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IL POSITIVISMO: FILOSOFIA

Il positivismo è un movimento filosofico e culturale che nasce in Francia nella prima metà
dell’Ottocento e che si diffonde nel resto d’Europa nella seconda parte del secolo

Questo movimento si sviluppò grazie al fatto che industrializzazione iniziò ad espandersi in


tutto il continente e questo permise un enorme sviluppo scientifico, di conseguenza le persone
di fronte alle scoperte scientifiche e alle innovazioni tecnologiche acquisiscono maggiore
fiducia nella capacità della scienza di spiegare la realtà ma anche di migliorarla ritenendola
capace di risolvere tutti i problemi dell’umanità. Esso nasce come reazione agli esiti
irrazionalistici del romanticismo e ha dei punti in comune con l’illuminismo come ad
esempio la fiducia nella ragione e nella scienza e nella medicina infatti il Positivismo afferma
la centralità della scienza, la quale sta alla base del progresso dell’uomo e della società
affermando il metodo scientifico come unica via di accesso alla verità e inoltre sostengono
che questo metodo debba essere esteso a tutti i campi della conoscenza compresi quelli che
riguardano l’uomo e la società.(concezione della natura, dell’uomo e della società umana è
meccanicistica deterministica

Il fondatore di tale corrente è Comte il quale offre il significato del termine “positivo” che
delinea tutto ciò che è reale e sperimentale in opposizione a ciò che è metafisico ovvero ciò
che esiste al di là della realtà
Il positivismo nasce in Francia perché si presenta all'avanguardia dal punto di vista scientifico
inoltre a Parigi era stata fondata la Scuola politecnica, frequentata anche da Comte con
l’intento di fornire ai giovani una solida formazione scientifica, basata soprattutto sulla
matematica, la fisica e la chimica

La Francia è la nazione che ha assistito all'ascesa della borghesia, classe di cui il positivismo
caratterizzato dalla fiducia nell'uomo, nella scienza esprime gli ideali e le aspirazioni. Il
positivismo può essere considerato una ripresa del carattere illuministico del quale condivide
le linee di fondo come la fiducia nella ragione e il concreto in opposizione all’astratto vi sono
alcune differenze

L'Illuminismo era una filosofia critica e rivoluzionaria espressione di una borghesia


impegnata nell'affermazione dei suoi diritti contro l'aristocrazia, il positivismo è espressione
della borghesia industriale e capitalistica che, avendo ormai conquistato il potere, ha perso
ogni carica rivoluzionaria. In questo senso i suoi esponenti spesso risultano
contemporaneamente conservatori in politica e progressisti sul piano scientifico: se da un lato
affermano il valore incontrastato della scienza, promuovendo la lotta ai pregiudizi e ad ogni
forma di oscurantismo, dall'altro ritengono che il rinnovamento sociale non debba essere
affidato a un processo rivoluzionario disordinato

In Inghilterra, nazione protagonista dello sviluppo industriale, converge e stimola la visione


del mondo positivista la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, le cui conseguenze sul
piano filosofico e sociale verranno tratte da Herbert Spencer, pensatore di rilievo che
condivide un atteggiamento positivista, ma non legato all’evoluzionismo, nonché
dall’utilitarista e liberale John Stuart Mill. In Italia la cultura positivista si afferma solo dopo
il 1870 e rielabora temi provenienti da Francia e Inghilterra e vede Roberto Ardigò.
COMTE: Vita e pensiero

Comte è il fondatore del positivismo e il padre della sociologia. il quale riconosce il primato
assoluto della scienza, vista come la base del progresso dell'uomo e della società.

La concezione della scienza come strumento di miglioramento della società, idea centrale del
positivismo, trova il suo interprete più ispirato e significativo in Comte; vive in un'epoca di
grande instabilità sociale e di profonde trasformazioni politiche, che egli avverte come
fenomeni distruttivi. Ma Comte non perde il proprio ottimismo di fronte alle difficoltà sociali
e politiche, e confida che la scienza possa liberare la società moderna dal disagio e
contribuire a riorganizzare in modo razionale la vita collettiva. Secondo Comte la crisi che
travaglia la società europea è innanzitutto una crisi culturale e per risolverla è necessaria la
diffusione della conoscenza scientifica affinché i possano sanare i mali da cui la società è
afflitta.

