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~-

3 TRASFORMATORI
-------
TRIFASI

3.1 - Premessa
L'estensione di quanto detto «in monofase» nel cap. 2 ai sistemi trifasi è

immediata e le formule principali dei trasformatori monofasi , con leggere

modifiche, possono essere applicate ai trasformatori trifasi . Esistono però alcuni

argomenti o «complicazioni» particolari su cui attireremo la vostra attenzione

nei prossimi paragrafi .

La modifica dei valori di tensione e corrente nei sistemi trifasi può essere

ottenuta in vari modi.

Si possono usare tre trasformatori monofasi indipendenti (magneticamente)

come in figura 3.1 a: i tre avvolgimenti primari sono alimentati dalla rete da cui

si preleva energia e possono essere collegati a stella , con o senza filo neutro

(come abbiamo indicato in figura) oppure a triangolo; analogamente i tre

avvolgimenti secondari sono collegati alla rete utilizzatrice e possono essere

anch'essi a stella o a triangolo .

Se la trasformazione avviene in questo modo (effettivamente usato , in certi

casi), non vi è nulla di nuovo da dire rispetto al cap. 2: si dovrà studiare ciascun

trasformatore monofase con i metodi già visti.

Supponete ora di unire , per così dire, i tre trasformatori precedenti, come in

figura 3.1 b in modo da risparmiare un paio di colonne (la colonna centrale

deriva dall'unione di tre colonne dei trasformatori singoli) . Il flusso nella

colonna centrale risulterà da:

3.1) 4'1 + 4'2 + 4'3 = O


Fig
in quanto i tre vettori dei flussi costituiranno una terna simmetrica. Ma allora la tre
f] n ;;;
colonna centrale può essere eliminata senza modificare il funzionamento . Si
ottiene così il trasformatore trifase di figura 3.1 c (con tre colonne e sei gioghi).

Studiare un tale trasformatore sarebbe mo lto facile .

Purtroppo risulta eccessivamente ingombrante e , in pratica, si preferisce una

ci a ~t-
disposizione «complanare» delle colonne.
Sono possibili diverse disposizioni complanari, ma noi faremo riferimento a
quella di figura 3.1 d (trasformatore trifase a colonne). 3.2 .
È subito evidente la «simmetria» dal punto di vista magnetico del trasforma­
tore di figura 3.1 c e la «asimmetria» del trasformatore di figura 3.1 d . In F:.
quest'ultimo infatti , il flusso 4'2 interessa una sola colonna (quella centrale) 3.2 . P_
inol ! ~ _
mentre i flussi 4'1 e 4'3 interessano ciascuno una colonna e due gioghi .

78 MACCHINE ELETTRICHE MACC­ =


0-- - ­

A~------[]
H ,"
a l

I ­ - 'T>, - ­

1 ­

[];'

b
f--I :

C I
H
­
N -----­
c ti ,
'1'

n .... ------Lji -

(a)

(d)
n

• Fig. 3.1 - a) Tre trasformatori monofasi alimentati da un sistema trifase. b) Cosa succede unendo le
tre coloone corrispondenti dei trasfor matori precedenti: la colonna centrale non è interessata da
flusso. c) Eliminazione della colonna centrale. d) Trasformatore trifase a colonne.

Da ciò nascono alcune delle «complicazioni» cui accennavamo all 'inizio e che
ci apprestiamo ad affrontare.

3.2 - Correnti magnetizzanti


Fissate la vostra attenzione sul primario del trasfonnatore a colonne di figura
3.2. Per ora abbiamo supposto il collegamento a stella con filo neutro. Facciamo
inoltre alcune ipotesi semplificati ve (le cose sono già abbastanza complicate

MACCHINE ELETIRICHE 79
3. Trasformatori trifase

sarà ..

Fig. 3.2 - Trasformatore trifase a colonne (a stella con filo neutro).

anche in tali condizioni):


1) trasformatore privo di resistenza e flussi dispersi ;

2) perdite nel ferro nulle;

3) funzion amento sufficientemente «lontano dalla saturazione» (supponiamo

cioè la caratteristica B (ii!) lineare);


4) trasformatore a vuoto; Fig.
5) trasformatore alimentato con una tema simmetrica di tensioni .
Notate in figura 3.2 il senso assunto come positivo per le f.e.m. indotte Et ,
E2 , E3 in accordo (regola del cavatappi) coi sensi convenzionali dei rispettivi nor.
flussi (/)1, (/)2, (/)3 ' par: ::,
Abbiamo anche indicato con E A , E B , Ec le tensioni stellate alimentanti (cioè ave: ::,
le tensioni di A, B, C rispetto al filo neutro N). que­
Poiché il ragionamento sarà abbastanza lungo lo suddividiamo in vari punti un 2.
(a - b - c.... ) che dovete assolutamente leggere «in sequenza»: non potete
leggere il secondo o terzo o .. .. punto senza aver ben chiaro il punto precedente. 3.4
a) Applicando la legge di Ohm alla maglia NAON si ha (essendo nulle
no:-.
resistenze e reattanze di dispersione per la condizione 1 posta all'inizio del
un a
paragrafo) :

3.2) EA + El = O :? El =- EA

Analogamente:

E2 = - E B

3.3)

EJ = - E e

Essendo E A , E B , Ec simmetriche (condizione 5) , tali dovranno essere anche

El> Ez, E3 (in quanto uguali e opposte alle precedenti).

b) Tracciamo il diagramma vettoriale con flussi e Le.m. indotte (vedi Fig.

3 .3) . Ciascuna Le.m . è sfasata di 90° in ritardo rispetto ai flussi . Essendo la

80 MACCHINE ELETTRICHE
3. Trasformatori trifase
/~
~

tema El, ~, E3 simmetrica, tale dovrà anche essere la tema dei flussi (')
c) Indichiamo con luI, I u2 , 1,..3 le correnti che circolano nelle tre fasi.
Trattasi di correnti magnetizzanti avendo supposto a vuoto il trasformatore
(condizione 4) e nulle le perdite nel ferro (condizione 2).
Se fossimo anime pietose vi racconteremmo a questo punto che le N l . lu2
amperspire della fase intermedia servono per produrre il flusso lP2 in una
colonna (la colonna centrale), mentre le N l . 1,..1 e N 3 · 1,..3 servono a produrre i
flussi lP l e lP3 ciascuno in una colonna e due gioghi, per cui, essendo la riluttanza
di «una colonna e due gioghi» maggiore della riluttanza di una sola colonna,
sarà 1,..1 = 11-' 3 > 1,..2'

<1>2

El

E2

<1>, <1>3
E3
Fig. 3.3 - Diagramma vettoriale di flussi e Le.m . indotte nel trasformatore di figura 3.2.

Vi semplificheremmo sicuramente la vita, e la conclusione , tutto sommato ,


non risuta del tutto «sbagliata», ma vi metteremmo in testa idee errate. D'altra
parte, abbiamo troppo stima della vostra intelligenza per pensare che, se ci
avete seguito dal voI. lO, siate disposti a «bere» supinamente una fandonia di
questo genere. Sicuramente obiettereste che applicando la legge di Hopkinson a
una «maglia magnetica» e) qualsiasi:

3.4)

non riuscite per quanto vi sforziate , a trovame una in figura 3.2 che comprenda
una sola corrente magnetizzante e un solo flusso. Amperspire e flussi (con le
corrispondenti riluttanze) in un «ramo» del circuito magnetico sono in qualche
modo legate a amperspire e flussi negli altri rami.
Sgombrato il campo da questo possibile equivoco, cerchiamo di ragionare
correttamente.
Indichiamo con fJt x la riluttanza di ciascuna colonna (G-H, F-L, M-P) e con
.fJty la riluttanza di ciascun giogo (F-G, H-L, F-M, L-P). Se volete potete anche
guardare la figura 3.4 dove abbiamo schematizzato il circuito magnetico; cornun­

(') Infatti se El, E;z, ~ sono sfasate fra di loro di 1200 anche <Pl , <Pz, <P3 (in anticipo di 900
rispetto alle E) saranno sfasati fra di loro di 120°. Inoltre i flussi sono uguali in modulo perché:

<P _ El . E2 E3
M1 - 4,44fN I ' <PM2 = 4 , 44fN I ; <PM3 = 4 , 44fNl

con E l = E 2 = E3
(2) Ricordate i discorsi sull'analogia fra legge di Ohm e legge di Hopkinson , principi di Kirchhoff
in corrente continua o alternata e principi di Kirchhoff in circuiti magnetici, del voI. l O?

