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Diritto Processuale Penale 2021, a cura di Davide Tutino

Tratto da SIMONE – TONINI + Aggiornamenti D.TUTINO

ULTIME NOVITA’ LEGISLATIVE E GIURISPRUDENZIALI

- Sentenza n. 37207/2020 SS. UU., Penali  effetti dell’accoglimento della richiesta di


ricusazione del GUP;
- Ordinanza n. 31601/2020 Cass. V sez. Pen.  Reclamo avverso il decreto di
archiviazione emesso dal GdP
- Sentenza n. 12778/2020 SS. UU., Penali  regolarità della notifica all’imputato detenuto;
- Sentenza n. 5788/2020 SS. UU. Penali  modifica dell’imputazione nel giudizio
abbreviato condizionato;
- L. 28 febbraio 2020, n. 7, di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161 
recante modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o
comunicazioni
- Sentenza n. 31462/2020 Suprema Corte di Cassazione  Ricorso per Cassazione contro
la Sentenza di Patteggiamento al di fuori delle circostanze tipizzate dall’art. 448 comma 2
bis c.p.p.
- Sentenza n. 41736/2019 SS. UU., Penali  principio di immutabilità del giudice;
- L. n. 69/2019  Codice Rosso
- L. n. 38/2019  Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena
dell'ergastolo.
- L. n. 36/2019  Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima
difesa.
- D.Lgs. n. 24/2019  in attuazione della direttiva (UE) 2016/1919 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per
indagati e imputati nell'ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell'ambito
di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo.
- L. 3/2019  Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in
materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici.
- D.L. 113/2018, conv. in legge, con modificazioni, dalla L. 132/18.
- D.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11  Disposizioni di modifica della disciplina in materia di
giudizi di impugnazione.

CAPITOLO 1 ➺IL CODICE DI PROCEDURA PENALE


1. CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO
2. STRUMENTALITA’
3. FORMALITA’ DEL PROCESSO PENALE
4. GIURISDIZIONALITA’ DEL PROCESSO PENALE
5. I SISTEMI PROCESSUALI
6. IL SISTEMA PROCESSUALE VIGENTE E LE NOVELLE LEGISLATIVE.

CAPITOLO 2 ➺ IL SISTEMA ACCUSATORIO VIGENTE


1. ORALITA’
2. PUBBLICITA’
3. POTERE DI ACCUSA
4. PROCESSO E PROCEDIMENTO – FASI
5. RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO

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CAPITOLO 3 ➺ IL GIUDICE
1. INDIPENDENZA
2. IMPARZIALITA’
3. RIMESSIONE
4. INCOMPATIBILITA’
5. ASTENSIONE
6. RICUSAZIONE
7. TIPOLOGIA DEI GIUDICI.
8. TIPOLOGIA DEI PROVVEDIMENTI – DELIBERAZIONI – POTERI GIUDICE
9. DECLARATORIA IMMEDIATA DI CAUSE DI NON PUNIBILITA’.
10. ESTINZIONE DEL REATO PER CONDOTTE RIPARATORIE.

CAPITOLO 4 ➺ IL PUBBLICO MINISTERO


1. FUNZIONI DEL PM.
2. AVOCAZIONE

CAPITOLO 5 ➺ LA POLIZIA GIUDIZIARIA (55 cpp e ss)


1. UFFICIALI ED AGENTI DI P.G.  LEGITTIMAZIONE AD ATTI.

CAPITOLO 6 ➺ L’IMPUTATO
1. REQUISITI PER L’ASSUNZIONE DELLA QUALITA’ DI IMPUTATO (art. 60 cpp).
2. IDENTIFICAZIONE (IMPUTATO).
3. ESISTENZA IN VITA.
4. CAPACITA’ PROCESSUALE.
5. I DIRITTI DELL’IMPUTATO E L’INTERROGATORIO.
6. AUTODIFESA.

CAPITOLO 7 ➺ LA PARTE CIVILE.


1. COSTITUZIONE – REVOCA – ESCLUSIONE PARTE CIVILE.

CAPITOLO 8 ➺ IL RESPONSABILE CIVILE ED IL CIVILMENTE OBB. PER


LA PENA PECUNIARIA

CAPITOLO 9 ➺ PERSONA OFFESA DAL REATO E GLI ENTI


ESPONENZIALI.

CAPITOLO 10 ➺ IL DIFENSORE.
CAPITOLO 11 ➺ LE NOTIFICHE DEGLI ATTI.
1. NOTIFICHE ALL’IMPUTATO.
2. DECRETO DI IRREPERIBILITA’
3. NOTIFICAZIONI ALL’IMPUTATO ALL’ESTERO.
4. NOTIFICAZIONI ALLE ALTRI PARTI PRIVATE.

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CAPITOLO 12 e 13 ➺ GLI ATTI e PATOLOGIE NEL PROCEDIMENTO
PENALE.
1. ATTO INVALIDO.
(1) INAMMISSIBILITA’.
(2) DECADENZA.
(3) NULLITA’.
(4) INUTILIZZABILITA’.

CAPITOLO 14 ➺ LA NOTITIA CRIMINIS.


CAPITOLO 15 ➺ LE CONDIZIONI DI PROCEDIBILITA’.
1. QUERELA (336 e ss).
2. ISTANZA DI PROCEDIMENTO.
3. RICHIESTA DI PROCEDIMENTO.
4. AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE.

CAPITOLO 16 ➺ LA COMPETENZA.
1. COMPETENZA PER MATERIA.
2. COMPETENZA PER TERRITORIO.
3. COMPETENZA FUNZIONALE.
4. COMPETENZA PER CONNESSIONE.
5. RIUNIONE E SEPARAZIONE DEI PROCEDIMENTI.

CAPITOLO 17 ➺ INCOMPETENZA, CONFLITTI DI COMPETENZA E DI


GIURISDIZIONE, CARENZA DI ATTRIBUZIONE.
1. INCOMPETENZA.
2. CONSEGUENZE.
3. CONFLITTI DI GIURISDIZIONE E DI COMPETENZA.
4. CONTRASTI TRA P.M..

CAPITOLO 18 ➺ LE INDAGINI PRELIMINARI.


1. IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI.
2. LE ATTIVITA’ DI POLIZIA GIUDIZIARIA.
3. ATTIVITA’ DELLA PG, RELATIVA ALL’INDAGATO.
4. PERQUISIZIONI E SEQUESTRI.
5. RESTITUZIONE E DISTRUZIONE.
6. INDAGINI PRELIMINARI DEL P.M..
7. PROCURATORE GENERALE.
8. DIRITTO DI DIFESA NELLE INDAGINI PRELIMINARI.
9. INVESTIGAZIONI DIFENSIVE.

CAPITOLO 19-23 ➺ MISURE CAUTELARI.


1. TIPI DI MISURE CAUTELARI
2. LE MISURE PRECAUTELARI.
3. DOVERI DELLA PG

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CAPITOLO 24 ➺ REVOCA , MODIFICA , SOSTITUZIONE O ESTINZIONE
DELLE MISURE COERCITIVE ED INTERDITTIVE.
1. REVOCA E SOSTITUZIONE MISURA.
2. ESTINZIONE DELLE MISURE CAUTELARI.
3. TERMINI INTERMEDI.
4. TERMINI COMPLESSIVI.
5. TERMINI FINALI.
6. LIBERAZIONE IMPUTATO.
7. I MEZZI DI IMPUGNAZIONE DEI PROVVEDIMENTI CAUTELARI PERSONALI.
8. RIESAME.
9. RICORSO PER CASSAZIONE.
10. APPLICAZIONE PROVVISORIA DI MISURE DI SICUREZZA.
11. RIPARAZIONE PER INGIUSTA DETENZIONE.
12. MISURE CAUTELARI REALI.
13. MEZZI DI IMPUGNAZIONE PROVVEDIMENTI CAUTELARI REALI.

CAPITOLO 25 ➺ I MEZZI DI PROVA.


1. DISCIPLINA GENERALE DELLE PROVE.
2. CHIAMATA IN CORREITA’.
3. LA TESTIMONIANZA.
4. TESTIMONIANZA INDIRETTA.
5. INCOMPATIBILITA’ CON L’UFFICIO DI TESTIMONE.
6. FACOLTA’ DI ASTENSIONE.
7. ESAME DELLE PARTI.
8. CONFRONTI.
9. RICOGNIZIONI.
10. ESPERIMENTI GIUDIZIALI.
11. PERIZIA E CONSULENZA TECNICA.
12. I DOCUMENTI.

CAPITOLO 26 ➺ I MEZZI DI RICERCA DELLE PROVE.


1. ISPEZIONE.
2. PERQUISIZIONE.
3. SEQUESTRO.
4. INTERCETTAZIONI.

CAPITOLO 27 ➺ L’INCIDENTE PROBATORIO.


1. LA RICHIESTA E LA DECISIONE DEL GIUDICE.

CAPITOLO 28 ➺ LA CHIUSURA DELLA FASE INVESTIGATIVA.


1. AVVISO DELLA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI.
2. ARCHIVIAZIONE.
2.1. NULLITA’ DEL PROVVEDIMENTO DI ARCHIVIAZIONE

CAPITOLO 29 ➺ AZIONE PENALE ED UDIENZA PRELIMINARE.


1. SVOLGIMENTO DELL’UDIENZA PRELIMINARE.

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2. MODIFICAZIONE DELL’IMPUTAZIONE.
3. INTEGRAZIONE DELLE INDAGINI ED INTEGRAZIONE PROBATORIA.
4. DECISIONE DEL GUP.

CAPITOLO 30 ➺ I PROCEDIMENTI SPECIALI.


1. GIUDIZIO ABBREVIATO.
2. IL PATTEGGIAMENTO.
2.1 CORREZIONE DI ERRORI MATERIALI
3. IL GIUDIZIO DIRETTISSIMO.
4. IL GIUDIZIO IMMEDIATO.
5. DECRETO PENALE.

CAPITOLO 31 ➺ GLI ATTI PRELIMINARI AL DIBATTIMENTO.


1. FASE DEGLI ATTI PRELIMINARI AL DIBATTIMENTO.

CAPITOLO 32 ➺ IL DIBATTIMENTO.
1. ATTI INTRODUTTIVI DEL DIBATTIMENTO.
2. QUESTIONI PRELIMINARI.

CAPITOLO 33 ➺ L’ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE.


1. L’ESAME TESTIMONIALE.
2. ESAME DELLE PARTI PRIVATE:
3. LE LETTURE.

CAPITOLO 34 ➺ LA FASE DECISIONALE.


1. MODIFICA DELL’IMPUTAZIONE.
2. DECISIONE.
3. SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO.
4. SENTENZA DI CONDANNA.

CAPITOLO 35 ➺ PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE


MONOCRATICO.
1. UDIENZA PRELIMINARE.
2. GIUDIZIO ORDINARIO NEL TRIBUNALE MONOCRATICO.
3. RITI SPECIALI NEL RITO MONOCRATICO.

CAPITOLO 36 ➺ COMPETENZA PENALE DEL GIUDICE DI PACE.


1. PUBBLICO MINISTERO.
2. COMPETENZA.
3. INDAGINI.
4. IMPUGNAZIONI SENTENZE GIUDICE DI PACE.

CAPITOLO 37 ➺ IL PROCEDIMENTO MINORILE.


1. LA DECISIONE.

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CAPITOLO 38 ➺ RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE
PERSONE GIURIDICHE.

CAPITOLO 39 ➺ LE IMPUGNAZIONI IN GENERALE.


1. LEGITTIMAZIONE AD IMPUGNARE.
2. PUBBLICO MINISTERO.
3. IMPUTATO.
4. PARTE CIVILE e altre parti.
5. FORME, TERMINI ED INAMMISSIBILITA’.
6. EFFETTI DELL’IMPUGNAZIONE.

CAPITOLO 40 ➺ L’APPELLO (593).


1. GIUDICE COMPETENTE PER L’APPELLO.
2. APPELLO INCIDENTALE (595).
3. COGNIZIONE DEL GIUDICE DI APPELLO E DIVIETO DI REFORMATIO IN PEIUS.
4. GLI ATTI PRELIMINARI AL GIUDIZIO DI APPELLO.
5. RITO CAMERALE.
6. RITO DIBATTIMENTALE.
7. LA RINNOVAZIONE DELL’ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE.
8. LA DECISIONE IN APPELLO.

CAPITOLO 41 ➺ IL RICORSO PER CASSAZIONE.


1. PROVVEDIMENTI RICORRIBILI.
2. CASI DI RICORSO.
3. SOGGETTI RICORRENTI.
4. PROCEDIMENTO.
5. SENTENZA.
6. INAMMISSIBILITA’.
7. RIGETTO DEL RICORSO.
8. RETTIFICAZIONI DI ERRORI DELLA SENTENZA IMPUGNATA.
9. ANNULLAMENTO SENZA RINVIO.
10. ANNULLAMENTO CON RINVIO.
11. RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE MATERIALE O DI FATTO.

CAPITOLO 42 ➺ LA REVISIONE.

CAPITOLO 43 ➺ LA RESCISSIONE DEL GIUDICATO.

CAPITOLO 44 ➺ ERRORE GIUDIZIARIO – RESPONSABILITA’


MAGISTRATI.

CAPITOLO 45 ➺ L’ESECUZIONE PENALE.


1. GIUDICATO.
2. EFFICACIA DEL GIUDICATO PENALE IN ALTRI GIUDIZI.

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3. IL PROCEDIMENTO DEL GIUDICE DELL’ESECUZIONE.
4. IL PROCEDIMENTO DELLA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA.

CAPITOLO 46 ➺ RAPPORTI GIURISDIZIONALI INTERNAZIONALI.


CAPITOLO 1 ➺IL CODICE DI PROCEDURA PENALE

- Nuovo codice 1988  Vassalli  primo corpus juris della Repubblica , attua i principi
costituzionali e principi e criteri direttivi prefissati dal legislatore delegante ex art. 2 l.
81/1987

Il nuovo codice, recentemente modificato dalla L. 103/2017 c.d. Riforma Orlando, ha innovato
sia i riti delle aule giudiziarie sia la fase degli indagini preliminari.

Nuovi ed inediti schemi operativi per il P.M.

Diverso e assai più responsabilizzato il ruolo del difensore, chiamato a scelte decisionali in tema di
riti alternativi, attraverso i quali è possibile definire anche anticipatamente la contesa giudiziaria.

Carattere tendenzialmente accusatorio del processo Vassalli e centralità della fase


dibattimentale, come momento in cui si svolge l’acquisizione e la valutazione della prova.

Le parti sono poste tutte su un piano di potenziale parità dialettica.

- nella fase pre-processuale, la figura predominante è il P.M.


egli è il dominus dell’azione penale  ma quando si devono compiere atti che toccano
l’individuo, la sua preminenza scompare a seguito dell’intervento del G.I.P.

1. CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO

- Strumentalità  funzione subordinata del diritto processuale rispetto al corrispondente


diritto sostanziale
- Formalità  riguarda il modo d’essere, la ritualità, le formule attraverso cui le attività si
manifestano
- Giurisdizionalità  si riferisce alla presenza nel processo di un organo obiettivo ed
imparziale con poteri di decidere e giudicare.

2. STRUMENTALITA’

- nulla poena sine Judicio

Caso illecito civile  l’autore può sottrarsi al giudizio civile pagando o restituendo la somma
dovuta
Nel procedimento penale, alle parti non è dato accordarsi sulla sussistenza dell’illecito penale e
sulla sanzione consequenziale

Lo strumento del processo può non pervenire mai al giudizio di merito e quindi all’applicazione
della norma penale se :

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1. vi sono ragioni di indole processuale (come ad es. difetto di condizioni di
procedibilità, anche a norma del novellato art. 131-bis del c.p. per particolare tenuità
del fatto, così come previsto dal d.lgs n. 28/2015)
2. vi sono eventi di natura sostanziali (come ad es. cause estintive del reato)

3. FORMALITA’ DEL PROCESSO PENALE

Il processo penale in passato era molto rigoroso nelle forme.


Oggi tale rigidità è svanita eccezion fatta per l’esigenza del rispetto di alcune formalità processuali
quali :
- Nullità
- Inutilizzabilità
- Decadenza
- Inammissibilità
ESEMPIO  ex art. 568 co. 5, l’esercizio del diritto di impugnazione è ammissibile,
indipendentemente dalla qualificazione ad essa data dalla parte che l’ha formulata e dalla
competenza o meno del giudice innanzi cui è proposta:
- DUNQUE  si riconosce valido come appello, un’impugnazione formulata con
ricorso per cassazione e viceversa.

4. GIURISDIZIONALITA’ DEL PROCESSO PENALE

 esercizio della giurisdizione , è una della tre funzioni principali dello Stato ( al pari di quella
legislativa e amministrativa)
 La giurisdizione può essere definita come “ la potestà dello Stato volta a garantire la
concreta applicazione delle norme dell’ordinamento attraverso l’opera di un giudice ”.
 La giurisdizione penale ha per oggetto l’eventuale accertamento della responsabilità per la
commissione di un fatto di reato e la conseguente applicazione delle sanzioni penali

Ex art. 1 c.p.p. ,  La giurisdizione penale è esercitata dai giudici , previsti dalle leggi di
ordinamento giudiziario.
- sono previsti casi di giurisdizione speciale, quali es. il trib. militare e la Corte
Costituzionale.

+ + + l’esercizio della funzione giurisdizionale è presidiata da garanzie costituzionali + + +


 tutela dell’imparzialità del giudice, e garanzie imputato e altre parti processuali 

101  La giustizia è amministrata in nome del popolo italiano, da giudici soggetti solo alla legge
104  la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente
25  Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge
102 co. 2  è vietata l’istituzione di giudici straordinari
13  la libertà personale è inviolabile e può essere limitata solo per ordine motivato della autorità
giudiziaria
24  la difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento
111  la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.

Il giudice pertanto è un soggetto imparziale, obiettivo ed indipendente, titolare di molteplici poteri.

 la presenza del giudice nelle indagini preliminari è tendenzialmente esclusa


 la conduzione delle investigazioni compete esclusivamente al PM e alla PG su delega del
PM;

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 Il GIP, interviene per controllare le investigazioni allorché queste interferiscono con beni
costituzionalmente tutelati

5. I SISTEMI PROCESSUALI

Sistema accusatorio e sistema inquisitorio.


- sistema accusatorio

 in tale rito il processo corrisponde all’ideale configurazione del triangolo  giudice al


vertice e ai due lati accusa e difesa, in posizione contrapposta, su un piano paritario di
facoltà e di diritti
 processo è essenzialmente pubblico. Non è prevista alcuna inquisizione segreta
 il processo si svolge dinnanzi ad un giudice, arbitro ed imparziale che vigila sul rispetto
delle regole processuali
 la decisione del giudice si fonda sulle prove fornite dalle parti nel dibattimento
 l’accusato ha diritto di sindacare le prove nel momento della loro acquisizione in
dibattimento, soprattutto mediante il c.d. contro-interrogatorio.

- sistema inquisitorio

 Mancano pubblicità ed oralità  il processo è scritto e segreto


 Il giudice ha le due funzioni : di inquisizione e del giudizio
 Non c’è parità tra accusa e difesa

- sistema misto

 è caratterizzato dalla combinazione dei caratteri dell’accusatorio e di quelli


dell’inquisitorio, nello sforzo di conciliare, le esigenze di repressione dei reati
(inquisitorio), con quelle di libertà dell’accusato

ATTUALE codice => è di natura prevalentemente accusatoria, tenuto conto :


- della tendenziale parità tra le parti processuali (PM – IMPUTATO)
- della centralità e del ruolo del dibattimento e la sua oralità
- l’assoluta terzietà del giudice, a cui sono sottratti i poteri di indagine e a cui sono
conferiti esclusivamente poteri decisionali super partes

6. IL SISTEMA PROCESSUALE VIGENTE E LE NOVELLE LEGISLATIVE.

+ + + i caratteri accusatori del nuovo rito, nei primi anni ’90 sono stati attenuati + + +

- d.l. 306 del 92 , convertito poi in legge , aveva previsto l’utilizzabilità come prova
in dibattimento delle dichiarazioni rese da testi o dall’indagato, al PM o alla PG nel
corso delle indagini preliminari
- si era ampliata la possibilità della lettura di atti in dibattimento, svilendo così il
principio dell’oralità
Tali provvedimenti normativi hanno segnato la c.d. epoca di emergenza caratterizzata
dall’esigenza di una più incisiva lotta alla criminalità organizzata.

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Si tornò successivamente alla normalità con l’emanazione di leggi successive, nonché con la
modifica dell’art. 111 della Costituzione che ha introdotto nel nostro sistema i principi del c.d.
giusto processo.

L’esigenza del giusto processo, è presente nella Convenzione Europea per la Salvaguardia dei
Diritti dell’Uomo.

 le norme della costituzione , al fine di attuare il giusto processo, prevedono :


o la garanzia del diritto di difesa per tutti i cittadini, anche i non abbienti
o la soggezione del giudice soltanto alla legge
o imparzialità del giudice
o garanzia del contraddittorio su un piano di parità
o ragionevole durata del processo

Notevole rilevanza ha la legge 46/2006, che ha introdotto limiti all’appellabilità delle sentenze di
proscioglimento.

Invece, la L. 119/2013, tra le altre questioni, ha innovato e ampliato la tutela in materia di sicurezza
e per il contrasto della violenza di genere.

In ultimo, la legge 23 giugno 2017, n. 103, c.d. riforma Orlando ha modificato e innovato il
Codice di procedura in vari aspetti.

I punti più significativi della legge, sono costituiti dalla riforma della disciplina della prescrizione,
da una articolata riscrittura delle regole delle impugnazioni, dalla previsione molto diffusa della
partecipazione a distanza delle udienze attraverso collegamenti video.

CAPITOLO 2 ➺ IL SISTEMA ACCUSATORIO VIGENTE

 La scelta del sistema accusatorio è espressamente proclamata dall’art. 2 della legge di


delega al governo per l’emanazione del nuovo codice (l. 81/1987)
L’esposizione dei principi e criteri direttivi si snoda in 105 punti del citato art. 2, successivamente
recepiti e sviluppati nei 746 articoli del codice.

1. ORALITA’

 la prova si deve formare necessariamente nel dibattimento, oralmente e in


contraddittorio
 nel fascicolo in cui sono raccolti gli atti del dibattimento, non sono contenuti gli atti
compiuti nel corso delle indagini, e che invece sono conservati dal PM.
o Solo eccezionalmente, nel fascicolo dibattimentale , rifluiscono atti compiuti nelle
indagini, come ad es. gli atti dell’incidente probatorio
o Affluiscono pure, alcuni atti precostituiti raccolti dal PM o dalla PG . (es. atti non
ripetibili )
o Perfino le dichiarazioni rese dall’imputato al PM o al GIP prima del dibattimento
sono suscettibili di lettura e acquisizione a determinate condizioni
 comunque , tutte le dichiarazioni raccolte e verbalizzate dal PM o dalla PG, possono essere
utilizzate in dibattimento per le contestazioni.

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2. PUBBLICITA’

 durante le indagini preliminari (espletate da PG e PM)è sempre esclusa la presenza del


pubblico
 assistenza del difensore limitata allo svolgimento di taluni atti garantiti quali:
o incidente probatorio
o perquisizione
o ispezioni e sequestri
Udienza preliminare  assenza di pubblico

L’assenza di pubblicità si ripercuote, inoltre, nel divieto di pubblicazione di atti, fino alla
pronuncia di primo grado. Secondo grado per gli atti del fascicolo del PM.

- la pubblicità assume un ruolo fondamentale solo nell’udienza dibattimentale, la


quale è pubblica a pena di nullità.

3. POTERE DI ACCUSA

- il codice Vassalli, affida al pubblico ministero, l’esercizio dell’azione penale e la


funzione investigativa.
- Il giudice non ha poteri di ricerca.
Tuttavia , ci sono delle eccezioni:

1) Circa l’iniziativa penale, in caso di richiesta di archiviazione , il giudice, se dissente, dopo


avere fissata un’apposita udienza, dispone che il pm formuli l’imputazione.
2) In sede di udienza preliminare , allorché è investito dal PM con la richiesta di rinvio a
giudizio dell’imputato, il giudice , ai fini della discussione, può ingerirsi nell’attività di
ricerca delle prove, ordinando al PM lo svolgimento di ulteriori indagini oppure può
disporre di un’attività di integrazione probatoria
3) Nel corso di giudizio abbreviato, può disporre di un’integrazione probatoria.
4) Nella fase di istruzione dibattimentale è data al giudice una duplice potestà :
a. Può indicare alle parti temi nuovi di prova o più ampi
b. Può disporre, anche d’ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di prova (507)

4. PROCESSO E PROCEDIMENTO – FASI

- la terminologia di processo è riservata solo a quella fase che inizia con l’assunzione
della qualità di imputato.
- La fase del procedimento, invece, inizia con l’acquisizione della notizia di reato e
termina con l’esercizio dell’azione penale, momento in cui inizia la fase del
processo.

Lo stato , indica il momento in cui è giunto il procedimento.


- ciò può essere rilevante in relazione al maturarsi di preclusioni processuali

Per grado del procedimento deve intendersi il suo eventuale sviluppo verticale, che può articolarsi
dopo un primo grado, in un successivo controllo del procedimento.

 La fase iniziale del procedimento delle indagini preliminari, è condotta dal PM e dalla
PG nei confronti di un soggetto (indagato o sottoposto alle indagini) che non è ancora
imputato
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 Al termine della fase investigativa il PM può chiedere al GIP , l’archiviazione.
 Oppure , da inizio al processo, formulando l’imputazione a carico dell’indagato che
diventa così imputato.
 Segue , di norma, l’udienza preliminare innanzi al GUP, che esamina l’accusa, definendo
il corso del processo con sentenza di non luogo a procedere, oppure disponendo la
celebrazione del giudizio.
 Si svolge quindi l’udienza pubblica dibattimentale innanzi al giudice, monocratico o
collegiale.
 Il giudizio contempla le formalità degli atti introduttivi, della costituzione delle parti e
delle questioni preliminari
 Inizia l’istruzione dibattimentale, con l’esame incrociato delle parti e dei testimoni (cross
examination)
 Seguono la discussione e la deliberazione della sentenza..

Giudizio abbreviato e patteggiamento  rendono inutile l’udienza dibattimentale


Giudizio immediato e giudizio direttissimo  evitano l’udienza preliminare.
Il giudizio di secondo e quello di terzo grado  appello e cassazione , costituiscono i mezzi
ordinari di gravame, che si risolvono con la celebrazione di un’udienza dibattimentale pubblica o in
camera di consiglio.
Revisione  mezzo straordinario di gravame.

E’ parte , il soggetto nei cui confronti verrà assunta una decisione giurisdizionale.
Sono parti necessarie il PM , l’imputato e il suo difensore.

La parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria ed i rispettivi
difensori, sono figure processuali meramente eventuali, (parti non necessarie).

La qualità di parte si assume, per le parti necessarie (pm,imputato e suo difensore), sin dal
momento in cui sorge il processo  e cioè da quando il PM formula a carico dell’imputato,
l’incolpazione, investendo del rapporto processuale , il giudice.
 per tali parti, la qualità permane fino alla formazione della sentenza irrevocabile

Per le parti secondarie, la qualità di parte viene assunta dal momento della loro citazione o loro
intervento.

 non sono parti del processo, il giudice , la PG, la persona offesa dal reato e gli enti
esponenziali di interessi lesi

5. RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO

La convenzione europea dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, sancisce che ogni
persona ha diritto ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti ad un
tribunale imparziale..

 la l. 89/2001, prevede che la violazione del principio della ragionevole durata del processo
da diritto ad ottenere un’equa riparazione per eventuali danni patiti.
 Nell’accertare la violazione, il giudice deve valutare la complessità del caso, il
comportamento delle parti, del giudice e di ogni altra autorità intervenuta.

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 Il risarcimento è determinato ex art. 2056 c.c. (danno emergente / lucro cessante). E’
dovuta anche la riparazione per il danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c.
 Il danno va quantificato con esclusivo riferimento al periodo di tempo eccedente quello
della ragionevole durata del processo.

La domanda di equa riparazione  va proposta con ricorso che deve essere sottoscritto da un
difensore munito di procura speciale.
 l’istanza va avanzata contro il Ministro di giustizia, innanzi alla CDA ove è sito il giudice
competente.
 A pena di decadenza, l’istanza va proposta nel corso del processo ovvero entro sei mesi dal
momento in cui la decisione è divenuta definitiva.

CAPITOLO 3 ➺ IL GIUDICE
 giudice : soggetto processuale – super partes
 è il titolare del potere decisionale

1. INDIPENDENZA

- attiene al profilo esterno della giurisdizione  perché riguarda la posizione


istituzionale del giudice in relazione agli altri poteri dello Stato

- art. 104  la magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere.
- il giudice è soggetto soltanto alla legge , così come previsto ex art. 101 COST.

 la funzione giurisdizionale è esercitata dai magistrati ordinari 102 cost, ma anche art. 1
c.p.p.

 Ipotesi eccezionali di partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia


(Corti di Assise)

- a rafforzare l’indipendenza del giudice, l’art. 107 Cost., prevede la garanzia di inamovibilità

2. IMPARZIALITA’

- attiene al profilo interno della giurisdizione  perché il giudice non deve


propendere né per la difesa né per l’accusa

- assenza di pre-giudizio prima della formazione delle prove in dibattimento

 il diritto di difesa (24 Cost) e la precostituzione del giudice (25 Cost) mirano ad evitare
parzialità nella formazione e valutazione delle prove, ma anche nella scelta del giudice

a tutela dell’imparzialità, vi sono anche gli istituti della:


rimessione (45) incompatibilità (34-35) astensione (36) ricusazione (37)

3. RIMESSIONE

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- Consiste nell’attribuzione di competenza ad un giudice diverso da quello
territorialmente competente secondo le regole ordinarie.

Secondo dottrina e giurisprudenza, la rimessione non viola il principio di predeterminazione del


giudice ex art. 25 Cost., in quanto  costituisce anch’esso un criterio attributivo di competenza.

 disciplina rimessione, artt. 45 e ss., è stata riformata dalla Legge Cirami nel 2002

La rimessione si può attivare in ogni stato e grado del processo di merito quando:

Gravi situazioni locali sono tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti
eliminabili:
1) pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo
2) pregiudicano la sicurezza o l’incolumità pubblica delle persone che partecipano al
processo
a.  situazioni di coartazione fisica e psichica reali e non ipotetiche, tali da avere
conseguenze negative sul processo
2) Legittimo sospetto  cioè quelle situazioni di dubbio sull’imparzialità e serenità del
giudice, ancorata non a fatti concreti, ma a seri dubbi di ostilità ambientale.

Sul *legittimo sospetto* le SS.UU. della Cassazione , hanno precisato che:


- l’istituto della rimessione ha carattere eccezionale, quindi necessita di
interpretazione restrittiva.
- Per grave situazione locale, deve intendersi un fenomeno esterno alla dialettica
processuale, riguardante l’ambiente territoriale nel quale il processo si svolge e
connotato da tale abnormità e consistenza tale da generare un pericolo concreto per
la non imparzialità del giudice.

La richiesta della rimessione è depositata con i documenti che vi si riferiscono, nella cancelleria
del giudice ed è notificata , a cura del richiedente, entro 7 giorni alle altre parti.
 può essere avanzata in ogni stato e grado del processo di merito
o dal PM
o dall’imputato
o dal procuratore generale presso la CDA.
*** non sono legittimati il difensore dell’imputato nonché le altre parti private.

Effetti della richiesta di rimessione (art. 47) (ricorda, 45 casi di rimessione, 46 richiesta, 47 effetti)

+ sia il giudice di merito , che la Corte di Cassazione possono disporre la sospensione del
processo in attesa della decisione

+ la sospensione è obbligatoria quando il ricorso è stato assegnato alle SS.UU. o a ad una


sezione diversa da quella che deve pronunciare l’inammissibilità.

+ durante la sospensione del processo, sono altresì sospesi i termini di prescrizione del
reato.

Decisione sulla richiesta di rimessione (48) :


- LA Corte decide con procedimento in camera di consiglio, la quale può decidere per:
o Inammissibilità
o Rigetto

14
o Accoglimento

 In ordine agli effetti della rimessione, è previsto che il nuovo giudice debba provvedere al
rinnovo degli atti compiuti anteriormente al provvedimento, solo però se vi sia un
esplicita richiesta di una delle parti e con l’esclusione per quegli atti che siano divenuti
irripetibili.

4. INCOMPATIBILITA’

- disciplinata dagli artt. 34 e 35 cpp – ratio garantire il giusto processo

Cause di incompatibilità:
1) precedenti atti compiuti nel procedimento
2) ragioni di parentela.  non possono svolgere nello stesso processo giudici che sono tra
loro parenti o affini fino al secondo grado.

 l’incompatibilità determina la sostituzione della persona fisica del giudice con altro ,
appartenente allo stesso ufficio

Differenze tra incompatibilità e remissione :


 L’incompatibilità comporta l’inidoneità a giudicare di un singolo giudice che quindi verrà
sostituito
 La rimessione, produce lo spostamento della competenza territoriale.

- Secondo la giurisprudenza (SS.UU.), i provvedimenti giurisdizionali adottati da un


giudice incompatibile non sono affetti da nullità.

L’art. 34 disciplina l’incompatibilità determinata da atti compiuti in precedenza nel corso dello
stesso procedimento, ma in fasi diverse.
Difatti non può partecipare al procedimento il giudice che :
1) ha pronunciato (o concorso a pronunciare) sentenza in un grado del procedimento
2) ha emesso il provvedimento conclusivo dell’udienza preliminare o ha disposto il
giudizio immediato o ha emesso decreto penale di condanna o ha deciso
sull’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere.
Ecc..

La Corte Costituzionale ha ribadito che la situazione di incompatibilità si verifica solo allorché il


giudice si sia già pronunciato sul merito dell’accusa in una fase diversa del procedimento o del
processo.
 quindi 
Non c’è incompatibilità se un giudice si è pronunciato nella stessa fase del processo.

5. ASTENSIONE

- è fatto obbligo al giudice di astenersi (art. 36 cpp) quando :


1) sussistono i motivi per cui può essere ricusato
2) quando ricorre l’ipotesi generica delle altre gravi ragioni di convenienza

all’obbligo di astensione relativo alle “altre gravi ragioni di convenienza”


non è correlato il potere di ricusazioni delle parti
 Norma generica, potrebbero sorgere questioni pretestuose.

15
CHI DECIDE SULLA DICHIARAZIONE DI ASTENSIONE?

Se si astiene il giudice  decide il presidente del tribunale o della corte d’appello


Se si astiene il presidente del tribunale  decide il presidente della corte d’appello
Se si astiene il presidente della corte d’appello  decide il presidente della corte di cassazione.

- Il giudice che si è astenuto , è sostituito da un altro magistrato


- Gli atti da lui compiuti, perdono o conservano efficacia secondo quanto stabilito dal
provvedimento di accoglimento dell’astensione ( e anche per la ricusazione)

6. RICUSAZIONE

- art. 37 e ss. cpp.


- Sostituzione del giudice ricusato
- ex art. 42  se la dichiarazione di astensione o ricusazione è accolta, il giudice
non può compiere alcun atto del procedimento
- preclusione temporanea a pronunciare sentenza, fino a quando non si sia
provveduto sulla decisione di ricusazione.
- Dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta, quando il giudice si
astiene.

I motivi di ricusazione investono :


1) casi di incompatibilità determinati da atti compiuti nello stesso procedimento o da
legami familiari tra giudici
2) la presenza di un interesse proprio
3) rapporti debitori o creditori con le parti
4) talune qualità personali che legano il giudice alle parti
5) una anticipazione di giudizio
6) inimicizia grave con le parti
7) taluni legami familiari con le parti o i soggetti processuali.

 nel caso in cui l’istanza di ricusazione sia fondata sugli stessi motivi di altra già respinta, è
consentito al giudice pronunciare sentenza

- il giudice può essere ricusato dalle parti


- ricusazione non può riguardare il PM, perché è parte e non dotato di terzietà

Proposizione dichiarazione di ricusazione :


 la dichiarazione di ricusazione può essere proposta:
o nell’udienza preliminare, fino a che non si siano conclusi gli accertamenti relativi
alla costituzione delle parti.
o Nel giudizio , fino a che non sia scaduto il termine previsto dal 491 comma 1 .
o Se , la causa di ricusazione è divenuta nota dopo la scadenza dei termini, deve essere
proposta entro 3 giorni.

