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hans holbein il giovane

Mauro Zanchi

SOMMARIO
Realismo analitico
fra natura e idea 4
Figure dell’animo.
Opere dal 1516 al 1533 10
Inversione del tempo.
L’enigma dipinto 32
Esattezza dello sguardo. Ritratti
dell’ultimo periodo (1533-1543)
38
Cronologia 48
Bibliografia 50

Nella pagina a fianco: In copertina: Qui sopra:


Ritratto Ritratto Allegoria dell’Antico
di Enrico VIII di Tommaso Moro e del Nuovo
(1539-1540), (1527), testamento
particolare; particolare; (1530-1535 circa);
Roma, New York, Edimburgo,
palazzo Barberini, Frick Collection. National Gallery
Galleria nazionale of Scotland.
di arte antica.
REALISMO ANALITICO
FRA NATURA E IDEA

Nella pagina a fianco: Non figure ideali


Ritratto
di Margaret Elyot ma ritratti, con
(1532-1533 circa);
Londra, un’attenzione rigorosa
Royal Collection.
per la semplice
complessità del reale.
Con un distacco
sensibile, necessario
per guardare
con più lucidità,
con la prospettiva
di raggiungere
l’esattezza di un
realismo analitico.
Questo assunto pare essere messo in atto da Ritratto del poeta
Hans Holbein il Giovane (1497/1498-1543) Thomas Wyatt
fin dagli esordi della sua ricerca artistica, (1537 circa);
sempre a debita distanza da ogni sorta di Windsor,
idealizzazione. Almeno così sembra, anche Windsor Castle,
se in verità i capolavori dell’umanesimo Royal Collection.
cinquecentesco non sono inquadrabili
in definizioni lapidarie e stanno spesso
sul limitare tra realismo e astrazione, fra
evocazione simbolica e verismo oggetti-
5
do (e dei leonardeschi visti nelle terre del
ducato di Milano), di Mantegna, di Lotto,
di Tiziano, di Moretto e Savoldo(1). Giunge
così a un’interessante sintesi tra la monu-
mentalità classica, aggiornata sulle più
recenti novità dell’arte italiana, e la ricerca
analitica del dettaglio, alla maniera ossessi-
va dell’intenso realismo “nordico”. La luce
che illumina i personaggi dei suoi quadri
è equilibrata, efficace, come gli scritti di
Erasmo da Rotterdam. Via via affina la
sua ricerca, concentrandosi sulla produ-
zione ritrattistica. Continua ulteriormente
l’analisi estremamente realistica indicata
dai suoi grandi predecessori(2). Il pittore di
Augusta eredita da Dürer il fuoco di una
ricerca che desidera fortemente eguagliare
la semplicità della natura. Holbein cerca di
far progredire ancora di più l’indagine in-
trapresa dal grande artista di Norimberga
nel periodo che va dal 1511 al 1528 (anno
della sua morte), quando dipinge e disegna
prevalentemente ritratti o quadri devozio-
nali, che hanno però impianto ritrattisti-
co(3), analizzando in profondità le varie
sfumature dei caratteri umani. Dal punto
di vista biografico Holbein rappresenta
un caso misterioso nella storia dell’arte.
Non sono pervenute sue lettere, appunti,
poesie, autobiografia o altro, ma solo date
in documenti ufficiali. Quindi le sue opere
sono imprescindibili anche per cercare di
comprendere chi fosse l’uomo Holbein.
Gli autoritratti certi celano qualcosa della
sua personalità, lasciano trasparire una
distanza, uno sguardo che non vuole mo-
strare la sua vera anima. E la sua anima ha
frequentato il mondo letterario dell’uma-
Ritratto vo, fra idea e natura. Il suo stile è presto nesimo tedesco e inglese, ha avuto amici e
di William Reskimer originale e riconoscibile. Evolve in una ammiratori eccellenti: Erasmo da Rotter-
(1532-1533 circa); sorprendente progressione, partendo dai dam, Tommaso Moro e Johannes Froben.
Londra, risultati appresi a bottega dal padre Hans Negli autoritratti, Dürer si presenta come
Royal Collection. il Vecchio. Guarda attentamente i capo- uomo di cultura, orgogliosamente fiero
lavori dei maestri del passato, tenendosi del suo ruolo intellettuale, tipico dell’Ita-
continuamente aggiornato sulle novità lia rinascimentale più che dell’ambiente
dei suoi contemporanei. Attinge dalla tra- tedesco, alludendo alla figura dell’artista
dizione tardogotica nordeuropea, aven- come immagine della persona che ha in
do in mente i vertici formali ottenuti dai sé le facoltà creative di origine divina, poi-
primitivi fiamminghi e dai tedeschi della ché l’uomo è stato creato a immagine di
generazione precedente (soprattutto da Dio(4); mentre Holbein – nell’autoritratto
Grünewald e Dürer). Innesta nella sua ri- eseguito nel 1542-1543, pochi mesi prima
cerca i risultati del Rinascimento italiano, di morire – rappresenta se stesso come
in particolare lombardo-veneto, e certe esemplare della superfluità, come un uomo
soluzioni di Jean Clouet e la sua scuola. dagli occhi disincantati, non più vivificati
Le pose dei personaggi, gli atteggiamenti e dagli entusiasmi neoplatonici, lucido osser-
i volti, la tipologia della rappresentazione vatore delle contraddizioni del suo tempo.
sono debitori delle esperienze di Leonar- Testimonia la disillusione di un individuo
6
Albrecht Dürer,
Ritratto
di Barbara Dürer
(1514).
Berlino,
Staatliche Museen,
Kupferstichkabinett.

che è venuto a patti col potere, il disagio può essere espressa solamente dai tratti
morale e intellettuale di chi ha assistito alle fisiognomici. Nell’ultimo periodo della
trame e alle macchinazioni politiche che sua vita, sacrifica le costruzioni allegori-
avvenivano nella corte inglese, alle impie- che – alluse da oggetti, animali, immagini
tose decapitazioni di chi andava contro il architettoniche, citazioni, parti tratte dal
volere del re. Per quanto riguarda i ritratti, repertorio figurativo antico – e gli elementi
lo sguardo di Holbein è quasi uno studio non essenziali, per concentrare l’attenzione
al microscopio della realtà. Ma al con- sui dati espressivi dell’individuo e sui puri
tempo sembra rimarcare una distanza dal valori pittorici.
mondo. Indaga i volti delle persone come In questi ritratti strettamente aderenti
attraverso un’analisi scientifica, addentran- al naturalismo, l’artista cerca di liberare
dosi anche nella psicologia dell’individuo. il suo linguaggio dalla sottomissione al
Rifacendosi alla tradizione umanistica, contesto al quale crede o dichiara di appar-
nei ritratti dove compaiono dettagli sim- tenere. È qui che cerca di rendere visibile
bolici Holbein suggerisce i motivi della il confine invalicabile che sta tra l’arte e il
malinconia, della fede, degli intenti morali, reale, di tradurre in termini figurativi gli
degli interessi culturali, delle aspirazioni ideali antiutopici del suo tempo, in una
delle persone ritratte, evoca la sfera più maniera per niente meccanica e al di là di
sottile dei pensieri e dei sogni, che non ogni sorta di idealizzazione. Come se ogni
7
do e con la mano, nel contatto diretto,
personale, con il soggetto dell’opera. La
tecnica per i disegni si avvale dell’utilizzo
di pastelli, di acquerelli e di inchiostro. I
suoi disegni sono così efficaci che paiono
opere a sé stanti, e non rappresentano solo
una fase di passaggio indispensabile per
realizzare un ritratto con la pittura in un
secondo momento(5). La sua abilità di fer-
mare in poco tempo sulla carta un volto
in maniera “fotografica”(6) è strabiliante:
«Sappiamo che ad Holbein una seduta di
tre ore era sufficiente per realizzare una
somiglianza “davvero perfetta”: questo,
infatti, fu il lasso di tempo concessogli
nel 1538, quando si recò a Bruxelles nella
cerchia di Sir Philip Hoby per dipingere
la futura sposa di Enrico VIII, Cristina di
Danimarca, duchessa di Milano»(7). Qual-
che studioso ha lasciato intendere che per
fissare le caratteristiche principali dei linea-
menti di un aristocratico – che per impe-
gni politici o per affari non poteva posare
per lunghe sedute – Holbein utilizzasse
un espediente meccanico o una camera
ottica. Ma per un grande artista, allenato
alla pratica quotidiana del disegno, ba-
stava la sola abilità tecnica manuale e la
sensibilità del suo sguardo per fermare
sulla carta, in modo esatto e veritiero, i
tratti somatici di una persona. Il passaggio
dal disegno al dipinto avveniva secondo
la tecnica tradizionale ereditata da Van
Eyck. Il disegno veniva riportato sulla ta-
vola a penna e acquerello, a monocromo,
Autoritratto dipinto fosse inteso come un’esperienza utilizzando anche strumenti geometrici.
(1542-1543); fondata su criteri di rigorosa indagine, Poi il pittore di Augusta cominciava a co-
Firenze, molto aderente alla realtà, così fedele da struire il dipinto, dai tratti d’insieme alla
Uffizi. mostrare anche i difetti e le imperfezioni minuzia dei particolari, velatura sopra
delle persone ritratte, coerentemente in velatura, dall’attenzione fisiognomica (che
linea con i migliori ritratti “non bugiar- non tralasciava i difetti come la ferita sul
di” e palpitatanti dei grandi che l’hanno collo di Sir Richard Southwell o la cecità
preceduto. Nessuno parte mai dal nulla, dell’occhio destro del conte di Bedford) alla
ma si appoggia a un sostrato culturale descrizione maniacale degli abiti – dove
in evoluzione. Holbein si misura con le riporta anche tutti i punti delle cuciture –,
progressioni e le conquiste formali e con- dei gioielli e delle acconciature delle dame.
cettuali dei suoi contemporanei, aperto I disegni di Windsor rappresentano la più
a ogni innovazione e stimolo provenienti eloquente testimonianza della sua abilità
dalle arti visive o dal mondo letterario, ritrattistica, oltre a costituire un archi-
assimilando gli aspetti più interessanti vio importante, visto il numero cospicuo
senza cadere nell’arida imitazione dei ma- dei soggetti ritratti che frequentavano la
estri ammirati. corte di Enrico VIII, per dare volti certi a
Seguendo una pratica comune tra gli nomi della storia. I ritratti sono straordi-
artisti nordici rinascimentali – dai pittori nariamente riusciti al punto che sembrano
fiamminghi a Cranach, a Dürer, a Jean “parlanti”(8). Con un’eccezionale chiarezza,
Clouet – Holbein parte sempre dal disegno, l’artista riesce a cogliere e fermare sulla
per un primo avvicinamento con lo sguar- carta la malinconia, la trasparenza interio-
8
re, l’irrequietezza spirituale, l’eccitabilità,
l’avvilimento, il decoro, la disperazione,
l’ipocrisia, la presunzione, la nobiltà d’a-
nimo, e, nei casi più riusciti, anche quel
qualcosa che rimane inaccessibile, l’io più
segreto dietro il sipario di un paio d’oc-
chi e di un atteggiamento. Con la giusta
distanza dell’obiettività e dell’acuta pene-
trazione psicologica, Holbein mostra, nelle
innumerevoli possibilità dei ritratti, i dieci
caratteri(9), che secondo Musil formano
ogni individuo, lasciando intuire persino
quella che lo scrittore austriaco definisce
«la fantasia degli spazi non riempiti».

