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DUOMO DI MILANO:

Duomo di Milano, la più importante chiesa gotica italiana


La costruzione del Duomo di Milano iniziò nel 1388 e continuò fino agli inizi del 900, tra molte interruzioni e modifiche del progetto originario. Il materiale scelto fu il marmo di
Candoglia: Gian Galeazzo Visconti accordò esenzioni fiscali per ogni blocco di marmo destinato al Duomo, che veniva marchiato AUF (Ad Usum Fabricae). Da ciò nacque il modo di
dire “a ufo”, ovvero gratis.

Architettura del duomo di Milano


Il Duomo di Milano è il risultato di un lavoro secolare: per questo non segue uno stile “storico” riconoscibile, ma è il frutto di una continua reinterpretazione del gotico in chiave
mastodontica e spettacolare. La maggior parte delle strutture visibili risale al neogotico (XIX secolo).
La pianta del Duomo è a croce latina, con cinque navate. Il presbiterio è circondato da un deambulatorio con abside poligonale. Lo slancio verticale dell’edificio è notevole, ma viene
attenuato dalla dilatazione orizzontale dello spazio.
A differenza delle cattedrali nordiche, la struttura portante del Duomo di Milano è composta soprattutto dai piloni e dai muri perimetrali. I contrafforti rinforzano i muri perimetrali ma
non permettono l’apertura di finestroni ampi: la costruzione risulta così avere una forma chiusa. Anche le guglie e i pinnacoli non hanno funzione portante ma esclusivamente
decorativa, e sono stati aggiunti nel corso dei secoli.||
A dirigere il cantiere vennero chiamati architetti, da tutta Europa, come francesi e tedeschi, come Jean Mignot, Jacques Coene o Enrico di Gmünd, i quali però restavano in carica per
pochissimo tempo, incontrando una scoperta ostilità da parte delle maestranze lombarde, abituate a una diversa pratica di lavoro. La fabbrica andò quindi avanti in un clima di tensione,
con numerose revisioni, che nonostante tutto diedero origine a un'opera di inconfondibile originalità, sia nel panorama italiano che europeo. Vennero chiamati altri architetti italiani
come, l’architetto bolognese Antonio di Vincenzo, l’architetto e matematico piacentino Gabriele Stornalòco, Gian Giacomo Dolcebuono e Giovanni Antonio Amadeo.

Facciata
Alla fine del 500, mentre la chiesa raggiungeva la sua dimensione definitiva, era ancora in piedi l’antica facciata di Santa Maria Maggiore, la chiesa precedente, che veniva demolita a
poco a poco.
Fu il cardinale Federico Borromeo, successore e cugino di san Carlo, che decise di realizzare una facciata innovativa e spettacolare.
Dopo avere valutato un gran numero di proposte, si decise di dare al Duomo ben cinque portali, uno per ogni navata. La decorazione delle porte fu affidata al Cerano, uno dei più grandi
artisti milanesi dell’epoca. Il Cerano pensò di raccontare le “storie” di cinque importanti personaggi femminili della Bibbia. Perché solo femminili? ti chiederai. Semplice, fu in onore
della Madonna, alla quale il Duomo è dedicato, come puoi vedere dalla scritta “A Maria nascente” che spicca in latino al centro della facciata. Le storie sono raccontate attraverso
bassorilievi detti "formelle", che si susseguono sia nella parte inferiore sia sopra i portali, e hanno per protagoniste Eva (al centro), Ester, Giaele, Giuditta e la regina di Saba.
Dopo che fu terminata la decorazione dei portali, i lavori del Duomo si interruppero di nuovo all’altezza del finestrone centrale.
Fu solo due secoli dopo che Napoleone Bonaparte, infastidito dal contrasto tra la facciata ancora grezza e la massa scintillante di marmo del Duomo, ordinò di portare a termine la
facciata. Detto fatto, furono realizzate le due statue sul balcone al centro, che rappresentano la Chiesa e la Sinagoga.
La facciata fu ultimata solo alla fine del'800, e le cinque porte di bronzo ancora più tardi! La prima è stata la grande porta centrale, che risale al 1906. Se la guardi bene, noterai che in
certi punti è rovinata, a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Le sculture
Due sono i caratteri distintivi del Duomo di Milano: il primo è il compromesso tra verticalità gotica e orizzontalità lombarda; il secondo è l’abbondanza di decorazioni
scultoree realizzate tra il XIV e il XX secolo. Numerosissimi i maestri che si alternarono nella decorazione, italiani e stranieri, rinascimentali e barocchi, neoclassici e art dèco.
Tra le sculture degne di nota, ricordiamo il monumento a Gian Giacomo Medici realizzato da Leone Leoni nel 1560-63 che si può ammirare all’interno della cattedrale nel transetto
destro.
L’opera più celebre è il San Bartolomeo scorticato (1562) di Marco D’Agrate, che rappresenta il santo con la pelle scorticata portata sulle spalle come una stola.