La legge dei tre stadi

Allo scopo di spiegare l'importanza della scienza nella società contemporanea, Comte ritiene
indispensabile dare uno sguardo d'insieme alle vicende dell'umanità, perché convinto che
ogni concezione possa essere compresa soltanto attraverso lo sviluppo storico che la
caratterizza. Il fondamento della sua filosofia positiva infatti è una visione della storia come
progresso di crescita costante ed ineluttabile, scandito in tre momenti fondamentali. Si tratta
della famosa “legge dei tre stadi” Secondo tale legge ogni società, nel suo sviluppo, attraversa
tre stadi, quello teologico o fittizio, quello metafisico o astratto e quello scientifico o positivo
e a ognuno corrisponde un tipo particolare di sapere e di metodo conoscitivo:

1) Nello stadio teologico lo spirito umano, servendosi dell’immaginazione, tende alle


conoscenze assolute per spiegare l’origine del mondo. Cerca le cause prime e finali per
spiegare l’intima naturale dei fenomeni, che appaiono inaccessibili alla sua mente perché
prodotti dall’azione di agenti sovrannaturali.la spiegazione di eventi è affidata alla divinità.
Analizzando più in concreto questo primo stadio, Come lo vede articolarsi a sua volta in tre
fasi. La prima è rappresentata dal feticismo, che consiste nell'attribuire una vita propria a
varie entità, considerandole dotate di poteri superiori a quelli degli uomini ne è un esempio
l'adorazione degli astri. La seconda fase consiste nel politeismo, in cui l'uomo comincia a
credere in misteriosi esseri invisibili (gli dei).L’ultima fase è il monoteismo in cui la religione
si semplifica a tal punto che l'uomo riconosce un solo dio; contemporaneamente, però,
comincia l'inevitabile declino della teologia, in quanto la ragione restringe enormemente il
campo dell'immaginazione e della fantasia che dominavano questa fase, preparando la strada
allo stadio successivo. Ma uno stato ancora superstizioso.

2) Si passa così al momento metafisico che costituisce una semplice variazione del primo, in
quanto lo spirito umano tenta di spiegare l'intima natura dei fenomeni, l'origine e la causa di
tutte le cose non più mediante gli dèi, bensì attraverso concetti astratti, essenze, idee. La
metafisica in fondo, non è nient'altro che una sorta di teologia privata delle sue pretese
religiose e che ha un presentimento dello stadio positivo, grazie all'importanza che attribuisce
al ragionamento critico

3) Nello stadio positivo lo spirito umano riconoscendo l’impossibilità di ottenere conoscenze


assolute, rinuncia a domandarsi quale sia l’origine e il destino dell’universo, quali siano le
cause dei fenomeni, e va alla ricerca delle connessioni tra i fenomeni e delle leggi che tali
connessioni regolano i fenomeni del mondo, l'uomo rinuncia alla ricerca dei perché delle cose
per concentrarsi sul come accadono. Comte definisce questa fase come la fase in cui
l'intelligenza umana ha raggiunto la piena maturità, in quanto si è liberata dalle inutili
elaborazioni astratte e si è diretta allo studio scientifico dei fatti, mediante osservazione e
ragionamento

Il parallelismo tra storia dei singoli e storia del mondo

La legge dei tre stadi trova conferma sia nella storia dei singoli sia in quella del mondo
Analogamente, nella storia della civiltà occidentale si sono succedute tre fasi in cui tali
modalità di interpretazione erano prevalenti: il Medioevo (infanzia) in cui i fenomeni sono
spiegati con il ricorso a cause sono naturali e si afferma una monarchia teocratica e militare il
mondo moderno fino alla Rivoluzione francese (giovinezza), in cui la ragione ricorre
all'ipotesi di forze astratte e l'età contemporanea (età adulta) al filosofo in cui finalmente si
rinuncia alle nozioni assolute indagando le leggi effettive della realtà

