive in un ambiente esterno in cui non cambia
niente, anche la cellula vive in un ambiente chimico in cui non cambia niente.
Ma quando cominci ad avere queste esperienze interiori di consapevolezza
amplificata e coscienza espansa (o energia estatica), che sono più reali di
quelle del passato, alteri il tuo stato interno, e di conseguenza presti più
attenzione alle immagini della realtà create dentro di te. E se hai una nuova
esperienza così reale da catturare tutta l’attenzione del cervello, questa nuova
esperienza (o risveglio) imprime l’evento a livello neurologico nel cervello.
Questa nuova emozione crea un ricordo a lungo termine e segnala nuovi geni,
anche se l’esperienza non proviene dall’ambiente esterno, ma dal tuo
ambiente interno (l’ambiente esterno alla cellula).
L’evento è così potente che tu non puoi non esserne consapevole, e quindi:

• maggiore è l’energia, maggiore è la coscienza;


• maggiore è la coscienza, maggiore è la consapevolezza;
• maggiore è la consapevolezza, più ampia è la tua esperienza della
realtà.

Come sappiamo, non percepiamo le cose nella realtà così come sono, ma
in base a come noi siamo. Sei hai appena vissuto un’esperienza interiore in
cui hai incontrato esseri mistici, o hai visto un bagliore, un alone o una luce
intorno a tutte le cose, o hai sentito l’unità e l’interconnessione di tutte le cose
e le persone, o hai percepito un tempo e uno spazio completamente diversi,
quando riapri gli occhi il tuo spettro di realtà nello stato di veglia sarà più
ampio. Questo perché l’esperienza interiore ha modificato il tuo cervello e
adesso sei programmato a livello neurologico a percepire una maggiore
espressione della realtà. È così che cominci a cambiare chi sei dall’interno. È
così che modifichi la tua esperienza del mondo materiale tridimensionale.
L’evoluzione, sia a livello individuale sia a livello della specie, è un
processo lento. Fai esperienze, vieni ferito, forse impari la lezione e cresci un
pochino. Poi provi di nuovo dolore, capisci un’altra lezione, passi al
problema successivo, raggiungi qualche obiettivo, ne fissi altri, cresci ancora,
e il ciclo continua. È un processo lento perché non ricevi molte nuove
informazioni dall’ambiente esterno.
Ma dopo aver avuto queste esperienze interiori, che sono più vere di
qualsiasi cosa nel tuo mondo esterno, non puoi più vedere la realtà allo stesso
modo, perché l’esperienza ti cambia profondamente.
Se continui ad avere queste esperienze espansive, sperimenterai uno
spettro sempre più ampio di realtà. Così sollevi il velo dell’illusione e puoi
vedere la realtà com’è veramente: vibrante, luccicante, connessa e splendente,
ed è l’energia a guidare l’intero processo. Ora ti stai sintonizzando su un più
grande spettro d’informazioni dove all’improvviso ogni cosa sembra diversa
rispetto a quando la vedevi solo come materia. È così che operavano i mistici
e i maestri: sintonizzandosi sul proprio mondo interiore ampliando la
percezione della natura della realtà nel mondo esterno. Immagina chi potresti
diventare se smettessi di vivere in base alle emozioni caratteristiche dei tre
centri energetici inferiori, come sopravvivenza, paura, dolore, separazione,
rabbia e competizione, e invece vivessi seguendo il cuore e in base all’amore,
all’unità e alla connessione con tutte le cose, visibili e invisibili.
Con le loro esperienze interdimensionali, i mistici e i maestri andarono
oltre i geni con cui erano nati. Grazie all’interazione con il campo, crearono
la consapevolezza, i circuiti e la mente per percepire una realtà diversa, che
c’è sempre stata.
Queste proprietà mitiche e magiche della ghiandola pineale, l’alchimista
del cervello, non sono certo una novità, anche se la scienza moderna solo
adesso sta cominciando ad accettare ciò che le antiche civiltà hanno sempre
saputo.

Melatonina, matematica, antichi simboli e la ghiandola


pineale
Il 23 luglio 2011 alcuni cerchi nel grano che somigliano alla struttura
chimica della melatonina furono trovati nella campagna inglese a Roundway,
vicino a Devizes, nella contea di Wiltshire (Figura 12.11). È una grossa
bufala? O qualcuno sta cercando di dirci qualcosa? Puoi decidere da solo se
queste cose accadono per caso o se c’è dietro un disegno intelligente.

Figura 12.11
Questi cerchi nel grano trovati a Roundway, nel Regno Unito, il 23 luglio 2011
mostrano la struttura chimica della melatonina… forse qualcuno sta cercando di
dirci qualcosa.

Il cervello ha due emisferi; se lo dividessimo a metà, otterremmo una


sezione sagittale. Osserva la sezione sagittale del cervello nella Figura 12.12
e presta particolare attenzione all’insieme formato da ghiandola pineale,
talamo, ipotalamo, ghiandola pituitaria e corpo calloso. Ti ricorda qualcosa?
È l’occhio di Horus, che nell’antico Egitto era simbolo di protezione, potere e
buona salute. È possibile che ci fosse un antico insegnamento riguardante il
sistema nervoso autonomo, il sistema reticolare attivatore, il cancello
talamico e la ghiandola pineale? Forse gli antichi egizi conoscevano il
significato del sistema nervoso autonomo e credevano che attivando la
ghiandola pineale si potesse entrare nell’altro mondo o in altre dimensioni.9

L’OCCHIO DI HORUS, IL CERVELLO


LIMBICO E LA GHIANDOLA PINEALE

Figura 12.12
Tagliando il cervello a metà, puoi vedere il cervello limbico. Noterai una certa
somiglianza con l’occhio di Horus.

Nel sistema di misurazione egizio, l’occhio di Horus rappresentava anche


un sistema di quantificazione frazionaria per misurare le parti di un tutto.
Nella matematica moderna si chiama sequenza (o successione) di Fibonacci.
Come ho già detto in precedenza nel libro, si tratta di una formula matematica
che compare spesso in natura, in schemi rintracciabili nei girasoli, nelle
conchiglie, negli ananas, nelle pigne e persino nella struttura della Via Lattea.
Chiamata anche spirale aurea, sezione aurea o rapporto aureo, la proporzione
espressa nella sequenza di Fibonacci è caratterizzata dal fatto che ciascun
numero dopo i primi due è la somma dei due precedenti.
Se sovrapponessimo questa formula al cervello e cominciassimo a
dividerlo in quadrati, aggiungendo un altro quadrato e un altro ancora,
otterremmo un frattale, uno schema infinito che si ripete a ogni livello.
Partendo dalla ghiandola pineale, questa formula delinea la struttura del
cervello (Figura 12.13). Stai cominciando a pensare che ci sia qualcosa di
speciale nella ghiandola pineale?

LA SEQUENZA DI FIBONACCI

Figura 12.13
Se segui il rapporto aureo (ossia la sequenza di Fibonacci) lungo la circonferenza
del cervello, la spirale terminerà nel punto esatto in cui si trova la ghiandola
pineale.

Nella mitologia greca, Hermes era il messaggero degli dei [Ndr: Il nome
latino è Mercurio], che poteva entrare e uscire sia dal regno terreno sia da
quello divino. Era considerato un dio delle transizioni e delle dimensioni e
una guida per l’aldilà. Il suo simbolo principale era il caduceo, composto da
due serpenti attorcigliati intorno a un bastone, alla cui sommità si trovano due
ali spiegate (Figura 12.14). Il caduceo è spesso considerato un simbolo di
salute. Penso che i due serpenti rappresentino il movimento ascendente
dell’energia lungo la spina dorsale fino al cervello, e le ali la liberazione
dell’io quando l’energia arriva nella ghiandola pineale, per indicare
l’illuminazione. La corona rappresenta il nostro massimo potenziale quando
attiviamo la ghiandola pineale (rappresentata dalla pigna). L’incoronazione
dell’Io è la conquista dell’io. Ecco perché ho scelto questa immagine per la
copertina del libro.

IL CADUCEO: L’ALCHIMIA DELL’IO

Figura 12.14

Meditazione per sintonizzarsi su dimensioni superiori di


tempo e spazio
Siccome i livelli di melatonina sono al massimo tra l’una e le quattro di
notte, è questo il momento migliore per praticare la meditazione. Comincia
attivando il centro del cuore. Poi benedici i centri energetici, a partire da
quelli inferiori, come hai imparato nel Capitolo 4. Benedici ogni centro
ponendo l’attenzione prima nello spazio che occupa, poi nello spazio intorno
a esso. Fallo in sequenza per il primo e per il secondo centro energetico, e poi
concentrati sul primo e sul secondo centro contemporaneamente. Continua
questo processo con ciascun centro energetico, creando un campo più grande
connettendo ogni nuovo centro a quelli precedenti. Alla fine allineerai tutti gli
otto centri energetici e l’energia intorno al tuo corpo. Dovresti impiegare
quarantacinque minuti circa. Poi stenditi per venti minuti e lascia che il tuo
sistema nervoso autonomo metta in equilibrio il corpo.
Adesso siediti ed esegui la tecnica di respirazione, per portare l’energia
fino alla sommità del capo. Comprimendo i cristalli della ghiandola pineale,
l’attivi e crei un campo elettromagnetico. Questo campo si estenderà il più
possibile, poi tornerà indietro e comprimerà i cristalli. Aumentando la
frequenza, capterai regni vibrazionali sempre più elevati, e poi il cervello
trasformerà quelle informazioni in immagini. Un’ultima considerazione sulla
respirazione: voglio sottolineare che non è necessario fare un veloce respiro
profondo, contrarre i muscoli intrinseci e poi trattenere il respiro fino a
diventare viola. Invece, voglio che tu faccia un lungo respiro, molto
lentamente, coordinandolo con la contrazione dei tuoi muscoli intrinseci, e
poi che segua il tuo respiro fino in cima alla testa.
Questo è il quarto metodo per attivare la ghiandola pineale. Terminata la
respirazione, poni l’attenzione nel punto tra dietro la gola e dietro la testa
nello spazio, individuando la ghiandola pineale: lì verrà convogliata
l’energia. Mantieni l’attenzione in quel punto per cinque-dieci minuti. Come
pensiero, consapevolezza e coscienza, diventa piccolissimo ed entra nel
centro della ghiandola pineale percependone lo spazio. Rimani lì per cinque-
dieci minuti. Poi percepisci la frequenza e lo spazio oltre i suoi confini.
Irradia e dirigi l’energia nello spazio nero, per veicolare l’intenzione che la
ghiandola rilasci i suoi metaboliti per l’esperienza mistica. Trasmetti
l’informazione nello spazio oltre la testa.
Adesso apriti, sintonizzati sull’energia oltre la testa in quel vasto ed eterno
spazio nero, e ricevi. Quanto più sei cosciente di quest’energia e puoi ricevere
la frequenza, tanto più trasformi la melatonina nei suoi metaboliti. Non
aspettarti che succeda qualcosa, non cercare di prevedere nulla, continua solo
a ricevere. Infine, sdraiati di nuovo, e lascia che il sistema nervoso autonomo
prenda il controllo. Buon divertimento!
Capitolo 13

PROGETTO COERENZA
[PROJECT COHERENCE]:
CREIAMO UN MONDO
MIGLIORE

Viviamo in un periodo di estremismi, che sono un riflesso sia di una


vecchia coscienza che non può più sopravvivere sia di una futura coscienza in
cui il pianeta Terra stesso e tutti i suoi abitanti si stanno trasformando. La
vecchia coscienza è guidata da emozioni di sopravvivenza come odio,
violenza, pregiudizio, rabbia, paura, sofferenza, competizione e dolore, che
c’inducono a credere di essere separati l’uno dall’altro. L’illusione della
separazione mette alla prova e divide gli individui, le comunità, le società, gli
stati e Madre Natura stessa. L’imprudenza, l’irresponsabilità, l’avidità e la
mancanza di rispetto dell’attività umana stanno minacciando la vita come la
conosciamo. Questo tipo di coscienza non può sopravvivere ancora a lungo.
Siccome tutto si sta muovendo verso polarità estreme, indubbiamente
molti degli attuali sistemi (politici, economici, religiosi, culturali, educativi,
medici o ambientali) vengono fatti a pezzi mentre paradigmi antiquati
crollano. Possiamo vederlo distintamente nel giornalismo, dove nessuno sa
più a cosa credere. Alcuni di questi cambiamenti riflettono le scelte delle
persone, mentre altri riflettono un maggiore livello di consapevolezza
personale. Comunque, una cosa è chiara: nell’era dell’informazione, tutto ciò
che non è in linea con l’evoluzione di questa nuova coscienza sta venendo in
superficie.
Se non sei consapevole dell’aumento della frequenza e dell’energia in
questo periodo (un aumento dell’ansia, della tensione e della passione), forse
non stai prestando attenzione al tuo stato d’essere e all’interconnessione
dell’umanità con questa energia. Oltre agli sconvolgimenti in ambito politico,
sociale, economico e personale, molte persone hanno la sensazione che il
tempo scorra più veloce, o che stiano accadendo rapidamente molte cose
importanti. In base al tuo punto di vista, potrebbe essere un periodo eccitante
di risveglio o un momento storico preoccupante. In ogni caso, il vecchio deve
sparire o crollare cosicché qualcosa di meglio possa emergere al suo posto. È
così che le persone, le specie, la coscienza e anche il Pianeta stesso evolvono.
Questa eccitazione energetica sia negli umani che nella natura solleva
numerosi interrogativi: c’è qualcosa che influenza gli esseri umani ad andare
verso la violenza, la guerra, i crimini e il terrorismo o verso la pace, l’unità, la
coerenza e l’amore? E c’è una ragione per cui tutto ciò sta accadendo in
questo momento particolare?