Riguardo gli effetti dell’accoglimento della richiesta di ricusazione, le SS. UU. Penali, con la
Sentenza n. 37207 del 2020, hanno dato risposta al seguente quesito:

16
 se, in caso di accoglimento della istanza di ricusazione del g. u.p., il decreto che dispone il
giudizio - emesso in pendenza della decisione definitiva sulla domanda di ricusazione -
conservi o meno efficacia.

Le Sezioni Unite, hanno sul punto stabilito che, in caso di accoglimento della istanza di ricusazione
del giudice dell'udienza preliminare, il decreto che dispone il giudizio - emesso in pendenza della
decisione definitiva sulla domanda di ricusazione - non conserva efficacia ed è affetto da nullità
ai sensi dell'art. 178, comma 1, lett. a), c.p.p..

Come già detto in tema di astensione, l’ordinanza che decide sul merito della ricusazione, provvede
contestualmente a dichiarare, in caso di accoglimento della dichiarazione di ricusazione, se e in
quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice ricusato, devono considerarsi efficaci.
 contro tale ordinanza è proponibile ricorso per cassazione nelle forme dell'art. 611 c.p.p..

7. TIPOLOGIA DEI GIUDICI.

I giudici possono essere divisi secondo una molteplicità di criteri:

Composizione dell’organo  giudici monocratici (GIP – GUP – MAG. SORV) e giudici collegiali
Rapporto di impiego  giudici togati – giudici onorari ( corte d’assise 6 + 2 togati)
Natura delle funzioni  giudici di merito – giudici di legittimità

8. TIPOLOGIA DEI PROVVEDIMENTI – DELIBERAZIONI – POTERI GIUDICE

Provvedimenti del giudice :


1. sentenza
2. ordinanza
3. decreto

Sentenza  è la decisione che esaurisce il rapporto processuale o una sua fase.


- S. può avere un contenuto :
o processuale (incompetenza ecc.)
o di merito  se si pronuncia sulla fondatezza o meno della pretesa punitiva

- la sentenza deve essere motivata a pena di nullità


- è sempre ricorribile per cassazione (111 co.7 Cost.)
+++ l’appello talvolta può essere escluso, caso 593 c.3, ammenda +++

Nella sentenza , pronunciata in nome del popolo italiano bisogna distinguere :


a) l’intestazione  in cui sono indicate le generalità delle parti e il giudice
b) la motivazione  in cui il giudice espone le ragioni di fatto e di diritto della decisione
c) il dispositivo  la sintesi del contenuto della decisione (P.Q.M.)

Ordinanza  è il provvedimento con cui il giudice risolve singole questioni, senza attitudine di
definire il processo.
- sono sempre motivate a pena di nullità
- sono revocabili

Decreto  è motivato solo se prescritto dalla legge (es. decreti di condanna, archiviazione e
intercettazione).

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Provvedimenti c.d. innominati  sono quegli atti del giudice privi di specifica denominazione (Es.
avvisi , inviti, ordini , disposizioni).

- Deliberazione del giudice – 3 modelli

1) DE PLANO  senza contradditorio tra le parti. Esempio , ordinanza applicativa custodia


carceraria , oppure semplicità del provvedimento da adottare come decreto di archiviazione
2) Pubblica udienza  prevista per il dibattimento / RATIO \ dare trasparenza all’esercizio
della giurisdizione nel suo momento più rilevante
3) Procedimento in camera di consiglio  utilizzato nel caso in cui occorre il contraddittorio
ma senza necessità della presenza del pubblico.

Procedimento in camera di consiglio disciplinato dall’art. 127 cpp:


 quando si deve procedere in camera di consiglio, il giudice o il presidente del collegio fissa
la data di udienza dandone avviso alle parti.
 Avviso notificato almeno 10 giorni prima dell’udienza
 Memorie entro 5 prima
 Giudice decide con ordinanza ricorribile per cassazione

Poteri coercitivi del giudice :


1) accompagnamento coattivo imputato
2) accompagnamento coattivo di altre persone

9. DECLARATORIA IMMEDIATA DI CAUSE DI NON PUNIBILITA’.

- In ogni stato e grado del processo, se il giudice ritiene che ricorrano i presupposti per il
proscioglimento dell’imputato, deve dichiararlo con sentenza immediatamente.
 La norma si riferisce al processo  perché l’azione penale deve essere già stata esercitata.
 Prima di questa fase, il PM, dovrebbe rivolgere al GIP una richiesta di archiviazione.

L’obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità è disciplinato dall.art.
129 che prevede alcune ipotesi tassative :
1) fatto non sussistente
2) imputato non lo ha commesso
3) fatto non costituente reato
4) fatto non previsto come reato
5) reato estinto
6) difetto di condizione di procedibilità (anche a norma del novellato art. 131-bis del
c.p. per particolare tenuità del fatto, così come previsto dal d.lgs n. 28/2015)

Il secondo comma del 129 dispone che :


 il giudice, pur in presenza di una causa di estinzione del reato, deve prosciogliere l’imputato
con la formula più favorevole, se dagli atti appare evidente che il fatto non sussiste , non
costituisce reato o non lo ha commesso

se vi è una causa di estinzione del reato, ma anche una prova contraddittoria od insufficiente per
l’assoluzione a formula piena, nella confusione giurisprudenziale le SS.UU. nel 2009, hanno
chiarito che la prova deve essere chiara e non contraddittoria.

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Va pronunciata declaratoria di non punibilità ex art. 129 c.p.p., per tutti quei reati, investiti dalla
recente depenalizzazione operata dai d.lgs nn. 7 e 8 del 15 gennaio 2016, per i quali è stata
esercitata l’azione penale alla data di entrata in vigore del decreto.
In tal senso, stabilisce il decreto, va pronunciata sentenza inappellabile perché il fatto non è
previsto dalla legge come reato.

10. ESTINZIONE DEL REATO PER CONDOTTE RIPARATORIE

Entro e non oltre la dichiarazione di apertura del dibattimento, nei casi di reati procedibili a querela
soggetta a remissione, escluso il reato di cui all’art. 612-bis (atti persecutori), il giudice dichiara
estinto il reato se l’imputato ha riparato interamente il danno cagionato e ha eliminato, ove
possibile, le conseguenze dannose o pericolose.

Tale disciplina è prevista dall’art. 162-ter del c.p., inserito dalla c.d. riforma Orlando con L.
103/2017, e ulteriormente modificata dalla L. n. 172/ 2017.

Il giudice, prima di dichiarare estinto il reato, ha l’obbligo di sentite le parti e la persona offesa.

Il risarcimento del danno può essere riconosciuto anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli
articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall'imputato e non accettata dalla persona
offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo.

Se l’imputato, entro il termine previsto per l’apertura del dibattimento, dimostra di non aver potuto
adempiere, per fatto a lui non addebitabile:
 può chiedere al giudice la fissazione di un ulteriore termine, non superiore a 6 mesi,
per provvedere al pagamento, anche in forma rateale, di quanto dovuto a titolo di
risarcimento.

Il giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo e fissa la successiva udienza
alla scadenza del termine stabilito e comunque non oltre 90 giorni dalla predetta scadenza,
imponendo specifiche prescrizioni.

Durante la sospensione del processo, il corso della prescrizione resta sospeso.

Il giudice dichiara l'estinzione del reato, all'esito positivo delle condotte riparatorie.

Per quanto concerne i processi in corso alla data in vigore della L. 103/17, il legislatore ha chiarito
che  il giudice dichiara l'estinzione anche quando le condotte riparatorie siano state compiute
oltre il termine della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.
 L'imputato, nella prima udienza, fatta eccezione per quella del giudizio di legittimità,
successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, può chiedere la fissazione di un
termine, non superiore a 60 giorni, per provvedere alle restituzioni, al pagamento di quanto
dovuto a titolo di risarcimento e all'eliminazione, ove possibile, delle conseguenze dannose
o pericolose del reato,
 Nella stessa udienza l'imputato, qualora dimostri di non poter adempiere, per fatto a lui non
addebitabile, nel termine di 60 giorni, può chiedere al giudice la fissazione di un ulteriore
termine, non superiore a 6 mesi, per provvedere al pagamento, anche in forma rateale, di
quanto dovuto a titolo di risarcimento.
 Il giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo e fissa la successiva
udienza alla scadenza del termine stabilito dalla norma.
Durante la sospensione del processo, il corso della prescrizione resta sospeso.

19
CAPITOLO 4 ➺ IL PUBBLICO MINISTERO

- Soggetto necessario nel rapporto processuale


- Nella fase pre-processuale, soggetto attivo del procedimento. Egli è il titolare delle
indagini necessarie per l’esercizio dell’azione penale.
- Dirige le indagini, può utilizzare la P.G. (La difesa può svolgere investigazioni difensive)
- Con la formulazione dell’accusa ex art. 60 cpp, il PM si trasforma in parte innanzi al
giudice.

In dottrina qualche autore, ha definito il PM come una parte imparziale, in quanto ai sensi
dell’ordinamento giudiziario , egli agisce sempre nell’interesse della giustizia.
 Emblematico l’art. 358, che attribuisce al PM la funzione di svolgere accertamenti su fatti e
circostanze a favore della stessa persona sottoposta alle indagini.

La funzione del PM è pubblica ed obiettiva. Mentre l’azione civile è facoltativa.

1. FUNZIONI DEL PM.

- Funzione inquirente nelle indagini preliminari


o Attività di indagini svolte personalmente dal PM che può delegare la PG
o Gli atti di indagine, comprendono innanzitutto quelli acquisitivi della notizia di
reato  sia di iniziativa, sia a seguito di denuncia, querela, richiesta,istanza ,
referto
o Seguono gli atti investigativi per la ricostruzione del fatto di reato e per individuare
il colpevole  accertamenti tecnici, perquisizioni , ispezioni , sequestri,
intercettazioni telefoniche…
- Funzione di incriminazione:
o Potere di promuovere l’azione penale ai sensi del 405 cp
o Richiesta di archiviazione
- Funzione di parte processuale (requirente)
-le requisitorie del pm concernono sia profili processuali che di merito:
es. richiesta citazioni di testi, periti o consulenti tecnici
richiesta di pena concordata
richiesta di sentenza di condanna

2. AVOCAZIONE.

- in caso di contrasti negativi o positivi tra diversi uffici del PM, spetta al procuratore
generale determinare quale ufficio deve procedere.
o La L. 479/1999, ha introdotto il potere per le parti private di contestare la
competenza delle indagini del PM e determinare una decisione di merito.

Il potere di avocazione, consente all’ufficio del procuratore generale di svolgere le indagini ed


ogni altra funzione, in sostituzione della Procura della Repubblica.

Il potere di avocazione può essere esercitato nei seguenti casi :


- se a seguito di astensione o incompatibilità di un magistrato dell’ufficio del PM, non è
possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione (avocazione obbligatoria)
- se le indagini collegate a gravi delitti, non sono state coordinate da PM competenti
(Avocazione obbligatoria)
20
- se non viene chiesta l’archiviazione od il rinvio a giudizio entro il termine del
compimento delle indagini preliminari (avocazione obbligatoria)
- se il GIP non accoglie la richiesta di archiviazione
- se il GUP, rilevando carenze investigative, trasmette gli atti al PM, indicando ulteriori
indagini da svolgere entro un termine.

 il procuratore nazionale antimafia può avocare a se le indagini relative ai delitti c.d.


mafiosi.

CAPITOLO 5 ➺ LA POLIZIA GIUDIZIARIA (55 cpp e ss)

La polizia giudiziaria (art. 55 cpp) ha il compito di :


- prendere notizie dei reati – anche di propria iniziativa – ed impedire che vengano portati a
conseguenze ulteriori
- Ricercarne gli autori
- Compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova
- Raccogliere quanto altro possa servire per l’applicazione della legge penale
- Svolgere ogni indagine (55 co. 2) e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria.

+++ Organi della PG +++

 Generici organi PG 
 tenuti per legge ad espletare le indagini
Ispettori del lavoro – vigili urbani – guardie delle province

Servizi di P.G.
 adibiti in via esclusiva e con carattere di continuità , a compiti investigativi, ma
nell’ambito delle istituzioni di provenienza
Squadre mobili presso le questure – Nuclei operativi CC – Nuclei P.T. GDF
 Sezioni di P.G. 
 Sono adibiti in via esclusiva e con carattere di continuità ad attività di P.G.
sono istituiti presso le procure della Repubblica in sede di Tribunale

Differenza tra servizi e sezioni :


(1) diversità di ubicazione
(2) profilo della subordinazione 
a. Le sezioni di P.G. dipendono dai rispettivi procuratori della Rep., presso il Trib.
TUTTI I COMPONENTI DELLE SEZIONI NON POSSONO ESSERE
DISTOLTI DALL’ATTIVITA’ DI P.G.
b. per i servizi di P.G., non sussiste né la diretta dipendenza, né una funzione di
autorizzazione del magistrato in ordine alla destinazione ad altre attività

1. UFFICIALI ED AGENTI DI P.G.  LEGITTIMAZIONE AD ATTI.

- L’art. 57 cpp, attribuisce la qualifica di ufficiale di PG, anche ai sottufficiali di CC, GDF…

Ha rilevanza la diversa qualifica di ufficiale o agente di PG.

 è affidata agli ufficiali una funzione di controllo di legalità su alcuni atti compiuti dagli
agenti di P.G.

21
per alcuni atti, sono legittimati solo gli ufficiali, di propria iniziativa
- sequestro preventivo di cose pertinenti al reato
- assunzione di sommarie informazioni dell’indagato o di persona imputata in
procedimento connesso o collegato
- perquisizioni personali e locali
- sequestro corpo del reato

per altri atti, sono legittimati i soli ufficiali di P.G., in ipotesi di delega da parte dell’autorità
giudiz.
- ispezioni di luoghi, cose o persone
- sequestro di corrispondenza presso gli uffici postali
- sequestro di documenti , titoli, valori e somme presso banche
- intercettazioni di conversazioni o comunicazioni.

Vi sono infine degli atti, per i quali sono legittimati anche gli agenti di P.G., anche di propria
iniziativa:
- informativa di reato al PM (347)
- Identificazione indagato
- Ricezione passiva di dichiarazioni spontanee dell’indagato
- Assunzione di sommarie informazioni dalle persone informate sui fatti
- Arresto in flagranza di reato, sia facoltativo, che obbligatorio
- Perquisizioni, accertamenti su luoghi o persone,nei casi di particolare necessità e
urgenza.

Atti eseguibili sia da ufficiali che da agenti di PG, in caso di delega dell’A.G.:
 esecuzione delle ordinanze del GIP o del giudice competente per il processo in materia di
misure cautelari comportanti la custodia cautelare o altre misure coercitive

La funzione della P.G., si estrinseca :


 sia negli atti espressamente contemplati (c.d. atti tipici , artt. Da 244 a 271, quali ispezioni
,perqusizioni ecc..)
 sia in qualsiasi atto tendente a raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto ed
alla individuazione del colpevole .

Nelle indagini preliminari, si acquisiscono solo fonti di prova, da trasformare poi in dibattimento in
prove.

CAPITOLO 6 ➺ L’IMPUTATO
- L’assunzione della qualità di imputato segna il passaggio dalla fase preprocessuale a quella
del processo.
- Tale qualità si acquista dopo l’esercizio dell’azione penale (405)

Inizio dell’azione penale ex art. 405


 Il PM, se non deve chiedere l’archiviazione, esercita l’azione penale
o Formulando l’imputazione nei casi previsti nei titoli II , III , IV e V del libro
SESTO

22
o OPPURE, con la richiesta di rinvio a giudizio

Informazione di garanzia :
 ex art. 369 , il PM invia per posta all’indagato, un’informazione di garanzia se e solo se,
occorre compiere un atto cui il difensore dell’indagato abbia diritto di assistere
 tale informativa, ha una mera funzione di notizia

1. REQUISITI PER L’ASSUNZIONE DELLA QUALITA’ DI IMPUTATO (art. 60 cpp).

- Qualità di imputato si acquisisce al momento dell’esercizio dell’azione penale (richiesta


di rinvio a giudizio o di decreto penale)
- Qualità di imputato si conserva durante tutto l’arco del processo.
- La qualità di imputato si perde quando la sentenza o decreto penale, diventa irrevocabile
- La qualità di imputato si può riacquistare nel caso di revoca della sentenza di non luogo a
procedere o di attivazione della procedura di revisione del processo.

2. IDENTIFICAZIONE (IMPUTATO).

- non è possibile la formulazione di imputazione a carico di ignoti


- la qualità di imputato può essere acquistata SOLO attraverso gli atti tipici ex art. 60 cpp
o ciascuno di tali atti richiede la individuazione dell’accusato .  in difetto, il
processo non nasce.

Se manca l’imputato, il PM deve chiedere l’archiviazione (e non sentenza di non luogo a


procedere, perché una sentenza richiede l’inizio del processo, che in realtà manca.)

- identificazione del colpevole è uno dei compiti della PG , ma anche il PM può procedere.
- Le indagini preliminari possono sussistere in mancanza di identificazione.

Riguardo all’identificazione , occorre segnalare che, ci si riferisce all’identità fisica della persona
(anche medianti i rilievi c.d. dattiloscopici) a prescindere dalla individuazione anagrafica, la quale
potrebbe essere contraffatta.

3. ESISTENZA IN VITA.

- la morte dell’imputato comporta l’estinzione del reato


o e l’immediata declaratoria, con sentenza di non luogo a procedere.
- nelle indagini preliminari, la morte dell’inquisito , comporta l’archiviazione del
procedimento.

 se l’archiviazione o la sentenza di non luogo a procedere, si fondano sull’erroneo


presupposto della morte del inquisito o imputato,  la fase delle indagini preliminari o il
processo riprendono il loro corso non appena si accerta che il soggetto è ancora in vita.

4. CAPACITA’ PROCESSUALE.

- L’indagato e l’imputato, sin dalla fase pre-processuale, devono avere la capacità di


intendere e di volere
o Tale capacità è necessaria per avvalersi consapevolmente delle garanzie ed esercitare
i diritti di difesa .

23
La capacità di intendere e di volere è la capacità di ogni persona, anche minore, di rendersi conto di ciò
che avviene intorno a sé e di autodeterminarsi. La legge presuppone che tale seconda forma di capacità,
detta anche capacità naturale di una persona, possa riguardare e connotare anche un minorenne

Capacità giuridica. - La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita.

Capacità di agire. - La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si
acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa."

Disciplina artt. 70 e 71 cpp


- se l’imputato non è in grado di partecipare coscientemente al processo, il giudice dispone,
anche d’ufficio una perizia
- durante la perizia, il giudice assume, a richiesta del difensore, le prove che possono
condurre al proscioglimento dell’imputato
- se la necessità di provvedere risulta durante le indagini preliminari, la perizia è disposta a
richiesta di parte con le forme previste per l’incidente probatorio

 se a seguito degli accertamenti, risulti che lo stato mentale dell’imputato è tale da impedirne
la cosciente partecipazione al processo, il giudice dispone con ordinanza che questo sia
sospeso.
 Contro tale ordinanza, possono ricorrere per cassazione il PM, l’imputato , il suo
difensore e anche il curatore speciale nominato all’imputato.

Disciplina art. 72-bis cpp (Definizione del procedimento per incapacità irreversibile dell'imputato)

Il legislatore con la Riforma Orlando (L 23/06/2017, n. 103) ha infine previsto che il giudice abbia
il potere di definire il procedimento per incapacità irreversibile dell’imputato.

Così, se, a seguito degli accertamenti previsti dall'articolo 70, risulta che lo stato mentale
dell'imputato è tale da impedire la cosciente partecipazione al procedimento e che tale stato è
irreversibile, il giudice, revocata l'eventuale ordinanza di sospensione del procedimento, pronuncia
sentenza di non luogo a procedere o sentenza di non doversi procedere , salvo che ricorrano i
presupposti per l'applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca.

5. I DIRITTI DELL’IMPUTATO E L’INTERROGATORIO.

Durante il compimento del primo atto, l’art. 369 bis, impone al PM a pena di nullità di informare
l’indagato del diritto alla difesa tecnica  cioè diritto alla nomina di un difensore di ufficio o di
fiducia – ammissione al gratuito patrocinio .
- l’indagato inoltre, deve essere informato delle facoltà e dei diritti che gli sono attribuiti
per legge

L’imputato è titolare di una serie di diritti:


(a) diritto di scegliersi difensore di fiducia
(b) se in custodia cautelare, di conferire con il difensore fin dall’inizio dell’esecuzione della
misura
(c) diritto di rivolgersi direttamente al giudice
(d) diritto incidente probatorio
(e) diritto a scegliere rito alternativo
(f) diritto alle impugnazioni
(g) diritto di non rispondere in sede di interrogatorio
ecc..
24
Interrogatorio può essere svolto :
 dal giudice
 dal pm
 o dalla PG su delega del PM

se l’interrogatorio è svolto in sede dibattimentale, è denominato “esame della parte”.

A tutela delle garanzie e dignità dell’imputato, il suo interrogatorio è sottoposto a determinate


formalità previste ex art. 64 e 65 cpp:
a) l’imputato deve presentarsi libero nella persona innanzi all’interrogante
b) non possono essere utilizzati metodi che influenzino la capacità di autodeterminarsi o
ricordare i fatti
c) preventivamente l’interrogante deve contestare con precisione i fatti e gli elementi di
prova (ma non per forza rivelare la fonte)

- Se l’imputato/indagato, riferisce nell’interrogatorio, su fatti attinenti ad accuse che lo


riguardano  egli riveste la veste di imputato
- Se riferisce di fatti riguardanti la responsabilità di altri, assume la veste di testimone

Infatti, l’art. 64 cpp, prevede che prima che inizi l’interrogatorio la persona deve essere avvisata
che:
 A) le dichiarazioni potranno sempre essere rese contro di lui
 B) ha facoltà di non rispondere, ma in ogni caso il procedimento segue il suo corso
 C) in relazione alle dichiarazioni coinvolgenti la responsabilità di altri, assumerà la veste
di testimone

- L’omissione degli avvertimenti di cui alle lettere a e b, comporta l’inutilizzabilità assoluta


delle dichiarazioni rese.
- L’omissione sub c, rende inutilizzabili le dichiarazioni nei confronti della persona
accusata.

Le dichiarazioni rese nel corso del procedimento dall’imputato- indagato, non possono essere
oggetto di testimonianza

La giurisprudenza di legittimità e la Corte Costituzionale hanno affermato che il divieto ex art.


62cpp non è assoluto e illimitato
 infatti , tale divieto opera solo con riferimento a dichiarazioni rese nel procedimento e non
genericamente in pendenza di procedimento

 se una persona viene sentita come persona informata dei fatti (teste) e nel corso
dell’escussione emergono indizi di reità a suo carico, la deposizione deve essere
interrotta, e deve proseguire con la presenza di un difensore

 se la qualità di indagato o imputato emerge nel corso delle sue dichiarazioni  queste non
possono essere utilizzate contro di lui, ma contro gli altri si.

6. AUTODIFESA.

25
- L’imputato in ogni momento può affiancare la difesa tecnica, sia nel corso delle indagini,
sia nel corso del giudizio
 può presentare memorie e richieste all’A.G. in ogni stato e grado del procedimento
 può rendere nel dibattimento dichiarazioni spontanee in ogni stato di esso.

CAPITOLO 7 ➺ LA PARTE CIVILE.


- Per motivi di economia processuale, è consentito esercitare l’azione civile dinnanzi al
processo penale

 nozione di danneggiato, non sempre coincide con quella di persona offesa dal reato.
o La persona offesa non è sempre quella che patisce il danno. (es. omicidio)

 la costituzione di parte civile presuppone la legittimazione dell’azione relativa al diritto al


risarcimento

- i soggetti che non hanno la capacità di agire debbono essere rappresentati, autorizzati o assistiti.
o Se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o assistenza (curatore), il giudice
nomina un curatore speciale
o In caso di assoluta urgenza, (es nel giudizio direttissimo) sopravviene una sorta di
legittimazione provvisoria del PM all’esercizio dell’azione civile , nell’interesse del
danneggiato, in virtù della sua pubblica qualificazione.

1. COSTITUZIONE – REVOCA – ESCLUSIONE PARTE CIVILE.

- La costituzione di parte civile rappresenta il modo in cui l’azione civile viene inserita nel
processo penale.

2 modi per costituirsi :


1) per atto di costituzione (di parte civile) ex art. 78
2) per atto di trasferimento in sede penale dell’azione civile (75 comma 1)

Entrambi gli atti sono sottoscritti non dal danneggiato, ma dal suo difensore.

 per regola generale, tutte le parti private, ad eccezione dell’imputato, stanno in giudizio solo
tramite difensore

La dichiarazione di costituzione può essere presentata :


- in udienza
- depositata nella cancelleria del giudice investito del processo.

La costituzione di parte civile presuppone la pendenza dell’azione penale.

Quindi  la costituzione di parte civile può avvenire non prima dell’udienza preliminare.

Può essere effettuata però, fino alla fase degli atti introduttivi al dibattimento, allorché il
giudice verifica la instaurazione del contraddittorio tra le parti.
APERTO IL DIBATTIMENTO , LA PARTE CIVILE NON Può Più ESERCITARE L’AZIONE.

26
- La costituzione di parte civile può essere revocata dalla parte stessa
- La revoca non preclude il successivo esercizio dell’azione nella sua naturale sede civile

Revoca della costituzione può essere espressa o tacita:


(+) è espressa, con dichiarazione fatta personalmente dalla parte (comunicata alle altre parti ovvero
con atto notificato se fatta fuori udienza)
(+) tacita  allorché la parte civile non presenta le sue conclusioni scritte nel dibattimento di
primo grado, al momento della discussione finale, o se propone poi, l’azione stessa innanzi al
giudice civile.

- L’esclusione della parte civile può essere chiesta dalle controparti, sempre non prima
dell’udienza preliminare ed entro la fase introduttiva al dibattimento.
- Può essere disposta anche d’ufficio.

Il trasferimento dell’azione civile,già proposta in sede civile, nel processo penale (c.d.
trasmigrazione) comporta l’estinzione del processo civile, tranne che il giudice civile abbia
pronunciato sentenza.

La sentenza penale irrevocabile ha efficacia di giudicato nel processo civile.

CAPITOLO 8 ➺ IL RESPONSABILE CIVILE ED IL CIVILMENTE OBB. PER


LA PENA PECUNIARIA

RESPONSABILE CIVILE
- Soggetto e parte eventuale del processo
- La giurisprudenza ha precisato che la legittimazione passiva del responsabile civile
sussiste solo se nel processo penale è presente un imputato del cui operato debba
rispondere per legge (Es. compagnia assicuratrice)
- La sua posizione è consequenziale alla parte civile: non può esistere se questa non si è
costituita.
- La partecipazione del responsabile civile al processo, sia se spontanea , sia se provocata
(citazione), si attua mediante costituzione.

 il responsabile civile può essere citato su richiesta di parte civile


o ma la Corte Cost. ha precisato che quando la responsabilità civile è coperta da
assicurazione obbligatoria, la citazione del responsabile civile può avvenire anche
dall’imputato.

CIVILMENTE OBBLIGATO PER LA PENA PECUNIARIA


- Soggetto civilmente obbligato a pagare una somma pari all’ammontare o dell’ammenda o
della multa inflitta al colpevole
- Concerne
A. le persone rivestite di autorità o incaricate della direzione o vigilanza del colpevole
B. le persone giuridiche per fatti commessi da propri rappresentanti, amministratori e
dipendenti, in violazioni degli obblighi inerenti a tali qualità.

L’interesse a chiamare il civilmente obbligato è del PM e dell’imputato.


Termini costituzione soliti : INIZIO AZIONE PENALE, APERTURA DEL DIBATTIMENTO.

CAPITOLO 9 ➺ PERSONA OFFESA DAL REATO E GLI ENTI


27
ESPONENZIALI.

PERSONA OFFESA:
- persona offesa non coincide sempre con il danneggiato o la parte civile.
- Correlato alla persona offesa è l’interesse alla punizione del colpevole
- È legittimata ad una sorta di attività ad adjuvandum del PM.
- Non è parte del processo.

Può :
- presentare memorie ed indicare elementi di prova
- ha diritto di ricevere informazione di garanzia
- nominare un difensore
- proporre querela
- chiedere al procuratore generale di avocare le indagini

ENTI ESPONENZIALI:
- enti legittimati in relazione ad interessi collettivi o diffusi, lesi dal reato.
- Possono intervenire ad adjuvandum del pm per stimolare l’azione punitiva
- Intervento enti esponenziali subordinato al consenso della persona offesa.
- È consentito agli enti, di rivolgere in dibattimento, tramite il presidente, domande a testi ,
periti e consulenti e chiedere l’ammissione di nuovi mezzi di prova.

CAPITOLO 10 ➺ IL DIFENSORE.
- Il difensore è una persona che ha particolare competenza tecnico-giuridica

- Ha determinate qualifiche  penalistico, privatistico e processuale

+++ la qualifica penalistica è quella di esercente un servizio di pubblica necessità +++


---- la qualifica privatistica si individua nel rapporto di prestazione di opera intellettuale che lega
il difensore al cliente -----
*** la qualifica processualistica, è quella di rappresentante tecnico della parte ***

- La rappresentanza tecnica è il potere , conferito al difensore, di compiere atti processuali


per conto del cliente
- Perché il difensore possa disporre di un diritto “in nome” del cliente, deve essergli
attribuita una rappresentanza volontaria.
- ammessi 2 difensori per l’imputato. 1 per le altre parti.

Difensore di fiducia è scelto dall’imputato- indagato


 se il soggetto è persona fermata, arrestata o in custodia cautelare, la nomina può essere fatta
da un prossimo congiunto.

Nomina difensore imputato/indagato:


- forme semplificate per agevolare il diritto di difesa
1) dichiarazione resa oralmente dall’imputato davanti all’autorità procedente (che ne redice
verbale)
2) nomina effettuata per atto scritto, senza necessità di autentica della firma.
 in tale caso  la dichiarazione scritta deve essere consegnata all’autorità procedente o
trasmessa per raccomandata

28
Nomina difensore persona offesa  stesse forme semplificate previste per l’imputato.
Nomina difensore PARTE CIVILE, CIV.OBB.PENA PECUN.,RESPONSABILE CIVILE:
- Con Procura speciale
A. Conferita con atto pubblico o
B. Scrittura privata autenticata.

- L’imputato non può esercitare una autodifesa esclusiva – se non nomina un avvocato –
gli viene designato un difensore d’ufficio.

 L’imputato può togliere effetto all’atto compiuto dal proprio difensore


 Ma deve farlo con espressa dichiarazione e prima che sia intervenuto il provvedimento del
giudice in relazione all’atto.

La persona offesa non può togliere effetto ad un atto del proprio difensore.
- l’unico modo è quello di revocare la nomina del difensore e nominarne un altro.

E’ difensore d’ufficio, quello che viene nominato dall’A.G., in difetto di nomina del dif. Di fiducia.

?? da chi viene retribuito il difensore d’ufficio? ??

- gli onorari del difensore d’ufficio vengono pagati dall’assistito.


- Se l’assistito non provvede al pagamento e il difensore dimostra di aver esperito inutilmente
le procedure per il recupero dei crediti  è retribuito dallo Stato

Il difensore d’ufficio :
(a) cessa delle sue funzioni se viene nominato un difensore di fiducia
(b) non può rifiutare l’incarico
(c) può avvalersi di un sostituto

Difensore incompatibile  il difensore non può assistere due imputati quando uno degli imputati
ha interesse nel sostenere una tesi difensiva sfavorevole all’altro.

Abbandono o rifiuto della difesa comportano la violazione di una norma deontologica:


- sarà attivato un procedimento disciplinare presso il consiglio dell’Ordine, che potrà
irrogare sanzioni

L’essenzialità della difesa tecnica, in ossequio al principio dettato dall’art. 24 COST., comporta
 che ai non abbienti, sia italiani che stranieri, sia garantito il diritto di difesa attraverso il
gratuito patrocinio.

Gratuito patrocinio :
 disciplinato dal Testo Unico in materia di spese di giustizia
 può essere scelto un difensore tra gli avvocati inseriti nell’albo speciale dei difensori
d’ufficio ed iscritti da almeno 2 anni nell’Albo degli Avvocati
 le spese per consulenti tecnici, investigatori privati, notai ed UFF. giudiziari, Sono a carico
dello stato
 Reddito annuo IRPEF che ai sensi del D.M. 16 gen. 2018, deve essere inferiore ad €
11.493, 82. Tale importo viene adeguato ogni 2 anni

29
o Si valutano anche i redditi di origine illecita e anche quelli dei conviventi anche
se more uxorio

Procedura gratuito patrocinio


(a) istanza interessato al giudice
(b) corredata di documentazione ed autocertificazione
(c) il giudice decide sull’ammissione entro 10 giorni.
(d) Contro il provvedimento di rigetto  ricorso presidente tribunale o CDA. E poi in
Cassazione per violazione di legge.

Ai sensi dell’articolo 75 comma 2-bis del T.U. in materia di spese di giustizia, specificamente
inserito dal D.LGS n. 24/2019  la disciplina del patrocinio gratuito si applica altresì per le
persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo.

Inoltre, il D.lgs 24/2019, ha esteso l’applicazione del beneficio del Gratuito Patrocinio anche agli
indagati e agli imputati per reati tributari, precluso fino all’emanazione della citata norma.
 In tal modo, secondo le intenzioni del legislatore, il sistema garantisce
parità di accesso al patrocinio a spese dello Stato anche agli indagati e
imputati di reati tributari, ma non anche ai condannati in via
definitiva per tali reati.
Inoltre, ai sensi dell'articolo 115-bis del Testo unico in materia di spese di giustizia, espressamente
previsto dalla L. n. 36/2019:
- L'onorario e le spese spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato e al consulente tecnico
di parte di persona nei cui confronti è emesso:
A. provvedimento di archiviazione motivato dalla sussistenza delle condizioni di cui
all'articolo 52, commi secondo, terzo e quarto, del codice penale (legittima difesa) o
B. sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento perché il fatto non
costituisce reato in quanto commesso in presenza delle condizioni di cui all'articolo
52, commi secondo, terzo e quarto, del codice penale nonché all'articolo 55, secondo
comma, del medesimo codice,
sono liquidati dal magistrato nella misura e con le modalità previste dal T.U. spese di Giustizia.

CAPITOLO 11 ➺ LE NOTIFICHE DEGLI ATTI.

Notificazione :
- è lo strumento previsto dalla legge mediante il quale si rende noto al destinatario, un atto o
un’attività del procedimento
- avviene mediante la consegna di una copia dell’atto o dell’avviso
- è effettuata da un ufficiale giudiziario o da chi ne esercita le funzioni

le formalità prescritte dalla legge, sono finalizzate ad assicurare l’effettiva conoscibilità dell’atto
da parte dell’interessato.  una volta che esse sono state adempiute, scatta
 la presunzione legale di avvenuta conoscenza.

La violazione delle disposizioni in materia, comporta la nullità della notifica.

Relata di notifica :
- è la relazione che l’ufficiale giudiziario scrive in calce all’originale e alla copia notificata
- sono indicate l’autorità o la parte privata richiedente e le modalità attraverso le quali si è
proceduto alla notificazione (per posta o a consegna a mano)

30
La relazione di notifica, è pertanto il verbale di un’attività compiuta.
Dal momento della notificazione, l’atto si presume conosciuto dal destinatario.

Diversa dalla notificazione è la comunicazione 


 attraverso la quale, il giudice, senza intervento dell’ufficiale giudiziario, rende noto al PM,
propri atti attraverso la consegna della copia a cura della cancelleria.

Nel corso delle indagini preliminari, i soggetti incaricati per le notifiche sono l’ufficiale
giudiziario e la PG, quest’ultima però limitatamente agli atti che ella stessa deve compiere.

Sono sostitutivi di notificazioni di provvedimenti o avvisi emessi dal giudice o dal PM,  la
lettura di essi fatta alle parti interessate in loro presenza (ma deve esserne fatta menzione nel
verbale).

Per gli atti del giudice (Giudice dibattimentale e GIP) l’organo deputato alle notifiche è l’ufficiale
giudiziario.
(-) caso imputati detenuti anche la polizia penitenziaria

Per le parti private, i loro atti possono essere spediti dal loro difensore al destinatario mediante
raccomandata R.R.