(1) Mi riferisco alla qualità pittorica della Figura di apo-


stolo o di profeta (1521-1527 circa), di collezione privata,
dove il personaggio ritratto è reso con una morbidezza dei
passaggi chiaroscurali, con lo sguardo severo, con una
notevole presa psicologica sullo spettatore, con la mano
sinistra che sembra oltrepassare il limite bidimensionale
della tavola.
(2) I capolavori nordici di estremo naturalismo che prece-
dono i risultati formali di Holbein sono il Ritratto d’uomo
realizzato da Robert Campin tra il 1425 e il 1430, ora alla
National Gallery di Londra, il Ritratto del cardinale Nic-
colò Albergati, dipinto da Jan van Eyck attorno al 1431,
e il Ritratto del buffone Gonella (1446-1448 circa) di
Jean Fouquet, entrambi conservati nel Kunsthistorisches
Museum di Vienna.
(3) Per esempio si vedano: Ritratto di Barbara Dürer,
un disegno della madre eseguito nel 1514, Ritratto di un
vecchio di novantatre anni (1521), disegno realizzato
durante il suo soggiorno nei Paesi Bassi, poi utilizzato Albrecht Dürer,
come modello per il dipinto San Girolamo (1521), ora al Autoritratto
Museu Nacional de Arte Antiga a Lisbona; l’incisione su
rame con l’effigie di Erasmo da Rotterdam (1526), tratta con pelliccia (1500);
da un disegno realizzato a Bruxelles nel 1520. Del resto Monaco,
la sapiente indagine delle sottigliezze celate nei volti delle
persone è sempre stata una caratteristica düreriana, basti Alte Pinakothek.
vedere il Ritratto di Albrecht Dürer il Vecchio (1490), ora
negli Uffizi di Firenze, il Ritratto di giovane dama (1508)
del Kunsthistorisches Museum di Vienna, e l’Autoritratto
con pelliccia (1500), ora nell’Alte Pinakothek di Monaco.
(4) Nell’Autoritratto con pelliccia l’artista dipinge
un’iscrizione in latino, ponendo l’attenzione sulle capacità
creative dell’uomo secondo la visione neoplatonica degli
ambienti ficiniani: «Io Albrecht Dürer di Norimberga,
all’età di 28 anni, con colori eterni ho creato me stesso
a mia immagine».
(5) Il disegno per il ritratto della famiglia di Tommaso
Moro ha la puntinatura.
(6) “Fotografica” nel senso di una maniera molto ade-
rente al vero.
(7) R. Strong, Holbein, Milano 1980, p. 8.
(8) Termine utilizzato da Nicholas Wotton, quando co-
munica a Enrico VIII che i ritratti delle sorelle Anna e
Amalia di Cleve sono stati perfettamente realizzati da
Holbein, nel luglio 1539.
(9) In L’uomo senza qualità, Musil individua nell’uomo
nove caratteri, impressionabili e modificabili dall’ambien-
te circostante, che riempiono ogni persona (professionale,
nazionale, statale, di classe, geografico, sessuale, conscio,
inconscio, privato), e un decimo carattere che è una sorta
di svuotamento dell’io, che defluisce dalla coscienza.

9
FIGURE DELL’ANIMO.
OPERE DAL 1516 AL 1533

Nella pagina a fianco: Agli esordi del XVI


Dittico
dei coniugi Meyer. secolo, la fisiognomica
Il borgomastro Jacob
Meyer zum Hasen introspettiva
(1516);
Basilea, di Leonardo influenza
Öffentliche
Kunstsammlung. quasi tutti i grandi
pittori del tempo,
specialmente
Giorgione, Lotto,
Tiziano. Il ritratto
pittorico si affina
sempre di più,
addentrandosi alla scoperta dei misteri Ritratto di Jakob
dell’anima, nella ricerca di un mondo in- Meyer zum Hasen
teriore, per comprendere meglio i moti e le (1526 circa);
forze che si muovono nell’uomo: «Farai le Basilea,
figure in tale atto, il quale sia sufficiente a Öffentliche
dimostrare quello che la figura ha nell’ani- Kunstsammlung,
mo; altrimenti la tua arte non sarà lauda- Kupferstichkabinett.
bile»(10). Attraverso il disegno e la pittura,
intesi come le più alte forme di conoscen-
za, Leonardo cerca di ottenere un’efficace
rappresentazione delle emozioni umane.
Indaga le corrispondenze fra i tratti fissi e
quelli mobili del viso, gli impulsi interiori
che determinano le mutazioni di espressio-
ni sui volti e diverse gestualità del corpo:
cerca di rendere visibili i “moti dell’ani-
mo”, ciò che affiora dalle zone inesplorate
dell’interiorità pensante. Holbein ammira
Leonardo(11), la sua indagine sistematica
della morfologia dei volti e della fisionomia
11
Ritratto di Dorothea
Kannengiesser
(1526 circa);
Basilea,
Öffentliche
Kunstsammlung,
Kupferstichkabinett.

Nella pagina a fianco:


Dittico
dei coniugi Meyer.
Dorothea
Kannengiesser
(1516);
Basilea,
Öffentliche
Kunstsammlung.

umana, ma, per cogliere gli aspetti della oggettivi annotati sezionando cadaveri,
forza spirituale infusa nei corpi, che causa studiando l’anatomia), Holbein risponde
i moti degli sguardi, si affida alla distanza con un’arte altrettanto esatta e funziona-
della lente, alla proiezione oggettiva dello le, quella dello sguardo e della memoria
specchio scientifico. A Leonardo, che è fotografica, accompagnata da un distacco
riuscito a esprimere con la pittura come i necessario per esprimere con oggettività. E
moti dell’animo muovono la vita dei corpi non ha bisogno delle suggestioni neoplato-
(grazie anche a una conoscenza acquisita, niche per fissare, sulla carta e sulle tavole,
di prima mano, dopo innumerevoli dati l’aspetto visibile dell’anima, declinato in
12
13
di un individuo, o meglio, di un essere
pensante inserito dentro lo scorrere del
tempo, nella quarta dimensione, attraverso
uno scatto, al contempo fermo e mobile,
evocativo e descrittivo. Una via analitica
all’espressione, come strumento creativo
rinascimentale, per esplorare l’ineffabile
contenuto nell’uomo, le sue passioni, il
suo ruolo nella società. Le persone ritrat-
te da Holbein formano un campionario
di fattezze, utile per comprendere come
l’uomo del Cinquecento esprime il proprio
modo di essere. I primi ritratti autografi,
datati 1516, sono quelli di Jakob Meyer
e di Dorothea Kannengiesser, esponenti
dell’aristocrazia di Basilea. Il borgomastro
tiene in mano una moneta. Probabilmente
è un rimando al diritto di coniare monete
d’oro, conferito alla città elvetica dall’im-
peratore Massimiliano, il 10 gennaio 1516.
L’individuo diventa soggetto di studio, vie-
ne esplorato come un nuovo continente,
per giungere all’introspezione attraverso i
segni della vita e dello scorrere del tempo
sul volto. Si dà importanza, per compren-
dere i misteri dell’anima, anche agli aspetti
più superficiali: come lineamenti, forme
ed espressioni del volto, gesti, posture,
presenza di oggetti. Il valore aggiunto in
un’opera è dato dai dettagli, utili per sug-
gerire e lasciare intravedere un significato
più sottile, il non detto dell’esistenza. Nel
Ritratto di Benedikt von Hertenstein, sulla
parete in ombra, si legge l’iscrizione con la
data: «DA. ICH. HET. DIE. GESTALT. WAS.
ICH. 22. JAR. ALT. 1517. H.H. PINGEBAT»
Ritratto di Benedikt innumerevoli varianti nei tratti somatici (“Allorché ho avuto questo aspetto, ero
von Hertenstein degli individui fatti a immagine di Dio. in età di 22 anni […]”). Il fregio che si
(1517); Perché prima ancora delle certezze dei vede alle sue spalle è ripreso dai Trionfi
New York, trattati di fisiognomica rinascimentali, che di Mantegna. Holbein lascia intuire allo
Metropolitan Museum. hanno indagato l’anima individuale nelle spettatore il sottile confine che sta tra i
varie manifestazioni di corpi individua- sogni di gloria giovanili e la zona d’ombra
li, già san Tommaso aveva riconosciuto nella vita. Il dipinto è realizzato su carta,
nell’anima il “principium individuationis”, poi applicata su tavola. Il personaggio è
ovvero il principio che rende l’individuo stato identificato da Ganz nel figlio mag-
unico e irripetibile in ogni suo aspetto. giore del podestà di Lucerna. Nel 1517 è
Holbein, in linea col principio di vedere le membro del Grosser Rat (il Gran consiglio)
cose con i propri occhi, rappresenta i suoi della città. Muore nel 1522, nella battaglia
ritratti in una maniera scrupolosamente della Bicocca. Con due dettagli, il pittore
filologica, senza intermediazioni. Semmai sembra presagire, con una sensibilità da
l’intermediazione è lo sguardo analitico, indovino, l’imminente morte in età giova-
che supera persino l’utilizzo tecnico della nile dell’effigiato.
camera oscura, o la macchina ottica, la Il Ritratto di Bonifacius Amerbach
proiezione di un’immagine tridimensio- (1519), un colto umanista, figlio di uno
nale su una superficie piana. Si affida ai stampatore originario della Franconia,
propri occhi e alla propria abilità tecnica riporta una targa, appesa al tronco d’al-
per restituire con la pittura la complessità bero a sinistra, la quale reca un distico
14
latino, che loda l’aderenza al vero del dei pittori con il titolo di maestro. Intimo Ritratto di Bonifacius
dipinto. Il nome del committente, nel- amico di Erasmo da Rotterdam, tanto da Amerbach
la tavola, compare nella versione latina essere nominato suo erede universale, (1519);
“Amorbacchium”, con rimandi sia al dio Amerbach ottiene la cattedra di diritto Basilea,
dell’amore sia al dio del vino, dichiarando romano nell’università di Basilea nel 1525. Öffentliche
una predilezione e un’apertura verso i Nel 1529, quando le opere d’arte vengono Kunstsammlung.
due piaceri della vita. Nel 1513, a Basilea, bruciate sui sagrati delle chiese e sulla
Amerbach ottiene il titolo accademico. Münsterplatz durante la crociata icono-
Continua gli studi a Friburgo, tornando clasta a Basilea, riesce a salvare diversi
a Basilea proprio nell’anno in cui è stato quadri di Holbein. È giunto fino ai nostri
dipinto il suo ritratto, nel 1519, quando giorni anche il drammaticissimo Cristo
Holbein viene accolto nella corporazione nel sepolcro (1521-1522), che può essere
15
16
Nella pagina a fianco:
Ritratto di Erasmo
da Rotterdam
(1523);
Londra,
National Gallery.

