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COMUNE DI BARI

BARICENTRALE

PROGETTAZIONE PARTECIPATA DEGLI INTERVENTI NELL'AREA EX CASERMA ROSSANI

PROGETTO ESECUTIVO PRINCIPALE


TAVOLA: N°:

MANUALE DI MANUTENZIONE 035


CODICE TAVOLA:

FKS_PE_MM_02
SCALA: DATA DIS.: REV.: CTB: APPROVAZIONE

26/05/17 A.M. BariCentrale


N° PROGETTO: CODICE FILE

#571 035 - FKS_PE_MM_02_[Manuale Di Manutenzione]


INDICE DI CONSEGNA: REV.: DATA: RICHIESTO DA:
1 19/12/17 RUP nota prot. n.176587 del 14/07/2017
2 FEBBRAIO 2018 RUP nota prot. n.16952 del 19/01/2018
3

COMMITTENTE RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO


COMUNE DI BARI ING. DOMENICO TONDO

Ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche


Via Giulio Petroni, 103 - 70125
Bari

PARTNER PARTNER CONSULENTI


Fuksas Architecture SRL Artigues, Bennasar, Cortellaro, Henrich, Romero
Architetti i progettisti:
impianti: ing. Enzio Bestazzi

Sant pere més alt 1, Principal bis ai Studio


Via Lamarmora 80, 10128 Torino
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Piano di manutenzione

MANTUENZIONE DEL VERDE

PARTE STRUTTURALE
NORMATIVE ............................................................................................................................................................................................. 3
INTRODUZIONE ....................................................................................................................................................................................... 5

1 MANUALE DI MANUTENZIONE ............................................................................................................................................................ 7


1.1 Fondazione su platee ....................................................................................................................................................................... 7

1.1.1 Piastra di fondazione in c.a. ...................................................................................................................................................... 7


1.2 Struttura in c.a................................................................................................................................................................................ 10

1.2.1 Pilastro in c.a. .......................................................................................................................................................................... 10


1.2.2 Piastra in c.a............................................................................................................................................................................ 12

1.2.3 Parete in c.a. ........................................................................................................................................................................... 15

1
2
MANUTENZIONE DEL VERDE

In riferimento alla manutenzione delle alberature, è necessario che le cure colturali avvengano con
puntualità, in particolare le annaffiature devono essere eseguite da aprile ad ottobre, salvo casi di
periodi siccitosi che si dovessero verificare nel periodo invernale.
La quantità di acqua non deve essere inferiore ai 100/300 litri per pianta per bagnatura. Il numero delle
bagnature nel periodo compreso deve essere non inferiore a 10/12 interventi. Si dovrà garantire la
pulizia periodica del tornello e qualora fosse necessario il ripristino dello stesso.

E' compresa la saturazione delle fessure dovute all'assestamento definitivo della zolla, il ripristino, il
controllo dei pali tutori e dei teli di juta, concimazioni e trattamenti fitoiatrici, la sostituzione delle piante
non vegete, in modo da consegnare, alla fine del periodo di manutenzione, tutte le piante in buone
condizioni vegetative.

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NORMATIVE
• Legge "Merloni" 11-02-1994, n. 109
• "Legge quadro in materia di lavori pubblici"
• Decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999 n.554 Regolamento d'attuazione della legge quadro in materia di lavori
pubblici 11 febbraio 1994 n.109, e successive modificazioni
• Decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010 , n. 207 Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, recante "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE". (10G0226)
• D.Lgs. 12-4-2006 n. 163 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE.

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INTRODUZIONE
Le Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al Decreto Ministeriale del 14-01-2008 al capitolo 10 rende obbligatorio tra gli elaborati di
progetto un "Piano di manutenzione della parte strutturale dell’opera", che estende quanto previsto dal Decreto del Presidente della
Repubblica n° 554 del 21-12-1999 "Regolamento d’attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici 11-02-1994 n°109 e
successive modificazioni" aggiornato dal D.P.R. 5-10-2010 n. 207 "Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, recante Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE".
In particolare all’articolo 38 "Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti" del succitato decreto si legge quanto segue:
1. Il piano di manutenzione è il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli
elaborati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l’attività di manutenzione dell’intervento al fine di mantenerne nel tempo la
funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza ed il valore economico.
2. Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all’importanza e alla specificità dell’intervento, ed è costituito dai
seguenti documenti operativi:
a) il manuale d’uso;
b) il manuale di manutenzione;
c) il programma di manutenzione;
3. Il manuale d’uso si riferisce all’uso delle parti più importanti del bene, ed in particolare degli impianti tecnologici. Il manuale contiene
l’insieme delle informazioni atte a permettere all’utente di conoscere le modalità di fruizione del bene, nonché tutti gli elementi necessari
per limitare quanto più possibile i danni derivanti da un’utilizzazione impropria, per consentire di eseguire tutte le operazioni atte alla sua
conservazione che non richiedono conoscenze specialistiche e per riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento anomalo al
fine di sollecitare interventi specialistici.
4. Il manuale d’uso contiene le seguenti informazioni:
a) la collocazione nell’intervento delle parti menzionate;
b) la rappresentazione grafica;
c) la descrizione;
d) le modalità di uso corretto.
5. Il manuale di manutenzione si riferisce alla manutenzione delle parti più importanti del bene ed in particolare degli impianti tecnologici.
Esso fornisce, in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni
necessarie per la corretta manutenzione nonché per il ricorso ai centri di assistenza o di servizio.
6. Il manuale di manutenzione contiene le seguenti informazioni:
a) la collocazione nell’intervento delle parti menzionate;
b) la rappresentazione grafica;
c) la descrizione delle risorse necessarie per l’intervento manutentivo;
d) il livello minimo delle prestazioni;
e) le anomalie riscontrabili;
f) le manutenzioni eseguibili direttamente dall’utente;
g) le manutenzioni da eseguire a cura di personale specializzato.
7. Il programma di manutenzione prevede un sistema di controlli e di interventi da eseguire, a cadenze temporalmente o altrimenti
prefissate, al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel corso degli anni. Esso si articola secondo tre sottoprogrammi:
a) il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue
parti nel corso del suo ciclo di vita;
b) il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche e dei controlli al fine di rilevare il livello prestazionale
(qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come
estremi il valore di collaudo e quello minimo di norma;
c) il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di
fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene.
8. Il programma di manutenzione, il manuale d’uso ed il manuale di manutenzione redatti in fase di progettazione sono sottoposti a cura
del direttore dei lavori, al termine della realizzazione dell’intervento, al controllo ed alla verifica di validità, con gli eventuali aggiornamenti
resi necessari dai problemi emersi durante l’esecuzione dei lavori.
Col presente documento si intende fornire all'utente dell'opera uno strumento facilmente consultabile con lo scopo di metterlo nelle
condizioni di conoscere le modalità d'uso corretto, le indicazioni per controllare e ispezionare periodicamente i livelli di efficienza,
funzionalità, conservazione ed usura, le istruzioni da seguire nel caso in cui insorgano necessità di intervento in conformità agli obblighi di
legge.
La documentazione è pertanto fornita a corredo da parte di chi ha compiuto la progettazione per garantire nell'arco del tempo di vita utile
un valore duraturo dell'opera. L'utilizzatore finale, oltre a venire a conoscenza di quanto attiene alle modalità d'uso e di intervento

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dell'opera, è in grado di intraprendere periodicamente ed eccezionalmente tutte le misure necessarie al ripristino delle funzionalità,
attraverso la consultazione di personale competente e la richiesta di manutentori specializzati.
Il Piano di manutenzione è la procedura avente lo scopo di controllare e ristabilire un rapporto soddisfacente tra lo stato di funzionamento
di un sistema o di sue unità funzionali e lo standard qualitativo per esso/e assunto come riferimento. consiste nella previsione del
complesso di attività inerenti la manutenzione di cui si presumono la frequenza, gli indici di costo orientativi e le strategie di attuazione nel
medio e nel lungo periodo.
Il manuale d’uso è destinato all’utente finale del bene e contiene la raccolta delle istruzioni e delle procedure di conduzione tecnica e
manutenzione limitatamente alle operazioni per le quali non sia richiesta alcuna specifica capacità tecnica; esso si basa su attività di
ispezione prevalentemente visiva al fine di raccogliere indicazioni preliminari sulle condizioni tecniche di un bene o delle sue parti
mediante delle prime valutazioni sulle prestazioni in essere e delle condizioni di degrado.
Pianificazione dei lavori di manutenzione
1. Compiti tecnici - Elaborazione di principi tecnici relativi alle politiche di manutenzione
2. Compiti operativi - Esecuzione dei lavori secondo le specifiche procedurali e qualitative stabilite
3. Compiti di controllo - Verifica del lavoro svolto, valutazione e certificazione del risultato
Organizzazione
La funzione manutentiva deve svolgere i seguenti compiti:
1. Definizione ed elencazione degli elementi da sottoporre alle operazioni ispettive
2. Definizione e catalogazione degli elementi da sottoporre alle operazioni manutentive
3. Elaborazione del programma di svolgimento delle operazioni ispettive e delle operazioni manutentive
4. Rilievo e registrazione delle operazioni ispettive;
5. Rilievo e registrazione delle operazioni manutentive
6. Analisi dello stato di efficienza ed affidabilità dei singoli elementi in rapporto alla funzione svolta ed alla loro tempestiva sostituibilità in
caso di anomalia.
Risorse da gestire
Le risorse da gestire sono:
1. La manodopera
2. materiali
3. mezzi manutentivi (rif UNI 10147)

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1 MANUALE DI MANUTENZIONE

1.1 Fondazione su platee

1.1.1 Piastra di fondazione in c.a.

La piastra di fondazione, detta anche platea, è fra le fondazioni superficiali, la tipologia che meglio si adatta a contrastare i cedimenti
differenziali.
Viene realizzata con calcestruzzo armato ha la forma di un parallelepipedo con dimensioni legate alla geometria della sovrastruttura,
sovrast
talvolta coincidente con la sua proiezione
roiezione sul suolo.
Lo spessore è legato fondamentalmente alle sollecitazioni di taglio o punzonamento provenienti dai pilastri.
L'area della fondazione, nettamente superiore alla soluzione di travi rovesce
rovesce e graticci, consente di sfruttare meglio la capacità
capa portante
del terreno contrastando i cedimenti differenziali provocati da una distribuzione disuniforme dei carichi provenienti dalla sovrastruttura.
s
Ogni porzione di piastra, o platea, ha l'onere di sostenere un pilastro, che sorregge a sua volta una porzione della sovrastruttura,
trasferendone il carico in fondazione.
La piastra di fondazione viene realizzata sopra un getto di pulizia, che la proteggerà dalle aggressioni chimiche del suolo; si tratta di uno
strato di conglomerato di calcestruzzo non armato,
rmato, privo di armatura metallica, a basso contenuto di cemento, chiamato magrone,
posizionato alla quota di scavo, stabilita dal progettista

In caso di emergenza

Danni evidenti o riscontrabili

Modalità dell'intervento

Centro di assistenza/supporto

Anomalie

Cavillature superficiali
7
Rete di microfessurazioni sulla superficie del calcestruzzo.

Fessurazioni
Spaccature sottili, singole o ramificate, parallele o ortogonali all'armatura che penetrano nel calcestruzzo non solo a livello superficiale.

Disgregazione
Distacco di granuli o cristalli di dimensioni piccole sotto sollecitazioni meccaniche.

Distacco
Distacco di parti notevoli del materiale dell'elemento strutturale.

Scheggiature
Distacco di piccole parti lungo i bordi e gli spigoli di calcestruzzo.

Esposizione
Esposizione dei ferri di armatura: distacco del copriferro dell'elemento strutturale e relativa esposizione delle barre di armatura a
fenomeni di corrosione per azione degli agenti atmosferici.

Corrosione
Formazione di strati di ruggine sulle barre di armatura e conseguente degrado e perdita delle proprietà meccaniche.

Freccia
Deformazione dell'elemento strutturale sotto carico, in caso di superamento del limite elastico rimangono delle deformazioni permanenti
dell'elemento.

