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SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA

La prospettiva funzionalista
SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA

Secondo il sociologo francese Emilé Durkheim “non bisogna dire che


un atto urta la coscienza comune perché ́ è criminale, ma che è
criminale perché urta la coscienza comune” (Divisione del Lavoro
Sociale,1893)

La devianza suppone la presenza:


• di un individuo o un gruppo;
• delle norme che vengono violate;
• di un gruppo che reagisce a tale violazione.
SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA

La devianza implica:
• relatività, nel senso che la sua percezione può dipendere dalle
situazioni oppure cambiare nel corso del tempo;
• mancanza di consenso, in quanto in uno stesso gruppo sociale
possono coesistere opinioni/orientamenti diversi per definire un
comportamento deviante;
• ambiguità, cioè non sempre è chiaro cosa è deviante
SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA

Se possono essere considerati devianti azioni o atti verbali che


incorrono in sanzioni, la devianza è determinata dalla sanzione.
La sanzione, a sua volta, è stabilita in base alla violazione di una norma

Di conseguenza stabilita:
• esiste un comportamento deviante in quanto tale?
• esistono forme di devianza universale oppure sono sempre
determinate all’interno di un gruppo sociale?
TEORIE FUNZIONALISTE DELLA DEVIANZA
La devianza è la non conformità a una norma o a un complesso di
norme accettate da un numero significativo di individui all’interno di
una collettività.
TEORIE FUNZIONALISTE DELLA DEVIANZA
Il deviante è dunque un trasgressore, ossia è chi non rispetta una
norma.
TEORIE FUNZIONALISTE DELLA DEVIANZA
Devianza e criminalità spesso coincidono anche se non sono sinonimi.

Il concetto di devianza è più ampio, mentre la criminalità si riferisce


esclusivamente ai comportamenti che violano la legge.
TEORIE FUNZIONALISTE DELLA DEVIANZA
Devianza comportamento non conforme a una norma
sociale sociologia della devianza

Criminalità comportamento che viola la legge (reato)


criminologia
TEORIE FUNZIONALISTE DELLA DEVIANZA
Emilé Durkheim anomia

Robert Merton teoria della tensione

Lawrence Cohen e altri spiegazioni delinquenziali


TEORIE FUNZIONALISTE DELLA DEVIANZA
In linea generale, le teorie funzionaliste considerano la devianza e la
criminalità come il risultato di tensioni strutturali dovute alla scarsa
regolazione morale all’interno della società
TEORIA DELL’ANOMIA
Secondo Durkheim, l’anomia (letteralmente assenza di norme) è
prodotta da una assenza di valori.
Specie nei momenti di transizione sociale (es. la produzione
capitalistica), allorquando le norme tradizionali non vengono sostituite
da altri punti di riferimento, viene a crearsi un vuoto che produce
devianza
TEORIA DELL’ANOMIA

La devianza non è altro che un fatto sociale e come tale è:


• inevitabile;
• necessaria.
TEORIA DELL’ANOMIA
La devianza è inevitabile perché:
• nessuna società riesce a raggiungere un consenso totale sui valori e
in base alle norme che la governano;
• le società moderne concedono ampio spazio alle libere scelte
individuali

La devianza è dunque il risultato di un minor conformismo?


TEORIA DELL’ANOMIA

La devianza è necessaria perché:


• esercita una funzione adattiva;
• è sostenta da una volontà d’innovazione
• esorta una risposta collettiva che rafforza la solidarietà di un gruppo
• rende maggiormente esplicite le norme sociali in vigore.
TEORIA DELL’ANOMIA

Secondo Emile Durkheim l’anomia è una caratteristica oggettiva del


sistema culturale (Il suicidio, 1897).