MACCHINE ELETIRICHE 81
3. Trasformatori trifase
~
w, F <1>3 3.8)

p­ ~
N'~LL'~ ~~LL2~ ~IfJ3
dai
supp
dal k
~
0'\
3.9

L
Fig. 3.4 - Schematizzazione del circuito magnetico del trasformatore a colonne. tro':,: -
.;:

que vi dovreste orientare bene anche in base alla figura 3.2.


Applichiamo la prima legge di Kirchhoff (per i circuiti magnetici) nel nodo
F:

3.5) tPI + (/)2 + (/)3 = O <P

Non dice nulla di nuovo rispetto a quanto già sapevamo dal punto b (la
tema dei flussi è simmetrica).
Applichiamo la seconda legge di Kirchhoff (magnetica) alle maglie F-G-H-L­
F e F-L-P-M-F: 3. 1
NI II'I - N I I I'2 = ~1 • (?ftx + 2?fty ) - tP2 ·?ft x
3.6)
{ N 1 1!'2 - N l 11<3 - tP2 ?ftx - (/)3 . (l8~x + 2 ?fty )

Note le E A , E B , Ec (e quindi El, E 2 , E 3 ) e stabilito il numero di spire N 1 3.


per ogni fase, sono noti i flussi c1>1, c1>2, c1>3 (vedi anche la nota del punto b) e
quindi , in funzione delle dimensioni del circuito magnetico , possiamo conOSCere
le riluttanze. 3. 1:
Ma nel sistema 3.6 di due equazioni complesse vi sono tre incognite
complesse 1/11 , 1/12, 1/13: manca un 'equazione complessa per poter determinare
le incognite.
Notiamo però che una simmetria in figura 3.2, in fondo c'è: i rami interessati
dai flussi c1>l e c1>3 sono simmetrici rispetto alla colonna centrale (F-L) e tP 1 e
(/) 3 sono sfasati rispetto al flusso tP 2 nella colonna centrale dello stesso angolo, o
in anticipo o in ritardo . Ne segue che le correnti 1/11 e 1/1 3 dovranno essere
uguali in modulo e sfasate nello stesso angolo rispetto 1/12, o in anticipo o in
ritardo:

3.7) /1'1 = IU3 ; 1/11 1/12 l.u2 1/1 3

La 3.7 (relazione fra due moduli e fr a due fasi) equivale a un'equazione


complessa che, unita alle 3.6 , permette di risolvere il problema . Sicuramente la
risoluzione di un tal sistema non è affatto semplice: la prima volta che ci Fi~
abbiamo provato, ci siamo immersi in un mare di calcoli per scoprire poi una
cosa (ve la racconteremo fra breve) che, col senno di poi, rende tutto molto più
facile e ci suggerisce di seguire con voi una strada meno impervia. Supponiamo
che la somma delle tre correnti magnetizzanti sia nulla: or:'

82 MACCHINE ELETIRICHE
3. Trasformatori trifase ;Jfd!
;;%~t;/

3.8)

Perchè lo dovrebbe essere, direte voi. Certamente se non lo sapessimo già


dai risultati dei nostri calcoli, sembrerebbe anche a noi abbastanza azzardato
supporre ciò C). Comunque una cosa è certa: se risolvendo il sistema costituito
dalle 3.6 e dalla 3.8:

I.ul + 1.u2 + 1.u 3 = O


3.9) Nl l.ul - N l 1.u2 = <D l • (qjlx + 2 qjly) - <D 2 . qjlx
{
N l 1.u2 - N l 1!13 = <D 2 . qjlx - <D 3 . (qjlx + 2 qjly )

troveremo una soluzione che soddisfa anche la 3.7, avremo risolto il problema!
Sottraendo membro a membro le due ultime equazioni di 3.9 si ha:

Tenendo conto che - liti - l id = 1!12 (per la prima di 3.9) e - <D l - <D 3
<D 2 (per la 3.5) si ha:

3.10)

Sostituendo nelle due ultime di 3.9 si ricava:

3.11)

3.12)

<l>,

Fig. 3.5 - Correnti magnetizzanti (Jontanto dalla saturazione).

Cl Anche se, in base alla 3.7, se ci pensate bene si può concludere facilmente che 1,<1 + I~ 3 è
opposta a 1,.2. Ma non è facile dimostrare che il modulo di I" l + 1" 3 è uguale al modulo di 1,.2.

MACCHINE ELETTRICHE 83
3. Trasformatori trifase
'i-_~
~~

Facciamo il diagramma vettoriale delle correnti magnetizzanti. A


Intanto dalla 3.10 si ha che IIL 2 è in fase con <1>2 (Vedi Fig. 3.5) , mentre IIL}
e IIL] si ottengono, per le 3.11 e 3.12, somfJindo a una prima componente in
fase col rispettivo flusso lo stesso vettore 3 N: .<1> 2 in fase con <1>2 '
Come si vede dalla figura 3.5, i due triangoli retinati risultano uguali quindi
III]e IIL3 sono uguali in modulo e sfasate dello stesso angolo rispetto a IIL2' La
3.7 è quindi verificata ed è stata trovata la soluzione cercata (4).

d) Conclusioni
Dai risultati ottenuti al punto c, si può concludere:
- mentre IIL2 dipende solo dal flusso corrispondente ed è in fase con esso, Fig. 3. 6 · -
al contrario IIL] e IIL3 dipendono oltre che dal flusso corrispondente (<I> 1 e <I> 3 (di fasè :: _
rispettivamente) anche dal flusso <1>2 e non sono in fase coi rispettivi flussi;
- tutte e tre le correnti magnetizzanti dipendono, anche se in diverso
modo, dalla riluttanza di colonna I!lt x e dalla riluttanza di giogo I!lt y. Attenzione
quindi: per IIL2, ad esempio, non si può scrivere: N l • IIL2 = <1>2' 01tx ; infatti
dalla 3.10 si ha: Nl.II'2=<I> 2(I!ltX +~l!lty)
- e IIL 3 sono uguali in modulo.
IIL 1
- è minore di !u 1 e di fIL 3· Il sistema delle correnti magnetizzanti è
f IL2
squilibrato.
- Vale la 3.8, quindi il filo neutro non è percorso da corrente e si può
anche interrompere senza alterare il funzionamento del circuito. In particolare
anche senza filo neutro i flussi <1>], <1>2, <1>3 e le f.e.m. El, Ez, E3 costituiscono La -
teme simmetriche. Se sono simmetrici i flussi, risultano simmetriche anche le
f.e.m. indotte secondarie.
- se il primario è collegato a triangolo, tutto il discorso fatto vale per le
correnti di fase (Vedi Fig. 3.6). Le correnti di linea saranno pari alla differenza
a due a due delle correnti di fase (lati del triangolo 1-2-3). Poichè il triangolo 1­
2-3 di figura 3.6 b è isoscele, una corrente di linea sarà maggiore delle altre due:

(') In effetti il sistema da risolvere era quello costituito da 3.5 e 3.6, cioè:

(1 ) <I>] + <1>2 + <1>3 = O


(2)
{
N] lu] =N] IU2: <1>]. (éJt~ + 2VJ1.:) - CIl 2VJ1.,
(3) N] 1"2 N] 1,,3 - CIl 2 VJI., CIl 3 (2ft, + 2 VJl.y )
dove, però, nella (1) non compare esplicitamente alcuna incognita (I~" I~2, 1,,3)' Potevamo allora
anche risolvere il sistema:

(1') I" I + 1,,2 + Ip3 = O


(2) N , Ipl - N , Ip2 = CIl , ' ('!J/.x +2'!J/.)') - CIl ] VJl.x

(3) N , ' 1,,2 - N , 1,,3 = CIl 2 9Jl.x - CIl 3 · Uì,. + 2VJ1.y )

(dove la (1) è sostituita con la (l'». Risolto quest'ultimo sistema ottenendo le 3.10 , 3.11, 3.12 ,
occorrerebbe poi da queste ultime ricavare CIl" CIl 2 , CIl 3 e verificare che è soddisfatta anche la (1),
dimostrando così che i due sistemi erano equivalenti. Potete farlo voi, ma i calcoli sono ahhastanza
laboriosi e ci è parsa più semplice la strada seguita nel testo. Fig. 3. - .

