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CONTESTO STORICO SOFISTI

I sofisti si sviluppano in 3 periodi diversi: il primo che va dal 492 al 475


a.C., in questo periodo atene sconfisse i persiani e ci fu un periodo di
democrazia però allo stesso tempo ci fu uno sviluppo del commercio e
una diffusione dell’educazione. Il secondo periodo è quello che va dal
479 al 431 a.C.e in questo periodo c’è l’età d’oro di Atene; in questo
periodo al governo c’era pericle e Atene era il centro
culturale,economico e politico della grecia. Il terzo periodo, appunto
l’ultimo periodo nel quale si sviluppano i sofisti, è quello che va dal 431
al 404 a.C. e in questo periodo ci fu la guerra del peloponneso nella
quale ci fu lo scontro tra atene e sparta per la conquista della Grecia,
questa guerra si concluse con la vittoria di sparta.

I SOFISTI
Sofisti viene da sophistes che vuol dire sapiente e si svilupparono
soprattutto intorno al V secolo quando diventarono degli intellettuali
professionisti poiché insegnavano il sapere dietro un compenso.
Vengono chiamati anche prostituti della cultura

Venivano divisi in democratici e conservatori.I democratici erano


Protagora, Antifonte e Ippia mentre i conservatori erano Crizia,
Trasimaco e Callicle.per Protagora il nomos rappresenta l’ordine
superiore alle leggi della natura,per Antifonte il nomos si deve adeguare
alla physis, Ippia ritiene che invece physis e nomos non coincidono anzi
si respingono infatti dice che gli uomini sono accumulati dalla natura
però è proprio la legge che ne impone delle diseguaglianze e delle
differenze la condizione umana è comune e comune devono essere le
leggi, per Crizia le leggi e le divinità sono un’invenzione e i valori legali
e morali sono falsi ma indispensabili, per Trasimaco la giustizia
avvantaggia il più forte e il governo migliore è quello oligarchico, per
Callicle prevale la legge del più forte.
I sofisti ritengono che la realtà è molteplice ed è illusorio quindi pensare
che possa esserci una sola verità assoluta e valida per tutti infatti ci sono
delle apparenze che sono tutto ciò che possiamo conoscere ed
esprimere. I sofisti danno molta importanza al discorso e al linguaggio
infatti il linguaggio deve essere capace di persuadere quindi deve avere
una grande capacità di persuasione così che i discorsi devono forgiare
sempre la realtà ed è qui che si introduce la retorica ovvero l’arte di
saper persuadere gli interlocutori attraverso i propri discorsi e propri
scritti. Ai sofisti si danno almeno due errori di prospettiva ovvero che non
è vero che parlano solamente dell’essere umano ma parlano anche del
contesto della polis e della società e del rapporto tra phisis e nomos
ovvero tra natura e leggi che sono istituiti dagli uomini stessi poi il
secondo errore da evitare è quello che non bisogna ritenere che la
sofistica sia un movimento sostanzialmente uniforme indifferenziato ma i
singoli sofisti hanno posizioni politiche diversi e spesso sostengono tesi
contrastanti.

OPPOSIZIONE TRA FILOSOFI E SOFISTI


L’opposizione tra filosofi e sofisti sta nel concepire il sapere infatti
appunto c’è il sapere apparente e mentre sono uguali perché entrambi
vengono accusati di sconvolgere il sistema dei valori tradizionali.
Socrate all’inizio si contrappone ai sofisti e lo ritroviamo nei dialoghi di
Platone dove ci sono tutte le opposizione con loro mentre prima quando
non c’era una separazione molto netta Socrate era considerato uno dei
sofisti.La differenza tra filosofi e sofisti non sta solo nel fatto che i filosofi
cercano la sapienza senza volerne trarre alcun guadagno ma sta
soprattutto nel metodo, infatti i sofisti non ammettono una perfetta
corrispondenza tra sapere e realtà e dunque il loro sapere non si occupa
del vero in sè ma di ciò che appare vero, questo agli occhi dei filosofi era
un sapere apparente

PROTAGORA
Protagora nasce ad Abdèra intorno al secondo decennio del V secolo
a.C., a lui gli è attribuito un detto famoso ovvero che l’uomo è misura di
tutte le cose e questa tesi può essere rappresentata in due sensi uno
debole e uno forte. In quello debole protagora si riferisce non ad un
singolo uomo ma alla natura umana in generale e che le cose diventano
comprensibili solo in rapporto alla ragione umana, mentre quella forte
dice che non esiste una verità unica e soggettiva ma vero è ciò che
appare ad ognuno quindi questa è la prima tesi radicalmente relativistica
dove ognuno si deve forgiare la propria verità. Anche qua c’è
l’importanza del linguaggio infatti se la verità è relativa bisogna
commentare e difendere le proprie tesi fino a farle prevalere su quelle
degli altri infatti il buon retore è colui che possiede la capacità di rendere
più forte il discorso più debole.

