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223 - ASCOLTO PROFONDO E PAROLA AMOREVOLE

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1 – Vita patologica e vita fisiologica, la natura umana è divina, come facciamo a generare in noi lo stato di
grazia?

A Trevi siamo giunti a questa conclusione: abbiam visto cos’è una vita condotta in modo patologico,
un’economia, una politica, una finanza. Tutte le Istituzioni sono patologiche perché patologico è il modo di
pensare umano.
Abbiamo capito cosa vuol dire un pensiero fisiologico, un pensiero che si radica nella fisiologia degli affetti,
in quel tipo di relazione d’amore che si instaura tra un bambino piccolo e la propria madre che nei primi
mesi di vita continua quel tipo di relazione, sostegno incondizionato, totale che la natura fa si che il
bambino riceva nel ventre materno.
La natura non ci ha abbandonato, anche dopo predispone attraverso gli ormoni la donna a essere
particolarmente attenta al bambino come un laser, se non è traumatizzata, se è riuscita a riparare i proprio
traumi. Abbiamo visto che raggiungere questo stato di riparazione non è un’impresa disperata. Lo hanno
fatto in parecchi a Trevi. Persone che sono venute a lavorare vicino a me e che erano già in uno stato di
grazia e questo stato volevano mantenerlo nel tempo. Questo era da sempre stato il loro vero sogno.
Abbiamo visto la falsità delle dichiarazioni dei falsi maestri che ci insegnano che la natura umana è
perversa. Non è così. La natura umana è una natura divina che viene distrutta quando l’umanità
separandosi in modo molto forte, nel periodo degli imperi, ha creato una disparità forte tra gli imperatori e
la loro cerchia e i normali abitanti che erano plebe che facevano il loro lavoro peggio di animali perché gli
animali sono guidati dagli istinti, questi invece erano guidati dalle autorità false, umane che dominavano su
di loro pur essendo diventati l’opposto di un’autorità. L’autorità è quella che fa crescere, questi invece
aiutavano l’umanità a stare sempre peggio.
Fatta questa premessa, l’unica domanda sensata è: come facciamo a generare dentro di noi questo stato?

2 – Ascolto profondo e parola amorevole, ascolto oltre l’ego per arrivare alla bellezza dell’anima, silenzio
interiore.

Oggi voglio parlarvi di una delle pratiche più rivoluzionarie che conosco che si può definire: ascolto
profondo e parola amorevole. Mutuo questi termini dagli insegnamenti di Thích Nhất Hạnh .
Ascolto profondo è l’ascolto che si attua nella perfetta risonanza. Io sono in grado di ascoltare, osservare
davvero quando i miei occhi e le mie orecchie diventano un laser per cui io riesco a trapassare la cortina
fumogena delle chiacchiere umane egoiche che coprono la realtà. A quel punto tutto ciò che osservo è
bellissimo, è la descrizione di ciò che accade a chi esce dalla caverna di Platone. Dopo un primo momento di
smarrimento, perché gli occhi non sono abituati ad una luce così forte, chi esce e ha compiuto una
rivoluzione della mente, finalmente vede la bellezza della verità che è inconfondibile e talmente potente
che non può essere confusa con le bassezze dei simulacri che si vedono nella grotta, con la propaganda.
Propaganda che alcuni uomini fanno per dominare sugli altri mettendo insieme queste messinscene
politiche, militari, economiche. Sono sempre le stesse cose, cambiano le forme ma lo scopo e le persone
sono sempre quelle.
La parola amorevole ci può essere solo sulla base di un ascolto così e questo ascolto infatti ci mette in
condizione di ascoltare la nostra anima, la nostra voce interiore. L’anima è come un liuto che sussurra,
non urla mai mentre il vociare umano sono le cascate del Niagara, un concerto rock a 100mila watt. Per
poter ascoltare la voce dell’anima bisogna riprodurre al nostro interno il silenzio che vuol dire
concentrazione sull’unica cosa veramente importante.

