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Fotoconsigli: scattare sotto la pioggia - National Geographic 18/01/11 14.

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Fotoconsigli: scattare sotto la pioggia


I trucchi dei grandi fotografi di National Geographic. Vedi gli altri fotoconsigli

Fotografia di Jim Richardson

fotoconsigli

Nel corso del nostro workshop di National Geographic Expeditions a Venezia qualche anno fa è accaduta una
cosa meravigliosa: ha piovuto per l'intera settimana.

Pioveva talmente tanto che abbiamo pensato di poter assistere al leggendario fenomeno dell'acqua alta a San
Marco, ma non abbiamo avuto questa fortuna (o sfortuna, a seconda dei punti di vista). Pioveva quando siamo
andati a Murano, pioveva qundo siamo andati al ponte di Rialto, pioveva quando siamo andati in gondola.
"Ragazzi, questa è una grande opportunità”, continuavo a ripetere agli allievi mentre camminavamo sotto i
nostri ombrelli. Ma nessuno voleva credermi. Avevo l'aria di un povero ratto inzuppato che faceva di tutto per
essere ottimista in una situazione disperata.

Poi è accaduta una cosa meravigliosa: è uscito il sole. I miei studenti sono corsi nelle calli e nelle piazze per
immortalare finalmente le glorie di Venezia, e... credeteci o no, sono rientrati alla base molto delusi. "Era meglio
quando pioveva!”, ripetevano quasi tutti.

In effetti, Venezia aveva un aspetto magico sotto la pioggia. Nel caso non ve ne foste accorti, questa città viene

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fotografata parecchio, ma grazie alla pioggia quei luoghi cha abbiamo visto e rivisto fino alla nausea
assumevano un'aria più fresca e interessante, come fossero qualcosa di nuovo da scoprire. Sarà anche
scontato, ma vale la pena di ripeterlo: quando comincia piovere, i bravi fotografi escono a fotografare.

Naturalmente, fotografare sotto la pioggia pone dei problemi, che suddividerei in due categorie distinte: uno,
come mantenere la propria macchina fotografia all'asciutto (chi se ne importa se si bagna il fotografo...); due,
come mostrare la pioggia nelle fotografie. Questo secondo problema sembra un paradosso: come non mostrare
la pioggia nelle fotografie se sta piovendo? Per quanto strano possa sembrarvi, molto spesso la pioggia appare
smorta, grigiastra e pressoché invisibile quando la fotografate.

Perciò, eccovi qualche consiglio:

Portate un impermeabile per la vostra macchina fotografica. Esistono centinaia di custodie impermeabili
per macchine fotografiche sul mercato. Il vero problema consiste nell'averne una con sé quando comincia a
piovere. Una custodia in gradi di proteggere la vostra macchina in ogni condizione (dal temporale all'uragano) è
probabilmente troppo ingombrante per portarsela sempre dietro. Personalmente consiglio di portarsi dietro una
di quelle custodie semplici e poco ingombranti con due aperture elastiche (una davanti per l'obiettivo, l'altra
dietro che permette di infilare le mani per accedere alle leve e ai comandi della macchina).

In alternativa, una busta di plastica serve allo scopo: basta praticare un buco sul fondo per l'obiettivo, e
infilare le mani dal lato aperto. Non è proprio il massimo dell'impermeabilizzazione, ma in casi di emergenza
può risolvere il problema.

Infilatevi sotto un portone o un tendone: piazzatevi in un punto asciutto e aspettate che le fotografie vengano
da voi. Bevete un bicchiere, leggetevi un libro, chiacchierate con un amico. Abbiate pazienza.

Scattate dall'interno della vostra auto: spesso la migliore soluzione è proprio questa, e in alcuni casi può
essere l'unica. In gere si può tranquillamente abbassare il finestrino restando all'asciutto, soprattutto se avete il
vento alle spalle.