Ritratto di Erasmo considerato un ritratto “post mortem” del realtà della Natura, il “rigor mortis” co-
da Rotterdam figlio di Dio. Senza alcuna concessione a mune a tutti gli uomini. Dostoevskij pensa
intento a scrivere ogni sorta di idealizzazione, è raffigurato che l’inquietante veridicità del cadavere
(1523); come un cadavere macilento e ossuto: un inerme di Gesù, così come l’ha raffigurata
Basilea, corpo arreso alla fine dei giorni, che putre- Holbein, possa fomentare la disperazione,
Öffentliche fà come silenzio nell’abisso. E la voragine dare campo aperto al dubbio, minare le
Kunstsammlung. del sepolcro è nella bocca semiaperta, fondamenta della fede cristiana: «Era in
nella smorfia paralizzata del volto sca- tutto il cadavere d’un uomo che ha sop-
vato e scuro, nella pupilla riversa, nelle portato infiniti tormenti ancor prima di
unghie nere dei piedi, nella scheletrica venir crocifisso […]. Gli uomini che cir-
mano livida, rattrappita, nel corpo esan- condano il morto, ma di cui neppur uno
gue e raggelato. Non dà certo l’idea che sia si vedeva nel quadro, dovettero provare
destinato a risorgere entro quaranta ore. un’angoscia e una costernazione terri-
Lontano dal teatro della croce, nell’asso- bile in quella sera che aveva frantumato
luta solitudine della tomba, si consuma di colpo tutte le loro speranze e quasi la
anche la morte di Dio. Holbein ritrae la loro fede»(12). La tavola era probabilmente
17
Madonna del
borgomastro Meyer
(1526-1529);
Schwäbisch Hall,
Würth Collection,
Johanniterkirche.

collegata ai loculi dei “Santi sepolcri”, ov- do come modello Erasmo da Rotterdam,
vero nicchie contenenti l’immagine di un il celebre letterato che vive a Basilea dal
Cristo morto, e verosimilmente mostrata 1521 al 1529. Nelle tre versioni, l’umanista
ai fedeli solamente tra il venerdì santo e viene raffigurato di tre quarti o di profilo,
Pasqua. Nel 1522 Holbein ritocca parte seduto al tavolo con leggio, come fosse
della tavola, per dar l’idea che il corpo l’erudito san Girolamo nel suo studio,
giaccia all’interno di un loculo. È molto intento a scrivere o a pensare. Nel ritratto
probabile che la modifica sia stata dettata conservato a Londra, Erasmo tiene le ma-
dallo spostamento dell’opera dal luogo ni posate sulla copertina di un libro dal te-
dove era stata prevista inizialmente. ma mitologico: il titolo o l’argomento («Le
Nel 1523, Hans spicca un ulteriore bal- fatiche di Ercole», in greco) si legge sul
zo evolutivo nell’arte del ritratto, prenden- taglio di piede del libro, mentre il nome
18
Ritratto di Tommaso Moro
(1527);
New York,
Frick Collection.

19
dell’effigiato «ERASMI ROTERO[DAMI]»
compare sul taglio anteriore. Al di là del
tendaggio, sulla mensola, vi sono tre li-
bri e un vaso di vetro vuoto. Sul taglio
del libro appoggiato al vaso si legge un
esametro latino che tradotto recita: «È
più facile criticare che fare». Per porre
risalto al fare, nel ritratto di Basilea, il
pittore ha curato molto il realismo delle
mani, provato con alcuni studi prepara-
tori testimoniati da un foglio conservato
al Louvre: la destra sta scrivendo l’incipit
del commentario al Vangelo di Marco, che
l’umanista aveva dedicato a Francesco I,
re di Francia. Memore degli insegnamenti
dell’amico Erasmo, Holbein attinge al suo
spirito innovatore, partendo dai valori del
mondo classico coniugati con il pensiero
più autentico del cristianesimo delle ori-
gini. Si specializza a indagare l’autentica
realtà delle cose. Si sofferma sui visi delle
persone. Da qui in avanti si specializza
sempre più nell’arte del ritratto, rappre-
sentando chi «fa buon viso all’andazzo
generale e partecipa alle debolezze umane
recitando la commedia della vita»(13).
La Madonna del borgomastro Meyer
(1526-1529) ora presso la Würth Collec-
tion a Schwäbisch Hall, è considerata
una delle migliori opere del Rinascimento
tedesco. Il committente Jacob Meyer zum
Hasen (1482-1530/1531), ricco mercante
di Basilea, diviene ambasciatore della
Ritratto Confederazione elvetica a Venezia e a Mi-
di Mary Wotton, lano nel 1512, dopo aver ottenuto vari suc-
Lady Guildford cessi, a capo di un esercito di mercenari
(1527); svizzeri, durante la conquista di Ginevra
Saint Louis, nel 1507 e di Ferrara nel 1510. Eletto bor-
Saint Louis Art gomastro di Basilea nel 1516, nello stesso
Museum. anno commissiona a Holbein i ritratti di
sé e di sua moglie Dorothea, realizzati
su due pannelli in forma di dittico. Nel
1529 la città di Basilea elegge il protestan-
tesimo come religione ufficiale. La pala
d’altare testimonia la professione di fede
Qui a destra: cattolica di Meyer e della sua famiglia,
Ritratto raffigurati in ginocchio al cospetto della
dell’arcivescovo tradizionale Vergine della misericordia,
di Canterbury, che tiene in braccio Gesù bambino. È un
William Warham miracolo che l’opera sia scampata alla
(1527); furia vandalica messa in atto durante la
Parigi, crociata degli iconoclasti nel febbraio
Louvre. del 1529. Assieme a Jakob compaiono la
prima moglie Magdalena Baer, deceduta
nel 1511, qui raffigurata di profilo e in
secondo piano, Dorothea Kannengiesser,
sposata in seconde nozze nel 1512, e in
20
primo piano la giovane Anna, che porta
tra i capelli annodati la “Jungfernbändel”,
ovvero un nastro permesso alle ragazze
solo dal quindicesimo anno d’età(14). Ma-
dre e figlia sgranano il rosario. Assieme
a loro compaiono anche un infante nudo
e un giovane. Sono stati identificati nelle
figure di san Giovannino Battista e san
Giacomo(15), riconoscibile dalla borsa che
porta all’altezza della cintura, attributo
del patrono dei pellegrini, e qui presente
come rimando al nome del committente.
Holbein non mette l’aureola ai santi, e non
utilizza taglie diverse per differenziare
le persone divine dai componenti della
famiglia Meyer. La Madonna porta sul
capo una corona imperiale, è addossata
a un trono, che ha la sommità a forma di
conchiglia, per richiamare al contempo
un attributo della Vergine(16) e la cappa-
santa di san Giacomo. Secondo il Fisio-
logo, un testo del III secolo, la conchiglia
rimanda al ventre immacolato di Maria,
che dà alla luce la perla del “logos” del
mondo, il Cristo Salvatore. Nella costru-
zione allusiva della pala, le piante di fico
visibili al di là del recinto evocano una
terra edenica, simbolo di abbondanza e
prosperità(17), dove riapprodare attraver-
so l’intermediazione della Nuova Eva-
Madonna e di Cristo; al contempo sono
un monito, un rimando alla caduta dei
progenitori, ovvero alla perdita della vita
eterna. Come conseguenza del peccato Ritratto
originale, Adamo ed Eva sono costretti di Sir Henry
a uscire dal recinto paradisiaco, scac- Guildford (1527);
ciati per sempre dall’Eden. Dopo aver Windsor,
mangiato il frutto proibito, i progenitori Windsor Castle,
pensano che il rimedio(18) per coprire la Royal Collection.
nudità totale della loro anima sia l’utilizzo
di foglie del fico, ovvero l’unico tra gli
alberi dell’Eden a essere menzionato per
nome nella Genesi (3, 7): «Si aprirono gli
occhi di ambedue e si accorsero di essere
nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne
fecero cinture».
Secondo l’iconografia tradizionale della
Misericordia, la Vergine protegge i suoi
fedeli con il proprio mantello. Si può no-
tare che il manto ricopre solo la schiena
di Jakob. La sequenza dei tre personaggi
maschili rimanda anche a una sorta di
progressione dall’infanzia alla maturità.
Il committente non vedrà la vecchiaia,
poiché muore quarantottenne tra il 1530 e
il 1531, ovvero poco dopo la realizzazione
della pala. San Giovannino rivolge la ma-
21
no sinistra verso la piegatura del tappeto,
come se indicasse la possibilità d’inciampo
– brano di estremo verismo, che sottolinea
ulteriormente l’abilità pittorica di Hol-
bein –, come fosse una nota dissonante,
un frammento di disordine all’interno di
una composizione apparentemente ordi-
nata, o solo un espediente per mostrare
ciò che sta dietro e sotto il tappeto, come
fosse un’apertura su uno squarcio d’al-
terità, verso qualcosa che di solito non è
veduto. Probabilmente la pala stava sopra
l’altare. Quindi dovrebbe essere indicato
il mistero dell’eucarestia.
Nel 1527, poco dopo il suo arrivo in
Inghilterra, Holbein realizza il Ritratto di
Tommaso Moro – giurista, membro della
Camera dei Comuni dal 1504, teorico del
pensiero religioso, nel quadro indossa il
collare che lo designa servitore del re –,
l’autore di L’Utopia, o la migliore forma
di Repubblica (1516), un falso resoconto
di viaggio che diviene famoso a livello in-
ternazionale già dal 1518, quando viene
stampato a Basilea dall’editore Froben. Il
pittore viene accolto nella casa dell’uma-
nista in seguito alla raccomandazione di
Erasmo, mentre a Basilea le arti morivano
e le possibilità di lavorare si erano ridotte.
Del 1527 è anche il Ritratto dell’arcivescovo
di Canterbury, William Warham, dove l’alto
prelato è ripreso di tre quarti, dietro un
tavolo o un inginocchiatoio, con le mani
posate sopra un cuscino, con accanto un
breviario aperto sulla litania dei santi. Il
suo status è segnalato dalla presenza de-
gli oggetti posti alle sue spalle, descritti
con un’attenzione lenticolare: la mitria,
Ritratto di dama tempestata di perle e di pietre preziose,
con scoiattolo il crocifisso astile con lo stemma dell’ef-
e storno figiato. Nel Ritratto di Mary Wotton, Lady
(1526-1528); Guildford (1527), più che indagare col mez-
Londra, zo della fisiognomica, il pittore si sofferma
National Gallery. a descrivere meticolosamente i riflessi e le
sfumature nel nero della lussuosa pelliccia,
la preziosa stoffa dorata del sottomanica,
le maglie delle catene auree, i raffinati gio-
ielli, il copricapo, le decorazioni scultoree
della colonna e del capitello, il rametto
di rosmarino(19) infilato nel decolleté. Il
piccolo libro di preghiere rilegato in pel-
le e il rosario, come immagini della pia
devozione, cercano di controbilanciare
l’aspetto altero e orgoglioso dell’aristocra-
tica. L’effigiata è la seconda moglie di Sir
Henry Guildford(20), il controllore dell’am-
ministrazione della casa reale, insignito
22
nel 1527 dell’onorificenza dell’ordine della campo avesse attirato repentinamente la
Giarrettiera, incaricato nello stesso anno di loro attenzione. Ciò che accade al di là del
organizzare la stipula degli accordi di pace dipinto avviene dopo che il padre ha già
tra Inghilterra e Francia. L’immagine della scritto, sul foglio di carta, il suo nome, il
donna ventisettenne spicca, speranzosa luogo d’origine e quanti anni ha in quell’i-
nella resurrezione (sul taglio superiore stante: «Thomas Godsalve de Norwico Eta-
del libro si legge «VITA CHRISTI»), sullo tis sue Anno quadragesimo septo». Il cala-
sfondo celeste movimentato dai rami e maio in primo piano è pronto ad accogliere
dal fogliame di fico. Lo stesso sfondo e di nuovo la penna del notaio, per far sì che
il medesimo albero biblico sono presenti la redazione della lettera o del testamento
nel Ritratto di dama con scoiattolo e storno possa essere ultimata. La data del quadro è
(1526-1528). Secondo Ganz, è una gentil- visibile sul foglietto posto sopra la testa di
donna della cerchia di Tommaso Moro, a John, attaccato sullo sfondo con due pezzi
giudicare dalla cuffia simile a quella che di ceralacca: «Anno D[omi]ni MDXXVIII».
compare nel disegno che ritrae Margaret Queste sono le informazioni rivelate. Ciò
Giggs nel disegno preparatorio del Ritrat- che viene negato alla vista degli spettatori
to della famiglia Moro, ora conservato a è scritto nel foglietto ripiegato, tenuto in Qui sotto, da sinistra:
Windsor. Lo “sciurus vulgaris” – inteso mano da John(21). Ritratto
come sinonimo di lungimiranza, perché Ancora un foglio di carta, a sinistra sul di Nikolaus Kratzer
accumula provviste da utilizzare nei mo- tavolo del Ritratto di Nikolaus Kratzer, (1528);
menti difficili –, nel contesto del dipinto ci riporta informazioni di prima mano Parigi,
simboleggia la saggezza e la prudenza della riguardanti l’effigiato, in un’iscrizione Louvre.
donna raffigurata. Al contrario, lo storno latina risolta in tre righe: «Imago ad vi-
sul fico ha una connotazione negativa a vam effigiem expressa Nicolai Kratzeri Ritratto
causa della sua voracità. monacensis q[ui] bavarus erat quadra- di Thomas Godsalve
Nel Ritratto di Thomas Godsalve con il gessimu [primu] annu tpre [tempore] con il figlio John
figlio John, i due personaggi in schematica illo [com]plebat 1528». L’uomo, nato a (1528);
simmetria rivolgono gli sguardi verso de- Monaco di Baviera nel 1487, è uno spirito Dresda,
stra, come se l’irrompere di qualcosa fuori libero che ha la capacità di diffondere il Gemäldegalerie.