Secondo Comte bisogna evitare di considerare il passato unicamente come fonte di errori,
egli ritiene che il sistema teologico e quello metafisico siano state le risposte più adeguate che
gli uomini hanno potuto dare, in determinate epoche, alle esigenze conoscitive.Questa visione
storica del progresso spirituale dell'umanità è uno dei maggiori esiti del positivismo. Dopo
aver spiegato lo sviluppo della conoscenza attraverso la legge dei tre stadi, Comte concentra
l'attenzione sullo stadio positivo. Dunque Comte lotta per affermare lo stadio positivo ma
propone anche la necessità di una nuova classificazione delle scienze che venga fatta in
maniera razionale secondo un ordine logico, storico e pedagogico, dalla più generale alla più
particolare, dalla più semplice alla più complessa. L’ordine delle scienze che lui propone è
costituita da cinque scienze: 1) astronomia 2) fisica 3) chimica 4) biologia 5) sociologia. In
tale schema non sono comprese ne la teologia né la metafisica poiché non sono considerate
scienze positive. Neppure la psicologia perché essa, basandosi sull’introspezione, non può
essere oggettiva . La Matematica è esclusa dall'elenco perché è il metodo alla base di tutte le
scienze. Comte inoltre propone di trasformare la politica, l’etica, l’indagine sull’uomo e sulla
società in una scienza, la sociologia cercando delle leggi razionali effettive che spieghino
l’agire umano. Infatti uno dei caratteri fondamentali della filosofia di Comte è la nascita della
sociologia o fisica sociale intesa come una vera e propria scienza. una scienza non solo
teoretica ma anche pratica. Così dovrebbe fornire le leggi che guidano i fenomeni sociali Essa
mira alla ricerca di leggi che regolano la vita sociale allo studio dell’umanità. Per Comte è la
scienza più importante a suo giudizio perché l'epoca in cui vive è un'epoca di crisi e secondo i
positivisti la crisi si poteva affrontare solo mediante la scienza, la sociologia in quanto
scienza avrebbe gestito la società in maniera adeguata, è con la sociologia che l’uomo può
ottenere il dominio e il controllo della realtà umana.
Secondo Comte la sociologia si divide in due sezioni:
-Statica sociale: studia le condizioni della stabilità e dell’armonia della società, ovvero il suo
ordine; la seconda si occupa delle condizioni dello sviluppo e del passaggio da un sistema
all’altro,ovvero il progresso. «Ordine e progresso»

-Dinamica sociale: si occupa delle trasformazioni della società, ovvero il progresso. «Ordine
e progresso. Il progresso è una nozione essenziale per Comte esso implica l'idea del
perfezionamento incessante dell'umanità.Il momento conclusivo dell'evoluzione sociale è lo
stadio positivo, in cui si afferma una condizione di equilibrio fondata sulla conoscenza
scientifica dei fenomeni e sulla possibilità di dominarli in tutti gli ambiti dell'esperienza
umana. A tale stadio corrisponde secondo Comte un regime politico denominato
«sociocrazia», basato sulla sociologia e sulla filosofia positiva; regime che deve avere un
carattere assolutistico, in quanto le idee di libertà individuale tipiche delle epoche
rivoluzionarie, sono per il filosofo fonte di anarchia e di disordine

MILL
Mill è uno degli esponenti del positivismo inglese e sostenitore e teorico del metodo induttivo
ed esponente del liberalismo politico e padre della psicologia moderna.
John crebbe in un ambiente molto stimolante e segue un rigido programma educativo , grazie
al padre farà parte di gruppi culturali dell’epoca dove entrerà in contatto con il filosofo più
rappresentativo dell'utilitarismo sociale Bentham . L'incontro con le idee di Bentham e la
scoperta del principio della massima felicità hanno la funzione di una vera e propria
rivelazione per l'adolescente Mill, fu attivo politicamente.

Mill cade in una grave crisi depressiva che lo porta a riflettere sulla sua condizione e sulla sua
felicità per la quale elabora una teoria sulla felicità individuale ma da un punto di vista
sociale infatti per Mill non esiste la felicità individuale ma il singolo è felice soltanto in
relazione agli altri e quindi essa coincide con la felicità collettiva. Il filosofe riconosce di aver
inseguito un ideale di vita troppo individualistico e di esserne rimasto deluso. Siamo
veramente felici soltanto se non ci preoccupiamo della nostra felicità individuale, ma ci
poniamo obiettivi diversi come soddisfazione degli altri.
Qualche anno dopo incontra Harriet Taylor una donna a cui s lega molto e che lo aiuta ad
uscire dalla depressione e lo stimola dal punto di vista culturale etico e filosofico poiché è
una donna molto colta con delle idee femministe molto spiccate. Mill scopre i sentimenti
senza mai rinnegare la cultura dell'intelletto riconoscendo che essi possono costituire
un'importante fonte di felicità individuale e sociale.

Il metodo induttivo
Secondo Mill per comprendere quali sono gli elementi ultimi della conoscenza umana è
necessario utilizzare un metodo induttivo che si basa su osservazioni particolari infatti
intende fornirne un metodo di conoscenza basato sulla verifica empirica. Il processo di tale
metodo viene svolto dall’induzione ossia il procedimento che da una serie di fenomeni
particolari trae una legge generale ed esso si basa sull’esperienza già vissuta. Però la nostra
conoscenza essendo limitata è solo probabile, non possiamo prevedere con certezza il futuro
Questo tipo di conoscenza possiamo dire che consente di giungere a conclusioni probabili e
quindi anche alla possibilità di prevedere alcuni eventi futuri in base alle esperienze passate.

