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Fisiopatologia della 

digestione
la digestione prende inizio nella bocca

Le fasi della digestione


1. fase cefalica – con la masticazione avviene:
- Stimolazione della secrezione salivare dalle ghiandole salivari
- Contemporaneamente stimolazione della secrezione gastrica
- Intensificazione della peristalsi gastrica (onde peristaltiche a livello gastrico con direzione da superiore
a inferiore, si trasmettono a livello dell’esofago e continuano a livello gastrico per spostare il bolo
alimentare)
- Versamento del succo pancreatico nel duodeno (tubo digestivo)
- Stimolazione della secrezione biliare

2. fase gastrica – a livello dello stomaco

3. fase intestinale

DISTURBI ALIMENTARI
L’appetito è provocato da:
 Stimoli esogeni (odore, aspetto)
 Stimoli endogeni
 Movimenti peristaltici dello stomaco
 Movimenti peristaltici dell'intestino
 Diminuzione livelli di glicemia nel sangue (provoca sensazione di fame)

Disturbi dell’appetito
 Anoressia
Cause organiche o somatiche: malattie dell'apparato digestivo o malattie sistemiche
Cause psicogene - anoressia nervosa

 Bulimia
Opposta all’anoressia, la persona manifesta un appetito esagerato
Polifagia: nel diabete o acquisita in abitudini familiari, la persona ha sempre senso di fame

Disturbi a livello della cavità orale

La masticazione e l’alimentazione sono ostacolate in:


 Neonati – con malformazioni delle labbra e dell'arco palatale
 Patologia dentale e quindi dell’efficienza masticatoria, mancanza di denti (spazi interdentali
estesi)
 Patologia: - mandibolare
- articolare (art. temporo-mandibolare)
- muscolare
- linguale
I disturbi masticatori portano a disturbi gastrici, duodenali, digestivi
DISTURBI DELLA SECREZIONE SALIVARE
Iposecrezione salivare

Una secrezione salivare insufficiente porta a disturbi della deglutizione, alterazione della dentizione,
infiammazione a livello di cavità orale.

La lingua secca porta a dolore, infiammazione, micosi

Cause per insufficienza secrezione salivare:


 respirazione orale – la persistenza di respirazione orale dai neonati ai bambini (pubertà,
adolescenza) è un’abitudine che può causare problemi e anomalie. Questa respirazione
orale può persistere anche per l’esistenza di passaggi respiratori che non permettono una
respirazione nasale corretta)
 sindrome di Sjӧgren – autoimmune: le cellule immunitarie attaccano e finiscono per
distruggere specificamente le ghiandole esocrine (salivari, lacrimali). Anche a livello
dell’occhio la cornea è secca, lacrime e saliva sono assenti.
 cibi salati
 farmaci – es. l’Atropina diminuisce la secrezione salivare
 disidratazione
 menopausa – dovuto al cambio ormonale
 anziani - atrofia delle ghiandole salivari

In insufficienza salivare si produce erosione a livello dentale e infiammazioni a


livello della cavità orale

Sindrome SjÖgren
 lingua ingrossata e secca
 erosioni e problemi dentali 

Ipersecrezione salivare
Raggiungendo lo stomaco, l'acidità gastrica diminuisce, causando disturbi digestivi
Cause:
 infiammazione nella parte superiore del tratto digestivo
 malattie neuropsichiatriche
 infiammazione delle ghiandole salivari - parotite
epidemica: una malattia infettiva acuta e
trasmissibile, prodotta da virus a RNA.
La malattia provoca infiammazione delle ghiandole salivari
(in particolare della ghiandola parotide), del pancreas,
del sistema nervoso centrale e dei testicoli
 gomma da masticare
 gravidanza
 secrezione salivare elevata nei neonati

Parotidite epidemica
DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE
La deglutizione è ostacolata da:
 paresi dei muscoli masticatori e paresi della lingua
 infiammazione della mucosa orale
 ipertrofia delle tonsille
 intossicazioni, stati comatosi – manca riflesso di deglutizione
 malattie dell'esofago
 infiammazioni, reflusso di succo gastrico, sostanze tossiche irritanti ingerite
 stenosi post-infiammatoria
 tumori esofagei o tumori mediastinici (mediastino è loggia anatomica che contiene
anche esofago: tumori presenti in quella loggia fanno pressione e causano stenosi a
livello dell’esofago)

DISTURBI DEL TRANSITO ESOFAGEO

 Diverticolosi dell'esofago: la debolezza di alcune aree della parete esofagea porta alla comparsa di
diverticoli, dove i residui di cibo fermentano causando infiammazione cronica, favorendo le
infezioni
 Acalasia cardiale: l'incapacità di rilassare la muscolatura del cardias, con dilatazione delle aree
sovrastanti; porta a ristagno di cibo, infiammazione, dolore bruciante retrosternale
 Spasmo esofageo diffuso - disturbi di innervazione (diabete, stress, anziani) - deglutizione difficile,
dolorosa
 Miastenia Gravis – malattia autoimmune con distrofia muscolare progressiva - debolezza
muscolare che colpisce anche i muscoli dell'esofago
 Ulcera esofagea che appare associata all'ulcera gastrica
 Reflusso gastroesofageo - il contenuto gastrico fluisce nell'esofago producendo esofagite da
reflusso, con dolore retrosternale che può essere confuso con l'angina pectoris; favorisce la
metaplasia; si verifica nel 40% della popolazione
 Ernia diaframmatica: una parte dello stomaco raggiunge ed entra nel torace, producendo rigurgito
del contenuto gastrico (passaggio inverso). I sintomi sono uguali a quelli del reflusso gastrico.
 vene varicose esofagee - compaiono nella parte inferiore dell'esofago, producendo massicce
emorragie - si verificano nella cirrosi epatica

Disturbi della secrezione gastrica

Iposecrezione gastrica
 Produce ipoacidità dello stomaco
 Appare in seguito ad infiammazione cronica o atrofia della mucosa, di origine sconosciuta
 Determina inappetenza (= mancanza di appetito), disturbi digestivi e di assorbimento
 Achilia gastrica - completa mancanza di acido gastrico - si verifica nel carcinoma gastrico avanzato. 

