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Lezione di storia contemporanea: Mussolini

Consolida il proprio potere circondandosi di personaggi che lo rafforzano e che non gli fanno ombra. La figura di
d’Annunzio era percepita come un possibile antagonista, ministro della guerra Armando Diaz. Tutti pensano di poter
usare il fascismo o non si rendono conto di cosa stava nascendo. Fascismo come “reazione” al comunismo e
dell’affermarsi della classe lavoratrice. Gli agrari usavano i fascisti come forma di reazione dinanzi alla
democratizzazione dell’Italia dove le masse avevano potere all’interno dei palazzi. Il fronte cattolico viene messo da
parte il fondatore, che pur essendo un conservatore dal punto di vista etico, andava avanti su questo punto di
democratizzazione delle masse contadine-cattoliche e si scontra con Pio XI e con una gerarchia cattolica che guardava
il fascismo con interesse, fino al concilio vaticano secondo considera la democrazia un errore e va combattuta. Il
fascismo è un’opzione in quella forza nel fermare il nemico, fronte cattolico-conservatore, fascismo clericale. I liberali
e il re che non si oppongono al fascismo ma che consegna a Mussolini le chiavi del paese ma che continua a dargli
fiducia anche dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti quando si consoliderà il fascismo come regime. Mussolini aveva
bisogno di fare un fronte ampio con i cattolici e con la borghesia, riforma elettorale con un premio di maggioranza la
“legge Acerbo” il partito con una maggioranza relativa con almeno il 25% dei voti avrebbe ottenuto un enorme
vantaggio eleggendo 2/3 dei deputati. Elezioni aprile 1924, Mussolini ha la meglio, Alcide De Gasperi sostituisce
Sturzo ed entra in Parlamento, elezioni piene di brogli e violenze, segretezza del voto e propaganda, elezioni di regime
dittatoriale. Capacità dei fascisti di usare la violenza non ha nessun contrattacco, molti antifascisti esiliati ed uccisi
(2mila assassinati prima della marcia su Roma, fascisti morti 60ina totalità andati a fare azioni squadristiche e nei
combattimenti sono morti). Leader opposizione socialista Giacomo Matteotti e dei liberali Giovanni Amendola
dovranno essere assassinati. Il 30 maggio 1924 Matteotti prende la parola alla camera dei deputati e denuncia tutto (i
brogli, le aggressioni..), il 10 giugno 1924 viene rapito a Roma e poi assassinato e il corpo verrà trovato mesi dopo,
Amerigo Dumini vicino a Benito, proverà persino a ricattare Mussolini. Tramonto dell’Italia liberale. Amendola
“secessione dell’Aventino” parlamentari opposizione si ritirano dal Parlamento ma Vittorio Emanuele III sta dalla
parte di Mussolini e nel discorso del 3 gennaio 1925 Mussolini va in Parlamento e si prende la responsabilità
dell’omicidio di Matteotti. Carica monocratica intorno al duce che incarnava lo stato in una sorta di religione,
giustifica la violenza Giovanni Gentile “Manifesto degli intellettuali fascisti”, Benedetto Croce “Manifesto degli
intellettuali antifascisti” il fascismo nasce nelle trincee, l’energia del soldato, ideologia che legittima pienamente la
violenza, non lascia alcuno spazio a chi si contrappone. Tra il 1925-1926 “leggi fascistissime” il regime e la dittatura e
la creazione dello stato autoritario di Mussolini. 1926 Amendola viene massacrato di botte e morirà poco dopo. Piero
Gobetti,liberale, racconta di una Italia che avrebbe dovuto avere una classe dirigente diversa, Gramsci arrestato e che
passa 11 anni in galera, umiliato e rilasciato perché sta troppo male e non vuole che muoia in galera, magnanimo del
fascismo; riflessioni sul concetto di egemonia “quaderni del carcere “ controllo delle coscienze. Le leggi fascistissime:
si crea il partito unico, gli altri partiti vengono sciolti, partito comunista riesce a mantenere una operatività sul
territorio. Il capo del governo non ha più nessun legame con il Parlamento, deve rispondere al re d’Italia, il gran
consiglio del fascismo, organo supremo dello stato, associazioni sono proibite salvo gli spazi ai cattolici, sottoposte al
controllo di polizia l’unico sindacato riconosciuto è la Confederazione nazionale delle Corporazioni , diritto di
sciopero è proibito le autorità locali non sono più elettive, decide il podestà, no concetti antinazionali e critiche contro
il governo, istituito il confino per gli antifascisti. Situazione del confinato politico era simile al carcerato, perdeva
qualsiasi sostentamento sia per lui che per i suoi figli, ORVA polizia segreta fascista, caduta del regime democratico,
istituzione regime totalitario dal 1925-26 governa fino al 1943 con una cultura che si basa rigidissimamente su un
concetto di gerarchia, rivista dell’elaborazione del fascismo “gerarchia”, il partito nazionale fascista non aveva alcuna
autonomia rispetto al duce, il capo del PNF Augusto Turati, ordine religioso che serviva a celebrare la patria e che
doveva dimostrare la potenza del capo. L’Italia nella costruzione del regime fascista è in anticipo rispetto agli altri
regimi nazionalsocialisti, dittatura personale di Mussolini che si basa sul carattere carismatico di Mussolini, sulla sua