SENIADE
Un altro come Protagora è Seniade di Corinto che sosteneva delle tesi
più scettiche infatti dichiarava false tutte le cose e lui avrebbe inoltre
sostenuto che tutto ciò che si produce si produce dal non essere e tutto
ciò che si annulla si annulla nel non essere e quindi questo aveva
ribaltato il pensiero di Parmenide (che parlava delle caratteristiche
generali dell’essere).

GORGIA
Gorgia si avvale delle tesi parmenidee per confutarle.
Gorgia sosteneva tre tesi fondamentali: nulla esiste, se anche qualcosa
esistesse, non sarebbe comprensibile, se anche fosse comprensibile,
non sarebbe comunicabile. Infatti lui dice che l’essere, il non essere e
entrambi insieme non potrebbero esistere. Se l'essere è, o è eterno o è
generato, se fosse eterno allora dovrebbe essere illimitato quindi se è
illimitato non è in alcun luogo e quindi se non è in alcun luogo non
esiste, se invece fosse generato dovrebbe generarsi o dall’essere o dal
non essere in entrambi i casi è assurdo perchè se fosse generato
dall’essere vuol dire che prima dell’essere ci sarebbe già un essere e
quindi impossibile, se invece fosse generato dal non essere questo
abbiamo detto che è impossibile poiché il non essere non esiste e
quindi l’essere non è. La seconda tesi dice che se solo l’essere può
essere pensato allora il non essere non dovrebbe poter essere pensato
ma questo non è vero quindi l’essere è non pensabile, la terza tesi dice
che se anche fosse pensabile l’essere non potrebbe comunque essere
comunicato poichè le parole sono diverse da ciò che intendono
comunicare,questa eterogeneità ontologica impedisce che le parole
possono comunicare la realtà. Anche per lui il linguaggio è molto
importante infatti lui ha fatto l’encomio di elena per difenderla da tutte le
accuse che le erano state mandate dai greci e lui ha fatto questo
discorso per sé come un gioco dialettico mentre per elena per
scagionarla dall’infamia quindi per renderla innocente.

I SOFISTI E LA POLITICA
I sofisti si occupano anche di politica e cercano quindi di trovare non la
giustizia e la verità in quanto tali ma cercano di trovare un consenso che
appunto renda possibile la vita della polis infatti l’idea di quel tempo era
per esempio che la virtù era qualcosa con cui ci nascevi e i sofisti invece
la stravolgono e dicono che invece la virtù si può insegnare a
pagamento. Platone fa esporre a Protagora un mito sulle origini e sulla
necessità della vita associata. In questo mito Prometeo ruba il fuoco e la
sapienza tecnica agli dei e lo conferisce agli uomini che ne consente
così la sopravvivenza. Solamente che a questo mito Protagora aggiunge
che infatti la sopravvivenza non può avvenire se non c’è oltre alla
sapienza tecnica e al fuoco la sapienza politica infatti per far si che si
sopravviva c’è bisogno della sapienza politica infatti successivamente
dopo questo mito Zeus decide che per appunto non creare l’estinzione
della razza umana dona agli uomini il rispetto e la giustizia che sono gli
elementi fondamentali della sapienza politica.

Infatti per Protagora il nomos rappresenta l’ordine superiore alle leggi


della natura e appunto dice che l’uomo non può vivere isolato e ciò
significa che la natura dell’uomo quindi la physis deve trovare
compimento nel nomos ovvero le leggi, e quindi Protagora dice che il
rispetto delle leggi favorisce il singolo ma anche lo stato in quanto tale.
chi la pensa diversamente da Protagora è IPpia di Elide che ritiene che
invece physis e nomos non coincidono anzi si respingono infatti dice che
gli uomini sono accumulati dalla natura però è proprio la legge che ne
impone delle diseguaglianze e delle differenze.Ciò che intende Ippia è
che i simili, per esempio gli aristocratici, si riconoscono tra loro senza
bisogno della legge.
Un’altro che la pensa diversamente è Callicle che invece pensa che
l’umanità è divisa in forti e deboli e le leggi sono soltanto un'invenzione
dei deboli per restringere il dominio dei forti.Infatti per lui vale la legge
del più forte. Poi c'è Trasimaco che la pensa oppostamente a Callicle
infatti pensa che le leggi siano appunto una creazione dei più forti
appunto per aumentare il proprio potere e per lui il governo migliore è
quello oligarchico . Antifonte dice che il nomos si adegua alla physis poi
c’è Alcidamante dice che Dio ci ha lasciato tutti gli uomini liberi e quindi
dice che non è stata la natura ha rendere schiavo nessuno e quindi per
lui a rendere schiavo tutti gli uomini è stato il nomos. La sofistica oltre a
prendersi cura della politica si prende cura anche della religione infatti
Crizia dice che gli dei sono stati creati dagli uomini.