Cause:
 Cause neurologiche – lesioni ipotalamiche, lesioni del nervo vago (innerva lo
stomaco)
 Malattie endocrine – malattia di Addison (insufficienza corticale surrenalica
primaria), deficit di insulina, ipotiroidismo
 Malattie autoimmuni: l'atrofia delle mucose provoca ipoacidità
 Alcolismo cronico, fumo, resezioni gastriche, tumori maligni

Conseguenze:
 La digestione proteica diventa inefficiente, la mancanza di fattore intrinseco, cioè di una
glicoproteina prodotta dallo stomaco - porta all'impossibilità dell'assorbimento della
vitamina B12
 Aumenti del pH gastrico, i microrganismi intestinali raggiungono lo stomaco (ad
es. Lattobacilli) portando a fermentazione e tumori maligni favoriti dai prodotti del
catabolismo dei microrganismi

Ipersecrezione gastrica

 Associato a iperacidità e ulcera gastrica

 L'iperacidità ha spesso cause extra gastriche: stress cronico, aumento della secrezione di


paratormone, di insulina e glucocorticoidi (cause endocrine)

 Iperplasia tumorale delle cellule secretorie della gastrina

 Iperplasia e ulcera da infezione con Helicobacter pylori (molto frequente, una grande parte della
popolazione soffre di questa infezione, ma se non provoca sintomi quelle persone non sono
coscienti della presenza dell’infezione, può esser diagnosticata per puro caso, per esempio in un
esame per qualcos’altro)

Disturbi della motilità gastrica


Iperperistaltismo:  fame, cibi acidi, fumo eccessivo, infiammazione. Onde peristaltiche più frequenti del
normale.

Conseguenze:
- la peristalsi accentuata provoca dolore di tipo colica (= dolore aumenta fino a raggiungere una grande
intensità, poi cessa e ricompare in concomitanza con la contrazione della muscolatura digestiva)
- il cibo raggiunge l'intestino non digerito o digerite parzialmente; tutta la digestione prende un ritmo
molto veloce, gli alimenti non hanno tempo di esser digeriti.

Riduzione della peristalsi  - rallentamento dello svuotamento gastrico, si produce la stasi, dilatazione dello
stomaco.
La stasi favorisce la moltiplicazione dei microrganismi e la fermentazione.
Appare dopo chirurgia addominale, trattamento con oppiacei, diabete.
Può essere causato da spasmo pilorico, che provoca dilatazione gastrica e
rallentamento della peristalsi.

STENOSI PILORICA - Può essere congenito o appare associato a un'ulcera cicatrizzante o un tumore
Conseguenza  VOMITO che inverte la peristalsi gastrica, preceduta da forte sensazione di nausea
 Il vomito può essere considerato un meccanismo di  difesa perché rimuove le sostanze
tossiche dallo stomaco
 Il vomito si verifica frequentemente associato a malattie
 Il vomito ripetuto provoca disidratazione, perdita di elettroliti e irritazione delle mucose
Rischio di aspirazione!

CAUSE DI VOMITO
 Gastrite, enterite, irritazione peritoneale / diaframmatica
 Riflesso nell'infarto, colica (calcolo), dolore i
 Ipersensibilità al centro del vomito - gravidanza, contraccettivi al progesterone
 Trauma, emorragia intracranica, aumento della pressione intracranica, irritazione meningea
 Sostanze tossiche esogene / endogene - metalli pesanti, intossicazione alimentare, alcool,
corpi chetonici, uremia (prodotti metabolici in eccesso)
 Cause psichiche (ansia, emozioni), disturbi app. vestibolari (orecchio interno), odori, sapori
spiacevoli

GASTRITE – Infiammazione della mucosa e sottomucosa gastrica 


Sintomi:
dolore epigastrico (epigastrio = parte superiore addome tra le costole e l'ombelico) con
carattere di bruciore
 dispepsia = disturbo del processo di digestione, manifestato da dolore nell'addome
superiore, gonfiore e alterazioni della motilità dello stomaco e dell'intestino, diarrea,
vomito, febbre, ecc.; difficoltà a digerire
1. Gastrite acuta – infiammazione acuta della mucosa gastrica, dolore, nausea, vomito
Può essere causato da abuso di cibo, farmaci (aspirina), alcool, sostanze irritanti, stress (chirurgia), infezioni

2. Gastrite cronica – è il disturbo gastrico più comune,


che porta alla distruzione della mucosa gastrica
Circa 10% di gastrite ha origine autoimmune - ipoacidità,
anemia perniciosa o anemia di Biermer - uno dei tipi di
anemie megaloblastiche, a causa dell'assorbimento della
vitamina B12
La maggior parte del 90% - alcool, stress, infezione
da Helicobacter pylori

MALATTIA ULCEROSA
ULCERA = mancanza locale di tessuto, che supera la sottomucosa
Sembra a causa della mancanza di equilibrio tra fattori aggressivi e protettivi
gastrici.

Fattori aggressivi:
- acido cloridrico HCl è il principale
- pepsina
- aggressione termica e chimica sulla mucosa.

Fattori protettivi:
- Circolazione sanguigna nella mucosa gastrica
- Barriera mucosa, secrezione di muco
- Capacità di rigenerazione dell'epitelio

L'ulcera appare più spesso nel bulbo dello stomaco e nella parte antrale dello stomaco.

È una malattia frequente, con recidive ripetute, croniche.

Cause: è favorita dal fumo, alcol, da un’alimentazione inadeguata.

