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Manuale di equitazione

Manuale di equitazione

Presentazione
Il cavallo occupa sin dalle origini della la sua possente muscolatura e renden-
civiltà un posto unico ed insostituibile do così possibile una espressione più
nella storia dell'uomo. Nel XII secolo agile dei suoi movimenti. Federico
a.C. si trova traccia della presenza di Grisone, allievo del Pignatelli scrisse il
carri trainati da cavalli usati per il tra- trattato "Gli ordini del cavalcare", testo
sporto e per il combattimento dal popo- a cui attinsero tutti i grandi maestri in
lo ittita. Lo sviluppo della cavalleria Europa quali gli italiani Fiaschi e
come arma bellica, nel contesto delle Caracciolo, i francesi Salomon de la
civiltà asiatiche che entrano in contatto Piane e Antoine de Pluvinel, l'inglese
con la cultura greca, inizialmente crea Marchese di Newcastle. Nel contesto di
fantasie popolari che si materializzano uno sviluppo culturale significativo l'e-
in rappresentazioni di figure mitologi- quitazione accademica e di ricerca trovò
che emblematiche. Successivamente terreno fertile per la sua evoluzione in
l'acquisizione di conoscenze ed espe- Francia. Con la scuola di Versallies,
rienze dirette determina la necessità di fondata nel 1680 e distrutta durante la
istituire un metodo per istruire i giova- rivoluzione del 1792, la posizione del
ni guerrieri nell'arte di cavalcare. Il trat- cavaliere in sella divenne più naturale e
tato di Senofonte è del IV° secolo a.C. e venne data grande importanza all'asset-
rappresenta il primo manuale di equita- to: infatti gli allievi dovevano montare,
zione giunto sino ai giorni nostri. Da per ben tre anni, senza staffe e speroni,
quel momento l'equitazione non ha mai alla ricerca della corretta posizione e
interrotto il suo processo evolutivo, dell'insieme. Gli scudieri di corte
arricchendosi di sempre nuove espe- Signore di Nestier, il Visconte di Abzac,
rienze derivanti da nuove osservazioni e ma soprattutto Francois Robichon de la
nuove necessità. L’introduzione della Gueriniere ebbero grande influenza sul
staffa, per esempio, nasce, quasi certa- metodo adottato a Versallies. La Scuola
mente, da esigenze di maggior stabilità di Saumur, fondata già nel 1764 ed
in sella, stabilità necessaria per facilita- ancora esistente, a differenza della
re l'uso della spada e della lancia, nel Scuola di Versallies non era un'accade-
momento in cui “gli squadroni di caval- mia, ma una scuola militare. Nell'800
leria” in battaglia si trasformano in vere essa fu terreno di scontro tra due meto-
e proprie masse d'urto. L’equitazione di, quello tutto personale ed assoluta-
medioevale rude, anche se pratica e mente innovatore di Baucher e quello
funzionale, subisce una radicale tra- tradizionale del Conte D'Aure. Tale con-
sformazione nel XV secolo ad opera del flittualità ebbe termine con l'avvento del
nobile napoletano Giovan Battista generale L’Hotte, che realizzò in modo
Pignatelli. L’impiego del capezzone e dei del tutto originale la fusione dei due
pilieri consente una più raffinata prepa- sistemi, raggiungendo la migliore sinte-
razione del cavallo, sfruttando al meglio si di come debba risultare il cavallo

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attraverso l'addestramento: calmo, in lizzato l'impiego delle tecniche del pas-


avanti, diritto. Nel 1823 Carlo Felice di sato con nuovi metodi di addestramen-
Savoia fondò a Venaria la Regia Scuola to e di allenamento. L’esempio più
Militare di Cavalleria, che in seguito fu significativo di tale condizionamento
trasferita a Pinerolo, ove venne chiama- proviene dalla storia della giovane scuo-
to a dirigerla un ex ufficiale austriaco: la Nord Americana. La storia equestre
Cesare Paderni. In quella sede matura- italiana più recente ha vissuto un pas-
rono le nuove tecniche, che costituisco- saggio traumatico dall'equitazione rigo-
no la rivoluzione del nostro secolo. rosa ed uniforme della scuola di caval-
Federico Caprilli sconvolse le basi dei leria all'equitazione civile, quest’ultima
metodi precedenti. finalizzata unicamente al traguardo
Con l'introduzione del sistema naturale, agonistico, in un ambito sportivo molto
Caprilli si riproponeva di mettere il ristretto. Una certa miopia politica nel-
cavallo nel suo atteggiamento, fissando l'individuare, nell'immediato dopo guer-
il canone fondamentale che "non deve ra, un impiego alternativo del cavallo
essere il cavallo ad adattarsi al cavalie- rispetto all'uso come mezzo di trasporto
re, ma il cavaliere al cavallo". La porta- o bellico, è alla base di scarsi investi-
ta storica di questa affermazione ha menti nell'allevamento, nonché della
condizionato in modo totale l'equitazio- scarsa attenzione da parte del mondo
ne internazionale. La scuola francese, civile per il cavallo sportivo. Un concor-
così come la scuola tedesca, che tanta so di cause, ha creato una situazione in
importanza hanno avuto nella nascita e cui l'espansione dell'equitazione, come
nell'evoluzione del Dressage moderno sport amatoriale, trovasse la struttura
dovettero confrontarsi con i nuovi prin- equestre totalmente impreparata. Agli
cipi addestrativi, che davano risultati istruttori militari, ottimi conoscitori di
sorprendenti. Da allora i grandi maestri regole, non sempre scritte, mancò un
si sono moltiplicati e nel confronto ricambio adeguato, permettendo la dif-
hanno elaborato nuove tecniche adde- fusione di criteri e metodi derivanti dal-
strative, sia nel lavoro in piano che nel- l'improvvisazione. La pratica, ed a volte
l'esercizio del salto. La letteratura eque- neppure questa, disgiunta da principi
stre ancora attuale è imponente; da teorici uniformi hanno prodotto indivi-
Bacca a Podhaìsky, da Steinbrecht a dualismi, che hanno aperto la strada
Licart. Le scuole nazionali, pur con la alle influenze più varie e nefaste, con
loro impronta, tendono sempre di più applicazione estemporanea di concetti,
ad identificarsi con una grande scuola spesso male interpretati, eterogeni e
internazionale. Il pensiero di Caprilli, confusi, derivanti dalle scuole straniere
ancora oggi, condiziona la ricerca, che di maggiore prestigio. Questo atteggia-
ha molto approfondito lo studio della mento avrebbe potuto portare ad una
meccanica del cavallo e che ha raziona- forma di colonizzazione che, in qualche

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misura, se correttamente esplicata, certamente utile e divulgativo, probabil-


avrebbe potuto dare risultati positivi, mente provvisorio, in quanto la manua-
ancorchè lontani dalla nostra tradizio- listica deve costantemente aggiornarsi
ne. Ma non è stato possibile riscontrare ed adeguarsi all'evoluzione della ricer-
effetti positivi da tali comportamenti, in ca. E' stato realizzato uno strumento
quanto, al di là di un serrato dibattito per conoscere alcuni concetti fonda-
sui principi, si è affermata la tendenza mentali, che devono essere patrimonio
ad imitare alcune tecniche, troppo di tutti i cavalieri, sia che pratichino l'e-
spesso quelle coercitive, che, avulse da quitazione a livello agonistico o per
un "sistema", sono diventate mode di diletto. Parallelamente a questo manua-
scarsa utilità e di nessun risultato con- le è stato edito anche il "Testo guida per
creto. la formazione professionale degli istrut-
Gli istruttori formati nei corsi federali tori di equitazione". Le due opere diffe-
da ottimi tecnici, eredi di una negletta renti per complessità, finalità e struttu-
scuola nazionale, sono rimasti, tra i ra, sono concepite come parte di un
pochi, in possesso di un linguaggio unico progetto. Finalmente in Italia si
equestre comune, ma la loro voce venne può parlare concretamente della ricosti-
sempre più sovrastata da una babele tuzione di una "Scuola Nazionale di
folkloristica di lingue, parlate da istrut- Equitazione". E' un obbiettivo oggi rag-
tori improvvisati, ancorchè di buona giungibile, che deve materializzarsi in
volontà, praticanti e commercianti un pensiero, in un metodo, in un lin-
estemporanei, che hanno a lungo dis- guaggio comune, per trovare successi-
sertato di sport equestre, senza parlare vamente una collocazione in uno, o più,
mai di equitazione. L’assenza di un luoghi o strutture. L’aver scritto i prin-
testo di riferimento attuale, che avesse cipi a cui si vuole fare riferimento, non-
carattere ufficiale ha contribuito a con- ché i metodi da adottare per praticarli
fondere ulteriormente principi e lin- deve considerarsi un atto indispensabi-
guaggio. Per questa ragione il Settore le per raggiungere un sistema unico e
Formazione della Federazione ha rite- condiviso.
nuto necessario aggiornare la propria
manualistica con un nuovo testo, che
ha il semplice obbiettivo di trascrivere
alcuni principi fondamentali che riguar-
dano il comportamento dell'uomo con il
cavallo. Il nuovo manuale non vuole
essere un atto di presunzione ne un
trattato di ricerca per pochi eletti o sta-
bilire concetti assiomatici, ma vuole Ing. Cesare Croce
porsi come uno strumento modesto ma Presidente Federazione Italiana Sport Equestri

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1. Conoscere il cavallo
Comportamento e Atteggiamento aggressivo

organi di senso
Capire il proprio cavallo è importantis-
simo per chi vuole vivere un'esperienza
di vita a contatto di un animale unico al
mondo. Capirlo significa conoscerne la
natura antica. Il cavallo acquisisce le
sue percezioni sensoriali, come ogni
mammifero, attraverso organi che sono
diversamente sviluppati dal nostri:
apparati più ricettivi e sensibili che
analizzano i segnali, codificandoli in un
linguaggio antico, proprio di un anima-
le di branco erbivoro, preda dei caccia-
tori, che nella fuga ha trovato il princi-
pale strumento di difesa.
Tramite l'olfatto il cavallo percepisce vedono insieme, è relativamente picco-
buona parte del mondo circostante; una lo. Le orecchie costituiscono l'organo
delle ragioni della lunghezza della testa dell'udito, le cui parti esterne sono
del cavallo è probabilmente la necessità notevolmente mobili, si muovono indi-
di ospitare una grandissima area di pendentemente e in qualsiasi direzione
mucosa olfattiva, che permetta di ana- e sono particolarmente adatte a captare
lizzare e riconoscere molti odori. i suoni. Nei cavalli le orecchie hanno
I cavalli vedono abbastanza bene, anche una funzione secondaria di
anche di notte. Il loro occhio è più gran- mezzo di comunicazione.
de di quello della balena e dell'elefante, I cavalli usano toccarsi per consolidare
l'occhio grande, con un maggiore nume- i legami tra individuo e individuo, s'in-
ro di cellule ricettive, accresce l'acutez- tuisce così quanto sia importante per il
za della vista ed il campo visivo. Una cavallo essere toccato. Il senso del tatto
caratteristica importante del cavallo è la è particolarmente importante per otte-
posizione degli occhi al lati della testa. nere informazioni sull'ambiente che cir-
Ciò significa che il cavallo ha un campo conda il cavallo, in particolare il naso e
visivo molto ampio, ma anche che il le narici sono provvisti di lunghi peli
campo visivo binoculare, ove i due occhi usati per esaminare disposizione e con-

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sistenza degli oggetti. Atteggiamento timoroso


Il cavallo è dunque un animale molto
sensibile, pronto a cogliere ogni segnale
di pericolo: nel rapporto, che l'uomo
instaura con lui, dovrà utilizzare una
comunicazione comprensibile, rassere-
nante, fatta di piccoli gesti eseguiti con
molta calma e determinazione.
Il cavallo comunica con i propri compa-
gni di branco fiutando, nitrendo, alzan-
do un anteriore, leccando o premendo
con il muso contro il corpo degli altri
cavalli o esibendosi in sgroppate e calci,
in genere a vuoto, quando un cavallo
arriccia il labbro superiore si dice fleh-
men ed è una reazione ad odori e gusti
forti come quelli che avvertono gli stal-
loni quando una femmina è in calore.
Quando le cose attorno a lui diventano
abbastanza interessanti, il cavallo si Atteggiamento attento
mette all'erta e si tiene pronto al movi-
mento, la sua difesa e la soluzione a
molti dei suoi problemi sono nella
corsa. La contrazione muscolare che ne
segue induce ad un atteggiamento
caratterizzato dal portamento alto della
testa e della coda. Gli altri cavalli che
vedono un loro compagno assumere
l'atteggiamento descritto, lo assumono
a loro volta, avvertiti di qualche fatto
che ancora non hanno percepito.
Per segnalare irritazione usano gesti
che abitualmente servono a cacciare
elementi fastidiosi dal corpo, come le
mosche. Movimenti della testa, della
coda, picchiare sul terreno con gli ante-

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riori o con i posteriori sono segnali che più grande, brucare anche 13 ore nella
denunciano in genere un leggero motivo giornata, dormire coricato, ma solo nei
di disturbo. luoghi sicuri e galoppare per sfuggire al
I cavalli sono in natura animali gregari pericolo. Per la maggior parte dei caval-
e sociali per le antiche ragioni di far li la vita è molto cambiata. I cavalli sono
fronte in gruppo ai predatori, gli stallo- una specie molto adattabile. E' dovere
ni lottano per il possesso della femmi- dell'uomo capirli per consentire loro
na. Le femmine si accoppiano nel perio- una vita serena nelle nuove condizioni
do del calore, dopo undici mesi di gravi- ambientali, ricordando che sono anima-
danza partoriscono e dopo appena mez- li sensibili che possono essere influen-
z'ora il puledro prova a mettersi in piedi zati dai suoi stati d'animo e dall'am-
per incominciare la lunga marcia alla biente.
ricerca di nuovi pascoli, e quando sarà

Lente
Area di percezione
Cornea
visiva monoculare

Asse geometrica
della lente

Iride
Area non coperta
Retina
dal campo visivo

Area di percezione
visiva binoculare

Iride
Membrana interna Pupilla

Ciglia

Limbus

Angolo nasale Congiuntiva Area di percezione


visiva monoculare

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2. Conformazione esterna e
struttura dei cavalli
Tipo dolicomorfo:
Tipi morfologici corrisponde alle seguenti caratteristi-
che: leggerezza della massa, estensione
Per tipo si intende la struttura che
e rapidità dei movimenti, eccitabilità
caratterizza il corpo degli equini.
nervosa proporzionale. Questo tipo ha
una naturale attitudine alla velocità.
La conformazione esterna del cavallo
costituisce un’importante elemento di
Tipo brachimorfo
valutazione per apprezzare o meno un
corrisponde alle seguenti caratteristi-
quadrupede, e per classificarlo in fun-
che: abbondanza e volume delle masse
zione di uno specifico servizio, lavoro o
muscolari con direzione perpendicolare
attività sportiva che sia. Le forme non
sulle leve ossee, ampiezza di corpo e di
sono che un primo elemento valutativo,
base di sostegno; ha attitudine al tiro
è necessario che le varie regioni che
veloce e pesante.
configurano la topografia esterna del
cavallo siano tra loro proporzionate con
Tipo mesomorfo:
i rapporti determinati dal tipo morfolo-
con le sue caratteristiche intermedie
gico in esame.
assomma forza e velocità e pertanto ha
attitudine ai servizi a sella e tiro.

Tipo dolicomorfo

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Tipo mesomorfo

Tipo brachimorfo

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Regione
brachiocefalica

Scapola

Garrese Regione
lombare
Dorso Groppa
Punta dell’anca

Anca
Regione
sottoioidea Natica

Punta
della spalla Coda
Coscia
Petto Addome

Braccio Regione
delle cinghie

Costato

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vedere attorno alla cornea lucida un


La testa cerchio bianco; gazzuolo, quando attra-
verso la cornea lucida si scorge la colo-
La testa deve essere proporzionata e
razione celeste chiara della faccia ante-
ben attaccata al collo; una testa troppo
riore dell'iride; vaio, quando riflette un
grossa può essere pesante ed incidere
colore grigio perla. Gli equini non respi-
sulla qualità del movimento, così anche
rano per la bocca, per cui le narici rap-
se male attaccata. Le orecchie devono
presentano le sole vie di passaggio del-
essere piccole e mobili, una bella fronte
l'aria necessaria all'organismo. Le nari-
deve essere piana e larga, gli occhi deb-
ci devono essere grandi, dotate di gran-
bono essere grandi, uguali, bene aperti.
de mobilità.
Si chiama cerchiato l'occhio che lascia

Sincipite Orecchio

Ciuffo Fossa sopra orbitali

Fronte Nuca

Tempia

Dorso del naso Occhio

Criniera
Punta del naso

Ganascia
Labbro
superiore
Gola

Doccia
giugulare
Labbro Guancia
inferiore Barbozza
Connessura labiale
Narice Mento

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privi di denti compresi tra i primi mola-


I denti ri e gli scaglioni della mascella inferiore,
sui quali appoggia l'imboccatura.
I denti sono in numero di 40 nei maschi
Lingua e palato debbono essere ben
e 36 nelle femmine di norma sprovviste
proporzionati ed in buona salute per
di canini o scaglioni. Dalla loro osserva-
evitare spiacevoli esperienze quando si
zione può essere rilevata l'età del caval-
posiziona l'imboccatura.
lo. Sono denominate barre quegli spazi
Cornetto dentario esterno

Scaglioni
Dentina
Mediani

Cemento

Cavità dentaria
Colletto

6 - 8 anni

9 - 12 anni

13 - 15 anni
Cantoni
Picozzi
Premolari
Molari 16 anni

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Eruzione dei denti da latte 4 anni

8 anni Forma rotonda


fino a 12 anni

Profilo a sesto ribassato Profilo a sesto acuto


forma triangolare forma biangolare
13 - 17 anni dopo i 20 anni

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alla testa; si dice arcuato quando pre-


Il collo senta il margine superiore convesso in
tutta la sua lunghezza; chiamasi di
La conformazione del collo è particolar-
cigno se è sottile ed arcuato; viene
mente importante; questa parte, al di
denominato rovesciato o di cervo se il
fuori della base di appoggio rappresen-
suo margine superiore è concavo, ciò
tata dagli arti, svolge la funzione di un
produce difetti nel movimento ed indu-
bilanciere da cui dipende la qualità del
ce i cavalli a porsi sopra la mano. Si
movimento. Il collo dev'essere general-
chiama colpo di accetta una depressio-
mente più lungo della testa, libero nei
ne del margine superiore del collo,
movimenti con il tronco e con la testa ed
immediatamente davanti al garrese. Il
unito armonicamente a queste due
colpo di lancia è una piccola depressio-
parti, pur rimanendone ben distinto. Il
ne che in alcuni cavalli si osserva all'u-
collo si dice dritto o piramidale se i suoi
nione del collo con le spalle. Entrambe
margini si estendono in linea retta, con-
queste caratteristiche se accentuate
vergendo l'uno verso l'altro, dal tronco
individuano un'attaccatura imperfetta.

Rapporti morfologici in un cavallo mesomorfo

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esageratamente, nei cavalli ad estensio-


Il tronco ne di contrazione. Si dice insellato se
presenta accentuata curvatura che
La spinta espressa dai posteriori si tra-
denota poca portanza e fragilità. La
smette attraverso la colonna vertebrale
regione dei lombi deve essere larga,
ed induce la massa al movimento, l'im-
breve, diritta e ben attaccata alla grop-
portanza di una buona conformazione
pa. La groppa deve essere lunga, ben
del tronco è dunque essenziale. Al gar-
muscolosa, non completamente oriz-
rese si inseriscono i muscoli per il solle-
zontale per i cavalli da sella. Se troppo
vamento del bipede anteriore e per i
obliqua è detta bassa o avvallata; è
movimenti delle spalle. ll dorso costitui-
detta doppia se le masse muscolari di
sce un ponte di congiunzione tra il
ciascun lato sono divise da un solco
treno anteriore e quello posteriore. Deve
longitudinale. Le anche debbono spor-
essere diritto e largo, corto nei cavalli
gere leggermente sulle regioni circo-
ad intensità di contrazione e negli equi-
stanti, debbono essere di uguale altezza
ni da soma, un po' più lungo, ma non
e reciprocamente lontane.

Colpo d’accetta

Cavallo insellato

Colpo di lancia

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loro, e messi in movimento dai muscoli


Arti su di essi inseriti. Gli arti anteriori ser-
vono a sostenere il centro di gravità in
Le estremità od arti sono le quattro
modo elastico ed a spingerlo in alto ed
colonne che servono al tronco quali
in avanti; gli arti posteriori coadiuvano
mezzi di sostegno e di locomozione. Per
gli anteriori nel sostegno della massa, la
convenzione l'insieme di due arti si
spingono avanti, essendo più lontani
chiama bipede, di conseguenza si pos-
dal centro di gravità, sostengono meno
sono definire sei bipedi: anteriore,
peso degli arti anteriori e sono princi-
posteriore, due laterali, due diagonali.
palmente impegnati nell'azione di spin-
Le estremità sono composte da raggi
ta.
ossei, articolati opportunamente tra di

Glomi
Lacuna mediana

Angoli
Talloni d’inflessione

Barre
Quarti
Fettone
(forchetta)
Mammelle
Suola
Pastorale
Punta Linea bianca
Glomi
Corona
Orlo coronario
Muraglia
Orlo plantare
Tallone

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Braccio Coscia

Gomito

Gamba
Avambraccio

Garretto

Carpo

Stinco

Stinco

Nodello Nodello

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Manuale di equitazione

gli appiombi.
Appiombi Per appiombi si intendono le linee diret-
trici degli arti relativamente al filo a
Perché le articolazioni, i legamenti, i
piombo ed in generale sono buoni
tendini non siano sottoposti a sforzi
quando il centro di sospensione e il cen-
eccessivi dal movimento prodotto dai
tro di appoggio dell'arto sono sulla stes-
muscoli, è necessario che il cavallo
sa verticale, in maniera che il corpo sia
abbia una morfologia proporzionata e
sostenuto e mosso nel modo più
soprattutto una buona base di appoggio
regolare.
al terreno, per questo sono importanti

Appiombi regolari

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Manuale di equitazione

Alcuni difetti

Garretti aperti Mancino Aperto dietro Cagnolo Vaccini Chiuso dietro

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Manuale di equitazione

altre, come quella dell'anca, in cui i capi


Struttura scheletrica articolari hanno rispettivamente forma
simile a segmenti di sfera cava e piena e
Il corpo del cavallo è costituito da una
la capsula articolare è ispessita, hanno
base ossea che serve per dare una
una maggior mobilità e consentono
struttura rigida: elemento portante di
anche movimenti laterali. Un altro tipo
questa struttura è la colonna vertebra-
di articolazione è quella a perno. Essa è
le. Il collo coincide con il tratto cervica-
caratterizzata dalla rotazione di un osso
le della colonna. Le vertebre toraciche
sul proprio asse longitudinale come
con le costole formano la cassa toracica,
accade tra le prime due vertebre cervi-
sostengono dunque il peso degli appa-
cali: atlante ed epistrofeo. In questo
rati e dei visceri e collegano con le altre
processo un dente si diparte dall'epi-
vertebre della colonna gli arti anteriori
strofeo e penetra nella base ad anello
con gli arti posteriori; la colonna svolge
dell'atlante cui è fissato da diversi lega-
dunque un ruolo estremamente impor-
menti. L’atlante, grazie a questo perno,
tante nel movimento.
può ruotare attorno all'articolazione,
La colonna è composta dalle 18 vertebre
realizzando il movimento oscillatorio
toraciche e le 6 lombari, le 5 sacrali fuse
laterale della testa. L’articolazione tra
insieme e le 18 coccigee. Le 7 vertebre
atlante e cranio permette il movimento
cervicali collegano testa e tronco, con-
su un unico piano per mezzo di due
sentono il movimento dell'incollatura, la
condili, protuberanze simili a ganci, e
quale svolge un ruolo fondamentale nel
consente l'oscillazione verticale della
mantenimento dell'equilibrio e nella
testa.
propulsione, come per esempio al
I dischi intervertebrali sono presenti in
galoppo, muovendosi in modo sincrono
ogni spazio fra vertebre contigue, tran-
con la contrazione e l'estensione dell'ar-
ne che nei due primi spazi interverte-
co dorsale.
brali della regione cervicale. Essi rap-
Lo scheletro è costituito da una serie di
presentano uno speciale tipo di giuntu-
ossa organizzate in un unico sistema
ra cartilaginea e uniscono tra di loro
grazie al fatto di essere in relazione
due corpi vertebrali. I dischi ricoprono
l'una con l'altra tramite delle articola-
un quarto della lunghezza della spina
zioni. Le articolazioni sono diversamen-
dorsale; ciascuno è formato da una
te costruite; nella parte inferiore degli
parte interna gelatinosa circondata da
arti, al di sotto del gomito e del ginoc-
tessuto fibroso denso che si inserisce
chio, le articolazioni fondamentali per-
saldamente sui corpi vertebrali. Questa
mettono solo movimenti di estensione o
particolare costituzione permette un
di flessione sull'asse longitudinale;

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Manuale di equitazione

Comparazione tra lo scheletro umano e quello del cavallo

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Manuale di equitazione

certo grado di movimento senza perdita


di forza, rappresentando un vero siste- Visione laterale di una porzione
di colonna tratto toracico
ma di assorbimento degli urti. La picco-
la libertà di movimento concessa alle
vertebre è di tipo angolare: flessione ed
estensione dorsoventrale, in ogni caso
limitata dai processi spinosi; flessione
ed estensione laterale, in ogni caso limi-
tata dalle apofisi trasverse delle verte-
bre lombari (sorta di ali poste lateral-
mente alla vertebra), infine il movimen-
to di tipo rotazionale. Un eccessiva
rotazione viene prevenuta grazie ad
Visione dorso frontale di una
articolazioni addizionali tra gli archi porzione di colonna tratto lombare
vertebrali (legamenti che riducono la
mobilità).
I legamenti sono specificamente addetti
alla prevenzione di eccessive o anorma-
li aperture degli angoli articolari; forma-
ti da tessuto fibroso sono uniti al perio-
stio delle ossa che collegano. Il ruolo dei
muscoli nel tenere insieme le ossa è
della massima importanza: la stabilità
di una articolazione è in gran parte
determinata dai gruppi muscolari che la
circondano. I muscoli rispetto ai lega-
menti hanno il vantaggio di poter rima-
Visione frontale di una
nere tesi durante il movimento da essi
vertebra lombare
prodotto o da essi contrastato.
La contrazione dei muscoli, grazie ai
terminali tendinei agganciati alla strut-
tura ossea determina il movimento, il
quale è limitato dal complesso legamen-
toso articolare e dalle masse muscolari
contrapposte.
Nel cavallo è presente un’importante

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Manuale di equitazione

unione tra ossa diverse, dipendente in la è infatti una combinazione dei movi-
modo assoluto dai muscoli: è quella tra menti limitati di questa articolazione, ai
arto anteriore e tronco, permessa dai ben più ampi movimenti dell'arto intero
muscoli che corrono tra omero e scapo- effettuati tramite la connessione
la e collo e torace. muscolare col tronco. Il tronco viene
Il grado di movimento apparentemente così ad essere sospeso tra due potenti
realizzato dalla articolazione della spal- cinghie muscolari.

Struttura scheletrica

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Manuale di equitazione

Le tare

I danni causati da botte, incidenti, delle tracce evidenti sugli arti e sul
difetti di appiombo, a volte lasciano corpo del cavallo, queste tracce si chia-

TERMINE CONVENZIONALE REGIONE INTERESSATA

ARREMBATURA Nodello

CAPPELLETTO Punta dei garretto

CHIOVARDO Piede

CORBA Garretto

CORONATURE Ginocchio

FORMELLE Pastoia - Corona

GIARDA Garretto

IGROMA Nodello

INCAPESTRATURE Ginocchio

LUPIA Gomito

MOLLETTE Nodello

SCHINELLA Stinco

SETOLA Zoccolo

SPAVENIO – SPARAGAGNO Garretto

VESCICONI Garretto

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Manuale di equitazione

mano tare ed ognuna, secondo la regio- diverso, colorito ed antico.


ne morfologica ove si trova, ha un nome

TERMINE SCIENTIFICO ASPETTO DELLA PARTE

Rilasciamento dei tendini estensori o lperflessione del nodello


contrattura dei flessori
Bursite del calcaneo Tumefazione

Necrosi delle cartilagini alari Tumefazione calda, poi fisto


la, poi dura
Deformazione posteriore del garretto Deformazione dura (tendinea)

Contusioni del carpo Perdita di sostanze; esito in celluli


te iperplastica
Osteoartrite della prima o seconda falange Tumefazione dura

Deformazione esterna Tumefazione dura e allungata

Bursite Tumefazione rotonda

Ferite da fune Cicatrici

Bursite olecranica Tumefazione rotonda molle

Ectasie sinoviali Tumefazioni molli

Osteoperiostite Tumefazione dura

Frattura del tessuto corneo Soluzione di continuo della parte

Osteoartrite tarsica Tumefazione puntiforme dura

Ectasie sinoviali Tumefazione molle

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Manuale di equitazione

3. Stato segnaletico
misura in centimetri da terra al garrese,
Descrizione e l'altezza distingue i cavalli dai ponies: i
riconoscimento di cavalli adulti al di sotto dell'altezza di
un cavallo cm. 150 sono denominati pony. Il caval-
lo impiegato per l'attività sportiva e
Lo stato segnaletico è la descrizione dei ludico ricreativa deve avere un docu-
caratteri esterni che servono ad identifi- mento di riconoscimento personale che
care un cavallo e a distinguerlo dagli viene rilasciato dagli enti sportivi.
altri. I caratteri esterni vengono desun-
ti dal sesso; il maschio si dirà intero o
stallone, se abilitato alla monta; la fem- Mantelli
mina si dirà femmina o fattrice, se adi-
bita alla riproduzione; castrone, il Per mantello si intende l'insieme dei peli
maschio al quale sono stati asportati i e dei crini che, nei loro diversi colori,
testicoli. Si considerano poi l'età, la sta- ricoprono il corpo degli equini; questi,
tura, il mantello, i segni particolari, con i segni particolari, sono elementi di
razza ed origine dell'animale. Deve esse- distinzione che permettono il riconosci-
re dichiarata l'altezza del cavallo che si mento e la segnalazione.

MORELLO: il fondo del mantello è di colore nero, i crini (criniera e coda) sono neri.

26
Manuale di equitazione

BAIO: si tratta di un mantello a due colori: E' caratterizzato da estremità e crini


neri. Il corpo è marrone con diverse tonalità.

SAURO: mantello di un solo colore, il corpo, le estremità, i crini sono della medesi-
ma tinta a fondo rossastro o dorato.

27
Manuale di equitazione

GRIGIO: questo mantello comporta una mescolanza di peli neri e bianchi su pelle
nera uniformemente distribuiti. Con la crescita il mantello tende a schiarirsi.

SORCINO: mantello a due colori, peli di colore plumbeo, crini neri e il corpo è gri-
gio uniforme.

28
Manuale di equitazione

UBERO: mantello a due colori in cui sono mescolati peli rossastri e peli bianchi.

FALBO O LUPINO: è costituito da un miscuglio di peli neri e gialli (rossastri) con


crini ed estremità nere.

29
Manuale di equitazione

ROANO: peli misti neri, rossi, bianchi. Crini ed estremità solitamente sfumati in
nero. Chiaro se predomina il bianco, carico se predomina il nero, vinoso se predo-
mina il rosso.

PEZZATO: il mantello è formato da pezzature colorate su fondo bianco o viceversa.


Nel primo caso il colore segue la parola pezzato (pezzato sauro, pezzato baio ecc.),
nel secondo invece la precede (sauro pezzato, baio pezzato ecc.).

30
Manuale di equitazione

MANTELLO CONIUGATO: è un mantello composto da macchie di tre colori


differenti.

ISABELLA: peli di colore giallo crema che sfumano in nero o tonalità più scura alle
estremità. Neri possono essere i crini.