Movimento facciata
Movimenti di traslazione e rotazione dei muri perimetrali di un edificio dovuti a cedimenti fondazionali.

Controlli

Aspetto muri

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Verifica dell'aspetto dei muri portanti e dei muri di facciata; sorveglianza dei movimenti dei giunti di dilatazione a livello dei solai in grado
di evidenziare assestamenti differenziali.

Siccità

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Visita di controllo dopo un periodo di estrema siccità.

Manutenzioni

Controllo dissesto
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Controllo regolare del dissesto con l'assunzione di punti di riferimento e misure per il monitoraggio dell'evoluzione. Dopo una diagnosi
precisa e una stabilizzazione del fenomeno è possibile effettuare la sigillatura delle fessurazioni, la correzione di un fuori piombo o il
livellamento del terreno.

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Rifacimento sottomurature
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rifacimento delle sottomurature, iniezioni di malta, micropali ecc. La sostituzione o il rinforzo di fondazioni può essere compiuto in caso di
modifica del carico o di sinistro importante.

Consolidamento
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Nel caso di comparsa di disuniformità, crepe o segni di rottura su elementi strutturali che sono collegati all'elemento di fondazione, può
rendersi necessario l'intervento di consolidamento del terreno a seguito di uno smottamento, una variazione della falda acquifera, da
effettuarsi con l'iniezione di resine speciali, jet-grouting.

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1.2 Struttura in c.a.
1.2.1 Pilastro in c.a.

E' un elemento strutturale verticale portante, che trasferisce i carichi della sovrastruttura alle strutture ricettive sottostanti preposte a
riceverlo, esso è usualmente sollecitato a pressoflessione
Un pilastro in calcestruzzo armato è realizzato a partire dalle fondazioni, con barre d'acciaio longitudinali. Le staffe sono invece armature
metalliche trasversali che circondano le barre facendo così aumentare il confinamento e la resistenza a taglio del pilastro.
Il getto di calcestruzzo di un pilastro avviene all'interno di un cassero in legno, in metallo o anche in altri materiali.

In caso di emergenza

Danni evidenti o riscontrabili

Modalità dell'intervento

Centro di assistenza/supporto

Requisiti e prestazioni garantiti

Funzionalità
La capacità del materiale o del componente di garantire il funzionamento e l'efficienza previsti in fase di progetto.
Livelli minimi:
Stabilito in funzione del materiale o dell'impianto, dalle norme UNI riportate sul capitolato speciale d'appalto.

Stabilità
Capacità dell'elemento di permetterne l'uso pur in presenza di lesioni.
Livelli minimi:
Stabilito in funzione del materiale dalle norme UNI o da prescrizioni normative riportate sul capitolato speciale d'appalto.

Estetica
Capacità del materiale o del componente di mantenere inalterato l'aspetto esteriore.
Livelli minimi:
Garantire uniformità delle eventuali modificazioni dell'aspetto, senza compromettere requisiti funzionali.

Anomalie

Cavillature superficiali
Rete di microfessurazioni sulla superficie del calcestruzzo.

Fessurazioni
Spaccature sottili, singole o ramificate, parallele o ortogonali all'armatura che penetrano nel calcestruzzo non solo a livello superficiale.

Disgregazione
Distacco di granuli o cristalli di dimensioni piccole sotto sollecitazioni meccaniche.

Distacco
Distacco di parti notevoli del materiale dell'elemento strutturale.

Scheggiature
Distacco di piccole parti lungo i bordi e gli spigoli di calcestruzzo.

Esposizione
Esposizione dei ferri di armatura: distacco del copriferro dell'elemento strutturale e relativa esposizione delle barre di armatura a
fenomeni di corrosione per azione degli agenti atmosferici.

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Corrosione
Formazione di strati di ruggine sulle barre di armatura e conseguente degrado e perdita delle proprietà meccaniche.

Fuori piombo
Non perfetta verticalità dell'elemento strutturale.

Presenza di vegetazione
Possibile presenza di muschi o individui erbacei, arbustivi o arborei.

Carbonatazione
E' un processo chimico, naturale o artificiale, per cui una sostanza, in presenza di anidride carbonica, dà luogo alla formazione di
carbonati. Nel calcestruzzo armato la carbonatazione ha un effetto negativo e rappresenta una delle principali cause di degrado del
materiale poiché determina l'innesco della corrosione delle armature.

Controlli

Stato superficie

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Ispezione visiva dello stato della superficie del pilastro.

Manutenzioni

Pulizia vegetazione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Pulire i pilastri di facciata asportando muschio o vegetazione di vario tipo.

Rifacimento superficiale
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Limitare tramite rifacimento superficiale o con l'aggiunta di un intonaco particolare l'evoluzione dei fenomeni di carbonatazione.

Impermeabilizzazione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Impermeabilizzare i pilastri in facciata.

Gestione sovraccarico
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
In caso di sovraccarico occasionale o di forte degradazione dell'opera (rischio di rottura) e in attesa di un intervento di rifacimento,
puntellare e consolidare provvisoriamente.

Ripresa
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Ripresa di rigonfiamenti e distacchi del calcestruzzo.

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Demolizione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Demolizione superficiale e ripristino.

Trattamento corrosione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Trattamento dei ferri corrosi.

Trattamento fessurazioni
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Trattamento delle fessurazioni per riempimento o iniezione.

Rifacimento rivestimenti
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rifacimento integrale dei rivestimenti protettivi. Per il rifacimento della superficie: demolizione superficiale, passivazione dei ferri,
applicazione di uno strato di aggrappaggio e successivamente di uno strato di finitura.

Rinforzo
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Ripresa e rinforzo del pilastro.

Rafforzamento
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rafforzamento delle armature insufficienti nei pilastri in conseguenza di un cambio di sollecitazioni, con un'incamiciatura in calcestruzzo
armato con una camicia metallica (con eventuale protezione al fuoco).

Studio strutturale
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
I lavori di eliminazione o di ricostruzione integrale di un pilastro necessitano di ripresa provvisoria o definitiva dei carichi; è necessario
procedere preliminarmente ad uno studio strutturale.

1.2.2 Piastra in c.a.

La piastra è un elemento strutturale avente due dimensioni (lunghezza e larghezza) prevalenti rispetto alla terza (lo spessore) e la cui
superficie media sia piana . In generale una piastra in cemento armato di piano viene utilizzata per la realizzazione di impalcati qualora vi
fosse la necessità di ottenere una distribuzione bidirezionale del carico o problematiche legate a irregolarità distributive.

In caso di emergenza

Danni evidenti o riscontrabili


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Modalità dell'intervento

Centro di assistenza/supporto

Requisiti e prestazioni garantiti

Funzionalità
La capacità del materiale o del componente di garantire il funzionamento e l'efficienza previsti in fase di progetto.
Livelli minimi:
Stabilito in funzione del materiale o dell'impianto, dalle norme UNI riportate sul capitolato speciale d'appalto.

Stabilità
Capacità dell'elemento di permetterne l'uso pur in presenza di lesioni.
Livelli minimi:
Stabilito in funzione del materiale dalle norme UNI o da prescrizioni normative riportate sul capitolato speciale d'appalto.

Estetica
Capacità del materiale o del componente di mantenere inalterato l'aspetto esteriore.
Livelli minimi:
Garantire uniformità delle eventuali modificazioni dell'aspetto, senza compromettere requisiti funzionali.

Anomalie

Cavillature superficiali
Rete di microfessurazioni sulla superficie del calcestruzzo.

Fessurazioni
Spaccature sottili, singole o ramificate, parallele o ortogonali all'armatura che penetrano nel calcestruzzo non solo a livello superficiale.

Disgregazione
Distacco di granuli o cristalli di dimensioni piccole sotto sollecitazioni meccaniche.

Distacco
Distacco di parti notevoli del materiale dell'elemento strutturale.

Scheggiature
Distacco di piccole parti lungo i bordi e gli spigoli di calcestruzzo.

Esposizione
Esposizione dei ferri di armatura: distacco del copriferro dell'elemento strutturale e relativa esposizione delle barre di armatura a
fenomeni di corrosione per azione degli agenti atmosferici.

Corrosione
Formazione di strati di ruggine sulle barre di armatura e conseguente degrado e perdita delle proprietà meccaniche.

Freccia
Deformazione dell'elemento strutturale sotto carico, in caso di superamento del limite elastico rimangono delle deformazioni permanenti
dell'elemento.

Planarità
Problema di planarità e di orizzontalità del solaio.

Problemi appoggi
Rotazione o usura degli appoggi

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Controlli

Stato superficie

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Ispezione visiva dello stato della superficie della trave.

Rilievo frecce

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Osservazione e rilievo delle frecce e del livello di fessurazione nel caso in cui il funzionamento sia considerato anomalo rispetto allo
sforzo di taglio o alla flessione.

Manutenzioni

Trattamento ferri
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Trattamento dei ferri scoperti e delle fessurazioni non aperte.

Posizionamento
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Posizionare dei punti di riferimento e misure per il monitoraggio dell'evoluzione delle anomalie.In caso di forte deterioramento della trave
o dei suoi appoggi (rischio di rottura dell'opera) e in attesa di rifacimento, puntellare e consolidare alleggerendo la piastra.

Ripresa
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Ripresa delle scheggiature e dei rigonfiamenti locali del calcestruzzo.

Trattamento fessurazioni
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Trattamento delle fessurazioni per riempimento o iniezione.

Trattamento corrosione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Trattamento dei ferri corrosi.

Demolizione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Sistemazione con demolizione e rifacimento delle parti superficiali.

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Rifacimento rivestimenti
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rifacimento integrale dei rivestimenti protettivi. Per il rifacimento della superficie: demolizione superficiale, passivazione dei ferri,
applicazione di uno strato di aggrappaggio e successivamente di uno strato di finitura.

Rifacimento generale
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rifacimento generale della piastra.

Rinforzo armature
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rinforzo delle armature ritenute insufficienti.

Incamiciatura
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Ripresa della piastra tramite incamiciatura in calcestruzzo armato, camicia metallica oppure piastre di acciaio incollate.

Riparazione appoggi
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Riparazione degli appoggi con creazione di mensole.

Rinforzo per aperture


Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rinforzo per rispondere ad una modifica di sollecitazioni o creazione di aperture per il passaggio di reti.

1.2.3 Parete in c.a.

E' un elemento strutturale verticale portante con una dimensione della sezione trasversale nettamente maggiore rispetto all'altra. Tale
elemento strutturale trasferisce i carichi della sovrastruttura alle strutture ricettive sottostanti preposte a riceverlo, esso è usualmente
sollecitato a pressoflessione e taglio.

In caso di emergenza

Danni evidenti o riscontrabili

Modalità dell'intervento

Centro di assistenza/supporto

15
Requisiti e prestazioni garantiti

Funzionalità
La capacità del materiale o del componente di garantire il funzionamento e l'efficienza previsti in fase di progetto.
Livelli minimi:
Stabilito in funzione del materiale o dell'impianto, dalle norme UNI riportate sul capitolato speciale d'appalto.

Stabilità
Capacità dell'elemento di permetterne l'uso pur in presenza di lesioni.
Livelli minimi:
Stabilito in funzione del materiale dalle norme UNI o da prescrizioni normative riportate sul capitolato speciale d'appalto.

Estetica
Capacità del materiale o del componente di mantenere inalterato l'aspetto esteriore.
Livelli minimi:
Garantire uniformità delle eventuali modificazioni dell'aspetto, senza compromettere requisiti funzionali.

Anomalie

Cavillature superficiali
Rete di microfessurazioni sulla superficie del calcestruzzo.

Fessurazioni
Spaccature sottili, singole o ramificate, parallele o ortogonali all'armatura che penetrano nel calcestruzzo non solo a livello superficiale.

Disgregazione
Distacco di granuli o cristalli di dimensioni piccole sotto sollecitazioni meccaniche.

Distacco
Distacco di parti notevoli del materiale dell'elemento strutturale.

Scheggiature
Distacco di piccole parti lungo i bordi e gli spigoli di calcestruzzo.