Il codice di rito prevede che , l’autorità può disporre che le notificazioni e gli avvisi ai difensori ,
siano eseguiti con mezzi idonei (FAX o PEC).

1. NOTIFICHE ALL’IMPUTATO.

- Nei suoi riguardi (imputato) Non sono ammissibili modalità meno formali di notifica.

La prima notifica  è essenziale per instaurare un rapporto di conoscenza del processo.

Se l’imputato è detenuto :
(*) egli va ricercato nell’istituto e gli va consegnata in mani proprie la copia dell’atto.
- se si trova in permesso, va consegnata al direttore dell’istituto, che sarà poi sua cura
informare l’imputato

Se l’imputato è libero :
(+) la notifica avviene nell’abitazione
(-) nel luogo di lavoro
(-) nella temporanea dimora
(-) persona convivente o portiere.
n.b. il portiere dovrà sottoscrivere relata di notifica e va integrata notifica con raccomandata A.R.
Se è necessario, ai fini della notifica, va compiuto un secondo accesso nei luoghi suindicati.

 in mancanza o rifiuto di soggetti idonei a ricevere la copia per conto dell’imputato, viene
affisso nella porta un avviso di deposito.  l’atto è depositato in comune e gli viene spedita
raccomandata.
 Il rifiuto dell’imputato equivale a ricezione della copia dell’atto notificato.

- se l’imputato nomina un difensore di fiducia, le notifiche degli atti, successive alla prima,
possono essere notificate al difensore.

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A. Il difensore può non accettare tale modalità di notifica.

L’ elezione o dichiarazione di domicilio serve a rendere più celere ed agevole l’attività di


notificazione all’imputato o indagato.
- durante il primo atto compiuto con l’intervento dell’indagato/imputato, l’autorità
procedente lo invita a dichiarare o ad eleggere il proprio domicilio
*** dichiarare il proprio domicilio significa indicare quel luogo in cui l’imputato vive o
lavora***
- eleggere un domicilio significa anche eleggere un domiciliatario , e cioè una persona
diversa dall’imputato, che viene da lui scelta per ricevere copia dell’atto da notificare.
- L’imputato è avvertito che se non comunica mutamenti del domicilio eletto, le notifiche
verranno effettuate al difensore.

Tuttavia, le notifiche all'imputato detenuto, anche qualora abbia dichiarato o eletto domicilio,
vanno eseguite nel luogo di detenzione, con le modalità di cui all'art. 156, comma 1, c.p.p.,
mediante consegna di copia alla persona.
La notifica al detenuto eseguita presso il domicilio dichiarato o eletto, come stabilito dalle SS.UU.
con Sentenza n. 12778/2020, dà luogo ad una nullità a regime intermedio, soggetta alla sanatoria
prevista dall'art. 184 c.p.p.

L’indagato, ha inoltre la facoltà di eleggere domicilio presso lo studio del difensore d’ufficio
nominato dall’Autorità Giudiziaria. Tuttavia, così come previsto dal novellato art. 162 c.p.p.
comma 4 bis (L 23/06/2017, n. 103):
 L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non ha effetto se
l'autorità che procede non riceve, unitamente alla dichiarazione di
elezione, l'assenso del difensore domiciliatario.

2. DECRETO DI IRREPERIBILITA’

Se non è possibile effettuare la notifica all’imputato :


- il giudice o il PM, devono disporre nuove ricerche nel luogo di nascita, in quello di ultima
residenza anagrafica, o di dimora.

Se le ricerche danno esito negativo  il giudice o il PM, emanano un decreto di irreperibilità.

-viene designato un difensore dell’imputato irreperibile e viene ordinato che tutte le notifiche
siano eseguite mediante consegna di copia al difensore
(-) stessa disciplina si applica per l’imputato latitante o evaso
(+) il decreto di irreperibilità cessa di avere efficacia al termina della fase o del grado di merito.
 dunque devono essere disposte nuove ricerche.

3. NOTIFICAZIONI ALL’IMPUTATO ALL’ESTERO.

Se è nota la dimora dell’indagato-imputato  il giudice o il PM inviano una raccomandata


invitando il soggetto ad eleggere il domicilio entro 30 gg.
In mancanza, le notificazioni devono essere fatte mediante consegna al difensore.

Se non è nota la dimora dell’indagato/imputato all’estero  a seguito delle ricerche negative,


deve essere emanato decreto di irreperibilità.
32
4. NOTIFICAZIONI ALLE ALTRI PARTI PRIVATE.

Notificazioni:
(1) parte offesa
(2) altri soggetti diversi dalle parti private (testimoni consulenti):
(3) prima citazione responsabile civile e persona civ. obb. Pena pecuniaria

*** sono eseguite con la modalità prevista per l’imputato non detenuto.***

Notificazioni alla parte civile costituita, responsabile civile, civil.obb. ai loro difensori.

NULLITA’.: IL codice prevede una serie di nullità speciali ex art. 171.

CAPITOLO 12 e 13 ➺ GLI ATTI e PATOLOGIE NEL PROCEDIMENTO


PENALE.

ATTO nel procedimento penale:


- è quell’atto compiuto da uno dei soggetti (giudice , pm, PG, parti private ecc..)
- finalizzato alla pronuncia di un provvedimento penale (es. sentenza, ordinanza, decreto)

Verbale:
- è l’atto con il quale l’ausiliario del giudice, descrive quanto è avvenuto in sua presenza

Un atto è invalido, solo nei casi in cui la legge prevede espressamente tale vizio.

DIFFERENZA TRA ATTO INVALIDO ED ATTO IRREGOLARE.

?? Cos’è un atto invalido ? ??


- È l’atto che non è conforme al modello legale.
- È invalido, quando la singola difformità rientra in uno dei 4 casi di invalidità previsti come
causa di decadenza, inammissibilità, nullità o inutilizzabilità.

?? Cos’è un atto irregolare ? ??


L’atto è irregolare se non rientra in una delle cause di invalidità previste dalla legge.
È quindi, qualsiasi vizio formale, che il giudice deve provvedere ad eliminare.
E’ previsto l’obbligo per il giudice, pena responsabilità disciplinari.

1. ATTO INVALIDO.

Le cause di invalidità dell’atto sono 4:


1) inammissibilità  impedisce al giudice di esaminare nel merito una richiesta
presentata da una parte, quando la richiesta stessa non ha i requisiti di legge
2) decadenza  comporta l’invalidità dell’atto che sia stato compiuto dopo che è
scaduto un termine perentorio
3) nullità  è un vizio che colpisce l’atto del procedimento, che sia stato compiuto
senza l’osservanza di determinate disposizioni stabilite dalla legge a pena di
nullità (art. 177).

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4) Inutilizzabilità  è un’invalidità che colpisce direttamente il valore probatorio di
un atto: il giudice non può basarsi su di esso per emettere una decisione.

(1) INAMMISSIBILITA’.

- È il vizio che colpisce un atto di parte (di regola una richiesta)


- Impedisce al giudice di valutarla nel merito.

Un atto è inammissibile quando :


 è privo dei requisiti previsti dalla legge a pena di inammissibilità
Può trattarsi di :
a) requisiti soggettivi  soggetti legittimati
b) requisiti oggettivi  elementi necessari o rispetto dei termini perentori
- l’inammissibilità per mancato rispetto di un termine perentorio, è strettamente collegata alla
decadenza.

 L’inammissibilità è rilevata dal giudice d’ufficio o su eccezione di parte


o La dichiara con ordinanza o sentenza e non decide sul merito della stessa

(2) DECADENZA.

- E’ la perdita del potere di compiere un atto a seguito della scadenza di un termine


perentorio.
- Alla scadenza del termine, il soggetto decade dal potere di compiere l’atto.
- Se egli compie ugualmente l’atto, dopo la scadenza del termine, l’atto è inammissibile.

** Termini perentori: **
Sono perentori, quelli che:
prescrivono il compimento di un atto entro e non oltre un determinato periodo di tempo.
+ se tale periodo è superato  il soggetto decade dal potere compierlo validamente +

 il legislatore ha sancito che si considerano stabiliti a pena di decadenza soltanto quei


termini previsti dalla legge
o questo perché le conseguenze sono gravi.
 i termini perentori non possono essere prorogati, salvo che la legge disponga altrimenti.

** Termini ordinatori : **
Sono ordinatori, quelli che :
fissano il periodo di tempo entro il quale un determinato atto deve essere compiuto.
+ se tale periodo è superato però,  non deriva alcuna conseguenza di tipo processuale +
(+) semmai il soggetto che lo ha compiuto oltre il termine, può subire conseguenze di tipo disciplinare .

- I termini si distinguono altresì in dilatori o acceleratori


Sono dilatori:
 quei termini con i quali si prescrive che un atto non può essere compiuto prima del loro
decorso
o (es. tra la data del decreto che dispone il giudizio e la data fissata per il giudizio
medesimo, deve intercorrere un termine non inferiore a 20 giorni)

Sono acceleratori:
 quando la legge prevede un termine entro il quale quell’atto deve essere compiuto

34
o (es. termine per impugnare provvedimento del giudice).

** Restituzione in termine : **
- Strumento di carattere eccezionale
- Riassegna alle parti la possibilità di esercitare un potere che si era estinto per decadenza
- Art. 175 cpp
La materia prevede 2 istituti : quello di carattere generale, e quello di carattere speciale:

1) Restituzione generica :
permette la restituzione in termini di decadenza, purchè sia provato che l’interessato non ha potuto
osservarli per caso fortuito o forza maggiore

2) Restituzione specifica :
era previsto nei confronti della sentenza contumaciale e del decreto penale di condanna.
- infatti  se era stata pronunciata sentenza contumaciale o decreto di condanna, l’imputato è
restituito , a sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione od opposizione, salvo
che egli abbia avuto effettiva conoscenza del provvedimento e abbia volontariamente
rinunciato a comparire o ad impugnare.

La richiesta di restituzione generica, deve essere presentata al giudice entro 10 giorni da quello
nel quale è cessato il fatto costituente caso fortuito o forza maggiore.
Restituzione specifica è di 30 giorni.
Il giudice si pronuncia con ordinanza.

(3) NULLITA’.

- è il vizio che colpisce l’atto del procedimento


- il quale è stato compiuto senza l’osservanza di determinate disposizioni espressamente
stabilite dalla legge a pena di nullità (ex art. 177 cpp).

L’inosservanza si distingue tra nullità speciale e generali.

MODALITA’ DI PREVISIONE:
Le nullità speciali  sono quelle previste per una determinata inosservanza
Le nullità generali  sono quelle previste per ampie categorie di inosservanza. Art. 178 cpp

Le nullità inoltre, si distinguono in 3 tipi:


1) nullità assolute
2) nullità intermedie
3) nullità relative

NULLITA’ ASSOLUTA
(+) sono colpite da nullità assoluta, le inosservanze più gravi previste dall’art. 179 cpp
(+) riguardano i soggetti necessari del procedimento penale.
(+) le nullità assolute sono rilevabili, anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento
penale.
(-) sono sanate solo dalla irrevocabilità della sentenza

35
- l’art. 179, indica quali fra le nullità di ordine generale, previste dal 178, sono nullità
assolute.
1) le condizioni di capacità del giudice e il numero dei giudici necessario
2) la violazione delle disposizioni concernenti l’iniziativa del pubblico ministero (rinvio a
giudizio sottoscritta dal segretario)
3) omessa citazione dell’imputato
4) assenza del difensore dell’imputato quando è obbligatoria la presenza.
5) Le nullità definite assolute da specifiche disposizioni di legge.

NULLITA’ INTERMEDIE
(+) sono colpite da nullità intermedia, le inosservanze di media gravità previste dall’art. 180 cpp.
(+) riguardano una sfera più ampia di soggetti
(+) nullità intermedie sono rilevabili anche d’ufficio, ma entro determinati limiti di tempo
(-) sono sanabili (ex. Art. 183)

- le nullità intermedie sono quelle previste dall’art. 178 , con esclusione di quelle assolute
previste dal 179 cpp
 sono rilevate anche d’ufficio
 ma non possono essere dedotte né rilevate dopo la sentenza di primo grado

NULLITA’ RELATIVE
(+) sono quelle nullità speciali che non rientrano né in quelle assolute né in quelle intermedie (181)
(+) sono dichiarate su eccezione di parte ed entro brevi limiti di tempo
(-) sono sanabili.

- rientrano quelle nullità che non sono previste tra quelle assolute e quelle intermedie
A. es. di nullità relativa  i prossimi congiunti dell’imputato sono avvisati della facoltà
di astenersi dal deporre come testimoni.

- regime nullità indicato art. 181 cpp


- sono dichiarabili dal giudice su eccezione di parte (solo alla parte interessata)
- al giudice è precluso, di regola, il potere di rilevare d’ufficio le nullità relative.

 nullità concernenti : Dopo la discussione e prima della sentenza di


o atti indagini preliminari rinvio a giudizio o di non luogo a procedere.
o incidente probatorio
o atti udienza preliminari
 devono essere eccepite prima che sia pronunciato il provvedimento ex art. 424 del GUP.
 se manca l’udienza preliminare, entro il termine previsto dal 491 comma 1.
 Le nullità verificatesi nel giudizio, devono essere eccepite con l’impugnazione della
relativa sentenza.
Le nullità relative al decreto che dispone il giudizio o degli atti preliminari al dibattimento, entro il 491 comma 1.
Regola comune ai 3 tipi di nullità, è quello degli effetti:
** la nullità di un atto,una volta dichiarata, rende invalidi quelli consecutivi che ne dipendono**

La declaratoria di nullità, comporta la rinnovazione dell’atto nullo, se necessaria e possibile,


ad opera dello stesso giudice che l’ha dichiarata.
Altrimenti  si verifica la regressione del procedimento nella precedente fase, nel caso in cui il
compimento di quell’atto da rinnovare rientra nel potere esclusivo del giudice di quella fase.

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 LIMITE DI DEDUCIBILITA’ DELLE NULLITA’: 
Le nullità medie e relative non possono essere eccepite :
(a) da colui che vi ha dato o ha concorso a darvi causa
(b) da colui che non ha interesse all’osservanza della disposizione violata.

Sanatoria:
- La Sanatoria è quel fatto giuridico ulteriore e successivo rispetto all’atto viziato che
determina la validità di tale atto -

- la sanatoria non è possibile per le nullità assolute

Si verifica allorquando :
 la parte interessata accetta gli effetti dell’atto viziato
 la parte interessata si avvale dell’atto viziato, esercitando le facoltà che ne discendono

a seguito della sanatoria:


a) gli effetti dell’atto viziato, diventano equivalenti a quello conforme.
b) nessuna parte può eccepire la nullità dell’atto.

(4) INUTILIZZABILITA’.

- è un’invalidità che colpisce il valore probatorio di un atto.


- Il giudice non può basarsi sull’atto inutilizzabile per emettere una decisione.

L’inutilizzabilità è assoluta:
 quando il giudice non può basarsi su di esso per emettere un qualsiasi provvedimento.

L’inutilizzabilità è relativa:
 quando la legge indica le persone nei confronti delle quali non può essere utilizzato un
determinato atto.

Atto abnorme:
- Vizio non codificato, ma frutto di elaborazione dottrinaria e giurisprudenziale.

È abnorme quel provvedimento :


 che per singolarità e stranezza del contenuto, risulti avulso dall’intero ordinamento
processuale
 che pur essendo in astratto manifestazione di legittimo potere, si esplichi al di fuori dei casi
consentiti e delle ipotesi previste, al di la di ogni ragionevole limite

esempi di atti abnormi:


 sentenza di incompetenza emessa dal GIP a fronte di una richiesta di archiviazione
 sentenza del giudice incompetente, che ha trasmesso gli atti al giudice competente , anziché
al PM

avverso il provvedimento abnorme è possibile proporre ricorso per cassazione.

CAPITOLO 14 ➺ LA NOTITIA CRIMINIS.

37
Il PM, quando riceve una notitia criminis :
- deve iscriverla immediatamente nell’apposito Registro delle notizie di reato (ex 335 cpp)

Nel Registro delle notizie di reato va annotato:


(a) il nome dell’indagato
(b) eventuali modificazioni del fatto per cui si procede

L’annotazione ha funzione di trasparenza dell’attività di indagine preliminare.


- Inoltre determina il termine di durata delle indagini .

La prima fonte da cui si attinge la notitia criminis  è l’informativa della P.G.


Informativa PG è una specie qualificata di denuncia proveniente da pubblici ufficiali qualificati.
 Devono essere riferiti:
o Elementi essenziali del fatto
o Risultanze raccolte
o Attività compiute con indicazioni delle fonti di prova e dei soggetti utili alle
indagini.

L’informativa va trasmessa senza ritardo , e in caso di urgenza, immediatamente, anche in forma


orale.

DENUNCIA.
- è come l’informativa della PG, una segnalazione di reato.
- Può provenire da privati o pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.
La denuncia può essere presentata al PM o ad un ufficiale di PG.

Per i privati, la presentazione della denuncia ha natura facoltativa (anche orale).


Per i soggetti qualificati, la presentazione della denuncia è sempre obbligatoria e deve essere fatta
per iscritto.

REFERTO.
- è la segnalazione di reato proveniente dagli esercenti una professione sanitaria
- che hanno prestato la loro assistenza od opera
- in casi che possono configurare un delitto perseguibile d’ufficio.

 forma scritta
 indicate : generalità - domicilio – circostanze intervento professionale
 presentato al PM o un ufficiale PG nel luogo più vicino.
 È consentito presentare un referto cumulativo.

Scritti anonimi e delazioni confidenziali , PM e PG possono avvalersi ai fini delle indagini, ma


non possono essere utilizzate dai giudici.

CAPITOLO 15 ➺ LE CONDIZIONI DI PROCEDIBILITA’.

- L’azione penale è obbligatoria


Tuttavia, in alcune ipotesi , il corso dell’azione penale è condizionato da

38
manifestazioni di volontà di soggetti diversi dal PM.

Si parla di condizioni di procedibilità , in relazione agli istituti di:


1) querela
2) istanza di procedimento.
3) richiesta di procedimento.
4) autorizzazione a procedere.

1. QUERELA (336 e ss).

- è una manifestazione di volontà diretta ad ottenere la punizione del colpevole.


- costituisce notitia criminis e condizione di procedibilità
- assume rilievo nei soli reati procedibili a querela
 per iscritto o anche oralmente
 va proposta entro 3 mesi dalla notizia di reato
 spese del procedimento a carico del querelato, salvo diversamente convenuto.

2. ISTANZA DI PROCEDIMENTO.

- Istanza di procedibilità analoga alla querela


- Stesse forme della querela
- IRREVOCABILE

Consiste nella domanda con la quale il privato, persona offesa,


chiede che si proceda
contro i responsabili di taluni delitti commessi all’estero da stranieri o da cittadini.

3. RICHIESTA DI PROCEDIMENTO.

- Proviene da una pubblica autorità


- Sempre in forma scritta e consegnata direttamente al PM e non alla PG
- Irrevocabile
 es. richiesta del ministro della giustizia per i delitti in danno del presidente della repubblica.

4. AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE.

- Dichiarazione di volontà di una pubblica autorità, diretta a consentire l’esercizio dell’azione


penale
- Autorità preposte : Camere, Coste costituzionale , ministro della giustizia

In mancanza di condizione di procedibilità 


 possono essere compiuti gli atti di indagine preliminare necessari ad assicurare le fonti di
prova.
 quando vi è pericolo nel ritardo, possono essere assunte le prove previste per l’incidente
probatorio.

39
CAPITOLO 16 ➺ LA COMPETENZA.
Il termine competenza :
- indica l’insieme delle regole che consentono di distribuire i procedimenti all’interno della
giurisdizione ordinaria.

Essa è individuata :
a) dalla materia (il titolo del reato)
b) dal territorio (il luogo in cui si è compiuto il reato)
c) dalla funzione che deve essere svolta in una determinata fase o grado del procedimento
d) della eventuale connessione con altri procedimenti.

Tutti i criteri in questione concorrono alla determinazione di quel giudice naturale precostituito
per legge, dotato di una competenza fissata previamente, voluto dalla Costituzione.
 il principio del giudice naturale (25 Cost), impedisce che un organo legislativo-
amministrativo-giurisdizionale- possa sottrarre discrezionalmente un procedimento ad un
determinato giudice.

Criteri di ripartizione della competenza:


- in base all’art. 4 cpp, per determinare la competenza si ha riguardo alla pena massima
stabilita per legge per ciascun reato consumato o tentato
A. non si tiene conto della recidiva e della continuazione
B. non si tiene conto delle circostanze aggravanti, fatta eccezione di quelle per le quali
la legge stabilisce una pena diversa da quella ordinaria

1. COMPETENZA PER MATERIA.

- Si ripartisce tra il tribunale per i minorenni, la corte d’assise, il giudice di pace e il tribunale.
 Tribunale per i minorenni  competente (sempre) per i reati commessi dal minore al
momento del reato.
 Corte d’Assise  è attribuita la competenza a giudicare i più gravi fatti di sangue e i più
gravi delitti politici.
o Il legislatore ha evitato di far giudicare dalla corte d’assise quei delitti che richiedono
conoscenze tecnico-giuricihe, che i giudici popolari non hanno
Reati punibili con l’ergastolo, pena non inferiore ad anni 24, e altri reati previsti
esplicitamente dalla legge.

 Giudice di pace  è competente a conoscere una serie di fattispecie attribuite


qualitativamente
o Si tratta , per la maggior parte, di reati che costituiscono espressione di situazioni di
microconflittualità individuale
 il tribunale  è competente a giudicare quei reati che non appartengono alla competenza
della corte d’assise e del giudice di pace
o competenza residuale

2. COMPETENZA PER TERRITORIO.

- Il criterio generale è quello della consumazione del reato


Competente è il giudice del luogo in cui il reato si è consumato.

40
- Se l’evento è rappresentato dalla morte
Competente è il giudice del luogo in cui è avvenuta l’azione od omissione da cui è scaturito
l’evento letale.

- In tema di delitto tentato


Competente è il giudice del luogo in cui è avvenuto l’ultimo atto diretto a commettere il
delitto

- Per il reato permanente


Competente è il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione stessa.

Se risulta ignoto il luogo in cui l’evento o l’azione si è verificata

È competente il giudice della residenza/dimora/domicilio imputato


In mancanza anche di questa:

È competente il giudice del luogo in cui ha sede l’ufficio del PM che per primo è stato investito
della notitia criminis.

- Nei procedimenti in cui, il magistrato è imputato/persona offesa/partecivile


Competente è il giudice ubicato nel capoluogo di distretto di corte d’appello individuato
secondo le tabelle di abbinamento previste dall’art. 11 della legge del 98

- Incompetenza per territorio eccepibile dalle parti ed è rilevabile dal giudice anche
d’ufficio.
**** Fino alla chiusura della discussione finale nell’udienza preliminare ****
- Se l’udienza preliminare non ha luogo :
l’incompetenza per territorio deve essere eccepita o rilevata nel corso delle questioni
preliminari in dibattimento.

L’eccezione respinta in udienza preliminare  può essere ripresentata nelle questioni


preliminari.
o Se è respinta in tale sede, deve costituire oggetto di uno specifico motivo di impugnazione;
altrimenti la questione è preclusa.

3. COMPETENZA FUNZIONALE.

- Non espressamente prevista dal codice


- Consiste nella distribuzione delle attribuzioni giurisdizionali inerenti alle diversi fasi di
un medesimo procedimento o al compimento di specifici atti.
Esempio  atti che devono essere compiuti nella fase delle indagini preliminari sono
attribuiti alla competenza funzionale del GIP.

4. COMPETENZA PER CONNESSIONE.

- C’è connessione :

41
quando tra una pluralità di imputazioni c’è un vincolo, in relazione agli autori o ai fatti
commessi.
- L’indicazione dei casi di connessione è tassativa

(1) pluralità di imputati (connessione soggettiva)


(2) pluralità di reati addebitati alla stessa persona (c.ogget.)

Il giudice competente in caso di connessione viene individuato in base ai seguenti criteri:


Fra i giudici competenti per materia, la corte d’assise prevale sul tribunale.

- Applicata questa regola, se più giudici sono egualmente competenti per materia, ed hanno
quindi, una diversa competenza per territorio
prevale il giudice competente per il reato più grave.

- In caso di pari gravità,


prevale il giudice competente per il reato commesso per primo.

- Se esiste un legame di connessione tra tribunale in composizione collegiale e monocratico


la cognizione è del tribunale collegiale.

La connessione non opera fra procedimenti relativi ad imputati minori degli anni 18.

5. RIUNIONE E SEPARAZIONE DEI PROCEDIMENTI.

Riunione:
Se i procedimenti sono connessi  possono essere riuniti.
È necessario che :
1) i procedimenti siano pendenti nella stessa fase e nello stesso grado
2) i procedimento siano di competenza del medesimo giudice
3) la riunione non determini un ritardo
4) i procedimenti siano connessi o ci sia un collegamento probatorio.

Separazione obbligatoria:
1) se nel corso dell’udienza preliminare è possibile decidere subito la posizione di un
imputato
2) se per un imputato si deve sospendere il procedimento
3) quando uno degli imputati non è comparso nel dibattimento ed occorre rinnovare
la citazione nei suoi confronti
4) quando uno o più difensori non sono comparsi nel dibattimento per legittimo
impedimento
5) quando istruzione dibattimentale per un imputato si è conclusa e per gli altri tempi +
lunghi.

Separazione facoltativa:
in accordo con le parti.

CAPITOLO 17 ➺ INCOMPETENZA, CONFLITTI DI COMPETENZA E DI


GIURISDIZIONE, CARENZA DI ATTRIBUZIONE.

1. INCOMPETENZA.

42
- Legittimazione

Qualsiasi tipo di incompetenza è rilevabile dal giudice ed eccepibile dalle parti.

Termini di decadenza :
a) Incompetenza per materia  può essere rilevata ed eccepita in ogni stato e grado del
processo
solo la formazione del giudicato sana il difetto.

Eccezione  se a decidere è un giudice superiore, rispetto alla competenza di un giudice


sottordinato,
si deve eccepire entro la costituzione delle parti in dibattimento in primo grado ex art. 491 comma
1.
b) incompetenza per territorio e connessione  termini brevi, udienza preliminare . In
mancanza. 491 comma 1

2. CONSEGUENZE.

Le prove acquisite dinnanzi ad un giudice privo di competenza non perdono efficacia.


 tuttavia, le dichiarazioni, se ancora ripetibili, diventano utilizzabili in giudizio soltanto con
il meccanismo delle contestazioni probatorie.

Il giudice privo di competenza può adottare una misura cautelare contestualmente alla
dichiarazione di incompetenza.

La misura cautelare però ha un’efficacia limitata (20 giorni).

- Se la declaratoria di incompetenza interviene nella fase delle indagini preliminari


Gli atti vanno restituiti allo stesso PM che ha richiesto al GIP il provvedimento.

- se la declaratoria di incompetenza avviene dopo l’esercizio dell’azione penale o durante il


dibattimento
Gli atti devono essere trasmessi al PM presso il giudice competente.

- Se l’incompetenza è per connessione, gli atti vanno trasmessi al giudice ritenuto


competente

 la sentenza che dichiara l’incompetenza non è impugnabile e non è ricorribile per


cassazione.
o Il giudice può sollevare il conflitto di competenza.

3. CONFLITTI DI GIURISDIZIONE E DI COMPETENZA.

I Conflitti di giurisdizione intervengono tra :


(A) un giudice ordinario
(B) un giudice speciale

I conflitti di competenza intervengono tra giudici ordinari

- Si ha conflitto positivo :

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SE due o più giudici prendono cognizione del medesimo fatto attribuito alla medesima
persona

- Si ha conflitto negativo :
SE due o più giudici contemporaneamente rifiutano di prendere cognizione del medesimo
fatto attribuito alla medesima persona, ritenendo la propria incompetenza.

 il conflitto può insorgere in ogni stato e grado del processo


 può essere denunciato:
o dal PM , presso uno dei giudici in conflitto
o dalle parti
o rilevato d’ufficio da uno dei giudici

L’ordinanza che rileva l’esistenza del conflitto è trasmessa alla corte di cassazione,
con la copia degli atti necessari alla decisione.
(+) Corte decide in camera di consiglio con sentenza e indica il giudice competente (+)

4. CONTRASTI TRA P.M..

3 Ipotesi configurabili (Di contrasto).

(1) contrasto negativo  se due PM si dichiarano entrambi incompetenti


Competente a decidere del conflitto è :
 il procuratore generale presso la Corte d’appello ove siedono i due magistrati
 il procuratore generale presso la Corte di Cassazione, se i due magistrati si trovano in
ambiti territoriali diversi.

(2) contrasto positivo  quando per lo stesso fatto e la stessa persona vi sono due diversi
procedimenti con PM diversi
- uno dei PM può chiedere la trasmissione degli atti
se si rifiuta  decide il procuratore generale.

Se il contrasto è in materia di criminalità organizzata, deve essere sentito il Procuratore


nazionale antimafia , nel caso in cui a decidere sia il procuratore generale presso la Cassazione.
 se a decidere è il procuratore generale presso la corte d’appello, il P.N.A. deve solo essere
informato.

CAPITOLO 18 ➺ LE INDAGINI PRELIMINARI.

Le indagini preliminari sono strumentali all’esercizio dell’azione penale.


- Sull’esito delle indagini, viene formulata la incriminazione (405 cpp).
- Nelle indagini preliminari si acquisiscono solo le fonti di prova, cioè capaci di divenire
prova in dibattimento.

- gli atti delle indagini preliminari (es. sommarie informazioni rese da persone informate
dei fatti – interrogatorio imputato)

- non sono utilizzabili nel dibattimento (salvo alcune eccezioni).

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Gli atti delle indagini
sono pienamente utilizzabili in fasi precedenti al dibattimento od in taluni riti speciali.

- utilizzabili e valutabili dal GIP in tema di misure cautelari, personali o reali


- intercettazioni di comunicazioni telefoniche
- decreto di archiviazione
- dal gip per ammettere il giudizio immediato, da celebrarsi poi innanzi al giudice
dibattimentale.

In sede di udienza preliminare:


- il GUP fonda le sue valutazioni sull’intero fascicolo del PM per :
A. la sentenza di non luogo a procedere ovvero
B. il decreto che dispone il giudizio dibattimentale

Nel patteggiamento – giudizio abbreviato – condanna per decreto  il giudice fonda la sua
decisione dagli atti dell’indagine.

hanno valenza probatoria anche in dibattimento:


1) atti di P.G. irripetibili o che sono divenuti irripetibili
2) dichiarazioni rese dai testi o dalle parti alla pg e al pm dopo le contestazioni dibattimentali

Il procedimento ordinario è fondato sulla scansione di :


indagini preliminari - udienza preliminare - udienza dibattimentale
art. 405 cpp
Il procedimento, se non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione,
si converte in processo
 giacchè il PM esercita l’azione penale
 formulando l’imputazione nei confronti dell’indagato, che diventa così imputato
 ed investendo del processo un giudice

 Il PM da dominus dell’azione penale, diventa parte processuale.

1. IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI.

- Nei casi previsti dalla legge, DECIDE sulle richieste del PM, delle parti private e della
persona offesa
- organo monocratico

Funzioni gip:
(a) funzione di controllo del termine di svolgimento delle indagini
(b) funzione di controllo sull’esercizio dell’azione penale

Se il PM avanza richiesta di archiviazione se il PM esercita l’azione penale


del procedimento
(c) funzione di garanzia dei diritti dell’indagato (è il gip che autorizza applicazione mis
cautelari)
(d) funzione di giudizio  quando si svolge dinnanzi a lui patteggiamento o giudizio
abbreviato.

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Nei processi di criminalità organizzata, funzioni GIP e GUP sono espletate da un magistrato
del tribunale del Capoluogo del distretto di CDA.

2. LE ATTIVITA’ DI POLIZIA GIUDIZIARIA.

- un D.P.R. del 1988, ha previsto che un ufficiale di PG, possa impersonare l’accusa
nell’udienza dibattimentale innanzi al tribunale monocratico. (Non deve aver preso parte alle
indagini preliminari)

il codice di rito prevede l’obbligo di comunicazione , senza ritardo, della notizia di reato al P.M.

Difatti, ai sensi dell’articolo 347 del c.p.p., acquisita la notizia di reato, la P.G., senza ritardo
riferisce al P.M., per iscritto, gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi raccolti.

- Prima di detta comunicazione, la P.G. provvede in via autonoma all’assicurazione delle


fonti di prova
A. dopo l’intervento del P.M., la P.G. potrà procedere come attività delegata o ancora
di propria iniziativa.

La Polizia Giudiziaria deve comunicare, quando è possibile, il domicilio eletto dall’indagato, le


generalità della persona offesa e di coloro i quali siano in grado di riferire su circostanze rilevanti
per la ricostruzione dei fatti.

L’articolo 347 c.p.p., indica genericamente con la locuzione “senza ritardo”, la tempistica entro cui
deve essere comunicata al P.M. la notizia di reato.

 Tuttavia per taluni casi, specificamente indicati nei commi 2-bis e 3 del suddetto articolo
347 c.p.p., vengono indicati dal legislatore i termini oltre i quali la P.G. è obbligata a
comunicare la notizia di reato al P.M.

Difatti, se sono stati compiuti atti per i quali è prevista l’assistenza del difensore dell’indagato:
- la comunicazione di reato deve essere trasmessa entro le 48 ore dal compimento dell’atto,
salvo deroghe tassativamente previste dalla legge.

Inoltre, così come previsto dal c.d. Codice Rosso (L. 69/2019) che ha modificato il comma 3
dell’articolo 347 c.p.p. :
- la comunicazione della notizia di reato deve essere data immediatamente al P.M., anche in
forma orale, per taluni delitti specificamente indicati dalla norma, tra i quali:
A. Maltrattamenti in famiglia
B. Violenza sessuale
C. Stalking e altri

alla polizia giudiziaria, inoltre, è affidato il compimento degli atti necessari per assicurare le fonti
di prova, avvalendosi o :
 dei mezzi di ricerca disciplinati espressamente dal codice
 o di altri atipici, innominati.

3. ATTIVITA’ DELLA PG, RELATIVA ALL’INDAGATO.

- L’art. 61 estende all’indagato , gli stessi diritti e garanzie dell’imputato.

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La p.g. , può per l’identificazione dell’indagato, procedere con :
 rilievi dattiloscopici, fotografici
 prelievi di capelli o saliva , anche senza il consenso dell’interessato

Sempre per l’identificazione, è previsto il potere per la P.G. di accompagnare l’investigato nei
propri uffici e trattenerlo:
- non oltre le 12 ore  senza avviso alla autorità giudiziaria
- non oltre le 24 ore  previo avviso orale al P.M.

La p.g. può procedere ad arresto sempre che il PM non abbia ancora assunto la direzione delle indagini
(obbligatorio nei casi di flagranza di reato) .

Fuori dei casi di flagranza, la P.G., quando ricorra il pericolo di fuga, procede al fermo
dell’indagato che  sia raggiunto da gravi indizi di reità in ordine al delitto punibile con pena
superiore al massimo ad anni 6, e al minimo di anni 2.

Regime delle sommarie informazioni ex art. 350 c.p.p.


- L’assunzione delle sommarie informazioni, implica che la P.G. sollecita l’indagato a
rendere dichiarazioni
- La ricezione delle sommarie informazioni , implica che la P.G. si limita passivamente a
recepire quanto dichiarato dall’indagato.
In ogni caso le dichiarazioni hanno valenza solo per fini investigativi e possono essere
utilizzate ai fini di contestazioni nel dibattimento (art. 500 cpp)
*** l’assunzione delle informazioni *** :
- non può consistere in un mezzo per contestare il reato all’indagato
- l’indagato deve essere in stato di libertà
- necessaria assistenza del difensore di fiducia o d’ufficio
Le informazioni così assunte sono trasfuse in un verbale scritto utilizzabile:
 in sede preprocessuale
 per le contestazioni in dibattimento

Assunzione di sommarie informazioni sul luogo o nell’immediatezza del fatto:


- assenza del difensore  Che impedisce la verbalizzazioni delle dichiarazioni.
- possono essere assunte anche in un luogo diverso dal luogo del delitto

ricezione dichiarazioni spontanee :


- pienamente utilizzabili nella fase procedimentale
- fase dibattimentale sono utilizzabili per le contestazioni.