La storia dei progetti d’incontro per la pace


Finora, il potere dei progetti di incontro per la pace è stato mostrato e
testato sul campo in più di cinquanta progetti dimostrativi e ventitré studi
scientifici controllati da ricercatori indipendenti di tutto il mondo.1 I risultati
hanno dimostrato un effetto positivo nella riduzione immediata di crimini,
guerre e terrorismo in media di più del 70 per cento.2 Pensaci. Se un gruppo
di persone si riunisce con la precisa intenzione di cambiare “qualcosa” o di
produrre un risultato, creandolo con energia ed emozioni di pace o unità
senza fare niente fisicamente, riesce a manifestare un cambiamento il 70 per
cento delle volte. Per quantificare i risultati di questi studi, gli scienziati
usano una misurazione chiamata analisi lead-lag.
Lo scopo dell’analisi lead-lag è d’individuare correlazioni tra persone e
avvenimenti. Per esempio, se guardassi l’analisi lead-lag di un fumatore
incallito, mostrerebbe che più una persona fuma, maggiore è la probabilità
d’insorgenza di un cancro ai polmoni. Per quanto riguarda i progetti
d’incontro per la pace, gli studi hanno scoperto che quanto maggiore è il
numero di meditatori (e il periodo di tempo in cui meditano), tanto maggiore
è l’influenza che il gruppo ha sulla diminuzione dell’incidenza dei crimini e
della violenza nella società.
Un esempio significativo è il progetto di pace per il Libano, che riunì un
gruppo di meditatori a Gerusalemme tra agosto e settembre del 1983 per
dimostrare “l’irradiante influenza della pace”. Anche se il numero dei
meditatori variò nel corso del tempo, spesso fu abbastanza grande da
raggiungere l’effetto di superradianza sia per Israele sia per il vicino Libano.
Questo effetto si verifica quando un gruppo di meditatori appositamente
addestrati si riunisce ogni giorno alla stessa ora per creare un effetto positivo
e diffonderlo nella società. Il risultato dello studio di due mesi mostrò che nei
giorni con un’elevata partecipazione di meditatori si verificava una riduzione
del 76 per cento delle vittime di guerra. Tra gli altri effetti c’erano anche la
riduzione dei crimini, la diminuzione degli incidenti stradali, meno terrorismo
e l’aumento della crescita economica. I risultati furono poi triplicati in sette
esperimenti consecutivi nell’arco di due anni durante il culmine della guerra
del Libano.3 Tutto questo fu realizzato semplicemente associando
l’intenzione dei partecipanti di creare pace e coerenza alle emozioni elevate
di amore e compassione. Ciò dimostra chiaramente che quanto più unificata è
la coscienza di un gruppo di persone all’interno di una specifica energia
elevata, tanto più può modificare la coscienza e l’energia di altre persone in
maniera non locale.
In quello che è considerato uno dei tre più importanti studi sui progetti
d’incontro per la pace dell’emisfero occidentale, la RAND Corporation riunì
un gruppo di quasi ottomila meditatori esperti affinché si focalizzassero sulla
pace nel mondo e sulla coerenza durante tre periodi di una decina di giorni
ciascuno, tra il 1983 e il 1985. I risultati mostrarono che in quel periodo il
terrorismo mondiale diminuì del 72 per cento.4 Riesci a immaginare i risultati
e gli effetti positivi, e la velocità con cui si verificherebbero, se questo tipo di
meditazione venisse insegnato a scuola?
In un altro studio, stavolta in India dal 1987 al 1990, settemila persone si
riunirono per focalizzarsi sulla pace nel mondo. Durante quel periodo di tre
anni, il mondo fu testimone di straordinarie trasformazioni in direzione della
pace: terminò la guerra fredda, cadde il muro di Berlino, si concluse la guerra
Iran-Iraq, il Sud Africa cominciò a muoversi verso l’abolizione dell’apartheid
e gli attacchi terroristici diminuirono. La cosa più sorprendente fu la velocità
con cui si verificarono questi cambiamenti globali, tutti in maniera
relativamente pacifica.5
Nel 1993, dal 7 giugno al 30 luglio, circa duemilacinquecento meditatori
si riunirono a Washington D.C. in un esperimento altamente controllato per
focalizzarsi sulla pace e sull’energia coerente. Per i primi cinque mesi
dell’anno i crimini violenti erano stati costantemente in aumento, ma subito
dopo l’inizio dello studio si verificò una significativa riduzione statistica della
violenza e dei crimini a Washington D.C. (dati dell’FBI).6 Questi risultati
indicano che un gruppo relativamente piccolo di persone, unite dall’amore e
da uno scopo preciso, può avere un effetto statisticamente significativo su
una popolazione eterogenea.
L’11 settembre 2001, a causa dell’immediatezza dei media globali, gli
esseri umani di tutto il Pianeta provarono orrore, shock, paura, terrore e
dolore quando gli aerei si schiantarono contro il World Trade Center di New
York, contro il Pentagono a Washington D.C. e in un campo vicino a
Shanksville, in Pennsylvania. In un istante, la coscienza collettiva del mondo
si sintonizzò su questo evento; le persone si unirono e formarono delle
comunità, prendendosi cura l’una dell’altra.
Durante gli eventi dell’11 settembre, gli scienziati del Global
Consciousness Project [Progetto di coscienza globale] dell’Università di
Princeton stavano raccogliendo dati tramite internet da più di quaranta
computer in tutto il mondo. Quando i dati affluirono al server centrale di
Princeton, gli scienziati furono testimoni di drastici cambiamenti nel loro
generatore di eventi casuali (il generatore casuale di eventi è una specie di
lancio della moneta computerizzato: misura le volte in cui escono testa e
croce, e quindi secondo la statistica dovrebbe produrre risultati vicini al
50/50), tali da indurre gli scienziati a pensare che la risposta emotiva
collettiva fosse sufficientemente ampia da poter essere misurata nel campo
magnetico della Terra.7
Tutti questi studi sostengono l’idea che le meditazioni di gruppo, delle
giuste dimensioni e con meditatori esperti, possano influire e creare effetti
non locali misurabili sulla pace e sulla coerenza globale. Se i progetti
d’incontro per la pace sono una forza che crea coerenza in una società,
esistono forze antitetiche che operano contro gli esseri umani per produrre
incoerenza?

La Terra e i cicli solari


Mentre la Terra gira ogni giorno intorno al proprio asse, ogni mattina il
sole porta luce, calore, conforto, fotosintesi alle piante e sicurezza agli esseri
umani. È per questa ragione che, fin dal 14.000 a.C., l’adorazione del sole è
stata raffigurata su tavole di pietra e sulle pareti delle grotte. Numerose
mitologie (tra cui quelle delle civiltà dell’antico Egitto e della Mesopotamia,
dei maya, degli aztechi e degli aborigeni australiani, per fare solo qualche
esempio) veneravano il sole, in quanto fonte d’illuminazione e saggezza. La
maggior parte delle culture di tutto il mondo ha riconosciuto che il sole è il
principale responsabile di tutta la vita sulla Terra, perché senza di esso la vita
qui non potrebbe esistere.
Gli umani sono in gran parte esseri elettromagnetici (entità che
continuamente inviano e ricevono messaggi attraverso energie vibrazionali), i
cui corpi sono fatti di luce e informazioni organizzate gravitazionalmente. (In
effetti, ogni cosa materiale in questo mondo tridimensionale è luce e
informazioni organizzate gravitazionalmente.) In quanto esseri
elettromagnetici individuali, siamo solo un piccolo anello della catena del
mondo elettromagnetico, le cui singole parti non possono essere separate dal
tutto.
Su vasta scala, è impossibile negare l’interconnessione tra l’energia del
sole, l’energia della Terra e l’energia di tutte le specie viventi. Su scala
ridotta, ti basta osservare il ciclo vitale di un frutto o di un ortaggio per capire
questa interdipendenza. L’ortaggio o il frutto ha origine da un seme e, quando
le condizioni ambientali (come l’acqua, la temperatura, un suolo ricco di
nutrienti e la fotosintesi) sono favorevoli, il seme può germogliare. Alla fine
il frutto del seme diventa parte integrante di un ecosistema e una fonte di
sostentamento e nutrimento per diverse forme di vita. Questa complessa
catena di eventi ha inizio dalla posizione unica della Terra nel nostro sistema
solare. Denominata zona abitabile circumstellare, è la regione intorno a una
stella in cui un pianeta può mantenere acqua liquida.
Anche se il Sole è distante quasi 150 milioni di chilometri, quando diventa
attivo produce conseguenze significative sulla vita sulla Terra perché la Terra
e il Sole sono collegati da campi elettromagnetici. Lo scopo del campo
elettromagnetico della Terra (Figura 13.1) è di proteggerla dagli effetti nocivi
di radiazioni solari, macchie solari, raggi cosmici e altri fenomeni spaziali. Le
macchi solari sono regioni fredde e relativamente scure del Sole, generate da
interazioni all’interno del suo campo magnetico; il loro diametro può arrivare
fino a cinquantunomila chilometri. Puoi considerare le macchie solari come il
tappo di una bottiglia di acqua gassata; se agiti la bottiglia e poi togli il tappo,
rilascerà una grande quantità di fotoni (luce) e altre forme di radiazioni ad
alta frequenza.8

Figura 13.1
Il campo elettromagnetico della Terra.

Se non fosse per la protezione e l’isolamento forniti dai campi


elettromagnetici della Terra, la vita come la conosciamo non potrebbe
esistere, perché saremmo costantemente bombardati da un flusso continuo di
particelle mortali. Per esempio, quando si verificano i brillamenti solari, il
campo elettromagnetico della Terra protegge il Pianeta, deviando miliardi di
tonnellate di emissioni fotoniche chiamate espulsioni di massa coronale,
enormi esplosioni di plasma e campi magnetici che hanno origine nella
corona solare e possono estendersi per milioni di chilometri nello spazio. I
loro effetti tendono a raggiungere la Terra in un periodo che va tra le
ventiquattro e le trentasei ore dopo l’evento.
Queste espulsioni comprimono il campo della Terra, scaldando il suo
nucleo di ferro. Quando il nucleo viene alterato, modifica il campo
elettromagnetico del Pianeta. Queste espulsioni fanno parte di cicli solari che
si verificano ogni undici anni circa e che sono in grado di danneggiare tutti
gli organismi viventi sulla Terra.
La registrazione dei cicli solari iniziò nel 1755, ma nel 1915 un ragazzo
russo di diciotto anni di nome Alexander Chizhevsky fece progredire la
conoscenza del rapporto tra il Sole e la Terra quando passò l’estate a
osservare il Sole. Durante quell’estate cominciò a ipotizzare che i periodi di
attività solare potessero avere effetti sul mondo organico. L’anno successivo
dovette partire per la Prima guerra mondiale, ma nei momenti di pausa
continuava a osservare il Sole. In particolare notò che le battaglie tendevano
ad aumentare o diminuire in base alla forza dei brillamenti solari (vedi il
Grafico 14 nell’inserto a colori).9 In seguito Chizhevsky compilò la storia di
settantadue nazioni dal 1749 al 1926, confrontando il numero annuale di
eventi importanti a livello politico e sociale (come l’inizio di guerre,
rivoluzioni, epidemie e violenze) con l’aumento dell’attività solare,
dimostrando una correlazione tra l’attività del Sole e l’eccitabilità umana.
Altrettanto interessante è che l’attività solare è stata anche associata a periodi
di grande prosperità umana, ricchi di innovazioni nell’architettura, nelle
scienze e nelle arti, e di cambiamenti sociali.10
I picchi della linea rossa nel grafico rappresentano macchie o brillamenti
solari avvenuti tra il 1750 e il 1922. Le linee blu rappresentano eventi storici
rilevanti che si verificarono nello stesso periodo. Chizhevsky calcolò che l’80
per cento degli eventi più significativi di questi stati si era verificato durante
eventi solari e forte attività geomagnetica.11 Il rilascio solare di energia, che
porta sempre informazioni, sembra essere quasi in perfetta sintonia con le
attività, l’energia e la coscienza del nostro Pianeta. Si dà il caso che nel
momento in cui scrivo, nel 2017, siamo nel bel mezzo di un ciclo solare
molto attivo.
Nello scorso decennio si è parlato profusamente dell’influenza
dell’energia solare sul Pianeta e sui suoi abitanti. Nel 2012 i catastrofisti
pensavano che il termine del calendario maya, che corrisponde al solstizio di
dicembre, coincidesse con la fine del mondo. Oggi gli astrologi parlano di
Era dell’Acquario (un’era astrologica è un periodo di 2.150 anni circa che
corrisponde al tempo medio che l’equinozio di primavera impiega per passare
da una costellazione dello zodiaco a un’altra) e di come darà inizio a una
nuova consapevolezza per l’umanità. Gli astronomi e i cosmologi fanno
riferimento all’allineamento galattico, un raro evento astronomico che si
verifica ogni 12.960 anni e che porta il Sole in allineamento con il centro
della Via Lattea.
Qualunque cosa tu creda, tutte queste circostanze possono essere
ricondotte ai cicli solari che aumentano l’energia proveniente dal Sole verso
la Terra. Siccome siamo esseri elettromagnetici, connessi con la Terra e
protetti dagli effetti del Sole tramite campi elettromagnetici, quest’aumento di
energia proveniente dal sole altera sia l’energia della Terra sia la nostra
energia personale in maniera positiva o negativa, in base al nostro stato
energetico individuale. Per esempio, se ti senti separato, dipendente dalle
emozioni di sopravvivenza e schiavo degli ormoni dello stress, il tuo cervello
e il tuo cuore si attiveranno in modo incoerente portando anche la tua energia
e la tua consapevolezza a diventare divise e sbilanciate. Un aumento
dell’energia proveniente dal sole potenzierà questo stato d’essere,
amplificando l’incoerenza.
Allo stesso modo, se vivi nell’allineamento coerente di testa e cuore,
meditando quotidianamente per connetterti al campo unificato, sarai spinto
ancor di più verso la verità e la comprensione di ciò che sei e del tuo scopo.
Il punto è che siamo nel bel mezzo di un’iniziazione, e ci vorrà tantissima
volontà, consapevolezza e coscienza per rimanere concentrati e non
soccombere a queste energie impetuose. Se riusciamo a restare focalizzati,
invece di essere vittime dell’incertezza, possiamo trasformare quest’energia
in maggiori livelli di ordine, coerenza e pace, sia a livello personale che
globale. In parole povere, quest’energia consoliderà chi sei, ossia il tuo modo
di pensare e di sentire.

La risonanza di Schumann
Il fisico tedesco W. O. Schumann ipotizzò l’esistenza di onde
elettromagnetiche misurabili nell’atmosfera nella cavità (o spazio) tra la
superficie della Terra e la ionosfera. Secondo la NASA, la ionosfera è un
vasto strato di elettroni, atomi ionizzati e molecole che si estende da circa 50
chilometri di altezza dalla superficie terrestre fino a 950 chilometri circa.
Questa regione dinamica si espande e si restringe (e si suddivide in
sottoregioni) in base alle condizioni solari ed è un anello fondamentale della
catena d’interazioni tra Sole e Terra.12 È proprio questa “centrale elettrica
celeste” che rende possibili le comunicazioni radio.
Successivamente Schumann e H. L. König confermarono l’ipotesi di
Schumann rilevando risonanze alla frequenza di 7,83 Hz; così la “risonanza
di Schumann” fu stabilita misurando risonanze elettromagnetiche globali
generate ed eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini nella ionosfera.
Questa frequenza agisce da rumore di fondo influenzando i circuiti biologici
del cervello mammifero (il cervello subconscio sotto la neocorteccia, che è
anche la sede del sistema nervoso autonomo). La frequenza di Schumann
influisce sull’equilibrio e sulla salute del nostro organismo e sulla nostra
natura di mammiferi. Infatti, l’assenza della risonanza di Schumann può
provocare gravi problemi di salute fisica e mentale nel corpo umano.
Questo assunto in particolare fu dimostrato dalle ricerche dello scienziato
tedesco Rutger Wever dell’Istituto Max Planck di Fisiologia del
Comportamento, in Germania. Nello studio, il ricercatore selezionò alcuni
volontari giovani e sani e li chiuse per quattro settimane in bunker sotterranei
ermeticamente sigillati che bloccavano la frequenza di Schumann. Nel corso
delle quattro settimane, il ritmo circadiano degli studenti cambiò, provocando
stress emotivo ed emicranie. Quando Wever reintrodusse la frequenza di
Schumann nei bunker, la salute dei volontari ritornò subito nella norma.13
Per quanto ne sappiamo, il campo elettromagnetico della Terra ha sempre
protetto e sostenuto tutti gli esseri viventi con questa frequenza naturale di
7,83 Hz. Puoi considerare la risonanza di Schumann come il battito cardiaco
della Terra. Gli antichi saggi indiani la chiamavano OM, o incarnazione del
suono puro. Che sia un caso o no, 7,83 Hz è anche una frequenza molto
potente utilizzata per la sincronizzazione delle onde cerebrali, perché è
associata ai livelli inferiori delle onde cerebrali alfa e ai livelli superiori delle
onde theta. Questa fascia di onde cerebrali ci permette di andare oltre la
mente analitica e nel subconscio ed è stata associata anche a livelli elevati di
suggestionabilità, alla meditazione, all’aumento del tasso di ormone della
crescita e dei livelli della circolazione sanguigna nel cervello.14 Sembra che
la frequenza della Terra e quella del cervello abbiano risonanze molto simili e
che il nostro sistema nervoso possa essere influenzato dal campo
elettromagnetico della Terra. Forse è per questo che allontanarsi dalla città
per stare in mezzo alla natura spesso produce un effetto calmante.