Esposizione
Esposizione dei ferri di armatura: distacco del copriferro dell'elemento strutturale e relativa esposizione delle barre di armatura a
fenomeni di corrosione per azione degli agenti atmosferici.

Corrosione
Formazione di strati di ruggine sulle barre di armatura e conseguente degrado e perdita delle proprietà meccaniche.

Fuori piombo
Non perfetta verticalità dell'elemento strutturale.

Fronte di risalita
Limite della penetrazione di umidità nell'elemento strutturale che si manifesta con efflorescenza e/o perdita di materiale. Esso comporta
altresì la comparsa di macchie e/o muffe sulla superficie dello stesso.

Controlli

Stato superficie

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Ispezione visiva della superficie dei setti in calcestruzzo armato e dei copriferri dell'armatura.
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Corrispondenza

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Verifica in corrispondenza delle architravi e degli incatenamenti.

Sorveglianza

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Azione di sorveglianza con l'assunzione di punti di riferimento e misure per il monitoraggio dell'evoluzione delle anomalie.

Identificazione

Incaricato non specificato


Periodicità all'occorrenza

Istruzioni
Necessità di identificazione delle "travi-parete".

Manutenzioni

Pulizia vegetazione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Ripulitura e rimozione di muschio o vegetazione di vario tipo.

Pulizia facciate
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Trattamento e pulizia regolare dei setti e delle facciate.

Manutenzione superficie
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Manutenzione dei rivestimenti di superficie (intonaci, piastrelle, tinteggiatura ecc..)

Ripresa
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Ripresa di scheggiature e rigonfiamenti del calcestruzzo.

Demolizione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Demolizione superficiale e ripristino.

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Passivazione
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Passivazione e trattamento dei ferri corrosi.

Trattamento fessurazioni
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Trattamento delle fessurazioni per riempimento o iniezione.

Riparazione setti
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Riparazione dei setti fortemente danneggiati tramite calcestruzzo spruzzato o altra tecnica di ripresa.

Rinforzo
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rinforzo delle strutture insufficienti.

Rafforzamento
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
Rafforzamento delle armature insufficienti nei pilastri in conseguenza di un cambio di sollecitazioni, con un'incamiciatura in calcestruzzo
armato con una camicia metallica (con eventuale protezione al fuoco).

Studio strutturale
Periodo consigliato: all'occorrenza
Categoria: Straordinaria
Incaricato: non specificato
In caso di trasformazione, di creazione di aperture, di demolizione parziale o totale è necessario procedere preliminarmente ad uno studio
strutturale, anche perché alcuni setti partecipano al controventamento dell'edificio.

18
Comune di BARI
Provincia di BARI

PIANO DI MANUTENZIONE

MANUALE DI
MANUTENZIONE
(Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207)

OGGETTO: PROGETTAZIONE PARTECIPATA DEGLI INTERVENTI NELL'AREA EX


CASERMA ROSSANI

COMMITTENTE: Comune di Bari

Data,

IL TECNICO

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Manuale di Manutenzione

Comune di: BARI


Provincia di: BARI
Oggetto: PROGETTAZIONE PARTECIPATA DEGLI INTERVENTI NELL'AREA EX
CASERMA ROSSANI

Elenco dei Corpi d'Opera:

° 01 Progetto Principale - Impianti fluidomeccanici ed affini

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Manuale di Manutenzione

Corpo d'Opera: 01
Progetto Principale - Impianti
fluidomeccanici ed affini
Unità Tecnologiche:

° 01.01 Impianto di Raccolta e Smaltimento Acque Bianche


° 01.02 Impianto distribuzione acqua recuperata
° 01.03 Impianto distribuzione acqua recuperata
° 01.04 Irrigazione Aree a verde
° 01.05 Opere di ingegneria naturalistica
° 01.06 Impianto fognario e di depurazione
° 01.07 Impianto acquedotto

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Manuale di Manutenzione

Unità Tecnologica: 01.01


Impianto di Raccolta e Smaltimento Acque Bianche
La rete di smaltimento delle acque meteoriche in progetto sarà realizzata a servizio delle se-guenti aree del parco:
- Skate plaza;
- Campo da basket;
- Aree giochi bimbi e area fitness;
- Aree circostanti lo skate plaza con pavimentazioni in cemento.
- Strada interna e tetti edifici lato sud dell’area.
La rete sarà costituita da un sistema di rami per la raccolta delle acque realizzati in Pead corrugato SN8, ad accezione delle
connessioni delle caditoie che è stata prevista in PVC per que-stioni di fattibilità tecnica. La rete è suddivisa in 3 principale aree
distinte dal diametro della tubazione. La pendenza scelta è del 0.5 %.
Nell’area del campo da basket, parco giochi e area fitness si è scelto di utilizzare un DE250 per la rete di raccolta caditoie e due
canalette prefabbricate in calcestruzzo di poliestere DN100 con griglia in acciaio zincato per lo smaltimento delle acque del campo
da basket.
Nell’area dello skate park il diametro scelto è DN315, data la maggior superficie impermeabi-le, mentre nell’area della strada sud,
predisposta a raccogliere i futuri scarichi dei tetti degli edifici circostanti è stato scelto un diametro DN500.
Data l’elevata presenza di vegetazione, si è scelto di utilizzare diametri sovradimensionati an-che per i rami minori in modo da
evitare fenomeni di intasamento. Gli allacci delle caditoie saranno DE160 in PVC
Le dorsali saranno dotate di pozzetti/camere di ispezione in c.a. prefabbricati posizionati con interasse di circa 40m. I pozzetti
saranno del tipo prefabbricato, quadrati 100x100 sp.12 cm, dotati di prolunga, soletta di copertura e chiusino passo d’uomo
Ø600mm e classe di resisten-za D400.
La raccolta delle acque meteoriche delle diverse superfici pavimentate avverrà mediante un sistema di caditoie posizionate ai lati di
tali superfici e nei compluvi con densità di circa 1 ca-ditoia ogni 70-100 m2. Per le caditoie verranno impiegati pozzetti
prefabbricati 50x50 sp 10 cm. Le caditoie saranno del tipo piano in ghisa sferoidale, classe C250, 500 x 500 sup. di sca-rico 900 cm.
Per le caditoie della strada a sud sono state scelte caditoie a bocca di lupo in modo da lasciare lo spazio necessario agli allacci dai
pluviali di raccolta dei tetti, senza che questi vadano a in-tersecarsi con le tubazioni di raccolta delle caditoie.
Per il drenaggio dello skate plaza saranno impiegati dei pozzetti di scolo in calcestruzzo poli-merico con griglia a ponte in acciaio
zincato classe A15, con dimensione delle fessure tale da non intralciare/ostacolare il passaggio degli skateboard.
Il recapito della rete è previsto in un serbatoio costituito da tubazioni strutturate in HDPE da 250m3 posizionato a sud dell’area
giochi bimbi. Il volume raccolto verrà poi utilizzato per l’impianto di irrigazione, come spiegato nel capitolo dedicato.
Il serbatoio presenta uno scarico di troppo pieno che recapiterà le portate nella trincea disperdente prospicente. La mancanza della
possibilità di un recapito finale ha imposto il ricorso a soluzioni alternative quali la dispersione delle acque nel sottosuolo. Il
dimensionamento della trincea è stato effettuato considerando la dispersione delle acque meteoriche di tutta l’area a parco e della
viabilità di accesso, con la possibilità di incremento del sistema quando verrà raddoppiato anche il sistema di accumulo in funzione
del possibile aumento delle aree drenate per l’allaccio dei tetti degli edifici prospicenti.

L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:


° 01.01.01 Tubazioni in polivinile non plastificato
° 01.01.02 Tubazioni in polietilene
° 01.01.03 Serbatoio di accumulo
° 01.01.04 Tombini

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Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.01.01


Tubazioni in polivinile non plastificato
Unità Tecnologica: 01.01
Impianto di Raccolta e Smaltimento
Acque Bianche

Le tubazioni dell'impianto di smaltimento delle acque provvedono allo sversamento dell'acqua nei collettori fognari o nelle vasche di
accumulo se presenti. Le tubazioni possono essere realizzate in polivinile non plastificato. Per polimerizzazione di acetilene ed acido
cloridrico si ottiene il PVC; se non si aggiungono additivi si ottiene il PVC duro che si utilizza negli acquedotti e nelle fognature.
Questo materiale è difficilmente infiammabile e fonoassorbente. I tubi in PVC hanno lunghezze fino a 10 m e diametri piccoli, fino a
40 cm. Un limite all'utilizzo dei tubi in PVC è costituito dalla scarichi caldi continui. Per condutture con moto a pelo libero i tubi si
congiungono con la giunzione con anello di gomma a labbro; per condutture in pressione si usano giunzioni a manicotto.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.01.01.R01 Regolarità delle finiture


Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le tubazioni in polivinile non plastificato devono essere realizzate con materiali privi di impurità.
Prestazioni:
Le superfici interne ed esterne dei tubi e dei raccordi devono essere lisce, pulite ed esenti da cavità, bolle, impurità, porosità e
qualsiasi altro difetto superficiale. Le estremità dei tubi e dei raccordi devono essere tagliate nettamente, perpendicolarmente
all'asse.
Livello minimo della prestazione:
Le dimensioni devono essere misurate secondo la norma UNI EN 1329. In caso di contestazione, la temperatura di riferimento è 23
+/- 2 °C.
Riferimenti normativi:
UNI EN 1329-1/2.

01.01.01.R02 Resistenza a sbalzi di temperatura


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni ed i relativi complementi non devono subire disgregazioni o dissoluzioni se sottoposti all'azione di temperature elevate.
Prestazioni:
I tubi sono sottoposti a prova con i metodi specificati nel prospetto 19 della norma UNI EN 1329, usando i parametri indicati, i tubi
devono presentare caratteristiche fisiche conformi ai requisiti indicati.
Livello minimo della prestazione:
In particolare deve verificarsi un ritiro longitudinale del tubo minore del 5% ed inoltre non deve mostrare bolle o crepe.
Riferimenti normativi:
UNI EN 1329-1/2.

01.01.01.R03 Resistenza all'urto


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni devono essere in grado di resistere a sforzi che si verificano durante il funzionamento.

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Manuale di Manutenzione

Prestazioni:
I materiali utilizzati per la formazione delle tubazioni in polivinile non plastificato ed eventuali additivi utilizzati per gli impasti
devono essere privi di impurità per evitare fenomeni di schiacciamento.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i valori minimi indicati dalla norma UNI EN 1329 al punto 7.
Riferimenti normativi:
UNI EN 1329-1/2.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.01.01.A01 Accumulo di grasso


Accumulo di grasso che si deposita sulle pareti dei condotti.

01.01.01.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni


Perdite del fluido in prossimità di raccordi dovute a errori o sconnessioni delle giunzioni.

01.01.01.A03 Erosione
Erosione del suolo all’esterno dei tubi che è solitamente causata dall’infiltrazione di terra.

01.01.01.A04 Incrostazioni
Accumulo di depositi minerali sulle pareti dei condotti.

01.01.01.A05 Odori sgradevoli


Setticità delle acque di scarico che può produrre odori sgradevoli accompagnati da gas letali o esplosivi e aggressioni chimiche
rischiose per la salute delle persone.

01.01.01.A06 Penetrazione di radici


Penetrazione all'interno dei condotti di radici vegetali che provocano intasamento del sistema.