Reliquie
La reliquia più preziosa del Duomo di Milano è il Sacro Chiodo, ossia il chiodo della Vera Croce che, secondo la tradizione, fu rinvenuto da sant’Elena e utilizzato da suo figlio,
l’imperatore
Costantino, come morso del suo cavallo.
Il Sacro Chiodo è sospeso sopra l’altare maggiore, ed è reso visibile da tutta la cattedrale grazie a una luce rossa. Ogni 3 Maggio l’arcivescovo preleva il chiodo tramite un curioso
ascensore
chiamato “nivola” e lo mostra ai fedeli.

Il sotterraneo e gli scavi


Il sotterraneo del Duomo di Milano è visitabile passando da una scala nella facciata interna. Si scende di 4 metri raggiungendo il piano del calpestio del IV secolo. Qui si possono
ammirare i resti del battistero di San Giovanni alle Fonti (378-397), dove Sant’Ambrogio battezzò Sant’Agostino nella notte di Pasqua del 387. Si può vedere ancora il fonte ottagonale:
è il più antico mai documentato.

Le Terrazze del Duomo di Milano


Vale la pena prendere l’ascensore nel braccio nord del transetto per fare una visita alle terrazze del Duomo: qui si può ammirare la fitta foresta di guglie, pinnacoli, statue e archi
rampanti, oltre a godersi una splendida vista sulla città.
La guglia Carelli è la più antica e risale al 1397-1404. La maggior parte delle guglie è invece del XVII e XVIII secolo.
Salire sulle terrazze del Duomo è un rito imperidibile per chi visita Milano: passeggiare ad un’altezza compresa tra i 65 e i 70 metri di altezza permette di apprezzare al meglio tutto lo
skyline del capoluogo lombardo e di osservare più da vicino le splendide guglie e la tradizionale “Madunina”. Un’esperienza davvero mozzafiato, consigliatissima…soprattutto al
tramonto!
Le terrazze del Duomo offrono una superficie calpestabile di ben 8000 metri quadrati: questa formidabile estensione le rendono il tetto calpestabile più grande al mondo.

La Madonnina
La famosa Madonnina del Duomo di Milano fu inaugurata il 30 Dicembre 1774.
È il punto più alto della cattedrale ed è stata per molto tempo il punto più alto di Milano. È stata infine “battuta” dal grattacielo Pirelli, che porta comunque rispetto al simbolo della città
recando sulla sua sommità una copia della Madonnina alta 85 cm.
La statua originale misura 4,16 metri, è stata realizzata dallo scultore Giuseppe Perego e fusa dall’orafo Giuseppe Bini.

Da un tempio pagano al Duomo di Milano


Il Duomo sorge su un territorio sacro già in tempi arcaici: gli scavi per la metropolitana, iniziati negli anni Sessanta, portano alla luce i resti di ben due basiliche paleocristiane.
La Basilica Maior di Santa Tecla, i cui resti giacciono sotto il sagrato del Duomo attuale, e la più antica Basilica Vetus, dedicata a Santa Maria Maggiore e collocata in corrispondenza
dell’abside dell’odierna chiesa gotica.
Milano disegno Basilica di Santa Tecla
Entrambe le basiliche furono distrutte per far posto al cantiere voluto da Gian Galeazzo Visconti nel  1386 e gran parte del materiale di risulta fu impiegato nella costruzione delle
fondamenta del nuovo Duomo.

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