Sei sulla pagina 1di 2

GESTIONE DELLE MACCHINE

- Q1 è il calore speso
- Q2 è il calore perso

Dallo schema dell’impianto, costituito in maniera elementare da un compressore, da un bruciatore


e da una turbina a gas, si notano subito due particolari: innanzitutto si tratta di un circuito aperto
in quanto i gas espansi in turbina vengono scaricati nell’atmosfera perché, a differenza
dell’impianto a vapore nel quale era necessario recuperare acqua dolce, in questo caso non sarà
necessario recuperare aria che il compressore dovrà aspirare; si nota poi il collegamento
meccanico tra il compressore e la turbina necessario affinché il compressore possa essere
alimentato con parte del lavoro utile prodotto in turbina ed è proprio questo il motivo per cui il
rendimento dell’impianto risulta alquanto modesto (necessario un motorino elettrico di lancio del
compressore alla partenza del turbogas.
Per quanto concerne il ciclo termodinamico relativo, ciclo Joule-Bryton, esso è costituito dalle
seguenti trasformazioni termodinamiche:
- Trasformazione adiabatica 1-2, compressione adiabatica (no scambi di calore)
corrispondente alla aspirazione dell’aria da parte del compressore che comporta un suo
aumento di pressione e temperatura con una diminuzione di volume;
- Trasformazione 2-3, trasformazione isobara (stessa pressione) corrispondente all’aria
compressa e calda, proveniente dal compressore, che convogliata nel bruciatore, nel quale
viene iniettato il combustibile, da vita alla combustione con la produzione di gas molto
caldi fino a temperature intorno ai 1600°C;
- - trasformazione 3-4, espansione adiabatica dove i gas provenienti dal bruciatore vengono
fatti espandere in turbina dove la loro dilatazione genera lavoro utile da convogliare ad un
carico esterno;
- - trasformazione 4-1, isobara che rappresenta le medesime condizioni termodinamiche che
trovano i gas espulsi dalla turbina e l’aria prima dell’ingresso del compressore.
GESTIONE DELLE MACCHINE

Il ciclo Joule, in un piano termodinamico p-v (pressione-volume), può essere così rappresentato:

Nella figura sono evidenziate le due aliquote di calore q1 e q2:


- Q1 è il calore che entra nel sistema per la combustione, è un lavoro positivo indicato come
calore speso;
- Q2 è il calore che esce dal sistema, è un calore negativo che viene indicato come calore
perso;

En. utile q 1−q 2 q2


η= = =1−
En . disponibile q1 q1

Il ciclo Joule rappresentato nel piano h-s (entalpia-entropia) è utile per analizzare in maniera
immediata le aliquote di lavoro e calore in gioco nel sistema; esse, infatti, corrispondono a
gradienti di entalpia rilevabili sull’asse delle ordinate.

calore speso q 1=h 3−h 2


calore speso q 2=h 4−h 1
lavoro compressione lc=h 2−h1
lavoro espansione <¿ h 3−h 4

L’entropia è una funzione di stato, ovvero una grandezza non misurabili ma calcolabili utilizzando
le variabili termodinamiche. È negativa, ai fini del rendimento dell’impianto, che è legata agli
scambi termici tra il sistema e l’ambiente. Nel ciclo teorico, l’entropia rimane costante perché non
ci sono scambi tra sistema e ambiente. È negativa perché farà aumentare il salto entalpico nel
compressore e lo farà aumentare anche in turbina, ed entrambi sono eventi negativi.
L’obbiettivo è quello di rendere il più possibile vicino un ciclo reale ad un ciclo ideale diminuendo
le perdite attraverso i MATERIALI.