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UNA SOCIETÀ PATRIARCALE

La base della società era costituita dalla gens, ognuna di esse era articolata poi in
un insieme di famiglie raccolte intorno ad un Pater familias, che aveva un'autorità
assoluta sia sulla gestione dei beni sia sui singoli membri della famiglia.I patres
costituivano l'élite ed erano organizzati nel patriziato.
I plebei erano legati ai Patrizi attraverso la clientela(Il cliens era quel cittadino
che,per la sua posizione nella società, doveva adempiere una serie di obblighi nei
confronti del padrone) e non partecipavano alla vita politica.

UN POPOLO DI CONTADINI
I Patrizi avevano potere grazie al possesso di terre, cosa fondamentale all'interno di
una società essenzialmente contadina.Il carattere agricolo dell'economia romana
delle origini non sta alla base solo del predominio della nobiltà terriera ma anche di
altri aspetti della cultura materiale e spirituale di Roma. L'origine Rurale e Pastorale
riflette anche sulla lingua latina, con molti termini rinviano all'area semantica del
mondo contadino. Anche le divinità sono legate alla campagna, Infatti le più antiche
sono personificazioni di elementi del mondo naturale (Pomona, la dea dei frutti,
Flora, silvanus, il dio delle Selve, e Terminus che proteggeva i confini dei campi.

MOS MAIORUM

la struttura patriarcale della società ha un carattere conservatore e tradizionalista. I


valori etici nascono dall’ adeguamento ai modelli di comportamento delle gentes
aristocratiche. Un punto importante del comportamento individuale è il mos
maiorum, insieme delle usanze degli antenati, che assumono una valenza
esemplare e a cui attribuisce valore l’ autorità stessa dei patres. La morale romana
dà importanza ai valori della fides, pietas, gravitas, pudor, virtus, fortitudo e la
patientia.

TRADIZIONE E ASSIMILAZIONE
Il popolo assunse poi il patrimonio culturale di popoli diversi. Riprendono dagli
Etruschi l'arte dell’ aruspicina e l'architettura, e dalle colonie della Magna Grecia
riprendono l'alfabeto.

L’INFLUSSO DELLA CULTURA ELLENISTICA


Con l'espansione dei romani in Oriente favorire l'incontro con i greci porto anche
prigionieri di guerra (numerosi schiavi colti) i quali ellenizzarono la cultura e
portarono la lingua greca. I romani riuscirono a prendere spunto dalla civiltà
ellenistica che era molto più raffinata e complessa.Con la fusione di dottrine diverse
( sincretismo), i romani riuscirono a creare dei modelli che ancora oggi stanno alla
base della moderna civiltà occidentale.

LE RISERVE DEI TRADIZIONALISTI


L'inserimento della cultura greca a Roma non fu una cosa immediata . Infatti il
confronto con modi di vita e usanze radicalmente diversi da quelli italiche suscitò la
decisa opposizione tra i conservatori,I quali erano timorosi di perdere i valori
tradizionali del mos maiorum e che si indebolisse l'identità della nazione. Il maggior
esponente fu Catone il censore, il quale, Pur consapevole delle eccellenze della
cultura greca, aveva paura per l'integrità dei Mores romani e per le basi sociali e
politiche della res publica. A più riprese ( Nel 161,155 e nel 143) vennero emanate
disposizioni che portarono all'espulsione da Roma di filosofi e retori greci, accusati di
corrompere i giovani.Invece nel 186 il senato provvide alla dura repressione dei
Baccanali, ovvero rituali misterici in onore del dio Bacco ispirati alle feste greche
dedicate al Dio Dioniso.

IL CIRCOLO SCIPIONICO
Gli intellettuali ellenici si riunirono nel circolo degli Scipioni, con a capo Scipione
Emiliano, e comprendeva uomini politici e intellettuali greci e romani favorevoli a un
rinnovamento della cultura Latina e una ripresa del pensiero ellenistico.Di questa
associazione intellettuale fecero parte i greci Panezio e Polibio, il poeta satirico
Lucilio e Terenzio, commediografo latino.
Inoltre questo gruppo portò a Roma gli elementi fondamentali della cultura greca,
che favorirono la nascita della letteratura latina.