Il concetto di emergenza
I ricercatori dell’Istituto HeartMath hanno scoperto che, quando il cuore di
un individuo è in stato di coerenza o di ritmo armonioso, emana un segnale
elettromagnetico più coerente nell’ambiente, e che questo segnale può essere
rilevato dal sistema nervoso delle altre persone o degli animali. Come ormai
sai, il cuore genera il più forte campo magnetico del corpo, che può essere
misurato a parecchi metri di distanza.15 Questo fornisce una spiegazione
credibile al fatto che, quando qualcuno entra in una stanza, puoi sentirne o
percepirne l’umore o lo stato emotivo indipendentemente dal suo linguaggio
del corpo.16 Da un punto di vista puramente scientifico, possiamo chiederci
se questo fenomeno, che funziona a livello individuale, possa farlo anche a
livello globale.
In seguito a questa scoperta, l’Istituto HeartMath ha lanciato a livello
internazionale il Progetto di Coerenza Globale (GCI), per contribuire ad
attivare il cuore dell’umanità in favore della pace, l’armonia e un
cambiamento della coscienza globale. Il GCI si fonda sulle seguenti idee:

1. la salute, i pensieri, i comportamenti e le emozioni degli esseri umani


sono influenzati dall’attività solare e geomagnetica (riguardante il
campo magnetico della Terra);
2. il campo magnetico terrestre contiene informazioni biologicamente
rilevanti che connettono tutti i sistemi viventi;
3. tutti gli esseri umani influenzano il campo elettromagnetico della Terra;
4. la coscienza collettiva umana prodotta da un numero significativo di
persone, focalizzate intenzionalmente su stati elevati, crea o influenza il
campo globale di informazioni. Quindi, emozioni elevate di amore e
pace possono generare un campo ambientale più coerente e contribuire
a controbilanciare l’attuale disarmonia e incoerenza planetaria.17

Siccome il ritmo cardiaco e le frequenze cerebrali degli umani (così come


il sistema nervoso autonomo e l’apparato circolatorio) si sovrappongono al
campo di risonanza della Terra, gli scienziati del GCI ipotizzano che noi
esseri umani facciamo parte di un ciclo di retroazione biologico in cui non
solo riceviamo informazioni biologiche rilevanti dal campo, ma anche che ne
inviamo.18 In altre parole, i pensieri (la coscienza) e le emozioni (l’energia)
degli esseri umani interagiscono con queste informazioni e le codificano nel
campo magnetico della Terra; le informazioni sono poi distribuite tramite
onde portanti (i segnali su cui le informazioni sono impresse o trasportate) in
tutto il mondo.
Per approfondire la ricerca e verificare questa ipotesi, utilizzando sensori
all’avanguardia situati in diverse località di tutto il mondo, l’Istituto
HeartMath ha creato il Sistema di Monitoraggio della Coerenza Globale
(GCMS) per osservare le variazioni del campo magnetico della Terra
utilizzando un sistema di magnetometri altamente sensibili per misurare
costantemente i segnali magnetici che si presentano nello stesso intervallo
delle frequenze fisiologiche umane, inclusi il sistema cerebrale e l’apparato
circolatorio. Inoltre, esso monitora l’attività provocata dalle tempeste solari, i
brillamenti solari, la velocità del vento solare e i segnali di grandi eventi
mondiali che hanno una forte componente emotiva.19
Perché lo fanno e quali sono i risultati? Se tu potessi creare
intenzionalmente un campo elettromagnetico coerente intorno al tuo corpo e
fossi collegato o connesso con qualcun altro che sta a sua volta creando
deliberatamente un campo elettromagnetico intorno al proprio corpo, le onde
di questo campo condiviso comincerebbero a sincronizzarsi in maniera non
locale. Quando le onde di entrambi si sincronizzano, generano onde più
grandi e campi magnetici più forti attorno a te, connettendoti al campo
elettromagnetico terrestre con un maggior campo d’influenza.
Se potessimo creare un gruppo di persone disseminate in tutto il mondo, in
cui ogni individuo aumenta intenzionalmente l’energia del proprio campo
personale in favore di una pace maggiore, non è possibile che questo gruppo
possa cominciare a produrre un effetto globale all’interno del campo
elettromagnetico terrestre, creando coerenza dove c’è incoerenza e ordine
dove c’è disordine?
Gli studi suggeriscono che i nostri pensieri e le nostre emozioni hanno un
effetto misurabile su ogni sistema vivente. Forse ne hai sentito parlare come
del concetto di emergenza; pensa a un banco di pesci o a uno stormo di
uccelli che volano all’unisono, in cui tutte le creature sembrano essere
guidate da una sola mente, connesse da un campo invisibile di energia in
modo non locale. L’aspetto particolare di questo fenomeno è che non è un
fenomeno top-down, nel senso che non c’è un leader. È un fenomeno bottom-
up, in cui tutti agiscono come una sola mente. Quando una comunità globale
si riunisce in nome della pace, dell’amore e della coerenza, in base al
concetto di emergenza dovremmo essere in grado di produrre un effetto nel
campo elettromagnetico della Terra e nei campi reciproci. Prova a
immaginare cosa succederebbe se tutti ci comportassimo, vivessimo e
operassimo come una cosa sola. Se comprendessimo di essere una sola
mente, un solo organismo connesso e unito tramite la coscienza, capiremmo
che ferire o condizionare un’altra persona significa farlo anche a noi stessi.
Questo nuovo paradigma di pensiero sarebbe il più grande salto evolutivo che
la nostra specie abbia mai fatto; la guerra, la lotta, la competizione, la paura e
la sofferenza diventerebbero concetti antiquati. Ma come può questa
possibilità diventare realtà?

Coerenza vs. incoerenza


Come puoi immaginare, per esercitare un effetto nel campo della Terra
(che a sua volta può influenzare il campo di un altro individuo) dobbiamo
attivare due importanti centri del corpo umano: il cuore e il cervello. Come
abbiamo imparato nel Capitolo 4, il cervello è il centro della coscienza e della
consapevolezza, ma il cuore, che è il centro dell’unità e della nostra
connessione con il campo unificato, ha un proprio cervello. Se le persone
sono in grado di regolare i propri stati interiori di affetto, gentilezza, pace,
amore, gratitudine e riconoscenza, dal momento che il loro cuore diventa più
coerente ed equilibrato, inviano un segnale molto forte al cervello,
inducendolo a diventare più coerente ed equilibrato. Questo perché il cuore e
il cervello sono in costante comunicazione l’uno con l’altro.
Da parte nostra abbiamo scoperto che, quando il cervello diventa più
coerente, influenza il sistema nervoso autonomo e il cuore. Siccome il cuore
invia al cervello più informazioni di quante il cervello ne invii al cuore,
quanta più coerenza riesci a realizzare attraverso le emozioni elevate del
cuore, tanto più il cervello e il cuore si sincronizzano. La sincronizzazione
produce effetti misurabili non solo nel corpo, ma anche nel campo
elettromagnetico che lo circonda; quanto più grande è il campo che
produciamo intorno al corpo, tanto più possiamo influenzare gli altri in
maniera non locale. Come facciamo a saperlo? Perché l’abbiamo visto
ripetutamente nelle misurazioni della HRV (variabilità della frequenza
cardiaca) dei nostri allievi.
Troviamo altre prove dell’influenza del campo elettromagnetico del cuore
sul campo di un altro cuore in uno studio di HeartMath in cui quaranta
partecipanti sono stati divisi in gruppi di quattro intorno a dieci tavoli da
gioco. È stato misurato il ritmo cardiaco di tutti e quattro i partecipanti di
ogni tavolo, ma solo tre di loro erano stati addestrati a elevare le proprie
emozioni tramite le tecniche di HeartMath. Quando i tre partecipanti
addestrati hanno aumentato la propria energia e inviato emozioni positive al
quarto partecipante, anche quest’ultimo è entrato in uno stato superiore di
coerenza.20
La chiave del processo di coerenza è andare oltre la mente analitica. (Lo
sappiamo perché l’abbiamo misurato parecchie volte nelle scansioni cerebrali
dei nostri allievi. La loro partecipazione ha anche dimostrato che, con la
pratica, la coerenza può essere raggiunta in un tempo relativamente breve.)
Quando il cervello pensante si calma, passa alle onde cerebrali alfa o theta, e
questo apre la porta tra mente conscia e subconscio. Il sistema nervoso
autonomo diventa allora più ricettivo alle informazioni. Aumentando la
nostra energia attraverso le emozioni elevate, diventiamo meno materia e più
energia, meno particella e più onda. Quanto più grande è il campo che
riusciamo a creare con queste energie (sotto forma di energia, consapevolezza
e coscienza), tanto più possiamo influenzare gli altri in maniera non locale.
Quanto maggiore è l’energia che puoi creare tramite le emozioni elevate
del cuore, tanto più ti connetterai con il campo unificato, provando più
pienezza, connessione e unità. Ma non puoi connetterti quando sei incoerente,
ti senti separato e vivi in base agli ormoni dello stress. Quando le sostanze
chimiche rilasciate durante lo stress stimolano il cervello, ci sentiamo
disconnessi dal campo unificato e tendiamo a compiere scelte meno evolute.
Senza dubbio sappiamo che le emozioni di competizione, paura, rabbia, bassa
autostima, colpa e vergogna ci tengono separati l’uno dall’altro, perché
producono frequenze più lente e più basse rispetto alle emozioni elevate
come amore, gratitudine, affetto e gentilezza, che producono invece
frequenze più veloci e più alte. Sappiamo anche che più veloce è la
frequenza, più energia è presente. Questo ci ha indotti a farci alcune
domande.

• Cosa succederebbe se riunissimo un gruppo di centinaia di persone in


una stanza, le inducessimo ad aprire il cuore e a generare stati
energetici elevati, e poi chiedessimo loro di inviare un’intenzione
positiva a un gruppo ristretto di persone raccolte nella stessa stanza?
• Cosa accadrebbe se il campo elettromagnetico intorno al corpo di
ciascuno dei presenti si fondesse con il campo della persona seduta
vicino?
• Questi stati emotivi elevati potrebbero iniziare a produrre un
cambiamento nell’energia della stanza?
• È possibile che tutti quelli che provano emozioni elevate comincino a
creare coerenza all’interno di un gruppo?

Costruire un campo di coerenza collettivo


Da quando abbiamo cominciato a misurare gli stati fisiologici dei nostri
allievi, abbiamo esaminato migliaia di cuori e cervelli, ottenendo una
notevole quantità di informazioni. Devo ammettere che alcuni dei dati
raccolti ci hanno sconvolto.
In collaborazione con HeartMath, abbiamo misurato valori straordinari nei
nostri allievi e nell’energia collettiva delle stanze in cui si sono riuniti (che
mostrano costanti aumenti quotidiani), utilizzando un sofisticato sensore
proveniente dalla Russia chiamato Sputnik (brevemente menzionato nel
Capitolo 2).
Siccome le emozioni elevate, legate all’attività del sistema nervoso
autonomo, producono campi elettromagnetici, aumentare queste emozioni
provoca cambiamenti nel microcircolo, nella sudorazione e in altre funzioni
corporee. Lo Sputnik è molto sensibile e può quantificare le fluttuazioni
ambientali misurando le variazioni barometriche, l’umidità relativa, la
temperatura dell’aria, i campi elettromagnetici e altro ancora.21
Osserva i grafici 15A e 15B nell’inserto a colori. In queste misurazioni
effettuate durante i seminari, si nota una tendenza all’aumento dell’energia
collettiva nella stanza. La prima linea rossa è la misurazione di riferimento e
mostra l’energia della stanza prima dell’inizio dell’evento. Se guardi la linea
rossa, poi la blu, la verde e infine la marrone (ciascun colore rappresenta un
giorno diverso), puoi vedere che ogni giorno l’energia aumenta
costantemente. Nei grafici 15C e 15D si applica la stessa scala di colori;
tuttavia, queste misurazioni riflettono specifici intervalli di tempo durante le
meditazioni mattutine di ciascun giorno. Ciò significa che i partecipanti sono
sempre più in grado di aumentare l’energia della stanza creando più coerenza
unificata.
Le letture dello Sputnik dimostrano che l’energia collettiva creata dai
partecipanti aumenta progressivamente dal primo giorno di seminario
all’ultimo. Circa un quarto delle volte, l’energia rimane pressoché la stessa
per i primi due giorni, ma nei giorni successivi aumenta in modo
significativo. Questo perché inizialmente i partecipanti sono impegnati a
spezzare i legami emotivi energetici che li tengono connessi con la loro realtà
presente-passata e attingono dal campo unificato per costruire i propri campi
elettromagnetici personali, facendo scendere l’energia collettiva nella stanza.
Ma non appena i campi individuali diventano più grandi, potenziati e
coerenti, si sincronizzano, ed è allora che assistiamo ai forti aumenti
dell’energia registrata.
La Figura 13.2 mostra che, quando due onde coerenti si uniscono, creano
un’onda più grande. Questa si chiama interferenza costruttiva. Più grande è
l’onda, maggiore è l’ampiezza dell’energia. In conseguenza dell’unione delle
onde più coerenti dei partecipanti durante i seminari, l’energia del campo di
gruppo aumenta; quindi, c’è più energia per guarire, creare o accedere a
livelli superiori di mente, che a volte possono portare a esperienze mistiche.

INTERFERENZA COSTRUTTIVA

Maggiore è l’ampiezza, maggiore è l’energia


Figura 13.2
Si parla d’interferenza costruttiva quando due onde coerenti si uniscono per creare
un’onda più grande. L’ampiezza è la misura dell’altezza di un’onda. Maggiore è
l’ampiezza, maggiore è l’energia. Se un gruppo di persone si riunisce e crea campi
elettromagnetici coerenti, quando le loro energie interferiscono, l’energia della
stanza aumenta.

Il mio team e io restiamo sempre colpiti dalle guarigioni profonde dei


partecipanti, dalla loro capacità di aumentare e regolare gli stati elevati e dai
loro resoconti di esperienze mistiche o forti intuizioni dopo aver imparato a
regolare le onde cerebrali, aprire il cuore e diventare coerenti. Alcuni di
questi avvenimenti potrebbero essere definiti miracoli, ma noi crediamo che
facciano parte del processo che porta a diventare soprannaturali. Data la
potenza del fenomeno, ci siamo chiesti anche se gli allievi avrebbero potuto
influenzare il sistema nervoso di altre persone e, in caso affermativo, quali
sarebbero state le implicazioni. Questi interrogativi hanno portato alla nascita
del Progetto Coerenza.

