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La tutela del patrimonio storico nel Perú

Arch. Hugo Wilfredo Torres Reyna (Dottorato di ricerca in Programmazione, Manutenzione e Riqualificazione del Costruito, Politecnico di Milano)
Via Tertulliano 58. CAP 20137. Milano – Italia. Cell. (0039) 3407054073 / hugo.torres@poste.it

Premessa
Il Perú è un paese con una grande diversità culturale, risultato della fusione di molte culture locali e
straniere, prima della invasione spagnola era già una nazione multiculturale quando l’impero Inca dominò le
diverse etnie regionali e culture locali. Lungo il territorio peruviano fiorirono molte civiltà lasciando in eredità
un vasto patrimonio storico come testimonianza della loro esistenza; soltanto nella costa possiamo contare
12 culture che si svilupparono in un periodo di 4000 anni, la cultura più antica è stata scoperta pochi anni fa
in Caral (Supe) e fondando le sue basi 7000 anni fa.

Non possiamo paragonare il patrimonio storico presente in Perú, con le diverse culture europee perché
questo è un caso completamente differente e perchè dobbiamo considerarlo come una testimonianza della
esistenza di una civiltà che si sviluppò indipendentemente (come il caso della civiltà azteca) fino ad entrare
in contatto con l’Europa, quando Pizzarro conquistò l’impero Inca. Posteriormente a questo evento, arrivano
la architettura e gli usi del primo rinascimento spagnolo nel “nuovo mondo” e il Perú si vede investito dal
titolo di Capitale del colonialismo spagnolo in sud america.
La cultura spagnola assimilò alcuni elementi autoctoni peruviani, per esempio nel campo dell’architettura si
adottarono nuove tecniche costruttive (è meglio dire che sono state “re-interpretate” perché l’utilizzo della
terra cruda era frequente in Spagna frutto delle invasioni arabi), la mano d’opera era indigena ed è per tale
motivo che esistono casi in cui l’architettura spagnola e peruviana si fusero per dare luce a monumenti
storici unici nella loro specie. Il fenomeno dello scambio culturale che visse il sudamerica in questi secoli si
manifestò nelle arti, la letteratura e la musica.

L’organo che si occupa della conservazione del Patrimonio Storico Peruviano si chiama “Instituto Nacional
de Cultura” (I.N.C.) che in italiano si traduce come Istituto Nazionale di Cultura. È stato rivisto nella sua
organizzazione nel processo di modernizzazione dello Stato Peruviano nell’anno 2003.

Definizione e classificazione del Patrimonio Cultural del Perú


L’ultima Costituzione Politica del Perú approvata nell’anno 1993 definì il concetto di Patrimonio Culturale
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della Nazione nell’articolo 21° . Successivamente la nuova Legge Generale del Patrimonio Culturale della
Nazione (Legge 28296) approvata il 21 luglio dell’anno 2004, conferma il concetto di bene integrante del
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patrimonio culturale del Perú e la sua corrispettiva classificazione , questa legge venne a sostituire la Legge

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Costituzione Politica del Perú, Articolo 21°: “i giacimenti e resti archeologici, costruzioni, monumenti, luoghi, documenti bibliografici
e di archivio, oggetti artistici e testimoni di valore storico, dichiarati esplicitamente beni culturali, e provvisoriamente quelli che si
presumono come tali, sono patrimonio culturale della Nazione, indipendentemente della sua natura pubblica o privata. Sono protetti
dallo Stato. La Legge garantisce la proprietà di questo patrimonio. Lo Stato deve promuovere la partecipazione privata nella
conservazione, restauro, esibizione e diffusione di tali beni, cosi come la restituzione al paese quando fosse stato illegalmente trasferito
fuori del territorio nazionale”.
2
Legge Generale del Patrimonio Culturale della Nazione (Legge 28296), Titolo Preliminare, articolo II.- Definizione: S’intendono
per bene integrante del patrimonio culturale della Nazione tutte le manifestazioni del lavoro dell’uomo, materiali o immateriali che per la
loro importanza, valore e significato paleontologico, archeologico, architettonico, storico, artistico, militare, sociale, antropologico,
tradizionale, religioso, etnologico, scientifico, tecnologico o intellettuale siano espressamente dichiarate come tali o sulle quali esista la
presunzione che lo siano. Questi beni hanno la condizione di proprietà pubblica o privata con le limitazioni che stabilisce la presente
Legge.
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Legge Generale del Patrimonio Culturale della Nazione (Legge 28296), Titolo I.- Beni integranti del Patrimonio Culturale della
Nazione, Capitolo I.- Disposizioni Generali, articolo 1°.- Classificazione: i beni integranti del patrimonio culturale della Nazione si
classificano in:
1. Beni Materiali
1.1 Immobili.- comprendono in modo non limitativo, gli edifici, opere d’infrastruttura, ambienti e complessi monumentali, centri storici e
altre costruzioni o evidenze materiali come prodotto della vita e attività umana urbana e rurale, anche se essi siano stati costruiti con
funzioni diverse dall’attuali, e abbiano un valore archeologico, architettonico, storico, religioso, etnologico, artistico, antropologico,
paleontologico, tradizionale, scientifico o tecnologico; l’intorno paesaggistico e le cose sommerse in spazi acquatici del territorio
nazionale. La protezione dei beni immobili integranti del patrimonio culturale della Nazione, comprende anche il suolo e il sottosuolo in
cui si trovano, nella estensione tecnicamente necessaria per ogni caso.
1.2 Mobili.- Comprendono:
- Collezioni o esemplari di zoologia, botanica, mineralogia e fossili di interesse paleontologico.
- I beni relazionati con la storia, nell’ambito scientifico, tecnico, militare, sociale e biografico, cosi come con la vita dei dirigenti,
pensatori, saggi e artisti e con gli avvenimenti d’importanza Nazionale.
- Il prodotto degli scavi ed ritrovamenti archeologici, qualsiasi sia l’origine.
- Gli elementi restanti di un monumento artistico o storico e dei luoghi di interesse archeologico.
- L’iscrizioni, medaglie commemorative, monete, banconote, timbri, incisioni, artefatti, strumenti, strumenti musicali e armi di valore
storico o artistico.
- Il materiale etnologico.
- I beni di interesse artistico come dipinti, sculture, disegni, composizioni musicali e poetiche fatte su qualsiasi supporto e materiale.
Generale di salvaguarda del Patrimonio Culturale de la Nazione (Legge 24047) approvata il 3 gennaio
dell’anno 1985 che era stata integrata con diversi progetti di legge per superare i suoi vuoti legali.