Complicazioni gravi: sono emorragia e perforazione: peritonite, la tendenza alla malignità solo


nell'ulcera gastrica
Principi terapeutici:
1- stimolazione di fattori protettivi gastrici
2- eradicazione dell'infezione da Helicobacter pylori
3- riduzione medica della secrezione acida – farmaci: Cimetidina, Omeprazolo
4- alimentazione corretta

MALATTIE DELL’INTESTINO TENUE


Celiachia (= intolleranza al glutine)
 A partire dall'infanzia (non solo), o dopo aver mangiato cibi contenente glutine
 Atrofia dei villi intestinali
 Causata dalla proteina più tossica nel glutine: l'α-gliadina
 Sembra associato alla presenza di antigeni HLA-B8 / DW3
 L'unico modo di trattamento è la dieta da cui escludiamo i cibi senza glutine (cereali: grano, orzo,
avena, segale)
 Infiammazione – enterite: da infiammazione moderata a necrosi

Morbo di Crohn (ileite terminale)

 Infiammazione progressiva, granulomatosa, non infettiva di tutta la parete intestinale


 La causa non viene chiarita, si assume il ruolo di alcuni fattori genetici favorevoli
 Può anche interessare altre aree del tratto digestivo
 A volte inizia dopo che le infezioni batteriche (pseudomonas, micobatterio) o virali, possono
essere considerate una reazione allergica alcuni alimenti
 L'inizio della malattia è favorito dal fumo, dalla tossicità industriale, da fattori psichici
 La forma tipica è caratterizzata dai sintomi:
 diarrea prolungata
 Febbre
 dolore addominale nel quadrante destro inferiore

A poco a poco va ad instaurarsi il malassorbimento


Complicazioni: - ileus - occlusione intestinale causata da una torsione dell'intestino
                           - fistola
- perforazione
- emorragia
                                                    - trasformazione maligna

Diverticolosi

Di solito asintomatica, ad eccezione del diverticolo di Meckel, che presenta gravi  complicazioni.


Il diverticolo di Meckel rappresenta un vestigio embrionale che a volte viene mantenuto anche nell'adulto,
come una formazione a "guanto-dito" ("fondo sacco") situata sul margine dell'ileo terminale, vicino al
cieco, dove l'arteria mesenterica superiore dà i rami terminali. 
L'importanza medica di questa anomalia è il suo potenziale di ulcerazione e sanguinamento, e come fonte
di altre complicazioni digestive.

Questo difetto embriologico può svilupparsi in occlusione intestinale.

I sintomi sono simili a quelli dell'appendicite acuta:


 Dolore: localizzato più frequentemente nella zona periombelicale, ma anche nella fossa
iliaca destra, nell’ipogastrio; dolore alla palpazione con o senza difesa muscolare.
 Febbre 38-38,5 ° C
 Leucocitosi (= elevato numero di leucociti – meccanismo di difesa cellulare)

   
Disturbi della motilità
- Sono associati a disturbi della secrezione e dell'assorbimento.
- La peristalsi accelerata si manifesta in infiammazione, infezione, labilità mentale.
- Alimenti dallo stomaco digerito in modo incompleto, il fumo accelererà la peristalsi intestinale.
- Aumenta il volume del contenuto intestinale a causa del ridotto assorbimento.
- Gli alimenti digeriti incompleti raggiungono l'intestino crasso.

MALATTIE DELL’INTESTINO CRASSO


MEGACOLON CONGENITO: 
estrema dilatazione del colon, caratterizzata da grave costipazione; richiede una
risoluzione chirurgica
DIVERTICOLI: 
spesso compaiono negli anziani, complici di diverticolite, ascesso, fistola, perforazione.
È importante consumare cibi ricchi di fibre!

SINDROME DEL COLON IRRITABILE: 


è un disturbo funzionale frequente caratterizzato da sintomi gastrointestinali e psico-vegetativi:
 Dolore addominale
 Sensazione di pienezza
 Costipazione, diarrea
 Ansia, insonnia, ipocondria

Trattamento: dieta e psicoterapia


COLITE MEMBRANOSA

Appare dopo il trattamento con antibiotici ad ampio spettro - cefalosporine, ampicillina

Sintomi: - diarrea acuta,


- subfebrilità

Complicazioni: - disidratazione
- perforazione

COLITE ULCEROSA
è una malattia cronica del colon e del retto caratterizzata da ulcerazioni
Ha una causa irrisolta, appare nella pubertà e nei giovani
Diarrea sanguinolenta, alternanza di periodi acuti (favoriti dallo stress) a periodi di calma
A seguito di infiammazione cronica la parete intestinale si ispessisce per la moltiplicazione
delle cellule del tessuto connettivo, che diventa rigido
Si formano pseudopolipi, rischio di trasformazione maligna
Emorragia, ileus, fistola anale, grave stenosi

- Conseguenze: - Anemia
- carenze vitaminiche

Disturbi della motilità

 Aumentata motilità, causata dall'infiammazione, porta alla perdita di acqua ed elettroliti


 L'ileo che può colpire l'intestino tenue e il colon risiede nell'impossibilità di transizione del
contenuto intestinale (ostacolo meccanico)

Ileo paralitico = mancanza di motilità, appare dopo chirurgia addominale, peritonite, calcolo renale. I
batteri si moltiplicano, le tossine batteriche entrano in circolazione.
Ileo meccanico = ostacoli meccanici (tumori, ernia strangolata, strangolamento postoperatorio).

Il peristaltismo è accentuato sopra all'ostacolo.


La parete intestinale ristretta è ipossica.
I batteri si moltiplicano ed entrano in circolazione.
PANCREATITE
Con l’attivazione dell'enzima pancreatico, l'auto-digestione pancreatica non si verifica normalmente
perché:
 Gli enzimi si trovano nel tessuto in forma inattiva – proenzimi
 L'α1-antitripsina inattiva gli enzimi eventualmente attivati
 La pressione intra-duttale è inferiore rispetto al parenchima (tessuto) così gli enzimi
prodotti possono uscire tramite il dotto pancratico entrano nella circolazione.

La pancreatite può essere acuta e cronica

PANCREATITE ACUTA – è la distruzione del parenchima pancreatico dovuta all'attivazione patologica


degli enzimi pancreatici.

Sintomi:
- dolore da moderato a forte
- malassorbimento a forme letali.

Il dolore addominale è acuto, aumentano i livelli di amilasi e lipasi pancreatiche.