3 - La verità abita nelle profondità del nostro interno. Il divino si manifesta attraverso gli esseri umani.

Perché è importante? Se ascolto il vociferare umano ordinario, la chiacchiera, il telegiornale, io sono


continuamente confuso da migliaia di parole che non servono a nulla, sono tutte false, doppie. L’unica cosa
veramente da fare è ritornare nel nostro centro. S.Agostino dice ‘in interiore homine habitat veritas’ e
interiore per il mistico vuol dire il nostro punto più elevato. Nel misticismo profondità, altezza, luminosità
sono la stessa cosa. Per trovare la bellezza fuori, per trovare Dio fuori devo scendere in profondità e Dio si
manifesta in ogni cosa. È un Dio che produce anche brutture? No. Questa è una falsa idea che Guzzi
contesta mirabilmente. Il divino ha bisogno di noi per realizzarsi.
È la specie umana che potendo scegliere, la natura ci ha portato fino lì, può scegliere sia per il pensiero che
ci divinizza, sia per il pensiero che ci demonizza. Oggi l’ego collettivo di cui parla Ekart Tolle è l’organismo
più pericoloso che mai sia esistito sulla terra. L’ego collettivo è il vociferare delle multinazionali che
attraverso i megafoni e i microfoni che arrivano fino a noi stessi ci ha ridotto a un branco di persone del
tutto inconsapevoli sempre indaffarate senza un minuto per ascoltare noi stessi, né gli altri, né la natura.

4 – Le mie parole favoriscono la gioia della mia anima e di quella dell’altro?

Per praticare la parola amorevole è buona regola porsi sempre questa domanda: “Quello che mi uscirà
dalla bocca, i suoni che emetterò e che raggiungeranno l’orecchio dell’altro, sono suoni che favoriranno
la gioia dell’altra persona e della mia o no? Sono parole di sostegno incondizionato, di piena verità, di
accettazione o contengono del rifiuto, del giudizio, delle maledizioni? Sono benedette, che dicono il bene o
sono parole che dicono il male e sono delle bestemmie?”
Quasi mai ci poniamo domande del genere. Se ci poniamo domande così vedremo che per la maggioranza
delle parole sarebbe meglio tacere. Prima bisogna lavorare al nostro interno in modo che sia abitato dalle
parole poetiche che sono le parole dell’anima. Le parole poetiche sono quelle che mi sostengono, che mi
incoraggiano, che mi aiutano, mai mi disprezzano, mi criticano, mi tirano giù.

5 – Critiche e atomi di odio

Quanta gente si critica e si dà addosso oggi? Cosa significa darsi addosso? Significa che una parte di noi
schiaccia una parte più piccola e più fragile. Riproduciamo all’interno esattamente il mondo esterno. Chi
critica se stesso sappia che sta favorendo il neoloberismo. Sta creando atomi di odio che fanno si che
questo mondo sia sempre più invivibile, non sostenibile.
Dobbiamo imparare a eliminare ogni molecola di odio dai nostri pensieri.

6 – Criticarsi serve a migliorarsi? Il giudizio è alla base di ogni sub-personalità

Se chiedo a una persona: “Perché ti critichi?”


Risposta: “Lo faccio per migliorarmi!”
Questa è una fesseria incredibile. Come fai a dire che ti migliori attraverso la critica?
“Se non mi criticassi sarei pigro, stupido, distratto…”
“Quindi criticandoti così stai ottenendo la piena attenzione, la dedizione alla verità?”
“Eh no!”
“E cosa fai per ottenerle?”
“Continuo a criticarmi.”
Quindi qualcosa che è nocivo, la critica, viene usato reiteratamente producendo un circuito negativo. Più
mi critico, più mi distanzio dalle mie parti interne, più le mie parti interne mi boicotteranno in tutti i
modi.
Se critico un bambino, l’unica cosa che ottengo è il suo contrarsi, il suo diventare ossessivo o l’opposto
istrionico. Sviluppa in lui qualunque tipo di sub-personalità.
Il giudizio è alla base di tutte, tutte, nessuna esclusa, le subpersonalità : fobiche, ossessive, paranoidi,
istrioniche, paranoidi, orali, c’è sempre di mezzo questa maledizione della critica.
Capito che il criticismo è solo negativo? È qualcosa che noi non facciamo volontariamente.
7 - Il diavolo vuole il nostro male, il termine IO come inganno del male