31
Manuale di equitazione

CREMA: stesso mantello dell'Isabella, ma i crini sono dello stesso colore dei peli.

PALOMINO: stesso mantello dell'Isabella, ma i crini sono bianchi.

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Manuale di equitazione

APALOOSA: mantello grigio cosparso, in special modo sulla groppa, di macchie


nere e marroni.

Il cavallo BIANCO o ALBINO è total- POMELLATO è il cavallo che presenta


mente depigmentato ed ha la cute rosa. macchie rotondeggianti più chiare o più
Al nome dei mantelli si aggiungono scure del mantello stesso.
attributi che hanno lo scopo di precisa- MOSCATO è quel mantello disseminato
re meglio la tonalità dei colori; il baio di piccole macchie di peli neri.
può essere ciliegio quando la tinta è I mantelli possono essere zebrati, tigra-
poco scura e risplendente o scuro se è ti, focati secondo la disposizione di
rosso – brunastra; il grigio può essere eventuali sfumature di colore disposte
storno se predomina il nero e i peli in modo da ricordare gli animali a cui la
bianchi sono disseminati in piccoli fioc- definizione si riferisce.
chi, chiaro quando predominano i peli Contribuiscono al riconoscimento del
bianchi sui neri. cavallo: segni quali le morfee, macchie
RABICANO: si dice del mantello baio, bianche o giallicce che si trovano più
sauro o morello, quando presenta peli spesso sulle parti coperte da pelle fine
bianchi radi sparsi su tutto il corpo o dei mantelli scuri, la riga dorsale che è
parte di esso. una striscia molto scura che percorre la
ZAINO: si dice del cavallo totalmente schiena dal garrese alla coda, i segni
privo di peli bianchi. accidentali ed ovviamente i marchi.

33
Manuale di equitazione

Segni particolari
I segni particolari vengono riportati per Remolini
iscritto e sul grafico del documento che
identifica il cavallo in corrispondenza
della loro posizione anatomica.
REMOLINI: sono cambiamenti di dire-
zione del pelo e possono essere di diver-
se forme, semplici, spigati, spigati
sinuosi. I segni bianchi possono essere
regolari o irregolari; possono essere
mescolati ai peli del mantello, in parte o
sull'orlo.
STELLA: macchia bianca più o meno
grande, di varia forma e posizione (anu-
Stella
lare, a mezza luna, prolungata ecc.)
LISTA: striscia di peli bianchi che scen-
de dalla fronte lungo il naso fino alle
nari, a seconda delle dimensioni assu-
me varie definizioni (traccia di lista,
mascherino, lista interrotta ecc.).
BEVENTE IN BIANCO: dicesi del caval-
lo che ha le labbra bianche, può essere
bevente da ambo le parti, di sopra, di
sotto, completamente o in parte.
LISCIO: è una macchia rosea coperta
da fine peluria che generalmente ha
sede sul naso e sulle labbra, può essere
unita o no alla lista.
BALZANA: è una macchia bianca sugli
arti che partendo dalla corona si esten-
Lista
de, più o meno, verso l'alto. Secondo l'e-
stensione prende diversi nomi (traccia
di balzana, piccola, calzata, alto calzata
ecc.)

34
Manuale di equitazione

Bevente in bianco Liscio

Traccia di balzana Balzana Balzana Balzana


calzata alto calzata

35
Manuale di equitazione

4. Igiene e profilassi
ampiezza o l'accorgimento di avere una
La scuderia lettiera alta ai lati o una parete su cui
possano fare presa, evita questo perico-
Spesso il cavallo è costretto a passare
loso inconveniente. Le "bacinelle", ero-
lunghe ore della sua giornata chiuso in
gatori automatici dell'acqua, debbono
una scuderia; il box in cui vive è quindi
essere poste ad una altezza conveniente
un luogo molto importante e deve avere
a cui il cavallo arrivi facilmente, ma non
caratteristiche di sicurezza e di grade-
troppo basse e possibilmente vicine ad
volezza. Innanzi tutto lo spazio, quanto
un angolo in modo che non siano d'in-
più è grande, tanto è meglio, in ogni
tralcio qualora il cavallo si rotolasse
caso non dovrebbe avere misure inferio-
coricandosi. Così anche la mangiatoia è
ri ai 3 metri per 3 metri, preferibilmen-
bene che sia in angolo, costruita senza
te metri 3,50 per metri 3,50. Alcuni
spigoli vivi e bassa perché il cavallo
cavalli, specie i più giovani che hanno
possa mantenere la posizione naturale
poca dimestichezza con questa loro
con cui mangia, senza che il cibo si
innaturale casa, quando si coricano,
sporchi. Poco funzionale è la greppia
vanno ad assumere posizioni che ren-
che pone il cavallo in una condizione
dono loro difficile rialzarsi ostacolati
contraria ad ogni ginnastica, egli si
dalle pareti del box, una maggior
trova costretto ad inarcare la schiena

36
Manuale di equitazione

per un periodo relativamente lungo. sono tra i più vari si va dalla paglia ai
Vero è che ci sono cavalli disordinati trucioli di legno, alla lolla di riso sino
che calpestano il fieno spargendolo per alla carta di giornale opportunamente
tutta la lettiera sprecandone quindi lavorata, ogni materiale ha i suoi van-
parecchio. In questo caso si potrà prov- taggi e i suoi inconvenienti e richiede
vedere ad appendere una rete, che con- un trattamento diverso. In ogni caso la
senta al cavallo di mangiare senza alza- lettiera deve essere morbida, asciutta,
re la testa evitando nel contempo lo quanto più possibile pulita e non deve
spreco. La rete può diventare anche un costringere il cavallo in stazione a posi-
gioco che lo aiuta a passare il tempo in zioni innaturali, la qual cosa accade
scuderia. Va da se che bacinelle e man- quando la lettiera non è in piano.
giatoie debbono essere tenute pulite. E' Periodicamente deve essere intieramen-
importante che il box non sia un luogo te rimossa e la pavimentazione, come
polveroso perché la polvere respirata a anche le pareti devono essere disinfet-
lungo potrebbe provocare disturbi alle tate, così come devono essere frequen-
vie respiratorie o evidenziare fenomeni temente disinfettati i corridoi. Bisogna
allergici, quindi deve essere un luogo ricordarsi che la gran parte delle malat-
aerato con soffitti alti, in cui, però, tie del piede derivano dalla scarsa igie-
siano evitate correnti d'aria che vanno a ne della scuderia.
colpire il cavallo con il rischio di procu- I cavalli possono essere scuderizzati
rare qualche bronchite. anche in poste della lunghezza di 3
La vera nemica del cavallo atleta è la metri e della larghezza non inferiore ad
noia. Per questa ragione, quelle scude- un metro e settanta centimetri. Tale
rie costruite in modo che i cavalli si scuderizzazione riduce considerevol-
possano vedere tra loro e possano guar- mente le possibilità di movimento del
dare all'esterno, sono le migliori. In ogni cavallo e impone alcune norme di sicu-
caso è bene che le porte se non sono rezza per permettere al cavallo di cori-
provviste di una grata superiore siano carsi. Lo costringe ad avere sempre una
ragionevolmente alte di modo che il capezza a cui è agganciata una longia
cavallo non possa appoggiarsi con il passante per un anello, al cui altro capo
petto contro di esse procurandosi abra- è posto un contrappeso che, a fine
sioni. Vi sono comunque numerosi corsa, fa da fermo essendo di dimensio-
espedienti per distrarre un cavallo ni maggiori dell'anello. La praticità di
annoiato o affetto da vizi quali il “ballo questo tipo di ricovero va tutta a scapi-
dell'orso” o il ticchio di appoggio, ma il to della comodità e del benessere del
rimedio migliore resta il movimento. cavallo.
I materiali impiegati per fare le lettiere

37
Manuale di equitazione

contiene mediamente 15 litri circa, pic-


L’alimentazione colo, quindi, rispetto alla mole dell’ani-
male; deve riempirsi e svuotarsi prima
Così come il cavallo si è adattato ad una
che la razione sia completamente con-
vita in scuderia molto diversa da quella
sumata. Lo stomaco congiunge l'esofago
in branco nelle grandi praterie, così
all'intestino tenue che è in comunica-
anche si è adattato ad un regime ali-
zione con due grandi ghiandole: il fega-
mentare molto diverso da quello natu-
to e il pancreas. Al tenue fa seguito l'in-
rale.
testino grasso suddiviso in cieco, colon
Apparentemente migliore perché più
e retto. Il cieco, molto sviluppato, è
ricco, ma proprio per questa ragione, se
importante perché assolve la funzione
non opportunamente regolato, più peri-
di riserva per l'alimento liquido di cui il
coloso.
cavallo ha molto bisogno. Riflettendo
La prima cosa da tenere in considera-
sulla descrizione dell'apparato digesti-
zione è il rapporto tra cibo carburante,
vo, risulta evidente che la quantità gior-
il valore energetico, la quantità degli ali-
naliera di cibo necessaria va distribuita
menti, e il consumo, ovvero, lo sforzo
nel numero più alto di razioni possibile
atletico a cui il cavallo è sottoposto.
compatibilmente con l'organizzazione
Altrettanto importante è l'ovvio rappor-
della scuderia e tenendo conto che il
to tra quantità di cibo e peso del caval-
primo processo digestivo occupa alme-
lo. La scelta degli alimenti e come dis-
no 90 minuti nei quali è bene che il
tribuirli nell'arco della giornata deve
cavallo non sia sottoposto a sforzi che
tenere conto di come il cavallo digerisce.
ridurrebbero l’afflusso di sangue neces-
L’apparato digerente del cavallo è simi-
sario al processo digestivo.
le a quello di molti mammiferi tra cui
Gli alimenti che di norma vengono som-
l'uomo, ma ha delle importanti partico-
ministrati ai cavalli sono molti; la ricer-
larità che dipendono dalla sua natura
ca alimentare ha portato a comporre
di erbivoro che si procaccia il cibo man-
mangimi con le più varie specie di
giando, per lungo tempo, modeste
cereali ed erbe. La composizione di que-
quantità di vegetali umidi e ricchi di
sti pratici mangimi deve essere attenta-
fibra.
mente esaminata da personale compe-
Annesse alla bocca vi sono delle ghian-
tente perché sia ben inserita nella dieta
dole salivari che, per mezzo degli enzi-
specifica che ogni singolo cavallo
mi, danno luogo ad un primo processo
dovrebbe avere. Al solo scopo di dare
digestivo. Dalla faringe comincia un
alcune indicazioni generali e quindi
canale cilindrico che si chiama esofago
generiche, si può dire che un cavallo di
e che raggiunge lo stomaco. Lo stomaco

38
Manuale di equitazione

Intestino tenue
Intestino crasso

Esofago

Stomaco

Retto

Avena sativa

39
Manuale di equitazione

circa cinque quintali in medio lavoro facilita lo svuotamento degli intestini.


può essere mantenuto con circa cinque Un pastone periodico, favorisce i pro-
chilogrammi di cereali (orzo e avena per cessi digestivi, ma la composizione del
esempio) e otto chilogrammi di fieno al pastone, come la periodicità della som-
giorno. L'orzo, come anche l'avena, pos- ministrazione, debbono essere regolate
sono essere somministrati sotto forma da personale esperto onde evitare turbe
di granella, schiacciati oppure fioccati. intestinali. Integrare l'alimentazione
In granella non si hanno perdite di secca con carote e bietole è per il caval-
sostanza come può avvenire nella lo piacevole e lo induce a mangiare con
schiacciatura o nella fioccatura, per più appetito. Diverso è il passaggio da
contro, parte della granella non masti- un regime secco ad un regime verde,
cata può essere ritrovata intiera, quindi dove il mangime è costituito dalle erbe
non digerita, nelle feci. Frumento, gra- fresche dei prati. Il passaggio da un
noturco pur essendo cereali ad alto regime all'altro deve essere effettuato
potere nutritivo sono poco consigliati gradatamente per evitare disturbi inte-
nell'alimentazione di base del cavallo stinali.
perché poco digeribili, possono invece L’acqua è in assoluto il più importante
costituire una integrazione energetica degli alimenti, bisogna evitare che sia
in ragione del lavoro del cavallo. Anche troppo fredda e che abbia impurità, la
gli oli vegetali trovano impiego per soluzione più pratica per la sua sommi-
aumentare i grassi nell'alimentazione nistrazione è l'abbeveratoio automatico.
del cavallo. Il fieno deve essere poco pol- Dovendo praticare l'abbeverata a mano
veroso, non vi debbono essere muffe e è bene che sia somministrata frequen-
deve provenire da prati non inquinati. temente nella giornata, prima del cibo
Vi sono una grande quantità di grami- perché non interferisca con la digestio-
nacee e leguminose che vengono fatte ne, garantendo a seconda del clima 20
essiccare e diventano fieno e che hanno 30 litri di acqua. In ogni caso bisogna
caratteristiche molto diverse. In genera- evitare che il cavallo beva acqua fredda
le si può dire che sono da preferire fieni dopo il lavoro, quando è ancora accal-
di primo taglio, quello che usualmente dato.
viene tagliato ed essicato nel mese di Nel provvedere all'alimentazione del
maggio e per questo si chiama maggen- cavallo si deve ricordare di non far mai
go, è tra i più ricchi di sali minerali e di mancare dei sali, sarà il cavallo stesso a
fibra. La crusca se associata a semi regolare l'assunzione di questi in base
franti, cotti in acqua abbondante, in alle sue necessità.
modiche quantità, è giovevole perché

40
Manuale di equitazione

E' anche un buon modo per fare cono-


Il governo della scenza perché il cavallo si abitui all'o-
mano dore e alla mano dell'uomo. Gli arti, il
muso e alcune parti delicate, vanno
spazzolate con attenzione, collo, dorso,
E' necessario provvedere alla pulizia del groppa e costato possono essere mas-
corpo del cavallo. In natura i cavalli si saggiati dalla striglia e dalla brusca. I
rotolano, si grattano, si mordono tra piedi vanno puliti prima e dopo il lavoro
loro. Il massaggio effettuato dalla bru- in modo che non rimangano incastrati
sca e dalla striglia, oltre che soddisfare tra forchetta e lacuna sassi o altro che
esigenze di igene e pulizia, può essere possa danneggiare la suola e per rimuo-
piacevole per il cavallo ed è sicuramen- vere feci e urine che compressi per
te stimolante per la muscolatura. lungo tempo nella forchetta possono

Brusca Spazzola Striglia

Spugna Grasso per i piedi

Strofinaccio Nettapiedi Pettini

41
Manuale di equitazione

provocare la marciscenza del fettone. Come intrecciare la criniera


Per conservare l'umidità della muraglia
e quindi mantenere elastico lo zoccolo,
bisogna periodicamente ingrassarlo.
La coda deve essere frequentemente
lavata e spazzolata il meno possibile e
con molta delicatezza perché non si
strappi, la criniera va tenuta sfoltita
perché non dia noia alle redini e perché
possa essere intrecciata agevolmente.
Un panno servirà per la finitura della
pulizia ed una spugna per le parti più
delicate da lavare.
A volte si rende necessario un vero e
proprio massaggio che può essere prati-
cato con paglia oppure con un panno di
lana o semplicemente con pressioni
esercitate dalla mano nel senso del
pelo. Nei massaggi possono essere
impiegati olii e alcol canforato.
Il massaggio agevola la circolazione
periferica del sangue e contribuisce a
rilassare i muscoli irrigiditi dalla fatica;
i massaggi praticati strofinando, favori-
scono l'arresto della traspirazione cuta-
nea e favoriscono il recupero della tem-
peratura corporea dopo lunghe esposi-
zioni al freddo, alla pioggia o alla neb-
bia.
Nel periodo invernale è opportuno ripa-
rare i cavalli con coperte che li proteg-
gono dai rigori del freddo e dell'umidità;
debbono essere coperti quei cavalli che
sono stati sottoposti a tosatura.
La tosatura parziale o completa del
lungo pelo invernale viene praticata nel-
l'autunno (ottobre o novembre, secondo

42
Manuale di equitazione

i climi), allo scopo di evitare che i caval- Come intrecciare la coda


li in lavoro sudino abbondantemente
senza che si possano asciugare prima di
un raffreddamento periferico.
Docce e bagni nella stagione estiva favo-
riscono il processo di termoregolazione
e sono un pratico modo per garantire la
pulizia del mantello, non è sempre age-
vole asciugare i cavalli, conviene far
cadere, con una stecca, l'acqua rimasta
aderente al corpo e metterli in movi-
mento.
La toilette degli equini, che è praticata
per valorizzare la struttura morfologica
del cavallo, deve tenere in considerazio-
ne le necessità igieniche; nel tagliare i
peli superflui per poter meglio intreccia-
re o per meglio far risaltare una parte
del cavallo bisogna tenere presenti le
funzioni protettive che i peli e i crini
esercitano sulle regioni che ricoprono. Il
ciuffo non deve essere esageratamente
accorciato, i peli che sporgono dalla
conca auricolare debbono essere solo
ragguagliati, i crini della coda potranno
essere accorciati fino all'altezza della
punta del garretto, i peli della parte
posteriore del pastorale potranno esse-
re accorciati in quei soggetti che li
hanno tanto lunghi da impedire la puli-
zia della regione in ogni caso non si
devono togliere i peli che proteggono la
corona e si deve lasciare un piccolo
ciuffo sopra lo sperone. Tutti gli attrez-
zi impiegati per il governo debbono
essere periodicamente disinfettati.

43
Manuale di equitazione

dimento è elemento indispensabile per


Avvicinare i cavalli istituire un corretto rapporto che condi-
zionerà tutta la pratica dell'equitazione.
Il cavallo non è aggressivo nei confronti
dell'uomo, se a volte si mostra tale è
perché ha subito maltrattamenti o per-
ché di indole paurosa. Rispettare alcu-
Prevenzione dentale
ne regole di sicurezza e creare un clima
Il periodico esame dei denti è importan-
di fiducia reciproca, sono i due presup-
te perché si possono verificare dei con-
posti per poter avvicinare un cavallo
sumi irregolari nei molari che procura-
piacevolmente. Lasciare il tempo al
no fastidiose punte, queste, con l'anda-
cavallo di capire con chi ha a che fare è
re del tempo, possono creare gravi pro-
una buona norma; lasciare che esso
blemi alla masticazione e quindi alla
annusi l'odore dell'uomo, che veda chi
digestione; non solo, fiaccando la parte
gli si avvicina, che non debba temere
interna delle guance, possono dare seri
azioni brusche improvvise provenienti
fastidi da cui dipendono certi atteggia-
dall'alto od esitazioni che possono esse-
menti di insofferenza all'imboccatura.
re fraintese, che non debba patire soffe-
Un controllo semestrale della dentizione
renze o costrizioni immotivate.
effettuato dal veterinario consentirà, in
L’atteggiamento da assumere con un
caso di necessità, di pareggiare le
cavallo deve essere appreso con una
punte e scalzare il tartaro mantenendo
lunga pratica in scuderia sotto la guida
efficiente tutto l'apparato digestivo.
attenta di un istruttore, e il suo appren-

Boccia
contrappeso

Nodo di
sicurezza
Alcuni modi per
legare un cavallo

44
Manuale di equitazione

somministrato annualmente, la prima


Vermifugo vaccinazione deve essere richiamata
dopo un mese. In caso di ferita di una
La somministrazione del vermifugo si
certa gravità, somministrare subito
rende necessaria per prevenire e com-
anche il siero e tenere ben disinfettata e
battere l'infestazione di piccoli vermi
ossigenata la ferita.
parassiti presenti negli alimenti vegeta-
li, specie nei pascoli ove la popolazione
di questi parassiti è costantemente
aumentata dalle feci che contengono
Antinfluenzale
uova e larve. Interrompere questo ciclo
Anche per combattere le forme più peri-
è molto difficile, pertanto i vermi vanno
colose di virus influenzali vi sono trat-
costantemente combattuti.
tamenti che prevedono la somministra-
Il vermifugo deve essere somministrato
zione di vaccini con cadenza periodica
periodicamente alternando le marche
annuale.
dei prodotti onde evitare la capacità di
E’ spesso necessario un richiamo seme-
assuefazione del parassita. I rischi che
strale ed in numerosi casi sono associa-
l'infestazione si propaghi al fegato e alle
ti al vaccino antitetanico cosicché si
vie respiratorie sono da prevenire con
possa eseguire una sola somministra-
attenzione, perché ciò può procurare
zione per entrambi i vaccini.
danni irreparabili alla salute del caval-
lo.

Prevenzione
Antitetanica delle malattie
Il bacillo del tetano è presente nelle feci infettive
del cavallo, le sue spore sono resisten-
tissime, ma si riproducono solo in Allo scopo di evitare il propagarsi di
assenza di ossigeno, diventa molto peri- malattie infettive riconosciute presenti
coloso quando, in contatto con una feri- sul territorio nazionale, ci sono norme
ta, trova le condizioni per moltiplicarsi. di polizia veterinaria che obbligano a
Esso produce una potentissima tossina sottoporre i cavalli che si spostano ad
che si propaga per via nervosa e può accertamenti sulla loro condizione di
portare alla morte. salute. Queste norme possono variare è
La scoperta del vaccino ha reso il teta- quindi bene chiedere al veterinario cosa
no una intossicazione rara. Il vaccino va è necessario fare.

45
Manuale di equitazione

La ferratura
Punta Mammella
La ferratura non è certo indispensabile
per il cavallo che vive nella natura, ma
diventa molto importante per il cavallo
sportivo. Essa costituisce una protezio- Quarti
ne per il piede impegnato su terreni
vari, aumenta la presa a terra per
mezzo dell'utilizzo dei ramponi, consen-
te, con il pareggio (taglio dell'unghia), di
correggere eventuali vizi di appiombo o
di andatura. La scelta della ferratura e
più ancora il pareggio costituiscono un
Tallone
momento determinante per il corretto
impiego atletico del cavallo. La ferratu-
ra può essere effettuata a freddo, in tal
caso il maniscalco adatta il ferro al
piede del cavallo dopo aver effettuato il Ferro anteriore
pareggio. Nella ferratura a caldo il ferro
viene provato ancora caldo sullo zocco-
lo, in modo da far combaciare bene il
ferro all'unghia. Con tale sistema la fer-
ratura riesce più solida e le pressioni si
distribuiscono più uniformemente, ma
bisogna prestare attenzione che nel
corso della ferratura non si provochino
scottature e infiammazioni al vivo del
piede. La ferratura può correggere difet-
ti di proporzione del piede, difetti di
forma, difetti dell’unghia. Il maniscalco
agirà adeguando il pareggio e modellan-
do la forma del ferro così da favorire
una crescita dell’unghia che riduca il
difetto. Un piede troppo piccolo che
tende ad incastellarsi richiede dei ferri a
sedile largo, i talloni non debbono esse-
Ferro posteriore

46
Manuale di equitazione

re pareggiati ed il fettone deve essere


risparmiato; un piede piatto esige il
Testa
rispetto della suola e ferri coperti e sva-
sati. Un unghia molle richiede al mani-
scalco molta attenzione nel pareggio
della suola, al contrario con un unghia Colletto
secca è preferibile applicare un ferro
con poche stampe così da evitare il
rischio di scheggiature in prossimità dei
chiodi. In talune patologie, che hanno Lama
effetto deformante sul piede, un’oppor-
tuna ferratura può alleviare il dolore
provocato.
Tutte le ferrature che in qualche modo
modificano l’assetto del piede sono
chiamate correttive. Punta
Vi è una vasta letteratura ed una ancor
più vasta tradizione orale circa le ferra-
ture correttive, ma in ultima analisi è Chiodo per ferrare
solo l'ingegno, l'esperienza e la creativi-
tà del maniscalco, associati alla diagno-
si veterinaria, che consente di eseguire
una proficua ferratura correttiva.
Mediamente si rinnova ogni quaranta
giorni, ma è bene considerare che i
tempi di crescita e le esigenze di pareg-
gio variano da cavallo a cavallo. In caso
di modesto consumo del ferro possono
essere effettuate delle rimesse, in tale
caso il ferro viene riutilizzato dopo aver
eseguito il pareggio.
Sebbene il ferro sia il materiale ancora
più diffuso per forgiare ferri da cavallo,
sono attualmente impiegati anche
materiali alternativi quali l'alluminio ed Barretta
alcune resine.
Stampe

47
Manuale di equitazione

pulsazioni cardiache si tratta di un'e-


Patologie morragia arteriosa, molto grave, se pos-
sibile è bene apporre un laccio emosta-
Laddove insorgono vere e proprie pato-
tico a monte della ferita. Anche le pato-
logie è indispensabile il ricorso al vete-
logie dell'apparato digerente richiedono
rinario, ogni intervento praticato senza
un pronto intervento veterinario; se in
osservazione medica può trasformarsi
stato di colica, sono accompagnate da
in danno.
forti dolori che il cavallo manifesta
L’osservazione del cavallo segnalerà in
raspando il terreno, guardandosi il fian-
modo inequivocabile la presenza di un
co, coricandosi, comprimendo l'addo-
malessere o di una disfunzione, sarà
me. Il cavallo deve essere messo imme-
compito del medico veterinario stabilir-
diatamente a digiuno, bisogna evitare
ne la prognosi e la terapia.
movimenti convulsi, specie se è corica-
Le principali patologie a carico dell'ap-
to, in tal caso meglio tenerlo in movi-
parato locomotore si evidenziano con
mento, non deve prendere freddo e pos-
zoppie e o gonfiori localizzati, spesso in
sono essere somministrati antispastici
corrispondenza della parte lesa, il ripo-
o antidolorifici solo su indicazione del
so, eventuali sciacqui qualora si sia in
veterinario.
grado di localizzare la parte lesa, sono le
I segnali che identificano una disfunzio-
cosa da fare in attesa del veterinario,
ne all'apparato respiratorio possono
l'applicazione di pomate o di fasce di
essere la tosse, la perdita di muco nasa-
scuderia sarà autorizzata successiva-
le o la dispnea respiratoria, evitare pol-
mente.
veri e sbalzi termici e attendere l'arrivo
Una zoppia indica generalmente la pre-
del veterinario.
senza di un dolore, ma vi possono esse-
L’esame quotidiano della cute permette
re zoppie di origine meccanica in cui è
di intervenire per tempo in molte malat-
presente una rigidità articolare o una
tie della pelle, ed in molte affezioni di
contrattura che non necessariamente si
tipo allergico, che si manifestano con
associano ad una sensazione dolorosa;
eruzioni cutanee.
la diagnosi di una zoppia richiede una
All’apparire di ponfi, vescicole, escre-
grande esperienza.
scenze di natura sospetta è bene con-
Le ferite con perdita emorragica richie-
sultare il veterinario; micosi e tricofitosi
dono l'immediato intervento del veteri-
sono contagiose.
nario, nel frattempo si potrà sciacquare
Così anche l’attenta osservazione del
la ferita con acqua fredda, disinfettare e
piede permette di intervenire per tempo
tamponare la ferita. Se l'emorragia si
in casi di marciscenza, di setole e tarli.
presenta a flotti ritmici concordi alle

48
Manuale di equitazione

Fasciatura di scuderia

Imbottitura morbida
e compatta
(cotone garzato)

49
Manuale di equitazione

5. Il funzionamento della
“macchina” animale
so nervoso che dal cervello attraverso
Il movimento un intricato sistema di nervi stimola i
tessuti i quali reagiscono diversamente
Il movimento è indispensabile alla vita,
in base alla natura dello stimolo, alla
è necessario per compiere tutte quelle
loro struttura e a condizione di un
operazioni (procacciarsi cibo, fuggire ai
opportuno apporto energetico, garantito
pericoli ecc.), che, in ultima analisi ser-
dall’apparato cardiocircolatorio; questi
vono a conservare e riprodurre la spe-
tessuti fibrosi sono i muscoli, gli artefi-
cie. Nello sport il movimento è finalizza-
ci del movimento.
to ad un risultato atletico. Il modo
Il muscolo lavora contraendosi; in modo
migliore per ottenere il risultato atletico
isometrico quando non modifica la sua
è quello di utilizzare i movimenti natu-
lunghezza, in modo concentrico quando
rali, potenziarli e condizionarli all'esi-
si accorcia, in modo eccentrico quando
genza atletica.
si allunga. Si hanno delle contrazioni
Quello che crea il movimento è l'impul-
isometriche quando il cavallo deve

Esempio di leva articolare

Forza
Forza
Fulcro
Fulcro

Peso Peso

50
Manuale di equitazione

mantenere una posizione o quando citata tra il fulcro e il peso da sollevare.


resiste a una trazione con l'articolazio- Nel primo caso (gomito o garretto) sono
ne fissa; concentriche quando si attiva necessarie potenti masse muscolari che
una leva per modificare una posizione; producono movimenti ampi e veloci, nel
eccentriche quando le contrazioni si secondo caso (avambraccio, tibia) sforzo
oppongono ad una forza contraria. E’ e velocità sono minori. I muscoli inter-
tipica l'azione della muscolatura del- vengono nelle varie fasi del movimento
l'anteriore quando un cavallo si riceve in accordo tra loro esercitando contra-
dopo un salto; il muscolo tende ad zioni isometriche, concentriche ed
allungarsi perché così controlla la eccentriche. Nell'agire le fasce muscola-
discesa del nodello. ri incontrano fasce muscolari antagoni-
Il movimento nasce da giochi di leve: vi ste che dosano e regolano il movimento.
sono leve, in cui il fulcro è tra forza e Nella complessità del movimento le
peso ed altre in cui la forza viene eser- fasce muscolari operano insieme.

valori elevati

43 C°

Ipertermia

38 38
37,5 C° 38 C°
valori di norma a riposo
37,5 37,5
Ipotermia

35 C°

INNALZAMENTO
DELLA TEMPERATURA

51
Manuale di equitazione

breve, pur sempre allenabile e con


Sistemi energetici accumulo di fatica e scorie di più diffi-
cile smaltimento (acido lattico). Gli ali-
L'apporto energetico, necessario al fun-
menti vengono trasformati attraverso
zionamento degli apparati, al manteni-
elaborati processi chimici in energia,
mento della struttura corporea ed al
questa trasformazione produce calore,
movimento viene dato dagli alimenti
prova è che la temperatura, prelevata al
scomposti e sintetizzati in forma di zuc-
retto di un cavallo adulto sano e in ripo-
cheri (derivati dagli amidi) e di proteine.
so misura in media 37°- 38°, ma se il
Il processo chimico che trasforma gli
cavallo è malato o se lavora intensa-
alimenti in energia disponibile (ATP:
mente, la sua temperatura aumenta.
adenosinitrifosfato) può avvenire in pre-
senza di ossigeno oppure in sua assen-
za, in tal caso nella produzione di ATP,
vengono prodotte anche sostanze resi-
duali da smaltire. Esistono quindi
La respirazione
diversi sistemi di produzione di energia:
Un importante carburante per la mac-
prima quello anaerobico (senza bisogno
china animale è l'ossigeno contenuto
di ossigeno) alattacido (senza produzio-
nell'aria, indispensabile per produrre
ne di scorie = acido lattico); è un siste-
energia nel sistema aerobico. Attraverso
ma che permette sforzi limitati per
le cavità nasali, la laringe, la trachea, i
breve periodo. Se lo sforzo dura nel
bronchi e i polmoni, avviene la respira-
tempo interviene il sistema aerobico (in
zione. Il cavallo inspirando trattiene
presenza di ossigeno) che può durare
ossigeno ed espirando getta fuori le sco-
un tempo notevolmente lungo purchè
rie: un cavallo adulto in condizioni di
l’intensità dello sforzo sia tale da per-
riposo compie in un minuto da 9 a 13
mettere agli apparati respiratorio e car-
atti respiratori, ma sotto sforzo questi
diocircolatorio di fornire quantità di
aumentano notevolmente per soddisfa-
ossigeno sufficienti alla produzione di
re esigenze di carburante maggiori. I
ATP. Tale sistema produce scorie pulite
visceri dell'addome sono sospesi nella
(acqua e anidride carbonica). Se la
volta addominale per mezzo di propri
richiesta energetica è molto elevata, in
legamenti, nel movimento del galoppo
misura tale che il sistema aerobico non
questi oscillano per effetto dell'inerzia e
è più in grado di soddisfare il fabbiso-
del movimento stesso. Si spostano
gno, entra in funzione il sistema anae-
avanti per l'abbassamento anteriore
robico lattacido, che genera una notevo-
dell'asse longitudinale favorendo l'espi-
le quantità di energia, ma per un tempo

52
Manuale di equitazione

razione, ciò associato alla compressione Ne consegue che al galoppo il respiro è


delle scapole che si verifica alla battuta sincrono all'andatura e permette un
dell'anteriore sul terreno e alla chiama- risparmio energetico in una situazione
ta del posteriore sotto la massa che di grande consumo. Tale risparmio
riduce lo spazio polmonare. Con la dis- cessa ogni qualvolta cambia il ritmo del
tensione del posteriore che spinge inco- galoppo, perché il pistone viscerale che
mincia la fase di inspirazione. I visceri si muove per inerzia ha bisogno di adat-
costituiscono così un pistone che alleg- tare il suo ritmo, e questo richiede un
gerisce il lavoro del diaframma che, di certo tempo. Cessa anche in relazione al
norma, per decomprimere il polmone, grado di pendenza del terreno per effet-
deve spostare una massa che pesa più to della forza di gravità che impedisce il
di un quintale. moto inerziale.

