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Notizie dal mondo

Perù, la ramada di San roque: tutela e conServazione

Paola Giaimi, huGo wilfredo torres reyNa

abstract: The article illustrates the conservation project of the facade of the a so-called 'ramada' church in Lambayeque (Peru). The name 'ramada' is due to the peculiar construction technique used. After presenting the historic and geographic contexts of the church, its materials and its state of deterioration, the author proposes a conservation project taking into account the historical importance of the facade, its construction technique and the competences of the constructors who will carry out the job.

Il progetto presentato riguarda il mondo della conser- vazione architettonica in uno stato latinoamericano con tradizioni storiche e architettoniche diverse da quelle dell’Italia, nella fattispecie in Perù, dove il dibattito sul restauro è ancora in nuce e interessa solo ad una elite di professionisti che per lo più ha studiato nel vecchio continente. Il monumento oggetto di studio è situato nel nord del paese, a Lambayeque, ed è una delle prime chiese eret- te dai conquistatori spagnoli nell’avanzata verso la con- quista/colonizzazione dell’America Latina. In questo edi- ficio, denominato ramada per la sua tecnica costruttiva, si coniugano i caratteri costruttivi autoctoni con lo stile

europeo, la tradizione religiosa mochica (1) con quella cattolica. La ramada è una tipologia architettonica che prende il nome dalla tipologia costruttiva: veniva costruita utiliz- zando tronchi di alberi scortecciati e a forma di “Y”, come colonne per sostenere due travi, che a loro volta sostenevano un tetto di legno, coperto con terra e can- nucciato, impermeabilizzato con la gomma di cactus. Le ramadas esistevano a Lambayeque già prima dell’arri- vo degli spagnoli, ed erano piccole capanne costruite all’usanza dei mochica, e venivano erette per celebrare la cerimonia di nomina di un nuovo capo. Le ramadas esaminate, invece, sono state erette attorno al 1580

fotografia dell'inizio del Novecento rappresentante la ramada di san fancisco e dettaglio esemplificativo della tipologia costruttiva delle ramadas

Notizie dal mondo Perù, la ramada di San roque: tutela e conServazione Paola Giaimi, huGo wilfredo

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Notizie dal mondo Perù, la ramada di San roque: tutela e conServazione Paola Giaimi, huGo wilfredo

(2) e sono chiese cattoliche costruite con lo scopo di evangelizzare e scolarizzare gli indios, ma sono costrui- te ancora secondo i canoni architettonici della cultura autoctona. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un esempio di sincretismo architettonico, che si basa sulla fusione d’elementi indigeni con nuovi concetti estetici maturati nel tardo Rinascimento controformista europeo. Duran- te la conquista, gli Spagnoli riescono a far leva sulla profonda religiosità dei nativi per erigere i santuari cat- tolici in corrispondenza dei luoghi sacri ancestrali mo - chica, con la speranza di sradicare quella che definiva- no idolatria: per la verità invece hanno generato una fede “ibrida”, in cui le antiche credenze si combinavano con la nuova fede cristiana. Un altro aspetto interessante, oltre alla tecnica costrut- tiva, è l’orientamento degli edifici: solo la chiesa di San Pedro, di epoca successiva, ha l’altare rivolto ad est se - condo le prescrizioni ecclesiastiche. Le cappelle, inve - ce, hanno orientamento nord-sud, cioè l’orientamento utilizzato dagli indios per costruire edifici sacri e tombe funerarie. Non si può trascurare che, prima della co - struzione della cattedrale, le ramadas si affacciavano direttamente – col municipio – sulla Plaza de Armas:

l’architettura serviva a far capire chi detenesse il potere (temporale e spirituale) nella città. Era un mezzo di co - municazione. La connessione fra Fede e Giustizia era le - gata alla missione originaria della Spagna, consacrata dalle bolle di Papa Alessandro VI, che inserivano l’evan- gelizzazione degli indiani nel quadro di un disegno di salvezza universale. Il diritto di instaurare una domina- zione politica faceva tutt’uno col dovere di evangelizza- re. Vescovi e ordini religiosi erano soggetti agli ordini del Re di Spagna e del Consiglio delle Indie e non a quelli dei pontefici di Roma, quindi senza la concessione del Re di Spagna non si potevano costruire chiese o fon- dare ordini religiosi. L’operazione aveva ovviamente dei risvolti anche economici: i re spagnoli ricevevano dal Papato l’appalto delle decime da riscuotere presso gli indigeni, impegnandosi in compenso a costruire chiese e a sostenere le spese del culto (3). Gli invasori spagno - li, mentre conquistavano il “Nuovo Mondo” costruivano lungo il loro percorso diverse “cappelle dottrinali” che avevano la funzione di “addottrinare gli indios”. Le quattro ramadas, collocate l’una accanto all’altra, costituiscono per l’originalità della loro distribuzio - ne spaziale un caso unico nell’architettura religiosa

la piazza alla fine del 1800 (da “Collezione Brüning, museo antropologico di amburgo”) e pianta di lambayeque, 1779. si notino le ramadas e la chiesa (da B. J. Martínez CoMpanõn y BuJanda, trujillo del Perú obra del obispo martínez Companõn sobre trujillo del Perú en el siglo XViii, madrid, 1978, Vol i)