Questo tipo di pancreatite è curabile, ma si ripete se la causa non è stata rimossa.

Cause
- Reflusso biliare (calcoli biliari, tumori): la bile attiva il tripsinogeno che attiva la lipasi, l'amilasi,
l'elastasi, distruggendo la mucosa dei dotti pancreatici; gli enzimi raggiungono il parenchima
pancreatico dove producono necrosi
- Infezioni biliari croniche - i patogeni raggiungono il parenchima attraverso vie canicolari o linfatiche,
producendo infiammazione acuta
- Eccesso alimentare seguito da abuso di alcool: la secrezione pancreatica diventa abbondante, viscosa.
Nel 50% dei decessi per intossicazione da alcol, è evidente la pancreatite necrotica acuta
- Infezioni virali – virus Coxsackie, Echo, Epstein Barr
- Interventi di chirurgia addominale, trauma addominale
- Farmaci: i corticosteroidi aumentano la viscosità, la morfina aumenta il tono dello sfintere
- Ipercalcemia (iperparatiroidismo), aumenta il contenuto di Ca delle secrezioni pancreatiche, ed è
stimolata la secrezione di tripsina
- Con la fame, se la ri-alimentazione non viene effettuata gradualmente, si verifica pancreatite acuta a
causa dell’aumento della viscosità delle secrezioni pancreatiche
- In stato di shock, ipossia (mancanza di O2)
- Veleno di serpenti, scorpioni

MECCANISMO DI PRODUZIONE

 L'aumento della pressione intra-pancreatica fa sì che gli enzimi raggiungano il


parenchima, causando infiammazione, edema, dolore.
 Gli enzimi in grandi quantità portano all'auto-digestione degli organi, alla necrosi.
 A causa della digestione enzimatica e dei risultanti composti tossici, le chinine
vasoattive  entrano nella circolazione sistemica e causano abbassamento della pressione
sanguigna e shock.

PANCREATITE ACUTE IN LABORATORIO


 Il livello di amilasi sierica aumenta e raggiunge 4-5 volte più alto dei valori normali
 Aumenta il livello di amilasi urinaria
 Crescita rapida e a lungo termine della lipasi sierica
 Aumenta i livelli di transaminasi epatica GOT, GPT
 Iperbilirubinemia dovuta a edema del canale coledociale
 Leucocitosi
 Iperglicemia transitoria

  Il canale coledociale si forma alla giunzione del dotto cistico (proviene


dalla cistifellea) con il dotto epatico (proviene dal fegato) e termina nel
duodeno dopo essersi unito al dotto pancreatico di Wirsung nell'ampolla di
Vater.

PANCREATITE CRONICA

 Si evolve progressivamente in insufficienza pancreatica.


 Può essere asintomatico a lungo.
 I casi ricorrenti con dolore e cambiamenti di laboratorio sono caratteristici.
 La pancreatite cronica non è una conseguenza della pancreatite acuta.
 Qualsiasi causa che può dare pancreatite acuta aggrava la progressione della pancreatite
cronica.

Cause:
- Alcolismo cronico - l'equivalente di 40-90mg di alcool puro / giorno per 10-15 anni
 La metabolizzazione dell'alcool viene effettuata con l'aiuto dell'alcool-deidrogenasi,
l'acetaldeide risultante è tossica
 Inizialmente le secrezioni pancreatiche sono aumentate quantitativamente e viscose, quindi
la secrezione diminuisce
- Idiopatia - specialmente negli anziani, possibile meccanismo autoimmune o sclerosi dell'arteria
pancreatica
- fibrosi cistica è una malattia congenita, che produce pancreatite cronica già nel bambino
- Basso apporto proteico, che porta a secrezioni viscose
- Ipercalcemia cronica, con depositi nei dotti pancreatici, conseguentemente ostruzioni, infiammazioni
- Compressione del condotto in tumori, cisti, tessuto cicatriziale
- Iperlipoproteinemia - dieta ricca di grassi

MECCANISMO DI PRODUZIONE

Le ostruzioni nei dotti portano ad un aumento della pressione intraduttale e intraacinaria, gli enzimi
pancreatici si attivano e raggiungono il parenchima, producendo ripetuti danni ai tessuti.
Atrofia del dotto, accumulo di tessuto connettivo che porta a compressione del nervo e dolore.

CAMBIAMENTI IN LABORATORIO

 Nei periodi di esacerbazione e nelle fasi terminali;


 Aumenta il livello di amilasi, lipasi pancreatica;
 Diarrea, steatorrea, riduzione del peso corporeo, ridotta tolleranza al glucosio.

EPATITI: MALATTIE DEL FEGATO


Aggressività epatica - di origine virale, tossica, parassitosi, disturbi metabolici
EPATITE VIRALE
 itterizia
 condizioni generali alterate: nausea, vomito, febbre, astenia
 aumento dei livelli sierici di transaminasi

Infezioni virali di tipo A, B, C, E, D


Il virus A  viene trasmesso per via fecale-orale, buona prognosi e infezione come anche il virus E
Il virus B  viene trasmesso per via parenterale, sessuale, iatrogena. La prognosi è negativa, per la
cronicizzazione e la cirrosi. La percentuale di portatori sani del virus B può raggiungere il 30%
Il virus C  comune nei tossicodipendenti - porta a cronicizzazione, cirrosi, cancro al fegato.
Trasmesso per via sanguigna.

Sostanze tossiche – possono arrivare al fegato e provocare la distruzione delle cellule del fegato,
con depositi di tessuto connettivo e cirrosi.

