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Teolinda Gersão (1940) è una delle scrit- «Avete sentito di Tânia. L’hanno trovata morta». Queste quattordici “storie di vedere e
trici portoghesi più note della sua genera- Uscimmo subito e, sospirando di sollievo, andammo a casa. Domani camminare” (così gli arabi designavano le
zione. Oltre che in Germania, ha vissuto sapranno che siamo state noi. Anche oggi, forse. Ci sono la giacca e lo narrazioni di viaggio) ci sorprendono e ci
anche in Brasile, a San Paolo e in Mozam- zaino. Basta che seguano la pista e ci scopriranno. Teolinda Gersão portano per mondi e luoghi che ricono-

Big Brother isn’t


bico, nella capitale Maputo. Ha ricevuto il Ma potevano pure venire, eravamo preparate. Eravamo dimagrite, sciamo (o meno), per sentimenti, per le

e altre storie
Grande Prémio de Romance e Novela da avevamo comprato dei vestiti nuovi, cambiato il colore del rossetto e parole, e ci seducono.

watching you
Associação Portuguesa de Escritores per scelto un altro ombretto per gli occhi, che non avremmo dimenticato di

Teolinda Gersão – Big Brother isn’t watching you


il romanzo A Casa da Cabeça de Cavalo aprire il più possibile, sotto la luce dei flash. «Il suo ultimo libro è un bell’esempio di
nel 1995 e, tra gli altri, il Grande Prém- quest’arte (del racconto breve), breve e
io de Conto Camilo Castelo Branco per [dal racconto Big Brother isn’t watching you] condensata. Non è facile citare un solo
Big Brother isn’t Wathcing You e altre storie racconto di questa raccolta, ma ce n’è uno
(titolo originale: Histórias de Ver e Andar), – Big Brother Isn’t Watching You – che è
nel 2002. È tradotta in inglese, tedesco, indimenticabile poiché porta alle estreme
francese, ceco, arabo, romeno e croato, ed conseguenze l’assurdità che presiede al
è pubblicata in Brasile e negli Stati Uni- mondo mediatico, creando una situazione
ti, dove alcuni dei suoi racconti sono dei nella quale si colgono delle eco di un fiml
best-seller e si sono guadagnati adatta- di Hitchcock, ma con una dimensione pa-
menti teatrali e radiofonici. tetica che il film ignora e si apre alla com-
pensazione di quello che Hannah Arendt
definì come “la banalità del male”».

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Urogallo
ISBN/EAN

9 788897 365150