1.1 LE FORME ORALI PRELETTERARIE

UNA CULTURA ORALE


L'insieme delle credenze e dei riti che costituiscono il fondamento della società
romana arcaica trovavano invece espressione in testi per lo più anonimi, recitati e
tramandati oralmente di generazione in generazione.
Quando parliamo del periodo che precede la nascita della letteratura intendiamo tra
l’VIII secolo e il III secolo A.C..
POESIA E PROSA: IL CARMEN E IL VERSO SATURNIO
Molti testi letterari di cui abbiamo notizia, pur nella diversità dei contenuti, sono
accomunati sul piano formale dall'uso di una prosa fortemente ritmata, scandita da
assonanze, ripetizioni e clausole ritmiche funzionari alla memorizzazione. questo
tipo di composizione, a metà strada tra la poesia e la prosa prende il nome di
Carmen.
In alcuni testi arcaici è riconoscibile il saturnio, Il più antico metro della letteratura
latina. Deve tale nome al dio italico Saturno. La struttura del verso secondo alcuni
studiosi non sarebbe basata su una metrica di tipo quantitativo, ma su una metrica
accentuativa, ossia fondata sul ritmo dato dall'alternanza di sillabe toniche e atone.
Per testi arcaici intendiamo sia i Carmina sia gli elogi funebri. Questi Carmina
potevano essere di vari tipi, i più antichi erano i Carmina antiqua che consistevano in
formule di preghiera o scongiuri.

I CARMINA RELIGIOSI
Tra i Carmina religiosi troviamo per esempio il Carmen saliare: esso accompagnava
la danza guerriera che L'antico collegio sacerdotale dei Salii eseguiva durante la
processione annuale nel corso della quale venivano esibiti i 12 scudi sacri di bronzo
( gli ancilia).I Salii erano i sacerdoti che custodivano i 12 scudi sacri e fra questi vi
era quello caduto dal cielo per dono del dio Marte.
Un altro tipo di Carmine religioso era il carmen Arvale, cantato dai fratres arvales
ossia i sacerdoti dei campi. Costoro tenevano una cerimonia, gli Ambarvalia, che
favoriva la purificazione e la fertilità dei campi. Per quanto riguarda la religiosità
privata troviamo il Carmen lustrale, che veniva recitato dal Pater familias durante un
solenne sacrificio al Dio Marte allo scopo di allontanare dalla campagna gli spiriti
maligni. Durante questo rituale sacrificavano un bue un maiale e una pecora.

ALTRI TIPI DI CARMINA


Esistevano Inoltre Carmina di tipo celebrativo, per esempio i Carmina convivalia.
Questi Carmina venivano cantati durante i banchetti (convivia) con
l'accompagnamento del flauto ed erano incentrati sulla celebrazione delle imprese
degli antenati delle diverse gentes.Vi erano poi i carmina triumphalia che venivano
cantati durante la celebrazione del trionfo del generale. Consistevano principalmente
in offese e opere di scherno che gli venivano rivolte dai soldati. Queste offese
servivano a non esaltare il generale e a non stimolarne la superbia. Infine abbiamo
le neniae funebri che consistevano in lamentazioni di una prefica (donna pagata) su
un defunto.
LE FORME DELL’ELOQUENZA
Nella società romana arcaica era molto importante l uso della parola.Oltre alle
eloquenza di natura politica e giuridica, era praticata anche un oratoria di natura
celebrativa, che si esprimeva soprattutto durante le cerimonie funebri di personaggi
influenti delle principali gentes patrizie. Durante il corteo funebre vi erano persone
che indossavano le imagines degli antenati (maschere che riproducevano
fedelmente il volto degli avi).Il corteo funebre si concludeva con un solenne elogio
del defunto, detto laudatio funebris.

1.2 IL TEATRO ITALICO DALLE ORIGINI

UNA TRADIZIONE AGRICOLA


In italia si svilupparono molte forme teatrali affidate all’ oralità e all’ improvvisazione
ed erano spesso caratterizzate da uno spirito scherzoso che in seguito il poeta
Orazio definirà italum acetum. Esse precedettero la nascita di una produzione
teatrale letteraria. Le forme teatrale preletterarie nacquero in corrispondenza con le
feste religiose contadine, esse prevedevano sacrifici, offerte e battute oscene.Tali
battute assumevano spesso la forma dei fescennini versus,che costituiscono una
prima forma di teatro arcaico.