Il fegato è di dimensioni ridotte, consistenza dura, compressioni della via biliare e nelle vene, ipertensione
portale e ascite
L'insufficienza dei fattori della coagulazione porta al sanguinamento
La produzione di albumina diminuisce
Le sostanze tossiche possono essere:
 tossici industriali, fertilizzanti chimici, erbicidi, additivi alimentari, solventi organici
 farmaci
 consumo cronico di alcol - inizialmente si verifica la steatosi, quindi epatite alcolica e cirrosi
epatica

SEGNI DI MALATTIA EPATICA

Cambiamenti nella dimensione e nella consistenza del fegato:


 Necrosi iperacuta: più piccola e più morbida
 Malattie croniche – in esse è maggiore
 Cirrosi: consistenza dura
Itterizia
Ipertensione portale, ascite
Encefalopatia (da lievi disturbi al coma)
Astenia, anoressia, malassorbimento
Disturbi della coagulazione
Deficit di vitamine

CONSEGUENZE DELL'IPERTENSIONE PORTALE

 Il volume del sangue aumenta nel territorio viscerale, diminuisce in altri territori -


ipovolemia, ipoperfusione
 Splenomegalia
 Disturbi della motilità intestinale
 Ascite
 Circolazione collaterale - "testa di medusa" - varici periombelicali, esofagee, emorroidi
 Il sangue che bypassa il fegato trasporta l'ammoniaca nel cervello       encefalopatia portale

SINDROME
INFETTIVA
Malattie infettive - malattie causate da agenti infettivi (batteri, virus, funghi, protozoi) che possono essere
trasmessi da una persona all'altra.

Tutti i fenomeni biologici derivanti dalla penetrazione e dalla moltiplicazione di agenti patogeni nel corpo
costituiscono l’infezione.

L'insieme di disordini funzionali e modifiche di lesioni locali e sistemiche prodotti dalla reazione
dell'organismo alla penetrazione e alla propagazione di germi patogeni.

L'infezione non è la stessa cosa della malattia infettiva (questa è disturbo funzionale causato dalla
penetrazione di agenti patogeni)
 Infezione = entrata dell’agente microbico
 Malattia infettiva = produzione di infezione in risposta dell’ingresso dell’agente microbico

L'infezione si verifica quando l'agente patogeno entra nel corpo e si moltiplica; questo fenomeno può
portare all'insorgenza della malattia o no

Patogeno = agente patogeno infettivo che causa malattia e che utilizza le risorse del corpo per moltiplicarsi

Ospite = organismo infettato da un altro organismo; la risposta dell'ospite all'infezione è l'infiammazione

Virulenza = la capacità di un agente patogeno di causare una malattia in rapida e grave evoluzione

Non tutti gli organismi sono patogeni: ci sono miliardi di microrganismi nel nostro corpo, come i batteri
(saprofiti) per la maggior parte, che hanno una relazione simbiotica con il corpo, contribuendo a prevenire
la crescita e la propagazione di batteri nocivi.

Se i batteri saprofiti vengono eliminati, i patogeni possono causare infezioni.


Se i microrganismi che si trovano in determinati punti del corpo penetrano in altre aree, possono diventare
patogeni.

I postulati di Koch
Koch era un medico che ha stabilito quattro criteri per dimostrare che una particolare malattia infettiva
è prodotta da un agente patogeno specifico:
1. L'agente patogeno specifico deve essere associato ad ogni caso di malattia;
2. L'agente deve essere isolato dall'ospite e inserirlo nelle culture per far sì che si moltiplichi;
3. Quando l'agente patogeno coltivato in laboratorio viene presentato a un ospite sano, esso deve
causare la malattia;
4. Lo stesso patogeno deve poter essere isolato dall'ospite infetto dopo l'inoculazione.

Agenti patogeni
La maggior parte degli agenti infettivi che causano malattie sono di dimensioni microscopiche e portano il
nome di microbi o microrganismi:
 Batteri
 Virus
 Protozoi: Giardia lamblia, Trichomonas  intestinalis
 Funghi (causano micosi)
 Elminti: parassiti grandi, visibili a occhio nudo – Ascaris lumbricoides, Fasciola  hepatica, Taenia

Storia delle malattie infettive


È probabile che gli agenti infettivi abbiano sempre prodotto malattie della specie umana.

Il vaiolo è stato descritto in antichi scritti egiziani e cinesi e sembra essere stato responsabile di più morti di
tutte le altre malattie infettive messe insieme.

Ci sono dati sulla malaria e la poliomielite sin dai tempi antichi.

Nel XIV° secolo, la peste bubbonica o „la morte nera" uccise oltre 20 milioni di persone in Europa.

20 milioni di persone sono morte di AIDS.

La fonte d’infezione – la fonte di contaminazione


Vi sono vari posti e oggetti in cui vivono i batteri che contagiano l’organismo; ad esempio:
 L'ambiente circostante - ad es. acqua è l’ambiente del bacillo M. Tubercolosi
 Oggetti
 Cibi infetti, che portano microbi
Animali - ad es. la zecca  Malattia Lyme
                            mammiferi  rabbia
 Esseri umani - la più grande fonte di agenti patogeni si trova nel corpo umano, nei malati o nei
portatori sani (le persone hanno nel loro corpo i batteri ma possono o meno
mostrare segni di malattia)

Modalità di trasmissione
 Trasmissione diretta - quando una persona entra in contatto diretto con la fonte di infezione, senza
l'intervento di un altro elemento dall'ambiente esterno - ad es. attraverso i rapporti sessuali
 Trasmissione indiretta semplice - inalazione di organismi emessi da starnuti o tosse
 Trasmissione indiretta complessa: l'agente patogeno è in grado di resistere a condizioni ambientali
estreme all'esterno dell'ospite e rimane contagioso quando si presenta l'opportunità specifica
Esistono poi due modi principali di trasmissione:
 Trasmissione orizzontale - quando il corpo viene trasmesso da persona a persona nella stessa
generazione
 Trasmissione verticale - dalla madre al bambino durante la nascita, sviluppo fetale o allattamento
(come per i virus – HIV, epatite, herpes, citomegalovirus)
Vie d’ingresso
 Orifizi naturali: cavità orale, cavità nasali, occhi, organi genitali, ano

 Ferite aperte, incisioni chirurgiche

 Tubi di drenaggio, cateteri vescicali, linea endovenosa

Suscettibilità / ricettività dell’ospite


È la proporzione di una popolazione che può essere colpita da una particolare infezione.