Breve riassunto della difesa del Patrimonio culturale del Perú


Nel 1822, un anno dopo l’indipendenza del Perú, viene scritto il primo decreto in cui si spiega l’intangibilità
dei beni culturali e naturali. Nell’anno 1893, a conseguenza del traffico dei beni culturali in Europa, con la
creazione dei nuovi grandi musei in Parigi, Berlino, Londra e altre città dove le collezioni peruviane erano
4
molto apprezzate, si crea il primo corpo organico per una legge di protezione del patrimonio peruviano .
Più di 60 anni fa, lo Stato Peruviano prese considerazione della necessità di avere un organismo capace di
diffondere la cultura, e avendo come idea che il campo della cultura dovrebbe essere considerata “parte
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integrante e principale dell’educazione di un popolo” e per questo integrato nel Ministero di Educazione .
Nell’anno 1941 si crea la Direzione di Educazione Artistica ed Estensione Culturale all’interno del Ministero
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di Educazione, sostituita nell’anno 1962 con la creazione della Casa de la Cultura , formando inoltre la
Commissione Nazionale di Cultura dentro il territorio della Repubblica Peruviana per Decreto Legge N°
14479 in data 17 giugno 1963. Il direttore era la massima autorità di tale istituzione e doveva essere
nominato per Risoluzione Suprema a proposta del Direttorio della Commissione Nazionale di Cultura, questa
commissione aveva le facoltà per stabilire le filiali della Casa de la Cultura in tutto il territorio nazionale. Il 9
marzo dell’anno 1971 viene istituito l’Istituto Nazionale di Cultura (I.N.C.) come organo pubblico
decentralizzato del settore Educazione, disattivando la Casa de la Cultura del Perú e assumendo il I.N.C. le
funzioni di questa sino ad oggi.

L’Istituto Nazionale di Cultura (I.N.C.)


Il I.N.C. è un organo pubblico decentralizzato dipendente del Ministero di Educazione con autonomia
tecnica, amministrativa, economica e finanziaria, è il responsabile culturale della politica di Stato. Ha come
finalità affermare l’identità nazionale avendo come principio la nozione della diversità culturale applicando ed
eseguendo azioni decentralizzate di protezione, conservazione, promozione, riqualificazione e diffusione del
patrimonio per contribuire allo sviluppo nazionale con la partecipazione attiva della comunità e dei settori
pubblico e privato. Tali funzioni consistono nel formulare ed eseguire scelte politiche ed strategiche dello
Stato in materia di sviluppo culturale, difesa, conservazione, diffusione e studio del Patrimonio Culturale
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della Nazione .
L’organico del I.N.C. è costituito da una alta direzione che è il massimo livello di gestione e 7 organi
operativi. Gli “organos de linea” sono composti dalla Direzione di Gestione (area del Patrimonio Storico) e
dalla Direzione Generale di Promozione e Diffusione Culturale (area di promozione della cultura). Il lavoro di
Tutela del Patrimonio Storico viene eseguito dalla Direzione di Gestione che a sua volta è suddivisa in:
direzione di registro e studio del patrimonio storico (DREPH), direzione di difesa del patrimonio storico,
direzione dei musei e gestione del patrimonio storico, direzione di registro ed studio della cultura del Perú
contemporaneo, direzione e fomento delle arti e l’ufficio di coordinazione regionale.
La DREPH (direzione di registro ed studio del patrimonio storico), fino a febbraio del anno 2004 aveva a suo
carico il patrimonio immobile archeologico ed architettonico, diverse Risoluzioni Direttoriali autorizzarono la
creazione di 4 direzioni interne che sono:
• Direzione del patrimonio storico coloniale e repubblicano (DPHCR)
• Direzione di archeologia

