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Battaglia di Baia

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La battaglia di Baia venne combattuta il 15 dicembre 1467


Battaglia di Baia
tra il voivoda (principe) di Moldavia Ștefan III cel Mare e le
forze del Regno d'Ungheria al comando del re Mattia Data 15 dicembre 1467
Corvino. L'Ungheria era stata spinta allo scontro nel tentativo Luogo Baia (Romania)
di riportare sotto il proprio controllo il principato moldavo,
sempre più indipendente. La battaglia si concluse con una Esito Vittoria decisiva della
netta vittoria del voivoda Ștefan. Moldavia
Schieramenti
Moldavia Regno
Indice d'Ungheria
Antefatto
Comandanti
Svolgimento Ștefan III cel Mare Mattia Corvino
Esito
Effettivi
Note
12.000 15.000~20.000
Bibliografia 500 cannoni
Altri progetti
Perdite
7.000 secondo 6.000~10.000
Antefatto fonti ungheresi,
probabilmente più
basse
Al principio del XV secolo, i
rapporti tra il Regno d'Ungheria Voci di battaglie presenti su Wikipedia
ed il principato di Moldavia
erano molto tesi.

La Moldavia, originariamente uno dei banati creati dagli Arpadi ai confini


meridionali ed orientali del regno ungherese per difendersi dai tartari e dai
Serbi, si era emancipata dal controllo magiaro nel XIV secolo. L'arrivo degli
Angioini sul trono ungherese aveva portato, specialmente durante il regno di
Luigi I d'Ungheria ad una renovatio imperii magiara conclusasi con la
sottomissione della Moldavia e degli altri stati-cuscinetto (Valacchia, Bosnia
Mattia Corvino ecc.). Estinsisi gli Angioini, il nuovo sovrano ungherese, Sigismondo di
d'Ungheria. Lussemburgo, aveva proposto al sovrano polacco Jogaila di spartire la
Moldavia tra Ungheria e Regno di Polonia ma i Polacchi, consci dell'utilità
dei Moldavi nella lotta contro i tartari, avevano rifiutato.

Giovanni Hunyadi, già capitano di Sigismondo e personalità politico-militare più in vista nel regno
ungherese durante i regni di Ladislao III di Polonia e Ladislao il Postumo, aveva deciso di sfruttare la
Moldavia contro la nuova minaccia all'area balcanica: l'Impero ottomano. Nel 1451 il voivoda (principe)
Bogdan II di Moldavia venne assassinato da un cugino, Petru III Aron ed il paese precipitò in una guerra
civile che si protrasse per oltre cinque anni. Bisognoso di aiuti contro il
sultano Maometto II, Hunyadi aveva accolto nella sua schiera il fuggiasco
erede di Bogdan, Ștefan, ma aveva riconosciuto la legittimità della corona di
Petru.

Nel 1457 Ștefan, figlio di Bogdan II, si riprese il trono del padre e cominciò a
rafforzare il suo regno. Deciso a riannettere la regione del Budjak, caduta
nelle mani dei valacchi, il voivoda si alleò al sultano Maometto II contro Vlad
III di Valacchia. Durante l'assalto al porto fortificato di Chilia, Ștefan venne
però sconfitto e menomato ad una gamba. La città di Chilia tornò ai moldavi
solo quando (1465) Vlad III venne imprigionato per ordine del nuovo sovrano
ungherese, Mattia Corvino, e la Valacchia venne occupata dai turchi. Nel
1466, grazie alle sue buone relazioni con re Casimiro IV di Polonia, Ștefan
Ștefan III cel Mare di
Moldavia.
rientrò in possesso anche della preziosa Fortezza di Chotyn. Nel frattempo i
rapporti con Maometto II erano peggiorati, poiché il turco pretendeva per sé il
controllo di Chilia, dichiarata terra valacca. I cattivi rapporti tra Mattia
Corvino e Casimiro iniziarono però a minare la stabilità del trono di Ștefan.