84 MACCHINE ELETTRICHE
3. Trasformatori trifase
;JiiJ
iii!
. C: l

A B c
Ip,A 1pB I!J-C
.----'­

bl~-j>J. -- ---­ --­ - __ I ~-- -.lia


I~

EH
P,-1
f-
f-,

8i
P-
R=,, I -,
I

!, I __ _ _ ___ _ ___ _
l,
_ _____ ____ _ _
II
.J

(a) (b)

Fig. 3.6 - Trasformatore co n primario a triangolo e relativo diagramm a della correnti magnetizzanti
(di fase e di linea) .

col triangolo di figura 3.6. a la maggiore risulta I~,A , cioè è maggiore la corrente
di linea che fa capo al punto comune alle due fasi avvolte sulle colonne laterali.
Infine, tornate per un attimo alle figure 3.3 e 3.5; anzi, per vostra comodità,
ve le raggruppiamo in figura 3.7 dove abbiamo posto anche le tensioni EA , E B ,
Ec date dalle 3.2 e 3.3. La potenza attiva nella fase 2 è nulla in quanto:

La potenza attiva nella fase 1 è negativa:

La potenza attiva nell a fase 3 è positiva e opposta alla precedente:

P 3 = E c l !13' cos(90° - a) = + E311'3sena = ­ P l > O


La potenza totale è quindi nulla, in accordo con le condizioni poste all'inizio
del paragrafo (in particolare la condizione 2: Pie = O).

-- l'
1".
...

,IC'
Fig. 3.7 - Flussi , tensioni e correnti magnetizzanti nel trasforma to re di figura 3.2.

MACCHINE ELETTRICHE 85
3. Trasformatori trifase
~
Tutto quanto detto in questo paragrafo vale «lontano dalla saturazione» le ca~ : ~

(tratto lineare della curva B(i,J), quindi può val ere per le armoniche fondamen­
tali delle correnti magnetizzanti. Ma abbiamo visto al par. 2.10 che nelle fil
sono presenti anche le te rze armonich e (se i flussi sono sinusoidali) . Cosa si può
ades ~~
dire sulle terze armoniche? Si apre una nuova serie di considerazioni, questa
and ar~
volta molto legate al tipo di collegamento (primario e secondmio) , come
vedremo al prossimo paragrafo . che '. :
dire .

3.3 - Collegamenti e «terze armoniche»


Divideremo questo paragrafo in quattro parti riguardanti: 3.8) -.
1) Primario a stella con filo neutro. mo
2) Primario a stella senza filo neutro . cont
3) Collegamento zig-zag.
4) Primario a triangolo.
In ognuna di queste parti dovremo poi fare considerazioni, in genere diverse ,
a seconda del collegamento delle fasi secondarie.
Per semplificare le figure eviteremo di indicare negli schemi il circuito
magnetico . Ad esempio, il trasformatore con primario a stella con filo neutro e (Sissi;:­
il secondario a stella di figura 3.8 a lo indicheremo come in figura 3.8 b. Non è figu e -
per risparmiare sulle spese per il disegnatore (che riguarda , in ogni caso, la Casa (Ve è:
Editrice e non l' autore), ma perchè ci sembra che, tutto sommato, sia tutto più Ir
semplice e chiaro . Resta inteso che le fasi primarie e secondarie sulla stessa figur ,:;
verticale sono interessate dallo stesso flusso principale. alùm
Avvertenza. Non vi sarà sfuggito che in figura 3.8 abbiamo cambiato un po' seco:,
Ea- E.
A ~B B c N c N
stella:.
lf'2 lf'3 lO =11'1. 11'2 '//1,1 I O= Ip..I.l,U2 ' Ip.J
11'1
+

A
IEl l) Pr O

C
(b)
pe rle:
c n «)l· q,.
tern :,
per .=
al p E ~
(a) prec ­

El
'1'2 me n:=
\~
I ~

A
E2 eliw :'
caz!
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f il) <
</>1
(c) risp ­ -­
El
Fig. 3.8 - Trasformatore stella con filo neutro - stella con o senza filo neutro. elal l' ;.."

MACCHINE ELETIRI CHE MAC:­


86
3. Trasformatori trifase ;::lI.i//
le carte in tavola rispetto alla figura 3.2. Dopo tanta insistenza e pignoleria sul
senso da assumere come positivo per le Le .m . indotte (in accordo con la legge
di Lenz, cioè col segno «meno» della : e = - ~~) e sulla regola del cavatappi ,
adesso siamo andati a invertire il senso di El, E 2 ecc .... ! Lo abbiamo fatto per
andare d'accordo con una consuetudine ormai prevalente , ma non vorremmo
che vi si creasse confusione in testa . Attenti bene allora a quanto stiamo per
dire.
- È vero che , per andare d'accordo con la legge di Lenz, è giusto il senso
convenzionale di figura 3.2.
- Se invertiamo il senso convenzionale delle f.e .m . indotte (come in Fig .
3.8) vorrà dire che consideriamo positive le Le .m. quando prima le considerava­
mo negative; consideriamo cioè i vettori opposti. In altri termini, teniamo già
conto della legge di Lenz e del suo segno «meno». In altre parole ancora, coi
sensi di figura 3.8, ad esempio per il valore istantaneo e1 della El, vale la
relazione :

(Sissignori , senza il «meno» perchè, ripetiamo, ne abbiamo già tenuto conto in


figura 3.8). Quindi El è in anticipo , anziché in ritardo , rispetto al flusso «I»
(Vedi il diagramma vettoriale della stessa Fig. 3.8) . Chiaro?
In verità , il vantaggio della modifica introdotta è assai scarso: coi sensi di
figura 3.8 , possiamo scrivere, ad esempio, che la tensione concatenata VAB
alimentante vale: VAB = El - E 2 ; analogamente la tensione Vub ai morsetti
secondari (o ai capi del carico, se trascuriamo le cadute interne) vale: Vub =
Ea - Eh, come eravamo soliti scrivere in trifase. In sostanza le E sono le tensioni
stellate dei sistemi trifasi primario e secondario .

l) Primario a stella con filo neutro


Consideriamo il trasformatore di figura 3.8 a vuoto e alimentato con tensioni
perfettamente sinusoidali EA J E B , Ec costituenti una terna simmetrica . I flussi
«1»1, «1»2, q, 3 dovranno anch'essi essere perfettamente sinusoidali e costituire una
tema simmetrica. Abbiamo visto al paragrafo precedente come vanno le cose
per le armoniche fondamentali della corrente magnetizzante , ma abbiamo visto
al par. 2.10 che, se il flusso è sinusoidale , tale non è la corrente magnetizzante e
precisamente :
- la corrente magnetizzante presenta una deformazione dovuta essenzial­
mente a una terza armonica «in opposizione».
Abbiamo già visto che le armoniche fondamentali formano fra di loro angoli
diversi da 120°, ma il discorso non cambia molto se trascuriamo questa compli­
cazione. In figura 3.9 abbiamo disegnato le armoniche fondamentali di 11'1, 11'2,
!u3 (supposto 11' 2 sull'asse immaginario e sfasamento reciproco di 120°) e le
rispettive terze armoniche in opposizione.
Al di là della piccola differenza fra i moduli di 11'2 da una parte e 11' 1, 11' 3
dall'altra (differenza che comparirà evidentemente anche nelle terze armoniche)

MACCHINE ELETIRICHE 87
3. Trasformatori trifase
~.=

I(
11'3 J
/' J""

11'2
I
i
"
'\
t

/.
01.
~
!
r~ ll~
O

1"" 1"'3

Fig. _'. _
Fig. 3.9 - Correnti magnetizzanti (prime e terz: armoniche).

c'è una constatazione immediata e importante da fare :


dare ~ - '
nella : ~ ~
che lè :
- le componenti di terza armonica risultano es) in fase.
Ri :, ~
Essendo la corrente nel filo neutro : SlTIUSO: ­

3.13) lo = 1111 + 11'2 + IJJ3


mentre le armoniche fondamentali hanno somma nulla (per quanto detto al par.
3.2) le tre correnti di terza armonica sono in fase e danno luogo a una corrente
risultante pari a circa il triplo.
Conclusione: se la frequenza delle tensioni alimentanti è 50 Hz, la frequenza
della corrente nel filo neutro è 150 Hz.
Se si accettano gli inconvenienti che la corrente nel filo neutro può arrecare,
ad esempio disturbi alle linee telefoniche vicine, il trasformatore non presenta
alcun problema: i flussi sono sinusoidali e tali risultano anche le f.e.m. indotte
sul secondario, sia quest'ultimo collegato a stella come in figura 3.8 o a
triangolo come in figura 3.10.