Il Progetto Coerenza [Project Coherence]


In collaborazione con l’Istituto HeartMath, abbiamo condotto numerosi
esperimenti in cui prendevamo un piccolo campione di persone (da cinquanta
a settantacinque) durante i seminari avanzati, fissavamo un monitor HRV
(variabilità della frequenza cardiaca) al loro petto e le facevamo sedere nella
prima fila della stanza per tre meditazioni nell’arco di ventiquattro ore.
Siccome l’HRV fornisce non solo indicazioni sulla coerenza cardiaca ma
anche informazioni sul cervello e sulle emozioni, volevamo misurare l’HRV
dei soggetti per ben ventiquattro ore.
Per iniziare la meditazione, tutte le persone presenti nella stanza ponevano
l’attenzione sul proprio cuore e cominciavano a respirare attraverso questo
centro lentamente e profondamente, come hai imparato a fare nel Capitolo 7.
Poi, creavano e mantenevano un’emozione elevata per due o tre minuti,
espandendo i campi elettromagnetici dei rispettivi cuori e passando da un
stato di egoismo a uno di altruismo. In seguito, l’intero gruppo (da
cinquecentocinquanta a millecinquecento persone) trasmetteva l’energia delle
proprie emozioni elevate oltre il corpo nello spazio della stanza e inviava un
pensiero intenzionale positivo ai partecipanti dotati di monitor HRV seduti in
prima fila.
Il nostro obiettivo era di misurare l’energia collettiva nella stanza e il suo
potenziale effetto non locale sulle persone che avevano il monitor HRV.
Questi livelli elevati di energia e frequenza sotto forma di amore, gratitudine,
unità e gioia erano in grado d’indurre il cuore di un’altra persona a diventare
coerente, pur essendo dall’altra parte della stanza? I risultati confermarono la
nostra ipotesi. Non solo l’energia trasmessa produceva un effetto coerente
sulle persone con i monitor HRV, ma tutti i loro cuori diventavano coerenti
esattamente nello stesso momento, nella stessa meditazione, nello stesso
giorno. Questo accadde più volte. Che cosa significa?
I nostri dati supportano l’idea del GCI (Progetto di Coerenza Globale) di
HeartMath che esista un campo invisibile attraverso cui le informazioni
vengono trasmesse. Il campo collega e influenza tutti i sistemi viventi e la
nostra coscienza collettiva. Grazie a esso, le informazioni vengono
comunicate in maniera non locale tra le persone a livello subconscio
attraverso il sistema nervoso autonomo.22 In altre parole, siamo legati e
connessi da un invisibile campo di energia che può influenzare i
comportamenti, gli stati emotivi e i pensieri consci e inconsci di ognuno.
Siccome tutte le frequenze portano informazioni, i campi magnetici
prodotti nei cuori del gruppo di partecipanti agirono da onde portanti per
quest’informazione. Se nei seminari possiamo produrre effetti non locali
sugli altri, le nostre emozioni elevate non dovrebbero essere in grado di
produrre effetti non locali anche sui nostri figli, partner, colleghi o su
chiunque abbia un rapporto con noi?
La Figura 13.3 rappresenta diciassette persone entrate in uno stato di
coerenza cardiaca, esattamente alla stessa ora, nello stesso giorno, durante la
stessa meditazione. Tutti questi partecipanti, dotati di monitor HRV, sono
stati coinvolti nello stato di coerenza cardiaca dall’energia degli altri. I
risultati mostrano che possiamo diventare una sola mente e connetterci non
localmente l’uno con l’altro. Attraverso questa connessione, possiamo
influenzare il sistema nervoso autonomo degli altri affinché si sentano più in
equilibrio, coerenti e completi. Immagina cosa potrebbe accadere se migliaia
di persone facessero la stessa cosa per sistemare il mondo intero. È ciò che si
sono chiesti anche molti nostri allievi, invitandoci a organizzare meditazioni
a livello mondiale, dando vita al Progetto Coerenza. Abbiamo trasmesso il
nostro primo Progetto Coerenza su Facebook con più di seimila persone da
ogni parte del mondo riunite online per creare insieme un mondo più pacifico
e pieno d’amore. Più di trentaseimila persone hanno partecipato online alla
nostra seconda meditazione, mentre nella terza sono state più di
quarantatremila. È nostra intenzione continuare con questi eventi del Progetto
Coerenza, creando ogni volta una più forte influenza irradiante di pace e
amore sul Pianeta. Con il tempo, speriamo di rilevare questi effetti nella
realtà.
FREQUENZA CARDIACA TEMPO

Figura 13.3
Questo grafico rappresenta diciassette persone entrate in uno stato di coerenza
cardiaca esattamente alla stessa ora, nello stesso giorno, durante la stessa
meditazione [vedi la zona compresa tra le linee verticali].

Meditazione del Progetto Coerenza


Inizia focalizzandoti sul tuo centro del cuore. Con concentrazione e
consapevolezza, chiuditi in questo centro, apri la messa a fuoco e comincia a
diventare consapevole dello spazio che occupa nello spazio, e dello spazio
intorno allo spazio che il tuo cuore occupa nello spazio.
Poi, sotto forma di pensiero e consapevolezza, vai nel centro della Terra e
irradia la tua luce nello spazio oltre la Terra. Devi solo aumentare la tua
frequenza e mantenere quell’emozione. Sempre come coscienza e
consapevolezza, allontanati lentamente dalla Terra e poi portala nel cuore
sotto forma di pensiero. Mentre tieni tutto il Pianeta nel cuore, aumenta la
frequenza della Terra come pensiero e trasmetti quell’energia oltre il tuo
corpo nello spazio. Irradia il tuo amore nella Terra.
Capitolo 14

STORIE: PUÒ SUCCEDERE


ANCHE A TE

In questa ultima serie di storie soprannaturali, ti prego di notare che


nessuna delle persone di cui leggerai ha cercato di far accadere qualcosa.
Semplicemente hanno espresso tutte un’intenzione affidandone l’esito a
qualcosa di più grande. Che si trattasse di guarigione o di un’esperienza
mistica, non è stata la loro personalità a creare l’esperienza. Si sono connesse
con il campo unificato, ed è stata la loro connessione con quest’intelligenza a
dirigerle in un certo senso. Quest’intelligenza vive anche dentro di te.

Universo, riesci a sentirmi?


Stacy lavorava da anni nel settore sanitario come infermiera e agopuntrice
quando all’improvviso iniziò a soffrire di forti mal di testa. Aveva sempre
mantenuto uno stile di vita sano e raramente assumeva farmaci, perciò
l’improvvisa comparsa di quel dolore lancinante la mise in allarme. Dopo
aver provato ogni tipo di terapia alternativa, alla fine andò da un medico che
le consigliò di fare una TAC.
La diagnosi fu un meningioma, un tumore cerebrale benigno che origina
dalle meningi. Quello di Stacy si trovava in prossimità dell’ottavo nervo
cranico e stava cominciando a ostruire il nervo acustico, alterando
significativamente le funzioni neurologiche. Il nervo acustico ha due rami,
uno per l’udito e l’altro per l’equilibrio; quindi, oltre al dolore incessante e
alla perdita dell’udito, Stacy soffriva di nausea e vertigini. Crescendo, il
tumore cominciò a premere contro un altro nervo cranico che arriva fino alla
spalla, provocando la cosiddetta “spalla del lanciatore”. Poi il dolore si estese
anche agli occhi.
Secondo il medico l’unica soluzione era una craniotomia, ossia una
perforazione della scatola cranica per rimuovere il tumore. Stacy rifiutò e
continuò a esplorare altre modalità di cura. Quando partecipò al suo primo
seminario a Seattle, aveva già perso il 70 per cento dell’udito nell’orecchio
sinistro. Nella primavera successiva partecipò al seminario avanzato a
Cancun. Infine ne frequentò un altro a Tampa.
Il giovedì prima dell’inizio del seminario, Stacy ebbe una crisi e provò un
dolore molto intenso all’orecchio. Aveva la sensazione che l’orecchio si
stesse chiudendo, ma alla fine del primo giorno di corso, dopo la
“Benedizione dei centri energetici”, il mal d’orecchio stranamente sparì. Poi,
la domenica mattina, durante la meditazione della ghiandola pineale, Stacy
perse la cognizione del tempo e dello spazio.
“Mi sembrava quasi di stare per cadere dalla sedia” afferma. “In quel
momento, un lampo di luce consumò il lato sinistro della mia testa. Immagina
di mettere insieme un migliaio di diamanti e illuminarli: quella luce era molto
più intensa di così.” Poi il suo corpo si alzò di colpo e una luce bianca-
bluastra, che non aveva mai visto prima, entrò nell’orecchio.
“Fu la sensazione più divina e amorevole che abbia mai provato” racconta.
“Mi sembrava che la mano di Dio mi stesse accarezzando. Fu così forte e
straordinario che faccio fatica a esprimerlo a parole, ma ogni volta che ci
penso mi viene da piangere.”
Uno dopo l’altro, i suoi problemi di salute svanirono. Poi, per la prima
volta in tre anni, riuscì a sentire con l’orecchio sinistro.
“Ero stupefatta, ridevo e piangevo e le lacrime mi rigavano il viso”
ricorda. “C’era della musica e riuscivo a sentirla nitidamente. Mi sembrava di
ascoltare il canto degli angeli. L’energia continuava a muoversi nel lato
sinistro della testa, che per anni era stata come cemento.”
Quando chiesi a tutti di sdraiarsi e rilassarsi, l’energia continuò a muoversi
attraverso il corpo di Stacy, raggiungendo le braccia e le mani. Lei cominciò
a tremare in maniera incontrollabile.
“Era come se riuscissi a sentire ogni sinapsi e ogni muscolo del mio corpo
attivarsi, nelle dita dei piedi, nelle gambe, nella testa, nel collo e nel petto. Il
mio cuore era spalancato. Ricordo di aver pensato che, di qualunque cosa si
trattasse, ero disposta ad accettarla.” Si abbandonò completamente all’ignoto
e, ancora una volta, perse la cognizione del tempo e dello spazio.
Quando quella parte della meditazione terminò, si ritrovò seduta sulla
sedia, mentre l’energia diminuiva. Il suo cervello pensante cominciò a
prendere il controllo. Anche se riusciva a sentire, iniziò a dubitare di ciò che
era appena accaduto: forse l’orecchio non era completamente guarito, forse il
tumore c’era ancora o forse lei non meritava di stare meglio. Non appena
ebbe quel pensiero, l’energia e la luce apparvero di fronte a lei. Ma questa
energia era diversa.
“Era rossa come il cuore e blu come l’energia, ed era tridimensionale”
racconta. “Era a circa mezzo metro davanti a me e strisciava come un
serpente. In quel momento i miei occhi erano chiusi. Era multidimensionale,
bellissima, incredibile, meravigliosa, frattale, e si è avvicinata al mio viso.
Era come se l’energia volesse dirmi: ‘Hai dei dubbi? Ti faccio vedere io!’.
Poi mi è entrata nel cuore, il petto si è aperto, e mi sono riseduta sulla sedia
con le braccia spalancate. Sapevo che era l’energia di ogni cosa: l’energia del
chi, dello Spirito, del divino, dell’universo.
Adesso la mia vita è cambiata. Per dirne una, ci sento benissimo. Ma è
molto più di questo. È difficile spiegarlo a parole, ma so che, in ogni caso,
andrà tutto bene. La mia vita non sarà mai più la stessa.”

Janet sente “Tu sei mia”


Janet ogni tanto meditava, e un giorno ebbe un’esperienza spontanea. Con
gli occhi chiusi, si ritrovò improvvisamente alla presenza di una luce
incredibilmente brillante, ma che non le dava fastidio agli occhi. La descrive
come l’amore più puro, intenso e perfetto che abbia mai provato. Negli anni
successivi pregò, meditò e fece tutto il possibile per ricreare quell’esperienza
trascendentale senza riuscirci.
Poi Janet partecipò a un seminario avanzato a Carefree, in Arizona. Era in
uno stato di profonda depressione ed esaurimento, incapace di vedere una
soluzione ai problemi della sua vita, ciononostante era determinata a guarire o
ad arrivare a una svolta. Soprattutto, era entusiasta di stare con più di
cinquecento persone unite dalla convinzione di essere qualcosa in più dei loro
corpi fisici.
Per l’intera durata del seminario, Janet cercò un’esperienza mistica con un
livello d’intensità superiore alla sua depressione. Durante la meditazione
della ghiandola pineale, era seduta nella posizione del loto e concentrata sullo
spazio occupato dalla ghiandola pineale. All’improvviso la ghiandola si
attivò e una brillante luce bianca proveniente dalla sua testa la illuminò. Era
la stessa luce che aveva percepito anni prima.
“La luce è arrivata nello spazio della mia ghiandola pineale e ha illuminato
tutti i suoi cristalli” raccontò più tardi. “La luce continuava a illuminare tutto
il mio essere fino al livello cellulare. Ho lasciato che accadesse. Ero in estasi
e provavo amore e gratitudine.”
Poi un triangolo di luce capovolto entrò in lei dalla sommità della testa. Il
triangolo rappresentava la presenza di un’intelligenza amorevole. La punta
del triangolo capovolto si unì alla cima della ghiandola pineale. L’intensa
frequenza di luce coerente trasportava un messaggio per Janet. La luce
continuava a ripetere a Janet: “Sei mia, sei mia.” Lei lo interpretò come: “Ti
amo più di qualsiasi altra cosa al mondo.”
“Ti prego di entrare e di prendere in mano la mia vita” rispose Janet, e
cominciò a ricevere informazioni attraverso la sommità del capo sotto forma
di luce brillante. La luce si muoveva lentamente e discese attraverso tutto il
suo corpo. Quest’energia era il risultato di un campo toroidale inverso (il
campo che si muove nella direzione opposta al campo toroidale creato
durante la respirazione) e proveniva dal campo unificato, da oltre lo spettro
visibile e i sensi. Quell’esperienza interiore fu così reale da riprogrammare il
suo cervello e inviare un nuovo segnale energetico emotivo al corpo; in un
istante il passato fu spazzato via. Il corpo si era potenziato a livello biologico.
Quando Janet lasciò il seminario, la depressione e l’esaurimento erano
completamente spariti. “Quest’esperienza estatica” ribadì, “ha cambiato la
mia vita per sempre.”

Connesse dall’amore oltre il tempo e lo spazio


Durante la trasmissione di una meditazione del Progetto Coerenza dal lago
di Garda, persone di tutto il mondo si sono unite a noi nella convinzione che
siamo qualcosa in più di materia, corpi e particelle e che la coscienza
influenzi la materia e il mondo. Durante la meditazione, Sasha era in New
Jersey a visualizzare di portare la Terra nel suo cuore.
“Ho sentito germogli e foglie che crescevano dal cuore e in tutto il corpo”
raccontò. “C’erano rami, foglie e boccioli che mi uscivano dalle braccia, dalle
dita e dalle orecchie, e fiori bianchi su tutto il mio viso. Ero letteralmente
diventata la superficie del giardino della Terra.”
Non appena la meditazione terminò, Sasha controllò il cellulare e vide che
la sua migliore amica Heather le aveva mandato una foto dall’Irlanda. Mentre
noi stavamo eseguendo la meditazione, Heather stava camminando in un
giardino. Per caso, aveva notato che il muschio cresciuto sopra una roccia
aveva la forma di un cuore, scattò una foto e la inviò a Sasha con un
messaggio che diceva: “L’ho visto e ho sentito la tua presenza. Ti voglio
bene.”