Tale giustificazione si basa sul principio di uniformità della natura, il quale afferma che la
natura è regolata da leggi continue nel tempo e nello spazio: ciò significa che la natura
presenta delle uniformità che non sono date dal caso ma che al contrario sono delle leggi che
ci vengono rivelate dall'esperienza. L’induzione è quindi generalizzazione dell’esperienza:
ciò che è vero in certo momento sarà vero in circostanze simili. Dunque il riconoscimento
delle uniformità delle leggi della natura ha come conseguenza la possibilità di prevedere dei
fenomeni futuri.
Ovviamente vi possono essere delle eccezioni infatti Mill afferma la nostra conoscenza, per
quanto sicura se fondata sull'esperienza non è infallibile ma probabile

Il ragionamento di Mill non fa riferimento solo alle scienze naturali ma egli estende il
principio della prevedibilità degli eventi futuri alle azioni umane quindi una regolarità esiste
nei fenomeni umani dunque è possibile determinare previsioni probabili e che obbediscono a
delle leggi. Mill afferma che, conoscendo il carattere di un individuo, i moventi che agiscono
in lui e le circostanze in cui si trova, è possibile determinare il suo comportamento futuro.
Pertanto studiando l’atteggiamento di una persona si può dedurre un atteggiamento generale
perché per quanto diverse possano essere le personalità degli uomini, se studiamo quel
soggetto potremmo comunque ricavare una legge generale.

Ció non significa operi una riduzione deterministica delle azioni umane che porterebbe a una
negazione del libero arbitrio anzi riconosce che l'essere umano ha la possibilità di educare il
proprio carattere e dunque di incidere, con il proprio giudizio sui condizionamenti ambientali
La scienza a cui è affidato il compito di previsione delle azioni individuali è la psicologia e la
previsione degli eventi sociali futuri spetta alla sociologia. Mill riprende da Comte il concetto
di progresso e una volta determinata la legge del progresso storico sarà possibile prevedere
degli eventi futuri e orientarne il corso attraverso un'opera di educazione e formazione

L'utilitarismo etico
Mill si occupò anche dell’etica, quella branca della filosofia che studia i comportamenti
umani e li distingue in giusti ed ingiusti. Il criterio ammesso da Mill per valutare le azioni
morali è il “principio di utilità”, secondo cui un’azione è giusta se tende a produrre la
massima felicità per il maggior numero di persone. Egli sostiene pertanto una forma di
edonismo, dal momento che identifica la felicità con il piacere. In questo caso, però, vi è una
superiorità dei piaceri intellettuali e morali rispetto a quelli materiali. L'utilitarismo è anche
un'etica delle conseguenze, più che delle intenzioni. Nel compiere un'azione infatti l'uomo si
deve chiedere non per quale motivo ma quali saranno gli effetti ossia quali piaceri o dolori
provocherà per gli altri

L’edonismo di Mill sfocia, in definitiva, in una forma di altruismo. Secondo il filosofo, il


piacere di un individuo è strettamente associato a quello degli altri e, pertanto, la ricerca della
felicità non può essere disgiunta da quella di un miglioramento della società in cui il singolo è
inserito.

La visione economica e politica

La prospettiva etica descritta è strettamente connessa alle convinzioni economiche e Mill


sostenitore di un liberalismo radicale
Per Mill nell'ordine economico ci sono aspetti che possono e devono essere
migliorati.Nell’opera Principi di economia politica egli distingue le leggi della produzione,
che obbediscono a un principio di necessità naturale, e le leggi della distribuzione che
dipendono, invece, dalla volontà umana. Queste ultime possono essere modificate,
promuovendo ad esempio una più equa ripartizione dei beni e delle ricchezze
Queste concezioni sembrano avvicinare Mill alle tesi dei socialisti e alla loro condanna
dell'ingiustizia. In realtà il riconoscimento del valore inviolabile della libertà fa di lui un
radicale oppositore di questa corrente. Il pensiero economico politico del filosofo è sempre
volto alla valorizzazione dell'individuo e alla difesa degli spazi di libertà

Il valore della libertà individuale

Mill espone queste tesi in particolare nel saggio Sulla libertà (On liberty), scritto sotto
l'influenza dell'amata moglie Harriet e ancora oggi considerato uno dei capisaldi della
tradizione liberale occidentale. Scopo del saggio è quello di indagare l'ambito della sua
libertà d'azione dell’uomo Sebbene Mill riconosca allo Stato il potere di fare le leggi e di
dettare le norme del vivere civile, tuttavia ritiene che tale potere non debba trasformarsi in
una ingiustificata dittatura sulla minoranza. In altre parole, esiste un diritto inviolabile alla
libertà di pensiero e di azione -che spetta all'individuo e che nessuna autorità statale può
reprimere o limitare.
DARWIN