(2) e sono chiese cattoliche costruite con lo scopo di evangelizzare e scolarizzare gli indios, ma
(2) e sono chiese cattoliche costruite con lo scopo di evangelizzare e scolarizzare gli indios, ma

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cattedRale di San PedRo 94 facciata Ramada di San Roque facciata Ramada di Santa catalina Ramada
cattedRale di San PedRo
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facciata Ramada di San Roque
facciata Ramada di Santa catalina
Ramada di San fRanciSco

dell’America Coloniale Andina. Nonostante questo complesso appaia come un’insieme unitario, cosa che effettivamente è, l’Istituto Nazionale di Cultura ha ap - posto dei vincoli separati alle chiese, considerandole come “monumenti singoli” e non come un’insieme da conservare e trattare congiuntamente (4). Solo nel 2008 è stato posto un vincolo sul “Complesso religioso di San Pedro a Lambayeque”, tutelando unitamente le chiese ed i piazzali antistanti. Il complesso si presenta apparentemente simile a quello di poco più di un secolo fa: la ramada di Santa Lucia infatti è stata demolita e la ramada di San Francisco, unica rimasta completa, è ora in restauro perché a ri- schio di crollo. Negli anni Ottanta sono state demoli- te la ramadas di San Roque e di Santa Catalina, ma vengono mantenute intatte le facciate, dietro alle quali è stata costruita una scuola di due piani fuori terra in scheletro di cemento armato e mattoni; viene murata la porta di ingresso della chiesa di San Roque e l’ingresso della chiesa di Santa Catalina diventa la porta di ac- cesso della scuola. Probabilmente l’importante quadro fessurativo che interessa la ramada di San Roque è stato causato dalle demolizione della chiesa e dalla costru- zione dell’edificio scolastico. Infatti da indagini geolo - gico-archeologiche svolte in situ si è potuto escludere il cedimento differenziale del terreno sia dovuto a cause di dissesto strutturale o ai sismi del 1928, 1937 e 1938. Si è proceduto con l’analisi dei materiali: la parte strut- turale della facciata è realizzata in mattoni di terra cruda (adobe) allettati con malta di terra. I pilastri in facciata non sono portanti ma fanno parte della controfacciata in laterizio che non è ben ammorsata al muro in adobe:

sono presenti pochi diatoni. L’intonaco è costituito da le - gante di gesso quasi totalmente privo di aggregati, con strato di finitura con tinta a secco. La facciata presenta un basamento in cemento, apposto in questo secolo. Il

inquadramento del quartiere lambayeque; facciate delle chiese della rama- da di san roque, ramada di santa Catalina e ramada di san francesco e la piazza delle chiese a lambayeque, con la loro singolare disposizione

rilievo dei degradi, basato sull’analisi visiva delle pa- tologie in atto, ha messo in evidenza un diffuso pro - cesso degenerativo dei materiali dovuto essenzialmente all’abbandono e all’incuria. La più importante forma di degrado è dovuta alla costruzione dell’edificio scolasti- co alle spalle della facciata: il cedimento differenziale del terreno, causato dal peso della scuola, ha destabi- lizzato la struttura della facciata che ora si trova di nuo - vo in una situazione di precario equilibrio, con un fuori piombo di 2-5 gradi verso l’interno: si “appoggia” alla scuola in cemento armato. Questa, inoltre, ha un com- portamento sismico molto diverso dalla facciata stessa, e costituisce un ulteriore elemento di potenziale fragilità per la ramada. Lo spigolo sinistro della facciata è quello che ha risentito di più di tutte queste variazioni struttura- li: presenta fessure pressio-flessionali ed è distaccato dal resto della struttura, anche perché l’edificio retrostante non arriva fino all’estremità della facciata, ma si ferma prima, lasciandone di fatto in bando una parte. L’acqua di risalita capillare dal terreno è l’altra principale causa di degrado, amplificata dalla facilità di re-idratazione dell’intonaco gessoso, e causa fenomeni quali polveriz- zazione, perdita dello strato di finitura superficiale della tinta sull’intonaco, disgregazione, efflorescenze. La par- te superiore della facciata presenta fenomeni differenti, in quanto il principale agente di degrado non è più l’ac- qua ma il vento che ha eroso gli intonaci, che in alcune porzioni sono scomparsi mentre in altre hanno perso gran parte della tinta. Dopo aver analizzato i materiali, i degradi degli stessi e i dissesti strutturali, è stato sviluppato un progetto che tu- teli la facciata dal rischio di crollo e che arresti le forme di degrado in atto sulle sue superfici. Si sono cercate tec- niche operative efficaci e soprattutto attuabili quindi che non comportino l’utilizzo di materiali “sofisticati” che in Perù sono difficilmente reperibili sul mercato. Sono state quindi progettate metodologie d’intervento realizzabili anche in un cantiere edilizio molto “artigianale”, dove prevalgono la conoscenza empirica delle tecniche e dei

rilievo dei degradi, basato sull’analisi visiva delle pa- tologie in atto, ha messo in evidenza un