Dalla P.G. possono essere assunte informazioni anche dalle persone informate sui fatti.
- possono essere potenziali testimoni o imputati in processi connessi o collegati
- Se si devono assumere sommarie informazioni da un minore , legge 172/2012 prescrive la
presenza di un esperto di psicologia o psichiatria infantile per reati di pornografia minorile.

4. PERQUISIZIONI E SEQUESTRI.

- sono entrambi , mezzi di ricerca di fonti di prova.


Nei casi di flagranza di reato o di evasione, l’urgenza è presunta  dunque la P.G. può
procedere alla perquisizione senza munirsi di decreto di perquisizione.

Negli altri casi  occorre il decreto.


47
- il difensore può assistere ma non deve essere avvisato per la natura “a sorpresa” dell’atto.
 quando la finalità della perquisizione è il rinvenimento delle cose, queste sono sottoposte a
sequestro (se rinvenute)
 quando la finalità è il rintraccio dell’evaso o dell’imputato, in caso positivo si da esecuzione
alla misura coercitiva o limitativa della libertà personale.
presso il tribunale, competente per materia

Previsto l’obbligo di immediata trasmissione al PM del verbale delle operazioni compiute


Affinché questo decida sulla convalida.
Perquisizione e sequestro, sono considerati atti non ripetibili :
 andranno nel fascicolo del dibattimento 

Il sequestro probatorio, pur dopo convalida del P.M. è assoggettato al controllo del giudice.
- avverso il provvedimento di riesame, è possibile ricorso per cassazione per sola violazione
di legge.

5. RESTITUZIONE E DISTRUZIONE.

- Apposizione di sigilli alle cose sequestrate  per garantire integrità


- I beni possono essere alienati o distrutti , quando possono alterarsi

Come disposizione di garanzia è previsto che avvenga il prelievo di campioni alla presenza del
difensore.
Secondo la giurisprudenza
I difensori possono opporsi alla distruzione.
Se la richiesta non viene accolta dei difensori  la parte interessata ha 2 possibilità :
(1) proporre avverso il procedimento di distruzione , opposizione al GIP in camera di consiglio
nelle forme della camera di consiglio ex 127 cpp
(2) proporre incidente di esecuzione con le forme dell’art. 666, in quanto concernente la fase
esecutiva del sequestro.

6. INDAGINI PRELIMINARI DEL P.M..

- In quanto parte imparziale, le indagini del P.M. devono essere finalizzate anche
all’acquisizione di elementi probatori favorevoli all’indagato.

Di seguito atti più rilevanti che il P.M. può compiere:


 consulenze tecniche  se tale attività è ripetibile, non è un atto garantito
 accertamenti tecnici non ripetibili  sono atti garantiti . IL PM deve dare avviso
all’indagato, difensore e persona offesa per l’espletamento dell’atto e della possibilità di
nominare propri consulenti.
o Ai sensi dell’art. 360 c.p.p. comma 4, l’indagato può formulare riserva di
promuovere incidente probatorio, che deve avvenire entro il termine di 10 giorni
dalla riserva stessa (termine inserito dalla L 23/06/2017, n. 103).
o A seguito di riserva di incidente probatorio, il PM dispone che non si proceda agli
accertamenti, salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente
compiuti.

48
 Se il PM, nonostante la riserva di incidente probatorio e non sussistendo le
condizioni di indifferibilità poc’anzi trascritte, ha ugualmente disposto di
procedere agli accertamenti  i relativi risultati sono inutilizzabili in
dibattimento.
 individuazione di persona  si ha quando il Pm chiama una persona per riconoscere
un’altra persona, una cosa od un suono. Atto non garantito . Atto spesso delegato alla P.G.
 assunzione di informazioni  Atto ripetibile in dibattimento
Il c.d. Codice Rosso (L. 69/2019) inserendo il comma 1-ter nell’articolo 362 c.p.p., obbliga il P.M.
ad assumere informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia querela o istanza,
entro il termine di 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, quando si procede per i delitti di
Maltrattamenti in famiglia,Violenza sessuale, Stalking e altri specificamente indicato dal suddetto
comma 1-ter dell’articolo 362 c.p.p.

 Interrogatorio indagato  atto partecipato, si deve svolgere previo avviso del difensore
ma senza la sua necessaria presenza.
 Confronti  quando si necessita sentire più persone su dichiarazioni divergenti
 Ispezioni – sequestri – intercettazioni

7. PROCURATORE GENERALE.

- Figura inserita col D.LGS. 12/1991


- Non ha competenza in ordine alle indagini preliminari o all’esercizio azione penale
- Decide sulle dichiarazioni di astensione del PM
- Risolve contrasti negativi tra uffici PM

8. DIRITTO DI DIFESA NELLE INDAGINI PRELIMINARI.

- Gli atti di indagine, compiuti dal PM e dalla P.G. sono coperti da segreto fino a quando
l’imputato non ne possa avere conoscenza
- Informazione di garanzia  consente all’indagato di avere conoscenza del
procedimento e nominare un difensore
- Gli atti compiuti dal pM o dalla P.G. , a cui i difensori avevano il diritto di assistere, devono
essere depositati nella segreteria del P.M. con facoltà dei difensori di prenderne visione
ed estrarre copia .
- Le acquisizioni delle fonti di prova nelle indagini, non è monopolio del PM e della PG.
 le parti possono svolgere investigazioni difensive.

9. INVESTIGAZIONI DIFENSIVE.

- mirate a garantire una parità tra accusa e difesa ex art. 111 Cost.
- fin dal momento dell’incarico, il difensore ha facoltà di svolgere investigazioni per ricercare
elementi di prova.

Il difensore può:
 accedere luoghi e visionare cose
 accedere a luoghi privati previa autorizzazione di chi ne ha accesso, e in difetto,con
l’autorizzazione del giudice
 compiere accertamenti tecnici non ripetibili, previo avviso al PM
 colloqui  non si redige alcuna documentazione
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 dichiarazione  atto scritto autenticato dal difensore contenente informazioni da chi le
rende
 assunzione di informazioni  colloquio documentato in cui il soggetto risponde alle
domande del difensore
o se la persona è detenuta, l’accesso al luogo di custodia deve essere autorizzato dal
giudice.
o Se la persona è indagata o imputata nello stesso procedimento  è necessaria la
presenza del suo difensore che deve essere avvisato almeno 24 ore prima

Se il soggetto si avvale della facoltà di non rispondere  il difensore può chiedere che
l’audizione sia disposta dal PM o può richiedere un incidente probatorio.

Gli atti costituenti l’attività investigativa del difensore, confluiscono nel fascicolo del difensore.
Tale fascicolo può essere presentato :
Al GIP o GUP, prima al PM, perché ne tenga
che adotti una decisione conto delle sue
Al giudice, indipendentemente se debba o meno prendere una decisione, determinazioni.
ma affinché ne tenga conto nell’eventualità dovesse prenderla.

Alla conclusione delle


Indagini  il fascicolo del
difensore viene inserito in
quello del P.M.

CAPITOLO 19-23 ➺ MISURE CAUTELARI.


Le misure cautelari sono quei provvedimenti provvisori e immediatamente esecutivi,
finalizzati ad evitare che il trascorrere del tempo possa provocare :
1) il pericolo per l’accertamento del reato
2) il pericolo per l’esecuzione della sentenza
3) pericolo che si aggravino le conseguenze del reato.

Le misure cautelari comportano la limitazione di alcune libertà fondamentali tutelate dalla


Costituzione

Caratteristiche misure cautelari :


strumentalità
- strumentale rispetto al procedimento penale.
Hanno lo scopo di
 permettere l’accertamento del reato  quando vi è pericolo di inquinamento delle prove
 assicurare l’esecuzione della sentenza definitiva  quando v’è pericolo che l’imputato
fugga o disperda il proprio patrimonio
 evitare l’aggravamento delle conseguenze del reato o la commissione di altri reati.
Urgenza
Prognosi di colpevolezza allo stato degli atti

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 accertamento di gravi indizi di colpevolezza, basati su elementi di prova che l’accusa è
riuscita a raccogliere
immediata esecutività
 l’esecutività è la idoneità del provvedimento ad essere attuato coattivamente, anche contro
la volontà dell’interessato
provvisorietà
 il provvedimento cautelare non condiziona la decisione definitiva pronunciata dal giudice
 il provvedimento cautelare è revocabile o modificabile, perché è preso allo stato degli atti.
previsione per legge
 la costituzione esige che la legge preveda espressamente i casi ed i modi nei quali il
provvedimento dell’autorità giudiziaria può porre limiti alle libertà fondamentali
giurisdizionalità
 misure cautelari sono disposte con provvedimento emanato dal giudice
riserva di giurisdizione non è assoluta:

13cost.: La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa alcuna forma di detenzione,di


ispezione o perquisizione personale, se non per atto motivato dall’Autorità Giudiziaria e nei
soli casi e modi previsti dalla legge.

 sia il codice che la costituzione ammettono che i provvedimenti temporanei possano essere
disposti dal PM e dalla PG.  a causa della locuzione “AUTORITA’ GIUDIZIARIA”
o Es. il fermo della persona gravemente indiziata.
Tali provvedimenti sono definiti precautelari.

Devono essere sottoposti a convalida da parte del giudice entro un tempo predeterminato,
altrimenti l’indagato viene rimesso in libertà.
Impugnabilità
 è possibile proporre impugnazione avverso i provvedimenti cautelari anche nel merito,
Tribunale del Riesame.
Inoltre, la Costituzione prevede il ricorso
per cassazione (111 comma 7), per violazione
di legge per tutti i provvedimenti che
comportano una limitazione della libertà
personale

1. TIPI DI MISURE CAUTELARI.


- varie categorie di misure c.
misure cautelari personali
misure cautelari reali

Misure cautelari personali si dividono in:


1) misure coercitive
2) misure interdittive
3) applicazione provvisoria misure di
sicurezza

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Misure cautelari reali si dividono in :
1) sequestro conservativo  posto a tutela del pagamento delle somme dovute o per danni
cagionati dal reato
2) sequestro preventivo  posto al fine di evitare l’aggravamento delle conseguenze del
reato.

(1) Le misure coercitive possono essere:


- misure obbligatorie
- misure custodiali

Le misure obbligatorie sono:


 Divieto di espatrio
 Obbligo di presentarsi alla polizia
 Divieto ed obbligo di dimora
 Divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa
 Allontanamento dalla casa familiare

Le misure custodiali sono invece:


Arresti domiciliari – (braccialetto elettronico) – Custodia in carcere – custodia in luogo di cura
per infermi di mente

Arresti domiciliari :
 impongono all’imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo
 possono essere aggiunti altri limiti alla facoltà dell’imputato di comunicare con estranei
 possibile attenuazione della misura  far andare a lavorare l’imputato
 Il codice vieta di concedere arresti domiciliari a chi è stato condannato per il reato di
evasione nei 5 anni precedenti al fatto per il quale si procede.
 La misura cautelare degli arresti domiciliari non può essere eseguita presso un immobile
occupato abusivamente, così come previsto dal D.L. 113/18 conv con L. 132/18

Braccialetto elettronico:
 modalità di esecuzione degli arresti domiciliari
 col consenso dell’imputato, è possibile controllarlo in tutti i suoi spostamenti

Custodia in carcere:
 è la più grave delle misure coercitive
 con il relativo provvedimento, il giudice dispone che l’imputato venga immediatamente
condotto in un istituto di custodia a disposizione dell’autorità giudiziaria
 l’imputato dovrebbe essere tenuto separato dai detenuti che stanno scontando una pena
definitiva

Misure interdittive :
1) sospensione dall’esercizio potestà dei genitori
2) sospensione di un pubblico ufficio o servizio
3) divieto di esercitare determinate professioni

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4) Divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione

Con il provvedimento che dispone il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, previsto
dall’art. 289bis del c.p. (introdotto con L. 3/2019), il giudice interdice temporaneamente
all'imputato di concludere contratti con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le
prestazioni di un pubblico servizio.
 Qualora si proceda per un delitto contro la pubblica amministrazione, la misura può essere
disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 287, comma 1

Applicazione temporanea misura di sicurezza  ospedale psichiatrico o casa di cura o custodia.


Presupposti per applicazione misure cautelari : (3 condizioni)
(1) Condizioni generali di applicabilità:
- gravi indizi di colpevolezza  cioè presenza di elementi di prova idonei a condurre in
un futuro processo, una probabile condanna.
- punibilità in concreto
- la pena del delitto deve essere superiore nel massimo a 3 anni
- non inferiore a 5 anni nel massimo, se si deve applicare custodia in carcere

Ai sensi del decreto-legge 1 luglio 2013 n°78 convertito – con modificazioni – dalla legge 9 agosto
2013 n°94 la custodia cautelare in carcere può essere disposta solo per i delitti – consumati o tentati
– per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni
(precedentemente erano 4) e per il delitto di finanziamento illecito dei partiti.
Inoltre, la Cassazione (Cass. pen. Sez. V, 10/06/2014, n. 31839) ha sancito che la norma si applica
anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della l. 94/13.

Qualora si proceda per reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia ed altri specificamente
indicati dall’art. 282bis c.p.p., come modificato dal DL 04/10/2018, n. 113 conv con L.132/18, la
misura dell’allontanamento della casa familiare può essere disposta anche al di fuori dei limiti di
pena previsti dall’art. 280 c.p.p.

(2) Esigenze cautelari:


- Pericolo di inquinamento della prova
- Pericolo di fuga
- Pericolo che l’imputato commetta determinati delitti.

(3) Criteri di scelta delle misure cautelari:


- principio di adeguatezza  misura idonea
- principio di proporzionalità  misura proporzionata
- principio di gradualità  la custodia cautelare in carcere è extrema ratio, quando ogni
altra misura è inadeguata.

Procedimento per l’applicazione di una misura cautelare :


- Il PM chiede al giudice una misura cautelare e presenta
gli elementi a carico su quali la misura si fonda
gli elementi a favore dell’imputato
Non applica alcuna
misura
Il GIP decide in segreto con ordinanza

53
Dispone la misura cautelare richiesta ( o altra meno grave)
Non può interrogare
Con ampia motivazione l’indagato in custodia,
prima che vi proceda il
giudice
Il PM ordina l’esecuzione della misura

La P.G. esegue la misura


Il cancellerie avvisa il difensore che:
sono stati depositati gli atti presentati al giudice, la richiesta e l’ordinanza.

Interrogatorio di garanzia :
il GIP interroga l’indagato alla presenza del difensore; il pm è avvisato.

Il gip valuta se permangono le condizioni e le esigenze cautelari.

Sulla valutazione delle esigenze cautelari, il legislatore è intervenuto con L. 47/2015 stabilendo che:

1. i pericula che legittimano la misura cautelare devono essere attuali, escludendo


implicazioni deducibili esclusivamente dalla gravità del titolo del reato per il quale si
procede (art. 274, lett. b e c del comma 1 c.p.p.);
2. si esclude il ricorso alla misura carceraria quando il fatto è di lieve entità e le esigenze
cautelari possono essere soddisfatte con la misura applicata;
3. Sono state previste misure diverse dal carcere attraverso l'applicazione di misure coercitive
o interdittive applicate anche cumulativamente e anche in sede di sostituzione;

2. LE MISURE PRECAUTELARI.

 l’art. 13 della Costituzione, proclama l’inviolabilità della libertà personale


 ne ammette limitazione solo per atto motivato della Autorità giudiziaria (giudice o PM) e
nei soli casi previsti dalla Legge.
In casi di necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza
può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro 48 ore all’autorità
giudiziaria, e se questa non li convalida entro le successive 48, si intendono revocati e privi di ogni
effetto.

La costituzione ha previsto un regime di doppia riserva : di legge e di giurisdizione.

Il codice di rito ha adottato una normativa più restrittiva di quella dettata dalla costituzione
 mentre il potere di emettere misure cautelari è dalla Carta attribuito genericamente
all’autorità giudiziaria e quindi al giudice e al pm  il codice attribuisce questo potere
esclusivamente al giudice.
 Per il termine di 48 di comunicazione all’autorità giudiziaria ,il codice lo fissa in 24 ore.

Le misure precautelari si distinguono in :


a) arresto in flagranza
b) fermo di indiziato di delitto di pertinenza della P.G.
e
c) Fermo  di pertinenza del PM

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La flagranza del reato  è l’aver sorpreso il reo nell’atto di commettere il reato, ovvero
nell’inseguimento ad opera della P.G.

Il fermo dell’indiziato, consiste nella privazione della libertà.


Attribuisce al pm e alla pg un potere discrezionale svincolato dai requisiti della flagranza del reato.
Requisiti :
 gravi indizi di colpevolezza
 pericolo di fuga

3. DOVERI DELLA PG:

- immediata notizia dell’operazione al PM presso il tribunale in cui la misura è stata


eseguita.
- Avvertimento al soggetto in vinculis , della facoltà di nominare un difensore di fiducia
- Richiesta al PM di provvedere alla nomina del difensore d’ufficio
- Immediata informativa al difensore dello stato di restrizione.
- Messa a disposizione del PM, dell’arrestato, mediante traduzione presso la locale casa
circondariale
A. Ai sensi del d.lgs 4 marzo 2014, n. 32, l'imputato in stato di custodia cautelare,
l'arrestato e il fermato, che non conoscono la lingua italiana, hanno diritto
all'assistenza gratuita di un interprete per conferire con il difensore
- Invio entro 24 ore del verbale di arresto al pm
- Avviso arresto a familiari , se c’è consenso dell’interessato.

CAPITOLO 24 ➺ REVOCA , MODIFICA , SOSTITUZIONE O ESTINZIONE


DELLE MISURE COERCITIVE ED INTERDITTIVE.

- Le cause che determinano la vita e la morte delle misure cautelari sono :


 quelle che attengono alla sussistenza e persistenza dei gravi indizi di colpevolezza
 quelle che attengono alle esigenze cautelari
 l’idoneità e la proporzionalità delle misure
 la limitatezza della loro durata
 la sentenza che definisce il procedimento.
Gli effetti delle misure decorrono:
per la custodia cautelare  dal giorno della cattura / arresto / fermo
per le altre misure  dal giorno della notificazione dell’ordinanza che le dispone.

Nelle figure di concorso formale di reato continuato e di reati commessi per eseguirne altri:
 i termini decorrono dal giorno in cui è stata eseguita o notificata la prima ordinanza e
sono commisurati all’imputazione più grave

Criterio di compatibilità :
- nel caso in cui l’imputato sia detenuto o internato, gli effetti della custodia cautelare
successivamente disposta, opereranno solo dalla cessazione dello stato di detenzione
A. si produrranno invece, immediatamente , gli effetti di una misura diversa dalla
custodia che non risultano impediti dallo stato di detenzione (es. sospensione
esercizio potestà di genitore)
B. in caso contrario, questi effetti si produrranno dal momento in cui cessa la
detenzione o l’internamento.

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Sui rapporti misura cautelare e detenzione ad altro titolo:
- l’esecuzione della misura cautelare si sospende quando deve essere eseguito un ordine di
carcerazione. A meno che la misura sia incompatibile.
A. Non si sospende la misura cautelare nel caso in cui la pena venga espiata in regime
di misure alternative alla detenzione.
- il periodo di custodia cautelare decorso contemporaneamente all’esecuzione della pena
non potrà avere rilevanza ai fini della detrazione della pena.

Regola del congelamento  i giorni impiegati per le udienze e per la deliberazione delle
sentenze, vengono computati esclusivamente ai fini della durata complessiva della misura
coercitiva:
 termini complessivi che possono comunque essere superati – sempre nei limiti massimi del
304 co. 6 cpp – nel caso in cui sia avvenuto un provvedimento di sospensione per la
complessità del dibattimento o giudizio abbreviato.

1. REVOCA E SOSTITUZIONE MISURA.

Il giudice, per l’applicazione e il mantenimento della misura cautelare, deve valutare non solo
l’esistenza ex ante, ma anche la persistenza ex post dei presupposti di legittimazione del potere
cautelare

La misura cautelare può essere modificata in 3 ipotesi : revoca – sostituzione melius o peius.
(1) Revoca
Su richiesta del PM o imputato
 se risultano mancanti condizioni generali di applicabilità (fumus commissi delicti, periculum
libertatis) o
 quando si accerti che sono venute meno le esigenze cautelari (pericolo inquinamento prove ,
fuga)

(2) sostituzione in melius , o la sua applicazione con modalità meno gravose.


Su richiesta PM o imputato
deve essere disposta quando :
 le esigenze cautelari, pur non essendo venute meno, risultano attenuate;
 quando la misura non appare più proporzionata all’entità del fatto

Tale potere discrezionale del giudice di sostituzione della misura in melius, è precluso
quando permangono i gravi indizi di commissione per i reati indicati nell’art, 275 comma 3.

Sia la revoca, che la sostituzione in melius, possono


essere disposte dal giudice a richiesta dell’imputato o
del pm.
 eccezionalmente , possono essere concesse
anche d’ufficio dal giudice nel corso
dell’interrogatorio di garanzia oppure in udienza.
L’iniziativa d’ufficio del giudice è giustificata
dal fatto che la libertà personale è un diritto
non disponibile ex art. 13 comma 1 della
Costituzione.

Prima di emettere il provvedimento ,

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il giudice deve sentire il PM che ha 2 giorni per fare conoscere al giudice il suo parere,
che non è vincolante.

(3) sostituzione in peius.


- può essere disposta solo su richiesta del PM
può essere richiesta solo :
 quando le esigenze cautelari risultano essersi aggravate
 quando l’imputato ha trasgredito le prescrizioni che concernono la misura

2. ESTINZIONE DELLE MISURE CAUTELARI.

I fenomeni estintivi delle misure cautelari scaturiscono:


 da una valutazione discrezionale  revoca o sostituzione
o
 automaticamente al verificarsi di determinati eventi.

(o) pronuncia di determinate sentenze


Misure cautelare si estinguono se sopravviene :
 decreto o ordinanza di archiviazione
 sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento
 sentenza di condanna con pena dichiarata estinta (es. per indulto)
 se la pena comminata nella sentenza di condanna è inferiore a quella effettivamente scontata

(o) Scadenza dell’esigenza cautelare probatoria


Si riferisce ad una misura disposta per finalità cautelari prettamente di natura istruttoria, salva la
espressa rinnovazione.
 per le misure cautelari diverse dalla custodia cautelare in carcere, il termine è fissato
discrezionalmente dal giudice, con i limiti previsti per la specifica misura
 per la custodia cautelare in carcere, il termine è di 30 giorni, rinnovabile per non più di
due volte (90 giorni in totale)

(o) Scadenza termini per l’interrogatorio


Persona sottoposta a custodia cautelare, deve essere sottoposta ad interrogatorio dal giudice per
finalità di verifica e dei presupposti della cautela entro :
 5 giorni per la custodia cautelare in carcere
 10 giorni per le altre misure

(o) Ritardata decisione del Tribunale del Riesame


Contro l’ordinanza applicativa di misure coercitive, l’indagato può proporre riesame al c.d.
Tribunale della Libertà.
La decisione deve intervenire entro 10 giorni dal giorno di ricezione degli atti trasmessi dal
giudice che ha emesso la misura.
 Se la decisione non interviene entro il decimo giorno, la misura cautelare perde efficacia
 La misura , perde inoltre efficacia se, l’autorità giudiziaria procedente, non fa pervenire gli
atti al Tribunale del riesame entro 5 giorni dalla richiesta.

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(o) Omessa reiterazione della misura , dopo la declaratoria di incompetenza del giudice
La misura cautelare adottata dal giudice incompetente  perde efficacia se entro 20 giorni
dall’ordinanza di trasmissione degli atti, il giudice competente non adotta nuovamente la
misura.

(o) Estinzione della custodia cautelare per scadenza dei termini di durata massima.

- Il decorso dei termini di durata massima della custodia cautelare, attua la garanzia
costituzionale delle ragioni di libertà dell’imputato.

Gli artt. 303 cpp e seguenti, definiscono un articolato e complesso sistema di termini, sospensioni
e proroghe.

I termini sono fissati in modo autonomo per ogni stato e grado del procedimento e con riferimento
alla gravità del reato.

Si possono distinguere, termini intermedi, termini complessivi, termini finali.

3. TERMINI INTERMEDI.

- Sono previsti in collegamento con la fase delle indagini preliminari, col giudizio di primo
grado e dei gradi successivi.
- Per ogni passaggio di fase o di grado, comincia a decorrere il nuovo termine in maniera
assolutamente indipendente da quello fissato per la fase o per il grado precedente

Con riferimento alle indagini preliminari (303 a):


 la caducazione del titolo di custodia è stabilito se, entro i termini stabiliti dal 303 lettera
a) comma 1, non sia stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio ovvero
ordinanza con cui il giudice dispone giudizio abbreviato ovvero sentenza di applicazione
pena su richiesta delle parti

Con riferimento al giudizio di primo grado (303 b):


 la caducazione è disposta se entro i termini previsti dal 303 lettera b comma 1, non sia stata
pronunciata sentenza di condanna

Con riferimento al giudizio abbreviato (303 b-bis):


 la caducazione è disposta se entro i termini previsti dal 303 lettera b-bis comma 1, non sia
stata pronunciata sentenza di condanna

Con riferimento al giudizio d’appello (303 c)


 la caducazione è disposta se entro i termini previsti dal 303 lettera c comma 1, non sia stata
pronunciata sentenza di condanna in appello

Tutti i termini intermedi, prima della scadenza, possono essere prorogati.


- proroga è disposta per ordine del giudice, su richiesta del PM, sentito il difensore,
in due casi:
(1) Quando è disposta la perizia sulle condizioni di mente dell’imputato
(2) Quando , nel corso delle indagini preliminari , sussistono gravi esigenze cautelari,
che rendono indispensabili la custodia.  in questa ipotesi la proroga può essere

58
rinnovata solo per una volta e i termini ordinari non possono essere superati oltre
la metà

4. TERMINI COMPLESSIVI.

I Termini complessivi, sono fissati dal 4° comma dell’art. 303 cpp.


- la somma totale dei periodi di custodia non può superare :
2 anni  se si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena di reclusione nel
massimo a 6 anni.

4 anni  se si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena di reclusione nel
massimo a 20 anni

6 anni  ergastolo.

Vengono calcolati nel computo dei termini complessivi :


 proroghe concesse ex art. 305 (es. perizia)
 udienze e deliberazioni di sentenze di primo grado e impugnazioni.

Tempi che vengono calcolati nei termini


intermedi

Non vengono calcolati nel computo dei termini complessivi in cui opera la sospensione (es
impedimento imputato o difensore..)

5. TERMINI FINALI.

A porre dei termini finali, come sbarramento invalicabile, provvedono i commi 6 e 7 del 303
cpp.

Ex. 303 comma 6  il legislatore ha commisurato i termini nel doppio di quelli intermedi.

Ex. 303 comma 7  non si tiene conto, nel computo dei termini, il tempo in cui il dibattimento
rimane sospeso o rinviato a causa della mancata presentazione, allontanamento o mancata
partecipazione di uno dei difensori.

6. LIBERAZIONE IMPUTATO.

Con la scadenza dei termini massimi di custodia cautelare  l’imputato riacquista automaticamente
il diritto alla remissione in libertà, disposta dal giudice.

Il giudice, può , nei confronti dell’imputato scarcerato per decorrenza dei termini, disporre altre
misure cautelari.

(o) Estinzione delle misure diverse custodia cautelare per scadenza dei termini di durata
massima

Per quanto riguarda le misure coercitive :


- il codice stabilisce che le misure coercitive diverse dalla custodia, perdono efficacia quando
è trascorso un periodo di tempo pari al doppio dei termini previsti dall’art. 303 cpp.

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Per quanto riguarda le misure interdittive:
- perdono efficacia con il decorso del termine di 2 mesi dalla loro esecuzione.
- Il giudice può, se permangono le esigenze, disporre la rinnovazione , per un tempo pari al
doppio dei termini di durata massima della custodia cautelare.

7. I MEZZI DI IMPUGNAZIONE DEI PROVVEDIMENTI CAUTELARI


PERSONALI.

- ordinanze che decidono su una misura cautelare personale possono essere impugnate
mediante , riesame, appello e ricorso per cassazione.

Riesame  previsto solo contro i provvedimenti che dispongono misure coercitive.


 riservato ad imputato e suo difensore.

Appello  è previsto per tutti i provvedimenti emessi in materia di misure cautelari , esclusi per
quelli sottoposti a riesame.
 concesso imputato , difensore e PM.

Ricorso per Cassazione :


- diretto contro tutte le decisioni in sede di riesame e appello. Ma è proponibile direttamente
ricorso dall’imputato.

8. RIESAME.

- Può essere richiesto anche nel merito, entro 10 giorni dall’esecuzione o dalla notifica
del provvedimento con cui viene disposta la misura coercitiva
A. Non si computa il tempo di differimento del colloquio tra difensore e indagato.

La richiesta , può contenere i motivi, ma può essere anche immotivata.


(o) va presentata al tribunale, in composizione collegiale, del luogo dove ha sede la corte d’appello
nella cui circoscrizione è compreso l’ufficio del giudice che ha disposto la misura.

Il presidente da immediato avviso della richiesta di riesame all’autorità procedente, la quale il


giorno successivo e non oltre il quinto giorno, deve trasmettere gli atti che il PM aveva presentato
a fondamento della richiesta della misura cautelare, nonché tutti gli elementi sopravvenuti a favore
della persona sottoposta a misura.

 la decisione del Tribunale delle libertà , può avvenire anche sui contributi forniti dalle
parti nel corso dell’udienza

Procedimento si svolge in camera di consiglio con le procedure del 127 cpp.


Prima della discussione chi ha proposto la richiesta di riesame , può enunciare motivi nuovi.

(o)entro 10 giorni dalla ricezione degli atti,il Tribunale del riesame deve emettere decisione(o)
(a) di inammissibilità  se questa è viziata di forma o termini
(b) di annullamento (dell’ordinanza)  se risultano vizi di presupposti o di forma
(c) di conferma o riforma  se appare opportuno , mantenere, modificare, o revocare la

60
Misura, valutati i risultati probatori acquisiti.

Se il tribunale non decide entro 10 giorni, l’ordinanza che dispone la misura coercitiva perde
efficacia. (solo per il riesame, non appello e cassazione).

9. RICORSO PER CASSAZIONE.

- impugnate ordinanze tribunale delle libertà in sede di riesame o appello


- vizi di legittimità – vizi di motivazione
- ammesso ricorso per saltum
Deciso con la procedura camera di consiglio
Intervento facoltativo delle parti interessate.
Decisione entro 30 giorni , ma non ci sono conseguenze.
 inammissibilità
 rigetto
 accoglimento
giudicato cautelare :
se l’ordinanza, viene confermata nei successivi gradi di giudizio, non può più essere revocata dal
giudice , a meno che non sopraggiungano fatti nuovi e diversi da quelli valutati in sede di
impugnazione.

La Suprema Corte di Cassazione a SS.UU. (Cass., Sez. Un., c.c. 21 dicembre 2017) , ha stabilito
che a seguito delle modifiche apportate dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, agli artt. 571 e 613 cod.
proc. pen., con cui si è esclusa la facoltà dell’imputato di proporre personalmente ricorso per
cassazione, tale esclusione si estende anche in materia di misure cautelari».

La Suprema Corte ha difatti chiarito che il ricorso per cassazione avverso qualsiasi tipo di
provvedimento non può essere personalmente proposto dalla parte, ma deve essere personalmente
sottoscritto, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della Corte di
cassazione.

10. APPLICAZIONE PROVVISORIA DI MISURE DI SICUREZZA.

- ipotesi in cui l’indagato sia infermo di mente / ubriaco abituale o dedito a sostanze
stupefacenti.
 necessario disporre il ricovero in ospedale psichiatrico o casa di cura e di custodia.
 il giudice prima di disporre la misura deve procedere all’interrogatorio della persona.
 se non è possibile, entro 5 giorni dall’inizio dell’esecuzione

il giudice deve procedere ad accertamenti nei termini stabiliti.

11. RIPARAZIONE PER INGIUSTA DETENZIONE.

L’Ingiusta detenzione può risultare da situazione di carattere sostanziale o formale.

(o)ingiustizia di carattere sostanziale:


chi ha sofferto della custodia è stato prosciolto con decisione irrevocabile perché :
- il fatto non sussiste
- per non aver commesso il fatto
- perché il fatto non costituisce reato
- non è previsto dalla legge come reato

61
Sempre che l’imputato non vi abbia dato o concorso a darvi causa con dolo o colpa grave.

(o)ingiustizia di carattere formale :


si fa riferimento alla sola illegittimità del provvedimento di custodia, prescindendo dal risultato
finale di proscioglimento o di condanna dell’imputato.

Risarcimento spetta anche a quelle persone nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di non
luogo a procedere o provvedimento archiviazione.

 termine massimo per la domanda, previsto a pena di inammissibilità , è di 2 anni , dal


giorno in cui la sentenza è diventata irrevocabile.
 Misura di riparazione è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice con un limite di
516 mila euro.

12. MISURE CAUTELARI REALI.

- Presupposti per la loro applicazione sono: il fumus del reato, il periculum in mora
- sono dirette ad imporre limitazioni a quelle libertà individuali che si realizzano nella
disponibilità del proprio patrimonio.
Sequestro conservativo e Sequestro preventivo.

(o) Sequestro conservativo.


Previsto allo scopo di non disperdere le garanzie per il pagamento di somme dovute.
Può essere richiesto :
dal pm  a garanzia del pagamento della pena pecuniaria e/o spese procedimento
dalla parte civile  a garanzia delle obbligazioni civili derivanti dal reato (si può estendere ai beni
del responsabile civile)
- il sequestro disposto dal PM, giova anche alla parte civile.
- Emesso inaudita altera parte

Richiesta può essere proposta in ogni stato e grado del processo di merito (Esclusione giudizio per
cassazione).

 Il giudice se ritiene fondati i motivi per ritenere che manchino o si disperdano le garanzie
del credito, dispone con ordinanza il sequestro.

L’imputato e il responsabile civile, possono sottrarsi agli effetti della misura cautelare prestando
una cauzione.

Se le somme ricavate dall’esecuzione non sono sufficienti a soddisfare tutti i crediti:


 è possibile esercitare l’azione civile nelle forme ordinarie per ottenere il pagamento delle
somme ancora dovute.

(o) Sequestro preventivo.


- Tale strumento si caratterizza quale mezzo diretto a tutelare l’esigenza di protezione della
collettività, dalla prosecuzione dell’attività criminosa.

- Evitare il rischio che la libera disponibilità della cosa possa aggravare o protrarre le
conseguenze del reato oppure agevolare la commissione di altri reati.
Il giudice “può” disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

62
Il giudice “deve” disporre il sequestro preventivo, se il procedimento riguarda i delitti dei
pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione (ex art. 321 comma 2bis)

- provvedimento di sequestro preventivo può essere emesso in ogni stato e grado del
procedimento, anche prima dell’esercizio dell’azione penale.
- Legittimato a chiederlo solo il PM
- Il giudice decide de plano, senza contraddittorio.

Nelle indagini preliminari, può realizzarsi una sorta di fermo reale, disposto sia dal pm sia dalla
pg, che poi deve essere convalidato dal giudice entro 48 ore.

Nel corso delle indagini preliminari, alla revoca del sequestro può provvedere il PM con decreto
motivato che va notificato a tutti i soggetti legittimati a proporre impugnazione.

Se il PM, ritiene di non dovere accettare la richiesta di revoca proposta da un soggetto legittimato,
deve,non oltre il giorno successivo, depositare in segreteria del giudice perché provveda.

Il sequestro preventivo si può trasformare in sequestro probatorio nel caso in cui il giudice
ravvisa un interesse ai fini della prova.

13. MEZZI DI IMPUGNAZIONE PROVVEDIMENTI CAUTELARI REALI.

Riesame – appello – cassazione.

Riesame e ricorso per cassazione  costituiscono strumenti generali di controllo per tutti gli atti
di sequestro.

Appello  è previsto solo per i provvedimenti riguardanti il sequestro preventivo nei casi in
cui non è applicabile il riesame.

CAPITOLO 25 ➺ I MEZZI DI PROVA.


- Attraverso i mezzi di prova, il giudice acquisisce direttamente innanzi a sé gli elementi di
convincimento: le prove.

- I mezzi di ricerca della prova invece, veicolano innanzi al giudice le fonti del suo
convincimento che preesistono e che quasi sempre sono acquisite nelle indagini preliminari.

La prova generica  è quella in grado di dimostrare la sussistenza del fatto di reato


La prova specifica  è quella che consente di attribuire il fatto ad un determinato autore.