23
Ritratto della
moglie con i due
figli maggiori
(1528 circa);
Basilea,
Öffentliche
Kunstsammlung.

Nella pagina a fianco: sapere, influenzando impercettibilmente oggetti di misurazione astronomica fab-
Ritratto gli atteggiamenti del suo entourage. Inse- bricati da lui stesso: poggiato sul tavolo,
di Derich Born gna astronomia alle figlie di Sir Thomas c’è un quadrante circolare da tasca, con
(1533); More, diviene docente presso il Christi gnomone, in costruzione; appoggiate su
Windsor, College di Oxford, entra al servizio di En- una mensola alle spalle dell’astronomo,
Windsor Castle, rico VIII, e istituisce un sodalizio frut- compaiono due meridiane, una cilindrica
Royal Collection. tuoso con il compatriota Holbein. Nel e l’altra a quadrante semicircolare, dotata
dipinto, Kratzer viene ritratto nelle vesti di filo a piombo. Come su un palcosceni-
di studioso del moto degli astri. Stringe co, gli orologi solari rappresentano mappe
nella mano sinistra un orologio solare visibili del tempo, dove il sole fa di tutto
poliedrico, e nella destra un compasso. Il per giungere puntuale agli appuntamen-
valente gnomonista è circondato, come se ti con gnomoni e per creare un dialogo
fossero costellazioni di una costruzione scientifico con la posizione delle ombre. È
simbolica, da utensili di falegnameria e da molto probabile che gli orologi solari che
24
25
compaiono in Gli ambasciatori, riprodotti
con stupefacente accuratezza, siano stati
costruiti da Kratzer, il quale deve anche
aver suggerito come disporli all’interno
della costruzione simbolica nel dipinto.
Nei primi decenni del Cinquecento c’è
un’importante diffusione degli orologi
solari, perché essi non rappresentano so-
lamente spunti per speculazioni astratte o
neoplatoniche, bensì sono uno strumento
utile e pratico per la vita quotidiana, lega-
ta ancora fortemente al succedersi delle
stagioni e ai ritmi di lavoro nei campi.
Il Ritratto della moglie con i due figli
maggiori (1528) ricorda una tipologia di
carattere religioso, come fosse una Sacra
Famiglia colta in un momento di intimità
domestica. È uno dei rari ritratti di fami-
glia borghese del Cinquecento. Sono raf-
figurati Elsbeth Binzenstock – vedova del
conciapelli Ulrich Schmidt, che Holbein
sposa attorno al 1520 –, il primo figlio
Philipp (nato nel 1522) e Katharina, la
secondogenita, nata nel 1526. Le figure
si stagliano sullo sfondo buio, nella soli-
tudine, come bloccate in un’attesa senza
termine. La luce le colpisce mostrando i
volti melanconici, le espressioni meste,
gli occhi socchiusi della donna, gonfi di
pianto. Dinanzi ai capolavori dell’arte
retinica, il risultato prodigioso della resa
pittorica va oltre l’intento concettuale del-
la costruzione simbolica e del documento
storico. Al fruitore di talento bastano solo
due verbi indispensabili: contemplare e
assaporare. Le letture iconologiche, le
datazioni e le indagini d’archivio vengo-
no lasciate invece a chi sa sbagliare da
professionista. Il Ritratto di Georg Gisze
(1532) rappresenta un saggio straordi-
nario dell’abilità pittorica di Hans. È il
primo incarico affidato al pittore da uno
dei commercianti tedeschi di Londra. Il
ritratto ha notevole successo, visto che
Holbein, in seguito, ottiene numerose
commesse dai mercanti dello Stalhof (fon-
daco della Lega anseatica). La tipologia
del ritratto – che definisce il carattere,
la condizione sociale e la professione
dell’effigiato – sembra imparentata(22), per
suggestione e disposizione allusiva degli
oggetti, a certe opere di Lotto (Ritratto di
Giovanni Agostino e Niccolò della Torre,
del 1515, che può aver visto durante il suo
viaggio in Lombardia nel 1517, o il Ritrat-
to di giovane, del 1527 circa), di Moretto
e Savoldo. Ogni oggetto è descritto con
26
Ritratto
di Georg Gisze
(1532);
Berlino,
Staatliche Museen.

Nella pagina a fianco, attenzione rigorosa, per mezzo di una e una crocifera gialla(24). Sugli scaffali vi
dall’alto: perfetta imitazione della realtà, all’interno sono chiavi, anelli, una scatola da refe,
Lorenzo Lotto, di una sofisticata rete di relazioni, come una bilancia da orefice, un sigillo, libri, e
Ritratto in una natura morta molto particolareg- lettere con l’indirizzo in tedesco del per-
di Giovanni Agostino giata. Qui ogni dettaglio è reso in modo sonaggio ritratto. Sulla lettera che tiene
e Niccolò della Torre lenticolare, secondo la tradizione fiam- in mano si legge: «Dem erszamen Jergen
(1515); minga: spicca la qualità pittorica della Gisze to Lunden in engelant mynen bro-
Londra, trasparenza del vaso di vetro, dove si spec- der to handen» (“All’esimio Georg Gisze
National Gallery. chia la luce della finestra, e la descrizione a Londra, in Inghilterra, per mano di mio
delle maniche, con la luce che enfatizza la fratello”). Il nome dell’effigiato compare
Lorenzo Lotto, qualità cangiante della stoffa serica. Sul a sinistra, sulla parete, assieme al suo
Ritratto di giovane tavolo, coperto da uno splendido tappeto motto: «NULLA SINE MERORE VOLVP-
(1527 circa); dell’Anatolia (23), sono sparsi oggetti da TAS» (“Non c’è gloria senza dolore”). Alla
Venezia, Gallerie scrivania: un sigillo, un orologio, calamai, parete è appeso, con ceralacca, anche
dell’Accademia. penne, un anello, una forbice, una scatola un foglio che reca l’iscrizione: «Δισυχιονι
contenente monete, un vaso di vetro ve- Imagine Georgii Gysenii Ista refert vultus,
neziano con garofani, rosmarino, issopo qua cernis, Imago Georgi Sic oculos vi-
27
Ritratto
di Hermann Wedigh
(1532);
New York,
Metropolitan Museum.

vos, sic habet ille genas Anno aetatis suae distanza tra illusione e verità, tra occhi
XXXIIII Anno dom. 1532» (“Quel che tu vivi e occhi dipinti che sembrano vivi.
vedi, quest’immagine, mostra i tratti del Nel Ritratto di Derich Born (1533), il mer-
volto di Georg Gisze, e i suoi occhi sono cante di Colonia guarda l’osservatore con
proprio così vivi, così come sono le sue spavalderia giovanile, lasciando intuire
guance”). Spicca la volontà di sottolineare un carattere deciso e molto sicuro di sé.
con le parole la possibilità di scambiare Forse a causa di questo suo carattere fa-
l’opera pittorica come simulacro del vero, cile a controversie, viene estromesso nel
nel tentativo di mostrare il labile confine 1541 dalla società mercantile tedesca che
tra finzione e realtà. Per assurdo ciò che ha sede a Londra. Seguendo una tipologia
è scritto sul foglio rimarca invece una di posa frequente nei ritratti italiani del
28
primo Cinquecento, Holbein lo raffigura bilità pittorica, di infrangere il diaframma
con il braccio destro appoggiato sopra provocatorio che sta tra illusione e realtà.
una balaustra, che reca un’iscrizione in Nel Ritratto di Hermann Wedigh (1532),
latino: «DERICHVS SI VOCEM ADDAS l’artista, col talento dei profondi osserva-
IPSISSIMVS HIC SIT HVNC DVBITES tori, supera ogni fredda teoria della fisio-
PICTOR FECERIT AN GENITOR - DER gnomica, traducendo efficacemente con
BORN ETATIS SUÆ 23 ANNO 1533» (“Se la pittura la comunicazione non verbale
gli si desse la voce, Derich sarebbe così dei lineamenti, i dettagli di un accenno,
reale da insinuarti il dubbio se a farlo sia la mimica fuggente, lievi contratture del
stato il pittore o il suo genitore”). Anche viso, l’esattezza della caratterizzazione,
qui il pittore cerca attraverso due vie, l’arrossamento delle gote. Ciò che pas-
quella della suggestione verbale e dell’a- sa per la mente o ciò che è stato appena

Ritratto di Hermann
Hillebrandt Wedigh
(1533);
Berlino,
Staatliche Museen.