capacità di tenere discorsi che condizionassero le masse, forma di interazione tra le masse popolari e la leadership
dallo stato che è incarnata nel duce in una forma gerarchica. Il fascismo pretende di forgiare e migliorare gli italiani,
no italiani come razza superiore(Hitler), violenza e armi cuore di tutto. Ruolo subalterno affidato alle donne. La
virilità e la demografia sono alla base della costruzione della forza della nazione (8milioni di baionette). Il capo del
governo delega completamente al cavaliere Mussolini, lo investe e ha un ruolo complice del fascismo, classi dirigenti
tradizionali si beneficiano della mancanza di lotta sociale, beneficiano il collaboratismo tra classi , subordinazione al
capitale, le masse sono chiamate a partecipare in questa posizione subalterna. Chiesa cattolica riesce a capitalizzare la
necessità del duce di non avercela nemica, conciliazione “patti lateranensi” 11.02.1929 via della conciliazione (Tevere
a piazza san Pietro ricostruzione di un intero quartiere che testimonia che nel fascismo si compia la conciliazione tra
questi due poteri che devono convivere, la chiesa mantiene degli spazi, insegnamento religione nelle scuole, esonero
dal servizio militare … matrimonio concordatario. Il fascismo viene identificato come una reazione antiproletaria, per
le classi medie nazionaliste è anche anticapitalista e che viene presto ad alimentarsi sulla retorica della romanità,
destino dell’Italia di ricostruire l’impero romano era una macchina di consenso straordinario, apertura dei fori romani
dove si svolgono tutte le parate del regime (piazza Venezia al Colosseo), la retorica dell’impero. Arco del trionfo in
cartone per accogliere Hitler. Scarpe di cartone per combattere in Russia portarono migliaia di amputazioni. Piero
Gobetti che 1926 muore fascismo come autobiografia della nazione nella quale si esplicita il completamento
imperfetto del processo nazionale. Gramsci il fascismo è la risposta egemonica del capitale industriale – agrario -
finanziario alla mobilitazione proletaria, il fascismo risponde al fatto che noi(comunisti) rispondiamo/ che facciamo
bene. Internazionale comunista il fascismo come “dittatura capitalistica del grande capitale” il grande capitale si
spoglia della veste liberale e istaura una dittatura capitalista che fa uso del terrorismo contro e masse proletarie per
evitare la rivoluzione. Terza internazionale comunista creerà alleanze sui fronti popolari. Alberto de Bernardi
“paradigma antifascista”, Matteotti denuncia il fascismo come reazione, Palmiro Togliatti definirà il fascismo come
“partito reazionario di massa” riconosce che le masse finirono per appoggiare il fascismo su una posizione reazionaria
che il PCI voleva contrastare il più possibile, alcuni aspetti vanno ricondotti di nuovo al risorgimento come
rivoluzione borghese mancata, risorgimento che crea lo stato non riesce ad arrivare al punto, Candeloro il fascismo
prende le forme di un partito reazionario di un altro tipo punta ad organizzare le masse e ad avere il consenso,
Benedetto Crode “il fascismo è una malattia morale, parentesi nella storia della società europea, già manifestata alla
fine dell’800 con la cancrena del nazionalismo virulento, il liberalismo va in crisi e viene esaltato l’imperialismo ,la
massificazione dell’attività politica e l’esaltazione della guerra. La grande guerra fa da catalizzatore di una ideologia
che si rifà a questi miti (Superonismo) vede la sapienza di questi nel manovrare e farsi scudo con le masse in maniera
demagogica. Renzo di Felice “non originalità del fascismo “ prosecuzione dello stato liberale, come il nazismo
reazione alla modernità, causato dai difetti dell’unificazione nazionale. Idea di fascismo come aberrazione storica
della modernità, modernità liberale doveva essere il trionfo della razionalità si ripropone con i miti della
nazione,inconsistenza ideologica, rifiuto della centralità delle masse alle quali danno un ruolo subalterno. Sia marxisti
che liberali vedono il fascismo come un prodotto della dinamicità XX secolo e che prende una altra via. “Fascismo
come rivelazione dei problemi della nazione”disse Giuliano Procacci, meccanica parlamentale imperfetta, difficoltà
classi dirigenti e quindi non sapendo approcciare ai partiti di massa si fanno aiutare dai fascisti, partito d’azione
sopraffatto dalla dinamica politica dei partiti di massa. Renzo di Felice “più importante autobiografia del duce”
differenza tra fascismo movimento e fascismo regime , f. movimento identifica nel ceto medio una volontà di
cambiamento, schiacciato dal proletariato e dalla alta borghesi, f. regime nasce tra compromesso duce e le classi
dominanti e quindi non potendo più stare dalle classi medie e non potendole realizzare. Modenizzazione in un nesso
tra allargamento del consenso, cittadinanza, diritto di voto, la religione civile che si trasforma in primato della
teoretica (Emilio Gentile, diventa “religione civile”, culto dell’littorio fatto di mitologia della nazione, della forza,
dell’italianità dell’impero, incarnato dal primato della politica) e che solo può esplicitarsi nello stato totalitario, se
l’imperfezione è data dalla presenza del monarca questo non ha impedito al fascismo italiano di esplicitarsi.