Espirazione Inspirazione

L’effetto del pendolo viscerale


è annullato nelle salite e nelle discese

53
Manuale di equitazione

gettata sarà di circa 40 litri; la richiesta


Apparato di un maggiore trasporto di sangue
cardiocircolatorio viene soddisfatta con l'aumento di fre-
quenza delle pulsazioni che possono
L'elemento che si occupa di portare a arrivare a 200 - 240 battiti al minuto ed
tutti i tessuti, a tutte le parti del corpo i un aumento della quantità di sangue
carburanti indispensabili è il sangue il pompata per ogni contrazione che può
quale è pompato dal cuore. Le pulsazio- aumentare dai 15 ai 40 litri.
ni aumentano in ragione del bisogno di Oltre i 220 - 240 battiti, il cuore non fa
carburante, così un cavallo a riposo ha in tempo a riempirsi a sufficienza e ad
circa 35 - 40 battiti al minuto, in condi- espellere il sangue in esso contenuto, il
zioni di attività e di malattia il numero rendimento della pompa cala notevol-
delle pulsazioni aumenta. Se il cavallo mente e si vengono a creare situazioni
pompa un litro scarso per contrazione di grave pericolo.
in condizione di riposo, sotto sforzo la

30 battiti

Pulsazioni di un cavallo
40 LITRI MINUTO a riposo
(30 - 35 battiti/minuto)

240 battiti
Aumento massimo della
frequenza delle pulsazioni
in condizioni di sforzo
300 LITRI MINUTO estremo
(240 battiti/minuto)

Oltre i 240 battiti la pompa


(cuore) non riesce a
riempirsi, quindi non
manda in circolo una
quantità di sangue
sufficiente

54
Manuale di equitazione

sarà programmare un intervento di


L’allenamento e addestramento ed allenamento del
l’addestramento cavallo. Più un muscolo è esercitato,
più le sue fibre aumentano in forza e in
Scopo dell'allenamento è quello di met- dimensione. Al contrario, se usato poco,
tere la muscolatura in grado di agire andrà incontro ad atrofia progressiva.
presto e bene dosando lo sforzo e con- Analizzando la meccanica del movimen-
sumando il meno possibile. Da una to osserviamo che la propulsione creata
parte l'allenamento specifico migliora il dagli arti posteriori si trasmette alla
gesto, dall'altra parte migliora la capaci- colonna vertebrale, la disponibilità della
tà degli apparati di affrontare lo sforzo quale è indispensabile per ricevere effi-
che il gesto comporta. Il movimento, cacemente tale spinta che consente alla
specie se finalizzato, ed in tale caso massa di avanzare. I movimenti della
diventa esercizio atletico, ha lo scopo di colonna vertebrale sul piano verticale
allenare. Un'ultima cosa che si può dire consistono in raddrizzamenti e incurva-
è che l'allenamento deve avere una gra- menti in un arco a concavità ventrale,
dualità, che quindi richiede una pro- una colonna che tende ad essere conca-
gressione nel lavoro; quanto più varie va dorsalmente (lordosi) perde molto
saranno state le esperienze di movi- delle sue capacità funzionali. I muscoli
mento in giovane età, tanto più facile dell'addome sono la corda e la colonna

Avanzamento del posteriore


Elasticità muscolatura alta

Azione psoas

Azione degli addominali

55
Manuale di equitazione

è l'arco che si carica di energia, quindi Variazioni del centro di gravità in


un cavallo flesso nell’ingaggio del poste- relazione al gesto, alla posizione
riore sotto la massa è come un arco dell’incollatura, alla morfologia
pronto a liberare le forze. Possiamo
immaginare che in un cavallo ci siano
due catene, una che sta in alto, parte
dal collo, lungo il dorso sino alle cosce;
una sta in basso, dall'addome sino allo
sterno. Quando si contrae la catena alta
il cavallo spinge con il posteriore che si
allunga indietro per aprire le articola-
zioni e imprimere energia, la colonna si
raddrizza, l'incollatura si tende.
Quando si contrae la catena bassa il
cavallo carica energia: la colonna s'in-
curva, il posteriore è richiamato sotto la
massa, l'incollatura si rileva. La catena
alta è molto più forte di quella bassa.
Per fare in modo che il cavallo si carichi
di energia, bisogna che la catena alta
sia rilasciata.
Per queste ragioni si dovrà esercitare la
muscolatura del cavallo in modo com-
pleto, ma sempre tenendo in considera-
zione l'elasticità e la capacità di decon-
trazione in particolare delle fasce supe-
riori come quella lungo dorsale. Un
eccessivo potenziamento delle fasce
muscolari potrebbe indurre a rigidità.
Lo scarso allenamento logorerebbe la
struttura, specie nel caso in cui questa
fosse impegnata in esercizi quali il salto
o le andature riunite ed in ogni caso
diminuirebbe la capacità di portare il
peso del cavaliere. L'incollatura incide
grandemente nel movimento; la sua
flessione sul piano verticale stimola e

56
Manuale di equitazione

consente la flessione del tratto dorso Variazioni del centro di gravità in


lombare, la sua flessione sul piano oriz- relazione al gesto, alla posizione
zontale bilancia la flessione orizzontale dell’incollatura, alla morfologia
del tratto dorso lombare nelle andature
ove questa è necessaria (passo).
Quando il cavallo abbassa la testa tira il
legamento nucale, questo fa si che si
eserciti una trazione sui processi spino-
si, quindi le vertebre si aprono tra di
loro, la colonna vertebrale si alza con-
sentendo con l'aumento della volta una
maggiore portanza.
Testa e collo modificano considerevol-
mente la posizione del centro di gravità.
Il baricentro è spostato in avanti dalla
posizione avanti e basso della testa, è
spostato indietro con testa e collo rile-
vati. Tanto più il posteriore è spinto
sotto la massa del corpo, tanto più il
centro di gravità arretra. Il centro di
gravità di un cavallo in stazione si trova
nella parte anteriore della regione tora-
cica, cosicché la maggior parte del peso
corporeo grava sugli arti anteriori. Il
movimento è una continua perdita e
ripresa di equilibrio. Ciò avviene in
quanto la massa, avanzando, raggiunge
nuove basi di appoggio create dallo spo-
stamento degli arti con un movimento
coordinato di posate e di levate.
Obiettivo dell'addestramento è migliora-
re la capacità di gestione dell'equilibrio
da parte del cavallo perché il movimen-
to in condizione di equilibrio comporta
meno fatica, favorire la decontrazione e
l’elasticità muscolare perché la rigidità
aumenta lo sforzo e riduce l’agilità.

57
Manuale di equitazione

6. Le andature
uno o più arti, la rapida successione dei
chema delle poligoni d’appoggio è indispensabile per
andature la traslazione.
Le battute sul terreno scandiscono un
Se escludiamo i movimenti che il caval- ritmo intervallate da pause più brevi o
lo compie in stazione o in decubito e più lunghe determinate dalle fasi di
quelli di modesta traslazione, calci, sospensione. Variando l'ampiezza dei
sgroppate, impennate, il movimento si movimenti si ottengono variazioni di
esprime nelle tre andature del passo, ritmo, maggiori o minori secondo il
del trotto, del galoppo. grado di addestramento del cavallo, in
Nelle tre andature il cavallo dispone quanto, aumentando la fase di sospen-
diversamente gli arti producendo così sione, dovrebbe aumentare la lunghez-
un avanzamento della sua massa, za della pausa che intervalla le battute
avanzamento quantificato dall'ampiezza perché ciò avvenga nella regolarità, il
di terreno superato dai movimenti coor- rapporto tra pause e battute nello sche-
dinati degli arti e del corpo che ogni ma dell'andatura deve rimanere propor-
andatura produce e dalla frequenza con zionalmente invariato.
cui questi avvengono. La massa del cavallo, avanzando e
Ogni andatura ha dunque uno schema modificando i propri poligoni di appog-
motorio il quale alterna levate posate e gio, crea una variazione della disposi-
battute sul terreno dei quattro arti che zione del centro di gravità; perché per-
creano poligoni di appoggio costituiti da manga una situazione di equilibrio, la

Le 3 andature del cavallo

Passo Trotto Galoppo

58
Manuale di equitazione

massa stessa, massimamente l'incolla- addestramento e non deve essere spin-


tura - bilancere, debbono concorrere a ta più di quanto il grado di addestra-
riportare il baricentro sulla base di mento lo permetta. Una riunione troppo
appoggio. Nelle andature cosiddette precoce altera non solo il passo riunito,
basculate (passo e galoppo) l'incollatura ma anche il passo medio e il passo
bilancia, distendendosi, la levata del allungato.
posteriore, nel passo, bilancia orizzon-
talmente la piccola flessione del costato 4. Si distinguono: il passo riunito, il
che si verifica quando il cavallo ha il passo medio, il passo allungato e il
suo peso sul solo bipede laterale. passo libero.
4.1 Il passo riunito.
Il cavallo, mantenuto "nella mano" si
porta risolutamente in avanti, con l'in-
Il passo collatura rilevata e arrotondata, e
dal regolamento internazionale di mostrando chiaramente di sostenersi in
dressage articolo 403 equilibrio da solo. La posizione della
testa si avvicina alla verticale, il contat-
1. Il passo è un'andatura “camminata”, to con la bocca rimane morbido. Gli arti
nella quale gli arti del cavallo si posano posteriori si impegnano con un buon
uno dopo l’altro in “quattro tempi” ben movimento dei garretti. L’andatura del
marcati e mantenuti tali durante tutto il cavallo rimane “camminata” ed energi-
loro lavoro al passo. ca, con una regolare successione della
posata degli arti. Ogni battuta copre
2. Quando l'anteriore ed il posteriore meno terreno che al passo medio, ma è
dello stesso lato si posano quasi con- più elevata perché ogni articolazione si
temporaneamente, il passo tende a flette di più, mostrando che il cavallo si
diventare un movimento laterale. porta chiaramente. È più corto del
Questa irregolarità, che può diventare passo medio, al fine di non diventare
un movimento di ambio, è un serio precipitato o irregolare, ma è più attivo.
deterioramento dell'andatura. 4.2 Il passo medio.
È un passo deciso, regolare e disinvolto,
3. È al passo che si fanno meglio nota- di media estensione. Il cavallo mante-
re le imperfezioni dell’addestramento, è nuto “nella mano” cammina energica-
anche il motivo per cui la “messa in mente, ma con calma, con passo uni-
mano” del cavallo al passo deve essere forme e deciso, con le orme posteriori
richiesta in funzione del suo grado di che si posano davanti alle orme degli

59
Manuale di equitazione

anteriori. Il cavaliere conserva un con- riori. Il cavaliere lascia che il suo caval-
tatto leggero, morbido e costante con la lo distenda l'incollatura e avanzi la testa
bocca del suo cavallo. senza tuttavia perdere il contatto con la
4.3 Il passo allungato. bocca.
Il cavallo copre il maggior terreno possi- 4.4 Il passo libero
bile, senza precipitare e senza alterare Il passo libero è un'andatura di riposo
la regolarità della battuta. Gli zoccoli nella quale si dà al cavallo la completa
posteriori si posano molto nettamente libertà di abbassare la testa e di disten-
davanti alle impronte degli zoccoli ante- dere l'incollatura.

Il passo

60
Manuale di equitazione

che negli altri tipi di trotto, ma è più leg-


Il trotto gero e più mobile.
dal regolamento internazionale di
4.2 Il trotto di lavoro.
dressage articolo 404
Il trotto di lavoro è un'andatura inter-
media che sta tra il trotto riunito e il
l. Il trotto è un'andatura a "due tempi"
trotto medio, nella quale un cavallo non
separati da un tempo di sospensione,
ancora allenato e pronto ai movimenti
nella quale il cavallo avanza per bipedi
riuniti, si presenta in un buon equili-
diagonali con appoggio simultaneo del-
brio, mantenuto "nella mano" si porta
l'anteriore e del posteriore corrispon-
in avanti con falcate uniformi ed elasti-
dente (anteriore sinistro, posteriore
che, con le anche molto attive.
destro e inversamente).
L’espressione "anche attive" non signifi-
ca che in questa andatura sia obbliga-
2. Il trotto, sempre franco, attivo e rego-
toria la riunione. Sottolinea semplice-
lare nelle sue battute, deve essere preso
mente l'importanza dell'impulso che
senza esitazione.
deriva dall'attività del posteriore.
4.3 Il trotto medio.
3. La qualità del trotto si giudica dal-
Il trotto medio è un'andatura interme-
l'impressione d'insieme, dalla regolarità
dia che sta tra il trotto di lavoro e il trot-
e dall'elasticità delle falcate, dovute alla
to allungato, ma è più "rotondo" del
morbidezza della schiena e al buon
trotto allungato.
impegno del posteriore, così come dal-
Il cavallo si porta in avanti con fran-
l'attitudine a conservare lo stesso ritmo
chezza, allunga moderatamente le sue
e un equilibrio naturale anche dopo
falcate con un deciso impulso che viene
una transizione da un trotto ad un
dal posteriore. Il cavaliere permette al
altro.
cavallo, mantenuto "nella mano", di
4. Si distinguono: il trotto riunito, il
portare la testa un po’ più davanti alla
trotto di lavoro, il trotto medio e il trot-
verticale che nel trotto riunito e nel trot-
to allungato.
to di lavoro; gli permette nello stesso
4.1 Il trotto riunito.
tempo di abbassare leggermente la
Il cavallo, mantenuto "nella mano", si
testa e l'incollatura. Le falcate devono
porta in avanti con l'incollatura rilevata
essere le più regolari possibile e il movi-
e arrotondata, i garretti, decisamente
mento nel suo insieme equilibrato e dis-
impegnati, mantengono l'energia del-
involto.
l'impulso, permettendo così alle spalle
4.4 Il trotto allungato.
di spostarsi con facilità in tutte le dire-
Nel trotto allungato il cavallo copre il
zioni. Il cavallo compie falcate più corte

61
Manuale di equitazione

maggior terreno possibile. Conservando evitare un'andatura rilevata.


la stessa cadenza, allunga al massimo Gli zoccoli anteriori non devono posarsi
la falcata, grazie ad un grandissimo dietro la loro proiezione sul terreno.
impulso dei posteriore. Il movimento di anteriori e di posteriori
Il cavaliere permette al cavallo, che deve essere similare (più o meno paral-
rimane "nella mano", di abbassare e lelo) nel momento dell'estensione in
allungare l'incollatura senza cercare un avanti.
punto d'appoggio sul ferro, allo scopo di
Il trotto

62
Manuale di equitazione

to "nella mano", si sposta con l'incolla-


Il galoppo tura rilevata e arrotondata.
dal regolamento internazionale di
Questa andatura è caratterizzata dalla
dressage articolo 405
leggerezza dell'anteriore e dall'impegno
del posteriore: cioè le spalle morbide
l. Il galoppo è un'andatura a "tre tempi"
libere e mobili e le anche molto attive.
nella quale, al galoppo destro, per
Le falcate sono più corte che negli altri
esempio, le battute si succedono nell'or-
tipi di galoppo, ma il cavallo è più leg-
dine: posteriore sinistro, diagonale sini-
gero e più mobile.
stro (l'anteriore sinistro si muove con-
4.2 Il galoppo di lavoro.
temporaneamente al posteriore destro)
E’ un'andatura intermedia che sta tra il
anteriore destro, seguito da un tempo di
galoppo riunito e il galoppo medio. In
sospensione dei quattro arti prima del-
questa andatura, un cavallo non anco-
l'inizio della falcata successiva.
ra allenato e pronto ai movimenti riuni-
ti, si presenta in un buon equilibrio
2. Il galoppo, sempre con falcate regola-
mantenuto nella mano, si porta in
ri, cadenzate ed eseguite nella leggerez-
avanti con falcate uniformi, leggere e
za, deve essere preso senza esitazione.
cadenzate, con le anche che rimangono
attive. L’espressione "anche attive" non
3. La qualità del galoppo si giudica dal-
significa che in questa andatura sia
l'impressione d'insieme, dalla regolarità
obbligatoria la riunione. Sottolinea
e dalla leggerezza dei "tre tempi" deri-
semplicemente l'importanza dell'impul-
vante dall'accettazione dell'imboccatu-
so, che proviene dall'attività del poste-
ra, con una nuca morbida, e dall'impe-
riore.
gno del posteriore, che proviene dall'at-
4.3 Il galoppo medio.
tività delle anche, così come dall'attitu-
E’ un'andatura intermedia che sta tra il
dine a conservare lo stesso ritmo ed un
galoppo di lavoro e il galoppo allungato.
equilibrio naturale anche dopo una
Il cavallo si porta in avanti con decisio-
transizione da un galoppo ad un altro. Il
ne conservando il suo equilibrio, allun-
cavallo deve sempre restare completa-
ga moderatamente le falcate, con chiaro
mente dritto sulla linea dritta.
impulso che proviene dal posteriore. Il
cavaliere permette al cavallo mantenuto
4. Si distinguono: il galoppo riunito, il
"nella mano", di piazzare la testa un po’
galoppo di lavoro, il galoppo medio e il
davanti alla verticale che nel galoppo
galoppo allungato.
riunito e nel galoppo di lavoro: nello
4.1 Il galoppo riunito.
stesso tempo gli permette di abbassare
Nel galoppo riunito, il cavallo mantenu-

63
Manuale di equitazione

leggermente la testa e l'incollatura. sue falcate, senza perdere nulla della


Le falcate devono essere allungate e le sua calma e della sua leggerezza, grazie
più regolari possibili, il movimento nel ad un grandissimo impulso che provie-
suo insieme deve essere equilibrato e ne dal posteriore. Il cavaliere permette
disinvolto. al cavallo, mantenuto “nella mano", di
4.4 Il galoppo allungato. abbassare e allungare la testa e l’incol-
Nel galoppo allungato, il cavallo copre il latura; la punta del naso si porta più o
maggior terreno possibile. Conservando meno in avanti senza cercare un punto
lo stesso ritmo, allunga al massimo le d'appoggio sul ferro.

Il galoppo

64
Manuale di equitazione

posteriore del secondo tempo (bipede


La regolarità delle diagonale) si riceve prima dell'anteriore,
andature marcando così quattro tempi; il galoppo
disunito, quando il primo tempo è
La regolarità è il rispetto dello schema determinato dal posteriore interno con
delle andature. Ogni alterazione di que- la totale perdita della coordinazione e
sto schema, modifica dell'ordine di suc- dell'equilibrio. Le irregolarità sono sem-
cessione di appoggio degli arti, riduzio- pre dovute ad imperfezioni del movi-
ne o alterazione della fase di sospensio- mento, siano queste provocate da rigidi-
ne, asimmetria dei tempi di appoggio al tà muscolari dipendenti da un insuffi-
terreno dei piedi, scomposizione dei ciente o scorretto allenamento, siano
bipedi previsti dallo schema, composi- provocate da rigidità causate dal cattivo
zione di bipedi non previsti, costituisce impiego degli aiuti del cavaliere, o che
irregolarità. Per esempio citiamo alcune siano causa di riduzioni funzionali
delle principali irregolarità che si posso- dovute a fattori patologici cronici o in
no riscontrare nelle tre andature. Al fase acuta; in questo caso possono
passo: l'ambio è una perdita di coordi- essere anche una manifestazione di
nazione che vede muovere contempora- dolore. La regolarità delle andature è
neamente il bipede laterale. Al trotto: la sintomo di uno sviluppo armonico e
mancanza di sospensione dovuta alla simmetrico della muscolatura, di una
mancanza di impulso, la mancanza di buona costruzione della macchina atle-
simmetria che induce un bipede diago- tica; è requisito importante per ottimiz-
nale a spingere più dell'altro. Al galop- zare gli sforzi, consente di avere il caval-
po: l'assenza della sospensione, in un lo diritto e quindi di aumentare le sue
galoppo di lavoro o riunito quando il capacità di propulsione.

Misurazione
dell’ampiezza

65
Manuale di equitazione

La franchezza Il ritmo
delle andature La velocità o la lentezza del ritmo è data
dall'intervallo delle battute sul terreno
Il concetto di franchezza è strettamente
(FREQUENZA), quindi, nel trotto e nel
legato al concetto di regolarità.
galoppo, dalla fase di sospensione
Neologismo equestre che deriva dall'at-
(durata nel tempo); quanto questa è
tributo franco, ha per sinonimo: sicuro.
maggiore, tanto il ritmo scandito dalle
Indica una qualità del movimento e per-
battute è lento.
tanto non è riconducibile solo ad un fat-
Un concetto di facile comprensione che
tore meccanico.
invita a lavorare il cavallo con un ritmo
La propulsione, in ogni caso, è un fatto-
lento, ricercando così una maggior
re determinante nelle andaturte saltate
spinta ed un maggiore equilibrio nel-
perchè si possa esprimere con franchez-
l'andatura.
za la successione delle posate. Va da se
La ritmicità è una qualità che denota il
che tutti quei difetti di andatura che
rispetto dello schema motorio delle
pure non alterano la regolarità dello
andature
schema, ma che esprimono un incedere
insicuro che questo schema potrebbe
alterare, denotano mancanza di fran-
chezza.
Si vuol fare riferimento al cavallo che Ampiezza della
fabbrica (tocca con il ferro posteriore, il
ferro o peggio l'arto anteriore), che falcia
falcata
(ruota all'esterno o all'interno gli arti
Con tale termine si indica la porzione di
anteriori prima della battuta), che attin-
terreno coperta da ogni falcata, la
ge (tocca in levata l'altro arto dello stes-
distanza orizzontale misurata sul terre-
so treno) che trascina i piedi sul terre-
no che separa le due tracce consecutive
no. L’arpeggio, movimento a scatto del
dello stesso piede; non sempre ad una
garretto, altera decisamente lo schema
ampiezza minore corrisponde un ritmo
dell'andatura è pertanto un'irregolarità.
più veloce, se il cavallo sa portare peso,
Sono difetti di andatura dovuti a difetti
pur avanzando meno rileverà maggior-
di appiombo od altri difetti strutturali,
mente la sua massa dal terreno mante-
che non consentono un ottimizzazione
nendo lo stesso ritmo. Questa capacità
degli sforzi, logorano, ed in ultima ana-
nelle andature saltate indica la presen-
lisi compromettono la regolarità.
za di impulso.

66
Manuale di equitazione

L’impulso
Andature riunite
L’impulso è il risultato di quella forza
sprigionata dalla contrazione muscolare
e dalla successiva distensione; grazie
alla disposizione angolare di certi raggi
articolari del treno posteriore del caval-
lo (per esempio: coscia - gamba - stin-
co), questi possono essere considerati
come vere e proprie molle rigide. La
forza prodotta dallo scatto degli arti
Andature di lavoro posteriori è diretta obliquamente dal
basso in alto e si decompone in due
forze di cui una si trova quasi comple-
tamente dispersa nei raggi superiori,
mentre l'altra tende ad essere parallela
all'asse del corpo: è quest'ultima che
propriamente chiamiamo impulso.
Questa forza trova nella colonna verte-
Andature medie
brale l'asse rigido che consente l'avan-
zamento della massa. Per effetto della
gravità, questa forza tende a scaricarsi
al terreno attraverso gli arti anteriori,
sebbene una risultante di questa proie-
zione in avanti permanga in testa e
collo, costituendo l'appoggio del cavallo
al ferro. Perché il cavallo possa utilizza-
re al meglio la spinta prodotta dal
Andature allungate posteriore deve essere muscolarmente
simmetrico, quindi "diritto" nelle linee
rette come nelle linee curve. Il cavallo è
diritto quando gli arti anteriori e poste-
riori percorrono la stessa linea lungo la
direzione intrapresa. Questo elemento
che è il presupposto perché ci sia equi-
librio e regolarità, è condizione indi-

67
Manuale di equitazione

Linee di propagazione della forza I I I


propulsiva dei posteriori

P
Gravità

spensabile per l'impulso. Il cavallo stor- nell'uomo e di volontà di riconoscersi


to imprime la forza prodotta dalla spin- nel ruolo da lui determinato.
ta dei posteriori in modo obliquo rispet- In sintesi per impulso s'intende la piena
to alla massa, si ha dunque una disper- disponibilità al lavoro dimostrata dal-
sione della forza ed una difficoltà a l'impegno del posteriore e dall'elasticità
mantenere la direzione verso la quale la della schiena che si esprime in termini
forza avrebbe dovuto indirizzare la qualitativi nella capacità di portare peso
massa: più fatica, minori risultati. e spingere peso senza perdite di equili-
Alla base di questo complesso meccani- brio ed in relazione al grado di adde-
smo ci deve essere una disponibilità stramento. Le due capacità: quella di
psicologica a sostenere questo sforzo. spingere peso e quella di portare peso,
Un desiderio di portarsi in avanti che, capacità evidenziate dalle fasi di
sebbene rientri nelle annotazioni che sospensione, hanno lo stesso valore.
definiscono l'impulso, è anche, per certi Entrambe debbono essere presenti in
versi, una componente importante della un cavallo dotato di un buon impulso.
sottomissione; è quella compiacente Non è possibile richiedere un migliora-
disponibilità all'esercizio atletico che mento della capacità di portare peso,
non nasce dalla necessità di soddisfare come nelle andature riunite, quando
un bisogno: bere, mangiare e neppure non c'è una capacità di spingere peso,
dalla minaccia di una punizione, ma da come nelle andature medie e allungate.
una condizione psicologica di fiducia

68
Manuale di equitazione

Spingere e portare peso

Le capacità di spingere e portare peso


esprimono l’impulso

69
Manuale di equitazione

La sottomissione
Sottomissione e impulso non possono
essere separati; sono due aspetti stret-
tamente correlati dell'espressione atleti-
ca del cavallo. La mancanza di un atteg-
giamento di serena disponibilità al lavo-
ro pregiudica ogni possibile migliora-
mento della prestazione atletica, un
Cavallo sotto la mano
equilibrato e simmetrico sviluppo
muscolare, l'ottimizzazione del consu-
mo energetico. Solo una buona sotto-
missione permette la decontrazione
necessaria a produrre un impulso di
buona qualità. La compiacente obbe-
dienza di un cavallo con un buon grado
di sottomissione è espressa dall'accetta-
zione della gamba del cavaliere e ancor
più precisamente dal rapporto che
instaura con la mano del cavaliere.
Sul contatto preso dal cavaliere con la
bocca del cavallo tramite le redini, il
cavallo da un leggero e costante appog- Cavallo sopra la mano
gio.
Il cavallo che si pone contro la mano
affrettando il ritmo delle proprie anda-
ture e sovraccaricando l'avantreno,
consuma energie senza produrre alcun
vantaggio al movimento; il cavallo con-
tro la mano non permette la leggerezza
del treno anteriore, diventa così meno
pronto alle richieste di transizioni e di
cambi di direzione. Il cavallo contro la
mano irrigidisce il massetere e con esso
induce a rigidità la muscolatura del
Cavallo nella mano
collo e della schiena. Un cavallo che si

70
Manuale di equitazione

pone sopra la mano, così facendo inar- Atteggiamenti di difesa


ca la schiena e disperde buona parte
della spinta del posteriore, ricevendo
una sensazione spiacevole che può por-
tare a vere e proprie patologie.
Un cavallo che si sottrae disperde
buona parte della forza orizzontale spri-
gionata dal posteriore, ed anche nel
caso del cavallo sottolamano si possono
creare rigidità alla ganascia ed un Apre la bocca e
abbassamento della schiena. Un ottimo digrigna i denti
contatto da parte del cavaliere e una
grande richiesta di avanzamento sono
indispensabili per contrastare il cavallo
che incensa, ovvero che, muovendo la
testa, non da appoggio costante sull'im-
boccatura. Il cavallo, che si traversa,
spinge con un posteriore al di fuori
della massa. La groppa, che sbanda, Testa storta
impedisce al posteriore di spingere sotto sotto la mano
la massa, sovraccarica la spalla interna
ed in ultima analisi impedisce il corret-
to disegno del circolo.
Tali difese sono spesso riconducibili a
lesioni fisiche o morali e richiedono otti-
me capacità perché possano essere
risolte.
La compiacente collaborazione del
cavallo nasce da esperienze positive. Il
lavoro, quando produce tonicità musco-
lare, maggiore resistenza allo sforzo,
Traversa
dona un piacere fisico facilmente avver-
tibile dal cavallo come da noi. Così
come uno sforzo inadeguato, un inter-
vento brutale, produce un dolore che
non induce alla ripetizione del gesto.