SOCRATE
Socrate nasce ad Atene nel 469 a.C.. Nel 406 a.C si oppose alla
decisione di processare dei generali ma questo lo pose in conflitto con la
fazione democratica in particolare contro Melèto, Licòne, Anìto che
sostennero contro Socrate l’accusa di essersi rifiutato di riconoscere gli
dei della città e di aver corrotto i giovani. L’aggravante era rappresentata
dal fatto che Socrate era ateniese e aveva partecipato attivamente alla
vita politica della città. La condanna era l’allontanamento dalla città ma
Socrate rifiutò e quindi venne sottoposto al processo. Condannato a
morte a maggioranza venne giustiziato mediante un estratto di cicuta.

LE PRINCIPALI FONTI SULLA FIGURA DI SOCRATE


Poiché Socrate non ha scritto nulla per ricostruire la sua figura dobbiamo
far riferimento ai testi di altri filosofi. Come ad esempio Nuvole di
Aristofane in cui Socrate appare da una parte come un sofista e un
retore,e dall'altra come un fisico e un naturalista. Inoltre Socrate appare
al centro di una vera e propria scuola in cui si svolgono indagini di
Carattere Scientifico, Aristofane lascia intendere che proprio Attraverso
le indagini sulla natura Socrate sia pervenuto a negare Le Antiche
divinità.Le altre fonti principali della figura di Socrate sono gli scritti
cosiddetti socratici( Poiché Socrate ne è il protagonista),il loro intento è
quello di mostrare l'infondatezza delle accuse rivolte a socrate
Evidenziando la diversità di quest'ultimo rispetto ai sofisti.Tale intento
era perseguito attraverso una duplice strategia: o affermando che
socrate era sempre rimasto fedele ai valori tradizionali;o sottolineando al
contrario la sua assoluta originalità sia rispetto ai sofisti sia rispetto alla
vita cittadina. La prima strada è seguita da Senofonte che nei
memorabili presenta socrate come un conservatore, rispettoso delle
antiche divinità e come un sostenitore dell'autosufficienza del saggio.
Nei dialoghi di platone è possibile individuare alcuni nuclei facendo
riferimento all’apologia (discorso che socrate avrebbe pronunciato
davanti ai suoi giudici) e il simposio. Questi nuclei possono essere
individuati in 3 temi principali: quello dell’ignoranza e dell’ironia, quello
della maieutica e quello dell’intellettualismo etico(la gente fa del male
poiché non conosce il bene).

IL METODO DI SOCRATE
Il metodo di socrate è diviso in 2 fasi: l’ironia(fase negativa) dove socrate
fa una riduzione all’assurdo delle tesi dell’avversario allo scopo de
renderlo consapevole della propria ignoranza.La maieutica (fase
positiva) arte di far partorire agli interlocutori la verità

ENCOMIO DI ELENA
L’encomio è stato scritto da Gorgia per difendere Elena poichè lei aveva
tradito il marito Menelao re di sparta con Paride e aveva causato la
guerra di Troia e la morte di molte persone. Infatti lui cerca di difendere
appunto Elena dicendo che lei è incolpevole perché non ha fatto ciò che
ha fatto volontariamente e quindi è innocente. Gli uomini non sono
padroni del loro destino infatti non esiste il libero arbitrio. Sul testo lui va
a dire che la provvidenza divina non si può impedire con la provvidenza
umana , quindi la divinità supera l’uomo in forza, in coraggio e in tutto il
resto quindi se ha agito ,o il caso o la divinità, va attribuita la colpa a
loro, piuttosto che ad Elena e quindi va liberata dall’infamia. Se invece fu
rapita, violentata e offesa, la colpa è del rapitore perchè lei è una
sventurata e quindi a lui aspetta sia l’accusa, sia l’infamia e sia la pena.
Se invece fu persuasa dalla parola questa anche questo non è
giustificabile infatti chi è che ha persuaso è colpevole infatti per esempio
quando noi prendiamo dei farmaci questi ci possono portare o del bene
o del male per esempio alcuni ci possono curare dalle malattie però ci
possono anche uccidere e anche la parola può causare diletto, paura o
coraggio ma anche avvelenare l’anima e quindi se questa fu persuasa
dalla parola non è colpevole ma sventurata se poi invece ha agito
perchè è innamorata anche per questo non può essere colpevole e
quindi va scagionata dalla infamia e va presa come innocente.
Lui ha fatto questo testo per sé come un gioco dialettico per Elena per
scagionare dall’infamia cioè renderla innocente.