Nel 1859 Darwin pubblica L'origine della specie che descrive la teoria dell'evoluzione della
specie. Elaborò quindi, la teoria secondo la quale la variazione delle condizioni ambientali e
l'accrescimento numerico degli individui di una stessa specie pongono agli organismi viventi
«problemi di adattamento»; essi vivono una vera «lotta per l'esistenza» quelli che riescono a
produrre in sé le variazioni (nella loro organizzazione biologica e nelle loro funzioni) adatte
alle nuove condizioni, sopravvivono; quelli che non vi riescono arrivano fino all'estinzione.
In quelli che sopravvivono i nuovi caratteri acquisiti, stabilizzatisi, si trasmettono «per
ereditarietà»; quando essi sono stati acquisiti in modo irreversibile, possono costituire una
trasformazione anche tanto radicale da rappresentare una vera mutazione della stessa specie,
cioè essi possono dare «origine ad una nuova specie». Se così è, il nuovo individuo nella
“lotta per la sopravvivenza” avrà più chance di vivere a lungo e di riprodursi, generando, altri
individui che presentano la medesima mutazione.

FREUD: VITA E L'ISTERIA

Freud è il padre della psicoanalisi una disciplina che vede applicare il metodo scientifico allo
studio della mente.Quella che opera Freud è una rivoluzione culturale e l'impatto è devastante
in quasi tutti i campi del sapere come la medicina ma anche le nuove scienze nate come
sociologia e anche le discipline come l'arte e la letteratura. Freud trasforma l’immagine
dell’io e rivela la parte nascosta dell’uomo ovvero l’inconscio che prevale sul conscio. Nasce
nel 1856 farà vari viaggi e si laurea in medicina e studia da subito le malattie nervose. Negli
ultimi anni della sua vita scappa in Inghilterra a causa delle leggi di Norimberga. Freud si
interessa alle malattie nervose e vuole capire quali siano le cause di esse e l'incidenza che
hanno sul comportamento umano e secondo lo scienziato scoprendone le cause si possono
limitare e correggere gli effetti. Inoltre la curiosità scientifica lo porta a sperimentare la
cocaina di cui studia gli effetti psicologici e di cui lui fa uso. All'inizio pensa che essa possa
curare il dolore psicofisico in sostituzione alla morfina ma dopo la morte dell'amico a causa
della cocaina si renderà conto di aver tralasciato gli effetti collaterali.

Entra in rapporto con un medico Breuer che sta studiando l'isteria a cui egli si interessa
particolarmente. Isteria deriva dal greco e vuol dire utero proprio perché si pensava colpisse
solo le donne. Breuer vuole sperimentare un metodo di studio della mente nuovo ovvero
l'ipnosi una pratica che induce nel soggetto uno stato psicofisico simile al sonno che ha
l’obiettivo di curare. Attraverso questa il paziente può essere condotto a ricordare qualcosa
che non si ricorda più.

Il caso di Anna O.

Era una donna affascinante e intelligente ma affetta da una strana forma di isteria che
determina in lei dei sintomi molto gravi come la tosse, afasia, e la nevrosi più acuta
l'idrofobia, la paura di bere. Dopo tante sedute grazie all'ipnosi racconta un episodio accaduto
quando era bambina. Aveva visto bere da un bicchiere il cane della sua governante provando
grande ripugnanza e secondo Freud questo è stato l'elemento scatenante. Dopo aver
raccontato questo episodio grazie all'ipnosi la donna riesce a superare questa isteria.

Dunque il metodo catartico di Freud e Breuer apre la strada alla psicoanalisi che viene usato
non solo per curare i sintomi dell’isteria ma anche per scoprirne la motivazione con la
convinzione che la malattia si possa curare veramente solo affiorando le cause più profonde
che l’hanno determinata. Secondo i due il soggetto tende a difendersi da tutto ciò che gli può
provocare dolore e come fonte di difesa utilizza l’oblio, dunque dimentica e accantona questi
impulsi nella parte nascosta della mente cioè l’inconscio. Questi fanno accumulare energia
che non viene sfogata e dunque diventano i portatori della nostra nevrosi. A partire da queste
considerazioni Freud osserva meglio l’applicabilità del metodo catartico e l’isteria
- un evento traumatico che abbiamo subito
- ad esso segue una reazione di difesa inconsapevole che è l’oblio
- tutto questo rimosso viene ingabbiato
- questi impulsi repressi vengono fuori e si manifestano attraverso la nevrosi con vari sintomi
psichici