71
Manuale di equitazione

ciente disponibilità muscolare per


La cadenza aumentare l'ampiezza di un’andatura,
dal regolamento internazionale di
la richiesta di maggiore velocità com-
dressage articolo 401/7
porterà il passaggio ad una andatura
per suo schema più veloce, in mancan-
La cadenza è l'espressione della partico-
za di questa possibilità, ad un aumento
lare armonia che un cavallo mostra
della frequenza, ciò in base a varie con-
quando si muove con regolarità, impul-
siderazioni sul costo energetico. C'è per
so ed equilibrio ben marcati. Il ritmo
ogni andatura una velocità ottimale alla
che un cavallo mantiene in tutte le sue
quale il consumo d'energia è minimo,
andature è parte integrale della caden-
questa varia moltissimo in base alla
za. La cadenza deve essere mantenuta
preparazione atletica del cavallo ed alla
in tutti i differenti esercizi e nelle varia-
sua struttura. Lasciato libero nelle sue
zioni di ciascuna andatura.
scelte, il cavallo adotterà le più econo-
miche, adattando la sua strategia moto-
ria alla consistenza ed al profilo del ter-
reno. In via generale la ripetizione di un
La velocità movimento locomotore richiede un
investimento energetico maggiore del-
La velocità è il dato che misura lo spo-
l'aumento della sua ampiezza.
stamento di un oggetto nello spazio in
un tempo determinato. La velocità delle EVOLUZIONE DELLA FALCATA
andature di un cavallo è il prodotto di durante una corsa al galoppo
frequenza e ampiezza delle falcate. Per
accrescere la velocità nella stessa anda-
tura, il cavallo aumenta contempora- velocità
49,50 km/h
neamente queste due componenti, ma
ognuna di queste ha un suo modo di
evolversi. Sul piano funzionale, il con- frequenza 42,50
2,23 falcate/s
trollo della frequenza e dell'ampiezza è
assicurata da meccanismi nervosi 2,03
distinti. La frequenza è data da una sti-
ampiezza
5,05 m
molazione, che proviene dal sistema 5,75
nervoso centrale. L'ampiezza risulta
direttamente dal numero di fibre
DISTANZA
muscolari disponibili in ciascuno dei
muscoli attivi. Se non vi è una suffi- partenza arrivo 1680 metri

72
Manuale di equitazione

7. Il salto
del tratto toraco lombare che permette
Le fasi del salto la preparazione al salto dei posteriori. Il
lavoro dell'incollatura è importante per-
Uno dei gesti atletici più affascinanti del
ché, abbassandosi, favorisce la disten-
cavallo è il salto. Che il cavallo in natu-
sione del tratto toraco lombare e per-
ra salti per libera scelta è discutibile,
mette quindi ai posteriori di guadagna-
ma che possa farlo con facilità è certo e
re spazio; rilevandosi, in accordo con la
dimostrato. Indubbiamente è uno sfor-
spinta degli arti anteriori svolge una
zo che può comportare usura in ragione
azione di riequilibro e permette l’eleva-
della morfologia più o meno idonea a
zione del treno anteriore che prepara la
questo tipo di esercizio, di come è mon-
seconda fase.
tato, del tipo di ostacolo che deve esse-
Nella fase di propulsione, le masse
re superato con il salto e delle caratteri-
muscolari del tronco entrano in tensio-
stiche del terreno. Per tutti questi moti-
ne pronte a scattare. Alla propulsione
vi è di grande importanza un allena-
dei posteriori ed al conseguente stacco
mento che consenta al cavallo la facile e
da terra, segue la necessaria estensione
naturale esecuzione di un salto.
del tratto toraco lombare, la cui elastici-
tà è indispensabile per una corretta e
Le fasi di maggior sollecitazione sono:
decisa azione dei posteriori. La disten-
LA FASE DI CHIAMATA DEL POSTERIO-
sione dell'incollatura permette una ade-
RE O BATTUTA, LA FASE DI PROPUL-
guata estensione del tratto toraco lom-
SIONE, LA FASE AEREA O PARABOLA,
bare e garantisce la raccolta degli ante-
LA FASE DI RICEZIONE A TERRA.
riori durante lo stacco da terra.
Nella parabola si possono distinguere
La fase di chiamata è quella che segue
due momenti: nella parte iniziale, la
immediatamente la battuta; precede lo
fase ascendente, è impegnato grande-
stacco da terra davanti all'ostacolo.
mente il tratto anteriore della colonna
Durante la battuta degli arti anteriori, il
vertebrale, al culmine della parabola
cavallo raccoglie gli arti posteriori sotto
tutte le vertebre sono sollecitate, in par-
di sé per poter caricare il massimo della
ticolare il giunto cervico toracico e il
potenza. Vi è dunque un'alterazione del
giunto lombo sacrale. Nella fase ascen-
tempo di galoppo, mentre permane la
dente, il lavoro dell'incollatura consente
successione delle battute degli anteriori
agli arti anteriori flessi un passaggio
secondo lo schema dell'andatura, la
agevole. Una conformazione poco ido-
diagonale che determina il secondo
nea (testa grossa, collo corto), oppure la
tempo di galoppo si disgiunge.
presenza di un risentimento osteoarti-
Contemporaneamente c'è una flessione

73
Manuale di equitazione

colare o legamentoso rendono difficile lo di collo, torace e reni è essenziale per


svolgimento di questa fase. E' molto evitare strappi muscolari e vertebrali.
importante che gli arti anteriori siano Situazioni a rischio si verificano mag-
flessi il più possibile per determinare giormente quando il cavallo è stanco e
una traiettoria meno ingombrante. In affaticato. La fatica compromette il cor-
questo momento lavorano le articolazio- retto sincronismo neuromuscolare e
ni del carpo, del gomito e della spalla: la sono facili i movimenti sbagliati. In que-
presenza di un dolore in queste sedi o sta situazione i muscoli affaticati hanno
una conformazione articolare imperfet- perso l'elasticità necessaria a controlla-
ta rende difficile questo compito. La dis- re ed a correggere eventuali errori. I due
posizione orizzontale della spalla è l'a- giunti, cervico toracico e lombo sacrale,
zione che permette la massima flessione permettono, limitatamente all'azione
di gomito, carpo e nodello; una spalla dei legamenti vertebrali, movimenti
strutturalmente diritta avrà minori dis- oltre che sul piano longitudinale anche
ponibilità a disporsi orizzontale. In sul piano orizzontale ciò permette di
alcuni casi si possono osservare cavalli spostare lateralmente entrambi i poste-
che portano lateralmente o internamen- riori guadagnando spazio sopra l'osta-
te una parte dell'arto; in questo caso colo. Ogni movimento di lateralità e di
non è pregiudicata la flessione e quindi rotazione del tronco nel corso della
la capacità di raccoglimento. parabola influisce sul gioco di estensio-
Nella parabola il movimento reciproco ne flessione della colonna ed è realizza-

Le fasi del salto

Avvicinamento Battuta Propulsione

74
Manuale di equitazione

to mediante un complesso intervento della grassella e del garretto. Nel gesto


delle masse muscolari del dorso e del- del posteriore in questa fase, si possono
l'addome e, come si può facilmente riconoscere tre comportamenti naturali
intuire, è un movimento che comporta che rivelano diversi gradi di attitudine.
notevole sforzo e, con l'andare del Nel primo caso il posteriore è tutto fles-
tempo, notevole usura del rachide. so, portato avanti sotto di sé: per non
La parabola si conclude con la fase abbattere l'ostacolo; il cavallo deve
discendente; il passaggio dalla fase cul- estendere esageratamente il tronco. E'
minante alla fase discendente è estre- l'attitudine più sbagliata per le esagera-
mamente delicato. La fase di estensione te sollecitazioni che comporta al cavallo.
degli arti anteriori, contemporanea alla Nel secondo caso l'arto posteriore è in
fase discendente della colonna, è estre- massima flessione sotto il bacino:
mamente complessa perché in essa richiede una parabola alta e ben cen-
intervengono quasi tutti i sistemi arti- trata. Nel terzo caso l'arto posteriore si
colari del cavallo. La discesa della sca- presenta con una buona flessione di
pola accompagna la distensione degli grassella e garretto, ma l'apertura del-
anteriori, che si preparano così ad l'anca permette di arretrare lievemente
ammortizzare l'impatto al suolo. Gli arti l'arto, guadagnando così in spazio,
posteriori, ancora impegnati sopra l'o- senza richiedere alla colonna inutili
stacolo, sono coinvolti nella flessione sforzi di compensazione.
per mezzo delle articolazioni dell'anca, La quarta ed ultima fase del salto è la

Discendente

Ascendente Ricezione

75
Manuale di equitazione

ricezione a terra, la cui corretta esecu- In questa fase l'incollatura, e quindi il


zione è fondamentale perché il cavallo peso della testa, si abbassa, diminuen-
riprenda equilibrio e mantenga inaltera- do lo stress del tratto toraco lombare. Al
te traiettoria e velocità. La fase critica tempo stesso favorisce l'ammortamento
per quanto riguarda l'equilibrio è pro- dell'impatto da parte degli arti secondo
prio quella determinata dall'impatto con il seguente meccanismo. All'atto dell'im-
il terreno. Il baricentro proiettato avan- patto, si verifica una discesa relativa del
ti nella fase aerea, qui deve ricollocarsi tronco rispetto agli arti un vero e pro-
indietro rispetto alla massa, la quale prio ammortizzatore realizzato con l'in-
rimane in un'azione di avanzamento. tervento dei muscoli della spalla e della
L'attività della colonna è strettamente scapola (muscoli sopra e sotto spinoso).
correlata alla posizione assunta dagli Altro ammortizzatore è il pastorale.
arti anteriori. Si distinguono un tempo Durante l'appoggio a terra si verifica un
di appoggio dell'arto anteriore immedia- blocco degli angoli articolari dell'arto ad
tamente seguito dall'altro (terzo tempo ogni livello, dalla spalla al nodello; esi-
del galoppo); il primo arto a toccare il ste un'elasticità passiva fornita da lega-
terreno non è quello che denomina il menti e tendini, ed un'elasticità attiva
galoppo, segue una fase di sospensione fornita dalla contrazione antagonista
nella quale la flessione della colonna dei muscoli flessori ed estensori.
permette la raccolta dei posteriori e la Durante il successivo tempo di sospen-
successiva spinta di uno di questi sione e di flessione del rachide, il poste-
secondo lo schema del galoppo che, per- riore si presenta completamente esteso.
tanto, sarà immediatamente seguito Questa è una fase estremamente delica-
dalla battuta del diagonale, e così via. ta per la muscolatura della coscia e di

Gli “ammortizzatori”
Difetti di gesto degli anteriori biomeccanici nella fase
di ricezione

76
Manuale di equitazione

tutte quelle fasce che agiscono tra Area di battuta


colonna e posteriore. L’incollatura è
pronta a rilevarsi secondo il ben noto Nella parte culminante della parabola,
schema del galoppo. La successiva pro- al di là delle differenze attitudinali e
pulsione mette sotto sforzo il garretto e morfologiche di ogni cavallo, la posizio-
l'articolazione della grassella. ne assunta dipende molto dal tipo di
salto. Per esempio nel salto di una rivie-
ra, il cavallo non ha bisogno di guada-
gnare molto in altezza. Risulta un certo
grado di estensione del rachide; nell’e-
secuzione di un salto di notevole altez-
za, il cavallo abbassa ulteriormente l'in-
collatura per garantire la massima fles-
sione dei vari tratti della colonna. In un
salto in lungo i posteriori ingaggiati
nella fase di battuta andranno a posar-
si sul terreno indietro rispetto alle orme
degli anteriori; in un salto molto verti-
cale i posteriori raggiungeranno o
sopravanzeranno le orme degli anterio-
ri. A seconda della tipologia di salto
(verticale o largo) vi è una distanza otti-
male in cui staccare gli anteriori dal ter-
reno che si può schematicamente indi-
care in poco più dell'altezza per un
ostacolo verticale, nell'altezza maggiora-
ta di metà della larghezza per un osta-
Torsione del colo largo.
rachide Tale distanza (area di battuta) è molto
variabile quando il salto è di piccole
dimensioni; le possibilità di interpretare
l'area di battuta diminuiscono con l'au-
mento dell'altezza del salto.
Naturalmente altezza, costruzione del-
l'ostacolo, posizionamento sul terreno
contribuiscono a rendere variabile que-

77
Manuale di equitazione

sta distanza ottimale. Nei salti in disli- Quando si incontrano gradoni o talus,
vello, per esempio abbiamo una fase la parabola è dimezzata salendo è ridot-
ascendente molto più lunga di quella ta alla sola fase ascendente; scendendo,
discendente, nei salti in salita, esatta- alla sola fase discendente.
mente l'opposto.

Area di battuta
in diversi salti

L’ampiezza dell’area di battuta che consente di superare nettamente


un ostacolo, diminuisce con la maggiore altezza dell’ostacolo

78
Manuale di equitazione

8. Montare a cavallo
La confidenza
Il rapporto tra uomo e cavallo può Il volteggio
nascere solo se il rapporto di massa tra
i due permette al primo di accudire il
secondo favorendo la necessaria confi-
denza. Perciò è opportuno che il bambi-
no, per esempio, abbia a che fare con
un pony di indole mansueta, che lo
possa pulire, toccare, dargli da mangia-
re, passare del tempo con lui sempre
sotto l'occhio vigile dell'istruttore, il
quale potrà stimolare la sua curiosità
nei confronti del cavallo, insegnandogli
la pratica del governo della mano.
Nel montare a cavallo si verificano
situazioni di tensione, quali l'ansia
determinata dalle possibili reazioni del
cavallo, dalla mancanza di equilibrio e
di orientamento, dalla ricerca della
azione efficace. L’altezza del cavallo e la
conseguente lontananza dal terreno
determinano questi stati di insicurezza.
Vi sono vari metodi per iniziare il prin-
cipiante alla pratica equestre, ogni
metodo trova il successo nella sua
Pony - Games
applicazione se riferito all'utente che lo
può comprendere e se utilizza mezzi
adeguati.
Nel primo approccio devono essere evi-
tate, comunque, situazioni di velocità e
di conduzione (controllo della direzione,
ansia legata alla ricerca dell'azione effi-
cace). L’utilizzo di docili cavalli in sezio-
ne con un capo ripresa affidabile evita,
almeno in parte, questi rischi. Il lavoro

79
Manuale di equitazione

con un cavallo alla corda attrezzato con l'assenza di un piano di appoggio solido
un maniglione e senza sella, come nella su cui appoggiare i piedi, il movimento
bardatura del volteggio, renderà più del cavallo, inducono il principiante ad
semplice affrontare i problemi legati alla usare la prensilità per vincere i propri
mancanza di orientamento e di equili- squilibri. Sin dai primi mesi di vita l'uo-
brio. Non è richiesta la conduzione, il mo tende a ristabilire il suo equilibrio
maniglione costituisce una sicurezza in con le mani. Quando inizia a cammina-
caso di perdita di equilibrio, il princi- re stabilisce il suo equilibrio su un
piante è più vicino al cavallo se non c'è piano di appoggio che è il terreno.
la sella, nel movimento impara prima a Questi due elementi essenziali nell'e-
gestire le spalle e il busto. Il lavoro alla quilibrio dell'uomo possono rendere dif-
corda può essere svolto con una sella ed ficile l'apprendimento degli equilibri
un collare per attaccarsi in caso di per- dell'equitazione. Per un cavallo portare
dita di equilibrio. il peso dell'uomo è uno sforzo; sforzo
Con piccoli ponies affidabili e mansueti accettabile se il peso è attivo e si adegua
si possono organizzare giochi con grup- al movimento, faticoso e non più accet-
pi di bambini che scoprono liberamente tabile se il peso è passivo e contrasta il
le necessità imposte da una conduzio- movimento. L’unica condizione per ren-
ne, tale metodo ha il grande vantaggio dere accettabile al cavallo il peso del-
di ridurre od eliminare le ansie iniziali l'uomo è che quest'ultimo sia in equili-
pur proponendo rapidamente le proble- brio e che sappia mantenere l'equilibrio
matiche legate alla velocità ed alla con- nel movimento del cavallo. Questo è il
duzione, ciò è possibile indirizzando primo principio di tecnica equestre.
l’attenzione del bambino al gioco, alle Già nel montare a cavallo, che il cava-
sue regole, al gruppo dei pari che lo liere salga in appoggio (saltando con
deve svolgere. l'addome sul garrese e roteando una
Ogni metodo d'insegnamento troverà gamba per disporsi cavalcioni), che
corretta applicazione in relazione alla salga con l'aiuto della staffa (infilando il
preparazione dell'istruttore, nonché piede nella staffa senza disturbare il
all'ambito operativo. L’adozione di costato e tenendosi con le mani al gar-
metodi diversi è comunque finalizzata rese), che salga con un aiuto da terra,
ad un'unica soluzione delle problemati- dovrà sempre preoccuparsi di portare il
che ed allo stesso obiettivo; insegnare in proprio peso sulla schiena del cavallo in
modo corretto l'equitazione, cercando di modo progressivo ed il più delicatamen-
appassionare e fidelizzare i praticanti. te possibile scaricandolo, prima sulle
Inizialmente, la lontananza dal terreno, staffe e poi sul seggio.

80
Manuale di equitazione

Montare a cavallo
La ginnastica a
cavallo
La ginnastica necessaria ad un cavalie-
re deve mirare in primo luogo alla ela-
Con la staffa sticità e alla coordinazione dei movi-
menti, quindi al rafforzamento di alcu-
ne strutture muscolari.
Rafforzamento della muscolatura dor-
sale e addominale. Nella pratica degli
sport equestri lo sviluppo della musco-
latura dorsale offre sostegno alla colon-
na e compattezza al tronco, preserva da
microtraumi, consente gli spostamenti
del busto.
Rafforzamento della muscolatura delle
gambe. Nella pratica equestre più che il
potenziamento degli estensori o dei fles-
sori, debbono essere potenziati gli
adduttori. In ogni caso un eccessivo svi-
luppo in volume della massa muscolare
rende meno flessibile e rapido il suo
impiegarsi, pertanto non è da ricercarsi.

Esercizi che hanno lo scopo di stimola-


re l'equilibrio.
Con un cavallo tenuto alla longia: da
fermo salire in ginocchio sul dorso dap-
prima tenendosi ad un maniglione,
quindi in piedi, eseguire poi lo stesso
esercizio al passo, eventualmente al
trotto e al galoppo.
Con un cavallo tenuto alla longia: in
posizione seduta seguire il cavallo alle
tre andature dapprima tenendosi ad un

81
Manuale di equitazione

maniglione poi con le mani ai fianchi, Rotazione del busto


conserte, dietro la schiena, battendo
con le mani i tempi di galoppo.
Con un cavallo tenuto alla longia ese-
guire il "giro del mondo", scavalcando
con una gamba per volta sedersi sul
dorso nelle quattro posizioni: fronte,
retro e le due laterali, prima con il
cavallo in alt poi con il cavallo al passo
eventualmente al trotto e al galoppo (nel
volteggio: mulino).
Con un cavallo sellato tenuto alla longia
rimanere sollevati dalla sella con il solo
appoggio sulle staffe, prima in alt, poi al
Flessione del busto
passo, poi al trotto, infine al galoppo,
quindi mantenere la posizione anche
durante le transizioni da un’andatura
all'altra.

Esercizi che stimolano l'orientamento


Su di un cavallo tenuto alla longia,
tenere gli occhi chiusi. Nel circolo un
punto indicato dovrà essere riconosciu-
to. L’esercizio può essere eseguito alle
tre andature.

Circonduzione Flessione della


della testa gamba

82
Manuale di equitazione

9. Posizione e assetto
Le tre posizioni in assetto
Posizione
La posizione è il modo di disporre le
parti del corpo dell'uomo a cavallo. In
base alle esigenze dinamiche del caval-
lo e quindi della staffatura si individua-
no tre posizioni principali: seduta, solle-
vata, da corsa. La posizione è funziona-
le alla ricerca dell'equilibrio e dell'insie-
me. Una ricerca prematura della posi-
zione quando ancora non si è verificata
una situazione di confidenza produce
inutili rigidità. La posizione si affina
continuamente; da una posizione fun-
zionale alla ricerca dell'equilibrio si arri-
verà ad ottenere una posizione di mini-
mo sforzo e massimo impiego degli
aiuti. La prima è indispensabile alla
ricerca dell'assetto, la seconda è inte-
grata ad una buona percezione dell'e-
quilibrio e un buon grado di sensibilità.
La posizione è quindi costantemente da
perfezionare come la sensibilità e l'as-
setto, il risultato, un buon insieme, è
ottenibile solo con una lunga pratica,
un'esperienza riflessiva fatta di critica e
autocritica, di molta osservazione, e di
molti e diversi cavalli montati.
Il cavaliere si dispone a cavallo “infor-
candolo” con le gambe, l'inforcatura,
ovvero le gambe in questa posizione,
costituiscono la superficie più estesa
aderente al cavallo.
La giusta lunghezza degli staffili riveste
un’importanza centrale nella ricerca
della posizione. Inizialmente la staffatu-

83
Manuale di equitazione

ra deve essere adeguata alle due posi- fature corte ed esigenze di maggior sta-
zioni, ma in breve tempo si dovrà bilità, la staffa può essere calzata sino
imporre una staffatura più lunga per il al tacco dello stivale; deve essere evita-
lavoro in piano, una più corta per salta- to un appoggio sulla staffa ottenuto con
re. la punta del piede perchè tende a man-
Non esistono parametri fissi per appli- dare la gamba avanti e rende precario
care una staffatura corretta; questa l’appoggio. La testa alta e sciolta, le
deve essere scelta sul singolo allievo spalle aperte e mobili, senza rigidità, il
rispettando le sue proporzioni in funzio- busto tonico e compatto. Le braccia
ne della lunghezza delle gambe e del aderenti a fianco del busto; i gomiti vici-
busto. Considerando: ni al busto sia nella posizione seduta
• La disponibilità muscolare (capacità che in quella sollevata, potranno essere
di adattamento e di allungamento). un poco più avanti nella posizione solle-
• La morfologia del cavallo. vata. Gli avambracci debbono essere
• La costruzione della sella. posti verso la bocca del cavallo così da
• L’impiego specifico. essere sulla stessa linea delle redini.
Deve consentire una collocazione como- L'angolo al gomito deve essere ben dise-
da della gamba sotto il bacino mante- gnato: è questa la sola possibilità che le
nendo gli angoli articolari della caviglia, mani hanno di assecondare la bocca del
del ginocchio e del bacino ben disegna- cavallo senza coinvolgere il busto in uno
ti. In via generale, le indicazioni per cui spostamento. Tale posizione, indispen-
vi debbono essere quattro dita tra l'ar- sabile per la ricerca del contatto, è
cione e l'inguine con il cavaliere in posi- estremamente importante per il rispetto
zione sollevata o che, a gamba distesa, della bocca del cavallo, parte estrema-
la punta del piede, sollevandosi, deve mente sensibile.
poter prendere la staffa, sono indicative Le mani debbono impugnare le redini
ma non vincolanti. facendo si che queste entrino tra anula-
E' molto importante che gli staffili siano re e mignolo ed escano dal pugno fer-
pari, con la stessa lunghezza, di modo mate dal pollice. Le mani debbono chiu-
che il peso possa essere distribuito dersi sulle redini senza rigidità, non
equamente tra lato destro e lato sini- debbono essere aperte, i polsi rilassati
stro. Il piede deve appoggiare solida- non debbono essere piegati, i pugni ten-
mente sulla staffa la quale deve essere denzialmente verticali.
perpendicolare al costato del cavallo, Una cattiva posizione delle mani rende-
“calzata” con la pianta del piede, la rà difficile la ricerca del contatto.
parte più larga. In alcuni casi, con staf-

84
Manuale di equitazione

Assetto Corretta posizione del piede nella staffa

L’assetto è la capacità di adeguare le


posizioni al movimento del cavallo di
modo che vi sia un costante equilibrio.
E' misurato dal rapporto tra il baricen-
tro del cavallo e quello del cavaliere,
rapporto che consente l'insieme tra i
due e quindi la creazione di un binomio.
L’assetto è una qualità indispensabile Staffa in pianta
per poter comunicare con il cavallo;
l'assenza di assetto non permette di
usare le gambe occupate con forza a
tenersi in sella, non consente di comu-
nicare con le mani continuamente in
movimento per vie delle oscillazioni del
busto.
La misura della sella deve consentire un
comodo alloggiamento delle cosce nei
quartieri, senza che l'arcione riduca le
possibilità di movimento. Una staffatu- Staffa al tacco
ra troppo corta renderà più difficile tro-
vare l'equilibrio in posizione sollevata
facendo avanzare eccessivamente il
busto, renderà meno disponibile il baci-
no a seguire il movimento del cavallo
nella posizione seduta. La staffatura
troppo lunga inviterà la gamba a scap-
pare verso l'avanti, a perdere le staffe,
con le conseguenti perdite di equilibrio.
La ricerca dell'equilibrio non può avve-
nire senza che la massa possa scaricar- Staffa in punta
si su di una base di appoggio perpendi-
colare al terreno, è dunque necessario
che la staffa su cui poggia il piede sia
sotto il bacino del cavaIiere.

85
Manuale di equitazione

Corretta posizione mani e braccia

Rapporto tra i baricentri di cavallo e cavaliere

Corretto Busto avanti: Scorretto: busto indietro


modesto avanzamento

86
Manuale di equitazione

L’assetto nella Linee perpendicolari al terreno

posizione seduta
Questa posizione permette di assecon-
dare le molte variazioni di baricentro del
lavoro in piano, variazioni che prevedo-
no un frequente riposizionamento
indietro, rispetto alla massa, del centro
di gravità con un conseguente alleggeri-
mento dell'avantreno del cavallo.
L'inforcatura profonda, consentita da
una staffatura più lunga, e l'aderenza
delle natiche permette una comunica-
zione maggiore con il cavallo tramite le
azioni delle gambe e del peso del corpo.
Nella posizione seduta si vuole che la
testa, le spalle, le anche, il punto di
appoggio del piede sulla staffa siano
disposti su di una linea perpendicolare
al terreno. Nel disporsi in questa posi-
zione, il busto si allunga verso l’alto, le
gambe si allungano verso il basso, la
testa è alta e sciolta, le natiche aderen-
ti al seggio quanto più avanti possibile.
Cosce e gambe aderenti ai quartieri e al
cavallo, i piedi tendenzialmente paralle-
li al cavallo, appoggiati alla staffa nel
punto più largo della pianta; per effetto
della discesa del ginocchio, il tallone si
abbassa non incontrando resistenza
nella caviglia.
La posizione del busto deve essere ver-
ticale e lo deve essere per ragioni di cor-
retta disposizione dei pesi sul cavallo,
ma il tronco deve allungarsi in senso

87
Manuale di equitazione

verticale anche per poter attivare la Posizioni del bacino


muscolatura di sostegno della colonna e
ridurre il più possibile le curve verte-
brali. Sono le curve vertebrali accentua-
te da posture scorrette o difetti morfolo-
gici (lordosi, cifosi, scogliosi) che porta-
no la colonna vertebrale a schiacciarsi Posizione
corretta
con tutti gli spiacevoli effetti che questo
produce.
La testa alta facilità la corretta posizio-
ne, ma, perché questo allungamento
attivo produca benefici effetti a livello
lombare, è di fondamentale importanza
la disposizione del bacino. Il bacino in
anteroversione, appoggio sul pube,
natiche indietro, pone il tratto lombare
della colonna in iperlordosi, non per-
mette un adeguamento al movimento
del cavallo. Il dorso del cavallo ha un Scorretto:
movimento verticale e longitudinale bacino in
verso l'avanti, una tale disposizione del anteroversione
bacino non consente di assorbire il
movimento verticale e finisce con il tro-
varsi in contrasto con il movimento lon-
gitudinale. Al contrario, il bacino in
retroversione, le natiche appoggiate alla
sella, le reni morbide, consentono di
assecondare il movimento longitudinale
del dorso del cavallo, assorbono il movi- za anche il ginocchio e che in ogni caso
mento verticale e riducono la lordosi attiva una parte deve rimanere passiva.
lombare. I piedi restano paralleli al cavallo o leg-
Quando si lavora senza staffe non è germente divaricati; la rotazione della
necessario che il tallone sia basso. Non punta del piede all'infuori comporta l'al-
essendoci la staffa, abbassare il tallone lontanamento del ginocchio dai quartie-
richiede una attivazione della caviglia ri della sella, viene quindi a mancare la
per alzare la punta che spesso influen- necessaria aderenza.

88
Manuale di equitazione

mette, avvicinando le natiche alla sella,


L’assetto nella l'adeguamento all'arretramento del cen-
posizione sollevata tro di gravità ed una buona comunica-
zione con il cavallo.
Tale posizione consente al cavaliere di Le parti del corpo del cavaliere sono dis-
adeguarsi ad un gran numero di situa- poste su di una linea perpendicolare al
zioni dinamiche; permette la totale terreno che passa dalla testa, le spalle,
libertà della schiena che il cavallo la punta del ginocchio e la punta del
richiede nel salto e nei galoppi veloci, piede. La staffatura consente entrambe
consente l'adeguamento del busto ad le posizioni ed è più corta della staffatu-
enormi variazioni del baricentro, per- ra adottata per privilegiare la posizione

Nel passare dalla posizione seduta


alla posizione sollevata le variazioni
debbono essere minime e comunque
comprese tra le linee perpendicolari
che definiscono le due posizioni.
La posizione dell’inforcatura non
cambia.

89
Manuale di equitazione

seduta. Nella posizione sollevata deve discendere il tallone. Da questa posizio-


essere ricercata una profonda discesa ne nasce una delle capacità d’insieme
dell'inforcatura per evitare l'instabilità più importante; il ginocchio pronto a
che induce a portare eccessivamente scendere avanti in basso accompagna il
avanti il busto, a sollevare i talloni, a movimento avanti del cavallo consen-
portare il bacino sull'arcione. tendo ai due baricentri, quello del
Una espressione esplicativa è quella cavallo e quello del cavaliere, di rimane-
adottata dal Marchese Mangilli: “il re sempre insieme. Le spalle debbono
cavaliere scende sulla sella non seden- essere aperte anche nella posizione sol-
dosi, ma inginocchiandosi." Gli angoli levata, ma non debbono perdere mobili-
contrapposti della caviglia e del ginoc- tà. Il passaggio da una posizione sedu-
chio concorrono a rendere solida, non ta ad una posizione sollevata e vicever-
oscillante, la base di appoggio staffa. Il sa deve avvenire agendo sugli angoli
ginocchio deve scendere il più possibile articolari, ma evitando che i segmenti
verso il basso perché aumenta la super- corporei si allontanino troppo dalla
ficie di aderenza al cavallo, incontrando linea perpendicolare al terreno passan-
la staffa, la caviglia passiva lascia te per il bacino.

Posizione sollevata

90
Manuale di equitazione

10. Gli aiuti


prima, è una discreta sensibilità che
Le qualità degli aiuti permetta la comprensione del movi-
mento in modo da inserire gli aiuti nel
Sono chiamati aiuti quegli interventi
momento opportuno (tempismo).
che il cavaliere compie per trasmettere
Il cavaliere deve acquisire la capacità di
la propria volontà al cavallo. Questi
usare gli aiuti in modo indipendente,
interventi avvengono per mezzo delle
ovvero non deve condizionare il movi-
GAMBE, delle MANI, del PESO DEL
mento di una gamba al movimento di
CORPO. Il tipo di intervento non è da
una mano, il movimento del busto al
considerarsi sempre di carattere attivo,
movimento delle mani, il movimento
spesso è passivo, come accade, per le
delle gambe tra loro. In ragione di que-
mani e per il peso del corpo, nel seguire
sta capacità potrà poi imparare ad
il movimento del cavallo. Per il solo fatto
usare gli aiuti in modo coordinato, ovve-
di essere sulla schiena del cavallo, l'uo-
ro associare ad un intervento della
mo provoca piacevoli o spiacevoli varia-
mano un intervento della gamba, inter-
zioni del peso e dell'equilibrio naturale
venti anche in posizioni differenziate e
del cavallo. Per lo più le azioni che svol-
con diverse intensità delle due gambe e
gono le gambe e le mani applicano con-
così via. Per poter condurre anche un
venzioni che sono stabilite nel corso
semplice lavoro in ripresa è indispensa-
dell'addestramento del cavallo. Queste
bile che vi sia un minimo controllo del
convenzioni sono stabilite in modo logi-
cavallo. Non si può parlare di impiego
co, partendo dall'osservazione del movi-
degli aiuti, o perlomeno di corretto
mento del cavallo ed inserendo stimoli
impiego degli aiuti, quando ancora non
nel sistema nervoso e muscolare che
sono confermati orientamento ed equili-
sovrintende a questo.
brio; le gambe e le braccia tese nel ten-
L'intensità necessaria ad ottenere la
tativo di mantenere un equilibrio preca-
rispondenza dell'intervento dipende
rio, non possono avere ne indipendenza
dalla sensibilità di cavallo e cavaliere,
ne coordinazione.
dal grado di addestramento del cavallo
L'impiego delle mani e delle gambe deve
e dall'esperienza del cavaliere.
essere capito nella correttezza. Per gira-
La prima condizione per impiegare cor-
re a destra si dirà di spostare a destra
rettamente gli aiuti è un buon assetto,
la mano, premere la gamba destra alle
se non c’è buon equilibrio il cavaliere si
cinghie, la gamba sinistra un poco più
aggrapperà con le gambe o peggio con le
indietro, guardare nella direzione del
mani, rendendo impossibile un buon
movimento che si vuole intraprendere.
uso delle stesse. La seconda condizione
Nei primi esercizi sulla conduzione deve
importante, strettamente legata alla

91
Manuale di equitazione

essere data particolare importanza stretto necessario per indicare la dire-


all'efficacia dell'intervento. La docilità zione, mentre la mano sinistra dovrà
del cavallo, naturalmente, riveste un contenere l'incollatura affinché questa
ruolo fondamentale. non vada a caricare eccessivamente la
In una seconda fase dell'apprendimento spalla interna; la gamba interna agirà
degli aiuti, in presenza di un assetto per invitare il cavallo a flettersi attorno
confermato e del contatto, il cavaliere ad essa ed intensificherà l'aiuto qualora
apprenderà a coordinare efficacemente il cavallo precipiti all'interno del circolo,
tali aiuti, decidendo il grado di intensi- la gamba esterna controllerà il treno
tà ed il momento in cui inserirli secon- posteriore evitando, con la sua posizio-
do le esigenze del cavallo. Per girare a ne arretrata e l'intensità della sua azio-
destra la mano destra dovrà aprirsi lo ne, l'eventuale sbandamento della grop-

Manca indipendenza tra mano e busto

92
Manuale di equitazione

pa. In una terza fase dell'apprendimen- di comunicazione con il cavallo che il


to il cavaliere agirà riducendo il più pos- cavaliere possiede; una comunicazione
sibile il proprio intervento in ragione sgarbata per quanto efficace, non potrà
della rispondenza del cavallo; gli aiuti mai ottenere una risposta compiacente,
tendono a divenire invisibili. Il cavallo ma tuttalpiù una forzata esecuzione di
apparirà agire di sua propria volontà quanto richiesto, accompagnata da
mantenendo equilibrio e ritmo ed il molte rigidità. Un uso progressivo e gar-
cavaliere, in perfetto insieme, non bato, ripetuto con maggior intensità, se
mostrerà alcuno sforzo in atto. L’ottimo non compreso, rafforzato dalla voce,
addestramento del cavallo è indispen- dalla frusta o dallo sperone, solo se
sabile perché si verifichi questa situa- necessario, permetterà al cavallo la
zione. Gli aiuti, sono la primaria forma comprensione del linguaggio degli aiuti.

