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Articolo 21

L’articolo 21 è alla base dell’informazione, è dunque il fondamento istituzionale della libertà di


manifestazione del pensiero, rientra nella parte prima della nostra carta costituzionale e risulta lungo e
molto dettagliato nei suoi diversi comma.

I COMMA: La libertà di manifestare il proprio pensiero è garantita per tutti e attraverso qualsiasi
mezzo( parola, scrittura e altri mezzi), da notare qui la lungimiranza dei nostri costituenti, si sa bene che nel
1947 non esisteva neanche la Televisione, mentre il mezzo principe era la stampa infatti il

II COMMA: si dedica principalmente alla stampa. La Costituzione si occupa subito di fissare due divieti
molto rigidi, stabilendo che la stampa è libera e non può essere costretta da autorizzazioni e censure.

- Autorizzazione: si intende la richiesta che un soggetto che vuole pubblicare uno scritto deve fare ad
un organo amministrativo di politica competente, dunque un’autorizzazione sulle modalità di
pubblicazione , sul mezzo di pubblicazione del proprio pensiero.
- Censura: invece attiene al contenuto del proprio pensiero , la stampa non può quindi essere
vincolata ne a richieste preventive di autorizzazione, ne a controlli e censure sul contenuto di quel
che viene detto.

Tale comma è sicuramente frutto dell’esperienza negativa maturata nel periodo fascista, perché durante
tale periodo nonostante esistesse lo Statuto Albertino con l’art. 28 che dice che la Stampa è libera ma una
legge ne reprime gli abusi. Il Fascismo con il suo approccio assai ristrettivo e liberale in materie di diffusione
di stampa ed opinione, come dice il Caretti, durante la dittatura furono affrontate tutta una serie di misure
volte al controllo restrittivo della diffusione della libertà di manifestazione del pensiero sia dal punto di vista
dell’autorizzazione della stampa che per quanto riguardava la censura. Dunque questo II comma fa capire
come i costituenti abbiano subito voluto operare una cesura nei confronti del periodo fascista. Infatti tutto
il seguito dell’art. 21 risente di questo imprinting iniziale, di questa necessità di stacco dal Fascismo.

III COMMA: fissa una delle 2 riserve che caratterizza i suddetti fatti, ci sono appunto 2 riserve che l’art. della
Costituzione pone e sono la riserva di legge e la riserva di giurisprudenza, istituti che spesso la Costituzione
utilizza tutela dei diritti fondamentali e consiste nel fatto che la Costituzione ci dice esplicitamente che è
possibile procedere a sequestro di un atto stampato solo nei casi stabiliti dalla legge, quindi la riserva di
legge sta a segnalare che può essere soltanto un atto legislativo approvato dal Parlamento a identificare i
casi in cui è eventualmente possibile procedere al sequestro, ma il comma ci dice anche che soltanto
intervento di un giudice può effettivamente applicare la previsione del sequestro, cioè deve essere una atto
motivato dell’autorità giudiziaria a stabilire che effettivamente ci si ritrova in una di quelle condizioni
previste dalla legge per cui si può procedere a sequestro, quindi riserva di legge e riserva di giurisdizione.