La ricettività della malattia è definita dalla percentuale di persone che sviluppano una malattia clinicamente
manifesta.

La maggior parte delle persone non viene infettata facilmente.

I microrganismi di solito causano infezioni nelle persone debilitate, malnutrite, con malattie


croniche (cancro, diabete zuccherato) o immunodepresse.

Infezioni croniche o persistenti si verificano in persone con meccanismi di difesa immunitaria compromessi.

Resistenza dell’ospite
La prima linea di difesa contro le infezioni è l'integrità delle mucose e
delle membrane dell'ospite.
Forniscono prima di tutto una barriera fisica e poi una prima risposta
chimica: i componenti della pelle e delle mucose forniscono una
barriera chimica, come il lisozima prodotto da ghiandole sudoripare,
lacrime, secrezione nasale, secrezione urinaria, genitale, che contiene
un enzima che distrugge i batteri gram-positivi per la lisi di peptidoglicani, i quali sono componenti della
parete batterica.

Le ciglia vibranti delle cellule dell'albero respiratorio e il muco forniscono una "barriera" che impedisce ai
microrganismi di raggiungere i polmoni. Questo sistema di difesa viene distrutto dall'alcool, dal fumo

Saliva, lacrime, succo gastrico hanno anche loro un ruolo importante; sono secrezioni del nostro corpo che
contribuiscono alla difesa meccanica e chimica.

Lacrime, urina e saliva aiutano a "lavare" i microrganismi presenti a livello degli occhi, del tratto genitale e
della cavità orale. Le lacrime e la saliva contengono lisozima e numerosi enzimi protettivi, l'urina è acida
(fattore protettivo in più).

Il pH acido a livello gastrico protegge dai microrganismi che sono passati attraverso la cavità orale,
pochissimi di loro sopravvivono nell'ambiente acido.

Anche gli enzimi digestivi nel tratto digestivo superiore distruggono i patogeni

Flora normale che popola la pelle e la flora di diversi organi proteggono il corpo contro i batteri patogeni

Il sistema immunitario (cellule adibite alla difesa del corpo: linfociti, granulociti, neutrofili)

Qualsiasi processo che riduce il livello di queste secrezioni diminuisce la resistenza dell'ospite (nostro
corpo).

Gli organismi che non possono crescere e non possono


moltiplicarsi alla normale temperatura del corpo non hanno
potenziale patogeno nell‘organismo.

Un certo grado di febbre è benefico perché stimola l'attività del


sistema immunitario.

I germi anaerobici non possono moltiplicarsi in presenza di


ossigeno, quindi le aree del nostro corpo fortemente aerati non
forniscono un ambiente benefico.

Gli organi più favorevoli per gli organismi anaerobi sono infatti
le cavità!  

Meccanismi di difesa in alcuni organi


e sistemi del corpo (occhio, pelle, tratto
respiratorio, digestivo, urogenitale)

Suscettibilità dell’ospite
Dipende da alcuni meccanismi:
Perché si verifichi l'infezione, l'ospite deve  essere suscettibile all'infezione

La suscettibilità si verifica quando si ha una perdita dei meccanismi di difesa dell'ospite o un indebolimento


della sua resistenza
Fattori di rischio per lo sviluppo dell'infezione:
 Indebolimento dei meccanismi di difesa
 Fattori ambientali e di sviluppo
 Caratteristiche dell'agente patogeno

1- Indebolimento dei meccanismi di difesa

Questa situazione si riferisce a persone con immunodeficienze e immunocompromesse: queste


hanno una compromissione della funzione dei leucociti, bassi livelli di linfociti T e B.

L'immunodeficienza può essere:


 Congenito: difetto genetico, presente alla nascita
 Acquisito: malnutrizione, stress cronico, diabete zuccherato, insufficienza renale,
corticoterapia (cura cortisonica, molto invasiva), chemioterapia (nel cancro)

2- Fattori ambientali e di sviluppo

- Cattiva igiene - ad es. la pelle non lavata correttamente fornisce un ambiente favorevole per la


colonizzazione batterica
- La malnutrizione – la persona non si alimenta in modo sufficiente
- La malnutrizione proteica – deficit proteico porta a carenza di anticorpi
- La carenza di vitamine, minerali, che sono cofattori nelle reazioni enzimatiche necessarie per
supportare la risposta immunitaria (es. fagocitosi), la risposta umorale non specifica (attivazione
della coagulazione, attivazione del sistema del complemento nella risposta infiammatoria).
- Lesioni alle barriere naturali - pelle, mucose
- Stress emotivo e psichico
- Trattamenti medici e chirurgici
- Immunizzazione inadeguata (sostanze somministrate dall’esterno – vaccini)
- Le età estreme sono ad aumentato rischio infettivo.
Il sistema immunitario non si sviluppa completamente fino all'età di sei mesi
Nell'infanzia, all'interno delle comunità – scuola materna, scuola – il bambino è esposto a malattie
trasmissibili
- Gli incidenti, le escoriazioni sono comuni nei bambini; sono un cancello d'ingresso per i microrganismi

3- Caratteristiche dell’agente patogeno

La gravità di un'infezione dipende da una serie di fattori:

 Patogenicità = la probabilità che l'agente causi cambiamenti patogeni o malattie.

I fattori che influenzano la patogenicità sono:

 Specificità: si riferisce a potenziali ospiti; alcuni microrganismi colpiscono solo l'uomo o gli animali, altri
sia l'uomo che gli animali.

 Invasività (o infettività) è la capacità di un microrganismo di invadere i tessuti; questo può:


 penetrare attraverso tegumenti intatti
 penetrare solo quando esiste una discontinuità del tessuto
 produrre enzimi che facilitano la sua penetrazione nei tessuti

Esempi di enzimi batterici:


STREPTOCOCCO PYOGENES, che produce scarlattina, produce proteasi in grado di distruggere
le immunoglobuline dell'ospite
STAPHYLOCOCCUS AUREUS e PSEUDOMONAS AERUGINOSA producono ialuronidasi che
scompone l'acido ialuronico dal tessuto connettivo
EMOLISINE distruggono le cellule del sangue

Quantità  si riferisce al numero di microbi che riescono a invadere il corpo e riprodursi in esso

Virulenza si riferisce al grado di gravità della malattia che un agente patogeno può produrre.


