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CONOSCI TE STESSO ( ! / ?

)
Dal paradigma dell’ avere - fare - essere a quello dell’ ESSERE - FARE - AVERE

Inizio: ESSERE

“Conosci te stesso".
Lo avevano detto i greci e a noi questa frase è arrivata semplicemente come una scritta.
Chissà se magari nel tempo si è cancellato un punto esclamativo o un punto interrogativo
messo alla fine.
Imperativo: Conosci te stesso!
Interrogativo: Conosci te stesso?
O forse i greci volutamente non hanno messo nulla alla fine per porre l'attenzione su una
parola: CONOSCI.

Conosci. non capisci!

La differenza? Le cose statiche si possono capire. I sistemi chiusi, gli oggetti, tutte le cose
che sono "così e basta”; si può capire la staticità.

Capire è un po' come fare una fotografia e analizzare ogni sua minima parte, dimenticandosi
di tutto ciò che viene prima di quello scatto, delle cause e delle condizioni che hanno portato
al quel momento e dimenticandosi anche che tra poco le cose non saranno più così.

Conoscere è un processo dinamico, che tiene conto del fatto che le cose cambiano,
interagiscono fra loro, si influenzano, noi compresi.
Conoscere ci rende aperti al cambiamento, al fare, per avere infinite possibilità.

ESERCIZIO:

Prendi carta e penna e immagina di doverti descrivere a una persona che non ti conosce,
tipo un taxista che ti aspetta all'aeroporto di Città del Messico che ti deve portare in hotel.
Ti dovrai descrivere molto molto bene perchè questo taxista dovrà riuscire a trovarti in
mezzo ad una folla di tantissime altre persone che escono agli arrivi assieme a te.
C’è un MA: non puoi dire il tuo nome e cognome, non potrai descrivere il tuo abbigliamento,
non potrai descrivere il tuo aspetto fisico, non potrai descriverti attraverso le cose che ti
piacciono, non potrai descriverti attraverso il tuo lavoro, i tuoi hobby. Non potrai nemmeno
descriverti attraverso i tuoi pensieri e le tue opinioni riguardo alle cose, non potrai dire “sono
figlia/figlio di…”, non potrai descriverti attraverso gli oggetti che possiedi o che ti
rappresentano.
Puoi solo descrivere te stesso, spogliato da tutte quelle cose che distolgono l’attenzione dal
tuo SÈ.
Sei riuscito a scrivere più di 100 parole?

La mente ritorna a casa quando sente le sensazioni del corpo.

La porta di ingresso è il respiro.

Il movimento è la chiave che apre la serratura.

Iniziamo questo cammino insieme.