Chiesa di san roque, facciata e retro-facciata con addossata la scuola in cemento armato

rilievo dei degradi, basato sull’analisi visiva delle pa- tologie in atto, ha messo in evidenza un

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fessurazione dello spigolo sinistro della facciata. fenomeni di degrado: polve - rizzazione, fluorescenze saline, disgregazione della

fessurazione dello spigolo sinistro della facciata. fenomeni di degrado: polve - rizzazione, fluorescenze saline, disgregazione della malta

fessurazione dello spigolo sinistro della facciata. fenomeni di degrado: polve - rizzazione, fluorescenze saline, disgregazione della

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materiali e la capacità manuale di ogni operatore. La filosofia dell’intervento è ispirata a principi di con- servazione della materia esistente e dei segni di trasfor- mazione, alterazione e degrado di cui il manufatto è portatore, purché non compromettano la sopravvivenza del bene, e al rispetto della concezione costruttiva della facciata. Il manufatto ha soprattutto problemi statici quindi sa- ranno eseguite delle operazioni preliminari per arginare le situazioni di pericolo per gli operatori e per l’edificio stesso. Si inizia con l’ancoraggio del lanternino di sini- stra, in situazione staticamente precaria in quanto alcuni mattoni del basamento si sono distaccati, per impedire che crolli sia durante i lavori che lo interesseranno di- rettamente, sia durante i lavori che faranno vibrare la struttura muraria sulla quale si appoggia. È prevista la costruzione, nella parte retrostante alla facciata, di tre contrafforti in muratura che sorreggano la struttura solo nel momento in cui sarà necessario (presidio passivo). Questa operazione serve a contrastare il fuori piombo della parte alta della muratura, cioè quella priva del vin- colo della scuola. Un muretto verrà collocato al centro, gli altri due lateralmente. È stata esclusa una maglia di putrelle in acciaio in quanto, in caso di sisma, si com- porterebbe troppo rigidamente e martellerebbe la parte sommitale della facciata, facendola crollare. Un ulteriore problema è rappresentato dagli intonaci privi di tinta. Di alcuni di tali elementi si può ipotizzare la originale colorazione seguendo il ritmo geometrico di colorazione della facciata. Quindi si è deciso di co - lorare rispettando le tinte pregresse, ormai perse, quel- le porzioni di muratura sul quale possiamo ipotizzare, mediante uno studio del ritmo geometrico del colore in facciata, la tinta originale mentre si è ritenuto op - portuno lasciare del colore dello sfondo le porzioni che hanno perso completamente le tracce del colore, come ad esempio i lanternini. Le bugne mancanti della parte inferiore del prospetto, che ormai sono sullo stesso livel- lo del resto della facciata, non verranno ricostruite ma

solamente re-intonacate. La bugna quindi non ci sarà matericamente, ma ne verrà lasciata memoria mediante la tinteggiatura del prospetto. In pratica, osservando il prospetto, si vedranno tinteggiate tutte le bugne, nono - stante alcune non saranno più sporgenti. L’unica opera di protezione murale consisterà nella installazione di co - pertine in rame sopra al muro perimetrale della facciata, in modo da proteggerlo dalle intemperie e dal guano. Il progetto è stato consegnato al parroco del complesso religioso, e si è coinvolta la municipalità per ottenere dei finanziamenti. L’intento è la riqualificazione di tutto il

piazzale delle ramadas, anche inserendo cartelloni sto - rici esplicativi in modo che l’utenza capisca il valore sto - rico-artistico ed architettonico che hanno queste chiese.

  • 1. Nome della popolazione preincaica originaria della zona di Lambayeque

  • 2. J.I. CaStañeda, recopilaciòn de datos sobre la historia de lambayeque y sus

ramadas, Lambayeque, Perù, 2000.

  • 3. M. fagiolo, la fondazione delle città latino-americane. Gli archetipi della

giustizia e della fede, in “PSICON, rivista internazionale di architettura” n° 5,

1975, pp. 35-50.

  • 4. La chiesa di San Pedro e la ramada di San Francisco sono state dichiarate

“Monumento” nel 1972, la ramada di Santa Catalina nel 1986. La chiesa di San Roque è stata dichiarata “Bene integrante del patrimonio della nazione” nel 2008.

solamente re-intonacate. La bugna quindi non ci sarà matericamente, ma ne verrà lasciata memoria mediante la

rilievo del degrado

solamente re-intonacate. La bugna quindi non ci sarà matericamente, ma ne verrà lasciata memoria mediante la

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