Indipendenza tra mano e busto

93
Manuale di equitazione

il posteriore, attivato da queste fasce


Le gambe che si contraggono, ad avanzare mag-
giormente sotto la massa ed alzare la
Le gambe agiscono per pressione sul
schiena; induce alla flessione operando
costato. E' sufficiente la convenzione
alle cinghie; controlla lo sbandamento
insegnata al cavallo nel suo addestra-
della groppa, operando all'esterno della
mento perché una generica pressione
flessione di poco arretrata.
delle gambe inviti il cavallo ad avanza-
Con il termine aderenza s'intende la
re, ma la gamba può dire molto di più:
capacità di mantenere le natiche ade-
contiene i movimenti laterali o li stimo-
renti alla sella nella posizione seduta,
la; agendo sulle fasce addominali invita
ma anche la capacità di aderire con la

Effetti dell’azione delle gambe

Effetto propulsivo Effetto di contenimento


nella linea retta

94
Manuale di equitazione

parte interna della coscia ai quartieri mento ricettivo per sentire il cavallo,
della sella e con la gamba al costato del elemento indispensabile per l'insieme.
cavallo. Una buona aderenza è condi- La gamba deve agire premendo senza
zione indispensabile per l'utilizzo del- prendere slanci e senza perdere aderen-
l'aiuto delle gambe ed è elemento indi- za. L'azione non deve essere prolungata
spensabile per un corretto impiego dei nel tempo, ma, in assenza di risposta
pesi del corpo. deve essere riproposta con intensità
L’aderenza ottenuta con la forza non è maggiore sino a che non si ottiene la
mai utile, neppure per una fase trans- risposta voluta. La voce, lo sperone o la
itoria dell'apprendimento. L’aderenza è frusta possono coadiuvare l'aiuto della
garanzia di solidità, ma è anche stru- gamba.

Effetti dell’azione delle gambe

Effetto di contenimento Effetto di


nella flessione spinta laterale

95
Manuale di equitazione

sione del cavallo. Per questo l'interven-


Le mani to della mano può diventare efficace
solo quando è già presente il contatto e
La prima cosa importante da imparare è
un buon assetto.
che le redini non si tirano; questo non
Il contatto, ovvero la capacità di tenere
significa che non vi sia una resistenza
le redini tese tra mano e bocca senza
passiva di fronte alle manifestazioni di
dover operare trazioni o improvvisi cedi-
insofferenza all'imboccatura del cavallo
menti, richiede una sensibilità che deve
o che l'appoggio non possa essere
essere ricercata quanto prima. Requisiti
pesante, vuoi perché il cavallo è sulle
perché il contatto possa essere trovato
spalle, vuoi perché si pone contro la
sono: una corretta, anche se elementa-
mano. Il rapporto tra mano e bocca non
re, posizione delle braccia e del busto;
è semplice da capire; nella maggior
una discreta confidenza ed un equili-
parte dei casi un cattivo appoggio è
brio sufficiente a rendere indipendenti
dovuto ad una condizione di impulso e
le mani dal corpo; l'elasticità delle brac-
di equilibrio modesta, è più frequente
cia (gomiti e spalle), consente di seguire
che il cattivo rapporto della mano con la
il movimento della bocca del cavallo. La
bocca sia causato da vizi d'assetto del
mano deve essere priva di movimenti
cavaliere che non da cattiva sottomis-
Resistere Effetti dell’aiuto di mano

Contenere

Indicare
la direzione
Cedere

96
Manuale di equitazione

riflessi involontari e incontrollati. piano laterale provocano lo spostamen-


Le mani governano il treno anteriore e to dell'avantreno (testa, collo, spalle);
l'incollatura, la quale è una parte estre- l'effetto di una redine è sempre conte-
mamente mobile. Aprendo una redine nuto e controllato dall'altra.
inducono l'incollatura ad uno sposta- Oltre agli effetti della redine diretta o di
mento nella direzione dell'apertura. Lo apertura e della redine contraria o di
spostamento dell'incollatura induce allo contenimento, le mani, in accordo con
spostamento, nella stessa direzione, del le gambe, producono molti altri effetti e
treno anteriore. Le mani, resistendo, nel loro variare posizione correggono,
limitano lo spostamento; nel caso di migliorano le posture del cavallo.
una flessione, la mano esterna alla fles- La redine di opposizione all’impulso agi-
sione agisce come redine di conteni- sce con una azione parallela all'asse del
mento dosando la mobilità dell'incolla- cavallo e oppone la spalla all'anca dello
tura. Il grado di apertura e l'angolazio- stesso lato, provoca lo spostamento
ne con cui avviene lo spostamento del- delle anche nella direzione del lato ove
l'incollatura determina, come effetto agisce.
secondario, uno spostamento conse- La redine di opposizione contraria alla
guente del tronco e quindi anche del direzione del movimento se agisce avan-
treno posteriore, il quale è pur sempre ti al garrese oppone la spalla del lato
governato dall'azione delle gambe per ove interviene alle anche e induce uno
cui l'effetto del movimento è sempre spostamento delle anche nella direzione
determinato dall'azione coordinata di del lato opposto.
tutti gli aiuti. La mano che asseconda il La redine di opposizione contraria die-
movimento dell'incollatura consente il tro al garrese induce ad uno sposta-
movimento. La mano che resiste lo con- mento della spalla e dell’anca nella dire-
trasta o lo riduce secondo l'intensità zione del lato opposto all’azione.
della resistenza. Tutti gli interventi La redine di opposizione intermedia
della mano sono moltiplicati dall'azione produce una lieve flessione nel lato in
dell'imboccatura; le imboccature più cui agisce senza coinvolgere le anche e
severe necessitano di una maggiore le spalle.
sensibilità nell'uso della mano. L’utilizzo delle redini non può essere
Le azioni delle redini sul piano longitu- interpretato in modo schematico e mec-
dinale sono dunque cedere all'azione canico, ma si inserisce nel movimento
della gamba, resistere all'azione della in base alle esigenze espresse dal grado
gamba; le azioni possono essere separa- di addestramento del cavallo grazie alla
te o di entrambe le redini. Le azioni sul sensibilità del cavaliere.

97
Manuale di equitazione

Il peso del corpo Effetti del peso

Solo in presenza di un buon assetto si


può utilizzare in modo volontario il peso
del corpo, ma non basta; vi deve essere
Propulsione
una buona cognizione del proprio corpo
a cavallo per capire che i movimenti del
busto, le variazioni di peso, debbono
essere minime. Il peso del corpo del
cavaliere non è altro che un'appendice
del binomio, una rilevante appendice,
perché, se nella ricerca dei suoi equili-
bri il cavallo dispone liberamente delle
parti del suo corpo, altrettanto non può
fare del peso del cavaliere. La base di
appoggio è modificata dalla variazione
della posizione della massa che deve
sostenere, ciò al fine di conservare l'e-
quilibrio. In particolare il baricentro
deve essere il più possibile centrale alla Flessione
base di appoggio; il movimento compor-
ta continue modifiche del centro di gra-
vità e quindi continue modifiche della
base di appoggio.
Per queste ragioni uno spostamento del
peso induce il cavallo a spostare la sua
base di appoggio nella direzione indica-
ta dal peso, ma prima che questo possa
accadere vi deve essere la capacità da
parte del cavaliere di adeguare il suo
peso alle variazioni della base di appog-
gio indotte dal movimento. In ogni caso
il busto, la parte più lontana dal bari-
centro del cavallo, deve rimanere in
asse con il cavallo.
La prima azione del peso del cavaliere è

98
Manuale di equitazione

quella di mantenere il proprio baricen- Effetti del peso


tro vicino al baricentro del cavallo non
disturbando così il suo equilibrio. Per
fare questo il corpo del cavaliere deve
seguire il corpo del cavallo in tutti gli
spostamenti sfruttando l'aderenza del-
l'inforcatura ed il controllo del proprio
Traente
busto. Ciò vale nel movimento sull'asse
longitudinale ed è evidenziato nelle bru-
sche accelerazioni in avanti, nel qual
caso le ginocchia del cavaliere debbono
scendere avanti – basso e la gamba si
deve "allungare" verso il basso, come
anche nelle flessioni ove il baricentro
del cavallo si sposta lateralmente inter-
no alla flessione ed il cavaliere dovrà far
discendere maggiormente la gamba
interna. Le anche del cavaliere devono
essere parallele alle anche del cavallo, le
spalle del cavaliere devono essere paral-
lele alle spalle del cavallo.
La seconda azione del peso induce il
cavallo ad una variazione del suo bari-
centro da cui deriva sull'asse longitudi-
nale una diversa ripartizione di peso tra
il treno anteriore e il treno posteriore Appoggiata
del cavallo; è un’azione estremamente dall’alto
raffinata il cui effetto è strettamente
legato al movimento del cavallo, le
variazioni del busto debbono essere
minime e in nessun caso improvvise.
L’avanzamento del busto alleggerisce il
treno posteriore, l'arretramento del
busto, con il limite della perpendicolare
al terreno, alleggerisce il treno anterio-
re; quest'ultima posizione se accompa-

99
Manuale di equitazione

gnata da un avanzamento del bacino in quanto il suo poligono di appoggio al


costituisce un aiuto propulsivo. terreno è più lungo che largo, per que-
Il terzo aiuto del peso è di carattere sta ragione l'intervento deve essere dis-
traente, si può agire sul centro di gravi- creto, affidato maggiormente alla disce-
tà del cavallo spostando lateralmente il sa del bacino che al busto, ogni esage-
centro di gravità del cavaliere. Il cavallo razione è un errore a cui il cavallo si
avverte immediatamente la più piccola oppone per conservare l'equilibrio.
variazione laterale del centro di gravità

Effetti del peso di adeguamento

100
Manuale di equitazione

11. Il lavoro in piano


cavaliere e sbanda con la groppa.
Linee rette e Presupposto fondamentale per ottimiz-
linee curve zare lo sforzo propulsivo è quello di
avere il cavallo diritto. Il cavallo può
Per procedere diritti le mani e le gambe essere diritto solo se la sua muscolatu-
devono costituire un corridoio in cui ra è simmetrica. La mobilità, determi-
porre il cavallo. Il cavallo che si traver- nata dall'incurvamento del cavallo nella
sa spinge con un posteriore al di fuori flessione, è la più semplice delle ginna-
della massa con grande spreco di ener- stiche per ottenere uno sviluppo sim-
gia; va riportato diritto ponendo le sue metrico e consentire al cavallo di espri-
spalle sulle anche ogni qualvolta tende mere la propria forza diritto nel movi-
a vincere la resistenza della gamba del mento.

Il cavallo diritto

Nelle linee curve

Nelle linee rette

101
Manuale di equitazione

Nel circolo, anteriori e posteriori debbo- spazio maggiore, impegnando di più la


no marciare nella linea del segmento di leva estensibile. La propagazione del-
circolo che si sta percorrendo, pertanto l'impulso lungo una linea curva neces-
deve esistere una flessione dalla nuca sita di una spinta maggiore dei raggi
alla coda coincidente con il circolo. La superiori, e nel contempo, tende a com-
groppa che sbanda impedisce al poste- promettere l'equilibrio di modo che,
riore di spingere sotto la massa, sovrac- affinché questo sia conservato, deve
carica la spalla interna ed in ultima essere dato modo alla spalla anteriore
analisi impedisce il corretto disegno del di alleggerirsi.
circolo. Queste condizioni impongono sinergie
L’incurvamento laterale avvicina l'anca che potenziano principalmente la
interna alla spalla interna e allontana muscolatura dell'arto posteriore inter-
spalla e anca all'esterno, il posteriore no, degli addominali, della muscolatura
interno deve così avanzare maggior- lungo dorsale.
mente sotto la massa portando peso in Si deve creare una flessione costante e
misura maggiore; il posteriore esterno, coincidente al circolo disegnato, che va
nel compiere il movimento, copre uno dalla nuca alla coda. La mobilità delle

La mezzafermata

102
Manuale di equitazione

vertebre cervicali rende il collo molto si per permettere una corretta flessione
mobile; la regione dorsale, strettamente alla nuca e mantenere un contatto leg-
legata alla cassa toracica, è rigida; si ha gero per consentire la libertà di movi-
una buona mobilità della regione lom- mento della spalla interna. Il cavaliere
bare, mentre la regione sacrale, compo- deve agire con tutti i suoi aiuti dosan-
sta da un gruppo di vertebre saldate tra doli, evitando l'eccessiva flessione del-
loro, non può che essere rigida. l'incollatura con il controllo della redine
I movimenti di incurvamento laterale esterna, evitando lo sbandamento della
della regione lombare sono limitati dalle groppa con l'azione della gamba esterna
apofisi traverse delle vertebre; non si leggermente arretrata. Particolare
potrà dunque avere una flessione pro- attenzione sarà da porsi alla corretta
priamente detta in un circolo di diame- posizione della gamba interna alle cin-
tro inferiore ai 6 metri. Nel galoppo, per ghie, che coincide con il punto dove il
la dinamica e la velocità del movimento, rachide deve essere maggiormente sti-
tale flessione è ancor più limitata. molato alla flessione. La gamba interna
Piazzamento è la disposizione nella fles- dovrà essere ripristinata precisamente
sione che il cavallo assume dalla nuca ad ogni cambio di flessione.
alla coda indispensabile per affrontare
una linea curva in equilibrio, in modo
che gli arti posteriori spingano allineati
agli anteriori sulla linea dell'avanza- Le transizioni
mento, così come deve avvenire su di
una linea retta per avere il cavallo dirit- Le transizioni sono la verifica di un
to. Dato che la disponibilità a flettersi equilibrio raggiunto. Tale equilibrio
della colonna vertebrale non è sempre richiede una buona gestione dell'incol-
la stessa in tutti i suoi tratti, il cavalie- latura ed un buon impegno dei poste-
re dovrà intervenire con precisione con riori, l'assenza di rigidità e contrasti nel
i suoi aiuti. Le spalle del cavaliere sono cavallo; per quanto riguarda il cavaliere
parallele alle spalle del cavallo; il bacino la qualità nell’impiego degli aiuti è quel-
parallelo alle anche del cavallo, il busto la che consente l'ottenimento di buone
in asse con il cavallo e quindi il peso transizioni. L’introduzione del tempi-
tende a caricare maggiormente la staffa smo, ovvero intervenire nel momento
interna. opportuno, è possibile solo se si è svi-
Il piazzamento è richiesto dalla mano luppata una buona sensibilità nel cava-
interna, la quale non deve accorciare liere. Esso consente di avere delle
l'incollatura, non deve tirare, ma aprir- transizioni di buona qualità.

103
Manuale di equitazione

Solo l'affinamento del tempismo, unito de una grande capacità di coordinazio-


alla riduzione del gesto, quindi una pro- ne degli aiuti ed un ottimo tempismo
gressiva diminuzione di intensità degli nel cavaliere; il gesto deve essere richie-
aiuti, consente di ottenere delle buone sto abbastanza presto nel corso dell’i-
transizioni in un punto definito. struzione di modo che possa divenire
Ovviamente, di pari passo, la rispon- automatico prima di ogni mutamento di
denza del cavallo deve diventare sempre direzione e prima di ogni transizione.
maggiore in ragione di un buon adde- Nella progressione delle transizioni pos-
stramento, così alla sensibilità del cava- siamo distinguere due gradi di difficol-
liere, risponderà una sensibilità dispo- tà; il primo grado è quello che separa
nibile del cavallo. andature contigue o variazioni d’am-
Pertanto le transizioni andranno prima piezza contigue. Per esempio passo-
perfezionate lasciando scegliere il punto trotto oppure trotto di lavoro – trotto
ove eseguirle alla sensibilità del cavalie- medio. Di secondo grado sono le trans-
re, quindi andranno proposte ad un izioni che prevedono il passaggio tra
punto fisso, considerando la gamba del andature o variazioni d’ampiezza non
cavaliere come parte del binomio coinci- contigue, per esempio passo - galoppo,
dente alla lettera o all'indicatore. riunito - medio.
Alla base di ogni transizione è il sapien- Altro motivo di difficoltà è lo spazio dove
te uso della mezzafermata. le transizioni vengono eseguite; è sicu-
Dal regolamento di dressage, art. 408. ramente più facile chiederle sulla pista,
“La mezza fermata, che deve essere lungo la parete del lato lungo, di poco
appena visibile, risulta da un’azione più difficile chiedere un ampliamento
quasi simultanea e coordinata dell'as- lungo il lato corto; al contrario il lato
setto delle gambe e delle mani del cava- corto favorisce una partenza al galoppo.
liere. Ha lo scopo di aumentare l'atten- In genere è più difficile una transizione
zione e l'equilibrio del cavallo prima del- subito dopo un angolo, lungo una dia-
l'esecuzione di alcuni movimenti o di gonale, in un circolo, ovvero in tutte
transizioni alle andature superiori o quelle situazioni in cui è messa alla
inferiori. Riportando leggermente più prova la capacità del cavallo di conser-
peso sul posteriore del cavallo, l'impe- vare equilibrio, direzione, flessione.
gno del posteriore e l'abbassamento L’esecuzione di transizioni di buona
delle anche diviene più facile, favorendo qualità è prova di un buon grado di
l'alleggerimento dell'anteriore e un decontrazione e di sottomissione rag-
migliore equilibrio generale del cavallo." giunta dal cavallo e nel contempo di un
L'esecuzione della mezza fermata richie- buon impiego degli aiuti del cavaliere.

104
Manuale di equitazione

trattiene sempre più. Quanto è maggio-


L’alt re la variazione di baricentro, tanto più
difficile sarà l'alt, perciò il cavallo impe-
Nell'alt il cavallo deve essere immobile,
gnato in un alt da andature ampie o
diritto, in appiombo sui quattro arti con
veloci necessita di una capacità di
gli anteriori e i posteriori appaiati. La
riequilibrio maggiore del cavallo che
nuca è il punto più alto ed il cavallo,
eseguirà la transizione da andature
mantenendo il contatto del cavaliere
riunite. La scorretta esecuzione di un
senza opposizione alcuna, deve essere
alt pregiudica anche la successiva
pronto ad avanzare alla minima solleci-
transizione all’andatura che lo riporterà
tazione. La buona esecuzione dell'alt è
in movimento, il cavallo storto sbande-
strettamente legata alla qualità della
rà a causa di un impiego non simmetri-
transizione. Perché avvenga in equlibrio
co del posteriore sotto la massa, il
si deve verificare uno spostamento del
cavallo che non appoggia un arto o non
baricentro in direzione del treno poste-
in appiombo, dovrà, prima di intrapren-
riore. La graduale azione dell'assetto e
dere un'andatura, porsi sugli appiombi
della gamba del cavaliere spingono il
o partirà sbilanciato sulle spalle.
cavallo su una mano morbida che lo

L’alt

105
Manuale di equitazione

aveva prima che lo iniziasse, si ricono-


Le figure di scono i controcambiamenti longitudi-
maneggio nale – diagonale, diagonale – longitudi-
nale, diagonale – diagonale.
Esiste un'esatta terminologia per indi- In tutti i movimenti sopradescritti la dif-
care le linee rette, le linee curve e i rac- ficoltà che incontra il cavaliere è nel
cordi che possono essere comandati in passare dalle linee rette alle linee curve
una ripresa in maneggio. Un’esecuzione e viceversa.
precisa di queste figure, mantenendo Il grado di difficoltà con cui questi eser-
un ritmo invariato nell'andatura pre- cizi possono essere proposti, è regolato
scelta costituisce un’ottima base di da una progressione; dapprima si
lavoro in piano. richiederà la semplice esecuzione della
“Tagliate” – trasversale o longitudinale: figura, poi si esigerà la precisione nella
sono quei movimenti che richiedono ai sua esecuzione e dopo ancora si vorrà
binomi di mantenere la stessa mano ottenere un’esecuzione della figura con
avendo cura di collegare le linee rette il cavallo equilibrato diritto e nel ritmo.
con raccordi disegnati da un quarto di “Circoli” - con diversi diametri e diver-
circolo di 6 o di 8 metri di diametro. samente posizionati nel maneggio deb-
Trasversali sono quei tagliate eseguiti bono essere eseguiti abbandonando la
su linee parallele al lato corto, longitu- linea retta ad un punto determinato con
dinali quelli eseguiti su linee parallele al la flessione necessaria alla loro esecu-
lato lungo del maneggio. zione.
“Cambiamento” – trasversale o lungitu- “Serpentine” - sono mezzi circoli ognu-
dinale: sono le stesse geometrie dei no a mano contraria raccordati tra loro
tagliate che però richiedono sempre un da brevissimi tratti in linea retta paral-
cambiamento di mano. I cambiamenti leli al lato corto del maneggio; il nume-
di mano possono altresì avvenire con ro e il diametro possono variare.
una diagonale o con un cambiamento a Nei circoli prima, e ancor di più nella
mezzavolta ove il binomio esegue un serpentina, la buona esecuzione della
mezzo circolo del diametro richiesto e figura è strettamente legata alla capaci-
con una diagonale rientra in pista alla tà di mantenere il cavallo nella flessione
mano contraria. corretta.
“Controcambiamenti” - sono movimenti Le figure di maneggio possono essere
che richiedono due cambiamenti di eseguite in sezioni di più cavalli e dise-
mano, per cui il binomio, concluso l’e- gnare spettacolari coreografie chiamate
sercizio, marcia alla stessa mano che carosello.

106
Manuale di equitazione

Le figure di maneggio Contro cambiamento


longitudinale - diagonale

Circoli

Cambiamento
a mezza volta
Cambiamento
tagliate
trasversale

Contro
cambiamento
Cambiamento Tagliate diagonale - diagonale
Cambiamento diagonale longitudinale longitudinale

107
Manuale di equitazione

Rettangolo C 10 metri

6 metri
H G M

12 metri

S I R

12 metri

E X B

12 metri

V L P

12 metri

K D F
6 metri
2 metri
6 metri 14 metri 14 metri 6 metri
5 metri Rettangolo
m b f A 20 x 60 metri

c g x d a

Rettangolo
20 x 40 metri
h e k

108
Manuale di equitazione

stramento raggiunto consente di espri-


La messa in mano mere le andature riunite dove l'incolla-
tura deve essere rilevata con la linea
Esistono gradi nella messa in mano,
della fronte poco più avanti della verti-
esistono livelli di addestramento del
cale al terreno, la nuca è il punto più
cavallo diversi, in relazione alla maggio-
alto. Tale posizione è necessaria per
re decontrazione muscolare, alla capa-
alleggerire l'avantreno, nel contempo
cità di portare peso, alla capacità di
attiva il lungo legamento superiore che
flessione del tratto vertebrale lombare.
permette alla schiena una maggior ela-
L’incollatura del cavallo è tanto più rile-
sticità. Non deve intendersi l'unico caso
vata quanto è maggiore l'impegno del
in cui è necessaria la messa in mano. In
posteriore sotto la massa, ma la posi-
una ripresa di dressage elementare non
zione dell'incollatura varia anche in
sono richieste le andature riunite, ma
relazione al movimento. ll cavallo impe-
non per questo non è richiesta la messa
gnato a spingere peso in un trotto
in mano. La messa in mano di un caval-
allungato avrà un'incollatura meno rile-
lo impegnato in un percorso di salto
vata e arrotondata di un cavallo in un
non richiede certo la fronte sulla verti-
trotto riunito. Un buon livello di adde-
cale al terreno, insomma non si deve

I gradi della messa in mano

109
Manuale di equitazione

pensare che la messa in mano sia


richiesta solo con la riunione. Sempre,
La distensione
nel momento in cui il cavallo lavora, dell’incollatura
deve essere messo nella mano dall'azio-
ne della gamba. E' oltre modo facile per L’abbassamento dell'incollatura provo-
il giovane cavaliere fraintendere il signi- ca un allungamento dei muscoli e un
ficato della messa in mano. Egli focaliz- inarcamento delle vertebre dorsali,
za la sua attenzione sull'atteggiamento impegnando il posteriore, i muscoli
dell'incollatura e la sua prensilità lo addominali sono costretti ad un lavoro
induce ad intervenire con la mano per maggiore; in questa posizione si ottiene
modellarla. Al contrario deve essere un sovraccarico del treno anteriore che
subito posto al centro dell'attenzione il fa lavorare maggiormente i pettorali e i
corretto impiego dell'aiuto delle gambe muscoli della spalla.
come condizione indispensabile per il Richiedendo una flessione alla ganascia
verificarsi della messa in mano. Il cava- (piego) si aumenta ulteriormente l'effet-
liere deve percepire l'appoggio offerto to di stiramento della schiena e, per
dal cavallo sull'imboccatura come la effetto del lungo legamento cervicale, l'i-
risultante dell'impulso;, spinto dalla narcamento delle vertebre dorsali (pro-
gamba nella mano in avanti, non tirato voca l'innalzamento del garrese), ma la
dalla mano all'indietro. Un errore altret- posizione diviene di massima tensione
tanto frequente è quello di chiedere la solo se il posteriore è correttamente
messa in mano ad un cavallo indisponi- impegnato (cavallo rotondo); in caso
bile, un cavallo dalla schiena bassa, contrario può divenire lesiva perché
sopra la mano. In pratica la messa in induce ad abbassare la schiena.
mano si realizza quando si verificano
quelle condizioni di sottomissione ed Muscoli elevatori dell’incollatura
impulso che si possono sintetizzare Elevatori della base
dicendo che il cavallo deve lavorare dell’incollatura
calmo, in avanti e diritto. Impulso e sot-
tomissione sono i due concetti cardine
della tecnica equestre, i quali poggiano
sulla regolarità dei movimenti e sullo
sviluppo muscolare armonico e simme- Muscoli flessori
trico: la messa in mano, nei suoi diffe- dell’incollatura
renti gradi, è una conseguenza dell'ap-
plicazione di questi concetti.

110
Manuale di equitazione

Intensità delle azioni

debole

media

forte

111
Manuale di equitazione

Pertanto inizialmente si dovrà richiede- molto bassa dell'incollatura e subito la


re una distensione dell’incollatura con gamba richiede l'ingaggio del posteriore,
la testa distesa, le nari in posizione è molto probabile che si producano
avanti basso. E' una ginnastica il cui strappi e dolori. Gli stiramenti debbono
effetto principale è rendere elastica e essere fatti a caldo; gli stiramenti fatti
reattiva la muscolatura dei glutei e della con la muscolatura fredda sono quelli
schiena, dispone la colonna nella posi- che causano gli strappi.
zione più idonea per sostenere il peso Nel cavallo "rotondo", l'angolo di flessio-
del cavaliere, sviluppa una maggior ela- ne della ganascia non deve essere
sticità e potenza dei muscoli della spal- accentuato; il fatto che la nuca sia
la, importanti per consentire il rilevarsi bassa non significa che l'angolo alla
dell'incollatura. Come tutti gli esercizi ganascia debba essere maggiore di
di stiramento (stretching), questi deb- quando il cavallo è rilevato.
bono essere progressivi e non eccessiva- Le redini di ritorno non sono indispen-
mente protratti nel tempo. In particola- sabili per questa ginnastica, se impie-
re con quei soggetti con la muscolatura gate, non debbono agire direttamente,
della schiena corta e contratta questo salvo in alcuni rarissimi casi; debbono
esercizio deve essere proposto con lenta porre un limite all'innalzamento della
progressione; se gli si impongono delle incollatura ed invitare all'appoggio sulla
redini di ritorno di lunghezza tale da redine diretta, la quale deve essere sem-
costringerlo subito in una posizione pre presente. Nel momento in cui si

L’incollatura rilevata
come la distensione
innalza la schiena

112
Manuale di equitazione

verifica un innalzamento dell'incollatu- zione in cui inizia il benefico effetto di


ra si perde il contatto sulla redine diret- stiramento; al di sopra di quel punto di
ta che comunque non deve essere distensione dell'incollatura non c'è lavo-
accorciata; interviene allora la redine di ro. In nessun caso si può pensare di
ritorno, la quale invita a distendere l'in- creare un atteggiamento di testa e collo
collatura e di conseguenza riporta con l'intervento attivo delle mani. Una
all'appoggio sulla redine diretta. eccessiva richiesta di flessione alla
Quando la redine diretta è tesa e la ganascia e l'eccessivo abbassamento
parte inferiore delle redini di ritorno della nuca rispetto alla disponibilità
non presenta alcuna tensione la situa- muscolare, l'assenza dell'impegno dei
zione è normalizzata. Da tali indicazioni posteriori, possono provocare danni che
risulta evidente come le redini di ritorno protratti nel tempo diventano irrepara-
possano essere usate, eventualmente bili con lesioni alla colonna, separazio-
ed eccezionalmente, solo da cavalieri ne della seconda vertebra cervicale, ten-
particolarmente sensibili ed esperti. denza a sottrarsi all'imboccatura e via
Ogni cavallo ha un punto di decontra- dicendo.