L'interpretazione dei sogni


E’ un’opera rivoluzione e Freud tratta del sogno che comprende avere un ruolo centrale nella
psiche umana, perché è la via d'accesso all'inconscio
Il sogno è una dimensione onirica, rappresenta l'appagamento camuffato di un desiderio
rimosso che non può essere vissuto perché viene represso in quanto immorali o anche
attinenti alla sfera della sessualità. Interpretare un sogno vuol dire accedere alla parte
inconscia della nostra personalità, una parte sconosciuta. Si distinguono due elementi nel
sogno. Il primo è definito contenuto manifesto che è l'oggetto sognato, la vicenda che
ricordiamo che è solo una parte camuffata di un'altra parte cioè il contenuto latente che
rappresenta quel desiderio celato che vorrebbe emergere ma che non riesce e può riferirsi a
tempi lontani quindi nel sogno esistono queste due parti, una rivelata e l'altra no e dunque la
difficoltà dell'interpretazione dei sogni sta nel accedere al contenuto latente e per questo
motivo è necessaria la figura dell'analista.

Per interpretare i sogni per Freud bisogna compiere un lavoro onirico che comprende tutti i
processi per costruire la scena del sogno quindi ciò ci fa comprendere la complessità
dell’interpretazione dei sogni.
Freud approfondisce i meccanismi della memoria e scopre che le stesse forze operanti nei
sogni possono essere riscontrate anche in altri fenomeni che caratterizzano la vita psichica
lapsus (errori involontari nel parlare o nello scrivere) e gli atti mancati (amnesie,
dimenticanze, falsi ricordi, disattenzioni varie). Si tratta di fenomeni che la maggior parte
delle persone reputa insignificanti, ma che sono, in segnali importanti di un conflitto interiore
dovuto alla rimozione di eventi spiacevoli o inaccettabili. Essi sono determinati
dall’alterazione di un'intenzione consapevole a opera di un impulso inconscio

Freud rifiuta l'io come l'agire e il pensare dell'uomo in modo ordinato sempre sottoposto ad
una capacità di analisi. Elabora una visione di mente nuova; è un'unità complessa con sistemi
dotati di funzioni diverse

La psiche si struttura in dei luoghi che sono


- la Coscienza che è la parte consapevole della nostra personalità
-l’inconscio che è la parte nascosta in cui abbiamo confinato ricordi, desideri che dovevamo
dimenticare
- preconscio caratterizzato da contenuti latenti cioè non presenti alla coscienza ma che
possono diventare consapevoli in ogni momento. La psiche è paragonata ad un iceberg la
parte sottostante è l'inconscio e la parte sovrastante e la parte conscia che è meno voluminosa
rispetto all'altra. Questa teoria viene riconosciuta come prima topica. Dopo Freud introduce la
seconda topica che è un secondo modello di suddivisione della psiche e qui individua anche
le funzioni.
Es super io e io

-Es indica il polo pulsionale della nostra psiche è una forza impersonale, e la matrice della
nostra mente e il nostro agire e dunque l'es non conosce né il bene né il male segue solo il
piacere cioè ignora le condizioni morali e le leggi della logica

-Super io è la coscienza morale l'insieme delle norme, di proibizioni e regole che sono
istallate nell'uomo sin da bambino dai genitori e dal mondo circostante. Ed è in parte conscia

Poi l'Io è la parte organizzata della personalità ed è la parte che si ritrova a fare i conti con l'es
è il super io ma anche con il mondo esterno, deve trovare un equilibrio tra il polo pulsionale e
le proibizioni tra le spinte dell'es e le proibizioni del Super io.

Le nevrosi nascono quando non vi è un equilibrio tra il polo pulsionale cioè Es e Super io.
L'io subisce l'attacco delle forze contrastanti da es e super io.Quando però le pulsioni dell'Es
sono troppo forti e il Super-lo troppo debole, può accadere che l'equilibrio non si raggiunga e
l'individuo sviluppi comportamenti immorali. Al contrario si finisce per rimuovere il
desiderio e le richieste dell'Es si nascondono nell'inconscio, da dove riemergono generando
sintomi nevrotici

Il metodo delle libere associazioni

Uno dei procedimenti fondamentali utilizzati da Freud per interpretare il linguaggio


dell'inconscio è quello delle libere associazioni.
Il paziente è esortato a raccontare tutto quello che gli viene in mente in relazione a ciascuno
dei singoli elementi del sogno, dei lapsus, degli atti mancati e dei sintomi. Il soggetto deve
lasciar scorrere le immagini abbandonarsi alle libere associazioni mentali che affiorano alla
coscienza, riferendone i particolari con la massima sincerità. Il terapeuta ha semplicemente il
compito di innescare il processo ideativo, offrendo alcuni spunti da cui il paziente deve
partire riferendo le connessioni immaginative suscitate. Grazie a tale metodo è possibile
avere accesso alle regioni nascoste dell'inconscio

La difficoltà principale che emerge nella terapia analitica consiste secondo Freud nel fatto che
quelle stesse forze che hanno determinato la rimozione dei ricordi spiacevoli nascosti in
qualche luogo oscuro della psiche, sono anche causa di una profonda "resistenza" esercitata
dal paziente nei confronti della cura. Si tratta non tanto di un'opposizione consapevole.
Obiettivo del terapeuta deve essere allora quello di forzare tale resistenza, riuscendo a far
emergere i materiali rimossi e a liberare le energie represse, causa della nevrosi.