Donna aiuta le anime a trapassare


Quando Donna partecipò al suo primo seminario a Long Beach, in
California, non si sarebbe mai definita una meditatrice; infatti, aveva
meditato solo un paio di volte prima d’allora. Scriveva testi scientifici e
aveva una mente molto analitica. Ma è questo il bello del nostro lavoro:
quando non hai aspettative, ti apri a qualunque cosa accada. Così, fu
totalmente colta di sorpresa quando a un certo punto, durante una delle
meditazioni, uscì fuori dalla sua coscienza e si ritrovò circondata da centinaia
di esseri interdimensionali.
“Non erano arrabbiati o malevoli” racconta, “ma era evidente che
volevano qualcosa da me. Alcuni erano piuttosto giovani, intorno ai dodici o
tredici anni. Capii immediatamente che erano le persone uccise dal mio
fidanzato.”
Donna era fidanzata con un ex ranger dell’esercito degli Stati Uniti che,
durante il suo servizio in Iraq, era stato un cecchino. Quando Donna ritornò a
casa dopo il seminario e raccontò la sua esperienza al fidanzato, lui confermò
che alcune delle persone che aveva ucciso per proteggere i propri compagni
erano molto giovani.
Anche se trovava la connessione curiosa e affascinante, Donna non sapeva
cosa fare con quell’informazione, ma nella sua mente era certa che
l’esperienza fosse reale perché non avrebbe mai potuto inventarsi nulla del
genere.
Due anni dopo, Donna partecipò a un seminario avanzato a Carefree, in
California. Dopo aver completato la prima meditazione, si rivolse a un’amica
seduta vicino a lei e, senza neanche rendersi conto delle parole che stava
pronunciando, le disse: “Ci sono degli esseri in questa stanza, e sono qui per
aiutarci.”
La domenica mattina, per la meditazione della ghiandola pineale, Donna
era stata scelta per la scansione cerebrale. Ancora una volta, a un certo punto
nel corso della meditazione, Donna si ritrovò improvvisamente in compagnia
degli stessi esseri interdimensionali che l’avevano circondata durante il suo
primo seminario due anni prima. Ma stavolta erano in fila alla sua destra.
“Di nuovo, mi sembrò che volessero qualcosa da me ma non sapevo cosa”
racconta. “Poi, nell’occhio della mente, come se stessi guardando attraverso
un visore per la realtà virtuale, vidi un’altra fila formarsi alla mia sinistra.
C’erano due tipi di esseri in questa fila: alcuni erano simili agli umani ma
molto grandi e splendenti, mentre altri sembravano avere un colorito blu.”
Sapeva che, se avesse preso le persone uccise in guerra dal suo fidanzato,
che erano in fila a destra, e le avesse affidate agli esseri alla sua sinistra, gli
esseri alla sua destra sarebbero stati aiutati a trovare la strada verso la luce e a
uscire da quello stato di blocco. Donna era il ponte per compiere il passaggio
finale.
“Dire che li consegnai agli altri esseri non è proprio esatto” spiega, “ma
sicuramente li ho aiutati ad andare nell’aldilà. È difficile spiegarlo a parole,
ma era come se passassero attraverso gli altri esseri. E poi li vidi attraversare
un campo di nebbia rossa che arrivava all’altezza della vita. Potevo sentire
tutta la libertà, la gioia e la felicità che provavano mentre correvano per il
campo.”
Di nuovo, come guardando attraverso un visore per la realtà virtuale,
Donna si girò a destra nell’occhio della mente e vide una strada sterrata piena
di persone fino all’infinito. Percepì che venivano dalla Bosnia e dalla Serbia,
ma non capiva cosa c’entrassero con lei.
“Era come se la notizia si fosse sparsa. Non avevo l’impressione che non
sapessero di essere morti. Era più come se fossero bloccati in un limbo; non
sapevano come arrivare dall’altra parte.” Fu la meditazione più lunga del
seminario, forse dalle due alle tre ore, ma a Donna sembrarono dieci minuti.
Successivamente Donna partecipò a un altro seminario avanzato a Cancun.
Stavolta, quando chiesi ai partecipanti di abbandonare la propria coscienza
per fondersi con la coscienza del campo unificato, Donna ebbe l’esperienza di
diventare l’universo. Passò dalla coscienza di qualcuno, un corpo, qualcosa,
in un luogo e nel tempo, alla coscienza di nessuno, nessun corpo, nessuna
cosa, in nessun luogo e in nessun tempo, alla coscienza di ognuno, ogni
corpo, ogni cosa, in ogni luogo e in ogni tempo. Nell’istante in cui la sua
coscienza entrò in connessione con il campo unificato (il campo di
informazioni che governa le leggi e le forze dell’universo), diventò
l’universo. Era in estasi.
“Da quell’esperienza, la mia vita è diventata magica e ho una nuova
energia e vitalità come mai prima d’ora” riferisce. “Continuo a vivere
esperienze meravigliose, una dopo l’altra, e non tornerò mai più alla vita che
avevo prima d’iniziare a meditare.”

Jerry torna a vivere


Un giorno, mentre si trovava nel portico di casa, Jerry sentì un forte dolore
sotto lo sterno. Credeva che fosse solo cattiva digestione e così prese un
farmaco, ma non passò. Jerry si sdraiò per riposarsi, ma il dolore peggiorò.
Quando cercò di rialzarsi, non riusciva a stare in piedi e pensò di essere
sul punto di svenire. Chiamò un’ambulanza e con le forze che gli rimanevano
si trascinò fuori casa, così i paramedici non avrebbero dovuto sfondare la
porta. In ginocchio sul vialetto, crollò a terra mentre aspettava l’ambulanza.
Quando l’ambulanza arrivò, i soccorritori pensarono che si trattasse di infarto
e cominciarono immediatamente a eseguire la relativa procedura.
“Non capite, non riesco a respirare!” disse loro. “Dobbiamo andare subito
all’ospedale.” Jerry sapeva di cosa stava parlando. Aveva lavorato per
trentaquattro anni nello stesso pronto soccorso in cui stava per essere portato.
Non appena arrivò, tutti dai medici, alle infermiere, ai tecnici e agli
specialisti, si apprestarono freneticamente a sottoporlo agli esami necessari.
Quando un medico, che era anche un suo amico, gli disse che i valori dei suoi
esami erano tutti sballati, Jerry capì che le cose non si mettevano bene. Un
esame soprattutto era particolarmente allarmante: i suoi livelli di proteasi,
amilasi e lipasi (enzimi prodotti dal pancreas) andavano da 4.000 a 5.000
unità per litro, ben al di sopra dei valori normali che vanno da 100 a 200.
Jerry fu ricoverato in terapia intensiva.
“Il dolore peggiorò e nessuno dei farmaci che mi diedero fece effetto”
racconta Jerry. “Mi dissero che un dotto della cistifellea era ostruito e stava
causando problemi al pancreas. Peggio ancora, cominciava a svilupparsi del
liquido nei polmoni e la mia capacità respiratoria era diminuita dell’80 per
cento. Fu allora che i medici mi collegarono a un respiratore, e capii di essere
messo proprio male.” Il medico in seguito chiese al suo team di “accendere la
Tv su Boston” per una teleconferenza con altri medici di un grande ospedale
della vicina città.
“Per tutto il tempo in cui avevo lavorato all’ospedale, la teleconferenza
con Boston era stata utilizzata poche volte per i traumi gravi o per i pazienti
in punto di morte” riferisce. “Significa che non hanno idea di ciò che sta
succedendo. Quando un medico di cui ti sei fidato per anni ti dice che non sa
cosa fare… be’, fu allora che i miei ormoni dello stress partirono in quarta.”
Nel frattempo, il personale medico disse a sua moglie di prepararsi al peggio.
Jerry si rese conto che doveva cavarsela da solo. Sapeva che, se avesse
permesso agli ormoni dello stress di prendere il sopravvento, non ce
l’avrebbe fatta.
“Non mi ammalavo da anni, praticavo yoga e mangiavo sano, e
all’improvviso mi sono ritrovato in terapia intensiva. Continuavo a ripetermi
che non potevo cedere alla paura, e non lo feci.” Avendo letto di recente il
mio libro Placebo Effect, cominciò a pensare: “Devo cambiare modo di
pensare e impedire l’aumento del cortisolo, altrimenti distruggerà ciò che
resta di me.”
Alla fine i dottori scoprirono che Jerry aveva una grande massa che
ostruiva un condotto del pancreas impendendo lo scarico del muco, che finiva
nel sangue.
“I medici rimasero con me per tre giorni di fila” racconta. “Mi misero una
maschera d’ossigeno perché non riuscivo a respirare. Avevo flebo su
entrambe le braccia e intanto continuavo a pensare: ‘Stai attento ai tuoi
pensieri, rilassati, metti qualcosa nel campo quantico che ti aiuti e non ti
faccia del male. Andrà tutto bene. Anche questa passerà. Te la caverai’.”
Quando era cosciente, Jerry investiva l’energia nel superare se stesso,
cambiare stato d’essere e creare un esito differente, sintonizzandosi
costantemente su un diverso potenziale nel campo unificato. Per fortuna era
in camera da solo, così aveva la possibilità di praticare le sue meditazioni
ogni volta che voleva.
Jerry passò una settimana nel reparto di terapia intensiva, e quando ne uscì
non aveva più la maschera d’ossigeno e riusciva a camminare.
Ciononostante, non poté mangiare né bere per nove settimane. Se avesse
mangiato o bevuto qualcosa, anche solo acqua, il pancreas avrebbe rilasciato
acido nell’organismo, uccidendolo. Poteva nutrirsi solo per fleboclisi.
Quando Jerry fu ricoverato in ospedale, pesava 66 chili. Quando fu
dimesso, ne pesava 54. Una volta tornato a casa (sempre con la flebo),
continuò con le meditazioni. Alle fine di settembre, la massa era ancora
presente. I medici gli consigliarono di andare da uno specialista a Boston per
sottoporsi a un intervento chirurgico. Essendo un operatore sanitario, due
giorni prima dell’operazione Jerry chiese al suo team medico di effettuare
altri esami, in modo da avere dati più aggiornati.
“Conoscevo tutti i tecnici di radiologia, eppure quando mi dissero che la
massa era sparita, non riuscivo a crederci. L’operazione a Boston non serviva
più.”
In seguito Jerry cominciò a pensare che, aumentando costantemente
l’energia, sentendosi sano e passando dall’idea di essere malato al pensiero
che sarebbe andato tutto bene, la frequenza superiore l’avesse fatto guarire.
“Non permettevo a me stesso di pensare in modo negativo. Ci lavoravo
ogni giorno, per quanto tempo potevo. Ho inviato il giusto messaggio,
l’intenzione e l’energia nel campo quantico per guarire, e alla fine ce l’ho
fatta.”
CONCLUSIONE
Essere pace