La tensione del legamento


nucale è indispensabile
per ottenere l’innalzamento
della schiena

113
Manuale di equitazione

Cessione alla gamba Meccanica della cessione


alla gamba testa al muro
La costruzione delle articolazioni del
cavallo è fatta in modo da permettere
movimenti solo sul piano longitudinale.
Le due sole articolazioni che consento-
no movimenti limitati in tutte le direzio-
ni sono quelle della spalla e dell'anca.
Sono quindi i muscoli di queste due
regioni quelli che sono interessati negli
spostamenti laterali. Negli spostamenti
del treno anteriore, nella fase di apertu-
ra, intervengono i muscoli della spalla;
all'incrocio intervengono i pettorali;
questi stessi muscoli subiscono alter-
nativamente uno stiramento. Nel treno
posteriore, il movimento di apertura
viene effettuato dai glutei e dai muscoli
della fascia laterale della coscia,
L'incrocio, dai muscoli dell'interno della
coscia. Questa muscolatura, diversa-
mente impiegata nel movimento lungo
l'asse longitudinale, viene parzialmente
potenziata dal lavoro di cessione alla
gamba. Ma tale esercizio, con gli stira-
menti che provoca, rende più elastica la
muscolatura e quindi più reattiva
anche nel movimento sull'asse longitu-
dinale o nel gesto del salto. Altra impor-
tante funzione di questo esercizio è
quella di stimolare le capacità coordina-
tive, migliorando così la regolarità delle
andature. E' un movimento relativa-
mente semplice, non richiede la riunio-
ne e accentua la rispondenza alla
gamba. Il cavallo è dritto eccetto per

114
Manuale di equitazione

una leggera flessione alla nuca, gli arti guarsi al movimento laterale è naturale
interni scavalcano gli arti esterni. Il lato ma che questo spinga il cavallo nella
interno è determinato dalla leggera fles- lateralità è un grave difetto che provoca
sione alla nuca opposta al movimento e gravi squilibri al cavallo: deve essere
non ha alcun riferimento con la mano e assolutamente vietato, a maggior ragio-
la disposizione con cui si opera in ne se questo gesto coinvolge il busto.
maneggio; è sul lato interno che opera il Deve poi essere meticolosamente curata
primario aiuto della gamba alla cinghia. la posizione delle mani così da evitare
Il movimento non deve essere unica- che siano queste che pretendono di por-
mente laterale ma deve esprimersi con tare il cavallo nella direzione voluta. A
un costante avanzamento. La pista così questo proposito, con un cavallo che
occupata dal cavallo è suddivisa in accetti piacevolmente l'esercizio, l'atten-
quattro linee corrispondenti ad ognuno zione a mantenere la leggera flessione
dei quattro arti. La scarsa ginnastica alla nuca indurrà il cavaliere a tenere le
della muscolatura, come anche la poca mani nella corretta posizione. In pre-
coordinazione nei soggetti più giovani, senza di un ritardo nello spostamento
può portare numerosi cavalli a non laterale del treno posteriore la gamba
accettare l'incrocio degli arti con la interna attiva potrà agire in posizione
richiesta di avanzamento e quindi a leggermente arretrata; in caso di antici-
perdere l'incrocio, intraprendendo una po del treno posteriore, sarà la gamba
via retta o incurvando il tronco, oppure esterna a contenere il movimento.
a perdere la spinta dell'avanzamento
sottraendosi. Entrambi sono gravi difet- Cessione
ti che impediscono di ottenere l'obbiet- sulla diagonale
tivo che tale ginnastica si propone. La
reazione più frequente scelta dal caval-
lo per sfuggire al lavoro richiesto è porsi
su di una linea retta; in questo caso il
cavaliere può essere indotto nella tenta-
zione di tirare le redini per ricondurre il
cavallo al movimento laterale. Questa
azione deve essere evitata con ogni
attenzione; chiedere la cessione ponen-
do la testa del cavallo alla parete, aiuta
ad evitare che il cavallo perda lateralità.
Che il bacino del cavaliere debba ade-

115
Manuale di equitazione

Galoppo rovescio
Nel galoppo rovescio il cavallo galoppa
destro girando a sinistra o viceversa
opponendo flessione alla curva che sta
percorrendo; nel fare questo si oppone
allo spostamento del baricentro all'e-
sterno del piazzamento. Più stretta è la
curva, più il cavallo deve accentuare la
curvatura del dorso in modo tale che al
posteriore di spinta è così richiesto
anche un carico maggiore e maggiore
dovrà essere l'impegno delle anche,
alleggerendo l'avantreno. Si ottiene uno
stiramento della muscolatura del costa-
to ed un maggiore impegno del poste-
riore; in ultima analisi corregge le asim-
metrie, rende il tronco più sciolto, è pro-
pedeutico alla riunione. Due gli scopi: la
decontrazione e l'ingaggio del posteriore
finalizzato alla riunione.
Nel galoppo rovescio il cavallo deve tro-
vare da se i propri equilibri attraverso
un'idonea progressione, le rigidità in
esso presenti lo potrebbero portare a
cadere nel trotto, ad affrettare il galop-
po, a disunirsi, intervenire duramente
in una situazione di squilibrio non
porta alcun vantaggio. Il cavaliere deve
mantenere gli aiuti del galoppo intra-
preso ricordando che il lato interno è Meccanica
determinato dal galoppo e non dalla del galoppo rovescio
e controgaloppo
direzione intrapresa. Deve permanere
un leggero piazzamento dalla parte del
piede di galoppo. Nel caso di errore, il
cavaliere dovrà abituarsi a ripartire al

116
Manuale di equitazione

galoppo sullo stesso piede rimanendo ne delle gambe, l'attività maggiore del-
sulla linea dell'esercizio. Debbono esse- l'esercizio viene dall'impiego della
re evitate contorsioni inutili e deve esse- gamba interna che è quella deputata a
re fatta attenzione alla corretta posizio- mantenere l'ingaggio del posteriore.

Serpentina

117
Manuale di equitazione

Spalla in dentro La spalla in dentro

E' sicuramente un esercizio propedeuti-


co alla riunione di grande efficacia; con
lo stiramento della muscolatura esterna
e la contrazione dell'interna rende il
cavallo simmetrico, lo rende quindi più
diritto, sfruttando così al meglio la spin-
ta dei posteriori. Il cavallo muove nella
direzione laterale e in avanti con una
flessione costante dalla nuca alla coda
(piazzamento); nel fare ciò l'arto ante-
riore interno scavalca l'anteriore ester-
no. Per effetto della flessione degli arti
posteriori che marciano in parallelo,
l'interno deve portarsi decisamente
sotto la massa e nel fare questo deve
abbassare l'anca corrispondente. Nel
portarsi in avanti la pista è suddivisa in
tre linee disegnate: dall’anteriore inter-
no, dal bipede diagonale esterno, dal
posteriore esterno. Il cavaliere deve
arrotondare il cavallo attorno alla azio-
ne della gamba interna, la quale ha
anche il compito di ingaggiare il poste-
riore interno; la gamba esterna contiene
gli eventuali sbandamenti della groppa;
la redine interna invita alla flessione
alla nuca mentre l’esterna contiene la
eccessiva flessione dell'incollatura di
modo che questa non vada ad appesan-
tire l'anteriore interno, il busto deve
rimanere in asse con il cavallo sebbene
una porzione di peso maggiore sia cari-
cata sulla staffa interna. Si intuisce
facilmente come la muscolatura del lato

118
Manuale di equitazione

esterno del tronco subisca uno stira- Il punto di osservazione migliore per
mento, mentre un potenziamento sia verificare la corretta esecuzione di una
ottenuto attraverso l'attività della spalla in dentro è nella sua visione dal
muscolatura interna ed in modo parti- davanti; si può osservare il disegno
colare dalle fasce addominali; l'abbas- delle tre linee, l'abbassamento dell'anca
samento dell'anca potenzia grandemen- interna ed anche la corretta posizione di
te tutta la muscolatura dell'arto poste- testa e collo.
riore impegnato. Nell'iniziare l'esercizio Nelle esecuzioni compiute lontano dalla
di spalla in dentro come anche nel parete, ove questo aiuto al contenimen-
rimettere il cavallo diritto debbono esse- to della groppa viene a mancare, deve
re spostate le spalle, non le anche. essere fatta molta attenzione che siano
L'avantreno deve diventare leggero, la le spalle ad essere spostate all'interno e
parte più mobile del cavallo. che non sia il treno posteriore a sban-
dare.
E' evidente come il cavallo, disponendo-
si su quattro linee come nella cessione
alla gamba, eviti la flessione e di conse-
guenza la necessità di abbassare l'anca
interna. Il cavaliere deve possedere una
buona coordinazione degli aiuti, evitare
trazioni sulle redini, contorcimenti del
busto, azioni improprie dello sperone.
L'imperfetta esecuzione è una fase
intermedia che deve essere accettata e
questa sarà tanto più breve, quanto
maggiore sarà la rispondenza del caval-
lo. La spalla in dentro è un esercizio
molto importante nell'addestramento di
un cavallo sportivo, anche se esiste un
momento preciso in cui può essere
richiesto; un cavallo che non sa mante-
nere la propria flessione in un circolo,
che non sa coordinare il proprio movi-
mento in una cessione alla gamba, è un
cavallo a cui non è possibile richiedere
una spalla in dentro.

119
Manuale di equitazione

Groppa in dentro,
groppa in fuori,
appoggiata
La meccanica della groppa in dentro o
travers, della groppa in fuori o renvers o
ancora dell'appoggiata, è la stessa. Il
cavallo ha una flessione dalla nuca alla
coda, gli arti esterni alla flessione sca-
valcano gli arti interni. Infatti questi
esercizi si differenziano solo per la posi-
zione relativa al maneggio in cui sono
eseguiti; nella groppa in dentro il caval- Meccanica
lo marcia lungo la pista, formando un dell’appoggiata
angolo con la parete di circa 30°; nella
groppa in fuori è la groppa ad essere
verso il muro e forma lo stesso angolo
con la parete; nell'appoggiata infine l'e-
sercizio avviene lungo una diagonale. E'
questo il movimento laterale più com-
plesso: richiede al cavallo una buona
mobilità del tronco, un'ottima coordina-
zione e sviluppa grandemente la capaci-
tà di riunione, specie del posteriore
interno per effetto della flessione, ma
anche del posteriore esterno al quale è
richiesta una grande mobilità articolare
per sopravanzare l'interno, cosa che
può succedere solo con una buona fase
di sospensione. La lateralità del movi-
mento, sempre accompagnata dall'a-
vanzamento, è indicata dal peso del
cavaliere che disponendosi prioritaria-
mente sul lato interno, invita la base
d'appoggio a guadagnare terreno in

120
Manuale di equitazione

quella direzione, dicesi peso traente. scorretto, della gamba esterna. Per que-
D'altra parte ridurre all'azione della ste ragioni è opportuno proporre l'eser-
gamba esterna il compito di indicare la cizio alle andature basculate solo quan-
lateralità del movimento, porterebbe il do è ben eseguito al trotto.
cavallo ad una contrazione muscolare In particolare, il passo è una andatura
del lato esterno del tronco con la conse- che per la sua caratteristica di non
guente perdita del piazzamento. La avere fase di sospensione e per la com-
gamba interna è la garante dell'avanza- plessa coordinazione che richiede al
mento del posteriore interno e nel con- cavallo, si configura come la più diffici-
tempo è attorno ad essa che il cavallo si le da cui ottenere delle corrette esecu-
flette; ancora una volta la mano interna zioni dei movimenti laterali propedeuti-
inviterà alla flessione e la mano esterna ci alla riunione. Nel galoppo è da predi-
la conterrà. La complessità del movi- ligere il lavoro in appoggiata, in quanto
mento richiede al cavaliere una buona il traversarsi del cavallo al galoppo, che
capacità di coordinazione degli aiuti nei certo non è la groppa in dentro, è una
movimenti laterali che deve già essere delle più frequenti difese ad impegnare
stata acquisita nel lavoro in spalla in il posteriore interno sotto la massa; la
dentro. Gli errori più comuni in questo cattiva esecuzione in questo caso fini-
genere di esercizio sono la cattiva rebbe con l'incoraggiare un difetto.
gestione del busto, il quale non deve Le più frequenti difese del cavallo all'im-
essere coinvolto nell'azione di peso pegno muscolare che questo esercizio
traente, la perdita di elasticità delle richiede sono, ridurre l'avanzamento,
braccia che condiziona l'impostazione perdere il piazzamento, portare il poste-
del piazzamento, l'eccessivo uso, spesso riore interno fuori dalla massa da spin-
gere facendo precedere le anche sulle
spalle. Quando si verifica il primo caso
l'esercizio deve essere interrotto e ci
deve essere una decisa richiesta di
avanzare; è sempre bene che questi
esercizi siano intervallati da transizioni
alle andature medie o allungate. Nel
secondo caso dovrà essere ritrovato il
piazzamento per mezzo di una spalla in
dentro; nel terzo è ancora la spalla in
dentro che permette la correzione con
una decisa richiesta di avanzare.

121
Manuale di equitazione

Passi indietro Meccanica dei passi indietro

I passi indietro debbono essere richiesti


al cavallo nel momento in cui si è verifi-
cata una buona sottomissione e una
chiara volontà di avanzare.
Nel passo indietro il cavallo sposta il
tronco all'indietro e porta successiva-
mente indietro i bipedi diagonali per
riequilibrarsi.
Ciò avvenendo, si verifica un'arretra-
mento del baricentro, un alleggerimen-
to del treno anteriore, una marcata fles-
sione longitudinale della regione lomba-
re, uno stiramento dei glutei e il lavoro
di psoas e addominali; davanti agiscono
pettorali e brachio cefalico, oltre che
trapezio toracico e dentato ventrale.
Sono gli stessi muscoli che intervengo-
no nel movimento in avanti, ma nel
passo indietro, specie i posteriori, agi-
scono in modo più intenso e più lento,
dovendo spostare la massa del corpo
sul posteriore, anziché il posteriore
sotto la massa. Un esercizio quindi che,
oltre allo stiramento di alcune fasce,
potenzia la muscolatura.
Ma perché abbia un valore come eserci-
zio ginnico, deve essere eseguito in
modo che il cavallo retroceda rimanen-
do diritto, con passi ampi e regolari,
senza contrasti con l'imboccatura, in
ogni momento sempre pronto ad avan-
zare. Il cavallo che affretta, che si tra-
versa, che trascina gli anteriori, che si
pone contro la mano o passa sopra la

122
Manuale di equitazione

mano abbassando la schiena, impeden- Meccanica dei passi indietro


do quindi la flessione lombare, non solo
non fa un buon esercizio, ma in lui si
crea un danno oltre che fisico, morale,
dovuto dal coatto e spiacevole arretra-
mento con la schiena bassa. Il passo
indietro può essere insegnato al cavallo
con il lavoro a terra; a cavallo montato
deve essere richiesto come risultato di
un lavoro preliminare compiuto.
Di per se, nulla aggiunge allo sviluppo
della muscolatura della schiena.
Prima di tutto non deve essere esercita-
ta nessuna trazione dalla mano del
cavaliere; è l'azione delle gambe, che
devono essere leggermente arretrate,
sulla mano che resiste, che induce al
movimento retrogrado; il cavaliere deve
alleggerirsi nella sella discendendo
maggiormente nell'inforcatura; in nes-
sun caso arretrare con il busto oltre la
verticale, ma semmai avanzare di poco
con quei soggetti che hanno poca prati-
ca dell'esercizio.
Deve essere evitata accuratamente l'a-
zione forte dello sperone; se questa pro-
voca tensioni si irrigidirà la schiena e
senza un innalzamento della schiena il
cavallo non può arretrare correttamen-
te. La corretta esecuzione dell'alt è un
elemento fondamentale per la buona
riuscita dei passi indietro.
La condizione di equilibrio determinata
dal corretto piazzamento nell’alt con-
sente, infatti, la disinvoltura e l’elastici-
tà del movimento.

123
Manuale di equitazione

Cambio di galoppo Meccanica dei cambi di galoppo

in aria
Il cambio di galoppo in aria è in sostan-
za una partenza al galoppo dal galoppo,
un cambio che avviene nella fase di
sospensione tale per cui il cavallo modi-
fica lo schema dell'andatura cambiando
il piede del primo tempo e di conse-
guenza le altre fasi. L’utilità della capa-
cità di cambiare galoppo in equilibrio
durante un percorso è facilmente intui- 3° tempo galoppo destro
bile. E' un movimento che il cavallo pra-
tica naturalmente, ma perché questo
avvenga nella conservazione dell’equili-
brio e della regolarità dell'andatura, è
indispensabile che il cavallo abbia svi-
luppato una buona capacità di portare
peso ed una buona simmetria muscola-
re; gli sono altresì richieste buone capa-
cità coordinative e forza. Ciò è eviden-
ziato nei cambi in serie. Una ben mar-
cata fase di sospensione è necessaria.
L’esecuzione dei cambi nel galoppo
Sospensione
accorciato è insufficiente, laddove l'im-
pulso è mancante; nel galoppo esagera-
tamente ampio, invece, anche in pre-
senza di una buona fase di sospensio-
ne, il movimento è più radente al terre-
no; la coordinazione richiesta è maggio-
re e così anche i rischi di squilibrio.
Deve quindi essere ottenuta una buona
riunione, con una fase di sospensione
ben marcata. Nell'esecuzione deve esse-
re prevista la capacità di inserire la
1° tempo galoppo sinistro

124
Manuale di equitazione

mezza fermata nel momento opportuno


e ancora la capacità di cambiare gli
Piroetta
aiuti da un galoppo all'altro, rapida-
Un buon esercizio di verifica dell'ottima
mente e senza azioni brusche (tempi-
riunione raggiunta è la piroetta; è una
smo e coordinazione). In assenza di una
rotazione o volta molto stretta nella
buona coordinazione si può verificare
quale il cavallo descrive con gli anterio-
un irrigidimento della mano nel
ri un circolo attorno ai posteriori, i
momento del cambio; ciò, riducendo la
quali, seppure sul posto, mantengono il
mobilità dell'incollatura, riduce la pos-
movimento dell'andatura levandosi e
sibilità di bascula e di flessione che
posandosi. Può essere eseguita al passo
sono della massima importanza in que-
e al galoppo ed il cavallo mantiene un
sto movimento. Altrettanto grave è lo
piazzamento nella direzione del movi-
slancio del busto del cavaliere nell'effet-
mento. Al passo le mani spostano le
tuare il cambio di ripartizione dei pesi;
spalle (l'esterna contiene), la gamba
gli squilibri che questo comporta non
interna alla cinghia deve rimanere atti-
possono essere in alcun modo compen-
va per invitare il posteriore alla levata
sati dal cavallo. L’azione forte dello spe-
sul posto; la gamba esterna contiene la
rone della nuova gamba esterna, nel
groppa, il peso aiuta l'arretramento del
l'effettuazione di un cambio, crea una
baricentro del cavallo e nel contempo
contrazione muscolare di quel lato che,
indica la direzione del movimento. Il
seppure è uno stimolo all'avanzamento
cavallo deve saper portare il proprio
del posteriore, nella rigidità, può far
perdere coordinazione o scatenare vere
e proprie difese. A questi errori del Meccanica della piroetta
cavaliere o all'assenza di simmetria e
coordinazione nel cavallo sono ricondu-
cibili le ragioni di una cattiva esecuzio-
ne evidenziata dal traversarsi, appog-
giare, cambiare prima con il treno ante-
riore e poi con quello posteriore e vice-
versa. In tutti questi casi si deve rimet-
tere il cavallo nella serenità facendolo
energicamente avanzare diritto, poi
riunendolo gradualmente in un circolo;
si riproporrà l'esercizio, meglio se nella
sua forma più elementare.

125
Manuale di equitazione

peso agevolmente, non vi può essere retti, così come dall'eleganza e dall'ela-
nessun contrasto o rigidità, se non a sticità del movimento. Ogni bipede dia-
scapito della regolarità e dell'equilibrio. gonale si alza e si posa alternativamen-
Il movimento può essere eseguito te con una cadenza molto regolare ed
dimezzato, in questo caso la rotazione un tempo di sospensione aumentato.
sarà di soli 180 gradi, minori saranno le
difficoltà di esecuzione. dal regolamento di Dressage,
articolo 415:

Il piaffer è un movimento diagonale,


Movimenti specifici estremamente riunito, rilevato e caden-
zato e che dà l'impressione di essere
delle competizioni di eseguito sul posto. Il dorso del cavallo è
Dressage morbido e vibrante. La groppa si abbas-
dal regolamento di Dressage, sa leggermente, le anche e i garretti atti-
articolo 414. vi e molto impegnati danno alle spalle e
a tutto il treno anteriore una grande
Il passage è un trotto misurato, molto leggerezza, libertà e mobilità dei movi-
riunito, molto rilevato e molto cadenza- menti. Ogni bipede diagonale si alza e si
to. E' caratterizzato da un pronunciato posa alternativamente con una cadenza
impegno delle anche e da una accen- molto regolare ed un tempo di sospen-
tuata flessione del ginocchio e dei gar- sione aumentato.

Mezzo giro sulle anche

126
Manuale di equitazione

12. Saltare
Questo esercizio sviluppa la coordina-
Barriere e cavalletti zione e la regolarità delle andature,
induce il cavallo a rilevare maggiormen-
Il lavoro del cavallo su barriere a terra e
te gli arti, può essere usato per verifica-
cavalletti è di grande utilità nel lavoro in
re l'assetto del cavaliere.
piano come nella preparazione al salto;
Le distanze tra le bariere e tra i caval-
dimensionando diversamente l'interval-
letti possono variare in base alla finali-
lo tra le barriere il passaggio su di esse
tà dell'esercizio a partire da m. 0,80 per
può essere eseguito alle tre andature e
il passo, da m. 1,20 per il trotto, da m.
con diverse ampiezze.
2,50 per il galoppo.

Anteriore Passaggio al trotto


sinistro

Anteriore
destro

Tracce di un
passaggio al trotto

Passaggio al
galoppo anteriore

127
Manuale di equitazione

L’assetto Comportamento degli angoli articolari


del cavaliere nelle diverse fasi del salto
La simmetria raggiunta con il lavoro in
piano consente al cavallo di mantenersi
diritto sulla traiettoria del salto e otti-
mizzare la spinta, di girare facilmente
mantenendo equilibrio, di avere impul-
so sufficiente per affrontare i compiti
proposti da un percorso. La componen-
te essenziale per la buona riuscita di un
percorso di salti è indubbiamente la
preparazione del cavallo in piano. La
tecnica e lo stile nelle prove ad ostacoli
hanno una storia relativamente breve e
forse per questo ancora risentono delle Fase della battuta
polemiche che hanno infiammato gli
inizi del '900. La tecnologia e gli studi
sulla meccanica del movimento consen-
tono di proporre un metodo che abbia
solide basi razionali, partendo dai prin-
cipi enunciati e sperimentati dal capita-
no Federico Caprilli, sino alla loro
attuale evoluzione, frutto di una conti-
nua sperimentazione.
Non si può parlare di una posizione sul
salto: il cavaliere, per adeguarsi al
movimento, continua a cambiare posi-
zioni allo scopo di mantenere insieme
ed equilibrio con il cavallo. Il cavaliere
regola il proprio movimento a quello del
suo cavallo nella massima leggerezza.
L'aderenza al cavallo sarà garantita dai
polpacci, dalla parte bassa delle cosce e
dall'appoggio sulle staffe e di conse- Fase ascendente
guenza dal ginocchio aderente e mobile.
Il piede appoggia sulla staffa nel punto

128
Manuale di equitazione

Comportamento degli angoli articolari più largo, con il piede tendenzialmente


del cavaliere nelle diverse fasi del salto parallelo al costato del cavallo ed il tal-
lone appena più basso della punta, con
la caviglia elastica, pronta a scendere.
Nella fase di avvicinamento, il cavaliere
si avvicina al cavallo scendendo con le
ginocchia, la parte bassa delle cosce
avanza, il busto leggermente inclinato
in avanti aspetta la battuta a spalle
aperte, lasciando libere le reni del
cavallo. La mano rimane in contatto
assecondando una incollatura tesa, la
punta del naso in avanti all'altezza del
garrese o poco più in alto.
Nella fase ascendente della parabola il
Fase culminante busto del cavaliere segue il movimento
dell'incollatura; s'inclina e si abbassa;
l'angolo dell’articolazione del ginocchio
si apre; la parte alta della coscia bascu-
la in avanti, la parte bassa scende nella
sella ed è ad essa saldamente aderente.
I polpacci sono il secondo punto di mas-
sima aderenza; ginocchio e tallone si
abbassano, quest'ultimo per effetto
della discesa del primo. La mano, senza
perdere contatto, concede totale libertà
all'incollatura del cavallo.
Nella fase culminante, la situazione
permane, ma gli angoli del bacino,
ginocchio, tallone, sono più chiusi allo
scopo di essere il più possibile vicini al
cavallo. Il ginocchio è sempre spinto
molto in basso; questo avanzare del
busto e dell'inforcatura garantiscono di
Fase discendente
non rimanere in ritardo rispetto al
movimento del cavallo.

129
Manuale di equitazione

Nella fase discendente la meccanica del mento al cavallo, il ginocchio, in questa


gesto e la forza di gravità tendono a fase, tende a risalire leggermente; que-
lasciare il cavaliere in ritardo. sto gli permetterà di scendere al
L'articolazione del bacino è costretta ad momento della ricezione per ammortiz-
aprirsi per evitare l'arretramento sulla zare il peso del cavaliere. Nella fase di
sella. E' l'elasticità delle reni del cava- ricezione, la parte alta del cavaliere
liere che permette alla coscia di mante- prende un ritardo dovuto all'inerzia che
nere aderenza ed al ginocchio di rima- tende a farlo sedere in sella; ciò viene
nere basso in avanti. Non sono le spalle evitato da una azione delle reni che
che devono essere spostate indietro, ma spinge in avanti e verso il basso le sue
il bacino che deve essere portato avanti natiche, allo scopo di portarle sotto le
sotto le spalle. Questo riposizionamento spalle. L’azione risulta possibile solo se
del bacino avviene anche grazie ad una la posizione del polpaccio rimane cor-
trazione operata dalle gambe; perché retta e aderente. Coscia e ginocchio
questo avvenga i polpacci discesi e vanno con le natiche avanti basso, il
angolati debbono essere aderenti al peso è sempre scaricato sulla staffa.
costato. Malgrado il corretto adegua- Nel salto gli elementi da osservare sono:

Rapporto tra busto del cavaliere e testa e corpo del cavallo

Testa del cavaliere

Testa del cavallo

Corpo del cavallo

130
Manuale di equitazione

la posizione ferma del polpaccio, la L'allievo non deve mai precedere il


coscia aderente, la discesa del ginoc- movimento del cavallo. Specie nella fase
chio, il controllo delle spalle che non della battuta deve essere richiamata
debbono arretrare o avanzare brusca- l'attenzione del cavaliere sulla capacità
mente, l'elasticità delle reni, l'elasticità di aspettare e seguire il movimento del
di gomito e spalla che consentono la cavallo.
ceduta delle mani. Nella fase aerea della L’eventuale ritardo deve essere recupe-
parabola l'allineamento tra spalla, rato con l'avanzamento del bacino e la
mano, bocca del cavallo rivela la corret- discesa del ginocchio. La spiegazione
tezza del gesto. E' importante osservare teorica non basta a modificare un gesto
il comportamento dell'incollatura del sbagliato: gli slanci del busto come lo
cavallo e del busto del cavaliere in rela- sfilare indietro del bacino sono gesti
zione tra loro: può dare preziose indica- irrazionali che provocano gravi squilibri
zioni. Essi seguono due linee abbastan- al cavallo, possono essere corretti solo
za simili essendo entrambi bilancieri nella continua ripetizione del gesto del
del binomio, l'alterazione di questo rap- salto.
porto denota una perdita d'insieme.

131
Manuale di equitazione

Il percorso Principali tipi di salti

Nell'impostare un percorso di salto, i


modesti interventi, l'azione passiva
nella fase di avvicinamento agli ostaco-
li, che già sono capacità di un cavaliere
esperto, sono il modo di intervenire più
elementare, il più educativo per il giova-
ne cavallo. L’intervento con energici
aiuti propulsivi nella messa in mano, Passaggio di sentiero
dove il cavaliere regola l'ampiezza delle
falcate di galoppo per portare il cavallo
alla battuta nella distanza dal salto più
favorevole, è certamente più efficace e
richiede un livello maggiore di addestra-
mento nel cavallo ed una maggior raffi-
natezza nell'impiego degli aiuti; è forse
anche il modo di gestire un percorso più
frainteso; troppo spesso nell'accorciare,
anziché la riunione viene richiesta la
perdita d'impulso che è l'esatto opposto.
Una tale impostazione di gara richiede Oxer
un ottimo colpo d'occhio per giudicare
l'eventuale necessità di un intervento,
un ottimo tatto equestre per inserire
l'intervento degli aiuti nel momento
opportuno senza perdere equilibrio e
impulso. Per tatto equestre si intende
quella somma di qualità degli aiuti e di
sensibilità che individuano un ottimo
cavaliere.
I primi salti al galoppo possono essere
affrontati quando l'assetto ha acquisito
in piano una certa solidità ed elasticità; Muro con ponte
esaminando il cavaliere galoppare sul-
l'inforcatura, gli angoli dell'anca, del

132
Manuale di equitazione

ginocchio e della caviglia si aprono e si


chiudono; svolgono un ruolo di ammor-
Verticale con tavola e barriere tizzatori e consentono alla parte alta del
cavaliere di muoversi su un piano oriz-
zontale, mentre il movimento del caval-
lo segue una linea sinusoidale. La sella
si allontana e si avvicina al glutei senza
venire tuttavia in contatto con loro. La
mano segue, in contatto, la bascula del-
l'incollatura. Il cavaliere deve essere in
grado di ottenere transizioni fluide,
senza contrasti.
In primo luogo il cavaliere deve appren-
dere l'indipendenza della mano di fron-
te al salto. Una buona mano che sa
Riviera cedere nel lavoro in piano potrebbe irri-
gidirsi nell'azione del galoppo che pre-
para il salto. Contemporaneamente
deve essere verificato l'equilibrio inseri-
to nel movimento del galoppo, unica
condizione che permette l'indipendenza
della mano. Se il cavallo affretta o perde
equilibrio, l'esercizio deve essere inter-
rotto con la ripetizione di un circolo e,
se necessario, con altre figure al galop-
po sino a che il cavallo non perde la ten-
sione. Nel corso di questo lavoro, di
tanto in tanto deve essere rípresentato
Fosso all'esercizio senza che questo venga
svolto. Non deve essere persa di vista
l'esecuzione dei movimenti prima e
dopo il salto che sono parte integrante
dell'esercizio.
Saltare è dunque indispensabile perché
cavallo e cavaliere acquistino confiden-
za con questo gesto atletico, ma essen-

133
Manuale di equitazione

do un esercizio particolarmente logo- ha sempre montato ponies deve passa-


rante per il cavallo, va amministrato re all'attività a cavallo. La dinamica del-
con grande oculatezza. Innanzitutto evi- l'uno e dell'altro sono molto diverse,
tando gli inutili sforzi procurati dall'al- specie nell'esercizio del salto; per tempo
tezza del salto; ben inteso il cavallo deve dovrà essere programmato il necessario
avere coscienza dei propri mezzi e deve affiatamento con il cavallo, prima che,
aver avuto una buona esperienza, sem- esaurita la stagione ponies, si debbano
pre improntata alla progressione, delle affrontare gli impegni agonistici a caval-
categorie di concorso che è chiamato ad lo. Per ottimizzare lo sforzo atletico del
affrontare. Altro elemento da osservare salto il cavallo deve battere ad una
è la natura del terreno, che deve essere distanza dall'ostacolo che gli permetta
compatto e moderatamente elastico, di superarlo agevolmente, senza acro-
assolutamente piano, senza buche o bazie. La capacità di valutare corretta-
avvallamenti. Se vi è un limite di salti mente una distanza è frutto di una
nelle gambe del cavallo, non vi è limite grande sensibilità associata alla com-
al numero di salti che può fare il cava- prensione del ritmo e della cadenza del
liere. La possibilità di montare più galoppo. Non può essere richiesta a
cavalli soddisfa pienamente queste esi- priori, deve essere ricercata dal cavalie-
genze; se poi i cavalli hanno una strut- re partendo dalla regolarità e dall'equi-
tura morfologica e gradi di addestra- librio con i quali il cavallo galoppa tra
mento diversi, ancor meglio: la quantità un salto e l'altro. Le tensioni che inne-
e la qualità delle esperienze che il cava- sca una eccessiva preoccupazione della
liere potrà acquisire saranno più varie e distanza impediscono di ascoltare il
quindi migliori. Debbono essere evitati cavallo e quindi, col tempo, di saperla
quei cavalli che, disgustati da esperien- valutare. In ogni caso se il cavallo si
ze negative, hanno timore del salto e lo avvicina al salto, poco impegnato, privo
accusano come un gesto doloroso o d'impulso, non ci sono le condizioni per
comunque che incute loro paura. Tali poter mettere una buona distanza.
soggetti non insegnano nulla, anzi, In nessun caso la ricerca della distanza
avviliscono anche il cavaliere più esper- deve far perdere di vista il problema
to, opponendo alla sua volontà continui principale: saper aspettare la battuta
rifiuti. Pochi uomini di cavalli hanno l'a- del cavallo. Sempre a proposito della
bilità e la pazienza necessarie per recu- ricerca della distanza va detto che la
perare questi soggetti all'attività atleti- battuta non deve essere sempre ricerca-
ca. L’esigenza di montare più cavalli ta nell'area più vicina al salto. Con i
diventa necessità quando il giovane che cavalli giovani che debbono essere