LA SATURA
All'ambito religioso è collegata anche l'istituzione dei primi ludi
scaenici,ovvero dei primi spettacoli pubblici organizzati dallo Stato. Nel 365 per
porre fine ad una pestilenza vennero chiamati alcuni ballerini Etruschi, ma i romani
affascinati dalla grazia dei danzatori unirono nelle melodie etrusche la tradizione dei
fescennini nacque così la satura drammatica

LA FABULA ATELLANA E IL MIMO


Un'altra forma teatrale nacque ad Atella, nei pressi di Napoli, da cui prende il nome.
Essa è la fabula Atellana ed è una grande rappresentazione della comicità dello
spirito italico. Si trattava di uno spettacolo rudimentale e improvvisato e gli attori
recitavano con maschere fisse. Anche l’opera di Plauto sarà influenzata da queste
forme teatrali italiche, anche se fu ispirata ai modelli della commedia ellenistica. In
Grecia si sviluppò anche il mimo, uno spettacolo di improvvisazione basato sulla
danza e il canto, che in età repubblicana subirà uno sviluppo letterario.
Le maschere fisse rappresentavano diversi tipi: Maccus (lo sciocco), Bucco (il
ciarlatano), Pappus (il vecchio rimbambito), Dossenus (il gobbo astuto)

1.3 PRIMI DOCUMENTI LATINO SCRITTO


LA LINGUA E L’ALFABETO
Il latino era la lingua parlata nella zona del Lazio centrale: influenzato da altri idiomi
diffusi nella penisola italica, tra cui l’umbro, l'etrusco e il greco, venne fissato in una
forma scritta già a partire dal VII secolo. L'alfabeto latino deriva da quello Greco che
a sua volta deriva da quello fenicio e in parte è influenzato da quello etrusco.
L'alfabeto è composto da 23 segni il cui uso è limitato a scopi pratici. Le prime
attestazioni del latino scritto erano delle iscrizioni (epigrafi) incise su oggetti d'uso.
Una caratteristica dell'alfabeto era che presentava caratteri disposti
indifferentemente da sinistra a destra o viceversa e a volte anche alternativamente
nelle due direzioni, secondo una modalità di scrittura detta “bustrofedica” che imitava
il movimento dell' aratro trainato dai buoi. Solo più avanti l'uso della scrittura
determinò la fissazione di norme grafiche univoche.

LE PRIME ISCRIZIONI
La prima epigrafe(iscrizioni incise su oggetti d’uso) a uso pubblico risale al VI secolo
avanti Cristo ed è costituita dal cosiddetto Cippo del Foro,che ricopriva la tomba di
Romolo. l'iscrizione sembra riguardare una proibizione ad attraversare lo spazio
sacro e una maledizione rivolta che avesse violato il precetto.
Alla stessa epoca risale il Lapis satricanus un testo dedicato al Dio Marte.
All'ambito privato riportano le iscrizioni su alcuni oggetti parlanti come per esempio il
vaso di dueno, la fibula Praenestina e la Cista Ficoroni (iscrizione incisa sul
coperchio che riporta la dedica della cista, dono di una madre alla figlia).
Il vaso di Dueno è un manufatto in argilla formato da tre piccole tazze unite tra loro e
riporta un'iscrizione che non è stata decifrata con certezza, infatti non è chiaro se
duenos sia il nome del vasaio o dell'offerente.
la fibula Prenestina è la più antica testimonianza ed è scritta su una spilla.
Cista Ficoroni risale al IV secolo avanti Cristo ed è un dono di una madre alla figlia

GLI ELOGIA
Un carattere epigrafico è presente anche sugli elogia, epitafi (iscrizioni sepolcrali) il
cui uso iniziò a diffondersi a partire dal III secolo a.c . Mentre sui sepolcri più antichi
era indicato soltanto il nome del defunto, col tempo si adottò l'uso di decorare le
tombe dei personaggi illustri con iscrizioni elogiative nelle quali erano ricordate le
cariche pubbliche ricoperte dal defunto, le sue imprese belliche e i suoi meriti privati
e pubblici.