01.01.01.A07 Sedimentazione
Accumulo di depositi minerali sul fondo dei condotti che può causare l’ostruzione delle condotte.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.01.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Verificare lo stato degli eventuali dilatatori e giunti elastici, la tenuta delle congiunzioni a flangia, la stabilità dei sostegni e degli
eventuali giunti fissi. Verificare inoltre l'assenza di odori sgradevoli e di inflessioni nelle tubazioni.
• Requisiti da verificare: 1) Regolarità delle finiture.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti ai raccordi o alle connessioni; 2) Odori sgradevoli.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.01.01.C02 Controllo tenuta


Cadenza: ogni 12 mesi

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Manuale di Manutenzione

Tipologia: Controllo a vista


Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza all'urto.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti ai raccordi o alle connessioni.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.01.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire una pulizia dei sedimenti formatisi e che provocano ostruzioni diminuendo la capacità di trasporto dei fluidi.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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inizio
1 settimana
2 settimane
3 settimane
1 mese
5 settimane
6 settimane
7 settimane
2 mesi
9 settimane
10 settimane
11 settimane
3 mesi
13 settimane
14 settimane
15 settimane
4 mesi
17 settimane
18 settimane
Tubazioni in polivinile non plastificato - Controlli in 6 mesi

19 settimane
5 mesi
21 settimane
22 settimane
23 settimane
6 mesi
Manuale di Manutenzione
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Pulizia

inizio
1 settimana
2 settimane
3 settimane
1 mese
5 settimane
6 settimane
7 settimane
2 mesi
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3 mesi
13 settimane
14 settimane
15 settimane
4 mesi
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Tubazioni in polivinile non plastificato - Interventi in 6 mesi

19 settimane
5 mesi
21 settimane
22 settimane
23 settimane
6 mesi
Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.01.02


Tubazioni in polietilene
Unità Tecnologica: 01.01
Impianto di Raccolta e Smaltimento
Acque Bianche

Le tubazioni dell'impianto di smaltimento delle acque provvedono allo sversamento dell'acqua nei collettori fognari o nelle vasche di
accumulo, se presenti. Possono essere realizzate in polietilene.
Il polietilene si forma dalla polimerizzazione dell'etilene e per gli acquedotti e le fognature se ne usa il tipo ad alta densità. Grazie
alla sua perfetta impermeabilità si adopera nelle condutture subacquee e per la sua flessibilità si utilizza nei sifoni. Di solito
l'aggiunta di nerofumo e di stabilizzatori preserva i materiali in PE dall'invecchiamento e dalle alterazioni provocate dalla luce e dal
calore. Per i tubi a pressione le giunzioni sono fatte o con raccordi mobili a vite in PE, ottone, alluminio, ghisa malleabile, o
attraverso saldatura a 200 °C con termoelementi e successiva pressione a 1,5-2 kg/cm2 della superficie da saldare, o con manicotti
pressati con filettatura interna a denti di sega.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.01.02.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta


Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la tenuta e la pressione richiesti dall'impianto.
Prestazioni:
La prova deve essere effettuata su tubi in rotoli e su un tratto di tubo in opera comprendente almeno un giunto. Gli elementi su cui si
verifica la tenuta devono essere portati sotto pressione interna per mezzo di acqua.
Livello minimo della prestazione:
Il valore della pressione da mantenere è di 0,05 MPa per il tipo 303, di 1,5 volte il valore normale della pressione per il tipo 312 e di
1,5 la pressione per i tipi P, Q e R, e deve essere raggiunto entro 30 s e mantenuto per circa 2 minuti. Al termine della prova non
devono manifestarsi perdite, deformazioni o altri eventuali irregolarità.
Riferimenti normativi:
D.M. Sviluppo Economico 22.1.2008, n. 37.

01.01.02.R02 Regolarità delle finiture


Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le tubazioni in polietilene devono essere realizzate con materiali privi di impurità.
Prestazioni:
Le superfici interne ed esterne dei tubi e dei raccordi devono essere lisce, pulite ed esenti da cavità, bolle, impurità, porosità e
qualsiasi altro difetto superficiale. Le estremità dei tubi e dei raccordi devono essere tagliate nettamente, perpendicolarmente
all'asse.
Livello minimo della prestazione:
Le misurazioni dei parametri caratteristici delle tubazioni devono essere effettuate con strumenti di precisione in grado di garantire
una precisione di:
- 5 mm per la misura della lunghezza;
- 0,05 per la misura dei diametri;
- 0,01 per la misura degli spessori.

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Manuale di Manutenzione

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.01.02.A01 Accumulo di grasso


Accumulo di grasso che si deposita sulle pareti dei condotti.

01.01.02.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni


Perdite del fluido in prossimità di raccordi dovute a errori o sconnessioni delle giunzioni.

01.01.02.A03 Erosione
Erosione del suolo all’esterno dei tubi che è solitamente causata dall’infiltrazione di terra.

01.01.02.A04 Incrostazioni
Accumulo di depositi minerali sulle pareti dei condotti.

01.01.02.A05 Odori sgradevoli


Setticità delle acque di scarico che può produrre odori sgradevoli accompagnati da gas letali o esplosivi e aggressioni chimiche
rischiose per la salute delle persone.

01.01.02.A06 Penetrazione di radici


Penetrazione all'interno dei condotti di radici vegetali che provocano intasamento del sistema.

01.01.02.A07 Sedimentazione
Accumulo di depositi minerali sul fondo dei condotti che può causare l’ostruzione delle condotte.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.02.C01 Controllo della manovrabilità valvole


Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo
Effettuare una manovra di tutti gli organi di intercettazione per evitare che si blocchino.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della tenuta.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti ai raccordi o alle connessioni.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.01.02.C02 Controllo generale


Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Verificare lo stato degli eventuali dilatatori e giunti elastici, la tenuta delle congiunzioni a flangia, la stabilità dei sostegni e degli
eventuali giunti fissi. Verificare inoltre l'assenza di odori sgradevoli e di inflessioni nelle tubazioni.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della tenuta; 2) Regolarità delle finiture.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti ai raccordi o alle connessioni; 2) Odori sgradevoli.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.01.02.C03 Controllo tenuta


Cadenza: ogni 12 mesi

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Manuale di Manutenzione

Tipologia: Controllo a vista


Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della tenuta.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti ai raccordi o alle connessioni; 2) Accumulo di grasso; 3) Incrostazioni.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.02.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire una pulizia dei sedimenti formatisi e che provocano ostruzioni diminuendo la capacità di trasporto dei fluidi.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Tubazioni in polietilene - Controlli in 6 mesi

17 settimane
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22 settimane
23 settimane
6 mesi
Manuale di Manutenzione
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Pulizia

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1 settimana
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3 mesi
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Tubazioni in polietilene - Interventi in 6 mesi

17 settimane
18 settimane
19 settimane
5 mesi
21 settimane
22 settimane
23 settimane
6 mesi
Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.01.03


Serbatoio di accumulo
Unità Tecnologica: 01.01
Impianto di Raccolta e Smaltimento
Acque Bianche

Serbatoio di accumulo ha la funzione di stoccare le acque meteoriche da riutilizzare per l'irrigazione delle aree a verde.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.01.03.R01 Assenza della emissione di odori sgradevoli


Classe di Requisiti: Olfattivi
Classe di Esigenza: Benessere
Le vasche di accumulo devono essere realizzati in modo da non produrre o consentire la emissione di odori sgradevoli.
Prestazioni:
Le vasche di accumulo devono essere realizzati con materiali tali da non produrre o riemettere sostanze o odori sgradevoli e
aggressioni chimiche rischiosi per la salute e la vita delle persone.
Livello minimo della prestazione:
L'ermeticità degli elementi può essere accertata effettuando la prova indicata dalla norma UNI EN 752. La setticità all’interno dei
collettori di fognatura può provocare la formazione di idrogeno solforato (H2 S). L’idrogeno solforato (tossico e potenzialmente
letale), in base alla concentrazione in cui è presente, è nocivo, maleodorante e tende ad aggredire alcuni materiali dei condotti, degli
impianti di trattamento e delle stazioni di pompaggio. I parametri da cui dipende la concentrazione di idrogeno solforato, dei quali è
necessario tenere conto, sono:
- temperatura;
- domanda biochimica di ossigeno (BOD);
- presenza di solfati;
- tempo di permanenza dell’effluente nel sistema di collettori di fognatura;
- velocità e condizioni di turbolenza;
- pH;
- ventilazione dei collettori di fognatura;
- esistenza a monte del collettore di fognatura a gravità di condotti in pressione o di scarichi specifici di effluenti industriali.
La formazione di solfuri nei collettori di fognatura a pressione e a gravità può essere quantificata in via previsionale applicando
alcune formule.
Riferimenti normativi:
UNI EN 752.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.01.03.A01 Accumulo di grasso


Accumulo di grasso che si deposita sulle pareti dei condotti.

01.01.03.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni


Perdite del fluido in prossimità di raccordi dovute a errori o sconnessioni delle giunzioni.

01.01.03.A03 Incrostazioni

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Manuale di Manutenzione

Accumulo di depositi minerali sulle pareti dei condotti.

01.01.03.A04 Odori sgradevoli


Setticità delle acque di scarico che può produrre odori sgradevoli accompagnati da gas letali o esplosivi e aggressioni chimiche
rischiose per la salute delle persone.

01.01.03.A05 Penetrazione di radici


Penetrazione all'interno dei condotti di radici vegetali che provocano intasamento del sistema.

01.01.03.A06 Sedimentazione
Accumulo di depositi minerali sul fondo dei condotti che può causare l’intasamento.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.03.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione
Verificare che non ci siano ostruzione dei dispositivi di regolazione del flusso ed eventuali sedimenti di materiale di risulta.
Verificare inoltre l'integrità delle pareti e l'assenza di corrosione e di degrado.
• Requisiti da verificare: 1) Assenza della emissione di odori sgradevoli.
• Anomalie riscontrabili: 1) Accumulo di grasso; 2) Incrostazioni; 3) Odori sgradevoli; 4) Penetrazione di radici; 5)
Sedimentazione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.03.I01 Pulizia
Cadenza: quando occorre
Effettuare lo svuotamento e la successiva pulizia delle vasche di accumulo mediante asportazione dei fanghi di deposito e lavaggio
con acqua a pressione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

01.01.03.I02 Ripristino rivestimenti


Cadenza: quando occorre
Effettuare il ripristino dei rivestimenti delle vasche di accumulo quando usurati.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

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Controllo gener...

inizio
1 settimana
2 settimane
3 settimane
1 mese
5 settimane
6 settimane
7 settimane
2 mesi
9 settimane
10 settimane
11 settimane
3 mesi
13 settimane
14 settimane
15 settimane
Serbatoio di accumulo - Controlli in 6 mesi

4 mesi
17 settimane
18 settimane
19 settimane
5 mesi
21 settimane
22 settimane
23 settimane
6 mesi
Manuale di Manutenzione
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Ripristino rive...
Pulizia

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quando occorre
quando occorre

13 settimane
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15 settimane
Serbatoio di accumulo - Interventi in 6 mesi

4 mesi
17 settimane
18 settimane
19 settimane
5 mesi
21 settimane
22 settimane
23 settimane
6 mesi
Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.01.04


Tombini
Unità Tecnologica: 01.01
Impianto di Raccolta e Smaltimento
Acque Bianche

I tombini sono dei dispositivi che consentono l'ispezione e la verifica dei condotti fognari. Vengono posizionati ad intervalli regolari
lungo la tubazione fognaria e possono essere realizzati in vari materiali quali ghisa, acciaio, calcestruzzo armato a seconda del carico
previsto (stradale, pedonale, ecc.).

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.01.04.R01 Resistenza meccanica


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I tombini devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate
sollecitazioni.
Prestazioni:
I tombini devono essere idonei ad assicurare stabilità e resistenza all’azione di sollecitazioni meccaniche in modo da garantirne
durata e funzionalità nel tempo.
Livello minimo della prestazione:
La resistenza meccanica dei tombini può essere verificata mediante prova da effettuarsi con le modalità ed i tempi previsti dalla
norma UNI EN 13380. Non devono prodursi alcuna incrinatura o frattura prima del raggiungimento del carico di prova.
Riferimenti normativi:
UNI EN 13380.

01.01.04.R02 Attituidine al controllo della tenuta


Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
I componenti ed i materiali con cui sono realizzati i tombini devono sottostare, senza perdite, ad una prova in
pressione idrostatica interna.