134
Manuale di equitazione

responsabilizzati e che non debbono facile che il cavaliere in queste condizio-


saltare ostacoli troppo alti o in certe ni si lamenti di più della sua mancanza
situazioni in campagna, l'area ottimale di “occhio" che non delle cattive condi-
di battuta può variare molto da cavallo zioni in cui è stato impostato l'avvicina-
a cavallo e deve poter essere da questo mento.
determinata con una certa autonomia. Capire che nella giusta cadenza la valu-
Anche lo sguardo condiziona i compor- tazione della distanza è più facile sia
tamenti del corpo e da segnali che il per il cavallo che per il cavaliere è fon-
cavallo percepisce; guardare il piede del damentale. Per questa ragione i primi
salto incita il cavallo ad avvicinarsi, percorsi non debbono porre problemi al
guardare la sommità lo incita a partire mantenimento di una cadenza regolare;
più lontano. non debbono richiedere girate strette,
Lo svolgimento di un percorso con osta- variazioni di ampiezza, frequenti cambi
coli di diversa natura comporta il com- di galoppo. Quando sarà ben capito il
binare circoli, diagonali, cambiamenti concetto di regolarità, allora la preoccu-
di direzione, con le variazioni di equili- pazione del cavaliere dovrà essere posta
brio determinate dai singoli salti. Tutto sul mantenimento della cadenza in con-
ciò richiede variazioni nell'assetto del dizioni di difficoltà sempre maggiori e
cavallo che sempre debbono avvenire in varie.
condizione di equilibrio con impulso Gli elementi che occorre tener presenti
sempre presente e con precise scelte di nel cavallo durante l'esecuzione di un
direzione. I difetti di esecuzione dei percorso debbono essere impulso, equi-
movimenti in piano al galoppo sono poi librio, direzione. Questi tre elementi
quelli che generano le difficoltà sui sin- sono principalmente compromessi in
goli salti. Il cavallo deve poter arrivare al alcune situazioni di percorso. l'impulso
salto diritto per ottimizzare la spinta dei e in parte l'equilibrio nelle girate, l'equi-
posteriori, deve poterci arrivare in buon librio nelle variazioni di ampiezza e nei
equilibrio per ben organizzare la battu- dislivelli, la direzione ogni qual volta lo
ta. Vediamo così che una girata mal spazio di avvicinamento o la fronte del-
eseguita con una perdita di flessione, l'ostacolo è ristretta.
un avvicinamento ad un galoppo traver- Molti cavalieri ritengono sia più facile
sato, un galoppo disunito, un galoppo trovare la giusta distanza di un salto
sulle spalle contro la mano, sono spes- venendo da una dirittura che da una
so all'origine di una distanza sbagliata girata stretta; ciò è vero solo se nella
con quel che ne consegue, sia questa girata il cavallo perde impulso o equili-
una fermata o un abbattimento. E' più brio, altrimenti, la minor ampiezza delle

135
Manuale di equitazione

falcate ottenuta in girata meglio con- girata lo sguardo è già rivolto all'ostaco-
sente al cavallo di "aggiustare" la battu- lo; sul salto è già rivolto nella direzione
ta. Tanto più ampie sono le falcate, del salto successivo. Nella richiesta di
tanto più difficile riesce la correzione. un cambio di galoppo su di un salto, se
Ciò è facilmente comprensibile e spiega il cavallo si riceve falso o disunito, si
i vantaggi nel montare i ponies in per- eseguirà una transizione al trotto, quin-
corso. Anche statisticamente gli ostaco- di si riprenderà il galoppo corretto; que-
li posti dopo lunghe diritture risultano sta deve diventare un'abitudine anche
spesso errorabili. Ovviamente se il in esercizi di percorso; perché il cavallo
cavallo giunge alla battuta ancora in impari a cambiare il suo galoppo senza
flessione avrà grosse difficoltà ad impie- transizione al trotto occorre un buon
garsi simmetricamente nella fase pro- equilibrio. Gli esercizi di salto possono
pulsiva; quindi, anche in girata, l'am- essere composti ed integrati e dar vita
piezza di questa, quindi la direzione, ad un infinito numero di esercizi il cui
riveste la massima importanza. In effet- solo limite all'allestimento è la fantasia
ti i tre elementi: impulso, equilibrio, dell'istruttore e il materiale a disposizio-
direzione, debbono essere sempre pre- ne. Va da sé che debbono essere rispet-
senti. L’aver identificato le situazioni tate le possibilità biomeccaniche del
ove è più facile che vengano a mancare cavallo, il principio di progressione, e
non significa che negli altri momenti deve essere chiara la finalità.
possano essere ignorati. In particolare l'esecuzione di una serie
Un elemento da non trascurare è lo di esercizi, prima eseguiti separatamen-
sguardo che deve essere rivolto nella te e poi in circuito, è uno dei lavori che
direzione che deve essere intrapresa meglio preparano al percorso.
con il dovuto anticipo. All'uscita della

Meccanica di una combinazione “dentro - fuori”

136
Manuale di equitazione

Linee e combinazioni Esame della distanza di combinazioni


ad un tempo di galoppo, costruite
con diversi tipi di salto
Nelle linee e ancor di più nelle combi-
nazioni sono valorizzate le doti di equi-
librio e le capacità di valutazione della
distanza nel cavallo.
L’esercizio su alcune di queste ove sono
richieste variazioni di ampiezza nell'an-
datura richiedono un buon grado di
sottomissione e di impulso, ovvero la
rispondenza agli aiuti necessaria. Meno
falcate di galoppo sono poste tra un
salto e l'altro, tanto più diventano
importanti queste capacità. Il lavoro su
linee e combinazioni è importante, non
solo per affrontare le difficoltà del per-
corso, ma anche come utile ginnastica
propedeutica.
In particolare la ginnastica effettuata su
combinazioni dentro fuori ha un grande
valore atletico. In questo esercizio, dopo
la ricezione degli anteriori a cui normal-
mente segue la fase di sospensione, il
posteriore è chiamato rapidamente a
terra per imprimere la spinta al salto
successivo. Alla ricezione il cavallo si
comprime come una molla sugli ante-
nori; a questo movimento partecipano
tutte le strutture dell'arto anteriore:
tendini, legamenti e muscoli. Viene
inoltre sollecitata la struttura muscola-
re che sorregge il tronco tra le spalle.
Tutta la struttura si carica come una
molla, distendendosi e contraendosi poi
per sollevarsi nell'elevazione successi-
va, nel tempo di sospensione si inarca

137
Manuale di equitazione

la schiena. Il treno posteriore si impe- dentro e fuori determinano il grado di


gna sollecitando la cerniera lombo difficoltà dell'esercizio. La quantità degli
sacrale e flettendo la colonna vertebrale elementi in serie sono l’altro elemento
nella posizione toraco lombare. che concorre a determinare la difficoltà
Tale ginnastica sviluppa lo scatto e l'e- con l'altezza dei salti, ovviamente, che
lasticità dei muscoli preposti all’eleva- non deve mai essere eccessiva quando
zione del treno anteriore nell'affrontare si utilizza l'esercizio come ginnastica.
l'ostacolo, favorendo l'impegno e la fles- Altro discorso è quello che riguarda le
sione della colonna vertebrale e dell'ar- combinazioni ad uno o due tempi: tali
ticolazione dell'anca. Il ritmo dei movi- combinazioni possono essere poste a
menti stimola il coordinamento e la sin- distanze variabili per ginnasticare il
cronia, grazie ad un impegno armonico cavallo ad aumentare o diminuire l'am-
e ripetitivo che non sovraccarica ecces- piezza della falcata o delle falcate di
sivamente le strutture articolari come galoppo che costituiscono l'intervallo
accade nei salti di altezza elevata. Le tra i due salti. Gli elementi da conside-
distanze che si pongono negli intervalli rare, oltre a quanto già è stato detto

Esempio di
alcune ginnastiche
di salto con
ingresso al trotto
o galoppo

138
Manuale di equitazione

sulle tipologie di ostacoli, sono: che la combinazione può variare grandemente


falcata di galoppo dopo la ricezione a seconda dell'esercizio che si intende
tende ad accorciarsi per l'effetto dina- proporre; tuttavia alcuni elementi devo-
mico determinato dall'impatto al terre- no essere sempre tenuti presenti: la
no dopo la parabola; con l'aumento del- costruzione dei salti che compongono la
l’altezza dell'ostacolo la falcata dopo la combinazione, l'ampiezza della falcata
ricezione si accorcia ulteriormente. Nel che si intende ottenere, la natura del
caso poi l'ingresso sia effettuato al trot- terreno, la disposizione della combina-
to, la parabola ha minor ampiezza, per- zione. La costruzione di esercizi di salto
tanto la ricezione è più vicina al salto; in linea o in combinazione deve essere
quando la prima di una serie di combi- adeguata al livello tecnico del cavallo e
nazioni è dentro fuori, la meccanica di del cavaliere, non è quindi possibile
esecuzione di quest'ultimo tende ad indicare misure per le distanze tra gli
accorciare la falcata successiva. Da ostacoli che non tengano conto della
quanto osservato risulta evidente che la finalità dell'esercizio, sommando l'area
distanza tra i due o più elementi di una di ricezione con l'ampiezza delle falcate

139
Manuale di equitazione

richiesta per il numero delle falcate, ben equilibrato e non disturbato dal
sommando poi l'area di battuta, si potrà cavaliere sceglierà responsabilmente la
ottenere la misura corretta. soluzione migliore. Il cavallo derespon-
Pretendere da un cavallo sopra la sabilizzato al primo errore del cavaliere
mano, che galoppa a schiena bassa, un si troverà in difficoltà.
esercizio che gli richiede un galoppo Un discorso a parte meritano le linee
riunito con distanze molto corte è un spezzate; se la scelta operata su di una
tragico errore. L’esercizio che è stato linea in dirittura, per ottenere una
svolto con facilità dal cavaliere famoso buona esecuzione prende in considera-
con cavalli ben preparati, si trasforme- zione la cadenza in una ampiezza ade-
rà in una trappola per il cavallo impre- guata della falcata, nella linea spezzata,
parato. Non creerà nessun migliora- oltre a questi elementi, deve essere
mento, ma proprio perché inadeguato preso in esame il tracciato più idoneo.
farà perdere la fiducia nei pochi mezzi Il che significa che il cavaliere è respon-
che il cavallo possiede. sabilizzato nella scelta della direzione,
Per quanto riguarda le linee, sebbene nella scelta del galoppo al quale ricever-
tutto quanto sino a qui detto abbia si, nel garantire che la flessione richie-
piena validità, si devono considerare i sta avvenga in equilibrio.
seguenti elementi. La distanza tra i In nessun caso deve essere frainteso
salti, che costituisce una linea, quanto l'impulso con la velocità o con l'ampiez-
più è corta, tanto meno consente una za: il primo deve essere sempre presen-
differente interpretazione. te, anche in assenza delle altre. La toni-
In altro caso la linea è interpretabile ca rilassatezza del cavaliere permette di
regolando l'ampiezza della falcata del stemperare molte tensioni presenti nel
galoppo così da porre più tempi o meno cavallo.
tempi. L'impostazione della linea è pre- Negli esercizi al galoppo non preceduti
feribile avvenga nell'avvicinamento del da barriere a terra, l'avvicinamento e la
primo elemento: solo nei casi di linee battuta rivestono un'importanza fonda-
molto lunghe, possono essere fatti mentale per la corretta esecuzione di
interventi sull'ampiezza della falcata una linea, così come il primo tempo
dopo la ricezione del primo elemento, dopo la ricezione dal primo salto, dall'e-
purché gli interventi non vadano a dis- quilibrio di questa falcata di galoppo e
turbare l'equilibrio del cavallo. Va da se di conseguenza dall'insieme del cavalie-
che l'identificare i tempi di galoppo su re in questa fase, dipendono le possibi-
linee superiori ai 20 m. è più un confor- lità di contenere od aumentare le suc-
to per il cavaliere, che altro; un cavallo cessive falcate.

140
Manuale di equitazione

13. Saltare in campagna


mente determinate dalla natura del ter-
Primi salti reno, dislivelli, acqua, ampie distanze,
che non dalle dimensioni dei salti.
Le prime esperienze in campagna devo-
Ovviamente queste moltiplicano le diffi-
no essere fatte nelle migliori condizioni
coltà: in una fase addestrativa non
di sicurezza per il cavaliere e per il
vanno mai usate le massime altezze.
cavallo. Il cavaliere dovrà sostituire
Con molta parsimonia saranno utilizza-
all'abituale cap un casco rigido e indos-
te nell'allenamento.
sare un giubbotto protettivo per la
Devono essere tenute in considerazione
schiena, il cavallo dovrà avere le oppor-
le difficoltà che una configurazione
tune protezioni. Se nel comune lavoro
varia del terreno comporta.
di salto in maneggio possono bastare
La campagna è così varia da presentare
stinchiere anteriori e paranocche e nel
sempre situazioni diverse che, pur
lavoro in piano le sole fasce, per la cam-
rispettando i principi generali, introdu-
pagna è preferibile che siano usate stin-
cono continue variabili.
chiere anteriori e posteriori, con un
L'esperienza personale in campagna è
buon rinforzo protettivo nell'area
imprescindibile per una corretta valuta-
mediale, paraglomi, anche per quei sog-
zione delle difficoltà. E tale principio
getti che non si raggiungono.
deve essere esteso all'istruzione. Un
L'imboccatura deve essere gradita dal
fosso anteposto ad un talus a salire può
cavallo, il quale deve essere ad essa
indicare meglio la battuta ed essere così
rispondente. E' preferibile che due sole
un elemento che facilita il salto, se buio
redini colleghino le mani alla bocca. Il
e profondo, può essere un elemento di
collare della martingala deve essere
distrazione. Gli ostacoli sormontati da
agganciato alle cambre della sella e la
un tettuccio, gli archi e ancor di più i
sella è meglio abbia una sassinga. La
buchi (insegne, tane di scoiattoli, ban-
presenza della martingala può essere
diere), tendono ad appiattire la parabo-
d'aiuto al cavaliere che vede il suo equi-
la che già presenta una battuta tenden-
librio compromesso e che ad essa può
zialmente vicina al salto. L'ostacolo non
attaccarsi, evitando strattoni sulle redi-
presenta di per sé che la difficoltà della
ni. I primi salti in campagna debbono
base da superare, la complicazione
essere semplici salti in piano. Il cavallo
superiore è di natura psicologica: se
in campagna deve trovare equilibrio da
cavallo e cavaliere conoscono questo
sé; ovviamente questa spontanea ricer-
tipo di salto, questo non porrà alcun
ca non deve essere contrastata dal
problema. Cavalli e cavalieri debbono
cavaliere.
poter lavorare in palestre differenti,
Le difficoltà in campagna sono maggior-

141
Manuale di equitazione

affrontando i diversi tipi di ostacoli che


si saltano in campagna; saltare gli stes-
Salti in dislivello
si salti negli stessi posti non fa fare
Prima di affrontare il tema dei salti in
esperienza al cavallo, lo riduce alla
dislivello, è opportuno esaminare le
noia.
diverse situazioni dinamiche che il dis-
L'elemento principale da osservare nel-
livello comporta.
l'allievo è la solidità in sella che, se
Nella salita come nella discesa esistono
accompagnata da un buon insieme,
condizioni di maggior sforzo dovute ad
rende tutto facile. Il cavaliere deve
un maggiore effetto della forza gravita-
imparare ad assorbire con il suo asset-
zionale. In salita la massa è spinta dalla
to le eventuali rimesse, seguendo il
forza di gravità in senso contrario al
cavallo senza mai precederlo. Anche la
movimento, in discesa nel senso del
fermata deve essere assorbita ed, in
movimento. La massa respinta compor-
alcuni casi, accettata, come quando è
ta uno sforzo per proiettare in avanti il
immediatamente seguita da un salto,
baricentro e consentire così l'avanza-
fatto che si può verificare nei salti a
mento; la massa sospinta comporta uno
scendere. Il cavallo non deve andare a
sforzo che si oppone ad un eccessivo
saltare minacciato dal cavaliere in
spostamento avanti del baricentro con
situazioni avventurose. La staffatura da
relativa perdita dell'equilibrio.
impiegarsi in questi esercizi deve essere
E' ovvio che il grado di pendenza incide
l'abituale staffatura da salto o poco più
in modo determinante sugli effetti sopra
corta. Gli ostacoli debbono essere sem-
descritti. Il grado di pendenza determi-
pre pieni e invitanti e nella sommità
na altresì una riduzione della leva
non devono presentare spigoli vivi.
estensibile del posteriore (articolazione

Dove stacca il cavallo


Difficile

Dove si riceve

Talus Ostacolo in salita

142
Manuale di equitazione

coxo femorale) e di conseguenza una iutando così il recupero dell'equilibrio,


maggior compressione dei bracci di leva l'inforcatura discende, ma non accon-
sovrapposti (articolazioni della grassella sente intieramente alla forza di gravità
e del garretto). Il posteriore deve gran- perché, attraverso l'ancoraggio della
demente impegnarsi sotto la massa in gamba al costato, deve permettere la
salita per poterla spingere in avanti, in gestione del busto. In entrambi i casi la
discesa per evitare uno squilibrio in schiena del cavallo non deve essere
avanti, ciò è possibile grazie alla flessio- appesantita dal cavaliere, anche quan-
ne della colonna vertebrale nella regio- do in discese molto ripide le natiche
ne lombare. L’abbassamento delle sfiorano la sella. Le variazioni di equili-
anche che ne consegue, associato ai fat- brio richiedono la massima libertà del-
tori meccanici elencati, comporta una l'incollatura pertanto, in una situazione
riduzione di ampiezza della falcata. Il di crisi, non potendo garantire la com-
carico maggiore sulle strutture tendinee pleta libertà mantenendo il contatto, è
e muscolari del treno anteriore avviene bene abbandonare quest'ultimo.
nelle discese, ma in presenza di ripide Un altro elemento da considerare a pro-
salite il treno anteriore deve avere la posito dei dislivelli è l'incidenza che
piena agilità delle leve articolari sovrap- questi hanno sul meccanismo della
poste. Da quanto sin qui detto risulta respirazione. Il risparmio energetico
chiaro il comportamento che il cavaliere procurato dall'azione del pendolo visce-
deve assumere in queste situazioni. Il rale cessa ogni qualvolta cambia il
busto avanza nelle salite seguendo il ritmo del galoppo e in relazione al grado
baricentro proiettato in avanti; l'infor- di pendenza per effetto della forza di
catura discende e resiste alla forza di gravità che impedisce il moto inerziale.
gravità. Il busto arretra nelle discese Nelle salite l'intervento del diaframma e

Dove stacca il cavallo

Difficile

Dove si riceve

Ostacolo in discesa Ostacolo in cresta

143
Manuale di equitazione

dei muscoli intercostali è indispensabi- Alcuni salti in campagna


le per l'espirazione; nelle discese sarà
più faticosa la fase di inspirazione. Nelle
discese le ragioni di conservazione del-
l'equilibrio inducono a ridurre la veloci-
tà, nelle salite è lo sforzo a comportare
una riduzione di velocità. Il cavaliere ha
il compito di assecondare queste scelte,
anche programmandole, in base alla
difficoltà del dislivello, ma nel contempo
ha il dovere di garantire l'impulso
necessario ad affrontare il salto posto in Doppio talus con tronco
queste situazioni. La gamba dovrà esse-
re presente e attiva specie nella fase che
precede il salto. Di fronte ad una lunga
salita dovrà evitare che il cavallo si
avventi nella fase iniziale, conservando
energie per l'ultima parte. Dovrà ridur-
re per tempo il galoppo, prima di una
discesa che, se ripida, potrebbe essere
opportuno affrontare anche al trotto,
perché pochi saranno gli interventi pos-
sibili nella fase di avvicinamento al
salto. Bergerie
Tra i salti in dislivello, possiamo distin-
guere i salti a scendere o a salire e i salti
in discesa o in salita.
Nel primo caso, siano questi talus, gra-
dini, banchine, tagli di collina, si verifi-
ca un dimezzamento della parabola di
un salto in piano, se a scendere si svol-
gerà la sola fase discendente, se a sali-
re, la sola fase ascendente, se il gradino
è sormontato da un tronco si aggiunge-
rà la fase mancante in relazione all'al- Fossa con palizzata
tezza del tronco.

144
Manuale di equitazione

Alcuni salti in campagna Nei salti in discesa risulta essere mino-


re l'ampiezza della fase ascendente e
maggiore quella della fase discendente,
viceversa nei salti in salita. Da quanto
analizzato si desume che in un salto a
salire, mentre la meccanica della battu-
ta è del tutto simile a quella di un salto
in piano, la ricezione richiede una gran-
de agilità del treno anteriore e una rapi-
Catasta da capacità di raccolta del treno poste-
riore, l'avanzamento è notevolmente
ridotto dall'impatto della ricezione. Una
battuta molto vicina al salto rende più
complessa l'esecuzione, per contro una
partenza abbondante allontana l'area di
ricezione. In un salto a scendere non vi
è la necessità di una vera e propria bat-
tuta, la spinta del posteriore è necessa-
ria perché la massa sia spostata in
avanti; se l'azione propulsiva sposta
Zig zag sul fosso eccessivamente in alto la parabola, vi è
un inutile spreco di energie e un mag-
gior logoramento nella ricezione; qualo-
ra la massa non fosse sufficientemente
portata in avanti, il treno posteriore
sarebbe in difficoltà nel raccogliersi e
distendersi per riguadagnare terreno
alla nuova quota. L’ampiezza delle fal-
cate nell'avvicinamento non deve essere
eccessiva per favorire al meglio il dis-
tacco dal terrapieno.
Nei salti in salita una battuta troppo
lontana dal salto aumenta lo sforzo di
Tronco una fase ascendente già ampia; è bene
avvicinarsi al salto con falcate corte ed
il posteriore ben impegnato. Nei salti in

145
Manuale di equitazione

discesa la fase critica è l'elevazione del


treno anteriore una battuta molto vici-
Salti nell’acqua
na aumenta le difficoltà, specie sulle
Al di là della naturale diffidenza nei
pendenze più accentuate; per contro
confronti di un elemento mobile che
una partenza lontana dal salto allunga
non permette di valutare la consistenza
la fase discendente, aumentando l'al-
del terreno, le difficoltà che il cavallo
tezza da cui si giunge alla ricezione.
incontra non sono solo di natura psico-
Una marcata ampiezza della falcata in
logica, ma anche di natura meccanica.
avvicinamento, con il relativo sposta-
L’impatto con l'acqua produce un effet-
mento in avanti del baricentro, può ren-
to frenante che riduce l'agilità e la sicu-
dere difficile la battuta.
rezza di appoggio degli anteriori, allor-
Esistono situazioni in cui si combinano
ché, dopo la ricezione, debbono levarsi
pendenze e contro pendenze, dando vita
a particolari configurazioni del terreno.
Saltare scendendo nell’acqua
Sono salti complessi che comportano
rapide variazioni di assetto e precisione
nella battuta nel cavallo come nel cava-
liere. Valgono i principi generali sopra
esposti, ma i problemi che si possono
presentare sono infiniti ed ognuno pre-
senta soluzioni diverse. Per queste
ragioni non può essere interamente affi-
data al cavaliere la responsabilità del-
l'avvicinamento. Il cavaliere imposterà
la velocità ed il cavallo, con la sua capa-
cità atletica, imposterà il salto. In cam-
pagna l'affiatamento e l'equa ripartizio-
ne delle responsabilità è un fattore
essenziale. Il rischio maggiore che corre
l'assetto del cavaliere nei salti in salita è
quello di rimanere in ritardo. In discesa:
di portare troppo avanti il busto nella
parabola, ricadendo sulle spalle del
cavallo. Nei salti a salire, come in quel-
li a scendere, in nessun caso il busto
deve avere slanci in avanti. Saltare salendo dall’acqua

146
Manuale di equitazione

nella fase di sospensione. Un centro di essere fatto l'avvicinamento non deve


gravità notevolmente avanzato come essere sostenuta. In nessun modo il
accade in una parabola molto ampia, cavaliere deve cadere sulle spalle del
associato a questa resistenza, può far cavallo e non dovrà forzare l’ampiezza
perdere irreparabilmente l'equilibrio. delle falcate in acqua.
Nella battuta, si manifesta una difficol- Un salto effettuato ad uscire dall'acqua
tà di elevazione del treno anteriore. La è più semplice di un salto ad entrare in
resistenza è proporzionale al livello del- acqua, ma un talus ad entrare in acqua
l'acqua; tale livello può essere al massi- si può presentare più facile di un talus
mo di cm. 50, ma è preferibile identifi- ad uscire, per la forza frenante dell'ac-
care dei punti ove l'acqua sia meno alta. qua e per gli schizzi d'acqua che posso-
Per queste ragioni la velocità a cui deve no ingannare la vista del cavallo.

Saltare fuori dall’acqua

Passaggio in acqua

Saltare nell’acqua

Saltare ricevendosi sulla riva


prima di entrare in acqua

147
Manuale di equitazione

vento, mantenere un preciso contatto,


Velocità sul quale riceverà un costante appog-
gio, mantenere la massima aderenza
Aumentando la velocità, aumenta la
nei due punti di contatto con il cavallo.
fatica e gli equilibri sono maggiormente
Gli ostacoli che possono essere affron-
compromessi. La capacità di mantenere
tati ad alta velocità sono molto invitan-
velocità sostenute per un lungo periodo
ti o sfrondabili come sono le siepi.
è una qualità che deve essere creata nel
Occorre stimolare la sensibilità del
cavallo con l'allenamento. Il cavaliere
cavaliere per riconoscere la velocità: in
deve saper riconoscere la velocità e la
un tracciato ben definito possono esse-
cadenza in cui questa si esprime al
re eseguite prove a cronometro.
meglio e con il minor sforzo, e ciò lo
Misurato il tratto a disposizione si può
deve saper fare prima di iniziare un
ricavare il tempo necessario a percor-
allenamento specifico. Nel galoppo velo-
rerlo ad una velocità prestabilita.
ce non vi possono essere repentini
Stabilito il tempo, il cavaliere che ha
mutamenti di direzione, lo spazio o la
percorso il tracciato in minor tempo
pista deve quindi avere curve molto
saprà di essere andato troppo veloce,
ampie in tutto simili a quelle degli ippo-
chi avrà impiegato più tempo saprà di
dromi; il terreno deve essere ottimo, sof-
essere stato troppo lento.
fice e nel contempo compatto, mai
Per aumentare la velocità del galoppo,il
molle, pesante o duro. A velocità soste-
cavallo ben allenato, inizialmente,
nute, quelle superiori a m. 550 al minu-
rende più ampie, il più possibile, le fal-
to, la flessione longitudinale della
cate di galoppo, ma incitato ad aumen-
colonna vertebrale è molto accentuata
tare ulteriormente la velocità, non ha
ed il baricentro è proiettato in avanti.
altra possibilità che aumentare la fre-
Una staffatura più corta dell'abituale
quenza delle falcate. Ciò non permette
staffatura da salto, permetterà al cava-
più l’applicazione del meccanismo del
liere di non incontrare la schiena del
pendolo viscerale; gli atti respiratori,
cavallo nella fase di raccolta del poste-
non più sincroni alle falcate di galoppo,
riore, potrà così posizionare il proprio
necessitano dell’attività del diaframma,
baricentro vicino a quello del cavallo per
aumenta la fatica, lo sforzo diventa di
mezzo di accentuati angoli articolari.
carattere anaerobico.
Può essere un'utile esperienza utilizzare
Il cavallo impegnato in corse a velocità
una sella da corsa, purché questa abbia
molto sostenute necessità dunque di un
misure idonee all'altezza del cavaliere.
allenamento specifico che sviluppi la
Saltando in velocità, il cavaliere deve
resistenza lattacida.
eliminare qualsiasi tentazione di inter-

148
Manuale di equitazione

14. La bardatura
re applicate due redini: una che agisce
Imboccature direttamente agganciata all'anello del
cannone, l'altra agganciata alla leva.
Le imboccature debbono essere scelte
Attraverso un ponte di cuoio che collega
in base alle necessità del cavallo e, in
l'anello del cannone con la guardia del-
caso di attività agonistica, in base ai
l’asta, può essere usata una sola redi-
regolamenti che ne limitano l'uso. La
ne, riducendo considerevolmente l'azio-
conoscenza degli effetti delle imbocca-
ne di leva stessa.
ture consente di operare la scelta più
Il filetto è costituito da un ferro posto
opportuna.
all'interno della bocca, chiamato canno-
Schematizziamo i principali effetti che
ne, collegato alle redini e alla testiera da
queste svolgono. Innanzitutto si devono
anelli laterali. Il cannone può agire
separare le due grandi famiglie dei
sulla connessura delle labbra o sulle
morsi e dei filetti.
barre, secondo l'atteggiamento del
Il morso munito di aste e barbozzale
cavallo e l'azione della mano del cava-
agisce come una leva di 2° genere, dove
liere.
la resistenza si trova esercitata dal can-
Altra possibile distinzione è sulla forma
none sulle barre, tra la forza esercitata
del cannone: i cannoni snodati con uno
dalla mano del cavaliere per mezzo delle
o più snodi favoriscono la mobilità del-
redini, applicate all'estremità inferiore
l'imboccatura in bocca. Favoriscono
della leva, ed il fulcro, localizzato all'e-
così la masticazione e con questa la
stremo opposto della leva. Tale mecca-
decontrazione del massetere. Giochi,
nismo moltiplica l’effetto dell’azione
fori, abbassalingua contrastano il
della mano e agisce su un piano ten-
ritrarsi della lingua o il passaggio della
denzialmente verticale, dall'alto verso il
stessa sopra l'imboccatura. Tali vizi
basso. Le aste possono essere saldate al
inducono alla rigidità la mandibola. Il
cannone oppure mobili (a pompa). Il
cannone rigido ha meno mobilità. Se il
barbozzale può essere costituito da una
cannone rigido ha una conformazione
catenella, una cinghia di cuoio o una
detta a collo d'oca, la sua azione è mag-
catenella ricoperta da una guaina di
giormente efficace sulle barre e meno
gomma.
distribuita sulla lingua in ragione del-
Le imboccature a leva senza barbozzale
l'amplezza del collo d'oca. Le dimensio-
risultano meno forti, anche se è fonda-
ni del cannone incidono sull'efficacia
mentale considerare la lunghezza della
della sua azione: quanto più è piccolo il
leva, per stabilire il fattore di moltiplica-
diametro, tanto più è efficace, tanto più
zione della forza di trazione diretta.
è largo, tanto più è gradevole, con gli
Ad alcuni morsi (pelham) possono esse-

149
Manuale di equitazione

Vari filetti

Cherry rollar

Filetto a cannone spezzato in tre

Filetto a torciglione

Filetto a cannone in gomma

Filetto-cannoni snodati a “D”

Filetto-cannoni snodati a oliva

150
Manuale di equitazione

ovvi limiti morfologici, anche se dimen- anche essere applicate delle rosette in
sioni eccessive non favoriscono la gomma che in parte contribuiscono
masticazione. all'azione sopra descritta ed evitano che
Altra distinzione che si può operare è l'anello scorrevole possa pizzicare le
quella stabilita dai materiali impiegati labbra.
per la fabbricazione delle imboccature: La corretta applicazione dell'imboccatu-
l'acciaio è il più comune, ma possono ra, associata al corretto posizionamento
essere ricoperte di cuoio; in tal caso il della capezzina, può migliorare l'accet-
loro effetto è più morbido. tazione dell'imboccatura e la risponden-
Altri materiali morbidi possono essere za del cavallo: in particolare, l'utilizzo
considerati la gomma e il lattice; un dis- del chiudibocca mantiene più composta
corso a parte merita l'associazione di l'imboccatura, riduce la ritrazione della
rame e ferro: tale associazione di metal- lingua; per contro con alcuni grossi
li, a contatto con la saliva, produce un cannoni non favorisce la masticazione.
piccolo processo di elettrolisi che stimo- La scelta dell'imboccatura e il suo posi-
la nel cavallo la masticazione e l'atten- zionamento non devono rispondere solo
zione all'imboccatura. ad esigenze di controllo, ma nella debi-
Sono infine da considerare gli anelli per ta rispondenza, considerare la massima
quanto riguarda i filetti; questi possono decontrazione del massetere, dimostra-
essere ad olive, classici, oppure a D o ta da una contenuta masticazione e da
con le aste. Questi ultimi riducono lo una salivazione costante. La rigidità dei
scorrimento ed hanno un'efficacia muscoli della mandibola trasmettereb-
esterna sulla bocca nella richiesta di be rigidità a tutta la muscolatura della
flessione dell'incollatura. Possono schiena con gravi conseguenze sul

Posizionamento Passaggio di
filetto lingua

Posizionamento
morso

151
Manuale di equitazione

movimento. Quando l'ardire e la nevrili-


tà di alcuni cavalli richiede sistemi di
La briglia
controllo molto incisivi, si deve essere in
Ogni cavaliere esperto deve saper usare
presenza di un'ottima mano del cavalie-
la briglia composta da morso e filetto.
re che permetta di produrre effetti di
Essendo un'imboccatura complessa, il
contenimento mai prolungati e che
suo uso deve essere introdotto quando
quindi non vadano ad incidere sulla
almeno c'è la capacità di gestire un con-
necessaria elasticità muscolare.
tatto costante.
In particolare due sistemi che non
Il filetto snodato di piccole dimensioni è
hanno trovato collocazione nella sche-
datura fatta sono da considerarsi parti-
colarmente complessi: quegli strumenti
che grazie ad un sistema di leva agisco- Sopracapo
Sottogola
no sul dorso del naso (Hackmore) e il
filetto elevatore. L’azione dei primi, in Frontale
ragione della lunghezza dei bracci di
Montante
leva e dell'intervento inopportuno, può del filetto
creare rigidità alla muscolatura dell'in-
collatura, con il conseguente abbassa- Montante
del morso
mento della schiena; il secondo opera
sulle connessure labiali per mezzo di
Esse
montanti a scorrimento, direttamente
Barbozzale
collegati al sopracapo e alle redini; si
attua così una azione verticale dal Aggancio per Guardia con Stanghetta
basso verso l'alto, ma anche orizzontale falso barbozzale campanella
dal davanti all'indietro.
Un'azione forte ottiene una somma di Morso
rigidità che coinvolgono mandibola,
nuca e incollatura.
In nessun caso deve essere fraintesa la
funzione dell'imboccatura: essa non
può nascondere mancanze, risolvere
difetti dell'equilibrio del cavallo o del
Filetto
grado di sottomissione raggiunto.
Insomma non può sostituire o accelera-
re il lavoro di addestramento.