29
letto o scritto, il pittore lo lascia leggere
allo spettatore, sul foglietto che sporge
dal libro posto in primo piano: «Veritas
Odium parit»(25). È interessante e inedito
il cortocircuito concettuale che Holbein
inventa con questo dipinto. L’artista cer-
ca di realizzare un ritratto più veritiero
possibile, tanto che al personaggio, reso
con un naturalismo stupefacente, manca
solo la parola. Ma ciò che è verbale viene
fornito dalla locuzione latina di Teren-
zio, ponendo l’attenzione sulla verità che
fa male e attira nemici. Imparentato col
ritratto precedente, quello di Hermann
Hillebrandt Wedigh (1533) compete alla
pari per efficacia veristica: il volto, con
lo sguardo un po’ perso nel vuoto o in un
pensiero che lo assorbe pacatamente, è una
storia raccontata senza parole, testimone
delle gioie e sofferenze di un individuo,
un’impronta incancellabile. Nel frattempo
la mano destra, semipaludata, si affranca
sul bordo del manto scuro e l’altra stringe
i guanti di pelle, esibendo in primo piano
l’anello portato sull’indice, con lo stemma
del proprio casato. E come ogni altro ri-
tratto cerca di affermare che un individuo
non può scomparire e lascia intuire la sua
storia personale. Gli innumerevoli volti
dipinti da Holbein formano una testimo-
nianza veritiera della memoria, immagini
che traducono il linguaggio segreto, reces-
si nascosti, passioni, affetti, immagini di
forte densità esistenziale, oltre l’ombra di
qualcosa che segue da vicino i passi degli
uomini mortali.

Ritratto (10) Leonardo da Vinci, Libro di pittura, n. 290.


(11) Nel 1517 – durante il viaggio nelle terre lombardo-
di un componente venete – il giovane Holbein può aver visto il Cenacolo
della famiglia (a Milano, nel refettorio di Santa Maria delle Grazie),
che è un’esemplificazione degli studi leonardeschi sui
Reskimer of Murthyr moti dell’animo, qui declinati in vari modi sui volti degli
(1533 circa); apostoli, turbati dalle parole di Cristo: «Uno di voi mi
tradirà».
Windsor, (12) Sono parole di Myskin, in L’idiota di Dostoevskij.
Windsor Castle, (13) Erasmo da Rotterdam, Elogio della pazzia, Torino
1964, p. 25, XXIX.
Royal Collection. (14) J. Burckhardt, in “Zeitschrift für schweizerische
Archäologie und Kunstgeschichte”, Basilea 1947.
(15) La raffigurazione di san Giacomo nelle sembianze
di un giovinetto è inusuale. Rheinardt identifica invece
i personaggi come due figli defunti del committente, ma
gli archivi di Basilea non confermano questa tesi. Lo
studioso ha pensato che la figura di Magdalena Baer non
rientrasse nel progetto iniziale, e che sia stata aggiunta per
volere del committente quando Holbein torna a Basilea
dall’Inghilterra tra il 1528 e il 1530. Il quadro si sarebbe
così trasformato in opera funeraria. Un recente esame
agli infrarossi smentisce questa ipotesi, perché la figura
di Magdalena è già presente nel disegno sottostante. Si

30
veda: H. Rheinardt, in “Zeitschrift für schweizerische (21) Holbein ritrae John Godsalve attorno al 1532, Ritratto
Archäologie und Kunstgeschichte”, Basilea 1954-1955. quando l’uomo, tra i più ricchi e politicamente influenti
(16) Molti pittori del Quattrocento utilizzano l’immagine di Londra, ricopre la prestigiosa carica di guardasigilli di Sir Nicholas Carew
della conchiglia (del genere detto “pecten jacobaeus”) per reale. Nel disegno, John è raffigurato mentre si volge di (1533 circa);
dare una forma pittorica al dogma della generazione di Cristo scatto verso il riguardante, tenendo nelle mani un foglio
nel ventre della Vergine Maria, evocando con una semplice ripiegato o una lettera. Drumlanrig Castle,
immagine l’unione ipostatica d’umanità e divinità. Le im- (22) La tipologia dei ritratti di Holbein potrebbe avere collezione duca
magini delle conchiglie sono presenti nelle conche absidali una caratteristica autonoma, simile per risultati a quella
che compaiono nelle architetture dipinte alle spalle delle dei ritratti di Lotto, Savoldo, Moretto. I pittori potrebbero di Buccleuch.
Madonne con Bambino. essere approdati alle stesse conclusioni e scelte poetiche,
(17) Nella Bibbia, l’albero del fico è considerato un segno di anche senza essersi necessariamente incontrati di persona
abbondanza e serenità: «Giuda e Israele erano al sicuro; ognu- o aver visto l’uno le opere degli altri. Ma, anche solo per
no stava sotto la propria vite e sotto il proprio fico – da Dan una questione anagrafica, è probabile che Holbein abbia
fino a Bersabea – per tutta la vita di Salomone» (1 Re 5,5). attinto qualche suggestione da Lotto e dai bresciani.
(18) Secondo la ghematria cabalistica, il termine “foglie di (23) Questi esemplari di tappeti annodati a mano, per la
fico” corrisponde al numero 561, lo stesso numero della frequente presenza nei quadri del maestro, vengono indicati
parola “rimedio”. Le “foglie di fico” sono interpretate come come “tappeti alla Holbein”.
immagini simboliche di rimedio, seppur precario, contro (24) I fiori rinviano all’amore, alla fedeltà, alla purezza e
una nudità totale. alla modestia. La seducente fragilità del vetro, i fiori che
(19) Secondo Wolf, il rametto di rosmarino simboleggia la me- appassiranno, e l’orologio fungono da monito per segnalare
moria, il ricordo per i posteri (Holbein, Colonia 2005, p. 50). il pericolo di abbandonarsi troppo alle gioie mondane.
(20) Il Ritratto di Sir Henry Guildford (1527), ora con- (25) La locuzione latina completa è di Terenzio (Andria,
servato nelle collezioni reali di Windsor, è il pendant del 22, verso 68): «Obsequium amicos, veritas odium parit»
Ritratto di Mary Wotton. (“L’adulazione procaccia amici, la verità attira l’odio”).

31
inversione del tempo.
l’enigma dipinto

Nella pagina a fianco:


Gli ambasciatori
(1533), particolare;
Londra,
National Gallery.

BAT 1533». L’ombra è quella proiettata dal


Gli ambasciatori L’opera teschio, che pare fluttuare diagonalmente
(1533), particolare ed è realizzato in anamorfosi, ovvero in
del teschio Gli ambasciatori una maniera che altera l’oggetto a livello
in anamorfosi prospettico, obbligando lo spettatore a
e la stella di David è un capolavoro assoluto guardare il quadro anche da un altro punto
sul pavimento; di vista, per vedere l’immagine – altrimenti
Londra, di abilità tecnica deformata – in modo corretto (anche nel
National Gallery. senso di costringere l’osservatore a com-
e di rimandi ermetici. prendere il significato celato di un quadro
non solo attraverso il suo aspetto evidente).
La stella a sei punte La sua forza concettuale risiede nell’enig- Il teschio può evocare più significati simul-
rimanda all’unione ma che rimane in sospensione. taneamente: funge da “memento mori”,
del cielo e della terra, Nessuna decodifica dei simboli e nes- rimanda alla caducità delle cose, ricorda
alla quintessenza suna interpretazione sembrano svelare il Golgota (“luogo del Cranio”) dove è sta-
spirituale donata completamente il suo mistero. C’è qualcosa to ucciso Cristo (nel quadro, il crocifisso
da Dio all’uomo, luce di più profondo e seducente che cattura è seminascosto dietro la tenda, in alto a
del mondo estratta sia lo sguardo degli spettatori superficia- sinistra), e allude, come fosse una firma
dai quattro elementi. li sia la mente degli osservatori attenti. ermetica, al cognome del pittore (“hohles
Risuonano più voci e livelli (allegorico, Bein” significa letteralmente “scheletro
descrittivo, evocativo, storico, persona- vuoto, osso cavo”)(27). Addirittura, Holbein
le, universale), come un contrappunto(26) aggiunge ulteriormente anche l’idea della
bachiano. Vi sono molti oggetti, disposti deformazione di un simbolo. Una defor-
come indizi. Certe sono la firma e la data mazione(28) scambiata per verità, proprio
che l’artista pone in ombra sul pavimento come accade agli uomini descritti da Pla-
a sinistra: «IOANNES HOLBEIN PINGE- tone, nel VII libro della Repubblica, i quali
33
Gli ambasciatori scambiano per realtà le ombre che le cose posizionarsi per vedere con l’occhio destro
(1533), particolare proiettano sulle pareti della caverna(29) dove la figura salvifica di Cristo in croce, per
degli strumenti sono tenuti prigionieri. L’ombra del teschio scorgere ciò che è eterno e celeste, men-
solari sul ripiano si protende in senso opposto a quelle altre tre con l’occhio sinistro scorgere in basso
alto dello scaffale; presenti nel dipinto, aprendo alla possibi- ciò che è transitorio, l’immagine corretta
Londra, lità che siano suggeriti tempi diversi (filo- del teschio(31). La linea inizia dall’occhio
National Gallery. sofico e storico) nello stesso istante o più sinistro di Gesù (il volto è descritto in
fonti luminose(30). Pare richiamare la scritta ombra, temporaneamente eclissato in un
Nel quadro è alluso «Umbra versa» che compare sul quadrante altro mondo), considerato il “Sol Invic-
uno dei cardini dello strumento solare: un’ombra capovol- tus” del cristianesimo, passa attraverso
della tradizione ta, che lascia traccia di un’inversione del l’occhio sinistro del committente(32), tocca
neoplatonica: la figura tempo lungo il percorso del sole nel cielo la posizione del sole sul globo celeste, poi
di Cristo è associata (alluso da tutti gli strumenti astronomi- il centro della scala dell’orologio solare
alla potenza evocativa ci posti sullo scaffale), da intendere sia cilindrico di legno tornito – che precisa il
e simbolica del sole. come un annuncio di speranza in chiave giorno e l’ora(33) – e sulla sommità della sua
cristiana sia come se formasse una sorta asticciola, si giustappone sullo gnomone
di “impresa”. Seguendo la concezione che dell’orologio poliedrico, e prosegue, oltre
la macchina dell’universo sia divisa in due il braccio sinistro di Georges de Selve(34),
parti (la regione eterea e quella elementa- fino a una verticale pensata a circa tren-
re), sul ripiano superiore dello scaffale vi tasei pollici dal bordo destro del dipinto.
sono strumenti per misurare lo stato del Vengono tracciate una via derivata dalla
cielo, mentre gli oggetti posati sul ripiano cristologia gnomonica (l’astronomia delle
inferiore sono legati al mondo terreno. ombre) e una linea della luce salvifica. Sul
Holbein ha disposto gli strumenti astro- piano inferiore dello scaffale ci sono: un
nomici in modo da alludere a una linea globo terrestre, dove viene segnalata l’ubi-
invisibile, che parte, in alto a sinistra, dal cazione di Polisy, la città del committente;
crocifisso, fino a segnalare un punto fuori un manuale di aritmetica, pubblicato da
dalla cornice, là dove ogni spettatore può Petrus Apianus nel 1527, tenuto semiaper-
34
to da una squadra (sulla pagina si legge lizzati nel 1268) presenti nell’area sacra di Gli ambasciatori
la parola tedesca «Dividirt» e una serie fronte all’altare maggiore dell’abbazia di (1533);
di divisioni); un liuto a undici corde con Westminster. Semicoperta, oltre il teschio, Londra,
una corda rotta; un innario (libro con la si intravede l’immagine della stella di Da- National Gallery.
parte del tenore della seconda edizione vid, presente con tutte le sue connotazioni
del Geystliche gesangk Buchleyn di Johann simboliche. L’allegoria cosmica del pavi-
Walther, del 1525), aperto in corrispon- mento è ulteriormente resa più complessa
denza di due canti composti da Lutero; da due dettagli – apparentemente insi-
un compasso; e una custodia di pelle con gnificanti – che chiamano in causa i due
chiusura adatta a contenere cinque flauti diplomatici francesi, appoggiati entrambi
di legno, uno dei quali però manca. Sotto con un braccio sul ripiano alto dello scaf-
lo scaffale si intravede la custodia del liuto, fale, quello coperto dal tappeto armeno(35):
capovolta sul pavimento, nell’ombra. Il il piede destro di Dinteville è posto all’in-
pavimento richiama motivi cosmologici terno del cerchio, quasi al centro, mentre
di fattura cosmatesca, simili a quelli (rea- quello di De Selve lambisce dall’esterno la