Prestazioni:
I tombini devono essere idonei ad assicurare stabilità e resistenza in modo da garantirne durata e funzionalità nel tempo ed
assicurare la portata e la pressione di esercizio dei fluidi.
Livello minimo della prestazione:
Quando destinati alla ristrutturazione o alla riparazione di tubi, pozzetti, raccordi e giunti, i componenti ed i materiali devono
superare una prova di pressione crescente da 0 kPa a 50 kPa.
I componenti ed i materiali dei pozzetti destinati alla ristrutturazione o riparazione di gruppi camere di ispezione da impiegarsi a
profondità pari o minori di 2,0 m devono essere sottoposti ad una prova in pressione idrostatica interna pari alla pressione esercitata
dall’acqua quando completamente pieni.
I pozzi dei gruppi camere di ispezione destinate all’impiego a profondità maggiori di 2,0 m devono essere sottoposti alle prove
previste per i pozzetti.
Riferimenti normativi:
UNI EN 13380.

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Manuale di Manutenzione

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.01.04.A01 Anomalie piastre


Rottura delle piastre di copertura dei pozzetti o chiusini difettosi, chiusini rotti, incrinati, mal posati o sporgenti.

01.01.04.A02 Cedimenti
Cedimenti strutturali della base di appoggio e delle pareti laterali.

01.01.04.A03 Corrosione
Corrosione dei tombini con evidenti segni di decadimento evidenziato con cambio di colore e presenza di ruggine in prossimità delle
corrosioni.

01.01.04.A04 Presenza di vegetazione


Presenza di vegetazione caratterizzata dalla formazione di piante, licheni, muschi.

01.01.04.A05 Sedimentazione
Accumulo di depositi minerali sui tombini che provoca anomalie nell'apertura e chiusura degli stessi.

01.01.04.A06 Sollevamento
Sollevamento delle coperture dei tombini.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.04.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Ispezione
Verificare lo stato generale e l'integrità della piastra di copertura dei pozzetti, della base di appoggio e delle pareti laterali.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica; 2) Attituidine al controllo della tenuta.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie piastre.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.01.04.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire una pulizia dei tombini ed eseguire una lubrificazione delle cerniere.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

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Manuale di Manutenzione
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Pulizia

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Tombini - Interventi in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Unità Tecnologica: 01.02


Impianto distribuzione acqua recuperata
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.02.01 Pompe di sollevamento per rilancio acque recuperata

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Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.02.01


Pompe di sollevamento per rilancio acque recuperata
Unità Tecnologica: 01.02
Impianto distribuzione acqua recuperata

Elettropompa sommergibile posta all'interno della vasca di accumulo acque meteoriche

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.02.01.R01 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche


Classe di Requisiti: Sicurezza d'uso
Classe di Esigenza: Sicurezza
I componenti delle stazioni di pompaggio devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra per evitare alle
persone qualsiasi pericolo di folgorazioni per contatto diretto, secondo quanto prescritto dalla norma tecnica.
Prestazioni:
L’alimentazione di energia elettrica al gruppo di pompaggio deve avvenire tramite accorgimenti necessari per garantire l’isolamento
della pompa dall’alimentazione elettrica stessa.
Livello minimo della prestazione:
L’apparecchiatura elettrica di un gruppo di pompaggio deve soddisfare i requisiti imposti dalla normativa.
Riferimenti normativi:
UNI EN 809; UNI EN ISO 9908.

01.02.01.R02 (Attitudine al) controllo dei rischi


Classe di Requisiti: Sicurezza d'uso
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pompe ed i relativi accessori devono essere dotati di dispositivi di protezione per evitare danni alle persone.
Prestazioni:
Gli alberi rotanti dotati di linguette o altri elementi in grado di provocare tagli o impigliamenti devono essere protetti o muniti di
ripari. I giunti o i bracci trasversali di trasmissione rotanti o alternativi devono essere dotati di ripari o recinzioni permanenti.
Livello minimo della prestazione:
I mezzi di protezione (barriere per la prevenzione del contatto con le parti in movimento, fermi di fine corsa, ripari) devono essere, a
seconda del tipo, conformi alle norme tecniche.
Riferimenti normativi:
UNI EN 809; UNI EN ISO 9908; UNI EN ISO 13857; UNI EN 349; UNI EN 953.

01.02.01.R03 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto


Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
La pompa con tutti gli accessori completamente montati non deve emettere un livello di rumore superiore a quello consentito dalla
norma.
Prestazioni:
L’emissione di rumore da parte dell’apparecchio deve essere verificata effettuando misure sull’apparecchio in questione oppure su
apparecchi simili che operano in condizioni similari. Le emissioni di rumore devono essere riferite al gruppo completamente
montato con tutti gli apparecchi ausiliari, i ripari e qualsiasi elemento di contenimento del rumore.

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Manuale di Manutenzione

Livello minimo della prestazione:


Le misurazioni del rumore devono essere effettuate in conformità alle norme tecniche.
Riferimenti normativi:
UNI EN ISO 20361.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.02.01.A01 Difetti di funzionamento delle valvole


Difetti di funzionamento delle valvole dovuti ad errori di posa in opera o al cattivo dimensionamento delle stesse.

01.02.01.A02 Perdite di carico


Perdite di carico di esercizio delle valvole dovute a cattivo funzionamento delle stesse.

01.02.01.A03 Perdite di olio


Perdite d'olio dalle valvole che si manifestano con macchie di olio sul pavimento.

01.02.01.A04 Rumorosità
Eccessivo livello del rumore prodotto dalle pompe di sollevamento durante il loro normale funzionamento.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.02.01.C01 Controllo generale delle pompe


Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Aggiornamento
Verificare lo stato di funzionalità della pompa accertando che non ci sia stazionamento di aria e che la pompa ruoti nel senso giusto.
Verificare tutti gli organi di tenuta per accertarsi che non vi siano perdite eccessive e che il premitraccia non lasci passare l'acqua.
Verificare inoltre il livello del rumore prodotto.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche; 2) (Attitudine al) controllo dei rischi; 3) (Attitudine
al) controllo del rumore prodotto.
• Anomalie riscontrabili: 1) Perdite di carico; 2) Difetti di funzionamento delle valvole; 3) Perdite di olio.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.02.01.I01 Pulizia
Cadenza: ogni anno
Eseguire una pulizia dei filtri mediante asportazione dei materiali di deposito e lavaggio con acqua a pressione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

01.02.01.I02 Revisione generale pompe


Cadenza: ogni anno
Effettuare una disincrostazione meccanica (utilizzando prodotti specifici) della pompa e del girante nonché una lubrificazione dei

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Manuale di Manutenzione

cuscinetti. Eseguire una verifica sulle guarnizioni ed eventualmente sostituirle.


• Ditte specializzate: Specializzati vari.

01.02.01.I03 Revisione pompe


Cadenza: ogni 4 anni
Eseguire lo smontaggio delle pompe per eseguire una revisione; dopo la revisione rimontare le pompe.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.02.01.I04 Sostituzione pompe


Cadenza: ogni 20 anni
Effettuare la sostituzione delle pompe con altre dalle caratteristiche simili.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Pompe di sollevamento per rilancio acque recuperata - Controlli in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
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Pompe di sollevamento per rilancio acque recuperata - Interventi in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Unità Tecnologica: 01.03


Impianto distribuzione acqua recuperata
L’impianto dovrà erogare 1.5 l/s tramite una tubazione ad anello in polietilene ad alta densità DE 75mm collegato con l’impianto di
sollevamento della vasca di raccolta acque. Tramite pezzi speciali a T si diramano i settori .previsti con tubazioni in PEad DE50, la
cui apertura è governata dalle elettrovalvole a membrana con comando elettrico in 24 V (come mostrato dagli elaborati grafici)

L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:


° 01.03.01 Valvole a saracinesca (saracinesche)
° 01.03.02 Valvole antiritorno

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Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.03.01


Valvole a saracinesca (saracinesche)
Unità Tecnologica: 01.03
Impianto distribuzione acqua recuperata

Per consentire l'interruzione sia parziale sia completa del flusso e per regolare la pressione di esercizio vengono installate, lungo le
tubazioni dell'acquedotto, delle valvole dette appunto di intercettazione e di regolazione. Fanno parte di questa categoria le valvole a
saracinesca che sono più comunemente chiamate saracinesche. Sono realizzate in ghisa o in acciaio e sono dotate di un apparato
otturatore movimentato da un albero a vite. Possono essere del tipo a corpo piatto, ovale e cilindrico.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.03.01.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta


Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le valvole devono garantire la tenuta ad una pressione d’acqua interna uguale al maggiore dei due valori: la pressione di prova
ammissibile (PPA) o 1,5 volte la pressione di esercizio ammissibile (PEA).
Prestazioni:
Le valvole ed i relativi accessori oltre a garantire la tenuta alla pressione interna devono garantire la tenuta all’entrata dall’esterno di
aria, acqua e ogni corpo estraneo.
Livello minimo della prestazione:
Per verificare questo requisito una valvola (montata in opera) viene sottoposta a prova con pressione d’acqua secondo quanto
indicato dalla norma UNI EN 1074 o ad una prova con pressione d’aria a 6 bar. Al termine della prova non deve esserci alcuna
perdita rilevabile visibilmente.
Riferimenti normativi:
UNI EN 1074-1; UNI EN 1213; UNI EN 1487.

01.03.01.R02 Resistenza a manovre e sforzi d'uso


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le valvole a saracinesca devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad
operazioni di manovra o di utilizzo.
Prestazioni:
Sotto l’azione di sollecitazioni derivanti da manovre e sforzi d’uso, le valvole ed i relativi dispositivi di tenuta devono conservare
inalterate le caratteristiche funzionali assicurando comunque i livelli prestazionali di specifica.
Livello minimo della prestazione:
Il diametro del volantino e la pressione massima differenziale (alla quale può essere manovrata la valvola a saracinesca senza
by-pass) sono quelli indicati nel punto 5.1 della norma UNI EN 1074.
Riferimenti normativi:
UNI EN 1074-1; UNI EN 1213; UNI EN 1487.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.03.01.A01 Difetti di serraggio

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Manuale di Manutenzione

Difetti di serraggio dei bulloni della camera a stoppa o dei bulloni del premistoppa che causano perdite di pressione del fluido.

01.03.01.A02 Difetti di tenuta


Difetti di tenuta delle guarnizioni del premistoppa o della camera a stoppa che provocano perdite di fluido.

01.03.01.A03 Difetti del volantino


Difetti di funzionamento del volantino di manovra dovuti a mancanza di lubrificante (oli, grassi, ecc.).

01.03.01.A04 Incrostazioni
Depositi di materiale di varia natura (polveri, grassi, terreno) che provoca malfunzionamenti degli organi di manovra delle
saracinesche.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.03.01.C01 Controllo premistoppa


Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Registrazione
Effettuare una verifica della funzionalità del premistoppa accertando la tenuta delle guarnizioni. Eseguire una registrazione dei
bulloni di serraggio del premistoppa e della camera a stoppa.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della tenuta.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di tenuta; 2) Difetti di serraggio.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.03.01.C02 Controllo volantino


Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Verifica
Verificare la funzionalità del volantino effettuando una serie di manovre di apertura e chiusura.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza a manovre e sforzi d'uso.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti del volantino; 2) Difetti di tenuta; 3) Incrostazioni.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.03.01.I01 Disincrostazione volantino


Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire una disincrostazione del volantino con prodotti sgrassanti per ripristinare la funzionalità del volantino stesso.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.03.01.I02 Registrazione premistoppa


Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire una registrazione del premistoppa serrando i dadi e le guarnizioni per evitare fuoriuscite di fluido.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Manuale di Manutenzione

01.03.01.I03 Sostituzione valvole


Cadenza: quando occorre
Effettuare la sostituzione delle valvole quando deteriorate con valvole dello stesso tipo ed idonee alle pressioni previste per il
funzionamento.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Valvole a saracinesca (saracinesche) - Controlli in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
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Valvole a saracinesca (saracinesche) - Interventi in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.03.02


Valvole antiritorno
Unità Tecnologica: 01.03
Impianto distribuzione acqua recuperata

Le valvole antiritorno (dette anche di ritegno o unidirezionali) sono delle valvole che consentono il deflusso in un solo senso; nel
caso in cui il flusso dovesse invertirsi le valvole si chiudono automaticamente. Esistono vari tipi di valvole: "a clapet", "a molla",
"Venturi" o di tipo verticale (per tubazioni in cui il flusso è diretto verso l'alto).