Dopo aver letto il libro, spero che tu abbia imparato che non basta
cambiare modo d’essere solo quando mediti. Non è sufficiente pensare e
provare pace con gli occhi chiusi, e poi riaprirli e continuare a vivere come
prima. In molti degli studi e dei progetti d’incontro per la pace menzionati nel
Capitolo 13, quando gli esperimenti si conclusero, molto spesso la violenza e
i crimini ritornarono ai livelli precedenti. Ciò significa che dobbiamo
dimostrare pace e per far questo abbiamo bisogno del nostro corpo, dobbiamo
passare dal pensiero all’azione.
Ogni volta che cambiamo modo d’essere e cominciamo la giornata
aprendo il cuore agli stati elevati che ci connettono all’amore per la vita, alla
gratitudine per il nostro futuro e alla gentilezza verso gli altri, dobbiamo
mantenere quell’energia e quello stato d’essere per tutto il giorno, sia che
stiamo seduti, in piedi, camminiamo o ci sdraiamo. Poi, quando capitano
eventi sconvolgenti nella nostra vita o nel mondo, se dimostriamo pace
invece di reagire in maniera prevedibile (esprimendo rabbia, frustrazione,
violenza, paura, sofferenza o aggressività), smettiamo di contribuire alla
vecchia coscienza del mondo. Interrompendo quel circolo vizioso e
dimostrando pace con l’esempio, diamo agli altri il permesso di fare lo stesso.
Quando passiamo dal pensiero all’azione (e proviamo le corrispondenti
emozioni di pace ed equilibrio interiore), il momento in cui iniziamo a
incarnare la pace è quello in cui cominciamo veramente a cambiare il
programma e non viviamo più nelle emozioni autolimitanti della mente.
Insegniamo al corpo a capire a livello chimico ciò che la mente ha capito a
livello intellettuale e selezioniamo e istruiamo i geni latenti che ci portano a
prosperare, non solo a sopravvivere. Adesso la pace è dentro di noi e
bussiamo alla porta genetica per diventare pace anche a livello biologico.
Ovviamente, all’inizio ti sembrerà innaturale andare contro anni di
condizionamento automatico, abitudini inconsce, riflessi emotivi,
atteggiamenti programmati e generazioni di programmazione genetica, ma è
esattamente così che diventiamo soprannaturali. Fare ciò che non sembra
naturale significa andare contro il modo in cui siamo stati programmati
geneticamente o condizionati socialmente a vivere in caso di minaccia. Sono
sicuro che ogni creatura che si è affrancata dalla coscienza della tribù, del
branco, del gruppo o della massa per adattarsi a un ambiente in evoluzione
deve aver sentito il disagio e l’incertezza dell’ignoto. Ma non dimentichiamo
che vivere nell’ignoto significa essere nel regno della possibilità.
La vera sfida è non ritornare al livello di mediocrità accettato dalla
coscienza sociale dominante solo perché nessuno fa come noi. Non abbiamo
bisogno di conferme dagli altri, ma di una visione chiara e di un
cambiamento nell’energia (ossia di un nuovo modo d’essere) che sia
mantenuto per un periodo abbastanza lungo e compiuto con sufficiente
determinazione da indurre gli altri ad aumentare la propria energia e a essere
ispirati a fare lo stesso.
Dopo anni passati a predicare la trasformazione personale, so che nessuno
cambia finché non ha cambiato la propria energia. Infatti, quando si è
davvero impegnati a cambiare, si è anche meno inclini a parlarne e più a fare
sul serio. Questo richiede consapevolezza, intenzione, concentrazione sul
presente e una costante attenzione ai propri stati interiori. Forse il più grande
ostacolo non è solo la sensazione di disagio, ma l’accettazione del disagio.
Dopotutto, se lo stress e la modalità di sopravvivenza derivano dal non
essere in grado di prevedere il futuro (pensando di non poterlo controllare o
credendo che le cose peggioreranno), aprire la mente e il cuore per credere
nella possibilità richiede di andare contro migliaia di anni di programmazione
genetica. Dobbiamo rinunciare a ciò che abbiamo sempre utilizzato per
ottenere quello che vogliamo in cambio di qualcosa di meglio.
Se possiamo disattivare una volta le reti neurali che corrispondono a
rabbia, risentimento e vendetta e attivare le reti neurali relative a esperienze
di amore e generosità (e quindi creare le emozioni corrispondenti),
dovremmo essere in grado di ripeterlo, e la ripetizione di queste scelte
programma a livello neurochimico il corpo e la mente a diventare una cosa
sola. Quando il corpo e la mente sanno come farlo, diventa facile. Quindi,
dimostrare pace, che prima richiedeva consapevolezza e concentrazione,
diventa un programma subconscio. Hai creato un nuovo stato d’essere
pacifico automatico, e ciò significa che adesso la pace è dentro di te.
È così che memorizziamo un nuovo ordine neurochimico interno più forte
di qualsiasi condizione dell’ambiente esterno. Ora non sei solo pace ma la
padroneggi, così come padroneggi te stesso e il tuo ambiente. Quando un
numero sufficiente di noi raggiungerà questo stato d’essere, come banchi di
pesci o stormi di uccelli che si muovono all’unisono, cominceremo ad agire
come una sola mente e a emergere come una nuova specie. Ma se
continuiamo a comportarci come un organismo canceroso in guerra contro se
stesso, la nostra specie non sopravvivrà, e l’evoluzione continuerà il suo
grande esperimento.
Trova il tempo per investire in te stesso, perché così facendo investirai nel
tuo futuro. Se il tuo ambiente familiare controlla cosa devi pensare e sentire,
è il momento di allontanarti dalla tua vita e di guardarti dentro, per non essere
più una vittima e diventare creatore. Dopo aver letto questo libro, ormai sai
che è possibile cambiare te stesso dall’interno e che il cambiamento interiore
si rifletterà sul tuo mondo esterno.
Siamo in un momento storico in cui non basta solo “sapere” ma bisogna
anche “sapere come fare”. In base alle idee e ai principi scientifici della fisica
quantistica, della neuroscienza e dell’epigenetica, oggi pensiamo che la
mente soggettiva influenzi la realtà oggettiva, perciò siamo obbligati a
studiare la natura della mente, in modo da poter dare significato a ciò che
facciamo. Se il sapere è il precursore dell’esperienza, allora quanto più
conosciamo il nostro potere, tanto più possiamo capire quanto sia illimitato il
nostro potenziale, sia come individui sia come collettività.
Dato che stiamo continuamente approfondendo e ampliando la nostra
conoscenza dell’interconnessione di tutti i sistemi viventi, e dato che ognuno
di noi contribuisce al campo della Terra, credo che possiamo collettivamente
creare e guidare un nuovo futuro prospero e pacifico sul Pianeta. Tutto ha
inizio con l’abituarci a seguire il cuore, aumentare la nostra energia e
sintonizzarci su informazioni e frequenze di amore e unità. Con impegno e
intenzione, dovremmo iniziare a produrre una firma elettromagnetica
coerente. Come quando lanciamo sassi in un lago, continuando ad aumentare
la nostra energia e ad aprire il cuore, produciamo campi elettromagnetici
sempre più grandi. Quest’energia è informazione, e ognuno di noi ha il potere
di dirigerla con intenzione per produrre effetti non locali sulla natura della
realtà.
Quando dirigiamo la nostra energia come un osservatore, una coscienza o
un pensiero, possiamo letteralmente rendere la nostra mente materia. Se
mettiamo in pratica questi concetti in modo costante (modificando i livelli di
energia dallo stato di sopravvivenza a maggiori livelli di consapevolezza,
compassione, amore, gratitudine e altre emozioni elevate), queste firme
elettromagnetiche coerenti si sintonizzano l’una sull’altra, e così possiamo
unire comunità che un tempo erano separate dalla convinzione di essere solo
materia. Una volta che passiamo dalla modalità di sopravvivenza a uno stato
di amore, gratitudine e creazione, invece di reagire alla violenza, al
terrorismo, alla paura, al pregiudizio, alla competizione, all’egoismo e alla
separazione (in cui i media, la pubblicità, i videogiochi e simili ci
programmano a vivere), possiamo unirci nei momenti di crisi. Non avremo
più bisogno di separarci, attribuire colpe o cercare vendetta.
Ogni volta che meditiamo come una comunità globale, trasmettiamo una
più forte e coerente onda d’amore e d’altruismo in tutto il mondo. Se lo
facciamo un numero sufficiente di volte, possiamo misurarne l’impatto non
solo nei cambiamenti della frequenza e dell’energia in tutto il mondo, ma
anche nei cambiamenti positivi che si verificano nel nostro futuro.
Per sostenere la giustizia e la pace, devi prima trovare la pace dentro di te.
Devi mostrare la pace agli altri, il che significa che non puoi prendere
posizione per la pace o essere pace se litighi con i vicini, odi i colleghi o
giudichi il tuo datore di lavoro.
Se tutti scegliessimo la pace e ci riunissimo nello stesso momento,
immagina il genere di cambiamento positivo che potremmo creare nel nostro
futuro collettivo. Non ci sarebbe nessun conflitto. Quando siamo
l’incarnazione vivente della pace, ci mostriamo imprevedibili e così gli altri
ci prestano attenzione. Grazie ai neuroni specchio (una particolare classe di
cellule cerebrali che si attiva quando vediamo qualcuno compiere un’azione),
siamo biologicamente programmati a imitare i comportamenti degli altri.
Essere un modello di pace, giustizia, amore, gentilezza, affetto, comprensione
e compassione consente agli altri di aprire il proprio cuore e di passare dalla
paura e dall’aggressività dello stato di sopravvivenza a una sensazione di
unità e connessione. Pensa a cosa accadrebbe se tutti comprendessimo quanto
siamo interconnessi gli uni agli altri e al campo unificato, invece di sentirci
separati e isolati: potremmo davvero cominciare ad assumerci la
responsabilità dei nostri pensieri e delle nostre emozioni perché finalmente
capiremmo che il nostro modo d’essere influenza ogni forma di vita. È così
che cominciamo a cambiare il mondo: cambiando prima noi stessi.
Il futuro dell’umanità non dipende da una sola persona, da un leader o da
un messia che ci mostri la via. Richiede invece lo sviluppo di una nuova
coscienza collettiva, perché è attraverso il riconoscimento e l’applicazione
dell’interconnessione della coscienza umana che possiamo cambiare il corso
della storia.
Anche se sembra che le vecchie strutture e i vecchi paradigmi stiano
crollando, non dobbiamo reagire con paura, rabbia o tristezza, perché questo
è il prezzo da pagare per l’evoluzione. Perciò dovremmo affrontare il futuro
con nuova luce, energia e coscienza. In questo processo è fondamentale non
sprecare l’energia reagendo emotivamente verso i leader o le persone che
detengono il potere. Se catturano le nostre emozioni, catturano anche la
nostra attenzione ed energia. È così che acquisiscono potere su di noi. Invece
dobbiamo sostenere principi, valori e imperativi morali come libertà,
giustizia, verità e uguaglianza. Quando ci riusciremo attraverso la forza della
collettività, ci uniremo sotto l’energia dell’unità, invece di essere controllati
dall’idea della separazione. Allora la difesa della verità non sarà più
personale, ma universale.
Credo che siamo alla vigilia di un grande salto evolutivo. Potremmo anche
dire che stiamo affrontando un’iniziazione. Dopotutto, un’iniziazione non è
un rito di passaggio da un livello di coscienza a un altro? Forse, quando
capiremo chi siamo veramente, potremo passare come coscienza collettiva da
uno stato di sopravvivenza a uno di prosperità e avere accesso alla nostra vera
natura di esseri umani, che ci porta ad amare, ad aiutare, a prenderci cura gli
uni degli altri e della Terra.
Perciò, prova a domandarti ogni giorno: “Che cosa potrebbe fare
l’amore?”.
È questo che siamo veramente, ed è questo il futuro che voglio creare, un
futuro in cui ognuno di noi diventa soprannaturale.
RINGRAZIAMENTI

L’idea di questo libro è nata qualche anno fa da una conversazione casuale


con i dirigenti della casa editrice Hay House. Mentre ero a pranzo con
l’amministratore delegato Reid Tracy, la direttrice finanziaria Margarete
Nielsen e la vicepresidente Patty Gift, non sapevo che avrei parlato di alcune
idee che avevo preso in considerazione per un nuovo libro.
A pensarci bene, forse mi hanno incastrato. Con il senno di poi…
Qualcosa che dissi deve averli colpiti, perché una settimana dopo accettai
di scrivere un libro basato su nuovi paradigmi che, a mio parere, avrei avuto
difficoltà a spiegare in maniera semplice e coerente. L’accumulo delle
ricerche, la continua raccolta dei dati, le rigorose misurazioni e analisi,
l’organizzazione degli eventi, la programmazione di migliaia di esami
scientifici e le lunghe ore di dialogo con gli scienziati e il mio team non sono
per i deboli di cuore. Ci vogliono grandi persone per credere in una visione
che esiste nella mente di qualcun altro, soprattutto quando quei concetti
potrebbero non essere chiari nemmeno a quella persona. Ho avuto il
privilegio di lavorare con collaboratori straordinari.
Vorrei esprimere ancora i miei più sinceri ringraziamenti alla famiglia di
Hay House per la fiducia. È un piacere far parte di questa community di
spiriti affini che dimostra tanta gentilezza, sostegno e competenza. Grazie a
Reid Tracy, Patty Gift, Margarete Nielsen, Stacey Smith, Richelle Fredson,
Lindsay McGinty, Blaine Todfield, Perry Crowe, Celeste Phillips, Tricia
Breidenthal, Diane Thomas, Sheridan McCarthy, Caroline DiNofia, Karim
Garcia, Marlene Robinson, Lisa Bernier, Michael Goldstein, Joan D. Shapiro
e al resto della famiglia.
Un ringraziamento speciale alla mia editor di Hay House, Anne Barthel.
Grazie per l’assistenza, la competenza, la pazienza che hai avuto con me e
per la tua umiltà.
Vorrei ringraziare i miei editor personali Katy Koontz e Tim Shields. Il
vostro contributo al mio lavoro è stato eccezionale.
Vorrei anche dire grazie a tutte le persone che fanno parte del mio team
Encephalon per il loro sostegno continuo. Grazie a Paula Meyer, Katina
Dispenza, Rhadell Hovda, Adam Boyce, Kristen Michaelis, Belinda Dawson,
Donna Flanagan, Reilly Hovda, Janet Therese, Shashanin Quackenbush,
Amber Lordier, Andrew Wright, Lisa Fitkin, Aaron Brown, Vicki Higgins,
Justin Kerrihard, Johan Pool e Ariel Maguire. Un grazie anche ai partner dei
componenti del mio staff per essere stati tanto comprensivi e aver permesso
loro di dedicare tempo ed energie al lavoro con me.
Un grazie particolare a Barry Goldstein, meraviglioso compositore di gran
parte della nostra musica per la meditazione. Grazie per avermi fatto di nuovo
innamorare della musica.
Natalie Ledwell di Mind Movies ha dato così tanto alla nostra causa. Ti
sono grato per la tua passione per la trasformazione e per la nostra amicizia.
Mi hai aiutato a cambiare molte vite.
Vorrei ringraziare il mio migliore amico, John Dispenza. Ti sono grato per
la tua pazienza e il tuo entusiasmo. Adoro la grafica del libro, le illustrazioni
e la favolosa copertina. Il tuo talento è davvero straordinario.
Grazie al nostro brillante team di neuroscienziati: la dottoressa Danijela
Debelic, Thomas Feiner, direttore dell’Institute for EEG-Neurofeedback,
Normen Schack e Frank Hegger, terapisti occupazionali, Claudia Ruiz e Judi
Stivers. Vorrei ringraziarvi per il vostro ottimo lavoro, la vostra capacità di
dare e aiutare con tanta energia e per il vostro desiderio di fare la differenza
nel mondo. Sono grato di avervi conosciuto. Vorrei anche ringraziarvi per il
vostro contributo nel fornire le scansioni cerebrali e le attrezzature più
all’avanguardia, per la vostra ottima analisi, per la raccolta dei dati e per aver
trovato il tempo di fare lunghe conversazioni con me su ciò che è naturale e
ciò che è soprannaturale. Grazie soprattutto per ciò che mi avete insegnato e
per aver creduto in me. Siete tutti una ventata di aria fresca.
Voglio anche ringraziare Melissa Waterman per la grande competenza
nelle misurazioni con la GDV e lo Sputnik. Grazie per esserci sempre.
Mille grazie a Dawson Church, per il tuo genio e la tua amicizia. Hai
creduto come me che potevamo modificare l’espressione genica dei
partecipanti in pochi giorni durante i seminari. Sono grato che tu sia nel
nostro team. Sono felice di conoscerti.
Un grazie davvero speciale a Rollin McCraty, Jackie Waterman, Howard
Martin, e a tutto il team dell’Istituto HeartMath. Siete stati molto generosi e
fondamentali per le nostre ricerche.
Vorrei esprimere la mia gratitudine alla squadra che gestisce la mia società
di formazione aziendale: Suzanne Qualia, Beth Wolfson e Florence Yaeger.
Inoltre, uno speciale ringraziamento va al resto dei miei formatori in tutto il
mondo, che lavorano con tanta diligenza per diventare l’esempio vivente del
cambiamento per molte altre persone.
Grazie a Justine Ruszczyk per il suo aiuto. Non vedo l’ora d’incontrarti di
nuovo.
Grazie a Gregg Braden per aver scritto la prefazione. Sei un esempio e la
nostra amicizia è molto importante per me.
Non potrò mai ringraziare abbastanza Roberta Brittingham. Sei sempre la
persona più meravigliosa e misteriosa che abbia mai conosciuto. Grazie per il
tuo amore e il tuo sostegno. Vorrei anche esprimerti la mia riconoscenza per
il tuo lavoro nella creazione del caleidoscopio. Solo tu potevi renderlo
un’opera d’arte.
Ai miei figli Jace, Gianna e Shen, grazie per essere così generosi nel darmi
il tempo di seguire la mia passione.
Infine, vorrei ringraziare la nostra community di allievi. Sono ispirato da
molti di voi. State diventando soprannaturali.
NOTE

Introduzione
1. Global Union of Scientists for Peace, Defusing World Crises: A
Scientific Approach, https://www.gusp.org/defusing-world-
crises/scientific-research/
2. F. A. Popp, W. Nagl, K. H. Li, et al., Biophoton Emission: New
Evidence for Coherence and DNA as Source, “Cell Biophysics”, 1984,
vol. 6, no. 1, pp. 33–52.

Capitolo 1
1. R. M. Sapolsky, Perché alle zebre non viene l’ulcera?, Castelvecchi,
2014.

Capitolo 2
1. Detta anche legge o regola di Hebb; vedi D. O. Hebb,
L’organizzazione del comportamento, Franco Angeli, 1975.
2. L. Song, G. Schwartz e L. Russek, Heart-Focused Attention and
Heart-Brain Synchronization: Energetic and Physiological
Mechanisms, “Alternative Therapies in Health and Medicine”, 1998,
vol. 4, no. 5, pp. 44–52, 54–60, 62; D. L. Childre, H. Martin e D.
Beech, The HeartMath Solution: The Institute of HeartMath’s
Revolutionary Program for Engaging the Power of the Heart’s
Intelligence, HarperSanFrancisco, 1999, p. 33.
3. A. Pascual-Leone, D. Nguyet, L. G. Cohen, et al., Modulation of
Muscle Responses Evoked by Transcranial Magnetic Stimulation
During the Acquisition of New Fine Motor Skills, “Journal of
Neurophysiology”, 1995, vol. 74, no. 3, pp. 1037–1045.
4. P. Cohen, Mental Gymnastics Increase Bicep Strength, “New
Scientist”, 2001, vol. 172, no. 2318, p. 17,
http://www.newscientist.com/article/dn1591-mental-gymnastics-
increase-bicep-strength.html#.Ui03PLzk_Vk
5. W. X. Yao, V. K. Ranganathan, D. Allexandre, et al., Kinesthetic
Imagery Training of Forceful Muscle Contractions Increases Brain
Signal and Muscle Strength, “Frontiers in Human Neuroscience”,
2013, vol. 7, p. 561.
6. B. C. Clark, N. Mahato, M. Nakazawa, et al., The Power of the Mind:
The Cortex as a Critical Determinant of Muscle Strength/Weakness,
“Journal of Neurophysiology”, 2014, vol. 112, no. 12, pp. 3219–3226.
7. D. Church, A. Yang, J. Fannin, et al., The Biological Dimensions of
Transcendent States: A Randomized Controlled Trial, presentato alla
French Energy Psychology Conference, Lione, Francia, 18 marzo
2017.

Capitolo 3
1. N. Bohr, On the Constitution of Atoms and Molecules, “Philosophical
Magazine”, 1913, vol. 26, no. 151, pp. 1–25.
2. Church, Yang, Fannin, et al., The Biological Dimensions of
Transcendent States: A Randomized Controlled Trial.
3. Childre, Martin e Beech, The HeartMath Solution.
4. Mind Over Matter, “Wired”, 1° aprile 1995,
https://www.wired.com/1995/04/pear

Capitolo 4
1. Popp, Nagl, Li, et al., Biophoton Emission: New Evidence for
Coherence and DNA as Source.
L. Fehmi e J. Robbins, The Open-Focus Brain: Harnessing the Power
2.
of Attention to Heal Mind and Body, Trumpeter Books, 2007.
3. A. Hadhazy, Think Twice: How the Gut’s ‘Second Brain’ Influences
Mood and Well-Being, “Scientific American Global RSS”, 12 febbraio
2010, http://www.scientificamerican.com/article/gut-second-brain/
4. C. B. Pert, Molecole di emozioni, TEA, 2016.
5. F. A. Popp, Biophotons and Their Regulatory Role in Cells, “Frontier
Perspectives” (The Center for Frontier Sciences at Temple University,
Philadelphia), 1988, vol. 7, no. 2, pp. 13–22.
6. C. Sylvia e W. Novak, Con il cuore di un altro, Mondadori, 1997.
7. P. Pearsall, Il codice del cuore, Rizzoli, 1998.