35
Gli ambasciatori In basso:
(1533), particolare Lorenzo Lotto,
del crocifisso Giovane con lucerna
nel lato sinistro in alto; (1506 circa);
Londra, Vienna,
National Gallery. Kunsthistorisches
Museum.
Crocifisso, teschio
e stella di David La lucerna che si
evocano uno spazio scorge oltre la tenda
sacro. Rimandano evoca qualcosa che
al luogo (il Golgota continua ad ardere
di Gerusalemme) dove, in uno spazio “altro”,
secondo la tradizione, come la vita oltre
è sepolto Adamo la morte. Lotto
e dove è morto Cristo. lascia intravvedere
la fiammella accesa
nel buio, la possibilità
per comprendere
il mistero che sta al di
là del sipario terreno.

circonferenza del cerchio nel lato destro


del quadro. Centro e circonferenza apro-
no ulteriormente a significati astrologici,
pitagorici, filosofici. La tenda verde che
fa da sfondo sembra essere stata allestita
per l’occasione – gli uomini paiono in posa
per uno scatto allegorico(36), sia in un luogo
reale sia in una dimensione interiore – in
uno spazio sacro, vicino a un “sancta san-
ctorum” che resta celato. Tutti gli oggetti
dipinti, resi con colori brillanti e notevoli
effetti trompe l’œil, oltre che a suggestio-
nare con la concretezza tipica della natura
morta e a formare una costellazione di ri-
ferimenti simbolici nascosti, testimoniano
ciò che legava i due ambasciatori: il loro
interesse per le scienze matematiche e per
la musica, ancora in un’ottica neoplatoni-
ca, tra osservazione scientifica e aperture
agli aspetti magici di ciò che affascina e
che non può che rimanere occulto. Per
assurdo, gli oggetti, con la loro presenza
meramente fisica, si possono considerare i
migliori «portatori del soprannaturale»(37).
Misurarsi nella comprensione del quadro è
come per uno scienziato credente trovarsi
di fronte a una complessa formula, perfetta
nella finitezza del suo splendore, intrigante
nella costruzione e irrisolvibile. Oltre a
elementi numerici e alle operazioni vi sono
simboli che possono essere al contempo
costanti e variabili. Ciò che non è mostrato
direttamente rappresenta le incognite. È
un affascinante teorema della mente cin-
36
quecentesca tradotto in pittura (θεω′ ρημα (31) Nella Theologia germanica, attribuita a Johannes Gli ambasciatori
de Francfordia (1380-1440), viene sottolineato che
in greco significa “ciò che si guarda, su cui «questi due occhi dell’anima non possono svolgere il (1533), particolare;
si specula”). Sono contenute ipotesi, tesi, loro compito nello stesso tempo; ma se l’anima scru- Londra,
terà nell’eternità con l’occhio destro, l’occhio sinistro
che richiamano implicazioni logiche nel deve chiudersi e impedirsi di operare, e fare come se National Gallery.
riguardante. Partendo da condizioni inizia- fosse morto». Cfr. Lexikon für Theologie und Kirche,
X, col. 62.
li arbitrariamente stabilite, lo spettatore è (32) Jean de Dinteville (1504-1555), nel marzo 1533, La deformazione ottica
indotto a trarre delle conclusioni che non viene inviato in Inghilterra da Francesco I con l’in- del teschio dipinto
carico di ambasciatore del re di Francia. È a Londra
sono mai certe o definitive. E su questa nel periodo in cui Enrico VIII si separa da Caterina in anamorfosi viene
incertezza la costruzione simbolica del d’Aragona, sposa Anna Bolena in aprile, e incorona annullata se si guarda
la nuova regina il 1° giugno. Rappresenta il sovrano
dipinto mantiene vivo il senso del mistero, francese in qualità di padrino, in occasione del batte- posizionandosi sul lato
continuando a sedurre le menti più curiose simo di Elisabetta, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, destro del dipinto.
nata il 7 settembre 1533. Nel dipinto, Jean tiene la
chiamate a cimentarsi con l’enigma. mano sul fodero riccamente decorato dello spadino,
dove viene segnalato che ha ventinove anni. Holbein
lo descrive anche con una catena aurea e ciondolo, che
lo qualifica come appartenente all’ordine cavalleresco
di San Michele. L’ambasciatore indossa un cappello,
con l’immagine di un teschio.
(33) North pensa che gli strumenti astronomici e so-
lari nel quadro segnalino un’ora e una data precisa:
le 3.45 pomeridiane dell’11 aprile 1533, che coincide
col venerdì santo, giorno in cui si commemora la cro-
cifissione di Cristo. Il vescovo di Lavaur soggiorna a
Londra in quel periodo. Si veda: J. North, Il segreto
degli ambasciatori, Milano 2005, pp. 125-130.
(26) Linee melodiche indipendenti che si combinano (34) Georges de Selve (1509-1541), vescovo di Lavaur,
secondo regole armoniche. in qualità di ecclesiastico diplomatico giunge a Londra
(27) Sul tema della morte, tra il 1524 e il 1525, Holbein nel febbraio 1533 e ritorna in Francia prima della fine
realizza il ciclo di disegni della Danza macabra, tra- di maggio. Figlio del vicegovernatore del ducato di
dotto in quarantuno xilografie da Hans Lützelburger. Milano, nel 1526, non ancora diciottenne, viene eletto
Si vedano: H. Fortoul, La danse des morts dessinée vescovo nel Sud della Francia. Traduce otto delle Vite
par Hans Holbein, Parigi s.d. [1868]; E. Waldmann, di Plutarco, pubblicate in francese nel 1548 per volere
Introduzione a H. Holbein, Bilder des Todes, Lipsia del re. Qui tiene il braccio appoggiato sopra un libro,
1958; P. Thea, Hans Holbein il Giovane. Simulacri dove è segnalata la sua età: ventiquattro anni.
della morte, Milano 2003. (35) Lo stile e i motivi (regolari, geometrici e astratti,
(28) Tra gli strumenti astronomici c’è anche un torque- con croci) dichiarano che il manufatto non è di origi-
tum (il nome deriva dal latino “torquere”, che significa ne islamica, ma proviene dall’Armenia cristiana, più
“deformare”), noto in Europa sin dal XIII secolo. precisamente dall’Anatolia occidentale, con rimandi
(29) Erasmo da Rotterdam, in un brano del suo Elogio a nozioni religiose su Dio, Cristo e la creazione, e con
della pazzia, scrive: «Quale è la differenza, a tuo giudi- riferimenti solari.
zio, tra coloro che nella platonica caverna possono solo (36) Un precedente eloquente di questa scelta concet-
ammirare le ombre e le immagini degli oggetti, purché tuale, che lascia scorgere un altro spazio simbolico oltre
soddisfatti, e inconsapevoli di ciò che perdono, e il la tenda, è il Giovane con lucerna, dipinto da Lorenzo
filosofo che è uscito dalla caverna e vede le cose reali?». Lotto attorno al 1506, ora conservato al Kunsthistori-
(30) Anche la meridiana cilindrica segna due date sches Museum di Vienna.
specifiche: una a metà aprile e l’altra a metà agosto. (37) Si veda: R. Barthes, Miti d’oggi, Torino 1974.

37
esattezza dello sguardo.
ritratti dell’ultimo
periodo (1533-1543)

Nella pagina a fianco: Ogni epoca impone


Ritratto
di Richard Southwell la sua atmosfera,
(1536);
Firenze, tanto che ogni uomo
Uffizi.
non può sottrarsi
all’influenza della
sua contemporaneità.
I ritratti holbeiniani
dell’ultimo periodo
hanno i volti segnati
dalla tempestosa storia
del loro tempo.
Molti sembrano rassegnati. Altri impassibi- Ritratto
li. Paiono guardare molto lontano. Cercano di Richard Southwell
un barlume di speranza, fuori campo, oltre (1536 circa);
i turbamenti della Riforma luterana, della Windsor,
scissione anglicana, degli intrighi politici Windsor Castle,
della corte di Enrico VIII. Mi riferisco ai Royal Collection.
ritratti di Robert Cheseman (1533), di Sir
Nicholas Carew (1532-1533 circa), di Reski-
mer of Murthyr (1532-1533 circa), dell’Uomo
con liuto e quaderno di musica (1534-1535
circa), di Sir Richard Southwell (1536), di
Simon George di Cornovaglia (1536-1537 cir-
39
Ritratto
di Robert Cheseman
(1533);
L’Aja,
Mauritshuis.

ca), di Uomo con lettera e guanti (1540 cir- vi sia ancora un fuoco che muove verso le
ca), del Poeta Henry Howard, conte di Surrey più acute analisi, nelle opere tarde traspare
(1541-1543 circa), di Antonio il Buono di una disillusione ammessa proprio malgra-
Lorena (1543 circa), e di John Chambers do, un’umana ricapitolazione esistenziale.
(1543 circa). Dopo aver realizzato una delle Testamento dell’umore immalinconito e
opere più complesse della storia dell’arte della stanchezza esistenziale che vuole con-
(Gli ambasciatori), Holbein, nell’ultimo de- dividere con gli spettatori è l’Autoritratto del
cennio della sua vita, tende a sottrarsi alla 1542-1543. Sostanzialmente la sua opera
tentazione di ideare messinscene costruite si consacra a raffigurare interlocutori si-
con attributi simbolici. Si interroga sempre lenziosi: pensieri non detti e oggetti che
più sulle ragioni stesse del suo fare pittura. parlano la lingua, cifrata e tangibile, della
Si consegna alla discrezione, affidando- realtà. Non si riesce a comprendere fino
si alla voce silente delle espressioni, delle in fondo se un ritratto di Holbein sia più
rughe, degli atteggiamenti, degli sguardi. I un dialogo interiore o un monologo este-
personaggi, con la loro complessità fisio- riore. Forse è principalmente qualcosa che
gnomica e abbigliati in preziosi abiti, si sta tra un prologo e un epilogo pittorico.
stagliano in rilievo su fondi neutri, come Ogni personaggio ritratto appare come un
seguendo solo le semplici formule della pretesto, un soggetto che serve all’artista
scuola di Clouet conosciute durante le visite per eccellere nella sua ricerca. E questo ap-
in Francia. Sono perlopiù persone della proccio il pittore lo applica diligentemente
corte di Enrico VIII e mercanti anseatici. anche nei ritratti di rappresentanza: Jane
Ogni ritratto meriterebbe un capitolo di Seymour (1536-1537), Cristina di Danimarca
approfondimento. Holbein fa esperienza (1538), Anna di Cleve (1539), Enrico VIII
diretta degli uomini e delle cose: nonostante (1539), Edoardo principe di Galles (1538
40
Ritratto del poeta
Henry Howard,
conte di Surrey
(1541-1543 circa);
San Paolo,
Museu de Arte.