1. DISCIPLINA GENERALE DELLE PROVE.

La disciplina generale in tema di prove è contenuta negli artt. 187 e ss del cpp.
(187-193)
187 cpp :
- tale articolo, disciplina l’oggetto della prova  :
che individua nei fatti, che attengono :
 all’imputazione contestata,
 alla punibilità ,
 alla determinazione della pena,
63
 all’applicazione delle misure di sicurezza,
 alla responsabilità civile
 all’applicazione delle norme processuali.
Sarà compito del giudice, non ammettere prove richieste dalle parti che esulano dal suddetto
oggetto.

188 cpp:
- libertà morale
non possono essere utilizzati metodi o tecniche idonee ad influire sulla libertà di
autodeterminazione della persona

189 cpp:
- principio di non tassatività dei mezzi di prova
sono ammissibili anche mezzi di prova non previsti dalla legge purchè siano idonei ad
assicurare l’accertamento dei fatti (es. nastro registrato dalla vittima di richieste estorsive)

190 cpp:
- diritto alla prova
ribadisce la facoltà delle parti di richiedere l’ammissione delle prove nel processo
(+) la violazione di tale diritto è motivo di ricorso per cassazione (606 c.1 lett. d)

191 cpp:
- inutilizzabilità della prova illegittimamente acquisita

192 c.1 cpp:


- principio del libero convincimento del giudice e obbligo della motivazione nella
valutazione della prova
il vizio di motivazione costituisce motivo di impugnazione e di ricorso per cassazione (606 c.1
lett. e)

192 c. 2,3,4 cpp:


- indica alcuni criteri a cui deve attenersi il giudice nella valutazione delle prove.
Quando la prova è costituita da indizi  per la loro utilizzabilità, è necessario che essi siano
plurimi, gravi, precisi e concordanti.

193 cpp:
- non si applicano i limiti di prova previsti nel processo civile, salvo che non riguardino lo
stato di famiglia e la cittadinanza.

2. CHIAMATA IN CORREITA’.

Dichiarazioni rese da un imputato contro altri coimputati o da imputati di reati connessi o


collegati a quello per cui si procede.

Queste dichiarazioni, devono essere valutate unitamente agli altri elementi di prova che ne
confermano l’attendibilità.

La chiamata del còrreo deve essere corroborata da riscontri obiettivi, cioè esterni.
Ratio  persona penalmente coinvolta nei fatti.

3. LA TESTIMONIANZA.

64
È un mezzo di prova che garantisce sia l’oralità, sia il diritto al contraddittorio attraverso il c.d.
esame incrociato (cross examination).

La testimonianza trova la sua naturale assunzione :


 nell’istruzione dibattimentale
 nell’incidente probatorio.

Non c’è testimonianza in sede di indagini preliminari.

La testimonianza ha ad oggetto la formazione della prova in ordine ai fatti che il giudice può
utilizzare ai fini della sua deliberazione.

Oggetto della testimonianza  solo fatti determinati e specifici.


 non apprezzamenti personali, voci correnti o moralità dell’imputato

Solo per valutare la credibilità del testimone, è possibile estendere l’esame testimoniale a temi
diversi da quelli dei fatti racchiusi nell’atto di incolpazione.

Testimonianza della persona offesa  non si applicano le regole dettate per la chiamata del còrreo
(192). Non si richiedono pertanto riscontri esterni per l’attendibilità.

4. TESTIMONIANZA INDIRETTA.

Il testimone deve essere detentore di scienza diretta dei fatti da lui affermati.

Se egli trae da terzi, la conoscenza dei fatti, i testi di riferimento devono essere chiamati a
deporre, anche su impulso del giudice.

La testimonianza indiretta  serve come mezzo per individuare nuove fonti di prova e per
acquisire queste ultime.

Se le persone a cui il teste fa riferimento non sono chiamate a deporre, nonostante l’istanza di parte,
la testimonianza de relato, è inutilizzabile
 salvo che l’esame risulti impossibile per morte, infermità o irreperibilità del teste.

È fatto divieto alla P.G. di deporre sulle dichiarazioni ricevute dai testimoni.
 se le dichiarazioni sono state rese dalla PG al di fuori delle ipotesi previste nel corso delle
indagini preliminari, la testimonianza è ammissibile , ma in quanto de relato, si applica la
disciplina della testimonianza indiretta.

La capacità di testimoniare  appartiene a qualsiasi persona.


- tale capacità può essere assoggettata ad accertamenti, anche peritali.

5. INCOMPATIBILITA’ CON L’UFFICIO DI TESTIMONE.

Responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria  non posso assumere la
veste di testimone, semmai potranno essere sentite come “parti”, cioè non hanno piena
attendibilità, ma necessitano di riscontri.

65
Parte civile  può assumere la veste di testimone , ma il giudice è chiamato a valutare con
particolare rigore le sue dichiarazioni, tenuto conto che nel processo ha un interesse personale e
risarcitorio.

C’è incompatibilità anche per le persone che nel medesimo procedimento hanno svolto funzioni di
giudice, pm o ausiliario, nonché il difensore che abbia svolto investigazioni difensive.

Possono assumere l’ufficio di testimoni anche :


 i coimputati di un medesimo reato, a condizione che sia intervenuta sentenza irrevocabile
di condanna , proscioglimento o patteggiamento
 gli imputati in un procedimento connesso  a condizione che gli si sia stato fatto avviso
ex art. 64 comma 3 lett. c (se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la respons abilità di
altri, assumerà, in ordine a tali fatti, l’ufficio di testimone, salv e le incompatibilità ).
- Se tale avviso non sia stato fatto, potranno essere assunti come testimoni, solo dopo
che sia intervenuta sentenza definitiva
 gli imputati in altro procedimento, per cui non vi sia vincolo di connessione.

Falsa testimonianza  per il testimone sospettato di falsità o reticenza, non è consentito l’arresto
in aula.
Inoltre, il giudice, informerà il PM, solo all’esito della fase processuale.
Nell’immediatezza può solo rinnovare al teste l’avvertimento di dire la verità.
 Se il teste rifiuta di deporre, essendo subito evidente il quadro probatorio, il giudice dispone
l’immediata informativa al PM.

6. FACOLTA’ DI ASTENSIONE.

I prossimi congiunti dell’imputato, possono deporre, ma hanno facoltà di astenersi.


Stessa disciplina vige anche per i soggetti tenuti al segreto professionale, di ufficio o di Stato.

A pena di nullità, tali soggetti, devono essere avvisati dal giudice che hanno facoltà di non
deporre.

Tutti hanno l’obbligo di testimoniare se hanno assunto le vesti di :


 offesi dal reato
 denuncianti
 querelanti.

7. ESAME DELLE PARTI.

L’esame è un mezzo di prova, sicchè può essere attivato solo nel dibattimento e nell’incidente
probatorio.

Riguarda le parti private  imputato – parte civile ecc…


La parte pubblica P.M. , non può essere sottoposta né ad esame né a testimonianza.

I testimoni hanno l’obbligo di deporre.


Le parti hanno solo la facoltà di assoggettarsi all’esame.

La disciplina dell’esame è contenuta nell’art. 503 cpp, e prevede anche, come per i testi, la
possibilità di contestazioni di difformi dichiarazioni rese in precedenza dalla parte..

66
Diverso l’esame della parte, rispetto a quello della testimonianza:
infatti  l’esame della parte non comporta l’impegno di dire la verità

8. CONFRONTI.

Il confronto è un atto a partecipazione necessariamente plurima:


 più parti
 più testimoni
 una parte e un testimone.

Il confronto consiste nell’esame di tali soggetti, eseguito congiuntamente e nel loro


contraddittorio  se tra di essi vi è disaccordo su fatti e circostanze già riferite in precedenza.

- può avere luogo solo davanti al giudice in sede dibattimentale o in incidente


probatorio.
- Nella fase delle indagini preliminari  il confronto è utile solo ai fini delle
investigazioni e non già per la formazione delle prove, salva l’utilizzabilità per le
contestazioni.

9. RICOGNIZIONI.

- solo in dibattimento o incidente probatorio.


Mira all’individuazione di persone, cose ed altre realtà sensoriali, ad opera di un soggetto
chiamato in sede processuale.

La corrispondente attività nella fase preprocessuale , è chiamata individuazione di cose e persone


dinnanzi al PM.

La ricognizione personale  deve essere eseguita con un campione almeno di altre 2 persone ad
essa somiglianti.

La ricognizione di cose  si procede in maniera analoga.

La ricognizione concernente fenomeni privi di materialità fisica (odori , suoni , voci)  è


rimessa al giudice la regolamentazione del modus procedendi, dovendo egli procurarsi similari
realtà fenomeniche.

10. ESPERIMENTI GIUDIZIALI.

Esperimento giudiziale  è un mezzo di prova volto a dimostrare la veridicità o almeno la


verosimiglianza di un accadimento.

Per conseguire questa prova, si sperimenta la ripetizione dell’accadimento in questione,


riproducendo , per quanto possibile , la situazione originaria e le stesse modalità di svolgimento
del fatto in contestazione.

Nella fase preprocessuale  PM può farlo con accertamenti tecnici.

11. PERIZIA E CONSULENZA TECNICA.

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PERIZIA:
- disposta in dibattimento o in sede di incidente probatorio
- può essere disposta anche d’ufficio dal giudice.

Una volta nominato il perito, deve presentarsi innanzi al giudice, nel contraddittorio delle parti,
per ricevere il conferimento dell’incarico, con la formulazione dei quesiti cui è chiamato a
rispondere.

- perito è pubblico ufficiale nell’esercizio della sua attività


- le parti possono ricusare il perito che versa in situazione di non imparzialità

Le parti possono controllare l’operato del perito :


 sia intervenendo nella originaria formulazione dei quesiti in modo da concorrere a
tracciare il tema di indagine o il modo della sua effettuazione
 sia inserendo nella ricerca peritale, attività di propri consulenti tecnici.

Consulenti tecnici:
 possono essere nominati dalle parti private e dal PM , in numero non superiore ai periti di
ufficio.
 possono partecipare alle operazioni compiute dal perito e presentare al giudice o al perito,
richieste – osservazioni – riserve, nonché procedere direttamente all’esame della persona, della
cosa o del luogo , oggetto di perizia.

12. I DOCUMENTI.

Per documenti si intendono :


- scritti, fotografie, pellicole cinematografiche, fonografiche o altri mezzi, rappresentativi
di una realtà di fatto, di persone o di cose.

Deve trattarsi di documenti che si sono formati fuori dal processo e che in questo entrano con
finalità probatoria.

Per essere un mezzo di prova, il documento deve avere i requisiti di certezza in ordine alla
paternità o alla provenienza.

E’ vietata l’acquisizione di documenti anonimi,, salvo che provengano dall’imputato o se il


documento contiene il corpo del reato.

Ai fini del giudizio sulla personalità dell’imputato, è consentita l’acquisizione dei certificati del
casellario giudiziario e delle sentenze irrevocabili.

CAPITOLO 26 ➺ I MEZZI DI RICERCA DELLE PROVE.


I mezzi di ricerca della prova, operano prima della formazione della prova.
Hanno la funzione di individuare le fonti della prova.

Si tratta della ispezione, della perquisizione, del sequestro probatorio e della intercettazione.

1. ISPEZIONE.

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- L'ispezione , come mezzo di ricerca della prova, è finalizzata ad accertare la presenza di
“tracce o altri effetti materiali del reato” (art. 244 c.p.p.) su persone, luoghi o cose .
- In senso lato, l'ispezione può essere intesa anche come un' attività di osservazione (dal
latino inspicere) e di descrizione relativa a ciò che si osserva.

- l'atto che dispone l'ispezione deve essere un decreto motivato

Le ispezioni possono essere effettuate :


 sia in seno alle indagini preliminari (PM o PG, con esclusione dell’ispezione personale))
 sia durante il dibattimento, ad opera del giudice.

(o) Ispezione personale


- interessato ha facoltà di farsi assistere da persona di sua fiducia
- devono essere rispettate la dignità e il pudore di chi vi è sottoposto
- l’A.G. può delegare un medico.

(o) L’ispezione locale  stessa previsione formale.

(o) Ispezione di sistemi informatici

2. PERQUISIZIONE.

Consiste nell’attività volta ad acquisire il corpo del reato e le cose pertinenti al reato.
(*)Con l’ispezione si cercano tracce del reato, con la perquisizione si cerca il corpo del reato (*)

Perquisizione può investire sia persone che luoghi.


Durante le indagini preliminari :
- la P.G. vi procede di iniziativa propria e senza decreto del PM nei casi di flagranza di reato
o di evasione,
A. oppure per delega del PM in esecuzione del suo decreto.
- vi procede lo stesso PM

Durante il dibattimento, provvede il giudice.

La perquisizione è preordinata al sequestro.


Il difensore ha sempre diritto di assistere alla perquisizione , tuttavia non v’è obbligo di
preavviso, stante la natura di atto a sorpresa.

Il decreto autorizzativo della perquisizione, deve essere consegnato all’interessato.

3. SEQUESTRO.

- come la perquisizione ha per oggetto il corpo del reato e le cose ad esso pertinenti.
- È finalizzato all’acquisizione del CORPO del reato o delle cose ad esso pertinenti.

L’autorità giudiziaria può disporre con decreto motivato il sequestro del corpo del reato, quando
ciò è necessario per l’accertamento dei fatti.

Motivazione è un requisito essenziale del decreto. Pena la nullità del provvedimento.

In caso d’urgenza può la PG disporre il sequestro, previa convalida entro 48 ore del PM.

69
In dibattimento provvede il giudice , che ha facoltà di delegare la P.G.

4. INTERCETTAZIONI 1 .

L’intercettazione, consiste nell'attività diretta a captare comunicazioni e conversazioni, nonché


flussi di comunicazioni informatiche o telematiche mediante strumenti della tecnica.

L'intercettazione tende a limitare gravemente alcune importanti libertà costituzionali.

Nella materia delle intercettazioni vige la riserva di legge e la riserva di giurisdizione, in quanto
previste espressamente dalla Costituzione.

Regolate dall’art. 266 e ss. cpp.

- non costituisce attività di intercettazione, e quindi non necessita di autorizzazioni, la


registrazione di un colloquio effettuata clandestinamente da uno dei partecipanti ad esso.

Intercettazioni possono consistere in acquisizione di conoscenza di telecomunicazioni telefoniche


o ambientali.
 sono consentite, le intercettazioni di comunicazioni relative a sistemi informatici o
telematici.

Intercettazione atto proprio solo del PM. No PG.


- atto a sorpresa

è consentita solo per talune categorie di reati :


- delitti non colposi per cui è prevista una pena superiore nel massimo a 5 anni
- delitti specifici come traffico di droga, contrabbando, minacce telefoniche ,
usura, pornografia minorile .. ecc..
- ai sensi del comma 1 lettera f-ter, modificato in ultimo con D.L. 113/2018, conv.
con L. 132/18, Commercio di sostanze alimentari nocive, Contraffazione, alterazione
o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni e altri, nonché
la nuova formulazione del comma 2 dell’articolo 633 c.p. (invasione di terreni e/o
edifici)

Per autorizzare l’intercettazione, debbono preesistere gravi indizi di reità di reato, e


l’intercettazione deve porsi come assolutamente indispensabile per il prosieguo delle indagini.

L’intercettazione è attività del PM, ma è il GIP ad autorizzarla, con decreto motivato, dopo
averne vagliato i presupposti di ammissibilità.
 Autorizzazione ha durata di 15 giorni, e può essere prorogata per più volte a richiesta del
PM.
 Se si procede per reati di criminalità organizzata, bastano sufficienti indizi di reità, e
l’autorizzazione ha durata 40 giorni e può essere prorogata per più volte per periodi di 20
giorni.

Quando la tempistica dell’autorizzazione può recare pregiudizio alle indagini, il PM può emettere
lui il decreto motivato, salvo la convalida entro 48 ore del GIP.

1
Riassunto di https://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2020/02/Maisano_gp_2020_2.pdf La
riforma delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni. Nuovi percorsi operativi per il difensore. Note sul D.L.
161/2019 in corso di conversione. di Francesco Antonio Maisano e Claudia Maria Piazza

70
Le operazioni di intercettazioni devono essere compiute esclusivamente con impianti installati
presso la procura della repubblica.
 quando gli impianti della procura sono insufficienti e sussistono ragioni di urgenza, il PM,
può autorizzare l’utilizzo di altri impianti.

Il decreto che autorizza l’intercettazione tra presenti mediante inserimento di captatore


informatico su dispositivo elettronico portatile  deve indicare le ragioni che rendono necessaria
tale modalità per lo svolgimento delle indagini.

 In particolare, se si procede per taluni delitti specificamente indicati dall’art. 267 c.p.p., è
consentita l’attivazione del microfono.

Terminate le intercettazioni, i verbali e le registrazioni, devono essere depositati presso l’ufficio del
PM con avviso ai difensori e parti che possono estrarne copia.
 il GIP può però autorizzare il PM ad un eventuale ritardo nel deposito.

E’ il GIP a provvedere allo stralcio delle conversazioni irrilevanti e di quelle vietate.


È il gip a disporre la trascrizione integrale delle registrazioni da acquisire.

Il D.Lgs 216/17 ha introdotto il divieto di trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o


conversazioni ritenute irrilevanti per le indagini.

L’irrilevanza può essere desunta:


a) sia per l’oggetto
b) che per i soggetti coinvolti,
c) nonché di quelle che riguardano dati personali definiti sensibili
dalla legge.

I risultati delle intercettazioni sono di norma utilizzabili SOLO nel procedimento in cui sono
stati disposti.
- possono eccezionalmente utilizzati in altri procedimenti, se sono indispensabili ai fini
della prosecuzione delle indagini e se trattasi di delitti per i quali sia previsto l’obbligo di
arresto di flagranza.

Al PM rimangono i verbali e le registrazioni, mentre la trascrizione integrale delle registrazioni


utilizzabili, rifluisce nel fascicolo dibattimentale.

Quando il processo viene chiuso con sentenza definitiva, le intercettazioni devono essere distrutte.

Le intercettazioni svolte nei casi non consentiti dalla legge  sono inutilizzabili .
- Nemmeno per l’applicazione di una misura cautelare.

Uno dei divieti specificamente imposti dalla legge è quello dell’attività diretta di intercettazione
nei confronti del difensore e della parte assistita, con conseguente inutilizzabilità delle relative
acquisizioni.
 Il legislatore con D.Lgs n. 216/2017 ha ampliato tale diritto di
riservatezza, prevedendo che l’eventuale coinvolgimento, in via
anche solo occasionale, del difensore nell’attività di ascolto

71
legittimamente eseguita, non possa condurre alla verbalizzazione
delle relative comunicazioni o conversazioni.

Il D.Lgs n. 216/17 ha previsto specificamente una nuova disciplina di intercettazioni di


comunicazioni o conversazioni mediante immissione di captatori informatici in dispositivi
elettronici portatili. (c.d. Trojan Horse).

Col termine Trojan (o Trojan Horse) ci si riferisce ai malware ad accesso remoto, composti
generalmente da 2 file: il file server, che viene installato nel computer dell’indagato, ed un file
client, usato dagli organi di polizia giudiziaria, per inviare istruzioni che il server esegue.

La succitata norma ha previsto delle regole molto rigide nell’installazione di questi programmi.
In particolare:
1) tali dispositivi non possono essere mantenuti attivi senza limiti di tempo o di spazio,
ma debbono essere attivati da remoto secondo quanto previsto dal pubblico
ministero nel proprio programma d’indagine
2) debbono essere disattivati se l’intercettazione avviene in ambiente domiciliare, a
meno che non vi sia prova che in tale ambito si stia svolgendo l’attività criminosa
oggetto dell’indagine o che l’indagine stessa non riguardi i delitti più gravi, tra i
quali mafia e terrorismo, di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del Codice di
procedura penale;

Tuttavia, il comma 2-bis dell’art. 266 c.p.p., modificato in ultimo dalla L. 3/2019, stabilisce che
l’intercettazione di comunicazioni tra presenti mediante inserimento di captatore informatico su
dispositivo elettronico portatile è sempre consentita nei procedimenti per i delitti di cui
all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater e per i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica
amministrazione puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

La disciplina delle intercettazioni è stata da recente innovata dalla L. n. 7 del 28/02/2020, di


conversione del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161.

La ratio di tale disposizione si coglie nell'esigenza di garantire il principio costituzionalmente


garantito della libertà e della segretezza delle comunicazioni (art. 15), le cui limitazioni sono
dunque ammissibili solo se poste in essere nel rispetto delle garanzie stabilite ex lege.

Le nuove disposizioni in tema di intercettazioni, si applicano a tutti i procedimenti relativi a notizie


di reato iscritte nel registro della procura a norma dell’art. 335 C.p.p. a partire dal 1 marzo 2020,
rimanendo invece ancorati alla disciplina ante-riforma i procedimenti iscritti anteriormente alla
suddetta data.

La nuova disciplina in tema di intercettazioni di conversazioni o di comunicazioni introdotta nel


nostro ordinamento attraverso il D.L. 161/2019 prevede tre differenti, e alternative fra loro,
disposizioni dirette a consentire al difensore dell’indagato di esaminare gli atti, ascoltare le
registrazioni o di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche.

(1) Il primo strumento di “discovery” è disciplinato dal novellato art. 268 c.p.p. co. 6 che prevede
l’obbligo in capo al pubblico ministero di depositare presso l’archivio digitalizzato di cui all’art.
269 C.p.p. gli atti relativi alle intercettazioni e di darne avviso ai difensori dell’imputato, entro
il termine fissato a norma dei commi 4 e 5 del summenzionato articolo 268, e dunque entro cinque

72
giorni dalla conclusione delle operazioni oppure, se dal deposito può derivare un grave pregiudizio
per le indagini, entro e non oltre la chiusura delle indagini preliminari.

(2) il secondo strumento di “discovery” è contenuto al comma 2-bis dell’art. 415-bis C.p.p..
Secondo questo nuovo comma infatti, qualora non sia stato dato avviso al difensore dell’indagato
dell’avvenuto deposito, come previsto dall’art. 268 commi 4, 5 e 6, l’avviso della conclusione delle
indagini preliminari, per i soli reati iscritti a partire dal 1 marzo 2020, dovrà contenere
l’avvertimento che l’indagato e il suo difensore, hanno facoltà di esaminare per via telematica, gli
atti depositati presso l’archivio delle intercettazioni, di estrarre copia delle registrazioni o dei flussi
delle comunicazioni informatiche o telematiche.

Entro 20 giorni dalla notifica dell’avviso di cui all’art. 415-bis C.p.p., il difensore può inoltre
depositare l’elenco di ulteriori registrazioni ritenute rilevanti al dominus delle indagini, e, qualora il
pubblico ministero dovesse rigettare tale istanza, il difensore è legittimato a richiederlo al Giudice.

(3) Il terzo strumento di “discovery”, è previsto, nel caso di Giudizio immediato, dal comma 2-bis
dell’art. 454, il quale prevede l’obbligo in capo al pubblico ministero di depositare l’elenco delle
intercettazioni di comunicazioni o conversazioni dei flussi unitamente alla richiesta di giudizio
immediato nel caso in cui non abbia proceduto ai sensi dell’art. 268 commi 4, 5 e 6 C.p.p. .
Tale disposizione prevede le stesse facoltà garantite al difensore previste dall’art. 415-bis comma 2-
bis con la differenza di una notevole compressione dei termini: in questo caso infatti, il difensore
può depositare l’elenco di ulteriori registrazioni ritenute rilevanti non già nel termine di 20 giorni,
bensì in quello più limitato di 15 giorni.

La L. n. 7 del 28/02/2020, di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, innovando


l’art. 268 comma 6, presenta però una differenza sostanziale rispetto a quanto previsto ante-
riforma: il legislatore ha ridotto i soggetti a cui è destinato l’avviso di deposito degli atti, con
contestuale facoltà di prenderne cognizione per via telematica; infatti, i soli difensori dell’indagato,
sono i destinatari del summenzionato avviso.

In ultimo, l’art. 103 C.p.p., prevede il divieto di trascrizione, anche in forma riassuntiva, delle
comunicazioni tra l’indagato e il suo difensore casualmente captate e dunque la conseguente
inutilizzabilità delle stesse.
La nuova riforma delle intercettazioni ad opera del D.L. 161/2019, impone, in aggiunta al divieto di
utilizzazione, di non trascrivere nemmeno nei c.d. brogliacci di ascolto le conversazioni tra
difensore e assistito, ovvero dei verbali in cui sono state riportate dalla Polizia giudiziaria le sintesi
del contenuto delle telefonate intercettate.
Nel verbale infatti dovranno essere indicati soltanto la data, l’ora e il dispositivo su cui la
registrazione è intervenuta.

CAPITOLO 27 ➺ L’INCIDENTE PROBATORIO.

- disciplinato artt. 392 e ss. cpp.


- Il codice da la possibilità alle parti di chiedere un’assunzione anticipata della prova.

Nato per operare esclusivamente nella fase delle indagini preliminari, tuttavia la Corte
Costituzionale , lo ha reso esperibile anche nel corso dell’udienza preliminare.

Nelle indagini preliminari vengono raccolte Fonti di prova (non prove).

73
Casi tassativi che consentono l’incidente probatorio (ex art. 392):
(possono chiederlo il PM e la persona sottoposta alle indagini):

 assunzione di una testimonianza :


o quando vi è fondato motivo che la stessa non potrà essere esaminata in
dibattimento per infermità o per altro grave impedimento. (L’impedimento deve
avere i caratteri dell’irreperibilità permanente.)
o quando vi è fondato motivo che la persona sia sottoposta a violenza,
minaccia,offerta o promessa di denaro affinchè non deponga o deponga il falso

 per l’esame della persona sottoposta alle indagini su fatti concernenti la responsabilità di
altri

 per l’esame di una persona imputata in un processo connesso o collegato

 per procedere a :
o confronto (grave impedimento)
o ricognizione (ragioni d’urgenza)
o perizia o esperimento giudiziario (stato soggetto a modificazione non evitabile)
o esperimento perizia che nel dibattimento determinerebbe la sospensione per oltre
60 giorni.
 per l’esame di persona minorenne (introdotta dalle l. 172/2012)

Altre ipotesi di assunzione anticipata della prova :


 Il giudice può disporre anche d’ufficio una perizia sullo stato di incapacità di intendere o
di volere dell’imputato.
 L’accertamento tecnico non ripetibile espletato dal PM, è utilizzabile al dibattimento
come atto non ripetibile.
 Negli atti preliminari al dibattimento, se ricorrono le circostanze ex 392, il presidente del
tribunale o corte di assise, può disporre l’acquisizione urgente di prove non rinviabili al
dibattimento.

1. LA RICHIESTA E LA DECISIONE DEL GIUDICE.

Richiesta (393 cpp): dal PM , o indagato.


- la persona offesa può sollecitare il PM la richiesta dell’incidente.
Può essere proposta:
Nel corso delle indagini preliminari (entro i termini per la conclusione delle indagini) o nel corso
dell’udienza preliminare (come sancito dalla Corte Costituzionale).

Oggetto della richiesta di incidente probatorio:


- prova da assumere , i fatti che ne costituiscono l’oggetto e le ragioni della sua rilevanza
nel futuro dibattimento
- persone nei cui confronti si procede per i fatti oggetti di prova
- circostanze che giustificano l’ammissione all’incidente ex art. 392
74
- se la richiesta è formulata dal PM, questi deve indicare quali sono i difensori degli imputati
e delle parti offese.
 Se la prova da assumere è la testimonianza di un minore di anni 16, il PM, in allegato alla
richiesta, deve depositare tutti gli atti dell’indagine.

La richiesta deve essere depositata nella cancelleria del giudice competente (GIP o GUP) e a
cura del richiedente, deve essere notificata alle altre parti.

(+) Entro 2 giorni dalla notificazione, sono ammesse deduzioni contrarie. (+)

Il PM, può chiedere differimento dell’incidente probatorio, nel termine per le deduzioni, tutte le
volte che esso sarebbe idoneo a pregiudicare uno o più atti di indagine.
 la richiesta di differimento non è consentita se il suo accoglimento pregiudicherebbe
l’assunzione della prova

Dopo la scadenza del termine per le deduzioni, il giudice deve decidere sulla richiesta di incidente
probatorio con ordinanza. Tre sono le possibili ipotesi :
1) dichiarazione di inammissibilità della richiesta (nel caso in cui non vengano rispettate le
disposizioni ex 393)
2) rigetto
3) accoglimento  il giudice deve fissare entro 10 giorni l’udienza in camera di consiglio per
la raccolta delle prove.

In udienza è sempre necessaria la presenza del PM e del difensore dell’indagato ed ha facoltà di


parteciparvi l’eventuale difensore della persona offesa.
 Indagato e la persona offesa devono di norma essere autorizzati dal giudice per partecipare
all’udienza.
Quando la prova da assumere riguarda la deposizione di un minore di anni 16, ed il processo
riguarda reati di violenza sessuale o prostituzione e pornografia minorile, ed altri reati
specificamente indicati, l’udienza di discussione può essere svolta con modalità particolari,
finalizzate a non traumatizzare il minore :
AD ES.  udienza si può svolgere a casa del minore
 domande poste solo dal giudice senza contro esame.

L’incidente probatorio si può estendere ad altri fatti o ad altre persone con autorizzazione del
giudice.
Per garantire l’integrità del contraddittorio, il giudice deve effettuare per i nuovi soggetti le
notifiche degli avvisi, rinviando l’udienza di non oltre 3 giorni (termine ordinatorio).

Le prove assunte con l’incidente probatorio, sono utilizzabili soltanto nei confronti degli
imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione.

Rapporti con la parte civile:


essendo che la parte civile non partecipa all’incidente probatorio, se la sentenza assolutoria
dell’imputato è basata su prove acquisite dall’incidente, questa non preclude la futura azione
civile.

CAPITOLO 28 ➺ LA CHIUSURA DELLA FASE INVESTIGATIVA.

La fase delle indagini preliminari si chiude o con la richiesta di archiviazione o con l’esercizio
dell’azione penale.
75
Durata delle indagini:
il legislatore ha fissato i termini di durata delle indagini in 6 mesi, che decorrono dalla
annotazione nel registro del reato (335).
 il termine è di 1 anno per ipotesi delittuose di particolari gravità.
 Per i reati la cui punibilità è subordinata a condizioni di procedibilità, il termine di 6 mesi
decorre dal verificarsi di esse (condizioni)

RICHIESTA DI PROROGA:
Prima della scadenza del termine, il PM può fare richiesta di proroga al GIP indicandone i motivi.
Tale richiesta deve essere notificata dal GIP ai potenziali contro-interessati (indagato – persona
offesa), i quali possono controdedurre presentando memorie.
 La notifica non è necessaria quando si tratta di gravi reati specificamente previsti dal
codice.

Se il GIP non è convinto dell’accoglibilità della richiesta del PM, instaura un pieno
contraddittorio convocando gli interessati in un’apposita udienza in camera di consiglio.
in questa udienza deciderà :
 per la concessione della proroga, autorizzando il prosieguo delle indagini
 il diniego della proroga, imponendo al PM di richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione
penale.

Per autorizzare la proroga  per la prima proroga , basta una giusta causa. Per le altre , occorrono
ragioni più rigorose e stringenti in relazione alle difficoltà oggettive di concludere le indagini.
La reiterazione delle proroghe incontra un limite massimo di 18 mesi complessivi (2 anni per
determinate ipotesi di criminalità organizzata).

 Se l’attività investigativa è proseguita oltre il termine massimo, gli atti sono inutilizzabili.

La L 23/06/2017, n. 103 (riforma Orlando) ha stabilito espressamente al comma 3-bis dell’articolo


407 del c.p.p. che :
 In ogni caso il pubblico ministero è tenuto a esercitare l'azione penale o a richiedere
l'archiviazione entro il termine di tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata
delle indagini e comunque dalla scadenza dei termini di cui all'articolo 415-bis.

Nel caso di notizie di reato che rendono particolarmente complesse le investigazioni :


 il pubblico ministero, può, prima della scadenza, presentare richiesta di proroga al
procuratore generale presso la corte di appello, il quale può prorogare, con decreto motivato,
il termine per non più di tre mesi, dandone notizia al procuratore della Repubblica.

La parte offesa dal reato, può, qualora non vi sia pregiudizio del segreto investigativo, decorsi sei
mesi dalla data di presentazione della denuncia, ovvero della querela, chiedere di essere informata
dall'autorità che ha in carico il procedimento circa lo stato del medesimo.

1. AVVISO DELLA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI.

La l. 479/99, ha introdotto l’art. 415 bis.

È fatto obbligo al PM, al termine delle indagini preliminari e prima di esercitare l’azione penale,
di notificare all’indagato ed al difensore, un avviso contenente:
- l’enunciazione del fatto per cui si procede

76
- la data e il luogo del reato commesso
- nonché , l’informazione che gli atti di indagine sono depositati presso la segreteria del
PM.

A seguito della notifica l’indagato ha diritto di :


 estrarre copia degli atti
 Chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio
 Presentare memorie e documentazione
 Chiedere al PM lo svolgimento di ulteriori indagini (in questo caso
devono essere svolte entro 30 gg)

2. ARCHIVIAZIONE.

L’archiviazione viene chiesta :


(a) notitia criminis infondata
(b) fonti di prova sono insufficienti o contraddittori

L’archiviazione , così come l’esercizio dell’azione penale, sono assoggettati alla verifica e al
vaglio del giudice.
 al PM spetta solo un potere di richiesta

L’art. 411 c.p.p. così come modificato dal d.lgs. 28 del 2015, ha specificamente previsto che la
persona sottoposta alle indagini non e' punibile ai sensi dell'articolo 131-bis del codice penale
per particolare tenuita' del fatto.

Il GIP si pronuncia sulla richiesta di archiviazione, con decreto motivato.

La parte offesa può formulare entro 20 giorni (10 prima della riforma operata dalla L 23/06/2017,
n. 103), opposizione all’accoglimento della richiesta, indicando a pena di inammissibilità
investigazioni suppletive da svolgere ed indicando all’uopo i relativi elementi di prova.

Per i delitti commessi con violenza alla persona, l'avviso della richiesta di archiviazione è in ogni
caso notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa ed il termine è elevato a 30 giorni.

Il GIP, può archiviare ugualmente, anche a seguito di opposizione di parte offesa, fissando
un’udienza in camera di consiglio che decide .

Il gip può:
 accogliere la richiesta emettendo ordinanza di archiviazione
 non accogliere la richiesta, richiedendo al PM , nuove indagini
 non accoglierla in via definitiva, rigettando la richiesta e disponendo che il PM formuli
l’imputazione (c.d. imputazione coatta).

Se l'archiviazione e' richiesta per particolare tenuità del fatto, il pubblico ministero deve darne
avviso alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa, precisando che, nel termine di
dieci giorni, possono prendere visione degli atti e presentare opposizione in cui indicare, a pena
di inammissibilità, le ragioni del dissenso rispetto alla richiesta.

Il giudice, se l'opposizione non e' inammissibile, procede ai sensi dell'articolo 409, comma 2,
e, dopo avere sentito le parti, se accoglie la richiesta, provvede con ordinanza.

77
In mancanza di opposizione, o quando questa e' inammissibile, il GIP procede senza
formalita' e, se accoglie la richiesta di archiviazione, pronuncia decreto motivato.

Nei casi in cui non accoglie la richiesta, il giudice, entro 3 mesi fissa la data dell'udienza in
camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle indagini e
alla persona offesa dal reato.
Il procedimento si svolge nelle forme previste dall'articolo 127 c.p.p.

A seguito dell'udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini, le indica con ordinanza al
pubblico ministero, fissando il termine indispensabile per il compimento di esse, altrimenti
provvede entro tre mesi sulle richieste.

2.1 NULLITA’ DEL PROVVEDIMENTO DI ARCHIVIAZIONE.


Il decreto di archiviazione (e cioè il provvedimento del GIP adottato in caso di richiesta di
archiviazione del PM senza opposizione della parte offesa, o inammissibilità) è nullo se:
A) è emesso in mancanza dell'avviso alla persona offesa dal reato che ha dichiarato di voler
essere informata in caso di archiviazione
B) è emesso prima che il termine di cui ai commi 3 e 3-bis dell’articolo 408 sia scaduto
C) è emesso ma il giudice omette di pronunciarsi sulla ammissibilità dell’opposizione.