2) Primario a stella senza filo neutro

Il filo neutro dà fastidio? Bene , togliamolo (vedi Fig. 3.11). Dovrà essere:

3.14) 1,,1 + 11'2+ IJJ3 =O


Al par. 3.2 abbiamo visto che, se ci fossero solo le armoniche fondamentali ,
non vi sarebbe nessun problema: esse verificherebbero le 3.14 con o senza il filo Fig. 3.:
neutro.
Ma le terze armoniche, se ci fossero, sarebbero in fase e non potrebbero
n
orizzG:: :~

(5) all'incirca, avendo fatto l'approssimazione di considerare le correnti magnetizzanti di prima detenr.;;.;-.
Ripe k : ~
armonica sfasate di 120° fra di loro.

MACCH '; ~ ;
88 MACCHINE ELETIRICHE
3. Trasformatori trifase 4il
A B c N

lo

Fig. 3.10 - Trasformatore slella con filo neulro - lriangolo.

dare somma nulla come afferma la 3.14. Segno è che non ci sono! Trascurando
nella nostra trattazione le armoniche di ordine superiore, dobbiamo dire allora
che le correnti magnetizzanti sono sinusoidali . Ma allora sono deformali i flussi.
Ripetiamo infatti la costruzione vista in figura 2.36, questa volta con il'
sinusoidali (vedi Fig. 3.12) (6). Il grafico B(l) è deformato:
«ripido» ai fianchi , «schiacciato» In sommità .
A B c
A B c

o
a b c n
9
I
,,,
I

Ec
i:
I
I
I
I
L - _ - J_ _- ' ______ JI
o
(a)
Fig. 3.11 - Primario a stella senza filo neutro. (b)

(6) All'istante 11 determinate sulla sinusoide il' (l) il valore i~l ' Riportate tale valore (con la retta
orizzontale e poi il quarto di cerchio) sull'aSCissa del grafico B (i~). Risalite in verticale fino a
determinare BI individuando cosl il punto CD di asci~sa 11 e ordinata BI del grafico da costruire B (I) .
Ripetete da soli la cost ruzione indica ta in figura per determinare il punto @.

MACCHINE ELETIRICHE 89
---;;­
3. Trasformatori trifase
~
El
B E2
il-'
'B
~::::-_ _ ______ _ ____ il-'2
il-'(t) , B(t)
~~_ H_ ::-:_'-~-=----r------~=~~j~;-~= - -/' ,:5: ~ . _ ~

o il-'I il-'2 il-' t

Fig. 3.12 - Se i" Ò" 4jiflllSoidale, B non è sinusoidale.

Se riguardate un attimo l'analisi delle armoniche nel voI. lO vi accorgerete


che trattasi di una deformazione tipica di «terza armonica in fase», come del
resto è evidenziato in figura 3.13.

Conclusioni
- essendo sinusoidali le correnti magnetizzanti nel trasformatore con prima­
rio a stella senza filo neutro, i flussi presentano deformazioni dovute a «terze
armoniche in fase ».
- essendo deformati i flussi, risultano deformate anche le f.e.m . indotte (');
precisamente compare una deformazione di «terza armonica in fase » anche nelle
f.e.m.
A questo punto occorre fare diverse considerazioni.

a) In figura 3.14 abbiamo riportato i grafici di El, E 2 , E3 in funzione del


tempo . Le componenti di terza armonica risultano ancora una volta in fase fra
di loro.

em
A n~
E b, EL ::­
neutro
tensio:-.:'
dali: li­
trifase
t
Il ,
T
'2
B .I
Fig. 3.13 - Armonica fondamental e e terza armonica dell ' induzione magnetica (e quindi del flusso).

C) Ricordate che Le.m. indotta e e flusso <P sono legati dalla relazione: di ten 5:

e=_N·6.<P
6./ (')'-'
facciam l:'
Se <P è sinusoidale tale sarà la e; se <P è deformato , anche la e risulta deformata . state ar ;:

90 MACCHINE ELETIRICHE
(fiiiT~ J
3. Trasformatori trifase /§ .b-~-}

~I

I~

\\
\
\ "\ '\
T
\ . ~E,
O~E2

I
t E, ~E3

E;,

Fig. 3.14 - Come variano E" E2 , E}, in funzione del tempo (sono state messe in evidenza le

componenti di prima e di terza armonica).

Domanda del solito guastafeste (8): Ma le tensioni V AB, V BC, V CA le ai.' evamo
applicate noi ed erano, come è stato detto, sinusoidali . Come è possibile che le
tensioni concatenate siano sinusoidali e le tensioni stellate no?
Riuscite a immaginare la risposta? È molto semplice.
La tensione VAB risulta:

La differenza fra le terze armoniche (in fase fra di loro) di El e E 2 vale zero.
In definitiva:
- la differenza fra le armoniche fondamentali di El e E 2 (sfasate di 120° fra
di loro) dà luogo a una tensione V3 volte più grande di ciascuna componente.
- la differenza fra le terze armoniche è una differenza fra due vettori uguali
e in fase che dà un risultato nullo. La tensione concatenata è sinusoidale.
Analogo discorso vale sul secondario nel caso di figura 3.11 a: le f.e.m. E a ,
E b , Ec presentano deformazioni di «terza armonica in fase»; quindi, se c'è il filo
neutro, un carico monofase posto fra filo di linea e neutro è soggetto a una
tensione deformata. Le tensioni concatenate V ab , V bc e V ca sono invece sinusoi­
dali: un carico monofase posto fra due fili di linea (come, del resto, un carico
trifase senza filo neutro) è sottoposto a tensione non deformata.
Il discorso si complica un po' nel caso di figura 3.11 b (secondario a
triangolo). Notate che , ad esempio, la tensione concatenata V ab coincide con la
f.e.m. indotta nella prima fase (che abbiamo indicato appunto con E ab ) , quindi
è deformata. Si può quindi dire che:
- un trasformatore stella senza filo neutro-triangolo dà luogo a un sistema
di tensioni secondarie deformate (terze armoniche nelle tensioni concatenate).

(') Naturalmente, si fa per scherzare: se vi è venuta in mente una domanda del genere, vi
facciamo le nostre più vive congratulazioni; avete la testa che è ancora capace di ragionare e non vi
state appisolando.

MACCHINE ELETIRICHE 91
3. Trasformatori trifase
~

Affinché non crediate che questo tipo di collegamento non sia usato in
pratica, diciamo subito che il guaio è assai meno grave di quanto non pensiate
in questo momento.
Infatti:
- il triangolo secondario è un circuito o se preferite una maglia (chiusa);
- seguite in figura 3.11 b (dove abbiamo posto delle lettere per facilitarvi il
lavoro) il percorso a-c' -c-b' -b-a' -a: incontrate nell 'ordine: + Eca, + E be , + Eab ,
quindi nella maglia agisce una f.e.m . complessiva:

3.15) Eca + Ebc + Eab


(ciascuna con le sue componenti di prima e di terza armonica).
- Le componenti di prima armonica hanno somma nulla (tema simmetrica)
e non danno luogo ad alcuna corrente.
- Le componenti di terza armonica di 3.15 sono in fase e danno luogo a
una risultante diversa da zero (il triplo di ciascuna componente).
- Si ha, d'accordo, un'ulteriore effetto negativo: già a vuoto circola una
corrente di terza armonica nel triangolo secondario con dissipazione di potenza
sulle resistenze delle fasi secondarie. Ma qualche effetto sui flussi l'avranno
pure! Sarebbe complicato andare a fare delle valutazioni quantitative su tale
fenomeno, ma una cosa possiamo senz'altro dire: la corrente di terza armonica
circolante sul secondario reagirà, per la legge di Lenz, sulla causa che l'ha Fig . :::
prodotta (la deformazione dei flussi) nel senso di ridurla (in altre parole, si
oppone alla causa che l'ha prodotta). A parità di altre condizioni, la deforma­
zione dei flussi e quindi delle f.e.m. nel trasformatore di figura 3.11 b è assai
inferiore rispetto al trasformatore di figura 3.11 a. 0'­

3.191

3) Collegamento a zig-zag Ir.