Perché non sono io? Perché nessuna animale, e io sono un animale, fa in modo di farsi del male. Se io mi
faccio del male vuol dire che sono uscito dal regno animale. Sono al di sotto, sono meno intelligente di una
pianta, di un’ameba, di un coccodrillo, di una rana.
Come è possibile essere ridotti così? Perché in realtà non sono io che mi parlo. Potremmo dirlo in termini
teologici, così liberiamo il campo da ogni equivoco, che è il diavolo che parla dentro di me e il diavolo vuole
il mio male non il mio bene. Vuole la mia maledizione perchè se io dico parole buone io mi divinizzo e il
diavolo su di me non ha più nessuna presa, per cui questa sorta di entità che ci abita perché gli apriamo le
porte ci distrugge. Ci distrugge giorno, per giorno e noi abbiamo una fedeltà assoluta a questa entità
negativa.
Questa usa un trucco molto semplice, ci fa usare il termine Io. Riesce a far credere che le sue parole sono le
nostre. Una volta che gli riesce questo inganno lui se ne può andare, il resto lo facciamo tutto da soli.
Perché una volta che usiamo parole così lo creiamo dentro il diavolo, siamo noi dei diavoli. Persone che
sono diventate cattive, cioè prigioniere, malate, patologiche che fanno il male di se e del mondo. io credo
che questa sia una buona ragione per smetterla.

8 – Rimediare ai nostri errori, praticare la gentilezza

Parto da esperienze personali. Entro in un autogrill. Vedo una signora che da sola gestisce questo grande
edificio che viene aggredita in modo molto volgare da una persona benvestita che come cliente, siccome
paga, si sente in diritto di umiliare questa lavoratrice che evidentemente considera come una schiava. Vedo
come questa lavoratrice incassa e si deprime.
Essendomi ben chiaro che questo essere umano è anche me, è parte del mio inconscio e che dentro di me
alberga un essere come lui, credo che sia importante rimediare. Quando vado alla cassa per pagare faccio
inserire in più una scatola di cioccolatini, poi torno da quella signora che dice:
“Cosa desidera?”
“Desidero solo darle questa scatola di cioccolatini”.
Quella rimane sbalordita e chiede: “Perché?”
“Per quello che ha subito prima.”
“Ma non è stato lei, caro signore.”
“No, non sono stato io ma è stato un membro della mia specie e quindi vorrei correggere questo brutto
peccato che ha compiuto, rendendola infelice. Io sono qui per darle un conforto.”
Lei è uscita dal banco e mi ha abbracciato e ho sentito in questo abbraccio un ringraziamento sincero.
Questa donna che sta lì tutti i giorni che torna nella sua casa la sera lì vicino all’autogrill, vicino
all’autostrada. Una vita molto impoverita. Trova un essere umano insignificante come me che gli regala una
scatola di cioccolatini e questo le dona una gioia infinita. Il punto è che la dona anche a me anche mentre la
racconto e la rivivo. Probabilmente anche a chi è in ascolto, risonante, vero. Per chi non è risonante non
arriva niente di quel che dico. Se siete risonanti almeno in parte e vi identificate un po’ in me e un po’ in
quella signora vi verrà voglia quando andate da qualche parte di fare un gesto simile. Vi assicuro che è
quanto di più gratificante esista nel mondo.