1.4 PRIMI TESTI SCRITTI


I TESTI LEGISLATIVI
I primi testi si basano nell'ambito del diritto. Non esistevano leggi scritte e
l’applicazione del diritto era di valutazione personale dei giudici. Il primo codice di
leggi scritte fu redatto tra il 451 e 450 a.C. e presero il nome di “Leggi delle 12
tavole” ed esse sono la base del diritto romano. Nel 390 a.C. durante il saccheggio
di Roma, vennero distrutte.

LE ORIGINI DELLA STORIOGRAFIA


Un altro ambito di utilizzo della scrittura nel periodo arcaico riguarda la gestione
della memoria collettiva,affidata ai sacerdoti. Il principale collegio sacerdotale era
quello dei pontifices, istituito da Numa Pompilio.Fra i compiti dei Pontefici c'era
quello di redigere il calendario con l'indicazione delle festività religiose e dei giorni
fasti e nefasti,cioè i giorni durante i quali era o non era possibile amministrare la
giustizia.I Pontefici tenevano aggiornato anche l'elenco dei magistrati eponimi
(magistrato che dava il nome all’anno),elenco da cui, furono ricavati i fasti
consulares,ovvero gli elenchi dei consoli giunti fino a noi e conservati in
Campidoglio. All'inizio di ogni anno il Pontifex Maximus esponeva all'esterno della
Regia (la residenza del re) una tavola bianca in cui venivano registrati i principali
eventi pubblici come per esempio i trattati di pace, dichiarazioni di guerra,
l'andamento del raccolto e anche fenomeni naturali come l’eclissi. Al termine
dell'anno la tavola veniva rimossa e custodita negli archivi pontificali,finché il
pontefice Publio mucio Scevola fece trascrivere e pubblicare gli annali di quasi tre
secoli di storia romana nominandoli annales maximi. In questi annali è visibile una
prima forma di registrazione storica, la quale si limita a registrare gli eventi a scopo
documentario. Queste registrazioni storiche però sono molto importanti perché gli
storici latini si serviranno di esse come fonti e dato che queste registrazioni
prevedono l’esposizione di eventi anno per anno influenzeranno anche la forma
delle opere storiografiche successiva.

APPIO CLAUDIO CIECO


vissuto tra il IV e III secolo a.c , fu due volte console,partecipò alle guerre sannitiche
e difese i diritti della plebe, inoltre grazie a lui venne costruito il tratto iniziale della via
Appia che collegava Roma a Capua. A lui si attribuisce la pubblicazione di un
famoso discorso con cui rifiutava la proposta di pace offerta da Pirro durante la
guerra tarantina, Appio fu inoltre autore di una raccolta di sententiae, ossia di
proverbi popolari e fece anche pubblicare nel 304 a.c un'importante raccolta di leggi
nota come ius flavianum.
2.1 NASCITA’ LETTERATURA LATINA

TRA EPICA E TEATRO


L'inizio ufficiale della letteratura latina viene datato 240 avanti Cristo, anno in cui
sarebbe stata rappresentata per la prima volta a Roma un'opera teatrale, composta
da Livio Andronico. i primi autori si dedicarono a due generi di carattere nazionale
collettivo: il teatro e l'epica. con le loro opere si volevano rivolgere a un pubblico
ampio e volevano esprimere i valori e l'identità di Roma. Inoltre gli spettacoli
offrivano l'occasione di cementare il senso di appartenenza a una comune Civitas , e
contribuiva a fissare i valori del Mos maiorum.