Capitolo 5
1. M. Szegedy-Maszak, Mysteries of the Mind: Your Unconscious Is
Making Your Everyday Decisions, “U.S. News & World Report”, 28
febbraio 2005.
2. M. B. DeJarnette, Cornerstone, “The American Chiropractor”,
luglio/agosto 1982, pp. 22, 23, 28, 34.
3. Ibid.

Capitolo 6
1. Electromagnetic Fields and Public Health: Electromagnetic
Sensitivity, conferenza stampa dell’Organizzazione mondiale della
sanità, dicembre 2005, http://www.who.int/peh-
emf/publications/facts/fs296/en/ Seminario dell’OMS
sull’elettrosensibilità, 25–27 ottobre 2004, Praga, Repubblica Ceca,
http://www.who.int/peh-
emf/meetings/hypersensitivity_prague2004/en/

Capitolo 7
1. D. Mozzaffarian, E. Benjamin, A. S. Go, et al. per conto
dell’American Heart Association Statistics Committee e della Stroke
Statistics Subcommittee, Heart Disease and Stroke Statistics—2016
Update: A Report from the American Heart Association, “Circulation”,
2016, 133, e38–e360.
2. Childre, Martin e Beech, The HeartMath Solution.
3. HeartMath Institute, The Heart’s Intuitive Intelligence: A Path to
Personal, Social and Global Coherence, aprile 2002,
https://www.youtube.com/watch?v=QdneZ4fIIHE
4. Church, Yang, Fannin, et al., The Biological Dimensions of
Transcendent States: A Randomized Controlled Trial; Church, Yount,
Marohn, et al., The Epigenetic and Psychological Dimensions of
Meditation.
5. R. McCraty, M. Atkinson, D. Tomasino, et al., The Coherent Heart:
Heart-Brain Interactions, Psychophysiological Coherence, and the
Emergence of System-Wide Order, “Integral Review”, 2009, vol. 5, no.
2, pp.10–115.
6. T. Allison, D. Williams, T. Miller, et al., Medical and Economic Costs
of Psychologic Distress in Patients with Coronary Artery Disease,
“Mayo Clinic Proceedings”, agosto 1995, vol. 70, no. 8, pp. 734–742.
7. R. McCraty e M. Atkinson, Resilience Training Program Reduces
Physiological and Psychological Stress in Police Officers, “Global
Advances in Health and Medicine”, 2012, vol. 1, no. 5, pp. 44–66.
8. M. Gazzaniga, The Ethical Brain, “The New York Times”, 19 giugno
2005, http://www.nytimes.com/2005/06/19/books/chapters/the-ethical-
brain.html
9. R. McCraty, Advanced Workshop with Dr. Joe Dispenza, 23 febbraio
2014, Carefree Resort and Conference Center, Carefree, Arizona.
10. W. Tiller, R. McCraty e M. Atkinson, Cardiac Coherence: A New,
Noninvasive Measure of Autonomic Nervous System Order,
“Alternative Therapies in Health and Medicine”, 1996, vol. 2, no. 1,
pp. 52–65.
11. McCraty, Atkinson, Tomasino, et al., The Coherent Heart: Heart-
Brain Interactions, Psychophysiological Coherence, and the
Emergence of System-Wide Order.
12. R. McCraty e F. Shaffer, Heart Rate Variability: New Perspectives on
Physiological Mechanisms, Assessment of Self-Regulatory Capacity,
and Health Risk, “Global Advances in Health and Medicine”, 2015,
vol. 4, no. 1, pp. 46–61; S. Segerstrom e L. Nes, Heart Rate
Variability Reflects Self-Regulatory Strength, Effort, and Fatigue,
“Psychological Science”, 2007, vol. 18, no. 3, pp. 275–281; R.
McCraty e M. Zayas, Cardiac Coherence, Self-Regulation, Autonomic
Stability, and Psychosocial Well-Being, “Frontiers in Psychology”,
settembre 2014, vol. 5, pp. 1–13.
13. K. Umetani, D. Singer, R. McCraty, et al., Twenty-Four Hour Time
Domain Heart Rate Variability and Heart Rate: Relations to Age and
Gender over Nine Decades, “Journal of the American College of
Cardiology”, 1° marzo 1998, vol. 31, no. 3, pp. 593–601.
14. D. Childre, H. Martin, D. Rozman, e R. McCraty, Heart Intelligence:
Connecting with the Intuitive Guidance of the Heart, Waterfront
Digital Press, 2016, p. 76.
15. R. McCraty, M. Atkinson, W. A. Tiller, et al., The Effects of Emotions
on Short-Term Power Spectrum Analysis of Heart Rate Variability,
“The American Journal of Cardiology”, 1995, vol. 76, no. 14, pp.
1089–1093.
16. Pert, Molecole di emozioni.
17. Ibid.
18. Song, Schwartz e Russek, Heart-Focused Attention and Heart-Brain
Synchronization.
19. Childre, Martin e Beech, The HeartMath Solution, p. 33.
20. Song, Schwartz e Russek, Heart-Focused Attention and Heart-Brain
Synchronization.
21. Childre, Martin e Beech, The HeartMath Solution.
22. J. A. Armour, Anatomy and Function of the Intrathoracic Neurons
Regulating the Mammalian Heart, in I. H. Zucker e J. P. Gilmore, a
cura di, Reflex Control of the Circulation, CRC Press, 1998, pp. 1–37.
23. O. G. Cameron, Visceral Sensory Neuroscience: Interoception, Oxford
University Press, 2002.
24. McCraty e Shaffer, Heart Rate Variability: New Perspectives on
Physiological Mechanisms, Assessment of Self-Regulatory Capacity,
and Health Risk.
25. H. Martin, TEDxSantaCruz: Engaging the Intelligence of the Heart,
Cabrillo College Music Recital Hall, Aptos (California), 11 giugno
2011, https://www.youtube.com/watch?v=A9kQBAH1nK4
26. J. A. Armour, Peripheral Autonomic Neuronal Interactions in Cardiac
Regulation, in J. A. Armour e J. L. Ardell, a cura di, Neurocardiology,
Oxford University Press, 1994, pp. 219–44; J. A. Armour, Anatomy
and Function of the Intrathoracic Neurons Regulating the Mammalian
Heart, in Zucker e Gilmore, a cura di, Reflex Control of the
Circulation, pp. 1–37.
27. McCraty, Atkinson, Tomasino, et al., The Coherent Heart.

Capitolo 8
1. E. Goldberg e L. D. Costa, Hemisphere Differences in the Acquisition
and Use of Descriptive Systems, “Brain Language”, 1981, vol. 14, no.
1, pp. 144–73.

Capitolo 11
1. A. Aspect, P. Grangier e G Roger, Experimental Realization of
Einstein-Podolsky-Rosen-Bohm Gedankenexperiment: A New
Violation of Bell’s Inequalities, “Physical Review Letters”, 1982, vol.
49, no. 2, pp. 91–94; A. Aspect, J. Dalibard e G. Roger, Experimental
Test of Bell’s Inequalities Using Time-Varying Analyzers, “Physical
Review Letters”, 1982, vol. 49, no. 25, pp. 1804–1807; A. Aspect,
Quantum Mechanics: To Be or Not to Be Local, “Nature”, 19 aprile
2007, vol. 446, no. 7138, pp. 866–867.
2. D. Bohm, Universo, mente e materia, Red, 1996.

Capitolo 12
1. W. Pierpaoli, La fonte della giovinezza, Rizzoli, 1996; R. Reiter e J.
Robinson, Melatonina: l’ormone che allunga la vita, Mondadori,
1996.
2. S. Baconnier, S. B. Lang e R. Seze, New Crystal in the Pineal Gland:
Characterization and Potential Role in Electromechano-Transduction,
Assemblea generale dell’URSI, Maastricht, Olanda, agosto 2002.
3. T. Kenyon e V. Essene, The Hathor Material: Messages from an
Ascended Civilization, S.E.E. Publishing Co., 1996.
4. R. Hardeland, R. J. Reiter, B. Poeggeler e D. X. Tan, The Significance
of the Metabolism of the Neurohormone Melatonin: Antioxidative
Protection and Formation of Bioactive Substances, “Neuroscience &
Biobehavioral Reviews”, autunno 1993, vol. 17, no. 3, pp. 347–57; A.
C. Rovescalli, N. Brunello, C. Franzetti e G. Racagni, Interaction of
Putative Endogenous Tryptolines with the Hypothalamic Serotonergic
System and Prolactin Secretion in Adult Male Rats,
“Neuroendocrinology”, 1986, vol. 43, no. 5, pp. 603–10; G. A.
Smythe, M. W. Duncan, J. E. Bradshaw e M. V. Nicholson, Effects of
6-methoxy-1,2,3,4-tetrahydro-beta-carboline and yohimbine on
hypothalamic monoamine status and pituitary hormone release in the
rat, “Australian Journal of Biological Sciences”, 1983, vol. 36, no. 4,
pp. 379–86.
5. S. A. Barker, J. Borjigin, I. Lomnicka, R. Strassman, LC/MS/MS
Analysis of the Endogenous Dimethyltryptamine Hallucinogens, Their
Precursors, and Major Metabolites in Rat Pineal Gland
Microdialysate, “Biomedical Chromatography”, dicembre 2013, vol.
27, no. 12, pp.1690–1700, doi: 10.1002/bmc.2981.
6. Hardeland, Reiter, Poeggeler e Tan, The Significance of the
Metabolism of the Neurohormone Melatonin.
7. David R. Hamilton, Why Kindness Is Good for You, Hay House UK,
2010, pp. 62–67.
8. R. Acher e J. Chauvet, The Neurohypophysial Endocrine Regulatory
Cascade: Precursors, Mediators, Receptors, and Effectors, “Frontiers
in Neuroendocrinology”, luglio 1995, vol. 16, pp. 237–289.
9. D. Wilcox, Understanding Sacred Geometry & the Pineal Gland
Consciousness, disponibile su YouTube all’indirizzo:
https://youtu.be/2S_m8AqJKs8?
list=PLxAVg8IHlsUwwkHcg5MopMjrec7Pxqzhi

Capitolo 13
1. Global Union of Scientists for Peace, Defusing World Crises: A
Scientific Approach.
2. Ibid.
D. W. Orme-Johnson, C. N. Alexander, J. L. Davies, et al.,
3.
International Peace Project in the Middle East: The Effects of the
Maharishi Technology of the Unified Field, “Journal of Conflict
Resolution”, 4 dicembre 1988, vol. 32, no. 4.
4. D. W. Orme-Johnson, M. C. Dillbeck, and C. N. Alexander,
Preventing Terrorism and International Conflict: Effects of Large
Assemblies of Participants in the Transcendental Meditation and TM-
Sidhi Programs, “Journal of Offender Rehabilitation”, 2003, vol. 36,
no.1–4, pp. 283–302.
5. Global Peace—End of the Cold War, Iniziativa per la pace nel mondo,
http://globalpeaceproject.net/proven-results/case-studies/global-peace-
end-of-the-cold-war/
6. J. S. Hagelin, M. V. Rainforth, K. L. C. Cavanaugh, et al., Effects of
Group Practice of Transcendental Meditation Program on Preventing
Violent Crime in Washington, D.C.: Results of the National
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7. R. D. Nelson, Coherent Consciousness and Reduced Randomness:
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Hofuf, Arabia Saudita, 2010; R. McCraty, A. Deyhle e D. Childre, The
Global Coherence Initiative: Creating a Coherent Planetary Standing
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21. S. M. Morris, Facilitating Collective Coherence: Group Effects on
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“Alternative Therapies in Health and Medicine”, luglio-agosto 2010,
vol. 16, no. 4, pp. 62–72.
22. K. Korotkov, Energy Fields Electrophotonic Analysis in Humans and
Nature: Electrophotonic Analysis, seconda edizione, CreateSpace
Independent Publishing Platform, 2014.
L’autore

Joe Dispenza D.C. è docente, ricercatore, consulente aziendale, autore e


formatore di fama internazionale e come tale è stato invitato a parlare in oltre
trentadue Nazioni in cinque diversi continenti. Come docente e formatore è
fermamente convinto che in ogni individuo sia racchiuso un autentico
potenziale di capacità infinite. Con chiarezza, semplicità e ispirazione, ha
formato migliaia di persone su come riprogrammare la mente e il corpo al
fine di creare trasformazioni permanenti.
Oltre a offrire una vasta gamma di corsi e lezioni online, Dispenza tiene
personalmente seminari progressivi di tre giorni e seminari di livello avanzato
di cinque giorni anche in Italia. Per il 2018 sono in programma seminari di
una settimana, i cui contenuti saranno disponibili online. (Per maggiori
informazioni, consulta la sezione eventi all’indirizzo:
www.drjoedispenza.com.) Joe Dispenza è docente presso la Quantum
University di Honolulu, Hawaii; presso l’Omega Institute per gli Studi
Olistici di Rhinebeck, New York; presso il Kripalu Center per lo Yoga e il
Benessere di Stockbridge, Massachusetts e presiede inoltre il comitato di
ricerca della Life University di Atlanta in Georgia.
Come ricercatore il dr. Joe si avvale delle più recenti scoperte nel campo
della neuroscienza, dell’epigenetica e della fisica quantistica per approfondire
il tema delle guarigioni spontanee. Utilizza le sue conoscenze per aiutare le
persone ad autoguarirsi per avere una vita appagante e felice e per accrescere
la consapevolezza. Durante i seminari di livello avanzato organizzati in tutto
il mondo, in collaborazione con altri scienziati, ha svolto ricerche
approfondite sugli effetti della meditazione, inclusi studi di epigenetica,
mappatura del cervello con encefalogramma (EEG) e studi sul campo
energetico individuale tramite apparecchi di visualizzazione. Il campo di
ricerca include anche la coerenza cardiaca tramite controllo HeartMath e la
rilevazione dell’energia presente negli ambienti dove si svolge il seminario
prima, durante e dopo gli eventi, tramite sensore Sputnik.
In veste di consulente aziendale, il dr. Joe offre lezioni e seminari in loco
per aziende e società interessate a utilizzare principi neuroscientifici al fine di
promuovere creatività, innovazione e produttività del personale aziendale. Il
suo programma comprende anche lezioni private per dirigenti. Il dr. Joe ha
formato e certificato personalmente un gruppo di settanta esperti aziendali
che porteranno nel mondo il suo modello di trasformazione. Di recente ha
iniziato a certificare istruttori indipendenti che potranno applicare il suo
modello di trasformazione ai propri clienti.
Come autore di best seller del New York Times, il dr. Joe ha scritto
Placebo Effect, in cui esplora la capacità di guarire senza medicinali o
interventi chirurgici, utilizzando solo il pensiero, e Cambia l’abitudine di
essere te stesso, dove si parla in modo approfondito di neuroscienza,
trasformazione ed epigenetica. Diventa Supernatural è il suo nuovo libro.
Joe Dispenza si è laureato all’Evergreen State College e si è specializzato
in medicina chiropratica alla Life University di Atlanta, Georgia (USA),
conseguendo la laurea con lode. Dopo il training universitario in biochimica,
la pratica e gli studi successivi alla laurea si sono svolti nei seguenti campi:
neurologia, neuroscienze, funzionamento del cervello, chimica, biologia
cellulare, formazione della memoria, invecchiamento e longevità.
Per maggiori informazioni sul suo lavoro e per le meditazioni guidate
visita i siti (in inglese) www.drjoedispenza.com e (in italiano)
www.drjoedispenza.it
CAMBIAMENTI NELL’ENERGIA DURANTE UN
SEMINARIO AVANZATO