, differ= ~
Abbiamo visto al punto 2 che il traformatore di figura 3.11 a con filo neutro
al secondario presenta tensioni deformate fra i fili di linea e il neutro. elido:-.
Esiste un modo molto brillante di eliminare tale inconveniente modificando stella-: e
la «stella» secondaria come in figura 3.15. Ciascuna fase secondaria è divisa in due maggi: '"

parti uguali di T
N
(indicando con N 2 il numero di spire secondarie su ogni 4) Pr'
N 2 spIre
co lonna ) e d e composta d a T
, . N 2 spire
su una co lonna e T .
su una col onna L:
diversa, in modo che le due f.e.m. agiscano in senso opposto. Spieghiamoci (ad e-s '
meglio con un esempio: partendo dal centro-stella secondario O e dirigendosi
verso il morsetto a si incontrano le f.e.m. - Et; e + E~ ; in sostanza la tensione
stellata Ea (presente tra filo .neutro e a) vale:

3.16) Ea= E;- Eh'


analogamente:

3.17) Eb = Eb - E~'

3.18) E c = E;- E~' Fig. ::: .~

92 MACCHINE ELETIRICHE MACC.....:~


fiiiilT;p
3. Trasformatori trifase ~

A B c

~
- 2-

Fig. 3.15 - Collegamento a zig-zag del secondario di un trasformatore .

Ovviamente è:

3.19) E ò= Eh';

In E~, E~ , Eb, Et; E~ , E~ sono presenti le terze armoniche: facendo la


differenza a due a due come nelle formule precedenti, le terze armoniche si
elidono ed E a, E b , Ec sono sinusoidali. Il trasformatore presenta tensioni sia
stellate che concatenate non deformate. In figura 3.16 è stato riportato, per
maggior chiarezza, il diagramma vettori aie delle tensioni.

4) Primario a triangolo

Le Le.m. indotte primarie sono uguali alle tensioni concatenate alimentanti


(ad esempio V AB = EAB ) , quindi sono sinusoidaJi se tale è l'alimentazione. Le

Fig. 3.16 - Diagramma vettoriale delle tensioni al secondario (zig-zag).

MACCHINE ELETTRICHE 93
- ~ =/ 3. Trasformatori trifase
>. ~

A B c
vediam

a)

Nel

3.23)

Nel '
a b

3.24)

~~I ~ ~bc l ~ ~~ Un :
(a)
Ind: __
(b)

Fig. 3.17 - Primario a triangolo. 3.25)

C ~-
correnti I,.,.!> Iu2 , 1,.,.3 presentano allora le deformazioni caratteristiche di «terza
ha:
armonica in opposizione». Essendo però (vedi Fig. 3.17):

lA = 11'1 - IiJ3

3.20) 18 = 1!i2 - 11'1

l e = 1/.3 - 1/.2
qUlilL::

nelle correnti di Linea non sono presenti , per il solito discorso, le terze armoni­ 3.26 )
che. Si può dire che le terze armoniche , in fase fra di loro , sono in effetti La
stessa terz a armonica che si richiude nel triangolo costituito dalle fasi primarie. I.n
Se i flussi sono sinusoidali , tali saranno anche le f.e.m. indotte sul seconda­
rio, qualunque sia il collegamento di quest' ultimo .

3.4 - Relazioni fra rapporto a vuoto e rapporto spire che


Abbiamo visto che il rapporto a vuoto Ko per un trasformatore monofase
3.27)
" d e co l rapporto spire
COinCI . N
N
I

3.21) V1 _ N I
Ko = V - N2
20
b)
Ciò non è sempre vero per i trasformatori trifasi.
): ~
Indicando ancora con Ko il rapporto:
VI VI = tensione concatenata primaria 3.28
3.22) Ko =V­ 20 { V 20 = tensione concatenata secondaria

94 MACCHINE ELETTRICHE MACO­


3. Trasformatori trifase

Nl
vediamo, a seconda del tipo di collegamento, la relazione fra Ko e
N2
a) Primario a stella
Nel caso di figura 3.11 a (stella-stella), con ovvio significato dei simboli:

3.23) El' V3 El
-
N1
-
E a . V3 Ea N2

Nel caso di figura 3.11 b:

3.24)

Un po' più complicato è il caso di figura 3.15 (stella-zigzag.).


Indicando con ~2 il numero di spire di mezza fase secondaria si ha:

3.25)

Con semplici considerazioni geometriche sul triangolo OAB di figura 3.16 si


ha:

OB = 20H=2· OA cos30°

E a = 2 E a cos 30° = 2 E a V3
I • I
2 = Ea I • V3

quindi:

3.26)

In conclusione:

che per la 3.25 fornisce :

3.27)

b) Primario a triangolo
Nel caso di figura 3.17 a (triangolo-stella):

3.28)

MACCHINE ELETIRICHE 95
3. Trasformatori trifase
~
Nel caso di figura 3.17 b (triangolo-triangolo): e dimos:::
formule. : -
3.29) _ VI _ E AB _ N I
K0 - - ----­
V 20 Eab Nz
Nel caso di triangolo-zigzag (fate voi lo schema): tensione

VI E AB
Ko = V V
20 20
e per la 3.26: 3.31)

3.30) - E A8 _ N I _ 2 N 1 (con Y':


K0 - - - - - - - ­ Per :~
3E; 3 N2 3 N z
2
3.32)
3.5 - Principali formule dei trasformatori trifasi
Diciamo subito che lo studio dei trasformatori trifasi in regime squilibrato è 3.33)
molto complesso. Vi daremo qualche cenno in seguito su questo argomento. Per
ora ci riferiremo unicamente a carichi equilibrati (e, ovviamente, sistemi simme­ dove, .Y

trici) .
Poiché un triangolo si può trasformare in una stella (il collegamento a zig­ 3.34)
zag è già, in fondo, una stella), nulla vieta di pensare il trasformatore, in regime
simmetrico ed equilibrato, del tipo stella con filo neutro-stella con filo neutro. È a:-:
Considerando una sola fase primaria e la corrispondente fase secondaria (vedi
Fig. 3.18) (9) trattasi di un trasformatore monofase CO) e per esso valgono tutte 3.35)
le formule viste al cap. 2. Potremmo quindi risparmiarci di ripetere quanto detto
3.36)
N B

N
[jf1jIE'
C
-BA Ne L ~
linea
R~

3.37)

x~ 3.38)
n E a b c
2

3.39)
R;

An ,;.;
x;
3.40)

tJilijl&
Fig. 3.18 - Trasformatore trifase stella-stella: a) circuito equivalente primario ; b) circuito equivalen­
3.41)
In

te secondario .

(9) Se volete, potete mettere anche le Ra e X,. in parallelo sul primario.


('O) Trascuriamo ovviamente lo squilibrio delle correnti a vuoto.

96 MACCHINE ELETTRICHE
3. Trasformatori trifase
;-:18
~ -"

e dimostrato in quel capitolo. Vi facciamo però un breve riepilogo , di alcune


formule, tenendo conto che:
- in figura 3.18 compaiono tre resistenze e tre reattanze equivalenti (") ;
- la tensione concatenata V (primaria o secondaria) è uguale a '1/3 volte la
tensione stellata E (primaria o secondaria) .

La potenza nominale vale:

3.31)

(con V 1n e V20 tensioni concatenate)


Per le v cc % e Pcc % valgono ancora le stesse formule:

3.32) V jcc P cc
v cc % =V· 100 ; Pcc % =5 . 100
In n

3.33)

dove , ovviamente , VI ce tensione concatenata di cortocircuito e:

3.34)

È ancora:

3.35)

3.36) e + X 'r2
Z "e = VR'r2 •

Nelle formule delle potenze , riferendosi a tensioni concatenate e correnti di


linea compare un Vi
3.37)

3.38) P2 = '1/3V zl 2 COSC(J2


3.39) P1 = '1/3. Vjll COS C{Jj

Analogamente per la caduta di tensione:

3.40) Ll V = V 20 - V2 = '1/3. 12 • (R~' cos cpz + X~' sen cpz)


In percentuale ovviamente rimane:

3.41) LlV
LlV% = - · 100
V20

(") Naturalmente, non dite che, ad esempio, la resistenza equivalente secondaria di un trasfor­
matore trifa se è 3R~ . Non sono in · serie le R~ !