IL RAPPORTO CON I MODELLI GRECI


La letteratura latina nasce in base a quella greca e viene sottoposta ad un processo
di rielaborazione e romanizzazione. La commedia si ispira alle opere di Menandro,
mentre la tragedia di ambientazione greca riprende i grandi tragediografi attici del V
secolo a.C . Gli schemi di derivazione ellenistica verranno presto applicati anche
nella realtà romana e porteranno alla formazione della togata (commedia) e
praetexta (tragedia), che saranno di argomento e ambientazione romani. C’è un
passaggio a un epos di argomento romano che portano alla fondazione del mito e
della storia

LA FIGURA DEL LETTERATO


Il legame con il mondo greco é evidente anche nell' origine geografica dei primi
autori latini. Nel tempo la figura del letterato mutò la sua fisionomia sociale, Infatti se
Andronico Era un ex schiavo, già Nevio, è un cittadino Libero, quindi l'intellettuale
assume coscienza del proprio ruolo

2.2 LIVIO ANDRONICO VITA


Fu il primo scrittore latino, non conosciamo esattamente le date di nascita e morte
ma sappiamo che era un greco di taranto, portato a roma come schiavo da livio
Salinatore dopo la vittoria in guerra dei romani contro taranto. Una volta ottenuta la
libertà, Livio tenne lezioni pubbliche di greco e latino come maestro di scuola. Nel
pieno della seconda guerra punica, venne incaricato dal senato di comporre un inno
propiziatorio in onore di Giunone Regina.
L’esito della guerra accrebbe il prestigio di Livio, determinando il riconoscimento
ufficiale del collegium scribarum histrionumque,una corporazione dei poeti e degli
attori di cui egli assunse la direzione e alla quale fu assegnato come sede il tempio
di Minerva sull’ Aventino

ATTIVITA’ TEATRALE
Livio Andronico compose commedie e tragedie di argomento greco. Le tragedie
erano riferite principalmente al ciclo troiano, mentre le commedie non abbiamo
molte testimonianze e ci è giunto un solo titolo sicuro, il Gladiolus, che narra la
figura del soldato vanitoso la quale avrà grande fortuna nel teatro successivo.

LA VERSIONE DELL’ODISSEA
Livio Andronico tradusse l’Odissea chiamandola Odusia e la compose in versi
saturni, appunto seguendo il saturnio, metro della poesia latino arcaica. Questa fu
la prima traduzione artistica nella storia della letteratura, e inoltre tradusse dal greco
in latino, rendendo l’opera più comprensibile.

2.3 GNEO NEVIO VITA


Nacque in Campania nel 265 avanti Cristo, era un uomo libero, e prestò servizio
militare durante la prima guerra punica ed esordì come autore intorno al 235 avanti
Cristo. mostró ostilità per l'aristocrazia. Con la Farsa(genere teatrale cerca la risata)
italica attaccò l'elezione a console di Quinto Cecilio Metello con un famoso
saturnio, e Metello rispose inviando al poeta un verso minaccioso a cui seguirono
un processo per diffamazione e la condanna del poeta a una pena che fu interrotta
solo grazie all'intervento dei tribuni della plebe. Costretto all'esilio Nevio si trasferì in
africa dove morì nel 201 a.c.

LE OPERE TEATRALI
Le opere teatrali di Gneo Nevio sono le tragedie dove ci sono stati tramandati pochi
frammenti e 6 titoli che riportano principalmente al ciclo troiano. Lui fu il
primo autore di fabulae praetextae, ovvero di tragedie di argomento romano delle
quali conosciamo solo due titoli: Romulus e Clastidium. Infine abbiamo i frammenti
delle trentacinque commedie palliatae che parlano di un mondo
umile e grottesco. Inoltre, lui fu il primo autore che si serve della contaminatio,
ovvero la movimentazione della trama.

BELLUM POENICUM
L’ opera maggiore di nevio è il bellum poenicum, primo poema epico di argomento
romano, dedicato alle vicende della prima guerra punica. Secondo la testimonianza
di Cicerone Nevio lo compose durante la seconda guerra. La scelta dell’ argomento
implica un intento propagandistico: i rovesci subiti a opera di Annibale imponevano
ai cittadini romani di ritrovare nel passato recente uno stimolo alla riscossa e in
quello remoto le radici stesse della propria identità nazionale. Il poema è composto
in versi saturni ed era concepito in forma di carmen continuum, cioè di poema
ininterrotto. Nel poema la narrazione dei fatti relativi alla prima guerra punica si
alternava alla cosiddetta “archeologia”, cioè alla rievocazione di avvenimenti
leggendari legati all'arrivo di Enea nel Lazio, alla fondazione di Roma e forse,
all’amore dell'eroe per Didone, regina di cartagine. E’ evidente il desiderio di Nevio
di fondere in un unico poema la struttura dell'iliade e dell'odissea mettendo la prima
nella realtà storica del conflitto romano-cartaginese e la seconda nell'atmosfera del
mito.