Compratevi un ombrello: porto sempre un piccolo ombrello pieghevole nella mia borsa; è lungo appena 13
centimetri da piegato, e da aperto è abbastanza grande per non far inzuppare la macchina fotografica. Se vi
trovate in città e comincia a piovere, cercate un venditore ambulante di ombrelli; sicuramente salterà fuori da
qualche parte. A Venezia ne ho trovato uno che me ne ha venduti ben due, di due colori diversi (Perché?
Continuate e leggere che ve lo spiego). L'ideale è avere un assistente fidato - o un compagno paziente - che ve
lo regga, ma ho scoperto che riesco a scattare abbastanza bene tenendo l'ombrello con la sinistra, che regge
anche la macchina fotografica mentre scatto. Non è una soluzione comodissima, ma ha il vantaggio che
l'ombrello rimane esattamente sopra l'apparecchio. Inutile dirvi che questa soluzione non è raccomandabile in
caso di temporale; gli ombrelli possono diventare ottimi parafulmini, e non vi consiglio di sperimentarne
l'efficacia. Ricordate: se sentite il tuono, vuol dire che i lampi sono abbastanza vicini.

Includete l'ombrello nella foto: forse non lo sapevate, ma il vostro ombrello può essere un'ottima quinta per le
vostre composizioni. Se lo abbassate fino alla parte superiore dell'inquadratura quando scattate con il
grandangolo riempie piuttosto bene tutta la parte superiore della foto, fornendo un'ulteriore indicazione del fatto
che sta effettivamente piovendo. Se poi state fotografando una strada piena di gente con l'ombrello, il vostro
può entrare a far parte della scena. Ma l'ombrello ha anche un'altra importante funzione: le nubi temporlesche
hanno un aspetto buio e minaccioso, ma di fatto sono spesso loro la fonte di luce della vostra foto sotto la
pioggia. La coneguenza è che le nubi nella parte superiore dell'inquadratura sono luminose, mentre la parte
inferiore è buia. Se usate l'ombrello per coprire quelle nubi luminose, la fotografia viene esposta in maniera più
equilibrata. (perché ho comprato due ombrelli di colore diverso a Venezia? Non sapevo quale dei due sarebbe
venuto meglio nelle foto...)

Sfruttate i riflessi: a meno che non vi trovate in un acquazzone, è difficile fotografare la piogga stessa, perciò
dovete trovare degli indizi visivi che dimostrano che sta piovendo. Spesso la pioggia trasforma scene banali in
ricche tapezzerie di riflessi, comìe ad esempio le strade di Venezia che luccicavano di pioggia durante la notte
nel corso del nostro workshop. È anche per questo che ho inseguito quel povero piccione per tutta la piazza,
cercando di stagliare la sua silhouette davanti ai riflessi delle vetrine.

Illuminatela da dietro: la pioggia è più visibile se è illuminata da dietro. La luce che attraversa le gocce è più
concentrata e leggermente più luminosa rispetto al resto della scena. Quindi cercate delle fonti di luce e scattate
in quella direzione: un lampione di notte, o il sole che sbuca tra le nubi. In ogni caso, le regole sono sempre le

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stesse: primo, più siete in linea con la fonte di luce, meglio si vedranno le gocce; due, più siete in linea con la
fonte di luce, più il resto dell'immagine verrà sottoesposta. Quindi, cercate sempre quell'angolazione magica che
non sia proprio esattamente puntata contro la luce, la famosa "giusta via di mezzo". Tra parentesi, in questi casi
l'ombrello di cui si parlava prima può anche fungere da parasole.

Utilizzate un pochino di flash: eh? dici sul serio? Si, dico sul serio. Il flash è ottimo per illuminare le gocce,
anche se in genere questa è una cosa negativa perché sparerà troppo forte nel tentativo di illuminare il
soggetto. La soluzione è abbassare la potenza del flash (tipo -3.0 stop) in modo che dia appena un po' di
luminosità alle gocce che cadono. Non è una tecnica semplicissima, e dovrete procedere per tentativi, ma se
funziona può conferire un effetto magico alle vostre foto (e a volte funziona anche con le neve).

Cercate le emozioni sui volti delle persone: la piogga ci trasforma, ci porta a reagire con una gamma molto
ampia di emozioni, dalla rabbia dei pendolari inzuppati alla gioia improvvisa dei bambini. Se riuscite a catturare
quelle emozioni, avrete una grande foto sotto la pioggia.

(17 gennaio 2011) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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...perdersi nell' aldilà del mare


(1 foto/audio/video)

Santa Maria di Leuca (Puglia)...punta estrema del tacco d' Italia...

Inviato da volturno127 il 17 gennaio 2011 alle 21:08

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