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TRIADI E SETTIME CON 5°#

1. Alterazione. L’alterazione ascendente della 5° nelle Triadi e nelle Settime ha per lo


più un significato “locale”, nel senso che aggiunge una tensione semitonale ad un
movimento armonico D – T o T - S. Spesso poi la 5# arriva dalla 5° giusta per
alterazione cromatica e dunque ha un carattere più melodico che armonico.
2. Triade eccedente. La sonorità delle Triadi eccedenti è tipica del linguaggio
armonico romantico e tardo-romantico. Nel Settecento questa tipologia accordale non
era apprezzata. Nella musica francese e tedesca di fine Ottocento invece questo
accordo conquista un ruolo di primo piano, spesso in associazione con la scala a toni
interi (in cui rappresenta l’unico possibile tipo di Triade), grazie anche alla sua
qualità di accordo “vagante” e alle sue proprietà simmetriche ed enarmoniche (v.
oltre, punti 11 e ss.)
3. Origine: Triadi maggiori. La 5# si applica solo a Triadi maggiori, quindi la triade di
D in primis, quella di T e quella di S nel maggiore; nel minore solitamente riguarda
la D oppure la triade del III grado; più raramente la triade del VI.
4. Sensibile supplementare. L’alterazione della Quinta crea di fatto una sensibile
supplementare; questa risolverà salendo di semitono sulla Terza dell’accordo di
risoluzione naturale.
5. V#5 e V7 #5 - I. La D, accordo di tensione, è il campo di applicazione per eccellenza
dell’alterazione della 5°. La Quinta alterata spesso si trova nella voce superiore.
Naturalmente anche le DS possono essere alterate con l’innalzamento della Quinta.

6. I#5 – IV o II56. L’alterazione ascendente della 5° è molto frequente anche nella


Triade di Tonica in relazione con quella di Sottodominante. Dato il carattere
dissonante che assume la Tonica alterata, la sua funzione diventa in questo caso
quella di D della Sottodominante (o di V#5 del IV).

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7. IV#5 – II6. L’alterazione può applicarsi anche alla Triade di Sottodominante. In
questo caso però la risoluzione non promuoverà un movimento di 5° discendente
delle Fondamentali – che porterebbe ad un improbabile VII – ma avverrà sul II6 con
due suoni comuni. E’ evidente il carattere di nota “di passaggio cromatica” della
Quinta alterata.

8. I#5 – VI. Analogamente al caso precedente anche il I#5 può risolvere con due suoni
comuni sul VI o VI6. In questa successione il significato dell’accordo Aumentato si
rivela per la prima volta ambiguo. Nella successione I – I2 #5 – VI, infatti, la Settima
di Tonica con 5# (Do – Mi – Sol# - Si) potrebbe essere anche interpretata
enarmonicamente come V/VI con 5# (Mi – Sol# – Do, dove Do = Si#).

9. Triadi minori con F abbassata. Le Triadi aumentate possono derivare anche


dall’abbassamento della Fondamentale in una Triade minore. Questo abbassamento è
frequente soprattutto nella Triade di Tonica minore oppure nel VI grado del
maggiore. La sostituzione della F con la Sensibile produce un accordo dissonante che
ha due possibili risoluzioni (ed è scritto infatti in due modi): o ritorna in Tonica, ed
allora la Sensibile si comporta come “nota di volta”, oppure scende verso il prossimo
stato stabile rapresentato da una Triade maggiore in 46 (come un VI con F abbassata
su I46). La Sensibile prosegue in questo caso la propria discesa come una “nota di
passaggio”. In entrambi i casi vi sono due note comuni.

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10. Quinta innalzata come nota di volta superiore. A volte la 5° di un accordo di
Tonica maggiore può salire di semitono per poi ridiscendere, creando l’effetto di
un’inflessione leggermente dissonante che subito risolve.

11. Tre possibili risoluzioni. Abbiamo visto che le Triadi eccedenti possono risolvere
in molti modi. I più comuni sono:
- con movimento ascendente di 3° e di 5°# sulla triade con F una 5° sotto, es. V#5 – I
(un suono comune);
- con movimento ascendente della sola 5°# sulla triade con F una 3° sotto, es. IV#5 –
II (2 suoni comuni);
- con movimento discendente della F su una triade in 46, es. VI – bVI#5 – I46 (due
suoni comuni);
- con movimento discendente della 5# sulla 5 giusta di una triade maggiore, es. I5 -
#5 – 5.
In sintesi si può dire che le T.A. hanno due tipi possibili di risoluzioni: forti, con un
suono comune e due note che salgono contemporaneamente di semitono (su triadi
maggiori) e deboli, con due suoni comuni e una componente che sale di semitono (su
triadi minori) o scende di semitono (su triade maggiore in 46).

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12. Simmetria ed enarmonia. Le Triadi Aumentate sono accordi a struttura simmetrica
in quanto composti da due 3° maggiori + una 4° diminuita, equivalente
enarmonicamente ad un’altra 3° maggiore. Ciò significa, come abbiamo già potuto
vedere nelle Settime diminuite, che l’accordo ha tre possibili Fondamentali. Ogni
nota che lo compone può diventare a pieno diritto la Fondamentale purché una od
entrambe le altre note vengano riscritte enarmonicamente.

13. Trasponibilità limitata. Come tutti gli accordi simmetrici, la trasponibilità delle
Triadi A è ridotta a 4 accordi reali. La 5° trasposizione corrisponde infatti ad un
rivolto della prima.
14. Modulazioni. Queste proprietà rendono la Triade A un potenziale accordo
“vagante”, ed a questo essa deve la propria fortuna nello stile tardo-tonale e nei primi
stili atonali di inizio Novecento.

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