152
Manuale di equitazione

posizionato alla connessura delle lab-


bra; il morso è sistemato sotto il filetto
con il quale è in leggero contatto a due Con
dita circa dai cantoni o a un dito dagli chiudibocca
scaglioni; la catenella del barbozzale
deve essere appoggiata piatta alla bar-
bozza, consentendo alle aste di disegna-
re un angolo di 45° con la bocca del
cavallo quando le redini sono in tensio-
ne. La redine del filetto è impugnata in
posizione esterna, la redine del morso
in posizione interna, così che il primo
contatto sia con la redine del filetto e
basti una piccola rotazione del polso per
trasferire il contatto sulla redine del
morso. Capezzina
tedesca

Le capezzine
La funzione delle capezzine è quella di
limitare la possibilità del cavallo di apri-
re la bocca creando problemi ad un giu-

Capezzina
inglese Capezzina
messicana

153
Manuale di equitazione

sto impiego dell'imboccatura. Vi sono quartieri proporzionata alla lunghezza


dei modelli con chiudibocca, quali la della coscia. Il punto più basso troppo
messicana, la tedesca con barbozzale arretrato, carica peso sulle reni e porta
che riducono considerevolmente la pos- la gamba del cavaliere avanti. Ogni spe-
sibilità di aprire la bocca, altre; come cialità, in ragione della diversa posizio-
l’inglese, notevolmente di meno. In ogni ne che richiede ha una sua sella.
caso, nel posizionamento bisognerà E' importante che gli staffili siano in
avere cura che nella parte frontale o buono stato di conservazione; gli inter-
meglio, naserina, la capezzina poggi valli dei buchi regolari favoriscono la
sull'osso frontale, senza chiudere le ricerca di una buona staffatura. I
narici e senza passare troppo vicina riscontri eccessivamente lunghi e svo-
all'imboccatura, onde evitare spiacievo- lazzanti possono disturbare, meglio
li pizzicotti alle connessure labiali. tagliarli. Controllare che siano ben
Nel caso avesse il chiudibocca il gana- agganciati alla sella.
scino dovrà essere ben fissato. Deve Le staffe debbono essere larghe e
essere posizionata due dita sotto lo pesanti in modo che sfuggano al piede
zigomo. In nessun caso deve impedire in caso di caduta. La panca non deve
del tutto la masticazione od essere essere sdrucciolevole.
ragione di fastidio. Divaricare la bocca è
Sella da dressage
certamente un segno di insofferenza e
prima di usare un chiudibocca andreb-
be ricercata la ragione del problema.

La sella
Una sella ben costruita, di giusta misu-
ra, bilanciata è molto importante per
favorire la ricerca di un buon assetto e
nel contempo preserva la schiena del
cavallo da inutili dolori. Deve avere un
arco anteriore alto che non dia noia al
garrese, una buona imbottitura dei
cuscini che consenta di avere il punto
Sella da corsa
più basso nel seggio, la lunghezza dei

154
Manuale di equitazione

Il sottosella serve a proteggere il cuoio che questa sia agganciata a destra, così
della sella dal sudore del cavallo, se che stringendo le cinghie a sinistra la
morbido od associato a spessori anato- tensione si distribuisca omogeneamen-
mici può ridurre e distribuire la com- te. Laddove il cavallo è impegnato in
pressione provocata dal peso sul dorso grossi sforzi o frequenti variazioni di
del cavallo. equilibrio è bene che vi sia una cinghia
Il sottosella, morbido e pulito, non deve di sicurezza o una sassinga che è una
formare pieghe sotto alla sella e non cinghia che comprende la sella. Il petto-
deve essere a contatto con il garrese. rale è utile in quanto consente alla sella
E' necessario controllare che la cinghia di non scivolare indietro, bisogna fare
sottopancia sia ben posizionata e stret- attenzione che non produca abrasioni,
ta in modo che non provochi fiaccature, se necessario rivestendolo di morbido
soprattutto quelle di tela che possono agnello. E' importante che la bardatura
avere bordi taglienti. Preferibili a questi del cavallo sia sempre pulita e ingrassa-
sono i sottopancia in cuoio o quelli com- ta, onde evitare che sfregando provochi
posti da molti cordini. Se il sottopancia dolorose fiaccature dalla guarigione
ha una sola estremità elastica è bene molto lunga.

Arcione Seggio Paletta

Cambre

Cuscini
Riscontri delle
cinghie
sottopancia
Quartiere

Sottoquartiere
Staffili

Staffe

155
Manuale di equitazione

dovesse abbassare bruscamente la


La martingala testa: è così denominata martingala da
caccia. Si deve mettere un piccolo fermo
La martingala limita gli eccesivi movi-
di gomma alla forchetta in modo che la
menti dell'incollatura verso l'alto, per-
camarra non penda tra le gambe del
ché sia ben posizionata gli anelli della
cavallo e le redini che passano negli
forchetta, fissata la camarra alle cinghie
anelli debbono avere delle olive che
del sottopancia, e messo il collare, deb-
impediscano agli anelli di agganciarsi
bono poter arrivare al garrese. Un cin-
alla fibbia delle redini. La forchetta può
turino che lega il collare alla sella la
anche essere agganciata ad un pettora-
tiene più composta ed evita che questo
le.
finisca sulle orecchie del cavallo se

Martingala con forchetta

Collare

Forchetta

Camarra

156
Manuale di equitazione

Protezioni Fasce da lavoro

Fasce, stinchiere, paranocche, paraglo-


mi, sono protezioni che è opportuno
mettere al cavallo quando si lavora, la
scelta del modello deve essere fatta in
base alla morfologia del cavallo ed agli
eventuali difetti di andatura. Le fasce
da lavoro se mal posizionate, troppo
strette o pronte a disfarsi al primo
galoppo, possono fare danno, è bene,
quindi, imparare a metterle corretta-
mente.

Stinchiere

Paranocche

Paratendini

Paraglomi

157
Manuale di equitazione

dell'uomo di cavalli che assolve con


Abbigliamento cura ai suoi doveri verso il cavallo e
del cavaliere verso sé stesso. I regolamenti di gara
impongono divise adeguate alle specia-
L’abbigliamento del cavaliere deve lità, ma anche nel lavoro quotidiano a
rispondere a due esigenze: la prima di cavallo è d'obbligo un abbigliamento
carattere funzionale, la seconda di adeguato. Gli stivali evitano che gli staf-
decoro, come si conviene ad ogni disci- fili possano fiaccare il polpaccio, i più
plina sportiva che attraverso l'immagine piccoli possono montare con i pantaloni
dei propri atleti si presenta ad un più da cavallo lunghi rinforzati e gli stiva-
vasto pubblico. L’ordine della tenuta letti.
equestre denota il rigore del cavaliere e Sono in commercio ghette che possono

Cap Casco

Retina

Plastron

Corpetto
rigido

Guanti

Frusta Frustino

158
Manuale di equitazione

Gli speroni sostituire lo stivale, solo a patto che


siano ben fissate allo stivaletto.
I pantaloni da equitazione in commercio
Speroni a hanno varie fogge; è importante che non
goccia abbiano cuciture sulla parte interna
effetto aderente alla sella. Il cap o il casco,
medio
sono d'obbligo per la protezione della
testa in caso di caduta. I guanti facilita-
no la presa delle redini ed evitano fiac-
cature alle mani.
L'uso del corpetto rigido, obbligatorio in
attività di salto in campagna, protegge
la schiena in caso di caduta.
Il cavaliere già esperto, deve poi avere al
Speroni a seguito una frusta che potrà rendersi
punta utile per rafforzare l'azione della gamba.
discendente La frusta lunga impiegata in dressage
effetto
medio forte
ha il vantaggio di poter essere utilizzata
sul costato, senza togliere la mano che
l'impugna dalle redini.
Solo un cavaliere in possesso di un
buon assetto e di una corretta coordi-
nazione degli aiuti può usare lo spero-
ne. Per quanto riguarda la scelta degli
speroni più che la foggia, è da conside-
rare la lunghezza della forchetta che
deve essere stabilita in base al rapporto
tra le dimensioni del cavallo, la lun-
Speroni a ghezza della gamba e la staffatura adot-
rotella tata. Si deve stabilire una lunghezza e
effetto
un posizionamento che consenta l'inter-
forte
vento con un semplice arretramento e
una piccola rotazione, senza che la
gamba perda aderenza, nel contempo,
consenta di utilizzare la gamba senza
dover far intervenire lo sperone.

159
Manuale di equitazione

15. Il lavoro del cavallo


non montato
Può essere utilizzato un capezzone che
Lavoro alla corda deve essere strettamente fissato perché
non si muova, oppure una testiera con
Il lavoro alla corda in circolo è una delle
un filetto. In questo secondo caso la
pratiche più comuni di lavoro del caval-
longia può essere fissata in molti modi
lo non montato, esso ha molteplici fina-
agli anelli del filetto direttamente all'a-
lità: prima di tutto lavorare in assenza
nello interno, oppure all'anello esterno,
del peso del cavalliere in una flessione.
passando la longia sopra la nuca e nel-
Il preparatore si pone al centro di un
l'anello interno.
circolo determinato dalla lunghezza
Per limitare l’innalzamento dell’incolla-
della longia (più è stretto, più è intenso
tura possono essere utilizzate redini
il lavoro per le ragioni della biomeccani-
elastiche o redini fisse agganciate late-
ca, ma la comunicazione con il cavallo è
ralmente ad un fascione.
maggiore), la frusta lunga con pioggia
Utilizzando un fascione con anelli,
indirizzata ai garretti.
anch'esso ben fissato perché non si

Lavoro alla corda

160
Manuale di equitazione

muova, si può far passare la longia Se si sostituiscono le redini con un cor-


agganciata all'anello esterno, all'anello dino passante in un’ampia campanella
sovrafascia e all'anello interno. soprafascia, i triangoli diventano meno
In quest'ultimo caso è richiesto un costrittivi consentendo un’azione di
abbassamento dell'incollatura non scarico laterale maggiore.
privo di qualche pericolo: l'azione della In tutti i posizionamenti bassi dell'incol-
mano del preparatore diventa forte. latura, che siano ottenuti da una dop-
Utilizzando due longe: una è agganciata pia longia o dalle redini Fillis, non si
all'anello esterno, passa sopra i garretti deve mai perdere di vista il risultato che
senza eccessive tensioni; l'altra o è si vuole ottenere la loro funzione è quel-
agganciata direttamente all'anello inter- la di ginnasticare la schiena favorendo
no o tra le gambe ad un anello sotto- l'impegno del posteriore, migliorando
pancia. Le longe possono passare dagli così equilibrio e impulso. Se l'uso del
anelli laterali del fascione. Possono sistema abbassatesta dopo qualche
essere applicate le redini che scorrono tempo è ancora indispensabile e non si
negli anelli del filetto ad un apposito vedono miglioramenti nel cavallo, signi-
fascione che riporta due fibbie di aggan- fica che il sistema è stato male impiega-
cio nella parte alta, l'aggancio delle redi- to. Questi strumenti sono estremamen-
ni nella parte inferiore può essere basso te pericolosi e se usati senza competen-
agganciato tra gli anteriori, oppure late- za possono provocare al cavallo lesioni
rale agli anelli del fascione A questo fisiche e morali spesso irreparabili.
proposito bisogna tenere conto della Devono essere privilegiati quei sistemi
resistenza risultante, misurata indicati- che permettono sempre al cavallo di
vamente dalla bisettrice del triangolo poter avanzare. Che il cavallo avanzi
disegnato dalle redini. Quanto più è con energia è alla base del lavoro alla
stretto il triangolo, quanto minore è la corda, ciò è possibile solo se preceden-
possibilità di distensione verso il basso temente ha imparato a fermarsi e se è
e la posizione dell'incollatura rimane confidente con l’uomo e con i mezzi che
fissata in un numero di gradi di oscilla- questi usa. Secondo il posizionamento
zione minore. La lunghezza delle redini dell'incollatura che si vuole ottenere si
deve essere stabilità in base al grado di possono usare anche lo chambon
addestramento del cavallo ed, ovvia- (incollatura distesa verso l'avanti
mente, in base alla morfologia; in ogni basso), il gogue (più raccolta).
caso, lavorando in un circolo, la redine Gli attrezzi che si possono applicare alla
interna deve essere di poco più corta. muscolatura del cavallo sono molti di
(Redini Fillis). più di quelli che qui sono citati, vale

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Manuale di equitazione

come regola generale che quanto più La comunicazione con il cavallo avviene
sono modellanti e conformatori, ovvero, per mezzo della voce e della frusta, oltre
impongono posture che stimolano atti- che per mezzo della longia. Deve essere
vità muscolari specifiche, tanto più sviluppata una sensibilità nell'impiego
sono pericolosi. della longia e della voce, così come
Decidere come disporre il sistema anche nell'impiego della frusta: questi
abbassatesta, e quindi l'incollatura del diventano gli aiuti primari in questo
cavallo, è difficile e deve essere valutato genere di lavoro. L’uomo è in un rap-
in base al livello di addestramento e alle porto con il cavallo apparentemente
caratteristiche morfologiche del cavallo. meno diretto di quando lo monta; deve
Un posizionamento più basso richiede provare ed imparare a gestire sensazio-
una sufficiente disponibilità della schie- ni nuove. Nei confronti della frusta il
na e una maggior attenzione all'impul- cavallo non deve avere alcun timore e,
so. Vedere un cavallo alla corda per- nel contempo, deve manifestare rispet-
mette di capire cose che sfuggono mon- to. Accarezzare il cavallo con la frusta,
tandolo. Il cavallo deve essere messo appoggiarla al suo corpo, sono azioni
nelle migliori condizioni psicologiche che favoriscono la confidenza. Questa,
che gli consentano di accettare il lavoro tenuta lateralmente o dietro il prepara-
senza tensioni. tore, nel momento in cui si avvicina alla

Chambon

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Manuale di equitazione

Gogue

Principio delle redini Fillis

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Manuale di equitazione

groppa o ai garretti incita ad avanzare; ogni alt. Con le due longe e una discre-
nel momento in cui si porta verso la ta manualità, si può effettuare il cambio
spalla riporta il cavallo nel circolo se di mano senza doversi avvicinare al
questo tende a venire al centro; presen- cavallo. Utilizzando alcuni sistemi
tata, con una rotazione contraria al abbassatesta è necessario un riposizio-
movimento, davanti alla testa, invita namento degli stessi per rispetto della
all'arresto. flessione. Nel lavoro alla corda possono
Questi sono solo i segnali più comuni, essere svolti esercizi su barriere a terra
ma il linguaggio della frusta può dire oppure salti, con la barriera inclinata
molte più cose: può chiedere un cambio sul lato interno su di un supporto basso
di andatura, una variazione di ampiez- per evitare che la longia si impigli.
za, maggiore attenzione. La voce accom- Un'attenzione particolare andrà posta
pagna o precede le indicazioni della fru- alla qualità del terreno ove si lavora alla
sta. Anche il corpo del preparatore tra- corda; il cavallo è soggetto ad un lavoro
smette continui messaggi: disposto al nella flessione laterale che può essere
centro, offre un punto di riferimento al logorante.
circolo, posto all'altezza delle anche sti- C'è una progressione anche nel lavoro
mola l'avanzamento, posto all'altezza alla corda; è logico pensare che con un
delle spalle induce al rallentamento. cavallo non abituato si debba partire
Gesti e voce creano un rapporto molto lavorando in un tondino, ovvero con
intimo e personale tra cavallo e uomo uno steccato esterno che induca il
indispensabile per un buon addestra- cavallo a rimanere nel circolo, ciò evite-
mento. Per essere chiari, devono essere rà inutili conflitti con la bocca del caval-
usati sempre gli stessi gesti, le stesse lo. Se con un cavallo giovane si instau-
parole, gli stessi toni di voce; ognuno di ra una buona comunicazione, partendo
essi si accompagna ad ognuna delle dal box, dal condurlo a mano, facendo-
diverse situazioni. Le riprese di lavoro gli accettare l'idea di fermarsi, molte
alla corda non debbono essere eccessi- tappe potranno essere accorciate per-
vamente lunghe e le transizioni debbo- ché si eviteranno le situazioni di conflit-
no essere frequenti, è opportuno cam- to e di distrazione. Per rapportarsi cor-
biare spesso di mano. E' preferibile rettamente con il cavallo bisogna cono-
cambiare di mano dopo un alt richiesto scere il suo linguaggio. Il lavoro di adde-
nel circolo, anziché far avvicinare il stramento di un cavallo non può pre-
cavallo al centro, nel secodo caso, per scindere dalla profonda conoscenza del
certi versi più pratico, può nascere l'a- suo comportamento, del suo istinto,
bitudine ad abbandonare il circolo ad della sua psicologia.

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Manuale di equitazione

Salto in libertà Lavoro da terra


Per svolgere esercizi di salto senza il Il lavoro da terra è un complemento
peso del cavaliere è preferibile il lavoro prezioso, capace di far progredire il
scosso o in corridoio. Il cavallo deve cavallo nell'addestramento molto rapi-
avere una buona gestione del suo equi- damente. La sensibilità e la pazienza
librio che gli permetta di lavorare in richieste per l'esecuzione di tali esercizi
modo soddisfacente alla corda nel circo- è enorme. Nel momento in cui l'uomo si
lo. Anche qualora il lavoro avvenga a pone vicino ad un cavallo, comunica.
cavallo scosso in un maneggio, è conve- Gli organi di senso di entrambi gli esse-
niente allestire almeno un breve tratto ri viventi ricevono e trasmettono segna-
di corridoio in corrispondenza del salto li. Quando l'uomo a terra si accinge ad
così che il cavallo sia meglio indirizzato. eseguire un lavoro sul cavallo è bene
Un lato del corridoio è costituito dalla che manipoli le parti più mobili per
parete, l'altro lato può essere costruito ottenere una iniziale decontrazione.
utilizzando pilieri e barriere. Quando al filetto è applicato un attrez-
L’utilità del salto scosso è dettata dal- zo è bene porre il cavallo nella condizio-
l'assenza del peso del cavaliere e dalla ne di accettare la posizione che questo
totale responsabilizzazione del cavallo impone, verificando l'assenza di rigidità
nell'impostare un avvicinamento, è un alla mandibola e in tutte le fasce
utile esercizio, specie per il cavallo gio- muscolari principalmente coinvolte. Per
vane che deve prendere confidenza con mezzo degli esercizi eseguiti a terra, si
il gesto del salto purché non sia messo può insegnare al cavallo, con l'aiuto
in difficoltà. Gli ostacoli devono essere delle redini e della frusta, il significato
invitanti e non particolarmente alti. Il di quelle indicazioni che riceverà quan-
piede degli ostacoli deve essere ben do sarà montato. Insegnare a raccoglie-
definito ed una barriera a terra può re i posteriori sotto la massa, contribui-
regolarizzare la battuta. Il cavallo deve re efficacemente ad ottenere flessioni
saper rispondere alla voce ed alla frusta alla ganascia e alla nuca. Il momento
e, in ogni caso, almeno due persone migliore per attuare questo genere di
saranno indispensabili in campo. addestramento è al termine del lavoro
Inizialmente può essere utile accompa- montato o del lavoro alla corda, quando
gnare il cavallo a mano in direzione del il cavallo è decontratto. Durante il lavo-
salto ed invitarlo ad arrestarsi poco ro da terra il preparatore può assumere
dopo il salto con l'ausilio di una piccola diverse posizioni; da fermo con il suo
ricompensa. lato destro contro la spalla sinistra del

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Manuale di equitazione

cavallo, il braccio destro passato sopra Il lavoro da terra


il dorso, le redini separate, oppure con
il polso destro sopra il garrese, le redini
nella mano; o ancora con una mano che
tiene le redini vicino alla bocca sotto
l’incollatura.
Flessioni: utilizzando una briglia, il pre-
paratore si dispone di fronte alla spalla
sinistra; con la mano destra impugna la
redine destra del filetto appena al di
sotto del garrese; con la mano sinistra
impugna la redine sinistra del morso a Lavoro alla corda
dieci centimetri dall'imboccatura.
Insistendo su questo contatto il cavallo
cede avvicinando il suo naso alla verti-
cale, flettendo la nuca a sinistra e soc-
chiudendo la ganascia e richiudendola,
senza coinvolgere il collo nello sposta-
mento.
Passi indietro: il preparatore si dispone
davanti al cavallo tenendo una redine in Lavoro da terra agli anelli
ciascuna mano; l'invito ad indietreggia-
re è effettuato dalla posizione associata
a piccole resistenze alternate sulle redi-
ni; in caso il cavallo mostri una difesa
ad arretrare un collaboratore può toc-
care con la frusta un anteriore sul Lavoro con l’ausilio della frusta
carpo e sul nodello.
Nell'esecuzione di questi semplici eser-
cizi da fermo, i movimenti debbono
essere regolari e misurati; nessun grave
contrasto si deve verificare e tutte le
richieste debbono avvenire nella sereni-
tà più totale; la chiave per una buona
esecuzione di questo lavoro è saper toc-
care il cavallo con la frusta nel punto

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Manuale di equitazione

giusto e nel momento opportuno (anti- l'uomo ottiene fiducia e confidenza.


cipando il movimento) e nel contempo ll lavoro alla doppia longia, esaminato
possedere una mano elastica. Ogni nel lavoro in circolo, se sviluppato in
esercizio che preveda delle flessioni maneggio offre il grande vantaggio di
deve essere eseguito alle due mani e, avere il cavallo nel corridoio formato
quando si sarà acquisita la necessaria dalle due redini, nella posizione ottima-
manualità, si potrà chiedere l'esecuzio- le (il preparatore è dietro il cavallo
ne di esercizi con variazioni di andatu- oppure dietro, leggermente di lato,
ra. Inizialmente è preferibile che i pre- accanto all'anca interna) per richiedere
paratori siano due in modo da dividere impulso con l'ausilio della frusta.
i compiti delle redini e della frusta. Si Nel lavoro a doppia longia, come nel
potranno così chiedere tutti i movimen- lavoro a terra, è preferibile usare una
ti su due piste, esercizi specifici per la frusta da dressage di m. 1,50. Le redini
riunione sino alla preparazione per il lunghe passano attraverso le campanel-
piaffer, ma le abilità richieste a questo le laterali del fascione, pertanto l'effetto
livello di intervento sono molte. di redine utilizzato sarà di redine diret-
Nel lavoro da terra, anche praticando i ta e di opposizione; la scelta dell'altezza
più semplici esercizi, si instaura un delle campanelle passanti è condiziona-
importante rapporto tra uomo e cavallo. ta dal livello di addestramento e quindi
Nel toccare il cavallo in ogni sua parte, dal posizionamento dell'incollatura.

Lavoro con redini lunghe

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Manuale di equitazione

Nulla vieta, con le necessarie abilità, di dimento, uno dei bisogni primari del
utilizzare le redini lunghe come redini di cavallo, il movimento.
apertura e di contenimento, in tal caso Se si considera l'evoluzione delle capa-
le redini non passeranno nelle campa- cità di apprendimento dei cavalli negli
nelle del fascione. Il passaggio di redini ultimi secoli si può arrivare a due con-
da destra a sinistra o viceversa può clusioni che non si escludono: che le
avvenire al di sopra della groppa per- tecniche di addestramento sono miglio-
dendo cosi l'inquadramento del treno rate e che c'è un'evoluzione genetica
posteriore, oppure appoggiando la redi- della specie che ha colto, nelle sue
ne esterna alla gamba sopra il garretto; capacità di apprendimento, lo strumen-
tale spostamento si rende necessario to di adattamento, quindi di conserva-
cambiando di flessione qualora il prepa- zione, e ciò sarebbe in linea con le tesi
ratore sia in posizione laterale. di Lorenz che sostengono che la mag-
La mano del preparatore, per lontana gior parte dei comportamenti è la con-
che sia dalla bocca del cavallo, deve seguenza di una pre programmazione
essere sensibile e deve poter percepire ad opera dei geni. Il rinforzo alla moti-
la minima reazione anche con la media- vazione è in ogni caso fondamentale.
zione delle campanelle. Ogni risposta deve essere ricompensata
Le andature a cui svolgere il lavoro sono con un rinforzo positivo: il cibo, partico-
il passo, il piccolo trotto e il galoppo larmente appetitoso, è il rinforzo più
riunito, in modo che il preparatore facilmente comprensibile a cui può
possa seguire il cavallo a piedi senza essere associata la carezza e la voce.
dover correre. Si può alternare il lavoro Tale associazione permetterà di utilizza-
sulla linea retta al lavoro in circolo a re la carezza come una ricompensa
seconda che il cavallo obbedisca più o quando il cavaliere è in sella.
meno bene agli aiuti delle redini. Un rinforzo importante è la pausa, il
Nel lavoro richiesto al cavallo deve esse- riconoscimento, che il cavallo percepi-
re sempre mantenuta una condizione di sce, di aver capito e soddisfacentemen-
piacevolezza. te eseguito quanto gli è stato chiesto, la
Una situazione di costrizione, ottenuta pausa, dunque, al termine di ogni lavo-
con la forza o con mezzi meccanici non ro, montato o a terra, è la conferma
adeguati, comporta una perdita del pia- della buona esecuzione o del migliora-
cere del movimento e quindi un'opposi- mento e nel contempo un momento di
zione. Il principio di "equitazione natu- scarico di tensione muscolare e nervo-
rale" nasce da questa considerazione: sa, necessaria per ripristinare le capaci-
sfruttare, quale motivazione all'appren- tà di concentrazione.

168
Manuale di equitazione

insuccesso scaricando le responsabilità


Equitazione ed sul cavallo, se da un canto giustifica il
agonismo cavaliere dall'altro accusa l'allenatore.
Programmare accuratamente le tappe
L’elenco degli argomenti trattati dà una della carriera agonistica è fondamenta-
chiara idea della vastità di conoscenze le, per poterlo fare bisogna essere con-
necessarie per vivere nel mondo del sapevoli del livello del cavallo e di quel-
cavallo. L'equitazione è di per sé arte e lo del cavaliere. Il cavaliere principiante,
tanto basta per occupare la vita del come il cavallo giovane, devono affron-
cavaliere e dell'uomo di cavalli. tare un impatto con la gara che crea
L’agonismo non è l’inevitabile sbocco tensione, pertanto la gara deve essere di
dell’equitazione sebbene nel mondo facile svolgimento ed il cavallo non deve
moderno la tecnica equestre sia preva- incontrare alcuna difficoltà. Il cavaliere
lentemente finalizzata alla competizio- in crescita deve maturare esperienze
ne. E' nell'agonismo, infatti, ancorché significative, a nulla serve darsi come
nel turismo, che il cavallo trova il suo obiettivi i traguardi già raggiunti. Il
massimo impiego. cavaliere di alto livello non deve consu-
Molti sono gli sport che possono essere mare il proprio cavallo, ma programma-
praticati a cavallo e la naturale ambi- re il numero di gare secondarie neces-
zione di chi pratica l'equitazione è quel- sarie per preparare la gara importante.
la di verificare il livello raggiunto da sé Le regole del gioco devono essere cono-
e dal proprio cavallo nel confronto spor- sciute a vantaggio del gioco ed a tutela
tivo. dei propri interessi. Anche per gli ama-
Le vittorie si preparano con molta tori conoscere i regolamenti serve ad
pazienza e tanto lavoro. Il cavaliere deve appassionare all'agonismo e rende più
trovare nel lavoro quotidiano la maggior piacevole assistere ad una competizione
gratificazione; il risultato sportivo è la equestre. Le regole vengono continua-
logica conseguenza. Le leggi dello sport mente modificate per adeguarle alle
non prevedono scorciatoie, se non tem- sempre nuove esigenze dell'agonismo,
poranee. un costante aggiornamento è indispen-
Lo sport equestre ha per protagonista il sabile.
cavallo che è un essere vivente, questo Il cavaliere principiante che debutta nel
lo rende uno sport affascinante e com- mondo agonistico ha la necessità di
plesso. Ogni cavaliere è allenatore del- essere assistito dal proprio istruttore, il
l'atleta cavallo e nel contempo è parte quale potrà insegnargli a vivere la com-
del binomio atleta. Giustificare un petizione nel migliore dei modi.

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Manuale di equitazione

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Manuale di equitazione

INDICE
1. CONOSCERE IL CAVALLO pag. 5

2. CONFORMAZIONE ESTERNA E STRUTTURA DEI CAVALLI pag. 8

3. STATO SEGNALETICO pag. 26

4. IGIENE E PROFILASSI pag. 36

5. IL FUNZIONAMENTO DELLA "MACCHINA ANIMALE" pag. 50

6. LE ANDATURE pag. 58

7. IL SALTO pag. 73

8. MONTARE A CAVALLO pag. 79

9. POSIZIONE E ASSETTO pag. 83

10. GLI AIUTI pag. 91

11. IL LAVORO IN PIANO pag. 101

12. SALTARE pag. 127

13. SALTARE IN CAMPAGNA pag. 141

14. LA BARDATURA pag. 149

15. IL LAVORO DEL CAVALLO NON MONTATO pag. 160

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Manuale di equitazione

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Manuale di equitazione

Manuale di equitazione
A CURA DELLA:
Federazione Italiana Sport Equestri
con la consulenza di Claudio Possenti

ILLUSTRAZIONI DI:
Daniela Solive

PROGETTO GRAFICO:
Quintarte

EDITO E STAMPATO DA:

E’ vietata la riproduzione totale o parziale di testi, disegni o foto salvo autorizzazione


scritta dell'editore

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 Manuale di equitazione

Il Manuale viene fornito ai fini della formazione degli istruttori federali nel rispetto delle direttive
FISE, eventuali utilizzi diversi non sono consentiti e saranno perseguiti ai sensi di legge


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