MACCHINE ELETTRICHE 97
3. Trasformatori trifase
~

Per quanto riguarda il rendimento :

3.42) P2 P2 V3V2 12 COS ({J2


'Y)= P I = P2+Pfe+Pcu V3V2I 2coscpz+Pfe+3R;'Ii
e sarà massimo quando:

3.43) Pfe = Pcu ossia: Pfe = 3 R~· n


È accettabile, in genere, supporre:

3.44) Pfe = Pa - 3R I I6= Po

3.6 - Gruppi di trasformatori trifasi


In figura 3.19 abbiamo schematizzato , un po' alla buona, un trasformatore
monofase (almeno la parte che ci interessa, con avvolgimenti primario e
secondario sulla stessa colonna).
Tenendo ben presente l'avvertenza di par. 3.3 ('2), le f.e.m. indotte El e E 2
sono 90° in anticipo rispetto al flusso <1». Trascurando le cadute interne possiamo
scrivere, posto V l = VAA':

3.45) VI - El = O ::} VI = El

Analogamente per il secondario (V 2 V 88'):

3.46) V 2 = V BB' = E2 (' , )


Possiamo dire che V 1 e V 2 sono in fase .
Se scambiamo i morsetti primari oppure i morsetti secondari (non contempo­
raneamente sul primario e sul secondario) possiamo dire che V l e V2 sono in
opposizione. Analogamente se i due avvolgimenti non sono nello stesso senso .
Ad esempio, confrontate le figure 3.19 a e b dove continuiamo a porre VI =
VAA' e V2 = V BB' e abbiamo posto le «freccette» sulle spire degli avvolgimenti Fig. 3. 1 ~ .
La stess..; .
sempre in senso opposto alla regola del cavatappi (avvertenza di par. 3.3). El e
E z sono ancora in fase, ma notate che ora la E 2 «spinge», per così dire, la
corrente in senso contrario a quello indicato in figura. Cioè, essendo ancora:
In , -­
V2 = V BB' = Z· 12 Tut:
mentre _
dovremo scrivere: Ne! "- ~
se ciò "'. "
Ez = - V2 (oppure V 2 = - El) angol
Ulti:r •
1) P:-­
(") N.B. Le «freccette» poste sulle spire degli avvolgimenti il1dical1o il senso delle fe.m . il1dotte.
Sono in senso opposto a quello che stabilirebbe la regola del cavatappi, come abbiamo detto
tensio n: .
nell'avvertenza del par. 3.3. E B in ri :
(") C'è in effetti differenza concettuale fra le 3.45 e 3.46. La 3.45 deriva dall 'applicazione della In a>
legge di Ohm, dove V j e E j sono entrambe , se volete , f.e.m.: una del generatore e l'altra
dell 'avvolgimento primario del trasformatore. Mentre in 3.46 la ~ è una f.e.l1l. mentre V2 è la triangQ:
caduta di tensione Z .1 2 ai capi del carico. i morse::

98 MACCHINE ELETIRICHE MACCHI/'!" '=_


3. Trasformatori trifase
~
~

E2=~

A
I
,IP
I B
-- ---- - - -

m l~ B'
z 1~
--- - -- --
(a)

V,=EJ

E2

9d'
O
9rf '1>

~=-E2

(b)

B'

Fig. 3.19 - Cambiando il senso di avvolgimento del secondario il vettore V2 = VDD' diventa opposto.
La stessa cosa succederebbe cambiando il senso del solo avvolgimento primario. Provate .

In sostanza, le tensioni V2 sono opposte nei due casi.


Tutto questo discorso ha scarsa importanza nei trasformatori monofasi ,
mentre diventa essenziale nei trasformatori trifasi .
Nel seguito considereremo primario e secondario avvolti nello stesso senso:
se ciò non fosse, per quanto detto precedentemente, occorre aggiungere un
angolo di 180° alla fase della tensione secondaria di cui parleremo.
Ultime avvertenze prima di entrare nel vivo del discorso:
1) Per uniformare un po' le cose, supporremo, nel seguito, il sistema delle
tensioni stellate e concatenate dell 'alta tensione come indicato in figura 3.20 a:
E B in ritardo di 120° rispetto E A ; E c in ritardo di 120° rispetto E B ,
In altre parole: il senso ciclico è A ~ B ~ C. Notate bene che i vertici del
triangolo A-B-C si susseguono in senso orario. (Còn A , B, C indicheremo anche
i morsetti primari corrispondenti) .

MACCHINE ELETIRICHE 99
• --.J
3. Trasformatori trifase
~
c
B

C '­

(B\ " "'il ~a ('\ a


A
'------/
C b/ 3.47)

----~-c
A ". t-b (a) b N OLl
(b) lato ai: ~

Fig. 3.20 - Diagramma di tensioni stellate e concatenate di alta tensione e bassa tensione.

Le tensioni concatenate VAB, VBC, VCA sono i lati del triangolo ABC e
(seguite con l'occhio le frecce delle tensioni concatenate) si susseguono in senso dirlo:
antiorario. Se considerate le tensioni concatenate opposte (V BA, VAC, VCB)
q ueste si susseguono in senso orario (").
2) Notate che il vettore VAB «parte» dal vertice B e «arriva» al vertice A.
Infatti, come è noto,

V AB =EA -E B
l\'e.
Analogamente il vettore V BC «parte» da C e «arriva» in B ecc ....
Forse considererete queste nostre osservazioni alquanto banali e scontate,
ma l'esperienza ci ha insegnato che tutto va bene quando si parla di A.T.,
mentre, chissà perché , le cose si complicano e confondono quando si parla di sare l:ltCè'
b.t. Scelte -
3) Sulla b. t. opereremo con le stesse convenzioni: fase . .::
- indicheremo con a, b, c i morsetti e con E a, Eb , Ec le corrispondenti
tensioni stellate (E b in ritardo di 120° rispetto Ea ecc .. ecc .. ) (IS).
- comunque venga ruotato rispetto l'alta tensione, il diagramma di tensioni
stellate e concatenate della bassa tensione è del tipo di figura 3.20 b, dove
valgono (con la sostituzione di A-B-C, con a-b-c) le stesse osservazioni «banali e
scontate» di prima.
Siete spazientiti perchè non entriamo mai nel vivo del discorso? Va bene, vi
accontentiamo subito.
Indicando con A-B-C e a-b-c i morsetti di A.T. e di b.t. come si è detto
precedentemente, fra una qualsiasi tensione (stellata o concatenata) di A.T. e la
corrispondente tensione di b. t. esiste uno sfasamento C',) che dipende dal tipo di
collegamento delle fasi primarie e secondarie (stella, triangolo, zig-zag).
Quando si è detto «corrispondenti» si è inteso alludere, ad esempio, alle
tensioni EA e E a , oppure alle tensioni V AB e V ab ecc.
Vedremo che tale sfasamento è sempre un multiplo di 30°, per cui è stato
deciso eli dare la seguente:

Fig. :: -
C') Chi ci ha seguito nel primo volume è già pratico di queste cose.
C') In sostanza, i morsetti a-b-c della b.t. del trasformatore non possono essere scelli lutti a caso .
Se ne può scegliere, volendo, uno a caso e chiamarlo a ; dopo di che risulta determinato il morsetto
b (quello corrispondente a Eb sfasata di 1200 in ritardo rispetto Ea) e quindi risulta determinato
anche il morsetto c.
par.
('.) Naturalmente , in certi casi, può anche essere nullo.

MACCHINE ELETTRICHE
MACC- c
100
3. Trasformatori trifase !f!R
t:tJ-~

Definizione. Indicando con a (espresso in gradi) l'angolo di ritardo di una


tensione di b. t. rispetto alla corrispondente di A.T., si chiama gruppo n del
trasformatore in esame il rapporto:

3.47) a (a in gradi)
n= 30

Nota. Siete liberi di pensare, se vi fa comodo, il trasformatore alimentato dal


lato alta tensione (A.T. = primario, b. t. = secondario) e quindi, trascurando le
cadute interne del trasformatore, pensare alle tensioni di figura 3.20 a come al
sistema delle tensioni alimentanti e alle tensioni di figura 3.20 b come al sistema
delle tensioni ai morsetti secondari (ai capi dell'eventuale carico) (1').
Forse tutto ciò vi può aiutare . Ma, ripetiamo, siete liberi di pensarlo, non di
dirlo: il gruppo di un trasformatore si può stabilire anche senza sapere quale
sarà in pratica il primario e quale il secondario.
Quando parlate ad alta voce e qualcuno vi ascolta dovete dire : alta tensione
o bassa tensione!