UN EROISMO COLLETTIVO
Lo spirito nel poema è innovativo e ha la funzionalità di esaltare il valore collettivo
dei cittadini e molti frammenti sottolineano la virtus guerriera dei soldati romani.

LO STILE DI NEVIO
Il poema è caratterizzato da due diversi registri. Nell’argomento mitico, abbiamo una
forma più solenne tendente al pathos(sofferenza). Le sequenze narrative sono più
scarne e sobrie e qui ci sono tratti tipici della poesia latina arcaica, come per
esempio le allitterazioni e le strutture parallelistica.

2.4 QUINTO ENNIO VITA

Nacque nel 239 a.C. a Rudiae, ha una cultura osso-messapica ovvero un incrocio di
elementi italici, greci e romani. Afferma di avere tre cuori perché sapeva parlare tre
lingue(greco, osco e latino). Durante la seconda guerra punica combatté fra gli
alleati dei romani e quando si trovava in Sardegna fu condotto a Roma da Catone il
Censore. Entrò in rapporti di familiarità con l’ambiente degli Scipioni. Fu portato in
Grecia da Marco Fulvio Nobiliore durante la campagna militare. Ottenne la
cittadinanza romana nel 184 e morì nel 169 a.C.

LE TRAGEDIE
Anche Ennio si cimenta in entrambi i generi teatrali. Mentre delle commedie
abbiamo pochi titoli (Caupuneula, “la ragazza dell’osteria” e Pancratiastes, “il
lottatore”), ma fu maggiore la sua fama come autore tragico.
In questo ambito scrisse molti titoli dei quali ce ne rimangono 20 di fabulae
cothurnatae per un totale di circa 400 versi e due titoli di praetextae: Sabinae,Il
celebre episodio del rapimento di queste donne a opera dei primi Romani, e
Ambracia, a celebrazione della ricordata vittoria di Marco Fulvio Nobiliore.In quanto
ai drammi di ambientazione greca anche Ennio usa episodi personaggi tratti dalla
Saga troiana e si ispira soprattutto a Euripide.Egli tende a accentuare gli elementi
patetici con un gusto del macabro e del orrido che doveva essere particolarmente
evidente nel Thyestes, incentrato sull'omonimo personaggio della mitologia greca
che mangia senza saperlo le carni dei suoi stessi figli, fatti a pezzi cucinati dal
fratello Atreo.Ricorrente anche nelle tragedie di Ennio E l'interesse per la riflessione
filosofica, che si traduce spesso in formule sentenziose di tono quasi proverbiale

GLI ANNALES
Gli annales è un poema epico-storico in 18 libri di cui ci rimangono circa 600 versi e
fa di Ennio il padre della letteratura latina. Ennio ripercorre l'intera storia di roma,
dalle sue origini mitiche fino agli eventi storici più recenti. L’ opera prende avvio dall’
arrivo di Enea nel lazio e dalla leggendaria fondazione dell'Urbe e , dopo una parte
dedicata alle prime guerre di roma, si concentra sul periodo più recente, con
particolare riferimento alla seconda guerra punica, per giungere fino agli eventi
bellici contemporanei al poeta.

IL RAPPORTO CON L’EPICA GRECA

Rispetto alle opere di Andronico e Nevio, Ennio Mostra una consapevolezza artistica
più matura. infatti, gli annales si caratterizzano per la suddivisione in libri e
soprattutto per l'esametro che, resterà poi il metro tipico del genere epico. le
ispiratrici del poeta Sono le muse greche. c'è un legame con le posso merico che
ha reso esplicito da Ennio nel sogno iniziatico che fungeva da proemio E nel quale
racconta che l'anima di Omero è in lui Cioè il poeta si presenta come una sorta di
Omero redivivo.
In un altro frammento Ennio si definisce poi da colto e dicti studiosus, cioè amante
della parola, e sottolinea la novità della propria opera rispetto a quella di Nevio.

