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Wenceslau de Moraes nacque a Lisbona nel Nel descrivere la tradizione relativa al tè e il simbolismo che

Wenceslau de Moraes
1854. Concluse la Scuola Navale nel 1875 e,
l’anno successivo, si imbarcò per il Mozambi-
essa racchiude, Wenceslau de Moraes riflette su alcuni ele-
menti essenziali della cultura e della società giapponese che
Il culto del te `
co in qualità di ufficiale della marina milita- si conservano ancora agli albori del xx secolo. Il culto del tè
re, effettuando varie missioni come capitano
ci permette così di osservare vari aspetti della quotidiani-
di fregata anche a Timor Est e in Cina. Nel
1889 visita per la prima volta il Giappone, tà, gesti e abitudini ancestrali che l’autore descrive con lo Urogallo
paese dal quale rimane fatalmente affascina- sguardo di un appassionato, ma mantenendo sempre la co-
to e dove si trasferirà alcuni anni dopo, per stante intenzione di comporre una cronaca oggettiva della
ricoprire la carica di console. Tra il 1895 e terra di Nippon.
il 1897 pubblica i suoi primi libri, Traços do

Wenceslau de Moraes - Il culto del te


Extremo Oriente e Dai-Nippon, cui seguiran- «Nella fioca luce di quella casa placida, ampia e silen-
no O Culto do Chá e Paisagens da China e do
ziosa come un tempio, si scorgeva in lontananza il volto
Japão, mentre continua la collaborazione a
distanza con giornali e riviste portoghesi. Nei di una donna inginocchiata e avvolta in delle magnifi-
primi anni giapponesi, si dedica alla stesura che vesti di seta. Come per un’attrazione ipnotica, le
di Cartas do Japão, e, dopo essersi stabilito a attenzioni si concentravano specialmente sulle sue fi-
Tokushima, pubblica alcune delle sue prin- nissime mani bianche come l’avorio: con degli strani
cipali opere: O “Bon-Odori” em Tokushima, utensili, sembrava preparare non so quale filtro magico,
Ó-Yoné e Ko-Haru, la raccolta di articoli Os
e le sue mani avevano una gestualità ieratica da mistica
Serões no Japão e Relance da Alma Japoneza.
Alla sua scomparsa, avvenuta nel 1929 a To- officiante di una religione sconosciuta. Infine, quan-
kushima, Moraes ricevette il nome postumo do fui invitato a partecipare al sacrificio, accettai la
con cui ancora oggi è conosciuto e celebrato: tazza di tè che mi veniva offerta e la portai commosso
«L’uomo che, attraverso i libri, aprì agli stra- alle labbra, con improvvisi scrupoli da apostata mal-
nieri le finestre del Giappone». fermo». `

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