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.03.02.R01 Resistenza a manovre e sforzi d'uso


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le valvole antiritorno devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad
operazioni di manovra o di utilizzo.
Prestazioni:
Sotto l’azione di sollecitazioni derivanti da manovre e sforzi d’uso, le valvole ed i relativi dispositivi di tenuta devono conservare
inalterate le caratteristiche funzionali assicurando comunque i livelli prestazionali di specifica.
Livello minimo della prestazione:
Il diametro del volantino e la pressione massima differenziale (alla quale può essere manovrata la valvola a saracinesca senza
by-pass) sono quelli indicati nel punto 5.1 della norma UNI EN 1074.
Riferimenti normativi:
UNI EN 1074-1; UNI EN 1213; UNI EN 1487.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.03.02.A01 Difetti della cerniera


Difetti di funzionamento della cerniera che provoca malfunzionamenti alla valvola.

01.03.02.A02 Difetti di tenuta


Difetti di tenuta delle guarnizioni che provocano perdite di fluido.

01.03.02.A03 Difetti delle molle


Difetti di funzionamento delle molle che regolano le valvole.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.03.02.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni anno
Tipologia: Ispezione a vista

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Manuale di Manutenzione

Eseguire un controllo generale delle valvole verificando il buon funzionamento delle guarnizioni, delle cerniere e delle molle.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza a manovre e sforzi d'uso.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di tenuta; 2) Difetti della cerniera; 3) Difetti delle molle.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.03.02.I01 Lubrificazione valvole


Cadenza: ogni 5 anni
Effettuare lo smontaggio delle valvole ed eseguire una lubrificazione delle cerniere e delle molle che regolano le valvole.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.03.02.I02 Sostituzione valvole


Cadenza: ogni 30 anni
Sostituire le valvole quando non più rispondenti alle normative.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Valvole antiritorno - Controlli in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
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Valvole antiritorno - Interventi in 6 mesi

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22 settimane
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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Unità Tecnologica: 01.04


Irrigazione Aree a verde
Il sistema di irrigazione dell’area in progetto è stata pensata suddivisa in due principali cate-gorie:
- Irrigazione con ala gocciolante: permette di irrigare esclusivamente alberi e arbusti tramite una tubazione forata posata
attorno al fusto dell’albero fuori terra o nei pressi dell’area oc-cupata da arbusti.
- Irrigazione con irrigatori dinamici: permette di irrigare le aree di prato tramite irrigatori pop up con raggio di azione da 5
o 10 metri in base all’area interessata.
Entrambi i sistemi utilizzano l’acqua raccolta nel serbatoio da interro di tipo strutturato da 250mc in cui vengono recapitate le
portate della rete di smaltimento acque bianche del parco, per poi distribuirla ai vari settori gestiti da un sistema automatizzato di
elettrovalvole che ge-stisce l’accensione a settori dell’impianto.
A monte del serbatoio è stato posizionato un pozzetto con doppio setto e sfioro in vasca che impedisca a sabbie o altri materiali di
entrare in vasca dato che potrebbero danneggiare il si-stema di irrigazione.
L’impianto dovrà erogare 1.5 l/s tramite una tubazione ad anello in polietilene ad alta densità DE 75mm collegato con l’impianto di
sollevamento della vasca di raccolta acque. Tramite pezzi speciali a T si diramano i settori .previsti con tubazioni in PEad DE50, la
cui apertura è governata dalle elettrovalvole a membrana con comando elettrico in 24 V (come mostrato da-gli elaborati grafici).
E’ stato previsto il sezionamento dell’impianto in settori tramite valvole ad azionamento ma-nuale.
In corrispondenza delle aree con finitura in terra è stato previsto la predisposizione, tramite elettrovalvola in pozzetto, per una futuro
eventuale incremento dell’impianto di irrigazione.

L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:


° 01.04.01 Elettrovalvole
° 01.04.02 Irrigatori dinamici
° 01.04.03 Programmatori elettronici
° 01.04.04 Rubinetti
° 01.04.05 Tubi in polietilene

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Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.04.01


Elettrovalvole
Unità Tecnologica: 01.04
Irrigazione Aree a verde

Le elettrovalvole in linea sono generalmente realizzate in nylon e vetroresina per offrire una migliore resistenza alla corrosione e per
prevenire perdite e rotture. Sono dotate di un solenoide (dotato di pistoncino e molla in acciaio inossidabile per prevenire la
corrosione) e di un dispositivo di apertura manuale interna per mantenere asciutto il corpo delle valvole.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.04.01.R01 Resistenza agli agenti aggressivi chimici


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi dell'impianto di irrigazione devono conservare inalterate le proprie caratteristiche chimico fisiche sotto l'azione di
agenti aggressivi chimici.
Prestazioni:
I materiali e i componenti delle elettrovalvole devono conservare inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche sotto l'azione di
agenti aggressivi chimici che potrebbero svilupparsi durante il funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
Per la valutazione della resistenza agli agenti chimici presenti nell’aria si fa riferimento ai metodi di prova indicati dalle norme UNI.
Riferimenti normativi:
UNI EN 12325-1/2/3.

01.04.01.R02 Resistenza al gelo


Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti le elettrovalvole devono essere realizzati con materiali in grado di non subire disgregazioni o dissoluzioni
per effetto del ghiaccio.
Prestazioni:
La tenuta ad eventuali infiltrazioni di acqua o di neve deve essere garantita in condizioni di pressione e temperatura corrispondenti a
quelle massime o minime esercizio.
Livello minimo della prestazione:
Per verificare la tenuta ad infiltrazioni di acqua gli elementi dell'impianto vengono sottoposti a prove di verifica con le modalità
indicate dalla norma UNI di settore. Al termine della prova si deve verificare l'assenza di difetti o segni di cedimento.
Riferimenti normativi:
UNI EN 12325-1/2/3.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.04.01.A01 Anomalie delle molle


Difetti di funzionamento della molla che regola il pistone del solenoide.

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Manuale di Manutenzione

01.04.01.A02 Corrosione
Fenomeni di corrosione delle parti metalliche degli irrigatori.

01.04.01.A03 Difetti dei filtri


Difetti di funzionamento dei filtri di protezione dell'elettrovalvole.

01.04.01.A04 Difetti regolatore di flusso


Difetti di funzionamento del regolatore di flusso dell'elettrovalvole.

01.04.01.A05 Difetti delle valvole


Difetti di funzionamento delle valvole antiritorno per cui si verificano perdite di fluido.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.01.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni mese
Tipologia: Aggiornamento
Eseguire un controllo generale delle valvole verificando il buon funzionamento delle guarnizioni, delle cerniere e delle molle.
• Anomalie riscontrabili: 1) Corrosione; 2) Anomalie delle molle; 3) Difetti delle valvole.
• Ditte specializzate: Giardiniere.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.01.I01 Lubrificazione valvole


Cadenza: ogni anno
Effettuare lo smontaggio della valvole ed eseguire una lubrificazione delle cerniere e delle molle che regolano le valvole.
• Ditte specializzate: Giardiniere.

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Controllo gener...

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Elettrovalvole - Controlli in 6 mesi

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Elettrovalvole - Interventi in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.04.02


Irrigatori dinamici
Unità Tecnologica: 01.04
Irrigazione Aree a verde

Gli irrigatori sono dei dispositivi dell'impianto di irrigazione che consentono di innaffiare le aree a verde. Tali dispositivi sono detti
dinamici poiché consentono l'innaffiamento in più direzioni; possono essere di vario tipo quali a martelletto entro terra e fuori terra, a
pistone, a turbina. Generalmente sono dotati di valvola di drenaggio per consentire lo svuotamento dell'impianto al termine di ogni
ciclo irriguo.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.04.02.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi


Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli irrigatori devono essere in grado di garantire durante il funzionamento la portata e la pressione richiesti dall'impianto.
Prestazioni:
Le prestazioni e quindi la portata esse devono essere verificate in sede di collaudo e successivamente con ispezioni volte alla verifica
di detti valori.
Livello minimo della prestazione:
I valori della portata variano in funzione del diametro delle tubazioni e degli ugelli degli irrigatori.
Riferimenti normativi:
UNI EN 12325-1/2/3.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.04.02.A01 Anomalie delle guarnizioni


Difetti di tenuta delle guarnizioni per cui si verificano perdite di fluido.

01.04.02.A02 Anomalie delle molle


Difetti di funzionamento delle molle di rientro degli irrigatori.

01.04.02.A03 Anomalie delle viti rompigetto


Anomalie di funzionamento della vite che consente di frazionare il getto dell'acqua.

01.04.02.A04 Corrosione
Fenomeni di corrosione delle parti metalliche degli irrigatori.

01.04.02.A05 Difetti dei filtri


Difetti di funzionamento dei filtri degli irrigatori a pistone.

01.04.02.A06 Difetti di connessione

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Manuale di Manutenzione

Difetti di connessione degli ugelli e delle tubazioni di adduzione.

01.04.02.A07 Difetti delle frizioni


Difetti di funzionamento delle frizioni di orientamento del getto.

01.04.02.A08 Difetti delle valvole


Difetti di funzionamento delle valvole antiritorno per cui si verificano perdite di fluido.

01.04.02.A09 Ostruzioni
Ostruzioni degli ugelli dei diffusori dovuti a polvere, terreno, sabbia, ecc.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.02.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni mese
Tipologia: Aggiornamento
Verificare la corretta posizione degli irrigatori controllando che non vi siano ostacoli che impediscono il getto dell'acqua. Verificare
la tenuta delle valvole e la funzionalità delle molle e delle viti rompigetto.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Ostruzioni; 2) Difetti di connessione; 3) Anomalie delle molle; 4) Anomalie delle guarnizioni; 5) Difetti
delle frizioni; 6) Difetti delle valvole.
• Ditte specializzate: Giardiniere.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.02.I01 Pulizia
Cadenza: ogni mese
Eseguire la pulizia degli irrigatori da tutti i materiali di risulta che impediscono il regolatore getto dell'acqua.
• Ditte specializzate: Giardiniere.

01.04.02.I02 Sostituzione irrigatori


Cadenza: ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione degli irrigatori con altri dello stesso tipo e modello.
• Ditte specializzate: Giardiniere.

01.04.02.I03 Sostituzione viti


Cadenza: quando occorre
Sostituire le viti rompigetto quando usurate.
• Ditte specializzate: Giardiniere.

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.04.03


Programmatori elettronici
Unità Tecnologica: 01.04
Irrigazione Aree a verde

I programmatori elettronici consentono di realizzare l'innaffiamento delle aiuole, dei prati o in genere di spazi verdi. Tali dispositivi
consentono di distribuire l'acqua a tutti gli irrigatori ad essi collegati. Generalmente i programmatori sono alimentati da una tensione
a 220 V e con una tensione di uscita di 24V che consente di impostare il tempo di irrigazione che può variare da settore a settore
essendo gestiti da un software specifico.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.04.03.R01 Isolamento elettrico


Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
I programmatori devono essere in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza perdere le proprie caratteristiche.
Prestazioni:
E' opportuno che gli elementi costituenti i programmatori siano realizzati e posti in opera secondo quanto indicato dalle norme e
come certificato dalle ditte costruttrici di detti materiali e componenti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Riferimenti normativi:
CEI EN 60598-1; CEI EN 60598-2-22; CEI 64-7.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.04.03.A01 Anomalie della batteria


Difetti di funzionamento della batteria ausiliaria dei programmatori.

01.04.03.A02 Anomalie del software


Difetti di funzionamento del software di gestione dei programmi di innaffiamento.

01.04.03.A03 Anomalie del trasformatore


Difetti di funzionamento dei trasformatori.

01.04.03.A04 Difetti agli interruttori


Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni o alla
presenza di umidità ambientale o di condensa.

01.04.03.A05 Surriscaldamento
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Può essere dovuto a ossidazione delle masse metalliche.