L'ordinanza di archiviazione, e cioè il provvedimento del GIP che adotta a seguito dell’udienza in
contradditorio tra le parti, è nulla solo nei casi previsti dall'articolo 127, comma 5.

Nei casi di nullità, l'interessato, entro 15 giorni dalla conoscenza del provvedimento, può proporre
reclamo innanzi al tribunale in composizione monocratica, che provvede con ordinanza non
impugnabile, senza intervento delle parti interessate, previo avviso, almeno 10 giorni prima,
dell'udienza fissata per la decisione alle parti medesime, che possono presentare memorie non oltre
il quinto giorno precedente l'udienza.

Il giudice:
a) se il reclamo è fondato, annulla il provvedimento oggetto di reclamo e ordina la
restituzione degli atti al giudice che ha emesso il provvedimento.
b) Altrimenti conferma il provvedimento o dichiara inammissibile il reclamo, condannando la
parte privata che lo ha proposto al pagamento delle spese del procedimento e, nel caso di
inammissibilità, anche al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende.

La Corte di Cassazione V sezione Penale, con ordinanza n. 31601/2020, ha chiarito inoltre, che in
seguito alla cd. “Riforma Orlando”, il Tribunale monocratico è competente a decidere, pur in
assenza di una esplicita previsione normativa, anche per il reclamo avverso i provvedimenti di
archiviazione emessi dal Giudice di Pace.

CAPITOLO 29 ➺ AZIONE PENALE ED UDIENZA PRELIMINARE.


Fase del processo  inizia con l’esercizio dell’azione penale (405).
A seguito dell’esercizio dell’azione penale :
- può conseguire l’udienza preliminare (416)
 e dunque la richiesta di rinvio a giudizio
- l’attivazione di un rito speciale (438 e ss)
- citazione diretta a giudizio (550)

78
 il PM esercita la c.diretta a giudizio quando si tratta di
contravvenzione o di delitti puniti con la reclusione nel massimo ad
anni 4

All’udienza preliminare, il giudice stabilisce se l’imputato debba essere prosciolto o rinviato a


giudizio dibattimentale.

Funzioni giudice per le indagini preliminari :


1) sottoporre ad un giudice la valutazione della fondatezza dell’azione penale esercitata dal
PM
2) consentire una deflazione del dibattimento, attraverso il proscioglimento in udienza
preliminare o l’eventuale celebrazione dei riti speciali del patteggiamento o del giudizio
abbreviato

GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI.


- funzione di GUP è svolta da un magistrato addetto alla sezione dei giudici per le indagini
preliminari.
- Non può celebrare l’udienza come GUP, il magistrato che nello stesso processo, abbia
svolto le funzioni di GIP.
 l’incompatibilità tra GUP e GIP non opera se quest’ultimo (GIP) ha
adottato provvedimenti i quali non implicano valutazioni
sull’accusa (Es. permessi di colloquio tra detenuto e congiunti)

RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO.


ART. 416 cpp:
La richiesta di rinvio a giudizio è depositata dal PM nella cancelleria del giudice.
E’ nulla se non è preceduta dall’avviso previsto dall’art. 415bis (chiusura indagini preliminari) e
dall’invito a presentarsi a rendere interrogatorio, qualora l’indagato lo abbia richiesto.

La richiesta di rinvio a giudizio è uno degli atti idonei ad interrompere la prescrizione .

La richiesta di rinvio a giudizio deve contenere (417 cpp):


 generalità dell’imputato
 generalità persona offesa
 l’imputazione , in cui viene descritta analiticamente la condotta criminosa contestata
 indicazioni fonti di prova, che il PM ritiene possano consentire di sostenere l’accusa in
dibattimento
 domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio
 data e sottoscrizione del PM

Con la richiesta di rinvio a giudizio, il PM deve depositare nella cancelleria del giudice il suo
fascicolo , contenente tutti gli atti delle indagini preliminari espletate (notizia di reato, documenti
indagine, corpo del reato).
Con il deposito degli atti da parte del PM, si realizza la c.d. discovery, cioè la piena conoscenza
degli atti di indagine, peraltro già resi noti dall’indagato ai sensi del 415bis.

1. SVOLGIMENTO DELL’UDIENZA PRELIMINARE.

Si articola in :
attività introduttiva , udienza, attività decisionale .

79
Ricevuta la richiesta di rinvio a giudizio, il GUP, entro 5 giorni, fissa con decreto l’udienza, la
quale si deve celebrare entro 30 giorni dal deposito della richiesta.

Entro 10 giorni dalla data di udienza, il giudice deve notificare avviso :


- all’imputato
 Con la nuova normativa, introdotta dalla l. 67/14, quando la
notificazione all’imputato della prima udienza non risulta possibile, e
sempre che non debba essere pronunciata sentenza ai sensi dell’art.
129 c.p.p. (quando manca una condizione di procedibilità o il giudice
ritenga di dover emettere sentenza di proscioglimento, ovvero il reato
sia estinto), il Giudice dispone con ordinanza la sospensione del
processo nei confronti dell’imputato irreperibile. Alla scadenza di
un anno dalla pronuncia dell’ordinanza di sospensione del processo, il
Giudice dispone nuove ricerche dell’imputato per la notifica
dell’avviso, provvedendo ad ogni successiva scadenza annuale,
qualora il procedimento non abbia ripreso il suo corso. Con
l’ordinanza di revoca della sospensione del processo, il Giudice fissa
la data per la nuova udienza. Solo per l’imputato assente, e cioè colui
che nonostante abbia avuto notizia del processo a suo carico decida di
non presenziarvi, è previsto che il processo continui e si concluda
ordinariamente. Per quanto riguarda la decorrenza dei termini di
prescrizione, essa è sospesa fino al momento in cui l’avviso non sia
validamente notificato all’imputato.
- persona offesa
- pm e
- difensore imputato.

L’imputato può richiedere giudizio immediato e rinunciare all’udienza preliminare.

Le SS. UU. Hanno stabilito che, ricevuta la richiesta di rinvio a giudizio, il GUP deve celebrare
l’udienza, non potendo emettere alcuna sentenza de plano, anche se sussiste una causa di non
punibilità.

Costituzioni delle parti (420)


L’udienza preliminare si celebra in camera di consiglio , in assenza di pubblico.
Partecipazione necessaria del PM e del difensore dell’imputato.
Partecipazione facoltativa  imputato e persona offesa dal reato.

- verbale è redatto dagli ausiliari del giudice in forma riassuntiva ovvero con stenotipia se
richiesto dalle parti

Primo adempimento del GUP:


Verificare la regolare costituzione delle parti  valutando la correttezza degli avvisi e la
regolarità delle notifiche.
 Nel caso in cui ricorrano delle nullità, il giudice è tenuto a dichiararle, disponendo la
rinnovazione degli avvisi e delle notifiche, e dunque  rinviando l’udienza
 Se l’imputato, regolarmente citato, non è comparso, il giudice deve dichiararne la sua
assenza (e non più la contumacia, così come dispone la l. 67/14).

80
Al fine di rendere più penetrante il principio del contraddittorio, la legge ha introdotto il 420 bis,
ter, quater e quinquies , in un certo senso uniformando il regime dell’accertamento della regolare
costituzione delle parti in udienza preliminare, a quanto previsto per il dibattimento.
In particolare è previsto che:
 il giudice è tenuto a rinviare l’udienza se l’imputato risulta o appaia probabile che non si
sia presentato per assoluta impossibilità a comparire o per caso fortuito, forza maggiore
od altro legittimo impedimento
Secondo la giurisprudenza, inoltre, il giudice è obbligato a disporre il rinvio dell’udienza per
legittimo impedimento del difensore , comunicato tempestivamente alla sua insorgenza.
La celebrazione dell’udienza in presenza di impedimento, implica una nullità di ordine generale.

Verificata la regolare costituzione delle parti, il GUP , dichiara aperta la discussione.


Nel corso della discussione, le parti illustrano le loro conclusioni sulla base degli atti contenuti
nel fascicolo del PM o prodotti all’inizio e ammessi dal giudice.
- l’imputato può chiedere di fare spontanee dichiarazioni o di essere interrogato
nelle forme previste per il dibattimento c.d. cross examination
La discussione segue il seguente ordine :
- PM
- Difensore Parte Civile
- Difensore Responsabile civile
- Difensore Civilmente obbligato per la pena pecuniaria
- Difensore imputato

PM e difensore dell’imputato possono replicare una sola volta.

Raccolte le conclusioni delle parti il giudice può


(a) dichiarare chiusa la discussione ed adotta la decisione di proscioglimento o rinvio a
giudizio
(b) ordina al PM nuove indagini od attività di integrazione probatoria.

2. MODIFICAZIONE DELL’IMPUTAZIONE.

Principio di correlazione  l’imputato deve essere giudicato in relazione al reato che gli è stato
preventivamente contestato e non per un fatto diverso.

Tuttavia  sia in sede di udienza preliminare, che in sede dibattimentale, è data la possibilità al
PM di modificare l’imputazione ed addirittura di contestare fatti nuovi.
La modifica dell’imputazione è disciplinata (per l’udienza preliminare) dall’art. 423 cpp:
Se nel corso dell’udienza:
- il fatto risulta diverso da come descritto nell’imputazione o
- emerge un reato connesso o
- emerge una circostanza aggravante
*IL PM , modifica l’imputazione e la contesta all’imputato presente.*
 se l’imputato non è presente, la modificazione è comunicata al difensore

se risulta a carico dell’imputato un fatto nuovo, non enunciato nella richiesta di rinvio a giudizio,
per il quale si debba procedere d’ufficio, il giudice ne autorizza la contestazione :
- se il PM ne fa richiesta e
- l’imputato presta il consenso.

3. INTEGRAZIONE DELLE INDAGINI ED INTEGRAZIONE PROBATORIA.

81
Dopo la discussione delle parti e prima della chiusura dell’udienza preliminare, il giudice , se
ritiene di non poter definire l’udienza allo stato degli atti, in base a quanto contenuto nel
fascicolo del PM, può acquisire altre fonti di prova con le seguenti modalità:
- Nel caso in cui le indagini preliminari risultino incomplete  indica al PM l’attività
integrativa da svolgere, dando un termine per l’espletamento e fissando la data della nuova
udienza preliminare.
A. Di tale provvedimento viene dato avviso anche alla Procura generale presso la
CDA, la quale potrebbe esercitare la facoltà di avocazione.
- se il GUP ritiene che un’attività di integrazione probatoria specifica può essere determinante
ai fini della decisione (di proscioglimento dell’imputato), dispone l’assunzione della prova
innanzi a se.
A. Le fonti di prova che è possibile raccogliere con l’integrazione probatoria sono
tassativamente indicate dal legislatore.

Dopo l’acquisizione di tali nuove fonti di prova, le parti devono rassegnare nuovamente le loro
conclusioni ed il giudice decidere per il proscioglimento o il rinvio a giudizio.

4. DECISIONE DEL GUP.

L’udienza preliminare si conclude con Sentenza di non luogo a procedere o con il decreto che
dispone il giudizio.
Tuttavia l’udienza può concludersi anche con :
 declaratoria di nullità ed eventuale restituzione degli atti al PM
 declaratoria di difetto di giurisdizione, di competenza , di attribuzione

Il giudice deve emettere sentenza di non luogo a procedere nei seguenti casi:
- se sussiste una causa di estinzione del reato o per la quale l’azione penale non doveva
essere iniziata o proseguita
- se il fatto non è previsto dalla legge come reato o non sussiste o l’imputato non lo ha
commesso
- se l’imputato è persona non punibile
- se gli elementi di prova acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non
idonei a sostenere l’accusa in dibattimento.

Il criterio di valutazione del GUP, non è l’innocenza dell’imputato, ma l’utilità o meno del
dibattimento. Cioè, la sintesi della decisione

Il dispositivo della sentenza , deve essere immediatamente letto in udienza.


Il gup se non redige immediatamente la motivazione, deve depositarla in cancelleria entro 30
giorni.

Il querelante è condannato alle spese, e se vi è colpa grave, anche ai danni a favore dell’imputato.

Contro la sentenza di non luogo a procedere possono proporre appello:


a) il procuratore della Repubblica e il procuratore generale;
b) l'imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l'imputato
non lo ha commesso.

La persona offesa può proporre appello nei soli casi di nullità previsti dall'articolo 419, comma 7.

82
Sull'impugnazione la Corte di Appello decide in camera di consiglio con le forme previste
dall'articolo 127.

In caso di appello del pubblico ministero:


 la corte, se non conferma la sentenza, pronuncia decreto che dispone il giudizio, formando il
fascicolo per il dibattimento secondo le disposizioni degli articoli 429 e 431, o sentenza di non
luogo a procedere con formula meno favorevole all'imputato.

In caso di appello dell'imputato:


 la corte, se non conferma la sentenza, pronuncia sentenza di non luogo a procedere con
formula più favorevole all'imputato.

Contro la sentenza di non luogo a procedere pronunciata in grado di appello possono ricorrere
per cassazione:
d) l'imputato e
e) il procuratore generale
solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1
dell'articolo 606.

Sull'impugnazione la corte di cassazione decide in camera di consiglio con le forme previste


dall'articolo 611

Se sopravvengono o si scoprono nuovi fonti di prova, che da sole o unitamente a quelle già
acquisite, possono determinare il rinvio a giudizio, il GUP, su richiesta del PM , deve disporre la
REVOCA della sentenza di non luogo a procedere.

In presenza di fonti di prova sufficienti a rendere il giudizio dibattimentale  il GUP deve


emettere decreto di rinvio a giudizio.

Il decreto è privo di motivazione  ciò perché in caso contrario, il GUP determinerebbe nel
giudice di rinvio un pregiudizio sulla responsabilità dell’imputato, in contrasto con il principio di
oralità del processo accusatorio.
Nel decreto di rinvio a giudizio sono indicate:
1) generalità imputato
2) indicazione persona offesa
3) imputazione
4) indicazione sommaria fonti di prova
5) indicazione giudice competente con la determinazione di giorno ed ora dell’udienza
dibattimentale.

A seguito dell’emissione del decreto che dispone il giudizio, il GUP, in contraddittorio tra le parti,
deve formare il fascicolo del dibattimento, nel quale devono confluire solamente gli atti previsti
dall’art. 431 cpp, tra cui gli atti irripetibili.

Con l’accordo tra le parti, possono anche confluire atti non compresi nell’elencazione del 431,
nonché gli atti di investigazioni difensive.
Si forma così il c.d. doppio fascicolo:
- quello del dibattimento ex art. 431
- quello del pm, ove è allegato il fascicolo del difensore, dove rimangono conservati tutti gli
atti delle indagini preliminari e dell’udienza preliminare.

83
CAPITOLO 30 ➺ I PROCEDIMENTI SPECIALI.

Iter ordinario svolgimento del processo:


INDAGINI PRELIMINARI – UDIENZA PRELIMINARE – DIBATTIMENTO

Sono previste semplificazioni.


 Reati competenza giudice monocratico, manca udienza preliminare (550 cpp)
 procedimenti speciali , 438 e ss.

Nel giudizio immediato e giudizio direttissimo  assenza udienza preliminare, giustificata dalla
superfluità di tale filtro.

Giudizio abbreviato, applicazione di pena su richiesta delle parti e giudizio per decreto
(definiti riti premiali)  non si fa luogo al dibattimento.
- con il consenso dell’imputato si evita il dibattimento, con evidente deflazione del carico
giudiziario e recupero dell’efficienza processuale.
- L’imputato viene remunerato, in caso di condanna, con uno sconto di pena.
A. In caso di condanna in giudizio abbreviato, la pena inflitta è diminuita della
metà se si procede per una contravvenzione e di un terzo se si procede per un
delitto

Sono inquisitori, perché l’imputato rinuncia all’acquisizione delle prove nella dialettica del
dibattimento, sottoponendosi al giudizio sulla base degli atti delle indagini.

Vi sono delle limitazioni alla possibilità di appello, ma mai per il ricorso per cassazione (111 co. 7).
Spetta al PM, l’iniziativa per : Spetta all’imputato l’iniziativa per :
- Giudizio immediato - Giudizio abbreviato
- Giudizio direttissimo - Giudizio immediato
- Giudizio per decreto

Accordo tra PM e IMPUTATO, nel caso di patteggiamento.


 Sulla correttezza della scelta del rito, vigila il giudice.

La scelta di un determinato rito speciale, consuma per il suo autore, il diritto di sceglierne un
altro. (Se l’imputato sceglie il patteggiamento , non può scegliere l’abbreviato)
 il diritto si considera consumato, solo se il giudice ha ritenuto ammissibile la scelta.

Quando l’attivazione di un rito speciale non premiale (giudizio direttissimo – giudizio


immediato), risale alla unilaterale iniziativa del PM, spetta sempre all’imputato scegliere un rito
premiale.

1. GIUDIZIO ABBREVIATO.

È un giudizio di merito sulla colpevolezza o innocenza dell’imputato, che ha luogo nell’udienza


preliminare .

Esclude il dibattimento .

Si utilizzano ai fini probatori gli atti contenuti nel fascicolo del PM, raccolti nel corso delle indagini
preliminari.

84
La richiesta dell’imputato, di scegliere il rito abbreviato , non è sindacabile dal giudice.

Rito premiale:
in caso di condanna, la pena è ridotta di un terzo.

Ai sensi del comma 1-bis dell’art. 438, introdotto con la L. n. 38 del 2019  non è ammesso il
giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell'ergastolo.

 Tuttavia le disposizioni introdotte dalle L. 38/2019, si applicano ai fatti commessi


successivamente al 19 aprile 2019, data di entrata in vigore della medesima legge.
 Per quanto concerne, invece, i fatti commessi anteriormente alla data di entrata in vigore
della L. 38/2019, sarà possibile per l’imputato, accedere al giudizio abbreviato anche per i
delitti puniti con la pena dell’ergastolo.

L’imputato ha la possibilità di avanzare 2 tipi di richiesta di giudizio abbreviato:

(o) Giudizio abbreviato ordinario  ex art. 438, in ordine a cui il PM non può esprimere alcun
dissenso ed il giudice è obbligato a celebrarlo, a meno che non si tratti per delitti per cui è prevista
la pena dell’ergastolo.

(o) Giudizio abbreviato condizionato  novità legge 479/99, consente all’imputato di


subordinare la sua richiesta di giudizio abbreviato, ad un’integrazione probatoria da effettuarsi
in udienza innanzi al giudice.
 è onere del richiedente indicare le fonti di prova da assumere .

Il giudice non è obbligato a disporre il giudizio abbreviato , ma può rigettare l’istanza se:
1) le prove richieste dall’imputato sono dal giudice ritenute irrilevanti o inammissibili
2) se l’assunzione delle prove determinerebbe un appesantimento dell’iter processuale.

La riforma della legge 103/17 ha introdotto la possibilità di subordinare al rigetto del rito
abbreviato condizionato, la richiesta di giudizio abbreviato ordinario, oppure quella di applicazione
della pena ai sensi dell'articolo 444.

In entrambi i tipi di rito abbreviato, deve essere sempre ammesso l’interrogatorio dell’imputato
che ne faccia richiesta..

Sulla richiesta di rito abbreviato, il giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il
giudizio abbreviato.

Quando l'imputato chiede il giudizio abbreviato immediatamente dopo il deposito dei risultati
delle indagini difensive, il giudice provvede solo dopo che sia decorso il termine non superiore a
sessanta giorni, eventualmente richiesto dal pubblico ministero, per lo svolgimento di indagini
suppletive limitatamente ai temi introdotti dalla difesa.
 In tal caso, l'imputato ha facoltà di revocare la richiesta

L’ordinanza del giudice che ammette il rito abbreviato, fa iniziare una nuova fase processuale,
con decorso di termini nuovi per la custodia cautelare.

La riforma della legge 479/99, ha introdotto la possibilità di acquisizione di nuove fonti di prova
in udienza, sicché il giudizio abbreviato non è più necessariamente un giudizio allo stato degli atti.

85
I casi di acquisizione (di nuove fonti di prova) sono 2:
1) quando l’imputato ha richiesto il giudizio abbreviato condizionato ad una integrazione
probatoria ed il giudice abbia accolto la richiesta
2) quando una volta ammesso il giudizio abbreviato, il giudice ritiene di non poter decidere
allo stato degli atti , in quanto necessita un’integrazione probatoria, finalizzata ad
acquisire gli elementi necessari per la decisione.

La richiesta di giudizio abbreviato proposta nell'udienza preliminare determina la sanatoria delle


nullità, sempre che non siano assolute, e la non rilevabilità delle inutilizzabilità, salve quelle
derivanti dalla violazione di un divieto probatorio.
Essa preclude altresì ogni questione sulla competenza per territorio del giudice

Svolgimento del giudizio abbreviato (441):

Imputato avanza la richiesta -> giudice ammette il rito con ordinanza (o rigetta per quello
condizionato). Ex 441 bis :
Se la difesa dell’imputato produce i risultati delle indagini
Se, il pubblico ministero
Difensive, il PM può essere autorizzato ad effettuare indagini procede alle contestazioni
Suppletive, limitatamente ai temi introdotti dalla difesa.
x la modifica
dell’imputazione,
L’imputato, come già detto può subordinare il rito abbreviato
l'imputato può chiedere che
Condizionato, a quello ordinario o al patteggiamento. il procedimento prosegua
nelle forme ordinarie.
Nel corso del giudizio abbreviato condizionato, ad integrazione
probatoria o nel quale l'integrazione sia stata disposta a norma dell'art. 441 cpp., il P.M. può, in
conformità a quanto disposto dalle SS. UU. Penali (Sent. n. 5788/2020), modificare l'imputazione
solo per i fatti emergenti dagli esiti istruttori ed entro i limiti previsti dall'art. 423 c.p.p..
Quindi:
 Ai sensi del citato art. 423, nel corso dell'udienza il fatto risulta diverso da come descritto
nell'imputazione ovvero emerge un reato connesso, o una circostanza aggravante, il pubblico
ministero modifica l'imputazione e la contesta all'imputato presente.
- Se l'imputato non è presente, la modificazione della imputazione è comunicata al
difensore, che rappresenta l'imputato ai fini della contestazione.
 Se risulta a carico dell'imputato un fatto nuovo non enunciato nella richiesta di rinvio a
giudizio, per il quale si debba procedere di ufficio, il giudice ne autorizza la contestazione se
il pubblico ministero ne fa richiesta e vi è il consenso dell'imputato.

L’udienza, a seguito di richiesta di giudizio abbreviato, si tiene in camera di consiglio,


senza pubblicità,
(salvo che vi sia richiesta di pubblica udienza di tutti gli imputati).

Si svolge secondo le norme dettate per l’udienza preliminare

È ammessa la costituzione di parte civile.

All’esito dell’udienza e dopo la discussione delle parti, il giudice emetterà sentenza di


assoluzione o di condanna (in caso di condanna, la pena è diminuita della metà se si procede per
una contravvenzione e di un terzo se si procede per un delitto).

86
Limiti alla facoltà di proporre appello:
- ex art. 443 L'imputato e il pubblico ministero non possono proporre appello contro le
sentenze di proscioglimento.
- sentenza di condanna può essere appellata dall’imputato e non dal PM, salvo che si tratti
di sentenza che modifica il titolo del reato.
- Il ricorso per cassazione è sempre ammesso.

2. IL PATTEGGIAMENTO.

Detto applicazione della pena su richiesta delle parti  presuppone un accordo sulla entità della
pena da irrogare ed implicitamente, anche sull’affermazione di colpevolezza.

Rito premiale che consente la diminuzione fino al limite di un terzo.

Richiesta di patteggiamento può essere formulata:


 nel corso delle indagini preliminari
 nel corso dell’udienza preliminare , fino a che non siano state presentate le conclusioni.

Nell’ipotesi in cui, sia stato attivato un rito speciale:


 in caso di giudizio direttissimo  l’istanza può essere avanzata fino all’apertura del
dibattimento
 nel decreto di giudizio immediato  entro 15 giorni dalla notifica del decreto
 in caso di decreto penale  con l’opposizione.

Condizioni per accedere al patteggiamento .


(1) accordo tra imputato e PM su pena da applicare
(2) quantità di pena pattuita non eccedente i 5 anni (Compresa la diminuente del rito e senza
tener conto della eventuale pena pecuniaria)
a. per taluni reati, nonché per i reati sessuali, pornografia minorile e per i delinquenti
dichiarati abituali, professionali o per tendenza, il massimo è di 2 anni
(3) provvedimento di accoglimento della richiesta da parte del giudice.

Il giudice può ratificare l’accordo, ma non può né modificarlo, né integrarlo.

Per valutare il patteggiamento il giudice deve fare una duplice valutazione:


3) deve valutare la correttezza della qualificazione giuridica del fatto di reato
contestato e la congruità della pena patteggiata per la finalità rieducativa
dell’imputato (art. 27 Cost.)
4) deve verificare l’assenza di cause di non punibilità che imporrebbero un
immediato proscioglimento dell’imputato (129 cpp).

Il diniego del PM all’applicazione del patteggiamento, se è ingiustificato, può dar luogo


all’applicazione dello sconto da parte del giudice del dibattimento o dell’impugnazione.

Raggiunto l’accordo tra le parti, il giudice, dopo un’udienza in camera di consiglio  emana la
sentenza di applicazione della pena.

La sentenza di applicazione della pena, quando non supera i 2 anni, comporta rilevanti benefici,
oltre lo sconto di pena:
- esclusione del pagamento delle spese processuali

87
- esclusione di applicazione di pene accessorie e misure di sicurezza (Tranne
confisca)
- con la sentenza il giudice può concedere la sospensione condizionale della pena.

La previsione della sospensione condizionale, può essere apposta come condizione essenziale al
patteggiamento.

Per taluni delitti contro la P.A. specificamente previsti al comma 3-bis dell’art. 444 c.p.p.,
(modificato dalla L. 3/2019), la parte, nel formulare la richiesta di patteggiamento:
a) può subordinarne l'efficacia all'esenzione dalle pene accessorie previste dall'articolo 317-bis
del codice penale
b) ovvero può subordinare all'estensione degli effetti della sospensione condizionale anche a le
relative pene accessorie.

In questi casi il giudice, se ritiene di applicare le pene accessorie o ritiene che l'estensione della
sospensione condizionale non possa essere concessa, rigetta la richiesta.

La sentenza di patteggiamento è inappellabile.


 Tuttavia il PM che abbia manifestato il proprio dissenso, può proporre appello.

La L. 103/17, ha introdotto un nuovo comma 2 bis all’art. 448 c.p.p., il quale prevede quattro motivi
tassativi di ricorso per Cassazione avverso la sentenza di patteggiamento. Segnatamente il pubblico
ministero e l'imputato possono proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di
patteggiamento solo:
a) per motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato,
b) al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza,
c) all'erronea qualificazione giuridica del fatto e
d) all'illegalità della pena o della misura di sicurezza.

Tuttavia la Suprema Corte di Cassazione con una recentissima Sentenza (n. 31462/2020), ha
accolto un ricorso presentato avverso una sentenza di patteggiamento per vizio di motivazione e
dunque, al di fuori dei casi previsti dall’art. 448, comma 2 bis, c.p.p., già precedentemente elencati.

Il caso affrontato dalla Suprema Corte, riguardava una vicenda nella quale pubblico ministero e
imputato, avevano concordato la pena da applicare per il delitto per cui si procedeva.
Il giudice, nel ratificare l’accordo tra le parti ed emettere sentenza di patteggiamento, tuttavia,
disponeva la confisca e la distruzione dei telefoni cellulari ancora in sequestro, senza però fornire
alcuna motivazione sul punto.

La Cassazione, accogliendo il ricorso proposto dall’imputato, ha stabilito che la sentenza di


patteggiamento è ricorribile per Cassazione sia nelle circostanze tipizzate dall’art. 448, comma 2
bis, c.p.p. sia in mancanza assoluta di motivazione in merito a una misura di sicurezza non
concordata tra le parti.

2.1 CORREZIONE DI ERRORI MATERIALI

Quando nella sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti si devono rettificare solo
la specie e la quantità della pena per errore di denominazione o di computo:
- Ai sensi dell’art. 130 cpp comma 1 bis  la correzione è disposta, anche d'ufficio, dal giudice
che ha emesso il provvedimento.

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 Se questo è impugnato, alla rettificazione provvede la corte di cassazione a norma
dell'articolo 619, comma 2

3. IL GIUDIZIO DIRETTISSIMO.

- salta l’udienza preliminare


- scelta di una tale semplificazione del rito, spetta solo al PM.

Giudizio direttissimo ha come presupposto una particolare originaria situazione di evidenza della
prova.

L’evidenza della prova si desume:


- dall’arresto in flagranza
- dall’avvenuta confessione resa dall’indagato nel corso dell’interrogatorio.

Il decreto legge sulla sicurezza pubblica del 2008, ha ridisciplinato il rito direttissimo prevedendo
2 ipotesi obbligatorie e 1 ipotesi facoltativa.

(1) IPOTESI OBBLIGATORIA: Il PM deve procedere con giudizio direttissimo quando


l’indagato è stato arrestato in flagranza di reato e l’arresto è stato convalidato dal GIP.

Come ulteriore condizione di ammissibilità, la giurisprudenza richiede che all’arrestato sia


stata applicata una misura cautelare custodiale.
Ciò deve avvenire entro 30 giorni dall’arresto.

(2) IPOTESI OBBLIGATORIA : Il PM deve procedere con giudizio direttissimo quando


l’indagato abbia reso confessione all’autorità giudiziaria nel corso di un interrogatorio.

L’imputato libero, è citato a comparire ad un’udienza entro il 30° giorno dalla iscrizione
nel registro delle notizie di reato.

(3) IPOTESI FACOLTATIVA : Il PM ha la facoltà di procedere con giudizio direttissimo,


quando ritiene di chiedere al giudice del dibattimento la convalida dell’arresto.

In tal caso, l’arrestato in flagranza, deve essere condotto in aula dibattimentale entro 48 ore
dall’arresto.
Convalida dell’arresto  presupposto del rito.

Se l’arresto è convalidato, si procede a giudizio direttissimo.


Se l’arresto non viene convalidato  sono restituiti gli atti al PM che procederà secondo il rito
ordinario, oppure mediante il giudizio immediato se sono presenti i requisiti.

Si può procedere al giudizio direttissimo, quando le parti vi consentono.

Svolgimento del processo direttissimo :


 se l’imputato è libero  il PM deve notificargli il decreto di citazione a giudizio

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 se è in vinculis  l’imputato deve essere tradotto all’udienza.
- difensore dell’imputato può chiedere un termine a difesa ed estrarre copia degli
atti delle indagini preliminari
- PM – IMPUTATO e PERSONA OFFESA, possono presentare direttamente i testi
in udienza, senza la preventiva autorizzazione del giudice
- Esame incrociato – stesse garanzie per i mezzi di prova previste per il rito ordinario
- Ammissibili riti speciali : patteggiamento o giudizio abbreviato.

4. IL GIUDIZIO IMMEDIATO.

- assenza udienza preliminare


può essere proposto dal PM, ma anche dall’imputato.
Il giudizio immediato per essere disposto, ha bisogno di una verifica del GIP.
(quello abbreviato no).

Il giudizio immediato è richiesto dal PM o dall’imputato, ed è disposto con decreto del GIP, in
assenza di contraddittorio, su base cartolare , in presenza dei presupposti di legge.

3 ipotesi un cui può essere richiesto e disposto il giudizio immediato:


(1)
Giudizio immediato ordinario su richiesta del PM, occorre :
 evidenza della prova
 interrogatorio dell’indagato o invito a presentarsi
 deve avvenire entro 90 giorni dall’iscrizione della notizia di reato nel registro
(2)
Giudizio immediato per l’imputato in custodia cautelare.
In tal caso il PM richiede giudizio immediato. Richiesta obbligatoria, da effettuarsi entro 180
giorni dal giorno di esecuzione della misura.

(3)
giudizio immediato su richiesta dell’imputato.
In tale caso non occorre nessuno dei requisiti precedenti.
L’imputato può richiederlo:
- dopo che gli sia stato notificato l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare
- dopo che gli sia stato notificato il decreto penale.

A seguito della richiesta di Giudizio Immediato , il GIP decide entro 5 giorni.


Quindi il gip, dispone con decreto il giudizio immediato o rigetta la richiesta.
Il decreto che dispone il giudizio immediato, deve essere notificato alle parti entro 30 giorni
prima della data fissata per il dibattimento.

E’ previsto che nel decreto del GIP che dispone il giudizio immediato, sia contenuto l’avviso che
l’imputato può chiedere in alternativa, il giudizio abbreviato o il patteggiamento.
 detto avviso deve essere presente nel decreto a pena di nullità.

La L. 103/2017, prevedendo espressamente l’applicabilità del comma 6-bis dell’art. 438, ha stabilito
che in caso di richiesta di giudizio abbreviato  tutte le nullità , tranne quelle assolute, sono
sanate.
 Tuttavia, con la richiesta di giudizio abbreviato, l'imputato può eccepire l'incompetenza per
territorio del giudice.

90
La convertibilità del rito deve essere effettuata entro 15 giorni dall’ultima notificazione
all’imputato o al suo difensore, del decreto di giudizio immediato o dell’avviso della data
dell’udienza dibattimentale.

5. DECRETO PENALE.

Il procedimento per decreto penale, mira ad evitare sia l’udienza preliminare che il dibattimento.
- anche se vi è opposizione al decreto emesso, non ci sarà mai l’udienza preliminare
- l’opponente potrà chiedere di celebrare il dibattimento o accedere ad altri riti alternativi.

Se il PM, nel corso delle indagini preliminari ha acquisito chiare fonti di prova della colpevolezza
dell’imputato, PUO’ chiedere al GIP l’emissione di un decreto penale di condanna, contenente
la contestazione del reato e l’applicazione della pena (solo pecuniaria).

Presupposti per la richiesta del decreto penale di condanna:


1) il PM deve richiedere solo una pena pecuniaria
2) la richiesta deve essere avanzata entro 6 mesi dall’iscrizione della notizia di reato
(termine ritenuto dalla giurisprudenza ORDINATORIO)
3) Non sia necessaria l’applicazione di una misura di sicurezza
4) Non opposizione del querelante, per i reati procedibili a querela.
 procedimento del decreto richiesto solo dal PM prima che egli abbia promosso l’azione
penale.

Il GIP, se ammette la richiesta del PM, deve emettere decreto che oltre all’imputazione e alla
determinazione della pena pecuniaria, deve contenere l’esposizione sommaria delle fonti di
prova. Ciò in quanto l’imputato, nel procedimento per decreto non ha ricevuto l’avviso conclusione
delle indagini ex art. 415bis.

Il decreto deve essere notificato al condannato e al suo difensore, nonché comunicato al PM.

Dopo le riforme operate con l. 479/99 e la L. 103/17, il legislatore ha collegato al decreto penale
ad una serie di previsioni di carattere premiale:
a- pena irrogata fino alla metà (fino ad 1/3 patteggiamento, 1/3 del giudizio abbreviato per
i delitti e fino alla metà per le contravvenzioni)
b- non sono applicate pene accessorie
c- non sono poste spese del procedimento al carico del condannato
d- la condanna non è ostacolo ad una successiva sospensione condizionale della pena
e- il reato si estingue dopo 5 anni (per i delitti) e dopo 2 anni (per le contravvenzioni) se
l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole.

Nel caso di irrogazione di una pena pecuniaria in sostituzione di una pena detentiva, il giudice,
per determinare l'ammontare della pena pecuniaria:
- individua il valore giornaliero al quale può essere assoggettato l'imputato e lo moltiplica per
i giorni di pena detentiva.
- Nella determinazione dell'ammontare  il giudice tiene conto della condizione economica
complessiva dell'imputato e del suo nucleo familiare.
- Il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma di euro 75 di pena pecuniaria per
un giorno di pena detentiva e non può superare di tre volte tale ammontare.

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- Il giudice, con il decreto penale, può disporre, in relazione alle condizioni economiche del
condannato, che la multa o l'ammenda venga pagata in rate mensili da tre a trenta. Ciascuna
rata tuttavia non può essere inferiore a quindici euro.

L’imputato, può proporre opposizione al decreto penale di condanna entro 15 giorni dalla notifica
del decreto, chiedendo il giudizio immediato, abbreviato o patteggiamento.

In caso di richiesta di giudizio abbreviato  tutte le nullità , tranne quelle assolute, sono sanate e
l’imputato non potrà proporre più questioni sulla competenza per territorio.