- Manoscritti rari, incunabili, libri, documenti, fotografie, negativi, dagherrotipi e pubblicazioni antiche d’interesse speciale per il loro
valore storico, artistico, scientifico o letterario.
- Timbri d’interesse filatelico, timbri fiscali e analoghi, singoli o in collezioni.
- Documenti manoscritti, fonografici, cinematografici, videografici, digitali, archivi architettonici, emeroteche e altri documenti che
servano da fonte per la ricerca scientifica, storico, sociale, politica, economica, etnologica e artistica.
- Oggetti e ornamenti d’uso liturgico: ostensori, acquasantiere, stendardi, calici, pisside, turiboli, vestiti e altri d’interesse storico e
artistico.
- Gli oggetti precedentemente descritti che si trovano sommersi in spazi acquatici nel territorio nazionale.
- Altri oggetti che siano dichiarati come tali o sui quali esista la presunzione legale di esserlo.
2. Beni immateriali
Sono parte del patrimonio immateriale della nazione, le tradizioni di una comunità e trasmesse dagli individui in maniera unitaria o di
gruppo e che rispondono alle aspettative della stessa comunità, come espressione della identità culturale e sociale. Sono parte dei beni
immateriali, i valori trasmessi oralmente come sono gli idiomi, lingue e dialetti autoctoni, il sapere e la conoscenza tradizionale, sia
quella artistica, gastronomica, medica, tecnologica, di folklore o religiosa, la sapienza collettiva dei popoli e altre espressioni o
manifestazioni culturali che nel suo insieme conformano la nostra diversità culturale.
4
Luis Guillermo Lumbreras. Gaceta Cultural del Perú, N°6. Agosto 2004. pag 2.
5
I.N.C. – Consejo Nacional de Cultura. Octubre 2002. Lineamientos y Programas de Política Cultural del Perú 2003-2006. pag 8.
6
Decreto Supremo N° 48 del 24 de agosto de 1962.
7
Legge N° 28296 e Decreto Supremo N° 017-2003-ED, Re glamento de Organización y Funciones del INC.
• Direzione di studio del paesaggio culturale
• Direzione dei siti patrimonio dell’umanità (6 siti culturali/naturali peruviani inscritti nella lista di
UNESCO e propone altri)

Il Progetto di conservazione o restauro


I progetti di conservazione o restauro devono essere elaborati e firmati da un architetto iscritto all’ordine
degli architetti del Perú (non deve necessariamente essere uno specialista in conservazione) e consegnati
alla direzione regionale del I.N.C., la quale a sua volta trasmette tali elaborati alla direzione del patrimonio
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storico coloniale e repubblicano (DPHCR) a Lima per il suo studio e valutazione . La DPHCR è formata da 4
sottodirezioni che sono:
-Conservazione e restauro
-Centri storici
-Registro
-Ricerca ed studio storico
Il progetto viene controllato e valutato per la successiva approvazione, dal direttore del DPHCR. Nel caso ci
fosse un progetto atto ad ottenere la dichiarare di Monumento Nazionale per un edificio, il progetto, dopo
una prima valutazione della sottodirezione di conservazione e restauro (che può chiedere un parere alle altre
sottodirezioni) viene trasmesso alla Commissione Nazionale Tecnica di Architettura e Urbanistica (Comisión
Nacional Técnica de Arquitectura y Urbanismo - CNTAU), dove il presidente è il direttore del DPHCR
coadiuvato da 4 o 5 architetti esterni al I.N.C. Il direttore nazionale del Istituto Nazionale di Cultura emette
una Risoluzione Direttoriale Nazionale approvando il progetto.
Nel caso, un progetto non venissi approvato si comunica al responsabile.