Esempio 1
Trasformatore stella-stella (Yy) di figura 3.21.
Nella stessa figura abbiamo riportato il diagramma vettoriale: tracciato il
diagramma per la parte A.T. come in figura 5.20 a, abbiamo posto Ea in fase
con EA (avvolgimenti nello stesso senso, sulla stessa colonna , interessati dallo
stesso flusso) ; analogamente (anche se ormai , per determinare il gruppo, non
sarebbe più necessario proseguire) Eb in fase con E B ed Ec in fase con Ec.
Scelte due tensioni corrispondenti qualsiasi (ad esempio, EA e Ea) risultano in
fase, quindi il gruppo è zero:

n=~=O
30

A B C

~lm
B

a b c

~ t1iJ
A~"'----::l.<....:"" C

gruppO O

Fig. 3.21 - Trasformatore stella-stella, gruppo «zero» (YyO).

(17) Tutto questo è vero coi versi scelti per le Le.m . indotte , di cui si è detto all'avvertenza del
par. 3.3.

MACCHINE ELETTRICHE 101


,tJ!iJ. 3. Trasformatori trifase

Esempio 2 2) E
Trasformatore stella-stella (Yy) di figura 3.22.
Notate che, se materialmente gli avvolgimenti A.T. e b.t. sono nello stesso
senso , la EA e la El (tratteggiata in figura) sono in fase . Ma la prima tensione
stellata Ea (dal centro stella al morsetto a) è opposta rispetto a El e quindi
rispetto a EA- L'angolo a di ritardo della bassa rispetto all'alta tensione vale
180 0 , quindi il trasformatore è di gruppo sei: risulta «"­

a = 180 0 180 =6
;
n= 60

. 4) Yc ;
già post

'.1i!j B triango k _
detto alr ·­
posizion: -
Poicr.=
orario il

~l fIm A{,#" b .... C


o
."~~"
/
a-I80"

a b c gruppo 6 .J:';'
Fig. 3.22 - Trasformatore stella-stella, gruppo «sei» (Yy6).

(a)

Esempio 3
Fig. 3.2-\ · .
Trasformatore stella-triangolo (Yd) di figura 3.23.
Mettetevi alla prova: determinate il gruppo prima di leggere oltre e poi
confrontate con quanto vi diremo. 5) C ­
1) Abbiamo indicato le Le .m. di b.t. con due indici in quanto sono tensioni in fase C ~ -
concatenate. Ad esempio la V ab risulta: Error
Abbiam c _
V ab = Eab con E B .;:­
con Ec ~
A B c
Tutto s b~
B C'è _-­
IEe Una -

b c
o
EA

~M II~b< l l rE<a
Ee

A.... -";c

Fig. 3.23 - Trasformatore stella-triangolo , gruppo l (Ydl). Fig. 3.::~ .

102 MACCHINE ELETTRICHE MACCHI NE =_.:=:-'


/~T§d
3. Trasformatori trifase ~

2) Essendo tensioni concatenate, per quanto detto all'inizio del paragrafo,


dovremo «disegnare» i lati del triangolo di b. t.
3) Tenendo presente il diagramma dell'alta tensione già riportato in figura
3.23, la Eab dovrà essere posta in fase con E A (150 0 in ritardo rispetto l'asse
reale positivo, come in figura 3.24 a). Potremmo già dire il gruppo confrontan­
do con la corrispondente VAB (Vedi Fig. 3.24 b) : essendo : a = 30 0 il gruppo
risulta «uno ».

n = 30 = 1
30

4) Vogliamo proseguire completando il diagramma vettoriale di b.t. Avendo


già posto il vettore E ab = V ab , sono già stati individuati i vertici a e b del
triangolo delle tensioni concatenate di b.t. (Vedi Fig. 3.24 c); infatti, per quanto
detto all'inizio del paragrafo V ab «parte» da b e «arriva» in a. In quale delle due
posizioni indicate in figura 3.24 c sarà il terzo vertice?
Poiché, per quanto detto all'inizio , i vertici a, b, c si susseguono in senso
orario il vertice c corretto sarà quello «in basso»
f::

r - -
~~
y,~'
- - - -
o
o
150
~~
)01.,,,
Q
O
~o J
~
- r------- ---
6<f
I

:I
I
E bc?:
I

:
I
"
" ...
" -" , b __________ _
I~!JOO

I
I
b

I a
" :Ebc?
(a ) (b) I
I
, I

(c) ? -",Jc (d) c


~JI
Fig . 3.24 - Costruzione «passo passo» del diagramma delle tensioni di b.t.

5) Completiamo infine il triangolo di b.t. ponendo E bc in fase con E B ed E co


in fase con Ec (Vedi Fig. 3.24 d) .
Errore classico. Torniamo un attimo alla fine del punto 3 e alla figura 3.24 a.
Abbiamo cioè messo a posto il vettore Eab = V ab . Bene; il vettore E bc è in fase
con E B quindi è verticale : poniamo lo come in figura 3.25 a. Infine, Eco è in fase
con E c, quindi completiamo come in figura 3.25 b.

Tutto sbagliato!
C'è un a marea di incongruenze che vi potremmo far notare .
Una sola per tutte: la tensione Eca deve essere:

EJ .
(a) k
Fig . 3.25 - Come si può sbagliare tutto.

MACCHINE ELETIRICHE 103


3. Trasformatori trifase
~
quindi Ee ed Ea sono come in Fig . 3.25 c; se ne deduce che Eh è la rimanente; Esempio 5
ma i vertici a-b-c non si susseguono in senso orario. Abbiamo cambiato il senso
ciclico? Non resistiamo alla tentazione di presentarvi altre incongruenze . Risulta Trasfor::- . .
(controllate in Fig. 3.25 c): Eab = Eb - Ec; E hc = Ea - Eb. Ma quando mai? Le tensi·2 -
Ec è in ritardo di 330° rispetto alla corrispondente Ec. Il gruppo allora è Le ten5i-­
precedenti:
3;00 = 11 ? Ea è in ritardo di 90° rispetto alla corrispondente EA . Il gruppo

allora è ;~ = 3 ? E avanti di questo passo (' R).


Seguite il nostro consiglio : cercate di avere ben presenti le nostre osservazio­
ni «banali e scontate» di inizio-paragrafo o vi metterete in un mare di guai.

Esempio 4
Trasformatore stella-triangolo (Yd) di figura 3.26.

Domanda. Ma non l'abbiamo già fatto all'esempio 3?

Risposta. NO. I due triangoli sono diversi . Esistono poi anche altri trasfor­

matori stella-triangolo: i morsetti sia della stella che del triangolo possono essere
in basso anziché in alto .
Le tensioni concatenate secondarie sono V ae = E ae, Vba = E ba , Vcb = Ech.
Per maggior chiarezza abbiamo riportato separatamente i diagrammi delle
tensioni rispettivamente dell'alta e della bassa tensione (Vedi sempre Fig. 3.26).
Eac è in fase con EA ; Eba è in fase con E B ; Ecb è in fase con Ec.
Ormai siete maestri in questo e non vi insistiamo.

Prendiamo due tensioni corrispondenti, ad esempio Eb e E B .

Altro errore classico: sono sfasate di 30° quindi il gruppo è 1. NO!! L'angolo

a. di 3.47 (rileggetevi bene , per favore, la definizione che precede la formula) è


Fig. 3.27 - -:- ...
l'angolo di ritardo di Eh (b .t.) rispetto a E B (A.T.) . Tale angolo di ritardo è
3300 quindi: gruppo 11.

a. = 330°; 330 = 1
n=30

A B c
.i
EB EB

B
&
c
c

a
E'.b t a ~ 33 0°

A"" 'C gruppo 11

Fig. 3.26 - Trasformatore stella-triangolo , gruppo 11 (Ydll).

('8) Evidenteme nte il punto critico è il punto 4 precedente : E b c in fase con Eli, può essere
tracciata in due modi (Vedi Fig. 3.24 c) ottenendo così due vertici c del triangolo a-b -c. Occorre
scegliere quello corretto , ri spettando il senso ciclico (a -> b -> c orario !) . Fig. 3.28 - ~ .

