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Nietzsche

Nietzsche viene considerato filosofo del sospetto. Il sospetto di Nietzsche è quello di cambiare la
società del tempo perché legata a credenza teologico-religiose che dovevano essere soppiantate.
Viene considerato per questo come una dinamite, perché distrugge tutto quello che la società aveva
costruito. Nasce nel 1844 nella Prussia Orientale. A 5 anni rimane orfano di padre e viene cresciuto
dalla madre e dalle sorelle: la presenza di figure tutte al femminile crea in lui una conseguenza
negativa a livello psicologico. Comincia a sviluppare problemi psicologici: a Torino ha un crollo
psicologico perché vede un padrone di cavallo picchiare l’animale e lui viene preso da uno scatto
d’ira. A causa della sua malattia gira tutta l’Europa alla ricerca di un clima favorevole. Morirà in
manicomio. Nel corso della sua vita, Nietzsche dà vita a due pensieri: uno legato al nazismo e
all’antisemitismo e uno legato alla democrazia e al cambiamento. Il pensiero di Nietzsche può
essere diviso in 3 fasi:

➢ Fase del classicismo: durante questa fase, lo stesso filosofo manifesta interessi per l’arte e la
tradizione greca, infatti si laurea in filologia classica e diventa insegnante di lingua e
letteratura greca. Scrive “La Nascita della tragedia dallo spirito della musica”. In
quest’opera Nietzsche parla della tragedia che evidenzia i cambiamenti sociali e le
caratteristiche portanti della società del tempo. La stessa viene divisa in: sfera apollinea,
cioè il rigore morale, il seguire tutto ciò che la società impone all’uomo; e la sfera dionisiaca,
cioè il principio del caos e della distruzione, della potenza creatrice, dell'ebbrezza e della
sensualità. Questi 2 principi si trovano fusi nella tragedia, che nasce dall’esigenza dell’uomo
greco di contenere il caos e l’irrazionalità della vita. In un primo momento Nietzsche crede
che si debba far rinascere lo spirito dionisiaco attraverso l’arte e la musica, che lui ama
molto, infatti ha un’amicizia con Wagner, però poi si rende conto che in realtà l’arte è solo
una celebrazione della società in declino.
➢ Fase del nichilismo: durante questa fase della sua vita Nietzsche perde fiducia nell’arte come
strumento di liberazione e pensa che serva la scienza come metodo per liberare l’uomo dalle
menzogne. Per questo la sua filosofia viene definita filosofia del mattino, che consente di
liberare l’uomo dalle tenebre del passato. Secondo Nietzsche le credenze della morale, della
filosofia e della scienza non sono altro che un'invenzione consolatoria di chi è in cerca di
rassicurazione, non potendo tollerare la sofferenza causata dal disordine e dall'irrazionalità
dell'esistenza. In questo senso l’idea di Dio, la nostra più lunga menzogna, è il prodotto della
tradizione metafisica. Per questo Nietzsche proclama la morte di Dio nell’opera appunto “la
morte di Dio”, in cui non viene distrutta l’idea di Dio in sé, ma va a distruggere quella casta
ecclesiastica che ha imposto all’uomo di credere in Dio. Nietzsche annuncia l’avvento del
nichilismo, cioè la caduta di ogni punto di riferimento, che però non è la fase ultima della
vita degli uomini.
➢ Fase dell’eterno ritorno: l’uomo secondo Nietzsche diventa superuomo quando supera sé
stesso e si libera delle convenzioni sociali e da ciò che la società gli impone. L’uomo deve
riappropriarsi volontariamente di ciò che gli è stato tolto e non deve accettare le imposizioni
della società. Solo nel momento in cui l’uomo acquista la volontà di potenza diventa
superuomo. Il concetto di Superuomo è trattato da Nietzsche nell’opera “Così parlò
Zarathustra”, “Un libro per tutti e per nessuno.” Nietzsche sceglie come protagonista del suo
romanzo Zarathustra, profeta persiano che ha il compito di annunciare l’arrivo del
superuomo. Il filosofo descrive un uomo pastore a cui è entrato un serpente in bocca e per
vivere, il pastore deve strappare a morsi la testa dello stesso serpente per due motivi: Il
serpente simboleggia l’orrore che si prova all’idea dell’eterno ritorno, ovvero l’idea che tutti
gli eventi sono già accaduti e accadranno infinite volte; e staccargli la testa vuol dire
sconfiggere la paura dell’eterno ritorno e a quel punto il pastore diventare superuomo. Il
senso del superuomo può essere spiegato attraverso la metamorfosi, il cui slancio parte
dalla volontà di potenza. La metamorfosi si divide in 3 fasi: la fase del Cammello, in cui
l’uomo viene paragonato ad un cammello perché l’animale porta il peso delle gobbe e
l’uomo porta il peso della tradizione, peso trasferito dalla società bigotta legata ai valori del
cristianesimo; la fase del Leone in cui l’uomo deve superare i valori della società per
diventare superuomo, deve rinascere dalle macerie e dar vita un uomo nuovo che si è
riappropriato dei valori che lo caratterizzavano. Il leone simboleggia la forza; infine la fase
del Fanciullo: l’uomo non è completo, pur essendo uomo forte, se non gioisce della vita.
L’uomo deve gioire della vita proprio come fa un fanciullo, che è ignaro della sofferenza
futura della sua vita e sorride alla vita gioendo.