ROMANITÀ E VIRTUS INDIVIDUALE


Nei poemi letterari c'è una grandiosa esaltazione di Roma. I principi del mos
maiorum avevano pieno conoscimento negli annales. C’è un’attenzione maggiore
per le singole personalità dato che il merito per la grandezza di Roma veniva dato a
personaggi aristocratici. Dei valori come il buon gusto, la cultura e l’affidabilità
vanno ad affiancare la virtus, la pietas, e il mos maiorum.

LO STILE
Utilizza Un registro elevato e solenne, e negli annales usa l'allitterazione e gli effetti
sonori. la solennità è ottenuta attraverso espressioni formulari, metafore e vocaboli
arcaizzanti, che conferiscono un tono sacrale.

LE OPERE MINORI
Ennio tratta vari argomenti in una serie di opere di carattere vario. Di argomento
filosofico erano l’ euhemerus e l’ epicharmus, i praecepta avevano contenuto
morale, mentre alla gastronomia erano dedicati gli hedyphagetica.

3.1 NASCITA’ PROSA LATINA

LETTERATURA E IMPEGNO POLITICO


Tra la fine del III e l'inizio del II secolo avanti Cristo la letteratura inizia a modificarsi
assumendo una spiccata valenza civile.Inizialmente la letteratura latina era destinata
a autori di bassa estrazione sociale, Ora anche i ceti più importanti di Roma si
avvicinano alla produzione di testi scritti. L'oratoria e la storiografia Sono generi in
prosa strettamente legati tra attività letteraria e politica che diventano molto
importanti. anche il ceto aristocratico partecipa a questa evoluzione della letteratura.
L'ORATORIA: LA PAROLA E LA CITTA
L'eloquenza, fondamentale strumento dell'attività politica, assume a partire dal III
secolo un'importanza crescente. essa arriva alla stesura di discorsi elaborati, che
vengono trascritti e Resi pubblici dando origine a un vero e proprio genere letterario.
il primo oratore latino è Catone il censore che scrisse un Corpus con 150 orazioni
deliberative e giudiziarie..

LE ORIGINI DELLA STORIOGRAFIA: L’ANNALISTICA

Lo scontro con Cartagine mette Roma nella necessità di giustificare il proprio


espansionismo e spiega la nascita di una storiografia annalistica laica redatta in
greco. I massimi annalisti di prima sono Pittore e Alimento che riprendono l’uso di
registrare gli eventi anno per anno fornendo dati cronologici più precisi. A questo tipo
di produzione si oppose Catone con le sue Origines della sua prima opera
storiografica latina. Questo porterà allo sviluppo di una seconda generazione di
annalisti.

LA TRATTATISTICA
La prima opera in prosa Latina,opera logicamente di Catone, è il de agri cultura, un
trattato di argomento agricolo che inaugura un filone destinato a grande fortuna nelle
epoche successive. Scritto in una lingua arcaica e
grezza, caratterizzato dal prevalere della paratassi, inoltre il testo si inserisce nel
filone delle opere precettistiche di vario argomento, nelle quali il desiderio di
preservare i fondamenti della tradizione Italica si fonde con l'intenso pragmatico di
fornire insegnamenti Pratici e di pubblica utilità

3.2 CATONE IL CENSORE UNA FIGURA ESEMPLARE


Catone il censore è il primo autore della letteratura latina in cui l'attività letteraria si
affianca al negotium politico attivo. Difensore dei valori della tradizione romana,
Catone mantiene un atteggiamento conservatore, rivolto alla moralizzazione dei
costumi e al recupero dei principi del mos maiorum, ostile alle innovazioni
ellenizzanti. Catone può essere considerato il fondatore della storiografia in lingua
latina e, più in generale, l’ iniziatore della prosa.Con i suoi numerosi discorsi politici e
giudiziari pone inoltre le basi dell’ eloquenza romana, mentre nelle opere
didascaliche riassume in forma sentenziosa i principi portanti della mentalità italica.

LA VITA

Nacque a Tusculum nel 234 a.C. Da una famiglia di piccoli proprietari terrieri.
Combatté nella seconda guerra punica e subito dopo iniziò la carriera politica come
homo novus. Era ostile alla famiglia degli scipioni e rivestì nel 184 la censura.
Appoggiò la fazione conservatrice contro le innovazioni provenienti dalla Grecia.
Negli ultimi anni ammorbidì le sue posizioni permettendo il matrimonio della figlia.