9 – Parlare pace - Rosemberg

Se andiamo a leggere uno dei testi più importanti di psicologia umanistica e transpersonale è sicuramente
‘Parlare pace’ di Rosemberg.
Rosemberg in quel testo chiarisce molto bene cosa significa dire parole che pacificano le persone. Lui lo può
dire da persona competente perché è riuscito a creare pace anche in villaggi in Africa, in Ruanda dove Tutsi
e Hutu si erano massacrati e la pace non poteva esistere, le famiglie si erano massacrate a vicenda e non
c’era che odio e spirito di vendetta. Lui riuscì, utilizzando quello che vi ho detto prima a riportare il villaggio
nella pace. Vi invito a leggere quel libro che, se avete fortuna, troverete. Racconta tanti episodi in cui lui
stesso ha capito cosa vuol dire guardare il mondo in un modo piuttosto che in un altro.
Racconta una volta che era in un autobus di NewYork e vede un padre seduto ed è distratto e un bambino
che fa le bizze, evidentemente prepotente. Lui si avvicina a quest’uomo e gli chiede perché lascia che il
bambino vada ad importunare le persone. Quest’uomo si alza e si sveglia come da una trans e dice: “Mi
scusi, abbia pazienza, torno dal funerale di mia moglie.” Lui si rese conto che aveva dato una lettura della
mente molto fasulla. Credeva che quest’uomo fosse uno sconsiderato, era invece un uomo molto
sofferente.

10 – Tu sei mio padre

Mi trovavo a Rapallo dovevo prendere la macchina e pagare il posteggio e trovo lì un ragazzo malvestito
con pantaloni strappati, un emigrato che per raccogliere qualche soldo si presta ad aiutare quelli che
posteggiano ad usare la macchinetta, mettere soldi, ricevuta, ecc… cose facili, cmq lui fa questo piccolo
lavoro, utile. Fa questo lavoro e gli lascio 2 euro. Dopo un po’, qualche secondo, passa un signore ben
vestito che sembra dell’alta borghesia, di coloro che ormai vedono gli immigrati come scarafaggi che
invadono il nostro territorio e a voce alta dice:
“Ecco ci mancava anche qui a Rapallo che arrivassero questi negri.” E se ne va.
Io sento queste parole come fossero veleno puro per il cuore di questo ragazzo. Mi avvicino e più o meno
mi comporto come con la cassiera dell’autogrill.
Questa volta vado un po’ più a fondo, gli chiedo qualcosa della sua vita e lui mi dice:
“Abito in un rudere dove posso scaldarmi qualcosa con un fornelletto e poi vengo qui a fare questo lavoro.
Non è un lavoro, io vorrei lavorare. Non voglio i tuoi soldi, voglio lavorare, sono qui per lavorare. Ti chiedo
se tu puoi trovarmi un lavoro, ti do questo telefonino, sono disposto a fare qualunque cosa.”
“Va bene, farò quello che chiedi, ma nel frattempo prenditi questi soldi, almeno per riparare al danno delle
parole di quell’uomo”.
A questo punto lui mi guarda mi si avvicina e mi abbraccia e mi dice:
“Tu sei mio padre!”
Io rimango lì, sento questo abbraccio e il calore del suo corpo entrare dentro di me, sento una fusione di
energia potentissima. Una gioia scaturita in me e in lui che ci ha infiammato. Ma io gli chiedo veramente un
favore di prendere altri 50 euro ma per far piacere a me, non a lui. Lui so che ha una sua dignità ma io sento
che il nostro popolo è così vergognosamente inconsapevole oggi e con difficoltà sono riuscito a farglieli
accettare.
Tornato a casa quel giorno avevo una gioia interiore che non si spegneva più. Questo semplicemente
perché ho praticato l’ascolto profondo e la parola amorevole. Lo potete fare anche voi da questo momento
in poi.