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ESPERIENZA CHIMICA ANALITICA

4AC BRANDO MARZETTO

TITOLAZIONE ACIDI MONOPROTICI

SCOPO
Analizzare e segnare il pH di una soluzione acida aventi a disposizione una base
forte. Il pH potrà essere sia forte che debole

PRINCIPI TEORICI
Che cos'è il pH? il pH esprime un valore del logaritmo in base 10, in questa
esperienza il valore utilizzato e del catione idrossonio (H3O+) oppure del catione
idrogenione (H+). Il valore che il pH assume in una soluzione acquosa oscilla tra i 0
[acido] e i 14 [basico]. Quando invece il pH è intorno al valore 7 si vuole indicare che
è neutrale, ovvero le quantità stechiometriche dei due ioni sono uguali e si
neutralizzano a vicenda. Nel tempo sono apparse diverse definizioni di acido e base,
principalmente quelle di Arrhenius, Bronsted, Lowry e Lewis. Unendo queste
definizione otteniamo:
1) una sostanza è acida si riconosce se quando si immerge in acqua tende a
dissociarsi rilasciando un protone oppure accetta una coppia di elettroni
2) una sostanza è definita basica invece quando, al contrario della sostanza
acida, quando tende ad accettare con facilità i protoni, può cedere una coppia
di elettroni o un ossidrile.
3) quando una sostanza invece può accettare oppure cedere un solo protone
viene definita monoprotica (Utilizzeremo in questa esperienza tre acidi
monoprotici: una acido forte ovvero l’acido cloridrico e due deboli ovvero
acido formico e acetico. Utilizzeremo anche una base forte monoprotica
ovvero l'idrossido di sodio). Quando quest’ultima può accettare o cedere più
di un protone viene definita poliprotiche.
Possiamo anche riconoscere in queste sostanze se si tratta di una sostanza basica
o forte e lo si può riconoscere se si hanno reazioni di equilibrio o a svolgimento
completo.
MATERIALI
● Buretta da 50 millilitri
● Sostegno per buretta
● Becker
● Piaccametro con elettrodo
● Pinza a ragno
● Scottecs
● Acqua distillata
● Soluzione ph 7 e pH 4
● ACIDO CLORIDRICO HCl 0,1M
● ACIDO FORMICO HCOOH 0,1M
● ACIDO ACETICO CH3COOH 0,1M
● IDROSSIDO DI SODIO NaOH 0,1M

PROCEDIMENTO

Questa procedura verrà fatta con gli elementi in rosso presenti nei materiali, ovvero
acido cloridrico, formico, acetico e infine idrossido di sodio.
Come prima procedura inizio con il tarare il piaccametro con l’auto delle soluzioni a
ph 4 (usata per prima) e pH 7 (usata per seconda). Immergo l’elettrodo nell’acqua
distillata per pulirlo e successivamente immergerlo prima nella soluzione pH 4 e
successivamente in pH 7 come spiegato precedentemente. E’ importante ricordare
di asciugare con uno scottex l’elettrodo dopo ogni lavaggio in acqua distillata. Fatto
questo immergo in piaccametro all’interno del becker avente 20 ml di acido 0,1M.
Successivamente, montato il sostegno per la buretta con la buretta nel suo incastro,
immergo l’elettrodo nel becker avente la soluzione acida 0,1M, mi annoto o il pH
iniziale e comincio ad analizzare quanto varia il pH della soluzione ad ogni ml
aggiunto fino a quanto quest’ultima non ha più segni di variazione (cioè resta
costante). Successivamente verrà mostrata la tabella con i valori ottenuti
Come è composto il piaccametro?
Nel pHmetro è presente una sonda costituita generalmente da un elettrodo a vetro
che misura la differenza di potenziale a cui spesso viene affiancata una sonda di
temperatura.
Un elettrodo a vetro di moderna generazione è costituito dalle seguenti parti:

● Bulbo di vetro
● Elettrodo interno
● Soluzione tamponata pH 7
● Elettrodo di riferimento a cloruro di argento o a calomelano
● Soluzione di riferimento interna come KCl 0,1M
● Corpo elettrodo costituito in generale da plastica