Le norme legali
Le norme legali più importanti in materia della Tutela del Patrimonio Culturale Peruviano sono:
1. Legge 27580 approvata il 5 dicembre dell’anno 2001, dispone le misure di protezione che deve
applicare il I.N.C. per la esecuzione delle opere in beni culturali immobili.
2. Legge 28296, Legge Generale del Patrimonio Culturale della Nazione approvata il 21 luglio dell’anno
2004.
3. Decreto legislativo N° 635, Codice Penale, titol o VIII. Delitti Contro il Patrimonio Culturale, capitolo
unico Delitti Contro i Beni Culturali.
4. Decreto Legge N° 143, Legge Organica del Ministe ro di Abitazione e Costruzione e Regolamento
Nazionale di Costruzioni del Perú, stabilisce la classificazione, restauro, edificazioni in zone
monumentali, destinazione e utilizzo dei monumenti, cosi come la compatibilità con la legislazione
riferita alla conservazione e protezione del patrimonio architettonico.
5. Decreto Supremo N° 017-2003-ED, del 22 de maggio dell’anno 2003, che approva il Regolamento di
Organizzazione e Funzioni dell’Istituto Nazionale di Cultura.
6. Risoluzione Direttoriale Nazionale N° 350/INC in data 26 de maggio dell’anno 2003, che dispone le
funzioni della Direzione di Registro ed Studio del Patrimonio Storico – I.N.C.
7. Risoluzione Direttoriale Nazionale N° 100/INC in data 4 febbraio dell’anno 2004. Costituzione della
Commissione Nazionale Tecnica di Architettura e Urbanistica.
8. Risoluzione Direttoriale Nazionale N° 105/INC in data 4 febbraio dell’anno 2004. Conformazione
della Direzione di Registro ed Studio del Patrimonio Storico.
9. Direttiva Tecnica N° 001-2005-INC/DREPH-GG “Crit eri generali d’intervento nei beni immobili
virreinales e repubblicani integranti del Patrimonio Culturale della Nazione”, approvato mediante
Risoluzione Direttoriale Nazionale N° 061/ICN in da ta 26 gennaio dell’anno 2005.
10. Regolamento Nazionale di Costruzioni,Titolo IV Patrimonio Architettonico.

È importante dire che gli unici documenti che danno informazioni utili per l’elaborazione di un progetto di
conservazione o restauro sono questi due ultimi. Nella Direttiva Tecnica “Criteri generali d’intervento nei beni
immobili “virreinales” e repubblicani integranti del Patrimonio Culturale della Nazione”, si stabilisce la
9
definizione dei beni culturali, i diversi tipi di intervento e fissano i parametri per una corretta applicazione di

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La sede centrale è a Lima e questa ha diverse sedi regionali che sono subordinate, per mancanza di personale competente per la
supervisione e revisione dei progetti, nella revisione del 2003 del I.N.C. si decide di indirizzare i progetti a Lima, lasciando alle direzioni
regionali la possibilità di autorizzare soltanto interventi minori come manutenzione delle facciate, verniciature e rifacimenti degli intonaci,
manutenzione degli elementi in legno, ecc.
9
Criteri generali d’intervento nei beni immobili “virreinales” e repubblicani integranti del Patrimonio Culturale della Nazione, capitulo IV.-
Interventi:
Articolo 15°.- anastilosi: intervento per il quale si realizza la reintegrazione delle parti esistenti di una struttura architettonica.
Articolo 16°.- Conservazione: intervento che ha come obbiettivo quello di prevenire le alterazioni e fermare gli incipienti processi di
degrado per mantenere il bene in uno stato di efficienza che ne permetta l’utilizzo.
10
questi . Il Regolamento Nazionale di Costruzioni (R.N.C.) è un manuale pubblicato per la Camera
Peruviana della Costruzione (CAPECO), ha valore legale ed è lo strumento che stabilisce la normativa in
materia di costruzione ed edilizia nel Perú.

Classificazione del Patrimonio Storico Costruito presente nel territorio peruviano


Il patrimonio storico costruito nel Perú si può classificare d’accordo a diversi periodi storico artistici, che
sono: il patrimonio archeologico (costruzioni pre-ispaniche), patrimonio storico coloniale (dalla conquista del
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Perú nell’anno 1532 alla indipendenza nel 1821), patrimonio storico repubblicano (1821- 1950) . Le
tecniche e materiali costruttivi siano questi di architettura preispanica, ispanica o repubblicana variano
d’accordo alla zona in cui si trovano i monumenti, fatto che arricchisce infinitamente gli esempi di architettura
e ci propone una grande sfida che è la conservazione di questi.

La problematica attuale
I ricorsi economici: i fondi per curare il patrimonio
Il vasto patrimonio storico del Perú, come ha dichiarato recentemente in una intervista il direttore del I.N.C.,
archeologo Guillermo Lumbreras, è composto approssimativamente di 300 centri storici dell’epoca coloniale,
molte città di epoca repubblicana, 100,000 monumenti archeologici e probabilmente più di 100,000 siti
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archeologici , dei quali sono più o meno 5000 i monumenti storici dichiarati tali.

I finanziamenti annuali asegnati dal Ministero di Educazione al I.N.C. nell’anno 2004 sono stati 16.69 milioni
13 14
di dollari (58,442,000 nuevos soles) di cui 10.31 milioni di dollari (36,092,281 nuevos soles) destinati al
sottoprogramma di Patrimonio storico, artistico e archeologico. Il volume totale di aiuto non rimborsabile
eseguito dalla Cooperazione Tecnica Internazionale (C.T.I.) nel Perú è stato 390 milioni di dollari (2.9% del
presupposto annuale della nazione peruviana) dei quali 13 milioni di dollari sono stati destinati a educazione
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superiore/tecnologica e conservazione dei monumenti.