L'attività di interpretazione esercitata dall'analista si avvale, oltre che del materiale offerto dal
paziente, anche del racconti relativi alle sue esperienze affettive, sociali. La Materia su cui si
sviluppa l'analisi è pertanto prevalentemente guistica si lavora soprattutto sulle parole e i
discorsi del malato, l'analista, turt tenuto a considerare anche il comportamento del paziente,
le sue esitazioni, le sue dift relazionali, posturali, mimiche, gestuali, cioè tutto l'insieme delle
espressioni della persona che costituisce un messaggio criptato di cui è indispensabile
interpretazione. La prassi psicoanalitica consiste nell’allargare i confini della coscienza
riconquistando territori perduti dell'inconscio.Si tratta di un'attività che richiede tempo,
impegno e che dipende anche dalle particolari circostanze create durante le sedute di
psicoanalisi.Si stabilisce un patto tra il medico e il paziente: quest'ultimo parlerà con la
massima sincerità, il primo ascolterà e manterrà il massimo riserbo. L'obiettivo è quello di far
emergere gli elementi inconsapevoli all'origine della patologia Freud definisce transfert
questa interazione che si instaura tra i due soggetti, dopo le prime sedute acquista fiducia nel
proprio medico, sviluppando sentimenti di amore nei suoi confronti; Tale circostanza risulta
favorevole al buon esito dell'analisi, perché il soggetto cerca in ogni modo di compiacere il
terapeuta, o di non deluderlo, collaborando con lui.

LA TEORIA DELLA SESSUALITÀ

Alla base della teoria di Freud vi sono quelle pulsioni che hanno carattere erotico. Prima la
sessualità aveva un solo scopo, la riproduzione. Il bambino dotato di sessualità mosso da
tensioni sessuali che chiamerà libido energia indirizzata verso le zone erogene dove questa
libido trova appagamento. La sublimazione è trasferire la libido verso altri oggetti.. è mosso
da libido ma non tutta viene indirizzata verso le zone erogene

La libido è soggettiva
Freud elabora una teoria della sessualità che parte proprio dall'infanzia, fasi infantili
Il bambino non è un essere asessuato ma è un essere perverso e polimorfo, individuo capace
di perseguire il piacere attraverso varie parti del corpo indipendentemente dagli scopi
riproduttivi solo per un piacere fine a sé stesso. Vi sono tre fasi

1 Fase orale: caratterizza i primi mesi di vita e dura fino ad un anno e mezzo circa, ha come
zona erogena la bocca e risulta connessa alla principale attività del bambino: nella suzione del
latte materno
2 Fase anale: a due anni circa, ha come zona erogena l’ano ed è connessa al controllo
funzioni escrementizie, fecali
3 Fase genitale: al terzo anno di vita, ha come zona erogena i genitali.
La fase genitale, a sua volta, si articola in due sottofasi:
- fase fallica: la scoperta del pene costituisce oggetto di attrazione sia per il bambino, che ha
paura di una sorta di castrazione e quindi prova angoscia e sia per la bambina poiché che non
ne è dotata e prova invidia.
- fase genitale un periodo di latenza va dai sei anni in poi ed è caratterizzata da
un'interruzione della sessualità. E poi ritornerà con la pubertà.

Il complesso di Edipo
Secondo Freud il bambino instaura un attaccamento erotico verso il genitore del sesso
opposto. Il maschio sviluppa sentimenti ostili verso il padre visto come un antagonista perché
desidera avere la madre tutta per sé, la stessa cosa accade nella bambina che prova un
sentimento d’amore verso il padre e dove la madre è solo una rivale. Secondo Freud questo
attaccamento è legato proprio alla sfera sessuale. Il complesso di Edipo è una tragedia di
Sofocle che racconta una predizione infatti era stato detto a Laio che suo figlio lo avrebbe
ucciso per cui decide di affidare il bambino a servi il quale avevano il ruolo di sopprimerlo
ma i servi non lo faranno e di abbandonarlo. Quando diventa adulto uccide il proprio padre in
battaglia e sposa la propria madre. Quindi secondo Freud c’è in noi un desiderio innato di
uccidere il genitore del sesso opposto per poter avere l'altro genitore tutto per sé. Il complesso
di Edipo però viene superato giungendo così all’età matura. Questa teoria influenzò molto la
sua filosofia