Ritratto di uomo
con liuto e quaderno
di musica
(1534-1535 circa);
Berlino,
Staatliche Museen.

41
circa), Thomas Howard, duca di Norfolk
(1539-1540 circa), Margaret Wyatt, Lady Lee
(1540 circa), Caterina Howard (1540-1541
circa). In ogni caso, si affida alla mobilità
della narrazione lenticolare ereditata dai
fiamminghi, che fissa le cose vedute, sentite,
interiorizzate. Si sofferma a lungo, prende
tempo, velatura sopra velatura, come se
avesse bisogno di catturare la realtà più
profonda di un oggetto per mezzo della
descrizione maniacale di ogni particolare.
Col disegno intende fermare velocemente
una determinata impressione sul viso, il
tratto che caratterizza, prima che la persona
ritratta cambi espressione degli occhi o la
contrazione dei muscoli facciali. Riesce a
far sentire le micro-palpitazioni, con un
segno che un po’ sempre deborda. Coglie
l’irrequietezza di un malessere interiore, che
si manifesta in un movimento della testa,
nella frazione di uno scatto dello sguardo.
Un esempio eloquente è il Ritratto di John
Godsalve (1532 circa), uno dei disegni più
riusciti nella ricca serie di ritratti conser-
vata nella collezione reale del castello di
Windsor. Scorrendo in sequenza la progres-
sione dei ritratti, di persona in persona, si
evidenziano impercettibili e sottilissime
variazioni di registro. E sta in quelle invi-
sibili sfumature la progressione evolutiva
dell’artista. In apparenza sembrano fredde
immagini “fotografiche”, ma i grandi artisti
riescono a dare l’illusione che nei perso-
naggi dei quadri vi sia una temperatura
corporea di trentasei gradi e mezzo. Die-

Ritratto Nella pagina a fianco, In basso:


di John Chambers in alto, da sinistra: Ritratto
(1543 circa); Ritratto di Antonio di Simon George
Vienna, il Buono di Lorena di Cornovaglia
Kunsthistorisches (1543 circa); (1536-1537 circa);
Museum. Berlino, Francoforte,
Staatliche Museen. Städelsches
Kunstinstitut.
Ritratto di uomo
con lettera e guanti
(1540 circa);
Basilea,
Öffentliche
Kunstsammlung.

42
tro i migliori ritratti di ogni tempo ci sono
sicuramente confidenze molto personali
sfuggite al controllo dei “ritrattati” e, forse,
del ritrattista. Holbein non lascia trasparire
troppo i sentimenti, gli ideali, le emozioni;
non vuole che intervengano troppo le sue
proiezioni personali sulle persone che ha
dinanzi, ferme nella posa. Ma lo spessore
psicologico è molto vicino, anche se con un
altro approccio, a quello dei capolavori di
Lotto, di Antonello da Messina, o di altri
artisti sensibili alla registrazione del dato
emotivo, con una riuscita traduzione in
tedesco del ritrattismo fiammingo. Holbein
si confronta col soggetto, utilizzando la
sonda dell’immedesimazione e dell’osserva-
zione tagliente. Poi lascia che sia la pittura
a fare il resto. E nel tempo che occorre per
realizzate un dipinto nei minimi particolari
forse entrano anche intuizioni, idee o do-
mande di colui che sta realizzando l’opera.
Ogni ritratto è un esercizio per indagare, o
forse solo per inseguire, «il fulmineo per-
corso dei circuiti mentali che catturano e
collegano punti lontani dello spazio e del
43
44
Nella pagina a fianco,
in senso orario:
Ritratto di Enrico VIII
(1539-1540);
Roma,
palazzo Barberini,
Galleria nazionale
di arte antica.

Ritratto di Edoardo,
principe di Galles
(1538 circa);
Washington,
National Gallery of Art.

Ritratto
di Anna di Cleve
(1539);
Parigi,
Louvre.

Ritratto
di Jane Seymour
(1536-1537);
L’Aja,
Mauritshuis.

Ritratto di Cristina
di Danimarca
(1538 circa);
Londra,
National Gallery.

45
Ritratto
di John Godsalve
(1532 circa);
Windsor,
Windsor Castle,
Royal Collection.

Ritratto
di Cyriacus Kale
(1533);
Braunschweig, Herzog
Anton Ulrich-Museum.

tempo»(38). L’esattezza e l’incisività dello


sguardo, quindi, devono essere precisi il
più possibile, soprattutto per cogliere un
decimo di secondo che si fa vedere, colto da
un fortunato “carpe diem”, nel tempo lungo
dello spirito umano, che prova sensazioni
indefinite. Esemplari sono i ritratti di Un
uomo di trentanove anni (1533), di Dirk
Tybis (1533), di Cyriacus Kale (1533), di
Charles de Solier, sire di Morette (1534-1535),
dell’Uomo alla scrivania (1541) e del Gen-
tiluomo ventottenne con falcone (1542). Lo
sguardo di un grande ritrattista sa mostrare
quegli istanti, rari, in cui un viso si illumina,
non necessariamente per una sensazione
estatica, ma anche per distinguere la com-
plessità nelle zone sconosciute della carne,
nel momento stesso in cui nella mente si
sta producendo qualcosa d’incerto, fosse
anche un lampo che pare della stessa na-
tura delle idee. In quell’attimo il ritrattato
si rivolge verso lo sguardo di qualcuno che
sta al di là dei limiti di una cornice. In quel
momento, spostato nel divenire del tempo,
c’è un incontro con chi desidera vedere, e
comprendere, da spettatore.

(38) I. Calvino, Lezioni americane, p. 55.

46
Ritratto Ritratto di uomo
di Charles de Solier, alla scrivania
sire di Morette (1541);
(1534-1535); Vienna,
Dresda, Kunsthistorisches
Gemäldegalerie. Museum.

47
QUADRO CRONOLOGICO

AVVENIMENTI STORICI AVVENIMENTI STORICI


VITA DI hOlbEIN VITA DI hOlbEIN
E ARTISTICI E ARTISTICI

Dürer esegue i dipinti commis- 1497 Quest’anno o il successivo Muore Massimiliano I, il nipote 1519 Torna a Basilea. Si sposa con
sionatigli l’anno prima da Fede- Hans nasce ad Augusta, in Ba- Carlo d’Asburgo eredita i domini Elsbeth Binzenstock, vedova di
rico il Saggio, grande elettore di viera, secondogenito del pittore della casa d’Austria e i resti dei un conciatore. Il 25 settembre
Sassonia: un ritratto di Federico Hans Holbein il Vecchio (1465 domini borgognoni ed è eletto viene ammesso come maestro
e due polittici per la chiesa del circa-1524). imperatore col nome di Carlo nella corporazione dei pittori Zum
castello di Wittenberg; realizza V. Tiziano inizia la Pala Pesaro Himmel. Dipinge il Ritratto di Bo-
inoltre i due Ritratti Fürlegerin, (Venezia, Santa Maria Gloriosa nifacius Amerbach.
le incisioni allegoriche con le dei Frari). Muore Leonardo.
Quattro streghe e il Sogno del
dottore. Leonardo porta a ter- Lutero brucia sulla pubblica 1520 Il 3 luglio ottiene la cittadinan-
mine probabilmente quest’anno piazza di Wittenberg la bolla za a Basilea. Diventa l’artista
il Cenacolo. papale (Exurge Domine) che lo più ricercato dalla committenza
minaccia di scomunica. Muore della città, tanto che il 15 luglio
La Svizzera rifiuta di accogliere 1499 Raffaello. gli viene affidato il prestigioso
le decisioni della Dieta di Worms incarico di decorare la nuova
e ottiene l’indipendenza. sala del Consiglio municipale.
Realizza il dittico: Ecce Homo e
Dürer dipinge l’Autoritratto con 1500 Addolorata.
pelliccia oggi a Monaco.
Alla Dieta di Worms Lutero si 1521 Dipinge, su commissione del gio-
Martin Lutero entra nell’ordine 1505 difende contro l’imperatore, ma vane mercante Hans Oberried da
agostiniano-eremitano a Erfurt. questi lo mette al bando: sarà Friburgo, consigliere di Basilea,
Dürer compie il suo secondo l’elettore Federico a metterlo in un’opera monumentale per un
viaggio in Italia, soggiornando salvo facendolo rapire e por- altare. Si sono conservate solo
per oltre un anno a Venezia. tare al sicuro nella fortezza di due tavole, raffiguranti l’Adora-
Cranach si reca a Wittenberg, Wartburg. Questo stesso anno zione dei pastori e l’Adorazione
chiamato dall’elettore di Sas- Lutero riceve la scomunica da dei magi, ora nel duomo di Fri-
sonia Federico il Saggio che lo papa Leone X. Lotto firma e data burgo. Nello stesso anno realizza
nomina pittore di corte, carica la Pala di San Bernardino, la Pa- Cristo nel sepolcro, ora all’Öffen-
che manterrà per il resto della la di Santo Spirito (entrambe a tliche Kunstsammlung di Basilea.
sua vita. Bergamo) e il Congedo di Cristo Nasce Phillip, il suo primogenito.
dalla Madre di Berlino.
Lega santa promossa da papa 1511 Holbein il Vecchio ritrae i due
Giulio II contro la Francia: vi par- figli in un disegno, scrivendo Viene eletto papa Adriano VI. 1522 Johannes Gerster, segretario co-
tecipano Venezia, la Spagna, la accanto alle effigi i rispettivi Prima edizione del Nuovo te- munale di Basilea, gli commis-
Confederazione elvetica e, più nomi e indicando esattamente stamento tradotto in tedesco siona la pala raffigurante la Ma-
tardi, l’Inghilterra. Erasmo pub- l’età («Hanns» quattordicenne e da Lutero. Tiziano esegue il ri- donna col Bambino e due santi
blica l’Elogio della pazzia. «Prosy» diciassettenne). tratto ufficiale del doge Antonio per la chiesa parrocchiale di St.
Grimani. Martin.
Asburgo: rinnovo dei trat- 1515 A Basilea, Hans e il fratello Am-
tati ereditari con Boemia e brosius (1493/1494 circa-1519) Muore Adriano VI e viene eletto 1523 Instaura stretti rapporti con
Ungheria e accorta politica lavorano come apprendisti nella papa Clemente VII Medici. Lot- Erasmo da Rotterdam. Dipinge
matrimoniale premesse della bottega del pittore Hans Herbst. to dipinge le Nozze mistiche di tre ritratti del grande umanista
monarchia universale asburgi- Illustrano per il teologo Oswald santa Caterina. olandese.
ca. Francesco I re di Francia. Geisshüsler, detto Myconius
Dürer: xilografia del Rinoce- (1488-1552), un esemplare Ha inizio la cosiddetta “guerra 1524 Tra quest’anno e il successivo
ronte e inizio di quella masto- dell’Elogio della pazzia di Erasmo dei contadini” nella Germania realizza l’Altare della Passione.
dontica dell’Arco di trionfo di da Rotterdam. meridionale, condannata da Sono giunte fino ai nostri gior-
Massimiliano I. Lutero e ferocemente repres- ni solo le facce interne degli
sa. Dürer realizza il Ritratto di sportelli, con otto scene del-
Carlo d’Asburgo eredita i domini 1516 Realizza il doppio ritratto del bor- gentiluomo del Prado e l’ultima la Passione, ora all’Öffentliche
della Corona spagnola. Lorenzo gomastro di Basilea Jacob Meyer effigie incisa di Federico di Sas- Kunstsammlung di Basilea. Nella
Lotto termina la Pala Martinen- zum Hasen (1482-1531) e di sua sonia. Lotto affresca le pareti primavera di quest’anno si reca
go (Bergamo). Muore Giovanni moglie Dorothea Kannengiesser, dell’oratorio di Battista Suardi a in Francia. Spera di essere as-
Bellini. Tommaso Moro pubblica opera datata e firmata dall’artista Trescore (Bergamo) e inizia a la- sunto come pittore della corte di
L’utopia. con le iniziali «HH». vorare ai cartoni per le tarsie del Francesco I. Il suo viaggio tocca
coro di Santa Maria Maggiore a Bourges (ne è prova il disegno
Lutero, che può contare sulla 1517 Lavora quest’anno e il successivo Bergamo. del monumento del duca Jean
protezione del principe elettore a Lucerna, mentre il padre è impe- de Berry e della moglie, sito nella
di Sassonia Federico il Saggio, gnato ad affrescare gli interni del- cattedrale della città) e i castelli
affigge sulla porta della catte- la casa patrizia degli Hertenstein. di Blois (una veduta del castello è
drale di Wittenberg le sue 95 Realizza il Ritratto di Benedikt von nel decimo foglio delle xilografie
tesi che costituivano un attacco Hertenstein, e il Ritratto femminile della Danza macabra) e di Am-
diretto contro il papa e la curia (1517-1518 circa), ora conservato boise. Ma in Francia non riesce a
di Roma: è l’atto di nascita uf- a L’Aja, al Mauritshuis. Il 10 dicem- far carriera.
ficiale della Riforma protestan- bre di quest’anno è condannato a
te. A Roma, Raffaello e la sua pagare un’ammenda a causa di Nel quadro del conflitto franco- 1526 Del 29 agosto è una lettera di
bottega dipingono le Logge in una rissa con lo stocco, un’arma asburgico, il re Francesco I (fat- raccomandazione di Erasmo a
Vaticano e la loggia di Psiche bianca. Già l’anno precedente a to prigioniero l’anno precedente Petrus Aegidius, segretario co-
della villa Farnesina. Leonardo Basilea, assieme ad Ambrosius, nella battaglia di Pavia e con- munale di Anversa, perché faccia
si trasferisce ad Amboise, alla era stato coinvolto in una seria dotto in Spagna) viene costretto in modo di mettere in contatto
corte di Francesco I di Francia. contesa con alcuni cittadini. Tra il alla pace di Madrid e rinuncia Holbein con lo stimato pittore
1517 e il 1518, molto probabil- a Milano, Napoli e alla Borgo- Quentin Metsys. Dipinge Laide
mente, intraprende un viaggio in gna. Rilasciato (i due figli sa- di Corinto, la Madonna del borgo-
Lombardia e Veneto, per vedere ranno trattenuti in Spagna come mastro Meyer (1526-1529), e il
da vicino i risultati formali dei suoi ostaggi), riprende a combattere Ritratto di dama con scoiattolo e
colleghi italiani. l’impero. storno (1526-1528).