Il 70% dell’entrate annue del I.N.C. deriva da biglietti d’ingresso ai suoi musei e siti archeologici. L’istituzione
non può pagare i numerosi professionisti della conservazione di cui abbisognano le varie regioni del Perú
per fare fronte a questa sfida che è lo studio, protezione, conservazione e valorizzazione dei monumenti
storici. Per cui nell’anno 2005 viene proposto dall’I.N.C. uno schema di decentralizzazione in cui si effettuava
una collaborazione con i differenti comuni distrettuali per eseguire una “Politica di difesa del patrimonio
storico comunale” iniziando con alcuni comuni della città del Cuzco. L’idea è i professionisti necessari per
eseguire i lavori di protezione del patrimonio non vengano pagati per il I.N.C. ma per le autorità locali.

I vuoti legali: la normativa peruviana


L’attuale Costituzione Politica del Perú e la Legge Generale del Patrimonio Culturale de la Nazione,
stabiliscono chiaramente che il patrimonio culturale immobile preispanico può essere di carattere privato:

Articolo 17°.- consolidamento: tecnica di restauro che consiste nell’esecuzione di opere necessarie per assicurare la stabilità e la
solidità di un edificio, sempre che non siano modificazione sostanziali.
Articolo 24°.- ristrutturazione: intervento che ha come obbiettivo creare nuove condizioni di abitabilità, adattando elementi e spazi a una
nuova funzione.
Articolo 26°.- Restauro: è un processo operativo tecnico-scientifico multidisciplinare che seguendo una metodologia critico-analitica, ha
per finalità conservare i valori estetici ed storici di un bene, mobile o immobile. Ha le sue basi teoriche nel rispetto degli elementi antichi
e la testimonianza di documenti autentici, si ferma dove comincia l’ipotesi.
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Criteri generali d’intervento nei beni immobili “virreinales” e repubblicani integranti del Patrimonio Culturale della Nazione, Capitolo
V.- Norme generali per gli interventi, articolo 28°.- Interventi nei monumenti:
a. I monumenti devono mantenere la sua volumetria e altezza originale. Gli interventi di adeguamento non devono modificare la
loro espressione formale, caratteristiche architettoniche, motivi ornamentali e degli elementi in legno.
b. Le nuove costruzioni che sorgeranno nella zona liberata del monumento devono avere corrispondenza con l’area intangibile e
non superarla in altezza. Nel caso esistese una pendenza nella strada, l’opera di nuova costruzione non deve visualizzarsi
dal marciapiede opposto o essere superiore in altezza alla volumetria della zona o ambiente urbano monumentale dove si
trova.
c. Non devono essere introdotti elementi fuori di scala che disturbino la percezione dei monumenti.
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Il limite per la classificazione di un monumento come “repubblicano” sono 100 anni a partire della data attuale (1906), in pratica si
può dichiarare monumento storico arrivando approssimativamente a 1950.
12
Gaceta Cultural del Perú, N°9. Diciembre 2004. pag 14-17.
13
La moneta ufficiale del Perú è il nuevo sol.
14
Transparencia económica, Portal del gobierno Peruano. Actividades y proyectos 2004. Sector 10 (educación), pliego 110 Instituto
Nacional de Cultura, función 09: Educación y Cultura. Programa 034: cultura. Sub-Programa 0093: Patrimonio Histórico, artístico y
arqueológico. http://ofi.mef.gob.pe/transparencia
15
Situación y tendencias de la Cooperación Internacional en el Perú 2004, Agencia Peruana de Cooperación Internacional APCI.
• La Costituzione Politica del Perú del 1993 nel suo articolo 21 menziona che “….i beni culturali e
quelli che si presumano tali, indipendentemente della loro natura pubblica o privata. Sono protetti
dallo Stato. La Legge garantisce la proprietà di questo patrimonio…”

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Legge 28296, titolo I, capitolo II. , articolo 6°.- proprietà del bene culturale immobi le integrante del
patrimonio della nazione, 6.2. Ogni costruzione edificata sui resti preispanici forma una sola unità
immobiliare, senza escludere il diritto di espropriazione da parte dello Stato nel caso fossero
necessari interventi “d’ufficio” di conservazione o restauro… 6.3. Il proprietario del terreno dove
esista un bene immobile integrante del patrimonio culturale della nazione di carattere preispanico ha
l’obbligo di registrare questo bene, proteggerlo e conservarlo, evitando il suo abbandono,
depredazione e/o distruzione, in conformità alle disposizioni emesse dall’Istituto Nazionale di
Cultura…
Nell’articolo 9.- trasferimento dei beni: 9.1. dentro il territorio nazionale il bene integrante del
patrimonio integrante della nazione può essere trasferito liberamente, con osservazione dei requisiti
e limiti che la presente Legge stabilisce.