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Manuale di Manutenzione

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.03.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni mese
Tipologia: Controllo a vista
Controllo dello stato generale e dell'integrità con particolare attenzione allo stato degli interblocchi elettrici con prova delle manovre
di apertura e chiusura. Verificare che il software sia rispondente alle esigenze progettuali effettuando una serie di apertura e chiusura
dei dispositivi.
• Requisiti da verificare: 1) Isolamento elettrico.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie del trasformatore; 2) Difetti agli interruttori.
• Ditte specializzate: Elettricista.

01.04.03.C02 Verifica interruttori


Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare l'efficienza degli interruttori.
• Requisiti da verificare: 1) Isolamento elettrico.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti agli interruttori.
• Ditte specializzate: Elettricista, Giardiniere.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.03.I01 Lubrificazione ingranaggi e contatti


Cadenza: ogni 2 mesi
Lubrificare con vaselina pura i contatti, le pinze e le lame dei sezionatori di linea, gli interruttori di manovra, i sezionatori di messa a
terra.
• Ditte specializzate: Elettricista.

01.04.03.I02 Registrazione
Cadenza: quando occorre
Eseguire un aggiornamento del software di gestione del programmatore.
• Ditte specializzate: Elettricista.

01.04.03.I03 Ricarica batteria


Cadenza: quando occorre
Effettuare la ricarica della batteria di alimentazione secondaria.
• Ditte specializzate: Elettricista.

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.04.04


Rubinetti
Unità Tecnologica: 01.04
Irrigazione Aree a verde

Hanno la funzione di intercettare e di erogare i fluidi all'esterno dell'impianto. Possono essere: ad alimentazione singola; ad
alimentazione con gruppo miscelatore; ad alimentazione con miscelatore termostatico. Il materiale più adoperato è l'acciaio rivestito
con nichel e cromo o smalto. Per la scelta della rubinetteria sanitaria è importante considerare: il livello sonoro, la resistenza
meccanica a fatica dell'organo di manovra, la resistenza meccanica a fatica dei deviatori e la resistenza all'usura meccanica delle
bocche orientabili.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.04.04.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi


Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I rubinetti devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi.
Prestazioni:
I rubinetti devono assicurare, anche nelle più gravose condizioni di esercizio, una portata d’acqua non inferiore a quella di progetto.
Livello minimo della prestazione:
Il dimensionamento delle reti di distribuzione dell’acqua può essere verificato mediante l’individuazione della portata massima
contemporanea utilizzando il metodo delle unità di carico (UC).
Riferimenti normativi:
UNI 4542; UNI 4543-1/2; UNI 8195; UNI 8196; UNI 8349; UNI 9182; UNI EN 200; UNI EN 246; UNI EN 248; UNI EN
274-1/2/3; UNI EN 816; UNI EN 817; UNI EN 1112; UNI EN 1113; UNI EN 14527.

01.04.04.R02 (Attitudine al) controllo della tenuta


Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I rubinetti devono essere in grado di garantire la tenuta del fluido evitando perdite.
Prestazioni:
Tutti gli elementi del rubinetto (dispositivo di chiusura, corpo, accoppiamento vitone-corpo, accoppiamento bocca-corpo) devono
garantire la tenuta idraulica.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i valori specifici indicati dalla norma per i vari componenti i rubinetti.
Riferimenti normativi:
UNI 4542; UNI 4543-1/2; UNI 8195; UNI 8196; UNI 8349; UNI 9182; UNI EN 200; UNI EN 246; UNI EN 248; UNI EN
274-1/2/3; UNI EN 816; UNI EN 817; UNI EN 1112; UNI EN 1113; UNI EN 14527.

01.04.04.R03 Resistenza a manovre e sforzi d'uso


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
La rubinetteria deve essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di
manovra o di utilizzo.
Prestazioni:

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Manuale di Manutenzione

Sotto l’azione di sollecitazioni derivanti da manovre e sforzi d’uso, i rubinetti devono conservare inalterate le caratteristiche
funzionali e di finitura superficiale assicurando comunque i livelli prestazionali di specifica.
Livello minimo della prestazione:
I rubinetti di erogazione possono essere sottoposti a cicli di apertura/chiusura, realizzati secondo le modalità indicate dalle norme
controllando al termine di tali prove il mantenimento dei livelli prestazionali richiesti dalla normativa. La pressione esercitata per
azionare i rubinetti di erogazione e le valvole non deve superare i 10 Nm.
Riferimenti normativi:
UNI 4542; UNI 4543-1/2; UNI 8195; UNI 8196; UNI 8349; UNI 9182; UNI EN 200; UNI EN 246; UNI EN 248; UNI EN
274-1/2/3; UNI EN 816; UNI EN 817; UNI EN 1112; UNI EN 1113; UNI EN 14527.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.04.04.A01 Alterazione del rivestimento


Alterazione dello strato di rivestimento dovuta a urti o manovre violente.

01.04.04.A02 Corrosione
Corrosione delle tubazioni di adduzione con evidenti segni di decadimento delle stesse evidenziato dal cambio di colore e presenza
di ruggine in prossimità delle corrosioni.

01.04.04.A03 Difetti ai raccordi o alle connessioni


Perdite del fluido in prossimità di raccordi dovute a errori o sconnessioni delle giunzioni.

01.04.04.A04 Difetti alle valvole


Difetti di funzionamento delle valvole dovuti ad errori di posa in opera o al cattivo dimensionamento delle stesse.

01.04.04.A05 Difetti ai filtri


Difetti di funzionamento dei filtri dovuti ad accumulo di materiale.

01.04.04.A06 Incrostazioni
Accumuli di materiale di deposito all'interno delle tubazioni ed in prossimità dei filtri che causano perdite o rotture delle tubazioni.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.04.C01 Verifica rubinetti


Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Verifica e sistemazione dell'insieme dei rubinetti.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza a manovre e sforzi d'uso; 2) (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti ai raccordi o alle connessioni; 2) Alterazione del rivestimento; 3) Incrostazioni.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

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Manuale di Manutenzione

01.04.04.I01 Ingrassaggio rubinetti


Cadenza: ogni anno
Eseguire un ingrassaggio dei rubinetti incrostati.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.04.04.I02 Rimozione calcare


Cadenza: ogni 6 mesi
Rimozione di eventuale calcare con l'utilizzo di prodotti chimici.
• Ditte specializzate: Idraulico.

01.04.04.I03 Sostituzione guarnizioni


Cadenza: quando occorre
Effettuare la sostituzione delle guarnizioni quando si verificano evidenti perdite di fluido.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.04.05


Tubi in polietilene
Unità Tecnologica: 01.04
Irrigazione Aree a verde

I tubi in polietilene ad alta densità (comunemente identificati con la sigla PEAD) sono ottenuti mescolando polimeri di etilene. I
materiali ottenuti da tale processo sono classificati in due categorie a seconda della resistenza alla pressione interna in PE A e PE B.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.04.05.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta


Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni ed i raccordi tra valvole e tubi e tra tubi e tubi devono essere in grado di resistere alle pressioni di esercizio.
Prestazioni:
Spezzoni di tubo e relativi giunti vengono sottoposti a prove per verificare la tenuta dei giunti e dei tubi stessi con le modalità ed i
tempi indicati dalla norma UNI.
Livello minimo della prestazione:
I campioni vengono riempiti di acqua ad una pressione massima di 0,05 MPa e ad una temperatura di 20 °C per i tubi della serie 303
e con acqua ad una pressione pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio per i tubi della serie 312. Si deve verificare la assenza di
perdite.
Riferimenti normativi:
D.M. Sanità 21.3.1973; C.M. Sanità 2.12.1978, n. 102; UNI EN 12201-1/2/3/4/5.

01.04.05.R02 Regolarità delle finiture


Classe di Requisiti: Adattabilità delle finiture
Classe di Esigenza: Fruibilità
Le tubazioni devono presentare superficie esterna ed interna e sezione prive di difetti.
Prestazioni:
I materiali e componenti utilizzati per la preparazione di tubi in PE non devono presentare anomalie. In particolare si deve verificare
che per la superficie esterna/interna non vi siano ondulazioni e striature o altri eventuali difetti; per la sezione si deve verificare
l'assenza di bolle o cavità.
Livello minimo della prestazione:
I campioni di tubazione vengono sottoposti ad un esame a vista per accertarne l'idoneità. Le tolleranze ammesse sono 5 mm per le
lunghezze, 0,05 mm per le dimensioni dei diametri e 0,01 mm per le dimensioni degli spessori.
La rettilineità delle tubazioni viene accertata adagiando la tubazione su una superficie piana in assenza di sollecitazione. Deve essere
accertata la freccia massima che si verifica.
Riferimenti normativi:
D.M. Sanità 21.3.1973; D.M. Sanità 24.9.1996, n. 572; D.M. Sanità 4.8.1999, n. 322; D.M. Sanità 17.12.1999, n. 538; D.M. Sanità
1.12.2000, n. 411; D.M. Sanità 28.3.2003, n. 123; C.M. Sanità 2.12.1978, n. 102; UNI EN 12201-1/2/3/4/5.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.04.05.A01 Alterazioni cromatiche

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Manuale di Manutenzione

Presenza di macchie con conseguente variazione della tonalità dei colori e scomparsa del colore originario.

01.04.05.A02 Deformazione
Cambiamento della forma iniziale con imbarcamento degli elementi e relativa irregolarità della sovrapposizione degli stessi.

01.04.05.A03 Difetti ai raccordi o alle connessioni


Perdite del fluido in prossimità di raccordi dovute a errori o sconnessioni delle giunzioni.

01.04.05.A04 Errori di pendenza


Errore nel calcolo della pendenza che causa un riflusso delle acque con conseguente ristagno delle stesse.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.05.C01 Controllo generale tubazioni


Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
-tenuta delle congiunzioni a flangia; -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità de sostegni dei tubi;
-presenza di acqua di condensa; -coibentazione dei tubi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Alterazioni cromatiche; 2) Difetti ai raccordi o alle connessioni; 3) Errori di pendenza; 4)
Deformazione.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.04.05.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Tubi in polietilene - Interventi in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Unità Tecnologica: 01.05


Opere di ingegneria naturalistica
L’ingegneria naturalistica si applica per attenuare i danni creati dal dissesto idrogeologico; in particolare essa adopera le piante vive,
abbinate ad altri materiali quali il legno, la pietra, la terra, ecc., per operazioni di consolidamento e interventi antierosivi, per la
riproduzione di ecosistemi simili ai naturali e per l’incremento della biodiversità.
I campi di intervento sono:
- consolidamento dei versanti e delle frane;
- recupero di aree degradate;
- attenuazione degli impatti causati da opere di ingegneria: barriere antirumore e visive, filtri per le polveri, ecc.;
- inserimento ambientale delle infrastrutture.
Le finalità degli interventi sono: tecnico-funzionali, naturalistiche, estetiche e paesaggistiche e economiche. Per realizzare un
intervento di ingegneria naturalistica occorre realizzare un attento studio bibliografico, geologico, geomorfologico, podologico,
floristico e vegetazionale per scegliere le specie e le tipologie vegetazionali d’intervento. Alla fase di studio e di indagine deve
seguire l’individuazione dei criteri progettuali, la definizione delle tipologie di ingegneria naturalistica e la lista delle specie
flogistiche da utilizzare.

REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)

01.05.R01 Resistenza alla trazione


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi utilizzati per realizzare opere di ingegneria naturalistica devono garantire resistenza ad eventuali fenomeni di trazione.
Prestazioni:
Le opere devono essere realizzate con materiali idonei a resistere a fenomeni di trazione che potrebbero verificarsi durante il ciclo di
vita.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere garantiti i valori previsti in sede di progetto.
Riferimenti normativi:
Legge 23.3.2001, n. 93; D.P.G.R. Campania 22.7.2002, n. 574.

