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PEI su base ICF

Il PEI corrisponde alla costruzione di obiettivi, attività didattiche e atteggiamenti educativi espressamente predisposti
per alunni con “Bisogni Educativi Speciali”, cioè con funzionamento problematico dovuto a difficoltà evolutive in
ambito educativo e/o di apprendimento. L’ICF, la classificazione Internazionale del Funzionamento umano, è
l’approccio globale proposto dall’OMS per la valutazione del funzionamento di bambini e adolescenti. L’ICF fornisce
un linguaggio condiviso da diverse figure professionali a livello mondiale per descrivere il funzionamento umano. Il
modello bio-psico-sociale ICF integra condizioni fisiche (disturbi, malattie, dotazione biologica), sviluppo corporeo
(funzioni e strutture corporee, attività, partecipazione) e fattori costituzionali (ambientali e personali).
Il PEI pone particolare attenzione ai “punti di forza” dell’alunno, utili per impostare il lavoro con lui, al fine di
integrarlo nella vita scolastica.
Il riferimento al “Progetto di vita” costituisce il punto di arrivo del PEI e permette di pensare l’allievo anche come
appartenente a contesti diversi dalla scuola, come persona che può crescere, che può, nella sua disabilità, diventare
adulto.
Il PEI – progetto di vita si avvale della diagnosi funzionale (momento conoscitivo del reale funzionamento dell’alunno
secondo il modello ICF), profilo dinamico funzionale (momento di definizione di obiettivi), soluzioni operative
nell’insegnamento - apprendimento (momento di definizioni di tecniche, risorse materiali per l’insegnamento –
apprendimento), verifica e valutazione (verifica in itinere e valutazione del PEI). Nella pratica possiamo tradurlo in:
conoscenza dell’alunno, programmazione formativa, educativa e didattica, attività, materiali e metodi di lavoro,
verifica e valutazione.
La Diagnosi Funzionale è frutto di un lavoro interdispciplinare degli insegnanti, degli operatori dell’ASL e dei
familiari e si avvale di punti di forza e valutazione dei cdeficit dell’alunno, sulla base dei quali programmare obiettivi
e attività.
La DIAGNOSI FUNZIONALE utilizza i criteri ICF e permette la collaborazione di famiglie, pedagogisti e insegnanti.
Il progetto non è soltanto il luogo della conoscenza e della programmazione di attività o opportunità formative: è
prima di tutto il luogo della possibilità, dell’immaginazione, qualcuno direbbe della “creatività”. Come tale non
riguarda solo la scuola, ma tutti i contesti in cui ogni soggetto, disabile o meno, vive, a partire dalla famiglia.
L’ICF annovera 1000 codici sulla base dei quali si possono descrivere gli alunni; i codici di descrizioni qualificano
capacità e performance con: 0 = nessuna difficoltà, 1 = difficoltà lieve, 2 = difficoltà media, 2 = difficoltà grave, 4 =
difficoltà completa. La capacità definisce la capacità di un individuo nell’eseguire un compito, la performance
descrive ciò che un individuo sa fare nel suo ambiente.
Definire i punti di forza e di debolezza dell’alunno permette di stendere gli obiettivi a lungo, medio e breve termine.
Il profilo dinamico funzionale è redatto da esperti ASL, insegnanti e genitori e va rivisto alla fine di ogni ciclo
scolastico.
Le 4 fasi del PDF:
- obiettivi a lungo termine sono a cadenza di più anni (fino a 3), sono per ,o più teorici;
- obiettivi a medio termine, raggiungibili nell’arco di sei mesi – un anno, sono obiettivi effettivi che
comportano l’utilizzo di materiali e tecniche;
- obiettivi a breve termine e sottosequenze, sono sotto-obiettivi di quelli a medio termine e semplificano le
richieste, utilizzando aiuti necessari e l’analisi del compito
Le fasi del PDF possono essere sintetizzate con tabelle.
In seguito, viene redatto il documento del PEI, nel quale vengono riportate le metodologie didattico-educative,
soluzioni operative e materiali, rispetto agli obiettivi stabiliti.
Il PEI costituisce il collegamento fra i bisogni dell’alunno con disabilità e il curriculum della classe e va sottoposto a
verifica in sede di valutazione.