Totem e Tabù: società e morale

Freud scrisse tre opere sull’origine della società e sulla morale. Studiando varie civiltà del
passato, prima dell’avvento della religione si accorge che le tribù erano organizzate in base al
totem. Le tribù primitive erano socialmente semplici e in genere la vita gravitava intorno al
totem cioè una rappresentazione di un animale o un altro oggetto, al quale venivano attribuiti
caratteri sacri e veniva venerato con una funzione di regolare i comportamenti sociali in
maniera più pressante rispetto alla famiglia. Questo Totem ha lo scopo di regolamentare da
un punto di vista sociale e etico coloro che credono nel totem. Esso impedisce tutti
comportamenti immorali come i legami incestuosi. Al totem è legato il concetto di Tabù
l’insieme di aspetti sacri e quindi proibiti per lui la morale e la religione sono un prodotto del
totanismo e il fine della società nella visione di Freud è la ricerca della felicità intesa come
soddisfacimento dei bisogni infatti l’agire dell’uomo è strettamente connesso al principio di
piacere cioè la tendenza di soddisfare subito i propri desideri che però si scontra con il
principio di realtà che ne limita le pretese. Impone il rinvio dell'appagamento del piacere.
Causa di sacrificio e quindi anche di infelicità. In una società progredita e civilizzata, siamo
destinati all'infelicità, perché aumentano le forze repressive sull'individuo. L'uomo primitivo
era più felice, perché poteva appagare i propri istinti liberamente. L'uomo ha bisogno di
vivere con gli altri, perché la vita nello “stato di natura” è caratterizzata dall'insicurezza e dal
pericolo.Quindi la scelta di vivere secondo le leggi della società vuol dire assecondare il
principio di realtà, mettendo un freno alle proprie pulsioni.

Altri medici si interessano alla psicoanalisi nel 1902 viene fondata da Freud la società
psicoanalitica che prevedeva una riunione settimanale durante la quale cercavano di capire le
regole della psicoanalisi e di studiare e capire la nuova scienza. I seguaci più attenti di Freud
furono Jung e Adler e anche la figlia Anna la quale intraprese una carriera di psichiatra. Anni
dopo la fondazione della società psicoanalitica, cominciano ad esserci dei dissidi all’interno
di essa perché alcuni finiscono per distaccarsi da Freud. La questione è legata al concetto di
libido che secondo Freud rappresenta la molla della patologia psichiatrica ma secondo Jung e
Adler non è così. Secondo Adler la libido è qualcosa che va al di là della sessualità, una forza
che muove l’uomo e quindi la patologia è legata ad altri fattori.

Il bambino nella sua infanzia è caratterizzato da un complesso di inferiorità cioè si rende


conto di essere piccolo e inferiore rispetto all’adulto. Se il bambino cresce in un ambiente
sano supera in maniera positiva il suo complesso di inferiorità se invece vive in ambiente non
sano il bambino ha difficoltà a superarlo e la sua condizione di adulto sarà caratterizzata dal
complesso di inferiorità e infatti Adler osserva che tutte le persone che vivono una psicosi
hanno comunque sviluppato un complesso di inferiorità che secondo lui è un sentimento che
caratterizza tutti gli uomini con delle differenze che nel soggetto sano vengono superate in
maniera positivo, nel soggetto patologico continua ad incombere. Quindi mentre per Freud
alla base della psicosi vi era un desiderio di tipo sessuale per Adler c’è un complesso di
inferiorità irrisolto.

La grande delusione di Freud è invece legata al fatto che Jung migliore amico di Freud e
inizialmente sostenitore della psicoanalisi vista quasi in senso religioso, si stacca e anche lui
pensa che alla base della malattia psichica non vi sia necessariamente un trauma di natura
sessuale, in particolar modo ritiene che la libido non sia esclusivamente un’energia sessuale
ma un’energia vitale presente in tutti gli organismi naturali. Inoltre sostiene che la libido non
è soltanto una forza che muove l’uomo ma una forza spirituale e biologica che sta alla base
del progresso dunque una forza che muove la società e l’uomo. L’altro punto di distacco da
Freud è legata all’origine malattia psichica, per Freud era collegata ad un trauma sessuale, per
Adler al complesso di inferiorità non risolto per Jung la nevrosi è legata all’incapacità del
soggetto di adattarsi ai cambiamenti ambientali e sociali, se questi soggetti non sono capaci di
adattarsi e regrediscono cadono nel patologico.

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