LE ORAZIONI
Dell'Opera oratoria di Catone ci restano solo frammenti e 80 titoli di orazioni politiche
giudiziarie, i cui temi vanno dalla politica esterna alla politica interna e sono Ricchi di
spunti autobiografici. Catone fu il primo autore a mettere per iscritto e pubblicare i
propri discorsi, scritti con grande perizia formale con uno stile arcaico ma efficace e
con semplicità. Inoltre l'oratore si vede come cittadino perfetto Dove la rettitudine
morale Il giovamento dello Stato devono essere Prioritarie.

LE ORIGINES
L'opera con cui Catone da inizio alla storiografia in lingua latina ci è pervenuta in
forma frammentaria, Ma ne conosciamo la struttura grazie alla testimonianza del
biografo Cornelio Nepote:organizzata in 7 libri, ripercorreva
la storia di Roma dalle origini mitiche al 149 a.c.,Inserendola nel più ampio contesto
Italico attraverso la narrazione delle “origini” delle diverse città della penisola e dei
suoi popoli.Nelle origines Catone si contrappone in modo esplicito ai resoconti
minuziosi della annalistica, spinto dal desiderio di analizzare le cause degli eventi e
di soffermarsi piuttosto sull'episodio ritenuti più significativi e più vicine nel
tempo.Egli rinuncia alla narrazione degli eventi anno per anno per adottare il criterio
di raccolta più sintetico e riprendere gli schemi della storiografia ellenistica. Dal
punto di vista ideologico Catone respinge la celebrazione dei singoli esponenti della
nobilitas senatoria propria del annalistica e dell'epoca e presenta la scesa di Roma
come frutto collettivo del valore dell'intero Popolo. Per questo egli evita di citare i
nomi di generali e comandanti, indicandoli soltanto attraverso il loro grado militare.
Dai modelli Greci l'autore deriva invece L'interesse per l’etnografia e la curiosità per i
costumi insoliti dei popoli stranieri, così come l'uso di inserire nell opera alcuni
discorsi riportati in forma diretta.

DE AGRICULTURA
Il più antico testo in prosa latina che ci è giunto integro giunto integro, costituito da
un manuale tecnico in 162 capitoli sulla gestione della tenuta agricola. L'autore
fornisce ai proprietari terrieri consigli di natura pratica sulla scelta del podere, sulla
sua amministrazione, sulla coltivazione e sull’ allevamento. Sebbene la prefazione
contenga un elogio dell'agricoltura presentata come unica attività degna di un uomo
libero, Catone si concentra piuttosto sulla ricerca pragmatica dell'utile e del massimo
profitto, da raggiungere attraverso lo sfruttamento intensivo del latifondo e delle sue
risorse.Gli schiavi erano considerati attrezzi da lavoro, dei quali è meglio disfarsi
qualora non siano più efficienti. Lo stile procede attraverso una prosa essenziale e
sintetica di tono sentenzioso. E’ meno elaborato formalmente rispetto alle orazioni e
alla origines, il trattato contiene dei termini tecnici del linguaggio agricolo, ma
mantiene una certa solennità grazie all'uso di allitterazioni, ripetizioni e omeoteleuti.

LE OPERE MINORI
Nella produzione catoniana trovano spazio anche testi di carattere
precettistico e sentenzioso, ispirate ai valori tradizionali del Mos
maiorum.I Praecepta ad marcum filium sono concepiti come un manuale
per l'educazione del figlio, che secondo la tradizione Catone non vuole
affidare a un pedagogo di origine greca ma preferi curare in prima
persona.Dall'opera emerge il costante invito a diffidare della cultura
greca. Il moralismo in conservatore della torre si esprime in forma
sentenziosa anche nei brevi massime del Carmen De moribus, consigli e
proverbi.

DIVISIONE DELL’ IMPERO ROMANO


754 A.C. - 509 A.C.=MONARCHIA
509 A.C. - 31 A.C. =REPUBBLICA
31 A.C. - 476 D.C.=IMPERO

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