Essa varia in base al meccanismo di difesa dell'ospite:
- nel caso di una persona immunodeficiente qualsiasi infezione è aggressiva e può mettere in
pericolo la sua vita
Nell'infezione con un agente molto virulento è necessario il diagnostico e il trattamento
precoce.

Adesività  capacità del patogeno di attaccarsi ai tessuti dell'ospite: ad es. esistono sostanze aderenti che
lo aiutano a aderire ai tessuti e proteggerlo dai meccanismi di difesa dell'ospite.

Antigenità  è il grado in cui un agente patogeno può indurre una risposta immunitaria specifica.
I microbi che invadono e si localizzano nei tessuti inizialmente causano una risposta cellulare;
indurranno poi una risposta immunitaria con la sintesi di anticorpi - Ac.

Viabilità  capacità di un agente patogeno di sopravvivere al di fuori dell'organismo ospite.


La maggior parte dei microbi non possono vivere e non possono moltiplicarsi all'esterno di una
fonte.

Tossicità  è correlata alla virulenza e descrive il potenziale di un agente patogeno di danneggiare i tessuti
ospiti introducendo e rilasciando tossine (i batteri danneggiano i tessuti del corpo interferendo
con le funzioni cellulari essenziali o rilasciando endotossine ed esotossine (definiscono la
tossicità del patogeno).

Tossicità
Le ESOTOSSINE sono enzimi batterici rilasciati durante la crescita batterica che distruggono le cellule ospiti
o ne compromettono la funzione.

Le ENTEROTOSSINE sono una classe di esotossine, sono secrete dai batteri che:
 infettano il tratto gastrointestinale
 hanno un effetto sul centro del vomito nel cervello
 producono gastroenterite acuta
 possono causare infiammazione, coagulazione, febbre

Le enterotossine più potenti:


 Tossina tetanica - Clostridium Tetani
 Tossina botulinica - Clostridium Botulinum

Le esotossine sono estremamente potenti


 Possono causare gravi danni all'organismo ospite
 Possono essere rilasciati durante la lisi batterica
 Possono esercitare effetti locali o sistemici
 Stimolano il sistema immunitario a produrre Ac.
 Possono essere molto tossici, sono fatali prima che il sistema immunitario produca la risposta
immunitaria
 La maggior parte delle esotossine può essere distrutta dal riscaldamento
 Sotto l'influenza della temperatura e del formolo possono essere trasformati in ANATOSSINE –
prive di tossicità e sono immunogene.

Le endotossine sono contenute all'interno delle pareti dei batteri gram-negativi e vengono rilasciate


durante la lisi batterica.

Si differenziano dalle esotossine in quanto non sono prodotte dai batteri per avere un effetto
dannoso sull'ospite - ad es. LPS lipopolisaccaride.

Sono responsabili delle manifestazioni cliniche drammatiche che accompagnano le infezioni da


batteri gram-negativi
- ex. Neisseria meningitidis è la forma batterica principale nella meningite (l’altra forma è virale), causa
dolori forti, cefalea, stimola centro del vomito, disturba l’equilibrio e da senso di disorientamento.

Possono causare shock endotossico quando la quantità e la virulenza di queste endotossine sono elevate.

Interazione agente patogeno – organismo ospite


L'interazione può essere di diversi tipi:
 Doppio vantaggio: l'interazione è reciprocamente vantaggiosa.

Es. E. coli fa parte della normale flora intestinale, riceve nutrienti dall'ospite e secerne vit. K
con ruolo importante nell'emostasi

 Vantaggio unilaterale: il microbo usa le capacità del corpo per moltiplicarsi ma non danneggia il
corpo
 Interazione parassitaria: i vermi intestinali traggono beneficio dall'interazione con l'ospite ma allo
stesso tempo lo danneggia

Fasi della malattia infettiva


1- Fase di incubazione: variabile, quasi istantanea fino ad anni. Durante questo periodo:
 l'agente patogeno si moltiplica
 la persona infetta non è contagiosa

2- Stadio prodromico: l'ospite è contagioso e accusa sintomi comuni non specifici: - febbre


                        - dolore muscolare
                        - mal di testa
                        - letargia-debolezza

3- Fase della malattia acuta: i microbi distruggono attivamente le cellule ospiti, colpendo i sistemi


specifici. Compaiono segni e sintomi specifici della malattia.
4- Fase di convalescenza: i meccanismi di difesa del corpo hanno fermato l'invasione batterica e
progredisce la guarigione del tessuto interessato.
Le espressioni cliniche della malattia infettiva variano in base all'agente patogeno coinvolto e
all'organo interessato.
Alcune malattie sono asintomatiche, rilevate solo da test di laboratorio.

Segni e sintomi
L'infiammazione acuta è la risposta immediata dell'organismo a lesioni o morte cellulare
1. Segni cardinali di infiammazione: arrossamento, calore, dolore, tumore, funzionalità lesa
(“ Rubor, calor, dolor, tumor, functio, laesa”)
2. Febbre: l'aumento della temperatura è un meccanismo di difesa del corpo, poiché
molti microrganismi non sopravvivono in ambienti ad alta temperatura. A oltre 40-41C° le
cellule nervose possono essere danneggiate
3. Leucocitosi: secondaria al rilascio di mediatori infiammatori, aumenta il numero di
leucociti circolanti. Nella fase acuta, aumenta il numero di neutrofili.