IV COMMA: tratta l’eccezione a quello che abbiamo appena detto, nei casi di assoluta urgenza, quando non
sia possibile un intervento tempestivo dell’autorità giudiziaria, può anche essere ammesso l’intervento di
ufficiali di polizia giudiziaria, ma questo intervento deve essere immediatamente denunziato all’autorità
giudiziaria che comunque si deve pronunciare nelle successive 24 ore, per cui la riserva di giurisdizione deve
essere comunque garantita. Il senso è quello di sottrarre il potere di sequestro alla polizia che è
sostanzialmente dipendente dal potere esecutivo e quindi garantire che la liberta di manifestazione non
possa essere limitata dall’intervento dell’esecutivo (polizia) che potrebbero essere espressione soltanto di
una parte politica e non dell’intero sistema politico.
V COMMA: aggiunge un tassello in più rispetto all’impostazione molto liberale che la normativa sulla
stampa aveva già con lo Statuto Albertino, sostanzialmente i costituenti rendendosi conto dell’incidenza
che la stampa ha sull’opinione pubblica quindi sull’impianto democratico del paese, hanno voluto
prevedere la possibilità che la legge stabilisca che possano essere resi noti i mezzi di finanziamento, cioè
con che soldi viene pubblicato un quotidiano? Una forma di trasparenza ulteriore che aggiunge un aspetto
in più rispetto alla libertà di pensiero nella sua versione negativa, negativa perché fino ad ora l’arti 21 ci ha
detto che lo Stato non deve limitare la libertà di manifestazione del pensiero, la libertà negativa dello stato
appunto perché non deve ingerire limitando questo diritto fondamentale dei cittadini, qui la Costituzione
dice anche che cosa lo Stato può fare in senso positivo per garantire non solo la libertà di manifestazione
ma anche la libertà di avere un’informazione completa della quale si conosce la provenienza.

VI COMMA: contiene dunque l’unico limite esplicito, alla libertà di manifestazione che è costituito dal buon
costume, questa è la parte dell’articolo che più risente del tempo in cui l’articolo è stato scritto perché è
evidente che manifestazioni contrarie al buon costume è una locuzione assai vaga, con conseguenti
difficoltà nella definizione di cosa si possa intendere per buon costume, il buon costume è qualcosa che
potrebbe fare riferimento alla sfera morale, ma la sfera morale è qualcosa di assai poco oggettivo, varia da
soggetto a soggetto e anche a seconda del contesto culturale, sociale, del momento storico di un paese e di
una Nazione, per cui, tale nozione ha subito nel corso degli anni varie interpretazioni finché si è giunti ad
una nozione condivisa intesa come tutela della sfera del pudore sessuale con particolare riferimento alla
tutela dei minori, va però detto che il limite esplicito del buon costume è appunto l’unico limite esplicito ma
è evidente che la libertà di espressione può subire limitazioni anche rispetto ad altri principi e o valori che
quindi rappresentano dei limiti impliciti, si pensi ad esempio all’onore e alle reputazione, la libertà di
manifestazione deve essere bilanciata dal principio del mantenimento della propria reputazione e del
proprio onore, per cui io non posso dire qualsiasi cosa rispetto un soggetto terzo semplicemente invocando
l’art. 21, esiste il limite esplicito del buon costume che è quello riportato dall’articolo 21 ma esistono anche
dei limiti impliciti ricavabili dalla lettura della Costituzione e dei principi che essa pone.

L’articolo 21 si differenzia dall’articolo 15 che è un altro articolo che compare nel titolo primo della nostra
carta e nei diritti civili e tutela la segretezza della corrispondenza, anche questo prevede le due riserve, di
legge e di giurisdizione, ma al contrario del 21 garantisce e tutela la libertà e la segretezza della
corrispondenza e della comunicazione tra 2 o più interlocutori individuabili, invece l’articolo 21 che si
rivolge alla libertà di manifestazione del pensiero ha un gruppo di soggetti non identificabili. Due articoli
che si combinano tra loro ma riguardano sfere diverse. Peraltro sempre rispetto ad altri articoli della
Costituzione l’articolo 21 può essere letto sotto un profilo negativo nel senso che è vero che questo
garantisce tutti nella possibilità di esprimere il proprio pensiero ma si può anche leggere in forma negativa,
garantisce a tutti di non esprimere le proprie idee, si pensi al collegamento all’articolo 48 che prevede che
il voto è segreto, l’articolo 21 garantisce quindi anche un diretto al silenzio che viene meno quando c’è un
principio o un valore di rilevanza costituzionale che interviene per far venire meno questo silenzio per
necessità.