48
AVVENIMENTI STORICI AVVENIMENTI STORICI
VITA DI hOlbEIN VITA DI hOlbEIN
E ARTISTICI E ARTISTICI

Sacco di Roma da parte dei lan- 1527 Tra la fine del 1526 e l’inizio di Tommaso Moro è condannato a 1535
zichenecchi al soldo dell’impe- quest’anno, si reca per la prima morte per aver rifiutato di accet-
ratore Carlo V d’Asburgo: papa volta in Inghilterra. A Londra vie- tare lo scisma anglicano e l’Atto
Clemente VII Medici è assediato ne accolto da Tommaso Moro. di supremazia.
in Castel Sant’Angelo. Tra i con- Disegna e dipinge una serie di
traccolpi del Sacco, l’espulsione ritratti: Tommaso Moro e i com- Anna Bolena viene accusata di 1536 In quest’anno e nel successivo è
dei Medici da Firenze dove viene ponenti della sua famiglia; l’ar- adulterio e incesto e giustiziata. attestato come pittore di corte,
instaurata la repubblica. Lotto civescovo di Canterbury, William A pochi giorni di distanza, Enri- con lo stipendio di trenta ster-
dipinge il Ritratto di giovane, ora Warham; Sir Henry Guildford; co VIII sposa Jane Seymour che line all’anno. Dipinge il Ritrat-
all’Accademia di Venezia. Mary Wotton. Nasce Katharina, morirà l’anno successivo dopo to di Enrico VIII (la versione del
sua secondogenita. aver dato alla luce il principe Thyssen-Bornemisza di Madrid),
Edoardo. Michelangelo inizia il Ritratto di Jane Seymour, il
L’Inghilterra di Enrico VIII si allea 1528 A Londra realizza il Ritratto di l’affresco col Giudizio universale Ritratto di Sir Richard Southwell,
alla Francia ed entra in guerra Nikolaus Kratzer; e il Ritratto di nella Cappella sistina (comple- e il Ritratto di Simon George di
contro Carlo V. Il re inglese fa Thomas Godsalve con il figlio tato nel 1541). Cornovaglia.
pressione su papa Clemente VII John. In agosto ritorna a Basilea
per far dichiarare invalido il suo e compra una casa. Dipinge il 1538 Incaricato da Enrico VIII (divenuto
matrimonio con Caterina d’Ara- Ritratto della moglie con i due vedovo dopo la morte di Jane
gona, zia di Carlo V. Il pontefi- figli maggiori. Seymour), fa un viaggio sul con-
ce, preoccupato per la reazione tinente per ritrarre le candidate
dell’imperatore, si dimostra ri- alle nozze col re d’Inghilterra.
luttante. Muore Dürer. Dal 10 al 12 marzo, a Bruxelles,
esegue il disegno della nipote
Pace di Cambrai tra Francesco I 1529 In febbraio, a Basilea, scoppiano di Carlo V, che rielabora in un
e Carlo V. Clemente VII, ormai in i tumulti iconoclasti nel corso dei secondo tempo a Londra rea-
pace con l’imperatore, è sem- quali molte sue opere finiscono lizzando il Ritratto di Cristina di
pre più restio ad acconsentire bruciate. Danimarca. Si reca a Basilea per
al divorzio di Enrico VIII. Questi salutare famiglia e amici. Parte
nomina Lord cancelliere Tom- dalla città svizzera assieme al
maso Moro al posto del cardi- figlio maggiore Phillip. A Parigi, lo
nale Wolsey. introduce come apprendista nella
bottega dell’orafo Jacob David
Clemente VII incorona a Bologna 1530 Tra quest’anno e il 1535 realizza di Basilea.
Carlo V imperatore e re d’Italia. l’Allegoria dell’Antico e del Nuovo
Dopo un lungo assedio, gli im- testamento. 1539 In luglio ritorna sul continente, a
periali conquistano Firenze dove Düren, per ritrarre Anna di Cle-
la repubblica cade e rientrano i ves, la nuova promessa sposa
Medici, restaurati nella persona di Enrico VIII. Esegue il Ritratto
del duca Alessandro: si profila la di Enrico VIII, ora alla Galleria na-
nascita di uno Stato principesco zionale di arte antica di Roma.
regionale. Regala al re il Ritratto di Edoardo,
principe di Galles, l’erede al tro-
1532 Entro i primi sei mesi del 1532 no. Dipinge il Ritratto di Thomas
lascia Basilea. Ritorna a Londra, Howard, duca di Norfolk (1539-
e affitta una casa in Mayden La- 1540 circa).
ne, vicino alla cattedrale di St.
Paul. Tra quest’anno e il 1533 Enrico VIII sposa Anna di Cleves 1540 Riceve in eredità i beni dello zio
dipinge numerosi ritratti dei ma qualche mese dopo ottiene Sigmund, morto a Berna. Dipin-
mercanti della Lega anseatica l’annullamento e prende in mo- ge il Ritratto di uomo con lette-
dello Stalhof (Georg Gisze, Her- glie Katherine Howard, nipote ra e guanti, il Ritratto di Marga-
mann Wedigh, Derich Born, Her- del suo nuovo primo ministro ret Wyatt, Lady Lee e il Ritratto
mann Hillebrandt Wedigh, Dirk Lord Norfolk. di Caterina Howard (1540-1541
Tybis, Cyriacus Kale) e, entrato circa).
al servizio di Enrico VIII, realiz-
za molti ritratti di personaggi La quinta moglie di Enrico VIII, 1541 Realizza il Ritratto del poeta
di corte: un componente della Katherine Howard, è rinchiusa Henry Howard, conte di Surrey
famiglia Reskimer of Murthyr, nella Torre di Londra con l’accu- (1541-1543 circa) e il Ritratto di
Sir Nicholas Carew, Robert Che- sa di condotta immorale. uomo alla scrivania.
seman, gli ambasciatori francesi
Jean de Dinteville e Georges de Enrico VIII assume il titolo di re 1542 Dipinge il Ritratto di gentiluomo
Selve. d’Irlanda. Katherine Howard è ventottenne con falcone e due
giustiziata. Autoritratti (1542-1543).
Enrico VIII sposa in segreto Anna 1533
Bolena che è incoronata regina Nel quadro dell’ultimo conflit- 1543 Esegue il Ritratto di Antonio il
(giunge puntuale la scomunica to tra Francia e impero, scop- Buono di Lorena e il Ritratto di
del papa) e dà alla luce Elisa- piato l’anno precedente, Enrico John Chambers, uomo di chiesa
betta, futura regina d’Inghilter- VIII stringe un patto di alleanza e medico personale di Enrico VIII.
ra; nel 1531 il sovrano si era con Carlo V contro Francesco I. Muore a Londra, probabilmente
autoproclamato capo supremo Questo stesso anno, il sovrano di peste, tra il 7 ottobre (data in
della Chiesa inglese, decisione inglese sposa la sua sesta mo- cui redige, davanti a quattro te-
determinante per condurre in glie, Catherine Parr, vedova di stimoni, un testamento con cui
porto lo scisma anglicano. Lord Latimer. dispone il sostentamento dei due
figli illegittimi e il pagamento di
Paolo III succede a Clemente VII. 1534 Tra quest’anno e il seguente: Ri- debiti contratti con altri artisti al
Rottura definitiva tra Inghilter- tratto di Charles de Solier, sire di servizio del re) e il 29 novembre,
ra e papato sancita dall’Atto di Morette e Ritratto di uomo con quando viene inumato nel cimi-
supremazia. liuto e quaderno di musica. tero di St. Andrews.

49
bibliografia

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Cristo nel sepolcro


(1521-1522);
Basilea,
Öffentliche
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