Di conseguenza la devianza è prodotta dalla mancanza di norme sociali


atte a mantenere entro determinati limiti il comportamento
dell’individuo.
Quale caratteristica oggettiva del sistema culturale, la devianza non è
semplicemente una reazione individuale
TEORIA DELLA TENSIONE
Secondo Robert Merton, la concezione della devianza come esito di
impulsi biologici è inidonea a spiegare (Teoria e struttura sociale, 19 ):
• la diversa frequenza dei comportamenti devianti nelle diverse
strutture sociali;
• le diverse forme e modelli con cui si manifestano le deviazioni nelle
diverse strutture sociali.
TEORIA DELLA TENSIONE
Occorre piuttosto individuare i modi in cui alcune strutture sociali
esercitano una particolare pressione su alcuni membri della società
inducendoli ad adottare una condotta deviante.
Cosicché i comportamenti devianti possono essere considerati come
una reazione normale al contesto sociale in cui gli individui devianti si
collocano
TEORIA DELLA TENSIONE
L’analisi di Merton si concentra dunque sulle fonti sociali e culturali del
comportamento deviante, secondo una prospettiva cosiddetta
strutturalistica.
In breve, la mancata integrazione tra struttura culturale e struttura
sociale determina tensione e quindi violazione o assenza di norme
(anomia)
TEORIA DELLA TENSIONE
Merton fonda la sua teoria sul contrasto tra struttura sociale e
struttura culturale.
La struttura culturale definisce le mete verso cui tendere e i mezzi con
cui raggiungerle
La struttura sociale rappresenta le effettive opportunità che si hanno
nel raggiungimento delle mete prefissate con i mezzi scelti
TEORIA DELLA TENSIONE
L’approccio di Merton mette in relazione instabilità della struttura
sociale con il vuoto normativo.
TEORIA DELLA TENSIONE
Siccome è l’instabilità della struttura sociale la causa dell’anomia,
secondo Merton, l’anomia determina alcuni modelli di adattamento
sociale.
Questi vengono definiti comportamenti devianti ed esprimono il tipo
di adattamento come reazione all’assenza di regole
TEORIA DELLA TENSIONE
La tensione tra struttura sociale e struttura culturale produce le
seguenti forme di comportamento adattivo
• Conformità
• Innovazione
• Ritualismo
• Rinuncia
• Ribellione
TEORIA DELLA TENSIONE
Si tratta di categorie da riferire non alla personalità, ma al
comportamento di ruolo che ogni individuo assume in situazioni
specifiche.
Quali modi di adattamento individuale possono essere considerate
delle reazione persistenti
TEORIA DELLA TENSIONE
Conformità
E’ il tipo di comportamento che garantisce la stabilità e la continuità
della società.
In tal senso, la conformità è un modo di adattamento individuale che
garantisce l’ordine sociale.
Consiste in un comportamento adottato in base a modelli culturali
prestabiliti, sedimentati nel lungo periodo.
TEORIA DELLA TENSIONE
Innovazione
Si sviluppa quando un sistema di valori esalta mete di successo comuni
a tutte le fasce della popolazione, mentre la struttura sociale riduce o
blocca per una parte considerevole della stessa popolazione l’accesso a
tali mete.
Presuppone che i mezzi utilizzati non siano stati integralmente
interiorizzati
Di conseguenza, esprime una socializzazione imperfetta.
TEORIA DELLA TENSIONE
Innovazione
Tiene conto dell’individuazione degli elementi della struttura sociale
che predispongono al comportamento innovativo responsabili della
produzione di maggiore quantità di comportamenti devianti in un
determinato gruppo sociale.
TEORIA DELLA TENSIONE
Innovazione
La diffusione di questa tipologia di comportamenti devianti determina
l’espansione dell’anomia entro il sistema sociale perché essi possono
essere funzionali e disfunzionali allo stesso tempo (esempio la
religione)
TEORIA DELLA TENSIONE
Ritualismo
Pur manifestandosi come deviazione da un modello culturale
raramente costituisce un problema di carattere sociale in quanto è
strettamente vincolato all’osservanza di norme istituzionali.
Di conseguenza, il mantenimento dell’ordine sociale avviene mediante
la conoscenza e il controllo delle azioni di routines (es: la burocrazia)
TEORIA DELLA TENSIONE
Rinuncia
Riguarda l’evasione dalle imposizioni della società e il rigetto sia delle
mete che dei mezzi istituzionalizzati.
Consiste quindi più che altro in un modo di adattamento privato e non
collettivo.
Chi lo adotta può anche far parte di subculture di gruppi devianti (es:
centri sociali)
TEORIA DELLA TENSIONE
Ribellione
E’ un modo di adattamento che mira a istituzionalizzare nuove mete e
comportamenti condivisi al fine di determinare/ rappresentare una
struttura sociale alternativa.
Prevede la formazione di sottogruppi alienati dal resto della società ma
solidali tra loro (es: gang criminali; movimenti giovanili)
TEORIA DELLA TENSIONE
Ribellione
Allorquando coinvolge un gruppo rilevante di individui, tale modalità di
adattamento può avere l’obiettivo di modificare la struttura sociale e
culturale
CRITICHE ALLA TEORIA DELLA TENSIONE
La teoria mertoniana si adatta solo al caso di sistemi culturali
caratterizzati da una perfetta integrazione.
Merton individua nella struttura della società la fonte del
comportamento criminale.
Con il concetto di anomia intende la tensione cui è sottoposto il
comportamento individuale quando norme e realtà sociale entrano in
conflitto.

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