Se l’imputato chiede l’oblazione, ricorrendone i presupposti, il giudice emetterà sentenza di non


luogo a procedere per estinzione del reato per oblazione.

CAPITOLO 31 ➺ GLI ATTI PRELIMINARI AL DIBATTIMENTO.

Il giudizio prevede:
- fase introduttiva degli atti preliminari al dibattimento
- momento iniziale degli atti introduttivi
- istruzione dibattimentale
- decisione.
al dibattimento si giunge attraverso:
(a) rinvio a giudizio disposto dal GUP dopo udienza preliminare
(b) citazione diretta a giudizio disposta dal PM nel giudizio monocratico
(c) decreto di citazione a giudizio immediato disposto dal GIP , anche a seguito di opposizione
a decreto penale di condanna
(d) giudizio direttissimo

1. FASE DEGLI ATTI PRELIMINARI AL DIBATTIMENTO.

- è quella che intercorre tra :


A. il momento in cui il giudice dibattimentale è investito del processo,
B. e il momento in cui ha effettivamente inizia l’udienza dibattimentale.

In questa fase vi sono una serie di attività:

- Ricezione del decreto che dispone il giudizio, in cui vi è indicata anche la data e l’ora
dell’udienza
- Deposito in cancelleria del giudice, del fascicolo per il dibattimento. Le parti possono
estrarne copia
- Eventuale emissione di decreto del presidente del collegio per spostare la data
dell’udienza dibattimentale.
- Deposito in cancelleria, almeno 7 giorni prima del dibattimento, della lista dei testi, periti e
dei consulenti, di cui le parti intendono chiedere l’esame, con la indicazione delle
circostanze su cui deve vertere l’esame
Va anche depositata l’eventuale istanza di acquisizione di verbali di prove raccolte in altro
procedimento.
Ratio  non introdurre nel dibattimento , prove e sorpresa.

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La presentazione della lista, abilita la parte a presentare direttamente le persone da esaminare in
udienza.
Tuttavia, affinché queste persone compaiano più facilmente al dibattimento, è possibile chiedere al
presidente del collegio un decreto autorizzatorio per eseguire la formale citazione dei testi.
 il presidente può escludere a titolo provvisorio , le testimonianze vietate della legge e quelle
manifestamente sovrabbondanti.
- eventuale proscioglimento predibattimentale  nel caso in cui il reato è estinto o
manca una condizione di procedibilità.
 La sentenza di non doversi procedere, può essere pronunciata solo dopo aver
sentito le parti ed in assenza di loro opposizione. Sentenza inappellabile ma
ricorribile per cassazione.

La sentenza di non doversi procedere e' pronunciata anche quando l'imputato non e' punibile ai
sensi dell'articolo 131-bis del codice penale, previa audizione in camera di consiglio anche della
persona offesa, se compare.

CAPITOLO 32 ➺ IL DIBATTIMENTO.
Il presidente del collegio ha poteri di disciplina e di polizia (470cpp).
Può avvalersi sia della PG , che della forza pubblica.

L’udienza è pubblica a pena di nullità.


2 eccezioni:
(1) non possono partecipare all’udienza i minori di anni 18 – persone sottoposte a misure di
prevenzione – persone armate – in stato di ubriachezza
(2) il codice ammette la celebrazione dell’udienza a porte chiuse , per ragioni di buon costume,
segretezza nell’interesse dello Stato, tutelare i testi o le parti, motivi di sicurezza.

L’imputato può essere allontanato o addirittura espulso quando il suo comportamento lo esige.
Assenza di manette per l’imputato detenuto.

1. ATTI INTRODUTTIVI DEL DIBATTIMENTO.

Il giudice verifica la regolare costituzione delle parti.


Per prima cosa il presidente assicura la difesa tecnica all’imputato, designandoli un difensore se è
necessario.
Imputato ha diritto di comparire , non obbligo.
 tuttavia è obbligato a comparire, anche mediante l’accompagnamento coattivo, qualora si
debba provvedere all’assunzione di una prova diversa dall’esame (es. ricognizione
personale).
Anche il non comparire può essere espressione di una scelta difensiva (24 cost).

Il giudice deve rinviare l’udienza se appare probabile o è provato che l’imputato non abbia
ricevuto la citazione a giudizio. Quindi questa , va rinnovata.

Il giudice deve rinviare l’udienza anche quando appare probabile che la mancata comparizione
dell’imputato sia dovuta a caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento.
Rinvio anche per legittimo impedimento del difensore.

La mancata comparizione dell’imputato regolarmente citato determina la sua assenza.


L’imputato si considera altresì assente se :
93
- impedito a comparire, acconsente che il dibattimento si svolga in sua assenza
- imputato detenuto dichiara di rinunciare a comparire oppure evada
- se l’imputato compare e poi si allontana.

2. QUESTIONI PRELIMINARI.

Nel corso degli atti introduttivi devono essere affrontate e risolte le c.d. questioni preliminari.
Ex art. 491 sono:
 competenza per territorio e connessione
 nullità di carattere relativo, attinenti le indagini preliminari, incidente probatorio, udienza
preliminare e la citazione a giudizio
 costituzione parte civile , citazione o intervento del responsabile civile o civilmente
obbligato pena pecuniaria o enti esponenziali
 contenuto del fascicolo per il dibattimento
 riunione o separazione dei giudizi.
Le questioni preliminari sono discusse in modo sintetico dal PM e da un difensore per ognuna delle
parti e il giudice decide immediatamente con ordinanza.

Superate le questioni preliminari, il presidente dichiara aperto il dibattimento.


Il primo atto è la lettura dell’imputazione.

Le parti , devono indicare i fatti che si propongono di provare e chiedere l’ammissione delle
prove.

L’art. 477 prevede come regola generale che il dibattimento si esaurisca in un’unica udienza. Tale
previsione tuttavia è normalmente disattesa.

CAPITOLO 33 ➺ L’ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE.

- nella formazione della prova, il giudice ha carattere “eccezionale”.


Il giudice può:
 rivolgere domande ai testi solo dopo l’esame ed il contro esame.
 Indicare alle parti nuovi e più ampi temi di prova
 Disporre d’ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di prova (507 cpp).

1. L’ESAME TESTIMONIALE.

- Sono esaminati secondo l’ordine prescelti dalle parti.


- Prima dell’esame devono prestare giuramento. Tale adempimento è previsto a pena di
nullità.
- Domande sono rivolte dalle parti attraverso il sistema del c.d. cross examination.
- Se l’esaminato è un minore, le domande sono poste dal presidente su proposta delle parti.

Nello svolgimento dell’esame devono essere rispettate delle regole:


(1) le domande devono vertere su fatti specifici
(2) sono vietate le domande nocive per la sincerità del teste e quelle che tendono a
suggerire la risposta
(3) le domande suggestive sono ammesse nel controesame per saggiare l’attendibilità del teste.

94
Se nel corso della testimonianza vengono violate dette regole, le altre parti possono proporre
opposizione, su cui decide senza formalità il presidente.

Se un teste, ha reso dichiarazioni difformi in seno alle indagini preliminari innanzi al PG o al PM,
o nel corso dell’udienza preliminare  le parti possono procedere alle c.d. contestazioni
(art.500.)
 possono pertanto dare lettura delle diverse dichiarazioni rese nelle indagini, chiedendo
spiegazioni al teste.

L’art. 500 comma 2, stabilisce che le dichiarazioni lette per la contestazioni possono essere
valutate solo ai fini della credibilità del teste. (e non per essere acquisite come prova).

La contestazione tuttavia, serve al massimo per togliere valore alla dichiarazione dibattimentale, ma
non è utile per formare la prova dell’esistenza del fatto narrato.
Ciò non vuol dire che il giudice debba necessariamente ritenere inattendibile ciò che il teste ha detto
in udienza, perché egli decide in base al libero convincimento.

Tale regola, di natura accusatoria , ha delle eccezioni:


a- le dichiarazioni rese dal teste in sede di indagine preliminare possono essere acquisite
quando risulta in base ad elementi concreti, che il teste è stato sottoposto a violenza –
minaccia o promessa di denaro per non deporre o deporre il falso
b- su richiesta di parte, le dichiarazioni rese all’udienza preliminare sono valutate ai fini della
prova nei confronti degli imputati che hanno partecipato alla loro assunzione
c- dichiarazioni acquisite con il consenso delle parti.

2. ESAME DELLE PARTI PRIVATE:

- avviene su richiesta delle stesse parti


secondo questo ordine:
Parte Civile -> Responsabile civile -> civilmente obbligato per la pena pecuniaria -> imputato.
- non devono rendere giuramento
- domande rivolte con il cross examination, sono poste dal PM o dal Difensore che ha chiesto
l’escussione.

Possono essere fatte contestazioni per valutare l’attendibilità.

3. LE LETTURE.

Il codice prevede il generale divieto delle letture in dibattimento.


Tuttavia vi sono eccezioni:
la selezione degli atti precostituiti al di fuori del dibattimento e che confluiscono nel fascicolo per
il dibattimento, è effettuata:
 art. 431 cpp (norma che sancisce la formazione del fascicolo per il dibattimento) per
l’udienza preliminare
 art. 457 : giudizio immediato
 art. 553 : citazione diretta a giudizio ( il pm forma il fascicolo per il dibattimento e lo
trasmette al giudice)

altri atti di cui può essere data lettura:


- verbali di prova di altri procedimenti, se sono acquisibili ex art. 238 cpp

95
- atti acquisiti dalla PG – PM – GUP – o dai difensori, quando per fatti imprevedibili,
è sopravvenuta l’impossibilità di ripetizione dell’atto.
- Dichiarazioni rese da persona residente all’estero, a condizione che sia
assolutamente impossibile l’esame dibattimentale
- Dichiarazioni rese all’udienza preliminare da testi e parti imputati in
procedimento connesso o collegato raccolte con la cross examination.
- Dichiarazioni rese dall’imputato nelle indagini preliminari o udienza
preliminare se sussistono le condizioni ex 513 cpp.

Riguardo alle dichiarazioni rese dell’imputato in sede di indagini preliminari o udienza preliminare,
possono essere utilizzate, se egli nel dibattimento rimane assente, contumace o se si rifiuta di
rispondere all’esame.

Su richiesta di parte, si può dare lettura di tali dichiarazioni, ma sull’utilizzabilità possono


verificarsi 3 situazioni :
(1) le dichiarazioni lette possono essere utilizzate solo contro l’imputato che le ha rese
(2) possono essere utilizzate contro altri solo se vi è consenso (cosa improbabile)
(3) utilizzate anche contro altri, se emerge che l’imputato è stato sottoposto a violenza,
minaccia od offerta di denaro affinché non deponga.

CAPITOLO 34 ➺ LA FASE DECISIONALE.


Secondo il principio di correlazione, occorre che la sentenza corrisponda al fatto per cui si è
stati giudicati.

E’ nel potere del giudice, fermo restando il fatto contestato, dare ad esso una qualificazione
giuridica diversa rispetto a quella indicata nell’imputazione.

1. MODIFICA DELL’IMPUTAZIONE.

Nel corso dell’istruzione dibattimentale, si può accertare che il fatto è diverso da quello descritto
nel capo di imputazione.
(+) dunque l’imputazione è modificata se, all’esito del dibattimento e delle prove assunte,
il fatto risulta diverso.

(+) oppure  l’imputazione è integrata , se emerge un reato connesso o una circostanza


aggravante.

In tali ipotesi  il PM procede alla relativa contestazione dell’imputato, direttamente (Se è


presente), oppure mediante notifica del verbale di dibattimento se assente.
 in dibattimento, le modalità di notifica dell’imputazione o della contestazione suppletiva
sono differenti da ciò che avviene nell’udienza preliminare; in quel caso, se l’imputato non
è presente, la notifica va fatta al suo difensore

Inoltre, solo nel dibattimento, il difensore può chiedere termine a difesa.


(UDIENZA PRELIMINARE NO).

La violazione di tali norme di garanzie (termine a difesa, immediata contestazione o notifica del
verbale) è sanzionabile con la nullità della sentenza.

96
(o) Per il nuovo reato contestato è possibile ricorrere ad un rito speciale premiale? (o)
La Corte Costituzionale ha risposto si, ma solo se la nuova contestazione concerne un fatto che già
risultava dagli atti di indagine al momento dell’esercizio dell’azione penale.
--

Se la competenza del nuovo reato appartiene ad un giudice superiore, è doveroso dichiarare


l’incompetenza. In particolare :
a. se si procede dinnanzi al tribunale monocratico e la competenza è del collegiale
 il giudice deve restituire gli atti al PM
b. se si procede dinnanzi al tribunale collegiale e la competenza è del monocratico
 il processo prosegue perché la composizione collegiale accresce le garanzie
dell’imputato.
c. Se a seguito della modifica dell’imputazione o della diversa qualificazione del
fatto,si sarebbe dovuta celebrare l’udienza preliminare, il giudice deve
trasmettere gli atti al PM.

Se risulta un fatto nuovo , occorre una nuova contestazione ,per la quale bisogna procedere ex novo
in separata sede. (A meno che l’imputato non accetti l’immediato contraddittorio).

2. DECISIONE.

Chiusa l’istruttoria dibattimentale  inizia la discussione.

Per primo prende la parola il PM  poi Parte Civile  Responsabile Civile  CIv obb. 
difensore dell’imputato ( che deve avere sempre l’ultima parola).
Ammesse repliche solo una sola volta.

- la discussione può essere interrotta, solo se emerge l’assoluta necessità dell’assunzione di


nuove prove (507 cpp)

La decisione deve essere deliberata, subito dopo la chiusura del dibattimento ad opera degli stessi
giudici che hanno partecipato al dibattimento.

Il principio d'immutabilità del giudice, previsto dall'art. 525, comma 2, c.p.p., impone che il giudice
che provvede alla deliberazione della sentenza sia non solo lo stesso giudice davanti al quale la
prova è assunta, ma anche quello che ha disposto l'ammissione della prova.

Un più risalente orientamento giurisprudenziale riteneva che, se il Giudice mutava nel corso del
processo, si doveva celebrare un nuovo dibattimento, salvo che le parti processuali prestavano il
consenso alla lettura delle dichiarazioni raccolte nel precedente dibattimento.

Invece, con la sentenza n. 41736 del 2019, le sezioni unite penali della Corte hanno stabilito che, in
caso di mutamento della composizione del giudice dopo l'assunzione delle prove dichiarative, è
sufficiente solo accertare che:
A) le parti non si siano opposte alla lettura delle dichiarazioni raccolte nel precedente
dibattimento oppure
B) occorre verificare la presenza di ulteriori circostanze processuali che rendano univoco il
comportamento omissivo degli interessati.

Segnatamente, per le SS.UU., il mutamento della composizione del giudice attribuisce alle parti il
diritto di chiedere sia prove nuove sia la rinnovazione di quelle assunte dal giudice diversamente

97
composto, in quest'ultimo caso indicando specificamente le ragioni che impongano tale
rinnovazione.
Il nuovo Giudice, deve valutare tali ragioni nonché sulla non manifesta superfluità della
rinnovazione stessa.

Inoltre, il consenso delle parti alla lettura ex art. 511, comma 2, c.p.p. degli atti assunti dal collegio
in diversa composizione, a seguito della rinnovazione del dibattimento, non è necessario con
riguardo agli esami testimoniali la cui ripetizione non abbia avuto luogo perché non chiesta, non
ammessa o non più possibile.

Il dispositivo deve essere immediatamente letto.


La motivazione può essere redatta in un secondo momento e depositata in cancelleria nei termini
previsti (15 giorni fino ad un massimo di 90).

La sentenza a norma dell’articolo 546 c.p.p., così come modificato dalla L. 103/17, contiene:
a) l'intestazione «in nome del popolo italiano» e l'indicazione dell'autorità che l'ha pronunciata;
b) le generalità dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le
generalità delle altre parti private;
c) l'imputazione;
d) l'indicazione delle conclusioni delle parti;
e) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata, con
l'indicazione dei risultati acquisiti e dei criteri di valutazione della prova adottati e con
l'enunciazione delle ragioni per le quali il giudice ritiene non attendibili le prove contrarie, con
riguardo:
1) all'accertamento dei fatti e delle circostanze che si riferiscono all'imputazione e alla loro
qualificazione giuridica;
2) alla punibilità e alla determinazione della pena, secondo le modalità stabilite dal comma 2
dell'articolo 533, e della misura di sicurezza;
3) alla responsabilità civile derivante dal reato;
4) all'accertamento dei fatti dai quali dipende l'applicazione di norme processuali;
f) il dispositivo, con l'indicazione degli articoli di legge applicati;
g) la data e la sottoscrizione del giudice.

La sentenza emessa dal giudice collegiale è sottoscritta dal presidente e dal giudice estensore.

 Se, per morte o altro impedimento, il presidente non può


sottoscrivere, alla sottoscrizione provvede, previa menzione
dell'impedimento, il componente più anziano del collegio;
 se non può sottoscrivere l'estensore, alla sottoscrizione, previa
menzione dell'impedimento, provvede il solo presidente.

La sentenza è nulla:
a) se manca la motivazione
b) se manca o è incompleto nei suoi elementi essenziali il dispositivo
c) se manca la sottoscrizione del giudice
3. SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO.

Il giudice può adottare o una sentenza di non doversi procedere o di assoluzione.

Il giudice adotta la formula dichiarativa di non doversi procedere quando difetti una delle
condizioni di procedibilità o quando sussiste una causa estintiva del reato.

98
Il giudice adotta la formula assolutoria (art. 530 cpp), quando difetta ;
 la reità nel merito
 imputabilità
 punibilità del prevenuto.

L’assoluzione con formula piena è pronunciata anche in caso di dubbio sulla colpevolezza (in
dubbio pro reo), e cioè quando:
manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che:
- il fatto sussiste,
- che l’imputato lo ha commesso,
- che il fatto costituisce reato o
- che il reato è stato commesso da persona imputabile

4. SENTENZA DI CONDANNA.

Condanna va pronunciata in presenza di prova piena positiva.


- la mancanza o l’insufficienza di prova positiva di reità, si risolve nel proscioglimento.

L’art. 533, stabilisce che la sentenza di condanna può essere pronunciata solo se la
responsabilità emerge dalle prove assunte al di la di ogni ragionevole dubbio.

Riguardo la pretesa civilistica:


- il giudice penale può provvedere alla liquidazione del danno
- può concedere una provvisionale in conto della effettuanda liquidazione
- può decidere sull’an e rimettere al giudice civile il quantum.

CAPITOLO 35 ➺ PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE


MONOCRATICO.

L’art. 449 del c.p.p. stabilisce che nel procedimento davanti al tribunale in composizione
monocratica, per tutto ciò che non è previsto nel libro VIII,  si osservano le norme contenute
nei libri che precedono
Ne segue che il modello del rito collegiale è applicabile anche per il rito monocratico, salvo
specifiche derogatorie.

1. UDIENZA PRELIMINARE.

Per i reati attribuiti al tribunale in composizione collegiale  si fa sempre luogo all’udienza


preliminare.

Per i reati attribuiti al tribunale in composizione monocratica vi è un doppio regime:


(1) si fa luogo alla citazione diretta in giudizio per i reati previsti dall’art. 550 cpp
(2) si fa luogo all’udienza preliminare in tutti gli altri casi attribuiti alla cognizione del giudice
monocratico e non inclusi nelle ipotesi di citazione diretta (550)

2. GIUDIZIO ORDINARIO NEL TRIBUNALE MONOCRATICO.

Quando manca l’udienza preliminare  il PM è l’organo d’accusa che emette il decreto di


citazione a giudizio.
99
Il decreto di citazione a giudizio emanato dal PM ha tutti gli elementi necessari e utili ai fini
della vocatio in jus. Deve contenere dunque :
 indicazioni relative all’imputato e alle altre parti private
 la contestazione del fatto di reato
 il tribunale monocratico competente per il giudizio
 data e luogo di udienza
 facoltà di attivare i riti premiali predibattimentali (abbreviato e patteggiamento).

In caso di citazione diretta a giudizio, alla formazione del fascicolo del dibattimento provvede il
PM e non il giudice.
Competente ad assumere gli atti urgenti, non è il presidente del tribunale ma il GIP.

Nelle ipotesi di reato perseguibile solo a querela di parte, è istituzionalizzato il compito del
giudice dibattimentale di interporre i suoi buoni uffici per il tentativo di conciliazione e quindi di
remissione della querela.

La lista testi deve essere depositata sempre 7 giorni prima dell’udienza, ma a differenza del rito
ordinario, non devono essere indicate le specifiche circostanze sul quale deve vertere l’esame.

Con l’accordo delle parti, la verbalizzazione dell’udienza può essere fatta in forma riassuntiva e
non integrale. Il giudice però nonostante l’accordo può disattendere.

L’esame delle parti e dei testi,dei consulenti.. ecc..  su accordo delle parti può essere condotto
dal giudice, con evidente accelerazione dei tempi del dibattimento.

Il giudice, nell’assumere la sua decisione, può redigere contestualmente il dispositivo e la


motivazione della sentenza.

3. RITI SPECIALI NEL RITO MONOCRATICO.

Il giudizio immediato è attivato solo quando è prevista l’udienza preliminare.

Il giudizio abbreviato, potrà essere chiesto entro i termini previsti dell’apertura del dibattimento,
quando manca l’udienza preliminare.

Patteggiamento può essere chiesto nelle forme ordinarie. Non presso il GIP.

Decreto penale : a seguito dell’opposizione, l’imputato deve chiedere a pena di decadenza di


accedere ad un rito alternativo.

Giudizio direttissimo : anche la PG può sollecitare il PM alla presentazione immediata o entro le


48 ore dell’arrestato.

CAPITOLO 36 ➺ COMPETENZA PENALE DEL GIUDICE DI PACE.

Il d.lgs 274/2000 introduce nel nostro sistema processuale, la competenza penale dei Giudice di
Pace.

100
Con riferimento alle indagini preliminari  ha individuato nella PG l’effetto fulcro.

Ha eliminato la figura del GIP, affidando i provvedimenti relativi a questa fase ad un giudice di
pace del CAPOLUOGO del circondario.

In alternativa alla citazione a giudizio disposta dal PM, per i soli reati procedibili a querela, il
legislatore ha previsto il ricorso immediato dell’offeso, che può chiedere al giudice la citazione a
giudizio della persona alla quale attribuisce il reato.

Sul piano sostanziale, il legislatore, ha preferito dare più rilievo alla funzione rieducativa della
pena e la reintegrazione dell’offesa.
La pena non può tuttavia, essere sospesa.

La giurisdizione del giudice di pace può essere così sintetizzata:

(o) sul piano sostanziale:


- scompare la pena detentiva
- per i reati di maggiore gravità, sono previste sanzioni della permanenza domiciliare e del
lavoro di pubblica utilità
- esclusa l’applicabilità della sospensione condizionale della pena

(o) sul piano processuale:


- non è prevista la figura del GIP
- per i reati procedibili a querela, la persona offesa può chiedere al giudice la citazione a
giudizio della persona alla quale è attribuito il reato
- fase di giudizio è caratterizzata dalla massima semplificazione e dalla garanzia del
contraddittorio

1. PUBBLICO MINISTERO.

Le funzioni di PM, possono essere svolte, per delega del procuratore della Repubblica presso il
tribunale ordinario:
(o) nell’udienza dibattimentale:
- da uditori giudiziari
- da vice procuratori onorari addetti all’ufficio
- da personale che ha svolto funzioni di ufficiale di P.G.
- laureati in giurisprudenza che frequentano il 2° anno della scuola biennale di specializzazione
per le professioni legali.

(o) per gli atti relativi alla chiusura delle indagini preliminari o nei procedimenti in camera di
consiglio  solo da vice procuratori onorari addetti all’ufficio.

2. COMPETENZA.

L’art. 4 del d.lgs 274/2000 prevede che il giudice di pace è competente per taluni reati (Delitti
o contravvenzioni) previsti dal codice penale (es. percosse, lesioni personali
diffamazione…somministrazione di bevande alcoliche ai minori, violazione obbligo scolastico…)

E di alcuni delitti e contravvenzioni previsti da alcune leggi speciali.

Competenza per territorio  luogo di consumazione del reato.

101
3. INDAGINI.

La PG, acquisita la notizia di reato, compie di propria iniziativa tutti gli atti di indagine necessari
per la ricostruzione del fatto e per l’individuazione del colpevole.

Poi , riferisce al PM con una relazione scritta entro il termine di 4 mesi, indicando il giorno e
l’ora in cui ha acquisito la notizia.

All’esito delle indagini, se la notizia di reato risulta fondata, la polizia giudiziaria nella relazione :
- formula un’ipotesi di imputazione, enunciando il fatto in forma chiara e precisa, con
l’indicazione degli articoli legge che si presumono violati.
- Richiede al PM di disporre la comparizione della persona sottoposta ad indagini, davanti
al giudice di pace.
Nei procedimenti dinnanzi al Giudice di Pace non è previsto la notifica dell’avviso della
conclusione delle indagini ex art. 415bis

La P.G. può chiedere al PM l’autorizzazione al compimento di :


- accertamenti tecnici irripetibili
- interrogatori o confronti cui partecipi la persona sottoposta alle indagini
- perquisizioni e sequestri, nei casi in cui la polizia giudiziaria non può procedervi di propria
iniziativa.

A fronte della richiesta il PM potrà:


(1) autorizzare la richiesta e restituire gli atti per l’espletamento dell’atto autorizzato e il
prosieguo delle indagini
(2) negare l’autorizzazione
(3) Decidere di compiere personalmente l’atto per il quale è stata chiesta l’autorizzazione,
restituendo l’esito alla PG
(4) decidere di svolgere personalmente le indagini.

Se il PM , riceve personalmente la notizia di reato, non può personalmente e immediatamente


procedere alle indagini, ma deve invece limitarsi a trasmettere gli atti alla PG, magari
accompagnata da direttive.

Il PM provvede all’iscrizione della notizia di reato di competenza del giudice di pace, solo dopo che
la polizia giudiziaria ha depositato la relazione scritta.

Il termine di 4 mesi per le indagini può essere prorogato solo dal GIP, di altri 2 mesi, che può
se dissente, dichiarare chiuse le indagini o ridurre il termine.

4. IMPUGNAZIONI SENTENZE GIUDICE DI PACE.

La legge 46/2006, ha introdotto la inappellabilità da parte del PM e dell’imputato delle sentenze di


proscioglimento.
Le sentenze di proscioglimento del giudice di pace sono inappellabili.

 il PM non può appellare le sentenze di condanna alla sola pena pecuniaria


 l’imputato non può appellare le sentenze di condanna alla sola pena pecuniaria , a meno che
non impugni anche la eventuale statuizione civile

102
 la parte civile può proporre appello ai soli effetti civili, avverso la sentenza di
proscioglimento.

E’ sempre consentito ricorso per cassazione.

Tuttavia, contro le sentenze di appello pronunciate per reati di competenza del giudice di pace, il
ricorso per Cassazione, puo' essere proposto soltanto per i motivi di cui al comma 1, lettere a), b) e
c).
*** a) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a
organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri;

b) inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche,


di cui si deve tener conto nell'applicazione della legge penale;

c) inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità,


di inammissibilità o di decadenza ***

Competente per tale giudizio è il tribunale in composizione monocratica del circondario in cui
ha sede il giudice di pace che ha pronunciato la sentenza impugnata.

CAPITOLO 37 ➺ IL PROCEDIMENTO MINORILE.

Caratteristiche principali:
d) specializzazione del giudice minorile
oltre alle funzioni specifiche di tale giudice, vi è una composizione mista dell’organo giudicante.

Il GUP è collegiale , 1 giudice togato e 2 laici.


Il T.M. è un organo collegiale, composto da quattro giudici :
- due giudici professionali (c.d. togati) - cioè il presidente e un giudice a latere
- e due giudici onorari , un uomo e una donna, “ benemeriti dell’assistenza sociale, scelti tra
i cultori di biologia, di psichiatria, di antropologia criminale, di pedagogia, di psicologia ...”

All’interno del Tribunale per i minori. Sono istituiti una sezione di PG e l’ufficio del PM.

Si hanno pertanto : GIP – GUP (In composizione collegiale) e il tribunale dibattime ntale minorile.

Il GUP può:
 disporre il rinvio a giudizio
 con il consenso del minore, definire il processo con sentenza di non luogo a procedere
per :
 concessione del perdono giudiziale o
 irrilevanza del fatto
 su richiesta del PM, emanare una sentenza di condanna, allorché deve essere applicata
solo una sanzione pecuniaria
 tale sentenza di condanna può essere impugnata attraverso l’opposizione
innanzi al tribunale minorile ad opera del solo imputato.

Il Gup, se l’imputato sceglie di avvalersi del rito abbreviato, può decidere nel merito ed emettere
sentenza di proscioglimento o di condanna.

103
1. LA DECISIONE.

La gamma delle decisioni adottabili nel procedimento minorile, sono analoghe a quelle ordinarie.

Per il rito minorile tuttavia, sono previste le seguenti ulteriori possibilità:

 Declaratoria di improcedibilità per irrilevanza del fatto


Ipotesi di un fatto privo di significato criminoso e di concreta rilevanza sociale.
Il GUP o il giudice dibattimentale possono emanare sentenza di non luogo a procedere (o di non
doversi procedere) per irrilevanza del fatto.

 istituto della messa in prova del minorenne


Il giudice può sospendere il processo per una durata predeterminata, per consentire all’imputato di
riparare alle conseguenze del reato e di riconciliarsi con l’offeso.
Decorso il periodo di sospensione ed in caso di esito favorevole della probation, il giudice dichiara
estinto il reato.

 applicazione di sanzioni sostitutive

 perdono giudiziale

Il patteggiamento, nel rito minorile, non è ammissibile, in quanto la minore età dell’imputato e la
necessità di valutare la sua imputabilità urtano con la possibilità di concordare una pena.
 l’art 444 del c.p.p., infatti, si pone in contrasto con il modello di
giustizia minorile che è sorretto da finalità di recupero del minore.

Non è ammissibile neanche il procedimento per decreto penale , poiché, svolgendosi


esclusivamente in via cartolare, impedirebbe quell’adeguata valutazione della personalità del
minore che costituisce un presupposto indefettibile di qualsiasi rito minorile.
È invece esperibile il giudizio abbreviato, giudizio immediato e direttissimo.

CAPITOLO 38 ➺ RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE


PERSONE GIURIDICHE.

d.lgs 231 del 2001 ha introdotto nel nostro ordinamento la disciplina della responsabilità delle
persone giuridiche.

Il testo normativo parla di “responsabilità amministrativa”.

 è necessario che il reato presupposto, sia commesso da persone legate funzionalmente


all’ente, e che il reato sia stato commesso nell’interesse e a vantaggio dell’ente.

L’ente non risponde del reato se:


 l’organo dirigente ha adottato modelli di gestione e di organizzazione idonei a
prevenire quella specie di reato verificatosi
 ha vigilato sull’osservanza di tali modelli di gestione e di organizzazione
 Le persone che hanno materialmente commesso il reato, hanno eluso fraudolentemente
tali modelli di organizzazione e di gestione.

104
Pene previste sono:
= sanzioni pecuniarie
= sanzioni interdittive
= confisca
= pubblicazione sentenza.

- La competenza a conoscere degli illeciti amministrativi, spetta al giudice penale, Tribunale


monocratico o collegiale.
- L’ente deve nominare un difensore di fiducia
- L’ente partecipa al procedimento attraverso il suo rappresentante legale se non è imputato.

CAPITOLO 39 ➺ LE IMPUGNAZIONI IN GENERALE.

Attività del giudice può essere inficiata sia da errori di fatto che di diritto.
- codice prevede 3 gradi di giudizio ---> 2 di merito e 1 di legittimità

Il sistema delle impugnazioni si ispira ai seguenti caratteri:


1) Tassatività 2) Interesse ad impugnare 3) Convertibilità dell’impugnazione 4) Ricorribilità
immediata in cassazione 5) Rinunciabilità dell’impugnazione

(1) TASSATIVITA’.

I mezzi di impugnazione ed i casi di impugnabilità, sono solo quelli espressamente stabiliti dalla
legge.
 in deroga a questo principio, la giurisprudenza ha ammesso che è sempre proponibile ricorso
per cassazione avverso i provvedimenti abnormi

Sono sempre soggetti a ricorso per cassazione i provvedimenti in tema di libertà personale e le
sentenze, anche quando sono inappellabili.
 le sentenze in tema di giurisdizione e competenza, sono ricorribili
per cassazione solo a seguito di conflitto sulla giurisdizione o di
competenza

Il principio di tassatività va inteso secondo due punti di vista:


soggettivo  il diritto di impugnare spetta solo alla parte a cui la legge lo conferisce
espressamente.
 es. il PM non può appellare la sentenza di condanna resa nel rito
abbreviato
 se la legge non distingue tra le varie parti, il diritto spetta a tutte .

oggettivo  è la legge che deve indicare se un provvedimento è impugnabile e con quale


mezzo.
 es. la sentenza di patteggiamento è impugnabile solo con ricorso per
cassazione – salvo il caso di dissenso del PM che può appellare la sentenza
di condanna.

(2) INTERESSE AD IMPUGNARE.

Si può proporre impugnazione solo se vi è un interesse concreto, diretto e personale ad


impugnare.

105
C’è interesse, tutte le volte in cui la modifica richiesta della decisione, produce un effetto pratico
più vantaggioso per la parte legittimata all’impugnazione.

Il difetto dell’interesse  determina l’inammissibilità dell’impugnazione.

(3) CONVERTIBILITA’ DELL’IMPUGNAZIONE.

Viene riconosciuto dalla legge che l’intento di gravame è prevalente rispetto agli errori di
identificazione di mezzo o di giudice.

Infatti 
 l’impugnazione proposta ad un giudice incompetente, si considera
come validamente formulata al giudice competente (devono essere
trasmessi gli atti al giudice competente)
 un’errata qualificazione del mezzo di gravame, dalla parte
impugnante, non è da ostacolo alla automatica conversazione ope
legis nel mezzo più appropriato (568 comma 5)

Caso conversione del ricorso per cassazione in appello (580) :


- il ricorso si converte in appello, quando avverso la sentenza vengono esperiti mezzi di
impugnazione diversi
- conversione ammissibile solo se la pluralità di impugnazioni riguarda reati connessi.

(4) RICORRIBILITA’ IMMEDIATA IN CASSAZIONE.

La parte che ha diritto di appellare, ha facoltà di proporre ricorso per saltum in cassazione.
- non è consentito però , il saltum per censure relative alla mancata assunzione di una
prova decisiva e al vizio di motivazione .
- Inoltre occorre una dichiarazione delle parti, di rinunciare all’appello convertendolo per
ricorso.

(5) RINUNCIABILITA’ DELL’IMPUGNAZIONE (589).

Il PM può rinunciare all’impugnazione fino all’apertura del dibattimento o prima dell’inizio della
discussione.
Le parti private possono rinunciare all’impugnazione anche per mezzo di procuratore speciale.
Il PM può rinunciare al mezzo azionato di gravame di altro PM.

1. LEGITTIMAZIONE AD IMPUGNARE.

Legittimati ad impugnare : (1) PARTI e (2) SOGGETTI che vantano un particolare interesse al
thema decidendum.

2. PUBBLICO MINISTERO.

Nelle indagini preliminari e nel corso del giudizio di primo grado :


 le funzioni di PM sono esercitate da magistrati della procura della
repubblica presso il tribunale

Nei giudizi di impugnazione :


106
 le funzioni di PM sono esercitate da magistrati della procura generale
presso la corte di appello e la corte di cassazione

L’impugnazione può essere proposta:


 dal procuratore della Repubblica  avverso le sentenze di primo
grado
 dal procuratore Generale  avverso le sentenze della CDA.
- il procuratore generale può proporre impugnazione anche quando il procuratore della
repubblica abbia fatto acquiescenza alla sentenza, salvo quanto previsto dall'articolo 593-
bis, comma 2 c.p.p.

Il D.lgs. 6 feb. 2018, n. 11 ha difatti introdotto l’art. 593-bis c.p.p., il quale indica, al comma 1, che
le sentenze del g.i.p., del tribunale e della corte d'assise, possono essere appellate solo dal
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale.
Al comma 2, invece, l’art. 593-bis specifica che il Procuratore generale presso la Corte d'Appello
può appellare, appunto, solo in caso di avocazione e di acquiescenza del Procuratore della
Repubblica.

 Il potere di impugnare spetta anche al PM , persona fisica, che ha rappresentato


l’accusa nel relativo grado di giudizio.