Questo dimostra che nel Perú di oggi, non soltanto si può essere il proprietario di un monumento
archeologico preispanico (di incalcolabile valore storico e con una età di più di 500 anni), ma che questo
può essere trasferito o venduto, lo Stato tutela e garantisce la proprietà del monumento; questo presenta
una ulteriore difficoltà per la tutela, studio, conservazione e fruibilità del bene. Alcuni proprietari hanno
interessi commerciali che non vanno d’accordo con la conservazione del monumento per cui trascurano
questo ultimo aspettando l’edificio crolli in modo da poter utilizzare il terreno per una speculazione edilizia.
La posizione del I.N.C. rispetto a questo tema è quella dell’assoluto rispetto della Magna Carta (1993) e
giustifica la Legge Generale del Patrimonio Culturale (2004) perché questa non può opporsi alla
Costituzione Politica del Perú, oltre al fatto che è stata creata posteriormente.

• Il Regolamento Nazionale di Costruzioni (R.N.C.), capitolo IV.- Beni Culturali Immobili


Il nuovo R.N.C. approvato con Risoluzione Ministeriale N° 290-2005-Vivienda, stabilisce che l’Istituto
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Nazionale di Cultura è l’organo competente per registrare, dichiarare e proteggere i beni immobili . Quando
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si riferisce alla esecuzione delle opere in beni culturali immobili menziona “…si potrà autorizzare l’utilizzo di
elementi, tecniche e materiali contemporanei per la conservazione e la buona utilizzazione di questi
monumenti storici…La ricostruzione totale o parziale di un monumento è concessa quando si può salvare
elementi originari, purché ci sia la conoscenza documentale sufficiente di quello che si è perso o nei casi
vengano utilizzate parti originarie…”

In questo caso il regolamento legalizza e da il suggerimento tecnico che permette la ricostruzione totale di
un edificio sempre che ci sia documentazione a sufficienza; vuol dire la fabbricazione di un falso storico.
Dobbiamo metterci a pensare se la importanza di un monumento sia la immagine di se stesso o la sua
materialità (“la materia come documento storico”), questa norma va d’accordo con gli interessi di molte
persone che preferiscono ri-costruire “ex nuovo”. Sempre in questo capitolo del regolamento si autorizza
l’utilizzo di materiali e tecniche moderne senza fare riferimento al concetto di “compatibilità” tra materiali
originari e quelli nuovi.

La formazione universitaria: chi firma il progetto


Perché un progetto di conservazione o restauro possa essere consegnato all’autorità competente (I.N.C.)
deve essere firmato da un architetto iscritto all’Ordine degli architetti del Perú (Colegio de Arquitectos del
Perú – C.A.P.) senza prendere in considerazione ne la formazione accademica ne l’esperienza
professionale. È da segnalare che nel Perú, i corsi di conservazione e restauro all’interno del percorso
universitario non sono obbligatori e il numero di professionisti specializzati è scarso. Per questo motivo non
è difficile trovare architetti che non abbiano seguito corsi di restauro architettonico e siano abilitati per firmare
progetti di questo tipo. Attualmente alcune università offrono dei corsi post-laurea o di specializzazione però
quasi sempre con dei prezzi poco accessibili per la maggior parte dei professionisti. Una piccola percentuale
di questi architetti cercano di specializzarsi all’estero, specialmente in Europa (Spagna e Italia).

16
Legge Generale del Patrimonio Culturale della Nazione (Legge 28296), Titolo I.- Beni integranti del Patrimonio Culturale della
Nazione, capitolo II.- Regime dei beni integranti del patrimonio culturale della Nazione, articoli 6° e 9°
17
Regolamento Nazionale di Costruzioni (R.N.C.) Titolo IV.- Patrimonio architettonico. Capitolo I. Aspetti Generali, Articolo 3°:
l’Istituto Nazionale di Cultura è l’organo competente per registrare, dichiarare e proteggere i beni immobili integranti del Patrimonio
Cultuale della Nazione. Le autorità provinciali e distrettuali hanno come una delle loro funzioni, promuovere e assicurare la
conservazione e custodire il patrimonio culturale locale, la difesa e conservazione dei monumenti archeologici, storici e artistici,
collaborando con gli altri organi regionali e nazionali per la loro manutenzione, conservazione e restauro.
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Regolamento Nazionale di Costruzioni (R.N.C.) Titolo IV.- Patrimonio architettonico. Capitolo I. Capitolo III. Esecuzione d’opere di
edificazioni in Beni Culturali Immobili. Articolo 19°
La sensibilizzazione: l’educazione del cittadino
Anche se non possiamo dire che la sensibilità verso i beni culturali sia diffusa in Perú, ultimamente ci sono
state delle iniziative per sensibilizzare la popolazione locale: giovani e adulti, sul valore del patrimonio
culturale tangibile e intangibile. L’Istituto Nazionale di Cultura e ICOM-Perú ha messo in moto il programma
“Vigias del Patrimonio” (vigili del patrimonio) nelle città di Huamanga (Ayacucho) e Lima. Posteriormente si
sono svolti diversi seminari per spiegare l’importanza del patrimonio culturale ed è stata promossa la
apertura dei musei in alcune località. Alla fine dell’anno 2004, in collaborazione con la Organización de los
Estados Iberoamericanos (IBEI) sono stati istituiti laboratori decentralizzati aventi come obiettivo quello di
educare la popolazione nella ideazione di progetti riferiti al patrimonio culturale della loro località per fare
costatare come questi contribuiscono a migliorare la qualità della vita e non come impedimento al progresso
dei popoli. Nell’anno 2005 grazie al contributo economico della UNESCO si migliorò il programma di “Vigias”
denominato attualmente “Defensores del Patrimonio” (difensori del patrimonio). Questi due programmi sono
a carico della Sottodirezione di partecipazione del cittadino della Direzione di difesa del patrimonio.
Il progetto archeologico “huaca malena” permette le visite degli studenti alle rovine archeologiche per
scoprire il proprio patrimonio culturale.