Confronto tra INFEZIONE VIRALE vs. INFEZIONE BATTERICA


I classici sintomi delle infezioni batteriche:
 sono più localizzati
 c'è una via d’ingresso rilevabile
 sintomi di infiammazione presenti
Le infezioni virali sono:
 Sistemiche
 i sintomi e i segni provengono da diversi sistemi del corpo: rinorrea, congestione nasale, tosse,
dolore muscolare, mal di testa (cefalea)
 il dolore è difficile da localizzare, rare eccezioni per dolore acuto molto forte (ad es. eruzione
dell'herpes)

Diagnosi di malattia infettiva


La valutazione corretta aiuta nella diagnosi delle malattie infettive, nel trattamento adeguato e nell'evitare
complicazioni.
Sono necessarie:
- Anamnesi
- Esame clinico dettagliato
- Test paraclinici appropriati:
Per evidenziare il numero di leucociti  formula leucocitaria
Fare esame del sangue  striscio periferico  VES (velocità di sedimentazione) delle emazie
Si prendono colture da diversi prodotti biologici: sangue, urine, feci, liquido
cerebrospinale, secrezione faringea, da ferite
Si effettua un esame sierologico per l'identificazione degli anticorpi
radiografie, TC, risonanza magnetica

Sepsi  è una grave condizione medica, caratterizzata da una risposta infiammatoria sistemica e
dalla presenza di un'infezione nota o sospetta.
La sepsi necessita di:
 via d'ingresso per I batteri
 Focolaio settico
 Batteriemia (= batteri nel sangue)
 Metastasi settiche

La risposta immunitaria dell'ospite all'infezione determina la maggior parte dei sintomi.

La risposta infiammatoria sistemica caratterizzata da:


 tachicardia
 polipnea (respirazione accelerata)
 Leucocitosi (elevato numero di leucociti nel sangue)
 aumento della temperatura corporea (febbre)

INFEZIONE CRONICA
 Una reazione infiammatoria che dura più di 2-3  settimane è considerata un'infiammazione cronica
 Il corpo isolerà un patogeno che non può distruggere (come nel caso dei micobatteri dalla
tubercolosi). 
I virus comuni che possono causare infezioni croniche sono, ad esempio, i virus epatici
 I batteri possono causare condizioni croniche, specialmente nelle persone con diverse malattie
croniche (come il diabete zuccherato)
 Un processo infiammatorio cronico è una continua stimolazione antigenica per il corpo e può
portare alla comparsa di una malattia  autoimmune (es. cardite reumatica dopo streptococco β-
emolitico

INFEZIONE e CANCRO
Cause di infezione nel malato di cancro:
- Interferenza con la risposta immunitaria per l’infiltrazione del midollo osseo ematogeno con
cellule neoplasiche (es: leucemia acuta, leucemia linfocitica cronaca, mieloma multiplo)
- Mielosoppressione (= riduzione n. leucociti, globuli rossi, piastrine dal sangue circolante) per la
chemioterapia, radioterapia nel cancro.
- La corticoterapia aumenta il rischio di infezione
- Grado di neutropenia: numero ridotto di neutrofili significa che il paziente ha un'infezione
- La durata della neutropenia è correlata alla probabilità di infezione

I sistemi di difesa del corpo


Prima linea di difesa  barriere meccaniche

Poi sistema immunitario: difesa contro i patogeni, ruolo nell'omeostasi rimuovendo i detriti cellulari

Esistono 4 elementi di base del sistema immunitario:


1- Specificità = la capacità di reagire a un singolo antigene
2- Diversità = la capacità di rispondere a diversi agenti patogeni
3- Adattabilità = la capacità di produrre la risposta ottimale per combattere l'agente patogeno
4- La capacità di rispondere ai patogeni non incontrati in precedenza

Immunità
Può essere congenito o acquisito.

 IMMUNITA’ CONGENITA: la risposta cellulare è l'infiammazione;


 IMMUNITA’ ACQUISITA: una specifica risposta selettiva nei confronti di un agente estraneo a cui
il corpo è già stato esposto.

1- Nella prima fase, il sistema immunitario riconosce l'Ag (antigene)

Ag = una proteina o un polisaccaride attaccati o dalla struttura dell'agente patogeno

2- Nella seconda fase c'è una reazione contro l’Ag.

APTENE = un Ag. incompleto che, se combinato con una molecola più grande, può innescare una
risposta immunitaria

Componenti del sistema immunitario


 Centrali: - midollo osseo ematogeno
                  - timo
 Periferici: - sistema linfatico
                  - milza
                  - tessuto linfatico associato a mucose, intestino,
bronchi
                     
TIMO
 Una borsa di cellule epiteliali e linfociti
 Situato nella parte anteriore del collo, davanti alla tiroide
 Diminuisce di dimensioni con l'invecchiamento (diminuisce la
produzione di cellule, invece midollo osseo ematogeno
continua per tutta la vita)

SISTEMA LINFATICO
 Il ruolo del trasporto di Ag in cellule specifiche e Ac (anticorpi) + altre cellule immunitarie lontano
dai tessuti
 Un sistema di vasi linfatici con valvole unidirezionali, che portano la linfa ai linfonodi
Drenaggio della linfa - fatta di liquido interstiziale, plasma, leucociti
 Ag. vengono trasportati dalla linfa e presentati agli organi linfatici dove incontrano le cellule del
sistema immunitario

MILZA
 Responsabile della distruzione di vecchi globuli rossi
 Ruolo nel dare inizio alla risposta immunitaria

Le superfici delle mucose comprendono il 50% del tessuto linfatico totale, contengono:
Linfociti B e T
Macrofagi
Essi sono le cellule principali nella risposta immunitaria
 
LINFOCITI T  prendono il nome dal timo, luogo del loro differenziamento e maturazione
 LINFOCITI T-HELPER (T4) – sono importanti per indirizzare la risposta immunitaria, stimolando altre
cellule del sistema immunitario
 LINFOCITI T CITOTOSSICI – sono in grado di uccidere direttamente le cellule infette, tumorali o
trapiantate.

LINFOCITI B sono differenziati nel midollo osseo  ematogeno


   - Sono stimolati dall'Ag. e linfociti T.
   - Si trasformano in cellule che producono Ac (anticorpi)

CELLULE NATURAL KILLER (NK)


    - Sono prodotti dalle cellule del sistema linfatico
    - Agiscono come componenti della  risposta immunitaria innata

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