Ai sensi dell’art. 568 comma 4-bis, il pubblico ministero può propone impugnazione diretta a
conseguire effetti favorevoli all'imputato solo con ricorso per cassazione.

3. IMPUTATO.

Può esercitare il diritto di impugnazione sia personalmente ,


sia attraverso un procuratore speciale.

Il difensore è legittimato ad impugnare se l’imputato l’ha nominato o se riveste la qualità al


momento della impugnazione.

Per l’imputato incapace  potere di impugnazione spetta al tutore o curatore speciale.


L’imputato può togliere efficacia all’impugnazione proposta dal suo difensore.

4. PARTE CIVILE e altre parti.

Parte civile può proporre impugnazione (Solo statuizioni civili) , sia in caso di condanna che di
proscioglimento, ma limitatamente ai capi della sentenza che riguardano l’azione civile.
 per quanto attiene ai capi penali della sentenza, la parte civile non è
legittimata all’impugnazione.
 Può sollecitare il PM con una richiesta motivata. (Se il PM non
intende impugnare deve notificare le sue ragioni al richiedente)

Difensore della parte civile può autonomamente proporre impugnazione, sebbene nella procura
speciale non si faccia espresso riferimento a tale potere.

Responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria  possono proporre


impugnazioni sia per le statuizioni civili che per quelli penali.

107
 tranne nel caso in cui l’imputato sia stato condannato, ma responsabile
civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria siano stati prosciolti
dalla responsabilità civile.

Persona offesa ed enti esponenziali non possono impugnare la sentenza. Tuttalpiù possono
sollecitare il PM a farlo.

Il querelante, se condannato alle spese per assoluzione dell’imputato , può impugnare la sentenza
solo in relazione a tale capo.

5. FORME, TERMINI ED INAMMISSIBILITA’.

Forma di presentazione :
1) diretta  nella cancelleria del giudice
2) indiretta  a mezzo posta o telegramma.
 l’atto di impugnazione va notificato di ufficio alle altre parti, allo scopo
di consentire ad esse la presentazione di un’eventuale impugnazione
incidentale.

Contenuto dell’atto di gravame, previsto dall’art. 581 c.p.p., a pena di inammissibilità:


(a) capi e punti della decisione a cui si riferisce l’impugnazione
1. Capi della sentenza : sono i provvedimenti contenuti nella pronuncia ed emanati in
relazione a ciascuna azione o ciascuna parte. (Es. pronuncia di condanna)
2. Punto della sentenza : ogni statuizione del giudice su ciascuno degli argomenti da
lui esaminati.
(b) le richieste (es. assoluzione ; riduzione di pena), anche istruttorie
(c) motivi di doglianza , con specifica indicazione delle ragioni di fatto e di diritto
(d) L’indicazione delle prove delle quali si deduce l’inesistenza, l’omessa assunzione o
l’omessa o erronea valutazione;

Termini:
il dies a quo decorre dal termine previsto per giudice per il deposito della sentenza.

L’art. 585 cpp , prevede i seguenti termini per proporre impugnazione:


 15 giorni  per i provvedimenti decisi in camera di consiglio o per le sentenze la cui
motivazione sia stata letta in udienza insieme col dispositivo.
 Per procedimenti camera di consiglio  il termine decorre dalla
comunicazione al PM o dalla notificazione alle parti private ,
dell’avviso di deposito del provvedimento
 In caso di redazione contestuale della motivazione  il termine
decorre dalla lettura del provvedimento in udienza
 30 giorni  quando la motivazione della sentenza è stata depositata successivamente
all’udienza di deliberazione.
 45 giorni  quando si tratta di sentenza con motivazione complessa, per la quale il termine di
deposito per il giudice può raggiungere i 90 giorni.

I termini per impugnare una sentenza possono essere così riassunti:

In caso di procedimenti in camera di consiglio  il termine per impugnare è di 15 giorni che


decorre dal deposito della sentenza

108
Sentenza con motivazione contestuale  15 giorni dal giorno del deposito della sentenza.

Se il giudice non indica il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza  il termine per
impugnare è di 30 giorni, decorrenti dal giorno in cui è stata depositata la sentenza.
 se il giudice, deposita le motivazione oltre i 15 giorni dal deposito del
dispositivo, occorre l’avviso di deposito della sentenza notificato
all’imputato.

In caso di procedimenti in cui il Giudice fissa un termine per il deposito delle motivazioni della
sentenza, il termine è di 45 giorni oltre i giorni presi dal giudicante.
 esempio pratico: il Dispositivo – data ultima udienza, depositato il
01/01/2018. Il Giudice si prende 30 giorni per il deposito della
motivazione della sentenza. Il termine per impugnare la sentenza, sarà
dunque 30+45 decorrente dal 01/01/2018.
 se il Giudice, deposita la sentenza oltre i 30 giorni, decorrenti dal
01/01/2018, dovrà essere notificato all’imputato, avviso di deposito
della sentenza .

Si tratta di termini stabiliti a pena di decadenza  la loro inosservanza, determina


inammissibilità dell’impugnazione. (con declaratoria di inammissibilità).

Sono cause di inammissibilità dell’impugnazione:


- mancanza di legittimazione o di interesse ad impugnare
- la non impugnabilità del provvedimento
- il mancato rispetto delle forme e dei termini per impugnare
- la rinuncia all’impugnazione
- la mancata enunciazione :
A. dei capi o dei punti della decisione ai quali si riferisce l'impugnazione;
B. delle prove delle quali si deduce l'inesistenza, l'omessa assunzione o l'omessa o
erronea valutazione;
C. delle richieste, anche istruttorie;
D. dei motivi, con l'indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che
sorreggono ogni richiesta

Inammissibilità è dichiarata dal giudice ad quem , che ordina :


 l’esecuzione del provvedimento impugnato e
 la condanna alle spese a carico della parte che ha proposto
impugnazione.
Ordinanza di inammissibilità è ricorribile per cassazione.

6. EFFETTI DELL’IMPUGNAZIONE.

Alla proposizione dell’impugnazione, conseguono gli effetti:


- sospensivo
- devolutivo
- estensivo

(o) Effetto sospensivo


Produce una paralisi dell’esecuzione del provvedimento, sia durante il termine per impugnare, sia
durante il giudizio di impugnazione.

109
 tale effetto non si produce per i provvedimenti in tema di libertà personale

(o) Effetto devolutivo


Concerne l’ampiezza di cognizione del giudice di impugnazione, che può estendersi :
 o all’intera materia trattata dal primo giudice (effetto interamente
devolutivo)
 ovvero a parte di essa (effetto parzialmente devolutivo)

Il giudice del gravame ha cognizione nei limiti del devoluto => tantum devolutum, quantum
appellatum.
Tali limiti, sono determinati dalle parti che devono indicare i capi e i punti della decisione
impugnati ed i motivi di gravame.
Tale ambito di cognizione non è più modificabile:
 infatti i motivi nuovi presentabili, devono a pena di inammissibilità,
essere ricollegati ai capi e punti della sentenza già impugnati.

(o) Effetto estensivo


Sta ad indicare che la proposizione del gravame è idonea a determinare effetti anche su parti
diverse da quelle che ha impugnato.
Esempio di effetti estensivi dell’impugnazione :
 ex art. 587, nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato, l’impugnazione
proposta da uno degli imputati, giova anche agli altri (perché non sia fondata su motivi
esclusivamente personali)

CAPITOLO 40 ➺ L’APPELLO (593).


L’appello è un mezzo ordinario di impugnazione. Non è un diritto costituzionalmente protetto. Lo
è solo il ricorso per cassazione.

Ex art. 593 , non tutte le sentenze di primo grado sono appellabili.

Salvo quanto previsto dagli articoli 443 , (giudizio abbreviato), 448 (patteggiamento), 579
(misure di sicurezza) e 680 (provvedimenti magistrato di sorveglianza), il PM e l’imputato
possono appellare contro le sentenze di condanna, anche se con dei limiti specificamente
introdotti dal D.lgs. 6 feb. 2018, n. 11.

Specificamente:
(a) l'imputato puo' appellare contro le sentenze di condanna.
(b) Mentre, il pubblico ministero, puo' appellare contro le medesime sentenze solo:
a. quando modificano il titolo del reato
b. escludono la sussistenza di una circostanza aggravante ad effetto speciale o
c. stabiliscono una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato.

Il pubblico ministero può appellare contro le sentenze di proscioglimento.


L'imputato può appellare contro le sentenze di proscioglimento emesse al termine del dibattimento,
salvo che si tratti di:
a) sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste o
b) perché l'imputato non lo ha commesso

110
Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena
dell’ammenda e le sentenze di proscioglimento relative a contravvenzioni punite con la sola pena
dell'ammenda o con pena alternativa.

Inoltre, è inappellabile la sentenza di proscioglimento predibattimentale.

Va ricordato altresì, che prima della riforma operata dal D.lgs 11/2018, la Corte Costituzionale,
con sentenza n.85/2008, aveva già ripristinato la possibilità di appello anche dell’imputato
avverso le sentenze di proscioglimento, che era stato soppresso dalla legge Pecorella (46/2006).
 la possibilità di appello era comunque condizionata dalla presenza di
un interesse ad impugnare.
L’inappellabilità non preclude la possibilità di proporre ricorso per cassazione.

1. GIUDICE COMPETENTE PER L’APPELLO.

La corte d’appello  è competente in ordine alle sentenze emesse dal tribunale o dal GIP
La corte d’assise d’appello  competente in ordine alle sentenze emesse dalla corte d’assise o dal
GIP
Tribunale in composizione monocratica  competente per le sentenze del giudice di pace.

2. APPELLO INCIDENTALE (595).

Ai sensi del novellato art. 595 c.p.p., può proporre appello incidentale solo l’imputato entro 15
giorni, da quello in cui ha ricevuto la comunicazione o la notificazione.
 l’istituto dell’appello incidentale non è previsto nel giudizio in
cassazione. Non potendosi applicare analogicamente (Secondo la
giurisprudenza)

Il D.lgs 11/2018 ha escluso che il PM e le altre parti, possano proporre appello incidentale.

L’appello incidentale perde efficacia in caso di inammissibilità dell’appello principale o di


rinuncia allo stesso.

L'appello incidentale è proposto, presentato e notificato a norma degli articoli 581, 582, 583 e 584.

Entro quindici giorni dalla notificazione dell'impugnazione presentata dalle altre parti, l'imputato
può presentare al giudice, mediante deposito in cancelleria, memorie o richieste scritte.

La giurisprudenza ha chiarito con diverse pronunce che l’appello incidentale può essere proposto
solo in relazione ai punti della decisione oggetto dell’appello principale nonché a quelli che
hanno connessione essenziale con essi.

3. COGNIZIONE DEL GIUDICE DI APPELLO E DIVIETO DI REFORMATIO IN


PEIUS.

- Appello è un mezzo di impugnazione parzialmente devolutivo: tantum devolutum quantum


appellatum.

111
- L’appello attribuisce al giudice di 2° grado, la cognizione del procedimento limitatamente
ai punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti.
- Nell’atto di impugnazione, devono essere indicati i capi o i punti della decisione ai quali
si riferisce l’impugnazione.
- La parte che propone il gravame, deve indicare i motivi di fatto e di diritto che sorreggono
l’impugnazione.
- L’indicazione del capo o del punto della sentenza, senza l’enunciazione dei motivi, rende
l’appello inammissibile.

Il codice prevede delle deroghe all’effetto devolutivo dell’appello:


- il giudice può d’ufficio concedere la sospensione condizionale della pena e la non
menzione
- concedere una o più circostanze attenuanti ed effettuare , quando occorra, il giudizio di
comparazione tra circostanze ex art. 69cp.
- Può rilevare le nullità assoluta ex art. 178
- Può dichiarare il difetto di giurisdizione o l’incompetenza per materia
- Pronunciarsi sulla presenza di una causa di non punibilità ex art. 129.

Il potere cognitivo del giudice d’appello varia a seconda se l’appellante è il PM oppure l’imputato.

Se l’appellante è il PM, il giudice può aggravare:


 la qualificazione giuridica del fatto
 specie o la quantità di pena
 revocare benefici
 mutare l’assoluzione in condanna o la formula del proscioglimento.

Se l’appellante è l’imputato e non il PM il giudice incontra il limite del divieto della reformatio
in pejus. Non può quindi peggiorare o aggravare la posizione giuridica dell’imputato.

Se appellanti sono entrambe le parti, PM e imputato  il giudice può pervenire a conclusioni


nell’una o nell’altra direzione.

4. GLI ATTI PRELIMINARI AL GIUDIZIO DI APPELLO.

Il giudizio di appello può svolgersi con il rito dibattimentale o attraverso la procedura in camera
di consiglio.
Il codice, detta una disciplina unica in relazione agli atti preliminari al giudizio.
Il presidente deve ordinare la citazione dell’imputato appellante.
- Se l’appellante è il PM, la citazione deve essere notificata anche all’imputato non
appellante.

L’avviso dell’udienza deve essere dato anche al PM ed ai difensori almeno 20 giorni prima.

Il decreto di citazione deve contenere :


a) le generalità dell’imputato con l’indicazione dei difensori
b) indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione
c) data e la sottoscrizione del giudice
d) indicazione del giudice competente
e) Inoltre, quando si procede in camera di consiglio, ne deve essere fatta menzione nella
citazione in quanto tale procedura è caratterizzata da minori garanzie
 Facoltativa presenza delle parti e dei difensori.

112
Se si procede con rito dibattimentale, e l’imputato è detenuto, il presidente deve disporne la
traduzione.

Se si procede in camera di consiglio  la richiesta di presenziare deve essere avanzata


dall’imputato e solo in tale caso deve essere disposta la sua traduzione.

5. RITO CAMERALE.

Il rito camerale si svolge con le forme di cui all’art. 127 cpp:


- non prevede la presenza necessaria del PM e delle parti private
- queste infatti, sono sentite solo se compaiono

La presenza del PM e del difensore è necessaria solo in caso di rinnovo dell’istruzione


dibattimentale.

I casi di celebrazione del rito camerale sono indicati in modo tassativo:


(1) l’appello ha per oggetto doglianze in tema di
- specie o misura di pena
- applicazione di circostanze attenuanti generiche
- sospensione condizionale della pena
- non menzione della condanna
(2) l’impugnazione attiene a determinate statuizioni di natura civile
(3) l’appello attiene a sentenza emessa a seguito di rito abbreviato

La Corte provvede in camera di consiglio anche quando le parti ne fanno richiesta dichiarando di
concordare sull'accoglimento, in tutto o in parte, dei motivi di appello, con rinuncia agli altri
eventuali motivi.

Se i motivi dei quali viene chiesto l'accoglimento comportano una nuova determinazione della
pena:
 il pubblico ministero, l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria
indicano al giudice anche la pena sulla quale sono d'accordo.

Sono esclusi dal concordato sui motivi di appello, i procedimenti specificamente previsti e
richiamati dall’art. 599-bis c.p.p. (delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, 600-bis, 600-
ter, 600-quater, 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale ecc.) nonché quelli
contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza.

Il giudice, se ritiene di non poter accogliere, allo stato, la richiesta, ordina la citazione a comparire
al dibattimento.
 In questo caso la richiesta e la rinuncia perdono effetto, ma possono
essere riproposte nel dibattimento.

6. RITO DIBATTIMENTALE.

La celebrazione dell’appello nell’ordinario dibattimento, ha luogo in tutti i casi in cui non si


applica il rito camerale.

113
In grado di appello si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative al giudizio di primo
grado.

Udienza dibattimentale  inizia con la relazione fatta dal presidente o dal consigliere relatore, in
cui viene illustrato:
 l’iter del processo
 il contenuto della sentenza di primo grado
 motivi di appello.

E’ consentita la lettura degli atti del processo di primo grado.

La rinnovazione dell’istruzione è eccezionale, non essendo prevista come regola, la ripetizione


dell’assunzione delle prove.

Al termine del dibattimento, il PM e i difensori delle parti private, svolgono la discussione e


rassegnano le proprie conclusioni.
Prende la parola per primo il PM e per ultimo il difensore dell’imputato.

Successivamente la Corte si ritira in camera di consiglio per deliberare la sentenza, che viene resa
pubblica attraverso la lettura del dispositivo.

Se le parti richiedono concordemente l'accoglimento, in tutto o in parte, dei motivi di appello a


norma dell'articolo 599-bis c.p.p.:
 il giudice, quando ritiene che la richiesta deve essere accolta, provvede immediatamente;

 altrimenti dispone la prosecuzione del dibattimento.


La richiesta e la rinuncia ai motivi non hanno effetto se il giudice decide in modo difforme
dall'accordo

7. LA RINNOVAZIONE DELL’ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE.

L’istituto della rinnovazione può essere distinto in 5 ipotesi:


(1)
Su istanza di parte , il giudice d’appello ha la facoltà di ammettere la rinnovazione dell’istruzione
se ritiene di non essere in grado di decidere allo stato degli atti.
 deve trattarsi o di prove già acquisite o richieste dalla parte e non ammesse dal
giudice di primo grado.
(2)
Su istanza di parte, il giudice deve disporre la rinnovazione se si tratta di nuove prove
sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado
(3)
D’ufficio , se il giudice ritenga la rinnovazione assolutamente necessaria
(4)
Su istanza dell’imputato contumace, che non ha avuto conoscenza del procedimento di primo
grado. (la l. 67/14 ha tuttavia eliminato l’istituto della contumacia)
(5)
Nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento per motivi
attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice dispone la rinnovazione dell'istruzione
dibattimentale

8. LA DECISIONE IN APPELLO.

114
Il giudice , oltre a decidere la causa nel merito, può dichiarare una nullità o l’incompetenza o
l’inammissibilità ecc…

Il giudice di appello deve trasmettere gli atti


al PM: Deve trasmettere gli atti ad altro giudice :
- dichiarazione di nullità per - dichiarazione di difetto di
incompetenza per territorio o per giurisdizione
materia - dichiarazione di incompetenza per
connessione
Non necessita del rinvio ad altra A.G. :
pronuncia inammissibilità appello

Fuori dai casi previsti dal 604  il giudice di appello decide il giudizio nel merito con sentenza,
confermando o riformando la sentenza appellata.
La conferma  infondatezza appello - la riforma  accoglimento totale o parziale gravame.

Se la sentenza di 1° grado viene confermata  atti trasmessi al giudice 1° grado –


IL PM Promuove esecuzione della sentenza

Quando è stata pronunciata sentenza di condanna per i reati, che nelle more del giudizio, sono stati
depenalizzati per effetto dei D.lgs 15 gennaio 2016 nn. 7 e 8, il giudice dell'impugnazione (dunque
per quanto interessa anche il tribunale monocratico quale giudice d’appello delle sentenze del
Giudice di pace ), nel dichiarare che il fatto non è previsto dalla legge come reato, decide
sull'impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli
interessi civili.

CAPITOLO 41 ➺ IL RICORSO PER CASSAZIONE.


La Corte di Cassazione ha il compito di assicurare l’esatta osservanza e uniforme
interpretazione della legge.
La cognizione della Corte è limitata solo ai vizi di legittimità, contemplati ex artt. 606 e 609 cpp.

La Corte di Cassazione deve limitarsi a controllare la legittimità della pronuncia del giudice a quo,
riguardo gli errori attinenti all’applicazione di diritto sostanziale penale (errores in iudicando) o
di norme di natura processuale (errores in procedendo).

1. PROVVEDIMENTI RICORRIBILI.

Sono ricorribili per cassazione :


- sentenze di appello e quelle di primo grado non appellabili
- sentenza di non luogo a procedere all’esito dell’udienza preliminare
- sentenze predibattimentali
- sentenza di condanna rito abbreviato
- provvedimenti abnormi

115
- decreto di archiviazione emesso senza avviso alla persona offesa che ne aveva fatto
richiesta
- ordinanza di archiviazione
- provvedimenti in tema di libertà personale
- ordinanza di convalida dell’arresto

Decreto penale  ricorribile per cassazione solo da parte del PM.


Secondo la giurisprudenza , l’imputato può solo fare opposizione ex 461

2. CASI DI RICORSO.

Il ricorso è ammesso solo per 5 ordini di motivi, costituenti errores in procedendo o errores in
iudicando.

a) esercizio da parte del giudice, di potestà riservate ad altri poteri


 es. abbia annullato un provvedimento di diritto amministrativo

b) violazione della legge penale


 es. ad un fatto di reato è stata data una qualificazione giuridica diversa
(rapina anziché furto)

c) violazione delle norme processuali penali , se sono a pena di nullità, inutilizzabilità,


inammissibilità o decadenza

d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne abbia fatto richiesta, anche
nel corso dell’istruzione dibattimentale

e) mancanza , contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, desumibile non solo


dal testo del provvedimento, ma anche da altri atti del processo specificamente indicati.

Riguardo la lettera (e) , occorre chiarire:


La Cassazione non può affermare che ad esempio un testimone dica il falso, agirebbe sul merito.
 può invece affermare che le ragioni per cui il giudice di merito ritiene attendibile o meno un
teste, non siano ben esplicitate in sentenza, censurando così un vizio della motivazione.

Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione (Sezione 2 penale, Sentenza 25 luglio 2018, n. 35436),
ha chiarito che la illogicita’ della motivazione, per essere apprezzabile come vizio deducibile nel
ricorso per Cassazione, deve essere evidente, ovvero di spessore tale da risultare percepibile ictu
oculi.

 Il sindacato di legittimita’ della Suprema Corte, infatti, deve essere


limitato a rilievi di macroscopica evidenza.

Sono quindi ininfluenti e irrilevanti, quelle minime incongruenze motivazionali e anche quelle
argomentazioni difensive che, quand’anche non espressamente confutate, siano comunque
logicamente incompatibili con la decisione adottata, purche’ siano spiegate in modo logico ed
adeguato le ragioni del convincimento.

La tassatività dei casi di gravame poc’anzi illustrati, provoca l’inammissibilità di motivi diversi o
sostanzialmente apparenti e manifestamente infondati.

116
3. SOGGETTI RICORRENTI.

Possono proporre ricorso, in ordine all’azione penale :


- Imputato , il suo difensore, il PM, civilmente obbligato per la pena pecuniaria

Con riferimento all’azione civile : Parte civile e responsabile civile.

Imputato e suo difensore possono impugnare qualsiasi tipo di sentenza.


Nei casi di proscioglimento, l’impugnazione deve essere sorretta da uno specifico interesse.

Prima dell’entrata in vigore della Legge n. 103/2017, l’imputato poteva proporre ricorso anche
personalmente. A seguito delle modifiche introdotte dalla riforma Orlando, anche l’imputato, al pari
delle parti, può proporre ricorso per Cassazione solo a mezzo di un difensore, iscritto nell’Albo
speciale della Corte di Cassazione.

Se il giudice di appello pronuncia sentenza di conferma di quella di proscioglimento, il ricorso


per cassazione può essere proposto dal PM, solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del
comma 1 dell'articolo 606.

4. PROCEDIMENTO.

Il presidente della Corte, assegna la trattazione del gravame :


- ad una sezione singola, composta da 5 magistrati, individuata secondo criteri
predeterminati
- oppure alle sezioni unite , composte da 9 magistrati.
A. Queste ultime sono investite del gravame solo se le questioni proposte sono di
speciale rilevanza o se tra le singole sezioni vi è contrasto di giurisprudenza.

Ammessa la riunione e la separazione.

Il procedimento in Cassazione può svolgersi secondo 3 diverse modalità:

(-) procedimento in camera di consiglio non partecipato


L’organo giudicante decide de plano, senza la presenza delle parti.
Tale modalità di rito è adottata per l’impugnazione dei provvedimenti non emessi in
dibattimento.

(-) procedimento in camera di consiglio partecipato


L’udienza si svolge secondo le modalità previste dal 127 cpp. Le parti sono sentite solo se
compaiono.

(-) procedimento in pubblica udienza  avverso le sentenze emesse in dibattimento o nel


giudizio abbreviato.
 Le parti compaiono a mezzo dei loro difensori , ma presenza non obbligatoria.

Adempimenti procedurali del giudizio di cassazione :


(+) avviso ai difensori data udienza e tipo di rito
(+) diritto di presentare motivi aggiunti, in numero di copie sufficienti per tutte le altre parti
(+) diritto di presentare memorie scritte
(+) diritto di nominare un difensore d’ufficio per l’imputato

117
5. SENTENZA.

Al secondo del suo contenuto può essere di :


- inammissibilità
- rigetto
- rettificazione di errori
- annullamento con o senza rinvio

6. INAMMISSIBILITA’.

È una sanzione processuale, conseguente al mancato rispetto di norme di rito ovvero,


all’inesistenza dei presupposti per impugnare.
Ipotesi dell’impugnazioni sono tassative, le più frequenti sono :
- decadenza del termine per impugnare
- difetto di legittimazione ad impugnare
- rinuncia al ricorso
- manifesta infondatezza dei motivi di ricorso ovvero la loro genericità
- presentazione di motivi in fatto e non in diritto
- ricorso che si limita a ripetere quanto già chiesto in appello (Cass.Pen 5 dicembre 2018, n.
54223)

Se il presidente della corte rileva tale vizio, assegna il ricorso ad un’apposita sezione (la settima),
che decide la questione in camera di consiglio.

7. RIGETTO DEL RICORSO.

Il ricorso è rigettato se è infondato. Cioè i motivi di gravame evidenziati non sono fondati.
Il rigetto del ricorso , comporta per la parte privata (mai per il PM), l’onere del pagamento delle
ulteriori spese processuali.
Inoltre, è prevista l’irrogazione di una sanzione pecuniaria, obbligatoria nel caso di
inammissibilità del ricorso, facoltativa nel caso di rigetto.

8. RETTIFICAZIONI DI ERRORI DELLA SENTENZA IMPUGNATA.

L’ipotesi di rettificazione di errori contenuti nella decisione oggetto di ricorso, costituisce un


tertium genus, intermedio tra gli estremi di rigetto e dell’annullamento.
Ratio  scongiurare l’annullamento della decisione.

Si può ricorrere a rettificazioni di errori, quando la Corte possa ovviare ad errori di diritto,
insufficienze motivazionali o cadute di attenzione da parte del giudice a quo,  lasciando
inalterato l’essenziale del contesto decisorio assunto con la sentenza esaminata.

La decisione va rettificata immediatamente, tuttavia se sono necessari ulteriori accertamenti, la


sentenza va rettificata dal giudice di rinvio.

9. ANNULLAMENTO SENZA RINVIO.

Consiste nella cassazione della sentenza, nella sua interezza o in talune parti (annullamento totale
o parziale), con definizione del processo, salva l’eventualità di taluni adempimenti.

118
Si ha annullamento senza rinvio nei seguenti casi tassativi:
1. il reato è estinto o il fatto non è previsto come reato
2. vi è improcedibilità dell’azione penale
3. giudice ordinario difetta di giurisdizione o è incorso ad errore di persona
sull’imputato
4. se vi è ingiustizia della sentenza, con altra precedente per lo stesso fatto.
5. se la corte ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti
di fatto, o di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito o
di adottare i provvedimenti necessari, e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il
rinvio

10. ANNULLAMENTO CON RINVIO.

È un’ipotesi residuale. Infatti , essa va adottata quando non si verificano l’inammissibilità, la


rettificazione diretta di errori di diritto e l’annullamento senza rinvio.

A titolo esemplificativo, sono casi di annullamento con rinvio :


 cassazione della sentenza impugnata per difetto di motivazione
 il riconoscimento di una nullità assoluta che determini il regresso del processo al giudice
presso cui si è verificata la nullità

In caso di annullamento parziale, è previsto che la Corte di Cassazione dichiari quali parti della
decisione sono diventate irrevocabili.

Il codice prevede che la Corte, deve dichiarare la cessazione dell’efficacia di una misura
cautelare in caso di annullamento della sentenza di appello.

Per quanto concerne il giudizio di rinvio, vanno analizzati due profili :


(1) Individuazione del giudice cui va rimesso il giudizio di rinvio.
Competente è il GIP – GUP – Giudice dibattimentale di primo o di secondo grado, ma mai lo
stesso giudice persona fisica.

(2) il procedimento in sede di rinvio


In tale procedimento di rinvio , non possono più rilevarsi nullità, anche assolute, verificatesi nei
giudizi precedenti  in quanto la sentenza della Cassazione copre il dedotto e il mero deducibile.
- le questioni di diritto, risolte dalla Corte, costituiscono principi vincolanti per le parti e per il
giudice.
A. Se il giudice non si adegua, la decisione del giudice di rinvio diventa impugnabile.

La pronuncia del giudice di rinvio è assoggettabile ad appello e ricorso per cassazione, sempre con
la preclusione dell’eventuale giudicato parziale formatosi e del c.d. principio di diritto affermato
dalla Cassazione.

11. RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE MATERIALE O DI FATTO.

LA sentenza pronunciata dalla Corte non è impugnabile.


Tuttavia , una legge di riforma al codice , ha previsto la possibilità che consente alla Corte, su
ricorso del procuratore generale o del condannato, di correggere errori materiali o di fatto
contenuti in suoi provvedimenti.

L’errore di fatto deve consistere in una vera e propria svista materiale.

119
Il ricorso deve essere proposto entro 180 giorni dal deposito dalla sentenza e non sospende la sua
efficacia esecutiva.

L'errore di fatto può essere rilevato dalla corte di cassazione, d'ufficio, entro 90 giorni dalla
deliberazione.

CAPITOLO 42 ➺ LA REVISIONE.
- Mezzo straordinario di impugnazione
- È idoneo a travolgere il giudicato.
- È esperibile senza limiti di tempo

Assoggettabili a revisione sono soltanto le pronunce irrevocabili di condanna, anche se di


patteggiamento.
La revisione della sentenza è ammessa nei casi previsti dall’art. 630 e nelle ipotesi di “nuove
prove”, che, da sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che l’imputato avrebbe dovuto essere
prosciolto ex artt. 529-530-531 (art. 630 lett. c).

Ex 630 la revisione è ammessa :


1) alla inconciliabilità dei fatti posti a suo fondamento con quelli di
altra sentenza irrevocabile
2) sopravvenuta revoca della sentenza pregiudiziale
 es. revoca sentenza di fallimento, cui è seguita la condanna per bancarotta
3) falsità in atto in giudizio che hanno determinato la condanna
4) sopravvenute prove di innocenza

La corte costituzionale con sentenza del 2011 ha introdotto un 5° caso di revisione , e cioè quando
sia necessario conformarsi ad una sentenza definitiva della Corte europea dei diritti
dell’uomo.

Possono proporre la revisione:


- il condannato
- il procuratore generale presso la corte d’appello

CAPITOLO 43 ➺ LA RESCISSIONE DEL GIUDICATO.

La rescissione del giudicato è stato definito dalle SS.UU. un mezzo straordinario di impugnazione,
mediante il quale la Corte di Cassazione è chiamata a:
a) revocare una sentenza di condanna (per i decreti penali continua ad operare l'art. 175,
comma 2) o
b) di proscioglimento che ha applicato una misura di sicurezza
qualora si sia proceduto in assenza dell'imputato incolpevolmente ignaro della celebrazione del
processo a suo carico.

La L. 103/17, abrogando la vecchia disciplina prevista dall’art. 625-ter c.p.p., ha previsto all’art.
629-bis modalità e requisiti per avere accesso a questo mezzo di impugnazione.

Così, il condannato o il sottoposto a misura di sicurezza con sentenza passata in giudicato, nei cui
confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo, può ottenere la rescissione
120
del giudicato  qualora provi che l'assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata
conoscenza della celebrazione del processo.

La richiesta è presentata alla corte di appello nel cui distretto ha sede il giudice che ha emesso il
provvedimento, a pena di inammissibilità, personalmente dall'interessato o da un difensore munito
di procura speciale autenticata nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3, entro trenta giorni
dal momento dell'avvenuta conoscenza del procedimento.

La corte di appello provvede ai sensi dell'articolo 127 e, se accoglie la richiesta, revoca la sentenza
e dispone la trasmissione degli atti al giudice di primo grado.

CAPITOLO 44 ➺ ERRORE GIUDIZIARIO – RESPONSABILITA’


MAGISTRATI.

La norma sulla responsabilità civile dei magistrati, contempla il diritto al risarcimento dei danni
e non il diritto ad un’equa riparazione pecuniaria.

Tale riparazione è prevista invece, per la custodia cautelare illegittima o ingiusta e per l’errore
giudiziario con o senza carcerazione.

La responsabilità è configurabile solo in presenza di dolo o colpa grave.

Il diritto alla riparazione , invece, prescinde dall’elemento psicologico.

In tutte le ipotesi, l’interessato può conseguire una somma di danaro, o una rendita vitalizia.

CAPITOLO 45 ➺ L’ESECUZIONE PENALE.

1. GIUDICATO.

Giudicato formale  esprime l’immutabilità della sentenza.


o Dunque  sono irrevocabili le sentenze ed i decreti penali contro i quali non è più
ammessa impugnazione

Giudicato sostanziale  esprime l’autorità e la vincolatività della sentenza in ambito penale ed


extrapenale.

La stabilità del giudicato è garantita dalla regola che l’imputato, condannato o prosciolto, non può
essere sottoposto ad un nuovo procedimento per lo stesso fatto. Ne bis in idem.

Le sentenze di condanna irrevocabile , vanno annotate per opportuna conoscenza nel Casellario
Giudiziale.

2. EFFICACIA DEL GIUDICATO PENALE IN ALTRI GIUDIZI.

Nel nostro sistema, la pregiudizialità del giudicato penale nel separato giudizio civile, dipende dalla
tempestività o meno con cui sia stata esercitata l’azione civile :
 se l’azione civile è stata esercitata in modo tempestivo e cioè prima che nel processo
penale si sia giunti a sentenza di primo grado  la sentenza di assoluzione in sede penale
non pregiudica la causa civile

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 se l’azione civile è stata esercitata in modo intempestivo  il processo civile deve essere
sospeso fino a che la sentenza penale non diventi irrevocabile.

La sentenza irrevocabile di condanna ha efficacia di giudicato nei giudizi civili e


amministrativi, promossi contro sia contro l’imputato che contro il responsabile civile, se citato o
intervenuto.

3. IL PROCEDIMENTO DEL GIUDICE DELL’ESECUZIONE.

Il PM, l’interessato o il suo difensore, possono proporre ex art. 666 cpp, l’incidente di
esecuzione, per risolvere le questioni attinenti alla esecuzione disciplinate negli articoli 667-676..
Ed in particolare per :
- l’accertamento della identità fisica del detenuto
- correzione grafica delle generalità dell’imputato condannato
- applicazione dell’amnistia o indulto
- applicazione di una nuova legge
- inesistenza o non esecutività del presunto titolo esecutivo.

4. IL PROCEDIMENTO DELLA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA.

La magistratura di sorveglianza si articola in :


- un organo monocratico (magistrato di sorveglianza)
- ed in un organo collegiale (tribunale di sorveglianza)
a volte si pongono entrambi come giudici di primo grado, o come giudici rispettivamente di primo o
di secondo grado.

E’ quel magistrato che si occupa della sorveglianza e dell’esecuzione della pena.

CAPITOLO 46 ➺ RAPPORTI GIURISDIZIONALI INTERNAZIONALI.

I Rapporti giurisdizionali con le autorità straniere sono disciplinati :


 dalle norme della convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia, firmata a
Strasburgo nel 1959,
 dalle altre norme delle convenzioni internazionali in vigore per lo Stato
 Dalle norme di diritto internazionale

Se tali norme mancano, o dispongono diversamente, si applicano le norme del libro 11 del codice
di procedura penale.

Quindi , il codice , ha ribadito la prevalenza delle convenzioni internazionali sulla disciplina


interna.

Rogatoria  è la richiesta verso un’autorità giudiziaria straniera o che proviene da un’autorità


straniera, di compiere un atto processuale (es. assumere un mezzo di prova- notifica )

Il riconoscimento in Italia delle sentenze penali straniere, può avvenire :


- per taluni effetti penali (recidiva – pene accessorie – misure di sicurezza)
- per l’esecuzione della pena principale
- anche per gli effetti civili.

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Legittimazione a promuovere il riconoscimento spetta al procuratore generale presso la Corte
d’appello.

Per gli effetti civili al privato interessato.

Decide la corte d’appello.

E’ ammesso ricorso per cassazione.

Esecuzione penale all’estero  è ricercata solo se non si ottiene o se non è possibile


l’esecuzione in Italia, tramite estradizione.

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