SOCRATE E’ COME UN SILENO


Alcibiade paragona Socrate a un sileno, i sileni sono dentro belli e
esternamente brutti, infatti vengono raffigurati dentro come pieni di
divinità e fuori sono brutti e paragonati a satiri e in questo brano c’è il
metodo di Socrate che è sia l’ironia che la maieutica infatti l’ironia la
troviamo quando dice che passa il suo tempo a fare l’ingenuo e
prendersi gioco della gente mentre la maieutica la troviamo quando
vediamo dei simulacri che non abbiamo mai visto . Alcibiade vuole
andare a letto con socrate per prendere la sua intelligenza e lui se lo può
permettere perchè è considerato molto bello e Socrate rispose che è
come se volesse barattare l’oro, che ha un valore ovvero la bellezza
interiore,con il rame che non ha un valore inteso come la bellezza
esteriore ovvero quella fisica che non ha nessuna consistenza e in
questo brano troviamo appunto l’amore omosessuale che è il vero
amore ed è quello appunto tra Socrate e Alcibiade

LA MORTE DI SOCRATE
in questo testo Platone narra gli ultimi momenti di vita di socrate che
sono trascorsi serenamente con gli amici.Quando Socrate doveva
scontare la sua pena era chiuso in carcere ed a un certo punto arriva un
uomo che gli disse che in quel giorno si sarebbe tenuta l’esecuzione e
Socrate gli disse che voleva assumere direttamente la cicuta però
Critone ovvero l’amico gli chiese come mai voleva fare questa scelta
visto che di solito tutti morivano con il tramontare del sole però lui disse
che era naturale per lui fare questa scelta essendo un sapiente, infatti
guadagnare due o tre ore non gli avrebbe cambiato niente e quindi
obbligò Critone a chiamare l’uomo che gli avrebbe poi portato questo
vassoio con il bicchiere e Socrate chiese all’uomo cosa doveva fare.
L’uomo gli disse che doveva incominciare a girare per la stanza finché
non si sarebbe sentito le gambe appesantite e poi sdraiarsi e morire.
Così lui ascolto e prese questa cicuta, la butto giù tutta d’un fiato, senza
fare una smorfia e poi iniziò a girare per la stanza finché le sue gambe
non si appesantivano e si mise a giacere a supino come gli aveva
consigliato l’uomo e poco prima di morire disse a Critone che doveva
uccidere il gallo per il dio della medicina Ascepio e Critone gli disse che
l'avrebbe fatto e gli chiese se dovesse fare altre cose ma da quel
momento non rispose più perché morì e l’uomo lo tocco finchè non
divenne freddo.

SOCRATE LE LEGGI DELLA POLIS


Socrate dice che, senza le leggi, non ci sarebbe una comunità politica,
infatti senza le leggi i genitori di Socrate non si sarebbero sposati e lui
non sarebbe nato e non ci sarebbe stata neanche l’istruzione quindi per
Socrate. Le leggi sono più importanti dell’individuo perché consentono
all’individuo di convivere pacificamente. Ad Atene la condanna si poteva
evitare o pagando o con l’esilio però Socrate non fugge perché con la
morte avrebbe confermato tutto quello che aveva detto in vita. Infatti
Socrate aveva sempre messo davanti a sè la virtù e l’onestà e fuggendo
avrebbe distrutto tutto il suo operare e ci sarebbe stata una critica
fondata da parte dei detentori.