Nel 1467 la situazione precipitò: la Transilvania si ribellò agli Ungheresi e nella rivolta venne invischiata la
questione dinastica moldava. Secondo alcune fonti, la rivolta era stata voluta dal voivoda Ștefan, bisognoso
di avere manolibera in Transilvania per stanare il fuggiasco Petru Aron. Secondo altre fonti, sarebbe stato
Mattia Corvino ad appoggiare apertamente Aron e ad aver deciso di metterlo sul trono di Ștefan.

Mattia Corvino radunò un esercito di 40.000 uomini, volontari arruolati in Transilvania e truppe
dell'aristocrazia magiara tra cui quelle di Stefano V Báthory. Ștefan, potendo contare su forze molto più
ridotte, evacuò le genti moldave prossime ai confini ungheresi ed ordinò di bloccare i valichi montani.

Svolgimento
Le forze ungheresi si mossero verso la Moldavia in ottobre, attraverso un passo vicino alla città di Bacău[1],
e raggiunsero il fiume Trotuș il 19 novembre. Incontrata resistenza da parte dei moldavi, Corvino ordinò la
distruzione dei villaggi, tra cui la stessa Bacău, e si accampò presso Roman. Raggiunto da emissari di
Ștefan (29 novembre - 7 dicembre), l'ungherese non trovò soddisfacenti le proposte di pace del moldavo.
Corvino ripartì, puntando verso Baia, dopo aver fatto radere al suolo Roman.

Giunti a Baia, gli ungheresi si fortificarono in attesa dell'attacco moldavo. Secondo le cronache, un
ungherese di nome Sythotus avrebbe infatti avvisato Corvino della posizione di Ștefan, accampatosi con i
suoi 12.000 uomini tra il colle Șomuz e la Moldavia, e della sua intenzione di attaccare gli ungheresi prima
del crepuscolo.

Al crepuscolo del 15 dicembre, i moldavi attaccarono: piccoli drappelli di soldati appiccarono il fuoco in tre
diversi punti di Baia, poi cominciò una mischia serrata che si protrasse fino all'alba. Conquistati i cancelli
della città, i moldavi spostarono la lotta per le strade ma vennero bloccati nella piazza del mercato dalla
cavalleria pesante di Báthory. La battaglia ebbe termine quando Corvino, ferito da tre frecce alla schiena,
venne allontanato dalla mischia per timore che cadesse nelle mani dei nemici.

L'esercito ungherese si ritirò in Transilvania, abbandonando i propri cannoni lungo la strada causa una frana
che bloccava il passaggio. Il computo delle vittime, tra le varie fonti, assomma 10.000 caduti ungheresi e
forse 7.000 moldavi. L'invasione della Moldavia, gli scontri e la battaglia finale a Baia si erano svolti in 40
giorni.

Esito
Mattia Corvino, convalescente dopo lo scontro, passò il Natale in Transilvania, presso la città di Brașov.
Come ammenda per la rivolta, i transilvani dovettero versare un rimborso di 400.000 fiorini al Regno
d'Ungheria. Nel 1468, Corvino e Ștefan siglarono un trattato di pace ed il moldavo fu libero di dare la
caccia a Petru Aron per eliminarlo definitivamente. Negli anni successivi, Ștefan si sarebbe servito di
Corvino come preziosa risorsa nella lotta contro i turchi.

Note
1. ^ Iorga, p. 95.

Bibliografia
Radu Cârciumaru, Vlad Țepeș și Ștefan cel Mare : prieteni sau dușmani?, in Magazin
Istoric, gennaio 2004.
Jan Długosz, The Annals of Jan Długosz, ISBN 1-901019-00-4.
Radu Florescu e T. Raymond McNally, Dracula: Prince of many faces : His life and his times,
ISBN 978-0-316-28656-5.
Nicolae Iorga, Istoria lui Ștefan cel Mare, Bucarest, 1904 (nuova ed. 1966).
Victor Spinei, Moldavia in the 11th-14th Centuries, Bucarest, 1986.

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