Il lavoro d’altre istituzioni non Statali


ICOM-PERU
I’International Council of Museums, è un’associazione senza fini di lucro e legata alla UNESCO che
promuove e difende le attività relazionate al lavoro dei musei. Nel Perú, l’ICOM è rappresentato da il Comité
Peruano del Consejo Internacional de Museos ed ha come obiettivi il diffondere l’importanza dei musei,
coinvolgere il pubblico nella cura e preservazione del patrimonio culturale, orientare professionalmente
alcuni musei, servire come ponte di comunicazione fra i musei e il pubblico ed curare la formazione
professionale del personale che lavora nei musei. In questi ultimi anni ha promosso diverse campagne per
riscattare il patrimonio peruviano come per esempio: “adotta un dipinto” nell’anno 1995, “adotta un tessuto”
nell’anno 1998 e “adotta una scultura” nell’anno 1999, riferiti alla partecipazione attiva della popolazione
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attraverso di programmi di “adozione” di beni culturali o programmi educativi .

ICOMOS-PERU
L’International Council on Munuments and Sites, si propone come un comitato nazionale, istanza di
consulenza, guida e appoggio per la preservazione, conservazione, restauro e riqualificazione dei
monumenti e siti con significato storico e culturale. Recentemente l’ICOMOS PERU ha presso posizione
contro la Legge Generale del Patrimonio Culturale perché presentava dei problemi a riguardo alla proprietà
dei beni culturali immobili. L’ICOMOS PERU è stato riorganizzato e potenziato all’inizio del 2003. Attraverso
report curati da professionisti che lo compongono, informando l’UNESCO in generale ed specificamente il
Comitato del patrimonio mondiale sullo stato di conservazione e di situazioni potenzialmente a rischio che
possono degradare i monumenti che integrano la lista del patrimonio mondiale e quelli inclusi nella lista del
patrimonio mondiale a rischio. Emette raccomandazioni che sono presse in considerazione per le valutazioni
della UNESCO. A livello nazionale, ICOMOS Perú allerta, informa e valuta qualche possibile attentato contro
i monumenti e siti facendo arrivare alle autorità le raccomandazioni del caso. Organizza seminari, simposi e
altri eventi per contribuire alla formazione dei professionisti di questo settore, è diviso attualmente in comitati
scientifici per potere studiare in forma puntuale diverse tematiche che sono le chiavi per la conservazione
del patrimonio culturale.

Riflessioni finali
L’istituto Nazionale di Cultura (I.N.C.) nella sua investitura di organo che disciplina la tutela della cultura del
perú, anche si questo è un organismo pubblico decentralizzato, è sempre dipendente del Ministero di
Educazione, la quantità di denaro che possa generare o ricevere dallo Stato, non è sufficiente per coprire la
crescente domanda di servizi e professionisti necessari al lavoro di inventario, registro, catalogazione,
studio, conservazione e diffusione del patrimonio culturale del Perú. Anche se possiamo constatare con
evidente soddisfazione che lo Stato Peruviano ha incrementato sistematicamente il introito annuale
dell’I.N.C. nel sottoprogramma di Patrimonio Storico, artistico e archeologico da 4.8 milioni di dollari
nell’anno 2000 (16’831,364 nuevos soles) a 11.45 milioni di dollari (40'075,137 nuevos soles) nell’anno
2005. Il problema è facilmente individuabile: c’è molto da fare e non ci sono le risorse economiche sufficienti
per potere attivare un piano di lavoro nazionale decentralizzato dove tutte le regioni possano beneficiare in
modo equilibrato.

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Attraverso campagne in cui si versa un contributo economico, si può fare “l’adozione” di un bene culturale, che sarà sottoposto a un
restauro grazie a questa donazione. Successivamente sarà diffuso il nome di quelli che hanno “adottato” un bene.
Dal mio punto di vista, l’ente incaricato della gestione, conservazione e diffusione della cultura nel Perú,
dovrebbe essere a tutti gli effetti autonomo, allo stesso livello del Ministero di Educazione, capace di
generare i propri ingressi e amministrarli, i posti di lavoro che richiedono di una competenza tecnica e
professionale devono essere assegnati per concorso pubblico e avere una continuità, non dipendere
esclusivamente dal cambio di governo. Cosi forse, le sedi regionali potrebbero avere più operatività e
decongestionare il lavoro che si svolge a Lima, senza per questo, infliggere il diritto di supervisione che ha la
sede centrale.