L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:


° 01.05.01 Trincee drenanti

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Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.05.01


Trincee drenanti
Unità Tecnologica: 01.05
Opere di ingegneria naturalistica

La trincea è caratterizzata da n.2 tubazioni micro fessurate di diametro 300 mm che collettano l’acqua all’interno di una matrice
ghiaiosa aventi le seguenti dimensioni: altezza = 2 m; lar-ghezza = 8 m; lunghezza = 20 m.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.05.01.A01 Deformazioni
Deformazioni della struttura per cui si verificano difetti di tenuta delle trincee.

01.05.01.A02 Eccessiva vegetazione


Eccessiva presenza di vegetazione che non favorisce il deflusso delle acque.

01.05.01.A03 Intasamenti
Depositi di acque dovuti al cattivo funzionamento del drenaggio inferiore.

01.05.01.A04 Ostruzioni
deposito di materiale alluvionale che impedisce il normale funzionamento del drenaggio.

01.05.01.A05 Scalzamento
Fenomeni di smottamenti che causano lo scalzamento delle trincee.

01.05.01.A06 Sottoerosione
Fenomeni di erosione dovuti a mancanza di terreno sulle verghe.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.05.01.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione
Controllare la funzionalità della trincea verificando che non ci siano materiali che impediscono il normale deflusso delle acque.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza alla trazione.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deformazioni; 2) Eccessiva vegetazione; 3) Scalzamento; 4) Sottoerosione; 5) Intasamenti.
• Ditte specializzate: Giardiniere, Specializzati vari.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

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Manuale di Manutenzione

01.05.01.I01 Diradamento
Cadenza: ogni anno
Eseguire il diradamento delle piante infestanti.
• Ditte specializzate: Giardiniere, Specializzati vari.

01.05.01.I02 Rifacimento drenaggio


Cadenza: quando occorre
Eseguire il rifacimento dello strato drenante superficiale.
• Ditte specializzate: Giardiniere.

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Trincee drenanti - Controlli in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
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quando occorre

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Trincee drenanti - Interventi in 6 mesi

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5 mesi
21 settimane
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Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Unità Tecnologica: 01.06


Impianto fognario e di depurazione
L'impianto fognario è l'insieme degli elementi tecnici aventi la funzione di allontanare e convogliare le acque reflue (acque bianche,
nere, meteoriche) verso l'impianto di depurazione.

L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:


° 01.06.01 Vasche di pioggia

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Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.06.01


Vasche di pioggia
Unità Tecnologica: 01.06
Impianto fognario e di depurazione

Le vasche di pioggia possono essere considerate un tipo particolare di vasche di equalizzazione e omogeneizzazione. Infatti nella
prassi comune le reti fognarie sono di tipo misto ovvero agli impianti di depurazione arrivano insieme alle acque nere anche acque di
origine meteoriche. Queste ultime, soprattutto quelle di prima pioggia, possono contenere una notevole quantità di sostanze
inquinanti prelevate da strade e piazzali che vengono così immesse nelle reti fognarie.
Per ridurre tale inconveniente vengono utilizzate apposite vasche di accumulo e di equalizzazione dette vasche di pioggia nelle quali
far stazionare le acque che poi vengono inviate al trattamento successivo.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.06.01.A01 Corti circuiti


Difetti di funzionamento del compressore d'aria e delle turbine causati da corti circuiti.

01.06.01.A02 Depositi di sabbia


Accumulo eccessivo di sabbia sul fondo e sulle pareti delle vasche.

01.06.01.A03 Odori sgradevoli


Odori sgradevoli accompagnati da gas letali o esplosivi e aggressioni chimiche rischiose per la salute delle persone.

01.06.01.A04 Setticità delle acque


Alterazione eccessiva del valore del Ph della acque per cui si verificano cattivi odori.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.06.01.C01 Controllo generale


Cadenza: ogni settimana
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare se nelle vasche siano presenti eventuali sedimenti di materiale di risulta e verificare che non siano ostruiti i dispositivi di
regolazione del flusso.
• Anomalie riscontrabili: 1) Setticità delle acque; 2) Odori sgradevoli.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

01.06.01.C02 Controllo parti meccaniche


Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione
Effettuare un controllo del compressore d'aria e delle turbine verificando che le parti siano ben serrate tra di loro e che il rumore
prodotto non sia eccessivo, sintomo di anomalie.
• Anomalie riscontrabili: 1) Corti circuiti.

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Manuale di Manutenzione

• Ditte specializzate: Specializzati vari.

01.06.01.C03 Controllo setticità acque


Cadenza: ogni mese
Tipologia: TEST - Controlli con apparecchiature
Verificare che le caratteristiche principali dell'acqua siano entro i parametri di progetto; eseguire dei prelievi di campioni da
analizzare in laboratorio.
• Anomalie riscontrabili: 1) Setticità delle acque; 2) Odori sgradevoli.
• Ditte specializzate: Specializzati vari, Analisti di laboratorio.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.06.01.I01 Controllo tensione motori


Cadenza: quando occorre
Eseguire in controllo della potenza assorbita dal compressore d'aria e dalle turbine; i valori registrati devono essere annotati sui fogli
di marcia dell'impianto.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

01.06.01.I02 Pulizia
Cadenza: ogni mese
Eseguire la pulizia delle pareti e del fondo delle vasche dai depositi di sabbia presenti.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.

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Controllo setti...
Controllo parti...
Controllo gener...

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Vasche di pioggia - Controlli in 6 mesi

4 mesi
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Manuale di Manutenzione
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Controllo tensi...

Pulizia

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quando occorre

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Vasche di pioggia - Interventi in 6 mesi

4 mesi
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6 mesi
Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

Unità Tecnologica: 01.07


Impianto acquedotto
Gli acquedotti consentono la captazione, il trasporto, l'accumulo e la distribuzione dell'acqua destinata a soddisfare i bisogni vari
quali pubblici, privati, industriali, ecc.. La captazione dell'acqua varia a seconda della sorgente dell'acqua (sotterranea di sorgente o
di falda, acque superficiali) ed il trasporto avviene, generalmente, con condotte in pressione alle quali sono allacciate le varie utenze.
A seconda del tipo di utenza gli acquedotti si distinguono in civili, industriali, rurali e possono essere dotati di componenti che
consentono la potabilizzazione dell'acqua o di altri dispositivi (impianti di potabilizzazione, dissalatori, impianti di sollevamento).

L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:


° 01.07.01 Tubi in polietilene alta densità (PEAD)

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Manuale di Manutenzione

Elemento Manutenibile: 01.07.01


Tubi in polietilene alta densità (PEAD)
Unità Tecnologica: 01.07
Impianto acquedotto

I tubi in polietilene ad alta densità (comunemente identificati con la sigla PEAD) sono ottenuti mescolando polimeri di etilene. I
materiali ottenuti da tale processo sono classificati in due categorie a seconda della resistenza alla pressione interna in PE A e PE B.

REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)

01.07.01.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta


Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni ed i raccordi tra valvole e tubi e tra tubi e tubi devono essere in grado di resistere alle pressioni di esercizio.
Prestazioni:
Spezzoni di tubo e relativi giunti vengono sottoposti a prove per verificare la tenuta dei giunti e dei tubi stessi con le modalità ed i
tempi indicati dalla norma UNI specifica.
Livello minimo della prestazione:
I campioni vengono riempiti di acqua ad una pressione massima di 0,05 MPa e ad una temperatura di 20 °C per i tubi della serie 303
e con acqua ad una pressione pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio per i tubi della serie 312. Si deve verificare la assenza di
perdite.
Riferimenti normativi:
UNI EN 12201-1.

01.07.01.R02 Regolarità delle finiture


Classe di Requisiti: Adattabilità delle finiture
Classe di Esigenza: Fruibilità
Le tubazioni devono presentare superficie esterna ed interna e sezione prive di difetti.
Prestazioni:
I materiali e componenti utilizzati per la preparazione di tubi in PE non devono presentare anomalie. In particolare si deve verificare
che per la superficie esterna/interna non vi siano ondulazioni e striature o altri eventuali difetti; per la sezione si deve verificare
l'assenza di bolle o cavità.
Livello minimo della prestazione:
I campioni di tubazione vengono sottoposti ad un esame a vista per accertarne l'idoneità. Le tolleranze ammesse sono:
- 5 mm per le lunghezze;
- 0,05 mm per le dimensioni dei diametri;
- 0,01 mm per le dimensioni degli spessori.
La rettilineità delle tubazioni viene accertata adagiando la tubazione su una superficie piana in assenza di sollecitazione. Deve essere
accertata la freccia massima che si verifica.
Riferimenti normativi:
UNI EN 12201-1.

01.07.01.R03 Resistenza meccanica


Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza

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Manuale di Manutenzione

Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di
deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Prestazioni:
Le tubazioni e gli elementi accessori devono essere idonei ad assicurare stabilità e resistenza all’azione di sollecitazioni meccaniche
in modo da garantirne durata e funzionalità nel tempo, senza pregiudicare la sicurezza degli utenti. Pertanto gli elementi devono
essere sottoposti a prove di verifica quali resistenza a trazione, a schiacciamento e a curvatura.
Livello minimo della prestazione:
La prova per determinare la resistenza alla pressione interna avviene utilizzando un dispositivo che consente di raggiungere la
pressione interna alla temperatura prescritta per la prova (variabile in funzione del diametro e degli spessori). Deve essere rilevata
per ogni provino se la rottura si è verificata prima del tempo stabilito. Per la validità della prova non devono verificarsi rotture.
Riferimenti normativi:
UNI EN 12201-1.

ANOMALIE RISCONTRABILI

01.07.01.A01 Alterazioni cromatiche


Presenza di macchie con conseguente variazione della tonalità dei colori e scomparsa del colore originario.

01.07.01.A02 Deformazione
Cambiamento della forma iniziale con imbarcamento degli elementi e relativa irregolarità della sovrapposizione degli stessi.

01.07.01.A03 Difetti ai raccordi o alle connessioni


Perdite del fluido in prossimità di raccordi dovute a errori o sconnessioni delle giunzioni.

01.07.01.A04 Errori di pendenza


Errore nel calcolo della pendenza che causa un riflusso delle acque con conseguente ristagno delle stesse.

CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.07.01.C01 Controllo generale tubazioni


Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
- tenuta delle congiunzioni a flangia;
- giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni;
- la stabilità de sostegni dei tubi;
- presenza di acqua di condensa;
- coibentazione dei tubi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Alterazioni cromatiche; 2) Difetti ai raccordi o alle connessioni; 3) Errori di pendenza; 4)
Deformazione.
• Ditte specializzate: Idraulico.

MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO

01.07.01.I01 Pulizia

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Manuale di Manutenzione

Cadenza: ogni 6 mesi


Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto.
• Ditte specializzate: Idraulico.

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Tubi in polietilene alta densità (PEAD) - Controlli in 6 mesi

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Manuale di Manutenzione
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Pulizia

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Tubi in polietilene alta densità (PEAD) - Interventi in 6 mesi

19 settimane
5 mesi
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23 settimane
6 mesi
Manuale di Manutenzione
Manuale di Manutenzione

INDICE
01 Progetto Principale - Impianti fluidomeccanici ed affini pag. 3

01.01 Impianto di Raccolta e Smaltimento Acque Bianche 4


01.01.01 Tubazioni in polivinile non plastificato 5
01.01.02 Tubazioni in polietilene 10
01.01.03 Serbatoio di accumulo 15
01.01.04 Tombini 19
01.02 Impianto distribuzione acqua recuperata 23
01.02.01 Pompe di sollevamento per rilancio acque recuperata 24
01.03 Impianto distribuzione acqua recuperata 29
01.03.01 Valvole a saracinesca (saracinesche) 30
01.03.02 Valvole antiritorno 35
01.04 Irrigazione Aree a verde 39
01.04.01 Elettrovalvole 40
01.04.02 Irrigatori dinamici 44
01.04.03 Programmatori elettronici 48
01.04.04 Rubinetti 52
01.04.05 Tubi in polietilene 57
01.05 Opere di ingegneria naturalistica 61
01.05.01 Trincee drenanti 62
01.06 Impianto fognario e di depurazione 66
01.06.01 Vasche di pioggia 67
01.07 Impianto acquedotto 71
01.07.01 Tubi in polietilene alta densità (PEAD) 72

IL TECNICO

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