104 MACCHINE ELETIRICHE MACCHINE =_:-'


3. Trasformatori trifase

Esempio 5
Trasformatore triangolo-stella (Dy) di figura 3.27.

Le tensioni concatenate primarie sono: VAB = E AB ; VB C = EB C ; VCA = E CA '

Le tensioni stellate secondarie E a, E b , Ec sono in fase , ordinatamente, con le

precedenti :

n = 330 = 11
30

A B c

B
a

A''''''------~C
o lfA =E CA

Fig. 3.27 - Trasformatore triangolo-s tella, gruppo 11 (Dy 11) .

A B C

E.1Gl~
a b c
#
,
E~1 Et, Et~ 1 -E it

-Ei;

E~

Fig. 3.28 - Trasformatore stella-zig-zag, gruppo 11 (Yzll).

MACCHINE ELETIRICHE 105


, "-l 3. Trasformatori trifase
~

Tab. 3.1 GRUPPO o (Sfasamento 0°) GRUPPO 6 (sfasamento 18 00) Esempio 6


'SIMBOLO E DIAGRVETT. SCHEMA SIMBOlO r. DIAGR .VETT. SCHEMA T i'
Iy o o y ras.

ID c+ m
~

co:. m
l' Y A y6 A S·1 h a:

DdO~t~
C
6
c
I b
BI

B
a
A
b c
IDd6~A
C
/j
a
:
B
i
i c
I 'Inoltr~-
6

D>O,l. m ì~A, m~i i


e~B ~ ~
IZzO~A
C c
a

b
B
W m be
ZZ6
C

rAt
C
be
a

a
6
B!

B
A B
abe
I Risu:: ~

l''dO , aR • ~ Zd'*A, m I alcuni <­

cAB ~ c a BI Ut
m m
6

GRUPPO 5 (Srasamento 150° ) GRUPPO 11 (Srasamento33001


SIMBOLO E DIAGR.VETT. SCHEMA SIMBOLO E DIAGR.VETT. SCHEMA

.~' ~ ~ (OV~"~~
Vd5 A Ydll A

e~
IDY5 A
B

m m
a ,

DY~1
C

A
B
a"

eSempi _
Insomn'.­

~
; b c '1\ a b c par~;~~
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C B C B

Y". ~,' ~ Y"\J. ili


e~BW
'5
e~BW
ZY5~j WOb ZYl~\~\~,
b'
c A
c ~
mc I riarno

C a
5
B CC B I S­
Uç ~

106 MACCHINE ELETIRICHE MACCI-"·':= -


·tiGff:!
3. Trasformatori trifase ~'

Esempio 6
Trasformatore stella-zigzag (Yz) di figura 3.28.
Si ha:

E~ = E~ in fase con E A

Eb = Eg in fase con E B

E~ = E~ in fase con Ec

Inoltre è:

Ea = E'a - E"[=
a E'a + (-Eli)]
b

Eb = Eb - E~ [ = Eb + (- E~)]

E C = E'c - E"a [= E'c + (-Eli)]


a

Risulta:

n = 11

In Tab. 3.1 sono riportati direttamente dalle norme CEI (fascicolo 14.4)
alcuni trasformatori coi relativi diagrammi e gruppi .

3.7 - «Famiglie» di trasformatori


In pratica esistono tutti e 12 i gruppi dei trasformatori:

0-1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11

(ovviamente il gruppo 12 coincide col gruppo O).


Lo stesso gruppo può essere poi realizzato con collegamenti diversi: gli
esempi 4-5-6 hanno riguardato trasformatori diversi con lo stesso gruppo 11 .
Insomma la varietà di trasformatori disponibili è notevole .
Comunque, ci proponiamo di far vedere che esiste un certo «grado di
parentela» fra trasformatori di gruppi diversi.
Con l'occasione facciamo un altro esempio .

Esempio 7
Trasformatore triangolo-stella (Dy) di figura 3.29. (È diverso da quello di
Fig . 3.27) .
Nella stessa figura, abbiamo riportato : VA C = EA C ; VB A = E BA ; V CB = E CB ,
nonché le tensioni E Eb , Ec ordinatamente in fase con le precedenti . Conside­
Q ,

riamo due tensioni corrispondenti, ad esempio Ea e EA ; risulta;

Supponiamo ora che un burlone in vena di scherzare cambi le lettere a, b, c

. MACCHINE ELElTRICHE 107


3. Trasformatori trifase
~
A B e
- ch i ~
coincide c :." ~
B
E AC E CB 270°), qu: ::...::.
In SO SL
A-B-C o . ­
b

c
i A
a-30 D
gruppo 1
In alc~
dei 'grup;­
o suddetti
Fig. 3.29 - Trasformatore triangolo-stella , gruppo 1 (Dy1). Simil::- ­
gruppi:

poste accanto ai morsetti secondari senz a alterare il senso ciclico (un burlone
onesto, insomma).
In figura 3.30 a e b abbiamo riportato le due possibili «nuove situazioni» (fra (Infa! :
parentesi , la situazione originaria di Fig. 3.29) con i relativi diagrammi vettoria­
li. (Notate che il senso ciclico, ossia la sequenza con cui si susseguono nel senso
dei ritardi Ea , Eh , Ee è rimasta inalterata.). La conclusione cui si arriva è la
seguente:
(infa::
- chiamando a quello che prima era il morsetto b (la Ea nuova coincide con
la Eb di prima) l'angolo a aumenta di 120° (prima era 30° e ora è 150°) , quindi il
gruppo aumenta di 13
2
g= 4 (prima era 1 e ora è 5) ; (Infa::
A B e A B e
In

E411~11~ (b)
~IIEè~ BI
3.8 -
(a)
C b C a

~JI~
(a)

riguarc :.
1& i l i»
(E.) ~
&
(E.)
o
D
a=lSO
B a".2?OD

gruppo 9

Fig. 3.: ~ .

A~ E
.l!ih )!le
AC EAC (l' ) :.. ~
Fig. 3.30 - Cambiando «nome» ai morsetti del trasformatore (gruppo l) di figura 3.29 , si ottengono i C<1 "
gruppi 5 e 9.

108 MACCHINE ELETTRICHE


3. Trasformatori trifase
/~
~

- chiamando a quello che ongmariamente era il morsetto c (la Ea nuova


coincide con la Ec originaria) l'angolo a aumenta di 240° (prima era 30° e ora è
270°), quindi il gruppo aumenta di 23~0 = 8 (prima era 1 e ora è 9).
In sostanza lo stesso trasformatore, a seconda di come si assegnano i nomi
A-B-C o a-b-c ai morsetti primari e secondari, può appartenere ai gruppi:

1-5-9 (Famiglia I)

In altre parole, esiste una certa «parentela» o «affinità» fra i trasformatori


dei gruppi 1, 5, 9. Per intenderci chiameremo «Famiglia l» i trasformatori
suddetti (19).
Similmente si può dimostrare che analoga «parentela» esiste fra i seguenti
gruppi:

2-6-10 (Famiglia II) (20)

(Infatti 2 + 4 6', 2 + 8 10).

3-7-11 (Famiglia III) (2')

(infatti 3 + 4 7', 3 + 8 11).

0-4-8 (Famiglia IV) (22)

(Infatti O + 4 = 4; O+ 8 = 8).

In definitiva i 12 gruppi possono essere fatti rientrare in quattro famiglie


(ciascuna contenente tre gruppi).
Vedremo al prossimo paragrafo l'importanza di questo discorso.

3.8 - Parallelo dei trasformatori. Condizioni di parallelo perfetto


Per ora limitiamo il discorso ai trasformatori monofasi (vedremo che per i
trifasi valgono le stesse considerazioni, salvo una piccola aggiunta per quanto
riguarda i gruppi).

linea_l__~,-_V.~I_-1-,_ _ ____

®
linea2 u

Fig. 3.31 - Due trasformatori in parallelo.

(") Nelle vecchie norme CET, venivano fatti rientrare tutti nel gruppo 5.
(20) Nelle vecchie norme CEI, venivano fatti rientrare tutti nel gruppo 6.
(li) Nelle vecchie norme CEI, venivano fatti rientrare tutti nel gruppo 11.
(22) Nelle vecchie norme CEI, venivano fatti rientrare tutti nel gruppo O.

MACCHINE ELETTRICHE 109