Il lavoro di conservazione e riqualificazione si può affrontare con possibili alleanze strategiche che possano
crearsi tra l’I.N.C. e organi non ufficiali (ONG) che lavorino in questo settore della conservazione del
patrimonio, che abbiano personale qualificato e risorsi economiche dall’estero per finanziare le loro attività.
Cosi si potrebbe abilitare personale tecnico specializzato nel Perú e suscitare la capacità locale di divenire
responsabili del proprio patrimonio, il che permetterebbe di incrementare le mete turistiche e creare una
corrente d’opinione positiva orientata alla conservazione del patrimonio tra i cittadini, con campagne di
sensibilizzazione.

La normativa deve essere valutata e corretta dai legislatori, i quali devono avere una adeguata consulenza
tecnico-scientifica da professionisti esperti nella gestione e conservazione della cultura e facendo
partecipare anche l’Ordine degli architetti del Perú, l’ordine degli archeologi, ordine degli avvocati, e altri
organismi internazionali con sede in Perú come ICOMOS e ICOM.

Si è creato un corpo speciale delle forze di polizia chiamato “division de delitos contra el patrimonio cultural”
(divisione di delitti contro il patrimonio culturale) appartenente alla polizia fiscale, per identificare e fermare le
mafie organizzate che fanno del traffico illecito dei beni culturali la loro fonte di guadagno e forniscono opere
d’arte al mercato nero internazionale di antiquariato e collezionismo, pero essa conta su poco personale,
logistica ed strumenti quasi nulli, non dispone di ricorsi economici per investigare fuori Lima e il personale
non è stato addestrato efficientemente.

Il processo di sensibilizzazione di un paese comincia, da parte dei professionisti che lavorano nella
protezione del patrimonio, nei confronti delle autorità, dei politici, della popolazione e dei maestri di scuola
che a loro volta insegneranno nelle scuole ai futuri cittadini. La formazione accademica nelle carriere
universitarie di ingegneria-architettura ha bisogno di corsi obbligatori di conservazione del patrimonio almeno
con fini informativi, offrendo anche corsi post-diploma con docenti adeguati.

Si è attivato un processo di trasformazione nell’ambito dei nostri monumenti storico architettonici: da


dicembre dell’anno 2005, il Perú fa parte del “Comitato del Patrimonio dell’Umanità”, organismo della
UNESCO che ha come funzione dichiarare, proteggere e preservare il patrimonio naturale e culturale
dell’umanità e dimostra che il lavoro svolto in questi ultimi anni per l’Istituto Nazionale di Cultura è accettato
e valutato di forma positiva dalla comunità internazionale.

Questo anno il Perú avrà una transizione di Governo e i peruviani impegnati con la tutela del nostro
patrimonio sperano che il prossimo governo capisca la importanza di preservare la cultura, attivando i
meccanismi che permettano una modernizzazione del nostro sistema d’amministrazione culturale, senza
incorrere nella manipolazione politica e avendo come unico fine la preservazione e diffusione del nostro
patrimonio storico culturale.

Ringraziamenti
Ringrazio profondamente le persone che mi sono state d’aiuto per la elaborazione di questo articolo, in
modo speciale la dottoressa Blanca Alva Guerrero e la dottoressa Ruth Shady Solis (ICOMOS PERU), la
dottoressa Elvina Pieri (CISRAP - Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane), il
Professore Stefano Della Torre (Politecnico di Milano), l’architetto Edwin Benavente García, (direttore della
Dirección del Patrimonio Histórico Colonial y Republicano del I.N.C.), l’architetto Jorge Cosmópolis (ICAM
PERU) e finalmente l’architetto Luca Scaburri.

Bibliografia
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- Ley 28296, Ley General del Patrimonio Cultural de la Nación del 21 julio 2004
- Instituto Nacional de Cultura– Consejo Nacional de Cultura. Octubre 2002. Lineamientos y
Programas de Política Cultural del Perú 2003-2006. pag 8
- Decreto Supremo N° 017-2003-ED, Reglamento de Org anización y Funciones del INC
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- Luis Guillermo Lumbreras. Gaceta Cultural del Perú, N°6. Agosto 2004. pag 2
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- Página Web. I.N.C. - http://inc.perucultural.org.pe/
- Página Web. ICOMOS PERU - http://peru.icomos.org/
- Página WEB APCI (Agencia Peruana de Cooperación Internacional) - http://www.apci.gob.pe/
- Página WEB El Peruano (Normas Legales) - http://www.elperuano.com.pe/
- Transparencia económica, Portal del gobierno Peruano. Actividades y proyectos 2004. Sector 10
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http://ofi.mef.gob.pe/transparencia