Grafico 1A
Grafico 1B
In alcuni dei nostri seminari avanzati, quando i partecipanti spezzano i legami
energetici con ogni persona e cosa della loro realtà presente-passata, attingono
dal campo circostante per costruire il proprio campo elettromagnetico personale e
l’energia della stanza può diminuire. Le due figure illustrano questo fenomeno nel
corso di due seminari avanzati in Australia nel 2015 e nel 2016. La linea rossa
rappresenta la misurazione di riferimento di mercoledì, il giorno prima dell’inizio
dell’evento, quando nella stanza non c’è nessuno. La linea blu indica il giovedì, il
primo giorno di seminario. Si nota che l’energia nella stanza è leggermente scesa.
La linea verde rappresenta il venerdì, il secondo giorno. L’energia nella stanza
aumenta. A questo punto, invece di attingere dal campo, gli studenti stanno
contribuendo alla sua energia.
COERENZA VS. INCOERENZA

Grafico 2
Nella prima immagine, i due cerchi rappresentano una vista dall’alto di una
persona sottoposta a EEG. La testa è rivolta in avanti, quindi il naso è puntato
verso la parte superiore della pagina e le orecchie sono sui lati. I piccoli cerchietti
bianchi rappresentano diversi comparti del cervello, in cui possiamo misurare le
onde cerebrali. Nell’immagine a sinistra si vede che le frecce grigie verticali sono
allineate in perfetto ordine, perché le onde sono in fase. Questa è la coerenza.
Nell’immagine a destra le onde cerebrali non sono in fase e le frecce non
combaciano con i picchi e le valli delle onde. Questa è l’incoerenza.
Dal momento che ti mostrerò diverse scansioni cerebrali nelle pagine seguenti,
voglio che tu prenda confidenza con il metodo con cui misuriamo la coerenza e
l’incoerenza. Guarda la seconda serie di immagini. Se c’è molto blu nel cervello,
significa che la coerenza è bassa (ipo-coerenza) e che le diverse parti del cervello
comunicano di meno tra loro. Se c’è molto rosso nel cervello, significa che la
coerenza è alta (iper-coerenza) e che le diverse aree cerebrali comunicano di più
tra loro. Se non c’è né blu né rosso, significa coerenza normale o media.
ONDE CEREBRALI BETA NORMALI

Grafico 3A
ONDE CEREBRALI ALFA COERENTI E
SINCRONIZZATE

Grafico 3B
ONDE CEREBRALI THETA COERENTI E
SINCRONIZZATE

Grafico 3C

Osserva le sottili linee verticali azzurre dei diagrammi nei grafici 3A, 3B e 3C e
seguile fino in fondo. Vedrai che rappresentano intervalli di un secondo. Le
diciannove linee ondulate orizzontali si riferiscono a diversi comparti del cervello.
Se conti il numero di cicli (dalla cima di un’onda alla cima dell’onda successiva) tra
le due linee verticali azzurre, conoscerai il tipo di onde cerebrali in ciascuna area
del cervello. È così che determiniamo le onde cerebrali beta, alfa, theta, delta o
gamma. Se ti serve un ripasso sulle onde cerebrali, rivedi la Figura 2.7.
Quando apri la tua messa a fuoco e sposti l’attenzione dalla materia (qualcosa)
allo spazio o all’energia (nessuna cosa), le onde cerebrali passano da beta ad alfa
o a theta. Il Grafico 3A mostra un cervello in uno stato normale di onde cerebrali
beta. Il Grafico 3B mostra una persona in uno stato coerente di onde cerebrali alfa.
Osserva la sincronia di ogni parte del cervello quando il soggetto apre la sua
messa a fuoco. La freccia blu rivolta verso i picchi mostra che l’intero cervello è
coerente in onde cerebrali alfa di dodici cicli per secondo. Il Grafico 3C mostra una
persona con onde cerebrali theta coerenti. Di nuovo, la freccia blu rivolta verso i
picchi indica che tutto il cervello è sincronizzato in circa sette cicli per secondo,
che è l’intervallo di onde cerebrali theta.
CAMBIAMENTI NELL’ENERGIA DOPO LA
“BENEDIZIONE DEI CENTRI ENERGETICI”

Grafico 4A

Grafico 4B
Grafico 4C

Grafico 4D

Le immagini a sinistra mostrano misurazioni GDV dei centri energetici dei


partecipanti prima dell’inizio di un seminario avanzato. Le immagini a destra
mostrano i cambiamenti dopo pochi giorni, a seguito della “Benedizione dei centri
energetici”. Nota la differenza delle dimensioni e dell’allineamento di ciascun
centro.
CAMBIAMENTI NELL’ENERGIA COMPLESSIVA
PRIMA E DOPO UN SEMINARIO AVANZATO

Grafico 5A
Grafico 5B

Grafico 5C

Grafico 5D
Le immagini a sinistra illustrano alcune misurazioni GDV dell’energia dei soggetti
prima dell’inizio di un seminario avanzato. Le immagini a destra mostrano i
cambiamenti nella loro energia vitale alcuni giorni dopo il seminario.
UN PARTECIPANTE PASSA ALLE ONDE
CEREBRALI GAMMA CON LA RESPIRAZIONE

Grafico 6A(1)
Grafico 6A(2)

Grafico 6A(3)
Grafico 6A(4)
I grafici 6A(1), 6A(2) e 6A(3) mostrano un partecipante che passa alle onde
cerebrali gamma in seguito alla respirazione mentre attraversa le onde beta
elevate. Il suo cervello è molto stimolato dall’energia. Puoi vedere un cambiamento
della frequenza nel cervello quando questo accade (indicato dalle frecce blu). La
quantità di energia nel suo cervello è pari a 160 deviazioni standard sopra la
norma. Adesso osserva il Grafico 6A(4). Quando c’è molto rosso nel cervello,
significa che c’è molta energia. Quando c’è il blu, significa che ce n’è poca. Quindi,
la freccia rossa che indica il cerchio completamente rosso significa che c’è
un’enorme quantità di energia nello stato di onde cerebrali beta elevate mentre il
soggetto passa a gamma. Il software utilizzato qui non registra le onde cerebrali
gamma, ma osservando le altre misurazioni nei diagrammi qui sopra sappiamo
che la quantità di energia nel cervello nel cerchio completamente rosso riflette stati
di onde gamma e beta elevate. Le frecce blu che indicano la fila denominata
“Coerenza” mostrano che c’è intensa comunicazione ed energia elevata in tutte le
frequenze cerebrali misurate.
UN ALTRO PARTECIPANTE PASSA ALLE ONDE
CEREBRALI GAMMA CON LA RESPIRAZIONE

Grafico 6B(1)
Grafico 6B(2)

Grafico 6B(3)
Puoi vedere una transizione simile in questi grafici. La freccia blu in fondo al
diagramma nel Grafico 6B(2) mostra il momento in cui il cervello passa dalle onde
beta elevate alle onde gamma. Il Grafico 6B(3) mostra che l’energia nel cervello è
pari a 260 deviazioni standard sopra la norma. Per capirci, il 99,7 per cento della
popolazione si colloca nelle 3 deviazioni standard sopra o sotto la norma. Tutto ciò
che va oltre le 3 deviazioni standard è soprannaturale.
SCANSIONI CHE MOSTRANO L’AREA INTORNO
ALLA GHIANDOLA PINEALE ATTIVATA

Grafico 6B(4)

Grafico 6B(5)
La zona rossa del cervello indicata dalle frecce blu nella Figura 6B(4) comprende
la regione che circonda la ghiandola pineale e quella chiamata area 30 di
Brodmann, associata a forti emozioni e alla formazione di nuovi ricordi. Il nostro
team riscontra ripetutamente una situazione simile in queste aree del cervello
quando gli allievi producono onde cerebrali gamma. Il Grafico 6B(5) è un’immagine
tridimensionale del cervello dello stesso partecipante dal basso, che mostra una
notevole quantità di energia proveniente dall’interno del cervello limbico.
LE SCANSIONI CEREBRALI DI FELICIA

Grafico 7A(1)

Grafico 7A(2)
Grafico 7A(3)
LE SCANSIONI CEREBRALI DI FELICIA

Grafico 7A(4)

Grafico 7A(5)
Grafico 7B
IL CASO DI FELICIA, CONTINUA

Grafico 7C
Grafico 7D
I grafici dal 7A(1) al 7A(5) mostrano il cervello di Felicia che passa da onde beta
normali a onde beta ad alta frequenza prima di entrare in uno stato gamma. (La
freccia blu indica il passaggio.) L’energia in gamma è pari a 190 deviazioni
standard sopra la norma quando Felicia si connette al campo unificato. La zona
della ghiandola pineale e la parte del cervello che elabora le forti emozioni sono
estremamente attive, come si vede in 7B. L’immagine 7C raffigura la parte
inferiore del cervello. La regione rossa mostra che l’energia in gamma proviene
dall’interno del cervello limbico. Dai un’occhiata al Grafico 7D per vedere i
cambiamenti nel disturbo cutaneo di Felicia il giorno dopo aver ricevuto un
aggiornamento biologico dal campo unificato.
COERENZA CARDIACA E COERENZA
CEREBRALE

Grafico 8A
Grafico 8B
La prima scansione rappresenta la misurazione del cervello di una persona prima
dell’attivazione del suo centro del cuore. Il cervello è in uno stato di onde cerebrali
beta desincronizzate, che indicano un cervello occupato e distratto. La seconda
scansione misura lo stesso cervello circa dieci secondi dopo, quando la persona
entra in uno stato di coerenza cardiaca. L’intero cervello passa alle onde cerebrali
alfa.
ONDE CEREBRALI ALFA E THETA COERENTI
UTILIZZANDO IL CALEIDOSCOPIO

Grafico 9A(1)
Grafico 9A(2)
Il Grafico 9A(1) mostra una scansione cerebrale di un partecipante che è in uno
stato di onde cerebrali alfa coerenti mentre guarda il caleidoscopio. Il Grafico 9A(2)
illustra una persona in uno stato di onde cerebrali theta coerenti mentre utilizza il
caleidoscopio in stato di trance.
CAMBIAMENTI NELL’ATTIVITÀ CEREBRALE
UTILIZZANDO IL CALEIDOSCOPIO

Grafico 9A(3)
Grafico 9A(4)
Il Grafico 9A(3) mostra un’immagine tridimensionale del cervello (quasi tutto in
rosso) di un altro studente, che indica che quasi tutto il cervello è in uno stato theta
(vedi l’ovale rosso a destra). Il Grafico 9A(4) mostra la scansione cerebrale di uno
studente in diverse frequenze di onde cerebrali mentre guarda il caleidoscopio. Le
aree rosse e arancioni, indicate dalle frecce blu a destra di ciascun cervello,
mostrano un forte aumento dell’attività nelle onde cerebrali delta, theta, alfa e beta.
ENERGIA ELEVATA NEL CERVELLO DURANTE
LA VISIONE DEL MIND MOVIE

Grafico 10
Questo è il cervello di una persona che sta guardando il proprio Mind Movie. C’è
una notevole quantità di onde cerebrali coerenti beta ad alta frequenza e gamma
che attivano l’intero cervello.
ATTIVITÀ CEREBRALE DURANTE LA
DIMENSIONALIZZAZIONE DI UNA SCENA DEL
MIND MOVIE

Grafico 11A
Grafico 11B
Dopo aver dimensionalizzato una scena del suo Mind Movie durante una
meditazione, questo partecipante ha riferito una vera e propria esperienza
sensoriale senza l’uso dei sensi. Nel Grafico 11(A) puoi vedere che il suo cervello
è in uno stato coerente di onde beta elevate e gamma. L’energia nel suo cervello è
pari a circa 230 deviazioni standard sopra la norma. La freccia rossa nel Grafico
11B mostra che c’è parecchia energia nello stato beta elevato mentre passa a
gamma. La freccia blu indica che c’è anche molta coerenza nel cervello. È
importante notare che l’esperienza sta accadendo spontaneamente, non è stata
indotta.
CAMBIAMENTI NEL CERVELLO PRIMA E DOPO
UNA MEDITAZIONE CAMMINATA

Grafico 12A
Grafico 12B
Il Grafico 12A mostra una misurazione di riferimento di una persona con onde
cerebrali beta e alfa normali prima della meditazione camminata. Se osservi la
scansione successiva alla meditazione nel Grafico 12B, un’ora e venti minuti dopo,
puoi notare che il cervello è passato allo stato gamma.
ONDE STAZIONARIE D’INFORMAZIONI

Grafico 13A
Gli schemi frattali sotto forma di complesse configurazioni geometriche sono onde
stazionarie di frequenza e informazioni che possono essere decodificate dal
cervello e convertite in immagini molto potenti. Anche se le immagini della figura
sono bidimensionali, danno un’idea di come appaiono.
CORRELAZIONE TRA ATTIVITÀ SOLARE ED
EVENTI STORICI

Grafico 14
Per gli anni compresi tra il 1749 e il 1926, Alexander Chizhevsky confrontò il
numero annuale degli eventi storici e politici importanti con l’aumento dell’attività
solare. Nel grafico, la linea blu illustra i brillamenti solari e le linea rossa
l’eccitabilità umana. Si nota che, ogni volta che c’è un’elevata attività solare,
aumenta il numero di eventi storici rilevanti.
Creato sulla base dei dati forniti nella traduzione dell’articolo di Alexander
Chizhevsky “Physical factors of the historical process” [Fattori fisici dei processi
storici].
CONFRONTO TRA L’ENERGIA DELL’INTERA
GIORNATA DI MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ, VENERDÌ E
SABATO TACOMA, WASHINGTON, 2016

Grafico 15A
CONFRONTO TRA L’ENERGIA DELL’INTERA
GIORNATA DI MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ, VENERDÌ E
SABATO CAREFREE, ARIZONA, 2015

Grafico 15B
I grafici 15A e 15B mostrano un aumento dell’energia collettiva nella stanza
nell’arco dei tre giorni del seminario avanzato. La prima linea, in rosso, è la
misurazione di riferimento e mostra l’energia della stanza di mercoledì, prima
dell’inizio dell’evento. Se osservi le quattro linee colorate (ciascun colore
rappresenta un giorno diverso), puoi vedere che l’energia aumenta costantemente
ogni giorno.
CONFRONTO TRA L’ENERGIA DEL MATTINO DI
MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ, VENERDÌ E SABATO
CANCUN, MESSICO, 2014

Grafico 15C
CONFRONTO TRA L’ENERGIA DELLA
MEDITAZIONE MATTUTINA DI MERCOLEDÌ,
GIOVEDÌ, VENERDÌ, SABATO E DOMENICA
MONACO, GERMANIA, 2015

Grafico 15D
Nei grafici 15C e 15D si applica la stessa scala di colori; tuttavia, queste
misurazioni riflettono specifici intervalli di tempo durante le meditazioni mattutine di
ciascun giorno. Il Grafico 15D ha un’ulteriore linea verde perché abbiamo misurato
l’energia della stanza durante la meditazione della ghiandola pineale alle quattro
del mattino. Come puoi vedere, l’energia era molto elevata.

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