PROTAGORA:L’UOMO MISURA DI TUTTE LE COSE


Protagora viene associato al detto l’uomo misura di tutte le cose che può
essere interpretato sia in maniera forte e debole,in quello debole
protagora si riferisce non ad un singolo uomo ma alla natura umana in
generale e che le cose diventano comprensibili solo in rapporto alla
ragione umana; mentre quella forte dice che non esiste una verità unica
e soggettiva ma vero è ciò che appare ad ognuno quindi questa è la
prima tesi radicalmente relativistica dove ognuno si deve forgiare la
propria verità anche qua c’è l’importanza del linguaggio infatti se la
verità è relativa bisogna commentare e difendere le proprie tesi fino a
farle prevalere su quelle degli altri infatti il buon retore è colui che
possiede la capacità di rendere più forte il discorso più debole.
ma ha anche una interpretazione politica e inoltre l’uomo è la misura di
tutte le cose può essere intercambiato con altre due parole, cioè criterio
e fatti, quindi l’uomo che è criterio di tutti i fatti, di quelli che sono in
quanti sono e di quelli che non sono in quanti non sono. In questo testo
sono presenti anche le emozioni che variano da persona a persona
perchè dipendono sia da fattori interni che da fattori esterni come per
esempio l’età, le ore di sonno, la veglia.

DISCORSI DOPPI
I discorsi doppi sono stati scritti da un anonimo nel IV secolo.
La tesi è che tutte le cose sono buone o cattive, belle o brutte e giuste o
ingiuste, inoltre c’è una contraddittorietà dei giudizi in quanto le persone
ritengono che il bene e il male siano cose diverse o la stessa cosa.Come
ad esempio la malattia per i malati è un male ma per i medici è un bene,
la morte per chi muore è un male ma per gli impresari delle pompe
funebri è un bene. Inoltre queste differenze si trovano anche nelle civiltà
infatti ad esempio i massageti squartano i genitori e si li mangiano
perchè pensano che essere sepolti nei propri figli sia la più bella
sepoltura e questa cosa se fosse fatta in grecia sarebbe punita.

L’ARTE DELLA MAIEUTICA SECONDO SOCRATE:PLATONE


Platone nel Teeteto narra di un dialogo tra Socrate e Teeteto in cui
Socrate afferma che lui non è un contenitore vuoto ma bensì dentro di lui
ci sono delle sapienze e delle conoscenze. Lui gli parla del lavoro di sua
madre, ovvero la levatrice e parla anche dell’arte della maieutica in
quanto lui attraverso l’interrogazione o dialogo fa uscire la verità dalle
persone. Teeteto non sapeva di questa sua abilità, in quanto Socrate la
teneva segreta, e le persone della città lo ritenevano una persona fuori-
luogo che imbarazzava e faceva le domande per metterti in difficoltà. Lui
paragona la sua abilità al lavoro delle levatrici, in quanto le levatrici
fanno partorire i figli e Socrate fa partorire l’anima. Da qui si può vedere
la doppiezza dell’essere umano: quella fisica, ovvero il corpo, e quella
spirituale, ovvero l’anima. Socrate afferma che, come le donne in questo
processo di emersione soffrono, anche l’anima soffre in quanto le nuove
conoscenze destabilizzano l’interlocutore perché lo mettono in crisi e lo
portano a fare un lavoro su noi stessi che ci porta ad un cambiamento
sostanziale della vita. Un altro aspetto di questo testo è il Dio-demonio
che chi lo leggeva lo interpretava come una voce interiore, e poi venne
interpretato come una voce divina che trascende dal mondo materiale e
lo invita a pensare all’universalità e al bene. Quindi è un dio che va al di
là della natura antropomorfica che converge verso il bene e la
conoscenza. Quest’ultima è un valore morale, quindi si intende fare del
bene.

ESISTE UN UOMO PIÙ SAPIENTE DI SOCRATE?:PLATONE


apologia
Nel passo dell’Apologia un amico di Socrate, Cherefonte, chiede
all’oracolo di Delfi se esiste un uomo più sapiente di Socrate. La risposta
è negativa e Socrate si mette alla ricerca di una persona più sapiente di
lui e interroga politici, poeti e artigiani. Ne ricava una conclusione
deludente e scopre che loro, a quanto essi ritengono di sapere, in realtà
conosco ben poco e proprio nulla. Quindi Socrate ne deduce che
secondo l’oracolo egli è il più sapiente proprio perchè sa di non sapere
e non presume di essere sapiente. Infatti i politici usano la sapienza, loro
dicono di essere i più sapienti e usano la dialettica perché con i loro
discorsi vogliono convincere la gente mentendo. Poi ci sono i poeti che
raccontano una realtà che non è, quindi una realtà inventata. Infine ci
sono gli artigiani che pensano che il mondo finisca con il finire delle loro
tecniche.

INTELLETTUALISMO ETICO
Le persone non fanno del male volontariamente ma lo fanno perche non
conoscono il bene invece chi conosce il bene fa necessariamente del
bene

RELATIVISMO
Dice che non esiste una verità assoluta ma ognuno si forgia della propria